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	<title>Cronache Laiche &#187; omosessualità</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>La storia di un&#8217;inquietudine</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 01:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/la-storia-di-uninquietudine/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-20.02.11-205x300.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La storia di un ragazzo sta tenendo impegnati i media tedeschi. Si tratta di Carten S. che prima era un neonazista e poi un attivista nei movimenti gay. A sentir lui il rapporto con il Movimento clandestino nazionalsocialista è storia vecchia, chiusa circa undici anni fa anche se nel 2002]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-20.02.11.png"><img class="size-medium wp-image-35566 alignleft" title="Schermata 2012-02-06 a 20.02.11" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-20.02.11-205x300.png" alt="" width="205" height="300" /></a>La storia di un ragazzo sta tenendo impegnati i media tedeschi. Si tratta di <strong>Carten S. </strong>che prima era un neonazista e poi un attivista nei movimenti gay. A sentir lui il rapporto con il <em>Movimento clandestino nazionalsocialista</em> è storia vecchia, chiusa circa undici anni fa anche se nel 2002 viene accusato di aver comprato armi per la cellula nazista di Zwickau. In ogni modo per i servizi segreti il legame del giovane con l’estremismo di destra è confermato almeno fino al 2003. Il che sembrerebbe anche spiegare il motivo di un allontanamento dalla città natale, Jena, prima a Colonia e poi a Düsseldorf. Apperentemente si tratta di trasferimenti per motivi di studio. Ma alla luce di quanto è emerso non è difficile sospettare che si sia trattato di un vero e proprio bisogno di cambiare aria, amicizie e vita.<br />
Carten convive con un uomo, è impegnato attivamente nelle associazioni dei diritti omosessuali e dal 2005 presta servizio di consulenza ai malati di AIDS della città e poi in un centro per giovani lesbiche, bisessuali e transessuali. Qualche settimana fa ha lasciato dire al suo avvocato di non sapere nulla di cellule terroristiche <strong>neonaziste</strong>, quelle per cui risulta aver comprato armi, nella sua precedente vita.</p>
<p>Una mente allenata ai romanzi potrebbe intravedere in questa vicenda l’inquietudine di un impulso che non poteva emergere. Allora si potrebbe immaginare il giovane impegnato nel tentativo di <strong>soffocare</strong> la sua omosessualità fino al bisogno di frequentare cattive compagnie, inevitabilmente <em>maschie</em>, con lo scopo di dimostrare a sé stesso e al mondo intorno a lui la sua normalità e indiscutibile virilità. Finché un giorno stanco di finzioni, illegalità e odio ha abbandonato tutto e iniziato a viversi.<br />
Per gli amanti del thriller questo cambiamento potrebbe invece non essere del tutto sincero, ma architettato appositamente per studiare il nemico-diverso dall’interno, infiltrandosi nelle associazioni per conoscere i nomi degli attivisti e poi chissà come sgominarli tutti definitivamente e far trionfare i soli e unici portatori sani di razza umana.<br />
Quelli che non perdono l’occasione per lanciarsi in “ve l’avevo detto” gioiranno nel poter trovare conferma del fatto che tutti gli omosessuali sono persone psicologicamente disturbate e tendenti alla schizofrenia. Noi, dal canto nostro, potremmo dire la stessa cosa dei neonazisti ma sarebbe davvero un po’ troppo riduttivo.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Nicoletta Rocca</div>
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		<title>La Memoria omosessuale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Addei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/memoria-omosessuale/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/memoria_22-300x177.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A Berlino, dopo la prima guerra mondiale, la libertà in tutte le sue forme si respira per la strada: night club, locali che attirano turisti e curiosi, c&#8217;é un gran fermento per le strade, si balla ovunque e in questo clima i movimenti di liberazione omosessuale fioriscono fino a rendere la città un vero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/memoria_22.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35014" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/memoria_22-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>A Berlino, dopo la prima guerra mondiale, la libertà in tutte le sue forme si respira per la strada: night club, locali che attirano turisti e curiosi, c&#8217;é un gran fermento per le strade, si balla ovunque e in questo clima i movimenti di <strong>liberazione omosessuale</strong> fioriscono fino a rendere la città un vero e proprio <em>paradiso</em> per gli omosessuali. Ma con l&#8217;ascesa al potere del <strong>Partito nazista</strong>, l&#8217;omosessualità è messa al bando: per sua stessa natura infatti non contribuisce  alla crescita demografica e al delirante progetto di perfezionamento della razza ariana; gli omosessuali sono considerati quindi <em><strong>nemici dello stato</strong>.</em></p>
<p>Nonostante questo però il trattamento riservato a loro inizialmente è diverso rispetto a quello riservato agli ebrei; si prova infatti a <em>convincerli</em> a una conversione verso una <strong><em>normale</em> sessualità</strong> e a un atteggiamento più dignitoso. Sono pur sempre tedeschi,<em> deviati</em> ma tedeschi. Per tutti quelli che non si lasciano convincere c&#8217;è, naturalmente, la deportazione.</p>
<p><strong>Ernst Röhm</strong>,  comandante delle SA,  primo gruppo paramilitare del partito, <strong></strong> è omosessuale e non lo nasconde, si iscrive persino alla Lega dei Diritti Umani che è la più grande organizzazione tedesca per i diritti degli omosessuali: inizialmente Hitler, suo amico intimo, tenta di proteggerlo dagli estremisti del partito che ritrovano  in questa sua inclinazione una violazione del principio di omofobia su cui si basa il nazismo, ma quando poi inizia a vederlo come un pericolo per la sua egemonia,  sfrutta come pretesto la sua omosessualità e ne ordina l&#8217;arresto e poi l&#8217;uccisione.</p>
<p>Sebbene in Germania il Paragrafo 175  e cioè la legge del Codice penale tedesco che considera un crimine i rapporti di tipo omosessuale esistesse già dal 1871,  è con l&#8217;eliminazione di Rohm che inizia l&#8217;escalation e nel 1936<strong> Heinrich Himmler</strong>, comandante delle SS, istituisce a tale scopo l&#8217;<strong>Ufficio centrale del Reich per la lotta all&#8217;omosessualità e all&#8217;aborto</strong>: «<em>Dobbiamo sterminare tutta questa gente, cioè ogni omosessuale, estinguendoli completamente. Non possiamo permettere al Paese un pericolo del genere. Gli omosessuali devono essere completamente eliminati</em>». E non sono necessarie prove inconfutabili per essere catturati, basta una voce, un pettegolezzo,<em> una soffiata</em>.<br />
Il regime ha deciso quindi di <em>ripulire</em> la Germania dalla piaga dell&#8217;omosessualità e tra il 1933 e il 1945 circa 100.000 persone furono arrestate e 15.000 di loro deportate nei campi di concentramento. Il 60% di questi non fece ritorno a casa. Tutti con il loro <strong>triangolo rosa</strong> apposto sul petto. Nero invece per le <strong>lesbiche</strong>, marchiate come<em> antisociali.</em></p>
<p>L&#8217;Olocausto, che si ricorda oggi 27 gennaio,<strong> Giorno nella Memoria</strong>, la data in cui nel 1945 l&#8217;Armata Rossa fece irruzione nel Campo di concentramento di Auschwitz liberando i pochi superstiti, miete <strong>6 milione di vittime</strong> tra ebrei, nomadi, oppositori politici, omosessuali, immigrati, neri, disabili, sloveni, Testimoni di Geova.<br />
E se uno sterminio può essere peggiore di un altro, forse fu proprio quello degli omosessuali, che è inspiegabilmente il meno ricordato.  Il peggiore di tutti gli stermini: tantissimi uomini furono infatti sterilizzati, castrati e all&#8217;interno degli stessi campi di concentramento emarginati e a volte uccisi a bastonate dagli altri prigionieri; la legge del più forte che emerge quando un uomo è ridotto a non essere più un uomo fa sì che il più debole sia sottomesso e in quell&#8217;inferno  l&#8217;anello debole della catena erano proprio  gli omosessuali.<br />
Le donne, lesbiche, erano molto ricercate all&#8217;interno dei bordelli aperti nei campi per soddisfare le voglie sadiche dei soldati nazisti, e venivano beffeggiate e messe alla berlina con un gusto particolare.</p>
<p>Gli omosessuali furono utilizzati anche come cavie per studiare il<em> gene</em> dell&#8217;omosessualità e per sperimentare trattamenti atti a <em>guarire</em> dalla stessa, per evitare per esempio che bambini ariani possano un giorno tradire la loro patria diventando gay. Tra le atrocità peggiori, ricordiamo il trattamento ad opera di<strong> Carl Peter Vaernet</strong>, il quale impiantò sotto la cute di vari uomini una speciale ghiandola artificiale che avrebbe dovuto secernere testosterone. Naturalmente quasi nessuno sopravvisse all&#8217;esperimento.</p>
<p>Ma torniamo a Berlino, oggi: all&#8217;ingresso del Tiergarten c&#8217;è un monumento dedicato all&#8217;<strong>olocausto degli omosessuali</strong>. A vederlo da lontano si stenta a capire che si tratti di un <em>monumento</em>: in fondo è solo un rettangolo grigio, spoglio, spigoloso. Ma se si guarda dentro la finestrella c&#8217;è un monitor su cui è proiettata perennemente l&#8217;immagine di due ragazzi che si baciano. E si baciano da anni, e potranno farlo per sempre, al riparo da sguardi indiscreti, lontano dai pericoli, senza temere nulla. Sono invisibili, sono nascosti eppure sono al centro del parco più grande di Berlino. Sono liberi di baciarsi ma al tempo stesso sono al sicuro, perché solo le persone curiose e attente riusciranno ad ammirare il loro tenero bacio. Per non dimenticarlo mai.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Francesca Addei</div>
