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	<title>Cronache Laiche &#187; pedofilia</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>“Percorsi per prevenire la pedofilia” by Diocesi di Savona-Noli</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 01:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La parola ai lettori]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/%e2%80%9cpercorsi-per-prevenire-la-pedofilia%e2%80%9d-by-diocesi-di-savona-noli/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/immagine_lettera.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Questo è il titolo che ha scelto il vescovo di Savona Vittorio Lupi e il pro-vicario Antonio Ferri per le iniziative antipedofilia che la diocesi, con la consulenza del consiglio pastorale, hanno attuato. Titolo rassicurante, ma sarà proprio cosi? Nei giorni scorsi alcune curiose voci, hanno attirato l’attenzione dell’associazione sul convento dei frati Benedettini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/category/lettere"><img class="alignleft size-full wp-image-29613" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="immagine_lettera" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/immagine_lettera.jpg" alt="" /></a> Questo è il titolo che ha scelto il vescovo di Savona Vittorio Lupi e il pro-vicario Antonio Ferri per le iniziative antipedofilia che la diocesi, con la consulenza del consiglio pastorale, hanno attuato. Titolo rassicurante, ma sarà proprio cosi?</p>
<p>Nei giorni scorsi alcune curiose voci, hanno attirato l’attenzione dell’associazione sul convento dei frati <strong>Benedettini di Finalpia</strong>, dove ricordiamo è stato nascosto per diversi anni il sacerdote pachistano accusato di pedofilia <strong>Josef Dominic</strong>, morto in circostanze veramente sospette, tra le contrastanti dichiarazioni dei Benedettini, quelle dei fedeli che quella mattina andarono a messa e quelle dell’ospedale. Ad attirare l’attenzione sono state le raccomandazioni fatte a persone che per vari motivi frequentano il convento, che ospita, oltre al miele, le candele e tutti i prodotti derivati all’allevamento delle api, anche <strong>Nello Giraudo</strong>,indagato per pedofilia. Riconosciuto da alcuni frequentatori del convento, viene loro raccomandato il massimo silenzio, qualcuno dichiara addirittura che “<em>è ai domiciliari e non si deve sapere</em>”. La ormai storica omertà del clero e la recidività nel nascondere casi simili attira la nostra attenzione e ci rechiamo sul poso, per vedere meglio il reale stato della situazione. Appostato con l’auto in un parcheggio attendo, non molto e verifico il fatto che Giraudo frequenta il convento, si dice faccia il cuoco. Faccio un giro e verifico la segnalazione la quale lamentava oltre al fatto che proprio adiacente al convento ci sia una scuola elementare, il fatto che il mercoledì, ad esempio, più di 100 bambini frequentano il catechismo. Non è a nostro avviso il posto ideale per nascondere un personaggio come Giraudo, tenendo conto che i genitori dei bambini non sanno del pericolo, decidiamo di informarli noi.</p>
<p>30-11-2011- ore 15,30 circa il sottoscritto accompagnato dal <strong>prof. Roberto Nicolick</strong>, si recano presso il convento, per un volantinaggio informativo, semplicemente per raccomandare ai genitori che non lascino circolare liberamente i loro figli, il luogo non è l’ideale per dei bambini, la prevenzione è fondamentale. La reazione dei genitori che hanno accolto la segnalazione ringraziando, non è stata delle migliori nei confronti dei Benedettini. Possiamo dire che “i percorsi per prevenire la pedofilia” attuati dalla diocesi, lasciano un po’ a desiderare, la coscienza dei responsabili che malgrado sappiano perfettamente la natura del Giraudo, gli permettano comunque di stare in luoghi frequentati da minori, non posso dire che sia lodevole. Speriamo che dopo le lamentele dei genitori vengano presi provvedimenti un pò più seri e soprattutto più sicuri, non solo nel caso di Giraudo. Le denunce fatte al vescovo <strong>Lupi</strong>, confermate dalle vittime segnalano anche altri sacerdoti della diocesi, prescritti dalla legge laica, quindi non perseguibili, ma la perseguibilità non implica il fatto che un pedofilo non guarisce, la <strong>pedofilia è un disturbo della personalità</strong> a carattere <strong>recidivante</strong>. Invitiamo caldamente Mons. Vittorio Lupi e Mons. Antonio Ferri a prendere almeno delle precauzioni a tutela dei bambini, nei confronti di queste persone e di evitare di tenere nel clero personaggi, per i quali si sostiene (senza aver mai fornito prova) siano stati ridotti allo stato laicale.<br />
Nella mattinata avevamo preventivamente avvisato il comando di Polizia Municipale di Finale Ligure, domani la segnalazione sarà inviata anche al Sindaco e all’assessore alla pubblica istruzione. Ricordiamo che qualche mese fa la segnalazione era già stata fatta al Vescovo di Savona, e al Priore del convento, ma purtroppo senza alcun esito.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco Zanardi</em><br />
<em> Portavoce &#8220;Rete L&#8217;abuso&#8221;</em></p>
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		<title>Pedofilia. L’ipocrita direttiva UE rafforza l’omertà del Vaticano</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/pedofilia-l%e2%80%99ipocrita-direttiva-ue-rafforza-l%e2%80%99omerta-del-vaticano/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/pedofilia-omertà-300x216.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Noi sostenitori delle vittime degli abusi sessuali dei membri della Chiesa cattolica esprimiamo il nostro fermo disappunto riguardo la direttiva antipedofilia, approvata nella sessione plenaria dell’U.E. dal 24 al 27 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo.</em></p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/pedofilia-omertà.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31587" title="pedofilia omertà" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/pedofilia-omertà-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Al <strong>presidente del Parlamento Europeo</strong> Jerzy Buzek<br />
Al <strong>presidente della Commissione Europea</strong> Josè Barroso<br />
Ai Sig. <strong>Europarlamentari</strong></p>
<p>Noi <strong>sostenitori</strong> delle vittime degli abusi sessuali dei membri della Chiesa cattolica esprimiamo il nostro fermo disappunto riguardo la direttiva antipedofilia, approvata nella sessione plenaria dell’U.E. dal 24 al 27 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni. La direttiva è <strong>dannosa</strong> oltre che inutile.<br />
L’inasprimento delle pene diventa utile qualora venga rimosso l’ostacolo della prescrizione e venga imposto l’obbligo di denuncia dei crimini sessuali per ogni individuo. E’ necessario individuare la responsabilità penale per coloro che non denunciano questi crimini o che, peggio, proteggono chi commette questi crimini.<br />
La direttiva troverà difficilmente bambini che denunceranno gli abusi subiti fino a che non avranno elaborato il trauma e raggiunto l’età adulta. Nel frattempo la <strong>prescrizione</strong> avrà salvato il criminale e coloro che sapevano, ma non hanno denunciato, continueranno ad invocare questa direttiva che non erano obbligati a farlo.</p>
<p>Niente sui <strong>trattamenti sanitari obbligatori</strong> da imporre al pedofilo, dato che la pedofilia è un disturbo della personalità a carattere <strong>recidivante</strong>.<br />
Un altro punto: è troppo poco imporre ai datori di lavoro di informarsi sulle precedenti condanne dei propri dipendenti. Senza uno <strong>schedario internazionale accessibile</strong> a tutti, dei criminali che non hanno seguito un percorso di recupero psicoterapeutico nessuno potrà proteggere i propri bambini.<br />
I limiti di questa direttiva sono stati immediatamente colti dalle autorità del Vaticano. Mons. <strong>Scicluna</strong> il 03 novembre 2011, davanti al Senato della Repubblica Italiana ha rivendicato la regola dell’omertà dichiarando che &#8220;<em>Il dovere e il diritto di denunciare gli abusi alle autorità superiori spetta ai genitori o ai tutori dei minori interessati</em>&#8220;. Rivendicando il diritto all’omertà, il Vaticano scarica sui bambini indifesi e sui loro genitori, spesso inconsapevoli, l’onere di chiedere giustizia. Il tutto anche quando, come spesso accade, le autorità ecclesiastiche sono a conoscenza dell’abuso e preferiscono <strong>trasferire</strong> il criminale anziché denunciarlo alle autorità civili.</p>
<p>Se non si vuole far da spalla a chi da decenni nega verità e giustizia alle vittime degli abusi sessuali c’è bisogno di un radicale cambiamento di rotta. Ci auguriamo che le autorità europee , comunitarie e nazionali, comprendono le esigenze che noi esprimiamo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Associazione Protege A Tus Hijos</em><br />
<em>Associazione per la Mobilitazione Sociale</em><br />
<em>Associazione Sordi “Antonio Provolo” &#8211; “Onlus”</em><br />
<em>A.N.N.A. Associazione Nazionale No AIDS “Onlus”</em><br />
<em>Bambini Vittime “Onlus”</em><br />
<em>Democrazia Atea</em><br />
<em>“Il Dialogo” periodico di Montepulciano Irpino</em><br />
<em>Rete L’ABUSO</em><br />
<em>UAAR Unione degli atei agnostici razionalisti</em></p>
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		<title>Mal di Chiesa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 00:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Boaga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/mal-di-chiesa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/MaldiChiesa-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sulla Wikipedia italiana manca la voce “Umorismo involontario”. Per colmare questa lacuna si potrebbero usare molti esempi presi a caso dal pamphlet di Gian Franco Svidercoschi, Mal di Chiesa. L&#8217;autore infatti, nel tentativo grottesco di negare l&#8217;evidenza, compie spericolati salti mortali dettati dall&#8217;adorazione cieca e incondizionata di Giovanni Paolo II e della sua politica e dall&#8217;adorazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/MaldiChiesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-31088" title="Mal di Chiesa - J. Mnemonic - Cronache Laiche" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/MaldiChiesa.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a>Sulla Wikipedia italiana manca la voce <em>“Umorismo involontario”</em>. Per colmare questa lacuna si potrebbero usare molti esempi presi a caso dal pamphlet di Gian Franco Svidercoschi<strong>, <em>Mal di Chiesa</em></strong>. L&#8217;autore infatti, nel tentativo grottesco di negare l&#8217;evidenza, compie spericolati salti mortali dettati dall&#8217;<strong>adorazione cieca e incondizionata di Giovanni Paolo II</strong> e della sua politica e dall&#8217;adorazione meno cieca ma comunque profonda di <strong>Benedetto XVI</strong>. Il sottotitolo del libro &#8220;<em>Dubbi e speranze di un cristiano in crisi&#8221;</em> troverà la sua giustificazione solo nelle ultime pagine del pamphlet, il resto del libro è solo una difesa a spada tratta dei due papi.</p>
