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	<title>Cronache Laiche &#187; lega</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>La &#8220;svuota carceri&#8221; che non svuoterà le carceri &#8211; Intervista a Irene Testa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Izzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/la-svuota-carceri-che-non-svuotera-le-carceri-intervista-a-irene-testa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/carcere-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ieri la Camera dei Deputati è stata infiammata dall’ennesima bagarre della Lega. Al grido di “vergogna, vergogna!” i cosiddetti onorevoli del Carroccio si sono scagliati contro il governo Monti quando, per voce del ministro Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento), ha posto la fiducia sul decreto “svuota carceri” presentato (e già approvato al Senato) dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/carcere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-35725" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/carcere.jpg" alt="" width="261" height="193" /></a>Ieri la Camera dei Deputati è stata infiammata dall’ennesima bagarre della Lega. Al grido di “vergogna, vergogna!” i cosiddetti onorevoli del Carroccio si sono scagliati contro il governo Monti quando, per voce del ministro Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento), ha posto la fiducia sul decreto “svuota carceri” presentato (e già approvato al Senato) dal ministro della Giustizia Paola Severino. Quello della Lega, in realtà, è un fuoco di paglia, come ci spiega Irene Testa, presidente della Associazione radicale “Il Detenuto Ignoto”. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intanto, questo voto di fiducia andava chiesto?</strong><br />
Il Governo ha fatto benissimo. Perché i 500 e passa emendamenti della Lega avrebbero svilito un decreto legge che è già svilito di per sé. Ma anche così finirà in un massacro. Perché in realtà si deve trovare un’altra chiave per risolvere la disumana condizione delle carceri e allo stesso tempo contrastare l’onda giustizialista e demagogica, spiegando meglio anche alla gente di cosa stiamo parlando.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché dice che il decreto è già svilito?</strong><br />
Anche la legge Alfano approvata a fine 2011 fu chiamata… “sfolla carceri”: uscirono circa 3.000 detenuti, mentre in realtà era previsto che ne uscissero 8.000. Questo a causa del fatto che non c’era nessun automatismo e che la procedura era farraginosa: l’autorizzazione doveva essere sempre data dal magistrato di sorveglianza e in più occorreva che gli assistenti sociali giudicassero l’idoneità del luogo dove dovevano essere scontati gli arresti domiciliari. Una procedura che durava mesi e mesi, tanto che coloro che avrebbero potuto usufruire della legge finivano per uscire perché ormai avevano scontato la loro pena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con la “svuota carceri” di oggi non c’è differenza?</strong><br />
Ci sono gli stessi paletti e non molte differenze. Tranne per il fattore tempo. Si è aumentata da 12 a 18 mesi la parte finale della pena da poter scontare agli arresti domiciliari. E si è ridotto da 96 a 48 ore il tempo che un presunto reo deve attendere prima che un giudice decida se in carcere deve andarci oppure no, in attesa del processo. Ma si è scelto un’altra volta di portare avanti un provvedimento che non si può neppure definire un “pannicello caldo”, perché non servirà quasi a nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voi chiedete l’amnistia…</strong><br />
Il problema è questo: tranne i più “manettari” e giustizialisti, si scandalizzano ormai quasi tutti della situazione carceraria. Il presidente Napolitano ha ammonito sulla “prepotente urgenza”, il ministro Severino ha parlato di “tortura”, il presidente del Senato Schifani ha invocato la “improcrastinabile urgenza”… Però non forniscono soluzioni. Girano attorno al problema, senza provare a indicare la strada giusta. Mentre la situazione carceraria è estremamente grave. Anche se in tanti dicono che esagera, Marco Pannella ha assolutamente ragione quando parla di lager, fascismo, nazismo: basterebbe andare a visitare le galere rimanendoci dentro sette otto ore, come fanno i Radicali, per rendersene conto. Parlando quasi con ogni singolo detenuto delle condizioni di vita all’interno dell’istituto, come facciamo noi. Buona parte dei detenuti sono tossicodipendenti, per esempio, ma non solo: sono anche anoressici, malati, psichiatrizzati, per di più ingabbiati e ammassati insieme a tutti gli altri, che quando li vedi pensi “ecco il prossimo che si suicida”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi ci sono gli immigrati, che sono dentro per un reato di “clandestinità” che abbiamo inventato noi…</strong><br />
E sono sempre quelli che pagano di più. Sui domiciliari, per esempio, c’è un aspetto molto rilevante: gli immigrati, un domicilio dove andare, non ce l’hanno nemmeno! E quindi non usciranno, legge o non legge. Questo è successo anche con la legge Alfano. Per non parlare della mole di fascicoli che prima il magistrato di sorveglianza e poi gli assistenti sociali devono esaminare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E così, al posto di snellire gli iter giudiziari, se ne aggiungono degli altri…</strong><br />
Esatto. Diciamo che la giustizia è intasata e adesso per mesi e mesi si dovranno bloccare tutti gli altri provvedimenti: perché le carceri sono sì sovraffollate, ma nessuno vuole mettere un automatismo per svuotarle. O dire, chessò, che i detenuti che devono scontare una pena inferiore ai tre anni devono uscire, punto e basta!</p>
<div id="attachment_35731" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/irenetesta1.jpg"><img class="size-full wp-image-35731  " src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/irenetesta1.jpg" alt="" width="125" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Irene Testa</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contate ancora in un intervento più diretto del Presidente della Repubblica?</strong><br />
Di appelli a Napolitano ne abbiamo fatti più d’uno, in questi mesi. Ma il problema è che tutte le dichiarazioni di intenti, non si traducono in fatti. Tutti si rigirano la famosa frase di Voltaire sul fatto che il grado di civiltà di una nazione si vedrebbe dalle condizioni delle sue carceri, ma poi non si va ad analizzare veramente quali siano queste condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voi insistete molto anche sul nodo della carcerazione preventiva.</strong><br />
Certo. Intanto il 42% della popolazione carceraria è in attesa di giudizio, per poi accorgersi che il 30% è pure innocente… Inoltre non c’è alcuna distinzione tra quelli in attesa di giudizio e quelli già condannati; i cosiddetti “nuovi giunti”, dovrebbero essere messi in reparti diversi e accolti con uno staff di educatori e di psicologi, ma ciò non sempre avviene. O, al contrario, in quei reparti al posto di una settimana ci stanno per un anno. Questo per dire che livello di schizofrenia vige nelle carceri. Senza contare che è stata fatta una stima secondo cui la maggior parte dei suicidi avviene proprio durante la prima settimana di detenzione. L’anno scorso i suicidi sono stati più di settanta, dall’inizio di quest’anno già quattro si sono tolti la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa pensa, per concludere, dell’altra questione dibattuta in questi giorni in tema di giustizia: la responsabilità civile dei magistrati?</strong><br />
Condivido assolutamente l’emendamento Pini. In realtà non sarebbe dovuto nemmeno servire, un emendamento come quello, visto che gli italiani avevano già votato a favore di un nostro referendum del lontano 1987, che poi – come sempre – era stato stravolto, e a soli dodici mesi dalla morte di Enzo Tortora, dall’introduzione della legge Vassalli. Ed è scandaloso che in questi giorni si siano sentite voci di tutti i tipi contro questa idea della responsabilità civile dei magistrati, da Gomez e Travaglio a Di Pietro, fino alla Finocchiaro stessa. Spero proprio che in Senato non si facciano “carte false” per respingere l’emendamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che, come diceva, sarebbe soltanto il naturale prolungamento di una volontà popolare già espressa anni fa…</strong><br />
C’è anche di più: il Corriere della Sera, nei giorni scorsi, ha pubblicato un sondaggio in cui l’82% dei cittadini si dice favorevole a una norma sulla responsabilità civile dei magistrati, mentre è contrario solo il 18%. Sono quasi le stesse percentuali con cui il referendum “Tortora” vinse. Questo per dire anche che questa sarà una delle prime volte in cui le battaglie populiste e giustizialiste di Di Pietro e compagni non avranno seguito, non saranno applaudite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un cittadino che oggi voglia chiedere allo Stato un risarcimento per una ingiusta condanna, cosa può fare?</strong><br />
Nella situazione attuale, per far condannare lo Stato, si devono affrontare ben nove gradi di giudizio. Tre per l’ammissibilità del procedimento, tre per individuare la responsabilità e altri tre per l’eventuale rivalsa del ministero della Giustizia. Volete altri numeri? In 24 anni le cause avviate sono state 406, quelle ritenute ammissibili 34 e le condanne sono state soltanto 4! Ma penso che finalmente l’opinione pubblica sia arrivata alla visione che anche il giudice che sbaglia deve pagare, come pagano tutti i cittadini che sbagliano: perché qui stiamo parlando di errori dietro ai quali ci sono vite umane, intere famiglie che vengono distrutte, anche economicamente. Con traumi che ci vorranno anni per superare. Senza contare che molte persone non avranno nemmeno la forza e i soldi per mandare avanti le richieste di risarcimento.</p>