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		<title>Matrimonio gay: il nome della cosa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/matrimonio-gay-il-nome-della-cosa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/microsoft-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Leggendo una recente intervista concessa al Quotidiano.net dal vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso, spicca la posizione &#8211; apparentemente &#8211; aperta di quest’ultimo sulle unioni civili, persino quelle omosessuali. Dopo aver liquidato le sempre più diffuse convivenze (specie tra i giovani) come «elemento di poca sicurezza», «paura delle responsabilità» e «disistima del matrimonio», il monsignore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/microsoft.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34920" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/microsoft-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Leggendo una recente <a href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/01/11/651009-vescovo_urso_stato_riconosca_unione.shtml">intervista</a> concessa al <em>Quotidiano.net</em> dal vescovo di Ragusa, <strong>mons. Paolo Urso</strong>, spicca la posizione &#8211; apparentemente &#8211; aperta di quest’ultimo sulle <strong>unioni civili</strong>, persino quelle omosessuali. Dopo aver liquidato le sempre più diffuse convivenze (specie tra i giovani) come <em>«elemento di poca sicurezza»</em>, <em>«paura delle responsabilità»</em> e <em>«disistima del matrimonio»</em>, il monsignore gentilmente concede che lo <strong>Stato laico</strong> (bontà sua) deve prendere atto della realtà e legiferare sulle unioni civili, anche omosessuali, fermo restando che la <em>valutazione morale </em>spetta ad altri (leggi: alla Chiesa). E a patto che siano chiamate <em>«con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo»</em>.</p>
<p>Puntuali e prevedibili sono arrivate le polemiche: i <em>talebani</em> di <strong>Pontifex</strong> reclamano a gran voce<em> tutte le sanzioni del caso</em> nei confronti dell&#8217;incauto prelato (il quale infatti farà una mezza marcia indietro dando sostanzialmente colpa dell&#8217;<em>equivoco</em> al giornalista del <em>Quotidiano</em>). Ironia della sorte: impossibile, pur mettendocela tutta, non notare che in bella evidenza nelle colonne laterali nella home page di Pontifex, uno spiritello maligno &#8211; o magari il demonio in persona &#8211; ha infilato il banner di un sito francese per incontri <em>pour celibataires exigeants</em>, dove uomini e donne possono &#8216;incontrarsi&#8217; tra di loro, ma anche incontrare persone del loro stesso sesso!</p>
<p>Anche <strong>Massimo Introvigne</strong>, filosofo cattolico, fondatore del Censur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) ed ex delegato dell&#8217;<strong>Osce</strong> per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e le discriminazioni (ruolo, come stiamo per vedere, assegnatogli non certo per meriti sul campo della lotta a <em>tutte</em> le discriminazioni), si è lanciato in una esibizione di<strong> intolleranza</strong> di prima grandezza: per cominciare il suo <a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-caro-mons-ursosulle-coppie-gay-si-sbaglia-4223.htm">rimprovero</a> al vescovo di Ragusa, afferma che <em>«se si arrivasse a chiamare &#8216;matrimonio&#8217; un’unione fra persone dello stesso sesso questo causerebbe seri problemi sociali»</em>. Come sempre accade, questo tipo di affermazione non viene mai seguita da una dimostrazione logica; poi, dopo aver paventato l&#8217;estrema pericolosità dell&#8217;eventuale riconoscimento delle unioni civili (anche eterosessuali) etichettate come <em>«rischio mortale per la famiglia»</em> (anche qui: affermazione senza dimostrazione), introduce &#8211; citando il filosofo francese Thibaud Collin &#8211; il concetto di <em>legge del piano inclinato</em>: <em>«Se si apre la porta al riconoscimento di queste unioni con il nome di PACS, DICO o simili, il matrimonio è dietro l’angolo come tappa successiva».</em> E via delirando di questo passo, in quello che è il <strong>manifesto ideologico</strong> della discriminazione di genere e dell&#8217;omofobia.</p>
<p>Altra è invece la musica che arriva in questi giorni da oltre oceano: meno di due anni fa, il gigante dell&#8217;informatica <strong>Google</strong>, già apertamente schierato a favore del matrimonio gay, aveva deciso di aumentare lo stipendio ai propri dipendenti omosessuali, perché questi godono di sgravi fiscali minori rispetto ai colleghi eterosessuali e sono costretti a pagare più tasse per coprire le spese sanitarie dei loro partners. Ai suoi dipendenti gay, inoltre, Google concede lo stesso numero di ore di permesso per questioni mediche o familiari.</p>
<p>Ora, è l&#8217;altro gigante nonché concorrente di Google, e cioè<strong> Microsoft</strong>, a schierarsi apertamente in favore dei diritti delle persone glbt. L&#8217;azienda di Bill Gates spinge affinché lo stato di <strong>Washington</strong> (dove ha sede legale) approvi una legge sui matrimoni omosessuali: <em>«il patrimonio di Microsoft»</em>, si legge in un comunicato, <em>«è una forza lavoro di talento e diversificata come i nostri clienti. Dal momento che altri stati riconoscono il diritto al matrimonio per tutti, gli impiegati di Washington sono svantaggiati se non possiamo offrire lo stesso ambiente, equo e inclusivo ai nostri dipendenti, al nostro personale e alle loro famiglie. Questa legge metterebbe i lavoratori di Washington sullo stesso piano di quelli degli altri sei stati che hanno già riconosciuto le relazioni stabili delle coppie dello stesso sesso. Approvare la legge farebbe bene ai nostri affari e all&#8217;economia dello Stato (&#8230;) Noi ci sforziamo di promuovere attivamente la diversità, l&#8217;equità e l&#8217;inclusione nel posto di lavoro»</em>. Cose dell&#8217;altro mondo!</p>
<p>Intanto in <strong>Olanda</strong>, primo paese al mondo  (oltre dieci anni fa) a concedere ai suoi cittadini omosessuali la possibilità di contrarre un matrimonio civile equiparato in tutto a quello eterosessuale, il Parlamento ha varato una norma che rende passibili di denuncia per violazione della legge contro le discriminazioni quei pubblici ufficiali che, nel nome dell&#8217;obiezione di coscienza, dovessero rifiutarsi di celebrare un matrimonio gay. Sulla scia di quanto già predisposto in <strong>Irlanda</strong>, dove nella legge varata nel luglio del 2010 sul <em>Civil partnership bill</em> era inserita una clausola che prevede severe sanzioni per gli eventuali obiettori, incluso il carcere.</p>
<p>Questo succede, sia pure con lentezza e non senza difficoltà, in quei paesi dove il controllo della religione sulla vita privata dei cittadini e sulla politica non è così asfissiante come qui: come minimo se ne può parlare, in un dibattito non viziato irrimediabilmente dal <strong>pregiudizio ideologico</strong>. In un contesto simile, le consuete obiezioni al matrimonio gay (e in genere all&#8217;affermazione civile delle persone glbt) possono facilmente essere confutate, smontate pezzo per pezzo con dimostrazioni pratiche di infondatezza; e quello che resta (il fine ultimo del procedimento), tolte le sovrastrutture ideologiche e gli artifizi retorici, sarà, limpida nella sua chiarezza, la vera ragione della contrarietà: l&#8217;odio, l&#8217;intolleranza, il razzismo. E la nostalgia dell&#8217;<strong>assolutismo</strong>, essenza della religione, l&#8217;arroganza prepotente di chi si vuole imporre pur non avendo alcun titolo per farlo.</p>
<p>Per inciso: se il problema è quello esposto da mons. Urso, cioè quello del <strong>nome</strong> da dare all&#8217;istituto delle unioni civili e del matrimonio civile, ebbene, che si conceda alla religione il <em>copyright</em> della parola <em>matrimonio</em> (sebbene non ce l&#8217;abbia), se questo fosse utile per ottenere finalmente uno straccio di <strong>progresso civile</strong>.</p>
<p>Progresso che, come abbiamo <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/gay-friendly-e-solo-business/">già visto</a> in altre circostanze, arriva prima se viaggia sulle ali del <em>business</em>, piuttosto che su quelle della politica: la casa automobilistica francese <strong>Renault</strong> starebbe per immettere nel circuito commerciale televisivo un nuovo spot, dove si reclamizza il modello <em>Twingo</em> sullo sfondo di un serenissimo (normale,  se questa parola avesse un significato) matrimonio omosessuale. Lo spot è già visibile su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1pwN-yiho4M">YouTube</a>: guardatelo, prima che intervenga la censura.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Il rabbino olandese che voleva curare i gay</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 01:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/il-rabbino-olandese-che-voleva-curare-i-gay/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/6174-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«Dobbiamo creare un’atmosfera in cui un adolescente o qualsiasi altra persona può parlare francamente a un genitore, rabbino o a un mentore ed essere trattato con amore e compassione. Queste figure devono poi guidare i sentimenti gay verso un cammino di guarigione per superare queste inclinazioni. Dobbiamo ricordare che questi soggetti sono innanzitutto vittime innocenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/6174.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34915" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/6174-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>«Dobbiamo creare un’atmosfera in cui un adolescente o qualsiasi altra persona può parlare francamente a un genitore, rabbino o a un mentore ed essere trattato con amore e compassione. Queste figure devono poi guidare i sentimenti gay verso un cammino di guarigione per superare queste inclinazioni. Dobbiamo ricordare che questi soggetti sono innanzitutto vittime innocenti di un’infanzia difficile. Meritano tutto il nostro amore, supporto e incoraggiamento in questo percorso verso la guarigione»</em>.<br />
Di questo tenore le posizioni della <strong><em><a href="http://www.torahdec.org/">Declaration On The Torah Approach To Homosexuality</a></em></strong> che ha finora raccolto le firme di 192 fra rabbini e psichiatri, fra cui quella di <strong>Ayer Ralbag</strong>, rabbino capo della comunità ebraica di Amsterdam.</p>
<p>Niente di nuovo &#8211; ahimé &#8211; dalle nostre parti, dove solo nel maggio scorso un sottosegretario (<strong>Carlo Giovanardi</strong>) senza il senso del ridicolo se la prendeva con la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/giovanardi-family/" target="_blank">campagna pubblicitaria <em>Ikea</em></a> e col <a href="http://www.unita.it/sociale/gay-in-videogioco-giovanardi-scatenato-1.293302">videogioco </a><em><a href="http://www.unita.it/sociale/gay-in-videogioco-giovanardi-scatenato-1.293302">The Sims</a></em> “rei” di sdoganare le coppie gay; o dove lo stesso <strong>Benedetto XVI</strong>, nel libro-intervista <em><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_23/papa_omosessualita_2a3019dc-f6eb-11df-ba4f-00144f02aabc.shtml">Luce del mondo</a></em> riusciva ad affermare: <em>«Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate &#8211; ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza &#8211; allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove»</em> ma <em>«non per questo diviene moralmente giusta»</em>.</p>
