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	<title>Cronache Laiche &#187; pedofilia</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Teocrazia strisciante: la legge è uguale per tutti?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 07:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/teocrazia-strisciante-la-legge-e-uguale-per-tutti/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/Demo-teocrazia-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il settimanale The Economist ha sentito in questi giorni la necessità di dedicare ben due articoli (quelli del 5 e del 6 agosto) allo stato di salute della Chiesa cattolica in Europa. L’analisi verte soprattutto sulle conseguenze degli scandali di reati di pedofilia che in molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10715" title="Demo-teocrazia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/Demo-teocrazia.jpg" alt="Demo-teocrazia" width="292" height="286" />Il settimanale <em>The Economist</em> ha sentito in questi giorni la necessità di dedicare ben due articoli (quelli del <a href="http://www.economist.com/node/16740795">5 </a>e del <a href="http://www.economist.com/node/16743323">6 </a>agosto) allo stato di salute della Chiesa cattolica in Europa. L’analisi verte soprattutto sulle conseguenze degli scandali di reati di pedofilia che in molti Paesi hanno travolto il clero nei mesi scorsi e sulle modalità – evolutesi col trascorrere del tempo e con l’accrescersi del numero dei casi emersi – con le quali il Vaticano ha stabilito di gestire la situazione.</p>
<p>Nulla di particolarmente nuovo emerge a questo proposito dalle riflessioni del prestigioso settimanale: «<em>Invece di accettare interamente il primato della legge secolare, il Vaticano dà ancora l’impressione di considerare il problema come una questione di pulizia interna</em>». In sostanza si ripete, per lo più, quanto è stato già sottolineato in abbondanza da parecchi osservatori, non da ultimi, da queste stesse <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/08/pedofilia-nel-clero-la-strategia-del-perdono/">pagine</a>: il Vaticano, pur avendo previsto inasprimenti delle pene canoniche da comminarsi a chi si macchia di tali <strong>peccati</strong>, continua a non prendere neanche in considerazione l’idea che i colpevoli di pedofilia vadano immediatamente deferiti alle autorità secolari competenti.</p>
<p>Interessante però è il fatto che la questione sia posta in maniera più diffusa e globale: è ancora pensabile che nelle contemporanee democrazie occidentali vi siano istituzioni cui è consentito autoregolamentarsi anche nel caso in cui vi sia di mezzo la commissione di reati? La sacrosanta – e spesso in Italia violata – separazione tra Stato e Chiesa, implica che lo Stato debba tenersi al di fuori delle faccende delle istituzioni religiose anche quando queste violano la legge del Paese?</p>
<p>Il settimanale cita a esempi i casi di alcuni paesi i cui devoti, che erano e sono ancora molti, sconvolti dall’aggravarsi e dall’evidenza degli abusi commessi dagli ecclesiastici sui minori, hanno radicalmente mutato atteggiamento nei confronti della supposta inviolabilità dell’istituzione: Irlanda e Belgio. E l’Italia? Anche dall’altra parte dell’Atlantico risulta evidente che l’italiano medio non è ancora disposto a deporre il suo atavico attaccamento per l’abito talare, ma, dimostrando una fiducia forse un po’ eccesiva nella capacità di indignazione e di adeguamento del proprio comportamento del popolo italiano, si prospetta anche per noi la possibilità che in un futuro non lontano smetteremo di difendere per principio la gerarchia cattolica e pretenderemo da essa lo stesso rispetto della legge che si pretende da qualunque cittadino.</p>
<p>Ciò è tanto più urgente in un momento storico in cui «<em>le democrazie occidentali si affannano per trovare un posto, se mai ve ne sia uno, da accordare a quelle culture minoritarie che desiderano regolare i propri affari di famiglia sotto le leggi dell’islam o di altre fedi minori</em>».</p>
<p>Il problema sollevato dall’<em>Economist </em>non è in effetti di poco conto. La difesa della propria identità storica e culturale, più che lecita entro certi limiti, se anziché essere condotta in nome di una vera laicità, è condotta all’insegna di una religione nella quale si vogliono assommati i tratti fondanti della nazione, non può che portare a contraddizioni ed eventi infausti. Come si può obbligare una donna a non vestire il burqa, quando si costringe suo figlio a studiare in un aula dove campeggia una <strong>croce</strong>? Come si può seriamente mettere al bando la pratica delle <strong>mutilazioni genitali femminili</strong>, se per punire i reati commessi dai sacerdoti sui nostri bambini siamo disposti ad ammettere l’utilizzo di due pesi e due misure?</p>
<p>Solo le persone più accorte e in grado di analizzare con il distacco necessario l’era in cui viviamo saranno in grado di cogliere l’importanza che per il nostro futuro rivestono tali interrogativi. Per gli altri, l’importante è difendere principi astratti e obsoleti; poco importa se se essi sono destinati a deflagrare nell’impatto con la realtà.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
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		<title>Pedofilia nel clero, la strategia del perdono</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 05:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto XVI]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/pedofilia-nel-clero-la-strategia-del-perdono/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/preti-pedofili-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Benedetto XVI ha inviato, per bocca del segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, un messaggio all’associazione cattolica statunitense I Cavalieri di Colombo (che conta quasi due milioni di affiliati), riunitasi in questi giorni a Washington. Secondo il papa, “la risposta più efficace […] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10623" title="preti-pedofili" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/preti-pedofili.jpg" alt="preti-pedofili" width="298" height="254" />Benedetto XVI</strong> ha inviato, per bocca del segretario di Stato vaticano <strong>Tarcisio Bertone</strong>, un messaggio all’associazione cattolica statunitense <em>I Cavalieri di Colombo</em> (che conta quasi due milioni di affiliati), riunitasi in questi giorni a Washington.</p>
<p>Secondo il papa, “<em>la risposta più efficace […] agli attacchi, spesso ingiusti e infondati, alla Chiesa e ai suoi leader</em>” è  “<em>una grande fedeltà alla parola di Dio, una più risoluta ricerca della santità, un accresciuto impegno alla carità nella verità da parte di tutti i fedeli</em>”.</p>
<p>Un passo importante, un’affermazione politica che non può cadere sotto silenzio perché svela la strategia che il Vaticano sceglie per uscire dallo scandalo della pedofilia nel clero e rafforzare le file interne.</p>
<p>Innanzitutto la negazione. Gli attacchi sarebbero “<em>spesso ingiusti e infondati</em>”, ossia il problema è inferiore a quello propagato dai media. Sappiamo bene che invece il problema è superiore e di molto, perché uno a uno continuano a venire fuori casi vecchi di anni se non decenni, sempre taciuti e coperti dal Vaticano anche con l’attiva partecipazione dell’allora capo della Congregazione della dottrina fede,<strong> <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/ratzinger-la-richiesta-di-dimissioni-arriva-dalla-spagna/" target="_blank">lo stesso Ratzinger</a></strong>. E quanti di questi casi non verranno mai alla luce, relegando all&#8217;oblio il dolore delle vittime e l&#8217;impunità dei colpevoli?</p>
<p>Ma il passo più offensivo viene dopo. Forse qualcuno, anche all’interno di una platea di accoliti, avrebbe potuto aspettarsi una dichiarazione di rigore, di lotta serrata verso chi commette un delitto immondo quale quello di violentare l’infanzia, l’affermazione di una seria volontà dell’istituzione Chiesa di collaborare con la giustizia. Invece, per superare questo momento di crisi, dal papa arriva una sola ricetta, i cui ingredienti sono la “<em>fedeltà alla parola di Dio</em>”, la  “<em>ricerca della santità</em>” e, infine, “<em>un accresciuto impegno alla carità nella verità da parte di tutti i fedeli</em>”.</p>
<p>Ma cos’è la <strong>carità nella verità</strong>? Come possono entrare la misericordia, l’amore, il compatimento e la pietà in quella abominevole verità che sta emergendo sui casi di pedofilia?</p>
<p>Il messaggio è chiaro. La <strong>carità</strong> è il preludio del <strong>perdono</strong>. E il perdono lava il <strong>peccato</strong> di chi ha abusato di uno, dieci o mille bambini. Di altro non c’è bisogno. La comunità cattolica deve usare la carità nella verità per ricercare la santità per se stessa. Solo perdonando, il più cristiano degli insegnamenti, la Chiesa verrà fuori da questa piaga.</p>
<p>La pedofilia, dunque, continua a essere vista dalla Chiesa come un <strong>problema interno</strong>. Uno sfregio alle migliaia di vittime, che ancora credano nel dio cattolico o non più. Se la giustizia terrena non ridarà certo loro un’infanzia scippata, quella divina (o presunta tale), usando il perdono verso i carnefici come mezzo di elevazione verso la santità, diventa fatalmente corresponsabile dei loro orrendi delitti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Lettera a te, vittima di un prete pedofilo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 06:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/lettera-a-te-vittima-di-un-prete-pedofilo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/pretipedofili.JPG class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Caro amico o cara amica,
anche Tu, come noi sei la vittima di un prete che Ti ha abusato sessualmente. Già solo dirlo e scriverlo diventa pesante. Quanti sentimenti. Vergogna, rabbia, paura, sensi di colpa.