<div style="color: #ffffff;">Paolo Izzo</div>
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		<title>Mari e Monti. Per i ricchi e il Vaticano</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 06:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/mari-e-monti-per-i-ricchi-e-il-vaticano/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/vauro-vignetta-pensionati1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dopo che Berlusconi ci ha portato sull’orlo della bancarotta è  arrivato Monti, con una  manovra fatta di «sacrifici per i poveri, pochi per i ricchi, esenzioni per il Vaticano» (Angelo Cannatà,  Il fatto, 8 dicembre). Non si tratta di discutere se Monti sia “meglio” o “peggio” di Berlusconi ma di prendere atto che la necessaria e positiva rimozione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/vauro-vignetta-pensionati1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32758" title="vauro-vignetta-pensionati1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/vauro-vignetta-pensionati1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Dopo che Berlusconi ci ha portato sull’orlo della bancarotta è  arrivato Monti, con una  manovra fatta di «<em>sacrifici per i poveri, pochi per i ricchi, esenzioni per il Vaticano</em>» (Angelo Cannatà,  <em>Il fatto</em>, 8 dicembre).</p>
<p><strong>Educato e feroce. </strong>Non si tratta di discutere se Monti sia “meglio” o “peggio” di Berlusconi ma di prendere atto che la necessaria e positiva rimozione del secondo è avvenuta nel modo peggiore e per niente definitivo.<br />
Questo governo pratica un «<em>berlusconismo dal volto educato</em>» ha scritto argutamente Paolo Flores d’Arcais. Va aggiunto che Monti è più <em>educato</em>, ma anche più <em>feroce</em>. Il Caimano, «sceso in campo» solo per fare i propri interessi, doveva cercare anche i consensi dei ceti medio-bassi, elargendo elemosine e rinvii (ovviamente illusori e disastrosi).  Monti, Fornero, Passera &amp; soci, invece, non avendo bisogno del “consenso”, usano questa apprezzabile libertà non per tartassare i ricchi ma per colpire con giansenistica inflessibilità lavoratori e pensionati, elargendo al più qualche lacrima, pur di far tornare i “saldi” per la loro classe e per la loro chiesa.<br />
Monti, uomo dei poteri forti (non per caso ha dichiarato che in Italia non esistono, come i mafiosi dicono che non esiste la mafia), come editorialista del <em>Corriere</em> aveva approvato la riforma Gelmini e la politica antioperaia di Marchionne (e come capo del governo fa presidiare punti nevralgici dai ministri Catricalà, Severino e Passera, graditi al cavaliere). Si pone quindi in continuità <em>politica</em> con Berlusconi. Al  tempo stesso gli fa da schermo e fa il lavoro sporco per lui, insieme a Bersani.<br />
Così il principale artefice del disastro sociale, morale e economico del paese potrà intestarsi presso un’opinione pubblica notoriamente smemorata i miglioramenti “strappati” a una manovra che ha votato per «senso di responsabilità».<br />
E intanto l’altro complice del disastro, la Lega, può cercare di recuperare o incrementare i consensi sfruttando il fatto di essere l’<em>unica</em> benché fittizia opposizione (che nessuno denuncia e sanziona neppure adesso, quando apre un “altro” parlamento, eversivo e anticostituzionale).</p>
<p><strong>In attesa dell’equità. </strong>Per difendere l’indifendibile molti, fra cui una <em>Repubblica</em> quasi ridotta a passatoia del governo, hanno accampato il curioso argomento che non si possono pretendere cose di sinistra da un uomo di destra. Per cui, argomenta Serra nell&#8217;Amaca del 9 dicembre, la sinistra deve oggi sostenere Monti, rimandando le sue giuste esigenze di <em>equità</em> a dopo le elezioni e a un futuro governo.<br />
A parte che Serra può permettersi il lusso di <em>attendere</em> un altro mondo, mentre lavoratori e pensionati rischiano di <em>andarci</em>, gli sfugge che mille volte nella storia governi di destra  hanno fatto cose <em>non di destra</em>, o non del tutto, perché <em>costretti</em> dall’opposizione parlamentare e popolare. E soprattutto gli sfugge che se non si svilupperà subito in parlamento e fuori una mobilitazione politica, sindacale e sociale, rischiamo di arrivare alle elezioni del 2013 con un centro-sinistra screditato e disgregato e un centro-destra pronto per tornare a Palazzo Chigi e al Quirinale. Altro che governo dell’equità o fine del berlusconismo e del leghismo.</p>
<p><strong>Dal ricco puttaniere ai paperoni sobri. </strong>Consoliamoci, ad ogni modo, perché il Vaticano non si è fatto trovare impreparato al passaggio dal ricco puttaniere, sostenuto fino a ieri, ai sobri paperoni, subito elogiati come «bella squadra».<br />
Dicono che il Vangelo condanni sia chi dà scandalo, cui Gesù consiglia la macina al collo con quel che segue; sia i ricchi, che fanno più fatica ad entrare in cielo di quanta ne faccia un cammello a passare per la cruna dell’ago. Ma la Chiesa ha deciso da duemila anni di togliere le macine e di allargare le crune, in cambio di prebende, leggi <em>ad ecclesiam</em> e altri privilegi.<br />
Con Berlusconi e Monti non ha fatto eccezione: si è solo premurata di inserire nel nuovo governo cattolici meno scalcagnati e improbabili di quelli che figuravano in quello precedente. Cattolici di marca come lo stesso Monti, che porta a messa la moglie e la scorta; il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Riccardi, che sull’esenzione perpetua dell’ICI per la Chiesa dice che bisogna vedere caso per caso; il rettore dell’università cattolica Ornaghi; il docente di diritto nella stessa e presidente d’un movimento ecclesiale Balduzzi, che pare abbia qualche problema col preservativo. “Vicini” anche Profumo e l’immancabile Passera più sottosegretari vari.<br />
Tutta gente intenzionata ad assumere come stella polare dell’azione politica (secondo l’esortazione fatta da Angelo Scola alla festa di Sant’Ambrogio) la dottrina sociale della Chiesa il cui top –  ha detto qualche tempo fa Benedetto XVI – è «dare ai poveri il superfluo», cioè quanto avanza.<br />
L’unico problema è che ai ricchi non avanza mai niente perché, come hanno spiegato Monti, Passera e Fornero a <em>Ballarò</em> e a <em>Porta a porta</em>, una volta soddisfatte le loro necessità sempre ingenti devono <em>investire</em> il superfluo nella <em>crescita</em>, per assicurare una <em>prospettiva</em> alle future generazioni.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>Libertà di religione in una scuola laica e multietnica</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 01:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/liberta-di-religione-in-una-scuola-laica-e-multietnica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/buddy-jesus-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A Borgo Molara, tra Palermo e Monreale, su richiesta di una madre musulmana, la dirigente scolastica ha disposto che – per evitare di mettere in difficoltà psicologiche una bambina della scuola elementare – si eliminassero alcune pratiche cattoliche tradizionali: niente preghierina all’inizio delle lezioni, niente preparazione catechetica alle feste di natale e di pasqua durante le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/buddy-jesus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30307" title="buddy-jesus" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/buddy-jesus-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><strong>A Borgo Molara</strong>, tra Palermo e Monreale, su richiesta di una madre musulmana, la dirigente scolastica ha disposto che – per evitare di mettere in difficoltà psicologiche una bambina della scuola elementare – si eliminassero alcune pratiche cattoliche tradizionali: niente preghierina all’inizio delle lezioni, niente preparazione catechetica alle feste di natale e di pasqua durante le ore di insegnamento (tranne, ovviamente, l’ora di religione). Insomma, come ha dichiarato la nuova dirigente scolastica, Melchiorra Greco, si tratta di <strong>salvaguardare la laicità</strong> di “un’istituzione che deve vedere tutti egualmente rappresentati e garantiti”. Secondo alcune notizie di stampa, un gruppo di genitori ha già preparato, con il sostegno del parroco don Pino Terranova, un documento di <strong>protesta</strong> indirizzato sia alle curie arcivescovili di Palermo e di Monreale sia all’Ufficio scolastico regionale.</p>
<p>In questo frangente sarebbe disastroso che l’opinione pubblica <strong>democratica</strong> lasciasse la dirigente a combattere da sola la sua piccola – ma non trascurabile – battaglia per la legalità. Per fortuna, non siamo in terra <strong>leghista</strong>: la secolare tradizione siciliana di <strong>convivenza</strong> fra etnie, culture e religioni diverse (ebraica, cristiana, islamica) ci ha educati all’<strong>interazione</strong> e alla <strong>complementarietà</strong> (basti pensare ai capolavori dell’architettura arabo-normanna), che è molto di più della mera tolleranza. Bisogna spiegare, con rinnovata pazienza, ai genitori che la <strong>identità</strong> dei loro figli, in quanto siciliani, è un’identità multipla, meticcia: sono <strong>figli</strong> della cattolica Roma, ma prima ancora della filosofica Atene e della ebraica Gerusalemme, senza contare le tracce perduranti e pervasive della civiltà islamica. E, soprattutto, che sono figli della democrazia repubblicana costruita, con il sangue degli italiani migliori, sulle macerie di un <strong>regime</strong> che per un ventennio ha utilizzato la religione cattolica come simbolo identitario in funzione di progetti (vanamente, ridicolmente) imperialistici.</p>
