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	<title>Cronache Laiche &#187; matrimonio</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>A ognuno la liberalizzazione che merita</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 01:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virginia Romano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/a-ognuno-la-liberalizzazione-che-merita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/wedding-budget-2-300x220.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In questi giorni di protesta e con un 2012 apertosi a suon di aumenti e sacrifici, il tema delle liberalizzazioni, che si sia a favore o contro, si conferma come argomento caldo dell’inverno. Quando poi la liberalizzazione riguarda le funzioni religiose, ci sentiamo investiti – perdonate i giochi di parole – del dovere di cronaca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/wedding-budget-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34642" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/wedding-budget-2-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>In questi giorni di protesta e con un 2012 apertosi a suon di aumenti e sacrifici, il tema delle <strong>liberalizzazioni</strong>, che si sia a favore o contro, si conferma come argomento caldo dell’inverno. Quando poi la liberalizzazione riguarda le <strong>funzioni</strong> <strong>religiose</strong>, ci sentiamo <em>investiti</em> – perdonate i giochi di parole – del dovere di cronaca.</p>
<p>«<em>Apprezziamo moltissimo</em> &#8211; dichiarano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio <strong>Borrelli</strong> ed il segretario cittadino del Sole che Ride Vincenzo <strong>Peretti</strong> &#8211; <em>la posizione del cardinale Sepe sulla <strong>liberalizzazione</strong> delle offerte per le funzioni religiose</em>». Sono gli stessi Borrelli e Peretti a spiegare la posizione del cardinale utilizzando &#8211; lapsus freudiano? &#8211; un termine economico-giuridico che svela tristemente quanto sia grave e cronica la connivenza tra Chiesa e interessi economici locali.</p>
<p><strong>Crescenzio</strong> <strong>Sepe</strong>, cardinale di Napoli, ha difatti preso posizione sulla &#8220;liberalizzazione&#8221; delle offerte per le funzioni religiose &#8211; per cui state tutti tranquilli &#8211; inviando una lettera pastorale nella quale invita tutti i parroci alla <strong>moderazione</strong> nella richiesta di offerte per i riti. Una manovra efficace e risolutiva, ne siamo certi.</p>
<p>La situazione, mentre il Cardinale si dà alle sue missive, ha assunto dimensioni paradossali. Le cifre da sborsare in “offerte” per chi voglia sposarsi, battezzare un figlio o far officiare un funerale hanno toccato cifre da capogiro tanto da indurre alcune famiglie napoletane (sul cui spessore morale e intelligenza nutriamo profonde perplessità), ad indebitarsi a costo di ottenere l’uso della chiesa desiderata (e dunque tendenzialmente più quotata).</p>
<p>In alcuni <strong>casi</strong> <strong>limite</strong> – come risulterebbe da un <strong>dossier</strong> preparato da <strong>Borrelli</strong> e <strong>Peretti</strong> e consegnato allo stesso Sepe – i cittadini di Napoli si sentirebbero richiedere fino a <strong>3mila euro</strong> solo per un <strong>matrimonio</strong>. Oltre all’<em>offerta</em> base per la prenotazione della parrocchia (e usiamo il termine <em>offerta</em> in modo eufemistico), si aggiungono poi una serie di obblighi e vincoli che di fatto costringono i cittadini a rivolgersi a <strong>ditte</strong> “<strong>convenzionate</strong>” con la parrocchia per quanto riguarda annessi e connessi della cerimonia – fiori, bomboniere, fotografi eccetera. Infine, oltre i costi di routine, nel dossier sono stati documentati alcuni <strong>casi</strong> <strong>limite</strong>:  50 euro a macchina per il parcheggio interno alla chiesa oppure esempi in cui la <strong>connivenza</strong> tra parrocchia e servizi è davvero sfacciata (il caso del fotografo &#8220;consigliato&#8221; per il matrimonio che si rivela il fratello del parroco o, addirittura, il listino prezzi per le cerimonie religiose <strong>stampato</strong> da un’importante chiesa napoletana).</p>
<p>Anche se il <strong>business</strong> del matrimonio è di certo il più florido, le parrocchie non si fermano di certo di fronte al mistero della morte. Infatti di <em>misterioso</em> resta davvero poco se un cittadino si sente consigliare l’<strong>agenzia</strong> di <strong>pompe</strong> <strong>funebri</strong> dallo stesso parroco che dovrebbe celebrare il rito funebre.</p>
<p>La Chiesa, proseguono <strong>Borrelli</strong> e <strong>Peretti</strong> «<em>non deve essere percepita come un’azienda ma come un luogo di culto</em>», e lo è di certo. Su quale sia il dio adorato però nutriamo più di qualche dubbio e vi forniamo un paio di indizi. Il Cardinale Sepe è attualmente indagato per <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/01/tutte-le-strade-portano-a-sepe/">corruzione</a>  e le spese per le funzioni, come immaginate, sono tutte da intendersi <strong>esentasse</strong>, <strong>senza ricevuta</strong>.</p>
<div style="color: #ffffff;">Virginia Romano</div>
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		<title>Il certificato di affetto (in carta bollata)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 12:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-certificato-di-affetto-in-carta-bollata/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/walter-bonatti-rossana-podestà-222x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Walter Bonatti, creatore ed esploratore di mondi, si è spento il 13 settembre; ne hanno parlato tutti i giornali e le televisioni, celebrandolo per le sue imprese come era giusto che fosse. Pochi hanno parlato, invece, della sua vita privata e dei suoi affetti: anche questo è giusto, perché il privato di una persona che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/walter-bonatti-rossana-podestà.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27656" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/walter-bonatti-rossana-podestà-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a><strong>Walter Bonatti</strong>, creatore ed esploratore di mondi, si è spento il 13 settembre; ne hanno parlato tutti i giornali e le televisioni, celebrandolo per le sue imprese come era giusto che fosse. Pochi hanno parlato, invece, della sua vita privata e dei suoi affetti: anche questo è giusto, perché il privato di una persona che non ha un ruolo pubblico può diventare manifesto solo per espresso desiderio di questa, e perché &#8211; nel caso in questione &#8211; comunque nulla potrebbe togliere neanche una virgola alla straordinarietà delle imprese compiute, al contributo portato alle discipline dell&#8217;alpinismo e dell&#8217;esplorazione e al lustro dato alla nazione intera.</p>
<p>Tuttavia, un dettaglio non trascurabile della vita privata di Bonatti è venuto a galla nelle ultime ore e ha fatto &#8216;notizia&#8217; perché solo nel paese moralista e ipocrita che abitiamo poteva accadere (lo stesso paese, ingrato, cui egli ha dato il lustro di cui sopra).</p>
<p>Bonatti era divorziato, e conviveva da lungo tempo con l&#8217;attrice <strong>Rossana Podestà</strong>; una unione mai &#8220;regolarizzata&#8221; col sigillo del matrimonio. Ebbene, nelle ultime ore della vita dell&#8217;uomo che ha vinto le montagne più alte e i luoghi più remoti, ma che è stato vinto dal cancro, la compagna è stata scacciata dal suo capezzale senza tanti complimenti perché (come ha dichiarato a <em>Vanity Fair</em>)<em> «tanto lei non è la moglie»</em>, come le è stato detto brutalmente. La Podestà non ha voluto dire in quale ospedale di Roma è successo, non servirebbe a ridarle l&#8217;uomo della sua vita: non tutti condivideranno la ritardata denuncia pubblica dell&#8217;accaduto, ma si tratta comunque di un sussulto di dignità che sovrasta il bieco <strong>moralismo</strong> italico come un gigante su una formica.</p>
<p>Era accaduto anche ad <strong>Adele Parrillo</strong>, convivente di Stefano Rolla, il regista vittima con altre diciotto persone dell’attentato contro la caserma dei carabinieri a Nassiriya del 2003: non invitata alle esequie pubbliche e alle commemorazioni ufficiali, non assistita e considerata come le mogli &#8220;regolari&#8221; delle altre vittime. Entrambe invisibili, inesistenti. Come un esercito di altri <strong>conviventi</strong> in tutto il paese, legami affettivi spesso molto profondi (non meno dei matrimoni veri e propri) non calcolati nemmeno di striscio dalla politica succube della gigantesca, disumana lobby cattolica, a causa della libera scelta di questi di non appiccicare alla loro relazione, di non incollarsi sul cuore una inutile marca da bollo solo per assecondare la <strong>burocrazia</strong>.</p>
