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	<title>Cronache Laiche &#187; paolo VI</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Satana alla riscossa</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/satana-alla-riscossa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/exorcist1-300x221.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>False cure? Certo che no. Esorcismi? Certo che sì. C&#8217;è chi promette di sconfiggere il cancro con l&#8217;acqua “benedetta” della Madonna di Lourdes e c&#8217;è chi affronta deliri e isterie di malati psichiatrici con aspersorio e formulette in latino. Gli uni finiscono (giustamente) in galera. Gli altri sono anch&#8217;essi ricercatissimi ma non dalla magistratura. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/exorcist1.jpg"><img class="size-medium wp-image-35491 alignleft" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/exorcist1-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>False cure? Certo che no. Esorcismi? Certo che sì. C&#8217;è chi promette di <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_02/lourdes-false-cure-mediche_458bfed4-4d8a-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml" target="_blank">sconfiggere il cancro</a> con l&#8217;acqua “benedetta” della Madonna di Lourdes e c&#8217;è chi affronta deliri e isterie di malati psichiatrici con aspersorio e formulette in latino. Gli uni finiscono (giustamente) in galera. Gli altri sono anch&#8217;essi ricercatissimi ma non dalla magistratura. In Italia il business dei creduloni crea continuamente nuovi posti di lavoro per fattucchieri. Tra costoro, quelli in tonaca hanno il “pregio” (si fa per dire) di garantire alla Chiesa cattolica e apostolica romana un notevole ritorno d&#8217;immagine. E forse pure una cospicua fonte di denaro incassato sotto forma di offerte &#8211; sebbene più di un esorcista sostenga di non aver mai chiesto un centesimo -. Stando a un&#8217;inchiesta pubblicata su <a href="http://blog.panorama.it/italia/2012/02/01/esorcista-cercasi-ci-sono-500-mila-indemoniati-allanno-e-la-chiesa-arruola-preti-per-fronteggiare-satana/" target="_blank"><em>Panorama</em></a> di questa settimana, nel nostro Paese sarebbe in atto un autentico boom di persone che si rivolgono ai sacerdoti “specialisti” chiedendo loro di essere liberati dal “maligno”. <strong>I casi di presunti indemoniati</strong> nel 2011 hanno superato quota 500 mila, il 30 per cento in più rispetto al 2006. A quanto pare il demonio non fa differenza tra Nord e Sud e si manifesta ovunque in egual misura. Le sue vittime preferite sono, manco a dirlo, le donne (65 per cento dei casi). Posseduti che “sentono” le voci, altri che danno in escandescenza con gravissimi sintomi psicomotori, tutti o quasi arrivano dall&#8217;esorcista dopo il fallimento di una cura psicologica o psichiatrica. Spesso con il via libera del medico (cattolico) che li ha in cura. Ecco cosa dice a Ingazio Ingrao, autore dell&#8217;inchiesta, lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della<strong> Conferenza episcopale italiana</strong> e presidente dell&#8217;Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici: «<em>Non sta a me decifrare l&#8217;eventuale intervento soprannaturale nella sofferenza di un ammalato. Il mio servizio come medico consiste nel fare una diagnosi e offrire la terapia più corretta al paziente. Molte persone che gli esorcisti mi indirizzano soffrono di <strong>disturbi psichiatrici</strong>. Propongo loro una terapia ma li lascio liberi di tornare dal sacerdote per affrontare gli aspetti spirituali dei loro disturbi. I due profili, medico e spirituale, non sono in contrasto tra loro</em>». E ancora: «<em>Spesso addebitare a una potenza soprannaturale la responsabilità dei disturbi serve a rimuovere i sensi di colpa, rende più accettabile la malattia. Perciò molte persone preferiscono andare dall&#8217;esorcista piuttosto che dallo psichiatra</em>».</p>
<p>Dal canto suo la Chiesa, che ci tiene a distinguere l&#8217;<strong>esorcism</strong>o dalla <strong>magia</strong> e dalle <strong>superstizioni</strong>, si mostra intenzionata ad agire con grande prudenza e circospezione, distinguendo i casi di <strong>possessione demoniaca</strong> da quelli psichiatrici. In definitiva però l&#8217;esorcista non nega a chi si sente vittima di malefici, fatture e maledizioni il proprio aiuto spirituale, ma senza fare esorcismi. <strong>Questa “politica” sta dando i suoi frutti.</strong> I circa 400 esorcisti oggi equamente distribuiti su tutta la Penisola non bastano più a coprire le quasi 1500 richieste d&#8217;aiuto quotidiane, sebbene la capillare presenza sul territorio abbia, come sempre, consentito alla Chiesa di fiutare “l&#8217;affare” già da alcuni anni. All&#8217;Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ad esempio, il corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” è giunto quest&#8217;anno alla settima edizione. L&#8217;aumento della domanda si spiega anche col fatto che non sono solo i credenti a rivolgersi ai sacerdoti per farsi liberare dalla possessione. Secondo l&#8217;Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, tra i &#8220;clienti&#8221; ci sono anche non credenti, a dispetto, scrive <em>Panorama</em>, di tutti i dati che descrivono la nostra come una <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/01/pensiero-stupendo/" target="_blank"><strong>società laica e secolarizzata</strong></a>.</p>