<p>Se poi questi genitori sono davvero credenti nel vangelo di Gesù, qualche teologo un po’ aggiornato potrebbe spiegare che proprio la fede cristiana – autenticamente interpretata – è refrattaria a <strong>ridursi</strong>, da messaggio universale, a patrimonio distintivo di una determinata nazione o, addirittura, regione. Secoli di commistione fra trono e altare, di confusione fra reati e di peccati, di privilegi concordatari a favore della chiesa cattolica romana, hanno forse evitato la secolarizzazione galoppante? Hanno forse prodotto generazioni di cristiani sinceri, convinti, coerenti, istruiti biblicamente e impegnati socialmente?<br />
L’originalità del cristianesimo è proprio di essere una <strong>proposta di vita</strong> al di là, al di sopra, delle differenze “uomini e donne, liberi e schiavi, greci e giudei”: quando lo si abbassa a bandiera di parte, lo si <strong>prostituisce</strong>; lo si abbandona alla strumentalizzazione dei potenti di turno.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Augusto Cavadi</div>
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		<title>Se la secessione porta il papa sulla Luna</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 01:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Boaga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/se-la-secessione-porta-il-papa-sulla-luna/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Luna-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il leader dei leghisti ticinesi, il «Gran Bauscia Duca di Monteforno e presidente a vita della giuria del concorso Miss Carampana» secondo Nonciclopedia, o più familiarmente, per chi non mastica gli idiomi nordici e deve rifugiarsi tra le innocue pagine di Wikipedia, l&#8217;«imprenditore e politico svizzero» Giuliano Bignasca, ha avanzato nei giorni scorsi una proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Luna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-31018" title="La secessione e il papa sulla Luna - Belinda Malaspina - Cronache Laiche" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Luna.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il leader dei leghisti ticinesi, il <em>«Gran Bauscia Duca di Monteforno e presidente a vita della giuria del concorso Miss Carampana»</em> secondo Nonciclopedia, o più familiarmente, per chi non mastica gli idiomi nordici e deve rifugiarsi tra le innocue pagine di Wikipedia, l&#8217;<em>«imprenditore e politico svizzero»</em><strong> Giuliano Bignasca</strong>, ha avanzato nei giorni scorsi una proposta allettante: annettere le province italiane del nord alla Svizzera, creando così un <strong>megacantone italofono</strong> che si prenda carico della maggior parte dei leghisti nostrani.<br />
L&#8217;idea non dispiace.</p>
<p><strong>Non dispiace alla Lega</strong>; tramontata l&#8217;idea di una virtuale deriva dei continenti in cui la Padania si trovi al centro dell&#8217;universo e, com&#8217;è ovvio, contro il resto del mondo, opzione reputata evidentemente troppo illogica persino dal Trota, ai secessionisti <em>de noantri</em> non resta che una sola via di fuga: l&#8217;annessione alla Svizzera, da essi stessi acclamata come patria putativa. Lassù nei verdi pascoli ticinesi dove legge, ordine e formaggi d&#8217;alpe regnano sovrani e dove la mozzarella di bufala campana, va da sé, non è ammessa neppure se a marchio DOP, Bossi e i suoi possono sperare di trovare il paradiso.</p>
<p>L&#8217;idea di ospitare migliaia di profughi leghisti <strong>non dispiace ai ticinesi</strong>, se è vero che la proposta di Bignasca non ha suscitato quel fiume di polemiche che ci si aspetterebbe. Evidentemente ebbri di fonduta al merlot del Ticino annaffiata da un Bondola di Gudo dell&#8217;annata giusta, gli svizzeri italofoni accoglierebbero di buon grado i fuoriusciti nostrani: libiamo nei lieti calici affinché i discendenti del prode Guglielmo Tell, carichi di entusiasmo e di alcol, non abbiano a cambiare idea.</p>
<p>La proposta di Bignasca non dispiace neanche a quegli italiani, non pochi, che vedrebbero di buon occhio un cantone svizzero che raccolga i fanatici secessionisti padani e li tenga lontani il più possibile dalla <em>«palude romana»</em>, come la definisce il leghista Matteo Bianchi, primo cittadino di un villaggio del varesotto dove invece gli acquitrini a quanto pare sono puliti e in ordine. Benissimo dunque: si caldeggi l&#8217;annessione. Sarebbe una liberazione persino per le zanzare.</p>
<p>Ma non è tutto. Accanto al supercantone svizzero, che in un solo azzeccatissimo colpo spazzerebbe via la maggior parte dei leghisti dal Belpaese, potrebbero risorgere il <strong>Granducato di Toscana</strong> con il sindaco Renzi nei panni di un novello Lorenzo il Magnifico, libero di girovagare fra i suoi rottami, un <strong>impero Austroungarico</strong> con l&#8217;Alto Adige come elemento di punta e, perché no, uno <strong>Stato Vaticano</strong> che faccia finalmente la sua parte: chieda senza esitare l&#8217;auspicabile ed auspicata <strong>annessione alla Luna</strong>. Perché questo è il bello della secessione.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 02:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/lega-nord-un-paradosso-italiano-in-5-punti-e-mezzo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro-180x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Johan Frisò, un pittore belga trapiantato a Brescia, ha recentemente esposto a Verona (una delle città più leghiste d’Italia) un’opera dal titolo "E la storia si ripete". Sotto il titolo, scrive il Corriere della sera del 7 ottobre, «una fotografia su alluminio alta un metro e mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29796" title="lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a><strong>Johan Frisò</strong>, un pittore belga trapiantato a Brescia, ha recentemente esposto a Verona (una delle città più leghiste d’Italia) un’opera dal titolo &#8220;<em><strong>E la storia si ripete</strong></em>&#8220;. Sotto il titolo, scrive il Corriere della sera del 7 ottobre, «<em>una fotografia su alluminio alta un metro e mezzo con tre immagini: quella di un raduno nazista, quella di un raduno fascista, quella di un raduno leghista. In realtà la medesima rappresentazione, usata tre volte, un’assise con fior fiore di saluto romano collettivo. Alle pareti la prima volta svastiche, la seconda aquile di mussoliniana memoria, la terza il sole delle alpi. Rigorosamente in verde</em>».</p>
<p><strong>Un movimento di eversione e di governo</strong><br />
La Lega non è, come troppo spesso si dice, un partito democratico un po’ folcloristico e rozzo, ma un movimento eversivo, razzista, con forti pulsioni totalitarie. Un’argomentata conferma di questa tesi viene anche dal saggio di <strong>Luigi Pandolfi,</strong> &#8220;<em>Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo</em>&#8220;, uscito a marzo per Laruffa Editore. Questo agile pamphlet fornisce, insieme ad analisi puntuali, ampi stralci di documenti a volte poco noti della Lega e di movimenti dell’estrema destra europea, con i quali essa tradisce inquietanti <strong>affinità</strong>.<br />
Il saggio fa emergere, capitolo dopo capitolo, le molte contraddizioni della Lega Nord e la «doppia identità» di un partito al tempo stesso «<strong>eversivo</strong>» e «<strong>integrato</strong>»: un partito che è contro gli immigrati ma ha bisogno di loro; un partito separatista ma che giura sull’Italia una e indivisibile; un partito che si proclama “diverso” dagli altri ma è «<em>integrato</em> […]<em> nei meccanismi autoriproduttivi del sistema che dice di voler combattere</em>». E, soprattutto, un partito accomunato nell’ideologia, nei programmi e nelle pratiche ai movimenti <strong>xenofobi</strong>, razzisti, neo-nazi diffusi in Europa – un partito che condivide col Fronte nazionale di <strong>Le Pen</strong> e coi razzisti fiamminghi l’idea di <strong>integrazione come assimilazione</strong>; col partito neonazista tedesco NPD la “difesa” dell’identità europea contro l’<strong>Islam</strong>; con il partito di estrema destra ungherese <strong>Jobbik</strong> l’idea del braccio militare (la Guardia padana) da affiancare al partito. Ma che, diversamente da loro, anziché essere bandito e relegato all’opposizione occupa, con tre ministri, una posizione preminente nel governo del paese.<br />
<strong><br />
Una minaccia per la democrazia</strong><br />
Questo peso della Lega nella vita politica italiana va anche addebitato, come sottolinea il Pandolfi nell’introduzione, alla sottovalutazione della sua capacità di corrodere i «<em>principali valori fondanti della nostra democrazia</em>». E ciò chiama in causa le pesanti responsabilità delle altre forze politiche: non solo di una <strong>destra berlusconiana</strong> che tutto ha concesso alla Lega pur di averne in cambio l’appoggio per salvare il Caimano dalla galera, ma anche di quei partiti democratici o di sinistra che hanno perseguito <strong>illusorie</strong> strategie di dialogo con la Lega, dandole spazio fino a rincorrerla sul terreno del razzismo e delle politiche securitarie, alla disperata ricerca di consensi, anziché denunciarla e combatterla.<br />
