<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cronache Laiche &#187; peccato</title>
	<atom:link href="http://www.cronachelaiche.it/tag/peccato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cronachelaiche.it</link>
	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Zucca e marzapane in salsa Pontifex</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/zucca-e-marzapane-in-salsa-pontifex/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/zucca-e-marzapane-in-salsa-pontifex/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 23:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Mal/Costume]]></category>
		<category><![CDATA[belinda malaspina]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Volpe]]></category>
		<category><![CDATA[defunti]]></category>
		<category><![CDATA[Halloween]]></category>
		<category><![CDATA[ognissanti]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[pontifex]]></category>
		<category><![CDATA[tenebre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=30547</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/zucca-e-marzapane-in-salsa-pontifex/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/zucche-300x216.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Con la consueta accuratezza linguistica e in piena temperie funereo-millenaristica, più consona che mai alla giornata del 2 novembre, il sito Pontifex.Roma.it titola a caratteri cubitali che «evocare i morti» sarebbe, per l&#8217;appunto, un «abominio e peccato mortale». In particolare, secondo la pagina web meno secolarizzata dell&#8217;oltretomba, «la peggiore e più grave espressione di divinazione» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/zucche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30551" title="zucche" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/zucche-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Con la consueta accuratezza linguistica e in piena temperie funereo-millenaristica, più consona che mai alla giornata del 2 novembre, il sito <strong>Pontifex.Roma.it</strong> titola a caratteri cubitali che «evocare i morti» sarebbe, per l&#8217;appunto, un «abominio e peccato mortale».<br />
In particolare, secondo la pagina web meno secolarizzata dell&#8217;oltretomba, «la peggiore e più grave espressione di divinazione» sarebbe nientemeno che «la necromanzia o spiritismo, ossia il ricorso agli spiriti dei morti per entrare in contatto con loro».</p>
<p>Curiosa affermazione, questa. Che va di pari passo, per inciso, con l&#8217;editoriale che il direttore di Pontifex, l&#8217;ineffabile <strong>Bruno Volpe</strong>, ha dolorosamente partorito, con tutta probabilità dopo una cena un po&#8217; troppo pesante, nella ghiotta occasione della festa di <strong>Halloween</strong>.<br />
Mostruoso impronunciabile lemma spaventosamente americanofono, il termine Halloween, che tradotto dall&#8217;inglese arcaico significa semplicemente «<strong>vigilia di Ognissanti</strong>», ossia ciò che effettivamente è, dev&#8217;essere pregno, per Volpe, del medesimo fascino oscuro e proibito di un sabba infernale di streghe. Almeno a giudicare dai toni apocalittici del suo articolo, nel quale accusa di incoerenza una donna di sua conoscenza, madre di un bambino vestito in maschera per la vigilia di Ognissanti con tanto di zucca, appropriato copricapo «e pagliacciate varie».<br />
«Se questa carnevalata la avesse imposta un&#8217;atea, [...] poteva anche andare. Ma una donna che domenicalmente rende culto a Dio e poi &#8220;vende&#8221; il figlio alle tenebre, va molto male e la dice lunga, in negativo, sull&#8217;evangelizzazione scadente dei nostri preti modernisti».</p>
<p>Ognissanti val dunque, secondo la prosa colorita ed allusiva di Volpe, <strong>vendere l&#8217;anima alle tenebre</strong>. Tanto come entrare in contatto con i morti sarebbe un peccato, guarda caso, mortale.<br />
Nel faticoso processo digestivo di cui sopra, il direttore Volpe e i suoi devono aver dimenticato la quantità di tradizioni locali, legate in maniera molto sanguigna alla pratica religiosa cattolica, che ammettono il contatto con il mondo dei più o se non altro l&#8217;evocazione dei cari estinti, i quali vengono per l&#8217;appunto omaggiati di una visita proprio nel periodo di Ognissanti, festa religiosa cui segue a stretto giro di boa l&#8217;altra festa, quella della <strong>Commemorazione dei Defunti</strong>. Tanta contiguità sarà casuale?</p>
<p>In pieno torpore postprandiale Bruno Volpe evidentemente dimentica come nel vicentino, ad esempio, fosse usanza che la mattina del 2 novembre le donne si alzassero prima del solito e uscissero di casa dopo aver rifatto i letti meglio del solito, per offrire riposo per l&#8217;intera giornata alle <strong>povere anime del Purgatorio</strong>. Questo per quanto riguarda il giorno dei morti. Ma c&#8217;è di più.<br />
Proprio durante la notte di Ognissanti una credenza siciliana vuole che i cari estinti facciano ritorno nel mondo dei vivi per lasciare, ai bambini della famiglia, regali golosi come la celeberrima frutta di Martorana, ossia quei simpatici dolcetti di marzapane di cui certamente Volpe non ignora l&#8217;esistenza. Alla faccia di chi considera Halloween (pardon, Ognissanti) una festa importata. Ma in effetti lo è: importata di sana pianta da quel mondo dei morti che da sempre affascina chi resta.</p>
<p>Il rapporto tra la vita e la morte e dunque, con preziosità linguistica degna di Pontifex, tra i vivi e i morti, sta ad ogni pratica spirituale come la pasta di mandorle sta ai dolcetti di Martorana o come la zucca sta alla festa di Halloween (pardon, di Ognissanti): ossia ne è un ingrediente fondamentale. Popolareccio, sapido, gustoso, troppo deciso talora, ma pur sempre fondamentale. Ed è un vero peccato che  Bruno Volpe sia evidentemente tanto delicato di stomaco: a mangiare sempre la solita minestra non sa cosa si perde.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/zucca-e-marzapane-in-salsa-pontifex/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Niente di nuovo sotto al sole di Todi</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro baoli]]></category>
		<category><![CDATA[angelino alfano]]></category>
		<category><![CDATA[bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici adulti]]></category>
		<category><![CDATA[cei]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>
		<category><![CDATA[dc]]></category>
		<category><![CDATA[de bortoli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[don Giorgio De Capitani]]></category>
		<category><![CDATA[forum di todi]]></category>
		<category><![CDATA[galan]]></category>
		<category><![CDATA[ingerenza ecclesiale]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di scelta]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele bonanni]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[ruini]]></category>
		<category><![CDATA[valori non negoziabili]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=29630</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi-300x180.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In una intervista concessa al direttore de La Stampa Mario Calabresi nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura del convegno di Todi, il cardinale Camillo Ruini ha ribadito che la difesa dei &#8220;valori non negoziabili&#8221;, come piattaforma per la nascente &#8220;cosa bianca&#8221; &#8211; qualunque cosa sia &#8211; è imprescindibile. Difesa della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, difesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29696" title="todi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi-300x180.jpg" alt="" height="220" /></a>In una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cei-9068/">intervista</a></span> concessa al direttore de <em>La Stampa</em> Mario Calabresi nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/todi-modo-la-cosa-bianca-e-il-dopo-berlusconi/">convegno di Todi</a></span>, il cardinale <strong>Camillo Ruini</strong> ha ribadito che la difesa dei &#8220;valori non negoziabili&#8221;, come piattaforma per la nascente &#8220;cosa bianca&#8221; &#8211; qualunque cosa sia &#8211; è imprescindibile. Difesa della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, difesa della vita dal concepimento alla fine naturale, libertà di educazione sono <em>«valori che non vanno imposti alle istituzioni, bensì proposti alle persone. Sono criteri ai quali il cattolico in politica non può rinunciare se vuole essere coerente con la propria fede»</em>.</p>
<p>E&#8217; il perfetto riassunto di quello che è uscito fuori dal convegno, un capolavoro di tatticismo politicante e immobilismo programmatico; un disquisire di aria fritta, alla fine, visto che non costituisce affatto una novità. A meno di non considerare come inedito il benservito &#8211; assai tardivo &#8211; dato al berlusconismo;  si, perché almeno un risultato immediato e tangibile il convegno di Todi l&#8217;ha ottenuto: seminare il panico tra i pretendenti alla &#8216;carica&#8217; di rappresentante dei cattolici, dalla Lega fino al PD, tutti affrettatisi &#8211; ognuno a modo suo &#8211; a confermare l&#8217;attenzione del proprio partito alle istanze del mondo cattolico. <em>«I cattolici hanno trovato nel Pdl un partito che ha difeso i loro valori»</em> ha affermato ieri <strong>Angelino Alfano</strong>, segretario del Pdl <em>«non a chiacchiere o a parole, ma con leggi sulla vita, la famiglia e tutto ciò che attiene ad un sistema di valori»</em>.</p>
<p>Un <em>«dibattito culturalmente arretrato di almeno cinquanta anni»</em>, per dirla come <strong>Giancarlo Galan</strong>, ministro della Cultura. Come dargli torto?</p>
<p>Sebbene sia stata negata la nascita di una <strong>nuova DC</strong>, almeno a sentire gli ospiti occasionali della ridente cittadina umbra, quella di Todi è stata comunque alta scuola di politica: l&#8217;opportunismo di abbandonare la nave adesso che sta per affondare (facile, adesso), la tattica di chi nega ripetutamente di voler fare ciò che sta per fare, l&#8217;attitudine a chiedere privilegi (a dispetto delle dichiarazioni di Bagnasco) senza chiederli, l&#8217;appello per un nuovo governo &#8211; ottenuto senza elezioni anticipate &#8211; con dentro tutti i partiti maggiori, in tipico stile prima repubblica, rimandano ai decenni bui del medioevo partitico del secolo scorso.</p>
<p>Come conferma anche la presenza tra i relatori di<strong> Raffaele Bonanni</strong>, segretario della Cisl: ricordiamo quanti segretari di questo sindacato hanno provato a buttarsi in politica, da Savino Pezzotta a Sergio D&#8217;Antoni, tutti piazzatisi nell&#8217;area cattolica e in alcuni casi fondatori di micro partitini subito estinti. E pensare che questo scivolare nella politica dalla segreteria del sindacato è stato sempre pesantemente rinfacciato ai leader Cgil, da Cofferati in poi.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/bagnasco1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29663" style="margin-left: 10px;" title="bagnasco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/bagnasco1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dunque, l&#8217;obiettivo sarebbe una sorta di <em>«nuovo soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica»</em> -Bagnasco dixit &#8211; e non un nuovo partito a tutti gli effetti (sebbene su questo, nel <em>day after</em> del forum, nel mondo delle associazioni cattoliche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/serve-governo-nuovo.aspx">non tutti</a></span> sono d’accordo). E&#8217; uno scenario surreale, grottesco, dove un gruppo di associazioni di varia natura si impegna per fare lobby, per contare di più in politica, come se su questa, fino ad ora, non avessero mai avuto alcuna <strong>influenza</strong>. O piuttosto è solo un banale <strong>riposizionamento</strong> nello scacchiere partitico, un movimento -legittimo, ma intellettualmente non tanto onesto da parte di chi deve avere la sincerità e la coerenza come faro &#8211; celato dietro speculazioni sui massimi sistemi, come l&#8217;uso della parolina magica &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/il-bene-comune/">bene comune</a></span>&#8220;, dietro la quale, di solito, si nasconde la solita fregatura dell&#8217;assolutismo.</p>
<p>Dicevamo che non è chiaro a quali cattolici ha voluto parlare il convegno: quelli praticanti e fedeli al magistero della Chiesa? I <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/cercasi-cattolici-adulti-disperatamente/">cattolici adulti</a></span>? Tutti comunque &#8211; non solo i cattolici ma tutti i cristiani &#8211; sono accomunati dalla minaccia del cardinal Bagnasco, che ha ufficialmente rubricato come <strong>peccato</strong> l&#8217;<em>assenteismo sociale. </em>Invito nemmeno troppo velato a praticare il meccanismo dell&#8217;<strong>ingerenza</strong> a tutti i livelli. Chissà che ne pensano i valdesi, ad esempio, che sono cristiani ma non si impongono con ogni mezzo alle istituzioni.</p>
