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	<title>Cronache Laiche &#187; inghilterra</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Se il diritto alla morte è questione di censo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/magritte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34062" title="magritte" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/magritte-300x240.jpg" alt="" height="270" /></a>Il<strong> suicidio assistito</strong> di Lucio Magri dello scorso novembre ha suscitato i più disparati commenti. Tra chi ha condannato e chi ha semplicemente scelto il silenzio, unica espressione di rispetto per l’altrui libertà, non sono mancati quelli che si sono permessi di sindacare sulle modalità del gesto, declassando il suo suicidio alla serie B solo perché  non avrebbe avuto il “coraggio” di buttarsi dal quinto piano, imponendo a familiari e amici lo scempio del suo corpo, o di lasciare aperto il gas, magari per far saltare in aria qualche inconsapevole vicino di casa. Il <strong>dazio</strong> da pagare per essere liberi (dal peccato?).</p>
<p>Ma parliamo di chiacchiere e al più di commenti giornalistici; in un paese come il nostro, in cui la vita viene imposta a colpi di sondino, non c’è stato <strong>spazio politico</strong> per una riflessione seria. Il moralismo italiota dice no a tutto ciò che esce dalle sue maglie e che poi questo “ciò” succeda comunque non è affare che possa cambiare le regole del gioco. Lo Stato non può punire il suicidio (a meno di non rimandare a giudizio i morti) ma non può ammetterlo, così come non può autorizzare prostituzione e droga. E pazienza che esista  il mercato del sesso e chi lo pratica sia esposto &#8211; proprio perché non riconosciuto – a ogni forma di rischio; pazienza che ci sia chi di droga muore ogni giorno perché la somministrazione è al di fuori delle regole riconosciute. L’evidenza della realtà non costituisce elemento di discussione di certezze tanto granitiche quanto ottuse.</p>
<p>E così il suicidio assistito è diventato una<strong> pratica per ricchi</strong>, al pari della fecondazione eterologa. Qui no, ma altrove si può. Basta prendere un aereo. L’ipocrisia del Bel Paese continua a reprimere la libertà personale per concederla solo a quelli che possono ottenerla altrove. Chi può va in Svizzera a cercare una morte dignitosa o in Spagna a cercare un figlio con gameti diversi. Per poi tornare sull’italico suolo finalmente soddisfatto del suo desiderio di morire o procreare. A meno che nel primo caso non voglia sfracellarsi sul selciato e nel secondo cornifichi il coniuge per <em>nobili fini</em>. Questo no, non si può (ancora) impedire.</p>
<p>Non così insensibili si stanno dimostrando sul tema del suicidio assistito gli <strong>inglesi</strong>. Al pari della normativa italiana, che punisce con la reclusione da cinque a dodici anni «<em>chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione</em>» (art. 580 del Codice penale), anche quella inglese attualmente in vigore prevede fino a 14 anni di reclusione per chi aiuti una persona a suicidarsi. Solo che al parlamento inglese non è sfuggita la diaspora di malati terminali che si recano in Svizzera per cercare una fine dignitosa alle loro sofferenze. E infatti la Commissione britannica per la morte assistita ha previsto, nei giorni scorsi, di diramare un’informativa per chiedere la <strong>depenalizzazione del suicidio medicalmente assistito</strong> per i malati terminali con meno di un anno di vita. Il che significa, in soldoni, dare a tutti cittadini che sono in quella condizione lo stesso diritto a prescindere dal conto in banca. Il primo passo verso uno Stato che invece di  preoccuparsi di tramutare l’insindacabile diritto di morire in dovere di vivere, si ponga come obiettivo quello di non alimentare una <strong>sperequazione sociale</strong> basata sul censo.</p>
<p>E chi è convinto che oggi il nostro governo abbia altre priorità &#8211; la crisi! &#8211; che non occuparsi di dignità della vita (e della morte) ci dica anche quali fossero quelle dei governi precedenti, da sempre coesi nell’avallare l’ipocrisia dell’”occhio non vede cuore non duole” con tutte le ricadute sul piano sociale pur di salvare una facciata che nel terzo millennio, era di extraterritorialità, mostra tutte le sue crepe.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Divorzio all’italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 13:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/divorzio-all%e2%80%99italiana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Mastroianni-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sono passati i tempi in cui per sbarazzarsi di una metà non più dolce bisognava ricorrere al delitto, magari “d’onore”, tutelato dal codice penale italiano fino al 1981. Ora, il “divorzio all’italiana”, sarcasticamente rappresentato sessant’anni fa dall’omonimo film di Pietro Germi, assume altri connotati: rifiuta la lupara ma anche le lungaggini burocratiche di legge e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Mastroianni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26605" title="Mastroianni - Divorzio all'italiana -Cecilia Calamani" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Mastroianni.jpg" alt="" width="375" height="261" /></a>Sono passati i tempi in cui per sbarazzarsi di una metà non più dolce bisognava ricorrere al delitto, magari “d’onore”, tutelato dal codice penale italiano fino al 1981. Ora, il “divorzio all’italiana”, sarcasticamente rappresentato sessant’anni fa dall’omonimo film di Pietro Germi, assume altri connotati: rifiuta la lupara ma anche le lungaggini burocratiche di legge e guarda con sempre più favore al di là delle Alpi, dove metter fine a una relazione coniugale è molto più semplice e veloce che non da noi. Nulla di cui stupirsi, ormai gli italiani sono abituati alle forme più disparate – o disperate &#8211; di turismo, da quello riproduttivo generato dai veti della legge 40 sulla procreazione assistita a quello gay per coppie monosesso desiderose di fiori d’arancio, da noi &#8211; per la serenità del sottosegretario alla famiglia Giovanardi &#8211; ancora negati. Per non parlare di quello senza ritorno di chi cerca in altri lidi la fine delle sue sofferenze.</p>