<p>Qualche esempio gustoso:</p>
<p>«[Ratzinger, ndr]<em> ha deluso quanti pensavano che sarebbe assomigliato al Ratzinger di prima, intransigente, rigoroso. E invece ha compiuto gesti distensivi, perfino sorprendenti, incontrandosi con donne e uomini che […] avevano idee estremamente radicali: come Oriana Fallaci e il vescovo lefebvriano Bernard Fellay»</em>. Incontrare gli esponenti più reazionari della cultura occidentale significa compiere gesti distensivi? E da quando?</p>
<p><em>«[...] si è aperto un proficuo dialogo cattolico-musulmano, anche se con il solito problema: che uno dei due interlocutori, l&#8217;islam, ha mille teste, quindi mille idee diverse»</em>. Il bue che dice cornuto all&#8217;asino, è l&#8217;unico commento possibile!</p>
<p><em>«Benedetto XVI è andato in Africa, e in viaggio ha detto parole molto sensate e condivisibili sul fatto che il flagello dell&#8217;Aids non si possa risolvere con la distribuzione di preservativi. Lette quelle parole sotto il filtro manipolatorio dei giornali, vari governi sono intervenuti per criticare le dichiarazioni del pontefice».</em> Al di là della favoletta di una stampa anticattolica, è possibile che questa persona ancora non si renda conto che bastano le sue parole messe nero su bianco sul suo libro per suscitare una sincera indignazione?</p>
<p><em>«</em>[Negare ai lefebvriani la messa in latino, ndr]<em> era stata una vera ingiustizia e Ratzinger, da cardinale, l&#8217;aveva più volte ribadito. Ma adesso, cinquant&#8217;anni dopo, che senso aveva una decisione così sul piano pastorale? Che senso aveva introdurre una duplicità di liturgie, e quindi la possibilità di pregare contemporaneamente con formule diverse e perfino con contenuti e modalità contrastanti?»</em> Come scusi? Ma il cattolicesimo non aveva una testa sola a differenza dell&#8217;islam?</p>
<p><em>«Ai tempi di Giovanni Paolo II […] esisteva un ateismo che [...] negava sì Dio ma per ciò stesso, per la legge dei contrari, finiva per ammetterne l&#8217;esistenza»</em>. Vabbè, per la legge dei contrari il cattolicesimo nega Dio&#8230; e ché, solo Svidercoschi può sparare cavolate?</p>
<p><em>«</em>[la Deus Caritas Est, ndr]<em> ha cancellato secoli di vera o presunta sessuofobia della Chiesa, eliminando così uno dei maggiori motivi di contestazione alla morale cattolica»</em>. E qui siamo all&#8217;apoteosi dell&#8217;adorazione incondizionata, alla rinuncia completa dello spirito critico e della libertà di pensiero. Ora perché dopo due millenni Ratzinger ha scritto tre paginette in cui non condanna esplicitamente l&#8217;eros ma comunque lo sottomette all&#8217;agape e lo subordina comunque al fine procreativo, ha cancellato due millenni di sessuofobia? Beh, a tutto c&#8217;è un limite! Svidercoschi ha mai provato a pensare che esiste una cultura al di fuori di quello che dice il papa? Se si vuol capire cos&#8217;è l&#8217;eros ce lo spiegheranno meglio le pagine di un libro o le strofe di una canzone o di una poesia che le pagine di un enciclica scritta di una persona che di queste cose ha probabilmente solo sentito parlare. È ora di finirla con l&#8217;adorazione incondizionata di ogni gesto papale (che poi diventa adorazione del cardinale, del vescovo e in ultima battuta del prete).</p>
<p>E per tornare ai “dubbi e speranze di un cristiano in crisi” di cui l&#8217;autore nel sottotitolo si prefiggeva di parlare, è proprio da questa adorazione viscerale e incondizionata che nasce il problema del cattolicesimo: <strong>una religione sempre più infantilizzata</strong> e sottoposta all&#8217;adorazione di santi e feticci e che di mistico (nel senso della riflessione sulle grandi domande della vita) ha ormai poco e niente, almeno per quel che riguarda la grande massa dei suoi seguaci.</p>
<p>Il Concilio Vaticano II, o per meglio dire il mancato compimento delle aperture che si prefiggeva quel concilio, è quello che “mette in crisi” Svidercoschi. Ne siamo rallegrati che se ne sia accorto, tuttavia non è certo con il continuare a<strong> nascondere la testa sotto la sabbia</strong> che le cose cambieranno. Se l&#8217;adorato (non solo dall&#8217;autore) Wojtyla ha lasciato solo Romero e i vescovi della Teologia della Liberazione appoggiando apertamente le dittature militari, la storia non si può cambiare. E anche se l&#8217;autore evita di parlarne in queste “critiche” il fatto rimane, è inutile poi lamentarsi per il mancato compimento del Concilio Vaticano II. Se Wojtyla e Ratzinger non hanno consegnato alle autorità competenti i documenti sui casi di pedofilia nel clero (Maciel su tutti, ma i casi sono centinaia) non si può parlare goffamente e ricoprendosi di ridicolo di complotti dei massoni e della finanza internazionale (c&#8217;entrerà lo IOR forse?) . Semplicemente non li hanno consegnati, se ne prenda atto.</p>
<p>Insomma caro Svidercoschi, caro cristiano in crisi, lasci perdere le adulazioni e le domande se le ponga fino in fondo. Così, magari comincerà anche a darsi delle risposte.</p>
<p>Franco Svidercoschi<br />
<strong>Mal di Chiesa</strong><br />
Ed. Cooper, 167 pagine, € 11,00</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">J. Mnemonic</div>
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		<title>Canada: vittime di abusi risarcite?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 06:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/canada-vittime-di-abusi-risarcite/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/crimen-sollicitationis-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ancora notizie di pedofilia clericale. Il rischio è che si sviluppi una sorta di assuefazione al fenomeno, che esso venga rubricato dall’opinione pubblica fra gli “inevitabili” fatti di cronaca da scorrere distrattamente, proprio alla stregua di quanto – a nostro avviso – è già accaduto per i cosiddetti femminicidi: marito/amante/compagno uccide una donna. Tragiche, inevitabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/crimen-sollicitationis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-28844" title="crimen sollicitationis" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/crimen-sollicitationis.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Ancora notizie di pedofilia clericale. Il rischio è che si sviluppi una sorta di assuefazione al fenomeno, che esso venga rubricato dall’opinione pubblica fra gli “inevitabili” fatti di cronaca da scorrere distrattamente, proprio alla stregua di quanto – a nostro avviso – è già accaduto per i cosiddetti femminicidi: marito/amante/compagno uccide una donna. Tragiche, inevitabili fatalità, cui subito si aggiunge il consolatorio pensiero che si tratta in ogni caso di eccezioni, delle solite mele marce, e che la norma, per fortuna, sia un’altra.</p>
<p>Per quanto riguarda la pedofilia tale rischio è paradossalmente reso più concreto dalle recenti e, lo riconosciamo, inedite parole pronunciate da Benedetto XVI durante il suo viaggio in Germania, quando il pontefice affermò, tra gli osanna di molta stampa, di <strong>comprendere chi, disgustato da questi episodi, si allontana dalla chiesa cattolica</strong>.</p>
<p>Ma non possiamo permettere che l’assuefazione prenda il sopravvento. Per questo è necessario una rilettura di quanto in questi giorni sta accadendo, per esempio, in Canada, nella provincia del laicissimo <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/quebec-religione-al-bando-negli-asili-d%E2%80%99infanzia/">Quebec</a>, dove un ordine di religiosi che gestisce diversi istituti scolastici, ha preso la decisione di “indennizzare” le vittime degli abusi – protrattisi dal 1950 al 2001 – stanziando la somma di <strong>18 milioni di dollari</strong> canadesi (corrispondenti a circa 13 milioni di euro).</p>
<p>La congregazione della Santa Croce, nella persona del dirigente provinciale, padre Jean-Pierre Aumont, ha ammesso di essere a conoscenza di <strong>85 casi</strong> (ossia persone abusate nel corso della loro infanzia) e ha chiesto ufficialmente scusa: «<em>Deploro sinceramente questi errori e, a nome della congragazione della Santa Croce, offro le mie scuse per le sofferenze e le umiliazioni inflitte alle vittime di questi abusi</em>». La stampa canadese che ha coperto la notizia ha generalmente dato molta rilevanza all’entità del risarcimento – ritenuto il più elevato mai pagato nel paese –, meno alla vicenda che ha portato ad esso, ancor meno al contenuto dell’<strong>accordo privato</strong> che le vittime che vi acconsentiranno dovranno sottoscrivere.</p>
<p>La vicenda ha origine antiche, già nel 2004 il superiore generale a Roma, Hugh Cleary, inviava una missiva in cui, con riferimento al comportamento di un confratello in particolare, esortava i religiosi a fare attenzione «<em>allo scandalo mediatico e alle possibili accuse che potrebbero avere effetti devastanti sulle risorse economiche dell’ordine, necessarie per compiere la sua missione</em>». Stando a quanto riportato dalla <em>Montreal Gazzette</em>, altri documenti proverebbero inoltre che la vicenda fosse nota ai vertici vaticani e che il legale dell’ordine, Émile Perrin, aveva più volte allertato i religiosi circa il pericolo di bancarotta, conseguente all’emersione dello scandalo, definito una «<em>bomba a orologeria</em>».</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/pedophilia-canada.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-28845" style="margin-left: 10px;" title="pedophilia, canada" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/pedophilia-canada.jpg" alt="" width="284" height="178" /></a>Quel che a nostro avviso rimane più scioccante è, tuttavia, la natura dell’accordo stilato dalla congregazione per l’attribuzione del risarcimento: le vittime dovranno riempire un <strong>questionario di 30 pagine</strong> in cui dovranno fornire dettagli sulla natura e la frequenza dell’abuso o degli abusi subiti. Le indicazioni così fornite andranno al vaglio di esperti legali di ambo le parti e, a seconda della ritenuta gravità di quanto subito, la vittima potrà ricevere fino a un massimo di 250 mila dollari. Questo doloroso percorso a ritroso dovrà essere compiuto sotto la promessa di <strong>non rivelare l’identità del’aguzzino </strong>– o degli aguzzini. Che rimarranno così ignoti e sicuri, mentre le vittime saranno note, ma risarcite un tot ad abuso.</p>
