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	<title>Cronache Laiche &#187; ilaria garosi</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Quale futuro per le staminali?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 05:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/quale-futuro-per-le-staminali/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/image002-300x196.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il via statunitense alle nuove sperimentazioni sulle cellule staminali fa eco nei palazzi vaticani che si preparano ad emettere la propria sentenza. &#8220;Si tratta di una scelta inaccettabile, moralmente rimane delitto&#8221; tuona Monsignor Elio Sgreccia. Il punto focale delle obiezioni del Vaticano, espresso per bocca dei suoi prelati, rimane la potenzialità delle cellule staminali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10496" title="image002" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/image002-300x196.jpg" alt="image002" width="300" height="196" />Il <em>via </em>statunitense alle nuove sperimentazioni sulle <strong>cellule staminali</strong> fa eco nei palazzi vaticani che si preparano ad emettere la propria sentenza. <em>&#8220;Si tratta di una scelta inaccettabile, moralmente rimane delitto&#8221;</em> tuona Monsignor Elio Sgreccia.</p>
<p>Il punto focale delle obiezioni del Vaticano, espresso per bocca dei suoi prelati, rimane la potenzialità delle cellule staminali di produrre nuovi individui, definita &#8220;<em><strong>totipotenzialità</strong></em>&#8220;.  Gli embrioni verrebbero ingiustamente &#8220;<em>sacrificati</em>&#8221; al fine di trovare una cura a mali che  affliggono migliaia di persone già esistenti.</p>
<p>Pungente anche la critica sull&#8217;evoluzione della medicina in questo campo che, ad oggi, non avrebbe prodotto risultati. <em>&#8220;Non capisco perché si continui ad andare avanti</em>&#8221; riferisce Sgreccia. Nonostante i risultati siano inferiori a quelli attesi alcuni Paesi in cui la ricerca sulle staminali non è ostacolata dalle leggi locali, hanno prodotto notevoli risultati in settori nevralgici della medicina come quello del morbo di <strong>Parkinson</strong>, la ricostruzione del seno, senza dimenticare i benefici rilevati nel trattamento delle malattie autoimmuni e della <strong>Sclerosi multipla.</strong></p>
<p>Inutile ribattere che il processo di innovazione richiede tempo e molte scoperte nell&#8217;ambito scientifico si mostrano inaspettate. Ad oggi abbiamo cure che 50 anni fa non avremmo mai immaginato di avere. Le sperimentazioni producono ogni giorno risultati che, sebbene in negativo, chiudendo vecchie porte dimostratesi sbagliate ne aprono delle nuove dietro alle quali potrebbero celarsi nuove vie verso scoperte scientifiche di portata definitvamente maggiore; insegna in tal senso la massima di <strong>Albert Einstein</strong><em> &#8220;Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato&#8221;.</em></p>
<p>La moralità rappresenta senz&#8217;altro un freno ai <strong>progressi scientifici </strong>del momento a cui dovremmo dare ascolto in caso di sperimentazioni su esseri viventi, ma la certa &#8220;<em>potenzialità</em>&#8221; di produrre un individuo è davvero maggiore della incerta &#8220;<em>potenzialità</em>&#8221; di curare un individuo già esistente? Non e&#8217; forse vero che in termini di potenzialità potremmo considerare &#8220;vivente&#8221; anche un ovulo non ancora fecondato? E se la possibilità di trovare una cura ed alleviare i mali dell&#8217;umanità fosse anche solo lontanamente probabile non varrebbe la pena di tentare? Come un corpo anziano lascia spazio ad un nuovo corpo non potremmo inquadrare nella stessa ottica di <em>&#8220;patto generazionale</em>&#8221; anche lo scambio tra individuo &#8220;potenziale&#8221; ed individuo &#8220;reale&#8221;?</p>
<p>Sebbene sia parzialmente vero che i risultati aspettati non si siano ancora prodotti le <strong>cellule staminali</strong> costituiscono un apporto essenziale all&#8217;insegna dell&#8217;osservazione dei processi: grazie ad esse possiamo infatti osservare processi fisici complessi ed e&#8217; proprio l&#8217;<strong>osservazione </strong>a rappresentare la prima fase del <em>metodo scientifico</em> di <strong>Galileo </strong>senza il quale sarebbe impossibile raggiungere gli obiettivi se non ragionando in termini di probabilità in tempi assai più lunghi ed in base ad esperienze parzialmente incomplete. La risposta al perche&#8217; nonostante gli esiti si continui a &#8220;<em>perseverare</em>&#8221; pare a questo punto abbastanza ovvia.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></p>
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		<title>&#8220;Sei gay? Non puoi donare&#8221; Italia e USA a confronto</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 08:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/sei-gay-non-puoi-donare-italia-e-usa-a-confronto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/sangue-gay-300x171.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sembra una storia di altri tempi, invece e' proprio questo che Gabriele, donatore storico con alle spalle una relazione stabile, si e' sentito rispondere dopo essersi recato alla struttura ospedaliera a cui da oltre otto anni affidava il suo sangue.

La vicenda e' stata raccontata sul blog personale del ragazzo che, amareggiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9036" title="sangue gay" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/sangue-gay-300x171.jpg" alt="sangue gay" width="300" height="171" />Sembra una storia di altri tempi, invece e&#8217; proprio questo che Gabriele, donatore storico con alle spalle una relazione stabile, si e&#8217; sentito rispondere dopo essersi recato alla struttura ospedaliera a cui da oltre otto anni affidava il suo sangue.</p>
<p>La vicenda e&#8217; stata raccontata sul blog personale del ragazzo che, amareggiato, racconta come la dottoressa incaricata dei prelievi si sia dichiarata &#8220;<em>impossibilitata</em>&#8220;, nonostante il suo personale disaccordo, a raccogliere il sangue da persone <strong>dichiaratamente gay</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dopo la fusione con il Policlinico le direttive sono cambiate</em>&#8221; ha affermato la donna. Infatti, appena tre anni fa il <strong>policlinico di Milano</strong> fu posto al centro delle polemiche per un caso analogo. <em>&#8220;Non siamo così alla frutta da accettare sangue anche da gay&#8221; </em>furono le parole esatte con le quali Massimo fu allontanato dal centro trasfusionale.</p>
<p>Alla base di questa<strong> tendenza discriminatoria</strong>, come la definisce la deputata del PD <strong>Paola Concia</strong>, si nasconde il falso presupposto per cui le persone omosessuali sarebbero maggiormente esposte alle <em><strong>STD </strong></em>(<em>malattie sessualmente trasmissibili</em>) a causa di uno stile di vita <strong>promiscuo</strong>.</p>
<p>Il <strong>pregiudizio</strong>, tuttora assiduo tra la popolazione, affonda le sue radici in una norma del 91, in cui, per evitare la diffusione dell&#8217;Aids e dell&#8217;epatite, l&#8217;allora Ministro <strong>Francesco De Lorenzo</strong> impedì la donazione da parte di soggetti considerati<em> &#8220;a rischio</em>&#8220;. A mettere fine a questa iniqua tendenza che, più che tutelare la salute pubblica, discriminava apertamente gli individui in quanto tali, fu il medico di fama mondiale nonche&#8217; ex <strong>Ministro Umberto Veronesi </strong>che, il 27 novembre del 2000, firmò un decreto a favore della donazione da parte di persone <strong>dichiaratamente omosessuali</strong>. Il <em>focus </em>venne così traslato dall&#8217;individuo al comportamento, ristabilendo così il <strong>principio di uguaglianza</strong> sancito dall&#8217;art. 3 della nostra <strong>Costituzione</strong>.</p>
