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	<title>Cronache Laiche &#187; spagna</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Ratzinger, la richiesta di dimissioni arriva dalla Spagna</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 19:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/ratzinger-la-richiesta-di-dimissioni-arriva-dalla-spagna/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/papa-spalle-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se in Italia le responsabilità di papa Ratzinger sullo scandalo pedofilia sono state sminuite e spesso occultate dalla stampa e da certa politica che beneficia a piene mani dell’appoggio della Chiesa, all’estero quest’aura di fiducia che protegge un papa ignaro e vittima non tiene, neanche all’interno dello stesso mondo ecclesiastico.
50 teologi spagnoli dell’Associazione “Teologi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5242" title="papa spalle" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/papa-spalle.jpg" alt="papa spalle" width="304" height="415" />Se in Italia le responsabilità di papa Ratzinger sullo scandalo pedofilia sono state sminuite e spesso occultate dalla stampa e da certa politica che beneficia a piene mani dell’appoggio della Chiesa, all’estero quest’aura di fiducia che protegge un papa ignaro e vittima non tiene, neanche all’interno dello stesso mondo ecclesiastico.</p>
<p><strong>50 teologi spagnoli</strong> dell’Associazione “Teologi di Giovanni XXIII” hanno aderito all’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/hans-kung-%E2%80%9Cl%E2%80%99obbedienza-assoluta-si-deve-solo-a-dio%E2%80%9D-non-al-papa/" target="_blank"><strong>appello del teologo svizzero Hans Kung</strong> </a>chiedendo, contestualmente, <a href="http://www.ilpost.it/2010/04/21/cinquanta-teologi-chiedono-le-dimissioni-del-papa/" target="_blank"><strong>le dimissioni del papa</strong></a>: “<em>Crediamo che il pontificato di Benedetto XVI si sia esaurito. Il Papa non ha l’età né la mentalità per rispondere adeguatamente ai gravi e urgenti problemi che la Chiesa cattolica si trova a dover affrontare. Pensiamo quindi, con il dovuto rispetto per la sua persona, che debba presentare le dimissioni dalla sua carica</em>”.</p>
<p>Se negli Stati democratici una richiesta di dimissioni del premier di turno non fa neanche più effetto, in una teocrazia come il Vaticano è un attentato al cuore di un sistema che vede nel papa l’erede designato al soglio di Pietro, la guida spirituale scelta da Dio, l’anima e la sostanza stessa della religione.</p>
<p>Due soli, pare, i precedenti nella storia della Chiesa: <strong>Bendetto IX</strong> (due abdicazioni, non ben documentate, nel 1045 e nel 1048) e <strong>Celestino V</strong> (1294). Storie di potere, parentele e fazioni; storie oscure e lontane dal mondo contemporaneo in cui Benedetto XVI si muove.</p>
<p>Tuttavia, le dimissioni di un papa sono previste dal <strong>Diritto canonico</strong>: “<em>Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti</em>”.</p>
<p>Nel Bel Paese si urla al complotto contro la Chiesa, cercando di salvare l’utile alleato. Che colpa ha Bendetto XVI, in carica da soli cinque anni, della perpetrata copertura del crimine più orrendo di cui gli uomini si possano macchiare, l’abuso dell’infanzia? Il santo padre non sapeva, è addolorato, soffre accanto alle vittime, è lui stesso tradito nella sua missione!</p>
<p>Non è così. E se in Italia si fa finta di non saperlo, fuori dai confini che inglobano il Sacro Stato le responsabilità di Joseph Ratzinger nell’arco della sua carriera sono inconfutabili.</p>
<p><strong><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/12/news/sacerdote_pedofilo_monaco-2627618/" target="_blank">1980, Monaco di Baviera</a>.</strong> Un prete sospettato di pedofilia viene trasferito in un&#8217;altra parrocchia della diocesi e il vicario generale <strong>informa per iscritto l’arcivescovo Ratzinger</strong>. Il prete continua a perpetrare i suoi crimini su altri minori tanto da essere condannato, nel 1986, dal Tribunale dell’Alta Baviera.</p>