<p>Ecco perché sempre di più le associazioni delle vittime della pedofilia esortano e incoraggiano quanti hanno vissuto questo incubo a non cedere, e a <strong>non scendere a patti con le organizzazioni religiose</strong>, a non rivolgersi al vescovo, ma piuttosto alle autorità civili.</p>
<p>Ecco perché le <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/chiesa-e-pedofilia-verita-e-giustizia-per-i-sopravvissuti/">associazioni delle vittime </a>della pedofilia clericale insistono nel richiedere la costituzione di una <strong>commissione indipendente</strong> composta da esperti, <strong>l’obbligo di denuncia</strong> della notizia di reato, la <strong>rimozione dallo stato clericale</strong> dei colpevoli e <strong>l’apertura degli archivi</strong> della Congregazione della dottrina della fede. Ricordiamo quindi che fino a quando nemmeno una di queste richieste verrà soddisfatta i risarcimenti alle vittime avranno l’amaro sapore del denaro offerto in cambio del loro silenzio. Le parole del papa potranno essere infatti storiche e inedite quanto si vuole, ma le linee guida in materia di pedofilia clericale sono e restano ancora quelle contenute nel <em>Crimen Sollicitationis</em>: la consegna del silenzio e lo spostamento del “fratello che sbaglia” di diocesi in diocesi, finché morte non ce ne liberi.</p>
<div id="cercaAutore" style="visibility: hidden;">Alessandra Maiorino</div>
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		<title>Crimini contro l&#8217;umanità: Ratzinger ne risponda</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 16:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/crimini-contro-lumanita-ratzinger-ne-risponda/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/CPI.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia sta rimbalzando sulle pagine dei quotidiani e (più sommessamente) nei servizi televisivi: il papa e alcuni tra i suoi più stretti collaboratori sono stati accusati di crimini contro l’umanità «per aver coperto i reati di pedofilia» commessi dal proprio clero. La denuncia. A presentarla, in un dossier di 10 mila pagine completo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/CPI.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27318" title="CPI" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/CPI.jpg" alt="" width="247" height="117" /></a>La notizia sta rimbalzando sulle pagine dei quotidiani e (più sommessamente) nei servizi televisivi: il papa e alcuni tra i suoi più stretti collaboratori sono stati <strong>accusati di crimini contro l’umanità</strong> «<em>per aver coperto i reati di pedofilia</em>» commessi dal proprio clero.</p>
<p><strong>La denuncia</strong>. A presentarla, in un dossier di 10 mila pagine completo di documentazioni relative a molteplici vicende, è stato lo <a href="http://www.snapnetwork.org/">Snap</a>, <strong>Survivors Network of those Abused bt Priests,</strong> l’associazione di vittime della pedofilia clericale più vasta e antica del pianeta.</p>
<p>Fondata da Barbara Blaine nel 1988 – in tempi dunque molto precedenti le ripetute ondate di fango che hanno investito la chiesa cattolica negli ultimi anni – Snap afferma che «<em>il nostro più potente strumento è la luce della verità. Attraverso le nostre azioni, portiamo guarigione, prevenzione e giustizia</em>». In linea con tale dichiarazione di intenti, martedì 13 settembre i suoi legali, unitamente a quelli di un’altra Ong statunitense, il <strong>Centre for Constitutional Rights</strong> (<a href="http://ccrjustice.org/">Ccr</a>), hanno formalmente presentato richiesta al <strong>Tribunale penale internazionale dell’Aia</strong> perché si pronunci in merito alla competenza della Corte per perseguire i vertici del Vaticano per «<em>aver tollerato e reso possibile la copertura sistematica e largamente diffusa di stupri e crimini “sessuali” contro i bambini in tutto il mondo</em>». Oltre a <strong>Benedetto XVI</strong>, attuale papa e già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 1981 al 2005, le accuse investono l’attuale segretario di stato Vaticano, cardinale <strong>Tarcisio Bertone</strong>, il suo predecessore, cardinale <strong>Angelo Sodano</strong>, e il cardinale <strong>William Levada</strong>, attualmente prefetto per la Congregazione della dottrina della fede.</p>
<p><strong>La Corte</strong> <strong>penale internazionale dell’Aia. </strong>Istituita con lo <a href="http://www.icc-cpi.int/NR/rdonlyres/ADD16852-AEE9-4757-ABE7-9CDC7CF02886/283503/RomeStatutEng1.pdf">Statuto di Roma</a> stipulato nel 1998 ed entrato in vigore nel luglio del 2002, la CPI è preposta a giudicare individui (non stati) rei di  crimini di guerra, genocidi, crimini contro l’umanità ed ogni grave violazione della<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/pedofilia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-27319" style="margin-left: 10px;" title="pedofilia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/pedofilia.jpg" alt="" width="249" height="202" /></a> Carta di Ginevra. Ora, che lo stupro, sistematico e diffuso, rientri tra i crimini contro l’umanità è stabilito nello stesso Statuto di Roma (art. 7, com. g). Il problema che il procuratore generale della CPI, lo spagnolo Luis Moreno-Ocampo, dovrà però preliminarmente sciogliere è verificare che la corte sia competente a giudicare del caso: le persone citate infatti sono cittadini di uno stato, quello Vaticano, che non è tra i 117 firmatari del suo statuto. Tecnicamente la CPI non ha quindi giurisdizione sul Vaticano, proprio come non ce l’ha sugli Stati Uniti, sulla Russia o sulla Cina, che non hanno firmato la carta di Roma.</p>
<p>Secondo il <strong>giurista Antonio Cassese</strong> dunque, essendo il papa «<em>l’autorità suprema di un soggetto internazionale, la Santa Sede, che non fa parte della cerchia degli Stati che hanno accettato la competenza della Corte penale, il problema non si pone</em>», e di fatto la denuncia si risolverà in una bolla di sapone<strong>.</strong></p>
<p>Meno drastico, seppure molto cauto, è <strong>Cuno Tarfusser, giudice della CPI</strong>. Egli ha affermato di non poter esprimere il proprio giudizio in merito alle accuse proprio «<em>perché forse un giorno sarò chiamato a valutare il fatto nella veste di giudice. Nella figura di crimini contro l`umanità rispetto ai quali abbiamo giurisdizione e competenza – </em>continua Tarfusser<em> – rientrano diversi tipi di condotte, tra cui </em><em>i delitti a sfondo sessuale</em><em>.</em><em> </em><em>Ma perché ci possa essere un`incriminazione non basta avere commesso uno o più di questi crimini, è necessario qualcosa in più, ciò che noi chiamiamo <strong>elemento contestuale</strong>. Questi fatti devono essere commessi in conseguenza di un attacco alla popolazione civile, devono essere sistematici e molto diffusi e soprattutto dietro a questi fatti ci deve essere una<strong> sorta di regia, una politica organizzativa superiore</strong></em><strong>».</strong></p>
<p>Se questa “politica organizzativa superiore” valesse anche al negativo – ossia non aver pianificato deliberatamente, ma deliberatamente non aver impedito –, ecco che le accuse di Snap e Ccr avrebbero un qualche fondamento: esse vogliono infatti dimostrare proprio che «<em>le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti <strong>a impedire che gli abusi contro i minori continuassero</strong></em><strong>».</strong><strong> </strong></p>
<p>Curiosamente, il giudice dela CPI non menziona la questione della nazionalità delle autorità ecclesiastiche citate, circa la quale, l’avvocato del Ccr, Pamela Spees, afferma di nutrire delle speranze: il papa e due dei cardinali accusati sono originariamente cittadini di paesi firmatari dello Statuto di Roma e questo potrebbe essere tenuto in considerazione dalla Corte.</p>
<p>Certamente, il caso è complesso, ed è possibile che la denuncia si areni sugli ostacoli di natura tecnica. Sarà bene tuttavia ricordare che questa non è la prima volta che i giudici della CPI ricevono accuse a carico del Vaticano; già nel febbraio scorso gli avvocati tedeschi Christian Sailer e Gert-Joachim Hetzel avevano presentato una <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/joseph-ratzinger-alla-sbarra/">denuncia analoga</a> nei confronti della sola persona di Joseph Ratzinger, accusato, oltre che di aver coperto i reati di pedofilia, di essere alla guida e favorire il mantenimento<em> </em>«<em>di un regime totalitario mondiale di coercizione che sottomette i propri membri con minacce terrificanti e che costituiscono un rischio per la salute</em>», fra cui «<em>il mantenimento del divieto letale di fare uso di profilattici anche nel caso in cui sussista il rischio di contagio con il virus HIV/Aids</em>».</p>
<p>Il problema sollevato dagli avvocati tedeschi allora e da Snap e Ccr oggi è dunque a monte: può uno stato teocratico e monarchico continuare ad esistere e godere dei privilegi giuridici (e dei salvacondotti) che tale status comporta?  «<em>Le giurisdizioni nazionali non riescono a risolvere il problema</em> &#8211; spiega ancora l&#8217;avvocato Spees -; <em>perseguire singoli casi di bambini molestati o stuprati non consente di arrivare al <strong>probelma </strong>più ampio, che è <strong>sistemico</strong>. L&#8217;individuazione della responsabilità è il nostro obiettivo, e rivolgersi alla CPI è la cosa più sensata, dal momento che si tratta di un <strong>problema globale</strong></em>».</p>
<p>I maligni dicono che lo Snap e i suoi predecessori tedeschi sono solo in cerca di pubblicità. Non sempre però la pubblicità è una cosa negativa, soprattutto se intende sollevare l’attenzione su una piaga, quella della pedofilia clericale, che ancora, nonostante tante belle parole, non ha trovato una vera e affidabile soluzione.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandra Maiorino</div>
