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	<title>Cronache Laiche &#187; radiocarbonio</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Quando la scienza è cosa buona e giusta</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 05:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/quando-la-scienza-e-cosa-buona-e-giusta/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/santi_crisanto_e_daria_martiri-218x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia è riportata sul National Geographic Italia di giugno 2011. Gli esami scientifici sui resti dei martiri cristiani Crisanto e Daria, conservati nella cripta del duomo di Reggio Emilia, danno risultati compatibili con la tradizione che li vuole martirizzati come “sepolti vivi” a Roma nel 283 DC a causa della loro attività evangelizzatrice. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/santi_crisanto_e_daria_martiri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24135" title="santi_crisanto_e_daria_martiri" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/santi_crisanto_e_daria_martiri-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a>La notizia è riportata sul <em>National Geographic Italia</em> di giugno 2011. Gli esami scientifici sui resti dei martiri cristiani <strong>Crisanto e Daria</strong>, conservati nella cripta del duomo di Reggio Emilia, danno risultati compatibili con la tradizione che li vuole martirizzati come “sepolti vivi” a Roma nel 283 DC a causa della loro attività evangelizzatrice. Il <strong>radiocarbonio</strong> ha dato un risultato compatibile (dall’ 80 al 340 DC), cosi come gli esami necroscopici che rendono plausibile la morte per soffocamento.</p>
<p>Gongola monsignor <strong>Tiziano Ghirelli: </strong>«<em>l’iniziativa dimostra che la Chiesa non ha paura di confrontarsi con la scienza</em>». Ah no? E se fossero usciti dati contrastanti con la tradizione? «<em>Sappiamo bene che, specie nel Medioevo, la caccia alle reliquie diede luogo a molti abusi. Ne avremmo preso atto</em>».<br />
Bene, monsignor Ghirelli, lo vuole spiegare ai suoi fedeli che non vogliono accettare le evidenze scientifiche sulla <strong>Sacra Sindone</strong>, tanto per fare un esempio a caso? Non è che il radiocarbonio è un esame affidabile quando vi dà ragione, come in questo caso, e diventa carta straccia se nega l’autenticità della Sindone, delle due l’una.</p>
<p>Stranamente, in questo caso non c’è nessuno che voglia tirar fuori “analisi statistiche robuste” o fonti di “inquinamento progressivo lineare” o “esposizioni a monossido di carbonio”, chissà come mai, verrebbe da dire.<br />
Ma anche altre dichiarazioni del prelato riportate dal National Geographic sono interessanti, leggiamo con attenzione: «<em>La cura per i corpi, il culto delle reliquie sono tratti caratteristici della fede cattolica: noi crediamo che il corpo sia sacro al pari dell’anima, e come lei destinato a risorgere e vivere in eterno</em>». A parte il fatto che non ci risulta che nel vangelo ci sia scritto di <strong>venerare i corpi dei defunti </strong>o le reliquie dei santi e quindi le domande sul perché e sul “da quando” di queste usanze tribali sarebbero pertinenti; quello particolarmente interessante è un prelato che finalmente ammette a chiare lettere che chi è cattolico deve credere alla resurrezione dei corpi.</p>
<p>Tornano così di pregnante attualità domande dalla Chiesa Cattolica messe sotto al tappeto nascondendosi dietro l’immortalità dell’anima, tipo: “Ma a che età risorge il corpo? Un conto è vivere in eterno nel corpo di un ventenne e un conto vivere in eterno nel corpo di un vecchio!”; oppure: “Chi ha perso un braccio, un rene, un occhio o l’uso delle gambe nel corso della vita, risorgerà con la sua menomazione?”; o ancora: “Ma dove le metteremo 110 miliardi di persone che hanno vissuto sulla Terra fino ad oggi?”; e perché no: “Allora perché avete permesso la cremazione delle salme dal 1963 in poi?”; e infine la domanda delle domande: “Ma se l’anima vive in eterno, che bisogno ha di risorgere in un corpo?”.</p>
<p>Tempo fa, il cardinal Martini e Umberto Eco diedero alle stampe un loro dialogo intitolato &#8220;In cosa crede chi non crede?&#8221; Sembra una domanda meramente speculativa; la vera domanda da porsi, sentendo questi prelati, è: in cosa crede chi crede?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.civiltalaica.it/web/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Chiometti</em></span></strong></a></p>