<div id="attachment_35492" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/padre-amorth.jpg"><img class="size-medium wp-image-35492 " src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/padre-amorth-300x288.jpg" alt="" width="210" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;esorcista padre Gabriele Amorth</p></div>
<p>Del resto la lotta contro il maligno da sempre va di pari passo con l&#8217;evangelizzazione. Anche se, va detto, tra alti e bassi. Nel 1972 un preoccupatissimo Paolo VI dovette intervenire con un ficcante discorso per ribadire la presenza e il pericolo del diavolo come ente personale «perverso e pervertitore». Ufficialmente Papa Montini parlò così per fronteggiare una frangia di teologi che non seguivano attentamente il magistero della Chiesa e che cominciavano a negare l&#8217;esistenza del demonio come persona riducendolo a un simbolo. Non sappiamo come la prese Satana, ma certo quel discorso segnò la riscossa degli esorcisti (stregando pure Hollywood, <em>L&#8217;esorcista</em> è del 1973).<br />
«<em>Il diavolo non è un simbolo ma una persona che genera il male nella società e negli individui perché è l&#8217;omicida fin dal principio</em>» diceva a marzo 2011 &#8211; 39 anni dopo Paolo VI -  in occasione dell&#8217;inaugurazione del corso alla Regina Apostolorum, <strong>don Gabriele Nanni</strong>, uno dei dieci esorcisti che lavorano nella diocesi romana. Pochi mesi dopo, a luglio, nel commentare la strage di Oslo e Utoya compiuta senza scrupoli da <strong>Anders Behring Breivik</strong> perché convinto di essere «il principe dei Templari», a don Gabriele Nanni faceva eco un altro famoso esorcista romano, <strong>padre Francesco Bamonte</strong>: «<em>Il demonio esiste e agisce nella storia personale e comunitaria degli uomini, propone sempre il male, facendo leva sulla natura ferita dell&#8217;uomo, conseguenza del peccato originale. E quanto più l&#8217;azione commessa è  malvagia, tanto più la paternità dell&#8217;atto è da attribuirsi al demonio, ferma restando la responsabilità della persona, il cui grado solo Dio può conoscere</em>». Per la cronaca a Breivik è stata diagnosticata una gravissima forma di <strong>schizofrenia paranoidea</strong>. E ancora per la cronaca Breivik era noto alla polizia norvegese come un «<em>fondamentalista cristiano</em>». Eppure c&#8217;è chi ancora sostiene che la maggior parte delle persone rimane posseduta dopo aver partecipato a messe nere o riti satanici. Tra questi c&#8217;è <strong>don Gabriele Amorth</strong>, il guru degli esorcisti. A lui si deve il racconto di un esorcismo compiuto da papa Wojtyla nel 2001 al termine di un&#8217;udienza generale in piazza San Pietro. <strong>Giovanni Paolo II</strong> liberò dal demonio una ragazza che prima era stata portata dal sacerdote sul sagrato vaticano e che aveva dato in escandescenze.<br />
Avete presente Amorth? Alzi la mano chi non si sarebbe innervosita&#8230;</p>
<div style="color: #ffffff;">Federico Tulli</div>
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		<title>Contraccettivi e sovrappopolazione globale</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/contraccettivi-e-sovrappopolazione-globale/><img src=http://www.issues.cc/uploads/overpopulation2-20110405-134739.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«Immagini una provetta piena di cibo. A mezzogiorno in punto, lei ci mette dentro un&#8217;ameba. Questo organismo unicellulare si divide in due, producendo una cellula gemella ogni minuto così, a mezzanotte, dentro la provetta ci sono solo amebe e niente cibo. A che ora, secondo lei, la provetta era per metà occupata dalle amebe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.issues.cc/uploads/overpopulation2-20110405-134739.jpg" alt="" width="360" height="232" />«Immagini una provetta piena di cibo. A mezzogiorno in punto, lei ci mette dentro un&#8217;ameba. Questo organismo unicellulare si divide in due, producendo una cellula gemella ogni minuto così, a mezzanotte, dentro la provetta ci sono solo amebe e niente cibo. A che ora, secondo lei, la provetta era per metà occupata dalle amebe e per l&#8217;altra metà dal cibo? Quasi tutti dicono alle sei del pomeriggio, cioè a metà tra mezzogiorno e mezzanotte. Ma la risposta corretta è a mezzanotte meno un minuto. E fino a quel momento le amebe pensavano: &#8220;Ehi, va tutto bene&#8221;. Tra poco ci sarà più gente di quanto la Terra possa sostenere»</em>. Questa dichiarazione è stata rilasciata dalla scrittrice, poetessa e attivista ambientale canadese <strong>Margaret Atwood</strong>, intervistata da Vanity Fair il 2 giugno 2010. Con la consueta ironia, volta a sensibilizzare le masse su temi etici e politici, l&#8217;aforisma intende mostrarci il vero significato di <em>crescita esponenziale</em> e le <em>vere conseguenze</em> di tale fenomeno, se rapportato alla vita degli organismi che popolano un determinato habitat.</p>
<p>Sul nostro pianeta (che per quanto grande è pur sempre <em>finito</em>), siamo noi le <em>amebe nella provetta</em>: lo sviluppo tecnologico e il benessere di cui disponiamo ha portato, negli ultimi 50 anni, ad una crescita demografica senza precedenti che, aggravata dal conseguente <strong>aumento nelle richieste di risorse</strong>, potrebbe condurre rapidamente ad una condizione di gravissima insostenibilità. Le <a href="http://esa.un.org/unpd/wpp/Other-Information/Press_Release_WPP2010.pdf">stime disponibili</a> mostrano come la popolazione terrestre raggiungerà i<strong> 9.3 miliardi nel 2050</strong> e i <strong>10.1 miliardi nel 2100</strong>, sospinta principalmente dagli alti tassi di crescita delle regioni meno sviluppate del pianeta, principalmente Africa ed Asia.</p>
