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	<title>Cronache Laiche &#187; scuola cattolica</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Paritarie? La zavorra della scuola italiana. Parola di Ocse</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 19:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/12/paritarie-la-zavorra-della-scuola-italiana-parola-di-ocse/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/le_scuole_private_ve_le_pagate-c517a-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Luoghi comuni. A volte duri a morire, certo. Prendete quello sulla Scuola statale italiana, assurto negli ultimi anni quasi al rango di una legge fisica, di un teorema non confutabile. Recita(va) pressappoco così: &#8220;L’istruzione pubblica ci costa 44 miliardi l’anno ma i risultati, rispetto agli altri paesi, sono a dir poco deludenti se non addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/le_scuole_private_ve_le_pagate-c517a.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-16184" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/le_scuole_private_ve_le_pagate-c517a.gif" alt="" width="300" height="268" /></a>Luoghi comuni. A volte duri a morire, certo. Prendete quello sulla Scuola statale italiana, assurto negli ultimi anni quasi al rango di una legge fisica, di un teorema non confutabile. Recita(va) pressappoco così: &#8220;L’istruzione pubblica ci costa 44 miliardi l’anno ma i risultati, rispetto agli altri paesi, sono a dir poco deludenti se non addirittura da Serie B. Meglio quindi tagliare le spese ed eliminare gli sprechi, magari finanziando a dovere gli istituti privati, quelli sì nicchie di eccellenza”. Il risultato, come i nostri lettori ricorderanno, è che nel comparto scuola sono stati tagliati <strong>133 mila posti di lavoro</strong> e “risparmiati” <strong>otto miliardi</strong> in tre anni. Mentre, naturalmente, i finanziamenti statali alle paritarie sono rimasti invariati.</p>
<p>Ecco, il <strong>rapporto Ocse-Pisa</strong> (<em>Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico &#8211; Programme for International Student Assessment</em>) 2009 ha assestato un colpo mortale &#8211; oseremmo dire definitivo &#8211; a un ritornello, ahimé, politicamente <em>bipartisan</em>. Secondo l’indagine &#8211; giunta alla sua quarta edizione &#8211; l’Italia risale infatti nelle classifiche europee, rispetto al 2006, di sei posizioni nella comprensione dell’italiano, di tre nella matematica e di una nelle scienze, gli ambiti disciplinari le cui competenze sono ritenute essenziali. Il campione delle scuole italiane era ampiamente rappresentativo di tutte le realtà regionali e di ogni tipo di scuola (licei, istituti tecnici, istituti professionali, scuole medie, formazione professionale) per un totale di più di mille istituti e di circa trentamila studenti.</p>
<p>Ma il dato più interessante emerge dallo scorporo dalla graduatoria della scuola privata: a tenere ancora troppo in basso il posto in classifica dei nostri quindicenni sono infatti proprio <strong>gli istituti non statali</strong>. Senza questa zavorra la scuola italiana sarebbe in linea con la media Ocse! I dati lasciano in effetti pochi dubbi. Qualche esempio?</p>
<p>La media ottenuta dagli adolescenti italiani delle scuole pubbliche in Lettura e comprensione di un testo scritto è pari alla media Ocse: 489 punti, che valgono il 23° posto. “Grazie” alle scuole private scivoliamo al 30°. Stesso discorso per Matematica e Scienze, dove il distacco con la media dei paesi aderenti all’Ocse è di soli 5 punti: 492 per gli studenti della scuola statale (25° posto), e 497 per i paesi Ocse. Ma aggiungendo i risultati di chi frequenta i banchi delle private, giù al 35° posto!<br />
Insomma, la scuola pubblica italiana, costretta a fare le nozze coi fichi secchi, recupera il gap. Le private, invece, malgrado i lauti finanziamenti, crollano.</p>
<p>Numeri che impietosamente piombano sulle richieste ripetutamente avanzate negli ultimi mesi dalle associazioni di scuole non statali (leggi: confessionali); soltanto un mese fa, in occasione della presentazione del <strong>XII Rapporto sulla scuola cattolica</strong>, la Conferenza episcopale italiana, per bocca del segretario generale monsignor <strong>Mariano Crociata</strong> (nomen omen&#8230;), aveva lamentato che in Italia manca una <em>&#8220;cultura della parità intesa come possibilità di offrire alla famiglia un&#8217;effettiva scelta tra scuole di diversa impostazione ideale&#8221;</em>.</p>
