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	<title>Cronache Laiche &#187; il giornale</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Il Vaticano siamo noi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 12:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-vaticano-siamo-noi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/dollari_albero_vaticano1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dapprima fu il silenzio. L’accetta dei tagli del governo si è abbattuta sui lavoratori (naturalmente dipendenti, in particolare pubblici) e sullo stato sociale, su Comuni, Province e Regioni (e quindi servizi e assistenza) senza che un solo fiato si levasse dai porporati così bravi, in altre circostanze, nel predicare solidarietà e aiuti ai bisognosi. Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/dollari_albero_vaticano1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26238" title="dollari_albero_vaticano1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/dollari_albero_vaticano1.jpg" alt="" width="325" height="293" /></a>Dapprima fu il silenzio. L’accetta dei tagli del governo si è abbattuta sui lavoratori (naturalmente dipendenti, in particolare pubblici) e sullo stato sociale, su Comuni, Province e Regioni (e quindi servizi e assistenza) senza che un solo fiato si levasse dai porporati così bravi, in altre circostanze, nel predicare solidarietà e aiuti ai bisognosi. Poi qualche penna “illustre” (noi, che certamente non lo siamo, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/nessuno-tocchi-il-vaticano/">ne abbiamo parlato</a> quando il silenzio ancora regnava sovrano) ha cominciato a chiedersi e a chiedere se in un momento di tragica difficoltà per il paese non fosse il caso che il Grande Esente, la Chiesa, cominciasse a pagare le tasse sugli immobili di sua proprietà, a rinunciare a finanziamenti e agevolazioni e persino all’otto per mille dell’Irpef, che frutta circa <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">un miliardo di euro</a> direttamente dalle tasche di tutti i contribuenti (cattolici e non).</p>
<p>E allora tacere non si poteva più. Non si poteva più nascondere quegli almeno <strong>quattro miliardi di euro</strong>  (secondo la stima al ribasso di un’<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Costi-della-Chiesa-cattolica-Repubblica-2007.pdf">inchiesta di Repubblica</a> datata 2007) che ogni anno passano dalle casse dello Stato italiano a quelle della Chiesa. La cifra rimbalzava sui giornali, sul web, su tutti i social network, scatenando l’indignazione del popolo e di (alcuni) intellettuali e giornalisti. E così è iniziato l’immancabile carosello di prelati e politici affiliati. Chi difende i privilegi, chi nega le agevolazioni, chi attacca per non essere attaccato, chi ribalta la frittata e spaccia i finanziamenti alla Chiesa per opere di carità (forse non sa dove finisce l’80% dell’otto per mille?).</p>
<p>Nella ridicola difesa di indifendibili privilegi, meritano menzione alcune dichiarazioni.</p>
<p><strong>Rosy Bindi, presidente del Pd</strong>. Ha  esplicitamente detto che il Pd non appoggerà la richiesta di far pagare al Vaticano l’Ici sugli immobili di sua proprietà, come proposto dai Radicali: «<em>Io credo, come Casini, che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, l&#8217;unica veramente impegnata con il volontariato nella lotta alla povertà</em>». L’anima confessionalista del Pd riemerge in tutta la sua potenza. Se sul testamento biologico e le coppie di fatto forse &#8211; ma proprio forse &#8211; si può anche discutere, dell’eliminazione dei privilegi alla casta cattolica non se ne parla neanche. E se lo dice la presidente…</p>
<p><strong>L’<em>Avvenire</em>, il quotidiano dei vescovi</strong>. «<em>Bisognerebbe essere più precisi e informarsi, prima di gettare ombra o perfino fango. Bisognerebbe avere, con la Chiesa, la precisione che si ha nei confronti di altri soggetti più &#8216;reattivi&#8217; e meno inoffensivi. Perché quei &#8216;quattro miliardi&#8217; sottratti all&#8217;Italia della crisi sono lo schizzo cattivo di un laicismo che intende eliminare ogni presenza sociale e pubblica della Chiesa, che sta contribuendo già adesso ad ammortizzare gli effetti nefasti della crisi</em>». Ma come la Chiesa contribuirebbe non è dato sapere. Mistero della fede?</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Evasione-W-KS.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-26240" style="margin-left: 10px;" title="Evasione W KS" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Evasione-W-KS-235x300.jpg" alt="" height="340" /></a>Angelo Bagnasco, presidente della Cei</strong>: «<em>Le cifre dell’evasione fiscale sono impressionanti</em>», ha tuonato dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid scoprendo l’acqua calda. «<em>Come comunità cristiana, come credenti  dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte. […]. Così le cose sarebbero risolte, non senza però rivedere gli stili di vita</em>». Il pensiero è corretto, nulla da obiettare se pensiamo che in Italia l’evasione fiscale raggiunge la cifra stimata di <strong>265 miliardi di euro l’anno</strong> (dati 2008). Ma proferito dal rappresentante di una casta che basa il suo potere economico (anche) sull’esonero fiscale suona davvero come una presa in giro. L’astuto prelato ha preferito guardare in casa altrui invece che nella propria in piena tecnica “la miglior difesa è l’attacco” (ma la trave e la pagliuzza dove sono finite?).</p>
