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	<title>Cronache Laiche &#187; parlamento europeo</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Il sesso del papa</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 01:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/il-sesso-del-papa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger-300x293.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Si sussurra da sempre, ma in pubblico non si dice. Si vocifera da prima che salisse al soglio pontificio, quindi in tempi non sospetti; ma non se ne deve parlare, non sia mai. Poi, di tanto in tanto, esce fuori qualcuno che prova a parlarne pubblicamente: Joseph Ratzinger sarebbe omosessuale. L&#8217;ultima in ordine di tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33881" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" /></a>Si sussurra da sempre, ma in pubblico non si dice. Si vocifera da prima che salisse al soglio pontificio, quindi in tempi non sospetti; ma non se ne deve parlare, non sia mai. Poi, di tanto in tanto, esce fuori qualcuno che prova a parlarne pubblicamente: Joseph Ratzinger sarebbe omosessuale. L&#8217;ultima in ordine di tempo a parlarne è stata la tedesca <strong>Uta Ranke Heinemann</strong>, in una intervista concessa al magazine <em>Vice</em>.</p>
<p>Teologa e scrittrice, la Heinmann è stata la prima donna ammessa all&#8217;insegnamento della teologia dalla Chiesa, e sempre dalla Chiesa poi allontanata dall&#8217;insegnamento e infine scomunicata, per aver messo in dubbio l&#8217;interpretazione letterale della verginità di Maria. Dunque, sebbene la Heinemann conosca personalmente papa Benedetto XVI per esserne stata compagna di studi all&#8217;università, per il suo allontanamento dalla Chiesa ufficiale potrebbe anche essere sospettabile di parzialità o risentimenti personali, sulle questioni che riguardano la dottrina cattolica, la teologia e lo stesso papa, ma come dicevamo non è l&#8217;unica a pensarlo. E comunque tutto questo a noi non interessa, perché le sue dichiarazioni &#8211; e le voci che circolano tra il <em>popolino</em> da lungo tempo &#8211; le prenderemo con beneficio di inventario, così come quelle che vogliono <strong>monsignor Georg Ganswein</strong> presunto compagno di Ratzinger; il fido, silenzioso e <em>belloccio</em> Georg, che segue il suo papa come un&#8217;ombra, che spunta dietro di lui in ogni occasione, anche quelle apparentemente insignificanti (nella foto sotto, i due nella cerimonia di consegna di un <em>Piaggio Ape</em> speciale e un <em>suv Dr</em>, donati al Vaticano nel 2008).</p>
<p>Dunque, solo voci, malignità; siamo d&#8217;accordo, ma concedeteci solo per un minuto di <strong>far finta che sia vero</strong>: il papa è gay. E allora? A parte il fatto ovvio &#8211; ma non per tutti &#8211; che essere omosessuali non è una limitazione o uno svilimento della natura umana, è stata dimostrata più volte, e dunque non è affatto sorprendente, la <strong>correlazione</strong> tra l&#8217;omofobia interiorizzata e quella eterodiretta; ma a parte questo, siamo uomini di mondo, abbiamo fatto tutti il <em>militare a Cuneo</em> (tre anni) e sappiamo benissimo quanti omosessuali, praticanti o meno, ci sono nella Chiesa, a tutti i livelli; non ci scandalizziamo di certo per una ulteriore dimostrazione di incoerenza, e arrogante ipocrisia cattolica.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lape-calessino-per-papa-benedetto-xvi_2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-33882" style="margin-left: 10px; " src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lape-calessino-per-papa-benedetto-xvi_2-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>Anzi, sempre se fosse tutto vero, noi laici faremmo ancora di più: offriremmo la nostra <strong>solidarietà</strong> al pontefice, rivendicando per lui come per tutti il diritto a vivere pienamente la sua esistenza secondo la sua natura, eventualmente anche in una sana vita di relazione. Un ruolo pubblico non  deve necessariamente compromettere la vita privata nei suoi aspetti più intimi (e qui, attenzione, faremmo uno sforzo davvero titanico: perché se si parla di moralisti, e soprattutto del <strong>principe dei moralisti</strong>, allora il privato deve obbligatoriamente essere coerente con la missione pubblica, sennò il tutto si ridurrebbe a una gigantesca, beffarda <strong>buffonata</strong>). Non saremmo laici e libertari fino in fondo, se facessimo eccezioni di sorta.</p>
