<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cronache Laiche &#187; potere</title>
	<atom:link href="http://www.cronachelaiche.it/tag/potere/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cronachelaiche.it</link>
	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 12:08:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Pensiero stupendo</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2012/01/pensiero-stupendo/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2012/01/pensiero-stupendo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 01:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro baoli]]></category>
		<category><![CDATA[cei]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[Critica Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[don matteo]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenza Lei]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi diritti dell CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[secolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=34676</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/pensiero-stupendo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lorenza-lei-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Due statistiche rese pubbliche a breve distanza confermano una volta di più il processo di distacco crescente dalla religiosità in atto da tempo nel nostro paese, specie nelle fasce di età più giovani della società. Il Rapporto sulla Secolarizzazione pubblicato a cura della Cgil &#8211; Nuovi Diritti e della Fondazione Critica Liberale, presentato il 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lorenza-lei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34677" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lorenza-lei-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Due statistiche rese pubbliche a breve distanza confermano una volta di più il processo di distacco crescente dalla religiosità in atto da tempo nel nostro paese, specie nelle fasce di età più giovani della società.</p>
<p>Il <a href="http://www.lucacoscioni.it/sites/default/files/VII%20rapporto%20su%20secolarizzazione%202011.pdf">Rapporto sulla Secolarizzazione</a> pubblicato a cura della Cgil &#8211; Nuovi Diritti e della Fondazione Critica Liberale, presentato il 12 dicembre scorso a Roma, si basa su dati forniti dall&#8217;Istat, dal Ministero dell&#8217;Istruzione e della Sanità, e dell&#8217;annuario statistico del Vaticano e della Cei.<br />
Il <em>Corriere della Sera</em>, invece, riferisce di un <a href="http://lettura.corriere.it/post-1980-generazione-senza-dio/">dibattito</a> in corso sul tema della <strong>secolarizzazione</strong>, che si poggia su indagini curate tra gli altri da Roberto Cartocci, docente di Scienze politiche alla università Alma Mater di Bologna, Franco Garelli, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali all&#8217;università di Torino, Rodney Stark, statunitense, sociologo della religione e Alberto Melloni, storico della Chiesa.</p>
<p>In entrambi i casi, si delinea un quadro che vede un calo progressivo dei matrimoni religiosi, dei battesimi, cresime e prime comunioni; aumentano invece le coppie di fatto (820mila nel 2009), i matrimoni civili (quasi il 63% del totale) e il numero degli studenti che non si avvalgono dell&#8217;insegnamento di religione a scuola. Calano le offerte volontarie alla Chiesa, e pure il gettito dell&#8217;otto per mille è in diminuzione, così come le vocazioni alla vita consacrata. Anche una prospettiva geografica di queste indagini vede interessanti spostamenti, con il nord est (guidato dal <em>Veneto bianco</em>), tradizionalmente percepito come area a forte influenza cattolica, che si allinea progressivamente con l&#8217;anima <em>laicista</em> del centro Italia (Toscana ed Emilia Romagna in primis).</p>
<p><em>«Il 73 per cento degli italiani, secondo Franco Garelli, ritiene che spetti alla coscienza individuale stabilire ciò che è giusto e che ad esempio si possa essere buoni cattolici anche senza conformarsi ai precetti di morale sessuale»</em>, scrive Marco Rizzi sul <em>Corriere</em>.<em> </em>Il <em>pensiero stupendo </em>che ci balza alla mente, è che con il distacco crescente dalla religiosità cattolica tradizionale, con l&#8217;influenza sempre meno importante della sua morale sulle scelte personali, si possa creare spazio per una società più <strong>equa</strong>, quanto a diritti civili, e che questo possa giovare anche alla religione stessa, che in assenza di condizionamenti culturali evidenti o addirittura imposti può &#8211; se deve accadere &#8211; affermarsi per libera scelta, cosa che le darebbe un valore ed una autenticità altrimenti impossibili.</p>
<p>Intanto, però, la risposta tradizionale della religione alla inarrestabile secolarizzazione è sempre quella: l&#8217;<strong>occupazione del potere</strong>, per quanto più possibile. Ossia la trasformazione della religione da fatto di pura spiritualità in questione di mera conquista ed esercizio del  potere secondo una pratica <em>lobbistica</em> ben collaudata, non solo per propiziare la diffusione (l&#8217;imposizione) del messaggio religioso; ed è il motivo per cui ad una evoluzione sempre più evidente in senso liberale della società non corrisponde una <strong>risposta politica</strong> adeguata e tempestiva.</p>
<p>L&#8217;occupazione di tutti gli spazi della vita pubblica di una società e del privato dei singoli si esprime, in epoca moderna soprattutto, con l&#8217;invasione degli spazi informativi e anche dell&#8217;intrattenimento: il rapporto di CGIL e Critica Liberale, infatti, fa anche una interessante analisi della presenza e rappresentazione dei<strong> temi religiosi nei media</strong>, soprattutto televisivi: crescono le <em>fiction</em> ambientate in ambienti ecclesiastici, da Don Matteo in giù, e i tradizionali programmi religiosi (come <em>A sua immagine</em>) non vengono messi in discussione, come se le rilevazioni dell&#8217;auditel li schivassero totalmente. «<em>Insomma, se gli italiani non vanno in chiesa, la Chiesa entra in casa loro dalla finestra TV», </em>scrive <em>MicroMega</em> presentando lo studio.</p>
