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	<title>Cronache Laiche &#187; stati uniti</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>La &#8220;caduta intelligente&#8221;: e se l&#8217;evoluzionismo non fosse l&#8217;unica teoria in crisi?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 02:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/la-caduta-intelligente-e-se-levoluzionismo-non-fosse-lunica-teoria-in-crisi/><img src=http://www.humanistlife.org.uk/wp-content/uploads/2010/06/charles-darwin-320x240.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La teoria del Disegno Intelligente (ID) sostiene che «alcune caratteristiche dell&#8217;universo e delle cose viventi sono spiegabili meglio attraverso una causa intelligente, non attraverso un processo non pilotato come la selezione naturale» ed è sostanzialmente una rivisitazione in chiave moderna (e più astuta) del buon vecchio creazionismo. L&#8217;attualizzazione di questa teoria, che ha iniziato a far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.humanistlife.org.uk/wp-content/uploads/2010/06/charles-darwin-320x240.jpg" alt="" width="320" height="240" />La teoria del <strong>Disegno Intelligente</strong> (ID) sostiene che <em>«alcune caratteristiche dell&#8217;universo e delle cose viventi sono spiegabili meglio attraverso una causa intelligente, non attraverso un processo non pilotato come la selezione naturale» </em>ed è sostanzialmente una rivisitazione in chiave moderna (e più <em>astuta</em>) del buon vecchio creazionismo. L&#8217;attualizzazione di questa teoria, che ha iniziato a far parlare di sè negli USA dei primi anni 90, consiste principalmente in due accorgimenti: il primo è che per promuovere, sponsorizzare e sostenere l&#8217;ID è stato istituito un vero e proprio <em>think tank</em>, una organizzazione politicamente conservatrice che ha sostenuto numerose battaglie legali per ottenere che nella scuola pubblica americana venisse insegnato l&#8217;ID al fianco dell&#8217;evoluzionismo, in modo che ogni studente potesse, autonomamente, scegliere cosa considerare veritiero, operando una <em>decisione informata.</em> Il secondo punto, su cui si abbandonano per un momento i vecchi binari del creazionismo, è che il solito approccio all&#8217;<strong>argomento teleologico</strong> viene modificato quel tanto che basta per poter far riferimento ad un<em> supremo disegnatore </em>senza tuttavia doverne spiegare l&#8217;identità o la natura:</p>
<p><em>«ID non è un nuovo argomento scientifico, ma piuttosto è un vecchio argomento religioso per l&#8217;esistenza di Dio. Ha ricondotto questo argomento indietro almeno fino a Tommaso d&#8217;Aquino nel XIII secolo, il quale definì l&#8217;argomento con un sillogismo: &#8220;ogniqualvolta un disegno intelligente esiste, deve essere esistito un disegnatore; la natura è complessa; dunque la natura deve aver avuto un disegnatore intelligente&#8221;. Questa dimostrazione dell&#8217;esistenza di Dio fu avanzata all&#8217;inizio del XIX secolo dal reverendo William Paley [...] Apparentemente, l&#8217;unica differenza tra la prova di Paley e la prova per l&#8217;ID, così come detto dagli esperti della difesa Behe e Minnich, è che la &#8216;posizione ufficiale&#8217; dell&#8217;ID non riconosce che il disegnatore sia Dio»</em><a href="http://en.wikisource.org/wiki/Kitzmiller_v._Dover_Area_School_District/2:Context#Page_24_of_139"> (Kitzmiller v. Dover Area School District vol 4, 20 dicembre 2005, Decisione, p. 24)</a>.</p>
<p><em>«Il disegno intelligente non affronta questioni metafisiche e religiose come la natura o l&#8217;identità del disegnatore; la natura, il carattere morale e gli scopi di questa intelligenza giacciono olre la competenza della scienza e devono essere lasciati alla religione e alla filosofia»</em> (<a href="http://www.discovery.org/scripts/viewDB/filesDB-download.php?command=download&amp;id=565">Discovery Institute</a>).</p>
<p>Da più parti sono state portate argomentazioni a favore di questa teoria, ma, dopo aspri dibattiti, la stragrande maggioranza delle comunità scientifiche ha concluso che il <em>so called &#8220;intelligent&#8221; </em>Design <strong><a href="http://www.aaas.org/news/releases/2002/1106id2.shtml">non è considerabile una teoria scientifica</a>.</strong> Per far capire la proporzione della cosa,  quando il <strong>Discovery Institute</strong> propose la petizione<em> &#8220;Un dissenso scientifico dal Darwinismo&#8221;</em>, ottenne ben 700 adesioni di scienziati, dal 2001 al 2006. La (sarcastica?) contro-petizione <em>&#8220;Un supporto scientifico al Darwinismo&#8221;</em> ottenne 7733 firme in 4 giorni.</p>
<p>Anche su internet, in cui spesso la satira dilaga, si è sviluppato un fenomeno parodistico dell&#8217;ID, nato nel 2002 ad opera di Jeff Stubbs e conosciuto come IF, <strong>Intelligent Falling</strong>. Analogamente all&#8217;ID, anche l&#8217;IF propone una spiegazione<strong> sovrannaturale</strong> e <strong>pseudoscientifica</strong> di un fenomeno fisico: <strong>la forza di gravità</strong>. Secondo l&#8217;IF, infatti, la concezione scientifica della forza di gravità non è in grado di spiegare tutti gli aspetti del fenomeno e quindi deve esistere una <em>volontà divina</em> in grado di causare la caduta degli oggetti. Parodiando le tipiche espressioni del creazionismo (e accennando ironicamente al classico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_dei_tre_corpi">problema dei tre corpi</a>), Jeff Stubbs scrisse: <em>«Non mi piace la teoria della gravità, mi sento insultato