<p>In soccorso del pontefice e del suo ipotetico compagno, nella remota ipotesi fosse tutto vero, s&#8217;intende, arriverebbe infine il <strong>Parlamento europeo</strong>, quello accusato ogni tre per due di essere massone e anticristiano: in una <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0427+0+DOC+XML+V0//IT">risoluzione</a> del 28 settembre scorso, l&#8217;aula di Strasburgo ha ribadito che le persone omosessuali &#8211; bisessuali e transessuali &#8211; hanno il <strong>diritto alla famiglia</strong>, ovvero gli Stati devono garantire loro la possibilità di formarsene una e poter vivere serenamente e pubblicamente la loro natura quanto e come tutti gli altri cittadini del continente. In particolare, il Parlamento europeo «<em>ricorda che lo strumentario per la promozione e la tutela dell&#8217;esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), messo a punto dal gruppo di lavoro sui diritti umani del Consiglio dell&#8217;Unione europea, cita tra i settori prioritari di azione la decriminalizzazione dell&#8217;omosessualità nel mondo, l&#8217;uguaglianza e la non discriminazione nonché la protezione dei difensori dei diritti umani»</em>; invita «<em>gli Stati membri a promuovere sistematicamente, in partenariato con i paesi terzi, la tutela e il rispetto dei diritti umani relativi all&#8217;orientamento sessuale e all&#8217;identità di genere presso le Nazioni Unite e gli altri forum multilaterali nonché, a livello bilaterale, nei rispettivi dialoghi sui diritti umani»; </em>inoltre<em> «si rammarica che nell&#8217;Unione europea i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ivi inclusi il diritto all&#8217;integrità fisica, alla vita privata e alla famiglia, il diritto alla libertà di opinione, di espressione e di associazione, il diritto alla non discriminazione, il diritto alla libera circolazione anche per le coppie omosessuali e le relative famiglie, il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ricevere cure mediche, nonché il diritto di asilo, non siano ancora sempre pienamente rispettati». </em>Infine<em> «condanna con assoluta fermezza il fatto che, in alcuni paesi, anche all&#8217;interno dell&#8217;Unione, l&#8217;omosessualità, la bisessualità o la transessualità siano ancora percepite come una malattia mentale e chiede agli Stati membri di affrontare questo fenomeno; chiede in particolare la depsichiatrizzazione del percorso transessuale, transgenere, la libera scelta del personale di cura, la semplificazione del cambiamento d&#8217;identità e una copertura da parte della previdenza sociale».</em></p>
<p>Ecco: fosse per noi, un ipotetico pontefice omosessuale e convivente potrebbe dormire sonni tranquilli. Ma tanto &#8211; per quanto riguarda Ratzinger &#8211; non è vero niente.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Il limbo europeo dell&#8217;omeopatia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/il-limbo-europeo-dellomeopatia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/prodotti-omeopatici-in-granuli-300x195.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Le leggi dell’Unione europea sono estremamente restrittive per la commercializzazione di farmaci,  e non da oggi. Fin dal 1965 ogni dichiarazione relativa alla capacità di guarire o ridurre i sintomi delle malattie deve essere solidamente comprovata. A causa di queste normative (65/65/CEE, ad esempio) scomparvero dagli scaffali delle farmacie europee molti “rimedi tradizionali”. Come sappiamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/prodotti-omeopatici-in-granuli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30880" title="prodotti omeopatici in granuli" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/prodotti-omeopatici-in-granuli-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Le leggi dell’Unione europea sono estremamente restrittive per la <strong>commercializzazione di farmaci</strong>,  e non da oggi. Fin dal 1965 ogni dichiarazione relativa alla capacità di guarire o ridurre i sintomi delle malattie deve essere <strong>solidamente comprovata</strong>. A causa di queste normative (65/65/CEE, ad esempio) scomparvero dagli scaffali delle farmacie europee molti “rimedi tradizionali”. Come sappiamo la truffa al consumatore è una delle materie in cui l’Ue si è mossa con più forza. Tuttavia, alla “comprovata capacità curativa” si è fatta nel 1992 un’eccezione, i <strong>farmaci omeopatici</strong>. Come si legge nella direttiva 92/73/CEE, infatti, «<em>alla procedura specifica semplificata di registrazione dei medicinali omeopatici sono applicabili per analogia i criteri e le norme procedurali previsti agli articoli da 5  a 12 della Direttiva 65/65/CEE, eccezion fatta per la prova dell’effetto terapeutico</em>».</p>
