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	<title>Cronache Laiche &#187; rutelli</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Bondi non si rassegna</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 05:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/bondi-non-si-rassegna/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/crollo-pompei-casa-gladiatori-300x207-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lunedì è cominciata alla Camera la discussione sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro per la cultura, Sandro Bondi. La mozione potrebbe essere discussa fra mercoledì e giovedì ma, visti i precedenti slittamenti, non è il caso di “gridare gatto” prima di chiudere il sacco. È da novembre, infatti, che Pd e Idv stanno chiedendo a gran voce le dimissioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/crollo-pompei-casa-gladiatori-300x207.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17643" title="crollo-pompei-casa-gladiatori-300x207" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/crollo-pompei-casa-gladiatori-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Lunedì è cominciata alla Camera la discussione sulla <strong>mozione di sfiducia </strong>nei confronti del ministro per la cultura, Sandro Bondi. La mozione potrebbe essere discussa fra mercoledì e giovedì ma, visti i precedenti slittamenti, non è il caso di “gridare gatto” prima di chiudere il sacco. È da novembre, infatti, che<strong> Pd e Idv </strong>stanno chiedendo a gran voce le dimissioni del ministro; da quando cioè <strong>Pompei,</strong> sopravvissuta all’eruzione del 79 d.C. non è riuscita a sopravvivere alle incurie del Ministero diretto dal Nosferatu del Pdl. D’altra parte, allora, il ministro sembrava molto tranquillo e definiva la richiesta dell’opposizione un <strong>allarmismo</strong> inutile dal momento che “<em>i cedimenti non hanno coinvolto alcun manufatto di rilievo storico o artistico</em>”. Come a dire che in fondo non era mica crollato il Colosseo ma, ironia della sorte, &#8220;solamente&#8221; la <strong>Casa del Moralista </strong>e successivamente<strong> </strong>la<strong> Casa dei Gladiatori</strong>.</p>
<p>Questa volta però la situazione si complica e ad affiancare la richiesta dei “soliti comunisti” ci si mette anche il <strong>Terzo Polo</strong> (Fini-Casini-Rutelli) che, più che per i danni campani, è deciso a discutere la fiducia al ministro per gli eccessivi <strong>tagli</strong> dallo stesso perpetrati <strong>alla cultura</strong> che, a loro avviso, il governo reputa evidentemente un “<em>costo superfluo per le finanze pubbliche</em>”.</p>
<p>A conti fatti, però, la <strong>differenza di voti</strong> fra i difensori del ministro e i suoi oppositori è, come avvenne per la fiducia al governo, minima. E questo è il motivo per cui Casini, in queste ore, sta proponendo di<strong> rimandare la votazione</strong> di una settimana. Molti sostenitori dell’incapacità di Bondi, e membri dell’Udc, saranno infatti impegnati a <strong>Strasburgo </strong>per un’assemblea parlamentare del Consiglio europeo a difesa dei diritti dei Cristiani nel mondo. Una discussione ritenuta imprescindibile dopo i recenti attacchi subiti dai fedeli in Egitto, Iraq e Nigeria.</p>
<p>In questo clima di incertezza si crogiolano soprattutto i membri della nuova corrente nata nei ranghi del Pdl e denominata “<strong>Gruppo di Iniziativa Responsabile</strong>” che responsabilmente vede l’occasione buona per tenere sotto scacco il partito di origine e proporre il proprio totale supporto a Bondi – e al governo &#8211; purché ci sia la possibilità di <strong>accaparrarsi </strong>qualche carica lasciata vacante dopo le dimissioni dei futuristi con la lungimiranza di un avvoltoio che, fiutando l’animale malato, aspetti che diventi carogna per banchettare allegramente. D’altronde anche uno sparuto gruppetto di poco più di una ventina di “onorevoli” potrebbe essere indispensabile a prolungare l’agonia del &#8220;governo dei festini&#8221;.</p>
<p>Il ministro Bondi appare<strong> imperturbabile</strong>, ma si sa: il crollo di Pompei era solo un allarmismo e l’assunzione del figlio e dell’ex marito della sua compagna, nonché parlamentare Pdl, uno al Centro Sperimentale di Cinematografia e l’altro alla Direzione Generale Cinema del Ministero, era un atto compassionevole “<em>per risolvere due casi umani</em>”. Ma che non si creda che il ministro sia un uomo privo di etica, infatti se è pur vero che non ritiene validi gli evidenti limiti delle sue capacità a ricoprire la carica che gli è stata regalata, di certo non per pregressi meriti nel settore, alle dimissioni ci pensa eccome. Certo non alle sue. Ma a quelle del <strong>presidente della Camera</strong>. Appena un paio di giorni fa rilasciava ai microfoni della stampa un pensiero pieno zeppo di moralità rivolto a Fini: “<em>Se io fossi il leader di un partito politico mi dimetterei da presidente della Camera</em>”.</p>
<p>Ma forse, conoscendo lui stesso le scarsissime doti che ha per diventare leader di qualcosa, la sua era solo una <strong>perifrasi </strong>per lasciare intendere che a dimettersi non ci pensa proprio. Crollasse Pompei!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Fine del &#8220;Partito delle libertà&#8221;, la purga staliniana</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 06:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/fine-del-partito-delle-liberta-la-purga-staliniana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/fini_berlusconi-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Si chiama Partito delle libertà, ma una delle prime libertà riconosciute dovrebbe essere quella di dissenso, e invece, in maniera né libertaria né liberale, secondo uno schema decisamente staliniano, si effettua una purga di alcuni finiani sostanzialmente per eresia politica: non condividere le posizioni del dominus Berlusconi. «Non sono più disposto ad accettare il dissenso”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10416" title="fini_berlusconi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/fini_berlusconi.jpg" alt="fini_berlusconi" width="351" height="256" />Si chiama <em>Partito delle libertà</em>, ma una delle prime libertà riconosciute dovrebbe essere quella di dissenso, e invece, in maniera né libertaria né liberale, secondo uno schema decisamente staliniano, si effettua una purga di alcuni finiani sostanzialmente per eresia politica: non condividere le posizioni del dominus Berlusconi. «<em>Non sono più disposto ad accettare il dissenso”,</em> queste le parole del Presidente del Consiglio, il sedicente liberale Silvio Berlusconi.</p>
<p>Bocchino, Briguglio e Granata deferiti ai probiviri, e la sfiducia  di Berlusconi a Fini quale Presidente della Camera. Fine delle libertà in un partito. Fine del partito dell’amore. Fine di un partito fondato poco più di un anno fa. Punto e a capo.</p>
<p>Se Berlusconi ne sapesse un po’ di Costituzione, probabilmente si renderebbe conto che non può certo disporre lui delle sorti delle Presidenze dei due rami del Parlamento; ma questa non è la prima volta che il premier non brilla quanto a conoscenza di diritti e doveri istituzionali e costituzionali. Ma, a parte questo, la sicumera del leader ostentata altre volte probabilmente in questo caso farà i conti coi numeri non esigui che il drappello di deputati e senatori finiani si porta appresso: fra i 30 e i 35 alla Camera, e fra gli otto e i dieci al Senato. Che è un numero in grado di orientare ogni scelta di maggioranza alla Camera, e in grado di mettere in difficoltà il governo al Senato. In ogni caso, la sicurezza del vantaggio di grandi numeri nei due rami del Parlamento non ci sarebbe più e, come nell’ultimo governo Prodi, Berlusconi dovrebbe vivacchiare alla giornata con maggioranze risicate e a volte inesistenti. Comunque, una bella batosta. E comunque, cambierà tutto.</p>