E quanti silenzi. Con se stessi, con i familiari, con amici e colleghi.
Lui però Te lo ricordi bene, e Ti ricordi bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8458" title="pretipedofili" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/pretipedofili.JPG" alt="pretipedofili" width="271" height="271" />Caro amico o cara amica,<br />
anche Tu, come noi sei la vittima di un prete che Ti ha abusato sessualmente. Già solo dirlo e scriverlo diventa pesante. Quanti sentimenti. Vergogna, rabbia, paura, sensi di colpa.<br />
E quanti silenzi. Con se stessi, con i familiari, con amici e colleghi.</p>
<p>Lui però Te lo ricordi bene, e Ti ricordi bene anche tutte le volte che Ti si è avvicinato. Lo stimavi, tutti lo stimavano. Quando ne approfittava non capivi, non capivamo, eravamo confusi.</p>
<p>Pensavamo di essere noi sporchi e cattivi. E siamo rimasti segnati per sempre. Con quante fatiche, con quante fragilità e traumi abbiamo convissuto. Solo dopo, da grandi, abbiamo compreso che era un porco. Che era lui il cattivo e il carnefice. Che la colpa era sua.</p>
<p>Solo dopo abbiamo capito  che non aveva approfittato solo di noi, ma di chissà quanti altri. Che si sapeva del suo vizio, della sua depravazione.</p>
<p>Alcuni di noi avevano avuto la forza o l&#8217;innocenza di rivelarlo a casa o con gli amici o in parrocchia o in collegio. E&#8217; stato un altro dramma. Non si poteva parlarne apertamente, ci spiegavano che erano fantasie morbose, che bisognava tacere. Ancora una volta eravamo noi a sbagliare.</p>
<p>Solo dopo, da grandi, abbiamo capito che nella chiesa non si poteva accusare un sacerdote per aver abusato di un bambino. Che tutto veniva coperto. Che lui era stato trasferito ad altra destinazione, con altri bambini.</p>
<p><strong>In questi mesi tutti i giornali parlano di noi. Ma noi continuiamo a non parlare.</strong></p>
<p>Abbiamo vergogna, ci sentiamo impotenti. Sono passati tanti anni, meglio lasciare perdere. Abbiamo già sofferto e pagato tanto.</p>
<p>Lui, il nostro carnefice magari è morto o vecchio, ma nessuno lo ha mai accusato. Oppure è ancora con altri bambini in Italia o in missione. E come lui altri preti pedofili proseguono la loro caccia.</p>
<p>Sanno che il  ruolo e l&#8217;autorità li favoriscono nel trovare le prede e nell&#8217;essere protetti.</p>
<p>La Chiesa italiana riconosce che esiste il problema della pedofilia al proprio interno, ma sembra che non esistano  i preti pedofili. Quando si fanno i nomi tutto diventa incerto, impronunciabile.</p>
<p>In altre nazioni le vittime di abusi sessuali da parte di persone consacrate si sono riunite. Hanno iniziato a parlarsi e a denunciare. In alcuni stati sono state istituite commissioni indipendenti, alcune individuate dai governi . Le vittime sono state ascoltate, tutelate anche legalmente.</p>
<p>In Italia il percorso di riconoscimento è complicato, una parete verticale . Ognuno di noi ne ha sperimentato le difficoltà. Ma  sappiamo e sentiamo di essere in tanti. E aspiriamo a una qualche giustizia.</p>
<p>Alcune vittime come Te hanno deciso di tentare un collegamento.</p>
<p>Abbiamo formato un gruppo di coordinamento, stiamo allestendo un sito,  <strong><a href="http://www.lacolpa.it/" target="_blank">www.lacolpa.it</a></strong>,  e abbiamo organizzato un incontro.</p>
<p><strong>A Verona il 25 settembre</strong> ci si ritroverà per uno scambio di esperienze e per valutare  come agire a favore delle vittime dei preti pedofili in Italia.</p>
<p>Non è facile muoversi e aver voglia di parlare, ma pensiamo sia utile per Te e per tutti noi.</p>
<p>Il 25 settembre ci saranno dei momenti riservati, con tutela della privacy, alle vittime e ai loro familiari. Ai giornalisti che hanno richiesto di partecipare dedicheremo uno spazio apposito.</p>
<p>E&#8217; la prima occasione  in Italia. La Tua presenza sarebbe proprio importante.</p>
<p><em><strong>Per informazioni o contatti:</strong></em><br />
Salvatore Domolo   cell. 339 5263632<br />
Marco Lodi Rizzini cell. 348 4200949<br />
<a href="javascript:message_new('mailto',%20{mailto:'info@lacolpa.it',%20folder:'SU5CT1g=',%20msgid:'',%20subject:%20'',%20body:'0'})" target="_self">info@lacolpa.it</a></p>
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		<title>Indulgenza per i pedofili, al rogo i gay. I deliri di monsignor Babini</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/indulgenza-per-i-pedofili-al-rogo-i-gay-i-deliri-di-monsignor-babini/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/gayrogo1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Omosessualità e pedofilia: "scientificamente non vi é relazione tra le due cose. Ma io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo che si penta e soffre della sua condizione che di questi viziosi. Le dico di più, se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei denunciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10158" title="gayrogo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/gayrogo1.jpg" alt="gayrogo" width="281" height="305" /><strong>Omosessualità e pedofilia</strong>: &#8220;<em>scientificamente non vi é relazione tra le due cose. Ma io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo che si penta e soffre della sua condizione che di questi viziosi. Le dico di più, se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei denunciato, ma cercato di redimere. Un padre come é il Vescovo per un sacerdote, non denuncia i figli che sbagliano e si pentono. Ma con i viziosi bisogna essere intransigenti&#8221;.</em></p>
<p>Questa delirante dichiarazione è stata fatta dall’“emerito” <a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/5023-i-sacerdoti-gay-descritti-in-panorama-sono-viziosi-e-preversi-li-vedrei-bene-in-prigione-ho-piu-pieta-per-un-pedofilo-che-per-loro-certe-vergogne-prima-non-avvenivano"><strong>Monsignor Giacomo Babini</strong></a>, Vescovo di Grosseto, dopo il dossier sui preti gay pubblicato da Panorama. La gravità di tali affermazioni è inaudita, e si commentano da sole. Siamo di fronte a una palese negazione dei diritti umani. Quei diritti umani che, in Italia, dovevano essere sanciti da una legge contro l&#8217;omofobia. Una legge che dopo mesi di confronti e discussioni è stata affossata alla Camera. Quella stessa legge che secondo il Ministro Carfagna doveva essere riproposta entro pochi mesi. “<em>E’ necessaria ovunque la piena protezione, l’omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni stati, ma non possiamo ignorare il fatto che gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono oggetto non solo di violenze, ma di discriminazioni in vari aspetti della loro vita</em>”, aveva detto contrariato l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, <strong>Navi Pillay</strong>, bacchettando l’Italia per la bocciatura del provvedimento. Ma nonostante i continui rimproveri della comunità europea e i  numerosi solleciti al governo italiano per mettersi al pari degli altri Paesi europei, da quell&#8217;ottobre 2009 sono passati dieci mesi e tutto tace. Il provvedimento è finito nel dimenticatoio.</p>
<p>Chi non tace, invece, e continua a sputare veleno sugli omosessuali è la Chiesa, che minaccia fuoco e fiamme se il provvedimento dovesse vedere la luce. Ma può stare tranquilla, con una classe politica (centro-destra e centro-sinistra in egual misura) prona a novanta gradi al suo cospetto, una legge italiana contro l&#8217;omofobia,  è un “pericolo” che, almeno per il momento, non corre.</p>