<p>Grazie a questa direttiva i farmaci omeopatici vengono sottratti alle norme sul cibo e sugli integratori alimentari e inserite in quelle “speciali” dei medicinali senza che vi sia la “solida prova” del loro <strong>effetto terapeutico</strong>. In realtà il testo originale prevedeva una frase di avvertimento della mancanza di un’indicazione scientifica comprovata sull’etichetta, ma le industrie omeopatiche aggirarono queste e altre restrizioni immettendo sul mercato prodotti complessi il cui nome ricordava la malattia per cui l’omeoprodotto pretendeva di essere il rimedio.</p>
<p>Il fatto che la cura omeopatica dovesse essere estremamente personalizzata era evidentemente diventato un optional; ad ogni modo tutto fu <strong>normalizzato</strong> nel 2004 con un&#8217;ulteriore direttiva che allargava ancor di più le maglie per i prodotti omeopatici, senza che nel frattempo con il progredire della scienza sia mai giunta una sola prova che questi rimedi abbiano un minimo effetto<strong> superiore al placebo</strong>. Ricordiamo infatti che il premio di un milione di dollari (mica spiccioli) messo in palio dalla <strong>fondazione James Randi</strong> a chi, con qualunque metodica, si fosse dimostrato in grado di riconoscere il medicinale omeopatico fra altri nove campioni di acqua distillata è rimasto non assegnato nonostante i tentativi di diversi omeopati.</p>
<p>Oggi l’<strong>organizzazione degli scettici belgi</strong> (SKEPP) promuove un appello al parlamento europeo che si può riassumere sinteticamente in un “delle due l’una” delle seguenti opzioni:</p>
<p>- Se i medicinali omeopatici costituiscono<strong> cure mediche</strong>, dovrebbero essere regolati dalle stesse norme di ogni altra terapia;<br />
- Se i medicinali omeopatici sono considerati come<strong> cibo o integratori alimentari</strong> devono essere applicate tutte le norme previste per questa categoria di prodotti: ogni dichiarazione sulla salute deve essere prima comprovata dall’EFSA (European Food Safety Agency).</p>
<p>Difficilmente un discorso cosi limpido e lineare riuscirà ad essere più forte delle pressioni politiche delle multinazionali omeopatiche.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Chiometti</div>
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		<title>Costituzione e Parlamento, i freni dell’’Azienda Italia’</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 23:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/costituzione-e-parlamento-i-freni-dell%e2%80%99%e2%80%99azienda-italia%e2%80%99/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/berlusconi-mussolini-297x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L&#8217;articolo 41 della Costituzione afferma: &#8220;L&#8217;iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l&#8217;attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali&#8220;. Ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7303" title="berlusconi-mussolini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/berlusconi-mussolini-297x300.jpg" alt="berlusconi-mussolini" width="297" height="300" />L&#8217;articolo 41 della <strong>Costituzione </strong>afferma: &#8220;<em>L&#8217;iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l&#8217;attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali</em>&#8220;.</p>
<p>Ora ditemi voi cosa c’è di datato e da cambiare in queste affermazioni di principio, che sono realmente i cardini di una società civile, ove regnino armonicamente, coesistano, libertà d’iniziativa, solidarietà, sicurezza, e quant’altro di eticamente irrinunciabile in una moderna democrazia.</p>
<p>E invece il Premier <strong>Berlusconi</strong>, strangolato da non sappiamo quali lacci e lacciuoli che non lo lasciano governare tranquillamente, vuole cambiare, insieme a <strong>Tremonti</strong>, queste regole e queste affermazioni ad alto valore morale. Per sostituirle con una regola a bassa valenza etica, tipica di chi non sa o non può esprimere un’azione di governo convincente e produttiva: “<strong>liberatemi dal controllo del Parlamento e della Costituzione</strong>”. Un Principe senza più controlli; un’insofferenza verso le istituzioni democratiche, verso quei pesi e contrappesi costituzionali che Berlusconi non sa nemmeno dove stiano di casa. E che, secondo lui, non lo lasciano governare. Solo qualche giorno fa si lamentava esplicitamente di non avere sufficienti poteri, di essere <strong>come Mussolini </strong>e i suoi gerarchi: lui, povero ingabbiato in una morsa di altre persone che detengono veramente il bastone del comando.</p>