<p>In tutto questo, il <em>free press</em> <em>Leggo</em> ieri scriveva della vicenda di <strong>Milo Infante</strong>, giornalista e conduttore televisivo, il quale sarebbe ai ferri corti con la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/06/beato-servizio-pubblico-prega-per-noi/">Rai </a>per una sorta di <em>mobbing</em> aziendale, che lo vedrebbe non valorizzato nelle sue competenze, nella conduzione del programma <em>L&#8217;Italia sul due</em> &#8211; peraltro in calo di ascolti; il quotidiano, tra i motivi per i quali il conduttore starebbe per fare causa all&#8217;azienda, cita espressamente il fatto che alcuni ospiti sarebbero imposti dall&#8217;alto:<em> «Ogni giorno un rappresentante di Nuovi Orizzonti, guarda caso onlus super cattolica. Come il dg Lorenza Lei».</em></p>
<p>Comunque stiano le cose, questo è il <em>pensiero stupendo</em> che ha per noi qualcuno che sta nei piani alti: «<em>E tu, e noi, e <strong>Lei</strong> tra noi&#8230;».</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2012/01/pensiero-stupendo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Globalmafia: manifesto per un&#8217;Internazionale antimafia</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/globalmafia-manifesto-per-uninternazionale-antimafia/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/globalmafia-manifesto-per-uninternazionale-antimafia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 00:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Cavadi]]></category>
		<category><![CDATA[Bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[contrasto]]></category>
		<category><![CDATA[corrotti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia assente]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Marino]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Globalmafia. Manifesto per un'Internazionale antimafia.]]></category>
		<category><![CDATA[istituzionalizzare la corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[situazione italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=29958</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/globalmafia-manifesto-per-uninternazionale-antimafia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/GLOBALMAFIA-190x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se qualcuno si scoraggia davanti a libri voluminosi, sappia che Globalmafia, dello storico Giuseppe Carlo Marino, è un finto-grasso. Infatti le 414 pagine possono essere lette a scaglioni: prima il saggio di Marino; poi il saggio del magistrato Antonio Ingroia; infine le quattro corpose appendici (tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/GLOBALMAFIA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29959" title="GLOBALMAFIA" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/GLOBALMAFIA-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>Se qualcuno si scoraggia davanti a libri voluminosi, sappia che <strong>Globalmafia</strong>, dello storico Giuseppe Carlo Marino, è un finto-grasso. Infatti le 414 pagine possono essere lette a scaglioni: prima il saggio di <strong>Marino</strong>; poi il saggio del magistrato Antonio <strong>Ingroia</strong>; infine le quattro corpose appendici (tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transanazionale e la Convenzione Onu sulla corruzione).</p>
<p>La tesi centrale del volume è tanto facilmente intuibile quanto condivisibile: se le mafie non sono un fenomeno solo locale, ma anche <strong>planetario</strong>, non si può sperare di contrastarle con strategie settoriali e nazionali. E’ necessario un <strong>coordinamento</strong> altrettanto vasto, internazionale, mondiale. Ciò è però più facile a dirsi che a farsi: infatti, “<em>a fronte dell’intero quadro attualmente in dilatazione dei fenomeni mafiosi</em>”, le “<em>azioni antimafia promosse dai governi</em>” meritano una “<em>ben dubbia e inquinata credibilità</em>”. Infatti troppo spesso i <strong>governi nazionali</strong> accompagnano la “<em>filistea professione di legalismo</em>” con una sostanziale complicità, per interessi finanziari o anche politici. Il caso della <strong>Colombia</strong> &#8211; in cui grossi mafiosi, con i loro eserciti privati, “<em>sono stati a lungo protetti e ufficialmente utilizzati nella lotta al cosiddetto pericolo comunista</em>” &#8211; è eloquente, ma non esclusivo. La stessa <strong>situazione italiana</strong> &#8211; con un governo che, quando decide di non adeguarsi alle leggi, ingiunge alla maggioranza parlamentare di adeguare le leggi agli interessi del governo – è esemplificativa della teoria generale formulata da Marino: l’azione repressiva “<em>appare spesso molto contaminata: allorquando e laddove la democrazia sia <strong>carente o inesistente,</strong> la contaminazione si manifesta nelle forme di uno spregiudicato potere che, di fatto, <strong>istituzionalizza</strong> la corruzione, e il dominio dei corrotti, sotto la copertura di azioni ufficialmente messe in opera per la salvaguardia dell’ordine pubblico e della legalità</em>”.</p>
<p>La stessa diagnosi indica la terapia: <strong>le mafie si battono</strong> con le inchieste, i processi e le condanne, ma non solo. Più radicalmente va ripensato, e rifondato, l’intero sistema economico-politico: “<em>il rapporto organico della mafia con la politica (…) costituisce uno dei fattori dinamici della stessa macchina mondiale del <strong>capitalismo globalizzato</strong></em>”. Certo, l’alternativa al capitalismo non è in vetrina, pronta da asportare: ma questo non è un motivo per rinunziare a cercarla, anzi a elaborarla, per prove ed errori. Ma Marino indica, con lucidità, i più “<em>urgenti obiettivi tattici</em>” da perseguire: primo fra tutti, coniugare la legalità formale, giuridica, con politiche sociali che contrastino, nella sostanza, vecchie povertà e nuove schiavitù. Senza un minimo di <strong>giustizia sociale</strong>, infatti, non c’è possibilità di democrazia: e senza democrazia, senza protagonismo popolare diffuso, non ci si libera da nessuna organizzazione mafiosa.</p>
<p><em><strong>Globalmafia. Manifesto per un&#8217;Internazionale antimafia</strong></em><br />
<em>Giuseppe Carlo Marino</em><br />
<em>Bompiani, 414 pagine, euro 11</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Augusto Cavadi</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/globalmafia-manifesto-per-uninternazionale-antimafia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia del patto omosociale</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/litalia-del-patto-omosociale/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/litalia-del-patto-omosociale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 00:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Beatriz Preciado]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[immaginario post pornografico]]></category>
		<category><![CDATA[intimo e pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Lauren Berlant]]></category>