<p>Ma il rabbino è stato sospeso dalla comunità ebraica ortodossa di Amsterdam, di cui era capo, proprio dopo aver firmato quella dichiarazione, come riporta il <strong><em><a href="http://www.telegraaf.nl/binnenland/11320432/__Ralbag_van_taken_ontheven__.html?sn=binnenland,buitenland">Telegraaf</a></em></strong> di martedì 17 gennaio. A sua parziale scusante, va ricordato che Ralbag vive a New York e si reca in Olanda una o due volte all’anno per le decisioni sulle questioni legali della comunità. Forse frequenta troppo gli ambienti omofobi della destra estrema statunitense, perdendo probabilmente i contatti con la tradizionale tolleranza della società olandese.<br />
Il vice direttore del <em>Telegraaf </em> <strong>Esther Voet</strong>, in un’<a href="http://www.jpost.com/LandedPages/PrintArticle.aspx?id=254108">intervista al </a><em><a href="http://www.jpost.com/LandedPages/PrintArticle.aspx?id=254108">Jerusalem Post</a></em>, ha dichiarato: <em>«Abbiamo bisogno di un rabbino capo che conosca le nostre tradizioni e questo è impossibile se uno viene a farci visita un paio di volte l’anno»</em>.</p>
<p>Lo stop a Ralbag cade dopo la denuncia del quotidiano <strong><em>Trouw</em></strong> che ha rivelato come l’organizzazione di assistenza psichiatrica <strong><em>Different</em></strong>, con la copertura delle compagnie di assicurazione pubbliche, propone una terapia “salvifica” per gay e lesbiche cristiani: successo garantito &#8211; vanta il gruppo di sedicenti psichiatri &#8211; in almeno il 30% dei casi.<br />
Secondo <em>Different</em>, l’omosessualità è <em>«un orientamento che può essere trattato»</em>.</p>
<p><em>«La firma del rabbino Ralbag potrebbe dare l’impressione che la comunità ebraica ortodossa di Amsterdam condivida la sua opinione»</em> &#8211; puntualizza la NIHS, sezione amministrativa della comunità, in un tempestivo comunicato stampa &#8211; <em>«Questo è completamente falso. Gli omosessuali sono benvenuti»</em>.<br />
Amen!</p>
<div style="color: #ffffff;">Claudio Tanari</div>
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		<title>(A)normalità</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 01:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/anormalita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine7-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Stanno facendo il giro del web, accompagnate dal comprensibile scalpore che le dichiarazioni del genere non mancano mai di suscitare, le parole del teleprofessore di medicina più popolare dell&#8217;etere, lo psichiatra Francesco Bruno: lo strizzacervelli televisivo ha infatti solennemente annunciato per l&#8217;ennesima volta che «l&#8217;omosessualità va considerata anormalità»; fin qui, visto che l&#8217;Italia è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine7.jpg"><img class="size-full wp-image-34232 alignleft" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine7.jpg" alt="" width="183" height="275" /></a>Stanno facendo il giro del web, accompagnate dal comprensibile scalpore che le dichiarazioni del genere non mancano mai di suscitare, le parole del teleprofessore di medicina più popolare dell&#8217;etere, lo psichiatra <strong>Francesco Bruno</strong>: lo strizzacervelli televisivo ha infatti solennemente annunciato per l&#8217;ennesima volta che <em>«l&#8217;omosessualità va considerata anormalità»</em>; fin qui, visto che l&#8217;Italia è un paese in cui ciascuno resta libero di dire la propria, passi. Ma se si considera che nel lontano 1990 l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Sanità, a dispetto di Bruno, ha<strong> depatologizzato l&#8217;orientamento omosessuale</strong>, la circostanza che proprio un medico si prenda la briga di smentire autorevoli colleghi di livello internazionale sulla base della propria percezione individuale lascia francamente senza parole: e meno male, perché di parole abbonda già a sufficienza l&#8217;accademico labbro di Francesco Bruno.</p>
<p>Il culmine del <em>trash</em> verbale il professore lo raggiunge infatti in un paio di affermazioni rilasciate alla vecchia volpe che è appunto Volpe, arcinoto direttore del blog Pontifex, testata ultrareazionaria che volentieri, manco a dirlo, ospita gli sproloqui del nostro: <em>«Io ho il diabete»</em> afferma infatti il professor Bruno; <em>«non mi offendo se qualcuno mi dice che sono malato, è la realtà. Bene, per quale motivo gli omosessuali si offendono se qualcuno, correttamente, parla di patologia?»</em>. Ordunque: il diabete secondo Bruno è una condizione di cosiddetta <strong>anormalità</strong>, ammesso e non concesso di essere certi su cosa sia, invece, la normalità. Ma per una volta ammettiamolo; e concediamolo pure.<br />
Il professore quindi prosegue.<em> «Una eccessiva tolleranza verso stati di anormalità, e l&#8217;omosessualità tale va considerata, ci porta alla conclusione che la gente si confonda e non capisca più cosa è il bene e che cosa è il male»</em>. Perché dunque, dal punto di vista del telemedico, considerare un diabetico, cui lo stesso professor Bruno ha posto l&#8217;etichetta di difforme dalla normalità, come oggetto di umana tolleranza? Perché rendersi in tal modo complici della generale confusione nella comprensione di ciò che è bene e ciò che è male? Professore, attento alle spalle: le sue parole sono un boomerang.<br />
Ma per fortuna, dottor Bruno,<strong> la salvano i meriti</strong>: un suo degno collega e predecessore, il medico Sorano di Efeso, molti secoli fa ebbe a scrivere: <em>«Come lo strumento che, applicato ad un vaso, quando il recipiente è pieno fino all&#8217;orlo fa colare il liquido, così il diabete causa l&#8217;impulso intrattenibile ad urinare»</em>. Nel caso in questione, ciò che segna la vera svolta nel campo scientifico, lo stimolo è piuttosto quello alla farneticazione: grazie ai meriti, normali o anormali, del professor Francesco Bruno, dunque, un nuovo capitolo della storia della medicina è ora aperto.</p>
<div style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Il sesso del papa</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 01:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/il-sesso-del-papa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger-300x293.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Si sussurra da sempre, ma in pubblico non si dice. Si vocifera da prima che salisse al soglio pontificio, quindi in tempi non sospetti; ma non se ne deve parlare, non sia mai. Poi, di tanto in tanto, esce fuori qualcuno che prova a parlarne pubblicamente: Joseph Ratzinger sarebbe omosessuale. L&#8217;ultima in ordine di tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33881" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" /></a>Si sussurra da sempre, ma in pubblico non si dice. Si vocifera da prima che salisse al soglio pontificio, quindi in tempi non sospetti; ma non se ne deve parlare, non sia mai. Poi, di tanto in tanto, esce fuori qualcuno che prova a parlarne pubblicamente: Joseph Ratzinger sarebbe omosessuale. L&#8217;ultima in ordine di tempo a parlarne è stata la tedesca <strong>Uta Ranke Heinemann</strong>, in una intervista concessa al magazine <em>Vice</em>.</p>
<p>Teologa e scrittrice, la Heinmann è stata la prima donna ammessa all&#8217;insegnamento della teologia dalla Chiesa, e sempre dalla Chiesa poi allontanata dall&#8217;insegnamento e infine scomunicata, per aver messo in dubbio l&#8217;interpretazione letterale della verginità di Maria. Dunque, sebbene la Heinemann conosca personalmente papa Benedetto XVI per esserne stata compagna di studi all&#8217;università, per il suo allontanamento dalla Chiesa ufficiale potrebbe anche essere sospettabile di parzialità o risentimenti personali, sulle questioni che riguardano la dottrina cattolica, la teologia e lo stesso papa, ma come dicevamo non è l&#8217;unica a pensarlo. E comunque tutto questo a noi non interessa, perché le sue dichiarazioni &#8211; e le voci che circolano tra il <em>popolino</em> da lungo tempo &#8211; le prenderemo con beneficio di inventario, così come quelle che vogliono <strong>monsignor Georg Ganswein</strong> presunto compagno di Ratzinger; il fido, silenzioso e <em>belloccio</em> Georg, che segue il suo papa come un&#8217;ombra, che spunta dietro di lui in ogni occasione, anche quelle apparentemente insignificanti (nella foto sotto, i due nella cerimonia di consegna di un <em>Piaggio Ape</em> speciale e un <em>suv Dr</em>, donati al Vaticano nel 2008).</p>
<p>Dunque, solo voci, malignità; siamo d&#8217;accordo, ma concedeteci solo per un minuto di <strong>far finta che sia vero</strong>: il papa è gay. E allora? A parte il fatto ovvio &#8211; ma non per tutti &#8211; che essere omosessuali non è una limitazione o uno svilimento della natura umana, è stata dimostrata più volte, e dunque non è affatto sorprendente, la <strong>correlazione</strong> tra l&#8217;omofobia interiorizzata e quella eterodiretta; ma a parte questo, siamo uomini di mondo, abbiamo fatto tutti il <em>militare a Cuneo</em> (tre anni) e sappiamo benissimo quanti omosessuali, praticanti o meno, ci sono nella Chiesa, a tutti i livelli; non ci scandalizziamo di certo per una ulteriore dimostrazione di incoerenza, e arrogante ipocrisia cattolica.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lape-calessino-per-papa-benedetto-xvi_2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-33882" style="margin-left: 10px; " src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lape-calessino-per-papa-benedetto-xvi_2-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>Anzi, sempre se fosse tutto vero, noi laici faremmo ancora di più: offriremmo la nostra <strong>solidarietà</strong> al pontefice, rivendicando per lui come per tutti il diritto a vivere pienamente la sua esistenza secondo la sua natura, eventualmente anche in una sana vita di relazione. Un ruolo pubblico non  deve necessariamente compromettere la vita privata nei suoi aspetti più intimi (e qui, attenzione, faremmo uno sforzo davvero titanico: perché se si parla di moralisti, e soprattutto del <strong>principe dei moralisti</strong>, allora il privato deve obbligatoriamente essere coerente con la missione pubblica, sennò il tutto si ridurrebbe a una gigantesca, beffarda <strong>buffonata</strong>). Non saremmo laici e libertari fino in fondo, se facessimo eccezioni di sorta.</p>
