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	<title>Cronache Laiche &#187; repubblica</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Media et circenses</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 14:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/media-et-circenses/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/repubblica-25.12-300x213.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Le feste natalizie, per chi si limita a subirle senza riuscire a trovare un solo motivo per gioirne, sono un vero supplizio. Traffico in tilt, fermo di ogni attività che non sia quella di pensare a cosa regalare a quella zia che non legge, non si trucca e si veste come un missionario, assalto ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/repubblica-25.12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33538" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid;" title="repubblica 25.12" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/repubblica-25.12-300x213.jpg" alt="" width="342" height="243" /></a>Le feste natalizie, per chi si limita a subirle senza riuscire a trovare un solo motivo per gioirne, sono un vero supplizio. Traffico in tilt, fermo di ogni attività che non sia quella di pensare a cosa regalare a quella zia che non legge, non si trucca e si veste come un missionario, assalto ai generi alimentari come se stesse per scoppiare una guerra nucleare al punto che si medita se rinunciare anche a comprare il pane, sorrisi e auguri a ogni angolo, per telefono, email, sms. I <strong>tradizionalisti</strong> optano per il consueto <em>buon Natale</em>, al quale seguirà nella settimana dal 26 al 31 dicembre l’immancabile <em>buon-sereno-felice anno</em> nuovo esteso a familiari e parenti, magari anche agli animali domestici; i più <strong>cinici</strong>, eternamente combattuti tra rispetto della tradizione e spregio per la collettiva ipocrisia indugiano  in <em>politicamente corretti</em> “buone feste” o in improbabili “auguri laici”, il cui significato non è ben chiaro nemmeno a chi li formula, figuriamoci a chi li riceve.</p>
<p>In questo noioso <strong>festival delle apparenze</strong>, che si rinnova ogni anno  con il suo <em>cliché</em> di lamentele (<em>non vorrei ma non posso proprio esimermi</em>), perbenismi e, perché no, anche qualche sincero slancio di gioia nel partecipare a vetrine e palline, lucette e scintillii, regali e fiocchetti innaffiati con sorrisi a volontà,  c’è chi<strong> registra gli italiani e li racconta</strong>, scegliendo se porgere loro ciò che chiedono o se osare e rompere il fittizio incantesimo: i <strong>media</strong>.  Ed è così che le prime pagine dei giornali del giorno di Natale, ormai solo su web per la chiusura di tipografi e giornalai, fotografano impietosamente chi dovrebbe fornirci la nostra dose di informazione quotidiana instillando dubbi e infrangendo comode certezze. D’altronde, perché svegliare Cenerentola e ricordarle che a mezzanotte i lustrini si trasformeranno in cenere del focolaio da pulire, la carrozza in zucca e gli sfarzosi vestiti nei consunti stracci quotidiani?</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/unita-25.12.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-33546" style="border-image: initial; margin-left: 10px; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid;" title="unita 25.12" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/unita-25.12-300x282.jpg" alt="" width="319" height="300" /></a>Ci siamo divertiti perciò, la mattina di Natale, a curiosare  tra i quotidiani più seguiti. L’occasione è un’ottima cartina tornasole per monitorare la percentuale di <em>circenses</em> che ci propina la nostra informazione nazionale e il risultato conferma tristemente alcuni sospetti. Aprono con la <strong>messa della vigilia di Natale</strong> del papa a san Pietro <strong><em>l’Unità</em></strong>, <strong><em>la Repubblica</em></strong>,<strong><em> la Stampa</em></strong>,<em><strong> il Giornale</strong></em>. Il focus è sulle parole di Benedetto XVI contro la violenza: «<em>Fai che i bastoni dell’aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la tua pace vinca in questo mondo</em>».  La notizia? Non c’è. A meno che qualcuno non consideri strano che il papa parli di pace o si affanni in preghiere che da quasi duemila anni non vengono ascoltate.</p>
<p>A ben vedere, invece, e volendo esercitare un briciolo di quel diritto alla critica che dovrebbe essere elemento immancabile in ogni redazione che si rispetti, la notizia c’era eccome, ma nessuno dei quotidiani ha avuto il coraggio di sviscerarla né di spiegarla ai lettori. Dovessero poi diventare “adulti”? Il papa ha detto che «<em>se vogliamo trovare il Dio apparso quale bambino, allora dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione &#8216;illuminata’</em>». Al di là di questo bieco vizio papale di <strong>aggettivare</strong> termini che, per loro stessa definizione, non ne hanno bisogno (vedi la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/03/le-declinazioni-%E2%80%9Cgentili%E2%80%9D-della-laicita/" target="_blank">laicità</a>, e ora la ragione) il senso è fin troppo chiaro: <strong>chi ragiona non può credere</strong>. E invece si è preferito dare risalto alla pedana mobile o ai pensierini di Natale che un uomo coperto d’oro riserva alla fame, alla guerra e alla povertà. E passi che lo faccia<em> il Giornale</em> e magari anche<em> la Stampa</em>, ma vedere  tutto ciò nell’apertura di <em>Repubblica</em> e <em>l’Unità</em> per alcuni può essere un vero pugno nello stomaco.</p>