		<category><![CDATA[marrazzo]]></category>
		<category><![CDATA[maschilismo]]></category>
		<category><![CDATA[nichi vendola]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosocialità]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Busarello]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sexgate]]></category>
		<category><![CDATA[zeroviolenzadonne]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=28148</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/litalia-del-patto-omosociale/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/che_queer-264x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’Italia è investita in questi anni, simultaneamente alla crisi globale, dall’estensione di quella che Lauren Berlant ha chiamato “sfera pubblica di intimità”: l’inclusione nel discorso pubblico e politico di una serie di ambiti fin qui considerati intimi e privati, specie nella cultura cattolica e sessuofobica da noi dominante. Questa inclusione della sessualità nel discorso neoliberista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/che_queer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28159" title="che_queer" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/che_queer-264x300.jpg" alt="" width="264" height="300" /></a>L’Italia è investita in questi anni, simultaneamente alla crisi globale, dall’estensione di quella che Lauren Berlant ha chiamato “<strong>sfera pubblica di intimità</strong>”: l’inclusione nel discorso pubblico e politico di una serie di ambiti fin qui considerati intimi e privati, specie nella cultura cattolica e sessuofobica da noi dominante. Questa inclusione della sessualità nel discorso neoliberista è avvenuta negli Stati Uniti a partire dal <strong>reaganismo</strong> e rappresenta il ribaltamento e la mutazione di segno dell’assunto di fondo dei movimenti femminista e omosessuale: “il personale è politico”.</p>
<p>Considerare i vari <strong>sexgate</strong> nostrani come strutturali al sistema di potere neoliberista, anziché come un surplus sgradevole e soggettivo o come una malattia personale del premier e dei suoi accoliti, significa coglierli come paradigmatici di tratti propri del sistema produttivo, laddove si consideri la produzione di soggettività come centrale ad esso.<br />
<strong>Beatriz Preciado</strong> analizza nei suoi ultimi lavori gli aspetti biopolitici del capitalismo pedopornografico e farmacologico, basato sulla ipersessualizzazione dell’infanzia, sull’<strong>immaginario pornografico mainstream etero e omo</strong>, con i suoi ruoli e posizioni rigidamente codificate che struttura il nostro desiderio, sull’utilizzo di ormoni, farmaci, viagra ecc., per mantenere la circolazione desiderante normativa.</p>
<p>In questa prospettiva, lo svelamento del <strong>teatrino</strong> dei fantasmi di Berlusconi si può leggere come esemplare di un parossistico accanimento nel mantenere un modello <strong>maschilista</strong> tradizionale, sostenuto da farmaci, dal lavoro sessuale retribuito, dalla teatralizzazione collettiva di un immaginario sessuale da porno di quarto ordine. Tuttavia non va sottovalutata la sua presa sull’immaginario collettivo che si misura nel suo affermare candidamente “<em>mi piacciono le donne, non sono mica gay</em>”.</p>
<p>Ancora più paradigmatico il caso <strong>Marrazzo</strong>, già ampiamente commentato: l’intervista riparatoria a Concita de Gregorio apparsa qualche settimana fa su Repubblica e il suo inconsapevole disvelamento di alcuni dispositivi cruciali. Si tenda a leggere questa intervista come il tentativo da parte dell’uomo politico di essere <strong>riammesso</strong> sulla scena pubblica e politica e ciò non può accadere che garantendo la maschilità egemonica di Marrazzo, per il quale le trans MtF sono donne all’ennesima potenza e soprattutto non vi è stato rapporto omosessuale, ovvero: l’ano del politico pubblico è preservato.</p>
<p>Infatti qui siamo ai fondamentali dell’<strong>omosocialità</strong> che fonda il sociale e il politico (assieme ovviamente allo scambio delle donne): l’accesso alla sfera pubblica (maschile eterosessuale) è garantito dal rapporto omosociale dal vincolo desessualizzato tra uomini e la castrazione anale è il sacrificio richiesto.<br />
Su questo aspetto non secondario, vengono in rilievo i recenti attacchi di Emilio Fede a <strong>Nichi Vendola</strong>, l’unico leader nazionale esplicitamente gay, che non casualmente è oggetto di allusioni sul “dire una cosa davanti e una diversa dietro”, ovvero di <strong>tradire il patto</strong> omosociale sessualizzando il rapporto tra uomini. Il prezzo pagato da Nichi è il dover parlare il meno possibile di sessualità e dover dimostrare di essere assolutamente irreprensibile.</p>
<p>Se questo è il quadro del discorso pubblico, la <strong>risposta collettiva</strong> è stata del tutto insufficiente. La risposta moralista che ispirata da oltre Tevere imperversa da destra a sinistra è del tutto insoddisfacente oltre a essere impraticabile: non si capisce come un <strong>neopuritanesimo</strong>, ancorché auspicabile, possa essere reimposto, sostenendo il confronto con il bombardamento mediatico e digitale dell’immaginario pedo-pornografico diffuso dal capitale.</p>
<p>Venendo alle <strong>reazioni più politiche</strong>, molto si è già detto sui limiti del “Se non ora quando”, che pure a livello locale ha espresso talvolta livelli più avanzati. Mi limito a dire che <strong>riaffermare la dignità delle donne, o meglio “delle nostre donne” come affermato dai politici maschi del centrosinistra è totalmente interno al patto omosociale e non ne sovverte nessun aspetto</strong>.</p>
<p>La recente risposta dell’<em>outing</em> di alcuni politici ritenuti omosessuali, agita rovesciando mediaticamente il vincolo omosociale, rischia di restare invischiata nel pantano della sfera pubblica di intimità, dove il “privato” dei politici diventa strumento di attacco politico, ma si conferma comunque il politico come fondato sul patto omosociale.<br />
La risposta dei <strong>movimenti transfemminista e queer</strong>, ancora puntiforme ma leggibile è (e comunque deve tendere ad essere) all’altezza della sfida al capitalismo pedo-pornografico-farmacologico.<br />
Alla ipersessulizzazione dell’infanzia a scopi di <strong>marketing</strong>, rispondiamo con la riaffermazione di un sessuale polimorfo-perverso. Stiamo producendo un <strong>immaginario post pornografico</strong> che cortocircuiti nello spazio pubblico quello dominante. Ovunque, apriamo laboratori contrasessuali per la riappropriazione del proprio corpo, dei piaceri polimorfi/perversi e per la decostruzione di eterosessualità normativa e omonormatività.</p>