<p>Che l&#8217;<strong>omosessualità </strong>non sia sinonimo di <strong>promiscuità </strong>pare ovvio da ribadire, tuttavia, la presunzione che dietro all&#8217;amore per una persona dello stesso sesso spesso si celi uno stile di vita &#8220;<em>malsano</em>&#8220;, non è un pregiudizio esclusivamente italiano. La situazione è forse più grave negli <strong>Stati Uniti,</strong> in cui la <em>Food and Drugs Administration</em> ha rigidamente bandito gli omosessuali dalle &#8220;<strong><em>blood donors lists</em></strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;esigenza è nata dalla crisi degli anni &#8217;80, in cui l&#8217;AIDS raggiunse consistenti livelli di diffusione principalmente all&#8217;interno di particolari categorie. Tra di esse ricordiamo l&#8217;intero gruppo degli afro-americani nei confronti dei quali, tuttavia, non sono mai state intraprese particolari azioni. La disposizione concerne anche chi abbia assunto droghe per via endovenosa e, più sorprendentemente, chi sia stato pagato in cambio di un rapporto sessuale. Il rifiuto indiscriminato ancora ad oggi rappresenta un ingiusto freno a favore di un atto civile e solidale. Ancora più grave è l&#8217;idea di fondo che, diffondendosi, favorisce la qualificazione dell&#8217;Aids come sinonimo di tossicodipendenza, omosessualità e povertà.</p>
<p>La realtà è molto più drastica: secondo i <a href="http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=198&amp;sub=5&amp;lang=it" target="_blank">dati del ministero della sanità</a>, la percentuale di casi di Aids per l&#8217;anno 2003 si distribuisce per il 40% tra gli eterosessuali e per il 35% tra i tossicodipendenti, mentre solo un 20% riguarda gli omosessuali (5% altro). Lo scenario, mostrando un trend di contagio crescente tra gli eterosessuali, rende quanto mai necessaria una campagna di informazione scevra da pregiudizi e discriminazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi </em></span></strong></a></p>
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		<title>Sacerdozio femminile: la Chiesa ribadisce il proprio &#8220;no&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 22:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/sacerdozio-femminile-la-chiesa-ribadisce-il-proprio-no/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/48f608ce51b51_hp1-288x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dopo la recente ondata di accuse alla Chiesa cattolica la Congregazione per la dottrina della Fede si e’ decisa ad apportare nuove modifiche al Delicta Graviora, il documento che racchiude i delitti più gravi contro la fede. Al momento tra di essi possiamo annoverare l&#8217;attentato contro l&#8217;eucaristia, contro la santità della confessione e l&#8217;abuso sessuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8704" title="48f608ce51b51_hp" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/48f608ce51b51_hp1-288x300.jpg" alt="48f608ce51b51_hp" width="288" height="300" /></p>
<p>Dopo la recente ondata di accuse alla Chiesa cattolica la<strong> Congregazione per la dottrina della Fede </strong>si e’ decisa ad apportare nuove modifiche al <strong><em>Delicta Graviora</em></strong>, il documento che racchiude i delitti più gravi contro la fede. Al momento tra di essi possiamo annoverare l&#8217;attentato contro l&#8217;eucaristia, contro la santità della confessione e l&#8217;abuso sessuale su un minore. Secondo indiscrezioni le modifiche comporteranno l’aggravio delle pene per quest’ultimo e l’aggiunta di quattro nuovi crimini, rispettivamente lo scisma, l&#8217;eresia, l&#8217;apostasia e l&#8217;<strong>ordinazione sacerdotale femminile</strong>.</p>
<p>Chissà cosa direbbe Gaber che già in passato nella sua famosa canzone “<em>E la Chiesa si rinnova</em>” citò, in chiave burlesca, alcuni piccoli passi intrapresi dall’istituzione ecclesiastica verso una quanto mai necessaria modernizzazione. Eh sì, perché quel che può sembrare un piccolo passo per l’umanità è senz’altro un grande passo per la Chiesa.</p>
<p>Tuttavia, il caso in esame rappresenta un’eccezione al Leitmotiv di adeguamento che da un po’ di tempo a questa parte contraddistingue l’evoluzione della legge vaticana. L’idea di includere tra i crimini più gravi il sacerdozio femminile, prevedendo la <strong>scomunica </strong>per ambedue le parti in causa, non rappresenta certamente un tributo a favore dello spirito di eguaglianza tra i due sessi che si va affermando nel resto del cosiddetto <em>mondo “civile”</em>. Prevale in tal senso l&#8217;intento di <em>conservazione </em>e <strong>protezionismo </strong>nei confronti degli influssi esterni che, oltre certi livelli, porterebbero ad una vera e propria ridiscussione delle radici fondanti della religione cristiana. Radici che, ahinoi, prendono vita da documenti scritti, interpretati e modificati nel tempo, sui quali le gerarchie passate continuano ad avere un ascendente tutt’altro che marginale.</p>
<p>Il divieto di <strong>sacerdozio femminile</strong> e, più in generale, la condizione accessoria della donna all’interno della Chiesa, trae origine dalle disposizioni emanate dal <strong>Concilio di Laodicea</strong> in cui fu stabilito che l’autorizzazione ad entrare nel sacrario ed a servire all’altare poteva essere concessa ai soli uomini. Successivamente la tendenza si consolidò in una lettera inviata da<strong> Innocenzo III</strong> nell&#8217; 11 dicembre 1210 ai vescovi di Palencia e Burgos, nella quale fu riportata la seguente attestazione: “<em>Sebbene la beata Vergine Maria sia di una dignità e di una qualità superiore a quelle di tutti gli apostoli , è ad essi, e non a lei, che il Signore ha consegnato le chiavi del Regno dei Cieli”.</em></p>
<p>Ciò non è evidentemente bastato a convincere la vasta schiera di prelati suddivisi nelle diverse correnti del cristianesimo. Infatti già alcune Chiese protestanti hanno ammesso la donna al ministero sacerdotale, come quelle luterane danesi, norvegesi, e svedesi. In Italia si ricorderà il caso di <strong>Maria Vittoria Longhitano,</strong> prima donna sacerdote ordinata dalla chiesa anglicana di Roma, successivamente costretta a svolgere la funzione per strada.</p>
<p>Benché la Chiesa, in quanto istituzione privata dotata di legge propria, possa autoregolamentarsi come più ritenga opportuno, viene da chiedersi per quanto ancora possa durare il conflitto tra la difesa proprie radici e l’inesorabile avanzamento della società, sempre più spesso artefice della consistente perdita di consensi a sfavore della prima.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi </em></span></strong></a></p>
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		<title>La laicità ai tempi di facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Barillà]]></category>
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		<category><![CDATA[laicità dello stato]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/la-laicita-ai-tempi-di-facebook/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/27523_58003847315_5739_n-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Facebook: amato ed odiato, ma mai indifferente. Del resto, al giorno d’oggi, riuscire a farsi un’idea neutrale non è compito facile. I continui bombardamenti mediatici costringono spesso le opinioni a polarizzarsi su due estremi opposti ed il mondo del più noto social network, con la sua minaccia per la “riservatezza” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8297" title="27523_58003847315_5739_n" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/27523_58003847315_5739_n.jpg" alt="27523_58003847315_5739_n" width="200" height="214" /><strong>Facebook</strong>: amato ed odiato, ma mai indifferente. Del resto, al giorno d&#8217;oggi, riuscire a farsi un&#8217;idea neutrale non è compito facile. I continui bombardamenti mediatici costringono spesso le opinioni a polarizzarsi su due estremi opposti ed il mondo del più noto social network, con la sua minaccia per la &#8220;riservatezza&#8221;, non ne resta certo immune.</p>
<p>In tanti ci sono passati ed in molti ne sono già usciti, ma l’impronta che lascia sulla società continua ad avere riflessi sulla vita di tutti i giorni. Se in passato le analisi giornalistiche erano basate su statistiche, spesso rivelatosi sbagliate o in discordia a seconda dell’istituto incaricato, ad oggi il compito di sintesi è affidato proprio a facebook, luogo dove ciascun utente, in barba alla tanto idolatrata <em>privacy</em>, suggella ogni azione con i propri dati anagrafici.</p>