<p><a href="http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2010/04/09/ap_il_papa_non_rimosse_prete_pedofilo.html" target="_blank"><strong>1981, Oakland</strong></a>. Un vescovo chiede alla Congregazione per la Dottrina della fede, guidata da Ratzinger, di ridurre allo stato laicale un prete pedofilo. Già riconosciuto colpevole dalla giustizia, è il prete stesso a chiedere di lasciare la tonaca. Ratzinger risponde quattro anni dopo, <strong>sconsigliando l’espulsione del prete</strong> e invitando il vescovo a tenere conto del “<em>bene della Chiesa universale</em>” e del danno (d&#8217;immagine) che potrebbe derivarne alla comunità parrocchiale.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/25/news/pedofilia_vaticano_nyt-2883760/" target="_blank"><strong>1996, Milwaukee</strong></a>. Il vescovo chiede alla Congregazione per la Dottrina della fede, sempre guidata da Ratzinger, di aprire un processo canonico contro il prete pedofilo Murphy, che ha <strong>abusato di duecento minori sordomuti</strong>. Monsignor Bertone autorizza nel 1998 l’apertura del processo, che viene poi fermato per “<em>dubbi sulla fattibilità e opportunità</em>”.</p>
<p>Sorvolando sulla quantità di casi &#8211; di difficile enumerazione &#8211; coperti dal Vaticano a vari livelli, bastano solo questi a inchiodare Ratzinger a delle responsabilità indeclinabili. <strong>Lui c’era. Lui sapeva. Lui ha scelto.</strong></p>
<p>Con  quale attendibilità, ora, piange al fianco delle vittime degli abusi a Malta? Di questo si sono resi conto i teologi spagnoli che ne chiedono le dimissioni: Ratzinger non ha la credibilità per sanare quella ferita profonda e putrefatta che sta intaccando le fondamenta stesse della Chiesa. Non è lui, uno dei responsabili del silenzio che ha fatto sì che la piaga si infettasse, la figura che può guidarne il riscatto.</p>
<p>In ogni Paese civile – ad eccezione dell’Italia &#8211; un codice etico impone le dimissioni di un capo di governo che si macchi di colpe incompatibili con il suo ruolo. In uno Stato teocratico come il Vaticano – etico per eccellenza &#8211; ciò dovrebbe valere a maggior ragione. Ratzinger non ha solo tradito il suo mandato, ma la stessa religione che rappresenta, e con essa tutti i suoi fedeli.</p>
<p>Un paragone appare tristemente inevitabile. Lo scorso febbraio Margot Kaeßmann, la prima donna vescovo a capo della Chiesa protestante tedesca, <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/germania-la-religione-perde-punti-e-patente/" target="_blank">si è dimessa dal suo ruolo</a></strong> perché guidava con un tasso alcolico in corpo superiore a quello consentito dalla legge.</p>
<p>Da una parte un bicchiere di troppo. Dall’altra, il tradimento dell&#8217;infanzia.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>La Spagna dei diritti civili dice sì all’aborto. L&#8217;Italia è sempre più indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/la-spagna-dei-diritti-civili-dice-si-all%e2%80%99aborto-litalia-e-sempre-piu-indietro/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/fecondazione-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La legge sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza, approvata nei giorni scorsi in Spagna, è l’ultima delle conquiste civili che in soli sei anni il Governo Zapatero ha messo a segno. La legge prevede la possibilità di interrompere la gravidanza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3362" title="fecondazione" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/fecondazione.jpg" alt="fecondazione" width="300" height="225" />La legge sulla <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/02_febbraio/26/spagna_legge_aborto_nessuna_scomunica_per_re_juan_carlos_-2-,23172451.html">salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza</a>, approvata nei giorni scorsi in Spagna, è l’ultima delle conquiste civili che in soli sei anni il Governo Zapatero ha messo a segno.</p>
<p>La legge prevede la possibilità di interrompere la gravidanza liberamente fino alla 14esima settimana e, in particolari condizioni, quali rischi per la salute della madre o malformazione del feto, fino alla 22esima. Il limite poi può slittare ulteriormente in caso di gravi anomalie del feto, ma dietro parere favorevole di una commissione di specialisti. Inoltre, <strong>l’aborto è permesso anche alle minorenni a partire dai 16 anni di età</strong>. Avranno l’obbligo di informarne i genitori – a meno che non si profili il rischio di eventuali violenze domestiche – ma questi ultimi non avranno diritto di veto sulla scelta delle figlie.</p>