<p><strong>Vittorio Feltri</strong>. Dalle colonne del <em><a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13CN/13CNK8.pdf">Giornale</a> </em> lancia la sua crociata di ateo devoto: «<em>D</em><em>a quando non si parla che di tasse e di tagli e di imbrogli peri noti motivi, anche la Chiesa cattolica è finita sotto tiro dei soliti moralisti, accusata addirittura di eludere il fisco grazie a privilegi concordatari strappati allo Stato. Senza entrare in particolari troppo tecnici, vorremmo tuttavia ricordare che gran parte delle suddette critiche sono infondate. Infatti non è vero che il mattone dei preti sia esente da imposte. O meglio, lo è se destinato ad attività di culto, benefiche, assistenziali o comunque volte a colmare l’assenza dello Stato.</em> […]<em>Se la Chiesa è in grado di sostituirsi ai Comuni, alle Province, alle Regioni e allo Stato laddove questi sono incapaci di agire, sarebbe assurdo che venisse penalizzata. Semmai dovrebbe ricevere, oltre a encomi, anche dei congrui contributi e non soltanto l’esenzione fiscale. </em>[…] <em>Attenzione. Qualsiasi immobile della Chiesa che non sia utilizzato per gli scopi sommariamente citati sopra</em> [assistenza ai deboli e solidarietà, ndr<em>], e che sia invece affittato e produca reddito, viene trattato come se fosse nostro o vostro. Non è esente dall’Ici né da altre tasse</em>». Preso dall’ansia di compiacere le gerarchie ecclesiastiche – e, di conseguenza, il suo padrone – l’ex mangiapreti Feltri ha dimenticato che l’<strong>esenzione totale </strong>per la Chiesa è stata approvata dal governo Berlusconi nel 2005: cliniche, scuole, alberghi, circoli cattolici sono, da allora esenti Ici. O forse intende dimostrarci, in un altro editoriale, che queste strutture non producono reddito ma solo <em>opere di carità</em>?</p>
<p><strong>Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia</strong>.  Finora si scherzava. Nessuna delle dichiarazioni rilasciate da politici e porporati (neanche quella di Bagnasco!) ha uguagliato, in capacità dissimulatoria, quella del devoto manager immobiliare. «<em>Nell’ ordinamento italiano, come d’altronde avviene in molte nazioni straniere, la spiritualità religiosa è considerata una componente fondamentale della natura umana, e quindi una faccia della persona (alla stregua della fisicità e dell’intelletto) che non può esser relegata nella sfera del privato; e dunque rappresenta un bene fondamentale che, al pari della salute, della cultura, del benessere, deve esser assicurato e garantito al cittadino dallo Stato. L’equivoco, in cui si cade, di ritenere le Chiese, nella loro funzione, altro rispetto allo Stato, nasce dal fatto che quest’ultimo  non pretende di esercitare l’attività di culto e di religione direttamente o attraverso la supplenza di altri soggetti ( come avviene per le attività “laiche” di interesse collettivo, dalla assistenza, alla cultura): ma riconosce che questa attività, svolta dalle diverse confessioni religiose secondo i propri fini istituzionali, risponde in sé al requisito dell’ interesse collettivo. E dunque le esenzioni Ici, stabilite per gli immobili destinati ai compiti istituzionali delle Confessioni religiose, non sono graziose e benevole elargizioni  previste nei loro confronti, né tantomeno nei confronti della sola Chiesa cattolica (come d’altronde non lo sono per gli enti no-profit che esercitano attività di interesse collettivo); ma rispondono alla stessa logica delle esenzioni stabilite per gli immobili pubblici</em>». La sostanza dell’intervento (<a href="http://www.mnews.it/2011/08/18/colombo-clerici-lici-e-gli-immobili-delle-chiese/">qui</a> in versione integrale) è che se la Chiesa dovesse pagare l’Ici, allora lo dovrebbe pagare anche lo Stato. Si arriva perciò a un cortocircuito logico che ovviamente non può essere accettato: da qui l’esenzione fiscale per la Chiesa trova la sua legittimità.</p>
<p>Sarebbe un insulto all’intelligenza di chi legge spiegare questa frode semantica  che vede un capitale privato spacciato per pubblico e uno stato straniero considerato parte del nostro. Ma c’è da dire che il semisconosciuto manager avrebbe qualcosa da insegnare sia a Bagnasco sia a Feltri. Al primo che è più avvincente una balla sapientemente formulata di una difesa basata sull’attacco; al secondo che decostruire e ricostruire la realtà è molto più elegante di una maldestra arrampicata sugli specchi.</p>