<p>Che però, almeno per <em>Repubblica</em>, ha dei prodromi ben definiti. Sembrano lontani i tempi in cui <strong>Giuseppe D’Avanzo</strong> inchiodava l’ex premier Berlusconi con le sue dieci domande, un mantra quotidiano che avrebbe aperto gli occhi anche al più dormiente dei lettori. Ora Repubblica è diventata uno dei <em>promoter</em> di un governo che, seppur presentabile perché nessuno fa le corna o racconta barzellette pecorecce nei meeting internazionali, punta dritto agli stessi interessi. Quelli delle caste, non certo dei cittadini. E guarda caso, da quando si è nuovamente sollevata l’attenzione popolare sul <strong>vergognoso esonero Ici per gli immobili ecclesiastici</strong> che producono reddito, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chiesa-patata-e-viagra/" target="_blank">ogni giorno esce un dossier</a> a spiegarci che in fondo non è mica solo la Chiesa a non pagare l’Ici. Ciliegina sulla torta, l’edizione del 24 dicembre tesse un elogio degli <strong>ospedali religiosi nella capitale</strong>.  Mica si vorrà far pagare loro l’Ici, vero? Sulle cliniche private e il loro giro miliardario di affari, invece, regna il silenzio.  Solo una settimana fa, con una manovra economica<em> lacrime e sangue</em> al varo del Parlamento, la prima pagina del quotidiano cartaceo riportava un bel ritratto della <strong>famiglia Obama</strong> grande quanto un quarto di pagina. La notizia a corredo: Obama vieta facebook alle sue figlie per ragioni di privacy. E sì che era proprio quello che avremmo voluto leggere in prima pagina, che noia la crisi, le tasse, le pensioni!</p>
<p>Ora che sappiamo chi apre l’edizione del 25 dicembre con la messa papale, panacea di tutte le crisi del mondo, volgiamo uno sguardo riconoscente alle altre testate. Aprono sulla manovra economica, le reazioni dei sindacati e i diritti dei lavoratori <strong><em>il Messaggero</em></strong>, <strong><em>Libero</em></strong> e<strong><em> il Fatto quotidiano </em></strong><em>(</em>ultimo aggiornamento il 24 sera<em>)</em>, sulla strage nel potentino il <strong><em>Corriere della sera</em></strong>, sulla manifestazione russa  contro Putin<strong><em> il Manifesto</em></strong>.</p>
<p>Cenerentola, non ti illudere. E&#8217; solo un ballo.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Chiesa, patata e viagra</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chiesa-patata-e-viagra/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/giornali-300x186.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Non era mai successo che la denuncia degli immorali (benché legalizzati) privilegi fiscali ed economici della Chiesa  da cavallo di battaglia di sparuti gruppuscoli anticlericali e laici divenisse improvvisamente l&#8217;argomento caldo dell&#8217;agenda politica. Il merito lo si deve a questi tempi di crisi economica, tasse, Ici e Imu. Seppure in ritardo di decenni rispetto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/giornali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33465" title="giornali" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/giornali-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Non era mai successo che la denuncia degli immorali (benché legalizzati) <strong>privilegi fiscali ed economici della Chiesa</strong>  da cavallo di battaglia di sparuti gruppuscoli anticlericali e laici divenisse improvvisamente l&#8217;argomento caldo dell&#8217;agenda politica. Il merito lo si deve a questi tempi di crisi economica, tasse, Ici e Imu.</p>
<p>Seppure in ritardo di decenni rispetto a quanto tutti avessero davanti agli occhi, è accaduto così che giornali, commentatori e politici, in maniera trasversale, abbiano per un certo periodo cavalcato il comune senso della decenza e, fiutando l&#8217;aria, dichiarato pubblicamente che qualche sacrificio alla Chiesa cattolica andava pure richiesto. L&#8217;argomento fino, a quel momento tabù di una Chiesa che si ingrassa sulla pelle dello Stato italiano, è entrato nei bar, negli uffici, nelle case e nei talkshow televisivi.</p>
<p>Ma chi pensava che la strada per abolire ogni privilegio fosse spianata, come sarebbe logico in uno Stato aconfessionale, si è dovuto ben presto ricredere. L&#8217;opinione pubblica andava guidata, condotta per mano, portata a ragionare. La Chiesa ha trovato i propri difensori  in posti apparentemente <strong>insospettabili</strong>, all&#8217;interno delle redazioni di quotidiani come <em>Repubblica</em> o il settimanale <em>l&#8217;Espresso</em>, con i loro «<em>commenti pacati che invitano a distinguere e a ragionare</em>».</p>
<p>E&#8217; proprio da queste testate che sono arrivati (e altri ne arriveranno) in successione articoli, inchieste e dossier volti a dimostrare come la polemica contro le ruberie della Chiesa cattolica fosse <strong>sterile e infondata</strong>.  Così ad esempio possiamo leggere sull&#8217;<em>Espresso</em> (“Ma la Chiesa non è il demonio”, Giovanni Maria Vian, 22 dicembre 2011): «<em>Per quanto riguarda la questione dell&#8217;Ici &#8230;sono state pubblicate informazioni molto documentate che dimostrano come la Chiesa non sia un&#8217;istituzione truffaldina che evade l&#8217;Ici</em>». E ancora: «<em>In ogni caso, nonostante l&#8217;iniquità di una campagna ostile, alla fine i cattolici non potranno che essere grati a chi li aiutasse a identificare ed eliminare irregolarità ove venissero accertate</em>». Ma verranno accertate?</p>