<p><strong>L’aborto, in Spagna, è stato fino a oggi un reato</strong>. Depenalizzato, dal 1985, in caso di violenza sessuale, di malformazione del feto o di grave rischio per la salute psichica o fisica della madre, ora è finalmente un<strong> diritto per tutte le donne</strong>. La legge del Governo socialista, in effetti, mira a rendere legale – e gratuito &#8211; ciò che fino ad oggi doveva essere giustificato con il ‘rischio psicologico’ della futura madre, ossia il 97% degli aborti annui, tutti effettuati in cliniche private.</p>
<p><strong>Ma si sa, l’ipocrisia, specie nel mondo cattolico, regna sovrana</strong>. E quindi ecco la Chiesa spagnola scendere in campo contro la nuova legge con una campagna ‘punitiva’.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3361" title="campana-aborto-iglesia-2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/campana-aborto-iglesia-2.jpg" alt="campana-aborto-iglesia-2" width="211" height="225" />Manifesti pro-vita hanno imperversato nei mesi scorsi in tutta la Spagna, seguiti poi dall’<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&amp;ID_articolo=1624&amp;ID_sezione=524&amp;sezione=" target="_blank">annuncio della scomunica</a> non solo per chi abortirà (prevista già <em>latae sententiae</em> dalla Chiesa) ma per i parlamentari che hanno votato la nuova legge, ad eccezione di re Juan Carlos di Borbone che dovrà promulgarla. Secondo la Chiesa, mentre il re è di fatto costretto a firmare la legge, i parlamentari hanno scelto volontariamente di votarla. Una gran bella differenza che assolve il sovrano.</p>
<p>La legge sull’aborto, che segue la legalizzazione dei matrimoni gay con possibilità di adozione, l’eliminazione dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, la semplificazione delle pratiche di divorzio, la vendita senza ricetta della pillola del giorno dopo anche alle minorenni, dimostra cosa può fare un vero Governo progressista in una manciata di anni. La Chiesa urla, sbraita, invoca anatemi e scomuniche, ma <strong>un vero Governo laico ne è immune</strong>.</p>
<p>E noi, che alcuni ‘diritti’ li abbiamo conquistati ben prima degli spagnoli – ad esempio la legge 194 sull’aborto – stiamo ancora qui a discettare sull’ospedalizzazione delle donne che assumono la pillola abortiva Ru486. Essendo una ‘banalizzazione’ dell’aborto per più di metà del nostro Parlamento (cosa dica la scienza conta poco), ci vuole <strong>almeno il ricovero come sanzione punitiva</strong>. Fosse mai che la donna sia agevolata in una scelta tragica come quella di abortire?</p>
<p><em>“Partorirai con dolore</em>“, è scritto nella Genesi. E visto che i testi sacri tacciono sull’aborto (Dio non l’ha previsto), ci pensa la Chiesa per bocca della compiacente politica: se proprio non possiamo impedirtelo, che almeno tu soffra più del necessario.</p>
<p>Il &#8216;peccato&#8217; cristiano, da noi, diventa sovente legge dello Stato. E la Spagna dei diritti, con la quale il paragone sorge spontaneo, è sempre più lontana.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Spagna: il vescovo concede licenza di stupro</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 14:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/spagna-il-vescovo-concede-licenza-di-stupro/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/arcivescovo-granada-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“Poche immagini nella storia sono più tristi di quella che hanno offerto i nostri parlamentari plaudendo a ciò che, in fine si è trasformato in un diritto: uccidere dei bambini nel ventre della madre. E questo lo chiamano progresso? Si promulga una legge che pone migliaia di professionisti – medici e infermieri –  in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1983" title="arcivescovo granada" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/arcivescovo-granada.jpg" alt="arcivescovo granada" width="227" height="304" />“<em>Poche immagini nella storia sono più tristi di quella che hanno offerto i nostri parlamentari plaudendo a ciò che, in fine si è trasformato in un diritto: uccidere dei bambini nel ventre della madre. E questo lo chiamano progresso? Si promulga una legge che pone migliaia di professionisti – medici e infermieri –  in una situazione molto simile a quella che si trovarono ad