<p>L&#8217;ultima proposta di regolarizzazione dei conviventi, i famosi <strong>DiDoRe</strong> (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi) proposti dal ministro Renato Brunetta insieme al collega di Governo Gianfranco Rotondi è naturalmente caduta nell&#8217;oblio: forse, dopo un ripensamento anche i conviventi sono stati spostati dall&#8217;ineffabile ministro nello scaffale etichettato come &#8220;Italia peggiore&#8221;; oppure, più semplicemente, sarà arrivata una telefonata dall&#8217;altra parte del Tevere, chissà.</p>
<p>D&#8217;altra parte, stiamo parlando di due lobbies &#8211; o <em>caste</em>, se preferite &#8211; che attualmente sono troppo impegnate: quella della politica a salvare il fondoschiena del presidente del Consiglio dalle conseguenze delle sue manie sessuali, quella ecclesiale a <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-silenzio-della-cei-verso-una-nuova-contestualizzazione/" target="_blank">contestualizzare i medesimi bollori</a> e a tacere sulle convivenze di alcuni parlamentari, tollerate (e tutelate) perché questi sono evidentemente &#8216;più uguali&#8217; degli altri. Anche questo è contestualizzabile, in fondo.</p>
<p><em>«Come cattolico»,</em> ebbe a dichiarare a proposito dei famigerati Dico di Prodi il <strong>concubino</strong> Pier Ferdinando Casini, cattolico, divorziato, risposato con rito civile, <em>«mi inchino alla Chiesa quando vado in chiesa e quando, anche per condizioni personali in cui vivo, ad esempio non posso essere ammesso alla Comunione</em> (&#8230;) <em>Abbiamo una Costituzione imperniata sulla famiglia, perchè si ritiene che la cellula naturale della società sia la famiglia, non la famiglia cristiana, ma una famiglia dove possono stare due coniugi divorziati tre volte ma che decidono di sottoscrivere questo negozio giuridico».</em></p>
<p>Saranno &#8216;più uguali&#8217;, ma di sicuro hanno anche una <em>faccia di bronzo</em> sensazionale, come nemmeno la maschera di Agamennone. E se almeno si concedesse ai conviventi &#8216;meno uguali&#8217; di poter ottenere dai municipi un <strong>certificato di affetto</strong> (in carta bollata, così non si direbbe che sono un peso economico per la società), da esibire al momento opportuno, per non dover subire persino in momenti così delicati e personali come la prossimità del trapasso la ferocia inutile, egoista ed ottusa (ma ispirata da dio) di operatori sanitari e funzionari pubblici obnubilati da un moralismo sadico di stampo medievale? Basterebbero a costoro e a dio i quattordici euro e sessantadue centesimi della marca da bollo?
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandro Baoli</div>
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		<title>Mirabello, strategie per il 2013: “Niente gay e coppie di fatto”</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 08:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/mirabello-strategie-per-il-2013-%e2%80%9cniente-gay-e-coppie-di-fatto%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/maurizio-gasparri-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Per il Pdl la sopravvivenza è sempre più faticosa. Alla batosta delle amministrative è seguita quella dei referendum che, acqua e nucleare a parte, hanno sancito il no dei cittadini a una legge che non sia uguale per tutti bocciando così uno dei principi basilari su cui si è retta finora la politica del più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/maurizio-gasparri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24727" title="maurizio-gasparri" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/maurizio-gasparri.jpg" alt="" width="230" height="338" /></a>Per il Pdl la sopravvivenza è sempre più faticosa. Alla batosta delle amministrative è seguita quella dei referendum che, acqua e nucleare a parte, hanno sancito il no dei cittadini a una legge che non sia uguale per tutti bocciando così uno dei principi basilari su cui si è retta finora la politica del più grande partito di governo. La condanna di Fininvest per il lodo Mondadori ha assegnato un altro duro colpo; i processi in corso sulla commistione tra prostituzione e politica e le indagini sul legame tra tv pubblica e parte del Parlamento stanno anch’essi contribuendo a scavare la fossa. D’altronde, era il rischio da mettere in conto per un partito creato a immagine e somiglianza del suo fondatore: le fortune/sfortune economiche e giudiziarie del padre padrone si fondono con quelle politiche del partito.</p>
<p>Quali valori proporre ora, dopo che il partito-azienda ha mostrato anche ai più ciechi che l’unico suo fondamento, il <strong>liberismo</strong>, altro non è che la “libertà” del suo capo di fare quello che gli pare in spregio alle regole (scritte e non)? La sfida elettorale del 2013 inizia a farsi vicina, urge un rilancio. Non basta aver “creato” un segretario <em>clone</em> (ma qualcuno lo definisce <em>servo</em>) del padrone, ci vogliono contenuti da cui partire per mettere su un’alleanza capace di arrestare l’attuale declino.</p>
<p>A questa domanda risponde uno degli uomini di punta del Pdl, il presidente dei senatori <strong>Maurizio Gasparri</strong>, alla festa del partito che si è conclusa ieri a Mirabello: «<em>Io pongo un problema di contenuti. Cosa direbbe il fronte cattolico se in Italia vincesse di nuovo il centrosinistra e, di conseguenza, si cominciassero a fare leggi a favore dei gay o delle coppie di fatto? Non sarebbe meglio che si unisse il fronte moderato che ha anche valori cattolici per tentare di vincere il 2013? [...] </em><em>Se qualcuno vuole difendere i nostri stessi valori, bene, allora si crei questo fronte e si punti a vincere per il 2013</em>».</p>
<p>Perdonando al senatore Gasparri la sua<strong> ignoranza storica</strong> <strong>e politica</strong> (l’ultimo governo di centrosinistra ha litigato per due anni su Pacs, Dico e Cus senza arrivare a nulla e non è detto che ora farebbe diversamente), l’ennesimo richiamo ai valori cattolici che fa di Casini il più corteggiato degli italiani &#8211; e sembra non solo da destra - pare quanto mai inappropriato.</p>
<p>Primo, perché dopo Noemi, la D’Addario, il Rubygate, l’Olgettina e il Bunga Bunga parlare di valori cattolici può provocare solo una sonora risata. Secondo, perché si spaccia la difesa del <strong>vecchio</strong> come strategia del <strong>nuovo</strong>. Terzo, perché  da un rilancio ci si aspetta una visione diversa, o quantomeno riformata, della politica sociale ed economica del paese, idee per il futuro, progetti per il lavoro e contro la disoccupazione, in parole povere proposte per sollevare l’Italia dal baratro economico, sociale, culturale in cui stagna da tempo. E invece si tenta di imbastire una<strong> strategia politica</strong> sul matrimonio tra uomo e donna (rigorosamente con figli, come ha precisato Angelino Alfano durante la sua <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/meno-male-che-angelino-c%e2%80%99e/" target="_blank">incoronazione a segretario</a>) e la difesa della “vita” dal concepimento alla morte naturale.</p>
<p>La Chiesa è ancora, secondo il Pdl, il<strong> ferro su cui battere</strong> per ottenere il favore elettorale degli italiani. L’ultima spiaggia, il salvagente che può frenare il declino. Esaurite tutte le sue cartucce, il partito dell’uomo che-si-è-fatto-tutto-da-sé  tende la mano a chi ha più a cuore l’orientamento sessuale dei cittadini che la rinascita del paese. A Milano questa strategia non è riuscita e Pisapia, colui che – secondo la campagna elettorale del Pdl &#8211; doveva dare le case agli zingari e ai gay e legalizzare il matrimonio di questi ultimi, ha vinto le elezioni comunali. Un segnale che evidentemente è sfuggito all&#8217;<em>intellighenzia</em> berlusconiana della quale Gasparri e Alfano costituiscono i due migliori esemplari.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Brunetta show</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 04:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/brunetta-show/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/brunetta-300x198.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La scena potrebbe essersi svolta così: interlocutore uno: «lei non sa chi sono io!». Interlocutore due: «lei è un cretino, s&#8217;informi!». Il «cretino» in questione è l&#8217;onorevole Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, così come apostrofato dal suo &#8220;nemico storico&#8221;, il ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti, durante una conferenza stampa di presentazione della manovra economica. Va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/brunetta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24560" title="Palazzo Chigi, conferenza stampa di presentazione del servizio anticorruzione e per la trasparenza" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/brunetta-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>La scena potrebbe essersi svolta così: interlocutore uno: <em>«lei non sa chi sono io!»</em>. Interlocutore due: <em>«lei è un cretino, s&#8217;informi!». </em>Il «<em>cretino</em>» in questione è l&#8217;onorevole<strong> Renato Brunetta</strong>, ministro della Funzione Pubblica, così come apostrofato dal suo &#8220;nemico storico&#8221;, il ministro dell&#8217;Economia <strong>Giulio Tremonti</strong>, durante una conferenza stampa di presentazione della manovra economica.</p>