<p>Parte di questa campagna la si deve anche all&#8217;autorevole quotidiano-partito <em>la Repubblica</em>, attualmente il primo sponsor del governo Monti: nel dossier a due pagine intere pubblicato il 22 dicembre si analizzano in modo spesso divertito e divertente i 2800 soggetti che nella sola Roma beneficiano dell&#8217;<strong>esenzione Ici</strong>. Il dato che salta all&#8217;attenzione leggendo l&#8217;inchiesta è che nell&#8217;elenco c&#8217;è di tutto e ce n&#8217;è per tutti, e giusto per scegliere il meglio con un occhio di riguardo verso le pulsioni antipolitica e anticasta si comincia da partiti, sindacati, fondazioni, centri studi fino a citare <strong>l&#8217;Unione per la produzione della patata</strong> e la multinazionale del farmaco che commercializza il <strong>Viagra</strong>. In questo surreale elenco, il dato che un terzo del totale dei proprietari di immobili sia comunque costituito da parrocchie confraternite e associazioni religiose pare alla fine quasi un dettaglio in ombra. Ma chi se ne può davvero avere a male, se dall&#8217;altra parte si strizza l&#8217;occhio al lettore parlando di patate e viagra?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Giuseppe Ancona</div>
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		<title>Il papa è cosa nostra</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 18:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/il-papa-e-cosa-nostra/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/whoopi-goldberg-264x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia della Repubblica di ieri è che la brava e simpatica Whoopi Goldberg co-produrrà la versione italiana del musical "Sister Act", tratto dal suo celebre film. Nel darla, Giuseppe Videtti intervista l'attrice che, tra le tante cose, butta lì: «Spero che alla Prima dello spettacolo venga il Papa» e il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, da quella frase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/whoopi-goldberg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22910" title="whoopi-goldberg" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/whoopi-goldberg-264x300.jpg" alt="" width="264" height="300" /></a>La notizia della <em>Repubblica</em> di ieri è che la brava e simpatica <strong>Whoopi Goldberg</strong> co-produrrà la versione italiana del musical &#8220;Sister Act&#8221;, tratto dal suo celebre film. Nel darla, Giuseppe Videtti intervista l&#8217;attrice che, tra le tante cose, butta lì: «<em>Spero che alla Prima dello spettacolo venga il Papa</em>» e il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, da quella frase, trae il titolo della pagina e l&#8217;occhiello nella prima di Cultura.</p>
<p>Fin qui non ci sarebbe niente di male, ma dalla semplice osservazione di una dinamica giornalistica, si può trarre una infelice considerazione: il papa è qualcosa che sembra riguardare <strong>esclusivamente l&#8217;Italia</strong>. Come la pastasciutta, il mandolino e la mafia.</p>
<p>A noi può sembrare che gli anatemi, le sentenze, i proclami che quell&#8217;uomo vestito di bianco lancia da una finestra di Roma, visto come sono ripresi e amplificati da ogni notiziario nostrano e quanto gravemente influenzano la politica italica, facciano il giro del mondo. Che tutti, nel pianeta intero, si occupino quotidianamente di precetti e dettami della Chiesa romana, proprio come noi. Che quando il pontefice punta il dito contro donne, malati terminali, coppie sterili e coppie di fatto, il suo messaggio apocalittico raggiunga gli esseri umani di tutta la Terra&#8230;</p>
<p><strong>Invece no</strong>. Occasionalmente interpellati dal nostro Paese, gli stranieri citano il papa proprio come, alla domanda su cosa amano qui, risponderebbero invariabilmente: spaghetti!</p>
<p>Perché il Vaticano è da noi, perché il papa è cosa nostra.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.paoloizzo.net/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Paolo Izzo</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il potere e la grazia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-potere-e-la-grazia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/il-potere-e-la-grazia-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 7 ottobre 2009 non fu un giorno qualunque per il Paese, poiché il Potere subì un affronto dalla Corte Costituzionale, “egemonizzata/ dominata dai Comunisti”, che, alle 18,05, stroncò il Lodo Alfano. Tuttavia, la Grazia, per Sua natura soccorrevole, si materializzò subito, prendendo la molto autorevole forma del Cardinal Bertone, che attese impavido a palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3663" title="il potere e la grazia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/il-potere-e-la-grazia.jpg" alt="il potere e la grazia" width="200" height="293" />Il 7 ottobre 2009 non fu un giorno qualunque per il Paese, poiché il Potere subì un affronto dalla Corte Costituzionale, “<em>egemonizzata/ dominata dai Comunisti</em>”, che, alle 18,05, stroncò il Lodo Alfano.<br />
Tuttavia, la Grazia, per Sua natura soccorrevole, si materializzò subito, prendendo la molto autorevole forma del Cardinal Bertone, che attese impavido a palazzo Venezia, nonostante il ritardo, il Presidente del Consiglio, per tagliare con Lui il nastro della mostra: “Il Potere e la Grazia”.</p>