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		<title>Gmg: aborto e assoluzioni a buon mercato. Venghino, siore, venghino!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 12:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/gmg-aborto-e-assoluzioni-a-buon-mercato-venghino-siore-venghino/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina-Gmg-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lo hanno rifatto, non hanno resistito alla tentazione e ci sono ricascati. Con una nota ufficiale l’arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela ha annunciato che in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (o GMG, come pare piaccia molto chiamarla agli stessi organizzatori) i sacerdoti deputati alle confessioni avranno, in via eccezionale, una “abilitazione” in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina-Gmg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26149" title="locandina Gmg" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina-Gmg.jpg" alt="" width="223" height="282" /></a>Lo hanno rifatto, non hanno resistito alla tentazione e ci sono ricascati. Con una <a href="http://www.archimadrid.org/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=34297:O129342" target="_blank">nota ufficiale </a>l’arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela ha annunciato che in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (o GMG, come pare piaccia molto chiamarla agli stessi organizzatori) i sacerdoti deputati alle confessioni avranno, in via eccezionale, una “abilitazione” in più, diciamo pure un superpotere: quello di <strong>assolvere</strong> direttamente le donne che si sono macchiate del «<strong><em>delitto di aborto procurato</em></strong>».</p>
<p>Nel maggio 2010 avevamo già assistito proprio qui da noi, in Italia, alla prova generale di queste miserande <strong>svendite da fiera di paese</strong>, quando a Torino, in occasione dell’esposizione della Sindone, il cardinal Poletto, arcivescovo della città, aveva emanato un decreto simile (anche allora ne avevamo dato conto da queste <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/05/di-fronte-alla-sindone-decade-la-scomunica-per-aborto-parola-del-cardinal-poletto/">pagine</a>).</p>
<p>Perché una superficiale conoscenza del catechismo cattolico non induca a sottovalutare la sensazionale portata della nuova offerta madrilena, sarà bene ricordare, come i fedeli cattolici ben sapranno, che il peccato dell’aborto è gravissimo, così grave che un semplice sacerdote non basta per assolvere la pentita di turno, ma abbisogna della <strong>dispensa del vescovo</strong>: essa infatti incorre <em>ipso facto</em> nella scomunica <em>latae sententiae</em>, ossia d’ufficio, automatica.</p>
<p>Ma c’è di più: <strong>l’aborto</strong> <strong>è</strong> considerato un peccato <strong>più grave della pedofilia</strong>. In un’intervista di qualche tempo fa, monsignor Girotti, reggente della Penitenzieria vaticana, si era prodigato per cercare far intendere anche a noi, comuni mortali, come avvenga che un prete pedofilo se la cavi con una confessione – e al confessore sia assolutamente proibita la delazione! – mentre una donna che ha abortito necessita di un “permesso speciale”. Quanti si fossero persi la disinvolta aplomb con la quale il monsignore elargiva questa ed altre chiarissime “verità”, potranno rifarsi <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/la-pedofilia-e-meno-grave-dellaborto-donne-svegliamoci/">qui</a>.</p>
<p>Ora, stupefatti, apprendiamo che questi uomini che si arrogano la facoltà di interpretare il giudizio divino sugli altri uomini, non solo sanno che Dio nutre minor disappunto verso un suo ministro che <strong>stupra e sodomizza</strong> minori – magari a decine –, piuttosto che per una donna che si sottopone all’interruzione di gravidanza; essi sanno persino che oggi – proprio oggi e non sempre –, e a Madrid – proprio lì e non ovunque –, Dio sarà un po’ più ben disposto verso tali suddette donne e concederà loro la salvezza, ma, attenzione, solo a condizione che esse si trovino a confessarsi a Madrid tra il 16 e il 22 agosto. Il 23 già dovrete cavarvela da sole, care signore, l’offerta speciale è terminata, e il prezzo delle vostre scelte torna quello che era prima: fiamme eterne, a meno che il vescovo locale non disponga diversamente.</p>
<p>Ora, è evidente come tutto ciò possa sanamente indurre il riso quanti dispongono di una mente sufficientemente salda. Ciò non ostante è piuttosto irritante constatare come la <strong>merce di scambio</strong>, anche per queste <strong>carnevalate teologiche</strong> – di cui, ne siamo certi, qualunque credente sincero prova pudore – debba essere sempre e ancora la condotta di vita delle donne, continuamente al centro delle “paterne” attenzioni delle gerarchie ecclesiastiche. Oltretutto qui con l’ulteriore beffa di essere appellate al maschile: nel testo originale in lingua spagnola col quale si annuncia la grande amnistia, si legge infatti che la remissione della scomunica per l’avvenuto aborto sarà elargita<em> </em>«<em>a <strong>los</strong> fieles verdaderamente arrepentid<strong>os</strong></em>», cioè «<em>ai fedeli sinceramente pentiti</em>».<em> </em>I vescovi stiano pur tranquilli: per quanto grandi passi la scienza – nonostante loro – abbia compiuto, ancora non è in grado di rendere gravidi gli uomini. Che la Chiesa stia giocando d’anticipo?<em> </em>
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandra Maiorino</div>
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		<title>Padre Lombardi sui casi di pedofilia in Irlanda (Rapporto Cloyne)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 02:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/padre-lombardi-sui-casi-di-pedofilia-in-irlanda-rapporto-cloyne/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/POSTA110.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In riferimento alle dichiarazioni rilasciate da padre Federico Lombardi a seguito dei risultati del Rapporto Cloyne, dal quale emergono gravi omissioni e irresponsabilità della Chiesa Cattolica sulla gestione degli abusi su minori, l’Associazione Antipedofilia “il piccolo Davide” esprime diffidenza, preoccupazione e sdegno. Nella presentazione dei risultati del Rapporto Cloyne che ha fatto luce sugli abusi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/POSTA110.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-25373" title="POSTA1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/POSTA110.gif" alt="" width="164" height="131" /></a><br />
In riferimento alle dichiarazioni rilasciate da padre <strong>Federico Lombardi</strong> a seguito dei risultati del Rapporto Cloyne, dal quale emergono gravi <strong>omissioni</strong> e irresponsabilità della Chiesa Cattolica sulla gestione degli abusi su minori, l’Associazione Antipedofilia “il piccolo Davide” esprime diffidenza, preoccupazione e sdegno.<br />
Nella presentazione dei risultati del Rapporto Cloyne che ha fatto luce sugli abusi su minori commessi da <strong>19 sacerdoti</strong> e sulle relative coperture nel periodo dal 1996 al 2009, il primo ministro irlandese, <strong>Enda Kenny</strong> ha detto: “<em>ha evidenziato il tentativo della Santa Sede di <strong>bloccare</strong> un’inchiesta in uno Stato sovrano, <strong>democratico</strong> e repubblicano non più di tre anni fa, non trent’anni fa</em>” ed ha specificato che “<em>il Cloyne fa emergere la disfunzione, la <strong>disconnessione</strong> e l’elitarismo che dominano la cultura del Vaticano. Lo stupro e la tortura di bambini sono stati <strong>minimizzati</strong> per sostenere, invece, il primato delle istituzioni, il suo potere e la sua reputazione</em>”.</p>
<p>Esprimiamo diffidenza, perché come premesso dallo stesso padre Lombardi, le sue sono riflessioni <strong>personali</strong> e “<em>non costituiscono in alcun modo la risposta ufficiale della Santa Sede</em>” che invece risponderà “<em>nelle forme e nei tempi appropriati</em>”.<br />
Esprimiamo preoccupazione perché le dichiarazioni di padre Lombardi, anche se a titolo personale, sono sempre parole espresse dal portavoce del Vaticano, quindi di massima risonanza e intrinseca valenza. Lombardi ha definito “<em>curiosa la gravità di certe critiche mosse al Vaticano </em>[...] <em>simili accuse sembrano andare assai al di là di quanto asserito nello stesso Rapporto</em>”.<br />
Esprimiamo sdegno perché padre Lombardi, non avendo ancora la dichiarazione ufficiale della Santa Sede, poteva anch’egli aspettare e riflettere meglio, prima di comunicare la sua idea personale, poiché nell’enfasi del momento, non ha considerato bene le parole del primo ministro, che parla di stupri e torture a danno dei bambini.</p>
<p>Il nostro sdegno cresce, nell’apprendere che il rapporto individua e accusa il vescovo <strong>John Magee</strong>, a capo della diocesi di Cloyne per ben 33 anni, di <strong>omertà</strong> ed omissione, in quanto, pur essendo a conoscenza dei presunti abusi, non ha mai informato le autorità giudiziarie irlandesi. Il vescovo Magee nella sua carriera è stato <strong>segretario personale</strong> di tre papi (Paolo VI, Giovanni Paolo I, e Giovanni Paolo II). Dal 24 marzo 2010, dietro sua richiesta non è più in carica. Oggi John Magee è un <strong>vescovo emerito</strong>, cioè non esercita più l’ufficio di vescovo, ma ne conserva il grado.</p>
<p>Nell’attesa della risposta della Santa Sede, la nostra associazione si augura che Papa Ratzinger decida di applicare la tolleranza zero, iniziando proprio dal vescovo Magee, <strong>ritirando</strong> il titolo di emerito, perché i fatti dicono il contrario.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alberto Senatore</div>
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		<title>San Provolo: ecco una ragione per essere Indignati!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 11:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/san-provolo-ecco-una-ragione-per-essere-indignati/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/POSTA11.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Chi conosce i sordomuti di S. Provolo di Verona? Sono quelle donne e quegli uomini che da bambini hanno avuto la sfortuna, non solo di nascere sordomuti in una famiglia povera, ma anche quella più grave, di incappare nelle grinfie di “educatori” sadomasochisti, stupratori, depravati pederasti in tonaca. Il 21 maggio scorso c’è stato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/POSTA11.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-25641" title="POSTA1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/POSTA11.gif" alt="" width="164" height="131" /></a> Chi conosce i sordomuti di S. Provolo di Verona? Sono quelle donne e quegli uomini che da bambini hanno avuto la sfortuna, non solo di nascere <strong>sordomuti</strong> in una famiglia povera, ma anche quella più grave, di incappare nelle grinfie di “educatori” sadomasochisti, stupratori, depravati pederasti in tonaca.</p>