<p>Ne esce fuori una visione piuttosto limpida della società che si manifesta all’esterno attraverso la creazione e l’adesione a <em><strong>gruppi </strong></em>o “<em><strong>pagine fan</strong></em>”. Proprio il proliferare di questi strumenti d&#8217;aggregazione rappresenta un elemento imprescindibile delle moderne democrazie: la <strong>pluralità </strong>e la <strong>libertà di espressione</strong>. Episodi estremi a parte, è facile notare come un’idea circoli più velocemente su reti informatiche e <em>social networks </em>che non nella realtà attraverso la diffusione di quotidiani cartacei, ormai messi a dura prova dall’informazione virtuale.</p>
<p>E’ all’interno di questo contesto che uno tra i più noti <a href="http://www.facebook.com/laicitadellostato?ref=ts" target="_blank"><em>catalizzatori </em>politici inneggianti alla</a><strong><a href="http://www.facebook.com/laicitadellostato?ref=ts" target="_blank"> Laicità dello Stato</a> </strong>ha preso vita. “<em>Molti gruppi richiamavano la laicità ma quel che mancava era una pagina fan”</em> afferma il suo creatore Antonio Barillà in<a href="http://www.polisblog.it/post/7293/intervista-a-polisblog-antonio-barilla-e-il-gruppo-facebook-laicita-dello-stato" target="_blank"> un’intervista rilasciata a Polis</a>.</p>
<p><strong>Com’è nata questa iniziativa?</strong></p>
<p>“<em>Non ho un grande aneddoto per la nascita della pagina, è nata poco dopo il mio arrivo su FB a fine gennaio 2009. Nessuna occasione in particolare ed il motivo è stato semplicemente che il tema ha sempre rapito le mie attenzioni e quindi l&#8217;ho espresso anche tramite questo strumento così presente nella vita dei navigatori. Sicuramente però non mi sarei aspettato questa evoluzione e, già raggiunti i 5000 fans dopo qualche settimana, ho capito che questa possibilità di interagire con molte persone e farle interagire tra loro in riferimento a tematiche specifiche era una risorsa da non sprecare</em>”</p>
<p>Così, al termine di un periodo in fermento a causa della<em><strong> vicenda Englaro</strong></em>, fu finalmente possibile cliccare sul tasto “<em>diventa fan</em>” e aderire ideologicamente ad una delle più delicate battaglie dei tempi moderni.</p>
<p>Il gruppo, che ad oggi conta <strong>227.844 “fans”</strong>, ha da subito avuto un rapido sviluppo con un incremento medio di 300 utenti giornalieri. Sin dal momento della nascita il picco al ribasso non ha superato il minimo di 150-200 sostenitori al giorno, mentre il massimo si è registrato in corrispondenza di un incremento di circa 1000 fans. L’apice è stato raggiunto per mezzo del passaparola, divenuto possibile grazie allo strumento “<em>suggerisci agli amici</em>”. Si denota in questo fatto non solo la volontà di aderire ad una “<em>dottrina</em>” ma anche il proposito di diffonderla all’interno della popolazione.</p>
<p>Dato l&#8217;irrefrenabile slittamento della <em><strong>propaganda </strong></em>moderna verso la grande rete, si rende interessante cogliere il ruolo della politica all’interno dell’iniziativa in questione: terreno fertile per la conquista di quei cittadini che, secondo la logica inglese, verrebbero definiti “<em>internet men</em>” ovvero elettori medi inclini a passare gran parte della giornata online ed i cui voti possono risultare decisivi.</p>
<p>Sorprendentemente non molti <strong>politici </strong>si sono però dimostrati interessati alla pagina, tanto che, dopo aver ricevuto l’invito, hanno visto bene di rifiutarlo. Volontà di non esporsi troppo? Diffidenza verso il più famoso social network?</p>
<p>Certamente, visto dagli occhi di un elettore, troppo spesso schiacciato tra compromessi e logiche di partito, il gesto non è esattamente quel che si potrebbe definire un simbolo di garanzia ed affidabilità. E se, come ha detto <em>qualcuno</em>, la politica è una cosa troppo seria per essere lasciata ai politici, allora, per capire quanto la <strong>laicità </strong>possa essere realmente ricondotta ad un mero fatto di “<em>schieramento</em>”, risulta ancora più funzionale indagare sulla fede partitica dei singoli utenti:</p>
<p>“<em>Senza dubbio i laici sono molto disillusi, calpestati e offesi dalla politica, che sia la destra o la sinistra, spesso conta poco e soprattutto cambia poco. Sicuramente la maggioranza dei sostenitori della pagina, per quello che posso intuire io dagli scambi, sta a sinistra, ma, al contrario di quanto si possa pensare, la componente di destra non è marginale. Ci sono comunque tutti gli schieramenti, spesso anche quelli che non ti aspetteresti proprio, anche perché chi aderisce lo fa per i suoi motivi e tra questi ci può essere semplicemente quello di voler portare un&#8217;opinione contraria a quella che magari ha la maggioranza</em>” afferma Barillà.</p>
<p>Sembra chiaro che la laicità, pur avendo radici storiche che guardano a sinistra, non basta a costituire un partito, ma, al contrario, dovrebbe essere l&#8217;imprescindibile base su cui esso viene costruito. Al fondatore ed ai sostenitori di questo esperimento democratico, nato da una pagina web e concretatosi in qualcosa di più trasversale e tangibile, va il merito di aver dato voce ad un valore civile interiorizzato da gran parte dell’elettorato ma che, per i suddetti motivi, non poteva ergersi a stendardo di nessun comune partito politico.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi         </em></span></strong></a></p>
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		<title>Storie di emigrazione quotidiana</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/storie-di-emigrazione-quotidiana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/solteras-reproduccion-asistida1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L&#8217;Italia, sin dagli inizi del XX secolo, si è trovata ad assistere a consistenti flussi migratori. Nessuno, o quasi, si immaginava però che, una volta raggiunto un livello di progresso accettabile, questi movimenti persistessero. Non intendiamo tuttavia trattare in questo contesto il delicato fenomeno della cosiddetta &#8220;fuga dei cervelli&#8220;, sebbene non sia un segno trascurabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7650" title="solteras-reproduccion-asistida" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/solteras-reproduccion-asistida1.jpg" alt="solteras-reproduccion-asistida" width="282" height="197" />L&#8217;Italia, sin dagli inizi del <em>XX secolo</em>, si è trovata ad assistere a consistenti flussi migratori. Nessuno, o quasi, si immaginava però che, una volta raggiunto un livello di progresso <em>accettabile</em>, questi movimenti persistessero. Non intendiamo tuttavia trattare in questo contesto il delicato fenomeno della cosiddetta <em>&#8220;fuga dei cervelli</em>&#8220;, sebbene non sia un segno trascurabile in materia, preferiamo rivolgere l&#8217;attenzione verso un altro tipo di &#8220;<em>fuga</em>&#8220;.  A lato della prima, spinta da una matrice &#8220;economico-professionale&#8221; se ne sta infatti sviluppando una seconda  legata alle diversificazioni dell&#8217;offerta nei servizi prestati alla popolazione nei vari Stati europei.</p>
<p>I dati di una ricerca <strong>Eshre </strong><em>(societa&#8217; europea per la riproduzione umana e l&#8217;embriologia</em>) mostrano come <strong>1/3</strong> delle coppie che si rivolgono alle <strong>cliniche di fertilità</strong> estere siano italiane. Seguono a ruota i tedeschi ma con una percentuale decisamente più bassa (14,1% contro il nostro 31,8%). Infine, si attestano in terza e quarta posizione l&#8217;Olanda e la Francia.<br />
Si rileva una tendenza piuttosto delineata: sempre più italiani sono <strong>costretti </strong>a spostarsi per ricevere trattamenti sanitari adeguati. L&#8217;effetto è da imputarsi, principalmente, alla <strong>legge 40</strong>, permeata di elementi ideologici e scarna di considerazioni <em>logico-pratiche</em>. Se una recente ricerca ci rallegrava riportando come in Italia si partorisca meglio che altrove, quest&#8217;ultima provoca decisamente un effetto contrario.</p>
<p>Siamo quindi costretti a rimanere un Paese con un sistema sanitario di serie B? Le cose potrebbero migliorare se pensiamo alla recente introduzione del <strong>Mifepristone </strong>(Ex RU486) all&#8217;interno dei nostri ospedali, tuttavia anche in questo caso si verifica una sorta di migrazione, come in tempi più recenti, da regione a regione.<br />