personalmente dal fatto che le strutture progettate dagli ingegneri considerino solo la massa fisica. E riguardo alle nostre anime? Propongo che le classi di scienze insegnino anche la teoria della &#8220;presa intelligente&#8221;. Non c&#8217;è modo in cui una forza debole come la gravità possa tenere tutto fisso al pianeta. Dev&#8217;essere Dio, usando le nostre anime, a tenere tutto insieme. Ho pensato a ciò per un po&#8217; di tempo, e penso che sia il momento di discutere la mia teoria della caduta intelligente. Sono stato ispirato a mettere in discussione il dogma newtoniano sulla &#8220;gravità&#8221;, quando ho appreso che la scienza non può spiegare il movimento di tre cose in una sola volta. Certamente le leggi newtoniane possono spiegare il movimento di due cose, ma i &#8220;newtoniani&#8221; non possono spiegare il modo in cui un terzo oggetto possa influire su questo movimento»</em>.</p>
<p>A partire da questo <em>input</em>, la comunità di internet ha fatto il resto, cogliendo e sviluppando ogni possibile analogia tra ID e IF: c&#8217;è chi si è rifatto alla difficoltà di conciliare la moderna meccanica quantistica con la gravità per definire quest&#8217;ultima una <em>&#8220;teoria in crisi&#8221;</em>, altri hanno voluto ricordare che quella della gravità <em>è solo una teoria</em> e che quindi l&#8217;IF dovrebbe essere insegnato nelle scuole al pari della teoria della gravitazione, in modo che ogni studente abbia garantito il diritto ad una <em>&#8220;decisione informata&#8221;</em>, secondo i principi del <em>&#8220;Teach the Controversy&#8221;.</em> Il giornale satirico <strong>&#8220;The Onion&#8221;</strong> ha contribuito a diffondere questo fenomeno, pubblicando <a href="http://www.theonion.com/articles/evangelical-scientists-refute-gravity-with-new-int,1778/">un articolo</a> ormai celebre.</p>
<p>Per quanto l&#8217;Intelligent Falling sia <em>appositamente</em> stato elaborato come <em>assurda parodia</em>, le sue argomentazioni (pur non coincidendo) hanno dei punti in comune con altre pensatori e correnti filosofiche, tra cui lo stesso Isaac Newton, il reverendo William Asbury Williams e l&#8217;<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/occasionalismo-ovvero-perche-lislam-ha-bisogno-di-infedeli-per-costruire-la-bomba/">occasionalismo</a> islamico.</p>
<p>Come illustrato da R. Dawkins in un suo <a href="http://www.ted.com/talks/lang/eng/richard_dawkins_on_militant_atheism.html">coraggioso discorso</a>, però: <em>«L&#8217;argomento standard creazionista  prende le mosse proprio dall&#8217;improbabilità statistica. Le creature viventi sarebbero troppo complesse per essere create dal caso, quindi deve esserci stato un creatore. L&#8217;argomento, naturalmente, si spara nel piede: ogni creatore capace di realizzare qualcosa di veramente complesso deve essere ancora più complesso lui stesso. E questo prima ancora di cominciare con le altre cose che ci aspettiamo da lui, come perdonare i peccati, benedire i matrimoni, ascoltare le preghiere, favorirci in una guerra, biasimare le nostre vite sessuali, e così via».</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>Visit New York</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 05:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/visit-new-york/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/statue-of-liberty-206x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dunque, anche lo Stato di New York legalizza il matrimonio omosessuale, seguendo l&#8217;esempio di altri stati &#8211; come il Connecticut o l&#8217;lowa &#8211; e dopo aver deciso già tre anni fa di riconoscere quelli celebrati negli altri stati dell&#8217;Unione. Ora bisognerà vedere se questa legge resisterà ai prevedibili ricorsi o addirittura a un ipotetico referendum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/statue-of-liberty.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24039" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/statue-of-liberty-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a> Dunque, anche lo Stato di <strong>New York</strong> legalizza il matrimonio omosessuale, seguendo l&#8217;esempio di altri stati &#8211; come il Connecticut o l&#8217;lowa &#8211; e dopo aver deciso già tre anni fa di riconoscere quelli celebrati negli altri stati dell&#8217;Unione. Ora bisognerà vedere se questa legge resisterà ai prevedibili ricorsi o addirittura a un ipotetico referendum abrogativo, come quello che aveva spazzato via un&#8217;analoga legge in California nel 2008 (riammessa due anni dopo per incostituzionalità del referendum stesso).<br />
Inutile riferire delle &#8220;perplessità&#8221; e preoccupazioni del <strong>mondo cattolico e cristiano</strong> più retrivo, sono scontatissime, persino banali.</p>
<p>In attesa degli sviluppi a New York, dunque, proviamo ad inquadrare la questione da una diversa prospettiva, più distante, osservando un dato più generale: accanto alla politica e all&#8217;ideologia, troppo spesso intimamente connesse, un motore possibile per l&#8217;emancipazione delle persone glbt nel mondo può essere l&#8217;<strong>economia</strong>, ovvero il commercio, il <em>business</em> nudo e crudo, un incentivo di solito assai efficace per superare anche certe barriere culturali.</p>
<p>Non sfugge ai più la circostanza che il matrimonio omosessuale &#8211; o istituto equivalente &#8211; così come il conseguimento del complesso dei diritti civili delle persone glbt, è esclusiva di parte del mondo &#8220;occidentale&#8221;, e questa ovviamente non è una coincidenza: da sempre infatti le statistiche ci raccontano come un maggiore progresso civile si accompagna ad un certo benessere materiale.</p>