<p>Politicamente, nella temporalità “no future!” della crisi, che investe la sovranità, la rappresentanza e quindi le forme della politica, lo spazio di intersezione sociale di questa prospettiva si gioca con i movimenti autoorganizzati, a partire dalla scadenza del <strong>15 ottobre </strong>come occasione molare di ridislocazione delle lotte queer/trans/femministe dentro alla richiesta di diritto all’insolvenza e reddito di esistenza. Che, per inciso, da molto tempo decliniamo come reddito di autodeterminazione.<br />
E’ comparso da alcuni giorni a Bologna uno striscione attaccato su un cancello in porta Zamboni che recita: “<em>Chi manovra sulla vita delle donne non ha la nostra fiducia. Diritto all’insolvenza! Mujeres libres</em>”. Sintetizza perfettamente le poste in gioco nei movimenti contemporanei: riappropriazione della propria vita materiale, rifiuto della delega alla rappresentanza, convergenza verso le lotte comuni per il diritto all’insolvenza agiti da una prospettiva incarnata e collocata sessualmente. Questo il “se non ora, quando!” delle politiche trans/femministe/queer all’ordine del giorno.</p>
<div id="cercaAutore" style="visibility: hidden;">Renato Busarello</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/litalia-del-patto-omosociale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le 120 giornate di Arcore</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/le-120-giornate-di-arcore/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/le-120-giornate-di-arcore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 12:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[banalità]]></category>
		<category><![CDATA[Bianca Pomeranzi]]></category>
		<category><![CDATA[bunga bunga]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[cicciolina]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[familismo]]></category>
		<category><![CDATA[family day]]></category>
		<category><![CDATA[Ida Dominijanni]]></category>
		<category><![CDATA[movimento delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[perbenismo]]></category>
		<category><![CDATA[perdita di senso]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[scandali]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra anchilosata]]></category>
		<category><![CDATA[Tarantini]]></category>
		<category><![CDATA[zeroviolenzadonne.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=28162</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/le-120-giornate-di-arcore/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/una-scena-di-salo-o-le-120-giornate-di-sodoma-19032-300x188.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>C’è qualcosa di estremamente soffocante nel clima di crisi e di scandali che si respira in Italia in questi mesi. Qualcosa di estremamente pericoloso non solo per la vita materiale, ma soprattutto per la perdita di senso logico. La continua teoria di intercettazioni illeggibili e di talk show televisivi non fa che acuire l’impotenza che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/una-scena-di-salo-o-le-120-giornate-di-sodoma-19032.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28169" title="una-scena-di-salo-o-le-120-giornate-di-sodoma-19032" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/una-scena-di-salo-o-le-120-giornate-di-sodoma-19032-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>C’è qualcosa di estremamente soffocante nel clima di <strong>crisi</strong> e di <strong>scandali</strong> che si respira in Italia in questi mesi. Qualcosa di estremamente pericoloso non solo per la vita materiale, ma soprattutto per la <strong>perdita di senso logico</strong>. La continua teoria di intercettazioni illeggibili e di talk show televisivi non fa che acuire l’<strong>impotenza</strong> che ciascuno di noi prova di fronte a tanta <strong>banalità al potere</strong> al punto che viene da augurarsi uno sciopero delle parole.<br />
Questo continuo ritornare sull’argomento, oscillando tra diritto alla privacy, reati e comportamenti “dignitosi”, soprattutto in presenza di una vera “guerra finanziaria” che si abbatte sul paese non migliora le cose. Soprattutto perché si ignorano le analisi che da più di due anni sono state fatte da alcune femministe e in particolare da <strong>Ida Dominijanni</strong> che dalle colonne de <em>Il Manifesto</em> ha con molto coraggio evidenziato il nesso tra <strong>democrazia e sessismo</strong> usato come strumento di gestione del consenso e del potere. C’è infatti, un profondo legame tra il modo con cui si è affrontata la finanziaria d’agosto e questo stillicidio di dichiarazioni di escort e oscuri “faccendieri”. Il modello è lo stesso: le donne, anzi le “<strong>patonze</strong>”, debbono girare, sia nei letti dei fortunati uomini di successo che nel “welfare” pubblico. Le loro vite, i loro desideri di maternità, perfino la loro vecchiaia, servono a “f<strong>are cassa</strong>” per garantire agli scambisti e ai “pi due, tre e quattristi” di mantenere il loro godimento sessuale o finanziario, poco importa.</p>
<p><strong>Sessualità e politica sono sullo stesso piano e rappresentano un nodo fondamentale per la ripresa dell’Italia</strong>, come avevamo detto già nell’ottobre del 2009 nel convegno che con Boccia, Dominijanni, Pitch e Zuffa realizzammo alla Casa Internazionale delle Donne dopo il caso D’Addario e le dichiarazioni di Veronica Lario. Lo ha ripreso e denunciato, se pure in termini diversi, la grandiosa manifestazione del 13 febbraio <em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/02/se-le-donne-dicono-basta/" target="_blank">Se non ora quando</a></em>.</p>
<p>Probabilmente nel corso degli ultimi due anni abbiamo conquistato l’opinione di un gran numero di donne e di qualche uomo di tutti gli schieramenti politici, un po’ come accadde per il referendum abrogativo della legge 194. Tuttavia <strong>nulla è cambiato</strong> nella scena istituzionale e mediatica . Ancora siamo sottoposte e sottoposti a elucubrazioni che comparano gli scandali alle, esigue, rappresentanze del movimenti GLBTQ o alla candidatura radicale che portò Cicciolina in Parlamento. Nel “fumus” delle argomentazioni si vuole occultare la distinzione tra le “libertà” di scelta sessuale e la <strong>soggettività</strong> che anche una porno-star rappresentava e il cupo <strong>mercanteggio</strong> di favori sessuali che riporta le donne alla condizione di “secondo sesso”.</p>