<p>Una simile situazione potrebbe aggravare una serie di problemi già esistenti, come la scarsità dell&#8217;acqua potabile, l&#8217;esaurimento delle risorse naturali, l&#8217;innalzamento dei livelli di inquinamento e la perdita di interi ecosistemi a causa della deforestazione, fino a causare guerre che potrebbero mettere in crisi economia, <em>welfare</em> e stati di diritto. Su questi apocalittici scenari esiste da tempo un dibattito che ha avuto contributi illustri, tra cui quelli di Malthus, Galton e B. Russell. Nel 1974 <strong>Isaac Asimov</strong> aveva <a href="http://www.isaacasimov.it/futuro.pdf">sollevato il problema</a>, guardando angosciato anche solo ai primi anni del 21esimo secolo: <em>&#8220;In tutta la storia della terra ci sono stati dei periodi in cui una determinata specie </em>[...]<em> ha temporaneamente incrementato la sua popolazione. </em>[...] U<em>n aumento delle risorse alimentari, il buon clima, il calo del numero dei predatori , ne ha determinato il successo. Ma sempre, successivamente la popolazione è diminuita ancora, e sempre allo stesso modo, per un aumento del tasso di morti. La sovrappopolazione di una specie viene limitata dalla morte per fame </em>[e malattie legate alla malnutrizione, ndr]. <em>Non temete, la stessa cosa accadrà all&#8217;umanità. Il tasso di morti aumenterà, e moriremo di fame, malattie e violenza. Ma accidenti, dobbiamo proprio controllare il nostro numero alla stessa maniera delle altre specie animali? Noi possediamo qualcosa che le altre specie non hanno: la mente. Possiamo elaborare delle previsioni. Possiamo pianificare. Possiamo individuare delle soluzioni più umane. E la soluzione più umana è abbassare il tasso di nascite. Nessuna specie mai, ha volontariamente diminuito il proprio tasso di nascite allo scopo di contenere la popolazione, perché semplicemente non sapeva niente del tasso di nascite, di come controllarlo e che ci fosse un problema di sovrappopolazione».</em></p>
<p>Tra tutte le possibili proposte per fronteggiare il problema della sovrappopolazione globale, quella del controllo delle nascite sembra essere la più attuabile, se applicata in maniera <strong>uniforme</strong> e <strong>democratica</strong>, garantendo il <strong>rispetto dei diritti inalienabili</strong> e mantenendosi quindi <strong>ben lungi</strong> da deliri eugenetici e da allucinanti campagne di sterilizzazione forzata (proposte e praticate, per i motivi più disparati, in varie parti del mondo).</p>
<p>Dato che al mondo il 40% delle gravidanze è <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gevGOq7Vctd1FmJkzO3gapTqX4ZA">non pianificato</a>, si potrebbe prima di tutto puntare sull&#8217;<strong>informazione</strong> e sulla <strong>sensibilizzazione</strong> delle masse, cercando di imbastire un sistema di pianificazione delle nascite a livello globale, basato sulla duplice e rinnovata consapevolezza sia degli aspetti della <strong>genitorialità </strong>che della<strong> sovrappopolazione</strong>, magari usando i <em>birth credits</em> (<a href="http://www.corrupt.org/act/interviews/michael_e_arth/">proposti</a> da <strong>Michael Arth</strong>) in modo da distribuire <em>democraticamente</em> (basandosi sulla responsabilizzazione dei futuri genitori) il <em>giusto numero</em> di <em>permessi</em> di concepire figli, a livello mondiale.</p>
<p>Anche <strong>Richard Dawkins</strong>, a poca distanza da Asimov (nel 1976), si è occupato del problema: <em>«È una semplice verità logica che, senza un&#8217;emigrazione in massa nello spazio, </em>[...]<em>un ritmo delle nascite incontrollato porterebbe inevitabilmente a un ritmo di morti orribilmente alto. È difficile credere che questa semplice verità non venga compresa da quei capi che proibiscono ai loro seguaci di usare metodi efficaci di contraccezione. Esprimono una preferenza per <strong>metodi &#8220;naturali&#8221; di controllo della popolazione</strong> <strong>e otterranno effettivamente un metodo naturale:</strong> <strong>si chiama morire di fame</strong>. La contraccezione talvolta viene attaccata perché considerata innaturale. È vero, è fortemente innaturale. Il problema è che <strong>anche lo stato assistenziale è innaturale</strong>. Penso che la maggior pare di noi creda che lo stato assistenziale sia una <strong>cosa positiva</strong>, ma esso non può esistere se non esiste anche un controllo delle nascite (innaturale), altrimenti il risultato finale sarà una miseria ancora maggiore di quella che si ha in natura». Dawkins ha </em>spostato però l&#8217;attenzione verso un altro punto, comunque legato al problema dell&#8217;istruzione: l&#8217;opposizione <strong>irrazionale</strong> all&#8217;utilizzo di metodi contraccettivi, indispensabili per ogni sistema <strong>volontario</strong> di controllo delle nascite.</p>
<p>Tra le principali religioni, la maggiore ostilità verso la contraccezione si ha <em></em>nel cristianesimo: la <strong>Chiesa Cattolica</strong>, in particolare, si è sempre strenuamente opposta a questa pratica. Nonostante il breve spiraglio che si è intravisto in una recente <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_20/papa-profilattico-giustificato_727b2eac-f4c0-11df-b9c7-00144f02aabc.shtml">intervista a Ratzinger</a>, l&#8217;opposizione ai metodi contraccettivi è piuttosto <em>sedimentata</em>, dato che già nell&#8217;enciclica <a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_31121930_casti-connubii_en.html">Casti Connubii</a>, promulgata nel 1930 da Pio XI, si legge: <em>«Qualsiasi uso del matrimonio esercitato in modo tale che l&#8217;atto sia deliberatamente frustrato nel suo naturale potere di generare la vita è una offesa verso la legge di Dio e verso la natura, e coloro che indulgono </em>[in tali comportamenti, ndr]<em> sono marchiati con la colpa di un grave peccato<em>»</em></em>.</p>