<p>Ma a noi, che oltre allo stile leggiamo la sostanza, resta solo un’amara certezza: il Vaticano non si tocca, non c’è crisi che regga.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Lettera aperta a Magdi Allam</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 09:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/lettera-aperta-a-magdi-allam/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/POSTA11.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Rispondo alle sue affermazioni pubblicate dal quotidiano Il Giornale dell&#8217;11 luglio in relazione agli scontri avvenuti in Val di Susa, colpita da come è stata analizzata la vicenda e da frasi come: “Finché non ci scappa il morto non si fa nulla”. Ebbene, il “morto” c’è stato, una donna di 65 anni investita a Venaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/POSTA11.gif"><img class="size-full wp-image-24081 alignleft" title="POSTA1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/POSTA11.gif" alt="" width="164" height="131" /></a>Rispondo alle sue affermazioni pubblicate dal quotidiano <em>Il Giornale</em> dell&#8217;11 luglio in relazione agli scontri avvenuti in Val di Susa, colpita da come è stata analizzata la vicenda e da frasi come: “Finché non ci scappa il morto non si fa nulla”. Ebbene, il “morto” c’è stato, una donna di 65 anni investita a Venaria il 29 giugno scorso da un mezzo blindato antisommossa dei CC diretto a Chiomonte. Questa morte sicuramente sarà annoverata nella statistica degli incidenti stradali. E un’altra vittima è la nostra debole democrazia per affermare il potere con la repressione. Non voglio mettere benzina sul fuoco come spesso fanno purtroppo anche coloro che ricoprono ruoli istituzionali e di responsabilità per cui non cadrò in questo errore . Lei membro del parlamento Europeo, parla di violenza, ce n’è fin troppa ma contro degli onesti e preoccupati cittadini. Come quella usata contro un ragazzo, Fabiano Bernardino, studente a Bologna malmenato selvaggiamente ha riportato fratture a un braccio in un’orda selvaggia fatta di insulti, sputi, offese verbali irripetibili. Gli è stato fratturato il naso mentre era già sulla barella con una sbarra di ferro e continuavano i calci, i pugni anche ai genitali e rovesciato addosso un bicchiere di urina. Le “vostre” forze dell’ordine, corpo di polizia costituito da miei connazionali. Sono stati usati da queste forze lacrimogeni al CS . Mi sono informata, si tratta di orto-clorobenzilidenmalononitrile, “armi chimiche” vietate in quasi tutti i Paesi usati contro la popolazione.</p>
<p>Si è chiesto perché i Valligiani si oppongono al TAV? Dovrebbero morire di amianto respirandone le polveri e con loro i loro figli e nipoti? Si inviano per questo militari in assetto antisommossa contro inermi cittadini che vogliono solo sopravvivere? Quali sono gli interessi in ballo? Lo ha detto il giudice Imposimato durante la presentazione del suo libro “Corruzione ad alta velocità” ad Avigliana nel 2007 denunciando tangenti equamente distribuite tra uomini dello Stato e Imprese legale alla criminalità organizzata ipotizzando tra l’altro che l’allora Presidente del Consiglio Prodi abbia favorito lo scioglimento delle Camere e anticipato la fine legislatura per imbarazzo derivante da questa inchiesta sul TAV. Non meglio con il Governo attuale visto anche il ruolo di Paolo Comastri condannato recentemente a 8 mesi in primo grado dal Tribunale di Torino per turbativa d’asta per la discenderia del Venaus, opera collegata al TAV . Non mi pare lei abbia incluso costui tra i nemici dello Stato. Vede, io non avrei mai paragonato ai terroristi quei cittadini, quelle madri, quelle nonne, quei ragazzi, intere famiglie che cercavano resistendo con coraggio e civiltà degli interlocutori democratici dello Stato. Chi usa violenza infiltrandosi spesso è usato proprio per giustificare la reazione della polizia usata senza distinzioni. Tra quelli che lei definisce “terroristi” c’era una donna che fronteggiava i militari piangendo, con un fazzoletto in una mano e un crocifisso nell’altra , simbolo che lei stesso ha sbandierato platealmente nel comunicare a tutti noi di aver cambiato religione come la cosa dovesse riguardarci.</p>
<p>Certe faccende religiose a noi non interessano, dovrebbero appartenere al privato e la risonanza mediatica è stata nel suo caso alquanto esagerata. A noi interessa il rispetto, la salute dei cittadini, come viene utilizzato il denaro pubblico, per opere utili e non dannose , la civiltà democratica che va difesa con legittime proteste di chi dissente. Signor Allam tutte cose che sono ingrediente di una sana democrazia, mentre quello che lei invoca è la negazione dei diritti fondamentali. Non le deve sfuggire che governare non significa imporre con la forza tutto ciò che si vuole come con la destra fascista al governo nei casi del G8 di Genova e le repressioni degli operai di Pomigliano, degli Aquilani, dei pastori sardi, degli studenti, nostri figli, che manifestavano contro la Gelmini. Non voglio parlare di polizia fascista sapendo distinguere la responsabilità dei singoli, anche di chi impartisce ordini ai poliziotti scatenandone le stesse frustrazioni. All’assenza dell’ opposizione politica sono i cittadini che fanno vera opposizione e questo non è sovvertire ma resistere alla “democrazia dei lacrimogeni, dei carri armati e dei manganelli”. Ora la saluto pensando che sicuramente troverà un aggettivo per definire il mio libero pensiero come una nuova forma di terrorismo. Le potrei suggerire il terrorismo dei diritti umani. Vuole chiedere al Governo di dichiarare fuori legge anche questo?