<p>Già, proprio lui:<strong> l’uomo più ricco d’Italia</strong> e uno dei più ricchi del pianeta, che controlla i mezzi d’informazione pubblici e privati, titolare di un irripetibile e continuato conflitto d’interessi, Presidente del Consiglio (ora pure ministro ad interim del Lavori Pubblici), al governo con una maggioranza senza precedenti o quasi alla Camera e al Senato; proprio lui, poverino, dice di non avere potere, di avere difficoltà e di voler <strong>cambiare la Costituzione a suo favore</strong> (dubitiamo che voglia farlo a favore degli Italiani).</p>
<p>Il Premier ci dice che per il Governo fare le leggi è un inferno: e infatti va avanti a colpi di “fiducia”, fregandosene del dibattito, della dialettica, delle opposizioni e delle ripetute osservazioni e critiche del Capo dello Stato. Ma in realtà il vero atteggiamento diabolico è quello di chi disconosce la realtà sociale e politica di un Paese nato dalla Costituzione, per far posto ad una realtà aziendalista di cui egli è portatore e che non ha nulla a che vedere con la politica. L’insofferenza, la scostanza, l’assurdità dell’imprenditore che interpreta un Paese come la propria creatura aziendale. “Fasso tutto mi, ghe pensi mi”, il resto è mero orpello.</p>
<p>Non ci stancheremo mai di dire che la Costituzione non è un problema: in Italia la questione delle questioni <strong>non è cambiare le leggi, ma applicarle</strong>. E nella disapplicazione delle leggi (per dirla con locuzione anche troppo gentile) quest’uomo ha veramente qualcosa da insegnare un po’ a tutti.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/stefano-faraoni/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Stefano Faraoni</em></span></strong></a></p>
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		<title>Firenze: mutui comunali a coppie di ogni genere. Apriti cielo!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 22:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/firenze-mutui-comunali-a-coppie-di-ogni-genere-apriti-cielo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/omosessuali1-300x209.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia circola su agenzie, giornali web e cartacei. I titoli più o meno di questo tenore: “Firenze: mutui a coppie gay. Betori: tutelare la famiglia. Insorge il Pdl”. Poi magari si va a leggere e il casus belli si sgonfia come un palloncino. Il Comune di Firenze ha stanziato 250mila euro per sostenere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1867" title="omosessuali1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/omosessuali1-300x209.jpg" alt="omosessuali1" width="300" height="209" />La notizia circola su agenzie, giornali web e cartacei. I titoli più o meno di questo tenore: “Firenze: mutui a coppie gay. Betori: tutelare la famiglia. Insorge il Pdl”. Poi magari si va a leggere e il casus belli si sgonfia come un palloncino.</p>
<p>Il <a href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Mutui-del-Comune-a-coppie-gayIl-vescovo-Betori-attacca-Renzi/1821405" target="_blank"><strong>Comune di Firenze</strong></a> ha stanziato 250mila euro per sostenere il pagamento del mutuo di 100 giovani coppie in difficoltà. «<em>Il bando è rivolto a coppie i cui componenti non superino i 35 anni di età conviventi da almeno 3 anni che abbiano acquistato da meno di 12 mesi o che acquisteranno entro 9 mesi dalla pubblicazione una casa a Firenze</em>», spiega l´assessore alla casa Claudio Fantoni. Ma nel bando non compare alcuna discriminazione sul sesso della coppia né sullo stato civile o di parentela. Il che significa che<strong> in graduatoria possono rientrare anche le coppie omosessuali</strong>. Apriti cielo.</p>
<p>L’Italia bigotta si schiera  compatta. ‘Bisogna tutelare la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio!’ tuonano all’unisono la Chiesa (per bocca di <strong>monsignor Betori</strong>, vescovo di Firenze) e il <strong>Pdl</strong>. Ma non mancano i soliti appoggi dalla parte più retriva del Pd.  “<em>Il bando del comune di Firenze per aiutare giovani coppie che vogliono comprare casa e che si trovano in difficoltà economica e&#8217; una lodevole iniziativa, ma un ente pubblico ha il dovere di impegnare i propri fondi per aiutare le famiglie, cosi&#8217; come la nostra Costituzione intende, ovvero fondate sul matrimonio</em>&#8221;, afferma <strong>Gabriele Toccafondi, deputato Pd</strong>.</p>