<p>Il 21 maggio scorso c’è stato a Roma alla sede del partito <strong>Radicale</strong>, il convegno de La Colpa (gruppo vittime preti pedofili). Entrare in quella sala e vederla gremita di esseri umani senza parola, ma con un bagaglio di sofferenza indicibile alle spalle, è stata un’esperienza illuminante e allo stesso tempo devastante. La traduzione del loro linguaggio in parole era eloquente, scandalosa, avrebbe suscitato sdegno e orrore anche nei più accoliti difensori dei rappresentanti del cattolicesimo. Che i <strong>pedofili</strong> siano criminali anche senza abito talare è fuori discussione, ma è proprio quella loro divisa che li rende imperdonabili. Genitori o ragazze madri troppo povere per potersi tenere un figlio bisognoso di assistenza, sono stati sfruttati nella loro ignoranza, al punto che i bambini che ogni tanto tornavano a casa e si confidavano, venivano rispediti indietro con la scusa che mentissero. In realtà lo sapevano quei genitori che c’erano degli aguzzini dentro quelle mura, che stupravano e picchiavano selvaggiamente i loro figli (anche le monache che li infilavano sotto le loro gonne), ma non avevano alternativa. Dov’era lo Stato, chi poteva <strong>proteggere</strong> quelle famiglie?</p>
<p>Quarant’anni fa era sicuramente peggio di adesso la situazione, ma che ne sappiamo cosa succede dentro le parrocchie, dal momento che vengono presi ancora con le mani nel sacco (o meglio nella patta) dei bambini? Un paio di mesi fa, grazie all’associazione <strong>La Caramella Buona</strong> che lavora con <strong>La Colpa</strong>, è stato processato e condannato a 15 anni il parroco di Selva Candida di Roma, tale <strong>Conti</strong>; tre anni fa circa, un prete di Pomezia, a sud di Roma, è stato “spostato” ad Assisi per scandali inerenti la sua mania sessuale e dopo breve si è suicidato. Quanti casi non vengono denunciati in Italia? L’<strong>omertà</strong> la fa da padrona assieme alla paura. I bambini, soprattutto anni fa, non parlavano, si vergognavano, si sentivano in colpa. Ed è per questo che le associazioni sopra citate hanno un programma preciso di <strong>attacco</strong> alle istituzioni religiose, in primis cancellare la <strong>prescrizione</strong> del reato sessuale, che in Italia decade dopo dieci anni dall’accaduto. In America e in Europa è stato fatto e solo così sono fioccate le denunce e i forti risarcimenti alle vittime. Qui stiamo sempre nella solita palude. Addirittura alcuni degli <strong>Indignati Italiani</strong> parlano in difesa del clero, non vedendo in esso il cancro che sta devastando il nostro paese. Siamo dilaniati interiormente, tra chi li discolpa e li protegge (non solo per vantaggio personale ma per abitudine, per sottomissione genetica) e chi ha capito e ha il sangue agli occhi. Così finisce che ci si scontra gli uni contro gli altri e i Padroni veri sono sempre in sella.</p>
<p>Su <em>La Stampa</em> un paio di settimane in un&#8217;intervista un prete diceva che la prova che la Chiesa aveva del <strong>soprannaturale</strong>, stava nel fatto che non è stata travolta dagli scandali sulla pedofilia. Incredibile! Cornuti e mazziati, direi!<br />
Chi è interessato può documentarsi sul sito de <a href="http://www.lacolpa.it/">La Colpa </a> e di <a href="http://www.caramellabuona.org/">Caramella buona.</a></p>
<p>Anche le persone che hanno qualcosa da confidare e di cui si vergognano, possono trovare appoggio psicologico e legale. Importante l’appuntamento per il <strong>31 ottobre a Roma</strong>, perché ci sarà una nuova manifestazione sotto il Vaticano. Rammentiamo questa data perché sarebbe un sogno realizzato vedere l’Indignazione vera di tutti i cittadini risvegliati, sfilare con quelle persone che hanno avuto il coraggio di parlare e di denunciare. L’ultima volta erano presenti uomini e donne di tutta Europa, da Sue Cox a Ton Ledeerman, paladini della lotta inglese e olandese. E i giornalisti erano tutti stranieri. Il nostro è il Paese della vergogna, della finta indignazione. Chi non si sente così, vuole dire che non è Italiano?</p>
<p><em>Per approfondire segnaliamo l&#8217;<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/quegli-stupri-in-chiesa/">articolo di Federico Tulli</a> e la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/la-%C2%ABvia-crucis%C2%BB-dei-silenziosi-martiri/">testimonianza di Balla coi Lupi</a>.</em>
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Manuela Selber</div>
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		<title>L’Irlanda intende spezzare il potere della Chiesa</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 03:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/l%e2%80%99irlanda-intende-spezzare-il-potere-della-chiesa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagine-3-300x291.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>&#8220;L’Irlanda si è svegliata, mentre la Germania dorme ancora!&#8221; Con queste parole Dieter Potzel, rappresentante dell’organizzazione critica verso la chiesa Freie Bürger für demokratische Werte (Cittadini liberi per valori democratici), ha commentato la notizia che il governo irlandese ha convocato il nunzio apostolico del Vaticano. Charlie Flanagan, capo del partito Fine Gael, ha richiesto addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagine-3.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-25221" title="Immagine 3" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagine-3-300x291.png" alt="" width="300" height="291" /></a>&#8220;<em>L’Irlanda si è svegliata, mentre la Germania dorme ancora!</em>&#8221; Con queste parole <strong>Dieter Potzel</strong>, rappresentante dell’organizzazione critica verso la chiesa Freie Bürger für demokratische Werte (Cittadini liberi per valori democratici), ha commentato la notizia che il governo irlandese ha convocato il nunzio apostolico del Vaticano. Charlie Flanagan, capo del partito Fine Gael, ha richiesto addirittura la sua espulsione.</p>
<p>&#8220;<em>L’Irlanda del XXI secolo non si sottometterà più al potere cattolico</em>&#8220;, ha affermato il primo ministro irlandese Enda Kenny, profondamente irritato.<br />
L’affermazione è motivata dalla pubblicazione di una relazione su un’inchiesta sull’occultamento di <strong>crimini di pedofilia</strong> commessi da sacerdoti nella diocesi di Cloyne. Tale perizia è giunta alla conclusione che il Vaticano stesso – sotto la direzione dell’allora cardinale Joseph Ratzinger – già nel 1997 aveva praticamente eluso le direttive dei vescovi irlandesi in merito al trattamento dei casi di abuso. <strong>Due terzi</strong> dei casi di cui si era giunti a conoscenza all’interno della chiesa non furono segnalati alle autorità. Il ministro della giustizia irlandese ha annunciato che in futuro la mancata segnalazione di tali casi sarà soggetta a pena.</p>
<p>&#8220;<em>L’Irlanda si ribella</em>&#8220;, afferma Dieter Potzel &#8220;<em>mentre in Germania fino ad ora nessuno ha il coraggio di prendere posizione contro il fatto scandaloso che il <strong>protettore</strong> di questo sistema di occultamento mondiale dei crimini di pedofilia, Joseph Ratzinger, con il suo viaggio in Germania previsto per la fine di settembre costerà alcuni milioni ai contribuenti tedeschi e potrà addirittura tenere un discorso in parlamento.</em>&#8221;<br />
Soltanto un numero irrisorio di <strong>politici</strong> ha finora annunciato di non presenziare al discorso, almeno come protesta.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo forse diventati un popolo di paurosi?</em>&#8220;, si chiede l’ex-pastore <strong>luterano</strong>. &#8220;<em>Chi approva che venga tenuto questo discorso rafforza in tal modo anche il sistema di <strong>occultamento</strong> che Ratzinger ha creato per decenni di propria mano – e di conseguenza contribuisce indirettamente a favorire i <strong>criminali pedofili </strong>che sono stati coperti con questa politica del silenzio. Prendete esempio dall’Irlanda!</em>&#8221;</p>
<p>A questo proposito, Potzel cita <strong>Kurd von Schlözer</strong> che, nel IX secolo, fu inviato prussiano in Vaticano e che affermò in merito all’<strong>ingenuità</strong> dei politici nei confronti del Vaticano: &#8220;<em>La stupidità politica dei tedeschi è così gigantesca che non si è in grado di comprenderla</em>&#8220;.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Freie Bürger </div>
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		<title>Pedofilia: le vittime chiedono il commissionamento della diocesi di Savona</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 12:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La parola ai lettori]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/pedofilia-le-vittime-chiedono-il-commissionamento-della-diocesi-di-savona/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/POSTA14.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Diversi i tentativi di cominciare con il Vescovo di Savona un dialogo, voluto tra le altre cose proprio dalla Santa Sede che ha anche divulgato precise direttive in materia. Purtroppo Savona non risponde a nessuna richiesta, le vittime chiedono al Cardinal Bagnasco di intervenire con una commissione di inchiesta indipendente. Chiediamo che gli archivi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/POSTA14.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-24822" title="POSTA1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/POSTA14.gif" alt="" width="164" height="131" /></a> Diversi i tentativi di cominciare con il <strong>Vescovo di Savona</strong> un dialogo, voluto tra le altre cose proprio dalla Santa Sede che ha anche divulgato precise direttive in materia. Purtroppo Savona non risponde a nessuna richiesta, le vittime chiedono al Cardinal <strong>Bagnasco</strong> di intervenire con una <strong>commissione di inchiesta indipendente</strong>. Chiediamo che gli archivi della Diocesi di Savona-Noli e del Seminario Vescovile vengano consegnati alla magistratura, come da esplicita richiesta di trasparenza, fatta ai Vescovi da Benedetto XVI. Chiediamo con particolare urgenza, quelli dei casi al limite di <strong>prescrizione</strong>. Non siamo disposti a tollerare più alcun tipo di <strong>ostruzionismo</strong> dal Vescovo Lupi e dalla Curia Savonese.</p>
<p>La Diocesi di Savona-Noli chiude così le porte alle vittime e alle associazioni che in questi mesi hanno inoltrato diverse richieste, nessuna risposta è mai arrivata dalla Curia. A nulla è servita la buona volontà e l’impegno dimostrato da Benedetto XVI e dalla Santa Sede nel voler aprire un dialogo con loro, a nulla è servita la concretezza con la quale è stata affrontata la situazione genovese. A Savona invece non sono bastate le denunce ai vari Vescovi, per il Vescovo <strong>Lupi</strong> non sono attendibili neppure le <strong>testimonianze</strong> delle vittime, dei sacerdoti, tanto meno la <strong>confessione</strong> di Giraudo. Un sistema molto semplice quello utilizzato dal Vescovo Vittorio Lupi nelle sue indagini, nessuna domanda nessuna risposta e speriamo che i giornali non ne parlino troppo.</p>
