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	<title>Cronache Laiche &#187; firenze</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Biotestamento alla riscossa, si moltiplicano i registri comunali</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/biotestamento-alla-riscossa-si-moltiplicano-i-registri-comunali/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/test-biologico-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 9 febbraio dello scorso anno finiva, con la sua morte, la lotta di Eluana Englaro e della sua famiglia. Una lotta di giustizia, di dignità, di libertà tesa ad affermare l’inviolabile diritto di autodeterminazione della persona.
Come molti ricorderanno, la vicenda Englaro ha scatenato dapprima una corsa del Governo per ‘salvarle la vita’, e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><img class="alignleft size-full wp-image-2834" title="test biologico" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/test-biologico.jpg" alt="test biologico" width="199" height="273" />Il 9 febbraio dello scorso anno finiva, con la sua morte, la lotta di Eluana Englaro e della sua famiglia. Una lotta di giustizia, di dignità, di libertà tesa ad affermare l’inviolabile diritto di autodeterminazione della persona.</p>
<p>Come molti ricorderanno, la vicenda Englaro ha scatenato dapprima una corsa del Governo per ‘salvarle la vita’, e poi la stesura di una proposta di legge sulla <em><strong>Dichiarazione anticipata di trattamento</strong></em> (il ddl Calabrò) che, nonostante il nome, nega a ogni cittadino il diritto di decidere della sua stessa vita nel caso in cui non dovesse più avere la possibilità di farlo.</p>
<p>Non solo alimentazione e idratazione forzate <em>“non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento</em>” (art.5 comma 6) perché non considerate terapie bensì<strong> &#8220;<em>sostegni vitali</em></strong>&#8220;, ma delle dichiarazioni del cittadino si<strong> “<em>terrà</em>” </strong>semplicemente <strong>“<em>conto</em>”</strong> (art. 7 comma 4), ossia non sono da considerare vincolanti. Una legge, insomma, contro &#8211; e non per &#8211; il testamento biologico.</p>
<p>Ma il nostro parlamento è troppo impegnato a legiferare a uso e consumo del presidente del Consiglio per occuparsi anche di questa legge liberticida, e così, nell’attesa di un assodato via libera alla Camera, molte amministrazioni comunali hanno avuto modo di far sentire la loro voce discordante istituendo registri per la raccolta dei testamenti biologici dei cittadini. Testamenti biologici veri, non le dichiarazioni farsa previste dal ddl Calabrò.</p>
<p>Seguendo gli esempi di Bologna, Pisa, Genova, La Spezia, Lecco, Massa, Torino, Roma (solo in alcuni municipi, in netto contrasto con le indicazioni comunali) e di altri Comuni minori (Calzano, Fiesole, Ciampino, Cerveteri, Caserta, Polistena, …), anche la giunta comunale di Firenze ha approvato, nei giorni scorsi, l’istituzione del registro.</p>
<p>Ma la raccolta di firme prosegue instancabile in molti Comuni e registri ‘diversi’ compaiono in altre città: ad Udine, ad esempio, dove i notai della Provincia si sono offerti di registrare gratuitamente le volontà dei cittadini o a Milano, dove la Chiesa Valdese ha istituito un proprio <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/testamento-biologico-la-chiesa-valdese-istituisce-il-registro/" target="_blank">registro</a> aperto a tutti gli abitanti.</p>
<p><strong>Il sottosegretario alla salute </strong><strong>Eugenia Roccella</strong> così commenta queste iniziative: “<em>E’ molto discutibile che questi registri possano avere un valore, si vuole solo creare un altro caso giudiziario. Noi comunque approveremo la legge entro l’estate</em>”. Ossia c’è poco da discutere, visto che il punto “<em>qualificante</em>” della legge, secondo la stessa Roccella, è proprio che idratazione e alimentazione non si possano sospendere in nessun caso.</p>
<p>Quale sarà, dunque, lo scenario futuro? Probabilmente ricalcherà passo dopo passo la genesi della <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/fecondazione-eterologa-partono-i-ricorsi/" target="_blank">legge 40</a> sulla procreazione assistita. Dopo l’approvazione, cominceranno ad arrivare i primi ricorsi per <strong>violazione della Costituzione</strong>, in particolare degli articoli 13 (“<em>La libertà personale è inviolabile</em>”) e 32 (“<em>Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana</em>”). I tribunali, quindi, smonteranno la legge pezzo a pezzo ma ci vorranno anni.</p>
<p>Nel frattempo uomini e donne la cui dignità è prigioniera di corpi che non rispondono più ad alcuna sollecitazione continueranno a soffrire, espropriati del primario diritto di ogni essere umano, la libertà.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Firenze: mutui comunali a coppie di ogni genere. Apriti cielo!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 22:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/firenze-mutui-comunali-a-coppie-di-ogni-genere-apriti-cielo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/omosessuali1-300x209.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia circola su agenzie, giornali web e cartacei. I titoli più o meno di questo tenore: “Firenze: mutui a coppie gay. Betori: tutelare la famiglia. Insorge il Pdl”. Poi magari si va a leggere e il casus belli si sgonfia come un palloncino.