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Elisa De Lucia</div>
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		<title>Otto per mille, il fondo delle regalie</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 18:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/12/otto-per-mille-il-fondo-delle-regalie/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/astucia1-300x280.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Alla vigilia  del voto di fiducia di Camera e Senato, Berlusconi attinge ai fondi statali dell’otto per mille per un regalino prenatalizio (e pre-elettorale) alla Chiesa cattolica. Il quotidiano Libero del 10 dicembre ci informa che il premier «ha aperto proprio in questi giorni il salvadanaio di palazzo Chigi. Così con una generosità che non ha grandi precedenti, buona parte dei 144 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/astucia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16126" title="astucia1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/astucia1-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a>Alla vigilia  del voto di fiducia di Camera e Senato, Berlusconi attinge ai fondi statali dell’otto per mille per un <strong>regalino prenatalizio</strong> (e pre-elettorale) alla Chiesa cattolica. Il quotidiano <em>Libero</em> del 10 dicembre ci informa che il premier «<em>ha aperto proprio in questi giorni il salvadanaio di palazzo Chigi. Così con una generosità che non ha grandi precedenti, buona parte dei 144 milioni di euro che aveva a disposizione dell’8 per mille a gestione statale saranno impiegati in lavori di abbellimento e restauro di chiese, conventi, sedi arcivescovili, monasteri, confraternite, basiliche della Conferenza episcopale italiana. In tutto una sessantina di milioni. Dei 262 interventi previsti nel decreto di ripartizione dell’8 per mille statale firmato da palazzo Chigi più della metà sono destinati a questo fine a istituzioni religiose</em>».</p>
<p>La mossa non è nuova, forse <em>Libero</em> ha la memoria corta. Lo scorso anno venne devoluta al <strong><a href="../2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/">restauro di immobili ecclesiastici</a></strong> l’intera cifra (10 milioni di euro) destinata ai Beni culturali e gran parte di quella (14 milioni di euro) destinata agli “<em>interventi per il sisma in Abruzzo</em>”. Il tutto fu deciso i primi di settembre, qualche giorno dopo il mancato incontro tra Governo e Chiesa in occasione della festa della <strong>Perdonanza</strong>. Il consesso, saltato all’improvviso a causa dell’attacco del <em>Giornale</em>, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, al direttore di <em>Avvenire</em> Dino Boffo, doveva sancire l’ufficiale ‘perdonanza’ del premier per le sue vicende di letto. Devolvendo alla Chiesa parte del gettito dell’otto per mille statale il nostro eroe comprava ciò che un incauto linciaggio giornalistico aveva annullato.</p>
<p>Oggi i motivi di tanta «generosità», come la definisce <em>Libero</em>, sono palesi e vanno a ingrossare il paniere dei sospetti sulla <strong>compravendita di voti</strong>; quelli dei parlamentari per il voto di fiducia del 14 dicembre, quelli dei cattolici per le prossime – e probabilmente vicine – elezioni politiche. Nulla di nuovo per quanto riguarda la mercificazione della cosa pubblica da parte di Berlusconi, dunque.</p>
<p>I governi passano e Berlusconi, qualsiasi cosa sancisca il Parlamento, è un uomo politicamente finito, sperando che una sua eventuale uscita di scena segni anche la fine di un’epoca in cui gli assetti di governo si definiscono <strong><a href="../2010/12/il-governo-non-sara-sfiduciato-parola-di-richelieu/">a pranzo con i cardinali</a></strong>. L’inadeguato meccanismo di ripartizione dell’otto per mille, invece, rimane. E merita attenzione e la più ampia diffusione tra i cittadini, che dovrebbero spingere con ogni mezzo per la sua modifica.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-Ottopermille-C-S.