<p>A meno che…a meno che il Premier non pensi davvero, come ipotesi più che probabile, proprio alle elezioni anticipate. In tale prospettiva i vari Rutelli, Fini stesso, Montezemolo e addirittura pure Casini, stanno scaldando i motori. Forse con la stessa benzina. Staremo a vedere.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Stefano Faraoni</em></span></strong></p>
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		<title>Pd &#8211; Binetti, il divorzio è servito. Ed è subito crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 20:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/pd-binetti-il-divorzio-e-servito-ed-e-subito-crisi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/binetti-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il tira e molla che va avanti da mesi è finito, la senatrice Paola Binetti abbandona il Pd per l’Udc: &#8220;Mi sono sentita un bersaglio, mi e&#8217; stato negato il diritto alla parola e alla rappresentanza dei valori cattolici&#8220;. L’addio della Binetti è l’ultimo della diaspora degli ultracattolici che da qualche tempo affligge il Pd. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2962" title="binetti" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/binetti.jpg" alt="binetti" width="209" height="298" />Il tira e molla che va avanti da mesi è finito, la senatrice <strong>Paola Binetti <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Politica/Binetti-Entro-nell-Udc/14-02-2010/1-A_000082712.shtml" target="_blank">abbandona il Pd</a></strong> <strong>per l’Udc</strong>: &#8220;<em>Mi sono sentita un bersaglio, mi e&#8217; stato negato il diritto alla parola e alla rappresentanza dei valori cattolici</em>&#8220;.</p>
<p>L’addio della Binetti è l’ultimo della diaspora degli ultracattolici che da qualche tempo affligge il Pd. Il 31 ottobre scorso è stata la volta di Francesco Rutelli<strong> </strong>che, annunciando: “<em>Non ho nulla contro un partito democratico di sinistra, ma non può essere il mio partito</em>”, è uscito fondando un nuovo partito. Il 14 gennaio, dopo l’avallo del Pd alla candidatura di Emma Bonino del Lazio, lo hanno seguito i deputati Carra e Lusetti, che hanno scelto invece le confortevoli braccia dell’Udc di Casini.</p>
<p>Ma Paola Binetti incarna veramente quel pensiero ultraconservatore che alberga nel Pd e di cui molti di disfarebbero volentieri?</p>
<p>Da sempre avversa a ogni forma di diritto in osservanza a Santa Romana Chiesa, la cultrice del cilicio ha annunciato e ritrattato la sua fuoriuscita  in molte occasioni. Il suo abbandono dovrebbe, quindi, far tirare un sospiro di sollievo al partito, che non ha avuto il coraggio di espellerla neanche quando, in occasione della votazione in Parlamento sull’aggravante di omofobia per i reati proposta dalla collega Paola Concia, la Binetti si è schierata contro.</p>
<p>Sembra, invece, che gioisca più della sua scelta l’elettorato sciolto della sinistra -  che augura al maggiore schieramento di opposizione di ritrovare quella verve laica seriamente minata dalle presenze teodem -  dello stesso partito. Le <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=91305&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;ssez=POLITICA" target="_blank">dichiarazioni</a> interne in occasione di questo addio, infatti, non lasciano adito a dubbi.</p>
<p><strong>Paolo Gentiloni</strong>: “<em>L&#8217;uscita di Paola Binetti impoverisce il Partito Democratico</em>”.</p>
<p><strong>Pier Luigi Castagnetti</strong> : “<em>Credo di poter dire, anche a nome della maggioranza dei credenti che restano nel Pd, tutta l&#8217;amarezza per una scelta per una scelta personale che merita rispetto ma che non può essere condivisa</em>”.</p>
<p><strong>Arturo Parisi</strong>: “<em>La sua uscita segnala il fallimento della sua scommessa personale ma anche l&#8217;incapacità del partito di farsi luogo di confronto tra persone e di sintesi al servizio della decisione politica</em>”.</p>
<p><strong>Enrico Letta</strong>, vicesegretario: “<em>Sono dispiaciuto per la scelta di Paola Binetti. Avrei preferito avesse dato una chance in più al Pd perchè sono sicuro che il lavoro che si sta facendo alla fine pagherà</em>”.</p>
<p>E anche il segretario<strong> Pierluigi Bersani</strong>, anima laica, condivide il dispiacere: “<em>So che a qualcuno potrà sembrare strano, ma lo dico sinceramente: l&#8217;allontanamento dell&#8217;onorevole Binetti è quello che mi dispiace di più. Non posso, ovviamente, condividere le sue motivazioni, in particolare a proposito della candidatura di Emma Bonino</em>”.</p>
<p>Certo, c’è anche chi gioisce, chi non vedeva l’ora, chi stappa bottiglie di spumante, chi avrebbe spinto personalmente la Binetti fuori da quella porta (ma non ne ha avuto il coraggio).</p>
<p>Resta il fatto che la ‘sfida’ del Pd, quella che voleva coniugare l’anima (cattolica) della Margherita a quella (laica) dei Ds, è persa, come sottolinea Parisi.</p>
<p>Resta il fatto che vari parlamentari eletti nel Pd ora approdano ad altri lidi, mantenendo un incarico ottenuto con i voti del partito che lasciano invece di dimettersi come un barlume di dignità consiglierebbe.</p>
<p>Resta il fatto, infine, che <strong>la deriva conservatrice del Pd non si estingue con la Binetti</strong>. Lei è la punta di un iceberg che si è seriamente incrinato, ma non frantumato, con la sua dipartita.</p>
<p>Un esempio facile facile, per frenare i promotori del brindisi.<br />
Il Governo ha presentato formale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per la sentenza del novembre scorso contro l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. A plaudere all’iniziativa del Governo due illustri senatori del Pd <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/" target="_blank">a loro volta firmatari</a>, insieme ad altri nove senatori consanguinei, di una proposta di legge per l’esposizione obbligatoria dei crocifissi nelle scuole: Vannino Chiti (vicepresidente del Senato) e Stefano Ceccanti (costituzionalista).</p>
<p>L’era Binetti, dunque, non è finita, con buona pace degli ottimisti. Sta al Pd capire, dopo questa ennesima frattura, come superare la crisi insita nei suoi stessi natali;  se approfittare dell&#8217;occasione così ben servita per dare una svolta, o continuare a marcire &#8211; ancora &#8211; nello stesso guado.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Opus Dei: la nomenklatura in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 13:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/opus-dei-la-nomenklatura-in-italia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/opus_dei-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Riportiamo questo articolo scritto nel 2002 da Rita Pennarola e  pubblicato su vari siti tra cui kelebekler.com, dove lo abbiamo trovato dietro segnalazione di un nostro lettore. Sebbene datato, costituisce una approfondita e documentata ricerca sull&#8217;infiltrazione dell&#8217;Opus Dei nella politica e nella società italiane, completa di nomi e cariche di militanti e sostenitori della prelatura: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1547" title="opus_dei" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/opus_dei-300x300.jpg" alt="opus_dei" width="300" height="300" />Riportiamo questo articolo scritto nel 2002 da <strong>Rita Pennarola</strong> e  pubblicato <span style="font-family: verdana,arial;">su vari siti tra cui </span><a href="http://www.kelebekler.com" target="_blank"><strong>kelebekler.com</strong></a><strong>, </strong>dove lo abbiamo trovato dietro segnalazione di un nostro lettore. Sebbene datato, costituisce una approfondita e documentata ricerca sull&#8217;infiltrazione dell&#8217;Opus Dei nella politica e nella società italiane, completa di nomi e cariche di militanti e sostenitori della prelatura: politici (molti ancora comodamente seduti in Parlamento), imprenditori, uomini di cultura. Forse oggi l&#8217;elenco dei fatti e delle persone andrebbe aggiornato, ma i dati qui riportati sono più che sufficienti per darci un&#8217;idea &#8211; agghiacciante &#8211; di ciò che i media non ci raccontano. E d&#8217;altronde, basta scorrere </em><em>la lista riportata </em><em>alla fine dell&#8217;articolo per trovare nomi eccellenti del mondo dell&#8217;informazione e dell&#8217;editoria.</em></p>