<p>Restiamo attoniti di fronte a tanta cattiveria e tanta acredine ingiustificata. Siamo indignati davanti a questa mancanza di rispetto e a cotanto sparlare. Ma come? Un pedofilo non è un “pervertito vizioso” e lo è invece un gay? Un pedofilo, che sevizia un bambino innocente e indifeso, merita l’“indulgenza ” e un omosessuale,  che ama e pratica sesso con un adulto consenziente, è un pervertito che deve bruciare nelle fiamme dell’inferno? E’ davvero incomprensibile. E’ possibile che la Chiesa non abbia un briciolo d’umanità e non si renda conto che è ora di liberare gli omosessuali da una condizione che li ha costretti nei secoli a vivere dolorosamente la loro “diversità”?</p>
<p>Solo una mente intrisa di vetero-cattolicesimo, bigotta, può pensare all’omosessualità come una colpa da fare espiare nei lager della propria fantasia da espiazione. Solo l’idea della “diversità” vista in chiave negativa, come “minaccia” della propria identità, può generare quei sentimenti di paura, ansia, sospetto che fanno salire, per autodifesa, l’eterosessuale ad un gradino più alto nella scala dell’umanità.</p>
<p>Ma come si può parlare di carità cristiana e al contempo essere così palesemente discriminatori? E’ possibile che ancora oggi l’essere umano possa essere messo alla gogna per le sue preferenze sessuali? Una società davvero civile pone l’umanità tutta sullo stesso gradino. Un uomo si valuta e merita più o meno rispetto per quello che è, per le sue azioni, per il suo senso civico, per la sua correttezza, e per le idee che esprime, non per la sua condizione o per le sue preferenze. Se le idee della Chiesa sono quelle che ha esternato il Vescovo di Grosseto, senza pudore alcuno e con disarmante arroganza, c&#8217;è di che preoccuparsi, e anche molto.</p>
<p><strong>E’ solo Amore<br />
</strong><em>di Roberto Benigni</em></p>
<p><em>“È una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. <strong>Di peccati c’è solo la stupidità</strong>. Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine, ricordo che gli omosessuali sono stati seviziati e morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale s’innamori focosamente di una persona dell’altro sesso, e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. È incredibile che si parli ancora degli omosessuali così, con questa incredibile rozzezza. Sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno. <strong>Nella storia dell’umanità ci hanno fatto doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore”.</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Eleonora Gitto</em></span></strong></p>
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		<title>Con la scusa della pedofilia</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/07/con-la-scusa-della-pedofilia/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 04:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto XVI]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/con-la-scusa-della-pedofilia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/Vescovi_adn-400x3001-300x225-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 15 luglio è stato reso pubblico il nuovo documento della Congregazione della dottrina della fede approvato da Benedetto XVI il 21 maggio scorso. Si tratta di una riscrittura del documento Delicta graviora del 2001, che sottraeva di fatto i preti pedofili al giudizio delle leggi civili.
Questa “notiziona” salutata dai media come “svolta” nella lotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9648" title="Vescovi_adn-400x3001-300x225" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/Vescovi_adn-400x3001-300x225.jpg" alt="Vescovi_adn-400x3001-300x225" width="300" height="225" />Il 15 luglio è stato reso pubblico il nuovo documento della Congregazione della dottrina della fede approvato da Benedetto XVI il 21 maggio scorso. Si tratta di una riscrittura del documento <strong>Delicta graviora</strong> del 2001, che sottraeva di fatto i preti pedofili al giudizio delle leggi civili.</p>
<p>Questa “notiziona” salutata dai media come “svolta” nella lotta alla pedofilia è servita a far quasi ignorare la vera novità del documento, cioè l’inserimento fra i “delitti gravissimi” contro la fede, che comportano la scomunica automatica, della consacrazione sacerdotale di una donna…<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>La Chiesa. Sempre contro le donne.</strong><br />
“<em>Perché infilare in questo testo (art.5)</em>”, si chiede in un comunicato il coordinatore nazionale di “Noi siamo Chiesa”, “la scomunica latae sententiae a chi procede alla ‘sacra ordinazione di una donna’ (e naturalmente per la donna che la riceve)? Mi sembra una posizione difensiva ed anche arrogante. Sembra scritta solo per essere revocata tra qualche anno”.</p>
<p>Maria Vittoria Longhitano, <strong>prima donna sacerdote italiana</strong>, consacrata il 23 maggio 2010 secondo il rito vetero-cattolico (nato da una scissione della chiesa cattolica a fine ottocento, per il rifiuto del dogma dell’infallibilità)Se tale posizione sarà revocata fra qualche anno non lo so e che sia arrogante è indubbio. Non mi pare però frutto di una coincidenza o di un caso che la Chiesa, mentre è costretta dall’indignazione generale a mostrare il pugno duro contro i preti maschi, aggravi le pene contro le donne che pretenderebbero di “elevarsi” alla loro altezza mettendole di fatto sullo stesso piano di un prete pedofilo!</p>
<p>La cosa ha piuttosto il suono di un duro avvertimento a non toccare il potere maschile anche se oggi piuttosto vacillante. Ricordatevi, sembra voler dire Benedetto XVI, che benché indegnissimo pedofilo, il prete ‘è per sempre’ (come il diamante della pubblicità), mentre<strong> la donna dal sacerdozio è per sempre esclusa</strong>, a conferma di quanto detto nel 1995 proprio dalla Congregazione della dottrina della fede, allora presieduta da Ratzinger. La dichiarazione, approvata da Giovanni Paolo II e che si autodefiniva “infallibile” (lo ricordino i cattolici riformatori un po’ distratti), diceva: “Dubbio: Se la dottrina, secondo la quale la chiesa non ha la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, proposta nella lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis come da tenersi in modo definitivo, sia da considerarsi appartenente al deposito della fede.<br />
“Risposta: Affermativa. Questa dottrina esige un assenso definitivo poiché, fondata nella parola di Dio scritta e costantemente conservata e applicata nella tradizione della chiesa fin dall’inizio, è stata proposta infallibilmente dal magistero ordinario e universale” [miei i corsivi].<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>E la lotta alla pedofilia?</strong><br />
Forse per questo stesso motivo, cioè per un invincibile rispetto verso uno della propria “casta”, anche lo sbandierato “giro di vite” e la proclamata “svolta” nella lotta senza tregua alla pedofilia non sono poi tali, non tanto per quanto riguarda le pene “interne” canoniche ma per quanto riguarda il punto sempre in passato dolente, ossia la denuncia alle autorità civili.</p>
