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	<title>Cronache Laiche &#187; scalfari</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Decreto &#8216;salva liste&#8217;, Stato di diritto addio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/decreto-salva-liste-stato-di-diritto-addio/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/giorgio_napolitano-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Giorgio Napolitano risponde, sul sito del Quirinale, alle numerose missive dei cittadini sul decreto ‘salva liste’ che egli stesso ha firmato la notte tra venerdì e sabato. Il presidente parte dalla considerazione che è inaccettabile, in una democrazia, andare al voto senza la lista del maggior partito di Governo. E quindi sceglie il ‘male minore’, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3593" title="giorgio_napolitano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/giorgio_napolitano-300x200.jpg" alt="giorgio_napolitano" width="300" height="200" />Giorgio Napolitano risponde, sul <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=5550" target="_blank">sito del Quirinale</a>, alle numerose missive dei cittadini sul decreto ‘salva liste’ che egli stesso ha firmato la notte tra venerdì e sabato.</p>
<p>Il presidente parte dalla considerazione che è inaccettabile, in una democrazia, andare al voto senza la lista del maggior partito di Governo. E quindi sceglie il ‘<strong>male minore</strong>’, come l’ha definito Gianfranco Fini, ossia modificare, con un decreto legge retroattivo, le disposizioni elettorali di esclusiva competenza delle Regioni: <em>“Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell&#8217;interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione &#8211; comunque inevitabilmente legislativa &#8211; potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, andare al voto senza la possibilità di votare, in una o più regioni,  una parte rappresentativa della politica italiana sarebbe stato fuoriviante per il risultato elettorale, ma il ‘male minore’ scelto dal presidente Napolitano apre un baratro nello Stato di diritto. Per salvare la rappresentatività della consultazione elettorale, sancisce (ancora una volta!) che <strong>la Legge non è uguale per tutti</strong>.</p>
<p>La valutazione del ‘merito’ delle liste escluse, non è di pertinenza della Legge. Che sia stata esclusa, per evidenti e incontestabili irregolarità, una lista minoritaria o maggioritaria, di Governo o no,  non deve fare la differenza. <strong>La sostanza non può e non deve essere confusa con la forma. </strong></p>
<p>Come sintetizza Eugenio Scalfari nell’<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/07/news/scalfari_7_marzo-2538816/" target="_blank">editoriale di oggi su Repubblica</a>, <em>“Stabilire la prevalenza della sostanza sulla forma in materia di procedura non ha altra conseguenza che legittimare l&#8217;illegalità permanente nella vita pubblica, o meglio: <strong>far coincidere la legalità con il volere del capo dell&#8217;esecutivo, cioè stabilire la legittimità dell&#8217;assolutismo</strong></em>”.</p>
<p>Napolitano ha firmato un vero e proprio condono, creando un gravissimo precedente nel diritto pubblico italiano. Le irregolarità amministrative di chi governa si possono da oggi superare attraverso un decreto legge varato dallo stesso soggetto che le ha commesse.<strong> Il potere, dunque, può fare e disfare le regole a suo uso e consumo</strong>.</p>
<p>Un vizio di sostanza e non di forma, questa volta. Un percorso circolare che vede la testa coincidere con la coda: il mandante del decreto, il Governo, è anche il beneficiario senza che nessuno, il Parlamento nel caso, abbia diritto di parola.</p>
<p>Che l’andazzo sia questo ce lo hanno già dimostrato gli infiniti decreti legge di cui questo Governo continua a servirsi per evitare la mediazione parlamentare. Ma che ora, platealmente, il Governo assolva se stesso <strong>modificando retroattivamente le regole che lui stesso ha infranto</strong> &#8211; scavalcando addirittura la sovranità regionale in materia elettorale &#8211; è davvero troppo.</p>
<p>Il decreto &#8216;salva liste&#8217; è un vero e proprio <strong>attacco al cuore dello Stato di diritto</strong>, con il beneplacito del garante della democrazia, il presidente della Repubblica.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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