<p>Se fossimo un paese normale, il rapporto Ocse-Pisa, capitato opportunamente nel vivo del dibattito sui tagli all&#8217;istruzione pubblica e sui finanziamenti agli istituti privati, ben incardinati anche all’interno dell&#8217;ultima legge di stabilità e che hanno fatto detonare la protesta studentesca, sarebbero presi piuttosto sul serio da un ceto politico minimamente attento al mondo della ricerca educativa internazionale.</p>
<p>Ci auguriamo che le imbarazzanti <em>performance </em>da terzo mondo delle scuole private italiane non rimangano patrimonio degli addetti ai lavori e non anneghino nell’annoso e pretestuoso dibattito sulla cosiddetta “libertà di insegnamento”. Che ha voluto sempre dire: ancora più soldi alle paritarie.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Claudio Tanari</em></span></strong></p>
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		<title>Il governo fa la cresta in favore dei soliti noti</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 10:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/11/il-governo-fa-la-cresta-in-favore-dei-soliti-noti/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/berlusfamily.bmp class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Come si conviene alle più navigate massaie che, da sempre in preda al panico da chiusura di rubinetto, si industriano per trovare di che fare la spesa, anche il nostro Tremonti si è dato da fare. Ha trovato duecento milioni in più per il 2011 a disposizione del Ministero dell’Istruzione. Bene allora la scuola è salva! Nient’affatto: questi soldi sono destinati a finanziare gli istituti privati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-14631" title="berlusfamily" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/berlusfamily.bmp" alt="berlusfamily" width="401" height="309" />Come si conviene alle più navigate massaie che, da sempre in preda al panico da chiusura di rubinetto, si industriano per trovare di che fare la spesa, anche il nostro Tremonti si è dato da fare. Ha trovato <strong>duecento milioni in più</strong> per il 2011 a disposizione del Ministero dell’Istruzione. Bene allora la scuola è salva! Nient’affatto: questi soldi sono destinati a finanziare gli <strong>istituti privati</strong>. La fonte della notizia,  <em>Libero</em>, dice anche che i soldi per questa operazione non c’erano ma che in occasione di un incontro del ministro con esponenti dello IOR sono saltati fuori <em>a sorpresa</em>.</p>
<p>Scrive Franco Bechis su <em>Libero</em> che il ministro dell’Economia ha trovato quei duecento milioni per il 2011 che le scuole cattoliche reclamavano da tempo e aiutati dall’<em>Avvenire</em> da una parte e dai 150 parlamentari cattolici che avevano chiesto al ministro un passo avanti si è arrivati ad un accordo. Probabilmente, con futuro scorno degli altri ministri che non hanno avuto la fortuna di avere un’azione di lobbying così forte come quella della <strong>Chiesa</strong>.</p>
<p>Per i fondi della cultura il ministro Tremonti utilizzerà quelli a disposizione del ministero delle Finanze togliendo risorse probabilmente impegnate in altri ambiti, che verranno necessariamente penalizzati per favorire la <strong>Chiesa</strong><strong>.</strong> Intanto anche <strong>Bondi </strong>taglia e si taglia: 182mila euro, ottenuti grazie a risparmi su stipendi di manager e dirigenti, vanno al fondo per le celebrazioni dell’Unità d’Italia. Duecento milioni contro nemmeno duecentomila euro: affinché sia chiaro a cosa si tiene, dalle parti del governo.</p>
<p>Siamo ad un altro caso di intromissione della Chiesa nelle faccende dello Stato Italiano che in momenti di crisi generale deve anche appoggiare entità autonome di cui non gestisce la giurisdizione e dalle quali è spesso coercitivamente tassata. Quando è chiaro che un sistema è alla deriva i servitori del potere in genere cercano di correre ai ripari per non perdere quella sedia tanto amata. Ma in questo caso si tratta di <strong>spillare soldi agli italiani</strong> già fortemente provati dalla situazione pesante in cui questo governo ha messo tutto il Paese e del quale non si riescono a vedere i risultati positivi neppure da parte dei suoi eletti.</p>