<p>Il fatto è che se solo i cattolici, genericamente come afferma il manifesto del convegno, hanno la ricetta per una &#8220;buona politica che è in grado di perseguire il bene comune&#8221;, allora noi avremmo ragione di affermare -c itando il cattolico <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/gli-atei-salveranno-la-chiesa-e-se-stessi/">don Giorgio de Capitani</a> </span>- che la Chiesa è meglio affidarla agli atei, perché come la politica marcia e corrotta non può riformare se stessa, così questo clero e questo clericalismo attivista, abituati a scandalosi privilegi, non possono proporre ricette salvifiche per il paese, meno che mai valide per la totalità dei cittadini.</p>
<p>Il presidente della Cei <strong>Angelo Bagnasco</strong>, accolto al suo ingresso al convegno come una rockstar, ha sostenuto che <em>«non c&#8217;è motivo di temere per la laicità dello stato»</em> perché <em>«il principio di laicità inteso come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica &#8211; ma non da quella morale &#8211; è un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà»</em>. E&#8217; evidente che questo fa a cazzotti con la realtà dei fatti e con la difesa a oltranza dei valori non negoziabili di cui sopra; tuttavia, prendiamo in parola il cardinale, e lo sfidiamo: intendono finalmente lorsignori di Todi e dintorni, <strong>dare a Cesare quel che è di Cesare</strong> e rinunciare a pretendere dal legislatore che si ispiri unicamente alla loro <em>morale</em> (ricordando, per chiarezza, che la democrazia è cosa ben diversa dalla <strong>dittatura della maggioranza</strong>, e che la morale troppo spesso confligge coi <strong>diritti</strong>), e quindi di smettere di considerare la loro etica come l&#8217;unica possibile? Intendono rinunciare a propugnare che <em>«non riconoscere la dimensione pubblica</em> [della religione, ndr] <em>è un grave errore»</em>, visto che questo non comporterebbe affatto l&#8217;estinzione della religione e la libertà di chi vi aderisce?</p>
<p>Perché non basta il <em>«rispetto della libertà di coscienza»</em>, come scrive il direttore del <em>Corriere della Sera</em> <strong>Ferruccio De Bortoli</strong> nel suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_ottobre_17/de-bortoli_missione-dei-cattolici_536c3954-f87d-11e0-a70e-53be2c0ab142.shtml">editoriale</a></span> (nel quale, a dire il vero, non manca qualche tono critico nei confronti delle gerarchie della Chiesa) della vigilia del convegno, è indispensabile &#8211; ripetiamo: indispensabile &#8211; prima di tutto il rispetto della <strong>libertà di scelta</strong>.</p>
<p><em>«Sia il vostro parlare: si, si; o no, no: quel che vi è di più proviene dal male»</em> (Mt 5,37). In ultima analisi quindi tutti costoro dovrebbero rispondere semplicemente e con la massima chiarezza e onestà a questa domanda. Perché altrimenti, cari signori, sareste solo <em>chiacchiere e crocefisso</em>.</p>
<div style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Legge contro l&#8217;omofobia: all&#8217;orizzonte una nuova bocciatura</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/07/omofobia-alla-camera-allorizzonte-una-nuova-bocciatura/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/07/omofobia-alla-camera-allorizzonte-una-nuova-bocciatura/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 16:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[19 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[binetti]]></category>
		<category><![CDATA[buttiglione]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[incostituzionalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[michele vietti]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[proprosta di legge]]></category>
		<category><![CDATA[transfobia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=24972</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/omofobia-alla-camera-allorizzonte-una-nuova-bocciatura/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/inquisizione-omofobia-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Martedì 19 luglio approderà alla Camera la proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia bocciata dalla commissione Giustizia nel maggio scorso. In realtà non si tratta di una nuova legge, bensì dell’inserimento nella legge Mancino (“Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”) di un’aggravante per la violenza motivata dall’orientamento sessuale della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/inquisizione-omofobia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24983" title="inquisizione-omofobia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/inquisizione-omofobia-300x225.jpg" alt="" height="275" /></a>Martedì 19 luglio approderà alla Camera la <strong>proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia</strong> bocciata dalla commissione Giustizia nel maggio scorso. In realtà non si tratta di una nuova legge, bensì dell’inserimento nella <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/legge_mancino_205.pdf" target="_blank">legge Mancino</a> (“Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”) di un’aggravante per la violenza motivata dall’orientamento sessuale della vittima.</p>
<p>Prima della discussione, la Camera dovrà votare la <strong>pregiudiziale di incostituzionalità</strong> presentata da Pdl, Lega e Udc che, se accettata come probabile, porterebbe al rigetto della proposta a priori. L’aggravante per le violenze di matrice omofoba è incostituzionale, dicono i firmatari della pregiudiziale, perché vìola l’articolo 3 della Costituzione che afferma l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Inoltre  l’orientamento sessuale,  in qualità di  «scelta personale», non è oggettivamente verificabile, in violazione del principio di tassatività della pena.</p>
<p>Pretestuose balle, naturalmente. L’uguaglianza o vale per tutti o per nessuno. Non si capisce, infatti, per quale motivo la connotazione razziale o religiosa dovrebbe essere riconosciuta come aggravante di violenza – e proprio dalla legge Mancino &#8211; e quella sessuale no. In secondo luogo, anche l’orientamento religioso non è oggettivamente dimostrabile, al pari di quello sessuale. Delle due l’una: o la legge Mancino vìola anch’essa la Costituzione, e quindi va rivista, oppure cadono i vincoli di incostituzionalità della proposta contro l’omofobia. Ma in Parlamento la logica conta meno dei numeri e per i nostri parlamentari accettare le riserve di incostituzionalità annullando la discussione costa, in termini di immagine, meno che bocciare un atto dovuto di tutela di una minoranza.</p>
<p>Firmatari delle pregiudiziali nomi già noti dell’<strong>integralismo cattolico</strong>: Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti (Udc); Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano (Pdl); Lussana, Molteni (Nicola), Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Dussin (Luciano), Pastore, Volpi, Bragantini, Polledri (Lega Nord).</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/omofobia-forza-nuova.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-24984" style="margin-left: 10px;" title="omofobia forza nuova" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/omofobia-forza-nuova-300x271.jpg" alt="" width="265" /></a>Quasi tutti i paesi europei (ad eccezione di Malta, Cipro, Grecia e Italia) hanno affrontato il problema dell’omofobia e della violenza da essa generata, in molti casi istituendola come <strong>reato</strong>. Da noi una pesante zavorra di inciviltà, dettata dai precetti di una religione anacronistica e illiberale, tiene la legislazione saldamente ancorata a un passato remoto dove le parole rispetto, uguaglianza, dignità non appartengono certo allo stato di diritto.</p>
<p>Vale le pena ricordare la dichiarazione di <strong>Michele Vietti</strong> (Udc), oggi <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/08/nomine-al-csm-il-confessionalista-vietti-in-pole-position-per-la-vicepresidenza/">vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura</a>, quando nel 2009, da deputato, sollevò la prima pregiudiziale di incostituzionalità sulla legge contro l’omofobia presentata dal Pd. Vietti affermò che nell’orientamento sessuale rientrerebbero anche «<em>pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia»,</em> di conseguenza non si può approvare un’aggravante per reati che hanno queste finalità. Parole gravissime che accomunano una «<em>variante naturale del comportamento umano»</em> – definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità &#8211; a <strong>patologiche perversioni</strong> che, se messe in atto, costituiscono reato. Sullo sfondo, e fare da guida a questo rigurgito di intolleranza, il <strong>peccato</strong>, quell’enorme contenitore in cui cade tutto ciò che è bandito dalla morale cattolica.</p>
<p>Siamo ancora a questo punto? Parrebbe di sì. Dopo l’approvazione alla Camera <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/contro-la-liberta-e-la-logica/">della legge contro il testamento biologico</a>, dettata da analoghi motivi religiosi (ed elettorali), il 19 luglio assisteremo probabilmente a un&#8217;altra <strong>sconfitta della democrazia</strong>. Perché un paese che pone davanti al diritto della persona e alla tutela della sua dignità, riconosciuti dalla Dichiarazione umana dei diritti dell’uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla stessa Costituzione, un <em>pre-giudizio</em> di tipo morale, ideologico o religioso non è e non potrà mai essere definito democratico.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/07/omofobia-alla-camera-allorizzonte-una-nuova-bocciatura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Charles e Angelo. Attenti a quei due</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/06/charles-e-angelo-attenti-a-quei-due/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/06/charles-e-angelo-attenti-a-quei-due/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 07:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Scicluna]]></category>
		<category><![CDATA[congregazione della dottrina]]></category>
		<category><![CDATA[diritto canonico]]></category>
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Tulli]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=24017</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/charles-e-angelo-attenti-a-quei-due/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnasco-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lo scenario, desolante, è da film poliziesco anni 70. “Le autorità brancolano nel buio”, citerebbe polemico a nove colonne il titolo del solito giornale che campa di retorica e frasi fatte. Ma Cronache laiche non rientra nella schiera di testate che si esprimono a suon di luoghi comuni, né è qui per recensire un b-movie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnasco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24021" title="bagnasco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnasco.jpg" alt="" height="230" /></a>Lo scenario, desolante, è da film poliziesco anni 70. “Le autorità brancolano nel buio”, citerebbe polemico a nove colonne il titolo del solito giornale che campa di retorica e frasi fatte. Ma <em>Cronache laiche</em> non rientra nella schiera di testate che si esprimono a suon di luoghi comuni, né è qui per recensire un b-movie né tanto meno vuole parlare, almeno in questa sede, del clima che si respirava in Italia ai tempi dell&#8217;austerity. Le autorità che brancolano nel buio, infatti, non indossano divise né impugnano pistole. Non portano basettoni, la loro barba è ben rasata e nemmeno sfoggiano un colorito linguaggio infarcito di parolacce e imprecazioni. No. Monsignor <strong>Charles Scicluna</strong> e il cardinale <strong>Angelo Bagnasco</strong> proprio non ce li vediamo in questi panni. Però nel buio brancolano lo stesso. Specie quando devono affrontare l&#8217;<em>affaire</em> “<strong>pedofilia nel clero</strong>”.</p>
<p>Quelle commesse dai preti pedofili sono «<em>spesso forme di abuso di potere a sfondo erotico</em>» ha affermato Scicluna che di mestiere fa il promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede (già tribunale dell&#8217;Inquisizione). In qualità di braccio della legge del Papa, è sul suo tavolo in Vaticano che passano tutte le segnalazioni di abusi o presunti tali compiuti da sacerdoti, che i vescovi raccolgono nelle loro diocesi. È lui che valuta i dossier, conduce l&#8217;indagine ed eventualmente rinvia a giudizio il presunto reo presso il prefetto della Congregazione, cardinale William Levada (il successore di Joseph Ratzinger).</p>