<p>In soccorso del pontefice e del suo ipotetico compagno, nella remota ipotesi fosse tutto vero, s&#8217;intende, arriverebbe infine il <strong>Parlamento europeo</strong>, quello accusato ogni tre per due di essere massone e anticristiano: in una <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0427+0+DOC+XML+V0//IT">risoluzione</a> del 28 settembre scorso, l&#8217;aula di Strasburgo ha ribadito che le persone omosessuali &#8211; bisessuali e transessuali &#8211; hanno il <strong>diritto alla famiglia</strong>, ovvero gli Stati devono garantire loro la possibilità di formarsene una e poter vivere serenamente e pubblicamente la loro natura quanto e come tutti gli altri cittadini del continente. In particolare, il Parlamento europeo «<em>ricorda che lo strumentario per la promozione e la tutela dell&#8217;esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), messo a punto dal gruppo di lavoro sui diritti umani del Consiglio dell&#8217;Unione europea, cita tra i settori prioritari di azione la decriminalizzazione dell&#8217;omosessualità nel mondo, l&#8217;uguaglianza e la non discriminazione nonché la protezione dei difensori dei diritti umani»</em>; invita «<em>gli Stati membri a promuovere sistematicamente, in partenariato con i paesi terzi, la tutela e il rispetto dei diritti umani relativi all&#8217;orientamento sessuale e all&#8217;identità di genere presso le Nazioni Unite e gli altri forum multilaterali nonché, a livello bilaterale, nei rispettivi dialoghi sui diritti umani»; </em>inoltre<em> «si rammarica che nell&#8217;Unione europea i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ivi inclusi il diritto all&#8217;integrità fisica, alla vita privata e alla famiglia, il diritto alla libertà di opinione, di espressione e di associazione, il diritto alla non discriminazione, il diritto alla libera circolazione anche per le coppie omosessuali e le relative famiglie, il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ricevere cure mediche, nonché il diritto di asilo, non siano ancora sempre pienamente rispettati». </em>Infine<em> «condanna con assoluta fermezza il fatto che, in alcuni paesi, anche all&#8217;interno dell&#8217;Unione, l&#8217;omosessualità, la bisessualità o la transessualità siano ancora percepite come una malattia mentale e chiede agli Stati membri di affrontare questo fenomeno; chiede in particolare la depsichiatrizzazione del percorso transessuale, transgenere, la libera scelta del personale di cura, la semplificazione del cambiamento d&#8217;identità e una copertura da parte della previdenza sociale».</em></p>
<p>Ecco: fosse per noi, un ipotetico pontefice omosessuale e convivente potrebbe dormire sonni tranquilli. Ma tanto &#8211; per quanto riguarda Ratzinger &#8211; non è vero niente.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>I gay e lo stronzio peruviano</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/i-gay-e-lo-stronzio-peruviano/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lo stronzio, malleabile metallo assai diffuso nel nostro pianeta e rinvenibile sia nella celestite che, appunto, nella stronzianite, è un elemento chimico che almeno una volta nella vita ha divertito un po&#8217; tutti: dal bambino in età scolare che legge le prime etichette dell&#8217;acqua minerale, alla matricola della facoltà di Chimica in vena di goliardate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32390" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine1.jpg" alt="" width="295" height="171" /></a>Lo stronzio, malleabile metallo assai diffuso nel nostro pianeta e rinvenibile sia nella celestite che, appunto, nella stronzianite, è un elemento chimico che almeno una volta nella vita ha divertito un po&#8217; tutti: dal bambino in età scolare che legge le prime etichette dell&#8217;acqua minerale, alla matricola della facoltà di Chimica in vena di goliardate, passando per le immancabili occhiatine sottobanco lanciate tra liceali nell&#8217;ora di scienze, lo stronzio non ha mai mancato alla propria esilarante vocazione.</p>
<p>L&#8217;elemento stronzio, che deve il nome all&#8217;ameno villaggio scozzese di Strontian, nelle Highlands, i cui dintorni sono ricchi di quel metallo, torna ora alla meritata ribalta grazie ad un altro luogo geografico:<strong> la città costiera di Huarmey</strong>, in Perù. Il sindaco di Huarmey, evidentemente in vena di popolarità a basso costo, ovvero in odore di collusione con le <em>lobby</em> degli imbottigliatori, ovvero affetto dalla ormai onnipresente <em>vis polemica</em> omofobica, ha messo in guardia i concittadini contro l&#8217;elemento chimico in questione, colpevole a suo dire di trasformare il tipico intrepido <em>macho</em> sudamericano, apprezzato da decenni in tutto il mondo, in un flaccido e pavido <strong>omosessuale</strong>.<br />
Tale sorprendente metamorfosi avverrebbe in seguito all&#8217;ingestione di<strong> forti dosi di stronzio</strong>, metallo contenuto in una certa quantità nell&#8217;acqua pubblica di Huarmey (come nelle acque pubbliche del resto del mondo) i cui effetti collaterali sarebbero costituiti da un netto calo del testosterone: donde, va da sé, le mutate abitudini erotiche dei peruviani dopo abbondanti libagioni della vituperata acqua del rubinetto.</p>
<p>A parte la scontata associazione tra carenza di testosterone e desiderio omosessuale, che legioni di virilissimi gay palestrati possono quotidianamente smentire mediante la loro semplice presenza, ben farebbe il sindaco peruviano ad essere quel che è, ossia un sindaco, preoccupandosi di ciò che nel suo acquedotto potrebbe davvero risultare nocivo per la popolazione da lui amministrata, incluse le eventuali privatizzazioni di cui i politici di questo stampo malvolentieri parlano; e magari, con un auspicabile tocco di originalità, sfruttare la notizia per rilanciare il turismo gay-friendly in Sudamerica. La scoperta di una tale fonte miracolosa sarebbe una manna per i vacanzieri omosessuali in crisi d&#8217;identità: altro che Lourdes. Invece nell&#8217;<strong>acqua pubblica</strong>, fino a poco tempo addietro nel mirino degli speculatori anche qui da noi, in Sudamerica non si può sperare.</p>
<p>Ma per fortuna c&#8217;è Bruno Volpe, il fosco direttore di Pontifex.Roma.it, che in un breve editoriale insiste sulla non scientificità della notizia peruviana. La circostanza, poi, che il direttore non si ponga analogo scrupolo razionalistico poche righe più avanti, quando dichiara che l&#8217;orientamento omosessuale è <em>«possibile causa»</em> di malattie <em>«come l&#8217;AIDS»</em>, poco importa; la smentita dei fatti in questione è quello che conta e stavolta il povero Volpe, che avrebbe preferito un miracoloso getto d&#8217;acqua di altra più religiosa natura, deve rinunciare a scagliarsi contro il nuovo nemico dell&#8217;umanità: il peruviano stronzio.<br />
Per le mamme borghesi, sudamericane e non, il problema invece esiste eccome.<br />
Accanto al calcare, eterna minaccia della buona casalinga affaccendata, compare ora un altro subdolo pericolo della chimica che si profila come autentico nemico dell&#8217;ordine morale: <strong>l&#8217;elemento stronzio</strong>. Parola del sindaco di Huarmey.</p>
<div style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Hamburger omofobo per George Michael</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 01:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/hamburger-omofobo-per-george-michael/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine-150x150.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Fa discutere il blog del gruppo, fino a ieri fantomatico, che risponde al nome di Christians For A Moral America, compagine fondamentalista dai toni apocalitticamente omofobi balzata all&#8217;onore della cronaca per un post pubblicato il 29 novembre scorso dal testuale ed evocativo titolo di: «Un&#8217;altra vittima dello stile di vita omosessuale; George Michael sul letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine.png"><img class="alignleft size-full wp-image-32131" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine.png" alt="" width="203" height="162" /></a>Fa discutere il blog del gruppo, fino a ieri fantomatico, che risponde al nome di <em>Christians For A Moral America</em>, compagine fondamentalista dai <strong>toni apocalitticamente omofobi</strong> balzata all&#8217;onore della cronaca per un post pubblicato il 29 novembre scorso dal testuale ed evocativo titolo di:<em> «Un&#8217;altra vittima dello stile di vita omosessuale; George Michael sul letto di morte»</em>.<br />
In particolare fa discutere la conclusione del breve articolo i cui simpatici autori pregano affinché George Michael, omosessuale impenitente tuttora ricoverato in condizioni critiche per una grave polmonite, per salvarsi dalle fiamme eterne dell&#8217;inferno trovi ravvedimento mediante la conversione a Cristo <em>«in his last days»</em>, nei suoi ultimi giorni, affermazione da cui si evince il dono di profezia di cui i Cristiani Morali sono dotati, almeno nel caso in questione, spacciando la nota popstar britannica come già quasi nella tomba.</p>
<p style="text-align: justify">Anche il resto dell&#8217;articolo, comunque sia, è un capolavoro di veggenza.<br />
I <em>Christians</em> sanno per certo che la <strong>polmonite di George Michael</strong> è chiaro sintomo di quell&#8217;AIDS di cui sicuramente il depravato cantante è affetto, e che senz&#8217;ombra di dubbio il divo ha conosciuto gli abissi di abbrutimento del tunnel della droga e le più disparate e terribili malattie veneree.<br />
Il segno estremo dell&#8217;abiezione è costituito poi dal singolare <em>coming out</em> del cantante, sorpreso durante un rapporto omosessuale consumatosi in una toilette pubblica che probabilmente i Cristiani Morali immaginano affollata di rispettabili mamme con lamentosi bimbi incontinenti al seguito, anziane signore dignitose cui l&#8217;età ha regalato il privilegio di un continuo stimolo a urinare e altre categorie umane dotate di solenne moralità nonché del sacrosanto diritto di lanciare maledizioni a destra e a manca, alla cui presenza l&#8217;osceno George Michael, circondato di maschioni assatanati, avrebbe sbottonato il proprio impermeabile.</p>
<p style="text-align: justify">D&#8217;altra parte non è lecito aspettarsi, dai <em>Christians For A Moral America</em>, argomenti più fantasiosi.<br />
Scorrendo il loro blog, che nei toni pare la copia carbone, ma con grafica più dignitosamente severa, del nostrano Pontifex.Roma.it, il chiodo fisso è sempre il medesimo:<strong> l&#8217;omosessualità</strong>.<br />
Veniamo ad apprendere infatti che un misterioso hacker, della cui identità nulla è certo se non che si tratta di <em>«un omosessuale»</em>, avrebbe teso un bieco tranello informatico al degno blog, sventato poi dalla fantomatica <em>«giustizia»</em>. Forse divina?<br />