<p>E così, chi non vuole aspettare anni per convolare a nuove nozze o si vede vicino alla fine e vuole difendere il suo capitale dalle grinfie del coniuge ha un’opportunità in più, magari un po’ costosa ma certamente efficace: <strong>divorziare all’estero</strong>.</p>
<p>La maggior parte dei paesi europei ha aggiornato la normativa sul divorzio recependo i cambiamenti naturali della società; procedure snelle e veloci mettono fine in qualche mese alle coppie ormai scoppiate. Noi, invece, siamo fermi a una legge di quarant&#8217;anni fa divenuta ormai obsoleta. Solo Italia, Polonia, Malta e Irlanda del nord (e l&#8217;insieme non è casuale) prevedono ancora la fase di separazione preliminare al divorzio. Da noi dura <strong>tre anni</strong> (che diventano quattro dall’inizio delle pratiche) ma può arrivare <strong>fino a 13</strong> in caso di iter giudiziario. Ecco perché Inghilterra, Francia, Spagna e Romania sono diventate mete ambite per gli italiani che “hanno fretta”: basta che la coppia vi risieda, a seconda dei paesi, per almeno sei mesi e può avvalersi dell’iter locale, riconosciuto per regolamento da tutti i paesi della Ue. Ma visto che il controllo sulla effettiva residenza in alcuni paesi (come Inghilterra e Spagna) è ferreo, niente di più facile che scegliere la <strong>Romania</strong>, dove la procedura è molto più “elastica”. In sintesi, si affitta un appartamento, si prende la residenza e allo scadere dei sei mesi si presenta una domanda di divorzio che viene evasa immediatamente. Il tutto, per la modica cifra, tutto incluso, di <strong>circa 5mila euro</strong>.</p>
<p>Ma quanti italiani si recano all’estero per divorziare? Secondo Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’<a href="http://www.ami-avvocati.it/" target="_blank">Ami</a> (Associazione avvocati matrimonialisti italiani), negli ultimi cinque anni sono stati <strong>almeno 8mila</strong>: «<em>E’ assolutamente evidente che molti di questi divorzi italiani in terra straniera spesso siano frutto di vere e proprie frodi processuali atteso che non sempre i certificati di residenza rispondono a verità. Al di là di tali considerazione emerge il dato incontrovertibile che il nostro diritto di famiglia, ancorato a vecchi schemi e caratterizzato da lungaggini burocratiche insopportabili non è più tollerato dagli italiani. Fin quando il Legislatore e la giustizia italiana non saranno in grado di accelerare i tempi dei divorzi, dobbiamo mettere assolutamente in preventivo nei prossimi anni un vero e proprio esodo di massa di coppie che sceglieranno i Paesi con noi confinanti per mettere la parola fine al loro matrimonio</em>». Osservazione ragionevole se si pensa che negli ultimi dieci anni <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/07/finche-vita-non-ci-separi/">la percentuale di separazioni e divorzi è raddoppiata</a> (286 separazioni e 179 divorzi ogni mille matrimoni, dati 2008).</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/fecondazione-vignetta1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-26617" style="margin-left: 10px;" title="fecondazione-vignetta1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/fecondazione-vignetta1.jpg" alt="" width="284" height="202" /></a>È evidente quanto l’incremento del turismo volto a soddisfare diritti negati –  dal matrimonio omosessuale alla procreazione assistita, dalla dolce morte al divorzio breve &#8211; scopra il già dolente nervo di una legislazione che non è in grado di adattarsi al cambiamento dei tempi. E se presenza della Chiesa sul territorio italiano è la causa del forte ritardo civile che abbiamo nei confronti dei nostri vicini di casa, è pur vero che le responsabilità sono da attribuire interamente al nostro parlamento che ne recepisce i diktat. I voti (cattolici) contano più dei diritti dei cittadini. Perciò, basta <strong>negare l’esistenza del problema</strong> e il problema non esiste. Che poi si risolva altrove, non è affare del parlamento. L’importante è che la facciata sia salva: non si dica in giro che non difendiamo la vita e la famiglia!</p>