<p>L&#8217;idea che ci sia dell&#8217;<strong>erotismo</strong>, quindi desiderio, dietro la più devastante delle violenze esercitata su un essere umano indifeso, dimostra quanto sia incomprensibile, per questa cultura, la realtà del bambino (dunque della specie umana tutta). E spiega perché da duemila anni la pulsione psicotica del pedofilo, l&#8217;<strong>omicidio psichico</strong> che esso compie nei confronti del bambino, sia considerata dal legislatore che redige le norme del diritto canonico e dal magistrato che deve giudicare, un <strong>peccato “sessuale”</strong> da mondare come tanti altri con la confessione e qualche ave Maria in ritiro spirituale. Quando invece è un delitto tra i più efferati. Perché? Perché è determinato da una pulsione omicida che vuole distruggere qualsiasi possibilità di sviluppo della sessualità altrui.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/pedofilia.bmp"><img class="alignright size-full wp-image-24019" style="margin-left: 10px;" title="pedofilia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/pedofilia.bmp" alt="" /></a>Le vittime scelte lucidamente dai pedofili sono infatti nell&#8217;età in cui ancora non c&#8217;è la sessualità piena e formata. Questa si definisce con l&#8217;adolescenza. Inoltre, solo laddove c&#8217;è la sessualità ci può essere scambio di desiderio reciproco. E se c&#8217;è desiderio non è violenza. Pertanto ogni atto “a sfondo erotico” compiuto nei confronti di una persona in età pre-adolescenziale, è solo ed estremamente violento e distruttivo: impedisce la realizzazione di una caratteristica specifica umana.</p>
<p>Tutto ciò evidentemente sfugge anche al cardinale Angelo Bagnasco. Incontri di <strong>formazione</strong> e corsi di <strong>esercizi spirituali</strong> per i sacerdoti. È questa la ricetta prescritta dal presidente della Conferenza episcopale italiana per evitare che si verifichino altri scandali nella Chiesa genovese dopo la vicenda di don Seppia (per inciso, in qualità di arcivescovo di Genova dovrebbe spiegare lui per primo cosa ha fatto per impedire al sacerdote di agire indisturbato). Bagnasco l&#8217;ha comunicata ai suoi più stretti collaboratori in occasione della recente riunione del Consiglio presbiterale e dei Vicari forane, secondo quanto riferisce il settimanale cattolico <em>Il Cittadino</em> che ha pubblicato un estratto dell&#8217;incontro. «<em>Non si può aspettare che passi la tempesta</em>» ha detto il porporato. Da qui il suo richiamo alla fedeltà alla vocazione sacerdotale e a una maggior cura e impegno nella formazione, sia quella in preparazione al sacerdozio, sia quella permanente. «<em>Gruppi più ristretti per affrontare tematiche specifiche in cui affrontare temi etici e morali</em>». Lode all&#8217;impegno. Ma non è chiaro chi spiegherà agli uomini di Chiesa cosa sia la sessualità umana. E come essa vada difesa dalla pulsione omicida del pedofilo, non demonizzata.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://federicotulli.wordpress.com" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;"><em>Federico Tulli</em></span></strong></a></p>
<div class="intestazioneRedazione_separatore" style="font-size: 30px; color: #6c6c6c; text-align: center; margin-bottom: 30;"><em>&#8230;..</em></div>
<p><span style="color: #006699;"><em><strong>L&#8217;evento</strong></em></span><br />
<em>Si svolge venerdì primo luglio a Verona la II Giornata della Memoria organizzata dalle vittime italiane dei reati di pedofilia commessi da religiosi.</em><br />
<em>Gli ex allievi dell’istituto Antonio Provolo di Verona &#8211; con il supporto di Associazione Sordi A.Provolo, Associazione Sordi Basso Veronese, Associazione Non Udenti Provolo, Associazione La Colpa e Survivor’s Voice Europe &#8211; organizzano una manifestazione davanti all’Istituto Provolo(ore 17) e una conferenza stampa (ore 18,30):</em><br />
<em>- Per ricordare le vittime degli abusi sessuali dei sacerdoti dell’Istituto Provolo.</em><br />
<em>- Per sollecitare il Vaticano a esprimersi dopo che la commissione curiale ha avuto modo di sentire il racconto delle vittime. Tenuto anche conto che il presidente della commissione, Mario Sannite, ha dichiarato in una intervista televisiva del 24 maggio 2011 a Matrix (Canale 5), che «almeno tre, tra sacerdoti e religiosi, hanno ammesso gli abusi».</em></p>
<p><em><strong>Info</strong>: <a href="http://www.lacolpa.it">www.lacolpa.it</a> </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/06/charles-e-angelo-attenti-a-quei-due/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi di sesso ferisce</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/06/chi-di-sesso-ferisce/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/06/chi-di-sesso-ferisce/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra maiorino]]></category>
		<category><![CDATA[castità]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[magdalene]]></category>
		<category><![CDATA[misoginia]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sessuofobia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=22496</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/chi-di-sesso-ferisce/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Lucifero-e-la-lussuria-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il caso delle cosiddette Magdalene, le donne “perdute” irlandesi costrette alla clausura e al lavoro forzato, di cui si sta occupando la commissione contro le torture dell’ONU, e del quale ha dato notizia, unico tra i grandi quotidiani, Repubblica del 4 giugno scorso, induce a svolgere alcune riflessioni sullo stato di salute della Chiesa cattolica in Europa e nel mondo in generale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Lucifero-e-la-lussuria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-22507" title="Lucifero e la lussuria" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Lucifero-e-la-lussuria.jpg" alt="" width="227" height="291" /></a>Il caso delle cosiddette Magdalene, le donne “perdute” irlandesi costrette alla clausura e al lavoro forzato, di cui si sta occupando la commissione contro le torture dell’ONU, e del quale ha dato notizia, unico tra i grandi quotidiani, <em><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/06/04/news/le_30_mila_lavandaie_irlandesi_schiavizzate_e_nessuno_che_chiede_almeno_scusa-17220017/">Repubblica</a></em> del 4 giugno scorso, induce a svolgere alcune riflessioni sullo stato di salute della Chiesa cattolica in Europa e nel mondo in generale. È possibile che il triste fenomeno delle lavandaie irlandesi fosse circoscritto nel tempo e nello spazio, ma non si può negare che esso costituisce un tassello, un altro, all’interno del quadro a tinte sempre più fosche del <strong>morboso rapporto </strong>che la Chiesa intrattiene con il sesso.</p>
<p>Va detto che la dottrina sessuofobica della religione cristiana, e del cattolicesimo in particolare, è così pervasiva che, anche per quanti abbiano smesso di credere spesso occorrono anni perché l’equazione sesso-peccato appaia in tutta la sua grottesca insostenibilità e il suo rigetto non rimanga una mera acquisizione intellettuale. Il processo di “ritorno alla natura” non è affatto immediato, e chi lo abbia vissuto con consapevolezza avrà potuto constatare che, come cerchi concentrici che si allargano sull’acqua a partire da un unico punto, i suoi effetti tendono a propagarsi ad ambiti della vita e della personale visione del mondo che inizialmente non sembravano avere diretti collegamenti con la condanna dell’atto sessuale in sé. Un esempio: il concetto di “donna di facili costumi” – frutto della <strong>misoginia</strong> che scaturisce di necessità da una dottrina sessuofobica ideata e gestita <strong>da soli uomini </strong>– perderà gradatamente di consistenza, perché si riconoscerà a quella donna particolare, e alle donne in generale, il diritto di gestire le proprie relazioni sociali, affettive e fisiche come meglio credono, con l’unica ovvia limitazione – valida per tutti e in tutti i campi – di non danneggiare il prossimo. Una volta giunti a maturazione di questo processo di “riavvicinamento” alla natura anche l’<strong>obbligo di castità a vita </strong>imposto agli ecclesiastici e alle religiose apparirà in tutta la sua abnorme contrarietà alla natura (umana e universale), oltre che nella sua triste inutilità.</p>
<p>A seguito dei sempre più frequenti casi di <strong>pedofilia all’interno del clero cattolico</strong>, timide voci si sono talvolta levate a sostenere che il fenomeno non fosse che una conseguenza – degenerata, certo, ma pur sempre conseguenza – di questa innaturale condizione di vita e dell’approccio malato al sesso che contraddistingue la religione cattolica. Le più alte cariche ecclesiastiche sono immediatamente intervenute con sdegno a tacitare simili illazioni, ma la realtà parla più chiaro e forte delle loro voci stentoree. Cardinali, papi, vescovi e preti che si ostinano a negare la connessione esistente tra la castità imposta, la condanna del sesso come puro atto affettivo e ricreativo, e il rischio dar sfogo alle proprie represse pulsioni in maniera deviata mentono sapendo di mentire. Prova ne è che l’abuso di minore è previsto e trattato in maniera speciale nel diritto canonico e, finché il mondo non ha puntato i suoi riflettori su questa piaga endemica, esso è stato addirittura <strong>tollerato</strong>, venendo contrastato con le sole blande misure di cui ora tutti sono a conoscenza: ritiro spirituale e trasferimento del religioso “peccatore” di diocesi in diocesi. Si tratta quindi di un <strong>effetto collaterale </strong>indesiderato ma ampiamente previsto all’interno di questo sistema deformato e deformante.</p>
<p>Il fatto è che <strong>pedofilia</strong>, <strong>misoginia</strong> e <strong>disturbi della sessualità </strong>in genere sono conseguenze dirette della politica sessuofobica tuttora caparbiamente adottata dalla Chiesa. Perché questa istituzione, nonostante l’anacronismo e l’illogicità di tali posizioni, continui ad abbarbicarvisi e a tentare maldestramente di imporle a una società sempre più libera e matura è piuttosto comprensibile: se la Chiesa rinunciasse alla condanna del sesso in ogni sua forma che non sia quella strettamente finalizzata alla procreazione (e con il minimo piacere possibile) perderebbe la sua <strong>specificità caratterizzante</strong>, e la sua identità andrebbe a diluirsi in una serie di norme ampiamente condivisibili di senso comune, come non uccidere, non rubare e non dire le bugie. La sessuofobia è dunque <strong>la pietra </strong>su cui la Chiesa, soprattutto quella cattolica, ha fondato la propria forza e la propria capacità di tenere in scacco gli uomini, ché, se certo non sono tutti aspiranti ladri o assassini, sono però tutti aspiranti &#8220;lussuriosi&#8221;, e quindi (possibili) peccatori. Questa è stata un’ottima strategia finché il reato è coinciso con il peccato, ossia finché la Chiesa ha potuto esercitare, più o meno direttamente, il potere temporale. Il processo culturale collettivo di riavvicinamento alla natura, avviatosi con la separazione tra Stato e Chiesa, è lento e faticoso, ma la crepa è già aperta, e alla fine è molto probabile che proprio la sessuofobia – con tutte le sue conseguenze più nefaste, quali appunto pedofilia, misoginia, omofobia – sarà la pietra su cui la Chiesa finirà per inciampare, e il sesso negato negherà la Chiesa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/06/chi-di-sesso-ferisce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non c&#8217;è piacere senza peccato</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/04/non-ce-piacere-senza-peccato/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/04/non-ce-piacere-senza-peccato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 15:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[arcivescovo silvano tommasi]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor paolo rigon]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[vito mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[walter peruzzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=20624</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/04/non-ce-piacere-senza-peccato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/tentazione-mela-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nel 2008 il Vaticano aveva bocciato la proposta francese di depenalizzare l’omosessualità. Alla fine del marzo scorso 83 paesi hanno presentato una risoluzione contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale. E la Santa Sede si è  nuovamente opposta.