Il Comune di Firenze ha stanziato 250mila euro per sostenere il pagamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1867" title="omosessuali1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/omosessuali1-300x209.jpg" alt="omosessuali1" width="300" height="209" />La notizia circola su agenzie, giornali web e cartacei. I titoli più o meno di questo tenore: “Firenze: mutui a coppie gay. Betori: tutelare la famiglia. Insorge il Pdl”. Poi magari si va a leggere e il casus belli si sgonfia come un palloncino.</p>
<p>Il <a href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Mutui-del-Comune-a-coppie-gayIl-vescovo-Betori-attacca-Renzi/1821405" target="_blank"><strong>Comune di Firenze</strong></a> ha stanziato 250mila euro per sostenere il pagamento del mutuo di 100 giovani coppie in difficoltà. «<em>Il bando è rivolto a coppie i cui componenti non superino i 35 anni di età conviventi da almeno 3 anni che abbiano acquistato da meno di 12 mesi o che acquisteranno entro 9 mesi dalla pubblicazione una casa a Firenze</em>», spiega l´assessore alla casa Claudio Fantoni. Ma nel bando non compare alcuna discriminazione sul sesso della coppia né sullo stato civile o di parentela. Il che significa che<strong> in graduatoria possono rientrare anche le coppie omosessuali</strong>. Apriti cielo.</p>
<p>L’Italia bigotta si schiera  compatta. ‘Bisogna tutelare la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio!’ tuonano all’unisono la Chiesa (per bocca di <strong>monsignor Betori</strong>, vescovo di Firenze) e il <strong>Pdl</strong>. Ma non mancano i soliti appoggi dalla parte più retriva del Pd.  “<em>Il bando del comune di Firenze per aiutare giovani coppie che vogliono comprare casa e che si trovano in difficoltà economica e&#8217; una lodevole iniziativa, ma un ente pubblico ha il dovere di impegnare i propri fondi per aiutare le famiglie, cosi&#8217; come la nostra Costituzione intende, ovvero fondate sul matrimonio</em>&#8221;, afferma <strong>Gabriele Toccafondi, deputato Pd</strong>.</p>
<p>Il matrimonio: quell’ancora che ci salva da una società evoluta in cui le istituzioni non possono mettere bocca sui gusti sessuali dell’individuo. La nostra cattolicissima Italia proprio non può digerire gli omosessuali e si attacca al matrimonio per negare loro i diritti che gli altri, quelli ‘normali’ possono avere – naturalmente a patto che si sposino.</p>
<p>Nella raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani, il <strong>Parlamento europeo</strong> ha chiesto agli Stati membri di “<em>garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali</em>“.</p>
<p>Come nel caso del crocifisso nelle aule scolastiche, bisognerà aspettare che qualche coppia gay ricorra al Parlamento europeo per veder riconosciuti alle coppie di fatto – di qualsiasi orientamento sessuale – i diritti riservati ai coniugi. E, sempre come nel caso del crocifisso, assisteremo a ridicole crociate catto-politiche volte a sostenere l’insostenibile, e cioè che l’amore omosessuale abbia meno dignità giuridica di quello eterosessuale.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Presepi d&#8217;ordinanza: armi di distrazione di massa</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 22:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/crocifissi-e-presepi-armi-di-distrazione-di-massa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/buddy-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A volte, francamente, non si sa se ridere o piangere per questa Italietta che pare aver identificato in feticismi degni di un paese del terzo mondo i ‘valori’ fondanti della sua identità.