<p>Pare dubitarne anche “Noi siamo Chiesa” che, nel documento sopra citato, osserva: “Ma la grave debolezza strutturale del testo è data ancora una volta dal problema del rapporto con la giurisdizione civile. Incredibili dictu nulla si dice nel nuovo documento, nonostante i mesi caldissimi su questa tematica. C’è solo una dichiarazione del padre Lombardi – a mio giudizio molto sulla difensiva – che giustifica questa assenza perché si tratta di norme canoniche in sé complete e distinte da quelle degli Stati. Ma è appunto questa separatezza la causa principale dell’ormai ben conosciuto sistema di privilegio per il clero e di abbandono della tutela delle vittime! Lombardi poi si rifà alla “Guida alla comprensione delle procedure di base della CDF riguardo alle accuse di abusi sessuali”. Questo testo invita a rivolgersi alla giustizia civile ma, come abbiamo già osservato ampiamente a suo tempo, è uno scritto senza data, senza firma, comparso in lingua inglese in modo improvvido e improvviso il 10 aprile sul sito Internet del Vaticano; esso è stato scritto affrettatamente nei giorni precedenti ma attribuito, in modo indifendibile, a una data precedente (2003). Che autorità puoi mai avere questa “Guida”? Perché la CDF e il Papa non hanno formalizzato quanto timidamente hanno, a volte, detto, o fatto capire, in questi mesi? Quindi il nostro sconcerto permane, anche perché ci aspettavamo una presa di posizione inequivocabile. In Curia si aspetta solo che la bufera passi, per continuare poi quasi come prima?”</p>
<p>“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, diceva Tancredi ne “il Gattopardo”. Anche sotto la “svolta” e il “giro di vite” di questi giorni potrebbe esserci questa filosofia non nuova, e molto gradita alle classi dirigenti italiane e alla Chiesa di Roma.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/" target="_blank"><span style="color: #006699;"><strong>Walter Peruzzi</strong></span></a></em></strong></p>
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		<title>Alla Chiesa cattolica il meritato premio “Chiuso come un’ostrica”</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/alla-chiesa-cattolica-il-meritato-premio-%e2%80%9cchiuso-come-un%e2%80%99ostrica%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/premioostrica-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Un’associazione di giornalisti tedeschi ogni anno assegna il premio Verschlossene Auster, “Chiuso come un’ostrica”,  a una persona o a una organizzazione che si sono distinte per assenza di trasparenza e mancanza di volontà di collaborare con la stampa. Nel 2010, nona edizione della storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8791" title="premioostrica" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/premioostrica.jpg" alt="premioostrica" width="366" height="215" />Un’associazione di giornalisti tedeschi ogni anno assegna il premio <em>Verschlossene Auster</em>, &#8220;Chiuso come un’ostrica&#8221;,  a una persona o a una organizzazione che si sono distinte per assenza di trasparenza e mancanza di volontà di collaborare con la stampa. Nel 2010, nona edizione della storia, il premio è andato di diritto alla Chiesa cattolica per aver “<strong><em>raramente mostrato la volontà di educare, ostacolando invece i giornalisti investigativi”.</em></strong> La Chiesa succede all’associazione delle banche tedesche, al Comitato Olimpico Internazionale e a Vladimir Putin.</p>
<p>Un “premio” meritato, che non sorprende.  Sorprendono, invece,  le dichiarazioni riportate dal  <a href="http://www.tagesschau.de/inland/verschlosseneauster102.html"><em><strong>Tagesschau</strong></em></a> , del portavoce della Conferenza episcopale tedesca, Matthias Kopp, il quale ha sportivamente ritirato  il premio ammettendo che, a proposito degli abusi sessuali commessi da religiosi, la Chiesa ha compiuto un grave errore di comunicazione: “<em><strong>Abbiamo atteso troppo tempo prima di intervenire</strong></em>”.</p>
<p>Bisognerebbe chiedere al signor Matthias Kopp il perché di questa “lunghissima” attesa, considerato che la pratica della pedofilia negli ambienti ecclesiastici si perde nella notte dei tempi. Forse è stato il noto distinguo che la Chiesa fa da sempre fra <strong>peccato e reato</strong>, a spingere gli ambienti ecclesiastici a non dare peso a quella che è diventata una malattia endemica della Chiesa cattolica?</p>
<p>Secondo la Chiesa, gli atti contrari alle leggi della morale cattolica sono “peccati”, mentre gli atti contrari alle leggi della società sono “reati”. I cattolici confessano i peccati nel confessionale, non nell&#8217;aula di tribunale, e la salvifica “indulgenza plenaria” cancella colpe e misfatti. Il “reato invece”, non può essere cancellato con cinque “<em>avemaria</em>” e un “<em>pater noster</em>”.</p>
<p>La pedofilia, secondo questo contorto ragionamento, è  considerata solo peccato, e cioè un affare di Chiesa e non di Stato. Allora, niente scandali, niente ingerenze dei tribunali, niente indagini. E le vittime? Sono agnelli che si sacrificano a Dio, e in quanto martirizzati, violentati, abusati, si guadagneranno il Paradiso. Qui, ovviamente, incontreranno di nuovo i loro carnefici i quali,  grazie alla confessione (e a qualche spintarella divina), avranno l’anima  lavata e candeggiata, occuperando di diritto i posti d’onore.</p>
<p>Ma, se fra i <strong>peccati mortali</strong> la Chiesa cattolica annovera quelli che:<br />
1) hanno come oggetto  una materia grave, precisata dai dieci comandamenti;<br />
2) devono essere compiuti con piena consapevolezza;<br />
3) devono essere compiuti con deliberato consenso;<br />
e i dieci comandamenti impongono, tra l’altro, di non uccidere, non rubare e non commettere atti impuri, è lecito pensare che anche altri eventuali efferati delitti commessi negli ambienti clericali possano essere celati e sfuggire così alle leggi dello Stato?</p>
<p>Quindi, fra l’ “<strong>immunità assoluta</strong>”,  sancita  ai sensi dell&#8217;articolo 8 del Trattato del Laterano fra l&#8217;Italia e la Santa Sede,  di cui gode il Papa (persona sacra e inviolabile in Italia) in quanto Capo della Chiesa cattolica, e l’immunità garantita ai  religiosi, con annessa inviolabilità delle loro sedi ancora in vigore in alcuni Paesi, i rappresentanti del Clero &amp; C.,  diventano gli “intoccabili”, i “non peccatori a prescindere&#8221; per investitura divina.  Con buona pace della verità, della giustizia, dell’uguaglianza  e… della carità cristiana.</p>
<p>“<em>Chi ha favorito atteggiamenti di indulgenza o pratiche di rimozione non ha mai applicato direttive di Chiesa, ma semmai le ha tradite, stravolgendo la doverosa riservatezza in complice copertura</em>”. <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=99847&amp;sez=HOME_NELMONDO">Ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata,</a> che  ha aggiunto  “<em>bisogna correggere, tra i tanti, un luogo comune ricorrente, che vorrebbe il magistero ecclesiastico fino all&#8217;altro ieri tollerante verso certe pratiche, quando invece la condanna esplicita della pedofilia non è cosa di oggi, ma va ricondotta almeno a documenti del 1922 e del 1962, che ne stigmatizzavano in maniera inequivocabile la natura criminosa e aberrante”.</em></p>