<p>Ma che cosa chiedono infondo le vittime alla chiesa? Nulla di così strano, una cosa del tutto normale e legittima, si chiama <strong>giustizia</strong>, quella che tutti al loro posto vorrebbero avere, quella che ogni normale cittadino chiede quando subisce un torto. Forse però, queste vittime non la avranno mai dalla legge laica, a causa dell’ostruzionismo che soprattutto gli ultimi due Vescovi, <strong>Calcagno</strong> e poi Lupi, hanno fatto per far raggiungere la prescrizione. È giusto che queste persone si assumano le loro responsabilità e non le scarichino nuovamente sulle vittime, come invece stanno facendo in modo meschino, approfittando del fatto che le vittime non si possono difendere, anche dal punto di vista legale e medico, l’associazione da sola ha fatto quello che ha potuto, purtroppo non molto.</p>
<p>Abbiamo richiesto più volte <strong>documentazione</strong>, non è mai stata fornita neppure una risposta. L’unica concessione è stata fatta a me e all’ex consigliere provinciale <strong>Roberto Nicolick</strong>, al quale però, anzi che mostrare i documenti riguardanti il fratello Alessandro, fu mostrato solamente il registro delle parcelle che le famiglie pagavano al Seminario. La Diocesi sostiene non vi siano altri registri, ma ex Rettori del Seminario savonese sostengono il contrario. Cosa può esserci in quei registri di così terribile da non poter essere letto? Perché il Vescovo di Savona non collabora come è volere di Benedetto XVI e consegna alla magistratura il fascicolo personale di Giraudo, sarebbe ancora in tempo utile per permettere che alcune vittime, almeno vengano risarcite, invece ci nega anche questo.</p>
<p>Purtroppo, al di là di quello che la Diocesi vuole fare credere con i suoi comunicati che puntualmente vengono smentiti poco dopo la pubblicazione, qui ci sono delle <strong>vittime abbandonate</strong> a se stesse che hanno bisogno di un sostegno dignitoso, delle famiglie distrutte che chiedono delle risposte anche al Seminario, delle responsabilità oggettive e soggettive che bisogna assumersi. Quanto è giusto che le vittime paghino ancora una volta sulla loro pelle anche l’<strong>omertà</strong> che c’è stata da parte del clero? Quanto è eticamente corretto “convincere” una persona malata e non autosufficiente sul piano economico, a firmare delle dimissioni in cambio dello stipendio? Quanto è corretto non dare alcun sostegno alle vittime, ma dare lavoro e asilo ai loro carnefici ?</p>
<p>Una risposta arriva dai parroci e dai fedeli, all’ultimo incontro dei sacerdoti si sono presentati in pochissimi, la stessa cosa è accaduta alla processione del Corpus Domini disertata da molti sacerdoti savonesi, a Noli le chiese sono rimaste chiuse per giorni in segno di protesta per la rimozione non motivata del parroco, sempre a Noli il Corpus Domini è stato boicottato dalla maggior parte dei fedeli, a Voze la comunità contesta l’allontanamento di don <strong>Ghilardi</strong>, in tutta la Diocesi le chiese sono vuote. Da tutti questi elementi, credo si possa dedurre il poco interesse del Vescovo per le concrete situazioni delle comunità locali: quella del porto, la parrocchia di Bergeggi, Noli, Tosse, Voze e quella di Varazze S. Nazzario. Sarà mica che il Vescovo Lupi, abbia scelto come nuova tattica per non avere troppe risposte, quella di farsi le domande e rispondersi da solo? Il tentativo di accentrare tutto su di sé sembra evidente e potrebbe esserne simbolo la nuova posizione della cattedra sull’altar maggiore, davanti al tabernacolo.<br />
Ho già detto e tengo a ribadire, che nel mio incontro con il Cardinal Angelo Bagnasco più volte ho avuto impressione che la situazione savonese non la conoscesse bene. Di questa situazione cosa conosce realmente Roma?
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Francesco Zanardi</div>
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		<title>La colpa: da vittime a sopravvissuti della pedofilia clericale</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/la-colpa-da-vittime-a-sopravvissuti-della-pedofilia-clericale/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/image001-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Colpa è il primo gruppo italiano di vittime della pedofilia clericale. Nato nel 2010, il 25 settembre di quell’anno ha tenuto il suo primo incontro nazionale, a Verona, con gli ex alunni dell’Istituto per sordomuti Provolo, mentre il 31 ottobre ha partecipato all’incontro mondiale delle vittime della pedofilia clericale, indetto dall’organizzazione statunitense Survivors Voice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/image001.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5179" title="image001" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/image001.gif" alt="" width="224" height="227" /></a>La Colpa</strong> è il primo gruppo italiano di vittime della pedofilia clericale. Nato nel 2010, il 25 settembre di quell’anno ha tenuto il suo primo incontro nazionale, a Verona, con gli ex alunni dell’Istituto per sordomuti Provolo, mentre il 31 ottobre ha partecipato all’incontro mondiale delle vittime della pedofilia clericale, indetto dall’organizzazione statunitense Survivors Voice a Roma, con una manifestazione finale di fronte al Vaticano.</p>
<p>Gli obiettivi del gruppo La Colpa sono anzitutto l’<strong>attenzione alle vittime della pedofilia clericale</strong>: creare un luogo e uno spazio in cui possano ritrovarsi, riconoscersi, condividere le proprie esperienze, ricevere solidarietà e sostegno, superare la paura, la vergogna e il senso di colpa che l’abuso porta con sé. Parte essenziale di questo programma è la diffusione d’informazioni sull’assistenza legale e psicologica con la creazione di una rete nazionale di professionisti presenti in ogni città, nella convinzione che il percorso di <strong>trasformazione da vittima a sopravvissuto e a essere vivente </strong>è possibile solo attraverso un serio lavoro psicologico sotto la guida di personale specializzato. Conseguenza di quanto sopra è la denuncia alle competenti autorità dei pedofili all’interno della chiesa cattolica, con la loro segnalazione alle forze dell’ordine nei modi più opportuni.</p>
<p>In secondo luogo, il gruppo si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della pedofilia clericale attraverso incontri pubblici e tramite i contatti con i media per far comprendere che non si tratta di casi isolati, ma di un <strong>fenomeno sistematico </strong>che si verifica grazie alle coperture e all’atteggiamento omertoso da parte delle gerarchie ecclesiastiche, ai privilegi di cui esse godono nel nostro paese oltre e contro lo stesso messaggio evangelico di verità e di giustizia. La pedofilia, clericale e non, inoltre, è un problema sociale, perché provoca <strong>danni permanenti </strong>che richiedono cure specializzate e coinvolge un numero sempre alto di persone, non solo il singolo individuo, in quanto causa seri problemi nelle relazioni interpersonali, sociali e familiari, arrivando a interessare ogni contesto. Il pedofilo è dunque un criminale affetto da un disturbo di personalità che compie reati gravissimi che si ripercuotono sulla società intera. E’ fondamentale comprendere che la condotta pedofila è <strong>recidiva</strong> e non può essere curata con le preghiere e presunti metodi spirituali, ma con l’<strong>isolamento del criminale in carcere </strong>(in strutture adatte a recepire questi individui) e un’adeguata e permanente <strong>terapia psichiatrica </strong>(che fornisca un potenziale percorso di recupero, i cui risultati devono comunque essere costantemente verificati e monitorati da specialisti). In ogni caso, il pedofilo deve sempre e per sempre essere allontanato da contesti in cui sono presenti minori (oratori, parrocchie, istituzioni religiose, scuole, campeggi ecc.).  E’ essenziale capire che la violenza che sorge da questa strutturale incapacità di avere rapporti alla pari con persone adulte costituisce un vero e proprio abuso di potere e, di conseguenza, si nutre, si sviluppa e si diffonde più facilmente in contesti fortemente gerarchizzati e strutturati nei quali il potere si esercita senza controlli, da parte di una casta e in nome di un’autorità che si definisce di attribuzione divina, cioè, per sua stessa natura libera e spesso al di sopra, o al di fuori, delle autorità civili: caratteristiche, queste, che definiscono <strong>alcuni aspetti strutturali</strong> <strong>della chiesa cattolica </strong>(non ovviamente tutti i fedeli e i sacerdoti).</p>
<p>La Colpa, infine, si propone di agire come un gruppo di pressione presso le istituzioni e le forze politiche italiane per ottenere una <strong>nuova legge </strong>che elimini la prescrizione, meccanismo che troppo spesso consente ai pedofili di rimanere impuniti, continuare a compiere abusi e a fare vittime indisturbati. La rimozione conseguente al trauma dell’abuso subito da un minore impedisce di riconoscere e tanto meno di denunciare la violenza e spesso ci vogliono venti, venticinque, trenta e anche quarant’anni prima che la mente e il corpo siano in grado di far emergere ciò che è accaduto; altro tempo, poi, è necessario per accettare e curare questo trauma, grazie al ricorso alla terapia specialistica che consenta di intraprendere un percorso di recupero e, appunto, di cura. Di fronte a tutto questo, le leggi in vigore, che prevedono la <strong>prescrizione del reato dopo soli 10 anni</strong>, risultano del tutto inadeguate (lo saranno anche quando si verificherà la ratifica della Convenzione di Lanzarote che prevede il raddoppio dei termini di prescrizione, anche se la situazione sarà certamente migliore). Una situazione <strong>solo sulla carta</strong> più favorevole alle vittime è quella disposta dall’attuale papa con l’approvazione, nel maggio 2010, delle nuove norme che portano la prescrizione a venti anni dal compimento della maggiore età del minore. Solo sulla carta, perché, come si è appreso negli ultimi giorni, per l’Italia, come per altri paesi, non è imposto al clero l’obbligo di denuncia dei pedofili all’interno della chiesa.</p>
<p>L’altra finalità immediata che il gruppo di pressione si propone è l’<strong>istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente sulla pedofilia clericale in Italia</strong>, con la partecipazione di rappresentanti delle vittime degli abusi e rappresentanti della chiesa; l’importante è che i criteri siano chiari, certi, pubblici e i risultati divulgati nel rispetto delle leggi democratiche. Finora la chiesa cattolica italiana si è sempre <strong>rifiutata</strong> di istituire anche solo una commissione interna con questo scopo, e tale non è la commissione – del resto, del tutto segreta – di cui ha dato notizia Bagnasco nella sua prolusione, in qualità di presidente, alla 63° Assemblea Generale della Cei.</p>