<p>Così, il suddetto Presidente:<br />
“<em>Come un cane, ferito all&#8217;improvviso, con uno stile da pescivendolo (con tutto il rispetto) più che da uomo di Stato, va all&#8217;attacco di tutti: lo tsunami della vergogna passa attraverso l&#8217;etere, una valanga di falsità e di fango schizza dappertutto: contro il Presidente della Repubblica, contro i Giudici Costituzionali (anche contro quei due con i quali ha condiviso una irrituale cena, prima della sentenza?), contro una guardia del corpo più alta di lui, contro la stampa, contro la televisione, contro la luna che si permetteva di sogghignare. Una scena invereconda</em>” (<a href="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/10/il-protettore-del-padrino---lettera-aperta-al-cardinale-tarcisio-bertone-segretario-di-stato-vaticano---di-paolo-farinella.html" target="_blank">Don Paolo Farinella, Il protettore del padrino. Lettera aperta al card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano</a>).<br />
Cogliendo l&#8217;occasione, il suddetto Presidente, con la finezza, che lo contraddistingue, osservò che mancava un quadro: “&#8230; <em>quello di San Silvio da Arcore</em>” (ibidem).</p>
<p>Lo storico ed imprescindibile rapporto tra il Potere e la Grazia, in virtù della particolare natura della seconda, può assumere le forme più diverse, come dimostrano le infuocate cronache di questi giorni:</p>
<p><em><strong>Dov&#8217;erano nascosti i fondi neri, il bottino dell&#8217;imprenditore Anemone?</strong></em><br />
<em>In casa del prete, del suo direttore di coscienza don Evaldo Biasini, dietro un quadro sacro.</em><br />
<em><strong>E qual è l&#8217;altissima onorificenza del superfunzionario corrotto Angelo Balducci?</strong></em><br />
<em>Gentiluomo di Sua Santità.</em><br />
<em><strong>Dove cantava il giovane nigeriano Chinedu Thomas Eihem, prostituto e procacciatore di prostituti?</strong></em><br />
<em>Nel coro di San Pietro.</em><br />
<strong><em>Dove arriva la telefonata per concordare le prestazioni del cubano, dei due neri, del tedesco, del calciatore e del ballerino?</em></strong><br />
<em>Nel palazzo barocco, realizzato dal Borromini, della Propaganda Fide, e più precisamente nella residenza privata di Sua Eminenza il cardinale …</em><br />
<strong><em>Cosa risponde il pio Balducci quando gli propongono un incontro bollente?</em></strong><br />
<em>No. Alle 5 devo vedere Monsignor Paglia</em>.<br />
<strong>Ma subito ci ripensa:</strong><br />
<em>Possiamo anticipare. Io prima passerei da te e poi vado da Monsignor Paglia. Mezz&#8217;ora sola</em>.<br />
<strong><em>Monsignor Paglia, certamente ignaro di tutto, è un vescovo molto stimato, presidente della Commissione episcopale sull&#8217;ecumenismo: vicina sunt vitia virtutibus, i vizi sono vicini alle virtù. E dove lo raggiunge il prostituto per consumare?</em></strong><br />
<em>In seminario</em>.<br />
<strong><em>E da dove parte?</em></strong><br />
<em>Dal Pontificio collegio Pio Brasiliano</em> <em>che è la celebrata scuola per sacerdoti gesuiti </em>(<a href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1047&amp;Itemid=123" target="_blank">Merlo Francesco, Corruzione e devozione</a>,<em> La Repubblica</em>, domenica 7 marzo 2010).</p>
<p>Naturalmente, la Grazia autentica è quella che viene dispensata nel momento della disgrazia:<br />
“<em>Tra le voci più &#8216;alte&#8217;, nel senso vicine al Cielo, che si sono unite al coro di solidarietà a Guido Bertolaso &#8211; che ha sposato la nipote del cardinale Sergio Sebastiani, a capo degli Affari econominci della Santa Sede &#8211; … quella dell&#8217;arcivescovo de L&#8217;Aquila Giuseppe Molinari e dell&#8217;ausiliare monsignor Giovanni D&#8217;Ercole:<br />
&#8216;Esprimiamo piena solidarietà al sottosegretario dott. Guido Bertolaso, ricordando con gratitudine quanto realizzato a L&#8217;Aquila per dar sollievo alla popolazione colpita dal terribile sisma del 6 aprile scorso.<br />
In queste ore di particolare sofferenza, gli siamo spiritualmente vicini auspicando che nel più breve tempo possibile possa tornare a svolgere il suo servizio così utile al paese&#8217;.<br />
E come non condividere quella “sofferenza” per i massaggi particolari?</em>” (Amurri Sandra, San Guido e il Vescovo, Il Fatto Quotidiano, sabato 13 Febbraio 2010).</p>
<p>Come ognuno può constatare, non solo fu “&#8230; <em>galeotta quella mostra e chi la ideò</em>” (<a href="http://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia" target="_blank">Alighieri Dante, Divina Commedia</a>, Inferno, Canto V, verso 137: “<em>Galeotto fu &#8216;l libro e chi lo scrisse&#8230;</em>”), ma anche profetica, poiché mai come ora il Potere è nelle grazie della Grazia.</p>
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		<title>Decreto &#8216;salva liste&#8217;, Stato di diritto addio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/decreto-salva-liste-stato-di-diritto-addio/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/giorgio_napolitano-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Giorgio Napolitano risponde, sul sito del Quirinale, alle numerose missive dei cittadini sul decreto ‘salva liste’ che egli stesso ha firmato la notte tra venerdì e sabato. Il presidente parte dalla considerazione che è inaccettabile, in una democrazia, andare al voto senza la lista del maggior partito di Governo. E quindi sceglie il ‘male minore’, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3593" title="giorgio_napolitano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/giorgio_napolitano-300x200.jpg" alt="giorgio_napolitano" width="300" height="200" />Giorgio Napolitano risponde, sul <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=5550" target="_blank">sito del Quirinale</a>, alle numerose missive dei cittadini sul decreto ‘salva liste’ che egli stesso ha firmato la notte tra venerdì e sabato.</p>