<p>Sarà anche vero che nei documenti citati ci fu la<em> “condanna esplicita della pedofilia</em>”, ma Monsignor  Crociata omette di dire che per quasi vent’anni Joseph Ratzinger ha guidato la Congregazione per la Dottrina della Fede, l’organismo pontificio che ha nascosto nei suoi archivi molte scabrose e più che imbarazzanti verità; e che lo stesso Joseph Ratzinger ha firmato nel maggio del 2001, insieme al cardinale Tarcisio Bertone, il documento “<em>De delictis gravioribus</em>”, un aggiornamento del “<em>Crimen sollicitationis</em>” (1962) con le nuove istruzioni rivolte ai preti sui casi di pedofilia. Il documento forniva un’indicazione molto chiara: “<strong><em>Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio”.</em></strong></p>
<p>Allora, chi è che ha “<em>favorito atteggiamenti di indulgenza o pratiche di rimozione</em> &#8220;? Ed è davvero “<em>un luogo comune ricorrente, che vorrebbe il magistero ecclesiastico fino all&#8217;altro ieri tollerante verso certe pratiche</em>”? Non ci sembra, e le ultime direttive di Ratzinger sono illuminanti.  Ecco spiegato il perché, almeno fino  a oggi, la Chiesa si è soltanto preoccupata di nascondere al mondo le sue colpe, di minimizzarle senza mai reprimerle; ecco il perché del ritardo; ecco perché il premio <em>Verschlossene Auster</em> del 2010 spetta di diritto alla Chiesa cattolica che davvero lo ha meritato.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/eleonora-gitto/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Eleonora Gitto</em></span></strong></a></p>
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		<title>Ddl Salva-preti: paradossi e controsensi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 22:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/ddl-salva-preti-paradossi-e-controsensi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/berluscapapabacio390-300x190.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Secondo il comma 24 dell’articolo 1 del decreto anti-intercettazioni, comunemente noto col nome di legge-bavaglio, “se risulta  indagato un sacerdote deve essere preventivamente informato il vescovo, se a essere indagato è un vescovo l’informativa deve essere inoltra direttamente in Vaticano, al segretario di Stato”. Questa aggiunta, passata agli onori della  cronaca col soprannome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8696" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/berluscapapabacio390-300x190.jpg" alt="berluscapapabacio390" width="300" height="190" />Secondo il <strong>comma 24 dell’articolo 1 </strong>del decreto anti-intercettazioni, comunemente noto col nome di legge-bavaglio, “<em>se risulta  indagato un sacerdote deve essere preventivamente informato il vescovo, se a essere indagato è un vescovo l’informativa deve essere inoltra direttamente in Vaticano, al segretario di Stato</em>”. Questa aggiunta, passata agli onori della  cronaca col soprannome di ddl <strong>salva-preti</strong>, contiene un paio di incoerenze.</p>
<p>Fa notare<a href="http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:btwjSOijSQYJ:federicotulli.wordpress.com/2010/05/28/ddl-intercettazioni-e-pedofilia-il-cavillo-salva-preti/+ddl+salva+preti+articolo+24&amp;cd=4&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it&amp;client=firefox-a"> <strong>Francesco Dall’Olio</strong></a>, magistrato della  Procura della Repubblica di Roma, che “<em>l’obbligo di comunicare  preventivamente l’esistenza di indagini contrasta con il segreto istruttorio di cui il  pubblico ministero è il dominus</em>”.  Praticamente è come se si avvertisse il reparto amministrativo che si occupa della  contabilità di un’azienda che nei prossimi giorni è previsto un controllo fiscale.  Può anche darsi che questa sia prassi comune, ma nessun decreto dovrebbe  stabilirlo per legge. A meno che non si stia tratteggiando una legge che tuteli le  aziende e il falso in bilancio.</p>
<p>La seconda questione legata al ddl salva-preti, più  che un’incoerenza, è un vero e proprio <strong>controsenso</strong>. Ma per comprenderlo  bisogna tornare a qualche giorno fa, esattamente al giorno in cui <strong>Jeffrey Lena</strong>, avvocato del Vaticano negli Stati Uniti, nel tentativo di  deresponsabilizzare la Santa Sede dalla causa che un <strong>anonimo</strong> americano ha indetto per abusi sessuali, ha rivelato al <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/05/17/AR2010051703572.html?wpisrc=nl_cuzhead"><strong>Washington Post</strong></a> la sua difesa articolata in due principali punti.</p>
<p>Il primo si basa sul fatto che probabilmente  l’Aricidiocesi incriminata, quella di <strong>Louisville</strong>, non conosceva il <strong>Crimen  Sollicitationis</strong>, un testo redatto nel 1962 dal cardinale Ottaviani, approvato da Giovanni  XXIII, emesso dal Sant’Uffizio e diretto a tutti i patriarchi, arcivescovi,  vescovi e altri ordinari, che stabilisce le procedure da seguire, secondo il  diritto canonico, nelle cause in cui un chierico è accusato di molestie  sessuali. Il secondo punto della difesa di Lena si riduce, praticamente, a una <strong>busta  paga</strong>: dal momento che i vescovi americani non sono stipendiati dalla Santa  Sede, a pieno titolo si può affermare che non ne sono dipendenti. Pertanto la  Santa Sede non era tenuta a conoscerne l’operato.</p>
<p>Ed ecco che improvvisamente,  alla luce di questa rivelazione, il decreto salva-preti appare quanto meno da ritoccare. Perché il Vaticano non deve essere ritenuto responsabile  delle turpi azioni dei suoi vescovi cui non eroga alcuno stipendio, e però informato  quando qualcuno di questi suoi “non dipendenti” viene messo sotto controllo da  un pubblico ministero? In Belgio, Finlandia, Grecia e Germania, per esempio, i  compensi al clero sono erogati dallo Stato e dunque, secondo la difesa dell’avvocato  Lena, i chierici di questi stati non sono “impiegati papali” e pertanto a loro  non dovrebbe essere estesa l’<strong>incostituzionale copertura</strong> proposta dal decreto  di legge anti-intercettazioni.</p>
<p style="text-align: right"><em><a href="http://niky-rocks.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #006699"><strong>Nicoletta Rocca</strong></span></a></em></p>
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		<title>Sacerdozio femminile: la Chiesa ribadisce il proprio &#8220;no&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 22:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[apostasia]]></category>
		<category><![CDATA[Concilio di Laodicea]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/sacerdozio-femminile-la-chiesa-ribadisce-il-proprio-no/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/48f608ce51b51_hp1-288x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Dopo la recente ondata di accuse alla Chiesa cattolica la Congregazione per la dottrina della Fede si e’ decisa ad apportare nuove modifiche al Delicta Graviora, il documento che racchiude i delitti più gravi contro la fede. Al momento tra di essi possiamo annoverare l&#8217;attentato contro l&#8217;eucaristia, contro la santità della confessione e l&#8217;abuso sessuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8704" title="48f608ce51b51_hp" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/48f608ce51b51_hp1-288x300.jpg" alt="48f608ce51b51_hp" width="288" height="300" /></p>