<p>Esistono delle caratteristiche peculiari della pedofilia clericale, senza con ciò voler creare un’inutile gerarchia tra reati. La sua specificità è data dalla <strong>dimensione sacrale</strong> &#8211; il ruolo del sacerdote che sfrutta il sentimento religioso, la sua autorità e la sua paternità fittizia per abusare di un minore -, dalla <strong>dimensione spirituale</strong> -i danni alle vittime implicano un diverso senso di colpa e di vergogna, una perdita di fiducia e la sensazione di tradimento, una confusione di carattere morale che coinvolgono appunto la sfera spirituale -, dalla <strong>dimensione sociale </strong>-lo status del sacerdote, del religioso e della religiosa, che godono di privilegi e di un credito socialmente riconosciuto molto più alto di qualsiasi altro membro della società, proprio in funzione di quella natura sacra che caratterizza la loro figura -, dalla <strong>dimensione istituzionale</strong> -la vittima ha<strong> </strong>a che fare non solo con il suo carnefice, ma con un’istituzione, di cui il pedofilo fa parte, che agisce anche a livello politico, oltre che sociale e religioso, con suoi propri organi di propaganda e informazione e che mette in piedi una rete di complicità. Istituzione che contiene al proprio interno una serie di elementi che favoriscono il fenomeno degli abusi e che attirano, proprio per la scarsità dei controlli e la risibilità delle pene, personalità abusanti. Tra questi elementi, l’imposizione obbligatoria del celibato, che è una con-causa della pedofilia clericale, perché contribuisce a formare una personalità immatura; a maggior ragione se il celibato è imposto come stile di vita a giovani adolescenti, come accade nei seminari minori e in molte istituzioni cattoliche. Basti pensare, poi, a quante occasioni ha un sacerdote di rimanere da solo con dei minori senza alcun controllo esterno. Sono queste le ragioni per le quali Salvatore Domolo, nel corso del primo incontro di Verona, ha proposto di considerare la pedofilia clericale come un crimine contro l’umanità (per la sua vastità numerica, geografica e per la rete di copertura istituzionale che la caratterizza); e per le stesse ragioni, Survivors Voice ha lanciato una petizione all’Onu per chiedere di rubricare la pedofilia sistemica sotto il titolo di crimine contro l’umanità.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lacolpa.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Tommaso Dell&#8217;Era</em></span></strong></a></p>
<p><em>(articolo pubblicato su Adista)</em></p>
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		<title>Charles e Angelo. Attenti a quei due</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 07:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/charles-e-angelo-attenti-a-quei-due/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnasco-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lo scenario, desolante, è da film poliziesco anni 70. “Le autorità brancolano nel buio”, citerebbe polemico a nove colonne il titolo del solito giornale che campa di retorica e frasi fatte. Ma Cronache laiche non rientra nella schiera di testate che si esprimono a suon di luoghi comuni, né è qui per recensire un b-movie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnasco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24021" title="bagnasco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnasco.jpg" alt="" height="230" /></a>Lo scenario, desolante, è da film poliziesco anni 70. “Le autorità brancolano nel buio”, citerebbe polemico a nove colonne il titolo del solito giornale che campa di retorica e frasi fatte. Ma <em>Cronache laiche</em> non rientra nella schiera di testate che si esprimono a suon di luoghi comuni, né è qui per recensire un b-movie né tanto meno vuole parlare, almeno in questa sede, del clima che si respirava in Italia ai tempi dell&#8217;austerity. Le autorità che brancolano nel buio, infatti, non indossano divise né impugnano pistole. Non portano basettoni, la loro barba è ben rasata e nemmeno sfoggiano un colorito linguaggio infarcito di parolacce e imprecazioni. No. Monsignor <strong>Charles Scicluna</strong> e il cardinale <strong>Angelo Bagnasco</strong> proprio non ce li vediamo in questi panni. Però nel buio brancolano lo stesso. Specie quando devono affrontare l&#8217;<em>affaire</em> “<strong>pedofilia nel clero</strong>”.</p>
<p>Quelle commesse dai preti pedofili sono «<em>spesso forme di abuso di potere a sfondo erotico</em>» ha affermato Scicluna che di mestiere fa il promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede (già tribunale dell&#8217;Inquisizione). In qualità di braccio della legge del Papa, è sul suo tavolo in Vaticano che passano tutte le segnalazioni di abusi o presunti tali compiuti da sacerdoti, che i vescovi raccolgono nelle loro diocesi. È lui che valuta i dossier, conduce l&#8217;indagine ed eventualmente rinvia a giudizio il presunto reo presso il prefetto della Congregazione, cardinale William Levada (il successore di Joseph Ratzinger).</p>
<p>L&#8217;idea che ci sia dell&#8217;<strong>erotismo</strong>, quindi desiderio, dietro la più devastante delle violenze esercitata su un essere umano indifeso, dimostra quanto sia incomprensibile, per questa cultura, la realtà del bambino (dunque della specie umana tutta). E spiega perché da duemila anni la pulsione psicotica del pedofilo, l&#8217;<strong>omicidio psichico</strong> che esso compie nei confronti del bambino, sia considerata dal legislatore che redige le norme del diritto canonico e dal magistrato che deve giudicare, un <strong>peccato “sessuale”</strong> da mondare come tanti altri con la confessione e qualche ave Maria in ritiro spirituale. Quando invece è un delitto tra i più efferati. Perché? Perché è determinato da una pulsione omicida che vuole distruggere qualsiasi possibilità di sviluppo della sessualità altrui.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/pedofilia.bmp"><img class="alignright size-full wp-image-24019" style="margin-left: 10px;" title="pedofilia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/pedofilia.bmp" alt="" /></a>Le vittime scelte lucidamente dai pedofili sono infatti nell&#8217;età in cui ancora non c&#8217;è la sessualità piena e formata. Questa si definisce con l&#8217;adolescenza. Inoltre, solo laddove c&#8217;è la sessualità ci può essere scambio di desiderio reciproco. E se c&#8217;è desiderio non è violenza. Pertanto ogni atto “a sfondo erotico” compiuto nei confronti di una persona in età pre-adolescenziale, è solo ed estremamente violento e distruttivo: impedisce la realizzazione di una caratteristica specifica umana.</p>
<p>Tutto ciò evidentemente sfugge anche al cardinale Angelo Bagnasco. Incontri di <strong>formazione</strong> e corsi di <strong>esercizi spirituali</strong> per i sacerdoti. È questa la ricetta prescritta dal presidente della Conferenza episcopale italiana per evitare che si verifichino altri scandali nella Chiesa genovese dopo la vicenda di don Seppia (per inciso, in qualità di arcivescovo di Genova dovrebbe spiegare lui per primo cosa ha fatto per impedire al sacerdote di agire indisturbato). Bagnasco l&#8217;ha comunicata ai suoi più stretti collaboratori in occasione della recente riunione del Consiglio presbiterale e dei Vicari forane, secondo quanto riferisce il settimanale cattolico <em>Il Cittadino</em> che ha pubblicato un estratto dell&#8217;incontro. «<em>Non si può aspettare che passi la tempesta</em>» ha detto il porporato. Da qui il suo richiamo alla fedeltà alla vocazione sacerdotale e a una maggior cura e impegno nella formazione, sia quella in preparazione al sacerdozio, sia quella permanente. «<em>Gruppi più ristretti per affrontare tematiche specifiche in cui affrontare temi etici e morali</em>». Lode all&#8217;impegno. Ma non è chiaro chi spiegherà agli uomini di Chiesa cosa sia la sessualità umana. E come essa vada difesa dalla pulsione omicida del pedofilo, non demonizzata.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://federicotulli.wordpress.com" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;"><em>Federico Tulli</em></span></strong></a></p>
<div class="intestazioneRedazione_separatore" style="font-size: 30px; color: #6c6c6c; text-align: center; margin-bottom: 30;"><em>&#8230;..</em></div>
<p><span style="color: #006699;"><em><strong>L&#8217;evento</strong></em></span><br />
<em>Si svolge venerdì primo luglio a Verona la II Giornata della Memoria organizzata dalle vittime italiane dei reati di pedofilia commessi da religiosi.</em><br />
<em>Gli ex allievi dell’istituto Antonio Provolo di Verona &#8211; con il supporto di Associazione Sordi A.Provolo, Associazione Sordi Basso Veronese, Associazione Non Udenti Provolo, Associazione La Colpa e Survivor’s Voice Europe &#8211; organizzano una manifestazione davanti all’Istituto Provolo(ore 17) e una conferenza stampa (ore 18,30):</em><br />
<em>- Per ricordare le vittime degli abusi sessuali dei sacerdoti dell’Istituto Provolo.</em><br />
<em>- Per sollecitare il Vaticano a esprimersi dopo che la commissione curiale ha avuto modo di sentire il racconto delle vittime. Tenuto anche conto che il presidente della commissione, Mario Sannite, ha dichiarato in una intervista televisiva del 24 maggio 2011 a Matrix (Canale 5), che «almeno tre, tra sacerdoti e religiosi, hanno ammesso gli abusi».</em></p>
<p><em><strong>Info</strong>: <a href="http://www.lacolpa.it">www.lacolpa.it</a> </em></p>
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		<title>Chi di sesso ferisce</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/chi-di-sesso-ferisce/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Lucifero-e-la-lussuria-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il caso delle cosiddette Magdalene, le donne “perdute” irlandesi costrette alla clausura e al lavoro forzato, di cui si sta occupando la commissione contro le torture dell’ONU, e del quale ha dato notizia, unico tra i grandi quotidiani, Repubblica del 4 giugno scorso, induce a svolgere alcune riflessioni sullo stato di salute della Chiesa cattolica in Europa e nel mondo in generale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Lucifero-e-la-lussuria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-22507" title="Lucifero e la lussuria" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Lucifero-e-la-lussuria.jpg" alt="" width="227" height="291" /></a>Il caso delle cosiddette Magdalene, le donne “perdute” irlandesi costrette alla clausura e al lavoro forzato, di cui si sta occupando la commissione contro le torture dell’ONU, e del quale ha dato notizia, unico tra i grandi quotidiani, <em><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/06/04/news/le_30_mila_lavandaie_irlandesi_schiavizzate_e_nessuno_che_chiede_almeno_scusa-17220017/">Repubblica</a></em> del 4 giugno scorso, induce a svolgere alcune riflessioni sullo stato di salute della Chiesa cattolica in Europa e nel mondo in generale. È possibile che il triste fenomeno delle lavandaie irlandesi fosse circoscritto nel tempo e nello spazio, ma non si può negare che esso costituisce un tassello, un altro, all’interno del quadro a tinte sempre più fosche del <strong>morboso rapporto </strong>che la Chiesa intrattiene con il sesso.</p>