Il caso ha origine ad  Ostia, dove, a seguito di un primo <strong>aborto farmacologico</strong>, la paziente ha ritenuto opportuno rifiutare il ricovero contrariamente a quanto consigliato dalla legge Statale e previsto da quella regionale.<br />
L&#8217;evento sarebbe passato inosservato se non fosse stata coinvolta la famosa <strong>pillola abortiva</strong>, il cui utilizzo, per molti, rappresenta ancora un <em>tabù</em>.  Infatti, non sono mancate reazioni nel mondo politico che, dall&#8217;intera vicenda &#8220;privata&#8221;, ha tratto un caso da discutere in consiglio regionale. L&#8217;esito si è consolidato in una <strong>posticipazione </strong>di entrata in vigore effettiva del farmaco per motivi &#8220;burocratici&#8221; legati, alla previsione del protocollo operativo della regione che prevede un ricovero di tre giorni ma, di fatto, molte strutture non dispongono di posti letto liberi a sufficienza.</p>
<p>Vari riflessi si sono dispiegati anche nel rapporto tra la Polverini ed il direttore generale dell&#8217;ospedale Grossi di Ostia che, avendo semplicemente operato in base a ciò che le condizioni della donna richiedevano, rifiuta ogni responsabilità in merito sottolineando inoltre che, in accordo con l&#8217;art. 32 della Costituzione, il personale non aveva la possibilità di trattenere la paziente contro la sua volontà.</p>
<p>Anche la Polverini, dal canto suo, si appella alla legge giustificando la sopravvenuta posticipazione di entrata in vigore del farmaco con le priorità della <strong>legge 194 </strong>ovvero la <em>salute della donna</em> ed esclude categoricamente che si tratti di una scelta &#8220;<em>ideologica</em>&#8220;. Se di ideologia poco si parla in questo caso, è un elemento certamente più determinante nella dichiarazione rilasciata in consiglio regionale concernente l&#8217;intenzione di migliorare la rete di <strong>consultori </strong>presenti nella regione. &#8220;<em>Magari le convinciamo a non farlo</em>&#8221; asserisce la Governatrice del Lazio.</p>
<p>Tali parole, sicuramente inopportune e di cattivo gusto, insinuano naturalmente un dubbio sul perchè l&#8217;idea di migliorare queste strutture di supporto (siamo sicuri?) nasca proprio adesso. Forse un ruolo in questione è giocato dall&#8217;opinione diffusa in base alla quale la procedura di <strong>aborto chimico</strong> &#8220;faciliterebbe&#8221;  la decisione della donna di far ricorso ad una Ivg?  Che si debba abortire con dolore pare una barbarie d&#8217;altri tempi collegata a chissà quale punizione divina da scontare per un affronto alla morale, ma, ahinoi, è un&#8217;opinione piuttosto diffusa. Ci auspichiamo che non sia questo il motivo che spinge il Lazio a temporeggiare.</p>
<p>Nel frattempo la questione viene delegata all&#8217;<strong>Asp </strong>(Agenzia di Sanità Pubblica) che, per assicurare un corretto impego del farmaco, è stata incaricata della ricerca di posti letto disponibili al fine di individuare le strutture più adeguate. Data la condizione della sanità pubblica,  al momento del responso, non ci stupiremmo se fossero solo un numero limitato e quasi <em>invalidante</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Svezia: non c&#8217;è Chiesa senza spine</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 04:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/svezia-non-ce-chiesa-senza-spine/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/swedenchurch-199x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Brutti tempi per la chiesa svedese che, negli ultimi anni, è andata in contro ad un calo di adesioni. L'impatto più evidente si è verificato nel campo delle cerimonie religiose, un tempo ferree ed irrinunciabili tradizioni. In particolare, gli svedesi sono stati protagonisti della nascita di un favor, sempre più ricorrente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7250" title="swedenchurch" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/swedenchurch-199x300.jpg" alt="swedenchurch" width="199" height="300" />Brutti tempi per la chiesa svedese che, negli ultimi anni, è andata in contro ad un calo di adesioni. L&#8217;impatto più evidente si è verificato nel campo delle <strong>cerimonie religiose</strong>, un tempo ferree ed irrinunciabili tradizioni popolari. In particolare, gli svedesi sono stati protagonisti della nascita di un <em>favor</em>, sempre più ricorrente, diretto a privilegiare le istituzioni civili.</p>
<p>I <strong>matrimoni </strong>&#8220;<em>tradizionali</em>&#8220;, dove per tradizionale si intende il rito religioso, sono crollati dal <strong>53.9%</strong> al <strong>40,9%</strong> in appena 5 anni. Sempre nello stesso lasso temporale anche i <strong>battesimi</strong>, generalmente più stabili, hanno registrato una notevole controtendenza: i bambini battezzati in Chiesa sono infatti diminuiti del 12%.</p>
<p>Insomma, la fortuna non sembra girare dalla parte del noto <em>pilastro della religione</em> che, forse a causa della recente<a href="http://http://www.icenews.is/index.php/2009/06/28/sex-scandals-shake-church-of-sweden/" target="_blank"> ondata di scandali pederastici</a>, assiste ad un rapido crollo a picco dei suoi storici consensi. Basti pensare che sin dal momento in cui venne sancita la formale <strong>separazione dallo Stato</strong>, il trend è inesorabilmente andato a decrescere; solo nell&#8217;anno 2009 73.400 persone hanno abbandonato l&#8217;istituzione ecclesiastica.</p>
<p>Dal canto suo la Chiesa si ritiene comunque soddisfatta del suo<em> ruolo unificatore</em> all&#8217;interno della società svedese: &#8220;<em>Sono estremamente contento che ogni autunno siamo in grado di riunire 40.000 giovani. Non c&#8217;è altra organizzazione in grado di fare ciò, né in campo sportivo, né in quello politico</em>&#8221; asserisce l&#8217;Arcivescovo Anders Wejryd.<br />
Al di là dell&#8217;ottimismo, i dati, specchi di una profonda richiesta di cambiamento, dovrebbero per una volta iniziare a far riflettere gli irremovibili difensori dello status quo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></a></p>
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		<title>America: terra di libertà?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/america-terra-di-liberta/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/ginec_b-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>America: land of the free, land of the brave. Ma l&#8217;ennesimo temporale giunge a incupire l&#8217;invidiabile quadretto di libertà che talvolta osserviamo con invidia dalla nostra decentrata posizione di &#8220;old continent”. La questione riguarda l’approvazione della legge,  peraltro già molto dibattuta, che di fatto impone un obbligo a carico delle donne in procinto di abortire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7006" title="ginec_b" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/ginec_b.gif" alt="ginec_b" width="195" height="300" />America: land of the free, land of the brave</strong></em>. Ma l&#8217;ennesimo temporale giunge a incupire l&#8217;invidiabile quadretto di libertà che talvolta osserviamo con invidia dalla nostra decentrata posizione di &#8220;old continent”. La questione riguarda l’approvazione della legge,  peraltro già molto dibattuta, che di fatto impone un obbligo a carico delle donne in procinto di abortire. Esse saranno infatti <strong>costrette a visionare un&#8217;ecografia del futuro non-nascituro</strong>, nonché ad ascoltarne una minuziosa descrizione dello stato di salute. Benché, data la pre-maturità dell&#8217;embrione, poco si riveli all&#8217;occhio dell&#8217;involontaria spettatrice, appare comunque chiara la <em>ratio</em> sottostante ad una simile disposizione che potremmo, senza paura di incorrere in alcuna esagerazione, definire &#8220;ricatto morale&#8221;.<br />
 <br />