Si tratta di quei partiti che ancora oggi, dopo aver dichiarato che la Lega «<em>non è razzista</em>» (<strong>Bersani</strong>), e mentre essa attraversa gravi difficoltà, sono disponibili a dare sponda ai cosiddetti ”maroniani”, ritenuti l’ala “moderata” e “antiberlusconiana” mentre sono solo i leghisti più <strong>scaltri</strong> e conseguenti, non meno anzi più razzisti e totalitari degli altri, <strong>preoccupati</strong> di trainare il Carroccio nel dopo-Berlusconi salvando il potere e le poltrone acquisite, a tutto danno della nostra democrazia.</p>
<p><em><strong>Luigi Pandolfi</strong></em><br />
<em>Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo.</em><br />
<em>Laruffa, pagine 150, euro 10</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>Niente di nuovo sotto al sole di Todi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi-300x180.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In una intervista concessa al direttore de La Stampa Mario Calabresi nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura del convegno di Todi, il cardinale Camillo Ruini ha ribadito che la difesa dei &#8220;valori non negoziabili&#8221;, come piattaforma per la nascente &#8220;cosa bianca&#8221; &#8211; qualunque cosa sia &#8211; è imprescindibile. Difesa della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, difesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29696" title="todi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi-300x180.jpg" alt="" height="220" /></a>In una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cei-9068/">intervista</a></span> concessa al direttore de <em>La Stampa</em> Mario Calabresi nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/todi-modo-la-cosa-bianca-e-il-dopo-berlusconi/">convegno di Todi</a></span>, il cardinale <strong>Camillo Ruini</strong> ha ribadito che la difesa dei &#8220;valori non negoziabili&#8221;, come piattaforma per la nascente &#8220;cosa bianca&#8221; &#8211; qualunque cosa sia &#8211; è imprescindibile. Difesa della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, difesa della vita dal concepimento alla fine naturale, libertà di educazione sono <em>«valori che non vanno imposti alle istituzioni, bensì proposti alle persone. Sono criteri ai quali il cattolico in politica non può rinunciare se vuole essere coerente con la propria fede»</em>.</p>
<p>E&#8217; il perfetto riassunto di quello che è uscito fuori dal convegno, un capolavoro di tatticismo politicante e immobilismo programmatico; un disquisire di aria fritta, alla fine, visto che non costituisce affatto una novità. A meno di non considerare come inedito il benservito &#8211; assai tardivo &#8211; dato al berlusconismo;  si, perché almeno un risultato immediato e tangibile il convegno di Todi l&#8217;ha ottenuto: seminare il panico tra i pretendenti alla &#8216;carica&#8217; di rappresentante dei cattolici, dalla Lega fino al PD, tutti affrettatisi &#8211; ognuno a modo suo &#8211; a confermare l&#8217;attenzione del proprio partito alle istanze del mondo cattolico. <em>«I cattolici hanno trovato nel Pdl un partito che ha difeso i loro valori»</em> ha affermato ieri <strong>Angelino Alfano</strong>, segretario del Pdl <em>«non a chiacchiere o a parole, ma con leggi sulla vita, la famiglia e tutto ciò che attiene ad un sistema di valori»</em>.</p>
<p>Un <em>«dibattito culturalmente arretrato di almeno cinquanta anni»</em>, per dirla come <strong>Giancarlo Galan</strong>, ministro della Cultura. Come dargli torto?</p>
<p>Sebbene sia stata negata la nascita di una <strong>nuova DC</strong>, almeno a sentire gli ospiti occasionali della ridente cittadina umbra, quella di Todi è stata comunque alta scuola di politica: l&#8217;opportunismo di abbandonare la nave adesso che sta per affondare (facile, adesso), la tattica di chi nega ripetutamente di voler fare ciò che sta per fare, l&#8217;attitudine a chiedere privilegi (a dispetto delle dichiarazioni di Bagnasco) senza chiederli, l&#8217;appello per un nuovo governo &#8211; ottenuto senza elezioni anticipate &#8211; con dentro tutti i partiti maggiori, in tipico stile prima repubblica, rimandano ai decenni bui del medioevo partitico del secolo scorso.</p>
<p>Come conferma anche la presenza tra i relatori di<strong> Raffaele Bonanni</strong>, segretario della Cisl: ricordiamo quanti segretari di questo sindacato hanno provato a buttarsi in politica, da Savino Pezzotta a Sergio D&#8217;Antoni, tutti piazzatisi nell&#8217;area cattolica e in alcuni casi fondatori di micro partitini subito estinti. E pensare che questo scivolare nella politica dalla segreteria del sindacato è stato sempre pesantemente rinfacciato ai leader Cgil, da Cofferati in poi.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/bagnasco1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29663" style="margin-left: 10px;" title="bagnasco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/bagnasco1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dunque, l&#8217;obiettivo sarebbe una sorta di <em>«nuovo soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica»</em> -Bagnasco dixit &#8211; e non un nuovo partito a tutti gli effetti (sebbene su questo, nel <em>day after</em> del forum, nel mondo delle associazioni cattoliche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/serve-governo-nuovo.aspx">non tutti</a></span> sono d’accordo). E&#8217; uno scenario surreale, grottesco, dove un gruppo di associazioni di varia natura si impegna per fare lobby, per contare di più in politica, come se su questa, fino ad ora, non avessero mai avuto alcuna <strong>influenza</strong>. O piuttosto è solo un banale <strong>riposizionamento</strong> nello scacchiere partitico, un movimento -legittimo, ma intellettualmente non tanto onesto da parte di chi deve avere la sincerità e la coerenza come faro &#8211; celato dietro speculazioni sui massimi sistemi, come l&#8217;uso della parolina magica &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/il-bene-comune/">bene comune</a></span>&#8220;, dietro la quale, di solito, si nasconde la solita fregatura dell&#8217;assolutismo.</p>
<p>Dicevamo che non è chiaro a quali cattolici ha voluto parlare il convegno: quelli praticanti e fedeli al magistero della Chiesa? I <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/cercasi-cattolici-adulti-disperatamente/">cattolici adulti</a></span>? Tutti comunque &#8211; non solo i cattolici ma tutti i cristiani &#8211; sono accomunati dalla minaccia del cardinal Bagnasco, che ha ufficialmente rubricato come <strong>peccato</strong> l&#8217;<em>assenteismo sociale. </em>Invito nemmeno troppo velato a praticare il meccanismo dell&#8217;<strong>ingerenza</strong> a tutti i livelli. Chissà che ne pensano i valdesi, ad esempio, che sono cristiani ma non si impongono con ogni mezzo alle istituzioni.</p>
<p>Il fatto è che se solo i cattolici, genericamente come afferma il manifesto del convegno, hanno la ricetta per una &#8220;buona politica che è in grado di perseguire il bene comune&#8221;, allora noi avremmo ragione di affermare -c itando il cattolico <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/gli-atei-salveranno-la-chiesa-e-se-stessi/">don Giorgio de Capitani</a> </span>- che la Chiesa è meglio affidarla agli atei, perché come la politica marcia e corrotta non può riformare se stessa, così questo clero e questo clericalismo attivista, abituati a scandalosi privilegi, non possono proporre ricette salvifiche per il paese, meno che mai valide per la totalità dei cittadini.</p>
<p>Il presidente della Cei <strong>Angelo Bagnasco</strong>, accolto al suo ingresso al convegno come una rockstar, ha sostenuto che <em>«non c&#8217;è motivo di temere per la laicità dello stato»</em> perché <em>«il principio di laicità inteso come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica &#8211; ma non da quella morale &#8211; è un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà»</em>. E&#8217; evidente che questo fa a cazzotti con la realtà dei fatti e con la difesa a oltranza dei valori non negoziabili di cui sopra; tuttavia, prendiamo in parola il cardinale, e lo sfidiamo: intendono finalmente lorsignori di Todi e dintorni, <strong>dare a Cesare quel che è di Cesare</strong> e rinunciare a pretendere dal legislatore che si ispiri unicamente alla loro <em>morale</em> (ricordando, per chiarezza, che la democrazia è cosa ben diversa dalla <strong>dittatura della maggioranza</strong>, e che la morale troppo spesso confligge coi <strong>diritti</strong>), e quindi di smettere di considerare la loro etica come l&#8217;unica possibile? Intendono rinunciare a propugnare che <em>«non riconoscere la dimensione pubblica</em> [della religione, ndr] <em>è un grave errore»</em>, visto che questo non comporterebbe affatto l&#8217;estinzione della religione e la libertà di chi vi aderisce?</p>
<p>Perché non basta il <em>«rispetto della libertà di coscienza»</em>, come scrive il direttore del <em>Corriere della Sera</em> <strong>Ferruccio De Bortoli</strong> nel suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_ottobre_17/de-bortoli_missione-dei-cattolici_536c3954-f87d-11e0-a70e-53be2c0ab142.shtml">editoriale</a></span> (nel quale, a dire il vero, non manca qualche tono critico nei confronti delle gerarchie della Chiesa) della vigilia del convegno, è indispensabile &#8211; ripetiamo: indispensabile &#8211; prima di tutto il rispetto della <strong>libertà di scelta</strong>.</p>