Il diritto di omofobia. L’arcivescovo Silvano Tommasi, dell’Osservatorio Permanente del Vaticano all’ONU, ha addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/tentazione-mela.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20626" title="tentazione-mela" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/tentazione-mela.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Nel 2008 il Vaticano aveva bocciato la proposta francese di depenalizzare l’omosessualità. Alla fine del marzo scorso 83 paesi hanno presentato una risoluzione contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale. E la Santa Sede si è  nuovamente opposta.</p>
<p><strong>Il diritto di omofobia. </strong>L’arcivescovo Silvano Tommasi, dell’Osservatorio Permanente del Vaticano all’ONU, ha addirittura cercato di rovesciare la frittata denunciando come «<em>violazione dei diritti umani fondamentali</em>» gli attacchi contro gli omofobi che, a sentir lui, esprimono «<em>pareri del tutto normali basati sulla natura umana</em>». È nota del resto la reiterata omofobia della Chiesa, sfociata nel razzismo quando Ratzinger definì «<em>non ingiusta</em>» la <strong>discriminazione di insegnanti o istruttori sportivi</strong> in base all’orientamento sessuale (<em>Lettera sulla cura delle persone omosessuali,</em> 1993), o che spinse Bertone, lo scorso anno, a <strong>confondere l’omosessualità con la pedofilia</strong>. E ancora oggi è radicata, non solo nella Binetti, l’idea dell’omosessualità come malattia: appena nel febbraio scorso il vicario del Tribunale ecclesiastico della diocesi di Genova, monsignor Paolo Rigon, dichiarò che «<em>non si nasce omosessuali</em>» ma l’omosessualità è «<em>indotta</em>» e va «<em>curata</em>», prendendola dall’inizio, prima che sia «<strong><em>incancrenita</em></strong>».</p>
<p><strong>Contro natura? </strong>A fondamento dell’omofobia cattolica vi è l’idea che i rapporti omosessuali siano “contro natura” tanto che, asseriva Giovanni Crisostomo, gli animali «<em>non conoscono questo tipo di amore</em>». Purtroppo per la Chiesa, le nostre conoscenze sono progredite dal IV secolo ed è ormai pacifico che «<em>in natura esistono animali omosessuali</em>» mentre «<em>a dover caso mai essere catalogato con il terribile appellativo di <em><strong>comportamento contro natura</strong></em>, è invece la <strong>castità volontaria</strong></em>» dato che «<em>finora non sono stati riscontrati animali non in cattività che la pratichino</em>» (Daniele Raimondi, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/03/contro-natura-unarma-a-doppio-taglio/"><em>“Contro natura”: un’arma a doppio taglio</em></a>, <em>Cronache laiche, </em>28 marzo 2011).</p>
<p>Ma se, nonostante questo, l’opinione della Chiesa non muta è per una ragione più profonda, che traspare anche dalle parole  del teologo “progressista” Vito Mancuso.</p>
<p>Intervistato sulle dichiarazioni di Rigon, Mancuso ha risposto: «<em>La causa dell’omosessualità dal punto di vista della fisiologia umana è indubbiamente una difformità. Se siamo venuti al mondo è per il maschile che si unisce al femminile, anche nel mondo animale e vegetale. Ma per quanto riguarda le cause di questa difformità, a quanto ne sappia io, nessuno ha le idee ancora chiare</em>». (<em>La Repubblica</em>, 26 febbraio 2011). E prosegue spiegando che accanto all’ipotesi dell’omosessualità come malattia, c’è chi ipotizza per questa «difformità» una causa «genetica» o «sociale».</p>
<p><strong>Sesso uguale procreazione</strong>. Mancuso trova dunque incauto Rigon, quando  stabilisce una sola causa certa per l’omosessualità ma concorda con lui nel ritenerla una <em>difformità</em> essendo, come direbbe Ratzinger, «chiusa alla vita». Pari pari come il vecchio Tommaso d’Aquino, che definiva contro natura «ogni coito dal quale non possa risultare generazione» (<em>Super ad Romanos</em>, c. 1, 149). Al fondo vi è sempre l’idea che il piacere sessuale sia legittimo e non “difforme” solo se è goduto dentro un rapporto a due, per di più etero e finalizzato alla riproduzione.</p>
<p>Ma si tratta di un’idea priva di qualsiasi fondamento logico, anzi contraddittoria e insostenibile per gli stessi cattolici. Perfino due eterosessuali che si accoppiano in piena conformità ai dettami ecclesiastici, raggiungono lo scopo procreativo due-tre-dieci (!) volte, a dir tanto, su centinaia o migliaia di rapporti fra loro. Metti pure che per un certo numero di altri si possa dire che erano mossi dalla speranza di “farcela”. Ma tutti gli altri in cui l’uomo è sterile o la donna infeconda, in menopausa, etc.? Sono rapporti «<em>chiusi alla vita</em>» tanto quanto un rapporto omosessuale, un rapporto orale, sodomitico ecc. fra due etero o l’autoerotismo. Tanto è vero che gli antichi padri della Chiesa dicevano:  «<em>finché resta la speranza della figliolanza […] può essere seguito il desiderio di avere un rapporto sessuale. Ma per i coniugi anziani […] essi si astengono dall’avere rapporti</em>» (Ambrogio, <em>Esposizione del Vangelo secondo Luca</em>); «<em>la pudicizia coniugale […] non permette rapporto con la donna in mestruazione, in gravidanza, o in età tale che non abbia più possibilità di concepimento</em>» (Agostino, <em>Contro Giuliano</em>).</p>
<p><strong>Sullo sfondo il peccato originale. </strong>Oggi la Chiesa, <em>obtorto collo</em>, non solo ha lasciato cadere questi divieti consentendo anche i matrimoni fra vedovi in tarda età ma autorizza, come alternativa ai contraccettivi, dei rapporti consumati nei periodi infecondi, dai quali  non può «<em>risultare generazione</em>».</p>
<p>E tuttavia, contro ogni logica e contro la sua stessa pratica, continua a ripetere che «<em>l’atto coniugale per sua natura è ordinato a generare la prole</em>» (Pio XI, <em>Casti connubii</em>); e che il piacere sessuale non è valido e  liberamente godibile per sé (purché non comporti violenza su altri) ma è un disvalore, <strong>riscattato</strong> unicamente dal <strong>fine procreativo</strong>.</p>
<p>Il motivo di questo accanimento nell’interdire e inibire il più possibile il piacere, nel farlo vivere come debolezza e come colpa, è la necessità di rafforzare nei fedeli l’idea della vita come valle di lacrime, come espiazione del peccato originale e come transito verso il cielo.</p>
<p>L’omofobia diventa così uno sbocco terminale, una spia di perversioni ben più profonde, cioè di una morale sessuofobica e di  una concezione dell’umanità come “massa dannata”,  riscattata solo attraverso la mortificazione da Gesù-Chiesa, ai quali (specie alla seconda) si devono infinita gratitudine e obbedienza.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/04/non-ce-piacere-senza-peccato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non ci sono più i peccatori di una volta</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/03/non-ci-sono-piu-i-peccatori-di-una-volta/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/03/non-ci-sono-piu-i-peccatori-di-una-volta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 19:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Dallapiccola]]></category>
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>
		<category><![CDATA[confessionale]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Tulli]]></category>
		<category><![CDATA[fivet]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Girotti]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[Penitenzieria apostolica]]></category>
		<category><![CDATA[procreazione assistita]]></category>
		<category><![CDATA[scienza&vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=19797</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/non-ci-sono-piu-i-peccatori-di-una-volta/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/assoluzione-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In questo laboratorio permanente del mondo alla rovescia che è l'Italia anche i detti popolari vengono capovolti: ad esempio, fatto l'inganno trovata la legge. Così, se il problema è la minore età della ragazzina che il premier avrebbe pagato per portarsela a letto, quale migliore soluzione se non quella di fare una legge che abbassa il limite della maggiore età? I suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/assoluzione.jpg"><img class="size-full wp-image-19800 alignleft" title="assoluzione" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/assoluzione.jpg" alt="" width="271" height="299" /></a>In questo laboratorio permanente del mondo alla rovescia che è l&#8217;Italia anche i detti popolari vengono capovolti: ad esempio, fatto l&#8217;inganno trovata la legge. Così, se il problema è la minore età della ragazzina che il premier avrebbe pagato per portarsela a letto, quale migliore soluzione se non quella di fare una legge che abbassa il limite della maggiore età? I suoi fedelissimi in Parlamento ci hanno provato e fortunatamente la proposta è rimasta carta straccia ma qualcuno, poche centinaia di metri più in là, Oltretevere, ha intravisto tutte le potenzialità della <strong>furbata </strong>facendone velocemente tesoro. Vediamo come.</p>
<p>In Vaticano, Paese dove non esistono <strong>reati </strong>(“scandalo pedofilia” docet), ma solo <strong>peccati </strong>(“scandalo pedofilia” docet) più che la pena e la punizione valgono la confessione e l&#8217;espiazione (qualche <em>ave maria</em> e si ricomincia, “scandalo pedofilia” docet). Nel paese dove non esistono reati e punizioni il più efficace strumento di controllo, sia individuale che sociale, è il <strong>confessionale</strong>. Tanto che è opinione diffusa tra gli esperti vaticanisti che ci sia solo un uomo sulla Terra più potente del papa dei cattolici: il confessore del papa dei cattolici. Perché è l&#8217;unico che ne conosce tutte le segrete colpe. Dunque, chiudendo il cerchio, il sacramento della confessione sarebbe il più potente strumento di controllo al mondo. Veniamo al dunque.</p>
<p>È passata quasi completamente sotto silenzio (rilanciata solo da Giacomo Galeazzi su <em>La Stampa</em>) un&#8217;intervista rilasciata all&#8217;<em>Ansa</em> da monsignor <strong>Gianfranco Girotti</strong>, reggente della Penitenzieria apostolica, il dicastero vaticano che si occupa dei “problemi di coscienza”. «<em>Oggi</em> &#8211; ha detto Girotti  in occasione di un corso sulle nuove forme di peccato e la maniera giusta per affrontarle, organizzato per 750 sacerdoti dalla Penitenzeria &#8211; <em>ci sono nuovi peccati che prima neanche si immaginavano. Le nuove frontiere della bioetica, innanzitutto, ci mettono di fronte ad alterazioni moralmente illecite e che riguardano un campo molto esteso</em>». Su tutte, il «<em>ricorso ad alcune tecniche di fecondazione artificiale, quale la Fivet, cioè la fecondazione in vitro, non moralmente accettabili</em>». Il <strong>concepimento</strong>, chiarisce Girotti «<em>deve avvenire in modo naturale tra i due coniugi</em>». Ma la fecondazione assistita può comportare anche un altro «<em>fatto non lecito</em>» e cioè «<em>il congelamento degli embrioni</em>» che «<em>sono persone</em>». Sorvoliamo su quest&#8217;ultima affermazione tanto è fuori dalla realtà e puntiamo al bersaglio grosso: d&#8217;ora in poi, per i credenti, l&#8217;aver fatto ricorso alla fecondazione assistita è un peccato da confessare.</p>