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7420" style="margin-left: 10px;" title="vignetta Ottopermille C S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-Ottopermille-C-S-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a>In primo luogo per <strong>la lista dei destinatari</strong>: sei confessioni religiose (ma dal prossimo anno dovrebbero entrare in vigore le nuove intese stipulate con altre confessioni) più lo Stato italiano che però non garantisce le scelte dei contribuenti, visto che attinge ai fondi del gettito a lui destinato per voci ordinarie di bilancio o addirittura, come negli ultimi anni, per sostenere le spese ecclesiastiche di ristrutturazione già comprese nel fondo “edilizia di culto” della quota di otto per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>In secondo luogo, i contribuenti non scelgono di destinare l’otto per mille dell’Irpef del <strong>loro reddito</strong>, ma votano per la ripartizione del gettito derivante dai <strong>redditi di tutti i contribuenti</strong>. Succede così che la scelta di un cittadino che guadagna 20mila euro l’anno valga come quella di chi ne guadagna 200 mila. Ossia contano le persone e non i redditi.</p>
<p>In terzo luogo, le <strong>scelte non espresse </strong>vengono ripartite in modo proporzionale  e la maggior parte dei cittadini ancora ignora che non firmando l’apposito modulo della dichiarazione dei redditi si affida alla <strong>scelta della maggioranza</strong>. Ecco perché la Chiesa cattolica, indicata da circa il <strong>35%</strong> dei contribuenti, riceve più dell’<strong>80% </strong>dell’intera cifra, ossia circa <strong>un miliardo di euro</strong> l&#8217;anno.<strong> </strong></p>
<p>In sintesi, chi non effettua una scelta perché non si riconosce in alcuno dei destinatari designati sceglie comunque e nel modo peggiore, ossia per suddivisione proporzionale; chi sceglie lo Stato nella speranza che dedichi i fondi alla fame nel mondo, alle calamità naturali, all’assistenza ai rifugiati o alla conservazione dei beni culturali, come da dichiarazione di intenti, finisce suo malgrado per finanziare parrocchie e conventi ad esclusivo appannaggio del consenso politico del premier di turno; chi, infine,  sceglie la Chiesa cattolica certo che devolva il gettito a opere di carità non sa – e le martellanti pubblicità della Cei di certo non lo informano &#8211; che solo il <strong>20%</strong> dell’introito viene destinato in beneficienza, mentre l’<strong>80%</strong> è suddiviso tra gli stipendi del clero e non meglio identificate “esigenze di culto”. Non è ora di dire basta?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
<p><em>Per saperne di più sull’otto per mille leggi: <strong><a href="../2010/04/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/">Otto per mille, la posta in gioco</a></strong></em></p>
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		<title>In caso di &#8220;Fini&#8221; usare &#8220;Gaucci&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 05:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mal/Costume]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/in-caso-di-fini-usare-gaucci/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/250_gaucci_1_3-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Fini ha dato il benservito a Berlusconi, o viceversa per gli amanti dei punti di vista alternativi. E questa è notizia vecchia ma, a quanto pare, poco digerita dai cortigiani del presidente del Consiglio. Allora ecco che, pronti a dimostrare la propria fedeltà soprattutto in tempi di crisi e, digrignati i denti, con la solita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10526" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/250_gaucci_1_3.jpg" alt="250_gaucci_1_3" width="250" height="188" />Fini ha dato il benservito a Berlusconi, o viceversa per gli amanti dei punti di vista alternativi. E questa è notizia vecchia ma, a quanto pare, poco digerita dai cortigiani del presidente del Consiglio. Allora ecco che, pronti a dimostrare la propria fedeltà soprattutto in tempi di crisi e, digrignati i denti, con la solita galanteria che li caratterizza, i feltriani de <strong><em>Il Giornale</em></strong> sfoderano l’arco e <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/linchiestacosi_e_diventata_ricca_lady_fini/01-08-2010/articolo-id=464847-page=0-comments=1">sparano</a> le loro frecce imbevute di <strong>gossip</strong> sperando di colpire il bersaglio giusto.</p>