<p>Dopo la recente ondata di accuse alla Chiesa cattolica la<strong> Congregazione per la dottrina della Fede </strong>si e’ decisa ad apportare nuove modifiche al <strong><em>Delicta Graviora</em></strong>, il documento che racchiude i delitti più gravi contro la fede. Al momento tra di essi possiamo annoverare l&#8217;attentato contro l&#8217;eucaristia, contro la santità della confessione e l&#8217;abuso sessuale su un minore. Secondo indiscrezioni le modifiche comporteranno l’aggravio delle pene per quest’ultimo e l’aggiunta di quattro nuovi crimini, rispettivamente lo scisma, l&#8217;eresia, l&#8217;apostasia e l&#8217;<strong>ordinazione sacerdotale femminile</strong>.</p>
<p>Chissà cosa direbbe Gaber che già in passato nella sua famosa canzone “<em>E la Chiesa si rinnova</em>” citò, in chiave burlesca, alcuni piccoli passi intrapresi dall’istituzione ecclesiastica verso una quanto mai necessaria modernizzazione. Eh sì, perché quel che può sembrare un piccolo passo per l’umanità è senz’altro un grande passo per la Chiesa.</p>
<p>Tuttavia, il caso in esame rappresenta un’eccezione al Leitmotiv di adeguamento che da un po’ di tempo a questa parte contraddistingue l’evoluzione della legge vaticana. L’idea di includere tra i crimini più gravi il sacerdozio femminile, prevedendo la <strong>scomunica </strong>per ambedue le parti in causa, non rappresenta certamente un tributo a favore dello spirito di eguaglianza tra i due sessi che si va affermando nel resto del cosiddetto <em>mondo “civile”</em>. Prevale in tal senso l&#8217;intento di <em>conservazione </em>e <strong>protezionismo </strong>nei confronti degli influssi esterni che, oltre certi livelli, porterebbero ad una vera e propria ridiscussione delle radici fondanti della religione cristiana. Radici che, ahinoi, prendono vita da documenti scritti, interpretati e modificati nel tempo, sui quali le gerarchie passate continuano ad avere un ascendente tutt’altro che marginale.</p>
<p>Il divieto di <strong>sacerdozio femminile</strong> e, più in generale, la condizione accessoria della donna all’interno della Chiesa, trae origine dalle disposizioni emanate dal <strong>Concilio di Laodicea</strong> in cui fu stabilito che l’autorizzazione ad entrare nel sacrario ed a servire all’altare poteva essere concessa ai soli uomini. Successivamente la tendenza si consolidò in una lettera inviata da<strong> Innocenzo III</strong> nell&#8217; 11 dicembre 1210 ai vescovi di Palencia e Burgos, nella quale fu riportata la seguente attestazione: “<em>Sebbene la beata Vergine Maria sia di una dignità e di una qualità superiore a quelle di tutti gli apostoli , è ad essi, e non a lei, che il Signore ha consegnato le chiavi del Regno dei Cieli”.</em></p>
<p>Ciò non è evidentemente bastato a convincere la vasta schiera di prelati suddivisi nelle diverse correnti del cristianesimo. Infatti già alcune Chiese protestanti hanno ammesso la donna al ministero sacerdotale, come quelle luterane danesi, norvegesi, e svedesi. In Italia si ricorderà il caso di <strong>Maria Vittoria Longhitano,</strong> prima donna sacerdote ordinata dalla chiesa anglicana di Roma, successivamente costretta a svolgere la funzione per strada.</p>
<p>Benché la Chiesa, in quanto istituzione privata dotata di legge propria, possa autoregolamentarsi come più ritenga opportuno, viene da chiedersi per quanto ancora possa durare il conflitto tra la difesa proprie radici e l’inesorabile avanzamento della società, sempre più spesso artefice della consistente perdita di consensi a sfavore della prima.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi </em></span></strong></a></p>
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		<title>Belgio: trovato materiale pedopornografico nell’Arcivescovado di Mechelen</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 22:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8639" title="pedofilia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/pedofilia.jpg" alt="pedofilia" width="350" height="317" />Qualche giorno fa il cardinal Bertone esternò tutta la propria indignazione per gli interrogatori e le perquisizioni operate dagli inquirenti belgi su vescovi potenzialmente a conoscenza di fatti di pedofilia. Il cardinale disse che nemmeno la polizia sovietica usava quei metodi. Il governo belga, da parte sua, è intervenuto a protezione dell&#8217;operato della propria polizia (cosa che in Italia, a parità di condizioni, il corrispondente governo probabilmente non avrebbe fatto). O forse sì, perché  a volte il Ministro degli Interni Maroni è estemporaneo e imprevedibile. Ma non è questo il problema. Tanta porporata  costernazione  del buon Bertone  in effetti non sembra aver ragione di essere, <strong>dal momento che è stato appena trovato del materiale pedopornografico, e indovinate dove: nel più insospettabile dei posti, nella sede dell’Arcivescovado di Mechelen, </strong>laddove dovrebbero risiedere alti ed altri pensieri, forieri di trascendenti ragionamenti e di spirituali elevazioni verso l&#8217;imponderabile, con l’ambizione di avvicinare questo mondo malato di peccato sempre più verso la catarsi del pensiero di dio, cioè verso la giustizia e la purificazione. <strong>E invece no. Il male, il peccato, l&#8217;ingiustizia, il crimine, paiono proprio annidarsi da quelle parti. Il sesso e la violenza nei confronti del simbolo terreno più alto della purezza: i bambini.</strong><br />
Il caro Cardinal Bertone, deputato ad una doverosa difesa d&#8217;ufficio, si trova così a fare i conti con la più ovvia e naturale &#8211; e sempre più comprovata -  delle realtà, quella che lega il fenomeno perverso della pedofilia ad una verità tanto cruda quanto semplice: i preti pedofili, i religiosi pedofili, rei confessi o meno, che si sono fatti scudo della religione per coprire il loro orrendo crimine. Una realtà ormai evidente in tutto il mondo, copertura o meno del Vaticano o comunque delle gerarchie ecclesiastiche. <strong>Non è peregrino a questo punto ricordare che il Papa negli ultimi mesi, e col totale appoggio di tutte le gerarchie vaticane, nessuna esclusa, abbia proclamato il proprio impegno per estirpare il fenomeno della pedofilia nella Chiesa assicurando il pieno appoggio del Vaticano a far luce su tutti i casi</strong>. Per l&#8217;appunto. Nella sede dell’Arcivescovado di Mechelen la polizia belga ha trovato del materiale sul mostro di Martinelle, Marc Dutroux, lo stupratore e massacratore di bambini. E la prima cosa che Bertone ha fatto è stata quella di criticare violentemente gli inquirenti belgi. Come ammettere che fra il dire e il fare c&#8217;è di mezzo il mare.</p>
<p>Vedremo dove pure questa inchiesta (una delle tante) porterà. Vedremo se veramente la Chiesa, belga e di Roma, avrà il coraggio e il buon senso di collaborare in concreto. Ma qualche dubbio lo nutriamo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/stefano-faraoni/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Stefano Faraoni            </em></span></strong></a></p>
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		<title>Belgio: da «Operazione Chiesa» a «Operazione Scomunica»</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 05:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/belgio-da-%c2%aboperazione-chiesa%c2%bb-a-%c2%aboperazione-scomunica%c2%bb/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/Belgio2-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Alla Santa Sede ci sono volute circa 24 ore perché ci si riavesse dallo shock, ma poi, ritrovando la nota verve, è stata espressa la ferma condanna per la condotta della magistratura e degli inquirenti belgi.