<p>Prove generali di franchismo in Italia. A lanciare l&#8217;allarme giusto due anni fa era stata <a href="http://www.ecn.org/filorosso/">Filorosso</a>, associazione antirazzista veronese collegata col gruppo nazionale di <a href="http://www.peacelink.it/">Peacelink</a>. Una grande manifestazione contro l&#8217;integralismo cattolico alla base di violenze e razzismo: era questa la proposta di <a href="http://www.ecn.org/filorosso/">Filorosso</a>, che denunciava apertamente la presenza di un &#8220;laboratorio avanzato delle destre&#8221;, per mettere a punto le strategie del &#8220;nuovo blocco di consenso che va dalla <strong>Lega </strong>a <strong>Forza Italia</strong>, da <strong>Alleanza Nazionale </strong>a <strong>Forza Nuova </strong>fino agli <strong>integralisti cattolici</strong>&#8220;. &#8220;Vogliamo dire con fermezza che oggi nella nostra città &#8211; aggiungevano i pacifisti &#8211; il fascismo è cosa reale e che a questa educazione al razzismo non sono estranee neppure le alte gerarchie ecclesiastiche, legate ai potentati dell&#8217;<strong>Opus Dei</strong>, che a Verona controlla la maggior parte dell&#8217;economia&#8221;. Un modello &#8220;esportabile in breve tempo anche al di fuori del nostro territorio&#8221;. A maggio 2001 quello stesso blocco di potere avrebbe trionfato alle politiche in Italia. A ottobre 2002 il fondatore dell&#8217;Opus Dei <strong>Josemaria Escrivà de Balaguer</strong>, amico e consigliere del dittatore fascista <strong>Francisco Franco</strong>, viene proclamato santo.</p>
<p>Quanto ha contato e quanto conta oggi la corazzata religiosa di origine spagnola negli assetti di potere del Paese? Ma, soprattutto, fino a che punto arriva la sua trasversalità? Fanno ancora rumore, ad esempio, gli strali lanciati su <strong><a href="http://www.kelebekler.com/occ/comunisti.htm">Massimo D&#8217;Alema</a> </strong>nelle scorse settimane per la sua partecipazione ufficiale alla santificazione di Escrivà in piazza San Pietro. Una presenza duramente stigmatizzata da Gianni Vattimo e Paolo Flores d&#8217;Arcais, e ancor più dallo scrittore Antonio Tabucchi, il quale ricorda in un articolo sul <em>Paìs </em>che proprio quest&#8217;anno nelle Asturie sono ricominciate le ricerche delle fosse comuni in cui giacciono i resti di oltre trentamila dissidenti franchisti. E che D&#8217;Alema &#8220;non poteva non sapere&#8221;.<br />
Quella del <em>lider maximo</em>, comunque, è stata una partecipazione tutt&#8217;altro che occasionale. L&#8217;8 gennaio di quest&#8217;anno, infatti, ai festeggiamenti per il centenario dalla nascita del neosanto erano in prima fila pezzi da novanta dell&#8217;opposizione come <strong>Francesco Rutelli </strong>e <strong>Cesare Salvi</strong>. Con loro, il presidente Rai <strong>Antonio Baldassarre</strong>, l&#8217;opusdeista &#8216;confesso&#8217; <strong>Alberto Michelini</strong>, e poi <strong>Rocco Buttiglione</strong>, <strong>Giulio Andreotti</strong>, <strong><a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/tfp01.htm">Alfredo Mantovano</a> </strong>e il leader della Cisl <strong>Savino Pezzotta</strong>, tutti <em>habitué </em>di analoghi appuntamenti. Niente di nuovo sotto il sole, comunque, per la famiglia Rutelli, dal momento che il 21 novembre del 2000 &#8211; in pieno clima preelettorale &#8211; <strong>Barbara Palombelli </strong>aveva tenuto banco all&#8217;Università Santa Croce dell&#8217;Opus Dei, nella capitale, per la presentazione del libro di Marta Brancatisano <em>Il Vangelo spiegato a mio figlio</em>. Nessun problema, visto che lo stesso leader della Margherita aveva partecipato all&#8217; inaugurazione in pompa magna di un colosso universitario dell&#8217;Opus alle porte di Roma nel giugno dello stesso anno, quando era ancora sindaco della capitale.</p>
<p><strong>MAI DIRE RUI</strong><br />
Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà ed assurta a prelatura personale (vale a dire che risponde esclusivamente a Giovanni Paolo II) nel 1982, l&#8217;Opus Dei rappresenta la più potente multinazionale dell&#8217;educazione religiosa e fattura &#8211; secondo stime della stampa cattolica dissidente &#8211; non meno di 30 milioni di dollari al mese.<br />
Lungo l&#8217;asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all&#8217;Opus, ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975. Suo successore nell&#8217;imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era stato monsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel &#8217;94, cui è succeduto l&#8217;attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista delle celebrazioni del 6 ottobre scorso per la santificazione di Escrivà.<br />
E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto al pontefice, in qualità di portavoce vaticano, del leader opusdeista spagnolo Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso cui filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.<br />
Autentico business core dell&#8217;Opus è la Fondazione Rui (Residenze Universitarie Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse nei cinque continenti (dal Faes, la potente associazione di genitori cattolici che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino ad Elis e Safi, cui fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal ministero).<br />
Con quartier generale in via Ventuno Aprile, sempre nella capitale, ed una seconda roccaforte a Milano in via Mascheroni, Rui è attualmente diretta da un ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora. Fondata a maggio 1959 su iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a Fausto Moneta, Rui ha potuto contare fin dall&#8217;inizio su centinaia di sostenitori ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell&#8217;Ucid, colosso associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici i simpatizzanti dell&#8217;Opus Alberto Falck e Pierferdinando Casini, presidente della Camera. Sempre nel &#8217;59, a settembre, la Rui viene già eretta ad ente morale su proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da allora e fino a tutt&#8217;oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che lo Stato italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare deducibili dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla Rui.<br />
Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il recentissimo Porta Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi, cofondatrice della Rui ed attualmente ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi appena entrato nel cda di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e tre a Milano. Sono le residenze Viscontea, Torrione e, soprattutto, la famosa Torrescalla, mitico tempio del primo sodalizio fra <strong><a href="http://www.kelebekler.com/occ/dellutri.htm">Marcello Dell&#8217;Utri</a> </strong>e <strong>Silvio Berlusconi</strong>. &#8220;Ho visto Silvio la prima volta all&#8217;università Statale di Milano nel &#8217;61&#8243;, raccontava il senatore forzista qualche anno fa. A farli incontrare era stato &#8220;un amico comune, Bruno Padula, oggi sacerdote dell&#8217;Opus Dei&#8221;. Primo organismo nato dall&#8217;intesa fu una squadra di calcio: &#8220;Silvio era il presidente, io allenavo &#8211; ricorda ancora Dell&#8217;Utri &#8211; e suo fratello Paolo giocava da centravanti&#8221;. &#8220;Si chiamava &#8211; conclude &#8211; Torrescalla, dal nome della residenza universitaria dell&#8217;Opus dove io vivevo, e dove avevamo messo la sede della squadra&#8221;.</p>