affrontare i medici o i soldati sotto il regime di Hitler o di Stalin, o in qualche altra dittatura del XX secolo, quando davvero si stabilì la legalità di altri crimini meno ripugnanti dell’aborto. Perché è da codardi uccidere il debole. […] Uccidere un bambino indifeso, e che lo faccia proprio sua madre! Questo dà agli uomini la licenza assoluta, senza limite, di abusare del corpo della donna, perché la tragedia la sopporta lei, e la sopporta come se fosse un diritto: il diritto di vivere tutta la vita oppressa da un crimine che rimarrà sempre nella sua coscienza e per il quale né i medici, né gli psichiatri, né tutta la scienza conoscono il rimedio.”</em></p>
<p>Con queste <a href="http://diocesisgranada.files.wordpress.com/2009/12/homiliacatedral20diciembre20092.pdf" target="_blank">parole</a> l’<strong>arcivescovo di Granada, Javier Martínez</strong>, ha sconcertato i cittadini spagnoli nel corso dell’omelia tenuta in occasione della Natività il 20 dicembre scorso. La tempesta, in realtà, furoreggiava da tempo, da quando, cioè, il <strong>governo Zapatero</strong> aveva promesso di metter mano ad una nuova legge sull’aborto. La norma ancora vigente, entrata in vigore nel 1985, depenalizzava l’interruzione di gravidanza – che era ed è, tuttora, reato – in tre soli casi: nel caso di grave rischio per la salute fisica o psichica della madre, nel caso di accertate gravi malformazioni del feto e nel caso la gravidanza fosse frutto di un violenza. Di fatto, tale legge aveva finito per favorire gli istituti privati, dove, a pagamento, gli ostacoli per praticare un aborto sembrano essere più facilmente superabili.</p>
<p>Tra gli strepiti del clero spagnolo, il 17 dicembre 2009, il governo Zapatero ha mantenuto la parola. La Camera dei deputati ha approvato, con 184 voti favorevoli, 154 contrari e un astenuto, la nuova norma che permette la libera interruzione di gravidanza fino alla 14ma settimana, dove per «libera» si intende che la decisione di portare avanti la gravidanza o meno è interamente soggiacente all’autodeterminazione della donna.</p>
<p><strong>Autodeterminazione della donna</strong>. Evidentemente questa, da un punto di vista religioso, è una definizione ossimorica, se non del tutto blasfema ed ha provocato la reazione scomposta dell’arcivescovo. Qualche suo collega è intervenuto per stemperare i toni? Tutt’altro. Il 4 gennaio 2010 la Conferenza episcopale spagnola ha rincarato la dose ufficializzando la propria posizione al riguardo: nessun vescovo dovrà dare la comunione, nella propria diocesi «<em>a chi, pubblicamente, abbia dato il proprio appoggio o il proprio voto a una legge che non protegga in forma adeguata il diritto alla vita di coloro che stanno per nascere</em>». È sia, ciò è loro facoltà.</p>
<p>Queste, d’altra parte, sono le povere armi rimaste nelle mani del clero nella ex-cattolicissima Spagna di Zapatero, dove i suoi ministri non si lasciano sfuggire l’occasione di chiarire cosa competa ai preti e cosa ai politici. Quando il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, presidente della Conferenza episcopale, definì l’aborto un «crimine», prontamente il ministro per le Pari Opportunità, Bibiana Aido, precisò che «<em>alla Chiesa compete dire semmai che l’aborto è peccato, non che è un delitto. E al governo spetta elaborare leggi che riguardano tutti i cittadini, nel rispetto di tutte le posizioni</em>». Come italiana, non posso nascondere una certa invidia.</p>
<p>Ma torniamo alle parole dell’arcivescovo di Granada e lasciamo che l’orrore ci penetri nel profondo. Egli non si limita allo spropositato paragone di quello che avvenne sotto <strong>Hitler</strong> e <strong>Stalin</strong> (genocidi, deportazioni e stermini di massa con motivazioni razziali e politiche) con quanto questa legge, a parer suo, permetterà che avvenga nella contemporanea e democratica Spagna; egli afferma che quei crimini, cioè quelli ideologici, sistematici e praticati in massa su milioni di individui, siano meno ripugnanti di un’interruzione di gravidanza voluta da una donna che, evidentemente, non può o non vuole, per motivi suoi e insindacabili, portare avanti una gestazione nel suo proprio corpo.</p>