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		<title>La Sindone è un falso, lo dice (anche) Micromega</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 10:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/la-sindone-e-un-falso-lo-dice-anche-micromega/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/sindone-micromega-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“La Sindone esposta in questi giorni a Torino è un falso”. Con queste chiare ed inequivocabili parole si apre il n. 4/2010 di MicroMega, monotematico sul lenzuolo di lino che attira a frotte credenti e creduloni per la sua ostensione. Verrebbe da pensare che qualcuno della redazione della prestigiosa rivista di filosofia e politica si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5624" title="sindone micromega" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/sindone-micromega.jpg" alt="sindone micromega" width="200" height="283" />“<strong><em>La Sindone esposta in questi giorni a Torino è un falso</em></strong>”. Con queste chiare ed inequivocabili parole si apre il <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-42010-linganno-della-sindone-il-sommario-del-nuovo-numero-in-edicola-da-venerdi-22-aprile/" target="_blank">n. 4/2010 di MicroMega</a>, monotematico sul lenzuolo di lino che attira a frotte credenti e creduloni per la sua ostensione.</p>
<p>Verrebbe da pensare che qualcuno della redazione della prestigiosa rivista di filosofia e politica si sia giocato il cervello a fare un&#8217;affermazione del genere su un tema tanto dibattuto. Al contrario, il gruppo redazionale di Paolo Flores D’Arcais è probabilmente rimasto uno degli ultimi che il cervello lo fa funzionare.</p>
<p>Difatti, per chi usa la ragione, non c’è più niente da discutere sulla “autenticità” del lenzuolo. Troppe, veramente troppe, le evidenze che  testimoniano come sia uno dei tanti prodotti dell’industria delle reliquie religiose medioevale. La lettura attenta dei vangeli, le informazioni sulle sepolture ebraiche, l’analisi del tessuto e della sua lavorazione, il fatto che l’impronta del viso di un uomo su un lenzuolo che lo avvolge deve avere una larghezza doppia di quella della sindone (effetto della maschera di Agamennone) e dulcis in fundo, la regina delle prove: <strong>la datazione con il radiocarbonio</strong> che attesta inequivocabilmente il lenzuolo come risalente al periodo medioevale tra la metà del Duecento e la metà del Trecento. Prova scientifica di cui ogni tentativo di confutazione è stato pateticamente smentito (memorabile il caso Kouznetzov).</p>
<p>Tutte queste prove sono raccolte nel volume in edicola e in libreria in questi giorni, segno evidente che erano a disposizione di tutti coloro che volevano informarsi.</p>
<p>Eppure non c’è programma televisivo che non si accodi alla disinformazione pro-autenticità della Sindone e non proponga agli sventurati telespettatori un esercito di sindonologi, che avendo evidentemente fallito sul piano scientifico la loro missione, provano a ribaltare l’esito della partita con i mezzi di distrazione di massa.</p>
<p>Ma quello che è più sconfortante è la constatazione di come il cattolicesimo, dopo due millenni di storia, non riesca ad elevarsi dal rango di superstizione feticista e rimanga <strong>legato a usanze ridicole e feticci lugubri</strong>.</p>
<p>E&#8217; ovvio che la battaglia di MicroMega per difendere il lume della ragione contro le impetuose bufere della superstizione è impari. Tuttavia, è bene ricordare che “le uniche battaglie perse sono quelle non combattute”  e speriamo che prima o poi qualcuno si stanchi di essere un credulone e diventi un credente adulto.</p>
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		<title>Sindonologi?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 21:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/sindonologi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/Sindone1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il caso di Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR nonché uno degli ultimi difensori del creazionismo puro, che pur di difendere la parola di dio tout court si fa tirare le orecchie dall&#8217;Avvenire, è di certo eclatante ma non è l&#8217;unico esempio di individui esterni al clero cattolico, che pur di accattivarsene le simpatie non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1974" title="Sindone1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/Sindone1.jpg" alt="Sindone1" width="225" height="300" />Il caso di <strong>Roberto De Mattei</strong>, vicepresidente del CNR nonché uno degli ultimi difensori del creazionismo puro, che pur di difendere la parola di dio tout court si fa tirare le orecchie dall&#8217;Avvenire, è di certo eclatante ma non è l&#8217;unico esempio di individui esterni al clero cattolico, che pur di accattivarsene le simpatie non esitano a prendere posizioni che non sono più sostenibili neanche dentro la Chiesa stessa.</p>