<p><em>«Sia il vostro parlare: si, si; o no, no: quel che vi è di più proviene dal male»</em> (Mt 5,37). In ultima analisi quindi tutti costoro dovrebbero rispondere semplicemente e con la massima chiarezza e onestà a questa domanda. Perché altrimenti, cari signori, sareste solo <em>chiacchiere e crocefisso</em>.</p>
<div style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Lega: il cerchio magico che dà alla testa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 02:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/lega-il-cerchio-magico-che-da-alla-testa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi-images-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La festa dei popoli padani, come la Lega chiama la carnevalata settembrina a Venezia, si è svolta quest’anno in un clima surreale con Bossi che, in una piazza semideserta, cercava di tenersi stretti gli elettori delusi promettendo la secessione che nessuno vuole, di una Padania che non c’è. Lavoratoriii! Ricorrendo ai soliti cialtroneschi giochi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi-images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27647" title="bossi-images" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi-images.jpg" alt="" width="276" height="183" /></a>La <strong>festa dei popoli padani</strong>, come la Lega chiama la carnevalata settembrina a Venezia, si è svolta quest’anno in un clima surreale con Bossi che, in una <strong>piazza semideserta</strong>, cercava di tenersi stretti gli elettori delusi promettendo la <strong>secessione</strong> che nessuno vuole, di una Padania che non c’è.</p>
<p><strong>Lavoratoriii!</strong><br />
Ricorrendo ai soliti <strong>cialtroneschi</strong> giochi di prestigio, Bossi ha detto che bisogna <strong>andarsene</strong> da un paese dove «<em>è tornato il fascismo</em>», glissando sul particolare che è stato lui a riportarcelo; e che «<em>un popolo importante e lavoratore</em> [quello padano]<em>, non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia</em>», tacendo sul dettaglio che quel popolo sta mantenendo da vent’anni chi non ha <strong>mai lavorato in vita sua</strong>, come Bossi stesso, il figlio Trota, i caporioni leghisti e le loro parentopoli: un nugolo di zii, fratelli, mogli, amanti, più numerosi e <strong>voraci</strong> di tutti i falsi invalidi del Sud messi insieme.</p>
<p><strong>Referendum. De che?</strong><br />
Bossi ha proposto, per la secessione, «<em>una via democratica, referendaria»</em>. Ma qui casca l’asino. Perché un referendum del genere non è consentito dalla Costituzione, la quale non prevede neppure che la forma di Repubblica (“una e indivisibile”) sia soggetta a revisione costituzionale.<br />
E soprattutto, per fare un referendum, bisognerebbe sapere chi è il popolo interpellato, chi sono gli elettori. I liguri sono padani? E i friulani? Il Trentino è Padania? E l’Umbria? Per saperlo chiediamo a ogni regione, con un pre-referendum, se si sentono padani; o lo decidono Bossi, Reguzzoni e gli altri strapelati del cerchio magico, magari con un rito celtico celebrato dal Trota e dalla Mauro, la vicepresidente del senato?<br />
In ogni caso, anche nelle regioni più verdi, i secessionisti sarebbero in schiacciante minoranza. Non per caso la Lega dovette tornare anni fa nel canile di Arcore quando scoprì che la politica separatista l’aveva ridotta al 3,9%. E pochi, di quel 3,9%, avrebbe votato per la secessione. Così, se si facesse il referendum, i secessionisti starebbero in un fazzoletto, anzi in un prato, quello di Pontida.</p>
<p><strong>La lingua biforcuta della Lega Nord</strong><br />
Per questo al referendum Bossi o Maroni o Tosi o Calderoli non ci pensano proprio. Come sempre la Lega dice una cosa e ne vuole un’altra.<br />
Dice «<em>via i clandestini»</em> e intende “qui senza diritti” per poterli far lavorare in nero.<br />
Dice «o<em>gni regione si tenga le proprie risorse»</em> e intende ogni padroncino nordista possa evadere le tasse.<br />
Dice «<em>no i rifiuti di Napoli al Nord»</em> e vuol dire “si ai rifiuti tossici del Nord in Campania”.<br />
Dice «<em>agricoltor</em>i<em>»</em> e intende “ladri di quote latte”.<br />
Dice legalità e intende leggi razziali contro i migranti e leggi vergogna per il Caimano.<br />
Dice no allo statalismo e intende diritto della Lega a farsi stato, marchiando con le sue svastiche la scuola, i ministeri, lo sport.</p>
<p>Allo stesso modo la Lega agita lo spauracchio della <strong>secessione immaginaria</strong> decisa da un popolo altrettanto immaginario per nascondere quella reale, che attua dall’alto ogni giorno, impadronendosi di banche, poltrone, regioni e posti di governo da cui semina il razzismo, la divisione del paese, la disgregazione sociale.</p>
<p><strong>Indecente opposizione</strong><br />
Proprio per questo si è giustamente scritto su internet che è indecente limitarsi a condanne verbali senza concludere che Bossi non può fare il ministro e senza agire di conseguenza. E questo vale per Maroni o Calderoli o Davico o Castelli, per tutta la <em>marmaglia</em> leghista.<br />
<strong>Napolitano</strong> ha detto che Bossi, agitando la bandiera della secessione, si pone <strong><em>fuori dalla storia</em></strong>. Ma noi avremmo voluto sentir dire da Napolitano che si pone fuori dalla <strong>Costituzione</strong>, di cui è garante, e deve quindi andarsene dal governo. <strong>Bersani</strong> e gli altri “oppositori” hanno detto che i discorsi di Bossi sono “<em><strong>inaccettabili</strong></em>”. Ma noi vorremmo che, allora, non venissero accettati, ossia che fossero prese adeguate iniziative per imporre l’uscita dall’esecutivo di ministri che hanno fatto dichiarazioni (Bossi a Venezia, Maroni a Pontida) incompatibili con la Costituzione e per mettere <strong>fuorilegge la Lega</strong>, ai sensi della XII norma transitoria, che vieta la ricostituzione di partiti fascisti e razzisti.</p>
<p>Non sarebbe un bel momento, per nessuno, quello in cui i cittadini dovessero accorgersi che forze politiche democratiche e istituzioni repubblicane sono <strong>incapaci di difendere</strong> i nostri diritti, la nostra dignità e la loro. Che devono provvedere da soli.<br />
Pure cresce la consapevolezza, avvertibile anche da molte pagine di internet, o dalle contestazioni del Giro di Padania, che ai nazisti in doppio petto, come Maroni, Cota, Tosi, Salvini, più “freddi” e “scientifici” delle macchiette alla Bossi, Gentilini o Borghezio non si può fare da sponda come il PD sembra pensare. Che la prepotenza della Lega va fermata. Ad ogni costo.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Walter Peruzzi</div>
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		<title>Omofobia: figli e figliastri</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 18:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/omofobia-figli-e-figliastri-2/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/omofobia1-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La legge contro l&#8217;omofobia? Non s&#8217;ha da fare! Così ha deciso la Camera che &#8211; come sempre &#8211; si è mossa scodinzolante nel solco tracciato dal Vaticano; per il quale d&#8217;altra parte i diritti dei gay non sono diritti umani (come è scritto nella dichiarazione ufficiale della Santa Sede alle Nazioni Unite a proposito del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/omofobia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25212" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/omofobia1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La legge contro l&#8217;omofobia? Non s&#8217;ha da fare! Così ha deciso la Camera che &#8211; come sempre &#8211; si è mossa scodinzolante nel solco tracciato dal Vaticano; per il quale d&#8217;altra parte i diritti dei gay non sono diritti umani (come è scritto nella dichiarazione ufficiale della Santa Sede alle Nazioni Unite a proposito del riconoscimento dell&#8217;orientamento sessuale e dell&#8217;identità di genere fra i diritti umani). Che è come dire che <strong>i gay non sono umani</strong>: questa è l&#8217;umanità della religione cattolica, questo è l&#8217;amore di Cristo.</p>
<p style="text-align: left;">E questo è un Parlamento allo sbando, a mollo fin sopra i capelli nella palude putrida della ciclica, profonda crisi partitocratica, la cui pressoché unica riserva d&#8217;ossigeno è la tradizionale leccata di scarpe (di Prada, nello specifico) al pontefice e sottoposti.</p>
<p style="text-align: left;">La pregiudiziale di incostituzionalità sollevata e poi votata da politici e partiti clericali come l&#8217;UdC, il PdL e la Lega, è nient&#8217;altro che un misero pretesto per celare maldestramente il pregiudizio anti omosessuale (di origine giudaico-cristiana, va ricordato e sottolineato). C&#8217;è già una legge, la <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/legge_mancino_205.pdf" target="_blank">legge Mancino</a>, che punisce <em>«chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi», </em>e al limite <em>«incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza» </em>(che poi è quello &#8211; la propaganda &#8211; che fanno quotidianamente le sottane del Vaticano e i loro dipendenti in tutto il mondo)<em>. </em>Bastava integrarla inserendo l&#8217;orientamento sessuale tra i motivi di discriminazione.</p>