<p>Di più, egli sostiene che la donna che abortisce «<em><strong>dà al maschio l’assoluta licenza di abusare del suo corpo</strong></em>», perché la tragedia la sopporta lei. Cosa esattamente intenda il vescovo con questa motivazione è francamente lontano dal comprensibile e, per altro, davvero poco rilevante. Di rilevante, nella sua orazione, c’è ben altro. E non si obietti che un passo estrapolato dal suo contesto è facilmente soggetto a fraintendimenti: l’omelia è leggibile per intero sul sito della <a href="http://diocesisgranada.files.wordpress.com/2009/12/homiliacatedral20diciembre20092.pdf" target="_blank">diocesi di Granada</a>. Chiunque può verificarne personalmente il contenuto.</p>
<p>Le tinte fosche da Millenarismo post litteram con cui si apre sembrano tratte di peso dall’età medievale: nella mente di questo prelato nulla è cambiato, da allora. Perché la verità è che le religioni non cambiano. Sono le società attorno ad esse che cambiano, si evolvono e progrediscono sulla via della civiltà; e ciò non avviene certo grazie alle religioni: semmai, non ostante esse. Immaginate cosa accadrebbe se le parole dei sacerdoti avessero ancora forza di legge.</p>
<p>Immaginate cosa accadrebbe se dei religiosi potessero informare delle loro convinzioni le norme della convivenza civile. Lo stupro, ad esempio, potrebbe essere depenalizzato. Assurde fantasie? Purtroppo no. È ciò che accade oggi in Paesi non molto lontano da qui, almeno in termini geografici. In <strong>Afghanistan</strong>, dove la pretesa, claudicante «democrazia» deve scendere continuamente a patti con la religione nelle sue più diverse forme e tradizioni, il presidente Karzai, ha firmato una legge che modifica il diritto di famiglia sciita e, di fatto, <strong>legalizza lo stupro della moglie da parte del marito</strong>.</p>
<p>Come non vedere le somiglianze? La donna non è persona, è corpo, e questo corpo appartiene al marito, o alla società, o a dio. A tutti, fuorché a essa stessa.<br />
È la società civile che impone alle religioni di progredire sulla strada del rispetto e del riconoscimento reciproco, non il contrario.</p>
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		<title>Gravidanze tra le minorenni, l&#8217;Europa si mobilita. E l&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-731" title="couple-embrace" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg" alt="couple-embrace" width="300" height="199" />In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal <strong>ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls</strong> per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il tasso di concepimento per le ragazze tra i quindici e i diciassette anni è del 4,2%, il più alto d’Europa.</p>
<p>La contraccezione, i pericoli delle malattie veneree e dell’Aids, le istruzioni per un ‘sesso sicuro’, l’omosessualità e l’aborto: questi i temi che verranno trattati con gli studenti ai quali si aggiungeranno, sempre su direttiva del ministro, lezioni specifiche sul pericolo dell’abuso di droghe e di alcol.</p>
<p>In realtà l’ordinamento scolastico inglese già prevede corsi di educazione sessuale dai 5 ai 19 anni, ma come materia facoltativa. I genitori potevano fino ad oggi esonerare i propri figli, un po’ come da noi avviene per l’insegnamento della religione cattolica. La novità introdotta dal ministro Balls  è quella di rendere tale materia curriculare al compimento dei 15 anni di età.</p>
<p>La regola varrà anche per gli istituti scolastici religiosi i quali, però, potranno “<em>tenere lezioni sui precetti di fede</em>&#8221; per quanto riguarda i rapporti al di fuori del matrimonio.</p>
<p>Contro il ministro Balls sono insorte, naturalmente, le <strong>associazioni cattoliche e mussulmane</strong>, che rivendicano il diritto dei genitori di decidere non solo gli argomenti da trattare con i figli, ma anche a quale età introdurli alle tematiche legate al sesso. Il ministro, dal canto suo, ha già ribadito che continuerà per la sua strada, insistendo sul diritto di ogni giovane di essere correttamente informato per poter vivere in modo sicuro e responsabile la sua sessualità.</p>
<p>Di fronte a tale esempio, il paragone con l’Italia è d’obbligo.<br />
Da un’indagine del 2008 della <strong>Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia</strong>, l’informazione sulla contraccezione si può considerare soddisfacente solo per lo 0,3% delle under 19 italiane. Ancora, il primo rapporto sessuale non è protetto per una ragazza su tre e solo il 50% di esse usa metodi anticoncezionali sicuri. Cifre ancor più desolanti per le giovani immigrate, che ricorrono all’aborto 3-4 volte in più delle italiane.</p>