<p>Ricorre in questi giorni infatti l&#8217;anniversario del secondo grande tentativo, fatto come consuetudine a mass media unificati, di invalidare, smentire o comunque mettere in dubbio l&#8217;attendibilità degli esami dell&#8217;isotopo C14 che nel 1988 hanno definitivamente stabilito che la <strong>Sacra Sindone</strong> spesso ostentata a Torino non è nient&#8217;altro che un <strong>falso medievale</strong>.</p>
<p>Per rinfrescar la memoria a chi volutamente si dimentica di certi misfatti ricordiamo che il 26 Gennaio 2008 fu annunciato in pompa magna che il direttore del laboratorio del Radiocarbonio di Oxford, uno dei tre insieme a quelli di Tucson e Zurigo che datò il lenzuolo come risalente al 1300, C.B. Ramsey sosteneva che probabilmente era da correggere quella datazione spostandola all&#8217;indietro.</p>
<p>L&#8217;articolo originale pubblicato dalla Stampa e ancora disponibile <a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cultura/200801articoli/5769girata.asp" target="_blank">on line</a>, fu ripreso con enfasi da tutti i mass media italici, i telegiornali si precipitarono a dar la notizia che la Sacra Sindone era autentica e fu organizzata sul tema l&#8217;immancabile puntata di Porta a Porta.</p>
<p>Poco conta che già dal giorno dopo era disponibile la <a href="http://www.antoniolombatti.it/B/Blog01-08/35ED4283-609D-4578-A6E0-AF50EF34C8A9.html" target="_blank">furiosa smentita</a> del Prof. Ramsey, che diceva testualmente che riteneva assolutamente improbabile che fosse sbagliata la datazione del lenzuolo torinese. Si sa, quando si mette in moto la macchina del fanatismo religioso è difficile da fermare.</p>
<p>Ma cos&#8217;era successo?</p>
<p>Occorre far un po&#8217; di riepilogo: già alla fine degli anni &#8217;90 un sedicente scienziato russo, tale D. Kuznetzov, pubblicò uno studio secondo cui gli esami del radiocarbonio furono falsati perché nel 1532 la Sacra Sindone fu esposta ad un incendio e così riassorbì una quantità di C14 tale da farla risultare 1300 anni più giovane.</p>
<p>Questo studio, non solo fu smentito, ma fu dimostrato che erano falsi quasi tutti i riferimenti bibliografici menzionati nello studio stesso. Per chi volesse approfondire basta che legga il <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100976" target="_blank">Dossier Kuznetzov</a> disponibile sul sito del CICAP.</p>
<p>Discorso chiuso? Macché, una pianta non muore senza dare frutti, e così all&#8217;inizio del 2008 J. Jackson, seguace dello scienziato russo caduto in disgrazia e che, evidentemente, non ha mai smesso di pensare a quell&#8217;incendio del 1532, ha tirato fuori l&#8217;ipotesi, molto poco scientifica, che i tessuti di lino esposti ad alte concentrazioni di monossido di Carbonio, possano dar luogo a datazioni falsate all&#8217;esame del C14.</p>
<p>Era un ipotesi da verificare, per quanto di partenza fosse poco verosimile, e fu così che Ramsey intervistato in proposito dichiarò che, se fosse stato provato, si sarebbe dovuto correggere le datazioni effettuate nel 1988 sulla Sindone.</p>
<p>Se fosse stato provato. Ma questo per la macchina del fanatismo religioso e in primis per quelle tristi figure quali i “sindonologi”, non aveva certo alcuna importanza, era sufficiente per dare il via alla pesante disinformazione che per i primi mesi del 2008 ha ammorbato tutti i canali con trasmissioni pseudoscientifici e dibattiti da bar della teologia.</p>
<p>Nel corso dello stesso 2008, le prove sono state fatte e i prevedibili risultati sono stati che non c&#8217;è esposizione, per quanto consistente, che possa far variare la quantità di C14 presente in un tessuto di Lino. <strong>Ovvero, la sindone è, fuori da ogni dubbio, un falso medievale risalente al 1300</strong>.</p>
<p>Della comunicazione di questi risultati da parte dei telegiornali che tanto spazio avevano dedicato al fraintendimento di un&#8217;intervista a Ramsey, stiamo tutt&#8217;ora aspettando notizia.</p>
<p>Ovviamente tutto questo di certo non ha meravigliato la Chiesa Cattolica Apostolica Romana che si è sempre ben guardata dal dichiarare autentico il lenzuolo torinese, anzi in realtà, per quanto mi risulta, per bocca di ben due papi lo ha dichiarato falso, ma si sà com&#8217;è la Chiesa. Ai signori oltreteverini non interessano i volgari battibecchi sul vero e falso, gli basta raccogliere la percentuale sull&#8217;introito derivante dall&#8217;ostensione della reliquia, vera o falsa che sia.</p>
<p>Il lavoro sporco, volto a rinvigorire periodicamente la superstizione e l&#8217;ignoranza, lo lasciano a buffi personaggi che non hanno lavori seri o sono accecati dal loro fanatismo religioso che non gli consente di vedere la realtà neanche quando ce l&#8217;hanno di fronte gli occhi.</p>
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