<p>Non stupisce anche voi che nel paese dove opera una delle più efficaci strutture di raccolta e controllo delle informazioni, si accorgano solo oggi &#8211; vale a dire con un ritardo di almeno tre decenni &#8211; che esiste la fecondazione in vitro? Se la risposta è sì, sappiate che non siete gli unici e che anzi siete in compagnia di <em>insospettabili</em> personaggi.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/vauro071010_7.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-19801" style="margin-left: 10px;" title="vauro071010_7" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/vauro071010_7-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a>Sollecitato da Galeazzi, il professor <strong>Bruno Dallapiccola</strong> (genetista del Consiglio superiore di sanità, direttore scientifico dell’ospedale Bambin Gesù di Roma e presidente di Scienza&amp;vita, il braccio armato della Cei nell&#8217;affossamento del referendum contro la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita) è apparso visibilmente perplesso, per non dire attonito. «<em>La posizione della Chiesa</em> &#8211; dice lo scienziato &#8211; <em>non è mai stata molto favorevole, però mi stupisce il fatto che la fecondazione assistita venga inclusa tra i peccati visto che viene effettuata nel mondo anche in alcune strutture cattoliche</em>». Punto primo, avverte tra le righe il genetista, la Chiesa rischia di <strong>perdere cospicue entrate in denaro</strong>. Punto secondo, detto sempre tra le righe, quella di Girotti non è una posizione del tutto condivisa: «<em>Mi stupisce il riferimento alla Fivet, poiché ormai la tecnica più utilizzata, in almeno il 70 per cento dei casi, è l’Icsi, cioè l’iniezione del singolo spermatozoo nella cellula uovo. La Chiesa ha avuto una posizione di apertura su questa nuova tecnica che di fatto è l’anticamera della fecondazione in vitro. È segno che su questi temi esistono posizioni variegate nelle gerarchie ecclesiastiche</em>». Stiamo calmi, perché le <em>sorprese</em> non finiscono qui. Sempre Girotti all&#8217;Ansa: «<em>Oggi si offende Dio non solo rubando o bestemmiando, ma anche con azioni di inquinamento sociale, rovinando l’ambiente, compiendo esperimenti scientifici moralmente discutibili</em>». Per non dire poi della sfera dell’etica pubblica dove pure entrano in gioco nuovi peccati come «<em>la frode fiscale, l’evasione, la corruzione</em>». E anche queste sarebbero nuove forme di peccato (reato)? Girotti ci sta forse dicendo che fino a ieri la Chiesa cattolica considerava moralmente lecito per le sue pecorelle truffare, <strong>frodare </strong>ed <strong>evadere il fisco</strong>? In effetti, pensando a quello che hanno combinato, a livello legislativo, specie dal concordato di Craxi in poi certi “laici devoti”, la risposta è scontata. Ma la questione che più ci stuzzica in questo contesto è: a cosa è dovuta quest&#8217;improvvisa (e surreale) infornata di “peccati” che se presi alla lettera rischia di inaridire parte dei flussi di denaro che finiscono nei forzieri dello Stato vaticano? È lecito pensare che lo scopo sia mettere una pezza a una inarrestabile perdita di potere? Probabilmente sì, se ritorniamo al ragionamento iniziale.</p>
<p>Nella stessa intervista all&#8217;<em>Ansa</em> il direttore della Penitenzeria ammette: la Chiesa è preoccupata perché il sacramento della <strong>confessione </strong>è in grave crisi, il 60 per cento dei fedeli rinuncia. I motivi di questo fenomeno &#8211; che si traduce in un minor controllo sul comportamento e quindi sul pensiero delle persone credenti &#8211; possono essere i più disparati e non tocca a noi scoprirli. Probabilmente tra di essi ci rientra pure il fatto che oramai non siano pochi (specie in Italia) quelli che ritengono moralmente lecito fare quasi tutto ciò che consente loro di fregare il prossimo. E dunque, pensano, perché confessarsi?</p>
<p>Ecco allora, in conclusione, monsignor Girotti con la sua geniale trovata (che al momento servirebbe a salvare la capra e col tempo, se funziona, a riportare pure i cavoli), direttamente mutuata dai <em>ghost writer</em> del “caso Ruby”: i peccatori sono pochi? Nessun problema, per solleticare il senso di colpa del gregge e ricondurlo all&#8217;ovile è sufficiente aumentare i peccati.</p>
<p>Del resto, come diceva Totò, è la somma che fa il totale.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://federicotulli.wordpress.com" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;"><em>Federico Tulli</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/03/non-ci-sono-piu-i-peccatori-di-una-volta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Love Parade e il vescovo di Salisburgo: un’occasione persa per tacere</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/08/love-parade-e-il-vescovo-di-salisburgo-un%e2%80%99occasione-persa-per-tacere/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/08/love-parade-e-il-vescovo-di-salisburgo-un%e2%80%99occasione-persa-per-tacere/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra maiorino]]></category>
		<category><![CDATA[apostati]]></category>
		<category><![CDATA[Duisburg]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Love Parade]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[punizione divina]]></category>
		<category><![CDATA[Salisburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Vescovo Andreas Laun]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=10806</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/love-parade-e-il-vescovo-di-salisburgo-un%e2%80%99occasione-persa-per-tacere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/Bishop-Laun-2-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Non solo non ha taciuto di fronte al dolore di chi è sopravvissuto a quella insensata strage, di fronte allo strazio di genitori e amici delle 21 vittime e degli oltre 500 feriti, ma continua a blaterare frasi sconnesse, il cui unico senso, a volerlo cercare, è pura follia Il vescovo cattolico di Salisburgo, tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10809" title="Bishop Laun 2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/Bishop-Laun-2.jpg" alt="Bishop Laun 2" width="239" height="360" />Non solo non ha taciuto di fronte al dolore di chi è sopravvissuto a quella insensata strage, di fronte allo strazio di genitori e amici delle 21 vittime e degli oltre 500 feriti, ma continua a blaterare frasi sconnesse, il cui unico senso, a volerlo cercare, è pura follia.</p>
<p>Il vescovo cattolico di Salisburgo, tale Andreas Laun, lo scorso 6 agosto non aveva infatti trovato nulla di più appropriato da dire, in riferimento alla tragedia che il 24 luglio ha colpito la Germania, che affermare che la Love Parade e la partecipazione a essa «è un atto di ribellione alla creazione e all’ordine di dio, e un <strong>invito al peccato</strong>». Aveva anche aggiunto che, sebbene fosse necessario stare in guardia dal ritenere l’evento una punizione divina, esiste un «diritto divino di <strong>punire gli apostati</strong>».</p>
<p>Queste parole sono state scritte dal vescovo in persona sul sito in lingua tedesca <a href="http://www.kath.net/detail.php?id=27660">kath.net</a>. Andando a ispezionare la fonte, ripresa dai quotidiani di tutto il mondo, si trova oggi anche una <a href="http://translate.google.it/translate_t?hl=&amp;ie=UTF-8&amp;text=So+falsch+die+konkrete%2C+moralische+Verurteilung+der+Toten+ist+und+bleibt%2C+w%C3%A4re+es+doch+auch+h%C3%B6chste+Zeit+zu+fragen%2C+warum+viele+Menschen+heute+auf+den+Begriff+%E2%80%9EStrafe%E2%80%9C+wie+von+der+Tarantel+gebissen+reagieren%21+%0D%0A&amp;sl=de&amp;tl=it">replica </a>del medesimo vescovo alle numerose critiche ricevute. Il signor Laun afferma di essere stato frainteso, ma poi si lancia in un oscuro attacco contro gli atei, tirando di mezzo, non si comprende bene per quale motivo, anche i mussulmani. Ecco cosa scrive il vescovo di Salisburgo: «A quanti tra i miei critici sono atei, vorrei dire: perché vi agitate tanto? Il Dio della Bibbia e della Chiesa in ogni caso non esiste ai vostri occhi, e uno come me ai vostri occhi è solo un narratore di favole: perché dunque tanto chiasso per nulla, avete forse paura dei fantasmi? O forse il discorso su di un Dio che punisce vi fa reagire così aggressivamente perché non siete così sicuri (<em>scl</em>. che non esista) come pretendete di essere? Per inciso, vi potreste agitare per quasi tutte le religioni, perché io non ne conosco nessuna che non creda in un Dio che è anche giudice di uomini!»<br />
E poi aggiunge: «Ma attenzione, il vostro sarcasmo potrebbe colpire anche i <strong>musulmani</strong> che, sebbene in modo diverso dai cristiani, sono anch’essi convinti che Dio punisca &#8211; e potrebbero reagire in modo diverso al vostro attacco da come faccio io!?»</p>
<p>Anche per chi non conosca la lingua tedesca, sarà interessante dare uno sguardo a quanto scritto dal prelato austriaco: si noterà che non vi è proposizione che non termini con un punto esclamativo o uno interrogativo; per <em>surplus</em> di enfasi, il periodo qui riportato li esibisce orgogliosamente entrambi. Se non fosse che il contenuto del suo discorso è fin troppo chiaro, basterebbe la punteggiatura a dimostrare, senza timore di essere smentiti o di risultare irrispettosi, che questo signore è veramente fuori dalla grazia di dio.</p>
<p>Lasciando andare il riferimento ai musulmani, che sembra contenere una malcelata minaccia, va rilevato che il vescovo non sembra si renda conto della violenza delle sue parole e anzi, appare sinceramente convinto che il problema sia nel riconoscere o nel negare al dio in cui crede il diritto di punire i peccatori; in questa ottica si domanda dunque perché mai gli atei debbano protestare, visto che loro un dio, punitore o dispensatore di grazie, non ce l’hanno.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10812" title="duisburg_ressa_love_parade_ap_01" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/duisburg_ressa_love_parade_ap_01.jpg" alt="duisburg_ressa_love_parade_ap_01" width="357" height="297" />Ebbene, qualcuno spieghi a questo anziano signore, che, credenti o non credenti, le persone sensate sono in grado di percepire quanto crudele sia attribuire la causa di una tragedia alle vittime (e non a un dio qualsiasi), perché è questo che sottende il vescovo, e senza dargli il minimo peso.<br />
Quei ragazzi non sarebbero morti per un banale, evitabile incidente, dovuto quasi certamente ad una pessima organizzazione della manifestazione, ma perché non erano moralmente degni, non erano puri, e hanno pagato con la vita la loro impurità.</p>
<p>Ciò che ferisce non è l’idea, antiquata e di biblica memoria, di un dio che punisce i convenuti a <strong>Duisburg</strong>, quasi novella <strong>Sodoma</strong>, ma che si getti un’onta di fango sulla memoria di vittime indubitabilmente <strong>innocenti</strong> agli occhi degli uomini sensati. Che poi tali vittime fossero colpevoli per il dio che alberga nella mente del vescovo, poco ce ne cale: per fortuna, le persone che credono in simili assurdità sono sempre di meno, e ciò anche grazie a un clero che sproloquia e inveisce contro il peccato e i (presunti) peccatori, quando dovrebbe invece tacere e imparare a umanamente addolorarsi per le disgrazie delle proprie pecorelle.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/08/love-parade-e-il-vescovo-di-salisburgo-un%e2%80%99occasione-persa-per-tacere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alla Chiesa cattolica il meritato premio “Chiuso come un’ostrica”</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/07/alla-chiesa-cattolica-il-meritato-premio-%e2%80%9cchiuso-come-un%e2%80%99ostrica%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/07/alla-chiesa-cattolica-il-meritato-premio-%e2%80%9cchiuso-come-un%e2%80%99ostrica%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiuso come un’ostrica]]></category>
		<category><![CDATA[clero]]></category>
		<category><![CDATA[eleonora gitto]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano Crociata]]></category>
		<category><![CDATA[Matthias Kopp]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Tarcisio Bertone]]></category>