<p>Va in onda il Brunetta show, spettacolo pirotecnico di esibizione di muscoli, lotta senza quartiere contro i terribili fannulloni (di sinistra), i salotti (di sinistra) e i poteri forti (di sinistra), moderno don Chisciotte che combatte con la terribile arma delle <em>faccine</em> l&#8217;<strong><em>Italia peggiore</em></strong>, quella dei precari (di sinistra- senza i quali probabilmente l&#8217;Italia non ci sarebbe proprio&#8230;). E quella andata in onda ieri è solo l&#8217;ultima delle mitiche litigate col ministro dell&#8217;Economia, che aveva già minacciato di prenderlo <em>«a calci in culo» </em>durante un consiglio dei ministri di due anni fa.</p>
<p>Fenomenologia dell&#8217;<em>energumeno tascabile </em>(l&#8217;epiteto è di Massimo D&#8217;Alema), che voleva obbigare per legge i figli a uscire da casa a 18 anni, che voleva i poliziotti &#8220;panzoni&#8221; per strada invece che dietro una scrivania, che voleva e vuole punire con controlli a tappeto i dipendenti pubblici che si davano malati un giorno si e l&#8217;altro pure. Come &#8211; pare &#8211; continuano a fare nonostante le ripetute minacce di fuoco eterno.</p>
<p>Trombato alle comunali di Venezia, in merito alle quali aveva dichiarato che &#8211; in caso di vittoria &#8211; non avrebbe lasciato la sua poltrona al Ministero (dunque una pretesa di doppio incarico per quello che è stato l&#8217;europarlamentare più assenteista), il ministro che non sapeva rifarsi il letto da solo e che mangia yogurt scaduti si prepara a convolare a <strong>giuste nozze</strong>. Gossip? Forse, ma il nostro eroe è uno di quei politici che vive di esposizione mediatica, grazie soprattutto a queste -ed altre- sparate ad effetto, più che all&#8217;efficacia delle sue politiche; e Brunetta è sceso da oltre il 60 per cento a meno del 40 in un anno e mezzo, nel gradimento degli italiani tra i ministri del governo Berlusconi-quater, secondo un sondaggio Ipr-Marketing per <em>Repubblica.it</em> del 15 giugno scorso. Urgono altre sparate, o altre soluzioni per riconquistare il centro della scena, possibilmente senza l&#8217;aiuto del collega di governo all&#8217;Economia.</p>
<p>Dunque ecco le nozze &#8216;regali&#8217;, quelle di domenica prossima, magari non come quelle di William e Kate ma comunque piuttosto interessanti per i <em>tabloid</em> nostrani, che hanno pubblicato la sua bizzarra lista di nozze, comprendente alberi e piante, tappeti di lusso e altri oggetti come costose lampade e tavoli pregiati.</p>
<p>Questo matrimonio, però, si annuncia interessante più che altro per la minacciosa partecipazione di quelli che &#8211; coerentemente col loro status di &#8220;italia peggiore&#8221;-  si accingono a fare casino durante la cerimonia, e si sono già dati appuntamento su <a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=201524996564574" target="_blank">Facebook</a> per la loro serenata, immaginiamo non gradita. Per cui prevedibilmente la sua faccina virerà verso il disappunto.</p>
<p>Prevedendo le obiezioni di chi al ministro Brunetta tutto sommato vuole bene, a suo credito potremmo citare la proposta di regolarizzazione delle coppie di fatto, i famosi i di.do.re. del 2008. Peccato sia stata una proposta velleitaria, perché persino uno che si definisce <em>«di sinistra, un socialista di Forza Italia» </em>(socialista craxiano, che già era un socialismo <em>sui generis</em>, di quello che il Signor G definiva <em>«il peggior partito socialista d&#8217;europa»</em>) avrebbe dovuto sapere bene che in uno schieramento clericale come il suo una proposta del genere non sarebbe mai passata. Quindi solo un altro fuoco d&#8217;artificio nel suo lungo curriculum di botti.</p>
<p>A proposito: il cretino citato all&#8217;inizio era un certo onorevole <em>Trombone</em>.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandro Baoli</div>
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		<title>Poter scegliere</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 04:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/poter-scegliere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/ricky-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sull&#8217;ultimo numero di Vanity Fair è stata pubblicata un&#8217;intervista a Ricky Martin. Il celebre cantante, come quasi tutti sapranno, ha di recente dichiarato la sua omosessualità. Nell&#8217;intervista, ha parlato del rapporto tra lui, il suo compagno e i figli nati dal precedente matrimonio, dichiarando inoltre di volerne altri, di figli. Ricky: «A casa nostra ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/ricky.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23790" title="ricky" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/ricky.jpg" alt="" width="296" height="296" /></a>Sull&#8217;ultimo numero di <em>Vanity Fair</em> è stata pubblicata un&#8217;intervista a <strong>Ricky Martin</strong>. Il celebre cantante, come quasi tutti sapranno, ha di recente dichiarato la sua omosessualità. Nell&#8217;intervista, ha parlato del rapporto tra lui, il suo compagno e i figli nati dal precedente matrimonio, dichiarando inoltre di volerne altri, di figli.</p>
<p>Ricky: «<em>A casa nostra ci sono due padri, ma questo non vuol dire che non siamo una famiglia. Proprio questo voglio insegnare ai miei figli: che ognuno è diverso, e che bisogna accettare se stessi e gli altri nella rispettiva unicità</em> ».</p>
<p>E già questa frase sarebbe da incorniciare. Ma il passaggio cruciale, perché evidenzia lo spirito laico e liberale di una cosa come il diritto al matrimonio per le coppie gay, è il seguente.</p>
<p>Intervistatore: «<em>Il matrimonio per i gay è solo una questione di pari diritti o è anche una possibilità che ha preso concretamente in considerazione?</em>»<br />
Ricky: «<em>Non ora, non per me, ma dammi la possibilità di farlo. Si tratta di diritti umani, di parità, nient’altro</em>».</p>
<p>E&#8217; quest&#8217;affermazione che riassume la lotta del movimento Lgbt per il diritto al matrimonio: il <strong>poter scegliere</strong>. Non tutti i gay si sposerebbero, come non lo farebbero tutti gli eterosessuali. Quella che si vuole è la possibilità di farlo, questa è <strong>libertà</strong>. &#8220;Ah, ma i figli&#8230;&#8221; partono le obiezioni. I figli sono un&#8217;altra cosa.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://fareprogresso.blogspot.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Enea Melandri</em></span></strong></a></p>
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		<title>BXVI alle crociate… contro i mulini a vento</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 05:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/bxvi-alle-crociate%e2%80%a6-contro-i-mulini-a-vento/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/don-chisciotte-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Fa un po&#8217; tenerezza questo papa, sia detto sinceramente. Dopo gli schiaffoni presi con lo scandalo pedofilia esploso nel 2010, che ha azzerato la sua credibilità come capo spirituale, continua ad esternare le sue patetiche prediche contro la modernità come un pugile suonato che dopo essere stato malmenato per una decina di round si sporge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/don-chisciotte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-22396" title="don chisciotte" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/don-chisciotte.jpg" alt="" width="244" height="207" /></a>Fa un po&#8217; tenerezza questo papa, sia detto sinceramente. Dopo gli schiaffoni presi con lo scandalo pedofilia esploso nel 2010, che ha azzerato la sua credibilità come capo spirituale, continua ad esternare le sue patetiche prediche contro la modernità come un pugile suonato che dopo essere stato malmenato per una decina di round si sporge pericolosamente in cerca del colpo della domenica che possa essere risolutivo. Puntualmente come succede ai quei pugili, peggiora la situazione e di volta in volta continua ad incassare ulteriori sventole e ulteriori figuracce.</p>
<p>L&#8217;ultima uscita papalina ha quel retrogusto anni Sessanta che fa comprendere come questo pontefice sia rimasto indietro di qualche decennio. In terra croata, troppo presto per dar la colpa al sole estivo, il beneamato J.R. se n&#8217;è uscito ammonendo di non cedere a quella «<em>mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio</em>»<em> </em>adducendole poi tutte le colpe sulla disgregazione delle famiglie, sulla crisi dei valori e bla bla bla.</p>
<p>Come si diceva, ascoltando tali esternazioni si viene colti da un sincero sentimento di pena per questo vecchio chiuso nel suo mondo dorato totalmente alienato dal mondo reale. Sentimento di pena che poi lascia il posto al profondo rammarico nel pensare che costui avrebbe la pretesa di essere il tramite tra gli uomini e un presunto dio.</p>
<p>Ma insomma, davvero ci vuol far credere che nel caos generale del mondo odierno, l&#8217;onnipotente si è premurato di fargli lanciare l&#8217;anatema contro le convivenze?</p>