<p>Il presidente parte dalla considerazione che è inaccettabile, in una democrazia, andare al voto senza la lista del maggior partito di Governo. E quindi sceglie il ‘<strong>male minore</strong>’, come l’ha definito Gianfranco Fini, ossia modificare, con un decreto legge retroattivo, le disposizioni elettorali di esclusiva competenza delle Regioni: <em>“Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell&#8217;interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione &#8211; comunque inevitabilmente legislativa &#8211; potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, andare al voto senza la possibilità di votare, in una o più regioni,  una parte rappresentativa della politica italiana sarebbe stato fuoriviante per il risultato elettorale, ma il ‘male minore’ scelto dal presidente Napolitano apre un baratro nello Stato di diritto. Per salvare la rappresentatività della consultazione elettorale, sancisce (ancora una volta!) che <strong>la Legge non è uguale per tutti</strong>.</p>
<p>La valutazione del ‘merito’ delle liste escluse, non è di pertinenza della Legge. Che sia stata esclusa, per evidenti e incontestabili irregolarità, una lista minoritaria o maggioritaria, di Governo o no,  non deve fare la differenza. <strong>La sostanza non può e non deve essere confusa con la forma. </strong></p>
<p>Come sintetizza Eugenio Scalfari nell’<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/07/news/scalfari_7_marzo-2538816/" target="_blank">editoriale di oggi su Repubblica</a>, <em>“Stabilire la prevalenza della sostanza sulla forma in materia di procedura non ha altra conseguenza che legittimare l&#8217;illegalità permanente nella vita pubblica, o meglio: <strong>far coincidere la legalità con il volere del capo dell&#8217;esecutivo, cioè stabilire la legittimità dell&#8217;assolutismo</strong></em>”.</p>
<p>Napolitano ha firmato un vero e proprio condono, creando un gravissimo precedente nel diritto pubblico italiano. Le irregolarità amministrative di chi governa si possono da oggi superare attraverso un decreto legge varato dallo stesso soggetto che le ha commesse.<strong> Il potere, dunque, può fare e disfare le regole a suo uso e consumo</strong>.</p>
<p>Un vizio di sostanza e non di forma, questa volta. Un percorso circolare che vede la testa coincidere con la coda: il mandante del decreto, il Governo, è anche il beneficiario senza che nessuno, il Parlamento nel caso, abbia diritto di parola.</p>
<p>Che l’andazzo sia questo ce lo hanno già dimostrato gli infiniti decreti legge di cui questo Governo continua a servirsi per evitare la mediazione parlamentare. Ma che ora, platealmente, il Governo assolva se stesso <strong>modificando retroattivamente le regole che lui stesso ha infranto</strong> &#8211; scavalcando addirittura la sovranità regionale in materia elettorale &#8211; è davvero troppo.</p>
<p>Il decreto &#8216;salva liste&#8217; è un vero e proprio <strong>attacco al cuore dello Stato di diritto</strong>, con il beneplacito del garante della democrazia, il presidente della Repubblica.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Elezioni regionali: in casa Pdl è tutta questione di &#8216;merito&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/elezioni-regionali-in-casa-pdl-e-tutta-questione-di-merito/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/velineazzurre-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Parenti e veline, questo lo spirito che animerebbe le liste del Pdl per le prossime elezioni regionali. La Repubblica denuncia uno stuolo di fratelli, sorelle, mariti, mogli, compagni, cugini, alcuni sicuri e altri  in lizza, alcuni noti e altri sconosciuti, generalmente legati a un parlamentare  &#8211; o addirittura a un ministro, come nel caso del cognato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2579" title="velineazzurre" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/velineazzurre.jpg" alt="velineazzurre" width="306" height="171" />Parenti e veline, questo lo spirito che animerebbe le liste del Pdl per le prossime elezioni regionali. <em><a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Il-grande-circo-Pdldei-parenti-candidati/1845157?ref=rephp" target="_blank">La Repubblica</a> </em>denuncia uno stuolo di fratelli, sorelle, mariti, mogli, compagni, cugini, alcuni sicuri e altri  in lizza, alcuni noti e altri sconosciuti, generalmente legati a un parlamentare  &#8211; o addirittura a un ministro, come nel caso del cognato di Giorgia Meloni - che magari ha già altri parenti in Comune o alla Provincia. O è sposato con qualcuno che ce l’ha. Un intreccio di legami e interessi che preludono a una gestione nepotistica dei consigli regionali, come denuncia l&#8217;opposizione.</p>
<p>Qualcuno ricorda ancora il discorso sulla meritocrazia, cavallo di battaglia della destra nostrana? Evidentemente, per gli accoliti di Silvio Berlusconi, il maggior merito che si possa vantare è una parentela bene in vista. Ma non è l&#8217;unico.</p>