Scopriamo che in America esiste una catena di ristoranti, i <em>Chick-Fil-A</em>, di fronte ai quali la politica buonista del McDonalds è roba da pivelli, che con donazioni sostengono le associazioni cristiane <em>pro life</em> e che sono oggetto di sistematici boicottaggi da parte, manco a dirlo, <em>«degli omosessuali»</em>; chiunque intenda far conoscenza con gli adepti del movimento <em>Christians For A Moral America</em> sa dunque dove invitarli per un buon hamburger di pollo.</p>
<p style="text-align: justify">Ma non è tutto. Con un preziosismo neolinguistico degno degli Accademici della Crusca, i suddetti militanti etichettano i post che trattano di omosessualità come <em>Gaystapo</em>: apprendiamo così che <strong>una lobby omosessuale</strong> minaccia il mondo al pari dei giovanotti <em>«venuti dal Brasile»</em> del famoso film sui replicanti hitleriani.<br />
Di questo pericoloso universo sotterraneo il povero George Michael, icona sexy degli anni ottanta e novanta, dal suo letto di ospedale probabilmente non conosce alcunché. Buon per lui. Gli auguriamo di poter presto sorridere delle maledizioni lanciate al suo indirizzo e festeggiare l&#8217;auspicabile guarigione con un bell&#8217;hamburger. Ma non da<em> Chick-Fil-A</em>.</p>
<div style="color: #ffffff">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Adamo Creato, ad arte</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virginia Romano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/adamo-creato-ad-arte/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/paradiso-300x247.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 23 settembre scorso, è stato pubblicato sul sito dell’UCCR (Unione Cristiani Cattolici Razionalisti &#8211; scimmiottamento di Unione Atei e Agnostici Razionalisti), un articolo-confessione a firma Adamo Creato. Adamo Creato – naturalmente si tratta di uno pseudonimo – è un ragazzo romano di 28 anni e ci racconta della sua esperienza dentro – e poi fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/paradiso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30501" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/paradiso-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>Il 23 settembre scorso, è stato pubblicato sul sito dell’<strong>UCCR</strong> (Unione Cristiani Cattolici Razionalisti &#8211; scimmiottamento di Unione Atei e Agnostici Razionalisti), un articolo-confessione a firma <strong>Adamo Creato</strong>. Adamo Creato – naturalmente si tratta di uno pseudonimo – è un ragazzo romano di 28 anni e ci racconta della sua esperienza dentro – e poi fuori – il mondo dell’<strong>omosessualità</strong>. Nell’articolo, che &#8220;merita&#8221; di essere letto per intero, la UCCR dispiega il suo armamentario retorico allo scopo duplice di costruire una immagine specifica dell’omosessualità e indicare un cammino di redenzione costellato di alcune tappe.</p>
<p>L’immagine dell’omosessualità che emerge nelle (e non tra le) righe dell’articolo è assimilabile in tutto e per tutto ad una tossicodipendenza. La curiosità iniziale, quella fase in cui si sta per compiere un gesto sconsiderato convincendosi che “tanto si può uscirne quando si vuole”, si manifesta con la <strong>SSA</strong> (che apprendiamo dal sito essere l’acronimo per “<strong>Same Sex Attraction</strong>”). Dalla curiosità, condita con delle frequentazioni poco raccomandabili si passa alla prima esperienza omosessuale e da lì il declino, l’inizio della fine, il tunnel.</p>
<p>«Da quel momento» ci dice il biblico redattore «qualcosa è successo nel profondo di me stesso, tanto da crearmi una <strong>dipendenza</strong>, finché quasi non distinguevo più se il partner sessuale col quale mi intrattenevo era un uomo o una donna». A questo punto Adamo ci racconta il mondo gay ritratto al pari di una macchietta circense, un insieme di elementi caricaturali e distruttivi, un mondo identificato solo dallo <strong>sfruttamento</strong>, dal <strong>sesso occasionale</strong>, dalla<strong> mancanza di sentimenti</strong>, dalla <strong>superficialità</strong>, e nient&#8217;altro. In questa fase del breve <em>bildungsroman</em> di Adamo c’è anche l’elemento fondamentale dell’allontanamento dalla fede della perdita della “retta via”. Dopo un periodo di grande introspezione e di studio matto e disperatissimo finalmente Adamo intravede la luce e si riporta, grazie all’accoglienza della Chiesa, sulla via perduta. “Smette” con l’omosessualità e lentamente ritorna alla sua vita di prima, illuminata e sostenuta dalla luce divina.</p>
<p>Due considerazioni veloci a margine di uno scritto che si commenta da solo. La prima è che arrogarsi il diritto di definire qualcosa, in questo caso l’omosessualità, è un atto che può nascondere una <strong>violenza</strong> micidiale. Se sono io a definire cosa e come tu sia, impongo arbitrariamente una cornice di senso nella quale non esiste differenziazione. Per Adamo Creato (o per il gruppo che ha confezionato l&#8217;articolo, poco importa), non esistono omosessuali non promiscui, non esistono omosessuali che amano e rispettano i propri partner, non esistono omosessuali felici, non esistono omosessuali degni.</p>
<p>La seconda considerazione, collegata strettamente alla prima, è insita nella <strong>terapia riparatoria</strong> di <a href="http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/2007/09/sono-il-dr-joseph-nicolosi-presidente.html" target="_blank">Joseph Nicolosi</a> che è anche la strada tracciata discorsivamente (seppure implicitamente) dall’autore dell’articolo (il Sig. Creato, per capirci). Tale terapia rappresenta il passo successivo alla definizione. La &#8220;cura&#8221; della &#8220;malattia&#8221;. Se ci si arroga il diritto di definire qualcosa  (e dunque le ragioni, le cause di quel qualcosa), ci si pone automaticamente nella posizione di poter indicare come <strong>smettere</strong> di sbagliare e in quale <strong>direzione</strong> dirigere la propria vita, i <strong>valori</strong> che essa dovrebbe esprimere.</p>
<p>La storia umana è densa di esempi assimilabili a ciò che la scuola di Nicolosi rappresenta. Teorie <strong>scientifiche</strong> o, <strong>pseudoscientifiche</strong> diffuse dal vate di turno hanno <strong>giustificato</strong> moralmente e <strong>legittimato</strong> violenze atroci e &#8220;impunibili&#8221;. Forse Nicolosi e la sua scuola non hanno la forza che un tempo ebbe la psichiatria nell’uso coatto (per dirne una), dell’elettroshock per la terapia della cosidetta isteria femminile. Forse Nicolosi non ha la forza che ebbe Mengele nella costruzione e diffusione delle teorie sulla razza. Ciononostante la definizione dell’isteria, dell&#8217;arianesimo e quella dell’omosessualità portata avanti da questi moderni pseudoscienziati non sono diverse nella sostanza, non sono diverse in quanto generatori di violenza legittimata.</p>
<p>La tentazione sarebbe di liquidare questi sedicenti razionalisti come folli eppure occorre rimanere vigili perché le violenze e la discriminazione che ancora oggi circondano il mondo dell&#8217;omosessualità traggono proprio da fenomeni come questi <strong>argomenti</strong>, <strong>linfa vitale</strong> e <strong>giustificazioni</strong>.</p>
<div style="color: #ffffff;">Virginia Romano</div>
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		<title>Uguali a chi?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 15:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/uguali-a-chi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/diversita-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ancora una volta il sottosegretario Carlo Giovanardi ci fornisce uno spunto di riflessione. Suo malgrado, naturalmente. Un esilarante Crozza-Marzullo venerdì scorso lo ha intervistato insieme a Livia Turco a Italialand. Un’intervista tutt&#8217;altro che seria  in cui Giovanardi ha mostrato un’ironia inaspettata. Che poi non brillasse di arguzia è un altro paio di maniche, ma abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/diversita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30362" title="diversita" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/diversita.jpg" alt="" width="295" height="247" /></a>Ancora una volta il sottosegretario <strong>Carlo Giovanardi</strong> ci fornisce uno spunto di riflessione. Suo malgrado, naturalmente. Un esilarante <strong>Crozza-Marzullo</strong> venerdì scorso lo ha <a href="http://www.youtube.com/watch?v=AkHfcnIwvcw">intervistato insieme a Livia Turco</a> a <em>Italialand</em>. Un’intervista tutt&#8217;altro che seria  in cui Giovanardi ha mostrato un’ironia inaspettata. Che poi non brillasse di arguzia è un altro paio di maniche, ma abbiamo almeno apprezzato uno sforzo che la collega del Pd non ha neanche provato a fare, troppo tesa nel fare propaganda al suo partito anche in un salotto comico come quello offerto da La7.</p>
<p>Ma veniamo al dunque. Crozza-Marzullo chiede a Giovanardi: «<em>Se lei avesse un figlio gay, riuscirebbe a comprendere il suo dramma, cioè essere figlio di Giovanardi?</em>». E Giovanardi, stando al gioco: «<em>Gli direi “fattene una ragione”</em>». Ma poi, convinto che gli sia stata offerta l’occasione per riscattare la sua nota <strong>fama di omofobo</strong>, aggiunge: «<em>Per me i gay sono uguali agli altri, e loro invece insistono per essere diversi</em>». La facile domanda “<strong>diversi da chi?</strong>” non fa parte del canovaccio e resta lì, inespressa ma sospesa nell’aria. Non volendo, Giovanardi ha aperto una questione complessa, che va ben al di là dei gay perché riguarda chiunque non si adatti a un modello che altri hanno scelto per lui.</p>
<p>I gay rappresentano una minoranza. E, come tutte le minoranze, in Italia sono soggetti a due livelli di discriminazione: il primo è quello del <strong>pregiudizio</strong>, il secondo quello della <strong>legge</strong>. Ovvio che non tutte le minoranze siano intrappolate dentro gli stessi canoni sociali e legislativi di “diversità”. Le donne, ad esempio, sono discriminate sul lavoro sia in termini di percentuale di occupazione sia di entità della retribuzione, ma teoricamente non è  impedito loro di svolgere una mansione o di guadagnare più dei loro colleghi maschi. Eppure, anche loro si sentono “diverse”, semplicemente perché non sono considerate “uguali”. Le coppie di fatto non sono “uguali”, perché legislativamente non esistono. Gli stranieri residenti non sono “uguali”, perché non votano. Gli atei non sono “uguali”, perché con le loro tasse pagano un’istituzione che non li rappresenta. I valdesi, i musulmani, i testimoni di Geova, gli ebrei non sono “uguali”, perché nelle scuole statali non è previsto l’insegnamento della loro religione. E anche gli omosessuali sono e continuano a essere diversi, perché oltre a subire un pregiudizio che spesso degenera in <strong>violenta intolleranza</strong>, non possono, legge alla mano, sposarsi con la persona con la quale hanno scelto di dividere la vita, un diritto che hanno tutti gli altri cittadini.</p>