<p>Sono menzogne, ben orchestrate, ma volte ad oscurare il nocciolo della questione, ovvero il <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/cicciolina3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28166" style="margin-left: 10px;" title="cicciolina3" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/cicciolina3-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>“sistema” di rappresentazione del rapporto tra i sessi, dove i <strong>maschi sono alfa e le femmine sono “a disposizione”</strong>, sia con il loro voto che con il loro corpo. Una risorsa, un tesoro che può portare benessere alle singole e alle loro famiglie. Basta vendersi a un buon prezzo.<br />
La <strong>decadenza del neo-liberismo</strong> apertasi con la crisi finanziaria ha assunto nel nostro paese un significato ben più corrosivo che nel resto d’Europa. Non solo perché da noi c’è il più clamoroso esempio di conflitto d’interessi e di commistione tra politica, affari e comunicazione, ma anche perché l’eredità pesante di una mentalità <strong>familista</strong> e <strong>perbenista</strong> consente agli stessi personaggi di ingrossare le fila del “<strong>family day</strong>” e le serate del “<strong>bunga bunga</strong>”.</p>
<p>Anche i coniugi <strong>Tarantini</strong> sono, in fondo, una “<em>famiglia in difficoltà</em>” che non può vivere con duemila euro al mese. Anche le famiglie delle “bambine” che frequentavano Arcore sono persone perbene preoccupate del futuro della prole e pronte ad accettare regalie. Insomma, una <strong>laicità mai conquistata</strong> e la falsa coscienza di un cattolicesimo di facciata hanno fatto corto circuito con la <strong>mercificazione</strong> indotta dal <strong>turbocapitalismo</strong>. In Italia è ormai sempre più <strong>difficile vivere </strong>se sei una donna, un gay, una lesbica, un trans o, soprattutto, un migrante ed è anche più <strong>difficile morire</strong>. Questo è un fatto politico che occorre considerare per “dare futuro” a questo paese. Un fatto politico come la necessità dell’occupazione giovanile, le tragedie dei cassintegrati e la ripresa economica, la lotta alle mafie e agli evasori.</p>
<p>L’uscita dalla “melma” sarà possibile solo se questa <strong>sinistra anchilosata</strong>, se il <strong>centro sinistra ancora incerto</strong> e soprattutto se il <strong>variegato movimento delle donne</strong> saranno capaci di togliere il velo alle fumose argomentazioni dei retori di regime che danno il nome di libertà a uno squallido libertinismo decadente, fatto di soprusi pubblici e privati.<br />
A questa stagione del nostro paese l’unica immagine che si può legare è quella delle scene finali del pasoliniano “Le 120 giornate di Sodoma”, dove il crepuscolo della Repubblica di Salò si accompagnava a tristi orge. Da qui bisogna uscire al più presto.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Bianca Pomeranzi</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/le-120-giornate-di-arcore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’evoluzionismo e la variabile impazzita delle automobili</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/l%e2%80%99evoluzionismo-e-la-variabile-impazzita-delle-automobili/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/l%e2%80%99evoluzionismo-e-la-variabile-impazzita-delle-automobili/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 05:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mal/Costume]]></category>
		<category><![CDATA[andrea petrocchi]]></category>
		<category><![CDATA[animali sociali]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamento culturale]]></category>
		<category><![CDATA[disvalori]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=22150</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/l%e2%80%99evoluzionismo-e-la-variabile-impazzita-delle-automobili/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preistoria-2-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Oggi tutti sappiamo che molti animali, animali sociali, quelli cioè che vivono nei branchi, sono organizzati in modo gerarchico, maschio alfa, femmina alfa, e così via. Il maschio alfa è il più dotato, e la femmina alfa gli si concede al fine di rendere più forte la progenie. Ovviamente con buona pace dei creazionisti, perché in quanto animali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preistoria-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-22152" title="preistoria 2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preistoria-2.jpg" alt="" width="286" height="225" /></a>Oggi tutti sappiamo che molti animali, animali sociali, quelli cioè che vivono nei branchi, sono organizzati in modo gerarchico, maschio alfa, femmina alfa, e così via. Il maschio alfa è il più dotato, e la femmina alfa gli si concede al fine di rendere più forte la progenie. Ovviamente con buona pace dei creazionisti, perché in quanto animali, e animali sociali, anche noi esseri umani portiamo stampato nei nostri geni lo strascico di questo comportamento ancestrale.</p>
<p>Chi è oggi il <strong>maschio alfa</strong> di essere umano? È chiaro che non è possibile generalizzare, però, a guardarsi intorno, pare che per tirare su famiglia il “tipo forzuto” non sia più di moda. Per nostra immane sfortuna, non va di moda nemmeno il “tipo intelligente”. Pare però che alcune femmine individuino il maschio alfa non dalla forza, non per l&#8217;intelligenza, ma dalla <strong>automobile</strong>.</p>
<p>La causa di questo comportamento, che va contro natura, va cercata nella famiglia di estrazione borghese e nei corporate media. Queste femmine agiscono in seguito ad anni di suggestioni, inoculate direttamente o indirettamente via rotocalco stampato e tubo catodico. Altra causa può senz&#8217;altro essere individuata nelle frequentazioni di istituzioni che sponsorizzano il <strong>creazionismo</strong>.</p>
<p>Pare che il fine della scelta di queste femmine non sia tanto la nascita della progenie, ma il proprio appagamento materiale, la progenie casomai viene presa in considerazione solo come <strong>atto stereotipato</strong>.<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/interno-limousine.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-22153" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="interno limousine" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/interno-limousine.jpg" alt="" width="264" height="191" /></a></p>
