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	<title>Cronache Laiche &#187; giudici milano</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Lettera aperta ai giudici di Milano del processo Mediaset</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/lettera-aperta-ai-giudici-di-milano-del-processo-mediaset/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/tribunale-di-milano-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Signori giudici di Milano, siamo venuti a conoscenza del fatto che oggi c’è stato l’ennesimo rinvio del processo Mediaset. A data da destinarsi, ovviamente, visto che le date da voi fissate non vengono mai tenute in considerazione. Io lo so che voi applicate la legge, e so anche perfettamente che i vostri ambiti di movimento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3655" title="tribunale-di-milano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/tribunale-di-milano-300x199.jpg" alt="tribunale-di-milano" width="300" height="199" />Signori giudici di Milano,<br />
siamo venuti a conoscenza del fatto che oggi c’è stato l’ennesimo rinvio del processo Mediaset. A data da destinarsi, ovviamente, visto che le date da voi fissate non vengono mai tenute in considerazione.</p>
<p>Io lo so che voi applicate la legge, e so anche perfettamente che i vostri ambiti di movimento, le vostre decisioni, sono legate e dipendono dalle regole. Ma l’esercizio delle regole non prescinde dalla dignità, elemento forse astratto, ma inseparabile da quello della credibilità.</p>
<p>Un’istituzione messa alla berlina perde di dignità, non è più credibile, in buona sostanza perde della propria connotazione di “istituzione”, se non viene trattata e considerata come tale, col dovuto rispetto, tenendo in somma considerazione il ruolo che svolge, sovente in mezzo a mille difficoltà. Questo è quello che, tra l’altro, pressoché quotidianamente ripete anche il Presidente della Repubblica.</p>
<p>Nessuno è perfetto, ognuno di noi sbaglia e anche i giudici sbagliano; ognuno di noi anela a fare meglio il proprio lavoro: qualche volta ci riesce e qualche volta no; ma un lavoro è sempre un lavoro, e i nostri padri e i nostri nonni ci hanno insegnato che, umile o sofisticato che sia, ogni mestiere è degno di rispetto in quanto lavoro, in quanto parte, piccola o grande che sia, di un contributo che ognuno di noi può dare per far crescere questa società, il vivere civile.</p>
<p>Per questo non è accettabile, signori giudici, che voi, col vostro e nel vostro lavoro, veniate scherniti, derisi, da comportamenti che solo i prepotenti possono avere nei vostri confronti A scuola la prima cosa che ci insegnano è rispettare le regole, la seconda a non schernire gli altri, la terza a non essere prepotenti: principi, modi di essere e di fare, che vengono ancor prima dell’apprendimento delle nozioni d’italiano o di matematica.</p>
<p>Leggendo le dichiarazioni dell’avvocato Ghedini, ogni persona dotata di un minimo di buon senso capisce che, in barba ad ogni più elementare principio di uguaglianza nei confronti degli altri cittadini e di rispetto nei confronti di voi stessi, il Presidente del Consiglio, e per lui i suoi legali, <strong><span style="text-decoration: underline;">vi</span> <span style="text-decoration: underline;">stanno prendendo in giro</span></strong>. Avrei voluto trovare una locuzione più elegante, forse meno diretta, forse più conferente col linguaggio giuridico cui a volte bisogna attenersi, ma non ne trovo altra.</p>
<p>Quando, dopo l’ennesimo rinvio, l’avvocato Ghedini si permette di dire che “<em>per quella data il presidente del Consiglio ha in programma un viaggio a Washington ma non è detto che ci vada sicuramente &#8211; oggi per esempio doveva essere in Brasile e invece non è così -  noi non siamo però in grado di indicare un&#8217;altra data&#8221; </em>allora non c’è altra espressione che renda l’idea.</p>
<p>Il signor Silvio Berlusconi può vantarsi di essere stato eletto a maggioranza nel Paese; voi non siete stati eletti a maggioranza. Anche se si picca di rappresentare tutti gli Italiani, ne rappresenta solo una parte, come ormai evidente. Voi non avete problemi di maggioranza e minoranza, voi in ogni caso rappresentate il Paese, tutto il Paese quando decidete. In nessuna Nazione Democratica un Presidente del Consiglio può permettersi di deridere i propri giudici come sta facendo questo signore. Perché prendendo in giro i singoli giudici di questo processo, ad uno ad uno, prende in giro il Paese intero, nella sua unità ed interezza; quell’unità cui il Presidente Napolitano tiene così tanto è messa a repentaglio da chi conosce, alla fin fine, solo una legge, quella che non sta scritta da nessuna parte e contro la quale il diritto e la civiltà giuridica lottano ormai sistematicamente da secoli e secoli: <strong><span style="text-decoration: underline;">la legge del più forte</span></strong>.</p>
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