I fatti sono probabilmente noti. A seguito di nuove denunce di abusi commessi da religiosi, il 24 giugno scorso, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8094" title="Belgio" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/Belgio2.jpg" alt="Belgio" width="328" height="185" />Alla Santa Sede ci sono volute circa 24 ore perché ci si riavesse dallo shock, ma poi, ritrovando la nota <em>verve, </em>è stata espressa la ferma condanna per la condotta della magistratura e degli inquirenti belgi.</p>
<p>I fatti sono probabilmente noti. A seguito di nuove denunce di abusi commessi da religiosi, il 24 giugno scorso, la procura belga ha fatto perquisire la sede dell’arcivescovado di Mechelen, la cripta della cattedrale Saint Rombout, e l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, primate del Belgio dal 1980 al gennaio scorso. Nel corso di tale operazione sono stati sequestrati il computer personale del prelato e 475 dossier della <strong>commissione Adrianssens</strong>, istituita dalle autorità religiose belghe appositamente per il trattamento degli abusi sessuali all’interno della chiesa e così chiamata dal nome del docente di Loviano che la presiede. La <a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/989/Binnenland/article/detail/1124991/2010/06/25/Vaticaan-protesteert-tegen-huiszoekingen-bij-aartsbisdom.dhtml">stampa belga </a>ha riferito che gli inquirenti l’hanno chiamata «<strong>Operazione Chiesa</strong>».</p>
<p>Ieri il segretario di Stato <strong>Tarcisio Bertone</strong> ha fermamente deplorato l&#8217;azione, definendola «<em>un fatto grave e inaudito</em>». Bertone ha anche detto che «<em>Al di là della condanna della pedofilia, l’irruzione e il sequestro dei vescovi per nove ore, senza bere e senza mangiare è un sequestro</em>», e ha poi aggiunto «<em>Non ci sono precedenti, nemmeno nei regimi comunisti di antica esperienza</em>».</p>
<p>Bisogna ricordare che solo di recente il Belgio era stato scosso dal caso del vescovo di Bruges <strong>Roger J. Vangheluwe</strong>, pedofilo e reo confesso, che ha consegnato le sue dimissioni il 23 aprile scorso.</p>
<p>Ora il Belgio sembra aver scoperto la sottile differenza che passa tra chi, a fin di bene, dissuade una vittima di abusi dal denunciare il proprio aggressore, perché farlo potrebbe arrecarle una maggior sofferenza, e chi, al contrario, opera una sistematica dissuasione delle vittime per difendere l’interesse di terzi. Il primo caso non configura reato, in quanto rientra nel pieno diritto di ciascun individuo giudicare se sia più o meno opportuno portare allo scoperto un fatto doloroso con una denuncia; il secondo, invece, configura il <strong>reato di complicità</strong> con il/i colpevole/i, ed è perseguibile per legge. Nel sospetto che questa sia stata la linea tenuta dalle autorità ecclesiastiche di Bruxelles per presunti reati di pedofilia commessi da sacerdoti, la procura belga ho ordinato la perquisizione.</p>
<p>Per questo motivo sono stati sequestrati i documenti della commissione Adriaensses e sempre per questo motivo gli agenti si sono spinti fin nella cripta dove sono sepolti due arcivescovi di Bruxelles, alla ricerca di eventuali documenti nascosti.</p>
<p>Già il giorno precedente, però, la Santa Sede aveva diramato un <a href="http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/25788.php?index=25788&amp;po_date=25.06.2010&amp;lang=it"><strong>comunicato</strong> </a>nel quale, ribadendo «<em>la ferma condanna di ogni atto peccaminoso e criminale di abuso di minori da parte di membri della Chiesa</em>», si esprimeva anche «<em>vivo stupore per le modalità in cui sono avvenute alcune perquisizioni condotte ieri dalle Autorità giudiziarie belghe</em>» e, soprattutto, «<em>rammarico per alcune infrazioni della <strong>confidenzialità</strong>, a cui hanno diritto proprio quelle vittime per le quali sono state condotte le perquisizioni</em>».</p>
<p>Per noi italiani sarà quindi a dir poco sorprendente apprendere le parole del primo ministro belga, che, contrariamente a quelle del cardinal Bertone, non sono state riportate dai Tg nazionali. Il democratico cristiano Yves Leterme ha infatti difeso con determinazione l’operato degli inquirenti affermando: «<em>Ciò che mi interessa, come primo ministro di questo paese, è che il potere giudiziario possa esprimersi in modo autonomo ed è proprio questo che sta succedendo. I fatti di cui si sta parlando sono <strong>molto gravi</strong> e meritano investigazioni e indagini approfondite e meritano che i colpevoli <strong>siano puniti</strong></em>». Leterme ha inoltre chiarito che «<em>le perquisizioni sono la prova che in questo paese c&#8217;è una <strong>separazione di poteri tra Stato e Chiesa</strong> e che il potere giudiziario può agire in modo autonomo</em>».</p>
<p>Ma come, la politica belga non ha dichiarato in coro la propria indignazione per l’abuso? Il primo ministro non si è unito al cardinal Bertone, esprimendo solidarietà al presule, la cui dimora è stata violata, e ai vescovi, «<em>sequestrati</em>» per nove ore? No, i belgi sembrano proprio pensare che, rispetto a tutto ciò, appurare la verità sugli eventuali abusi di minori e sulla loro infanzia violata sia più importante. Vai a capire.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/alessandra-maiorino/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></a></p>
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		<title>Bagnasco: preti pedofili coperti anche in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 06:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/bagnasco-preti-pedofili-coperti-anche-in-italia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/bagnasco01G-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>All’assemblea odierna della Cei il Cardinal Bagnasco, rispondendo alle sollecitazioni di alcuni giornalisti, ha dichiarato che “sui casi di abusi ci sono state possibili coperture anche in Italia”. Tanta esposizione in un uomo sovente così prudente ed attento a misurare le parole, fa nascere un fondato sospetto.