<p>Nel <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_12021997_vademecum_en.html"><strong>Vademecum per i confessori riguardo ad alcuni aspetti morali della vita coniugale</strong></a>, viene ribadito: <em>«La contraccezione, direttamente opposta alla trasmissione della vita, tradisce e falsifica l&#8217;amore altruista e proprio del matrimonio [...] e va contro il disegno di Dio dell&#8217;amore<em>»</em></em> e <em>«la Chiesa ha sempre insegnato il male intrinseco alla contraccezione, cioè di ogni atto coniugale reso intenzionalmente infecondo. Questo insegnamento deve essere conservato definitivo ed immutabile»</em>.</p>
<p>Nell&#8217;Enciclica <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae_en.html">Humanae Vitae</a>, rilasciata da <strong>Paolo VI</strong> nel 1968 si legge, nel paragrafo intitolato<em> «Conseguenze dei metodi artificiali</em> [di contraccezione]<em>»</em>: <em>«Un altro effetto che desta preoccupazione è che un uomo che cresce abituandosi all&#8217;uso di metodi contraccettivi potrebbe dimenticare il rispetto dovuto alla donna e, disgregando il suo </em>[di lei] equilibrio psico-fisico, ridurla ad un mero strumento per la soddisfazione dei suoi [di lui] desideri». Ai credenti non resta quindi che applicare le già citate <em>tecniche naturali</em> per attuare il cosiddetto <strong>Natural Family Planning</strong>, rigorosamente basato su metodi approvati dalla Chiesa, quali l&#8217;astinenza (principalmente) e <em>l&#8217;utilizzo</em> dei periodi di infertilità naturale della donna (mestruazioni, allattamento, menopausa).</p>
<p>Dal tipo di risposta che l&#8217;umanità darà a questo problema, dipenderà probabilmente il<strong> futuro stesso del genere umano</strong>. Sicuramente, anche se ormai abbiamo capito che Dio non apprezza i <em>condoms</em>, c&#8217;è comunque motivo di credere che sarebbe quantomeno un po&#8217; <em>stizzito</em> se il suo <em>popolo eletto</em> facesse una brutta fine proprio per non averli usati, secondo la famosa massima di <strong>Bertrand Russell</strong>: <em>«La maggior parte degli uomini <em>preferirebbe morire piuttosto che</em> riflettere. In fondo è quello che fanno».</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>Beato servizio pubblico, prega per noi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 16:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/beato-servizio-pubblico-prega-per-noi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/vocazione5-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Questa è una storia vera. C’era una volta un laureando in ingegneria che conservava nel cuore un sogno: diventare sacerdote.

La leggenda vuole che è il suo confessore di fiducia - tal Giovanni Battista Montini, che divenne prima arcivescovo di Milano e poi papa col nome di Paolo VI - a esortarlo a terminare gli studi intrapresi e a lasciar perdere i voti perché: «la chiesa ha bisogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/vocazione5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-22238" title="vocazione5" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/vocazione5.jpg" alt="" width="248" height="231" /></a> Questa è una storia vera. C’era una volta un laureando in ingegneria che conservava nel cuore un sogno: diventare sacerdote.</p>
<p>La leggenda vuole che è il suo confessore di fiducia &#8211; tal <strong>Giovanni Battista Montini</strong>, che divenne prima arcivescovo di Milano e poi papa col nome di Paolo VI &#8211; a esortarlo a terminare gli studi intrapresi e a lasciar perdere i voti perché: «l<em>a chiesa ha bisogno di laici che abbiano delle posizioni determinanti nella struttura del paese</em>». Ma a preannunciargli davvero la svolta della vita è il suo amico del cuore, che dopo poco sarà riconosciuto santo, <strong>Don Orione</strong> che sibillinamente gli annuncia: «<em>Tu farai grandi cose nella vita. Io ti chiedo un impegno: quando ti diranno che devi fare una cosa molto difficile, e tutti dicono di non farcela, e ti dicono che non c&#8217;è nessun altro che la possa fare, in coscienza tu la devi fare</em>». Il Nostro lì per lì non capisce ma a distanza di anni ecco che ne comprende il senso profondo di quel messaggio così oscuro e al contempo così celeste come solo i messaggi dei santi sanno essere. Siamo nel <strong>1954 </strong>e l’onorevole Scelba prende da parte l&#8217;ormai maturo ingegnere, già amico di Fanfani, e gli confessa: «<em>Filiberto, non c’è nessun altro che possiamo mettere in quel posto se non te</em>». “Ecco, cosa ha in serbo per me il destino” –deve aver pensato <strong>Filiberto Guala </strong>nel sentire tanta somiglianza fra le parole del politico e quelle del suo amico- “Ecco, cosa il Cielo vuole: devo assumere la mia croce e sobbarcarmi il peso della amministrazione Rai”.</p>
<p>E così immediatamente Guala viene nominato <strong>amministratore delegato</strong> con pieni poteri e affiancato da Giovanni Battista Vicentini, ex presidente dell’Azione Cattolica, che ne diventa il direttore generale.<br />