<p><strong>SILVIO VORREI CHE TU</strong><br />
Direttore di Torrescalla, che sorge in un parco e dispone di piscina, campi da tennis e palestra, è attualmente Renzo Arborea, coadiuvato da Marco Giorgino ed Antonio Torello. Fra le presenze ricorrenti in occasione di convegni organizzati dalla residenza milanese, spiccano quelle di <strong>Umberto Di Capua</strong>, numero due di Assolombarda nonché general manager di ABB Italia, ed <strong>Ettore Barnabei</strong>, ex patron della Rai ed attuale presidente di Lux Video. In prima fila per la santificazione di Escrivà, ma presenza fissa anche in occasione di analoghi appuntamenti per celebrare il fondatore, Bernabei avrebbe già in tasca l&#8217;autorizzazione per girare un film sulla vita di Giovanni Paolo II all&#8217;indomani della sua scomparsa, grazie alla perfetta intesa con le gerarchie dell&#8217;Opus: quelle stesse alte sfere che avrebbero designato da tempo alla successione di Wojtyla il neo cardinale di Milano <strong>Dionigi Tettamanzi</strong>, altra figura carismatica per i seguaci di Escrivà.<br />
Intanto, chi non dimentica i tempi di Torrescalla è proprio lui, il premier Berlusconi, che all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico 2001-2002 dell&#8217;elitaria location meneghina ha inviato il suo braccio destro <strong>Fedele Confalonieri</strong>, autore di un lungo intervento sul ruolo della tv privata nella formazione dei giovani all&#8217;interno della famiglia. Con lui, al tavolo dei relatori, anche l&#8217;ex presidente della Ras Assicurazioni <strong>Umberto Zanni </strong>e la senatrice <strong>Ombretta Fumagalli Carulli</strong>, entrambi presenze assidue alle convention opusdeiste da un capo all&#8217;altro della penisola. Assente &#8220;giustificato&#8221; Marcello Dell&#8217;Utri, alle prese con i postumi della condanna definitiva (2 anni e 3 mesi di carcere) per false fatturazioni e frode fiscale continuata, e soprattutto invischiato nel processo di Palermo, che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.<br />
Di &#8220;santa mafia&#8221; ha parlato il quotidiano il manifesto a proposito della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel <em>sancta sanctorum </em>di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell&#8217;Opus). In realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello con una &#8220;santa massoneria&#8221;, dal momento che assai simili, soprattutto dal punto di vista dell&#8217;elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono gli ideali delle due diverse consorterie.<br />
Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d&#8217;Italia <strong>Fabio Venzi</strong>, secondo il quale &#8220;alcuni massoni sono nell&#8217;Opus Dei e alcuni membri dell&#8217;Opus Dei sono in Massoneria&#8221;, anche perché &#8220;queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità&#8221;. E conclude ammettendo che &#8220;esiste un dialogo tra i membri delle due organizzazioni vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni professionali&#8221;.<br />
Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che molto spesso s&#8217;incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta anche alla luce del sole. Succede, ad esempio, durante le <em>kermesse </em>mondano-religiose che costellano la vita dell&#8217;Opus e delle sue attività imprenditoriali targate Rui. Fra le quali spiccano altri due incrociatori: il Campus Biomedico e la Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella capitale.</p>
<p><strong>FRATELLO EURO, SORELLA LIRA</strong><br />
Partiamo dal Campus e torniamo subito alla Fondazione Rui nel segno di Vincenzo Lorenzelli, contemporaneamente rettore del primo e presidente della seconda. Chi è Lorenzelli? Il suo nome è rimbalzato in sede parlamentare a fine dello scorso anno, quando è stato nominato presidente di Carige Nuova Vita spa. Al centro della polemica, una questione di incompatibilità all&#8217;interno dell&#8217;omonimo gruppo bancario, in cui Lorenzelli rivestiva già un&#8217;altra importante carica, quella di presidente della Fondazione Carige.<br />
Dell&#8217;affiliazione all&#8217;Opus Lorenzelli non fa mistero &#8220;ma &#8211; tiene a precisare in un&#8217;intervista a Repubblica &#8211; la Prelatura non gestisce il Campus&#8221;, anche se &#8220;vigila su di esso &#8211; aggiunge &#8211; offrendo l&#8217;assistenza pastorale e l&#8217;orientamento dottrinale delle attività formative&#8221;.<br />
Senza contare la messe di convegni cultural-mondani, in cui spiccano alcuni fra i più bei nomi dell&#8217;imprenditoria nazionale: dal già citato <strong>Alberto Falck </strong>all&#8217;editore <strong>Leonardo Mondadori</strong>, entrambi presenti al Gran Galà di Villa Sormani Marzorati, organizzato due anni fa dalla contessa Maria Teresa Parea Uva per finanziare le attività universitarie dell&#8217;Opus. E ancora, <strong>Giancarlo Elia Valori </strong>(negli archivi della Loggia P2 fu ritrovato un intero schedario dedicato all&#8217;Opus), il presidente dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità <strong>Enrico Garaci</strong>, il numero uno Farmindustria <strong>Giampiero Leoni </strong>e <strong>Carlo Caruso</strong>, direttore dell&#8217;ospedale San Raffaele, tutti partecipanti alla giornata della ricerca, organizzata nel marzo scorso presso la sede del Campus Biomedico. E poi l&#8217;ex presidente della struttura, il già nominato Umberto Zanni (cui è succeduto Paolo Arullani, attualmente in carica), il direttore del Tg1 <strong>Alberto Del Noce</strong>, corso a moderare, giusto un anno fa, il convegno dall&#8217;emblematico titolo &#8220;Il significato nel dolore nell&#8217;insegnamento del Beato Josemaria Escrivà&#8221;, e perfino <strong>Alberto Sordi </strong>che, sfatando la proverbiale fama di tirchio, ha donato parte del terreno su cui è stata edificata una nuova ala del Campus in zona Trigoria, nei dintorni della capitale. A un passo dal quartier generale della Roma presieduta dall&#8217;amico <strong>Franco Sensi</strong>.<br />
Personaggio chiave dell&#8217;establishment opusdeista nazionale, Lorenzelli siede anche nel comitato scientifico della Pontificia Università della Santa Croce, sede a Roma in Palazzo dell&#8217;Apollinare. Suo Gran Cancelliere è lo stesso prelato dell&#8217;Opus Di Javier Echevarria autore, nel luglio scorso, della nomina del reverendo Mariano Fazio, origini argentine, quarantadue anni, a nuovo rettore dell&#8217;ateneo. Nelle cui sale, intanto, cresce l&#8217;attesa per il prossimo 26 novembre, quando verrà conferita la laurea honoris causa in Teologia al &#8216;papabile&#8217; per eccellenza: il cardinale Dionigi Tettamanzi.</p>
<p><strong>LA COMPAGINE PARTENOPEA</strong><br />
&#8220;Escrivà ci insegnò che la povertà cristiana non coincide con lo squallore e che si può, si deve essere devoti, ma non guasta esserlo con la cravatta giusta, se laici; e, se preti, con eleganti gemelli ai polsini, come sempre fece egli stesso&#8221;. Parola di <strong><a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/messori.htm">Vittorio Messori</a></strong>, tra i biografi del fondatore più accreditati nelle alte sfere della Prelatura. Un dettato preso alla lettera dai seguaci partenopei, tutti appartenenti alle classi borghesi maggiormente elitarie e facoltose. Noncuranti delle maldicenze sul santo (che, secondo quanto pubblicato di recente da <em>Le Monde Diplomatique</em>, amava &#8220;farsi trasportare in una cadillac nera&#8221; ed &#8220;aveva ottenuto dall&#8217;amico Francisco Franco il titolo di marchese di Peralta&#8221;), gli adepti nostrani continuano a flagellarsi periodicamente nell&#8217;intimo delle mura domestiche.<br />