<p>La disposizione di queste femmine a porre un individuo come punto fermo del proprio mondo per quella che in potenza è il resto della propria esistenza, facendo affidamento solamente sul suo conto in banca, è un comportamento che, a meno che il soggetto passivo non sia anche intelligente, o almeno affettuoso – ma anche qui vige il mercato – equivale a gettare la propria vita dritta come un fuso verso la prima tazza del cesso disponibile: cinquant&#8217;anni, <strong>divorzio, solitudine e canino da borsetta.</strong></p>
<p>Ma riprendiamo un attimo in mano il fattore progenie, che è importantissimo: quali valori può trasmettere cotanta madre? Il risultato sono uomini e donne sprovvisti di una qualsiasi alfabetizzazione affettiva, nascite causate non dall&#8217;amore della madre per i propri figli ma dall’amore per il denaro.<br />
Ora, questa storia è da un po’ che va avanti: non è che alcune delle disgrazie occorse al genere umano negli ultimi duecento anni discendono da progenie generata in seguito a questo offuscamento del ruolo del maschio alfa?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em><a href="http://andreapetrocchi.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #006699;">Andrea Petrocchi</span></a></em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/l%e2%80%99evoluzionismo-e-la-variabile-impazzita-delle-automobili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il potere e la grazia</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-potere-e-la-grazia/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-potere-e-la-grazia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[dante alighieri]]></category>
		<category><![CDATA[don farinella]]></category>
		<category><![CDATA[grazia]]></category>
		<category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[il potere e la grazia]]></category>
		<category><![CDATA[lodo alfano]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[silvio da arcore]]></category>
		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=3660</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-potere-e-la-grazia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/il-potere-e-la-grazia-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 7 ottobre 2009 non fu un giorno qualunque per il Paese, poiché il Potere subì un affronto dalla Corte Costituzionale, “egemonizzata/ dominata dai Comunisti”, che, alle 18,05, stroncò il Lodo Alfano. Tuttavia, la Grazia, per Sua natura soccorrevole, si materializzò subito, prendendo la molto autorevole forma del Cardinal Bertone, che attese impavido a palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3663" title="il potere e la grazia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/il-potere-e-la-grazia.jpg" alt="il potere e la grazia" width="200" height="293" />Il 7 ottobre 2009 non fu un giorno qualunque per il Paese, poiché il Potere subì un affronto dalla Corte Costituzionale, “<em>egemonizzata/ dominata dai Comunisti</em>”, che, alle 18,05, stroncò il Lodo Alfano.<br />
Tuttavia, la Grazia, per Sua natura soccorrevole, si materializzò subito, prendendo la molto autorevole forma del Cardinal Bertone, che attese impavido a palazzo Venezia, nonostante il ritardo, il Presidente del Consiglio, per tagliare con Lui il nastro della mostra: “Il Potere e la Grazia”.</p>
<p>Così, il suddetto Presidente:<br />
“<em>Come un cane, ferito all&#8217;improvviso, con uno stile da pescivendolo (con tutto il rispetto) più che da uomo di Stato, va all&#8217;attacco di tutti: lo tsunami della vergogna passa attraverso l&#8217;etere, una valanga di falsità e di fango schizza dappertutto: contro il Presidente della Repubblica, contro i Giudici Costituzionali (anche contro quei due con i quali ha condiviso una irrituale cena, prima della sentenza?), contro una guardia del corpo più alta di lui, contro la stampa, contro la televisione, contro la luna che si permetteva di sogghignare. Una scena invereconda</em>” (<a href="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/10/il-protettore-del-padrino---lettera-aperta-al-cardinale-tarcisio-bertone-segretario-di-stato-vaticano---di-paolo-farinella.html" target="_blank">Don Paolo Farinella, Il protettore del padrino. Lettera aperta al card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano</a>).<br />
Cogliendo l&#8217;occasione, il suddetto Presidente, con la finezza, che lo contraddistingue, osservò che mancava un quadro: “&#8230; <em>quello di San Silvio da Arcore</em>” (ibidem).</p>
<p>Lo storico ed imprescindibile rapporto tra il Potere e la Grazia, in virtù della particolare natura della seconda, può assumere le forme più diverse, come dimostrano le infuocate cronache di questi giorni:</p>
<p><em><strong>Dov&#8217;erano nascosti i fondi neri, il bottino dell&#8217;imprenditore Anemone?</strong></em><br />
<em>In casa del prete, del suo direttore di coscienza don Evaldo Biasini, dietro un quadro sacro.</em><br />
<em><strong>E qual è l&#8217;altissima onorificenza del superfunzionario corrotto Angelo Balducci?</strong></em><br />
<em>Gentiluomo di Sua Santità.</em><br />
<em><strong>Dove cantava il giovane nigeriano Chinedu Thomas Eihem, prostituto e procacciatore di prostituti?</strong></em><br />
<em>Nel coro di San Pietro.</em><br />
<strong><em>Dove arriva la telefonata per concordare le prestazioni del cubano, dei due neri, del tedesco, del calciatore e del ballerino?</em></strong><br />
<em>Nel palazzo barocco, realizzato dal Borromini, della Propaganda Fide, e più precisamente nella residenza privata di Sua Eminenza il cardinale …</em><br />
<strong><em>Cosa risponde il pio Balducci quando gli propongono un incontro bollente?</em></strong><br />
<em>No. Alle 5 devo vedere Monsignor Paglia</em>.<br />
<strong>Ma subito ci ripensa:</strong><br />
<em>Possiamo anticipare. Io prima passerei da te e poi vado da Monsignor Paglia. Mezz&#8217;ora sola</em>.<br />
<strong><em>Monsignor Paglia, certamente ignaro di tutto, è un vescovo molto stimato, presidente della Commissione episcopale sull&#8217;ecumenismo: vicina sunt vitia virtutibus, i vizi sono vicini alle virtù. E dove lo raggiunge il prostituto per consumare?</em></strong><br />
<em>In seminario</em>.<br />
<strong><em>E da dove parte?</em></strong><br />
<em>Dal Pontificio collegio Pio Brasiliano</em> <em>che è la celebrata scuola per sacerdoti gesuiti </em>(<a href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1047&amp;Itemid=123" target="_blank">Merlo Francesco, Corruzione e devozione</a>,<em> La Repubblica</em>, domenica 7 marzo 2010).</p>
<p>Naturalmente, la Grazia autentica è quella che viene dispensata nel momento della disgrazia:<br />