<p>Sono anni che le convivenze prematrimoniali aumentano in modo esponenziale, e sarebbe bello sapere quanti sono i cattolici che (ammesso che non l&#8217;abbiano fatto direttamente) si sentirebbero in diritto di criticare amici e conoscenti che vivono, o hanno vissuto,  <em>more uxorio</em>. Viene da chiedersi come sia possibile che un capo di stato e guida spirituale di un miliardo di persone non abbia niente di più importante di cui occuparsi.</p>
<p>In fondo la colpa è di chi continua a prestare attenzione a costoro, che hanno la pretesa di dirci come vivere le nostre vite sentimentali, loro che hanno invece scelto di non prendersi la responsabilità della famiglia; loro che di convivenza e di matrimonio non sanno niente – se non per sentito dire – ma hanno la pretesa di giudicare chi prima di vincolarsi giuridicamente a un’altra persona, vuole conoscerla meglio nella vita privata.</p>
<p>Quale sarà la prossima uscita del sommo? Il tremendo pericolo delle vacanze insieme prima del matrimonio? La pericolosità del bacio con la lingua? L&#8217;opportunità di prendere per mano la fidanzatina se minorenni? Comunque sia, che valga per ogni sua penosa futura uscita il monito del  poeta: <em>non ti curar di loro, ma guarda e passa</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.civiltalaica.it/web/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Chiometti</em></span></strong></a></p>
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		<title>Addio Malta, ultima isola felice!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 07:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/addio-malta-ultima-isola-felice/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/malta-divorzio-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Anche Malta, ultima isola felice non toccata dalla bieca dittatura laicista è crollata. A nulla sono valsi i disperati tentativi dei valorosi gerarchi cattolici di convincere con ogni mezzo i cittadini maltesi che il divorzio avrebbe posto fine alla loro esistenza preservata intonsa dalle dissolutezze della trista Europa (che sappiamo essere sotto la tirannide delle associazioni laiciste che impongono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22158" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/malta-divorzio.jpg"><img class="size-full wp-image-22158" title="malta, divorzio" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/malta-divorzio.jpg" alt="" width="290" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Cristo sì, divorzio no</p></div>
<p>Anche Malta, ultima isola felice non toccata dalla bieca dittatura laicista,<strong> è crollata</strong>. A nulla sono valsi i disperati tentativi dei valorosi gerarchi cattolici di convincere con ogni mezzo i cittadini maltesi che il divorzio avrebbe posto fine alla loro esistenza preservata intonsa dalle dissolutezze della trista Europa (che sappiamo essere sotto la tirannide delle associazioni laiciste che impongono a famiglie felici di divorziare senza motivo da un momento all’altro).</p>
<p>A nulla son serviti i manifesti che ritraevano bambini disperati in lacrime che ammonivano “<em>pensa a me, non divorziare</em>”.</p>
<p>A nulla è servito il proclama di un anno fa del sommo pontefice quando in occasione di un suo viaggio nell’allora isola felice (viaggio che i più maligni volevano per sanare le ferite inferte da un tasso di pedofilia nel clero che è intorno al 5%), proclamò <em>urbi et orbi</em> che la suddetta doveva essere d’esempio per gli altri membri dell’Unione Europea, caduti nelle grinfie della <strong>tirannide laicista</strong>.</p>
<p>A nulla sono serviti i fiumi di denaro che “il fronte del no” maltese ha avuto a disposizione per portare avanti la sua battaglia mass-mediatica, a nulla le minacce delle fiamme infernali, a nulla le pastorali lette nelle chiese unificate nelle messe prima del voto.</p>
<p><strong>Malta è caduta</strong>. Chissà come mai tutti gli sforzi non sono bastati a convincere i maltesi che era per il loro bene se la Chiesa cattolica manteneva il privilegio di decidere a chi concedere la “nullità del matrimonio” con i suoi tribunali interni equivalenti alla nostra Sacra Rota, invece che affidarlo ai dissoluti tribunali civili.</p>
<p>Il risultato è che il <strong>54% dei cittadini maltesi ha detto sì al divorzio</strong> e no alle sacre ragioni cattoliche, che fino a pochi decenni fa avevano indirizzato i paesi del Mediterraneo verso sane abitudini, come il “delitto d’onore” o la pubblica gogna per le donne adultere.</p>
<p>Ora che l’ultimo baluardo di civiltà è caduto, la Chiesa cattolica stessa sembra cadere in preda a tentazioni laiciste; leggiamo con sgomento infatti che questa avrebbe – il condizionale è d’obbligo perché sappiamo che i mass media sono tutti laicisti – perfino chiesto scusa per i toni troppo duri e intimidatori di alcuni suoi esponenti maltesi.</p>
<p>Ma insomma, se un prelato dall’alto delle sue funzioni non può più intimidire gli infedeli minacciandoli di dannazione eterna fra le fiamme dell’inferno, dove andremo a finire? È già dura da digerire che non si possono più bruciare gli eretici.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.civiltalaica.it/web/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Chiometti</em></span></strong></a></p>
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		<title>Giovanardi family</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 18:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/04/giovanardi-family/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/ikea_gay_280xFree-261x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Eccola qua la pubblicità «anticostituzionale» che fa sentire male il sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi. Due persone che si tengono per mano, un segno di affetto universale e universalmente riconosciuto che prescinde da razza, sesso, età o religione. Eccola la scena hard che fa urlare allo scandalo e nel frattempo alimenta quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/ikea_gay_280xFree.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20868" title="ikea_gay_280xFree" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/ikea_gay_280xFree-261x300.jpg" alt="" width="261" height="300" /></a>Eccola qua la pubblicità «<em>anticostituzionale</em>» che fa sentire male il sottosegretario alle Politiche per la famiglia <strong>Carlo Giovanardi</strong>. Due persone che si tengono per mano, un segno di affetto universale e universalmente riconosciuto che prescinde da razza, sesso, età o religione. Eccola la <strong>scena hard</strong> che fa urlare allo scandalo e nel frattempo alimenta quella mentalità omofoba e bigotta che da noi – grazie a personaggi come Giovanardi – trova terreno sempre più fertile.</p>
<p>Non è preoccupato, il sottosegretario, che la <em>Famiglia</em>, l’unica per lui possibile, quella formata da <strong>un uomo e una donna</strong> ufficialmente uniti in <strong>matrimonio </strong>(meglio se religioso) sia una specie in via di estinzione, che i trentenni &#8211; e oltre &#8211; vivano ancora con mamma e papà perché esclusi dalla produzione di un reddito che consentirebbe loro almeno di non chiedere la paghetta e, magari,  poter pensare di &#8220;metter su famiglia&#8221;; non è sfiorato neanche dalla preoccupazione che la carenza di servizi e assistenza all’infanzia faccia rinunciare le giovani coppie – naturalmente eterosessuali – ad accarezzare l’idea di procreare senza dover rinunciare a uno stipendio, tipicamente “a progetto”, che non contempla ferie-malattia-maternità.</p>
<p>No. La <em>Famiglia </em>di Giovanardi è sotto attacco da parte delle  <strong>unioni omosessuali</strong>. Quali politiche attuerà, a questo punto, il Nostro per risollevarne le sorti? Non basta negare alle coppie gay i diritti delle altre (coniugate), perché poi spunta la pubblicità di un’Ikea qualsiasi ad annullare ogni suo sforzo. Povero Giovanardi, è in un <strong>vicolo cieco</strong>.  Lui, membro di una compagine governativa che calpesta, a suon di proclami mediatici e decreti legge, la carta costituzionale, si trova a difendere l’unico punto che la Costituzione proprio non cita. Tant’era l’indignazione di vedere <strong>due uomini tenersi per mano</strong> che neanche si è posto il dubbio di verificare se la nostra Carta lo proibisse davvero. Purtroppo per lui, non c’è traccia di riferimento al sesso degli sposi negli articoli (29, 30 e 31) che trattano la famiglia.</p>
<p>Ikea, nel frattempo, ringrazia per questo surplus gratuito di pubblicità in Italia. In Svezia, e così negli altri paesi europei, un altro Giovanardi non si trova mica.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il podio di Sacconi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 20:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/il-podio-di-sacconi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/vincitore_PODIO-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se esistessero delle premiazioni per chi, durante l’anno, le spara più grosse avremmo solo l’imbarazzo della scelta. Ma c’è un solo uomo che ha meritato il primo, il secondo e il terzo posto su un podio immaginario, quest’uomo è  il ministro Maurizio Sacconi.