<p>Considerare “uguali” fasce di persone che nei fatti non lo sono significa da una parte continuare a ignorarne le istanze (vedi coppie di fatto, discriminazioni sessuali/religiose), dall’altra continuare a strumentalizzarne la diversità per favorirne l’<strong>emarginazione</strong>. Un esempio tra tutti ce lo ha fornito lo stesso Giovanardi con l’ormai famosa <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/giovanardi-family/">pubblicità Ikea</a> che ritraeva due uomini per mano. Un uomo “uguale” non terrebbe mai per mano un altro uomo, bensì una donna.  Ecco qual è la colpa delle minoranze italiane: insistere per essere “diverse”. E pretendere che i loro diritti siano riconosciuti assieme ai diritti degli “uguali”. Ma qui il tema si allarga, investendo il concetto stesso di <strong>democrazia</strong>. Il governo è del popolo se tutti i cittadini sono rappresentati. Se i diritti di ognuno, nel rispetto della Costituzione e della libertà degli altri, sono riconosciuti. In questo senso, l’Italia assomiglia molto più a una <strong>oligarchia</strong> che a una Repubblica democratica in cui «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (Costituzione italiana, articolo 3).</p>
<p>La diversità non è remissione ma guadagno. Legislativo, sociale, culturale. È l’omologazione semmai, il concetto stesso di <strong><em>normalità,</em></strong> tanto tranquillizzante quanto perniciosamente soggettivo, ad essere fonte di <strong>storture</strong> in un sistema democratico. Oggi Giovanardi e tanti suoi miopi compari si ritengono “uguali”, vale a dire “normali”. <em>Mutatis mutandis</em>, un domani potrebbero non esserlo più. In questo remoto scenario, solo la considerazione delle diversità, scevra da quel giudizio morale che non compete al legislatore, potrebbe garantire loro di essere rispettati. Un concetto un po’ troppo complesso per gran parte della nostra classe politica, che sui diritti dei &#8220;diversi&#8221; per razza, religione o sessualità gioca intere campagne elettorali.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Nuovo Cinema Purgatorio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 02:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/nuovo-cinema-purgatorio/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/Sigarette_nonci-195x300.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nonciclopedia di nuovo nell&#8217;occhio del ciclone. Se a molti sono parse irrispettose e di dubbio gusto (e lo sono) le battute apparse nella home page del sito subito dopo la morte del motociclista Marco Simoncelli e il terremoto in Turchia, Nonciclopedia ha avuto ancora il merito &#8211; voluto o meno &#8211; di scoperchiare la pentola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/Sigarette_nonci.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-30058" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/Sigarette_nonci-195x300.png" alt="" width="195" height="300" /></a><em><strong>Nonciclopedia</strong></em> di nuovo nell&#8217;occhio del ciclone. Se a molti sono parse irrispettose e di dubbio gusto (e lo sono) le battute apparse nella home page del sito subito dopo la morte del motociclista <strong>Marco Simoncelli</strong> e il terremoto in Turchia, <em>Nonciclopedia</em> ha avuto ancora il merito &#8211; voluto o meno &#8211; di scoperchiare la pentola dell&#8217;ipocrisia sulla libertà d&#8217;espressione e di satira in Italia. Libertà troppo spesso vittima della coda di paglia di certi soggetti o della voglia di censura che è uno degli strumenti di certi poteri costituiti, dalla politica alla religione, e che spesso genera il fenomeno dell&#8217;auto censura da parte di funzionari del sottopotere più realisti del re.</p>
<p>Dalla intemerata del <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/liberi-liberi/">Vasco Rossi</a> <em>ferito nell&#8217;onore</em>, indietro fino alla querelle tra il comunista (?) Massimo D&#8217;Alema e l&#8217;anticomunista Giorgio Forattini sulla famosa vignetta del dossier Mitrokhin (entrambe le vicende finite col <strong>ritiro delle querele</strong>), dal taglio delle scene ritenute &#8216;diseducative&#8217; in <em>Brokeback Mountain</em> alla Rai alla chiusura di programmi televisivi scomodi ai controllori della stessa azienda, fino alla più volte paventata legge <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/comma-ammazzawiki/">anti blog</a> nostrana, l&#8217;italico <em>Ufficio Censura</em> lavora senza sosta. Senza nemmeno la poesia del film <strong>Nuovo Cinema Paradiso</strong>, nella scena in cui il prete ordina il taglio delle scene sconvenienti nei film da proiettare nella sala cinematografica del paesino siciliano. Niente paradiso qua, al massimo un triste <strong>purgatorio</strong>.</p>
<p>Questa non è una difesa d&#8217;ufficio di Nonciclopedia, non si tratta di stabilire se l&#8217;umorismo macabro e il presunto dileggio di persone scomparse sia difendibile o meno (ma è comprensibile la reazione di chi si sente ferito in casi come questo, per i quali un compromesso andrebbe trovato). Si tratta piuttosto di evidenziare l&#8217;incoerenza generalizzata che c&#8217;è nel denunciare alcune presunte diffamazioni ignorandone altre: certe pagine del sito cattolico oltranzista <strong>Pontifex</strong>, ad esempio (soprattutto sugli omosessuali, bersaglio preferito), sono almeno altrettanto agghiaccianti di quelle su Anna Frank in Noncicolpedia, ma del tutto prive di ironia (sebbene a tratti e per altri motivi altrettanto divertenti), e non c&#8217;é nessuna rockstar, nessuna conduttrice tv o nessuna sollevazione popolare a chiederne la chiusura. Come sempre, due pesi e due misure.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/forattini-dalema.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-30059" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/forattini-dalema-300x218.gif" alt="" width="300" height="218" /></a>Abbiamo accennato a conduttrici televisive: ieri <strong>Rita Dalla Chiesa</strong>, dal pulpito televisivo (e che <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/06/news/dalla_chiesa-14589553/">pulpito</a>) del suo <em>Forum</em>, si è lanciata in una sdegnata denuncia dell&#8217;immoralità del sito satirico su Simoncelli, invocando l&#8217;intervento della magistratura e chiedendosi perché nessuno abbia ancora sporto denuncia. <em>«La Polizia Postale conosce già Nonciclopedia (e i suoi amministratori)»,</em> è la <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Non_minacciare_azioni_legali_contro_Nonciclopedia">risposta</a> del sito, <em>«riceve spesso segnalazioni inutili di persone che vogliono farci chiudere. Non è di loro competenza e soprattutto le segnalazioni pervenute portano sempre a nulla de facto. Le accuse di razzismo, antisemitismo, vilipendio, offese alla memoria dei defunti e divieto di sosta sono palesemente ridicole, ma le più frequenti non hanno motivo di esistere secondo la legge italiana: non esiste il reato di &#8220;Cattivo gusto&#8221;. L&#8217;umorismo di Nonciclopedia è discutibile, non fotogenico e anche un po&#8217; scappellato come se fosse antani, ma non è fuori legge. La diffamazione non è un reato perseguibile d&#8217;ufficio. Solo la persona offesa può sporgere querela. Se i giovani non hanno più rispetto dei valori di una volta, se non ci sono più le mezze stagioni e se piove nel weekend: non è colpa nostra, fatevene una ragione!»</em>. Forse discutibile, ma non confutabile; la libertà d&#8217;espressione (e di satira) a volte è una medicina amara, ma va sempre difesa, perché è sempre meglio del male della censura (fino a che non si entra nel campo definito dal codice penale, sia chiaro).</p>
<p>Intanto, mentre nel <a href="http://nonciclopedia.altervista.org/phpBB3/viewtopic.php?f=12&amp;t=8794">forum di Nonciclopedia</a> impazza un dibattito con toni da crociata, tra indignati contrari all&#8217;umorismo macabro sulla morte e difensori della libertà d&#8217;espressione contro i<em> &#8216;bigotti&#8217;</em>, la <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Marco_Simoncelli">pagina</a> su Marco Simoncelli è vuota.</p>
<p>Quale che ne sia la causa, benvenuti nel Nuovo Cinema Purgatorio.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Santo Stefano da Cupertino, Silicon Valley</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 02:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/santo-stefano-da-cupertino-silicon-valley/><img src=http://blog.sentieriselvaggi.it/wp-content/uploads/2011/10/think_different.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Iniziamo subito con un paio di indovinelli: chi è l&#8217;importante personaggio americano, venuto a mancare recentemente, che è ricordato per il suo pionieristico contributo allo sviluppo dell&#8217;informatica (a partire dalla fine degli anni 60), le cui idee hanno rivoluzionato l&#8217;intero settore e contribuito a creare il capostipite di una famiglia di sistemi operativi oggi estremamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://blog.sentieriselvaggi.it/wp-content/uploads/2011/10/think_different.jpg" alt="" width="240" height="295" />Iniziamo subito con un paio di indovinelli: chi è l&#8217;importante personaggio americano, venuto a mancare recentemente, che è ricordato per il suo pionieristico contributo allo sviluppo dell&#8217;informatica (a partire dalla fine degli anni 60), le cui idee hanno rivoluzionato l&#8217;intero settore e contribuito a creare il capostipite di una famiglia di sistemi operativi oggi estremamente diffusi? Chi è l&#8217;ingegnere americano, deceduto recentemente, che, grazie ad una sua invenzione, ha radicalmente cambiato la vita a centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, permettendo loro di raggiungere traguardi altrimenti preclusi?</p>
<p>Un aiutino? Non si tratta di Steve Jobs, in nessuno dei due casi. L&#8217;ingegnere americano di cui si parla nel secondo &#8220;indovinello&#8221; è infatti <strong>Wilson Greatbatch</strong>, a cui si deve l&#8217;invenzione del <strong>pacemaker</strong>, oggi largamente usato nella cura di svariati disturbi cardiaci, dall&#8217;aritmia bradicardica alla fibrillazione ventricolare. Wilson è <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-15085056" target="_blank">deceduto</a> il 27 settembre di quest&#8217;anno (all&#8217;età di 92 anni) e, nonostante i riconoscimenti ricevuti durante la carriera di inventore, la cosa è passata piuttosto inosservata.</p>