<p>Il matrimonio: quell’ancora che ci salva da una società evoluta in cui le istituzioni non possono mettere bocca sui gusti sessuali dell’individuo. La nostra cattolicissima Italia proprio non può digerire gli omosessuali e si attacca al matrimonio per negare loro i diritti che gli altri, quelli ‘normali’ possono avere – naturalmente a patto che si sposino.</p>
<p>Nella raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani, il <strong>Parlamento europeo</strong> ha chiesto agli Stati membri di “<em>garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali</em>“.</p>
<p>Come nel caso del crocifisso nelle aule scolastiche, bisognerà aspettare che qualche coppia gay ricorra al Parlamento europeo per veder riconosciuti alle coppie di fatto – di qualsiasi orientamento sessuale – i diritti riservati ai coniugi. E, sempre come nel caso del crocifisso, assisteremo a ridicole crociate catto-politiche volte a sostenere l’insostenibile, e cioè che l’amore omosessuale abbia meno dignità giuridica di quello eterosessuale.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>“Mille Chiamparino”, ovvero quando la politica fa orecchie da mercante</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 07:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/%e2%80%9cmille-chiamparino%e2%80%9d-ovvero-quando-la-politica-fa-orecchie-da-mercante/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/coppie-omosessuali-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La campagna lanciata dal sito Gay.it “Mille Chiamparino”  sta prendendo sempre più piede nel mondo omosessuale. Nata a seguito della disponibilità mostrata dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino (Pd) a sposare &#8211; seppur solo simbolicamente &#8211; due cittadine lesbiche, l’iniziativa del sito dedicato agli omosessuali consente alle coppie monosesso  di chiedere al sindaco della loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1671" title="coppie omosessuali" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/coppie-omosessuali-300x199.jpg" alt="coppie omosessuali" width="300" height="199" />La campagna lanciata dal sito Gay.it “<strong><a href="http://www.gay.it/millechiamparino/" target="_blank">Mille Chiamparino</a></strong>”  sta prendendo sempre più piede nel mondo omosessuale. Nata a seguito della disponibilità mostrata dal sindaco di Torino <strong>Sergio Chiamparino</strong> (Pd) a sposare &#8211; seppur solo simbolicamente &#8211; due cittadine lesbiche, l’iniziativa del sito dedicato agli omosessuali consente alle coppie monosesso  di chiedere al sindaco della loro città di celebrarne il matrimonio. Basta riempire un modulo online e la richiesta arriverà al primo cittadino.</p>
<p>Varie le domande già inoltrate e nei giorni scorsi è stato tirato in ballo da una coppia di lesbiche anche il sindaco di Roma <strong>Gianni Alemanno</strong> (Pdl) che, come prevedibile, ha declinato l’invito. D’altronde, come già aveva affermato durante la visita al Gay Village dello scorso settembre, “<em>Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge. <strong>Sono contrario ai Dico e ai Pacs</strong></em>”.</p>
<p>Neanche il centro sinistra, però, si distingue per apertura. Lo stesso rifiuto di Alemanno è arrivato dal sindaco di Bologna, <strong>Flavio Delbono</strong> (Pd), che così l’ha argomentato: “<em>Manca ancora una legge nazionale che garantisce la parità dei diritti e della dignità delle coppie gay e lesbiche</em>”.<br />
Che manchi la legge è noto, che le eventuali nozze sarebbero solo simboliche anche. Ma quando si parla di coppie di fatto, peggio se omosessuali, in molti fanno orecchie da mercante.</p>
<p>E’ dagli anni novanta che in Italia fioriscono proposte di legge per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. I vari <strong>Pacs </strong>(Patto civile di solidarietà), <strong>Dico </strong>(Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) e <strong>Cus </strong>(Contratto di unione solidale) sono naufragati in vari stadi dell’iter parlamentare dopo le infinite diatribe causate dal mondo cattolico, che da noi detta legge in Parlamento.</p>