L&#8217;iniziativa nasce dai cosiddetti <strong>gruppi pro-life</strong> americani che da sempre innalzano la propria bandiera all&#8217;insegna del diritto alla vita al di sopra di ogni altra cosa. Stupisce però che la legge americana, generalmente attenta ai diritti dei singoli cittadini, abbia recepito una simil direttiva che sicuramente rappresenta un vessillo da non ostentare. Ancora più stupefacente appare la mancanza di deroghe alla disposizione, spesso necessarie data la grande vastità di casi che poche parole coordinate vanno, speriamo senza leggerezza, a disciplinare. Nel caso specifico, che da ambedue le parti potremmo chiamare &#8220;legge vergogna&#8221;, sia per la vergogna che i legislatori vorrebbero far provare alle gestanti, sia per la vergogna che rappresenta dal punto di vista dei diritti civili, non è ammessa nessuna deroga tesa a personalizzare il singolo caso. Niente eccezioni quindi in caso di stupro o gravi malformazioni del nascituro. Come se ciò non fosse abbastanza non sarà nemmeno più possibile denunciare il medico che, durante la gestazione, abbia nascosto eventuali complicazioni riguardanti la salute dell&#8217;embrione.<br />
 <br />
In pratica assistiamo ad un ribaltamento del <strong>diritto di libera scelta</strong> che passa dalla paziente al medico curante legato a chissà quali logiche partitiche o morali religiose. La macchia sulla reputazione statunitense finisce quindi per allargarsi compromettendo il principio di responsabilità del cittadino al pari della falla di petrolio che contamina le spiagge della Lousiana.</p>
<p>Una nota stonata che mal si concilia con la storia di libertà di cui gli Stati Uniti amano vantarsi. Sempre dalla nostra posizione, un po&#8217; nascosta, un po&#8217; decentrata, riponiamo le nostre speranze nella celebre citazione di W. J. Clinton:<br />
&#8220;<em>Non c’è niente di sbagliato in America che non possa essere curato con ciò è giusto in America</em> (<em>There is nothing wrong with America that cannot be cured by what is right with America</em>)&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Approvato in commissione alla Camera il ddl Calabrò: libero arbitrio, ma con riserva</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 14:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/la-commissione-approva-il-ddl-calabro-libero-arbitrio-con-riserva/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/eutanasia-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”: il ddl Calabrò, o una leggera variante che lo rispecchia quasi interamente, è stato ieri approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Assistiamo all’ennesimo triste passo verso la deprivazione del libero arbitrio in nome di una logica che protegge l’esistenza – perché di vita non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6304" title="eutanasia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/eutanasia.jpg" alt="eutanasia" width="300" height="225" />“<em>Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole</em>”: il <strong>ddl Calabrò</strong>, o una leggera variante che lo rispecchia quasi interamente, è stato ieri approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Assistiamo all’ennesimo triste passo verso la deprivazione del<strong> libero arbitrio</strong> in nome di una logica che protegge l’<em>esistenza </em>– perché di vita non si può più parlare &#8211;  a tutti i costi, sopra ogni altro valore o volontà.</p>
<p>Il contesto, sebbene in veste più moderna, ci ricorda l’abbindolamento di certe norme <em>“double-face”</em>,  tra cui può essere annoverato l’art. 5 del Cod. Civ., là appositamente sistemato non certo per proteggere la dignità della vita dell’individuo nei confronti di un irragionevole autolesionismo, anche perché già la sporadicità dell’evento in un contesto normale sarebbe bastata a rendere superflua l’opportunità di una tale disposizione normativa, ma per punire atti di mutilazione che avrebbero di fatto ridotto il corpo militare italiano.  Così il ddl Calabrò, o quella bozza che gli somiglia, nasce con il falso intento di tutelare la <strong>dignità della vita umana</strong>, ma toglie in realtà ciò che di più vero essa custodisce: la <strong>libertà di scelta</strong>.</p>
<p>Se fino ad oggi abbiamo continuato a sperare di poter decidere autonomamente cosa fare della nostra vita e del nostro corpo la proposta di legge in questione giunge come un segnale d’avvertimento da parte di una politica non più al servizio di liberi cittadini, ma <strong>impositrice</strong>.  Infatti, in caso di stato vegetativo o incapacità a comprendere le direttive mediche, non sarà più possibile assicurare il rispetto della nostra volontà delegando la scelta ad un <strong>fiduciario</strong>, al contrario, in caso di contrasti tra il suddetto ed il medico curante, interverrà il<strong> giudizio vincolante</strong> di un collegio di medici ad hoc costituito.</p>
<p>All’interno del testo normativo non vediamo svanire solo l’autonomia decisionale del singolo individuo, ma anche l’<strong>autonomia professionale</strong> del medico curante che, in caso di espressione di un parere diverso dal proprio, sarà praticamente costretto a rinunciare al mandato o ad eseguirlo forzatamente sotto direttive altrui.</p>
<p>E Se ancora pensiamo di poterci grattar via il marchio “<em>proprietà dello Stato</em>” tramite una semplice <strong>dichiarazione anticipata di trattamento</strong> ecco che nuovamente ci sbagliamo: le <strong>Dat </strong>continueranno ad essere non vincolanti e, inoltre, dovranno essere redatte nella forma prescritta dalla legge (scritta o dattiloscritta con firma autografata). Cade così anche la speranza di vedere la sentenza sul caso Eluana Englaro, che decretò il diritto di rifiutare l’alimentazione e l’idratazione forzata in base a ricostruzioni postume, creare un punto di legge.</p>
<p>Un <em>Nihil obstat</em> parrebbe attestarsi anche dal punto di vista costituzionale, infatti, l’alimentazione e l’idratazione non sono, secondo il testo in questione, considerate terapie e potranno addirittura essere sospese se dovessero cagionare danno al paziente.</p>
<p>Tuttavia l’approvazione definitiva è programmata per il mese di luglio quando il testo sarà discusso in Parlamento. Dal canto suo l’opposizione, per bocca di<strong> Livia Turco,</strong> promette di continuare la battaglia in aula, mentre <strong>Ignazio Marino</strong> fa appello alla coerenza di quei deputati del PdL che si definiscono “<em>di cultura laica e liberale</em>”. In tutto questo marasma parlamentare l’<a href="http://salute.aduc.it/eutanasia/notizia/fine+vita+56+oncologi+ha+ricevuto+richieste_117752.php" target="_blank">eutanasia </a>continua ad essere una nota di sottofondo silenziosa ma persistente.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Anamnesi di una vittima</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 14:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/anamnesi-di-una-vittima/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/image001-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Che Francesco Zanardi fosse un lottatore già si sapeva, ne sono testimoni le numerose battaglie in favore dei diritti degli omosessuali, tra le quali possiamo ricordare lo sciopero della fame volto a sollevare una discussione politica circa le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ma questo non basta all&#8217;attivista gay che da qualche tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5179" title="image001" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/image001.gif" alt="image001" width="224" height="227" />Che <strong>Francesco Zanardi</strong> fosse un lottatore già si sapeva, ne sono testimoni le numerose battaglie in favore dei <strong>diritti degli omosessuali</strong>, tra le quali possiamo ricordare lo sciopero della fame volto a sollevare una discussione politica circa le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ma questo non basta all&#8217;attivista gay che da qualche tempo ha deciso di difendere i diritti di un&#8217;altra minoranza: le vittime della <strong>pedofilia clericale</strong>.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;ennesima battaglia per la quale Francesco ha portato sulla scena tutto sé stesso, citando la propria esperienza personale e sporgendo querela contro quei preti dai quali, in passato, aveva ricevuto svariate &#8220;<em>attenzioni speciali&#8221;</em>. Purtroppo i <strong>due tentativi di denuncia</strong>, sporta prima dinanzi al clero e successivamente presso le autorità civili, si sono rivelati un buco nell&#8217;acqua. Tuttavia, le carte in gioco sono ancora molte, asso nella manica: porre la faccenda all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica; unico tribunale per il quale nessuna <strong>prescrizione </strong>o direttiva imposta potrà mai insabbiare fatti gravi e illeciti come la pedofilia.</p>