“<em>Tra le voci più &#8216;alte&#8217;, nel senso vicine al Cielo, che si sono unite al coro di solidarietà a Guido Bertolaso &#8211; che ha sposato la nipote del cardinale Sergio Sebastiani, a capo degli Affari econominci della Santa Sede &#8211; … quella dell&#8217;arcivescovo de L&#8217;Aquila Giuseppe Molinari e dell&#8217;ausiliare monsignor Giovanni D&#8217;Ercole:<br />
&#8216;Esprimiamo piena solidarietà al sottosegretario dott. Guido Bertolaso, ricordando con gratitudine quanto realizzato a L&#8217;Aquila per dar sollievo alla popolazione colpita dal terribile sisma del 6 aprile scorso.<br />
In queste ore di particolare sofferenza, gli siamo spiritualmente vicini auspicando che nel più breve tempo possibile possa tornare a svolgere il suo servizio così utile al paese&#8217;.<br />
E come non condividere quella “sofferenza” per i massaggi particolari?</em>” (Amurri Sandra, San Guido e il Vescovo, Il Fatto Quotidiano, sabato 13 Febbraio 2010).</p>
<p>Come ognuno può constatare, non solo fu “&#8230; <em>galeotta quella mostra e chi la ideò</em>” (<a href="http://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia" target="_blank">Alighieri Dante, Divina Commedia</a>, Inferno, Canto V, verso 137: “<em>Galeotto fu &#8216;l libro e chi lo scrisse&#8230;</em>”), ma anche profetica, poiché mai come ora il Potere è nelle grazie della Grazia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-potere-e-la-grazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Regionali in Umbria: la serrata del maggior consiglio</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/regionali-in-umbria-la-serrata-del-maggior-consiglio/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/regionali-in-umbria-la-serrata-del-maggior-consiglio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 10:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[gran consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=2697</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/regionali-in-umbria-la-serrata-del-maggior-consiglio/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/elezioni-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In Umbria si sta ripetendo una nuova “serrata del maggior consiglio”: i rappresentanti del Partito Unico di Regime si sono riservati il diritto di accedere al consiglio regionale, escludendone ogni altra forza politica e trasformando un’assemblea democraticamente eletta in una corporazione di cooptati [...]

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2699" title="elezioni" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/elezioni.jpg" alt="elezioni" width="296" height="298" />Nel 1297, i membri della classe al potere a Venezia ottengono un risultato storico: solo i membri di famiglie che ne abbiano già fatto parte negli ultimi quattro anni potranno accedere alla massima istituzione della Repubblica, il maggior consiglio. L’oligarchia lagunare si consolida definitivamente quale aristocrazia auto-legittimata.</p>
<p>Corsi e ricorsi storici. In Umbria, oggi, si sta ripetendo una nuova “serrata del maggior consiglio”: i rappresentanti del Partito Unico di Regime si sono riservati il diritto di accedere al consiglio regionale, escludendone ogni altra forza politica e trasformando un’assemblea democraticamente eletta in una corporazione di cooptati.</p>
<p>Il 21 dicembre 2009 il Consiglio regionale della Regione Umbria ha approvato le nuove norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione Umbria, la legge regionale n.2 del 2010, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n.1 del 5 gennaio 2010.</p>
<p>La legge ha aumentato considerevolmente il numero delle firme necessarie alla presentazione delle liste (circa 5000 in tutta la Regione) mentre riduceva il periodo utile alla raccolta, dai 6 mesi previsti dalla legge statale a poco più di un mese.</p>
<p>L’impresa, difficile in sé &#8211; tenendo conto del disinteresse del cittadino comune per la politica e della ritrosia a firmare per liste &#8211; diviene quasi titanica se si considera che le firme debbono essere raccolte in presenza di un autenticatore, ovverosia un consigliere comunale o provinciale o regionale o un funzionario pubblico a ciò autorizzato dal sindaco, nessuno dei quali è obbligato per legge a prestare tale servizio.</p>
<p>Cosa più grave, la loro disponibilità dipende nei fatti dalla volontà dei partiti che controllano le istituzioni, che, contemporaneamente, si sono esentati con la medesima legge dall’obbligo di raccogliere firme: l’esenzione riguarda tutti i partiti che abbiano già un gruppo consiliare o parlamentare o che si coalizzino con partiti che li abbiano.</p>
<p>Il quadro che ne esce è di desolante chiarezza. I membri del Consiglio regionale, agendo come un sol uomo – la legge è stata votata con 29 voti a favore su 30 membri – hanno di fatto precluso ad altre espressioni politiche della società l’accesso alle istituzioni regionali, rendendo non contendibili i seggi dell’assemblea.</p>
<p>Il massimo consiglio regionale è virtualmente un “monopolio riservato” dei gruppi politici che lo occupano attualmente: solo loro o gruppi a loro graditi saranno in futuro ammessi alle elezioni. Così stando le cose, il sistema politico umbro non può più dirsi democratico. Ha compiuto la metamorfosi, assumendo una nuova legalità, omogenea alla pienezza della forma partitocratica, che ha codificato nelle proprie leggi.</p>
<p>Oggi come nella Venezia del ‘200 si ratifica formalmente un’evoluzione già nei fatti. Quel che spaventa, però, è che se lì la chiusura di sistema era un segno della forza della classe al potere, è qui e ora il sintomo più forte e tangibile dell’avvenuto sbriciolamento della consistenza politica del sistema partitocratico.</p>
<p>Fino ad ora il sistema partitocratico era riuscito a garantire le condizioni per la propria permanenza al potere anche in un quadro di legalità formalmente democratica, conculcandolo di fatto in virtù del controllo sulla società, esercitato attraverso le cinghie di trasmissione più diverse.</p>
<p>Ora che il sistema partitocratico sta perdendo la presa su settori consistenti della vita associata, é indotto con crescente frequenza a ricorrere a colpi di mano, a sempre più vistose e profonde lacerazioni dello stesso tessuto formale della legalità democratica, pur di garantirsi la sopravvivenza.</p>
<p>Il triste spettacolo dato dal Consiglio regionale umbro non é che l’avvisaglia dello sfaldamento per putrefazione del corpaccione del sistema e un segno della gravità che questo processo ha ormai raggiunto.</p>