<p>Siamo stati già abituati a questo tipo di attacchi quando il fido Feltri prima di insediarsi alla guida de <em>Il Giornale</em>, salutava i suoi lettori di Libero a modo suo. Erano i tempi del divorzio del <strong>patriarca</strong> del Pdl quando, il prode, <a href="http://2.bp.blogspot.com/_wqdivVDl5Qk/SfnCqD0eMVI/AAAAAAAAA2U/wP2yNjTJsKQ/s1600-h/VELINA+INGRATA.JPG">pubblicò</a> le foto della<strong> first lady</strong>, in procinto di diventare ex, ripescate dagli archivi di qualche teatro, dove l’allora attrice muoveva i primi passi artistici a seno scoperto.</p>
<p>È ancora fresco il ricordo dello <strong>scandalo</strong> che Feltri lanciò dal suo nuovo giornale, con un documento da molti ritenuto un falso, per screditare la figura di un suo <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/boffo_supercensore_condannato_molestie/28-08-2009/articolo-id=377663-page=0-comments=1">collega</a> reo di essere il direttore di una testata che ebbe niente meno che l’ardire di definire “<em>imbarazzante</em>” la condotta morale di un capo di stato che si dilettava fra festini ed escort.</p>
<p>Gli ultimi strali, questa volta, mirano verso il<strong> presidente della Camera</strong> che ha avuto il coraggio di abbandonare la coalizione che l’ha portato in palmo di mano a occupare lo scranno sul quale siede, solo perché il leader della maggioranza ha dimostrato di avere un atteggiamento “<em>illiberale</em>”. Allora Feltri parte al contrattacco e pubblica, in prima pagina, niente meno che le rivelazioni sulla precedente storia della compagna di Fini, <strong>Elisabetta Tulliani,</strong> con <strong>Luciano Gaucci,</strong> il ben noto, soprattutto alla magistratura, ex presidente della società di calcio Perugia. Piagnucolando sulla spalla del giornalista che lo intervista, l’affranto ex <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/linchiestacosi_e_diventata_ricca_lady_fini/01-08-2010/articolo-id=464847-page=0-comments=1">rivela</a> di aver usato la sua amata come <strong>prestanome</strong> per salvaguardare i “frutti dei suoi sacrifici” e anche di qualche evasione fiscale.</p>
<p>Il triste Gaucci oggi rivela a <em>Il Giornale</em>, con un incredibile <strong>tempismo</strong> sui fatti dell’attualità politica, come la donna si rifiuti di rendergli i suoi beni, che dovevano essere solo temporaneamente presi in custodia da lei ma tornare al suo legittimo proprietario quando fosse passata la <strong>burrasca</strong>.</p>
<p>“Così impara Fini a voltare le spalle agli amici” è l’insegnamento morale che si vorrebbe comunicare, non ai lettori, ma agli altri alleati della maggioranza tenuti <strong>sotto scacco</strong> da chissà quanti gossip che aspettano di venire alla luce dal cassetto dell’etico direttore. Ma siamo sicuri che questa storia davvero dovrebbe sensibilizzare l’opinione pubblica sulle <strong>malefatte</strong> di una donna che ha avuto lo stomaco di stare per ben sette anni con un disonesto del genere e coprirne gli intrighi senza presentare il conto finale? Siamo sicuri che tutto questo vociferare intorno al presunto arricchimento di una ex fidanzata, cui peraltro i doni in questione sono stati <strong>legalmente</strong> regalati, getti fango sull’immagine del suo attuale compagno che probabilmente all’epoca dei fatti nemmeno ne conosceva il nome? Non sarà invece che fango, discredito e rovesciamenti di bile si rivolgono invece proprio al piagnucoloso Gaucci che &#8211; risulta dall’articolo &#8211; oltre ad essere un grandissimo evasore fiscale, e solo per questo meriterebbe il marchio di a-sociale <em>ad interim</em>, è anche un grandissimo <strong>incapace</strong> a gestire il suo stesso patrimonio?</p>
<p>Ai fan di questo tipo di giornalismo lasciamo l’ardua sentenza. A chi invece pensa che la politica ha tutto un altro piano di dibattimento porgiamo le nostre più sentite condoglianze.</p>
<p style="text-align: right"><em><span style="color: #006699"><strong>Nicoletta Rocca</strong></span></em></p>
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		<title>Il Giornale di Feltri e il rampollo ferito</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 07:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/il-giornale-di-feltri-e-il-rampollo-ferito/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/sanremo_savoia-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“Quanto razzismo contro il Principe”, così titola Il Giornale di Feltri. L’articolo è di Tony Damascelli e porta un sottotitolo “Ultima moda dell’intolleranza intelligente: a Sanremo fischi e insulti al giovane Savoia”.