<p style="text-align: left;">In questo quadro, ad esempio, un cittadino italiano è stato recentemente condannato dalla Cassazione per ingiuria dopo aver apostrofato come <em>«sporco negro» </em>un cittadino senegalese, usando una <em>«espressione idonea a coinvolgere un giudizio di disvalore sulla razza della persona offesa»; </em>anche le discriminazioni sulla base della religione vengono sanzionate, ad esempio quelle contro gli ebrei. Una recente proposta di legge per vietare il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/negazionismo-e-omofobia/">negazionismo</a> ha trovato pareri ampiamente favorevoli, a differenza di quella contro l&#8217;omofobia, mentre a Bolzano nel 2010 un gruppo di naziskin è stato condannato per <em>«istigazione all&#8217;odio razziale»</em>, applicando proprio la legge Mancino.</p>
<p style="text-align: left;">Dunque, nel paese che era la culla del diritto, si fanno <strong>figli e figliastri</strong>: secondo i cattolicisti in Parlamento, l&#8217;orientamento affettivo e sessuale deve stare fuori da una legge che tuteli queste differenze, sennò si realizzerebbe una disparità tra cittadini, si creerebbe una categoria protetta in contrasto col principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione (anche perché l&#8217;orientamento sessuale &#8211; per costoro &#8211; non sarebbe una condizione oggettiva); secondo questa logica si dovrebbe cancellare anche l&#8217;aggravante per futili motivi, prevista nel codice penale: che differenza fa il motivo per cui si viene aggrediti o assassinati?</p>
<p style="text-align: left;">Ricordiamo la grottesca, surreale dichiarazione di un campione di clericalismo becero come Rocco Buttiglione, che paventava la possibilità che con l&#8217;approvazione di una legge contro l&#8217;omofobia potrebbe finire sotto inchiesta addirittura san Paolo! La beffa dopo il danno, ci si preoccupa del persecutore e non del perseguitato, secondo consuetudine tipicamente cattolica.</p>
<p style="text-align: left;">Ma la<strong> disparità di trattamento</strong> è così evidente e macroscopica che perfino un bambino è in grado di vederla, per questi campioni di democrazia la Mancino non è incostituzionale, e non si sognano nemmeno di metterla in discussione. Eppure, di fatto, crea categorie &#8216;privilegiate&#8217;, come paventavano costoro in una eventuale legge anti omofobia.</p>
<p style="text-align: left;">Se c&#8217;é qualcosa di incostituzionale è proprio questa disparità di trattamento delle minoranze; la verità è che certe affermazioni vanno implacabilmente denunciate perché possano essere perseguite, come già ora teoricamente è possibile, e ottenere che tribunali e corti di giustizia se ne occupino, in attesa che auspicabili condanne future facciano giurisprudenza e obblighino il Parlamento che verrà (perché questo è già abbondantemente compromesso, col giuramento solenne di obbedienza che ha reso alla Chiesa cattolica) ad affrontare di nuovo la questione, con un piglio meno ideologico e con basi giuridiche più solide.</p>
<p style="text-align: left;">In questo senso, infine, auspichiamo che il &#8211; fin troppo &#8211; variegato mondo dei movimenti glbt si dia da fare a tempo pieno, preoccupandosi un po&#8217; di meno di caratterizzarsi ideologicamente a fianco dei partiti, o di organizzare serate danzanti e di aumentare le tessere stipulando convenzioni coi locali notturni, e lavorando invece di più alla unità delle associazioni verso l&#8217;obiettivo comune.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Cornuti e mazziati</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 20:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/cornuti-e-mazziati-2/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-2-300x187.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ecco che ci risiamo: quando soffia una brutta aria il nostro primo ministro tira fuori dal suo cappello magico il solito coniglio, ma ultimamente ci vorrebbe una pompetta idraulica anche per quello visto che il suo salto non è più tanto soprendente come una volta. Così mentre l’Italia sta finalmente provando la gioia di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-2.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-23778" title="Immagine 2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-2-300x187.png" alt="" width="300" height="187" /></a>Ecco che ci risiamo: quando soffia una brutta aria il nostro primo ministro tira fuori dal suo cappello magico il solito coniglio, ma ultimamente ci vorrebbe una pompetta idraulica anche per quello visto che il suo salto non è più tanto soprendente come una volta.<br />
Così mentre l’Italia sta finalmente provando la gioia di poter distribuire <strong>sonori schiaffoni</strong> alle malefatte del governo ogni volta che è chiamata alle urne, al punto che anche le elezioni dei reppresentanti di classe negli asili nido sono diventati un pretesto per potersi riscattare da tanti anni di prese in giro, nei piani alti si cercano appigli per non affondare completamente.<br />
Allora ecco giungere in soccorso il solito mantra salva-natiche: «<em>abbassiamo le tasse</em>!».</p>
<p>Ma il popolo non si infiamma più come succedeva l’altroieri. Sarà forse che in un paese tradizionalmente<strong> </strong>abituato all’<strong>evasione fiscale</strong> la notizia non ha, come dire, nessun <em>appeal</em>? O sarà forse che la trovata emana il tanfo pestilenziale della cancrena così come farebbe un quarto di manzo congelato e scongelato troppe volte? Potrebbe però darsi che questa ennesima furberia, grossolanamente studiata per cercare di recuperare consenso un tanto al chilo, non riesca a portare a casa né capra né cavoli.</p>
<p>Forse non era neppure necessario affaticare i pochi neuroni degli <strong>scissionisti </strong>padani, che si sono riuniti a <strong>Pontida</strong> fra vichinghi in sovrappeso e salamelle ardenti, alla ricerca di quella richiesta impossibile che avrebbe concesso ai verdi nordisti di defilarsi dalla maggioranza che affoga senza perdare la faccia. E così fra chi grida “<em>secessione</em>” che poi è l’inno degli ultimi raduni di Pontida, o “<em>successione</em>” forse in omaggio al Trota, o “<em>successone</em>” che in realtà sembrava provenire da un palazzo vicino dove una famiglia di emigrati, di ritorno a casa per le vacanze estive, aveva appena appreso l’esito delle ultime amministrative; c’è anche chi alla storia di trasportare <strong>quattro ministeri </strong>da <em>Romaladrona</em> a un <em>Nord</em> circoscritto nei confni di una Pianura ci aveva creduto davvero. Ed è un bene che almeno qualcuno dia ancora credito ai blateramenti di un Umbertone che non ha nemmeno bisogno dei sottotitoli per farsi comprendere dai suoi. Lo zoccolo duro ancora tiene, la Lega può certo contare sulla sua storica base ben felice di ritrovarsi con un paio di corna in testa a ripetere gli slogan da curva che vengono lanciati dal palco, con in mano una sacra ampolla contenete l’acqua del dio Po. Eppure di quest’aria pulita e nuova che sembra soffiare in Italia se ne giova anche il Po.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Ma in fondo l’hanno presa bene</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 05:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/ma-in-fondo-l%e2%80%99hanno-presa-bene/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Stracquadanio_2_low-300x254.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lunedi 13 giugno, ore 15.00: il quorum dei referendum abrogativi delle tre leggi che rappresentano quasi tutto quello che questa legislatura ha  prodotto in due anni e mezzo di governo è raggiunto. I “sì”, e di conseguenza l’abrogazione, superano il 90%. Erano sedici anni che un referendum abrogativo non raggiungeva la fatidica soglia dal 50%+ 1 degli elettori, un risultato storico che avrebbe comportato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Stracquadanio_2_low.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22988" title="Stracquadanio_2_low" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Stracquadanio_2_low-300x254.jpg" alt="" width="300" height="254" /></a>Lunedi 13 giugno, ore 15.00: il quorum dei referendum abrogativi delle tre leggi che rappresentano quasi tutto quello che questa legislatura ha  prodotto in due anni e mezzo di governo è raggiunto. I “sì”, e di conseguenza l’abrogazione, superano il 90%. Erano <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/referendum-in-italia-1970-2009-affluenza-alle-urne/" target="_blank">sedici anni</a></strong> che un referendum abrogativo non raggiungeva la fatidica soglia dal 50%+ 1 degli elettori, un risultato storico che avrebbe comportato le dimissioni in blocco del governo in un qualunque paese civile; quindi in Italia il governo è rimasto puntualmente al suo posto.</p>
<p>Non solo, ma come ampiamente prevedibile i suoi esponenti in questa settimana che è seguita hanno dato mostra della <strong>loro natura democratica</strong>. Vale la pena fare una breve, ma gustosa, carrellata.</p>
<p>Ha cominciato il ministro <strong>‘Gnazio La Russa</strong> che subito dopo la comunicazione del raggiungimento del quorum ha mostrato insospettabili proprietà logiche enunciando in diretta televisiva il seguente teorema: dato che il referendum è stato politicizzato dalla sinistra, se non si fosse raggiunto il quorum sarebbe stata  una sconfitta politica della sinistra, ma dato che raggiungere il quorum è normale il voto non avrà effetti<strong>. </strong>Quello che si dice un <em>maître à penser&#8230;</em></p>
<p>Ha continuato il ciellino doc <strong>Roberto Formigoni</strong> (CL è l’unica associazione cattolica che era contraria al “sì”), governatore della Lombardia, che su <em>La7</em> lunedì sera ha provato a scindersi schizofrenicamente dicendo che il suo dire «<em>io non andrò a votare</em>» dei giorni precedenti non poteva essere inteso come un invito alla popolazione. Evidentemente quindici anni ininterrotti di ruolo istituzionale (quattro mandati consecutivi) non sono stati sufficienti a fargli capire l’importanza pubblica del ruolo ricoperto, e sinceramente speriamo che non ne abbia altri quindici a disposizione per capirlo.</p>