Al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non c’è granché da fare, in Italia. Mancando il primo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/vincitore_PODIO.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-16870" title="vincitore_PODIO" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/vincitore_PODIO.gif" alt="" width="227" height="274" /></a>Se esistessero delle premiazioni per chi, durante l’anno, le spara più grosse avremmo solo l’imbarazzo della scelta. Ma c’è un solo uomo che ha meritato il primo, il secondo e il terzo posto su un podio immaginario, quest’uomo è  il ministro Maurizio Sacconi.</p>
<p>Al <strong>ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali </strong>non c’è granché da fare, in Italia. Mancando il primo e non essendo mai nate le seconde, un ministro del settore ha parecchio tempo libero da dedicare alla diffusione delle proprie opinioni sui più svariati argomenti. E così, proprio sul finire dell’anno appena concluso, lo abbiamo sentito lanciarsi in ovazioni di giubilo almeno tre volte, e sono state queste a permettergli la conquista dell’intero podio.</p>
<p>Il <strong>terzo posto</strong> l’ha preso per la lealtà e l’attaccamento nei confronti del suo lavoro e per il modo sempre costante di difenderlo. L’occasione si è presentata quando Paola Binetti –Opus Dei, ex Pd e attualmente Udc- ha proposto l’istituzione di una <strong>Autorità</strong> garante della sacra famiglia. Quella, cioè, composta da un pene e una vagina possibilmente non sterili e uniti nel vincolo matrimoniale unico e solo riconoscimento pubblico. Encomiando e plaudendo la lucida proposta della senatrice, Sacconi non si è perso il treno della campagna acquisti che il governo ha messo in atto per cercare di conquistare alleanze e singoli individui nella spasmodica lotta alla sopravvivenza. E così ha ribadito la nenia sui soliti valori tradizionali che vedono i due schieramenti vicini, lanciando un palese SOS proprio al leader Udc con il quale, spera, di poter tornare in accordi politici.</p>
<p>Il <strong>secondo posto </strong>è il premio per aver dimostrato, nel ruolo istituzionale che ricopre, la sua totale indifferenza nei confronti dei lavoratori. Non proprio una cosetta da niente per un ministro del lavoro. A conferirgli la medaglia d’argento sono state le sue dichiarazioni riguardo all’accordo che la<strong> Fiat</strong> ha stretto solo con alcuni sindacati e che, in parole povere, ha permesso in un colpo solo a molti lavoratori di mantenere il posto di lavoro lavorando di più e guadagnando di meno e al contempo perdendo la legittimità della più combattiva rappresentanza dei metalmeccanici: la Fiom. Una manovra, questa, molto discussa e che per molti aspetti è decisamente <strong>incostituzionale </strong>riportandoci in un balzo ai tempi in cui i sindacati erano considerati legittimi solo se facevano l’interesse dell’azienda. Un ricatto ben studiato che dice a chiare lettere: “<em>se vuoi lavorare devi rinunciare ai tuoi diritti</em>”. Ed è qui che torna in scena lui, Maurizio Sacconi, che si augura felicemente che tutte le industrie italiane prendano presto esempio dalla Fiat. Non è degna di un secondo posto questa posizione?</p>
<p>Ma il <strong>primo posto</strong>, la medaglia d’oro, ha qualcosa di davvero incredibile e unico. Si tratta di una dichiarazione passata quasi inosservata eppure così illuminante sulle capacità di questo ministro di non essere in grado di perdere nemmeno un’occasione di silenzio. Sono le sue considerazioni sulla <strong>disoccupazione</strong> in Italia. Pare infatti che per Maurizio Sacconi la colpa di tanti bighelloni in giro per il nostro paese non si trovi nella mancanza totale di offerta o di tutela contrattuale, bensì nella presenza eccessiva di laureati che, spinti dalla famiglia a studiare e a prendersi dei titoli, adesso non sanno cosa farsene. In altre parole sono state le famiglie a creare la disoccupazione, perché hanno cresciuto i loro figli nella convinzione che studiare e laurearsi potesse essere per tutti un riscatto culturale e sociale. Se, invece di studiare, fossero stati “mandati a bottega”, adesso non avremmo tutti questi dotti disoccupati. Magari avremmo avuto più operai che poi, senza diritti, avrebbero lavorato per venti ore al giorno ininterrottamente e intanto, un garante della famiglia, avrebbe provveduto a ribadire i sacri valori della tradizione mentre si sarebbe aspettato con ansia l’arrivo di un ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali che avrebbe fatto in modo di riportare un po’ di Lavoro e Politiche Sociali in una Repubblica democratica che ha ancora, alla base della sua Costituzione, proprio il <strong>diritto di lavorare.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Torre del Greco: Cenerentola, illibata e timorata di dio, prende marito</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 18:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/torre-del-greco-cenerentola-illibata-e-timorata-di-dio-prende-marito/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/logo-torre-del-greco-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lo scorso giugno, tra l’indifferenza dei grandi media, da queste pagine era stata data notizia della curiosa iniziativa attivata dal comune campano di Torre del Greco, e ideata dal sindaco Ciro Borriello, in quota al PdL, che recava l’immaginifica denominazione «Premio Maritaggio a favore delle fanciulle bisognose, anno 2010» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/logo-torre-del-greco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16885" title="logo torre del greco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/logo-torre-del-greco.jpg" alt="" width="184" height="273" /></a>Lo scorso giugno, tra l’indifferenza dei grandi media, da <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/06/torre-del-greco-na-il-comune-istituisce-il-premio-%e2%80%98maritaggio%e2%80%99/">queste pagine</a> era stata data notizia della curiosa iniziativa attivata dal comune campano di Torre del Greco, e ideata dal sindaco Ciro Borriello, in quota al PdL, che recava l’immaginifica denominazione «<a href="http://www.comune.torredelgreco.na.it/avvisi/archivio-storico/avviso-3-area-2013servizio-politiche-socio-educative">Premio Maritaggio</a> a favore delle fanciulle bisognose, anno 2010».</p>
<p>Ovviamente, si tratta della semplice assegnazione di un contributo economico alle giovani coppie, ma il lessico utilizzato, già di per sé, lascia perplessi: maritaggio? Fanciulle bisognose? Una simile terminologia fa venire alla mente ambientazioni favolistiche senza tempo e personaggi sul genere di dolci Cenerentole che appassionatamente cercano una soluzione per sposare il loro principe (evidentemente anche lui povero in canna). Su tutto ciò, poi, cade come una mannaia la datazione: anno 2010?</p>
<p>Strano che il sindaco non abbia preferito usare la più aulica dicitura <em>Anno Domini 2010</em>. Perché è proprio nel nome del Signore che il “premio” viene attribuito.</p>
<p>Per aggiudicarsi il premio, le Cenerentole bisognose, devono infatti presentare al Comune – oltre alla squallida e burocratica dichiarazione dei redditi ISEE –  il <strong>c</strong><strong>ertificato di buona condotta morale e civile</strong> dello sposo e della sposa <strong>rilasciato dalla chiesa</strong>, lo scambio di promessa di matrimonio <strong>rilasciato dalla chiesa</strong>, e il certificato di avvenuto matrimonio, anch’esso <strong>rilasciato dalla chiesa</strong>. (Vedi <a href="http://www.comune.torredelgreco.na.it/download/maritaggio-elenco-documenti.doc">documento originale</a>)</p>
<p>Evidentemente il sindaco del comune campano non è al corrente di alcuni rilevanti cambiamenti storico-amministrativi avvenuti<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/cenerentola-torre-del-greco.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-16886" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="cenerentola (torre del greco)" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/cenerentola-torre-del-greco.jpg" alt="" width="226" height="223" /></a> nell’ultimo paio di secoli: egli non è il fedele servitore dello Stato Pontificio – qualcuno dica con delicatezza al sindaco che il suddetto Stato non esiste più – ma il rappresentante democraticamente eletto dei cittadini dello Stato della Repubblica Italiana, e che i certificati necessari per aggiudicarsi il premio, li rilasciano proprio gli uffici che egli presiede.</p>