<p>Eppure, nelle nostre scuole non c’è traccia di corsi specifici di educazione sessuale e se un insegnante volenteroso volesse svolgere, in discipline analoghe, temi legati alla sessualità correrebbe seri rischi di denuncia.</p>
<p>La riforma scolastica inglese segue di pochi mesi la<strong> direttiva spagnola</strong> che autorizza la vendita della pillola del giorno dopo senza ricetta medica anche per le minorenni e che abbassa a 16 anni l’età per abortire senza il consenso dei genitori.</p>
<p>Mentre l’Europa, quindi, si mobilita per arginare le gravidanze indesiderate nella fascia più giovane della popolazione e per educare i ragazzi a una sessualità senza rischi, l&#8217;Italia rimane attaccata alle proprie arretrate posizioni culturali.</p>
<p>Nel nostro Paese l’educazione sessuale dei ragazzi è ancora delegata in toto all’istituzione ‘famiglia’ a prescindere dalla sua preparazione, dal suo livello culturale e dalle sue convinzioni religiose. E, nei casi peggiori, a coetanei più &#8217;smaliziati&#8217;. Nessuna veste scientifica ma solo un eventuale ‘buon senso’ a penalizzare ancora una volta i ragazzi delle fasce socialmente meno elevate della popolazione e di quelle a tendenza confessionalista.</p>
<p>In un Paese in cui il solo parlare di coppie di fatto scandalizza la cittadinanza cattolica e benpensante, che vanta un ritardo di oltre vent’anni rispetto alla Francia sull’adozione della pillola abortiva, in cui la visione cattolica della sessualità condiziona tutta la legislazione in merito, è lecito pensare che per recuperare il divario con il resto dei pesi europei su questi temi occorreranno ancora decenni.</p>
<p>Esplicativo, a tal proposito, questo stralcio tratto da una lettera del <strong>1907</strong> di <strong>Sigmund Freud</strong> al dottor Furst che gli chiedeva <em>&#8220;uno scritto sull’educazione sessuale dei bambini</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Che cosa ci si può proporre di ottenere rifiutando ai bambini &#8211; o diciamo ai giovani &#8211; tali spiegazioni sulla vita sessuale dell’uomo? Si teme forse di risvegliare precocemente il loro interesse per queste cose, prima che si ecciti da solo? O si spera occultando le cose di poter trattenere l’istinto sessuale fino a che possa imboccare le sole strade che sono aperte all’ordinamento borghese della società? Si pensa che i bambini non manifesterebbero alcun interesse o alcuna comprensione dei fatti sessuali, se la loro attenzione non vi fosse richiamata da un intervento altrui? Si ritiene possibile che quelle cognizioni che si rifiutano loro, non vengano fornite per altre vie? O si ha davvero seriamente il proposito di ottenere che essi più tardi considerino basso ed esecrabile tutto ciò che ha a che fare con quella sessualità da cui genitori ed educatori li hanno voluti tener lontani il più a lungo possibile?</em>”</p>
<p>E’ da notare che nel 1907 si era appena adottata ufficialmente la tesi secondo la quale il concepimento avviene attraverso l’unione di un ovulo e uno spermatozoo.  Anni luce indietro, dal punto di vista scientifico, dalle nostre attuali conoscenze. Anni luce in avanti, invece, le considerazioni di Freud rispetto alla mentalità dell’Italia cattolica di un secolo dopo.</p>
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		<title>Non sul corpo delle donne</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 07:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autodeterminazione]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[autodeterminazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
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		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[zapatero]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/10/non-sul-corpo-delle-donne/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/liberta-300x233.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La grande manifestazione che si è tenuta in Spagna contro la legge del Governo Zapatero sull’aborto, fa pensare che ci sono due parole che ai cosiddetti “conservatori” sono quasi del tutto sconosciute: autodeterminazione e dignità.