Mettiamo da parte il testo della canzone (“Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio...) testo scritto da cotanto blasonato personaggio che sembra una svenevole piageria per ingraziarsi il pubblico italiano. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilgiornale.it/sanremo_2010/ma_quanto_razzismo_contro_principe/22-02-2010/articolo-id=424132-page=0-comments=1"><img class="alignleft size-full wp-image-3199" style="margin: 1px; border: black 1px solid;" title="sanremo_savoia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/sanremo_savoia.jpg" alt="sanremo_savoia" width="337" height="255" />“Quanto razzismo contro il Principe”, </a>così titola Il Giornale di Feltri. L’articolo è di Tony Damascelli e porta un sottotitolo “Ultima moda dell’intolleranza intelligente: a Sanremo fischi e insulti al giovane Savoia”.<br />
Mettiamo da parte il testo della canzone (“<em>Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio. Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio”</em>), testo scritto da cotanto blasonato personaggio che sembra una svenevole piageria per ingraziarsi il pubblico italiano. Ma Sanremo ci ha abituato a certi testi. Quindi, non è il testo che meraviglia. Ascoltiamo la voce. Quella sì che ci meraviglia.  Sanremo, però, ci ha abituato anche a voci peggiori. Per cui tutto sembra essere in linea.</p>
<p>Ciò che meraviglia è come sia riuscito Emanule Filiberto, insieme a Pupo e Canonici, a salire sul podio, considerato che erano stati esclusi subito.  Ciò che meraviglia è la valanga di lettere di protesta inviata da cittadini di tutt’Italia sia contro il ripescaggio, sia contro la vittoria del trio. Una protesta così plateale da far scattare <a href="http://donna.fanpage.it/sanremo-televoto-truccato-indaga-codacons-e-guardia-di-finanza/" target="_self">le indagini della Guardia di Finanza e del Codacons sulla legittimità del televoto</a>.</p>
<p>E’ passato per la mente al cronista de <em>Il Giornale</em> che probabilmente i fischi erano scatenati dal fatto che fosse troppo palese che il  “povero” principe, tanto fischiato <em>sotto gli occhi mamma e papà</em> (quale umiliazione!), fosse un raccomandato di ferro? Ma davvero può pensare di tornare in Italia, lui e la sua famiglia, e prendere per i fondelli tutti gli italiani? Ha pensato il cronista che tale atteggiamento di assoluta mancanza di rispetto, doveva per forza scatenare delle reazioni? <strong><em>Cà nisciuno è fesso</em></strong>, direbbe il grande Totò.<br />
E anche se la protesta per qualcuno fosse stata davvero (ma così non è) contro i Savoia, non sarebbe una reazione razzista e intollerante, ma solo un modo di stigmatizzare il comportamento irriverente nei confronti del popolo italiano di questi signori, perché esiliati per giusta causa, al loro rientro per gentile concessione, subito dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione, <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/savoia-risarcimento/savoia-risarcimento/savoia-risarcimento.html" target="_self">hanno chiesto un risarcimento di milioni di euro per il loro esilio “forzato”? </a></p>
<p>Ma chi difende <em>Il Giornale</em> ? Troppi fischi, troppe contestazioni, in rete è un coro unanime, le pagine di Facebook si sprecano contro il principe ferito a morte. E se tutti gli “<em>intolleranti intelligenti</em>” fossero di sinistra, il centro sinistra avrebbe tale e tanti di quei seguaci che sarebbe al governo e per il futuro potrebbe dormire sonni tranquilli. Ma si baglia di grosso il cronista in questa sua analisi.  E’ insorta quasi l’Italia intera contro questa vergogna di Sanremo. Certo, avrà avuto qualche sostenitore il caro principe, ma i fischi arrivano anche da quell’Italia che ha dato un voto plebiscitario al centro destra.</p>
<p>Per questo era necessario che ci fosse  almeno qualcuno a soccorrere Emanuele Filiberto. E guarda caso lo fa <em>Il Giornale</em>, guardandosi bene dall’esprimere giudizi sulla performance sanremense del principe, che per difendere il rampollo di casa Savoia lo trasforma in vittima sacrificale di italiani intolleranti e razzisti. La miglior difesa è l’attacco direbbe qualcuno. Chissà perché tanta veemenza non è usata contro il razzismo vero, come quello palese cui invita reiteratamente <a href="http://danielesensi.blogspot.com/2010/02/radio-padania-purtroppo-gli-immigrati.html" target="_self">Radio Padania</a>.</p>
<p>Ma il principe è il principe, e qualcuno deve pur spianargli la strada della televisione. E ne sono tanto convinti tutti che lui, mostrando di avere l’ego ipertrofico tipico dei blasonati, afferma con sicurezza che sarà il nuovo Fiorello.</p>