<p>Questa storia può apparire comica quanto si vuole, ma sarebbe un errore liquidarla con un sorriso. I principi cui si ispira e i requisiti cui devono soddisfare i richiedenti il contributo comunale sono <strong>gravemente discriminatori e lesivi dei diritti fondamentali</strong> dell’individuo e <strong>delle libertà garantite dalla Costituzione</strong>.</p>
<p>Per questo motivo l’<a href="http://www.uaar.it/news/2010/12/19/torre-del-greco-na-il-tar-ingiunge-al-comune-di-rispondere-uaar/">Uaar</a> (Unione degli Atei e Agnostici razionalisti), già nel mese di luglio,  aveva avanzato richiesta al comune di Torre del Greco di prendere visione degli atti di indizione del bando, ma non aveva ricevuto alcuna risposta.</p>
<p>L’Uaar si è dunque rivolta al TAR della Campania, il quale ha ora convalidato le richieste dell’associazione e condannato il comune al pagamento delle spese processuali in favore della controparte. Probabilmente sarà necessario un ulteriore pronunciamento per verificare la liceità dei termini di assegnazione del medesimo; attendiamo fiduciosi.</p>
<p>Frattanto, a quanti ancora si chiedono a cosa serva mai un’associazione di atei, è possibile rispondere almeno questo: a rammentare ai nostri rappresentanti che essi sono pubblici funzionari della Repubblica italiana, e non chierici al servizio dello Stato Vaticano. Ma tant’è, e la distinzione tra le due realtà sembra ancora lunga da venire.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
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		<title>I pappagalli di sua santità</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 10:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/11/i-pappagalli-di-sua-santita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/pappagalli-206x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Di indecente, in questo paese, non ci sono solo i noti comportamenti del Caimano, ma anche quelli dei suoi ministri, perpetuamente inginocchiati e pronti a ripetere pappagallescamente quanto dice il papa, spianando così la strada all’arrogante invadenza clericale.

Pappagallo numero uno.
La libertà religiosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14963" title="pappagalli" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/pappagalli-206x300.jpg" alt="pappagalli" width="206" height="300" />Di indecente, in questo paese, non ci sono solo i noti comportamenti del Caimano, ma anche quelli dei suoi ministri, perpetuamente inginocchiati e pronti a ripetere pappagallescamente quanto dice il papa, spianando così la strada all’arrogante invadenza clericale.</p>
<p><strong>Pappagallo numero uno</strong>.<br />
La libertà religiosa, aveva tuonato nel 2005 Ratzinger, “<em>viene ostacolata…dal predominio culturale dell’agnosticismo e del relativismo</em>” che danneggiano la società poiché, aveva aggiunto il settembre scorso, dove viene emarginato Dio “<em>prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio</em>”. E l’ubbidiente Frattini, che si crede ministro non degli <em>italiani</em> ma dei <em>cristiani</em> si è precipitato a fargli eco dichiarando il mese scorso che i cristiani devono unirsi a musulmani ed ebrei per “<em>contrastare quegli aspetti che, al pari dell’estremismo, minacciano la società. Mi riferisco all’ateismo, al materialismo e al relativismo… Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi, perché soltanto la centralità della persona umana è un antidoto che previene il fanatismo e l’intolleranza</em>”. Le crociate, frutto di una società che aveva al centro la fede in Dio e (dice il papa) la persona umana, dovrebbero far riflettere sull’infondatezza di simili discorsi. Ma, come ognuno sa, il compito di un pappagallo non è di riflettere ma di ripetere.</p>
<p><strong>Pappagallo numero due</strong>.<br />
Il 7 novembre scorso poi, trovandosi a Barcellona nella Chiesa dedicata alla Sacra Famiglia, il solito Benedetto ha ripetuto come un disco rotto che “<em>l’amore generoso e indissolubile di un uomo e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana</em>” e quindi “<em>la Chiesa invoca adeguate misure economiche e sociali… affinché l’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sostenuti dallo Stato</em>”.</p>
<div>E l’ancillare Sacconi, più simile a un ministro del culto che del welfare (da lui distrutto…) ha ripetuto papale papale (in ogni senso): “<em>Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica, le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale…fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione</em>” (per soprammercato, qualche giorno dopo, anzi nella notte, mentre il paese è in piena crisi economica e le scuole sono colpite dai  “tagli” di Tremonti, il governo vara il raddoppio dei finanziamenti alle scuole private, tanto caro al papa.)</div>
<p><strong>E Tarquinio alza la cresta</strong>.<br />
Questi ministri in zucchetto rosso, che improvvisano omelie per farsi perdonare la corruzione del governo e le escort del suo capo, incoraggiano ovviamente l’arroganza dei clericali, intenzionati a imporre <em>ope legis</em> a tutti gli italiani, non credenti compresi, la “morale” cattolica.</p>
<p>Questa volta, fra i primi ad alzare la voce, e la cresta, è stato Marco Tarquinio, direttore del giornale dei vescovi <em>Avvenire</em>, che ha condannato le aperture di Fini verso la famiglia non-tradizionale, le coppie di fatto e – Dio ci scampi – gli omosessuali. “<em>Spiace</em>” – scrive Tarquinio – “<em>constatare che il primo a fare le spese</em>” del Fini-pensiero “<em>sia stato l`istituto della famiglia costituzionalmente definita (articolo 29), cioè quella unita regolarmente in matrimonio e composta da un uomo e una donna e dai figli che hanno messo al mondo o accolto in adozione.</em>”</p>
<p>Peccato che l’articolo 29 della Costituzione si limiti a riconoscere “<em>i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio</em>” senza aggiungere il mantra ratzingeriano “f<em>ra un uomo e una donna</em>”. Sicché, paradossalmente, un’interpretazione bacchettona della Costituzione (proprio da parte di quanti sono pronti a sovvertirne i contenuti sociali e democratici) potrebbe creare ostacoli alle “coppie di fatto” ma non all’aborrito “matrimonio” fra due lesbiche o due gay.</p>
<p>Sottigliezze, su cui non si ferma il direttore di “Avvenire” più interessato ad “avvertire” che dei suoi pericolosi orientamenti in materia di famiglia, e di testamento biologico, non potranno “<em>non tenere conto con lucidità i potenziali interlocutori politici di Fini.</em>” Come a dire: potremo far migrare i voti cattolici da un cavaliere impresentabile ad altro governo o schieramento moderato, solo se e quando interlocutori più affidabili in fatto di “<em>temi eticamente sensibili</em>” (leggi Casini) garantiranno al Vaticano che Fini, accantonate le mattane “laiciste”, si comporterà da governante devoto, ligio ai precetti cattolici e in barba allo stato laico, per quanto riguarda morale famigliare e eutanasia.</p>