<p>E&#8217; proprio questo l&#8217;obiettivo che Francesco, al quale va il merito di non essersi fatto intimidire, si è posto: <strong>informare,</strong> per evitare che i rei, fino ad adesso <em>non colpevoli</em> (dato che nessuno di loro è stato processato), possano ancora nuocere. Del resto, come afferma il protagonista stesso della vicenda, nessuno vuole porre la pedofilia clericale al di sopra di quella ordinaria, importante è però sottolineare che, mentre i laici non vengono generalmente soggetti ad alcun tipo di copertura, un membro della Chiesa gode, invece, di una sorta di <strong>protezione</strong>, sia a livello sociale, sia a livello istituzionale.</p>
<p>Ponendo meccanismi truffaldini espliciti, come la <strong><em>Crimen sollicitationis</em></strong>, a parte, nella cultura generale la figura del sacerdote è strettamente legata alla visione di un <em>&#8220;uomo al di sopra di ogni sospetto</em>&#8220;. L&#8217;eventuale denuncia da parte di un poco più che ragazzino potrebbe, in caso, essere fatta nelle mani di un altro prete che, a sua volta, potrebbe rivelare il tutto in confessionale. Ecco che scatta però il meccanismo &#8220;<em>auto-invalidante</em>&#8221; per cui l&#8217;obbligo del<strong> segreto confessionale</strong> impedisce ogni ulteriore prosecuzione accusatoria, salvo che il sacerdote in questione non voglia rischiare la <strong>scomunica</strong>.</p>
<p>La lotta di Francesco, di cui riportiamo a seguito la <strong>testimonianza</strong>, rappresenta pertanto un tentativo di far uscire uno spiraglio che possa illuminare le coscienze di chi ha il potere di porre fine alla reitarazione di questi terribili abusi.</p>
<p>&#8220;<strong>Diocesi di Savona, 1980:</strong><em> Avevo 10 anni circa, Spotorno un piccolo paese della riviera ligure, nemmeno 5000 abitanti, cominciavo con gli amici Franco e Fabrizio ad uscire soli, le nostre situazioni familiari, la mia e quella di Franco pressappoco uguali, Fabrizio invece orfano di padre.</em></p>
<p><em>Cominciammo, un po&#8217; così un po&#8217; per fare piacere alle nostre madri a frequentare la domenica la parrocchia, andavamo a servire messa, con le nostre situazioni familiari li ci sentivamo importanti, si faceva a gara per aggiudicarsi i vari servizi durante la messa ed era un&#8217;ottima scusa per distrarsi dall&#8217;ambiente familiare.</em></p>
<p><em>Il parroco M. all&#8217;epoca già molto anziano non conduceva molte attività parrocchiali, da li a poco andò in pensione ritirandosi.</em></p>
<p><em>1982. Arriva il grande giorno, a Spotorno due giovani nuovi parroci, C. e G. pieni di voglia di fare pieni di voglia di trasmettere Dio come appreso nel Vangelo. Le opere parrocchiali, di nuova costruzione e molto ampie divennero presto un punto di incontro, l&#8217;unico per i giovani della piccola e noiosa cittadina.</em></p>
<p><em>I primi anni furono fantastici, pieni di emozioni, C. che aveva notato il mio modo di fare molto introverso e l&#8217;importanza per me di avere un luogo sereno, dove potermi esprimere (ero agli antipodi della mia vita professionale, smontavo radio, sveglie senza mai riparare nulla) e trovare il mio spazio, che a casa non avevo. Mi diede un sottoscala, li ero solo io, non mi pareva vero.</em></p>
<p><em>1983. Un giorno arrivò un nuovo vice parroco, N. G. molto giovane, arrivava da Roviasca una piccola parrocchia nell&#8217;entroterra savonese (Solo anni dopo, scoprimmo che lo mandarono a Spotorno per essere controllato da C. e N. G., perche sorpreso a Valleggia mentre molestava un minore), di tanto in tanto, piccole probabili vittime di circa 14-16 anni venivano a trovarlo da Roviasca in motorino (solo per un breve periodo), ridacchiavano con noi dicendo che &#8220;toccava&#8221; ma non capivamo bene il significato di quelle frasi. Molto presto però capimmo.</em></p>
<p><em>Nel frattempo in parrocchia le attività erano numerose, anche fuori dalla parrocchia, proprio con lui io, Franco, Fabrizio, Andrea ,Romeo e altri andavamo alle escursioni nella casa piemontese (ricordo la prima volta che vidi in quella casa, il dormitorio, era un enorme letto di tavole poggiate su due putrelle di ferro, su due piani, il suo altare sacrificale), si mangiava, da buoni lupetti ripulivamo la cucina e si andava a dormire, si spegneva la luce e il mostro cominciava, quasi sempre uno alla volta, in questo caso ingenuamente trasportati al di sotto del piano dove si dormiva,  sentivamo il rumore e tutti sapevamo cosa accadeva, attendevamo solo il nostro turno. Continuò per anni, con vari stratagemmi e in luoghi differenti, verso i 16 anni cominciai ad allontanarmi dalla parrocchia, trovai un lavoro e interruppi gli studi a 18 presi la patente e mi allontanai definitivamente e per diversi anni dalla Chiesa, non passai momenti facili, all&#8217;età di 23 anni, mia madre si suicidò. Fu un periodo molto buio per me, non riuscii mai a parlare a C. degli abusi di quel prete, mi faceva paura anche lui (premetto che non provò mai a toccarmi), malgrado fosse stato un po&#8217; il mio papà, la mia guida, lo chiamavo Popi, fu un grande trauma lasciare la parrocchia. Era il 1988 festeggiavo i miei 18 anni.</em></p>
<p><em>Malgrado i vari traumi dovuti alle violenze, con molta fatica la mia vita andava avanti, mi licenziai e cominciai a lavorare in proprio,(era il 1994) anche se inconsciamente continuavo a subire quei traumi, me ne ero praticamente dimenticato, li avevo apparentemente rimossi. Incontravo per strada il mio carnefice, senza alcun apparente sentimento di rancore, era sempre con ragazzini, dentro di me sapevo.</em></p>
<p><em>E&#8217; inutile dire che la mia adolescenza era oramai distrutta e mai vissuta, il ricordo di quegli anni è molto vago. Ricordo che non avevo ancora una identità sessuale e avevo il terrore di avere rapporti, un classico quasi per tutte le vittime.</em></p>
<p><em>C. nel frattempo era diventato Economo, aveva anche intuito, collegando varie situazioni, il perché mi allontanai da Spotorno, non riusciva a perdonarsi il silenzio dovuto a alle direttive interne alla chiesa che così tanto danno avevano arrecato a troppi, un silenzio nel quale tutti sapevano, e che permetteva a questi mostri di continuare le loro barbarie.</em></p>
<p><em>Lo incontrai, erano passati tanti anni, ma gli volevo ancora bene, aveva lasciato in me un&#8217;impronta importante, lui anche, non si era mai dimenticato di me, non ci eravamo più cercati quelle violenze da parte di N. G., una montagna troppo alta per tutti e due, ancora in lui come un tempo, la voglia di coltivare la sua chiesa, malgrado le difficoltà che impone.</em></p>
<p><em>Eravamo contenti che le nostre strade si incrociassero ancora, mi raccontò della sua carriera ecclesiastica, io della mia. Intanto io vivevo con mio padre, non era il massimo ma cercavo di farmela andare bene, C. mi propose di andare a vivere con lui, la casa dove abitava era grande e un po&#8217; di vita in comune con una persona che sentivo una guida mi avrebbe fatto bene. Era il 1996.</em></p>
<p><em>Parlammo a lungo, anche delle violenze, ma per C. non era facile, io mi chiudevo, non riuscivo ad affrontare l&#8217;argomento. Troppa la vergogna e il peso, mi sentivo in colpa. Anche in lui il senso di colpa e d&#8217;impotenza pesava come un macigno.</em></p>
<p><em>Nel frattempo C. mi introdusse nell&#8217;ambiente lavorativo ecclesiastico come tecnico, andavo spesso da lui in Diocesi, dal cancello vedevo un prete con abiti firmati, sempre alla moda, con auto sportive, intorno a lui dei ragazzini extracomunitari, nei suoi modi mi tornava in mente qualcosa. Scoprii presto che era un pedofilo messo a dirigere la comunità per minori in difficoltà, la comunità era situata nel Palazzo dei Canonici di Savona, stranamente, anche in questo caso nessuno si accorse mai di nulla. La comunità Migrantes di don Giorgio Barbacini, direttore anche dell&#8217;ufficio missionario diocesano fu aperta con il consenso del Vescovo nel 1996, lo stesso Vescovo fece aprire in quegli anni al già noto N. G., la comunità di Fegnino, sulle alture di Finale.&#8221;</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/io-vittima-di-un-prete-pedofilo/" target="_blank"><strong>Leggi la lettera di denuncia di Francesco Zanardi</strong></a></span><em><br />