In Rai si stabiliscono delle <strong>regole</strong>: le brutte parole vengono censurate o sostituite come succede con “<em>suicidio</em>” che diventa “<em>insano gesto</em>” e “<em>parto</em>” che lascia il posto al più sereno “<em>lieto evento</em>”; “<em>seno</em>”, “<em>gravidanza</em>” e “<em>verginità</em>” spariscono insieme a “<em>vizio</em>”, “<em>alcova</em>” e “<em>membro</em>”; e sebbene sembri di essere tronati indietro di due secoli con i <strong>divieti assoluti </strong>di inquadrare le procaci <em>soubrette</em> oltre i primissimi piani, è anche un periodo florido culturalmente. Vengono infatti imbarcati talenti come Furio Colombo, Emilio Garroni, Enrico Vaime, Piero Angela, Umberto Eco, solo per citarne alcuni facendo torto a tantissimi altri illustrissimi orgogli del pensiero italiano.<br />
Il neo amministratore, che devolve più della metà del suo stipendio in <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/0205_albaarnova.png"><img class="alignright size-full wp-image-22240" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="0205_albaarnova" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/0205_albaarnova.png" alt="" width="200" height="252" /></a>beneficienza e che conserva ancora nel cuore il sogno sacerdotale, comincia però a dare un po’ <strong>fastidio</strong>: non accetta gli ordini dei suoi “<em>protettori politici</em>”, non vieta la <strong>satira televisiva</strong> e soprattutto è anche convinto che un’azienda pubblica non debba avere mire speculative sul mercato <strong>immobiliare</strong> e vende così molti terreni di proprietà Rai, che in poco tempo avevano più che raddoppiato il loro valore.</p>
<p>È così che gli <strong>alti papaveri </strong>a corte e nelle stanze pontificie, affinano il loro ingegno e uniscono le loro forze per mettere in piedi quella che passa alla storia come “<strong>La congiura dei mutandoni</strong>”. Qualcuno si presenta prima della diretta nei camerini delle ballerine e impone loro di indossare delle <strong>calze supervelate</strong> che, in mancanza dell’alta definizione, avrebbero fatto sembrare le loro gambe completamente ignude. Il giorno dopo è un vero e proprio scandalo, tutti i giornali sono compatti nel<strong> forzare</strong> l’immaginario collettivo con la notizia che il papa proprio la sera in questione si fosse trovato a guardare tale oscenità coi suoi nipotini accanto. Ha seguito la gogna mediatica e l’inevitabile presentazione di dimissioni.</p>
<p>Questa storia ha però una fine felice: il nostro eroe riesce a realizzare il suo sogno e poco più che cinquantenne diventa frate trappista e pochi anni dopo prete.</p>
<p>La <strong>storia </strong>del nostro servizio pubblico, invece, non cambia mai. In occasione della morte di <strong>Biagio Agnes,</strong> fratello del presidente nazionale dell’Azione Cattolica, giornalista e democristiano e anche vecchio direttore generale della Rai, gli alti vertici dell’azienda pubblica televisiva, nelle persone di <strong>Paolo Garimberti</strong> e <strong>Lorenza Lei</strong>, salutano la cara dipartita con queste parole: «<em>La Rai deve molto a Biagio Agnes e se siamo ancora la prima azienda culturale del nostro Paese lo dobbiamo anche a lui e a quanti vi hanno lavorato con impegno e dedizione nel pieno rispetto di quei valori etici, professionali, morali, religiosi, che sono la base e la garanzia del Servizio pubblico radiotelevisivo [...]</em>».<br />
Già, i <strong>valori religiosi </strong>sono la base e la garanzia del nostro servizio pubblico televisivo. Non mi dite che ne siete sorpresi?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Santo subito</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/04/santo-subito/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/papa-da-25-anni-300x221.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ammesso – e non concesso – che ci sia un cielo popolato di venerati santi e beati, staranno tutti a guardare con un pizzico di invidia Giovanni Paolo II che surclassandoli ha bruciato i tempi per avere una aureola tutta per sé.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/papa-da-25-anni.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-21063" title="papa-da-25-anni" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/papa-da-25-anni-300x221.gif" alt="" width="300" height="221" /></a>Ammesso – e non concesso – che ci sia un cielo popolato di venerati santi e beati, staranno tutti a guardare con un pizzico di invidia Giovanni Paolo II che surclassandoli ha bruciato i tempi per avere una aureola tutta per sé.<br />
Caratteristica del papa polacco – anche cantato come il papa venuto da lontano – era la cosiddetta <strong>fabbrica dei santi</strong>, licenziati in gran numero durante la sua reggenza. In molti hanno detto che il santificio era un modo per rastrellare denaro per le spese vaticane, probabile però che facesse parte di un più ampio disegno di proselitismo, un modo di indicare la via della santità a tutti, nominando anche figure che nulla di eclatante (miracoli e simili) avevano fatto. Piuttosto figure esemplari, spesso dei convertiti.</p>
<p>In questo senso fonte di amarezza per molti fu la santificazione di <strong>Edith Stein</strong>, filosofa ebrea convertita al cattolicesimo uccisa dai nazisti. Nella causa di santificazione mai venne citato che la suora Stein implorò Pio XII di denunciare i nazisti per la persecuzione del suo popolo. Al quale, pur da convertita, apparteneva. E poi gli eroi come <strong>Massimiliano Kolbe</strong> ucciso ad Auschwitz al posto di un compagno di prigionia, o la schiava <strong>Giuseppina Bakhita</strong> diventata suora dopo aver denunciato lo status di sottomissione dei sudanesi. Ma anche coppie come gli sposi esemplari <strong>Maria Cordinie e Luigi Beltrame Quattrocchi</strong>.</p>