<p>Ma la ricaduta più grave del “turismo dei diritti” è l’aumento della <strong>sperequazione sociale.</strong> Solo alcuni cittadini possono permettersi costosi viaggi oltre confine; gli altri – la maggior parte &#8211; sono costretti a rinunciare. E così chi “può” divorzia in sei mesi, chi “non può” in cinque anni (se va bene). Esattamente come avviene per la fecondazione eterologa, l’unico veto ancora in piedi di quel pasticcio medioevale della legge 40 sulla procreazione assistita. Chi “può” parte per la Spagna e torna genitore, chi “non può” è condannato alla sterilità. Ma consoliamoci: la legge, a parità di reddito, è uguale per tutti.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Una pubblicità senza vergogna</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/12/una-pubblicita-senza-vergogna/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/shameless-suit-supply-1-300x211.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se fosse successo qui in Italia probabilmente non ce ne saremmo nemmeno accorti perché non avremmo notato una gran differenza con le nostre “creative” e “fantasiose” campagne pubblicitarie che propongono delle belle figliole in varie e allusive posizioni, anche quando devono venderti un orologio. Fortunatamente, però, esiste qualche altro paese, ancora civilizzato, per cui una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/shameless-suit-supply-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15743" title="shameless-suit-supply-1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/shameless-suit-supply-1-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Se fosse successo qui in Italia probabilmente non ce ne saremmo nemmeno accorti perché non avremmo notato una gran differenza con le nostre “creative” e “fantasiose” <strong>campagne pubblicitarie </strong>che propongono delle belle figliole in varie e allusive posizioni, anche quando devono venderti un orologio. Fortunatamente, però, esiste qualche altro paese, ancora civilizzato, per cui una donna in evidente stato di sottomissione è una vittima e non una bambola sexy. Questo paese è l’<strong>Inghilterra</strong>, patria dei Beatles, della minigonna e del punk.</p>
<p>Esiste una <a href="http://www.suitsupply.nl/#/collection">marca</a> di abbigliamento maschile olandese, e adesso lo sappiamo anche noi che esiste, desiderosa di allargare il proprio <strong>mercato</strong> fino a oggi racchiuso fra Olanda, Belgio, Inghilterra e Lituania. Per fare il grande passo e aprirsi al mondo non ha trovato di meglio che presentarsi con un bel biglietto da visita in cui giovani, indubbiamente ben vestiti, si fanno accompagnare da biondissime <em>mannequin</em> in posa orgasmica che dovrebbero rappresentare il desiderio di ogni donna quando si ritrova davanti un uomo con una giacca sapientemente cucita. La campagna pubblicitaria, dall’emblematico nome “<strong>shameless</strong>” che in italiano è stato tradotto “spudorato” ma che sarebbe stato meglio lasciare in traduzione letterale “senza vergogna”, è stata prontamente ritirata dai centri commerciali londinesi con tanto di richiesta da parte dell’<strong>Autorità Garante della Pubblicità</strong>, una figura che non si direbbe eppure esiste anche da noi, e dal social network <strong>Facebook</strong> che l’ha ritenuta troppo esplicita.</p>
<p>Un bel <em>tam-tam</em>, insomma, che l’azienda in questione probabilmente sperava perché, al di là delle belle parole che si leggono sul sito istituzionale riguardo all’<a href="http://www.suitsupply.com/#/company/ethics/">etica aziendale</a> che si batte contro le discriminazioni, l’importante è far parlare di sé nel bene e nel male.</p>
<p>Sorprendente è invece la reazione del <strong>web</strong>, indignata eccome, ma nei confronti di una censura che è stata giudicata troppo bigotta. Sono tantissime infatti le voci che si sono alzate in difesa della campagna e che sostengono candidamente di non vederci nulla di male in nessuna di quelle immagini. Il che porta all’inevitabile riflessione sulla percezione collettiva e sull’interiorizzazione dei <strong>valori distorti</strong> che abbiamo passivamente respirato: se non si vede nulla di male nella raffigurazione di una donna in perenne stato di eccitamento sessuale e che viene usata come sfogatoio di un istinto che, evidentemente, da parte degli uomini risulta incontrollabile, allora vuol dire che ne siamo totalmente assuefatti. O che, forse, non si fa quel salto di sensibilità del “trovarsi al posto della vittima” che appare sempre più difficile quando non si è direttamente coinvolti.</p>
<p>L’<strong>invito</strong>, allora, è a tutti quelli che gridano al perbenismo e che credono di essere progressisti difendendo una palese discriminazione violenta e volgare nei confronti del genere femminile: non ci vedi nulla di male? Allora mettici tua sorella!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Che ne sai di un viaggio in Inghilterra?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 10:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/che-ne-sai-di-un-viaggio-in-inghilterra/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/papa_91-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Qualche tempo fa circolava una leggenda urbana su Benito Mussolini, una leggenda così popolare che qualche maestra elementare la ripeteva persino ai suoi alunni, ovvero che l’italico duce fu tratto in inganno dai suoi generali che lo portavano in giro per l’Italia e gli facevano vedere mille volte le stesse truppe. Lui però pensava che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-12754 alignleft" title="21000108WJ012_PAPAL_EVENTS" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/papa_91.jpg" alt="21000108WJ012_PAPAL_EVENTS" width="398" height="250" />Qualche tempo fa circolava una leggenda urbana su <strong>Benito Mussolini,</strong> una leggenda così popolare che qualche maestra elementare la ripeteva persino ai suoi alunni, ovvero che l’italico duce fu tratto in inganno dai suoi generali che lo portavano in giro per l’Italia e gli facevano vedere mille volte le stesse truppe. Lui però pensava che si trattasse sempre di truppe diverse, sopravvalutò l’esercito a sui disposizione ed entrò in guerra.</p>