<p>Intanto, artisticamente parlando, è quasi blasfemo per il principe fare il nome Fiorello. Anni di gavetta, di esperienza, di bravura hanno fatto di Fiorello il personaggio che è. Non aveva il blasone Fiorello e ai sui  livelli si arriva con sacrifici e lavoro. Parole che, ci consenta <em>Il Giornale</em>, al principe sono sconosciute. I deliri di onnipotenza sono sempre il segno di qualche malessere. Chissà, forse sarebbe giusto avvisare la famiglia, tanto rattristata per la magra figura del caro rampollo, che probabilmente questo ragazzo ha bisogno di essere aiutato.</p>
<p>A <em>Il Giornale</em> di Feltri, se possiamo permetterci con la dovuta umiltà, qualche consiglio e una domanda. Intanto abusare delle parole razzismo e intolleranza, è eticamente scorretto, quando si tratta solo di mero dissenso per un cantante o una canzone. Tra l’altro, se quasi tutti gli italiani sono intolleranti e razzisti quando bocciano un cantante, come chiamerebbe il cronista de Il Giornale, quanti lasciano a casa veri talenti per favorire lo “sponsorizzato di turno”? E poi quando un dissenso è popolare si dovrebbe cercare di capirne le ragioni. Non ci si scaglia contro l’intero Paese per difendere, chi, almeno a Sanremo, è stato indifendibile. Non giova al vostro giornale, e men che meno  giova a quella democrazia che nell’articolo si cita.</p>
<p><strong>La domanda?</strong> Ci piacerebbe sapere una cosa dal cronista paladino dei Savoia: ma a  lei la canzone del principe è piaciuta?</p>
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		<title>8 per mille: alla Chiesa anche la quota dello Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta Repubblica,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-951" title="ottopermille1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1.jpg" alt="ottopermille1" width="238" height="321" />I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html" target="_blank">Repubblica</a></strong>,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, per la precisione) e analoga fine faranno gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli &#8220;interventi per il sisma in Abruzzo&#8221;. Tutte ristrutturazioni che dovrebbero essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>A farne le spese tutti gli altri capitoli di investimento, primi tra tutti quelli relativi alla <strong>Fame nel mondo</strong> (2% del totale) e all’<strong>Assistenza ai rifugiati</strong> (poco più del 5%).</p>
<p>L&#8217;atto del Governo sulla ripartizione del gettito derivante dall’8 per mille è stato firmato dal presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> i primi di settembre, qualche giorno dopo la mancata “<strong>Perdonanza</strong>” a causa dell’attacco del <em>Giornale</em>, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, a <strong>Dino Boffo</strong>, direttore di Avvenire. Il documento, che sancisce la piena discrezionalità del presidente del Consiglio nella gestione del gettito, è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e presumibilmente verrà approvato nei prossimi giorni anche dall’analoga commissione del Senato.</p>
<p>La beffa dell’<a href="http://www.occhiopermille.it/" target="_blank"><strong>8 per mille</strong></a>, quindi, continua. Come ogni contribuente dovrebbe sapere, la Chiesa si accaparra, a fronte del <strong>35%</strong> delle preferenze espresse dei cittadini, una quota dell’8 per mille pari a circa l’80% del totale (cifra che si aggira tra i <strong>900 milioni e 1 miliardo di euro</strong>). Ciò grazie ai meccanismi di redistribuzione delle scelte non espresse, pari a circa il <strong>60%</strong>. Infatti, per lo Stato firmano circa il <strong>4%</strong> dei contribuenti e le altre confessioni religiose (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio)  non arrivano, tutte insieme, all’<strong>1%</strong> delle preferenze.</p>
<p>Di questa ‘truffa legalizzata’ molti cittadini sanno poco o nulla. I mezzi di informazione si guardano bene dal parlarne e lo stesso Stato non fa alcuna pubblicità per aggiudicarsi una fetta superiore di questo appetibile introito. Inoltre tutti gli appelli che in questi ultimi anni si sono susseguiti per aggiungere altri beneficiari quali, ad esempio, la ricerca scientifica &#8211; martoriata, nel nostro Pese, da continui tagli &#8211; sono caduti nel vuoto.</p>
<p>La <strong>Chiesa cattolica</strong>, per contro, investe molto sul piano pubblicitario dando a intendere che la quota a lei destinata verrà elargita ai poveri e alle popolazioni del terzo mondo. In realtà <strong>solo il 20% viene devoluto a ‘opere di bene’</strong> (circa il 12% in Italia e l’8% all’estero), <strong>mentre il resto va a sostentamento del clero, delle parrocchie e dei luoghi di culto</strong>.</p>
<p>A ciò che in ogni paese civile già sarebbe fonte di scandalo, si aggiunge la novità di quest’anno.</p>
<p>La ‘perdonanza’ del nostro presidente del Consiglio per il presunto scambio sesso-favori con prostitute di lusso e veline – che l’incauto direttore del Giornale ha fatto saltare ad agosto &#8211; passerà dalle tasche di tutti i contribuenti.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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