<p>L’ultima proposta, targata Pdl e ancora non presentata in Parlamento nonostante sia passato più di un anno, porta la firma dei ministri <strong>Brunetta </strong>e <strong>Rotondi </strong>e la sigla <strong>DiDoRe</strong> (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi), ma è solo un avvilente ‘contentino’.  Partendo dal presupposto che <strong>la famiglia è costituita solo da un uomo e una donna regolarmente uniti in matrimonio</strong>, il disegno di legge dei due ministri sancisce i diritti di un convivente in caso di malattia o morte dell’altro (assistenza ospedaliera, donazione degli organi, esequie, subentro nel contratto di affitto o diritto di abitare nella casa di proprietà del defunto) e, bontà sua, la tutela economica del partner più debole in caso di ‘separazione’. Non c’è traccia dei diritti ‘forti’ previsti dal matrimonio: <strong>pensione, eredità, tasse, immigrazione</strong>.</p>
<p>Sono circa un milione (almeno quelle stimate) le coppie conviventi in Italia  e non godono ancora di alcuna tutela a causa dei precetti religiosi fortemente radicati nella società – e peggio ancora nella politica &#8211; italiana. Tutelare le coppie di fatto vorrebbe dire equiparare in dignità la convivenza al matrimonio e riconoscere legalmente le unioni omosessuali. Impossibile per la mentalità bigotta nostrana: se  le unioni al di fuori del matrimonio possono – a fatica &#8211; essere tollerate, per quelle monosesso non c’è proprio posto. L’omosessualità, a Vaticalia, è un peccato gravissimo. Riconoscerla per legge significherebbe istigare gli italiani a peccare! Che l’Italia sia, almeno su carta, uno Stato laico, poco importa. Eredita in pieno la legislazione sul ‘peccato’ dello Stato straniero che ospita.</p>
<p>Ma se le coppie eterosessuali possono aggrapparsi all’ultima spiaggia del matrimonio civile per vedere riconosciuti i loro diritti, a quelle omosessuali non resta altro che accettare una discriminazione assurda, incivile, anacronistica.</p>
<p>Tra l’altro, l’Europa ha una posizione ben chiara in merito. Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani, il Parlamento europeo<strong> </strong>ha chiesto agli Stati membri di &#8220;<em>garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali</em>&#8220;.</p>
<p>Linee guida ben recepite dalla quasi totalità dei Paesi europei. Tre quelli che prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso: Olanda (dal 2001), Spagna (dal 2005), Belgio (dal 2003). Ma moltissimi quelli che regolamentano i diritti delle unioni omosessuali: Francia (1999), Germania (2000), Danimarca (1989!), Gran Bretagna (2005), Finlandia (2002), Lussemburdo (2002), Portogallo (2001), Svezia (1994), i paesi ex-comunisti… dobbiamo continuare?</p>
<p>L’Italia, invece, si avvicina sempre più alle regole adottate dal Vaticano<strong> </strong>(Stato al di fuori dell&#8217;Unione europea): “<em>Il Vaticano non prevede alcuna legislazione per la regolamentazione delle unioni civili. Le autorità considerano esplicitamente il matrimonio eterosessuale come la unica forma di matrimonio accettabile, e il matrimonio religioso cattolico come la forma di matrimonio preferibile. Le autorità hanno preso esplicitamente posizione sia contro il matrimonio gay, sia contro le unioni civili fra persone omosessuali. Il matrimonio contratto nello stato del Vaticano (in chiesa) è legalmente riconosciuto dallo Stato italiano, mentre il matrimonio contratto civilmente all&#8217;estero tra persone di cui almeno una sia battezzata (e non abbia formalmente abbandonato la fede) non è riconosciuto dallo Stato vaticano</em>” (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile#Paesi_europei_che_non_prevedono_legislazioni_specifiche" target="_blank">Wikipedia</a>).</p>
<p>E’ questo il nostro prossimo futuro?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Le sentenze vanno rispettate? Problemi etici e problemi di diritto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/le-sentenze-vanno-rispettate-problemi-etici-e-problemi-di-diritto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/tribunale-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Al Parlamento europeo si sono mobilitati trasversalmente alcuni deputati europei italiani (Pdl, Pd, Udc, Lega Nord) per raccogliere firme a favore di un documento che riconosca il “pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-904" title="tribunale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/tribunale.jpg" alt="tribunale" width="259" height="259" />Al Parlamento europeo si sono mobilitati trasversalmente alcuni deputati europei italiani (<strong>Pdl, Pd, Udc, Lega Nord</strong>) per raccogliere firme a favore di un documento che riconosca il “<em>pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino</em>”. Questa posizione, sebbene molto criticabile sotto il profilo politico, oltre che logico e della verità storica, rappresenta un momento di confronto pienamente legittimo in seno ad un organismo istituzionale. Tuttavia c’è chi ha fatto molto di peggio, qualcuno, anzi molti, che in questi giorni ci hanno portato a riflettere in questi termini.</p>