<p>Viene da credere in questi giorni che l’anziano pontefice J.R. si sia lasciato prendere un poco la mano sopravvalutando le truppe a sua disposizione, del resto, nel suo caso, l’impegno profuso dalle <strong>associazioni cattoliche</strong> per fargli ritrovare la stessa (letteralmente) folla in diverse manifestazioni durante i suoi viaggi non è certo una leggenda urbana.</p>
<p>Fatto sta che dopo aver iniziato il viaggio cautamente chiedendo scusa per la Chiesa che non ha vigilato sui <strong>preti pedofili</strong> (a dire il vero i documenti e le inchieste dimostrano che la Chiesa ha vigilato perché non accadesse nulla ai preti pedofili, ma <em>transeat</em>), appena sceso sul suolo britannico, evidentemente tratto in inganno dall’entusiasmo popolare, si è fatto prendere la mano e ha ritenuto doveroso riproporre per l’ennesima volta la scempiaggine del <strong>nazismo ateo</strong> che voleva escludere dio dalla vita pubblica. Scempiaggine alla quale non credono più neanche i chierichetti vista l’enorme mole di prove indiscutibili che testimoniano il legame indissolubile tra cattolicesimo e nazismo.</p>
<p>Stando alle poche notizie che trapelano sulla stampa italiana l’ennesimo viaggio papale non sembra andare per il meglio; a parte le notizie di contestatori puntuali a cui stranamente non viene impedito di avvicinarsi come avviene in Italia (da ricordare il caso del ragazzo cagliaritano identificato, perquisito e allontanato dal flusso dei fedeli perché indossava una maglietta dei “Bad Religion”); a parte il puntuale comunicato della SNAP (Survivors Network of those Abused by Priest) secondo cui “<em>le parole del papa fanno male ma non aiutano</em>” e ricordano che  la Chiesa è stata “<em>veloce e decisa non nel prevenire, ma nel celare questi orrori</em>”; a parte l’appello degli intellettuali britannici (anche Ken Follet fra i firmatari) che ricordano i crimini recenti della CCAR e respingono la mascherata carnevalesca con cui il Papa interscambia i ruoli di capo di una religione e Capo di Stato; a parte tutto questo qualcuno si è scandalizzato, giustamente, anche per i prezzi dei biglietti per assistere alle Sante Messe Papali sul suolo britannico.</p>
<p>Si dice che questi prezzi siano necessari per coprire le spese di organizzazione&#8230; allora viene da chiedersi i <strong>12 milioni di sterline </strong>(14,5 milioni di euro) stanziati dal governo Cameron, a che cosa servono?</p>
<p>Ma forse non c’è da meravigliarsi, probabilmente il Santo Pontefice visto la brutta aria che tira vuol preparare i fan alla sua prossima carriera di cantante hip-hop. Come? Non avete sentito la pubblicità di questi giorni? E’ finalmente disponibile sul mercato la versione rap delle Sacre Scritture: <em>“Io sono l’alfa e l’omega, yeah fratello, io sono quel che sono [tum-chak tum-chak scratch scratch], beati gli ultimi che saranno i primi, batti il cinque pischella!”</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.civiltalaica.it/web/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Chiometti</em></span></strong></a></p>
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		<title>Metti una sera a Hyde Park con papa Benedetto (al modico prezzo di £10)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/metti-una-sera-a-hyde-park-con-papa-benedetto-al-modico-prezzo-di-10/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/Ticket.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia è di quelle che lasciano increduli: i fedeli britannici dovranno pagare un contributo (leggi: biglietto) per assistere a due eventi presieduti dal romano pontefice durante la sua visita in Inghilterra prevista per metà settembre. Nello specifico gli eventi in questione sono una serata di veglia di preghiera che avrà luogo il 18 settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10304" title="Ticket" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/Ticket.jpg" alt="Ticket" width="217" height="173" />La notizia è di quelle che lasciano increduli: i fedeli britannici dovranno pagare un contributo (leggi: <strong>biglietto</strong>) per assistere a due eventi presieduti dal romano pontefice durante la sua visita in Inghilterra prevista per metà settembre.</p>
<p>Nello specifico gli eventi in questione sono una serata di <strong>veglia di preghiera</strong> che avrà luogo il 18 settembre a Hyde Park e la <strong>beatificazione</strong> del cardinale John Henry Newman, prevista per il giorno successivo a Birmingham. Si vorrebbe poter dire che il prezzo da versare sia simbolico, ma prudenza vuole che le cifre di <strong>10 e di 25 sterline</strong> – costo rispettivamente del primo e del secondo evento – non siano esattamente somme indifferenti per tutti, specie per quei poveri e diseredati cui la Chiesa cattolica ha ancora la pretesa di rivolgersi.</p>
<p>La <a href="http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/papal-visit-will-see-public-paying-up-to-16325-for-a-ticket-2038085.html">stampa </a>inglese sta diffondendo la notizia cercando di mantenere un’equilibristica posizione <em>politically correct</em>; sforzo encomiabile, reso però del tutto vano dai numerosi commenti lasciati in calce dai lettori dei quotidiani online che virano invece volentieri sul famigerato <em>humor </em>inglese, quando non nella vera e propria indignazione.</p>