<p>E ancora quelle assai controverse, come la beatificazione di <strong>Aloisio Stepinac</strong> vescovo di Croazia molto vicino agli ustascia del filonazista Ante Pavelic, e la santificazione di <strong>Escrivà de Balaguer</strong> franchista e promotore di una dottrina che sia supporto per il potere politico con il quale bisogna collaborare scalando i vertici dal potere per formare una catena di confratelli, i numerari. E poi santi soprattutto dell’est Europa e degli ex paesi dell’Unione Sovietica, martiri della guerra civile in Spagna, tutti in chiave anticomunista. Attenzione massima a figure mediatiche come la gran convertitrice <strong>Madre Teresa di Calcutta</strong> (diventata beata in 6 anni e spiccioli ) e <strong>Padre Pio</strong>.</p>
<p>Capitolo a parte i papi. Due santi nella stessa giornata: <strong>Giovanni XXIII</strong> insieme a <strong>Pio IX</strong> , una scelta ai più sembrata sconcertante, mentre sono solo venerabili <strong>Pio XII</strong> (che tra l’altro Benedetto XVI vorrebbe far diventare santo) e <strong>Paolo VI</strong>.</p>
<p>In tutto Giovanni Paolo II ha consacrato ben 1.823 persone. Non un campione di sobrietà.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nessundio.net/tiziana2011.htm"><strong><span style="color: #006699;"><em>Tiziana Ficacci</em></span></strong></a></p>
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		<title>Dogmi mariani: una doppia verità</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 18:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/02/dogmi-mariani-una-doppia-verita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/assunzione-di-maria1-201x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I dogmi mariani. La centralità della Madonna, non solo nella devozione ma nella stessa dottrina cattolica, è certificata da ben tre dogmi, i cosiddetti “dogmi mariani”: la verginità, l’immacolata concezione e l’assunzione in cielo di Maria.

Col primo, già presente nel Credo niceno e ribadito dal Concilio Lateranense del 649, si afferma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/assunzione-di-maria1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17137" title="assunzione di maria" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/assunzione-di-maria1-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a><strong>I dogmi mariani. </strong>La centralità della Madonna, non solo nella devozione ma nella stessa dottrina cattolica, è certificata da ben tre dogmi, i cosiddetti “dogmi mariani”: la verginità, l’immacolata concezione e l’assunzione in cielo di Maria.</p>
<p>Col primo, già presente nel Credo niceno e ribadito dal Concilio Lateranense del 649, si afferma che Maria fu vergine sia prima, sia dopo il parto di Gesù, concepito <em>senza seme, per opera dello Spirito Santo</em>. Il secondo, del 1854, stabilisce che la Vergine Maria <em>è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale</em>. Il terzo, proclamato appena sessant&#8217;anni fa, ossia nel 1950, da Pio XII, afferma che <em>l’immacolata Vergine&#8230;finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima</em>.</p>
<p><strong>Vergine o madre? </strong>Questi dogmi, insieme a quello della infallibilità papale, sono fra i più contestati. Secondo la teologa Uta Heinemann, che abbandonò alcuni anni or sono la religione cattolica, Maria «<em>era una donna sposata e partorì un figlio. Se leggiamo senza pregiudizi i racconti del Nuovo testamento, ella ebbe persino molti figli e figlie</em>». Ma poiché ciò contrastava con l&#8217;idea verginale della madre di Dio, continua la Heinemann, le si riconobbe un figlio solo, Gesù, considerando gli altri dapprima figli di Giuseppe nati da un precedente matrimonio, poi (per presentare anche Giuseppe come “celibe” e “vergine”) “cugini e cugine” di Gesù (da <em>Eunuchi per il regno dei cieli</em>, Rizzoli 1990).</p>
<p>Anche uno scrittore tuttora cattolico come Jacques Duquesne espose idee analoghe in un’intervista a <em>L&#8217;Express</em>, comparsa in lingua italiana sulla rivista <em>Adista</em>, (n. 66, 2004), con il titolo <em>Oltre la madonna, Maria. Jacques Duquesne smonta i dogmi mariani. </em>Lo studioso ha affermato che nell’antichità «<em>si pensava che il corpo della femmina serviva da ricettore al seme del maschio, e null&#8217;altro</em>». Oggi invece si è scoperto il «<em>genoma umano, composto di cromosomi X per la donna e Y per l&#8217;uomo, prova che il padre e la madre giocano un ruolo in parti uguali. Se Gesù è vero uomo, come dice il Credo, allora deve possedere i due cromosomi. Perché, se c&#8217;è solo il cromosoma X, si tratta di un processo di partenogenesi, che non esiste tra gli uomini</em>». Ne conclude che per essere vero uomo Cristo deve essere vero figlio di Giuseppe, a meno di non pensarlo vero figlio in senso fisico dello Spirito santo o di Dio Padre, il che metterebbe in crisi altre parti essenziali della dottrina cattolica.</p>