<p>Va detto che la dottrina sessuofobica della religione cristiana, e del cattolicesimo in particolare, è così pervasiva che, anche per quanti abbiano smesso di credere spesso occorrono anni perché l’equazione sesso-peccato appaia in tutta la sua grottesca insostenibilità e il suo rigetto non rimanga una mera acquisizione intellettuale. Il processo di “ritorno alla natura” non è affatto immediato, e chi lo abbia vissuto con consapevolezza avrà potuto constatare che, come cerchi concentrici che si allargano sull’acqua a partire da un unico punto, i suoi effetti tendono a propagarsi ad ambiti della vita e della personale visione del mondo che inizialmente non sembravano avere diretti collegamenti con la condanna dell’atto sessuale in sé. Un esempio: il concetto di “donna di facili costumi” – frutto della <strong>misoginia</strong> che scaturisce di necessità da una dottrina sessuofobica ideata e gestita <strong>da soli uomini </strong>– perderà gradatamente di consistenza, perché si riconoscerà a quella donna particolare, e alle donne in generale, il diritto di gestire le proprie relazioni sociali, affettive e fisiche come meglio credono, con l’unica ovvia limitazione – valida per tutti e in tutti i campi – di non danneggiare il prossimo. Una volta giunti a maturazione di questo processo di “riavvicinamento” alla natura anche l’<strong>obbligo di castità a vita </strong>imposto agli ecclesiastici e alle religiose apparirà in tutta la sua abnorme contrarietà alla natura (umana e universale), oltre che nella sua triste inutilità.</p>
<p>A seguito dei sempre più frequenti casi di <strong>pedofilia all’interno del clero cattolico</strong>, timide voci si sono talvolta levate a sostenere che il fenomeno non fosse che una conseguenza – degenerata, certo, ma pur sempre conseguenza – di questa innaturale condizione di vita e dell’approccio malato al sesso che contraddistingue la religione cattolica. Le più alte cariche ecclesiastiche sono immediatamente intervenute con sdegno a tacitare simili illazioni, ma la realtà parla più chiaro e forte delle loro voci stentoree. Cardinali, papi, vescovi e preti che si ostinano a negare la connessione esistente tra la castità imposta, la condanna del sesso come puro atto affettivo e ricreativo, e il rischio dar sfogo alle proprie represse pulsioni in maniera deviata mentono sapendo di mentire. Prova ne è che l’abuso di minore è previsto e trattato in maniera speciale nel diritto canonico e, finché il mondo non ha puntato i suoi riflettori su questa piaga endemica, esso è stato addirittura <strong>tollerato</strong>, venendo contrastato con le sole blande misure di cui ora tutti sono a conoscenza: ritiro spirituale e trasferimento del religioso “peccatore” di diocesi in diocesi. Si tratta quindi di un <strong>effetto collaterale </strong>indesiderato ma ampiamente previsto all’interno di questo sistema deformato e deformante.</p>
<p>Il fatto è che <strong>pedofilia</strong>, <strong>misoginia</strong> e <strong>disturbi della sessualità </strong>in genere sono conseguenze dirette della politica sessuofobica tuttora caparbiamente adottata dalla Chiesa. Perché questa istituzione, nonostante l’anacronismo e l’illogicità di tali posizioni, continui ad abbarbicarvisi e a tentare maldestramente di imporle a una società sempre più libera e matura è piuttosto comprensibile: se la Chiesa rinunciasse alla condanna del sesso in ogni sua forma che non sia quella strettamente finalizzata alla procreazione (e con il minimo piacere possibile) perderebbe la sua <strong>specificità caratterizzante</strong>, e la sua identità andrebbe a diluirsi in una serie di norme ampiamente condivisibili di senso comune, come non uccidere, non rubare e non dire le bugie. La sessuofobia è dunque <strong>la pietra </strong>su cui la Chiesa, soprattutto quella cattolica, ha fondato la propria forza e la propria capacità di tenere in scacco gli uomini, ché, se certo non sono tutti aspiranti ladri o assassini, sono però tutti aspiranti &#8220;lussuriosi&#8221;, e quindi (possibili) peccatori. Questa è stata un’ottima strategia finché il reato è coinciso con il peccato, ossia finché la Chiesa ha potuto esercitare, più o meno direttamente, il potere temporale. Il processo culturale collettivo di riavvicinamento alla natura, avviatosi con la separazione tra Stato e Chiesa, è lento e faticoso, ma la crepa è già aperta, e alla fine è molto probabile che proprio la sessuofobia – con tutte le sue conseguenze più nefaste, quali appunto pedofilia, misoginia, omofobia – sarà la pietra su cui la Chiesa finirà per inciampare, e il sesso negato negherà la Chiesa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
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		<title>L&#8217;oscura coincidenza salesiana</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 13:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/loscura-coincidenza-salesiana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/torrea_salesiani-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«Otto anni di Salesiani lasciano il segno» diceva Berlusconi al convegno organizzato all’Auditorium della conciliazione a Roma appena un mese fa per “suonarsela e cantarsela” fra ammiratori e cofondatori del Pdl. Nella stessa occasione il nostro sottosegretario Giovanardi, cercando di ripristinare dei fondi alla famiglia che l’esecutivo aveva tagliato, rivendica la medesima formazione scolastica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/torrea_salesiani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21979" title="torrea_salesiani" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/torrea_salesiani-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>«<em>Otto anni di Salesiani lasciano il segno</em>» diceva <strong>Berlusconi</strong> al convegno organizzato all’Auditorium della conciliazione a Roma appena un mese fa per “suonarsela e cantarsela” fra ammiratori e cofondatori del Pdl.<br />
Nella stessa occasione il nostro sottosegretario <strong>Giovanardi</strong>, cercando di ripristinare dei fondi alla famiglia che l’esecutivo aveva tagliato, rivendica la medesima formazione scolastica del premier che prontamente lo liquida così: «<em>Mi hai talmente sfinito che se Tremonti non tira fuori i 50 milioni di euro per il piano famiglia, quei soldi te li do personalmente io</em>». E poi chiude in bellezza chiamando pubblicamente un ministro italiano “cane da polpaccio”, ma con simpatia, s’intende, d’altra parte si sa quanto è simpatico il nostro premier.</p>
<p>Dunque in poco meno di mezz’ora scopriamo che sia Berlusconi che Giovanardi hanno studiato dai <strong>Salesiani</strong>. Ma cosa mai possono insegnare questi derivati di Don Bosco per ridurre le persone così? Fra i principi pedagogici risulta regola non imporsi mai e semmai più che reprimere, prevenire. Per Wikipedia “<em>L&#8217;anima della pedagogia salesiana è la &#8220;carità pastorale</em>&#8220;<em>: gli educatori sono invitati ad agire con amore, cordialità e affetto. Bisogna, inoltre, far comprendere ai giovani di essere amati, poiché chi sa di essere amato ama a sua volta</em>”. Dunque, <strong>carità</strong>, <strong>comprensione</strong>, e dispensare <strong>amore</strong>.</p>
<p>Evidentemente da questi principi vagamente <em>hippy</em> il passo è breve per diventare <strong>erotomani</strong> vecchietti a caccia di bellezza e gioventù, o <strong>sessuofobi</strong> per niente caritatevoli verso chi l’amore lo dispensa a modo suo. Forse bisogna frequentare per almeno otto anni i Salesiani per poter comprendere quali sono i “segni” che restano impressi.</p>
<p>Ma queste sono solo illazioni gratuite che lasciano il tempo che trovano se, però, non fossero supportate da un’inquietante notizia che, ancora una volta, ci riporta all’ordine salesiano. Ci chiedevamo come mai la Chiesa fosse così fredda nel prendere distacco e nel condannare gli atti di <strong>pedofilia</strong> di cui si macchiano i suoi dipendenti, forse oggi la questione apparirà meno sorprendente. In <strong>Olanda </strong>esiste un’associazione che dal 1982 tenta di sdoganare la pedofilia e renderla un fatto socialmente accettato. L’associazione si chiama <a href="http://www.martijn.org/">Martijn</a> ha un sito personale su internet con caste fotografie di bambini a torso nudo, e rivendica il <strong>diritto</strong> dei pedofili ad amare. L’associazione non è illegale, sebbene non si tratti esattamente di una minoranza condannata per il suo orientamento sessuale che rivendica la propria identità sociale, ma di un vero e proprio ricettacolo di persone emotivamente instabili che la psichiatria ha definito “<em>disturbate da un punto di vista sessuale</em>” e che rivendicano, sostanzialmente, il diritto di commettere un <strong>reato</strong> –si badi che parliamo di reati e non di peccati- abusando di minori.</p>
<p>Ed ecco la rivelzione: del consiglio di amministrazione fa parte un vecchietto di settantatré anni anche lui, salesiano anche lui, ma ancora di più perché lui è proprio un <strong>prete </strong>salesiano, “<strong>Padre Van B</strong>.” sottoposto di <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/don-seppia-e-padre-spronck-lasciate-che-i-pargoli/" target="_blank">padre Herman Spronck</a></strong>, capo dell’Ordine olandese. E mentre Spronck si limita a dire che «<em>i membri di questa organizzazione non rientrano nello spirito salesiano</em>», mentre Van B. rilascia interviste in cui difende le relazioni pedofile dichiarando «<em> la società pensa che queste relazioni siano pericolose. Non sono d’accordo</em>», mentre in tutto questo le <strong>alte sfere</strong> civili e religiose tacciono, le uniche parole che sembrano avere una luce diversa dal solito sono quelle di <strong>Don Bosco</strong>:  «<em>Quando un giovanetto sa distinguere tra pane e pane, e palesa sufficiente istruzione, non si badi più all’età e venga il Sovrano Celeste a regnare in quell’anima benedetta</em>». Ma è probabile che anche queste debbano essere contestualizzate.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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