<p>Insomma, sembra arrivato il momento di mettere da parte le perdite di tempo e non ridursi sempre a grattare il fondo nella ricerca di qualche favore in più. Di pensare a questo paese come la nostra casa dove tutto deve funzionare e dove investiamo i nostri sforzi. Senza fare sempre gli interessi di qualcun altro!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Isabella Boari</em></span></strong></p>
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		<title>Scuola cattolica, &#8220;cuore pulsante dell’Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 18:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/monsignor-nosiglia-la-scuola-cattolica-e-il-cuore-pulsante-dell%e2%80%99italia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/ass.cei-300x190.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Avete presente quando, al mercato, il fruttivendolo del caso vi dice che non troverete da nessun altro delle ciliegie buone come le sue? O quando il rappresentante della Folletto, per convincervi a spendere un capitale per un aspirapolvere, vi assicura che nessun aggeggio simile assicura pari prestazioni? L’autopromozione funziona, insomma, c’è sempre qualcuno disposto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6912" title="ass.cei" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/ass.cei-300x190.jpg" alt="ass.cei" width="300" height="190" />Avete presente quando, al mercato, il fruttivendolo del caso vi dice che non troverete da nessun altro delle ciliegie buone come le sue? O quando il rappresentante della <em>Folletto</em>, per convincervi a spendere un capitale per un aspirapolvere, vi assicura che nessun aggeggio simile assicura pari prestazioni?</p>
<p>L’<strong>autopromozione</strong> funziona, insomma, c’è sempre qualcuno disposto a credere nella assoluta buona fede di chi smercia il proprio prodotto. Funziona a tal punto che se ne appropria con evidente vantaggio anche la Chiesa, guida spirituale (o economica?) dei cattolici.</p>
<p><strong>Monsignor Cesare Nosiglia</strong>, vescovo di Vicenza e neo vice presidente della Cei per il nord Italia, lungi dal commentare i tagli per il prossimo triennio alla scuola pubblica (statale), ha esordito così nell’<a href="http://www.asca.it/news-SCUOLA__MONS__NOSIGLIA_%28CEI%29__QUELLE_CATTOLICHE_ASSICURANO_PLURALISMO-919185-ORA-.html" target="_blank">assemblea generale della Cei</a>: “<em>La scuola cattolica costituisce un contributo importante alla scuola pubblica. <strong>Va promossa e sostenuta</strong>, per permettere ai genitori il pluralismo dell&#8217;offerta e la libertà della scelta</em>&#8221;. &#8221;<em>Sull&#8217;educazione</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>si gioca il futuro di una società e sappiamo bene che la stessa crescita economica di un Paese aumenta in proporzione all&#8217;investimento che si fa sulla formazione</em>&#8221;. La Chiesa, infine, si rivolge “<em>alle <strong>istituzioni politiche, culturali, economiche e sociali</strong> perchè investano le loro migliori energie in questo ambito</em> [la scuola cattolica, ndr] <em>che <strong>rappresenta il cuore pulsante del Paese</strong></em>&#8221;.</p>
<p>Dopo il <strong><a href="../2010/05/bagnasco-sull%e2%80%99unita-d%e2%80%99italia-ovvero-come-girare-una-frittata/">significato della parola ‘laicità’</a></strong>, cortesemente spiegato a tutti gli italiani dal <strong>cardinal Bagnasco</strong>, ora la Chiesa ci deve anche dire quali debbano essere le priorità per l’istruzione pubblica. Ma d’altronde ci dice anche come votare, quali leggi siano giuste e quali vadano osteggiate a tutti i costi, cosa significhino famiglia, amore e sessualità. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Ceresara (Mantova): solo bambini &#8216;doc&#8217; nel coro di Natale</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/ceresara-mantova-solo-bambini-doc-nel-coro-di-natale/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/albero-di-natale-293x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Lega, si sa, divide in due la popolazione: italiani (serie A) e immigrati (serie B). Ma anche nella serie A ci sono dei distinguo: italiani cattolici (serie A super) e italiani ‘diversi’ (serie A standard). Ora scopriamo che anche tra gli italiani cattolici ci sono ulteriori classificazioni, come ci dimostra il caso di Ceresara, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1614" title="albero-di-natale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/albero-di-natale-293x300.jpg" alt="albero-di-natale" width="269" height="276" />La Lega, si sa, divide in due la popolazione: italiani (serie A) e immigrati (serie B). Ma anche nella serie A ci sono dei distinguo: italiani cattolici (serie A super) e italiani ‘diversi’ (serie A standard). Ora scopriamo che anche tra gli italiani cattolici ci sono ulteriori classificazioni, come ci dimostra il caso di <a href="http://gazzettadimantova.gelocal.it/dettaglio/ceresara-si-spacca-se-non-vieni-allasilo-dalle-suore-non-canti-nel-coro-di-natale/1811732" target="_self"><strong>Ceresara</strong></a>, in provincia di Mantova.<br />
Al coro di Natale sono ammessi solo i bambini che frequentano l’asilo delle suore. Gli altri, quelli dell’asilo comunale, magari cattolici come i loro coetanei, no.</p>
<p>Il divieto viene dalla stessa direttrice del coro <strong>Barbara Ruffoni</strong> che, guarda caso, è anche vicesindaco leghista del paese. &#8220;<strong><em>Chi va alla scuola comunale</em> </strong><strong><em><strong>f</strong>a una scelta ideologica</em></strong>&#8220;- spiega. Ossia non è cattolico doc!</p>
<p>Due i messaggi inquietanti che arrivano da questa vicenda di cronaca che, come tante altre di questo periodo, proviene dal retrivo Nord leghista.</p>
<p><strong>Il primo</strong> è un mal celato impulso razzista: la materna comunale di Ceresara, infatti, è frequentata da molti figli di immigrati. Non è che poi avrebbero cantato nel coro di Natale rovinandone la &#8216;purezza&#8217;?</p>
<p><strong>Il secondo</strong> è insito nelle ridicole affermazioni del vicesindaco, volte probabilmente a camuffare i suoi reali intenti xenofobi. E&#8217; chi sceglie la scuola privata – soprattutto se cattolica – al posto di quella pubblica che fa una scelta ideologica, non il viceversa. E un amministratore locale non può, proprio per la carica istituzionale che ricopre, ammettere o meno un bambino in un coro (anche se privato come un coro parrocchiale) a seconda del tipo di asilo che frequenta.</p>
<p>Ma nel Regno della Lega tutto è possibile e tutto è concesso. Anche sovvertire i principi basilari su cui si fonda la nostra Repubblica.</p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/parcheggi-razziali/" target="_blank">Parcheggi razziali</a><br />
<a href="../2009/11/caccia-ai-clandestini-l%E2%80%99ondata-leghista-attraversa-il-nord/" target="_blank">Caccia ai clandestini: l&#8217;ondata leghista attraversa il Nord</a><br />
<a href="../2009/11/la-lega-da-la-caccia-ai-clandestini-in-nome-della-cristianita/" target="_blank">La Lega dà la caccia ai clandestini in nome della cristianità</a><br />
<a href="../2009/11/la-schedatura-leghista-riflessi-condizionati/" target="_blank">La ’schedatura’ leghista: riflessi condizionati</a><br />
<a href="../2009/10/i-shot-the-sheriff/" target="_blank">I shot the sheriff</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saremo tutti perdonati</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2009/08/saremo-tutti-perdonati/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 18:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/08/saremo-tutti-perdonati/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/08/indulgenze.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La crisi nei rapporti tra uomini di Governo e uomini di Chiesa ha avuto la sua massima coincidenza con la cosiddetta “perdonanza”. Attriti che si trascinano da mesi riguardanti le presunte scappatelle del presidente del Consiglio ed il differente atteggiamento di vescovi e ministri sul tema della immigrazione e delle iniziative legislative in merito. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/08/indulgenze.gif" alt="" width="250" height="267" />La crisi nei rapporti tra uomini di Governo e uomini di Chiesa ha avuto la sua massima coincidenza con la cosiddetta “<strong>perdonanza</strong>”. Attriti che si trascinano da mesi riguardanti le presunte scappatelle del presidente del Consiglio ed il differente atteggiamento di vescovi e ministri sul tema della immigrazione e delle iniziative legislative in merito. In un crescendo di scontri verbali abbiamo assistito a critiche di alcuni settori cattolici alla  ”scandalosa” condotta sessuale del premier e alle scaramucce di prelati contro leghisti e viceversa, addirittura con minacce di <strong>ritorsione anti-concordataria</strong> che hanno fatto tremare settori importanti della maggioranza come dell’opposizione.<span id="more-67"></span></p>
<p>Poi si arriva alla famosa cena della “perdonanza”, annullata perchè il direttore del giornale della famiglia Berlusconi decide inopinatamente di mettere un po’ di fango dentro il ventilatore.</p>
<p>Ma per capire la portata della coincidenza dobbiamo innanzitutto conoscere cosa effettivamente sia la “perdonanza”. Si tratta di un atto del <strong>papa Celestino V</strong> che “<em>emanò una <a title="Bolla pontificia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_pontificia">Bolla</a> con la quale concedeva un’<a title="Indulgenza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indulgenza">indulgenza</a> plenaria e universale a tutta l’umanità, senza distinzioni. Un evento eccezionale, visto che accadeva in un periodo in cui il perdono era spesso legato alla <a title="Speculazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Speculazione">speculazione</a> e al </em><a title="Denaro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Denaro"><em>denaro</em>“</a>. (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Perdonanza">Wikipedia</a>)</p>
<p>Da sempre il binomio perdono &#8211; denaro è uno degli assi portanti del potere papale.  E qui sta la chiave che porterà alla soluzione della crisi di rapporti di cui si parla all’inizio.</p>
<p>Un presidente libertino accusato di gravi peccati contro la morale cattolica, atti liberticidi e discriminatori che attirano gli strali di alcune gerarchie ecclesiastiche, intimidazioni di stile “feltrista” ai direttori di giornali non compiacenti. Come uscirne? Con il metodo tradizionale in uso da secoli, che dà il massimo di garanzia di successo, un metodo super collaudato.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/05/berlusconi_papa.jpg" alt="" width="580" height="456" /></p>
<p>Dal palco del meeting di Comunione e Liberazione è già in atto <strong>la vendita delle indulgenze</strong> che sistemerà tutto con buona pace delle gerarchie “reali” vaticane.</p>
<p>Un tempo un monarca dello spessore del nostro premier poteva comprare l’indulgenza con il lascito di una sua villa, o di una sua proprietà industriale (un giornale e/o un canale TV), ma così l’indulgenza avrebbe coperto solo la sua augusta persona. La lungimiranza e lo spirito democratico del nostro leader politico lo hanno invece spinto a richiedere una indulgenza plenaria ed universale in linea con la perdonanza di Celestino V.</p>
<p>L’agenda dei lavori del governo annunciata nel meeting di Rimini infatti prevede interventi dell’esecutivo in materia di <strong>pillola abortiva</strong> e <strong>testamento biologico</strong>, ma soprattutto rassicura  in materia di <strong>finanziamento alle scuole private</strong> (cattoliche) e di <strong>regime fiscale</strong> per proprietà terrene della Chiesa.</p>
<p>Per la  ricomposizione di questa frattura quindi pagheremo tutti con un pò del nostro denaro, un pò della nostra libertà individuale,  un pò di laicità della Stato e un pò di democrazia. In compenso saremo tutti perdonati dei nostri peccati. Di quello di predicare bene e di razzolare male in tema di morale. Di quello di adottare una e(ste)tica cristiana pur attuando politiche contrarie al messaggio di Cristo.</p>
<p>E tutto questo grazie al nostro Governo (noi) che paga (paghiamo)  per la nostra salvezza dai peccati (di altri).</p>
<p>Non ci dovremmo sentire sollevati ?</p>
<p><strong><em>(di Sebastiano Tilloca)</em></strong></p>
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