<p><strong>La critica degli altri due dogmi. </strong>Duquesne contesta però anche gli altri due dogmi, in quanto mancano di logica e «<em>non hanno la loro fonte nelle Scritture</em>» (motivo per cui protestanti e ortodossi non li accettano). A proposito del dogma dell&#8217;Immacolata concezione, anche don Franco Barbero (ridotto allo stato laicale per le sue aperture ai gay) scrive: «<em>Dal silenzio totale della Scrittura e della più antica tradizione si è arrivati, solo nel 1854, alla definizione dogmatica passando attraverso controversie, polemiche, devozioni, fantasie. Siamo di fronte ad una dottrina ecclesiastica che, ovviamente, non appartiene al nucleo della fede cristiana, non avendo alcun solido fondamento nella Scrittura</em>» (da <em>Sul dogma dell’Immacolata concezione, </em>“Viottoli”, 8 dicembre 2002). Lo stesso afferma anche per quanto riguarda l’Assunzione al cielo, rifacendosi<strong> </strong>al teologo Tissa Balasuriya.</p>
<p><strong>Una doppia verità? </strong>Sennonché nel 1997  Balasuriya fu scomunicato proprio perché si era rifiutato di correggere le sue posizioni sui dogmi mariani e di firmare un “credo” scritto su misura per lui dalla Congregazione per la fede presieduta da Ratzinger. Nel 1998, poi, la scomunica fu revocata: Balasuriya accettò di firmare, come si era detto disposto a fare fin da principio, il “Credo” di Paolo VI del 1968 nel quale si legge: «<em>Noi crediamo che Maria è la Madre, rimasta sempre Vergine […] e che in considerazione dei meriti di suo Figlio, è stata redenta in modo più eminente, preservata da ogni macchia del peccato originale. La Vergine Santissima, l’Immacolata, al termine della sua vita terrena è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste</em>”.<em></em></p>
<p>Questi dogmi, già seccamente ribaditi dal Concilio Vaticano II nella Costituzione <em>Lumen gentium</em>, sono riproposti tal quali nell&#8217;attuale <em>Compendio</em> del catechismo cattolico compilato da Ratzinger nel 2005.</p>
<p>In conclusione, ci troviamo di fronte a una sorta di doppia verità. Alcuni sacerdoti e teologi cattolici non solo pensano, ma insegnano ai  fedeli che Maria «<em>ha gustato il piacere della sessualità</em>» e «<em>faceva l’amore con il suo sposo</em>» (Barbero). Gli stessi fedeli, tuttavia, apprendono dalla liturgia, dal  catechismo e dal <em>Credo</em> di Paolo VI (sintesi di ciò cui si deve credere per non essere scomunicati) che Maria è stata sempre vergine, senza peccato originale e assunta in cielo.</p>
<p>Del resto i “dogmi”, infallibilmente proclamati da papi e concili, non sono proprio le “verità di fede” che i cattolici devono credere per potersi dire tali? O vale, gesuiticamente, una “doppia verità”, l’una riservata ai teologi e agli intellettuali, l’altra per le masse superstiziose e devote, che si trascinano ginocchioni fino a Lourdes?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Liturgia: fine o mezzo?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 05:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/liturgia-fine-o-mezzo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/arredi-sacri-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sul carrozzone della Chiesa cattolica romana si celebrano riti tanto diversi tra loro che sembrano appartenere a confessioni differenti. Da una parte la messa delle chitarre scordate, omelia interminabile e Comunione con le mani; dall’altra quella in latino, con rito tridentino, Comunione sulla lingua ai fedeli inginocchiati e donne con il capo velato. Talvolta, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/arredi-sacri.jpg"><img class="size-full wp-image-16704 alignleft" title="arredi sacri" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/arredi-sacri.jpg" alt="" width="257" height="276" /></a>Sul carrozzone della Chiesa cattolica romana si celebrano riti tanto diversi tra loro che sembrano appartenere a confessioni differenti. Da una parte la messa delle chitarre scordate, omelia interminabile e Comunione con le mani; dall’altra quella in latino, con rito tridentino, Comunione sulla lingua ai fedeli inginocchiati e donne con il capo velato.</p>
<p>Talvolta, a messa finita, le due fazioni si accapigliano in complesse diatribe liturgiche. Non rammentiamo che Gesù di Nazaret mostrasse interesse alcuno per la liturgia, se non per contestare formalismi e ipocrisie dei farisei.</p>
<p>In effetti il problema più che divino è umano: la riforma liturgica conciliare degli anni 60 ha coinciso con un progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa cattolica dei suoi praticanti. Le cause sono numerose e complesse, non sfuggirà tuttavia di constatare che numerosi praticanti cattolici non si sono allontanati dalla Chiesa per diventare atei e neppure agnostici, ma invece per abbracciare liturgie sacre ancora più precise, esigenti e vincolanti nel Buddhismo o nell’Induismo.</p>
<p>Già Paolo VI, negli ultimi mesi del suo pontificato, si era reso conto che qualcosa non andava nel “modernismo” da lui inizialmente favorito e da lì la simpatia per i conservatori è continuata nei pontefici succedutisi in quanto, dati alla mano, il conformarsi ai tempi, specialmente in ambito liturgico, ha inaspettatamente svuotato le chiese. Per un’istituzione eterna e divina, ma nel contempo storica e condotta da uomini, dovrà necessariamente essere curata la forma; su questa terra un valore senza forma non può esistere. Liturgie forti, precise, dettagliate, con sacerdoti curati negli abiti e che officiano con sobrietà non sono faccende di stile attinente al formale decoro, ma cruciali nella sostanza. Un valore senza una forma non esiste, e quando la liturgia è sciatta, debole e approssimativa, non è più gesto che agisce, ma commemorazione inefficace, morta. Fin qui, dunque, è comprensibile un’attenzione alla liturgia che curi con precisione il gesto nelle istituzioni religiose e nelle tradizioni sacre. Così pure nelle attività artistiche e sportive, in quanto ambiti che possono trarre pienezza di vita e di risultati da riti ben confezionati.</p>