		<category><![CDATA[Verschlossene Auster]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=8790</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/alla-chiesa-cattolica-il-meritato-premio-%e2%80%9cchiuso-come-un%e2%80%99ostrica%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/premioostrica-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Un’associazione di giornalisti tedeschi ogni anno assegna il premio Verschlossene Auster, “Chiuso come un’ostrica”,  a una persona o a una organizzazione che si sono distinte per assenza di trasparenza e mancanza di volontà di collaborare con la stampa. Nel 2010, nona edizione della storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8791" title="premioostrica" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/premioostrica.jpg" alt="premioostrica" width="366" height="215" />Un’associazione di giornalisti tedeschi ogni anno assegna il premio <em>Verschlossene Auster</em>, &#8220;Chiuso come un’ostrica&#8221;,  a una persona o a una organizzazione che si sono distinte per assenza di trasparenza e mancanza di volontà di collaborare con la stampa. Nel 2010, nona edizione della storia, il premio è andato di diritto alla Chiesa cattolica per aver “<strong><em>raramente mostrato la volontà di educare, ostacolando invece i giornalisti investigativi”.</em></strong> La Chiesa succede all’associazione delle banche tedesche, al Comitato Olimpico Internazionale e a Vladimir Putin.</p>
<p>Un “premio” meritato, che non sorprende.  Sorprendono, invece,  le dichiarazioni riportate dal  <a href="http://www.tagesschau.de/inland/verschlosseneauster102.html"><em><strong>Tagesschau</strong></em></a> , del portavoce della Conferenza episcopale tedesca, Matthias Kopp, il quale ha sportivamente ritirato  il premio ammettendo che, a proposito degli abusi sessuali commessi da religiosi, la Chiesa ha compiuto un grave errore di comunicazione: “<em><strong>Abbiamo atteso troppo tempo prima di intervenire</strong></em>”.</p>
<p>Bisognerebbe chiedere al signor Matthias Kopp il perché di questa “lunghissima” attesa, considerato che la pratica della pedofilia negli ambienti ecclesiastici si perde nella notte dei tempi. Forse è stato il noto distinguo che la Chiesa fa da sempre fra <strong>peccato e reato</strong>, a spingere gli ambienti ecclesiastici a non dare peso a quella che è diventata una malattia endemica della Chiesa cattolica?</p>
<p>Secondo la Chiesa, gli atti contrari alle leggi della morale cattolica sono “peccati”, mentre gli atti contrari alle leggi della società sono “reati”. I cattolici confessano i peccati nel confessionale, non nell&#8217;aula di tribunale, e la salvifica “indulgenza plenaria” cancella colpe e misfatti. Il “reato invece”, non può essere cancellato con cinque “<em>avemaria</em>” e un “<em>pater noster</em>”.</p>
<p>La pedofilia, secondo questo contorto ragionamento, è  considerata solo peccato, e cioè un affare di Chiesa e non di Stato. Allora, niente scandali, niente ingerenze dei tribunali, niente indagini. E le vittime? Sono agnelli che si sacrificano a Dio, e in quanto martirizzati, violentati, abusati, si guadagneranno il Paradiso. Qui, ovviamente, incontreranno di nuovo i loro carnefici i quali,  grazie alla confessione (e a qualche spintarella divina), avranno l’anima  lavata e candeggiata, occuperando di diritto i posti d’onore.</p>
<p>Ma, se fra i <strong>peccati mortali</strong> la Chiesa cattolica annovera quelli che:<br />
1) hanno come oggetto  una materia grave, precisata dai dieci comandamenti;<br />
2) devono essere compiuti con piena consapevolezza;<br />
3) devono essere compiuti con deliberato consenso;<br />
e i dieci comandamenti impongono, tra l’altro, di non uccidere, non rubare e non commettere atti impuri, è lecito pensare che anche altri eventuali efferati delitti commessi negli ambienti clericali possano essere celati e sfuggire così alle leggi dello Stato?</p>
<p>Quindi, fra l’ “<strong>immunità assoluta</strong>”,  sancita  ai sensi dell&#8217;articolo 8 del Trattato del Laterano fra l&#8217;Italia e la Santa Sede,  di cui gode il Papa (persona sacra e inviolabile in Italia) in quanto Capo della Chiesa cattolica, e l’immunità garantita ai  religiosi, con annessa inviolabilità delle loro sedi ancora in vigore in alcuni Paesi, i rappresentanti del Clero &amp; C.,  diventano gli “intoccabili”, i “non peccatori a prescindere&#8221; per investitura divina.  Con buona pace della verità, della giustizia, dell’uguaglianza  e… della carità cristiana.</p>
<p>“<em>Chi ha favorito atteggiamenti di indulgenza o pratiche di rimozione non ha mai applicato direttive di Chiesa, ma semmai le ha tradite, stravolgendo la doverosa riservatezza in complice copertura</em>”. <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=99847&amp;sez=HOME_NELMONDO">Ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata,</a> che  ha aggiunto  “<em>bisogna correggere, tra i tanti, un luogo comune ricorrente, che vorrebbe il magistero ecclesiastico fino all&#8217;altro ieri tollerante verso certe pratiche, quando invece la condanna esplicita della pedofilia non è cosa di oggi, ma va ricondotta almeno a documenti del 1922 e del 1962, che ne stigmatizzavano in maniera inequivocabile la natura criminosa e aberrante”.</em></p>
<p>Sarà anche vero che nei documenti citati ci fu la<em> “condanna esplicita della pedofilia</em>”, ma Monsignor  Crociata omette di dire che per quasi vent’anni Joseph Ratzinger ha guidato la Congregazione per la Dottrina della Fede, l’organismo pontificio che ha nascosto nei suoi archivi molte scabrose e più che imbarazzanti verità; e che lo stesso Joseph Ratzinger ha firmato nel maggio del 2001, insieme al cardinale Tarcisio Bertone, il documento “<em>De delictis gravioribus</em>”, un aggiornamento del “<em>Crimen sollicitationis</em>” (1962) con le nuove istruzioni rivolte ai preti sui casi di pedofilia. Il documento forniva un’indicazione molto chiara: “<strong><em>Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio”.</em></strong></p>
<p>Allora, chi è che ha “<em>favorito atteggiamenti di indulgenza o pratiche di rimozione</em> &#8220;? Ed è davvero “<em>un luogo comune ricorrente, che vorrebbe il magistero ecclesiastico fino all&#8217;altro ieri tollerante verso certe pratiche</em>”? Non ci sembra, e le ultime direttive di Ratzinger sono illuminanti.  Ecco spiegato il perché, almeno fino  a oggi, la Chiesa si è soltanto preoccupata di nascondere al mondo le sue colpe, di minimizzarle senza mai reprimerle; ecco il perché del ritardo; ecco perché il premio <em>Verschlossene Auster</em> del 2010 spetta di diritto alla Chiesa cattolica che davvero lo ha meritato.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/eleonora-gitto/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Eleonora Gitto</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/07/alla-chiesa-cattolica-il-meritato-premio-%e2%80%9cchiuso-come-un%e2%80%99ostrica%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Laicità, la linea di confine</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/06/laicita-la-linea-di-confine/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/06/laicita-la-linea-di-confine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 05:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
		<category><![CDATA[bruno vergani]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=7171</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/laicita-la-linea-di-confine/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/confini-200x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“Laico” è termine della tradizione cristiana: indica chi nella Chiesa non appartiene al clero. Il linguaggio comune si è appropriato del vocabolo cambiandogli significato: laico sarebbe chi si ispira a concezioni di autonomia rispetto all’autorità e alla dottrina sociale ecclesiastica. Se così intesa la laicità sarebbe povera cosa: non solo perché incapace di generare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7173" title="confini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/confini-200x300.jpg" alt="confini" width="176" height="265" />“<strong>Laico</strong>” è termine della tradizione cristiana: indica chi nella Chiesa non appartiene al clero. Il linguaggio comune si è appropriato del vocabolo cambiandogli significato: laico sarebbe chi si ispira a concezioni di autonomia rispetto all’autorità e alla dottrina sociale ecclesiastica.</p>
<p>Se così intesa la laicità sarebbe povera cosa: non solo perché incapace di generare una propria semantica, ma perché prassi che troverebbe ragione e sussistenza solo per antitesi: un vigile urbano  noioso, prevedibile e mai propositivo, che fischia quando scorge l’auto del Vescovo invadere la carreggiata, perché parcheggiata fuori dalle strisce.</p>
<p>Se la laicità fosse mero metodo e non valore, se non avesse un cuore e contenuti, che significato avrebbero la “<strong>scuola laica</strong>” e ancor più lo &#8220;<strong>Stato laico</strong>&#8220;? Limbi neutri, vuoti e dormienti che si attivano unicamente per reagire all’odore di incenso.</p>
<p>Al di là del linguaggio comune la civiltà laica è evidentemente ben altro: <strong>interpretazione della realtà</strong> dove l’individuo, ogni individuo è il principio etico; pertanto la tutela della sua inviolabilità, della sua libertà e autonomia e, a maggior ragione, la difesa all’esistenza e all’espressione delle minoranze, di ogni minoranza; delle maggioranze, di ogni maggioranza. <strong>Rispetto della tradizione</strong> e della storia di ognuno, valorizzazione del diverso, accoglienza, dialogo, apertura e confronto con ogni individuo e aggregazione, interesse senza pregiudizio sulle questioni fondamentali dell’esistere.</p>
<p>Pertanto per la laicità così intesa, l’individuo e i gruppi, confessioni religiose e istituzione ecclesiastiche comprese, possono, anzi devono, affermare in libertà la loro interpretazione della realtà e dell’individuo.</p>
<p>Ad esempio riguardo a temi “eticamente sensibili” le istituzioni ecclesiastiche possono giudicare <strong>peccati </strong>quello che i laici considerano invece <strong>diritti inviolabili dell’individuo</strong>, ma lì la Chiesa si deve fermare; se oltrepasserà la linea di confine per giudicare tali scelte crimini invece che peccati la laicità è legittimata a difendersi, per il bene di tutti, cattolici compresi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em><a href="http://blognew.aruba.it/blog.brunovergani.it/" target="_blank"><strong>Bruno Vergani</strong></a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/06/laicita-la-linea-di-confine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Di fronte alla Sindone decade la scomunica per aborto. Parola del cardinal Poletto</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/05/di-fronte-alla-sindone-decade-la-scomunica-per-aborto-parola-del-cardinal-poletto/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/05/di-fronte-alla-sindone-decade-la-scomunica-per-aborto-parola-del-cardinal-poletto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 07:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[comunità cristiane di base]]></category>
		<category><![CDATA[confessione]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[scomunica]]></category>
		<category><![CDATA[severino poletto]]></category>
		<category><![CDATA[sindone]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=6318</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/di-fronte-alla-sindone-decade-la-scomunica-per-aborto-parola-del-cardinal-poletto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/poletto-sindone-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il cardinal Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ha emanato un decreto per revocare la scomunica automatica (latae sentientiae) in cui sono incorse tutte le donne cattoliche che hanno abortito, a patto che queste si confessino proprio a Torino durante l’ostensione della Sindone.