<p>Il personaggio a cui fa riferimento il primo indovinello è invece <strong>Dennis Ritchie</strong>, storico pioniere dell&#8217;informatica che è deceduto il<strong> 12 ottobre 2011</strong>. A partire dal 1969, lavorando presso i laboratori Bell, egli sviluppò il &#8220;<strong>C</strong>&#8220;, uno dei linguaggi di programmazione più usati a livello mondiale e da cui hanno tratto sia <em>ispirazione</em> che <em>sintassi</em> molti linguaggi <em>moderni</em>, come C++, Java, C#, D, Php, Perl, JavaScript e Python. In seguito, nel 1973, con il linguaggio appena inventato (pensato appositamente per la programmazione di sistema) Ritchie collaborò con <strong>Ken Thompson</strong>, <strong>Brian Kernighan</strong> ed altri allo sviluppo del sistema operativo <strong>UNIX</strong>, rompendo per la prima volta il tabù che imponeva di utilizzare solo linguaggi di livello estremamente basso per questo scopo.</p>
<p>Dieci anni dopo, questi meriti fecero ottenere a Ritchie e Thompson il <em>nobel dell&#8217;informatica</em>, cioè il <strong>Premio Turing</strong>, portandoli nell&#8217;<em>olimpo</em> di questo campo, insieme a personalità del calibro di Marvin Minksy, Donald Knuth, E. Dijkstra, Rabin, il trio Rivest-Shamir-Adleman e una compagine molto <em>selezionata</em> di pochi altri.</p>
<p>Dopo le <a href="http://www.faqs.org/docs/artu/ch02s01.html" target="_blank"><em>UNIX Wars</em></a> (diatribe legali tra gli anni 80 e 90), oggi una fetta considerevole dei PC utilizza sistemi <em>unix-like</em>, come il famoso <strong>GNU/Linux</strong>, nato dall&#8217;unione (nei primi anni 90) del progetto per lo sviluppo del <strong>software libero</strong> portato avanti da<strong> Richard Stallman</strong> con il <em>kernel</em> appena sviluppato dal programmatore finlandese <strong>Linus Torvalds</strong>. Anche alcuni sistemi operativi installati su prodotti Apple appartengono a questa categoria, basti pensare alla famosa serie <strong>Mac OS X</strong>.</p>
<p>Raccontando questa storiella si è però involontariamente incappati in un personaggio decisamente speciale. Il &#8220;<strong>Turing</strong>&#8221; dell&#8217;omonimo premio di nome faceva infatti <strong>Alan</strong> <strong>Mathison</strong> e in vita è stato una delle menti più brillanti e poliedriche che il XX secolo ricordi. In questo grottesco mondo (che ogni tanto sembra andare un po&#8217; alla rovescia), per presentarlo in maniera scenografica basterebbe dire che (<em>forse!</em>) è stato colui che <strong>ha mangiato il pezzettino di mela</strong> che manca dal logo di tutti gli <em>I-gingilli</em> commercializzati da casa Apple.</p>
<p>Nel nostro mondo al contrario, a questo punto una domanda sorge spontanea: cosa avrà mai fatto di tanto importante, questo Turing, per spingere un semidio, un messia come<strong> Steve Jobs</strong> a tributargli un simile onore?</p>
<p><img class="alignright" style="margin-left: 10px; " src="http://3.bp.blogspot.com/_ebKDfm0h1oI/Sqnh2zco2nI/AAAAAAAAIg8/OnHhmAo29G4/s320/Alan+Turing.jpg" alt="" width="262" height="288" />Partiamo quindi dall&#8217;inizio, e srotoliamo correttamente la storia: <strong>Alan Turing</strong> nasce nel 1912 e muore, suicida, nel 1954. Fin qui niente di speciale, se non fosse che nel periodo intercorso tra queste date è stato un <strong>matematico</strong>, un <strong>logico</strong>, un <strong>crittoanalista</strong>, un maratoneta e ha sostanzialmente permesso a tutti noi, oggi, di andare su<em> Facebook tramite il nostro IPhone</em>, ponendo le basi formali di concetti come <em>algoritmo, computabilità</em> e <em>intelligenza artificiale</em>. Non dimentichiamo inoltre che era <strong>omosessuale</strong> e che senza di lui i <em>buoni</em> avrebbero avuto decisamente più problemi a vincere la Seconda Guerra Mondiale, dato che fu grazie ai suoi calcolatori elettromeccanici che i crittoanalisti inglesi riuscirono a <em>forzare</em> Enigma, il sistema di cifratura utilizzato dall&#8217;esercito tedesco.</p>
<p>Le sventure di Turing iniziarono dopo la fine del conflitto: nel 1952, in seguito ad un furto nella sua abitazione, venne alla luce la sua <a href="http://www.glbtq.com/social-sciences/turing_a,2.html" target="_blank">relazione omosessuale</a> con Arnold Murray e fu quindi accusato di <strong>atti osceni</strong> (come già successo ad <strong>Oscar Wilde</strong>) in base all<em>&#8216;emendamento Labouchere</em> del <em>Criminal Law Amendment Act</em>, risalente al 1885. Allo scienziato fu lasciata la possibilità di scegliere tra l&#8217;imprigionamento o una terapia <em>pseudo-correttiva</em> basata sulla somministrazione di estrogeni, che aveva lo scopo di reprimere il desiderio sessuale ma che causa, come effetti collaterali, la castrazione chimica e la crescita del seno.</p>
<p>L&#8217;8 giugno 1954, dopo due anni di <em>cura</em> <strong>coatta</strong>, Alan Turing fu trovato morto: si era avvelenato con del cianuro. La <strong>mela morsicata</strong> presente sulla scena del &#8220;delitto&#8221; ha contribuito ad alimentare la leggenda secondo cui questo eccentrico ed eclettico genio abbia voluto far calare il sipario sulla propria vita mettendo in scena la magia della <em>mela avvelenata</em> di Biancaneve, fiaba dalla cui trasposizione cinematografica del 1937 rimase estremamente affascinato.</p>
<p>Il 10 settembre 2009 il governo britannico, nella figura di <strong>Gordon Brown</strong>, ha formulato delle <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8249792.stm" target="_blank">scuse ufficiali</a> per lo <em>spaventoso</em> trattamento riservato a Turing e nel 2012, anno in cui avrebbe compiuto il centesimo compleanno, <a href="http://www.mathcomp.leeds.ac.uk/turing2012/" target="_blank">gli saranno dedicati</a> eventi e celebrazioni in memoria della vita travagliata e degli innumerevoli traguardi scientifici multidisciplinari raggiunti.</p>
<p>La<em></em> stessa mela <em>(forse)</em> <em></em>avvelenata troneggia ora sul retro degli <em>status-symbols </em>globalmente più diffusi e accaparrarsi il maggior numero di <em>I-cose</em> è il <em>must</em> del momento. Paradossalmente, nonostante lo slogan sia proprio un beffardo <em>Think different</em>, il risultato è la completa, quasi <em>religiosa</em>, <strong>uniformazione dei gusti</strong> e dei costumi.</p>
<p>Steve Jobs viene celebrato come un geniale rivoluzionario, mentre la morte di personaggi forse più (o forse davvero) rivoluzionari passa sotto silenzio.</p>
<p>In fondo <strong>Santo Stefano Lavori da Cupertino</strong>, in vita e ancor di più <em>in morte</em>, è riuscito a compiere un miracolo a cui molti aspiravano ma che solo a pochi è riuscito: ha prima di tutto inventato un irrinunciabile <strong>bisogno</strong> di cui nessuno era a conoscenza, ha quindi fatto capire a tutto il mondo quanto ciò fosse in realtà <strong>necessario</strong> e infine ha distribuito <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/09/17/news/inaugura_l_apple_store-21787625/" target="_blank">gli agognati oggetti del desiderio</a>, lasciando che l&#8217;attraente<em> e arrotondato design minimalista</em> placasse lo spirito di <em></em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/la-fede-e-fede-dalla-apple-a-padre-pio/" target="_blank">tutti i fedeli</a> riuniti in attesa dell&#8217;annunciazione&#8230; del prodotto che verrà.</p>
<p><em>Turing crede che le macchine pensino</em><br />
<em>Turing giace con gli uomini</em><br />
<em>Quindi le macchine non sanno pensare</em><br />
(Sillogismo di Alan Turing, riportato da D. Leavitt nella biografia <em>&#8220;L&#8217;uomo che sapeva troppo, Alan Turing e l&#8217;invenzione del computer&#8221;</em>)</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>L&#8217;AIDS? Un castigo divino!</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 02:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/laids-un-castigo-divino/><img src=http://www.sushiesque.com/photos/boston_common_031104/dscn1393.JPG class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Correva l&#8217;anno 1987 quando il controverso cardinale Giuseppe Siri rilasciò, intervistato dal settimanale di CL, &#8220;Il sabato&#8221;, una sconvolgente dichiarazione: «[L’Aids] è un castigo di Dio, evidentemente, perché prima non c’era. […] È una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente. Purtroppo la malattia si espande da costoro agli altri, innocenti, e così li hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sushiesque.com/photos/boston_common_031104/dscn1393.JPG"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.sushiesque.com/photos/boston_common_031104/dscn1393.JPG" alt="" width="365" height="274" /></a>Correva l&#8217;anno 1987 quando il controverso cardinale <strong>Giuseppe Siri</strong> rilasciò, intervistato dal settimanale di CL, &#8220;Il sabato&#8221;, una <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/03/24/anatema-di-siri-aids-punisce-voi.html">sconvolgente dichiarazione</a>: <em>«</em>[L’Aids]<em> è un castigo di Dio, evidentemente, perché prima non c’era. […]<strong> È una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente.</strong> Purtroppo la malattia si espande da costoro agli altri, innocenti, e così li hanno sulla coscienza. […] Il mondo ha progredito soprattutto nei sette peccati capitali. Dio per risposta ci ha mandato l’Aids».</em></p>
<p>L&#8217;idea che l&#8217;AIDS, al pari di<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/03/catastrofi-naturali-e-punizioni-divine-un-binomio-duro-a-morire/"> terremoti, tsunami e disastri nucleari</a> sia una sorta di punizione divina è stata più volte ripresa, anche recentemente: l&#8217;arcivescovo di Bruxelles, <strong>André Joseph Leonard</strong> è finito in una <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1326212/Top-Belgian-Catholic-claims-gays-travesty-nature-deserve-AIDS.html?ITO=1490">bufera mediatica</a> per aver affermato che, in relazione ai comportamenti omosessuali, l&#8217;AIDS sarebbe un<em> <em>«</em>tipo di giustizia immanente, qualcosa come l&#8217;ecologia e l&#8217;ambiente: come quando dobbiamo pagare il conto per quanto abbiamo fatto all&#8217;ambiente. Se ci comportiamo in modo inappropriato con la natura fisica la natura ci tratterà male a sua volta. E se la gente tratta in modo inappropriato il senso profondo dell&#8217;amore umano, questo porta alla catastrofe a tutti i livelli<em>»</em></em>.</p>
<p>In questo scenario di <strong>dichiarazioni medievaleggianti</strong>, è soprattutto oltreoceano che la fantasiosa catena di associazioni <em>omosessualità-immoralità-ira divina-punizione divina-AIDS</em> ha avuto una terribile escalation, presso i <a href="http://adultthought.ucsd.edu/Culture_War/The_American_Taliban.html"><em>talebani d&#8217;America</em></a>. Il pastore battista e telepredicatore<strong> Jerry Falwell</strong>, per esempio, ha più volte rilasciato dichiarazioni raccapriccianti quali <em><em>«</em>L&#8217;AIDS non è solo una punizione di Dio verso gli omosessuali, è una punizione di Dio verso la società che li tollera<em>»</em></em> oppure <em><em>«</em>L&#8217;AIDS è l&#8217;ira di un Dio giusto contro gli omosessuali. Opporvisi sarebbe come il salto di un israelita nel Mar Rosso per salvare uno dei cocchieri del Faraone<em>»</em>.</em></p>