<p>L&#8217;ulteriore eventuale dettaglio di concedere la possibilità di sposarsi anche alle coppie omosessuali con cittadinanza estera, diventa &#8211; tra le altre cose &#8211; una forma di<strong> promozione turistica e commerciale</strong>, prima ancora che culturale; una scelta che alcuni paesi non hanno fatto &#8211; quale che sia il motivo &#8211; come la Spagna ad esempio, dove solo gli spagnoli possono sposarsi. Devono saperlo bene, invece, nel Connecticut o in Norvegia, dove anche gli stranieri possono sposarsi.<br />
Ma l&#8217;attenzione al <strong>mercato omosessuale</strong> va oltre il matrimonio: il sito <a href="http://www.visitoslo.com/it/la-oslo-gay.49117.it.html">VisitOslo</a>, ad esempio, curato dall&#8217;Ente locale per la promozione turistica, che opera in stretta collaborazione con le autorità comunali, dedica un&#8217;intera pagina al turismo gay, dove si legge tra l&#8217;altro che <em>«gli abitanti di Oslo sono molto tolleranti e la Norvegia ha molte personalità di spicco nel campo della politica, degli affari, dello sport e dello spettacolo che hanno fatto outing»</em>, frase usata con disinvoltura, come un argomento di promozione qualsiasi.<br />
Nelle riviste glbt del nord Europa, tra gli inserzionisti troviamo giganti dell&#8217;industria e dell&#8217;imprenditoria come la BMW o la SAS (Scandinavian Airlines System).</p>
<p>Questi dettagli (e ora veniamo in Italia), qui da noi non sono ancora la normalità ma l&#8217;<strong>eccezione</strong>, e gli imprenditori che provano &#8211; legittimamente &#8211; a sfruttare il &#8220;mercato gay&#8221; trovano una ottusa e indebita opposizione direttamente nella politica: se è passata inosservata la sponsorizzazione del palco del recente Europride di Roma da parte del network radiofonico Radio Deejay (forse Giovanardi non se ne è accorto&#8230;), deprimenti polemiche ha suscitato la ormai famigerata campagna della <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/giovanardi-family/">Ikea</a> (svedese, non a caso) rivolta alle famiglie omosessuali.</p>
<p>Qualche tentativo tuttavia è stato fatto: ad esempio in Sicilia, dove l&#8217;ex assessore al Turismo della Regione, il finiano Nino Strano, aveva proposto di puntare apertamente al <strong>turismo gay</strong> per risollevare le sorti di un settore in crisi. La proposta fece scalpore ma restò senza esito, a quanto ci risulta.</p>
<p>Ma oramai pare evidente che le strade verso l&#8217;eguaglianza civile dei cittadini del mondo sono molteplici, e alcune più veloci oppure più incisive della sola azione politica. Forse, anche questo (insieme al tradizionale <em>do ut des</em> per convincere alcuni consiglieri repubblicani) ha favorito nello stato di New York il felice esito dell&#8217;iter di approvazione di una legge che si trascinava da anni: se così fosse, più che le manifestazioni di protesta ha potuto il denaro.</p>
<p>Se tutto andrà bene, <em>&#8220;The big apple&#8221;</em> avrà un motivo in più per attirare capitali grazie a una forma di turismo che &#8211; voluta o meno &#8211; porta denaro alle casse comunali; e con quello, anche progresso culturale ed equità civile</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.laicitta.blogspot.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Baoli</em></span></strong></a></p>
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		<title>Cristo (non) si è fermato a Woodstock</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/cristo-non-si-e-fermato-a-woodstock/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/woodstock-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A Genova Sestri, le intercettazioni del presunto pedofilo don Riccardo Seppia mentre chiede al suo pusher di trovargli cocaina e bambini di 10 anni. A Città del Vaticano, una sorta di linee guida contro la pedofilia nel clero emesse dalla Congregazione per la dottrina della fede, la quale intima alle conferenze episcopali di tutto il mondo di adeguarsi alle Nuove norme (entro il 2012) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/woodstock.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22001" title="woodstock" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/woodstock-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>A <strong>Genova Sestri</strong>, le intercettazioni del presunto pedofilo <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/parroco-arrestato-per-pedofilia-amnesty-denuncia-la-santa-sede/">don Riccardo Seppia</a> mentre chiede al suo pusher di trovargli cocaina e bambini di 10 anni. A <strong>Città del Vaticano</strong>, le linee guida contro la pedofilia nel clero emesse dalla Congregazione per la dottrina della fede, la quale intima alle conferenze episcopali di tutto il mondo di adeguarsi alle Nuove norme (entro il 2012) ma evita di obbligare i vescovi a denunciare presunti reati alle autorità civili, limitandosi a ricordare loro di attenersi alla legge degli Stati in cui risiedono. In <strong>Olanda</strong> il delegato dei salesiani, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/don-seppia-e-padre-spronck-lasciate-che-i-pargoli/">Herman Spronck</a>, che afferma: «<em>Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini</em>», nel commentare la vicenda di padre Van B., membro attivo e militante di un&#8217;associazione che propugna la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni. Negli <strong>Stati Uniti</strong> uno studio del John Jay College of Criminal Justice di New York durato cinque anni e costato alla Conferenza dei vescovi Usa 1,8 milioni di dollari, dal titolo: “Le cause e il contesto di abuso sessuale di minori da parte di preti cattolici negli Stati Uniti, 1950-2002”, una ricerca che in sostanza individua quale colpevole della pedofilia nel clero il Sessantotto e la cosiddetta rivoluzione sessuale, perché in quegli anni vi fu un picco di stupri. Sullo sfondo di tutto ciò le dichiarazioni dell&#8217;arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, che definisce «<em>un dolore improvviso e inatteso</em>» l&#8217;arresto di don Seppia, smentito (almeno a parole) dal primo parroco di costui che in un&#8217;intervista dice: già 17 anni fa «<em>la Curia sapeva tutto</em>».</p>