Non è ancora del tutto scomparso dalle loro case il cilicio: una sorta di busto metallico chiodato da applicare di tanto in tanto nel corso della settimana, a fini di mortificazione della carne, come spiegava a fine anni &#8217;80 il giornalista <strong>Maurizio Di Giacomo </strong>nel libro choc <em>Opus Dei </em>edito da Tullio Pironti. Altro precetto in primo piano, l&#8217;assoluta esclusione di qualsiasi pratica anticoncezionale, compresi i pochi metodi ammessi dalla chiesa ufficiale. Le loro famiglie sono generalmente popolate da un gran numero di figli, tutti pronti a frequentare, naturalmente, le centinaia di residenze, scuole ed università dell&#8217;Opus sparse nel mondo.<br />
Partiamo dai centri scolastici che vedono in prima fila l&#8217;Istituto Belforte di corso Europa, &#8220;l&#8217;unica scuola a Napoli pensata e realizzata per la donna&#8221;, recita lo slogan. Con elementari, medie e liceo linguistico riconosciuti dallo Stato, la Belforte aderisce al Faes, la già ricordata filiazione delle Residenze Rui, ed è diretta dall&#8217;opusdeista doc <strong>Maria Ruju</strong>. Nell&#8217;organigramma figurava, fino a metà anni novanta, anche <strong>Nober Manoukian</strong>. Rotariano, ex Ucid e direttore di un&#8217;industria di smalti nella zona di Ponte Chiasso, Manoukian rappresenta una figura mitica dell&#8217;opusdeismo nazionale, più volte celebrato anche a Torrescalla e al Campus romano. Fedele alla tradizionale &#8216;attenzione&#8217; per il mondo dell&#8217;informazione (&#8220;l&#8217;Opus &#8211; fanno sapere i portavoce ufficiali &#8211; controlla nel mondo 630 giornali e 52 catene tv&#8221;), anche la Belforte organizza corsi di giornalismo, cui prendono parte esponenti delle principali testate partenopee. E naturalmente, ogni anno, lo stand dell&#8217;istituto di corso Europa giganteggia in occasione di Euripe, la kermesse a carattere nazionale che si svolge in primavera a Napoli con fini ufficiali di orientamento universitario (&#8220;ma in realtà &#8211; dicono negli ambienti laici &#8211; per reclutare quanti più giovani è possibile nelle residenze della Rui o in altre strutture dell&#8217;Opus&#8221;).<br />
Ideatore di Euripe e fondatore dell&#8217;IPE, l&#8217;Istituto per le attività educative con sede al Vomero in via Luca Giordano, è l&#8217;ex presidente del Consiglio regionale della Campania, il forzista <strong>Raffaele Calabrò</strong>. Cardiologo all&#8217;ospedale Pausilipon, amico personale e collega di Paolo Cirino Pomicino (il quale, non a caso, nella sua veste di ministro del Bilancio andò ad inaugurare una struttura dell&#8217;Opus Dei a Napoli nel 1991), Calabrò può contare su una famiglia che condivide da sempre il suo ferreo credo. A partire dalla moglie Giovanna Perrone, che insegna alla Belforte, e poi la madre Elisa Calabrò, decana della compagine partenopea, la sorella Lea, insegnante e sposata col magistrato Salvatore Iovene, anche lui devotissimo: tutti uniti nel verbo di Escrivà ed impegnati a vario titolo nel promuovere l&#8217;attività delle due residenze napoletane. La Monterone, più antica, ha sede nel cuore della Napoli chic, in un antico palazzo di via Crispi, ed è riservata ai maschi. Diretta da Lorenzo Burdo, può ospitare fino a cinquanta studenti, in grado di pagare una retta pari a circa 13 milioni di vecchie lire l&#8217;anno. All&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico 1999-2000 era intervenuto come relatore, accanto a Raffaele Calabrò, l&#8217;allora ministro della Pubblica istruzione <strong>Ortensio Zecchino</strong>.<br />
Alle fanciulle è riservata invece la Residenza Villalta, poco distante dalla Monterone (è in via Martucci), inaugurata a novembre del 2001 alla presenza di autorità cittadine e simpatizzanti assidui dell&#8217;Opus, come il giudice minorile Maria Lidia De Luca, fervente seguace di Escrivà da sempre, così come il marito Raffaele Raimondi, altro magistrato, inserito nel comitato ristretto dei saggi per il Giubileo 2000. Anche Villalta, sessanta posti letto e rette analoghe alla Monterone, è gestita dall&#8217;IPE, che attualmente è presieduto da Luigi Coccurullo e diretto da Mario Spasiano.<br />
Intanto cresce, anche nel capoluogo partenopeo, il numero degli adepti che, dal mondo delle professioni, riescono a spiccare il volo verso quello delle istituzioni. E&#8217; il caso di <strong>Mario Delfino</strong>, dermatologo, che dal 2001 siede in consiglio comunale a Napoli sotto le insegne, naturalmente, di Forza Italia. A distinguersi nella schiera degli opusdeisti era stata anche sua sorella Giovanna Delfino, numero uno delle Edizioni Scientifiche Italiane, per i cui tipi era uscito qualche anno fa un libello agiografico di grande tiratura sulla vita del beato.<br />
Restando in zona Palazzo Sangiacomo incontriamo poi un altro fervente: si tratta di Gianni Pomicino, parente dell&#8217;ex ministro ed ingegnere, che più volte ha ospitato nella sua casa del Vomero incontri aventi ad oggetto le beatitudini di Escrivà. All&#8217;università prestava invece la sua opera <strong>Roberto Marrama</strong>, l&#8217;economista partenopeo scomparso qualche anno fa, cui recentemente l&#8217;IPE ha intitolato un concorso per borse di studio finalizzate all&#8217;accesso nel Campus Biomedico. Considerato un ideologo del pensiero di Escrivà, Marrama apparteneva infatti alla stretta nomenklatura partenopea dell&#8217;Opus.<br />
Assai più variegato, in zona, il panorama dei simpatizzanti, che comprende anche grandi firme dell&#8217;edilizia locale come <strong>Bruno Brancaccio </strong>e <strong>Bruno Capaldo</strong>, entrambi proprietari ad Ischia di appartamenti in un complesso residenziale che ospita anche magioni estive della famiglia Calabrò.<br />
Il nome di Capaldo, notoriamente vicino a Forza Italia, è finito nell&#8217;occhio del ciclone per una fra le più recenti tangentopoli all&#8217;italiana: quella per il tourbillon di mazzette intorno all&#8217;affare Inail di Potenza.</p>
<p><strong>IN PRINCIPIO FU SUSANNA</strong><br />
C&#8217;è anche lei, <strong>Susanna Tamaro</strong>, la reginetta del connubio tra spiritualità &amp; business editoriali, nel novero delle grandi firme che scrivono per Ares, la casa editrice milanese dell&#8217; Opus Dei votata a diffondere il Verbo del neo santo Escrivà de Balaguer, di cui edita l&#8217;opera omnia in un&#8217;apposita collana. Per i tipi di Ares la Tamaro ha pubblicato il suo libro più intimo, una sorta di autobiografia dell&#8217;anima intitolata Verso Casa. Fondata nel 1956 in contemporanea col decollo, in Italia, di moloch educativi coma la Fondazione Rui, anche Ares riceve subito l&#8217;imprimatur ufficiale con l&#8217;erezione ad ente morale avvenuta per decreto del capo dello Stato nel 1966. Scorrendo la lista di coloro che hanno affidato in questi anni all&#8217;editrice dell&#8217;Opus i propri manoscritti si incontrano griffe prevedibili ed altisonanti &#8211; come quelle dei cardinali <strong><a href="http://www.kelebekler.com/occ/biffi.htm">Giacomo Biffi</a></strong> e <strong>Joseph Ratzinger</strong>, o di Rocco Buttiglione &#8211; accanto a nomi finora mai inseriti fra i cantori delle lodi di Escrivà.<br />
Cominciamo da <strong>Massimo Caprara</strong>. Proprio lui, l&#8217;uomo che un tempo sussurrava a <a href="http://www.kelebekler.com/occ/prevefassino5.htm">Togliatti</a>. Il passaggio nelle fila del Polo deve aver coinciso con la scoperta di un cuore opusdeista, sulle note del quale il Nostro si abbandona a due libri in odor di pentimento: le duecento e passa pagine di <a href="http://www.kelebekler.com/occ/prevefassino.htm">Gramsci</a> e i suoi carcerieri e, poco dopo, Paesaggi con figure, destinato a purgare il lettore d&#8217; ogni residuo di &#8220;totalitarismo comunista&#8221;.<br />