<p>Tuttavia, ciò che differenzia i conservatori della liturgia cattolica dagli esponenti delle altre liturgie non è la precisione o la fedeltà alla tradizione, e neanche la complessità dei riti o la fattura e preziosità degli arredi, ma il fatto che i non cattolici, terminato il rito, lo buttano nel posto che merita: la spazzatura. Liturgia come mero strumento, gioco circoscritto che consente di raggiungere il massimo della consapevolezza, completezza, libertà, realizzazione e per alcuni anche euforia nel massimo della costrizione e disciplina formale. Quindi consapevole libertà dalle forme che apre al mondo, inclusiva mai elettiva. Invece, non di rado, i conservatori cattolici equivocano il significato con lo strumento per raggiungerlo; buttano il contenuto e tengono la confezione che diventa feticcio, idolatria, potere che giudica negativamente il diverso da loro, così attorniati da ostensori a raggiera, reliquiari e navicelle per incenso pontificano ieratici metafisiche idiote e politiche antievangeliche. Meglio la sciatteria.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://blognew.aruba.it/blog.brunovergani.it/" target="_blank"><span style="color: #006699;"><strong><em>Bruno Vergani</em></strong></span></a></strong></p>
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		<title>Ostaggi in cenere</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 15:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/ostaggi-in-cenere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/urna-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Cei, nell’assemblea di Assisi del prossimo 9 novembre, varerà le nuove regole sui riti funebri nelle quali, pur ribadendo il sì alla pratica della cremazione, formalizzerà il divieto di conservare le ceneri del defunto in casa o di disperderle al vento perché &#8220;il regno dei morti e quello dei vivi devono restare distinti&#8220;. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-544" title="urna" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/urna.jpg" alt="urna" width="200" height="256" />La <strong>Cei</strong>, nell’assemblea di Assisi del prossimo 9 novembre, varerà le nuove regole sui riti funebri nelle quali, pur ribadendo il sì alla pratica della cremazione, formalizzerà il <strong>divieto di conservare le ceneri del defunto in casa o di disperderle al vento</strong> perché &#8220;<em>il regno dei morti e quello dei vivi devono restare distinti</em>&#8220;. E se il defunto ha espresso una volontà diversa, sarà appurato il <strong>disprezzo della fede cristiana</strong> e di conseguenza non verranno concesse le esequie religiose.</p>
<p>Il tutto perché la dispersione nell’ambiente o la conservazione dell’urna in luogo diverso dalla terra consacrata sarebbe una scelta basata su <em>&#8220;concezioni panteistiche o naturalistiche</em>&#8221; se non addirittura, come afferma il teologo Enzo Bianchi, “<em>feticiste</em>”.</p>
<p>Il via libera alla cremazione, precedentemente vista dalla Chiesa come pratica neo-pagana e addirittura come <em>&#8220;negazione dell’immortalità dell’anima e della resurrezione dei corpi</em>&#8220;, è arrivato nel 1968 da <strong>Paolo VI</strong>, che spiegò in una bolla che la cremazione <em>&#8220;non tocca l’anima</em>&#8221; e quindi <em>&#8220;non impedisce all’onnipotenza divina di ricostruire il corpo</em>&#8220;.</p>
<p>Ora, è lecito chiedersi perché la Cei voglia porre dei paletti così rigidi (pena addirittura la negazione dei funerali religiosi!) sulla conservazione delle ceneri, visto che il ‘regno di Dio’ interessa l’anima e non il corpo.<br />
Viene infatti da pensare che regole così drastiche porteranno a dei distinguo da parte di molti cattolici, così come succede per il ferreo divieto sull’uso dei contraccettivi, adottati di fatto dalla maggioranza dei fedeli nonostante gli anatemi ecclesiastici.</p>
<p>Lo scollamento tra pratiche permesse dalla Chiesa e vita quotidiana dei cattolici, insomma, assume proporzioni sempre maggiori ma ciò pare non preoccupare affatto la Cei, che continua a varare editti anacronistici e impopolari. Più vacilla la presa sulle coscienze più la Chiesa ne restringe la libertà sortendo probabilmente un effetto inverso a quello desiderato.</p>
<p>Perché la Chiesa dovrebbe tenere in ostaggio le ceneri dei fedeli togliendo loro (tra le altre) anche la libertà di decidere dove riposare in pace una volta non più su questa Terra?</p>
<p>L’affidamento delle ceneri ai familiari, e la loro dispersione, sono consentite in Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Valle D’Aosta, Marche, Lazio, Campania e Liguria.  Questa pratica risolve, tra l’altro, molti dei problemi pratici legati all’indisponibilità di loculi nei cimiteri. A giovare di questo editto cattolico, sempre che venga recepito dai fedeli, sarà soprattutto il mercato cimiteriale a scapito delle tasche dei familiari dei defunti, colstretti all’acquisto di un loculo &#8216;autorizzato&#8217; dalle gerarchie ecclesiastiche.</p>
<p>A meno che alcune amministrazioni compiacenti non si pieghino ai dettami di una religione che sempre più tiene in ostaggio non solo le anime, ma anche i corpi dei suoi seguaci.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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