Per muoversi Bagnasco con grande anticipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6900" title="bagnasco01G" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/bagnasco01G.jpg" alt="bagnasco01G" width="300" height="230" />All’assemblea annuale della Cei il <strong>Cardinal Bagnasco</strong>, rispondendo alle sollecitazioni di alcuni giornalisti, ha dichiarato che “<em>sui casi di abusi ci sono state possibili coperture anche in Italia</em>”. Tanta esposizione in un uomo sovente così prudente ed attento a misurare le parole, fa nascere un fondato sospetto.</p>
<p>Per muoversi Bagnasco con grande anticipo, deve esserci qualcosa di veramente grave e imminente sotto. Oltre la notizia del prete arrestato l’altro ieri nel milanese con l’accusa di <strong>pedofilia nei confronti di un tredicenne</strong>, che fa seguito ad un altro arresto operato nei confronti di un prete della Curia di Teramo il mese scorso, si ha l’impressione di cominciare ad intravedere non solo più la punta dell’iceberg, ma anche quello che c’è e c’era sotto. L’abbiamo scritto più volte, e non c’è motivo di non credere che sia così. Se lo scandalo della pedofilia nella Chiesa ha attecchito ormai in maniera così diffusa in molti paesi del globo, possibile che l’Italia, il Paese cattolico per eccellenza, il Paese dove risiede – impropriamente – il Vaticano, ne sia stato praticamente immune?<strong> </strong>No, non è possibile.</p>
<p>C’è solo da vedere quanto la Chiesa stessa collabori – cosa che finora ovviamente non ha fatto &#8211; nel denunciare quello che ormai sta diventando uno scandalo incontrollabile; e soprattutto quanto collaborino i cittadini comuni, con le loro denunce, dicendo alla magistratura quello che sanno.</p>
<p>Non siamo più nel campo del possibile o dell’ipotizzabile: ci si muove semplicemente su un crinale delicatissimo, su quella border line oltre la quale la presa di coscienza della gravità della cosa, il senso civico e di giustizia, nonché di umanità, devono avere la prevalenza su ogni residuale indecisione o timore che sia. La gente non solo deve sapere che il <strong>reato di pedofilia</strong> è moralmente fra i più abietti che si possano commettere, ma deve avere il coraggio di agire di conseguenza, senza più timori reverenziali, avendo consapevolezza del fatto che è ancora più esecrabile se compiuto da colui che si copre dietro il paravento della religione o di un dio qualsiasi, profittando ancor di più della propria posizione dominante, e parandosi dietro l’usbergo di una presunta moralità che gli deriva dall’applicazione dei dogmi religiosi. <strong></strong></p>
<p>Tanta incommensurabile abiezione merita una risposta forte da parte della giustizia, ma merita soprattutto una risposta da parte della gente, di ognuno che, armato semplicemente di amore per la verità e di senso civico, decida di fare quello che va assolutamente fatto in questi casi. <strong>La denuncia.</strong></p>
<p>Per adesso una parte consistente dell’iceberg sta ancora sotto. Ma non sappiamo per quanto tempo ancora, perfino nel nostro Paese.</p>
<p>Nel frattempo, per non saper né leggere né scrivere, in mezzo agli strepiti e i clamori ora parzialmente attenuati delle norme anti-intercettazioni, rimane intonsa nella propria scandalosa impertinenza, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/05/ddl-intercettazioni-approvata-la-norma-salva-preti/" target="_blank"><strong>la norma detta &#8220;salva preti&#8221;</strong></a>, la quale prevede che se ad essere indagato è un prete o un monaco, deve essere avvisato preventivamente il vescovo competente; e se ad essere indagato è un vescovo, la preventiva informazione deve essere data al Segretario di Stato Vaticano.</p>
<p>La norma è talmente maleodorante d&#8217;incostituzionalità da rendere quasi superfluo ogni commento, sia di natura giuridica che etica. Un <em>monstrum</em> partorito putrescente già dalla nascita, una vera e propria <strong>violenza allo Stato di diritto</strong>, un vulnus talmente grave da evocare, nella propria tranquilla improntitudine, quelle tutele e quei privilegi riservati ai religiosi solo nelle teocrazie.</p>
<p>Ma d&#8217;altro canto, come noto, se il Vaticano parla attraverso i suoi portavoce (come Bagnasco) lo fa sempre a ragion veduta: vedendo, prevedendo, ed approntando sapientemente già le contromisure. Per salvarsi dalle accuse di pedofilia (e non solo) c&#8217;è anche questo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/stefano-faraoni/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Stefano Faraoni</em></span></strong></a></p>
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		<title>Benedetto XVI: bagni di folla contro la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/benedetto-xvi-bagni-di-folla-contro-la-crisi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/ratzinger4-thumb-216x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quattro bagni di folla capaci di risollevarlo agli occhi del mondo dopo lo scandalo pedofilia: un mese fa a Malta, poi a Torino, la scorsa settimana in Portogallo, e infine ieri a Roma: centinaia di migliaia di persone organizzate dalla Cnal, la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali della Cei, accorse in piazza San Pietro a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6446" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/ratzinger4-thumb-216x300.jpg" alt="ratzinger4-thumb" width="216" height="300" />Quattro bagni di folla capaci di risollevarlo agli occhi del mondo dopo lo scandalo pedofilia: un mese fa a Malta, poi a Torino, la scorsa settimana in Portogallo, e infine ieri a Roma: centinaia di migliaia di persone organizzate dalla Cnal, la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali della Cei, accorse in piazza San Pietro a sostenerlo e ad acclamarlo; Azione Cattolica, Cl, Rinnovamento, Focolarini, Comunità di S. Egidio, Agesci, Gioventù Ardente Mariana, Neocatecumeni, Militia Christi. Peana, suoni e striscioni, citazioni da passi evangelici e non su bandiere e magliette («Tu sei Pietro e noi giovani ti amiamo», «Tu dolce Cristo in terra», «Ti vogliamo bene, Santità»).</p>
<p>Insomma l’armamentario al completo della comunicazione cattolica aggiornata dalla rivoluzione mediatica di Woityla. Tutto bene, dunque, per Joseph Ratzinger alias Benedetto XVI?<br />
Non proprio. E stavolta il rito stanco e triste della parata bipartisan dei politici all’Angelus (impagabile Dario Franceschini, secondo cui «le basi di uno Stato laico sono la libertà di parola, di pensiero e delle idee altrui. La solidarietà al Santo Padre è oggi un atto dovuto»&#8230;) non è bastato a disperdere l’impressione insidiosa di una profonda crisi nel rapporto tra Chiesa e comunità di fedeli.</p>
<p>Basta leggere i dati di un sondaggio di Demos, pubblicati proprio alla vigilia dell’adunata: solo per il 47% degli italiani la Chiesa è ancora una istituzione credibile: tendenza che viene da lontano ma di certo accentuata dalla lunga catena di scandali aperta dalle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo e culminata negli episodi di abuso sessuale sui minori, che hanno coinvolto esponenti del basso, medio e alto clero dagli USA all’Irlanda, dalla Germania al Belgio, dal Brasile all’Italia: il 62% degli italiani considera inadeguata e contraddittoria la risposta della Chiesa di fronte agli episodi di pedofilia.</p>
<p>Un crollo di autorevolezza che però, si diceva, inizia dal 2005 (l’anno del pontificato Ratzinger): la fiducia nella Chiesa è scesa da allora di 14 punti, mentre solo negli ultimi due anni l’apprezzamento verso Benedetto XVI si è ridotto di 9 punti percentuali.<br />
Lontani i tempi di Giovanni Paolo II, grande comunicatore capace di “parlare” attraverso i suoi viaggi e la sua stessa sofferenza; che probabilmente avrebbe evitato di andare in giro per il mondo a chiedere scusa per gli abusi alle vittime e ai loro familiari, così amplificando e prolungando lo scandalo.<br />
Ma la sfiducia nell’istituzione ecclesiastica va forse rintracciata aldilà delle contingenze: la Chiesa è divisa, lacerata da conflitti emersi con forza fra gerarchie vaticane, Cei e giornali, emittenti, riviste cattoliche: per citare il Papa, le peggiori sofferenze &#8220;vengono proprio dall’interno”.</p>
<p>Il segnale dell’irreversibile crisi di vocazioni in Occidente parla chiaramente della difficoltà di “reclutare” preti capaci di relazionarsi efficacemente con la modernità. Soprattutto a fronte di regole di accesso alla professione del tutto anacronistiche e insostenibili: il celibato appare oggi incomprensibile agli stessi cattolici (la metà dei praticanti si esprime positivamente sulla possibilità, per i sacerdoti, di sposarsi). Ovvio, in questo quadro, che i comportamenti devianti del clero siano divenuti intollerabili e con essi l’omertà della Santa Sede. E sono allora le stesse rigide e severe regole &#8211; fabbricate e imposte storicamente per rafforzare il rapporto con il mondo della Chiesa &#8211; alla radice della sua inattesa vulnerabilità.</p>
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