Restiamo sulla sponda ex <a href="http://www.kelebekler.com/occ/marx0.htm">marxista</a> e precisamente nella fu Telekabul, il Tg3: il suo vaticanista di punta, <strong>Aldo Maria Valli</strong>, pubblica per Ares ben due volumi: <em>Affetti speciali </em>e <em>A noi la linea</em>, destinati a mostrare come sia possibile trasformare la tv in un mezzo educazionale per famiglie.<br />
Per completare l&#8217;opera, Ares pubblica il lungo racconto confessione di <strong>Leonardo Marino </strong><em>Così uccidemmo il commissario Calabresi</em>: questo l&#8217;esplicito titolo &#8220;per far comprendere &#8211; scrivono gli editori nella presentazione &#8211; le ragioni della condanna di <a href="http://www.kelebekler.com/occ/prevedxsx.htm">Adriano Sofri</a> ed Ovidio Bompressi&#8221;.<br />
Le corazzate di Ares restano comunque <em>Studi Cattolici </em>e <em>Fogli</em>, massime esternazioni del pensiero opusdeista contemporaneo. Al primo, con cadenza mensile e diretto da <strong>Cesare Cavalleri</strong>, hanno collaborato, tra gli altri, <a href="http://www.kelebekler.com/occ/baget2.htm">Gianni Baget Bozzo</a>, Ombretta Fumagalli Carulli, <a href="http://www.kelebekler.com/caimani/55.htm">Vittorio Mathieu</a>, nonché gli stessi Aldo Maria Valli e Susanna Tamaro.</p>
<p><strong>MILITANTI, SOSTENITORI, SIMPATIZZANTI &amp; C</strong><br />
<em><strong>(</strong><strong>LEGENDA </strong>- MILITANTE: iscritto o comunque appartenente alla nomenklatura dell&#8217;Opus Dei; SOSTENITORE: molto vicino alle iniziative dell&#8217;Opus Dei; SIMPATIZZANTE: assiduo alle manifestazioni organizzate dall&#8217;Opus Dei; OSPITE: presente anche in forma occasionale ad iniziative organizzate dall&#8217;Opus Dei o da sigle ad essa notoriamente collegate)</em></p>
<p>ALBERONI FRANCESCO &#8211; OSPITE &#8211; SOCIOLOGO<br />
ANDREOTTI GIULIO &#8211; MILITANTE &#8211; SENATORE A VITA<br />
ANGELETTI LUIGI &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; SEGRETARIO UIL<br />
ARANDA ANTONIO &#8211; SOSTENITORE &#8211; COMITATO SCIENTIFICO UNIVERSITA&#8217; SANTA CROCE<br />
ARBOREA RENZO &#8211; MILITANTE &#8211; DIRETTORE<br />
COLLEGIO TORRESCALLA<br />
ARMATO TERESA &#8211; SOSTENITORE &#8211; ASSESSORE<br />
TURISMO REGIONE CAMPANIA<br />
ARULLANI PAOLO &#8211; MILITANTE &#8211; PRESIDENTE<br />
CAMPUS BIOMEDICO<br />
BAGET BOZZO GIANNI &#8211; SOSTENITORE &#8211; EDITORIALISTA<br />
BALDASSARRE ANTONIO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; PRESIDENTE RAI<br />
BARUCCI PIERO &#8211; OSPITE &#8211; ECONOMISTA<br />
BELLONI PIERO &#8211; MILITANTE &#8211; VICEPRESIDENTE IST. BELFORTE NAPOLI<br />
BOLCHI ANDREA &#8211; MILITANTE &#8211; GIORNALISTA<br />
BERLUSCONI PAOLO &#8211; SIMPATIZZANTE<br />
IMPRENDITORE<br />
BERLUSCONI SILVIO &#8211; SOSTENITORE<br />
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO<br />
BERNABEI ETTORE &#8211; SOSTENITORE<br />
PRESIDENTE LUX VIDEO<br />
BIANCO LUCIO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; PRESIDENTE CNR<br />
BINETTI PAOLA &#8211; SOSTENITORE &#8211; CAMPUS BIOMEDICO<br />
BLASI PAOLO &#8211; MILITANTE &#8211; BANCHIERE<br />
BOFFI GIANDOMENICO &#8211; MILITANTE &#8211; COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
BRANCACCIO BRUNO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; COSTRUTTORE<br />
BRANCATISANO MARTA &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; SCRITTRICE<br />
BRUDO LORENZO &#8211; MILITANTE &#8211; DIRIGENTE IPE<br />
BUTTIGLIONE ANGELA &#8211; SOSTENITORE &#8211; DIRETTORE TG PARLAMENTO<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/acton.htm">BUTTIGLIONE ROCCO</a> &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; LEADER UDC<br />
CALABRO&#8217; ELISA &#8211; MILITANTE<br />
CALABRO&#8217; LEA &#8211; MILITANTE &#8211; INSEGNANTE<br />
CALABRO&#8217; RAFFAELE &#8211; MILITANTE &#8211; CONSIGLIERE REGIONALE CAMPANIA<br />
CAMILLERI RINO &#8211; MILITANTE &#8211; GIORNALISTA<br />
CANIATO RICCARDO &#8211; MILITANTE &#8211; GIORNALISTA<br />
CAPALDO BRUNO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; COSTRUTTORE<br />
CAPRARA MASSIMO &#8211; SOSTENITORE &#8211; OPINIONISTA<br />
CARUSO CARLO &#8211; SOSTENITORE &#8211; DIRETTORE &#8211; SAN RAFFAELE<br />
CASINI PIER FERDINANDO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; PRESIDENTE CAMERA<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/mdc.htm">CAVALLERI CESARE</a> &#8211; MILITANTE &#8211; DIRETTORE &#8216;STUDI CATTOLICI&#8217;<br />
CERVO ARNALDO &#8211; MILITANTE &#8211; DOCENTE UNIV.<br />
CESARINI FRANCESCO &#8211; OSPITE &#8211; PRESIDENTE UNICREDITO<br />
CIABATTONI AMOS &#8211; MILITANTE &#8211; COFONDATORE RUI<br />
COCCURULLO LUIGI &#8211; MILITANTE &#8211; PRESIDENTE IPE NAPOLI<br />
COLAO VITTORIO &#8211; OSPITE &#8211; AMMINISTRATORE DELEGATO OMNITEL<br />
CONFALONIERI FEDELE &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; PRESIDENTE MEDIASET<br />
CORIGLIANO GIUSEPPE &#8211; MILITANTE &#8211; UFFICIO STAMPA PRELATURA<br />
CORTESE ARDIAS AMELIA &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; PARTITO LIBERALE NAPOLI<br />
CORTESINI RAFFAELLO &#8211; MILITANTE &#8211; CHIRURGO<br />
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CURCI BEATRICE &#8211; OSPITE &#8211; GIORNALISTA NEWSITALIA<br />
D&#8217;AGOSTINO FRANCESCO &#8211; OSPITE &#8211; UNIV. TOR VERGATA<br />
D&#8217;ALEMA MASSIMO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; PRESIDENTE DS<br />
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DE GIOVANNI ASTRID &#8211; SOSTENITORE &#8211; UNIVERSITA&#8217; SANTA CROCE<br />
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DELL&#8217;UTRI MARCELLO &#8211; MILITANTE &#8211; SENATORE FORZA ITALIA<br />
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RAIMONDI RAFFAELE &#8211; SOSTENITORE &#8211; MAGISTRATO<br />
RASCHIELLI PAOLA &#8211; SOSTENITORE &#8211; CAMPUS BIOMEDICO<br />
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RAZZANO GUIDO &#8211; MILITANTE &#8211; COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
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SARACENI VINCENZO &#8211; OSPITE &#8211; ASSASSORE SANITA&#8217; REGIONE LAZIO<br />
SCAZZOCCHIO BRUNO &#8211; SIMPATIZZANTE &#8211; COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
SCUDIERO MICHELE &#8211; MILITANTE &#8211; PRESIDE GIURISPRUDENZA NAPOLI<br />
SILVESTRI LINO &#8211; MILITANTE &#8211; TRIB. ECCLES.<br />
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TRAVAGLINI ANTONIO &#8211; MILITANTE &#8211; ASSOCIAZIONE TORRESCALLA<br />
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VALLI A. MARIA &#8211; SOSTENITORE &#8211; GIORNALISTA TG 3<br />
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ZAMAGNI STEFANO &#8211; OSPITE &#8211; UNIV. BOLOGNA<br />
ZANNI UMBERTO &#8211; MILITANTE &#8211; EX PRESIDENTE RAS<br />
ZECCHINO ORTENSIO &#8211; OSPITE &#8211; EX MINISTRO<br />
ZERMAN P. MARIA &#8211; OSPITE &#8211; GIORNALISTA SOLE 24 ORE</p>
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		<title>Religione di Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/religione-di-stato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/laicita1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A Chiusa Sclafani, in provincia di Palermo, il sindaco (PdL), non si cura di contrastare Cosa Nostra, ma obbliga tutti i suoi cittadini ad ammirare i crocifissi in ogni ufficio pubblico. Poco importa se così facendo vada palesemente contro una sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, in fondo quelli del PdL della legge e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1270" title="laicita1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/laicita1.jpg" alt="laicita1" width="298" height="292" />A <strong>Chiusa Sclafani</strong>, in provincia di Palermo, il sindaco (PdL), non si cura di contrastare Cosa Nostra, ma obbliga tutti i suoi cittadini ad ammirare i crocifissi in ogni ufficio pubblico. Poco importa se così facendo vada palesemente contro una sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, in fondo quelli del PdL della legge e del diritto non se ne sono mai importati molto. E così, grazie a questa normativa di stampo liberale (?) un preside locale rischia una multa per non aver esposto il crocifisso nel suo ufficio. Reato gravissimo, non vi pare?</p>