<p>In effetti, sarebbe la prima volta che i pellegrini vengono «tassati» per vedere il pontefice in carne, ossa e santità, e la decisione risulta ancora più strana considerando che l’annuncio della visita di Benedetto XVI aveva provocato fin dall’inizio un certo clamore e scontento oltremanica. La notizia che la visita pastorale sarebbe costata ai contribuenti britannici qualcosa come <strong>20 milioni di sterline</strong> non era stata accolta proprio con giubilo dalla popolazione, mentre l’invio da parte del pontefice di un’epistola in cui si criticava pesantemente l’approvazione dell’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/quer-pasticciaccio-brutto-dell%e2%80%99equality-bill-ovvero-perche-gli-inglesi-contestano-la-visita-di-ratzinger/">Equality Bill </a>(un provvedimento che estende la totalità dei diritti fondamentali a coppie di fatto, gay e transessuali) era stata considerata da gran parte dell’opinione pubblica una vera e propria ingerenza nella vita politica e legislativa di un paese terzo.</p>
<p>Pare che la causa dell’inusuale trattamento dei pellegrini risieda nelle più sofisticate norme di sicurezza necessarie ai giorni nostri, norme che ai tempi della visita del Giovanni Paolo II (1982) erano meno complesse. Inoltre, pare che il Vaticano abbia trovato il costo da sostenere per il viaggio (si parla di 14 milioni di sterline) un tantino esoso, e forse vorrebbe rientrare un po’ delle spese.</p>
<p>Tali motivazioni, tuttavia, non sembrano sufficienti a spiegare il motivo per cui un’organizzazione economicamente florida come la Chiesa cattolica, possa aver deciso di offrire i servigi del pontefice a pagamento. Forse che il Vaticano intenda cautelarsi contro le azioni <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article7094310.ece">legali </a>minacciate da <strong>Richard Dawkins e Christopher Hitchens</strong>, che hanno annunciato di voler trascinare il papa in tribunale per render conto delle sue azioni in materia di prevenzione e repressione degli atti di pedofilia all’interno del clero cattolico?</p>
<p>Come che sia, c’è da augurarsi che non si tratti di un esperimento pilota da applicare poi all’<strong>Angelus domenicale</strong> in piazza S. Pietro. In tal caso, tuttavia, è già pronto lo spot adatto all’occasione: vedere il pontefice in carne e ossa? 25 euro, con *card. Guadagnarsi il paradiso, non ha prezzo.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
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		<title>Inghilterra, Clegg ha rotto l&#8217;incantesimo</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 19:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/clegg-ha-rotto-lincantesimo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/cle-197x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I partiti che si contendono i consensi in GB sembrano aver perduto la capacità di coinvolgere i loro elettori in un progetto politico di grande respiro. Il dibattito sulle prossime elezioni politiche si è ridotto, infatti, a un tartufesco mea culpa sugli errori del passato e uno scambio di invettive al vetriolo sul modo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5028" title="cle" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/cle-197x300.jpg" alt="cle" width="197" height="300" />I partiti che si contendono i consensi in GB sembrano aver perduto la capacità di coinvolgere i loro elettori in un progetto politico di grande respiro.<br />
Il dibattito sulle prossime elezioni politiche si è ridotto, infatti, a un tartufesco mea culpa sugli errori del passato e uno scambio di invettive al vetriolo sul modo in cui sono state gestite l&#8217;economia e la guerra in Afghanistan.</p>
<p>I conservatori hanno riconosciuto le colpe del liberismo sfrenato, che &#8211; riporta <a href="www.presstv.ir">Press Tv</a>, consentendo all&#8217;individuo di prevaricare sulla società, ha diffuso l<strong>&#8216;ingiustizia sociale</strong> e distrutto la <strong>famiglia</strong>. Da parte loro, i laburisti hanno ammesso di non aver fatto abbastanza per aiutare i meno abbienti a difendersi dalla recessione. Ma nessuno dei due partiti ha detto come intende risolvere questi problemi.</p>
<p>La delusione dei cittadini &#8211; come ci informa con sottile ironia il columnist di <a href="andrewsullivan.theatlantic.com">The Atlantic</a> ha spinto le casalinghe a confessare le loro preoccupazioni sulle pagine dei giornali locali.<br />
Per salvarsi in corner, Brown e Cameron hanno cominciato allora ad adulare i credenti, esaltando il ruolo di collante della società svolto dalla religione, ma il ThinkTank  di <a href="www.ekklesia.co.uk"><strong>Ekklesia</strong></a>, il quotidiano che dà voce ai leader religiosi del Paese, ha risposto a muso duro che la vuota retorica non serve per ottenere il <strong>voto dei credenti.</strong></p>
<p>Intervenuto in un dibattito televisivo, Nick Clegg, il leader del Partito Liberale, ha approfittato della situazione per invitare gli elettori a non votare più per i partiti che si sono divisi il potere per 65 anni con la scusa che il Paese non aveva altra scelta.<br />
Dopo il dibattito Clegg è balzato nei sondaggi al 43% dei consensi, lasciandosi alle spalle conservatori e laburisti con percentuali di gran lunga inferiori.<br />
Se questi risultati dovessero essere confermati il 6 maggio, il Partito Liberale si troverebbe ad essere l&#8217;ago della bilancia della politica in Gran Bretagna, il che proverebbe ancora una volta che, se la politica non troverà il coraggio di rinnovarsi, i partiti tradizionali saranno destinati a una sicura estinzione.</p>