<p>Ma cosa dire delle esternazioni (o per meglio dire dei deliri) del deputato Pdl <strong>Stracquadanio?</strong> La colpa della sconfitta sarebbe dei dipendenti pubblici del paese, tutta gente di sinistra che non avendo nulla da fare passa il loro tempo sul web a postare link contro il governo. A parte che almeno la metà dei dipendenti pubblici aveva votato per il governo Berlusconi nelle ultime elezioni politiche e trascurando il consueto insulto ai dipendenti pubblici ormai sdoganato da Brunetta, forse occorrerebbe spiegare all’onorevole che magari la differenza sta in come si usa il web: c’è chi lo usa per condividere link e articoli interessanti e chi per <a href="http://www.oggi.it/focus/06-2011/deputato-caccia-escort-parlamento-307006342.shtml">cercare le escort</a> come alcuni deputati del Pdl…</p>
<p>E a proposito di <strong>Brunetta</strong>, cosa dire del suo suicidio politico che ha portato anche i giovani del suo partito a chiederne le dimissioni? L’incredibile insulto ai precari rende bene l’idea della gravità della crisi di nervi che attanaglia i membri della maggioranza.</p>
<p>Insomma scene da “si salvi chi può” che stanno diventando la consuetudine nel nostro paese.</p>
<p>Nel frattempo la <strong>Lega</strong> (sconfitta dai suoi stessi elettori al referendum) cerca di ricucire i rapporti con il mondo cattolico, e lo fa a modo suo, grottesco e demagogico. Ripropone la legge regionale di rendere obbligatorio il crocifisso nei luoghi pubblici lombardi con pene di oltre mille euro per chi trasgredisce. Ne abbiamo già parlato tante volte, inutile ricordare come l’ostentazione del simbolo cattolico dia fastidio anche ai cattolici adulti (vedi parere delle Comunità Cristiane di Base) e che obbligare una religione a diventare “di Stato” sia degradante per la religione stessa.</p>
<p>Speriamo che dopo queste prime reazioni isteriche alle «<em>sberle</em>» avvenga una crescita, soprattutto morale, che faccia rinsavire gli esponenti di questo governo arrivati a metà di una legislatura quinquennale. Li ha logorati come se governassero da un secolo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.civiltalaica.it/web/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Chiometti</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il punto di vista leghista sul referendum</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 04:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/il-punto-di-vista-leghista-sul-referendum/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/POSTA1.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sino al 13 giugno 2011, si pensava che solo il calcio possedesse la capacità di alleviare frustrazioni, insoddisfazioni, rabbie, delusioni, scontentezze e amarezze. A partire dalle ore 16, cioè l’ora in cui sono stati diffusi i primi dati sui referendum, si è scoperto che persino la politica riesce a curare le patologie degli italiani. Ad aver visto gruppuscoli di agitati esultare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/POSTA1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-22792" title="POSTA1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/POSTA1.gif" alt="" width="164" height="131" /></a> Sino al 13 giugno 2011, si pensava che solo il calcio possedesse la capacità di alleviare frustrazioni, insoddisfazioni, rabbie, delusioni, scontentezze e amarezze. A partire dalle ore 16, cioè l’ora in cui sono stati diffusi i primi dati sui referendum, si è scoperto che persino la politica riesce a curare le patologie degli italiani. Ad aver visto gruppuscoli di agitati esultare sino alla follia per un banale esisto referendario (il cui solo effetto sarà quello di pagare le bollette più care rispetto alle nazioni che dispongono di centrali nucleari), c’è da rimanere sconcertati. Non si può non pensare che in quelle masse si celino, non solo profili psicologici instabili, ma germi rivoluzionari di sinistra memoria.</p>
<p>Qualche giorno prima dei referendum, la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, aveva coraggiosamente dichiarato che se i referendum avessero vinto, l&#8217;Italia sarebbe tornata indietro. E cosi sarà. Le responsabilità della sconfitta? Troppo comodo scaricare le responsabilità unicamente sui professionisti della menzogna, vale a dire le organizzazione ecologiste specializzate da decenni nel terrorismo psicologico di massa, le colpe vanno attribuite al complesso di inferiorità tipico del centro destra. Dai vertici alla base, nessun componente del governo ha avuto il coraggio di asserire pubblicamente che boicottare un referendum è un diritto sacrosanto non meno nobile del diritto all’andare a votare. La storia del comunismo votato dal popolino con annessi e connessi cento milioni di morti, è la prova provata che i “sinistri” sono più bravi a intortare le masse dei “destri”. Chi ha creato l’uomo lo sapeva bene, ecco il motivo per cui Gesù Cristo con profondo rammarico se ne uscì con il sibillino &#8220;i figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce&#8221; (Luca 16, 1-13). Visti i risultati, e come dargli torto?</p>
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		<title>Fora dal ballottagg: ovvero lo scigherùn milanese</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 04:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/fora-dal-ballottagg-ovvero-lo-scigherun-milanese/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/122206668-f58f0d08-b135-424c-8ff3-9804ec462825-224x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dice Bossi che con Pisapia Milano si riempirà di minareti e di zingari.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/122206668-f58f0d08-b135-424c-8ff3-9804ec462825.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21871" title="122206668-f58f0d08-b135-424c-8ff3-9804ec462825" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/122206668-f58f0d08-b135-424c-8ff3-9804ec462825-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>Dice<strong> Bossi</strong> che con <strong>Pisapia</strong> Milano si riempirà di minareti e di zingari.<br />
Il candidato sindaco si è proposto di costruire piccole case per alloggiare i <strong>rom</strong> milanesi su modello di quanto fatto con successo a Venezia, utilizzando i fondi messi a disposizione proprio per questo dalla Ue. Pisapia vorrebbe anche costruire una grande<strong> moschea</strong> con annesso centro islamico. Bossi dovrebbe sapere che i musulmani che vivono in Italia, se vogliono pregare pregano indipendentemente dal fatto che ci sia o no la moschea. Confinarli nei garage e nei sottoscala, oltre ad essere una violazione alla Costituzione italiana che prevede la libertà religiosa e la possibilità di praticarla, è pericoloso da parecchi punti di vista. Solo la struttura fisica e giuridica della moschea consente alla comunità islamica di discutere e negoziare con le istituzioni e tutta la società.</p>
<p>I cittadini vogliono tranquillità e persone <strong>moderate</strong> nelle istituzioni. Sono stufi delle esasperazioni della Lega e del Pdl che stanno continuamente con la pistola in mano davanti alla gente normale, sempre a fare la guerra del più forte contro il debole approfittando dello<em> status</em> di privilegio che dà loro la politica. Giuliano Pisapia, che è bene ricordarlo sempre è un candidato <strong>senza partito</strong> anche se inizialmente proposto da Sel, incarna una tradizione che è stata a lungo presente nella sinistra – purtroppo oggi abbandonata – di attenzione ai diritti delle persone, dei più deboli, di garantismo reale, cioè quello che pone attenzione alle <strong>prevaricazioni</strong> degli inquirenti e alle garanzie per gli imputati.</p>
<p>Vediamo il bicchiere mezzo pieno e godiamoci l’idea che Giuliano Pisapia riesca ad imporsi al ballottaggio, ma per non scolare fino all’ultima goccia quel calice riempito da Pisapia, sarebbe opportuno che leader e leaderini di decotti partiti si nascondessero fino alla fatidica data dello scrutinio decisivo. La sortita di <strong>Massimino D’Alema</strong>, anche noto come il corvo della sinistra che impiomba le ali di chi prova a spiccare il volo, che annuncia che «<em>il successo di Fassino a Torino è un buon segnale per noi della vecchia guardia»</em>, stronca le gambe a chi cerca il <strong>nuovo</strong>. Gli abboccamenti del Pd alla potente ma deludente presidente della Regione Lazio che ha presentato sue liste personali oggi al ballottaggio con liste Pdl, per tacere dei corteggiamenti alla Lega dimenticando che è un partito barricadiero e razzista che dipinge le scuole di verde. Silenzio assoluto dovrebbero poi mantenere i vari leader che si sono frammentati in diverse denominazioni e che sono stati anche la concausa della caduta del governo Prodi, che non sarà stato l’ottimo ma era mille volte meglio dell’esistente.</p>
<p>Si sente la voglia di politici che al di là del proprio colore sappiano essere moderati. Basta con i <strong>fondamentalismi</strong> di Alemanno che da fondo alle casse del Campidoglio per fare un mese di festeggiamento per la beatificazione di Giovanni Paolo II (che la Santa Sede ha già bello e archiviato mentre ai Romani rimane sul groppo il debito e l’inopportuna statua di bronzo) , e le<strong> frenesie</strong> di Moratti che si aspetta migliaia di persone a Milano per l’Expo e ha paura di costruire una moschea che – poi si sorprenderà – sarà quasi sempre vuota. Perché un po’ di gente prega pure, però ha bisogno soprattutto di vivere serenamente e in tranquillità.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nessundio.net/tiziana2011.htm"><strong><span style="color: #006699;"><em>Tiziana Ficacci</em></span></strong></a></p>