<p>Per la Chiesa cattolica quella che si è appena conclusa non è di certo una settimana memorabile. La superficialità, l&#8217;indifferenza, la confusione con cui viene trattato il tema degli abusi su minori provocano un&#8217;inevitabile disarmonia tra la realtà dei fatti e le intenzioni di pulizia etica e morale, o come si dice oggi di “tolleranza zero”. Superficialità, indifferenza e confusione, con buona pace della Conferenza episcopale americana e delle conclusioni riportate nello studio del John Jay College, non caratterizzano unicamente gli ultimi 50 anni di storia vaticana, con picchi a fine anni Sessanta, ma attraversano una bella fetta di storia della Chiesa.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preti_pedofili.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-22002" style="margin-left: 10px;" title="preti_pedofili" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preti_pedofili-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sono solo 10 anni scarsi che sradicare la pedofilia dagli ambienti ecclesiastici rappresenta (almeno a parole) una delle priorità per i gerarchi della Chiesa cattolica. Nei circa 2mila anni precedenti, nessuno mai ha perso tempo a cercare i criminali all&#8217;interno o, come nel caso americano, all&#8217;esterno della struttura ecclesiale. Semplicemente perché compiere abusi sessuali su minori è sempre stato un peccato <strong>emendabile con la confessione e il pentimento</strong>.</p>
<p>Dal 305, anno in cui al concilio di Elvira per gli «<em>stupratores puerorum</em>» si stabilisce la &#8220;sanzione&#8221; del rifiuto della comunione, al 1550 con papa Giulio III, la storia documenta <strong>17 pontefici pedofili</strong>. Rapporti con bambini e adolescenti vissuti pubblicamente che non hanno pregiudicato loro la possibilità di sedere sul Trono di Pietro. E nemmeno di essere proclamati santi, come è capitato a Damaso I (366-384). Tutti antesignani di Woodstock? Osiamo dire di no. Nei successivi 400 anni la pedofilia scompare dalle cronache (memorabili quelle di Pietro l&#8217;Aretino) ma rimane un <strong>delitto contro la morale</strong>. Accade infatti che nel 1559, Paolo IV per sottrarre la Chiesa dalle accuse di scarsa coerenza morale mosse dai protestanti seguaci di Lutero, leva ai tribunali ecclesiastici ordinari le cause contro i presunti rei di &#8220;atti sessuali con minori&#8221; e le affida al Sant&#8217;Uffizio dell&#8217;Inquisizione dove tutto si svolge in gran segreto. Secondo la teoria cara allo storico Adriano Prosperi, affondano in questa svolta che oggi i ben pensanti direbbero dovuta a &#8220;ragion di Stato&#8221;, le radici del sistematico <strong>insabbiamento delle colpe del clero</strong>. Indagini e processi affidati a un&#8217;autorità speciale, che si concludono quasi sempre con una reprimenda e l&#8217;invito a pregare e a redimersi, si rivelano manna per chi non si fa scrupoli di violentare dei minori.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/este_25170202_02090.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22003" title="este_25170202_02090" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/este_25170202_02090-265x300.jpg" alt="" width="265" height="300" /></a>Così è stato anche dopo la fine dell&#8217;Inquisizione. Lo testimoniano i fatti venuti alla luce nel 2001 negli Stati Uniti e nel 2009-2010 in Europa. Decine di migliaia di crimini compiuti nel mondo da migliaia di sacerdoti e suore cattoliche lungo il Novecento, grazie alla &#8220;copertura&#8221; garantita da due leggi in cui si ribadisce il vincolo di segretezza imposto da Paolo IV. Recano lo stesso titolo, <em>Crimen sollicitationi</em>s, e sono state emanate nel 1922 da Pio XI, e nel 1962 da Giovanni XXIII. L&#8217;esistenza di quest&#8217;ultima rimane ignota fino al 2002, quando un avvocato americano, Daniel Shea, entra in possesso del <em>De delictis gravioribus</em>, un documento anch&#8217;esso segreto emesso nel 2001 da Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che rifacendosi al motu proprio <em>Sacramentorum sanctitatis tutela</em> di Giovanni Paolo II rinnova i punti cardine del <em>Crimen</em>. Questa nuova svolta ci porta direttamente all&#8217;oggi. Perché è grazie all&#8217;uscita forzosa dal cono d&#8217;ombra, delle &#8220;regole&#8221; adottate dalla Santa Sede per gestire i casi di pedofilia, che prima le vittime americane e poi quelle europee hanno trovato il <strong>coraggio di denunciare</strong> i propri carnefici alle autorità civili. E la Chiesa di Roma ha dovuto cambiare radicalmente strategia, per preservare la propria immagine pubblica pur continuando a gestire dietro le alte Mura Leonine i propri affari più scabrosi. La linea della &#8220;tolleranza zero&#8221; (annunciata da Benedetto XVI dopo gli scandali irlandesi) sembra ispirare i tecnicismi della recente <em>Lettera circolare</em> emessa dall&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio &#8220;per aiutare le Conferenze episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale&#8221;. Va detto che a una prima lettura appare evidente l&#8217;intenzione di responsabilizzare maggiormente i vescovi. Peraltro, comportamenti che in altri contesti sembrerebbero normali qui devono essere messi nero su bianco. Ad esempio il Punto IIIb ricorda che «<em>la persona che denuncia il delitto deve essere trattata con rispetto</em>». Nel complesso è poi da giudicare positivamente il fatto che una <em>Lettera</em> del genere sia stata resa pubblica e soprattutto che in essa per la prima volta compaia la parola &#8220;<strong>crimine</strong>&#8220;.</p>