Si legge su Wikipedia:
“Il diritto all’autodeterminazione è il riconoscimento della capacità di scelta autonoma ed indipendente dell’individuo. Originata da un’esigenza tutta individuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-333" title="liberta" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/liberta-300x233.jpg" alt="liberta" width="240" height="194" />La grande manifestazione che si è tenuta in Spagna contro la legge del Governo <strong>Zapatero</strong> sull’aborto, fa pensare che ci sono due parole che ai cosiddetti “conservatori” sono quasi del tutto sconosciute: <strong>autodeterminazione </strong>e <strong>dignità</strong><em>.</em><br />
Si legge su Wikipedia:<br />
<em>“Il diritto all’<strong>autodeterminazione</strong></em><em> è il riconoscimento della capacità di scelta autonoma ed indipendente dell’individuo. </em><em>Originata da un’esigenza tutta individuale e sviluppatasi in una urgenza collettiva, questa prima formulazione rimase per anni ristretta al campo dei diritti civili e sociali delle donne, per poi arricchirsi di un ulteriore riferimento: <strong>il diritto all’autodeteminazione dei popoli</strong>.</em> <em>L’espressione si traduce nel riconoscimento della capacità di scelta autonoma ed indipendente dei popoli poco rappresentativi, altrimenti detti “minoranze”. </em><em>Tale diritto tutela la gestione autonoma della loro esistenza, salvaguarda la loro sopravvivenza, messa in pericolo dalle dinamiche di arricchimento della civiltà consumistica, e consente il dialogo</em> tra culture diverse”.</p>
<p>E ancora:<br />
<em>“Con il termine <strong>dignità</strong>, si usa riferirsi al sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità e di ritenere importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione. In filosofia, con il termine dignità umana si usa riferirsi al valore intrinseco e inestimabile di ogni essere umano: tutti gli uomini, senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza, religione, nazionalità, ecc. meritano un rispetto incondizionato, sul quale nessuna “ragion di Stato”, nessun “interesse superiore” della “Scienza”, la “Razza”, o la “Società”, può imporsi. Ogni uomo è un fine in se stesso, possiede un valore non relativo (com’è, per esempio, un prezzo), ma intrinseco”.</em></p>
<p>Senza tanti giri di parole, c’è un diritto all’autodeterminazione che garantisce agli individui di operare libere scelte  e che va rispettato. E rispettare le scelte di un individuo significa rispettarne il valore intrinseco che si chiama dignità, la quale  “<em>merita un rispetto incondizionato, sul quale nessuna &#8216;ragion di Stato&#8217;, nessun &#8216;interesse superiore&#8217; [...] può imporsi</em>&#8220;.</p>
<p>Se fosse chiaro questo, forse non avremmo visto scendere in piazza migliaia di persone che hanno la pretesa di imporre ad altri essere umani il loro pensiero, calpestandone diritti e dignità.</p>
<p>L’aborto è sempre doloroso per una donna, non si fa mai a cuor leggero. Ma se una donna sceglie di ricorrere a questa pratica lacerante per qualsiasi motivo, nessuno, in cielo, in terra e in ogni luogo può impedirlo. Ma questo lo si ripete da anni.</p>
<p>No, non ci sono sordi che non capiscono, c’è solo l’ignoranza meschina di chi pensa di strumentalizzare tutto pur di riuscire a imporre e a imporsi. Sull’aborto c’è sempre qualcuno che fa un braccio di ferro. Si fa fra conservatori e progressisti, fra Chiesa e mondo laico.  Un modo becero di “usare” ancora, ancora e ancora la donna come se Lei non avesse voce in capitolo, come se a Lei la possibilità di scegliere sulla propria vita e sul proprio corpo dovvese essere negata all’infinito.</p>
<p>Li facessero pure i loro giochetti di potere, ma non sul corpo delle donne. Non si gioca con le libere scelte che attengono alla vita privata. Su questo non si può, nessuno può.</p>
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