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		<title>Il Pastore tedesco colpisce ancora: i tradizionalisti americani tornano all’ovile</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiesa anglicana americana]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-pastore-tedesco-colpisce-ancora-i-tradizionalisti-americani-tornano-all%e2%80%99ovile/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/ratzinger_manifesto-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Più che un pastore, Benedetto XVI sembra un autentico cacciatore di pecorelle. Dopo lo splendido, riuscitissimo colpo messo a segno per inglobare gli anglicani tradizionalisti di Inghilterra, Scozia e Galles, ora anche i vescovi della chiesa anglicana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3566" title="ratzinger_manifesto" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/ratzinger_manifesto.jpg" alt="ratzinger_manifesto" width="303" height="234" />Più che un pastore, Benedetto XVI sembra un autentico cacciatore di pecorelle. Dopo lo splendido, riuscitissimo colpo messo a segno per inglobare gli anglicani tradizionalisti di Inghilterra, Scozia e Galles, ora anche i vescovi della chiesa anglicana americana hanno fatto sapere di essere interessati a rientrare in seno alla Santa Romana Chiesa.</p>
<p>Il sito <a href="http://www.theanglocatholic.com/2010/03/tac-formally-requests-personal-ordinariate-for-usa/">The Anglo-Catholic </a>rende noto il comunicato dei vescovi della Traditional Anglican Communion, i quali, nell’incontro tenutosi il 3 marzo scorso, hanno formalmente avanzato richiesta di giovarsi dell’<a href="http://www.theanglocatholic.com/anglicanorum-coetibus/">Apostolic Constitution Anglicanorum cœtibus</a>, il nuovo ordinariato che, pensato dalla Curia appositamente per i pastori anglicani, consente loro di conservare il proprio rito e di derogare dall’obbligo del celibato. Si può essere certi di quale sarà la risposta del Vaticano.<br />
A giudicare dagli entusiastici commenti rilasciati in calce alla notizia sul sito americano, gli aderenti a questa chiesa sono soddisfatti della decisione dei vescovi, e pregavano per la riunificazione da tempo.</p>
<p>La strategia politico-diplomatica del pontefice romano si sta dimostrando vincente. Il terreno che deve riguadagnare, tuttavia, nei paesi britannici ed europei in generale, è ancora molto. Gli innumerevoli scandali legati alla pedofilia sacerdotale in Irlanda e in Germania, la discussa gestione degli stessi e le nuove leggi in materia di aborto varate recentemente dal governo Zapatero, segnano, infatti, un deciso calo dell’affezione del Vecchio Continente verso il cattolicesimo e i suoi rappresentanti.</p>
<p>Per fortuna ci pensa il nostro Governo a rassicurarli, cantando vittoria per la dichiarazione di ammissibilità del ricorso italiano contro la sentenza del Consiglio europeo che ci impone di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche.</p>
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		<title>Eutanasia in Inghilterra, il caso</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/eutanasia-in-inghilterra-il-caso/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/Lynn-Gilderdale_676977a-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Un giudice dell’Alta Corte britannica ha criticato l’operato del Capo del servizio della pubblica accusa per aver personalmente sostenuto l’accusa di tentato omicidio nei confronti di una madre che ha aiutato la figlia terribilmente malata a realizzare il suo desiderio di morire. Il giudice l’ha definita «una madre altruista e devota».
Ieri la signora Kay Gilderdale, dopo essere stata dichiarata innocente all’unanimità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2554" title="Lynn-Gilderdale_676977a" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/Lynn-Gilderdale_676977a.jpg" alt="Lynn-Gilderdale_676977a" width="304" height="182" />Per favorire un&#8217;informazione il più ampia e diretta possibile, riteniamo importante far conoscere anche ciò che accade fuori dai nostri confini nazionali in materia di laicità e diritti civili. Il caso di un processo conclusosi in Inghilterra a carico di una madre che ha aiutato la propria figlia malata a porre fine alla propria vita ha aperto la prima pagina del <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/crime/article7002405.ece?&amp;EMC-" target="_blank">Times on line </a>del 26 gennaio scorso. Ne riportiamo la traduzione, a cura di Alessandra Maiorino.</em></p>
<p><strong>Kay Gilderdale, madre devota, non avrebbe mai dovuto essere perseguita</strong></p>
<p>Un giudice dell’Alta Corte britannica ha criticato l’operato del Capo del servizio della pubblica accusa per aver personalmente sostenuto l’accusa di tentato omicidio nei confronti di una madre che ha aiutato la figlia terribilmente malata a realizzare il suo desiderio di morire. Il giudice l’ha definita «una madre altruista e devota».<br />
Ieri la signora Kay Gilderdale, dopo essere stata dichiarata innocente all’unanimità, ha lasciato il tribunale. Il giudice, Justice Bean, ha ripetutamente domandato agli avvocati se questo caso così carico di emotività fosse davvero di pubblico interesse.</p>