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		<title>Adro: la telenovela infinita</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 10:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/adro-la-telenovela-infinita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/lega-adro-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sono ormai note le vicende di Adro, il comune del bresciano dove il sindaco leghista Oscar Lancini, dopo essersi distinto per ripetute discriminazioni a danno dei migranti, ha inaugurato l’11 settembre scorso un complesso scolastico ricoperto – dai banchi al tetto – di 700 Soli delle Alpi, simbolo, anzi addirittura marchio depositato, della Lega Nord [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/lega-adro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17505" title="lega-adro" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/lega-adro.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Sono ormai note le vicende di <strong>Adro</strong>, il comune del bresciano dove il sindaco leghista <strong>Oscar Lancini</strong>, dopo essersi distinto per ripetute discriminazioni a danno dei migranti, ha inaugurato l’11 settembre scorso un complesso scolastico ricoperto – dai banchi al tetto – di <strong>700</strong> Soli delle Alpi, simbolo, anzi addirittura marchio depositato, della Lega Nord nonostante i penosi tentativi di farlo passare per un emblema “storico” del paese.</p>
<p><strong>La resistenza del soldato Oscar</strong><br />
Questo atto di arroganza è indicativo delle <strong>pulsioni totalitarie </strong>del leghismo ed è stato reso possibile anche dagli ammiccamenti e dai <strong>complici silenzi</strong> dei ministri leghisti, del prefetto e del governo che non hanno imposto l’immediata rimozione dei simboli. Si sono così succedute inutilmente proteste di cittadini, manifestazioni per le vie del paese e anche su internet, dove è nata la pagina “<a href="http://www.facebook.com/pages/Via-i-simboli-di-partito-dalla-Scuola-pubblica/159354317414457">Via i simboli di partito dalla scuola pubblica</a>” che conta ormai oltre 8.500 aderenti.</p>
<p>Dopo oltre un mese, solo una <strong>coraggiosa decisione</strong> del dirigente scolastico, sostenuto dai docenti e dal Consiglio di Istituto, ha permesso di avviare la rimozione dei “soli”, almeno di quelli rimovibili o ricopribili manualmente da insegnanti e bidelli, fra le minacce del solito Lancini. Il Consiglio di Istituto ha anche deliberato di restituire alla scuola il nome originario dei fratelli <strong>Dandolo</strong>, patrioti risorgimentali, lasciando solo ai muri del plesso il nuovo nome, dell’ideologo leghista Gianfranco Miglio, imposto dal sindaco. Il 30 novembre, infine, il Tribunale di Brescia accogliendo il ricorso della Cgil, ha riconosciuto il carattere discriminatorio del “simbolo partitico” e ha ordinato la totale rimozione dei Soli.</p>
<p><strong>Colpi di scena…</strong><br />
Ma la telenovela non è finita. Il sindaco che, all’inizio della storia, si era detto disposto a rimuovere i “soli” solo su ordine di <strong>Bossi</strong> (?!), è ricorso contro l’ingiunzione e non vi ha ottemperato, benché fosse <strong>per legge</strong> immediatamente esecutiva. Così l’11 gennaio 2011, su richiesta della Cgil, il sindaco è stato convocato dal Tribunale per rispondere della sua condotta.</p>
<p>E qui si succedono i colpi di scena. Lancini, cambiando tattica, fa pervenire una dichiarazione in cui afferma che ha ottemperato all’ordine e minaccia di <strong>querelare la Cgil</strong> che si permette di dubitarne. Ma, nel corso dell’udienza, la Cgil deposita una fotografia, scattata la mattina stessa, dalla quale si vede che i simboli del <em>Sole delle Alpi</em> sono ancora sul tetto. Il Tribunale ha dovuto così aggiornarsi al 4 febbraio, per vederci più chiaro.</p>
<p>“<em>Con molta probabilità</em>”, scrive <strong>Brescia point</strong>, “<em>ora il sindaco Oscar Lancini dovrà rispondere anche di spergiuro e falsa dichiarazione al Tribunale</em>”.</p>
<p>E ancora non è finita. Due giorni dopo Lancini <strong>assicura</strong> all’inviato di Brescia point di essere salito di persona sul tetto per procedere alla “<em>bonifica</em>”. Ma i “soli” sono ancora là e il sindaco, di fronte a nuove foto che lo <strong>sbugiardano</strong>, deve ammettere “<em>Se questo è il risultato il lavoro non è stato fatto bene. […] Devo intervenire subito</em>”.</p>
<p>Sarà la volta buona?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><em>Walter Peruzzi</em></strong></a></p>
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		<title>Il diavolo e l’acqua santa (doppio malto)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 05:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/11/il-diavolo-e-l%e2%80%99acqua-santa-doppio-malto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/diavolo-acqua-santa-300x255.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Monaco di Baviera, 2010. Sei persone, zainetto in spalla e cappellino da baseball, entrano nell’imponente cattedrale della città, la Frauenkirche, conosciuta anche come “Cattedrale di Nostra Signora”. Un video amatoriale li riprende, segue le sei persone che, bottiglia di birra alla mano, raggiungono i banchi antistanti l’altare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15559" title="diavolo acqua santa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/diavolo-acqua-santa-300x255.jpg" alt="diavolo acqua santa" width="300" height="255" /><strong>Monaco di Baviera, 2010</strong>. Sei persone, zainetto in spalla e cappellino da baseball, entrano nell’imponente cattedrale della città, la <em>Frauenkirche</em>, conosciuta anche come “Cattedrale di Nostra Signora”. Un video amatoriale li riprende, segue le sei persone che, bottiglia di birra alla mano, raggiungono i banchi antistanti l’altare. Bestemmiano, ruttano, fanno finta di pregare, con la bottiglia semipiena in bella vista, appoggiata sul banco. Due <strong>consiglieri comunali di Pdl e Lega</strong> di un paese alle porte di Milano guidano la goliardica scorribanda nella cattedrale che &#8211; tra gli altri &#8211; ospita un monumento al papa Benedetto XVI, che di quella diocesi fu arcivescovo.</p>
<p>Il video, come sempre in questi casi, è rimbalzato sulla Rete sollevando un coro di commenti indignati. Molte reazioni insistono giustamente sulla pessima immagine che, ancora una volta, gli italiani danno di sé all’estero, sulla mancanza di rispetto, sull’ignoranza, sulla violazione del luogo di culto; peraltro da chi fa della difesa della cristianità un punto cardine della propria battaglia politica. “<em>E se fossero stati degli immigrati musulmani ad entrare ubriachi in una Chiesa in Italia, bestemmiando e ruttando?</em>” si chiedono in molti, facendo emergere le imbarazzanti contraddizioni a cui ormai Pdl e Lega ci hanno abituati con la loro <strong>doppia morale</strong>. Chissà l’imbarazzo del povero don Danilo, che i sei devoti parrocchiani dichiarano di voler <em>taggare</em> nel video che stanno girando: speriamo non abbia la stessa indulgenza avuta da don Fisichella sulla necessità di <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/labc-di-fisichella/" target="_blank">contestualizzare</a> </strong>la bestemmia del presidente del Consiglio, poche settimane fa. Ma lì c’erano fondi alle scuole cattoliche da assegnare e, si capisce, minimizzare è d’obbligo.</p>
<p>Quello che sconforta di questo triste e volgare siparietto è l’immagine simbolica che ci restituisce. Di persone incapaci di rispettare non tanto il luogo di culto e la sua storia, quanto piuttosto <strong>l’altro da sé</strong>, il mondo esterno alla loro dimensione paesana. In cui l’immigrato deve muoversi in punta di piedi, ma loro possono tranquillamente ruttare e bestemmiare se sono in trasferta.</p>
<p>È l’arroganza dell’ergere a sistema il proprio modello culturale, riproducibile ovunque e comunque; si tratti del Bar dello Sport in piazza, con i vecchi del paese che li guardano sommessi perché alzano un po’ troppo la voce, o di una cattedrale del Millecinquecento in Germania. E’ l’ostentata sicurezza che deriva dal <strong>branco</strong>, dal machismo del proprio comportamento, dalla mancanza di rispetto e di curiosità, che svela la pochezza di questi individui.</p>
<p>Fossero stati meno impegnati a filmare la loro bravata, o meno ubriachi, si sarebbero accorti di un’impronta che, all’ingresso della cattedrale, è stampata sul pavimento di marmo. E’ la <em>teufelstritt</em>, l’impronta del Diavolo, che secondo la leggenda entrò nella chiesa per ridicolizzarla del fatto che non vi fossero finestre (in realtà in quel punto nascoste alla vista dalle colonne della navata centrale). Le leggende &#8211; si sa &#8211; hanno sempre un fondo di verità.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em><a href="http://sociologico.wordpress.com/" target="_blank">Emanuele Toscano</a></em></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="545" height="328" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z-UZym0NlPU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="545" height="328" src="http://www.youtube.com/v/Z-UZym0NlPU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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