<p>Non mancherà, infatti, un po’ di ‘carne giovane’ (rigorosamente di sesso femminile) per il sollazzo della grande famiglia del Pdl. Le <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/01/31/news/le_veline_in_lista_col_premier-2138564/" target="_blank">amichette del premier</a>, alcune delle quali escluse, con comprensibile delusione, dalla tornata elettorale europea di un anno e mezzo fa, tornano alla ribalta occupando – come denunciavano nei giorni scorsi visionari giornali di sinistra – quei due posti a lista che Berlusconi stesso avrebbe fatto riservare per sé.</p>
<p>Dalla modiva romana al Grande fratello fino a Miss Italia, ma senza disdegnare accompagnatrici, animatrici e vallette, il Pdl ci regala delle candidate i cui meriti sono ben sintetizzati nel loro aspetto. Bellezze da lanciare in pista per catturare l’attenzione dell’italiota medio. Bellezze che a Papi, se non hanno già dato, dovranno qualcosa. E pazienza se tolgono a tutte le donne un altro po’ di dignità.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il sogno e l’umano secondo &#8216;la Repubblica&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 07:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/il-sogno-e-l%e2%80%99umano-secondo-la-repubblica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/bimbo-300x208.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il quotidiano &#8216;la Repubblica&#8217; deve ancora decidere se i bambini sono essere umani. E’ quanto si evince seguendo quelle pagine scientifiche, curate perlopiù da Elena Dusi, che riportano ogni sorta di studi sull’insorgenza della nostra attività onirica. Ad aprile dello scorso anno, la giornalista di Eugenio Scalfari ci faceva sapere che, da una indagine sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2416" title="bimbo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/bimbo-300x208.jpg" alt="bimbo" width="300" height="208" />Il quotidiano &#8216;la Repubblica&#8217; deve ancora decidere se i bambini sono essere umani. E’ quanto si evince seguendo quelle <strong>pagine scientifiche</strong>, curate perlopiù da Elena Dusi, che riportano ogni sorta di studi sull’insorgenza della nostra attività onirica.</p>
<p>Ad aprile dello scorso anno, la giornalista di Eugenio Scalfari ci faceva sapere che, da una indagine sulle pecore (sic!), era stato decretato che il feto umano (sic!) <strong>sogna già nell’utero</strong>; ipotesi confermata, reiterata e insistita, sempre secondo il quotidiano più letto d’Italia, da un articolo del luglio 2009, in cui si affermava con certezza che il feto “sente” i rumori dell’esterno, se li ricorda persino e forse per questo si mette a sognare (ma è sempre quello studio sulle pecore ad avallare la “teoria”).</p>
<p>Il 25 gennaio di quest’anno è di nuovo la Dusi a regalarci una chicca davvero sorprendente: <strong>i bambini non sognano fino a 5 anni</strong>! Prima devono “imparare” a sognare (sic!): vecchia storia cattolica del bambino come “tabula rasa”, cui si deve insegnare proprio tutto, adesso persino a sognare, perché, in fondo, è una nullità completa.</p>
<p>Ma come, secondo la Repubblica, il feto sogna e i bambini piccoli no? Come a dire che il feto è più umano (o pecora?) del neonato e/o del bambino di pochi anni. Come a dire che <strong>l’aborto è sicuramente un omicidio,</strong> perché si fa fuori un esserino sognante, ma che l’infanticidio può avere le sue attenuanti, visto che il bambino piccolo, se non sogna, non pensa. Ergo: non è un essere umano.</p>
<p>&#8216;La Repubblica&#8217; nega (per distrazione o con intenzionalità?) quella <strong>cesura radicale</strong> rappresentata dalla nascita umana, quel passaggio di trasformazione totale che ci fa passare dalla condizione di feto, biologico, neuronale e, semmai, “vitale” (ma questo non prima delle 23-24 settimane di gestazione), a quella di essere umano vivo, perché dotato di un corpo e di una psiche; che pensa e che, soprattutto, sogna, grazie a quella “capacità di immaginare” (Massimo Fagioli) che nasce… alla nascita! Dunque, il Vaticano ringrazia &#8216;la Repubblica&#8217;, gli antiabortisti ringraziano &#8216;la Repubblica&#8217;. Le donne no. I bambini tanto meno.</p>
<p><em><strong><a href="http://webmaildomini.aruba.it/cgi-bin/webmail.cgi?cmd=url&amp;xdata=~2-ea4726f493aae55b3aefc631f98389aafb84a7e2d7d2dcc896cae2a7d16f63616c686f737400&amp;url=http!3A!2F!2Fwww.agenziaradicale.com!2Findex.php!3Foption=com_content!26task=view!26id=9616!26Itemid=52" target="_blank">Agenzia radicale</a></strong></em></p>
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		<title>Saviano: l’impegno civile non è schierarsi politicamente</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 05:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/saviano-l%e2%80%99impegno-civile-non-e-schierarsi-politicamente/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/robertosaviano-281x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Qualche giorno fa il Ministro della cultura Sandro Bondi, con una lettera aperta, ha invitato lo scrittore Roberto Saviano, ormai conosciuto in tutto il mondo, a non schierarsi politicamente. Il riferimento era la lettera al Presidente del Consiglio affinché ritiri la legge “sul processo breve”, foriera di impunità e di grandi ingiustizie. Nella propria puntuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1092" title="robertosaviano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/robertosaviano-281x300.jpg" alt="robertosaviano" width="281" height="300" />Qualche giorno fa il Ministro della cultura <strong>Sandro Bondi</strong>, con una lettera aperta, ha invitato lo scrittore <strong>Roberto Saviano</strong>, ormai conosciuto in tutto il mondo, a non schierarsi politicamente. Il riferimento era la lettera al Presidente del Consiglio affinché ritiri la<strong> legge “sul processo breve”</strong>, foriera di impunità e di grandi ingiustizie.</p>