<p>Insomma, un altro capitolo della peste italiana, ormai conclamata. Dovremo presto assistere alla proclamazione dello stato d’emergenza a Orano?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/regionali-in-umbria-la-serrata-del-maggior-consiglio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi, Marrazzo e l’arroganza del potere</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2009/10/berlusconi-marrazzo-e-l%e2%80%99arroganza-del-potere/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2009/10/berlusconi-marrazzo-e-l%e2%80%99arroganza-del-potere/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 09:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[escort]]></category>
		<category><![CDATA[family day]]></category>
		<category><![CDATA[marrazzo]]></category>
		<category><![CDATA[mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[trans]]></category>
		<category><![CDATA[vanity fair]]></category>
		<category><![CDATA[veline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=538</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/10/berlusconi-marrazzo-e-l%e2%80%99arroganza-del-potere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/chaplin-235x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>”Non credo che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata”. Questo aveva detto Barbara Berlusconi in un’intervista a Vanity Fair all’indomani delle vicende che hanno travolto il Premier. E’ condivisibile tale affermazione? E perché un uomo politico non si può permettere la distinzione fra vita pubblica e vita privata? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-539" title="chaplin" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/chaplin-235x300.jpg" alt="chaplin" width="208" height="266" />”Non credo che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata”</em>. Questo aveva detto <strong>Barbara Berlusconi</strong> in un’intervista a <em>Vanity Fair</em> all’indomani delle vicende che hanno travolto il Premier. E’ condivisibile tale affermazione? E perché un uomo politico non si può permettere la distinzione fra vita pubblica e vita privata?</p>
<p>I concetti di privato e pubblico, nella nostra società sono radicalmente cambiati. Spesso si fondono, a volte si confondono, sovente si negano, a tratti s’inseguono. Così capita che la vita pubblica si trasforma in frammenti di vita privata messa a nudo, e la vita privata anela con tutti i mezzi a farsi pubblica. Nell’epoca del “Grande fratello” e dei reality show, pubblico e privato sono diventati interdipendenti. Il privato brama di perdersi in un’orgia di celebrità ed esibizionismo e si offre al pubblico. Il successo di pubblico afferma che il privato è l’oggetto del desiderio e lo anela con voluttà. Il pubblico diventa privato e il privato diventa pubblico, in una crescente normalità. E accade che il cittadino che vive solo nella dimensione pubblica e non mostra la sua vita privata rischia di apparire come “non umano”. E il cittadino la cui vita privata non sia messa in “pubblico” rischia di covare frustrazioni. Motivo base del successo di trasmissioni come “<em>Stranamore</em>”, “<em>Forum</em>”, “<em>C’è posta per te</em>”, et similia, dove c’è la ressa per entrare a farne parte solo per riuscire, finalmente, a mettere in piazza sentimenti, situazioni, storie e affanni.</p>
<p>Tutto questo, ovviamente, mentre s’invoca il diritto alla privacy, rispetto alla quale c’è un miscuglio di atteggiamenti contraddittori: da un lato si è pronti a calpestarla con impeto, dall’altro la si difende con impegno.</p>
<p>Insomma, questa commistione, fra pubblico e privato cui ci hanno abituato, se da un lato ci trasforma in un popolo di voyeur, dall’altro ci fa perdere di vista la gravità eccezionale delle vicende che toccano personaggi pubblici come <strong>Berlusconi</strong> e <strong>Marrazzo</strong>. In primo luogo perché, un po’ per una <em>forma mentis</em> ormai acquisita, questi episodi rischiano di essere visti esattamente come reality o soap opera e, in quanto tali, restano nel virtuale e relegati a meri argomenti di conversazione della pausa caffè. In secondo luogo, si rischia di concentrare l’attenzione, anche per come gli episodi vengono trattati dai media, solo su un fatto di falso moralismo, figlio naturale del bigottismo.</p>
<p>E qui torniamo all’affermazione di Barbara Berlusconi. Il privato di un politico rimane sempre tale o ha delle conseguenze sul piano pubblico? Ed è questo il punto. Se Berlusconi ama intrattenersi con le escort e Marrazzo con i trans è un fatto privato che riguarda loro e le loro famiglie. Se Berlusconi fa diventare escort e veline consiglieri comunali o, addirittura, ministri e Marrazzo si reca dai trans con le auto blu, magari elargendo fondi pubblici; questi fatti “privati”, inevitabilmente, diventano pubblici.</p>
<p>Se un politico divorzia, o va con le escort pure avendo famiglia, e poi va al “family day”; se è pronto a puntare l’indice accusatore contro i mali dell’universo mondo e poi utilizza a scopi personali fondi pubblici; se inneggia alla legalità e poi sottostà a un ricatto; allora il fatto diventa pubblico. Perché all’uomo politico si chiede che la sua azione sia ispirata al bene pubblico e che, soprattutto, abbia ben chiaro il senso del limite, nel pubblico come nel privato. Non possono esserci due morali quella dell’uomo pubblico e quella dell’uomo che agisce nel privato. Il “<em>predica bene e razzola male</em>”, non è concesso, perché a un politico si chiede senso di responsabilità verso la collettività, la quale va sempre rispettata perché è stata la collettività stessa che, votandolo, gli ha dato un potere che non le si può ritorcere contro.</p>
<p>La gravità di questi episodi sta in questo. Non c’è rispetto per i cittadini. E come se dicessero “<em>Tu, scemo dammi il voto, poi non mi servirai più e potrò schiacciarti sotto i piedi perché non sei altro che un inutile scarafaggio. E, non m’importa se scopri che ti ho rubato, ti ho ingannato, mi sono sollazzato alle tue spalle. Tanto, ormai ti ho in pugno. Continuerò a raccontarti frottole e tu mi crederai perché “<strong>io sono e tu no</strong>”, e tu continuerai ancora a votarmi!”</em>.  E’ l’arroganza del potere. La stessa arroganza che porta alla morte della democrazia, quella che conquista con menzogne il consenso popolare, e che poi sfocia nella dittatura. Mussolini docet. E’ questo il pericolo vero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2009/10/berlusconi-marrazzo-e-l%e2%80%99arroganza-del-potere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