Tutto ciò al fine di “mostrare concretamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6321" title="poletto sindone" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/poletto-sindone.jpg" alt="poletto sindone" width="243" height="305" />Il cardinal <strong>Severino Poletto</strong>, arcivescovo di Torino, ha emanato un <a href="http://www.sindone.org/santa_sindone/vita_di_fede/00025156_Il_perdono_straordinario.html" target="_blank"><strong>decreto per revocare la scomunica automatica</strong></a> (<em>latae sentientiae</em>) in cui sono incorse tutte le donne cattoliche che hanno abortito, a patto che queste si confessino proprio a Torino durante l’ostensione della Sindone.</p>
<p>Tutto ciò al fine di “<em>mostrare concretamente la misericordia del Padre nei confronti di chi è pentito di un delitto commesso</em>”. I sacerdoti “<em>che siano regolarmente abilitati a ricevere le confessioni dei fedeli per l&#8217;intero territorio della città di Torino</em>” hanno quindi “<em>la facoltà di rimettere nell&#8217;atto della confessione sacramentale la scomunica non dichiarata relativa all&#8217;aborto procurato</em>”.</p>
<p>Come noto, per la Chiesa <a href="../2010/03/la-pedofilia-e-meno-grave-dellaborto-donne-svegliamoci/">l’aborto è un peccato molto più grave della pedofilia</a>, tanto che mentre per il primo la scomunica è automatica, il secondo può essere ‘lavato’ da una semplice confessione. Che poi rimanga un crimine orrendo e un reato severamente perseguito dalla Legge non sembra aver preoccupato granché, almeno fino ad oggi, le gerarchie ecclesiastiche. Ora, in modo veramente grottesco, la Chiesa ricorre all’espediente della Sindone per cancellare la scomunica alle fedeli che hanno abortito.</p>
<p>Quello che somiglia a un semplice ‘condono’ in casa cattolica, in realtà cela significati molto più profondi che, in alcuni casi, stridono profondamente con il messaggio cristiano di cui la Chiesa si fa promotrice.</p>
<p>Innanzitutto perché palesa che <strong>le donne non sono tutte uguali davanti a Dio</strong>. Alcune, e precisamente quelle che si troveranno in questo periodo a Torino, sono ‘più uguali’ delle altre, condannate <em>latae sententiae</em> e senza speranza di amnistia a convivere con una colpa che le porterà a bruciare nel fuoco eterno.</p>
<p>In secondo luogo per un <strong>ricorso anacronistico e strumentale alla superstizione</strong>. L’adorazione delle reliquie costituisce fuori da ogni dubbio un comodo mezzo per rimpinguare le casse del Vaticano, ma utilizzata come arma di ricatto, come in questo caso, potrebbe sortire l’effetto di allontanare i cattolici adulti e istruiti, quelli che non credono a un dio impresso su un lenzuolo di lino o disciolto nel sangue di un santo. Al contrario, il loro dio trascendente non può perdonare sulla base di arbitrari criteri geografici definiti dal cardinale di turno. A tal proposito, merita menzione il comunicato delle <a href="http://teologiaeliberazione.blogspot.com/2010/05/documento-delle-comunita-di-base-sulla.html">Comunità cristiane di base del Piemonte</a>: “<em>Riteniamo gravissima la scelta del vescovo di Torino di utilizzare la sua autorità per concedere alle donne che, nei giorni dell’ostensione della sindone, confessano a un prete di aver abortito, l’automatica cancellazione della scomunica che, altrettanto automaticamente, era stata loro comminata.  […]La gerarchia della chiesa cattolica insiste nel culto delle reliquie; non ci stupisce, ma ci amareggia profondamente, perché così facendo <strong>sposta l’attenzione dei fedeli dalla testimonianza alla superstizione</strong></em>”.</p>
<p>In ultima analisi, questo decreto cardinalizio dimostra ai cattolici &#8211; se già non lo avessero sufficientemente chiaro – che le ‘<strong>leggi di Dio</strong>’ non sono altro che leggi scritte da uomini che si definiscono, senza alcuna prova, suoi rappresentanti, tant’è che le cambiano a seconda dell’esigenza (o convenienza) del momento. Se la Sindone può riportare qualche pecorella all’ovile perché non cavalcare l’onda?</p>
<p>Il cardinal Poletto, lo stesso che inneggia all’obiezione di coscienza sui temi etici perché &#8220;<em>la legge di Dio è superiore a quella degli uomini</em>&#8220;, ha addirittura conferito alla legge divina &#8211; universale per definizione &#8211; una valenza locale: solo alle donne che si confesseranno a Torino, e solo in questo periodo, potrà essere rimessa la scomunica derivante dall’aborto. Sarà stato l’esito delle recenti elezioni regionali in Piemonte, dove la Lega ha stravinto, a suggerire al cardinale questo piglio federalista?</p>
<p>Ciò che più stupisce, ancora una volta, è l’atteggiamento dei cattolici, lontani dal ribellarsi ad essere rappresentati da un’istituzione anacronistica, misogina e antiscientifica che arriva a decretare amnistie &#8216;a tema&#8217;  sul peccato, dando un&#8217;immagine di se se stessa più vicina a quella di un esercizio commerciale alle prese con i saldi promozionali che di guida spirituale di cui reclama il primato per l’umanità intera.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/05/di-fronte-alla-sindone-decade-la-scomunica-per-aborto-parola-del-cardinal-poletto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Educazione sessuale nelle scuole, perché sì</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 11:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[distributore]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[preservativo]]></category>
		<category><![CDATA[profilattico]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola ed Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[sigo]]></category>
		<category><![CDATA[TNS Healtcare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=5633</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/preservativi-300x224.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’installazione di distributori automatici di preservativi in due scuole italiane, il liceo Keplero di Roma e il liceo Garibaldi di Palermo, ha suscitato un vespaio di polemiche di sapore ottocentesco.

Le iniziative, volte a incentivare l’uso del profilattico tra gli adolescenti che, vuoi per vergogna, vuoi per i prezzi proibitivi, difficilmente ricorrono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5637" title="preservativi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/preservativi-300x224.jpg" alt="preservativi" width="300" height="224" />L’installazione di distributori automatici di preservativi in due scuole italiane, il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/a-roma-il-primo-distributore-%e2%80%98scolastico%e2%80%99-di-profilattici/" target="_blank">liceo Keplero di Roma</a> e il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/condom-nelle-scuole-un-doveroso-atto-di-coerenza/" target="_blank">liceo Garibaldi di Palermo</a>, ha suscitato un vespaio di polemiche di sapore ottocentesco.</p>
<p>Le iniziative, volte a incentivare l’uso del profilattico tra gli adolescenti che, vuoi per vergogna, vuoi per i prezzi proibitivi, difficilmente ricorrono all’acquisto in farmacia o nei supermercati, hanno scatenato i più disparati cori di disapprovazione. Chi dice che la scuola non deve entrare in dinamiche educative che spettano unicamente alle famiglie, chi parla di ‘banalizzazione’ della sessualità, chi, come l’illuminato preside del liceo romano Montale, Francesco Girgenti, ha addirittura commentato<em> &#8220;Mi vergognerei a guardare in faccia mamme e studentesse: bisogna educare i ragazzi alla virtù e al rispetto di sé e <strong>non incentivarli ai vizi</strong></em>” dando prova, oltre che di limitate vedute, anche di retaggi culturali che si speravano ormai superati, secondo i quali il sesso per una metà del cielo è solo una vergogna.</p>
<p>D’altronde non possiamo dimenticare che il maggiore condizionamento culturale, fonte di un netto ritardo su questi temi rispetto al resto dell’Europa, è il <strong>retaggio cattolico del peccato</strong>. Il sesso è qualcosa di sporco e spregevole, e va ‘praticato’ solo ai fini riproduttivi. Sul preservativo, poi, basti pensare alla <em>lectio magistralis</em> del Papa che ha affermato di fronte ai popoli africani decimati dalla piaga dell’Aids – evitando per un pelo la denuncia per crimine contro l’umanità – che <strong>i preservativi non servono perché <em>&#8220;anzi, aumentano i problemi</em>&#8220;</strong>.</p>
<p>Insomma, si continuano a fare investimenti &#8216;morali&#8217; piuttosto che scientifici, e a pagarne le spese è la salute degli adolescenti, la categoria più a rischio non solo per le gravidanze indesiderate, ma per la trasmissione sessuale di malattie che ne compromettono la salute e la futura fertilità.</p>
<p>I dati dell&#8217;<a href="www.medinews.it/bin/02_-_confronto_italia_europa_ecc.doc" target="_blank">indagine TNS Healtcare 2009</a> effettuata su un campione di ragazzi tra i 15 e i 21 anni di 14 paesi, parlano chiaro: l’<strong>Italia è ultima in classifica, insieme alla Turchia, in materia di informazione sulla contraccezione</strong>.</p>
<p>Il 27% degli adolescenti dichiara di non utilizzare alcun metodo contraccettivo, e la percentuale sale al 35% fra le sole ragazze. Inoltre, mentre i ragazzi dell’Europa civilizzata hanno ben chiara la condivisione della responsabilità della contraccezione tra i partner, da noi solo 67% sposa questa tesi. Per gli altri vale il principio dello scaricabarile: tocca a lui/tocca a lei. Con il risultato che, magari, non provveda alcuno dei due.</p>
<p>Aggiungiamo, tanto per aggravare la situazione, che  il primo rapporto sessuale non è protetto per una ragazza su tre e solo il 50% di esse usa metodi anticoncezionali sicuri, secondo quanto riportato da un’indagine della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) del 2008.</p>
<p>I rischi, in tutto ciò, non sono solo legati alle gravidanze indesiderate (10mila parti l’anno tra le ragazze under 20) o al contagio da Hiv, ma anche a tutte le malattie sessualmente trasmissibili, molto più pericolose di quanto non si pensi: “<em>In media la prima volta in Italia è a 16 anni, ma c’è chi inizia a scoprire il sesso anche a 12-13. Inoltre le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento, specie fra i giovanissimi. Nel nostro Paese si verificano 1 milione 200 mila uretriti l’anno, infezioni come la gonorrea sono in crescita anche fra gli adolescenti, e il papillomavirus, insieme a clamidia e micoplasma, minaccia la salute di ragazzi e ragazze. I rapporti non protetti sono inoltre un rischio anche per la fertilitá futura</em>”, dice Vincenzo Gentile, presidente della <em>Sia </em>(Societá italiana di andrologia).</p>
<p>A fronte di tutto ciò, sembrerebbe proprio la scuola il luogo più adatto per una corretta educazione sessuale degli adolescenti. Delegarla alle famiglie diventa sempre più una scelta suicida, vista la variabilità dei livelli sociali e culturali e i forti condizionamenti religiosi che, laddove presenti, inducono i genitori a proiettare sui figli il rispetto a priori dei loro stessi canoni morali. Che poi vengano puntualmente disattesi all’insaputa degli stessi genitori, è un altro paio di maniche. L’apparenza, almeno, è salva.</p>