<p>Ai telepredicatori americani andrebbe dedicato un capitolo a parte, dato che Falwell e <strong>Pat Robertson</strong> sono arrivati ad<a href="https://home.comcast.net/%7Ejoe.grabko/falwell.mp3"> attribuire</a> a<em> <em>«</em>i pagani, gli abortisti, le femministe, i gay e le lesbiche&#8221;</em> una correlazione con gli <strong>attacchi al WTC dell&#8217;11 settembre 2001</strong> e che Falwell in particolare considera <strong>Tinky Winky</strong> (sì, proprio il Teletubbie) un pericoloso modello di stile di vita omosessuale che potrebbe danneggiare i bambini.</p>
<p>Anche il <strong>mondo islamico</strong> non è certo di vedute più aperte, come testimoniato dal <a href="http://www.consultancyafrica.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=357&amp;Itemid=217">prof. Malik Badri</a>: l&#8217;Islam considera l&#8217;epidemia di AIDS una<em> <em>«</em>[...] punizione divina per l&#8217;immorale rivoluzione omosessuale dell&#8217;Occidente [...]<em>»</em></em> e in un <em>hadith</em> si legge che, se <em><em>«</em>[...] la fornicazione e tutti i tipi di rapporti sessuali peccaminosi diventano dilaganti e apertamente praticati senza inibizione in qualsiasi gruppo o nazione, Allah punirà i peccatori con nuove epidemie (ta&#8217;un) e nuove malattie sconosciute ai loro padri e alle generazioni precedenti<em>»</em></em>.</p>
<p><img class="alignright" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_WPjZST8SC40/TAVi18kUZeI/AAAAAAAA6jg/HfLOPTWYnj4/s400/pope-condom-s.png" alt="" width="268" height="268" />In questo calderone di <strong>superstizione</strong>, condito da un ingiustificato risentimento (al limite dell&#8217;odio) verso gli omosessuali, le dichiarazioni di papa Ratzinger suonano come la voce più ragionevole del coro: <em><em>«</em>L&#8217;AIDS è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi<em>»</em></em>, se non fosse che la <strong>World Health Organization</strong> si è affrettata a <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article5923927.ece">rispondere al commento papale</a> affermando che <em>«</em><em>queste affermazioni non corrette su preservativi e HIV&amp;AIDS sono pericolose, dal momento che stiamo affrontando una pandemia globale che ha già ucciso più di 20 milioni di persone, e che ne colpisce attualmente almeno 42 milioni<em>»</em>.</em>Va però anche ricordato che alcune <a href="http://http://www.guardian.co.uk/world/2010/nov/20/pope-benedict-catholic-church-condoms">dichiarazioni più recenti</a> di Benedetto XVI sembrano <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_20/papa-profilattico-giustificato_727b2eac-f4c0-11df-b9c7-00144f02aabc.shtml">lasciare aperto uno spiraglio</a>, anche se la questione è tutt&#8217;altro che risolta.<em><br />
</em></p>
<p>Il fatto a cui Siri fa riferimento (e su cui è basata ogni teoria <em>&#8220;della punizione divina&#8221;</em>) è che la diffusione di tale malattia tra gli esseri umani è piuttosto recente: i primi casi di infezione risalgono infatti alla metà del &#8217;900, ma si è dovuto aspettare fino agli anni &#8217;80 perchè i primi casi documentati negli USA accendessero l&#8217;attenzione su questo nuovo male, anche se attribuendolo inizialmente esclusivamente alla <strong>comunità omosessuale</strong> (per questo motivo fu denominato <strong>Gay Related Immune Deficiency)</strong>.</p>
<p>Le origini di questa malattia non sono tutt&#8217;ora state completamente chiarite, ma la comunità scientifica sembra concordare sul fatto che la pandemia abbia avuto origine in Africa centrale e che il retrovirus dell&#8217;HIV abbia un &#8220;antenato&#8221;, chiamato<strong> SIV</strong> (Simian Immunodeficiency Virus), che colpisce alcune specie di scimmie e che, in un modo non ancora completamente chiaro, è riuscito ad effettuare il passo evolutivo che ha permesso la <strong>zoonosi</strong>, cioè il passaggio dell&#8217;infezione dai primati <em>sugli alberi</em> ai <em>primati nelle città</em>.</p>
<p>Chi non ha voluto rassegnarsi all&#8217;ipotesi della <em>punizione divina</em> ha cercato di elaborare alcune teorie per spiegare la dinamica di questo passaggio, senza che tuttavia si sia ancora giunti a qualcosa di completamente certo. Paradossalmente, alcune delle ipotesi formulate attribuivano <strong>direttamente all&#8217;operato umano</strong> lo sviluppo di questa pandemia: secondo il giornalista <strong>Edward Hooper</strong>, infatti, l&#8217;epidemia di AIDS è nata durante le campagne di vaccinazione contro la <strong>polio</strong> effettuate in Congo Belga negli anni &#8217;50, a causa dei tessuti di scimmia infetti utilizzati per la preparazione dei vaccini. Tale ipotesi è però stata smentita da diversi e successivi riscontri scientifici.</p>
<p>La teoria più accreditata è quella definita<em> &#8220;del cacciatore&#8221;</em>: dato che le popolazioni indigene sono solite mangiare carne di scimmia, può capitare che del sangue di primate entri in contatto con qualche graffio o ferita dei cacciatori. In uno di questi <em>incidenti</em>, può essere che il SIV sia riuscito ad <strong>adattarsi</strong> all&#8217;organismo umano, originando uno dei tanti ceppi di HIV. A sostegno di questa ipotesi, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15043960">uno studio</a> ha mostrato come l&#8217;1% della popolazione sia infetto da <strong>SFV</strong>, Simian Foam Virus, un&#8217;altra patologia che si credeva esclusiva dei primati e che è riuscita a diventare <strong>zoonotica</strong>. Sebbene <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16485481">alcuni studi</a> mostrino che queste forme di zoonosi siano tutt&#8217;ora in atto, la teoria del cacciatore da sola non spiega il perché un virus esistente nelle scimmie da <strong>decine di migliaia di anni</strong> abbia compiuto il <em>grande passo</em> solo così di recente, in un territorio in cui si è sempre mangiata carne di scimmia.</p>
<p>Una delle <a href="http://www.avert.org/origin-aids-hiv.htm">possibili spiegazioni</a> a questo problema, postulata nel 2000 da <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10628811">Chitnis, Rawls e Moore</a> (e definita da quest&#8217;ultimo <a href="http://www.americanscientist.org/my_amsci/restricted.aspx?act=pdf&amp;id=3539589813439"><em>&#8220;Hearth of Darkness Theory&#8221;</em></a>, alludendo al romanzo di <strong>Conrad</strong>), allontana ancora una volta l&#8217;ipotesi <em>divina</em> per focalizzare l&#8217;attenzione sulle cattive abitudini <em>umane</em>, in particolare sugli <strong>abusi subiti dalla popolazione autoctona</strong> durante la colonizzazione dell&#8217;Africa equatoriale. Durante i secoli XIX e XX, infatti, molti indigeni furono costretti dai coloni europei a vivere e lavorare in <strong>condizioni estreme</strong>, dal punto di vista dell&#8217;igiene, della scarsità del cibo e dello sforzo fisico richiesto.</p>
<p>Un simile trattamento avrebbe facilmente potuto<strong> indebolire il sistema immunitario</strong> dei lavoratori, favorendo le infezioni di SIV presso gli umani. Contemporaneamente si verificò anche un aumento della caccia alla scimmia (per soddisfare una maggiore richiesta di cibo) e furono istituite <strong>campagne di vaccinazione</strong> presso gli indigeni, probabilmente senza avere cura di <strong>sterilizzare</strong> il materiale medico usato. <em>Cigliegina sulla torta</em>, gli europei usavano la <strong>prostituzione</strong> per &#8220;tenere alto&#8221; il morale dei lavoratori, e, sempre secondo questa teoria, le frequenti morti non destarono subito preoccupazione in quanto venivano probabilmente attribuite solo a cause più <em>convenzionali</em>, viste anche le condizioni di vita a cui erano sottoposti i lavoratori.</p>
<p>«<em>Lo sguardo fisso </em>[di Kurtz, ndr]<em>era vasto abbastanza da abbracciare tutto l&#8217;universo, abbastanza acuto per penetrare in tutti i cuori che battono nella tenebra. Egli aveva tirato le somme – e aveva giudicato, &#8220;Quale orrore!&#8221;» (</em>Joseph Conrad<em>)</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>Piemonte, la parità di trattamento passa per l&#8217;Arcidiocesi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 00:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/piemonte-la-parita-di-trattamento-passa-per-larcidiocesi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/omosessualita-si-cura00-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Torino – L’ufficio di presidenza del Consiglio regionale chiede il parere dell’Arcidiocesi sulla proposta di legge sulla parità di trattamento presentata dalla consigliera Mercedes Bresso. Ma la benedizione non arriva, anzi. «Stante la libertà di ricerca» &#8211; specifica il Centro cattolico di bioetica dell’Arcidiocesi nella risposta &#8211; non deve essere «discriminato, censurato o ostacolato (anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/omosessualita-si-cura00.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-29307" title="omosessualita-si-cura00" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/omosessualita-si-cura00.jpg" alt="" width="250" height="225" /></a>Torino – L’ufficio di presidenza del Consiglio regionale chiede il parere dell’Arcidiocesi sulla proposta di legge sulla <strong>parità di trattamento</strong> presentata dalla consigliera <strong>Mercedes Bresso</strong>. Ma la benedizione non arriva, anzi. «Stante la libertà di ricerca» &#8211; specifica il <strong>Centro cattolico di bioetica</strong> dell’Arcidiocesi nella risposta &#8211; non deve essere «discriminato, censurato o ostacolato (anche nell’accesso a eventuali finanziamenti) chi con metodo scientifico coltiva la tesi che l’omosessualità sia curabile».</p>
<p>La medicina ha ricusato da un pezzo la tesi che vede nell’omosessualità una malattia, ma forse le eminenze non lo sanno, e vorrebbero che negli ospedali piemontesi fossero istituiti appositi ambulatori  per la <strong>cura dell’omosessualità</strong>. Mercedes Bresso: «L’omosessualità non è una malattia o un comportamento che necessita di cure o riabilitazioni di alcun genere. E questa è un’evidenza scientifica. Di questa certezza il servizio pubblico non può far finta di nulla».</p>
<p>Ma il punto, come al solito, non è quel che pensa la Chiesa, quanto che un’istituzione (pubblica dunque laica) la interpelli per legiferare sulle discriminazioni, oltretutto sapendo che su quelle sessiste  e misogine essa fonda la sua dottrina. Bel colpo davvero.</p>
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