<p>Ma il PdL è un partito vario, aperto. In Senato infatti due senatori (<strong>Germontani e Fleres</strong>) hanno presentato dei disegni di legge atti ad attribuire dei diritti costituzionali alle coppie di fatto. Chiaramente il buon Gasparri ha subito stoppato questa inaccettabile irreverenza nei confronti della religione di Stato, consigliando un approfondimento che, secondo indiscrezioni, durerà tra i 200 e i 300 anni. Il PD, per non rischiare di dividere la maggioranza, tace.</p>
<p>I senatori del PdL, assieme ai difensori della fede, al secolo la Lega Nord, si sono subito rifatti l&#8217;immagine all&#8217;occhio di porporati e integralisti similari, bloccando la commercializzazione della <strong>pillola abortiva RU 486</strong>. Prima di vederla nelle farmacie servirà un parere tecnico, il quale sicuramente affermerà che la pillola ha degli effetti collaterali (come qualsiasi medicinale) dando così un argomento inoppugnabile alla destra integralista, che vieterà per sempre la pillola. Tra l&#8217;altro uno degli argomenti preferiti dai cattolici è che <strong>la pillola banalizza l&#8217;aborto</strong>. In altre parole è meno invasiva e causa meno dolore alla donna. Dunque, secondo la destra, se tu, donna, vuoi abortire, puoi farlo. Ma devi soffrire.</p>
<p>Questi sono solamente tre esempi, tutti recenti e di attualità. Ma come non tornare con la memoria allo scorso febbraio, quando si rischiò la crisi istituzionale pur di assecondare le volontà del Vaticano in merito alla <strong>vicenda Englaro</strong>? E il successivo disegno di legge sul testamento biologico, che ha completamente travisato il senso di quel tipo di documento che dire?</p>
<p>Io penso che sia sotto gli occhi di tutti che questa classe politica è del tutto asservita alla Chiesa e al cristianesimo, il quale è ormai diventato una sorta di <strong>religione di Stato</strong>. Non solo per l&#8217;imposizione di tradizioni e ricorrenze tipicamente cristiane, ma anche per le leggi che il Parlamento e le amministrazioni locali impongono ai cittadini. Croci obbligatorie, medicinali col timbro papale e quant&#8217;altro sono tutto fuorchè sintomi di libertà e tolleranza.</p>
<p>Tra non molto inoltre vi sarà la fine di Berlusconi. I sintomi sono ormai evidenti, e secondo molti è solamente questione di tempo. Ma se anche cadesse tra 2 o 3 anni, immaginiamo chi andrà al suo posto. I favoriti sono coloro che si ritroveranno attorno alla lobby formata da <strong>Casini</strong>, <strong>Rutelli </strong>e <strong>Montezemolo</strong>. Un nuovo centro di ispirazione cristiana (ovvero una destra teocratica). Facile immaginare che in quel centro troveranno spazio personaggi di dubbia cultura liberale e democratica come la <strong>Binetti</strong>, <strong>Buttiglione </strong>o <strong>Cristiano Magdi Allam</strong>.</p>
<p>Tutto ciò è decisamente preoccupante per il futuro del nostro Paese, sopratutto se si considera quanto i privilegi della Chiesa costino all&#8217;Italia in termini di denaro e di opportunità perdute. Non ci sono infatti solamente le <strong>esenzioni fiscali</strong>, gli <strong>insegnanti di religione pagati dallo stato</strong>, l&#8217;<strong>8 per mille</strong> e quant&#8217;altro, c&#8217;è anche la <strong>cultura antiscientifica e oscurantista</strong> che la Chiesa non ha mai abbandonato. La ricerca e lo sviluppo saranno continuamente osteggiati, così come i diritti civili. La Chiesa infatti, per costituzione, ripugna la libertà e la democrazia.</p>
<p>Quei pochi personaggi pubblici che si esprimono a favore della laicità dello Stato vengono dileggiati e considerati più estremisti degli integralisti religiosi in camicia verde, che si nascondono dietro le &#8220;tradizioni della cultura popolare&#8221;, come se queste ultime fossero sempre e comunque giuste e sensate o portatrici di valori sani. Possibile che non si possa aprire un dibattito vero ed onesto, per capire se davvero i valori del cristianesimo sono così positivi e universali? Possibile che nessuno chieda conto alla Chiesa di alcune sue prese di posizione? Possibile che nessuno interroghi anche chi la pensa diversamente?</p>
<p><strong>La religione di Stato ormai è un fatto</strong>, non dichiarato, ma palese a chiunque abbia uno spirito laico dentro di sé. Certo, chi ama Gesù e il Papa non si accorge di questi soprusi e di queste ingiustizie, ma chiunque abbia un&#8217;altra sensibilità sì. E anche noi laici siamo cittadini, con diritti e doveri.</p>
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		<title>Ru486? Si indaghi…</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 15:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/09/ru486-si-indaghi%e2%80%a6/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/pillola.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dopo appena quindici minuti di discussione la commissione Igiene e Sanità del Senato ha dato l’altro ieri il via libera &#8211; con il voto favorevole di tutti i capigruppo &#8211; all’ apertura di un’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva, nota come RU486, che ha già ottenuto il via libera alla commercializzazione da parte dell’ Agenzia italiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/pillola.jpg" alt="" width="280" height="280" />Dopo appena quindici minuti di discussione la commissione Igiene e Sanità del Senato ha dato l’altro ieri il via libera &#8211; con il voto favorevole di tutti i capigruppo &#8211; all’ apertura di un’indagine conoscitiva sulla <strong>pillola abortiva</strong>, nota come <strong>RU486</strong>, che ha già ottenuto il via libera alla commercializzazione da parte dell’ Agenzia italiana del farmaco (Aifa): «<em>Abbiamo rispettato tutte le procedure</em>» &#8211; dice uno dei membri del cda dell’Agenzia, l’ assessore alla salute emiliano Giovanni Bissoni &#8211; <em>Il Parlamento può fare quello che vuole ma non so cosa possa aggiungere al grande lavoro istruttorio da noi fatto in questi mesi. E non vedo come la decisione di avviare l’indagine possa influire dal punto di vista dei tempi su quanto ormai già deciso</em>».<span id="more-124"></span>Quando a luglio diede l’ok all’ ingresso del farmaco nel nostro sistema sanitario, l’ Aifa pose dei robusti paletti all’ utilizzo della Ru486: la pillola potrà essere somministrata solo negli ospedali e non acquistata in farmacia; il limite massimo delle settimane di gestazione entro cui si potrà assumere è stato abbassato a 7 (in altri paesi è 9); per l’Agenzia, inizialmente, la donna avrebbe dovuto restare in ospedale fino a tre giorni dopo aver preso la pillola. Accogliendo le critiche provenienti anche dalle Asl, a fine agosto l’Aifa ha in un comunicato rimosso il ricovero obbligatorio &#8211; impossibile imporlo! &#8211; consigliando piuttosto «<em>un percorso in ambiente sanitario protetto</em>» e uno «<em>stretto monitoraggio</em>». Come si vede, posizioni estremamente moderate…</p>
<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/vauro-feto-265x300.jpg" alt="" width="265" height="300" /></p>
<p>Ora l’indagine, che durerà 60 giorni e ha già reso <strong>Maurizio Gasparri</strong> «<em>davvero soddisfatto</em>»: del resto il capogruppo del Pdl al Senato aveva chiesto già a luglio una commissione d’inchiesta sulla Ru486. Non facciamo fatica ad immaginare soddisfatto anche il presidente della Conferenza Episcopale <strong>Angelo Bagnasco</strong>, che proprio due giorni fa aveva auspicato un dibattito parlamentare sulla pillola.</p>