<p>Il pregiudizio secondo il quale informare i ragazzi su questi temi, o fornire loro la possibilità di proteggersi, significhi invitarli alla pratica e alla sperimentazione è ancora duro a morire nonostante l’evidente illogicità. Il silenzio non salva la salute e, soprattutto, non incentiva l’adolescente a scelte corrette e responsabili in materia di sessualità.</p>
<p>Eppure, nonostante i dati siano sotto gli occhi di tutti e, si spera, soprattutto di chi è delegato a legiferare in campo educativo, la scuola continua, nelle sue innumerevoli riforme, ad ignorare il problema come se il silenzio fosse sufficiente a negarne l’esistenza, in pieno stile <strong>&#8216;vizi privati, pubbliche virtù</strong>&#8216;.</p>
<p>Che poi sia la stessa società ad addossarsi i costi sanitari e sociali derivanti dalle gravidanze indesiderate o dalla proliferazione di malattie sessualmente trasmissibili, non è e non è mai stato da noi un sufficiente stimolo per abbattere il muro del pregiudizio e affrontare il problema con gli occhi della scienza piuttosto che di una presunta morale sempre più lontana dalla vita e dalle esigenze delle nuove generazioni.</p>
<p>Se nei Paesi più civili si corre al riparo istituendo, come in <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/" target="_blank">Inghilterra</a>, corsi obbligatori di educazione sessuale nelle scuole o, come in Spagna, fornendo alle ragazze al di sopra di 16 anni l’accesso senza ricetta medica alla pillola del giorno dopo, le scelte italiote in questo campo vanno nella direzione opposta: ostruzionismo all’aborto farmacologico, riconoscimento giuridico dell’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/obiezione-di-coscienza-per-i-farmacisti-il-pdl-presenta-un-disegno-di-legge/" target="_blank">obiezione di coscienza per i farmacisti</a> per la vendita dei contraccettivi di emergenza e, ciliegina sulla torta, il desiderio, mai nascosto dal nostro ministro dell’Istruzione, di far diventare curriculare l’ora di religione. Forse la Gelmini intende risolvere il problema sessualità proprio in quella sede: astenetevi perché è peccato. Parola del Signore.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Usa, la copertura dei &#8216;frutti del peccato&#8217;</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/usa-la-copertura-dei-frutti-del-peccato/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/usa-la-copertura-dei-frutti-del-peccato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro capece]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[pat bond]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=5223</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/usa-la-copertura-dei-frutti-del-peccato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/priest-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Mentre la Chiesa, per bocca di Benedetto XVI, continua a definire l’aberrante reato di pedofilia solo ‘peccato’, altri scandali, e di diversa natura, concorrono a smantellare il cappello di omertà sotto il quale fino ad oggi questi crimini sono rimasti impuniti. Negli States migliaia di donne che hanno convissuto con un prete e sono poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5225" title="priest" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/priest.jpg" alt="priest" width="372" height="249" /></p>
<p>Mentre la Chiesa, per bocca di Benedetto XVI, continua a definire l’aberrante <strong>reato</strong> di pedofilia solo ‘<strong>peccato</strong>’, altri scandali, e di diversa natura, concorrono a smantellare il cappello di omertà sotto il quale fino ad oggi questi crimini sono rimasti impuniti.</p>
<p>Negli States migliaia di donne che hanno convissuto con un prete e sono poi state abbandonate si stanno preparando &#8211; si legge sul <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article7100920.ece" target="_blank">TimesOnLine</a> &#8211; a presentare denuncia contro coloro che hanno sconvolto la loro vita, lasciandole sole e con uno o più figli a carico.</p>
<p>Alcuni degli addetti alle helpline installate per raccogliere le loro testimonianze sospettano che le chiese locali, per soffocare gli scandali, suggeriscano a questi preti di chiedere alle &#8220;peccatrici&#8221; di abortire e, se queste non accolgono la richiesta, di indurle a sottoscrivere un accordo &#8220;confidenziale&#8221; con il quale si impegnano a mantenere economicamente il bambino in cambio del silenzio sull&#8217;identità del padre.</p>
<p>Il <em><a href="http://www.nytimes.com/2009/10/16/us/16priest.html">New York Times</a></em> riporta, a tal proposito, il caso di Pat Bond, una giovane signora in cerca di conforto in seguito al fallimento del suo matrimonio.<br />
Questo stato d&#8217;animo favorì l&#8217;instaurarsi di una relazione con Henry Willenborg, un frate francescano che aveva accettato di farle da consigliere spirituale, dalla quale nacque un figlio.</p>
<p>Pat chiese un aiuto economico all&#8217;Ordine dei francescani, che si impegnò a darglielo a patto che non svelasse a nessuno il suo segreto.<br />
Ma quando più tardi suo figlio si ammalò, i francescani non solo si rifiutarono di sostenere le spese mediche, ma pretesero che pagasse una penalità perché non aveva tenuto fede all&#8217;impegno.</p>
<p>I concittadini di Pat si chiedono come mai, se le vittime hanno denunciato i preti coinvolti nel fenomeno e i crimini sono stati accertati, si aspetta tanto a processarli ed eventualmente a condannarli. E aggiungono ironicamente che forse non ci sono più macine da attaccate al collo di chi dà scandalo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/usa-la-copertura-dei-frutti-del-peccato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pillola abortiva Ru486, storie di ordinaria italianità</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 21:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aborto farmacologico]]></category>
		<category><![CDATA[colpa]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio superiore di sanità]]></category>
		<category><![CDATA[day hospital]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[ru486]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=4095</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/vignetta-ru486-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, è arrivato il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall’Aifa, l&#8217;Agenzia italiana per il farmaco, la pillola dovrà essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4097" title="vignetta ru486" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/vignetta-ru486.jpg" alt="vignetta ru486" width="220" height="297" />Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, è arrivato il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lultima-beffa-della-pillola-ru486/2123406/12" target="_blank">parere del Consiglio Superiore di Sanità</a> sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall’Aifa, l&#8217;Agenzia italiana per il farmaco, <strong>la pillola dovrà essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero</strong>. Le Regioni che ne avevano autonomamente prevista la somministrazione in day hospital &#8211; come avviene in tutti i Paesi europei (in Francia da venti anni!) ad eccezione di Irlanda e Portogallo &#8211; devono tornare sui loro passi.</p>
<p>Eppure, la pillola abortiva poteva costituire una vera svolta per il sistema sanitario nazionale, comportando un risparmio economico e di posti letto non indifferente. Dall’altra parte, il suo utilizzo può alleviare il dolore fisico delle donne e liberarle dall’incubo di gestire in ospedale, piuttosto che in casa, la loro tragedia personale. <strong>In poche parole, soffrire di meno.</strong></p>
<p>Che la donna possa abortire con meno sofferenza (fisica) è qualcosa che non piace a molti; quei molti che scambiano sovente il peccato per reato e che sono intrisi dalla mentalità bigotta, tutta italiana e nella fattispecie cattolica, dell’<strong>espiazione della colpa</strong>. Abortire è, dunque, una colpa. Perché dovrebbe bastare una semplice pillola?</p>
<p>Quelli che si appellano alla tutela della salute delle donne per giustificare il ricovero &#8211; gli stessi che, guarda caso, di opponevano alla  commercializzazione della Ru486 &#8211; mentono sapendo di mentire. Non esiste, in Italia, un organismo più accreditato dell&#8217;Aifa per garantire la sicurezza farmacologica.</p>
<p>Ora, al di là dei bigottismi nostrani, che ci fanno mantenere ad honorem uno degli ultimi posti in civiltà tra i paesi europei, diverse sono le considerazioni da fare.</p>
<p><strong>La prima</strong>. La RU486 è disponibile su internet. Non ci vuole grande abilità per procurasela e abortire in casa. Basta un computer, una connessione a internet (ma l&#8217;internet point dietro l&#8217;angolo va benissimo), una carta di credito e un centinaio di euro. In massimo tredici giorni dal momento dell’acquisto la pillola arriva direttamente a domicilio. Così hanno fatto le donne italiane in questi mesi di limbo amministrativo, così faranno anche in futuro per evitare un ricovero.</p>
<p><strong>La seconda</strong>. Sono più che frequenti i casi di donne che abortiscono chirurgicamente in day hospital. Arriviamo quindi al paradosso che l’aborto chirurgico, a maggior margine di rischio, può avvenire in day hospital, mentre per quello farmacologico è previsto un ricovero di tre giorni.</p>
<p><strong>La terza</strong>. Nessuno può obbligare un paziente alla permanenza in ospedale. Presumibilmente, le donne che preferiscono la pillola al bisturi firmeranno dopo averla inghiottita e torneranno a casa.</p>
<p>Insomma, la puzza di ipocrisia è forte e, nonostante ci siamo abituati, veramente fastidiosa.</p>
<p>Come non andare con il pensiero agli anatemi della Chiesa sugli omosessuali mentre in tutto il mondo dilaga lo scandalo dei preti pedofili? Come non ricordare Berlusconi, Casini &amp; Co, divorziati, con figli sparsi al di fuori del matrimonio (e, nel caso del primo, con frequentazioni tutt’altro che caste con il gentil sesso) battersi il petto in prima fila a fianco di illustri porporati al Family Day di Roma? Come dimenticare le ‘vacanze riproduttive’ fuori confine di una quantità impressionante di italiani ai quali le inumane restrizioni della legge 40 sulla procreazione assistita impedivano di diventare genitori?</p>
<p>Bene, questi siamo noi. Il mondo civile va avanti e noi indietro, arroccati a pregiudizi religiosi e antiscientifici che si rivelano dannosi per la salute, dispendiosi, obsoleti, ridicoli e, infine, ipocriti. “<em>Mamma! Ciccio mi tocca! Toccami Ciccio, che mamma non guarda</em>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