<p><em>Le sentenze vanno rispettate o no? Si può dire e fare il contrario di quello che dicono le sentenze restando impuniti?</em></p>
<p>La questione è tanto grave quanto dirimente. Perché se si incita a non rispettare una sentenza, siamo tutti autorizzati a non rispettare le sentenze che non fanno i nostri interessi o che semplicemente non condividiamo o non ci piacciono. Chi sceglie quali sentenze vanno o non vanno rispettate? Quali sono quelle buone e quelle no? Allora ha ragione la cialtroneria postfascista di <strong>Ignazio La Russa</strong>, quando dice che “possono morire, tanto questi organismi internazionali non contano nulla”.</p>
<p><strong>Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, molti Sindaci e un’infinità di personaggi politici, hanno detto che la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei diritti dell’Uomo non ha valore</strong>; alcuni di essi, provocatoriamente, hanno agito in senso contrario alla pronuncia, chiedendo o ordinando l’esposizione dei crocifissi nei luoghi pubblici.</p>
<p>Forse questi signori non hanno presente che colui che incita al non rispetto di una sentenza vincolante di un organismo, conosciuto, riconosciuto e sancito dagli accordi internazionali, si rende protagonista di un illecito. A maggior ragione se chi lo fa è investito di una pubblica funzione. Questi sono i “<strong>fondamentali del diritto</strong>” e i “<strong>fondamenti della civiltà giuridica”</strong>. Non importa se si invocano sollevazioni di massa e clamori popolari; perturbazioni e sommovimenti etici, appoggi dell’opinione pubblica ecc. Ottanta anni fa, in Europa, col consenso popolare quasi unanime, una non indifferente parte del continente si era schierata dalla parte di una presunta legittimità etica, ma si era schierata contro il diritto internazionale, il quale non contava più nulla. Attenzione: il paragone non è forte. Il rifiuto ufficiale di una decisione di un organismo, nazionale o internazionale che sia, specialmente se operato da un “uomo pubblico” è un fatto grave, un vulnus alla credibilità delle istituzioni delle quali lo stesso uomo pubblico fa parte.</p>
<p>Coloro che hanno dichiarato o agito in senso contrario alla sentenza non hanno fatto solo un errore politico, hanno commesso un atto grave sul piano della credibilità delle istituzioni e sul piano del diritto. Una deriva perniciosa, un precedente inquietante per i possibili risvolti futuri.</p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/berlusconi-la-sentenza-della-corte-europea-non-si-rispetta/" target="_blank">Berlusconi: la sentenza della Corte Europea non si rispetta<br />
Ignazio La Russa sul “crocifisso”, esiste ancora il fascismo in Italia?</a><br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/via-il-crocifisso-dalle-aule-le-reazioni/" target="_blank">Via il crocifisso dalle aule: le reazioni<br />
No al crocifisso nelle aule, l’Italia si avvicina all’Europa</a></p>
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		<title>Perché Blair non può essere presidente del Parlamento Europeo</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2009/10/perche-blair-non-puo-essere-presidente-del-parlamento-europeo/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/10/perche-blair-non-puo-essere-presidente-del-parlamento-europeo/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/tony-blair1.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Intervenendo a una conferenza presso l’Università di Georgetown davanti a una platea di cristiani e islamici, l’ex capo del governo britannico Tony Blair ha tessuto un convinto elogio della religione. Secondo quanto riporta il sito del Times, Blair ha anzi proposto che le due più diffuse religioni del pianeta si uniscano per combattere due minacce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/tony-blair1.jpg" alt="tony-blair1" width="178" height="184" />Intervenendo a una conferenza presso l’Università di Georgetown davanti a una platea di cristiani e islamici, l’ex capo del governo britannico <strong>Tony Blair</strong> ha tessuto un convinto elogio della religione. Secondo quanto riporta il sito del <em>Times</em>, Blair ha anzi proposto che le due più diffuse religioni del pianeta si uniscano per combattere due minacce convergenti: quella dei fondamentalisti religiosi e quella rappresentata dai laicisti “<em>che disprezzano Dio</em>”.<br />