<p>Come è consuetudine, spaccato il Partito democratico: al capogruppo in commissione <strong>Dorina Bianchi</strong>, che aveva votato in commissione a favore dell’avvio dell’indagine conoscitiva, era stata affidata una delle due relazioni conclusive. «<em>La Bianchi doveva essere più prudente</em>», ha commentato il senatore <strong>Ignazio Marino</strong> che &#8211; si ricorderà &#8211; otto mesi fa è stato rimpiazzato fra le polemiche sulla poltrona di capogruppo proprio dalla Bianchi.  <em>“Un’indagine così è inutile. Bisognava aprire un dibattito all’interno della commissione, in sede collegiale. Non sono certo che il gruppo del Pd sia convinto di questa decisione. Io certamente non lo sono</em>“.</p>
<p>La Bianchi, che nel frattempo incassava le reprimende della senatrice <strong>Finocchiaro</strong>, della <strong>Turco </strong>e dello stesso <strong>Franceschini</strong>, oltre al silenzio dei suoi sponsor teodem <strong>Rutelli </strong>e <strong>Fioroni</strong>, ha infine deciso di dimettersi da relatrice affermando che «<em>La maggioranza ha cercato di strumentalizzare l´indagine</em>»… Soddisfazione dei vertici del Pd (area rutelliana a parte, che lamenta “metodi bolscevichi”), ieri avviato verso una conta imbarazzante. Sullo sfondo il congresso del partito, che ne paralizza le scelte. Soprattutto in tema di laicità.</p>
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		<title>La Breccia dimenticata</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/09/la-breccia-dimenticata/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/posrta-pia-1-300x266.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 20 settembre 1870 l’esercito italiano entrò nello Stato pontificio attraverso la  breccia di porta Pia per strappare Roma al dominio papale e sancire così la fine del potere temporale della Chiesa. Durante la commemorazione dello scorso anno a Roma, come qualcuno ricorderà, il generale Antonino Torre, delegato del sindaco alla memoria, ha elencato uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/posrta-pia-1-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" />Il <strong>20 settembre 1870</strong> l’esercito italiano entrò nello Stato pontificio attraverso la  <strong>breccia di porta Pia</strong> per strappare Roma al dominio papale e sancire così la fine del potere temporale della Chiesa.<br />
Durante la commemorazione dello scorso anno a Roma, come qualcuno ricorderà, il <strong>generale Antonino Torre</strong>, delegato del sindaco alla memoria, ha elencato uno ad uno i caduti dello Stato pontificio senza degnare di attenzione i bersaglieri morti dall’altra parte -  la ‘nostra’ &#8211; e senza dare diritto di replica ad alcuno dei presenti.<span id="more-117"></span></p>
<p>Molti i distinguo dal mondo politico, netta la condanna da parte delle associazioni laiche. Ma al peggio non c’è mai fine e la commemorazione che si è svolta oggi a porta Pia ne è la prova lampante. Nessuna presenza istituzionale, nessuna parata di bersaglieri, nessun inviato, più o meno noto, del comune di Roma. A porta Pia, oggi, ci sarebbe stato il silenzio se non fosse stato per le associazioni laiche che, come l’<strong>UAAR</strong>, hanno presidiato la commemorazione.</p>
<p>Formalmente, l’assenza istituzionale è giustificata dal lutto nazionale per l’attentato a Kabul dei giorni scorsi. Mai come in un giorno di lutto nazionale per i caduti di una guerra dettata dal fondamentalismo religioso – invece &#8211; la commemorazione della breccia di porta Pia avrebbe avuto maggior valore. C’è da chiedersi allora il perché di questo assordante silenzio.</p>
<p>La <strong>Chiesa</strong>, nei giorni scorsi, ha ventilando tra le righe un cambio di preferenza elettorale se non verranno ascoltate dal mondo politico le sue istanze (una per tutte il testamento biologico in discussione in Parlamento). Tutto ciò a seguito di un periodo di maretta con il Governo iniziato con la condanna da parte del mondo cattolico della  ‘disdicevole’ condotta sessuale del premier e terminato con l’attacco del <strong>Giornale </strong>- di proprietà della famiglia Berlusconi &#8211; a <strong>Dino Boffo</strong>,  direttore dell’organo ufficiale della Santa Sede,<strong> Avvenire</strong>. Le sue dimissioni si sono abbattute sul Governo con un effetto boomerang evidentemente non previsto.<br />
Il Pdl ha quindi la necessità di riprendere il controllo di una partita che rischia di devolvere l’ambìto voto cattolico ai vari <strong>Casini e Rutelli</strong>, che già si stanno organizzando per accoglierlo.</p>
<p><strong>Gianni Alemanno</strong>, il sindaco di Roma, queste cose le sa bene.<br />
E infatti, guarda caso, oggi non c’è stata memoria istituzionale per la Breccia che nel 1870 ha confinato definitivamente i papi nella città del Vaticano.<br />
Un “regalino di riparazione” che non potrà passare inosservato alle gerarchie eccelsiastiche.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Testamento biologico, il nuovo assalto mentre si parla di G8 e veline</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/07/23/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/07/g8-def.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Fase numero due. Come era evidente, e come era stato giustamente previsto anche dalle colonne di questo blog, l’attestato di stima di Papa Ratzinger a Berlusconi, e la possibile udienza da concedere al libertino penitente, erano condizionati e condizionabili dal pagamento di una cambiale che non poteva non riguardare i temi etici così cari al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/07/g8-def.jpg" alt="" width="260" height="214" /><strong>Fase numero due</strong>. Come era evidente, e come era stato giustamente previsto anche dalle colonne di questo blog, l’attestato di stima di Papa Ratzinger a Berlusconi, e la possibile udienza da concedere al libertino penitente, erano condizionati e condizionabili dal pagamento di una cambiale che non poteva non riguardare i temi etici così cari al Vaticano. Così, mentre al G8 si stava consumando in maniera teatrale l’apoteosi mediatica di un accordo sul clima che non esiste &#8211; perché India e Cina, le due enormi potenze emergenti, non ci stanno &#8211; il Ministro poco socialista e per niente laico Sacconi, provava in maniera più o meno serpentina a rifar passare nelle sale parlamentari l’ipotesi più retriva e civilmente inaccettabile sulla legge per il testamento biologico: quella del considerare il contenuto liquido somministrato col sondino come alimentazione e non come cura, contrariamente a tutto quel che di ragionevole e di scientifico esiste. Un unicum in Europa.<span id="more-23"></span></p>
<p><strong>Maria Antonietta Coscioni</strong>, deputata radicale, denuncia con forza questo blitz. Nel frattempo i candidati alla segreteria del Pd fanno a gara per rivendicare un tasso di laicità superiore agli altri, tra invocazioni plaudenti di folle precongressuali<span> </span>e strali di ultraconservatori di teodem come la <strong>Binetti</strong>.</p>
<p><strong>Rutelli </strong>sta in finestra, logorandosi ormai da tempo nell’attesa che succeda qualcosa nel Pd di veramente forte che gli consenta di andarsene verso lidi di più stretta osservanza vaticana. Vedi neocentrismo postdemocristiano.<br />
Ma adesso tutti attendono che si inverino le previsioni dell’ulteriore, forse finale, scoop sul leader Berlusconi; qualche bella foto in prima pagina riguardante baci saffici e finti e licenziosi matrimoni.</p>
<p>Ovviamente <strong>Ratzinger </strong>perdonerà queste marachelle, così private e così disperatamente lontane dalla concezione pubblica dello Stato.</p>
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