<p>L’abuso, si legge nel testo, rimane un «delitto canonico», ma è anche un «<em>crimine</em>» perseguito dalle autorità civili. Una precisazione che ha tutta l&#8217;aria di costituire un&#8217;apertura all&#8217;esterno, un ponte verso il dialogo con le leggi &#8220;terrene&#8221;, per mettere dopo 500 anni la parola fine sull&#8217;omertà delle gerarchie e la copertura dei sacerdoti pedofili. Ma è davvero così? Non proprio. Dice il punto IIIg: «<em>Le Linee guida devono tener conto della legislazione del Paese della Conferenza, in particolare per quanto attiene all’eventuale obbligo di avvisare le autorità civili</em>». In Italia, ad esempio, questo dovere vige per i pubblici ufficiali. Pertanto, il preside di una scuola nel caso in cui venga a conoscenza di un presunto crimine subito da un alunno deve darne notizia a polizia o carabinieri. Mentre un bidello, nella stessa situazione, può anche non farlo. Lo stesso vale per un vescovo o un sacerdote: non essendo pubblici ufficiali hanno <strong>la facoltà</strong> di informare le autorità civili riguardo un eventuale reato di cui vengono a conoscenza. L&#8217;obbligo (per tutti) semmai è <strong>morale</strong>.</p>
<p>Ecco, a proposito di morale, un caso come quello appena scoppiato a Sestri dovrebbe essere scoperto, anche dopo queste &#8220;Nuove&#8221; linee guida, dalle autorità civili. Come del resto è avvenuto, grazie all&#8217;intercettazione di un pusher.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://federicotulli.wordpress.com" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;"><em>Federico Tulli</em></span></strong></a></p>
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		<title>La potenza di calcolo del &#8220;popolo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 05:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/la-potenza-di-calcolo-del-popolo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/Connessione_internet_senza_canone_Telecom1-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’unione fa la forza: si potrebbe dire che mai un detto è stato così veritiero. Almeno questo dovrebbero pensare i tecnici e gli scienziati dell’Università del Wisconsin (USA) che hanno creato il progetto “Einstein@Home”. Questa idea, nata nel 2005, non è comunque assolutamente originale, considerando un altro progetto molto più famoso denominato “Seti@Home”. Ma andiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-12700" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/Connessione_internet_senza_canone_Telecom1-300x225.jpg" alt="Connessione_internet_senza_canone_Telecom" width="300" height="225" />L’unione fa la forza: si potrebbe dire che mai un detto è stato così veritiero. Almeno questo dovrebbero pensare i tecnici e gli scienziati dell’Università del Wisconsin (USA) che hanno creato il progetto “<strong><a href="http://einstein.phys.uwm.edu/">Einstein@Home</a>”. </strong>Questa idea, nata nel 2005, non è comunque assolutamente originale, considerando un altro progetto molto più famoso denominato “<strong>Seti@Home</strong>”.</p>
<p>Ma andiamo per ordine. “Einstein@Home”<strong> </strong>è un progetto di <em><strong>calcolo distribuito</strong> </em>che si prefigge di analizzare i dati provenienti dagli <em>interferometri</em> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interferometro">strumenti</a> che permettono di analizzare e studiare gli effetti della composizione delle onde elettromagnetiche) di alcuni osservatori astronomici degli Stati Uniti e della Germania. Fin qui tutto normale, penserete voi, un normalissimo progetto di ricerca come tanti altri. E invece no.</p>
<p>La differenza sta nella <strong>potenza di calcolo</strong> di cui la ricerca stessa può usufruire e che può sfruttare senza investimenti colossali di centinaia di milioni di dollari.</p>
<p>Dove sta il trucchetto? Mettete in pentola mezzo milione di computer di 192 nazioni diverse, aggiungete 250.000 persone comuni, mescolate tutto con sapiente organizzazione ed ecco, il gioco è fatto. La pietanza che state cucinando è un <strong><em>ipercomputer</em></strong> capace di effettuare oltre 220 mila miliardi di operazioni al secondo.</p>
<p>Per avere un’idea di cosa stiamo dicendo basti pensare che uno dei 10 supercomputer più potenti al mondo riesce ad effettuare appena -si fa per dire- 8 mila miliardi di operazioni al secondo. Si chiama “<strong>Dawning 4000A</strong>”,<strong> </strong>è installato<strong> </strong>nella Repubblica popolare cinese e sfrutta la potenza di 2560 processori AMD Opteron.</p>