<p>Nella propria puntuale risposta sulle pagine de <strong>La Repubblica</strong>, Saviano, difendendo la libertà d’informazione e la lotta contro ogni forma di prevaricazione e di arroganza, formulava in maniera estremamente lucida una serie di considerazioni a difesa della propria netta presa di posizione.</p>
<p>Ma forse non c’era neppure bisogno di spiegare ulteriormente, di motivare più in profondità quanto già detto in maniera cristallina nell’appello stesso, l’appello di un uomo che non ha a cuore uno schieramento politico, ma un impegno civile che lo porta quotidianamente a rischiare la vita propria e dei suoi cari.</p>
<p>Per questo ci permettiamo di ripubblicare l’<a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391117" target="_blank"><strong>appello</strong></a>: non per chiedere ai nostri lettori una sottoscrizione (ognuno ovviamente è libero di farlo o di non farlo), ma per mostrare che le accuse che gli si muovono provengono da chi probabilmente non ha capito nulla di cosa voglia dire spendere la propria vita per un ideale di giustizia.</p>
<p><strong>L&#8217;appello di Saviano:</strong></p>
<p><em>Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul &#8220;processo breve&#8221; e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Con il &#8220;processo breve&#8221; saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l&#8217;unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.</em></p>
<p><em>Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E&#8217; una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia</em>.</p>
<p>(articolo pubblicato su <a href="http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3254:saviano-limpegno-civile-non-e-schierarsi-politicamente&amp;catid=44&amp;Itemid=74" target="_blank"><strong>ecostiera</strong></a>)</p>
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		<title>8 per mille: alla Chiesa anche la quota dello Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta Repubblica,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-951" title="ottopermille1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1.jpg" alt="ottopermille1" width="238" height="321" />I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html" target="_blank">Repubblica</a></strong>,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, per la precisione) e analoga fine faranno gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli &#8220;interventi per il sisma in Abruzzo&#8221;. Tutte ristrutturazioni che dovrebbero essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>A farne le spese tutti gli altri capitoli di investimento, primi tra tutti quelli relativi alla <strong>Fame nel mondo</strong> (2% del totale) e all’<strong>Assistenza ai rifugiati</strong> (poco più del 5%).</p>
<p>L&#8217;atto del Governo sulla ripartizione del gettito derivante dall’8 per mille è stato firmato dal presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> i primi di settembre, qualche giorno dopo la mancata “<strong>Perdonanza</strong>” a causa dell’attacco del <em>Giornale</em>, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, a <strong>Dino Boffo</strong>, direttore di Avvenire. Il documento, che sancisce la piena discrezionalità del presidente del Consiglio nella gestione del gettito, è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e presumibilmente verrà approvato nei prossimi giorni anche dall’analoga commissione del Senato.</p>
<p>La beffa dell’<a href="http://www.occhiopermille.it/" target="_blank"><strong>8 per mille</strong></a>, quindi, continua. Come ogni contribuente dovrebbe sapere, la Chiesa si accaparra, a fronte del <strong>35%</strong> delle preferenze espresse dei cittadini, una quota dell’8 per mille pari a circa l’80% del totale (cifra che si aggira tra i <strong>900 milioni e 1 miliardo di euro</strong>). Ciò grazie ai meccanismi di redistribuzione delle scelte non espresse, pari a circa il <strong>60%</strong>. Infatti, per lo Stato firmano circa il <strong>4%</strong> dei contribuenti e le altre confessioni religiose (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio)  non arrivano, tutte insieme, all’<strong>1%</strong> delle preferenze.</p>
<p>Di questa ‘truffa legalizzata’ molti cittadini sanno poco o nulla. I mezzi di informazione si guardano bene dal parlarne e lo stesso Stato non fa alcuna pubblicità per aggiudicarsi una fetta superiore di questo appetibile introito. Inoltre tutti gli appelli che in questi ultimi anni si sono susseguiti per aggiungere altri beneficiari quali, ad esempio, la ricerca scientifica &#8211; martoriata, nel nostro Pese, da continui tagli &#8211; sono caduti nel vuoto.</p>