<p>Ieri sera, la signora Gilderdale – 55 anni e madre di due figli – ha parlato per la prima volta e ha rivelato come il suo cuore fosse stato « spaccato in due», diviso tra l’istinto materno che le imponeva di salvare sua figlia Lynn, di 31 anni, e la volontà di rispettare le sue ripetute implorazioni di aiutarla a mettere fine alle proprie sofferenze, iniziate 17 anni fa, quando contrasse la Encefalomielite Mialgica (N.d.T. più nota come Sindrome della Stanchezza Cronica, tale patologia è attualmente oggetto di studi specifici che stanno facendo luce sulla sua autentica natura e sui suoi effetti altamente debilitanti per il fisico e per il sistema nervoso centrale dell’individuo).</p>
<p>L’infermiera che accudiva la ragazza ha ammesso che nel dicembre 2008 la aiutò nel suo proposito fornendole 420 mg di morfina. Anche l’infermiera è stata accusata di tentato omicidio, essendo emerso che aveva appunto procurato a Lynn una medicina per alleviare le sue sofferenze negli ultimi istanti di vita.</p>
<p>Solo ora è stato reso noto che all’inizio del dibattimento legale il giudice Richard Brown, che presiedeva il caso, aveva invitato la pubblica accusa a lasciar cadere l’imputazione di tentato omicidio. Riferendosi alla richiesta della donna, che si era riconosciuta colpevole di suicidio assistito, il giudice avrebbe domandato: «<em>Non sarebbe meglio accettare ora la richiesta, piuttosto che lasciare che questa difesa si aggrovigli in un confuso processo celebrato in nome di un feticcio legale?</em>»</p>
<p>Il caso è stato rivisto da Keir Starmer, direttore dell’Ufficio della pubblica accusa britannica, dopo che questi aveva pubblicato un libello contenente le linee guida per trattare i casi di suicidio assistito. Nonostante ciò, l’accusa di tentato omicidio è stata portata avanti.</p>
<p>Il fatto che il giudice Justice Bean abbia messo in discussione il ruolo svolto da Starmer e dal Crown Prosecution Service in merito a questo caso riaccenderà in Inghilterra il dibattito sul <em>mercy killing</em>, l’omicidio compassionevole.<br />
Il giudice ha inoltre ringraziato i membri della giuria, dicendo loro che, nello scagionare la signora Gilderdale da quell’accusa, avevano dimostrato «<em>buon senso, dignità morale e umanità</em>». Fonti vicine alla famiglia sostengono che il processo sia stato usato come un esperimento per testare l’opinione pubblica. Il Crown Prosecution Service è rimasto comunque dell’avviso che la decisione di perseguire il caso fosse giusta, sostenendo che la legge non ammette l’omicidio compassionevole.<br />
La signora Gilderdale non ha rilasciato dichiarazioni durante lo svolgimento del processo; solo al termine ha cercato di descrivere lo strazio che comporta il dover venire a patti con le continue richieste di una persona amata, che ti implora di essere lasciata morire. In un’intervista rilasciata a Panorama, programma della BBC, ha detto: «<em>Ti senti squarciata a metà; da una parte, vorresti rispettare il desiderio di tua figlia e comprendi il tormento che attraversa; dall’altra, vorresti solo vederla guarire e farla rimanere in vita</em>». Ed ha aggiunto: «<em>È stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto in vita mia. Non mi interessa cosa sarà di me. Nulla potrà mai eguagliare lo strazio e il dolore di vedere la mia bellissima figlia lasciare questo mondo</em>».</p>
<p>Quando la giuria è entrata in aula dando lettura del verdetto di innocenza, raggiunto all’unanimità in meno di un paio d’ore di dibattimento seguite ad un processo durato un’intera settimana, le persone presenti in aula sono scrosciate in un lungo applauso. Prima di leggere la sentenza di condanna per «assistenza al suicidio», il giudice ha domandato chi avesse preso la decisione di continuare a sostenere l’accusa di tentato omicidio. Sally Howes, Queen’s Counsel per questo processo, ha risposto che la decisione era stata presa dal Dipartimento della Pubblica Accusa riunito in consiglio. Alla domanda del giudice se dunque si ritenesse che la causa fosse di pubblico interesse, la Howes ha detto: «<em>Abbiamo pensato che nel modo più assoluto questo fosse un caso meritevole di essere esposto alla valutazione della giuria</em>».</p>
<p>Il giudice ha rilasciato la signora Gilderdale condannandola ad una anno con la condizionale. Lei ha replicato: «<em>Grazie, grazie infinite</em>». Fuori dal tribunale, Stephen Gilderdale, 35 anni, ha affermato di essere orgoglioso delle «<em>altruistiche scelte</em>» di sua madre.<br />
La giuria è rimasta visibilmente commossa dal racconto dei due genitori, straziati nel rendersi conto che loro figlia aveva perso la volontà di lottare contro una condizione di vita debilitante.</p>
<p>Richard Gilderdale, il padre di Lynn, ha affermato che sua figlia desiderava porre fine alla sua «<em>sventurata esistenza</em>». Il 2 dicembre 2008 inviò alla sua ex moglie e a Lynn il suo usuale messaggio di buonanotte, informandosi anche su come procedesse la nuova cura. Nell’ultimo messaggio le scrisse: «<em>Buonanotte. Sogni d’oro. Ti voglio bene</em>». Nelle prime ore della mattina seguente Lynn ha chiamato sua madre nella propria stanza, e l’ha implrata per l’ultima volta di aiutarla a porre fine alla propria vita.</p>
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		<title>Gravidanze tra le minorenni, l&#8217;Europa si mobilita. E l&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-731" title="couple-embrace" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg" alt="couple-embrace" width="300" height="199" />In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal <strong>ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls</strong> per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il tasso di concepimento per le ragazze tra i quindici e i diciassette anni è del 4,2%, il più alto d’Europa.</p>