<p>In altre parole, il progetto sfrutta la <em>potenza di calcolo</em> di migliaia di normalissimi computer della gente, appunto il <strong>calcolo distribuito</strong>. Un apposito <strong>software</strong> installato sul computer di casa vostra utilizza i tempi morti di inattività del PC per elaborare e ridurre i dati, inviati sotto forma di piccoli pacchetti in rete dal centro di calcolo, e li rinvia in forma prestabilita nuovamente al centro stesso. Voi vi alzate dalla sedia per andare a prendere un caffé e nel frattempo il computer lavora per l’Università del Wisconsin. Idea semplicissima quanto geniale. I tempi in questo modo sono notevolmente ridotti e <em>rischiate</em> pure di guadagnare un grosso merito per un’eventuale scoperta fatta (a dir il vero senza troppo merito, comunque).</p>
<p>È quello che è successo pochi mesi fa  a tre “<em>citizen scientists</em>” dopo aver scoperto una nuova <a href="http://www.pd.astro.it/mostra/NEW/A3003EVO.HTM">stella di neutroni</a> (*)  denominata “<strong>PSR J2007+2722</strong>”, distante 17mila anni luce e che compie 41 rotazioni al secondo, come indicano i dati trovati nel pacchetto dei tre giovani elaborato dal sistema Einstein@Home. Grazie a questa scoperta il progetto ha avuto una grande pubblicità (meritata) a dispetto del più famoso e conosciuto “<strong>Seti@home</strong>”, altro progetto di <em>calcolo distribuito</em> alla ricerca di segnali di vita extraterrestre e che purtroppo ad oggi non si può fregiare di alcuna nuova scoperta.</p>
<p style="text-align: right"><a href="http://www.tvspace.it/"><span style="color: #006699"><strong><em>Aldo Gagliano</em></strong><em></em></span></a></p>
<p style="text-align: left;">(*) Possiamo immaginarla come uno dei modi in cui una stella termina la sua evoluzione. È una stella piccolissima, a volte solo di trenta km di diametro ma con una densità inimmaginabile; un cucchiaino di materia di questa stella peserebbe come tutta l’intera popolazione mondiale!</p>
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		<title>Evadere è bello, leggi ad personam e ad aziendam</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 08:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/evadere-e-bello-leggi-ad-personam-e-ad-aziendam/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/evasione-fiscale-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“Le idee camminano sulle gambe degli uomini”, dice un adagio poi non tanto vecchio (Pietro Nenni); e se gli uomini sono zoppi, probabilmente lo diventano anche le idee. Così, quando il Presidente del Consiglio nel 2004 sentenziò che “evadere tasse troppo alte è moralmente giustificabile”, molti non seppero trattenersi dal dargli ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11438" title="evasione-fiscale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/evasione-fiscale.jpg" alt="evasione-fiscale" width="319" height="320" />“<em>Le idee camminano sulle gambe degli uomini</em>”, dice un adagio poi non tanto vecchio (Pietro Nenni); e se gli uomini sono zoppi, probabilmente lo diventano anche le idee. Così, quando il Presidente del Consiglio nel 2004 sentenziò che “<em>evadere tasse troppo alte è moralmente giustificabile</em>”, molti non seppero trattenersi dal dargli ragione, sulla base di quell’idea personalistica, molto opportunistica e molto italiota  della società, in base alla quale “se l’ha detto lui, vuol dire che si può fare”. Detto fatto, l’evasione fiscale continua a massacrare il Paese, i favolosi recuperi della Guardia di Finanza ( pur molto attiva) sono solo uno specchietto per le allodole – si recupera solo il 5% di quanto realmente scoperto &#8211; , e nel frattempo gli scempi di (il)legalità fiscale e contributiva si rincorrono l’uno appresso all’altro sotto mentite spoglie coi nomi più fantasiosi (sanatorie, scudi fiscali e quant’altro).</p>
<p>Resta un’Italia  eticamente e legislativamente lontana anni luce dai parametri minimi di civiltà fiscale che contraddistinguono una moderna democrazia. Ma anche una vecchia democrazia, se ancora ce ne sono. Prendiamo il caso degli Stati Uniti: oltre Atlantico se si evadono le tasse, si va semplicemente in galera, perché si ha il senso del bene comune e del vivere/convivere civilmente; qui da noi, oltre a dire che evadere può essere lecito, si mette anche alla gogna mediatica, ad esempio, un ministro come Padoa Schioppa, perché aveva osato dire, forse anche con un pizzico d’ironia, che “pagare le tasse è bello”. L’hanno massacrato non con altrettanta ironia. Sempre negli States &#8211; parametro di riferimento “quasi” costante del nostro attuale governo &#8211; fra il 2002 e il 2007 sono state incarcerate 5.000 persone per evasione fiscale; qui da noi, i potenziali aspiranti ad oltrepassare le soglie di un qualsiasi istituto di pena, come l’avvocato Attilio Pacifici, condannato con Cesare Previti nell’affare Imi-Sir, dicono ai giornalisti, con la sicumera tipica del giurisperito onnipotente: “<em>Sì, sono un evasore fiscale, e allora che mi volete fare</em>?” Già, e, tutto sommato, non aveva neppure torto: non lo si metterà mai in galera, perché qui da noi chi fa un simile sfregio alla società, tutt’alpiù merita un buffetto sulla guancia.</p>
<p>E continuando, ad esempio, lo stesso Vasco Rossi ci riferisce in maniera candida che anche il suo cane, oltre allo Yacht, è intestato ad una società, perché “<em>se morde qualcuno si pagano giustamente i danni, ma si evita che qualcuno possa ingiustamente approfittarsene</em>.” Cosa voglia esattamente dire, francamente non l’abbiamo capito bene, ma forse è solo colpa nostra.</p>