<p>La <strong>Chiesa cattolica</strong>, per contro, investe molto sul piano pubblicitario dando a intendere che la quota a lei destinata verrà elargita ai poveri e alle popolazioni del terzo mondo. In realtà <strong>solo il 20% viene devoluto a ‘opere di bene’</strong> (circa il 12% in Italia e l’8% all’estero), <strong>mentre il resto va a sostentamento del clero, delle parrocchie e dei luoghi di culto</strong>.</p>
<p>A ciò che in ogni paese civile già sarebbe fonte di scandalo, si aggiunge la novità di quest’anno.</p>
<p>La ‘perdonanza’ del nostro presidente del Consiglio per il presunto scambio sesso-favori con prostitute di lusso e veline – che l’incauto direttore del Giornale ha fatto saltare ad agosto &#8211; passerà dalle tasche di tutti i contribuenti.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Irruzione neofascista nella sede dei Radicali: l&#8217;intolleranza continua&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/irruzione-neofascista-nella-sede-dei-radicali-lintolleranza-continua/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/lskv5-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Oggi, alcuni militanti di Lotta Studentesca, “movimento giovanile vicino al gruppo neofascista Forza Nuova, hanno fatto irruzione nella sede romana dei Radicali, lanciando volantini e affiggendo crocifissi”. Ne dà notizia Repubblica, che raccoglie anche le prime dichiarazioni: &#8220;Non permetteremo a nessuno di imporre dogmi ultra-laicisti in Italia. Chi tenterà di rimuovere il crocifisso si troverà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-871" title="lskv5" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/lskv5.jpg" alt="lskv5" width="209" height="300" />Oggi, alcuni militanti di <strong>Lotta Studentesca, </strong>“<em>movimento giovanile vicino al gruppo neofascista Forza Nuova, hanno fatto irruzione nella sede romana dei Radicali, lanciando volantini e affiggendo crocifissi</em>”.</p>
<p>Ne dà notizia <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefissi-aule/crocefissi-lotta-studentesca/crocefissi-lotta-studentesca.html" target="_blank">Repubblica</a></strong>, che raccoglie anche le prime dichiarazioni: &#8220;<em>Non permetteremo a nessuno di imporre dogmi ultra-laicisti in Italia. Chi tenterà di rimuovere il crocifisso si troverà di fronte un muro umano guidato da Lotta Studentesca</em>&#8220;, afferma il coordinatore nazionale del movimento, <strong>Gabor De Arcangelis</strong>. Il portavoce romano del gruppo,<strong> Roberto Benignetti</strong>, definisce l’irruzione “<em>un&#8217;<strong>azione pacifica</strong> finalizzata alla critica della visione di un&#8217;Europa priva di quei valori che l&#8217;hanno costruita nei secoli: cristianità, nazione, popolo</em>&#8220;. E accusa i radicali di voler “<em>distruggere questi principi e svuotare l&#8217;Europa sia spiritualmente che moralmente</em>”.</p>
<p>Questa ‘azione pacifica’, come tante altre meno ‘pacifiche’ dell’ultimo periodo nei confronti di immigrati e omosessuali, aprono interrogativi che una società evoluta non può ignorare.</p>
<p><strong>La paura del ‘diverso’</strong> emerge violentemente, prepotentemente. Un diverso che può minare e mettere a repentaglio una concezione indissolubile e irrinunciabile di <strong>razza</strong>, di <strong>sessualità</strong>, ora anche di <strong>coscienza religiosa</strong>.</p>
<p>Vengono in mente tempi mai troppo lontani, la caccia alle streghe, il rogo degli eretici, lo sterminio di massa in nome di una presunta superiorità. Quei ‘<strong>diversi</strong>’ torturati, uccisi o, nella migliore delle ipotesi, vessati sono gli stessi di oggi, come gli stessi  sono i  principi: diversa razza, diverso orientamento sessuale, diversa (o nessuna) fede religiosa.</p>
<p>A questa ondata di odio chi ci governa non è estraneo: basti ricordare i tanti interventi dei peggiori personaggi della Lega (uno per tutti <strong>Gentilini</strong>, vice sindaco di Treviso: <em>&#8220;Voglio eliminare i bambini dei (</em>sic!<em>) zingari</em>&#8220;, “<em>I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierl”, ”Gli immigrati portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite&#8221;) </em>che soffiano sul fuoco dell’intolleranza razzista e sessista; basti ricordare l’inaccettabile bocciatura del Parlamento (complice l a sedicente &#8216;opposizione&#8217;) sulla <strong>aggravante di discriminazione sessuale</strong> proposta per l’articolo 61 del codice penale.  Ma potremmo anche parlare delle <strong>ronde cittadine</strong> legittimate dal Governo, veri coacervi di squadristi al pari delle camicie nere di mussoliniana memoria.</p>
<p>Sull’ultimo episodio, quello che riguarda la <strong>sentenza di Strasburgo</strong> sulla rimozione dei crocifissi dalle scuole, l’esempio dei nostri parlamentari ancora una volta non è stato da meno, a partire dal “possono morire!” urlato in Tv dal ministro Ignazio <strong>La Russa</strong> fino alle  ‘<strong>taglie</strong>’ stabilite in alcuni comuni leghisti su chi rimuoverà il crocifisso. Il tutto passando attraverso le affermazioni del presidente del Consiglio <strong>Berlusconi: </strong>la sentenza della Corte europea non si rispetterà.</p>
<p>Ci si chiede se davvero chi ci governa sia troppo distratto per accorgersi di questa pericolosissima deriva di intolleranza verso ogni ‘diversità’ dal Pensiero Unico oppure se la strumentalizzi a suo uso e consumo. La seconda sembra l&#8217;ipotesi più probabile.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
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