<p>Si tratta,  giova sempre ripeterlo, di precetti che i vari Tarquinio o anche i tanti sedicenti cattolici “progressisti”, spacciano sfrontatamente per verità logiche assolute e “diritto naturale” da imporre a tutti, quando si tratta (ben che vada) di una scadente filosofia, messa insieme nel medioevo per dare qualche parvenza logica a delle convinzioni etico-religiose prive di qualsiasi razionalità.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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		<title>A forza di &#8220;stronzate&#8221;&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 09:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio fiumara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/11/a-forza-di-stronzate/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/e_il_figlio_5473-300x208.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Un Governo che si senta adatto a promuovere, per il secondo anno consecutivo, una Conferenza nazionale sul ‘sacro’ tema della famiglia, dopo i ben noti fatti strettamente connessi, è già piuttosto singolare. Se poi i contenuti dei discorsi sono quelli profusi, la questione diventa, a dir poco, bislacca, se non, addirittura, preoccupante. Dopo la doverosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14775" title="e_il_figlio_547" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/e_il_figlio_5473-300x208.jpg" alt="e_il_figlio_547" width="300" height="208" />Un Governo che si senta adatto a promuovere, per il secondo anno consecutivo, una <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/11/i-panni-sporchi-si-lavano-in-famiglia/" target="_blank">Conferenza nazionale</a> sul ‘sacro’ tema della famiglia, dopo i <strong>ben noti</strong> fatti strettamente connessi, è già piuttosto singolare. Se poi i contenuti dei discorsi sono quelli profusi, la questione diventa, a dir poco, <strong>bislacca</strong>, se non, addirittura, preoccupante.</p>
<p>Dopo la doverosa autoesclusione del ‘sultano di Arcore’, non è stato trovato sostituto migliore del sottosegretario alla Presidenza del consiglio, <strong>Carlo Giovanardi</strong>, per aprire i lavori della Conferenza, il quale non ha perso tempo nel rassicurare gli italiani, di non aver ancora compreso, nonostante la consumata vita come individuo (quasi) umano, che il mondo <strong>cambia </strong>continuamente e che, a differenza di quanto egli creda, la <strong>razza umana</strong> è dotata di grandi capacità di <strong>adattamento</strong> (prova ne è che gli italiani stanno sopravvivendo anche a questa legislatura).</p>
<p>Criticare aspramente il diritto alle <strong>biotecnologie</strong> in tema di procreazione, parlando di necessità per i figli “<em>di una comunità d&#8217;amore, con una identità certa paterna e materna”</em> è offensivo per tutte quelle creature che, per un motivo o per un altro, non dispongono di una famiglia idilliaca come quella che si augura il draconiano sottosegretario.</p>
<p>Forse non è vano ricordare che <strong>compito</strong> di uno Stato non è quello di regolare fattispecie inesistenti o ideali, ma cercare di trovare le soluzioni il più possibile <strong>adeguate</strong> a tutti, a prescindere dal desiderio di chi decide.</p>
<p>Come è già stato <strong>provato</strong> ampiamente, non è il tipo di fecondazione che può determinare la qualità di vita del suo frutto, ma la presenza, o meno, di quel sentimento, su cui da un po’ di tempo si è sparsa la voce, che ne accompagna la crescita e che si chiama <strong>‘amore’</strong>, indipendente dal sesso, dall’età, dallo status, dall’etnia, dalla parentela. Cosa può importare ad una nuova vita che nasce, se è venuta al mondo da una famiglia naturale o da una provetta. Le sue esigenze saranno altre!</p>
<p>Come si può continuare a far crescere generazioni, <strong>d</strong><strong>epistandole </strong>con l’inganno di un modello di vita stretto, parziale, unico ed inutile al quale ci si dovrebbe riferire per essere cittadini ‘giusti’.<img class="alignright size-medium wp-image-14802" style="margin-left: 10px;" title="sacconi12" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/sacconi127-300x225.jpg" alt="sacconi12" width="300" height="225" /></p>
<p>Nel bene o nel male, non c’è una famiglia uguale all’altra: coppie &#8216;scoppiate&#8217;, genitori assenti, famiglie allargate, e <strong>surrogati </strong>come tate, nonni, doposcuola, sport e attività alternative per (intrat)tenere i figli fino al rientro dei genitori.</p>
<p>E Giovanardi parla ancora, pregno di quella piccola mentalità borghese, di <strong>famiglie modello</strong>, costituite da un uomo ed una donna, serenamente stretti dal vincolo del matrimonio? Dove la vede, il sottosegretario, la famiglia di cui parla?</p>
<p>Ma è con l’intervento del ministro <strong>Sacconi</strong> che si è potuta misurare l’<strong>acme</strong> delle trattazioni.</p>
<p>Con quale coraggio si può discutere di <strong>distinzione</strong> di nascituri, <strong>migliori</strong> se procreati da due genitori naturali, sposati (magari abbonati Mediaset Premium) e <strong>peggiori</strong> se nati <em>in vitro</em>, assicurando sostegno economico <em>“solo alla famiglia naturale, fondata sul matrimonio, e orientata alla procreazione”</em>?</p>
<p>Una <em>boutade</em> gratuita e personalissima, o anche i cattolici che l’hanno votato la pensano alla stessa maniera? Perché in questa <strong>abominevole</strong> immagine dovremmo inserirvi anche il coniuge che non sia in grado di procreare, magari perché <em>ex</em> servitore della patria, in Bosnia, per troppo tempo a contatto con l’uranio impoverito.</p>
<p>Citando Sacconi medesimo, questa sì che è una &#8220;<strong>stronzata</strong>&#8220;, e talmente grande che pochi minuti dopo lo stesso ministro si è dovuto verg…correggere, consentendo gli aiuti previsti, anche per le coppie di fatto, leggittimandone la categoria a <strong>rango superiore</strong>.</p>
<p>Così, ancora una volta, un membro di questo Governo ha fatto un’affermazione riprovevole, salvo poi ricorrere, subito dopo, a doverose <strong>precisazioni</strong>, declassando come battuta la prima versione, confermando che andando con lo zoppo…s’impara a dir stronzate.</p>
<p>(A titolo informativo, Piersilvio, figlio del più ‘esiguo’ Silvio, il 10 giugno scorso, è diventato papà di Lorenzo Mattia, avuto dalla relazione con la conduttrice Silvia Toffanin, purtroppo per il ministro, <strong>fuori dal matrimonio</strong> e che, come non bastasse, il piccolo ha già una sorellina di vent’anni, Lucrezia Vittoria, che l’irredento peccatore ha avuto, <strong>ancora</strong> fuori dal matrimonio, all’età di ventun’anni, con la modella Emanuela Mussida. A volte il caso…).</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Maurizio Fiumara</em></span></strong></p>
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		<title>Amore e chirurgia plastica, un matrimonio quasi perfetto</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 07:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/10/amore-e-chirurgia-plastica-un-matrimonio-quasi-perfetto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/magritte_les_amants-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Chi decide di sposarsi &#8211; che il matrimonio sia civile o religioso poco importa &#8211; sceglie,  consapevolmente o meno, di creare un nuovo punto di partenza nella narrazione della propria biografia. Da quel giorno in poi esistono, in altre parole, un prima e un dopo, foto e documenti, ricordi di amici e parenti a testimonianza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13352" title="magritte_les_amants" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/magritte_les_amants.jpg" alt="magritte_les_amants" width="345" height="250" />Chi decide di sposarsi &#8211; che il matrimonio sia civile o religioso poco importa &#8211; sceglie,  consapevolmente o meno, di creare un nuovo punto di partenza nella narrazione della propria biografia. Da quel giorno in poi esistono, in altre parole, un prima e un dopo, foto e documenti, ricordi di amici e parenti a testimonianza del &#8220;grande passo&#8221;.</p>
<p>Non stupisce quindi la sequela d&#8217;impegni cui da tempo i futuri sposi assolvono, a partire dall&#8217;esasperata cura di sé, fatta di diete dimagranti e scelta dell&#8217;abito perfetto, fino alla minuziosa organizzazione dell&#8217;occorrente al funzionamento del gran giorno.</p>
<p>Se gli sforzi per convolare a nozze al massimo della forma non fanno dunque notizia, è certo però che se in essi rientrano bisturi e protesi, liposuzioni e lifting la questione vada analizzata più attentamente. É infatti di pochi giorni fa la notizia, pubblicata da <em>Repubblica</em>, che l&#8217;ultima tendenza in fatto di liste di nozze non riguardi più l&#8217;abbellimento della casa &#8211; ceramiche e oggetti di design &#8211; e nemmeno la possibilità di concedersi un viaggio in qualche paese esotico bensì di regalarsi, grazie alla generosità di amici e parenti, un &#8220;ritocchino&#8221; dal <strong>chirurgo plastico</strong>.</p>