<p>E infine, tralasciando altri innumerevoli casi di confine fra l’aneddotica e la tragicommedia, arriviamo alla chicca delle chicche, al non plus ultra dell’offesa alla ragione, al buon senso e, in definitiva, alla morale: la norma che ha consentito di risolvere, per la Mondatori (cioè Berlusconi), un contenzioso pluridecennale col fisco in base al quale avrebbe dovuto pagare ben 173 milioni di euro. Con  nonchalance la maggioranza ha votato un articolo di legge che prevede la possibilità di “sanare” questo contenzioso, sostanzialmente stralciando ogni giudizio in corso, pagando solo il 5% del dovuto. Et voilà,  il gioco è fatto. Orbene, che si tratti dell’ennesima norma ad personam o ad aziendam, come è stato scritto, è talmente evidente che non è nemmeno il caso di ragionarci ulteriormente sopra. Ma il problema è anche un altro, forse addirittura più grave: per favorire una persona, il Presidente del Consiglio, non si esita a creare dal nulla insane norme che poi, ovviamente, riverberano, in quanto tali, su tutta la società. Questo vuol dire che chissà quanti altri evasori, anche incalliti, potranno avvalersi di questo ulteriore piccolo-grande vulnus alla società. Per concedere l’ennesimo salvacondotto ad un uomo, si fa scempio della cultura giuridica ed etica di un Paese. Se negli Stati Uniti ti sbattono in galera, qui si fa una norma che riconduce il tutto ad una multa del ventesimo su quanto hai evaso. Manco a dire che, ovviamente, il resto dei diciannove ventesimi, sono soldi pubblici, soldi di tutti. Ma siamo sempre là: per un meccanismo al limite della perversione mentale, un lavoratore subordinato vede prelevati i propri introiti alla radice. Sempre e comunque, magari ancor prima di rendersi conto di quello che succede. Per un lavoratore autonomo le cose vanno diversamente, ci si deve affidare alla sua onestà, e all’onestà del suo fiscalista o commercialista, che non sempre è tale. Poi, al limite, arriva la leggina.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Stefano Faraoni</em></span></strong></p>
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		<title>Pedofilia nella Chiesa, le vere responsabilità</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/pedofilia-nella-chiesa-le-vere-responsabilita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/pedofiliachiesa-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sta accadendo, come d'altronde largamente previsto, che lo scandalo pedofilia nella Chiesa ha assunto i connotati di fenomeno pervasivo che colpisce senza distinzioni nazionali una buona parte del globo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><img class="alignleft size-full wp-image-3842" title="pedofiliachiesa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/pedofiliachiesa.jpg" alt="pedofiliachiesa" width="286" height="253" />Sta accadendo, come d&#8217;altronde largamente previsto, che lo scandalo pedofilia nella Chiesa ha assunto i connotati di fenomeno pervasivo che colpisce senza distinzioni nazionali una buona parte del globo. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Si tratta cioè di un fenomeno globale che può essere difficilmente riconducibile ad una mala pianta che attecchisce nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, con prelati che si affrettano a ricoprire di terra quanto prima la piantina, prima che cresca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">In verità il problema era ed è che le piante esistono, sono molte e sono diventate adulte. Sono male piante che nessuno ha avuto il coraggio vero di sradicare, né da grandi né da piccole. Ora hanno i connotati della piena visibilità, ma restano là, piantate nel terreno dell&#8217;impunità e di un incerto perdonismo che raramente riceve la giusta e vera condanna. Al di là delle esecrazioni di prammatica di Benedetto XVI, molti preti pedofili non solo non sono stati perseguiti, come giusto che sia, dalla giustizia, ma addirittura fanno ancora i preti dopo essere stati debitamente coperti dalle gerarchie ecclesiastiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Dagli Stati Uniti al Sudamerica, dall&#8217;Irlanda all&#8217;Austria, alla Germania, alla Svizzera, all&#8217;Italia, alla Nuova Zelanda, la punta dell&#8217;iceberg viene sempre più a galla, mostrando, ne siamo convinti, ancora solo una minima parte di quello che è stato e che ancora è. Sappiamo tutti perfettamente che il sistema psicoteologico del ricatto sessuale ai fanciulli &#8211; sistema di abominevole abiezione &#8211; in realtà ha sempre funzionato: il sacerdote rappresenta la mediazione con dio, e per ciò stesso incute sacro timore, per cui tutto quello che fa e che ti fa, anche sotto il profilo sessuale, è giustificato o addirittura insondabile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Si abusa della propria posizione di preminenza assoluta, mascherandosi dietro dio e la religione per compiere la maggiore delle nefandezze: la turpe violenza ai bambini. Aggravata dal fatto che essi sono esseri deboli per definizione. Proprio quei deboli che la Chiesa dovrebbe difendere per primi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ora, francamente a noi interessa relativamente l&#8217;ultima polemica sulla responsabilità più o meno diretta di Benedetto XVI sugli scandali sessuali ai bambini nel proprio territorio di competenza quando era ancora arcivescovo della diocesi di Monaco. Non è questo il punto, o almeno non è l&#8217;aspetto a nostro avviso più importante della questione. La cosa invece realmente inaccettabile di tutto ciò, è la parte più radicalmente ideologica di tutta la questione; è il rifiuto della corretta analisi e spiegazione del nesso di causalità che lega il fenomeno