<p>La contraccezione, i pericoli delle malattie veneree e dell’Aids, le istruzioni per un ‘sesso sicuro’, l’omosessualità e l’aborto: questi i temi che verranno trattati con gli studenti ai quali si aggiungeranno, sempre su direttiva del ministro, lezioni specifiche sul pericolo dell’abuso di droghe e di alcol.</p>
<p>In realtà l’ordinamento scolastico inglese già prevede corsi di educazione sessuale dai 5 ai 19 anni, ma come materia facoltativa. I genitori potevano fino ad oggi esonerare i propri figli, un po’ come da noi avviene per l’insegnamento della religione cattolica. La novità introdotta dal ministro Balls  è quella di rendere tale materia curriculare al compimento dei 15 anni di età.</p>
<p>La regola varrà anche per gli istituti scolastici religiosi i quali, però, potranno “<em>tenere lezioni sui precetti di fede</em>&#8221; per quanto riguarda i rapporti al di fuori del matrimonio.</p>
<p>Contro il ministro Balls sono insorte, naturalmente, le <strong>associazioni cattoliche e mussulmane</strong>, che rivendicano il diritto dei genitori di decidere non solo gli argomenti da trattare con i figli, ma anche a quale età introdurli alle tematiche legate al sesso. Il ministro, dal canto suo, ha già ribadito che continuerà per la sua strada, insistendo sul diritto di ogni giovane di essere correttamente informato per poter vivere in modo sicuro e responsabile la sua sessualità.</p>
<p>Di fronte a tale esempio, il paragone con l’Italia è d’obbligo.<br />
Da un’indagine del 2008 della <strong>Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia</strong>, l’informazione sulla contraccezione si può considerare soddisfacente solo per lo 0,3% delle under 19 italiane. Ancora, il primo rapporto sessuale non è protetto per una ragazza su tre e solo il 50% di esse usa metodi anticoncezionali sicuri. Cifre ancor più desolanti per le giovani immigrate, che ricorrono all’aborto 3-4 volte in più delle italiane.</p>
<p>Eppure, nelle nostre scuole non c’è traccia di corsi specifici di educazione sessuale e se un insegnante volenteroso volesse svolgere, in discipline analoghe, temi legati alla sessualità correrebbe seri rischi di denuncia.</p>
<p>La riforma scolastica inglese segue di pochi mesi la<strong> direttiva spagnola</strong> che autorizza la vendita della pillola del giorno dopo senza ricetta medica anche per le minorenni e che abbassa a 16 anni l’età per abortire senza il consenso dei genitori.</p>
<p>Mentre l’Europa, quindi, si mobilita per arginare le gravidanze indesiderate nella fascia più giovane della popolazione e per educare i ragazzi a una sessualità senza rischi, l&#8217;Italia rimane attaccata alle proprie arretrate posizioni culturali.</p>
<p>Nel nostro Paese l’educazione sessuale dei ragazzi è ancora delegata in toto all’istituzione ‘famiglia’ a prescindere dalla sua preparazione, dal suo livello culturale e dalle sue convinzioni religiose. E, nei casi peggiori, a coetanei più &#8216;smaliziati&#8217;. Nessuna veste scientifica ma solo un eventuale ‘buon senso’ a penalizzare ancora una volta i ragazzi delle fasce socialmente meno elevate della popolazione e di quelle a tendenza confessionalista.</p>
<p>In un Paese in cui il solo parlare di coppie di fatto scandalizza la cittadinanza cattolica e benpensante, che vanta un ritardo di oltre vent’anni rispetto alla Francia sull’adozione della pillola abortiva, in cui la visione cattolica della sessualità condiziona tutta la legislazione in merito, è lecito pensare che per recuperare il divario con il resto dei pesi europei su questi temi occorreranno ancora decenni.</p>
<p>Esplicativo, a tal proposito, questo stralcio tratto da una lettera del <strong>1907</strong> di <strong>Sigmund Freud</strong> al dottor Furst che gli chiedeva <em>&#8220;uno scritto sull’educazione sessuale dei bambini</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Che cosa ci si può proporre di ottenere rifiutando ai bambini &#8211; o diciamo ai giovani &#8211; tali spiegazioni sulla vita sessuale dell’uomo? Si teme forse di risvegliare precocemente il loro interesse per queste cose, prima che si ecciti da solo? O si spera occultando le cose di poter trattenere l’istinto sessuale fino a che possa imboccare le sole strade che sono aperte all’ordinamento borghese della società? Si pensa che i bambini non manifesterebbero alcun interesse o alcuna comprensione dei fatti sessuali, se la loro attenzione non vi fosse richiamata da un intervento altrui? Si ritiene possibile che quelle cognizioni che si rifiutano loro, non vengano fornite per altre vie? O si ha davvero seriamente il proposito di ottenere che essi più tardi considerino basso ed esecrabile tutto ciò che ha a che fare con quella sessualità da cui genitori ed educatori li hanno voluti tener lontani il più a lungo possibile?</em>”</p>
<p>E’ da notare che nel 1907 si era appena adottata ufficialmente la tesi secondo la quale il concepimento avviene attraverso l’unione di un ovulo e uno spermatozoo.  Anni luce indietro, dal punto di vista scientifico, dalle nostre attuali conoscenze. Anni luce in avanti, invece, le considerazioni di Freud rispetto alla mentalità dell’Italia cattolica di un secolo dopo.</p>
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