<p>La società odierna ha visto gradualmente filtrare la logica medica all&#8217;interno di ambiti della vita quotidiana che ne erano immuni. É una società nella quale, in altre parole, la normalità è stata gradualmente <strong>medicalizzata</strong>.</p>
<p>La tristezza, medicalizzata attraverso l&#8217;uso &#8220;correttivo&#8221; degli psicofarmaci, la bruttezza e la vecchiaia attraverso la chirurgia estetica, la gravidanza e il parto trattati alla stregua di <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=17597&amp;Tipo=Libro">malattie croniche</a>.</p>
<p>Lo sguardo medico sulla realtà ha cioè come effetto principale quello di una <strong>normalizzazione</strong>, una volontà implicita di controllare, di riportare gli scostamenti dallo &#8220;standard&#8221; all&#8217;interno della &#8220;norma&#8221;; norma che, nemmeno a dirlo, è la stessa scienza medica a codificare.</p>
<p>Medicalizzazione e normalizzazione sono dunque concetti gemelli, e mentre da un lato dettano proporzioni auree di seni e pance, nasi e orecchie, stabiliscono pure il grado consentito di malinconia quotidiana e la sopportabilità dei segni del tempo sul volto, rispecchiando e stimolando al contempo i desideri diffusi in una data cultura in un dato luogo.</p>
<p>In molti casi la medicalizzazione costituisce l&#8217;inevitabile portato dell&#8217;avvenuta transizione demografica e del conseguente <strong>allungamento della vita media</strong> che caratterizza la società occidentale contemporanea. Soprattutto per quanto riguarda la procreazione, la medicina viene chiamata a gestire gravidanze tardive che costituiscono, sempre di più, un evento unico e prezioso nella vita delle persone. La morte di un neonato non costituisce, come per i nostri avi, un evento nefasto ma tollerabile, un&#8217;espressione inevitabile del fato, bensì una tragedia insopportabile e una <strong>colpa grave</strong>. Il rapporto con la morte, modificatosi parallelamente alle possibilità della scienza medica di prevenirla o ritardarla, si riflette sulla nostra gerarchia di valori, riservando alle nuove vite un indiscusso primo posto. L&#8217;imponente ingerenza medica nell&#8217;esperienza, naturalissima, della procreazione può dunque &#8211; forse &#8211; essere giustificata dalla preziosità del bene che essa intende tutelare.</p>
<p>Ma come concepire il caso in cui questa stessa logica normalizzante si pone alla base di una narrazione comune? Cosa comporta iniziare, simbolicamente, la propria vita insieme dopo essere rientrati <strong>chirurgicamente</strong>, e di comune accordo, all&#8217;interno di uno standard?</p>
<p>Scegliere di condividere con un&#8217;altra persona il proprio progetto di vita comporta sempre un processo di sintonizzazione della coppia rispetto ai propri valori e alla propria visione del mondo e, in questo senso, essere d&#8217;accordo sul ricorso alla correzione chirurgica di quelli che s&#8217;identificano come i propri difetti sembrerebbe costituire solo una <strong>nuova normalità</strong>. Una normalità che postula la bontà di una determinata azione, in virtù della sua realizzabilità tecnica. Se posso farlo è bene farlo.</p>
<p>E&#8217; proprio su quest&#8217;ultimo punto che la nuova normalità sembra però entrare in crisi. Le possibilità della tecnologia e della scienza medica di agire sul corpo, si stanno sostituendo cioè alla riflessione in merito alla <strong>bontà </strong>della decisione di agire su di esso.</p>
<p>Se posso farlo è davvero bene farlo? E così come questo spazio di riflessione può mancare ai singoli individui, può mancare alla coppia.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Virginia Romano</em></span></strong></p>
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		<title>Uomo, prendi in sposa questa donna e addomesticala</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 05:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/10/uomo-prendi-in-sposa-questa-donna-e-addomesticala/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/violence-in-Afghanistan-one-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Qualche giorno fa, una Tv egiziana ha mandato in onda un’intervista a un noto predicatore musulmano, Saad Arafat, che ha spiegato – con dovizia di particolari degni di un dibattito scientifico - come, secondo l’Islam, si debba “educare” la propria moglie. Così apprendiamo che un uomo è autorizzato dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13290" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/violence-in-Afghanistan-one.jpg" alt="violence in Afghanistan one" width="319" height="239" />Qualche giorno fa, una Tv egiziana ha mandato in onda un’intervista a un noto <strong>predicatore</strong> musulmano, Saad Arafat, che ha spiegato – con dovizia di particolari degni di un dibattito scientifico &#8211; come, secondo l’Islam, si debba “<strong>educare</strong>” la propria moglie. Così apprendiamo che un uomo è autorizzato dalla propria religione a impugnare un bastone – comunque si specifica che il bastone deve essere corto e più simile a un frustino che a una verga &#8211; e darle di santa ragione alla donna che, e solo per un valido motivo, abbia irritato l’uomo.</p>
<p>Ma vediamoli questi<strong> buoni motivi</strong>. Si considera motivo plausibile il rifiuto della poveretta di concedersi al “padrone”, perché è ovvio che il sesso per l’uomo è indispensabile a tal punto da “<em>non poterne fare a meno</em>”. È consentito picchiare la donna qualora questa non si sia fatta bella per l’adorato marito o non partecipi alle rituali preghiere o si permetta di uscire di casa laddove non ce ne fosse bisogno. Ed è chiaro che ognuno di questi motivi è ritenuto valido a insindacabile giudizio dello sposo che non si esimerà dall’insegnare alla disobbediente un po’ di disciplina percuotendola, come fece Maometto con una delle sue nove mogli, con un pugno ben assestato nel petto.</p>
<p>Attenzione però, o uomini, è severamente vietato ricorrere ad asce, coltelli, bottiglie o spranghe. Usate sempre un <strong>bastoncino</strong> e infierite sì, ma in modo virilmente moderato e con mascolino giudizio, stando ben attenti a non colpire il volto e a non lasciare tracce visibili del vostro insegnamento perché è importante che, per la gente, voi diate l’idea di essere uno di quei musulmani moderati. La donna pia e obbediente, creata con il solo scopo di starvi accanto e compiacervi, si guarderà bene dal rivelare quello che avviene nella vostra intimità e vi amerà ancora di più perché apprezzerà i tentativi che voi farete per cercare di renderla una brava moglie. Ricordatevi di ricorrere alla forza solo dopo averla redarguita e allontanata dalle gioie dell’alcova, ma soprattutto spiegatele i motivi della vostra punizione altrimenti lei si domanderà perché la state amando così tanto. Che poi questi sono gli stessi consigli che si trovano anche nei capitoli dedicati agli insegnamenti su come addomesticare i cammelli e gli schiavi; con la differenza, forse, che con le donne si invita a usare un pochino meno violenza e solo per il semplice motivo che alla fine non sarà né coi cammelli e né con gli schiavi che si dovrà giacere nell’amplesso rappacificatore.</p>
<p>L’ultimo consiglio che il buon predicatore egiziano ha voluto elargire ai telespettatori è di non dare mai più di <strong>dieci</strong> colpi e non rompere mai ossa o spaccare denti e soprattutto di non maledire mai e né insultare l’indisciplinata perché, sebbene potrebbe succedere che lo si dimentichi, non si sta malmenando la donna per farle del male, ma solo per educarla.</p>
<p>C’è da chiedersi se le <strong>hostess</strong> nostrane assoldate in occasione dell’ultima visita di Gheddafi in Italia, mentre ascoltavano l’indottrinamento del leader libico, siano arrivate anche ad affrontare i consigli del Corano sulla perfetta riuscita di un matrimonio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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