</em></p>
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		<title>Condom nelle scuole: un doveroso atto di coerenza</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 15:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria garosi]]></category>
		<category><![CDATA[liceo Garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[preservativi nelle scuole]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/condom-nelle-scuole-un-doveroso-atto-di-coerenza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/condom_sexed-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Di educazione sessuale nelle scuole si sente molto parlare ma quali sono state le effettive misure fino a questo momento? Vaste sono le iniziative poste all’attenzione dei giovani, a partire dall’aborto, sul quale sono concentrate la stragrande maggioranza delle forze, fino alle imbarazzate informazioni sui metodi anticoncezionali, seppure essi siano alla base della problematica sull’interruzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5018" title="condom_sexed" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/condom_sexed-300x300.jpg" alt="condom_sexed" width="300" height="300" />Di educazione sessuale nelle scuole si sente molto parlare ma quali sono state le effettive misure fino a questo momento? Vaste sono le iniziative poste all’attenzione dei giovani, a partire dall’<strong>aborto</strong>, sul quale sono concentrate la stragrande maggioranza delle forze, fino alle imbarazzate informazioni sui <strong>metodi anticoncezionali,</strong> seppure essi siano alla base della problematica sull’interruzione volontaria di gravidanza.</p>
<p>Il dilagante<em> spirito pudico</em>, quello che spesso si concreta sulla bocca della gente attraverso il noto “<em>non sta bene che…</em>”, ha fatto sì che tra teoria e pratica venisse a mancare una linea di giunzione. In un simile contesto degno di nota si rileva il coraggioso atto di coerenza posto in essere dal<a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/04/14/news/la_svolta_del_liceo_garibaldi_profilattici_nel_distributore-3349404/" target="_blank"><strong> liceo Garibaldi</strong></a> di Palermo che, a seguito di un ciclo di incontri sul tema “<strong>sessualità</strong>”, ha deciso di installare, senza non pochi problemi, dei <strong>distributori automatici di preservativi</strong>. Le <em>macchinette</em>, per privacy, verranno installate nei bagni, dove gli studenti potranno finalmente acquistare i condom a prezzi “politici” ed in totale riservatezza.</p>
<p>La decisione, che segue il sentiero tracciato dal<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/a-roma-il-primo-distributore-%E2%80%98scolastico%E2%80%99-di-profilattici/" target="_blank"> liceo Keplero</a> di Roma, si è da subito mostrata problematica. La maggiore preoccupazione, che ha destato subbuglio durante la seduta del consiglio di istituto, è legata alla possibilità che l&#8217;installazione dei distributori possa effettivamente spingere i giovani al concreto uso dei condom: patema alquanto vano. Al contrario, all’iniziativa va il merito di agire come semplice rimedio ad eventuali azioni che, senza un’adeguata informazione alla base, potrebbero portare a conseguenze indesiderate.</p>
<p><em>“Compito che dovrebbe spettare ad un genitore”</em> argomenta qualcuno, come la professoressa di latino che si domanda il perché debba essere proprio la scuola ad insegnare la sessualità agli studenti. Sulla questione si potrebbe ribattere menzionando l’attuale contesto sociale in cui lo sfuggente dialogo <em>genitori-figli</em> si rivela sempre più impacciato e, molto spesso, delegare ad esterni compiti così delicati giunge ad essere la soluzione più efficace. Il ruolo della scuola sarebbe nel complesso non sostitutivo ma complementare a quello dei genitori in quegli ambiti in cui<em> una parola è poca ma due non sono mai troppe</em>: la protezione dalle <strong>STD </strong>(<em>malattie sessualmente trasmissibili</em>) ne costituisce un valido esempio.</p>
<p>Mentre la situazione all’estero, come di sovente accade, può già essere definita all’avanguardia, le scuole italiane che ospitano distributori di condom al loro interno si contano sulle dita di una mano. Ci auspichiamo che la vicenda del Keplero, insieme alla <a href="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/2009/06/20/l%E2%80%99eterno-problema-del-preservativo/" target="_blank">decisione del consiglio provinciale di Roma</a> che nel giugno del 2009 permise l’installazione delle <em>macchinette </em>nelle scuole della provincia, faccia da apripista ad una tendenza destinata a non esaurirsi.</p>
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		<title>RU486: la legge non si tocca</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 11:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro capece]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria garosi]]></category>
		<category><![CDATA[ru486]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/ru486-la-legge-non-si-tocca/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/aa1-260x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il clero cattolico rimane ancora una volta chiuso nei propri rigidi dogmi trascinando con sé quella schiera di classe politica che storicamente fonda gran parte del proprio consenso sui voti dei cattolici. Il persistere di questo ostile atteggiamento, che alimenta l&#8217;incapacità di adeguarsi alla evoluzione della società, ha incoraggiato autorevoli esponenti della Lega a proclamare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4516" title="aa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/aa1-260x300.jpg" alt="aa" width="260" height="300" />Il clero cattolico rimane ancora una volta chiuso nei propri rigidi <strong>dogmi </strong>trascinando con sé quella schiera di classe politica che storicamente fonda gran parte del proprio consenso sui voti dei cattolici. Il persistere di questo ostile atteggiamento, che alimenta l&#8217;incapacità di adeguarsi alla evoluzione della società, ha incoraggiato autorevoli esponenti della Lega a proclamare il <strong>blocco </strong>della diffusione della cosiddetta RU486 che, dato il superamento della fase sperimentale a cui la sigla è legata, dovremmo propriamente chiamare <strong>Mifepristone </strong>.</p>
<p>Tuttavia, la risposta dei politici favorevoli alla promozione dei <strong>diritti civili</strong> non si è fatta attendere. Il segretario del PD, il Ministro della Salute e l&#8217;onorevole Prestigiacomo, infatti, hanno ribattuto che nessuno, neppure il Papa, come ha ribadito più tardi l&#8217;on. Cacciari, può incitare i cittadini a non accettare le leggi dello Stato. Immediata la replica dell&#8217;onorevole Ignazio Marino che sottolinea il divieto di ingestione dei politici nella relazione professionale medico-paziente. Fuori dalle linee tracciate dalla sua precedente coalizione giunge l&#8217;affermazione del Presidente della Camera che ha fatto giustamente notare l&#8217;estraneità del Parlamento, detentore del potere legislativo, all&#8217;approvazione della vendita della pillola abortiva, autorizzata dall<em>&#8216;Agenzia europea del farmaco</em>.</p>
<p>La frettolosa marcia indietro dei due esponenti leghisti dimostra chiaramente che ribattere colpo su colpo agli attacchi della maggioranza è un atteggiamento che paga, tuttavia, come giustamente affermato, la <em>politica della controtendenza</em> può funzionare nei periodi di campagna elettorale, come quello appena passato, ma raramente conviene una volta che le sedie sono state spartite e l&#8217;elettore torna ad avere un mero ruolo di osservatore in attesa del prossimo giudizio.</p>
<p>Molto più rilevante è a nostro giudizio la discussione sulle<strong> modalità di somministrazione</strong> del mifepristone che secondo la l.194 dovrebbe avvenire in una struttura pubblica autorizzata mediante ricovero. Le funzionalità della nuova pillola, andando di pari passo con le altre implementazioni sviluppate dal progresso scientifico, potrebbero invece garantire lo svolgimento della procedura in via autonoma, pur sempre sotto controllo medico.<br />