In realtà qualche volta siamo stati tifosi di Tony Blair, lo confessiamo; anche se non ne siamo certamente seguaci.<br />
<span id="more-248"></span><br />
Il leader inglese ha portato nel proprio Paese un vento nuovo di socialità che, con l’avvento della Thatcher, ci eravamo completamente dimenticati. D’altro canto le sue idee di politica internazionale, certamente non pacifiste, non hanno convinto buona parte dell’Europa, e probabilmente del resto del mondo.</p>
<p>Troppo spesso ha condiviso con <strong>Bush </strong>la dottrina delle <strong>guerre preventive</strong> mobilitando le truppe inglesi in prima linea, laddove le altre nazioni europee, almeno inizialmente, rimanevano perplesse. D’altro conto egli ha esercitato una leadership forte, a tutto tondo, ponendosi come interlocutore di rispetto sul piano internazionale, grazie anche al suo non indifferente carisma.<br />
Poi ha ceduto lo scettro interno al suo collega Brown, in forza di precedenti accordi politici (che in Inghilterra si rispettano). In seguito la conversione, rispettabilissima peraltro, al cattolicesimo; comunque discreta, avvenuta con l’aplombe che un perfetto gentleman inglese dimostra in questi casi.</p>
<p>Tuttavia resta un interrogativo di fondo: è la persona giusta per la presidenza del Consiglio Europeo? Le voci che circolano in suo favore sono sempre più accreditate, ma resta una forte perplessità, di carattere politico-culturale, e anche fondata su un criterio minimo di ragionevolezza.<br />
Se questo signore testè convertitosi mette sullo stesso piano i fondamentalisti religiosi e i “<strong>laicisti che disprezzano dio</strong>” commette una serie di errori gravi.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/obama-191x300.jpg" alt="obama" width="191" height="300" />Il primo, anche ad un’occhiata approssimativa, consiste in un’evidente forzatura di una realtà che non trova alcun riscontro, né logico né statistico: a fronte di milioni di fondamentalisti religiosi che sono pronti a scatenare guerre sante, nonché probabilmente a chissà quante decine di migliaia di persone disposte a stragi di inenarrabile efferatezza (da effettuare o già compiute), non ci risulta che, al momento, nemmeno il più terribile dei laicisti disprezzadio abbia mai fatto male ad una mosca.</p>
<p>Il secondo è ancora più semplice e più tranchant: non abbiamo mai sentito un laicista, ateo o agnostico che sia, disprezzare dio. Se si crede in Dio, lo si ama; se non ci si crede non ci si pone nemmeno il problema di disprezzare. E’ una categoria che semplicemente non esiste, una vera e propria invenzione atta a controbilanciare ideologicamente, e falsamente, una realtà invece durissima e disperatamente vera, quella del terrorismo religioso.</p>
<p>Il laicismo sembra essere più una trovata ad effetto, che una realtà; un modo per dire che come esistono estremisti da una parte, ne esistono anche dall’altra. Ma non funziona. Il laico per definizione non è un estremista: la propria categoria di appartenenza, se proprio vogliamo appioppargliene una, è quella di una persona quanto più possibile oggettiva, distaccata, che fa prevalere un metodo &#8211; spessissimo coerente coi valori umani- ed uno stile ad un’ideologia fatta di contenuti aprioristici.</p>
<p>In altre parole, dire che un laico (laicista) è un estremista, è semplicemente un ossimoro. Se si estremizza la laicità a favore del laicismo, semplicemente si perde la connotazione di laicità.</p>
<p>Francamente ritenevamo che Tony Blair fosse culturalmente più attrezzato e, senza farsi trascinare da impeti o, peggio ancora, da ragionamenti più o meno comiziali, tenesse nella giusta considerazione due realtà non solo profondamente diverse, ma addirittura contrapposte: il preconcetto dell’estremismo religioso da una parte; il metodo della ragione e del confronto usato dal laico. Tutto qui.</p>
<p><strong>Barak Obama</strong>, che culturalmente ci sembra non solo più preparato, ma anche avveduto, non a caso nel suo discorso d’insediamento alla Casa Bianca ha parlato, fra i valori da tenere in considerazione nella sua Nazione, di culture di derivazione, islamica, cristiana… e, guarda un po’, anche atea. Un’impostazione molto più “socialista” e soprattutto molto più aperta del suo ex collega inglese.</p>
<p>Speriamo vivamente che Tony Blair non diventi Presidente, perché ci troveremmo di fronte ad una persona lontana dalla realtà dei fatti, e probabilmente molto più ideologizzata di quanto credevamo.<br />
Non un bene per l’Europa, non un bene per l</p>
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