della pedofilia dei preti, alle sue radici, alle motivazioni che ne sono la causa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Qui subentrano delle responsabilità tanto certe quanto dimostrabili della dottrina della Chiesa, incarnata dal suo principale latore, Papa Ratzinger, sia in quanto Papa, sia in quanto teologo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Non più tardi di qualche giorno fa Benedetto XVI, in un intervento ufficiale, riaffermava con assoluta nettezza l&#8217;incompatibilità del sacerdozio col matrimonio. Errore di carattere storico, anzi, diremmo, errore astorico. Non solo il calo delle vocazioni è strettamente connesso anche a quest&#8217;importante riaffermazione dottrinaria, ma non c&#8217;è alcun dubbio che questo, comportando e ribadendo la tesi medievale dell&#8217;astinenza, produce disorientamento psicologico e fisiologico all&#8217;interno delle naturali pulsioni dell&#8217;essere umano; una compressione innaturale che, in determinate situazioni, genera mostri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Concetto di astinenza-continenza, tra l&#8217;altro, riaffermato a più riprese, non ultima all&#8217;interno della ben nota questione dell&#8217;uso cosiddetto illecito degli anticoncezionali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><img class="alignright size-full wp-image-3843" title="pretofilo1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/pretofilo1.jpg" alt="pretofilo1" width="259" height="259" />Se questo è vero, e riteniamo che non considerare ciò veritiero sia un vero e proprio insulto alla ragione, non c&#8217;è alcun dubbio che la responsabilità morale, e quindi anche culturale, circa le cause vere della pedofilia nella Chiesa, sta tutta in quest&#8217;atteggiamento veterodottrinario che non poteva non essere portato avanti da colui che, prima ancora di diventare Papa, è stato “<em><strong>Prefetto della congregazione per la dottrina della fede</strong></em>”, cioè a dire quell&#8217;istituzione che, negli interna corpora della Chiesa, prima si chiamava Sant&#8217;Uffizio: la Santa Inquisizione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La riaffermazione pedissequa e acritica di questi principi (celibato, astinenza, continenza) porta implicitamente alla giustificazione ideologica, e quindi anche morale, del fenomeno della pedofilia. A poco servono poi il biasimo e le condanne. Il giardiniere che di persona ha piantato la mala pianta, e che ha consentito pure che crescesse, può pure lamentarsi. Ma ormai le piante sono diventate alberi, e rimuoverli tutti è sempre più difficile.</p>
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		<title>Cleropedofilia senza frontiere</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/cleropedofilia-senza-frontiere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/pedofilia15-300x224.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dagli Stati Uniti all&#8217;Irlanda e adesso alla Germania. I pedofili in gonnella sono diventati una marea, un esercito di cavallette di cui il mondo non riesce a liberarsi. Negli ultimi tempi le scuole cattoliche tedesche si sono trasformate in gironi infernali nei quali una miriade di diavoli, travestiti da insegnanti, organisti e amministratori in abito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2754" title="pedofilia15" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/pedofilia15-300x224.jpg" alt="pedofilia15" width="300" height="224" />Dagli Stati Uniti all&#8217;Irlanda e adesso alla Germania. I pedofili in gonnella sono diventati una marea, un esercito di cavallette di cui il mondo non riesce a liberarsi.<br />
Negli ultimi tempi le <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/germania_abusi_preti_studenti-2201355/" target="_blank">scuole cattoliche tedesche</a> si sono trasformate in gironi infernali nei quali una miriade di diavoli, travestiti da insegnanti, organisti e amministratori in abito talare, per soddisfare le loro perversioni immonde, hanno fatto dei discenti carne da macello.</p>
<p>Le vittime innocenti affidate alle loro cure venivano prima masturbate e poi violentate e brutalizzate. A chi osava ribellarsi venivano offerte la promozione o un lavoro sicuro. Se rifiutavano la gentile offerta, tuttavia, venivano minacciate e ridotte al silenzio.</p>
<p>Il muro dell&#8217;omertà è crollato quando un gruppo di ex discenti ha inviato una lettera di denuncia al rettore di una scuola cattolica di Berlino. Di qui lo scandalo si è allargato ad altre città, fino a quando gli avvocati delle vittime hanno presentato una denuncia collettiva.<br />
Il racconto delle cose agghiaccianti che succedevano in quei luoghi dell&#8217;orrore ha inferto un colpo mortale alla credibilità della Chiesa. La gente non fa che chiedersi perché i superiori hanno taciuto e, quando la verità è venuta a galla, hanno finto di essere rimasti scioccati e si sono detti disposti a collaborare, ma poi, invece di denunciare i carnefici, si sono limitati a trasferirli in altre sedi.</p>
<p>Già adesso le chiese e i confessionali sono vuoti e i fedeli non osservano più le direttive delle gerarchie. Quando i genitori non manderanno più i loro figli alle scuole cattoliche il clero perderà ancor più prestigio e denaro.<br />
Chi sostiene di essere casto è un bugiardo. Ai nostri giorni una religione che si regge sulla menzogna si preclude il futuro.<br />
Negando ai preti il diritto di sposarsi, la Chiesa si sta sta scavando la fossa con le sue stesse mani.</p>
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