Al momento ci potremmo tuttavia limitare ad un plauso per l&#8217;esito del tormentato percorso di approvazione del farmaco che potrebbe sostanzialmente garantire l&#8217;attuazione della l. 194 abbattendo le interminabili <strong>liste di attesa </strong>per gli interventi di <em>i.v.g.</em> ed il conseguente ricorso al mercato nero degli <strong>abortisti &#8220;<em>privati</em>&#8220;:</strong> unica vera violazione della legge.</p>
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		<title>Scandalo pedofilia in Germania, così fan tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 08:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria garosi]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[zollitsch]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/scandalo-pedofilia-in-germania-cosi-fan-tutti/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/immart-300x294.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>C&#8217;è un che di craxiano nella dichiarazione del presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, che potremmo riassumere con le seguenti parole: &#8220;La chiesa in passato ha nascosto casi di pedofilia, ma non è stata l&#8217;unica&#8220;. Ancora una volta la logica italica del &#8220;lo facevano tutti&#8221; sembra fare da schermo ad uno tra i più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4062" title="immart" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/immart-300x294.jpg" alt="immart" width="300" height="294" />C&#8217;è un che di craxiano nella dichiarazione del presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, che potremmo riassumere con le seguenti parole: &#8220;<em>La chiesa in passato ha nascosto casi di pedofilia, ma non è stata l&#8217;unica</em>&#8220;. Ancora una volta la logica italica del <em>&#8220;lo facevano tutti&#8221; </em>sembra fare da schermo ad uno tra i più disprezzabili crimini. Tuttavia, in questo caso non è la corruzione a rappresentare l&#8217;oggetto del reato, ma la dignità umana, motivo per il quale non possiamo permettere che sia solo uno a pagare per tutti.</p>
<p>Il <em>mea culpa</em> recitato pubblicamente dall&#8217;arcivescovo Zollitsch rappresenta un notevole passo avanti verso una <strong>trasparenza </strong>fino ad adesso mancata, soprattutto negli ambienti clericali, spesso oscurati da un velo di segretezza che tanto ha ispirato vari romanzi di successo.</p>
<p>Il <strong>crollo di credibilità</strong> della Chiesa cattolica ed i sempre più frequenti attacchi, talvolta detti &#8220;<em>laicisti</em>&#8220;, hanno portato a galla problemi reali, slegati da ogni sorta di ideologia politica. La volontà di collaborare, dichiarata dai vescovi tedeschi, non basta a porre rimedio alle vittime già colpite da questa sorta di crimini, alle quali è stato riservato un trattamento doppiamente umiliante: la violenza fisica e, seguentemente, quella psicologica legata all&#8217;<strong>abbandono</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Le vittime vogliono solo parlare del proprio dolore, non denunciare&#8221;</em> afferma infatti l&#8217;arcivescovo.  Il che potrebbe sembrare una giustificazione alla mancanza di denunce o provvedimenti legali nei confronti dei colpevoli, ma quando effettivamente si parla di <em>celibato </em>come causa scatenante dell&#8217;indole pederasta immediatamente viene sottolineata la meticolosità con la quale vengono responsabilmente formati i membri del clero: pronti a svolgere una missione superiore.  Parrebbe allora opportuno destinare parte di questi sforzi a garantire un sostegno alle vittime degli abusi, spesso lasciate sole: senza supporti e senza giustizia.</p>
<p>Il sentiero intrapreso dalla Chiesa tedesca è segno della lenta evoluzione che da secoli caratterizza l&#8217;istituzione cattolica: troppo spesso rinchiusa in rigidi schemi mentali.<br />
Così come siamo giunti dallo spirito che alimentava le crociate al supporto contro la pena di morte auguriamoci che a questo ultimo passo verso la giustizia terrena seguano azioni concrete.</p>
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		<title>La truffa di Fermo: 50mila euro per &#8216;guarire&#8217; dall&#8217;omosessualità</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[arcigay]]></category>
		<category><![CDATA[fermo]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria garosi]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[terapie riparative]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/la-truffa-di-fermo-50mila-euro-per-guarire-dallomosessualita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/luca-era-gay1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>E' l'ennesimo caso di truffa quello che si è verificato a Fermo . Il fatto ha in sé dell'incredibile. Ancora una volta disperazione e impotenza si piegano all'astuzia di uno spregiudicato gruppo di finti praticanti [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3394" title="luca-era-gay1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/luca-era-gay1.jpg" alt="luca-era-gay1" width="366" height="261" />E&#8217; l&#8217;<a href="http://www.arcigay.it/dacci-50000-euro-e-tuo-figlio-gay-diventera-etero" target="_blank"><strong>ennesimo caso di truffa</strong></a> quello che si è verificato a Fermo . Il fatto ha in sé dell&#8217;incredibile. Ancora una volta disperazione e impotenza si piegano all&#8217;astuzia di uno spregiudicato gruppo di finti praticanti di miracolose discipline orientali.<br />
Le patologie trattate, se così le vogliamo chiamare, spaziano dall&#8217;infertilità all&#8217;omosessualità. La setta si proponeva di guarire chiunque si rimettesse alle loro poco amorevoli cure, usufruendo di strumenti &#8220;alternativi&#8221;, assai lontani dalle odierne pratiche scientifiche, ormai forse troppo in difficoltà per poter costituire l&#8217;unica fonte di speranza. Ma non è la sfiducia nella scienza che ha portato alcune delle numerose vittime ad iniziare il percorso di guarigione, bensì una sorta di diffidenza verso ciò che non riesce ad essere comunemente compreso.</p>
<p>Il tentativo di <strong>guarire l&#8217;omosessualità</strong> rappresenta il male nascosto di una società che ancora, purtroppo, non si presta ad essere curata. L&#8217;ignoranza di fondo, l&#8217;odio ed il disprezzo rappresentano un ambiente ideale per il proliferare di gruppi che propongono vere e proprie cure psicologiche per il trattamento di questo, a lor dire, &#8220;disturbo&#8221;.<br />
Truffe del genere non ci sono purtroppo totalmente estranee, tuttavia, sono  i metodi utilizzati nello specifico caso ad essere a dir poco raccapriccianti. La &#8220;riconversione all&#8217;eterosessualità&#8221; avveniva attraverso una vera e propria manipolazione mentale: ai partecipanti veniva fatto credere di aver subito violenze sessuali in età infantile, mettendo così in discussione la loro intera sfera affettiva.<br />
Un metodo brutale che, oltre a sfruttare l&#8217;ignoranza e l&#8217;intolleranza, si prefiggeva di creare veri e propri danni psicologici. Una terapia d&#8217;urto, degna della radazione dall&#8217;albo per ogni psicologo, che ha portato alla contestazione dei reati di truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e maltrattamenti di minori.</p>
<p>Immediata la replica dell&#8217;Arcigay che, per voce del vice-presidente Luca Perilli, condanna ancora una volta le cosiddette &#8221;<strong>terapie riparative</strong>&#8220;, spesso sponsorizzate da quegli ambienti religiosi che vedono nell&#8217;espressione di un amore incondizionato una forma di violenza verso Dio.</p>
<p>L&#8217;omosessualità è stata rimossa  dal manuale ufficiale dei disordini mentali ed emozionali nel 1973; quasi 40 anni dopo si fa ancora fatica a comprendere che <strong>il diverso orientamento sessuale non è una malattia</strong>. Chiunque si prefigga l&#8217;obiettivo di curarla sta perseguendo uno scopo lontano da ogni sorta di parere o pratica medica legalizzata.</p>
<p>In conclusione sarebbe bene ricordare che in una società, dove i reati a sfondo omofobico sono all&#8217;ordine del giorno, l&#8217;unica cura necessaria è racchiudibile nella tolleranza, poiché, come ci ricorda Cristicchi, la più grande patologia non è l&#8217;omosessualità, ma il vuoto e la solitudine che attorno a tali persone ingiustamente si forma.</p>
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