I veri valori, derisi, calpestati, oltraggiati da un Governo guidato da un uomo che fa della sua lotta personale contro il sistema democratico il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1448" title="buddy" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/buddy-300x300.jpg" alt="buddy" width="300" height="300" />A volte, francamente, non si sa se ridere o piangere per questa Italietta che pare aver identificato in feticismi degni di un paese del terzo mondo i ‘valori’ fondanti della sua identità.</p>
<p>I veri valori, derisi, calpestati, oltraggiati da un Governo guidato da un uomo che fa della sua lotta personale contro il sistema democratico il principale obiettivo del suo mandato, sono troppo alti per essere affrontati nei consigli comunali che, invece di occuparsi del traffico e delle infrastrutture, dei rifiuti e della scuola dell’infanzia, si dedicano a esercizi sui valori cristiani della nostra Repubblica.</p>
<p>La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, sancendo che il crocifisso nelle aule scolastiche lede la libertà religiosa degli alunni e costituisce <em>“una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni”</em><em>, </em>ha scatenato le reazioni più folcloristiche &#8211; se non vogliamo chiamarle bigotte e retrive – in tutta la penisola.</p>
<p>Lega in testa, i nostri amministratori comunali si stanno sbizzarrendo nelle trovate più ridicole pur di affermare le radici cristiane dell’Italia che l’Europa negherebbe.</p>
<p>Siamo sotto Natale, è la volta del presepe, che ha soppiantato la croce nel richiamo alla nostra identità culturale e sociale. Passata la moda delle multe per chi toglie i crocifissi dalle sedi istituzionali e le proposte di istituzione obbligatoria del crocifisso in tutti gli uffici della Pubblica amministrazione, ora è la volta del presepe ‘d’ordinanza’.</p>
<p>Se la risposta di Milano alla Corte europea è stata l’inaugurazione, a <a href="http://comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Giornale/Giornale/Tutte+le+notizie/Turismo+Marketing+Territoriale+Identit/Turismo_presepe" target="_blank">Palazzo Marino</a>, di un presepe di 100 metri quadrati (“ <em>una tradizione secolare cara a tanti che nulla toglie all’attività dell’amministrazione comunale <strong>improntata alla laicità</strong></em>”, come dice il sindaco <strong>Letizia Moratti</strong>), quella di Firenze non è da meno.</p>
<p>Tre consiglieri del Pdl hanno presentato una <a href="http://periodicoitaliano.info/2009/12/11/firenze-allestire-il-presepe-nelle-scuole-comunali-secondo-i-consiglieri-pdl-galli-cellai-e-roselli-sarebbe-un-gesto-di-%E2%80%9Cvera-laicita%E2%80%9D/" target="_blank">mozione</a> per “<em>allestire presso i locali scolastici e gli asili nido un presepe</em>”. <strong>Giovanni Galli, Jacopo Cellai </strong>ed <strong>Emanuele Roselli</strong> spiegano che “<em>ormai da tempo in molte scuole, in nome di un <strong>ignorante laicismo</strong>, si tende a trasformare il Natale nella festa dell’albero, della fratellanza o di chissà cos’altro</em>”.</p>
<p>E non contenti, o forse non consci del loro stesso ridicolo, continuano: “<em>Mettere un presepe nelle scuole sarebbe un gesto di <strong>vera laicità</strong>, e cultura</em>”. Il presepe, infatti, sarebbe il simbolo della  “<em>verità storica che è all’origine stessa della festività natalizia che tutti, credenti o non, festeggiano: non ci risulta infatti che atei o agnostici il 25 dicembre lavorino o vadano a scuola</em>”.<em> </em></p>
<p>Forse non sanno, poveretti, che il 25 dicembre è festa nazionale e di conseguenza scuole e uffici sono chiusi. Per i cattolici, gli atei, gli agnostici, gli ebrei, i mussulmani, i protestanti, i buddisti, gli induisti e via e via. Così come ignorano che la laicità si esprime con l’equidistanza da ogni confessione religiosa.</p>
<p>Ma questo è solo un esempio dei temi che in questo periodo riempiono la bocca e il tempo di tanti nostri amministratori, politici, parlamentari e ministri evidentemente a corto di altri spunti più costruttivi in un Paese che ogni giorno rotola verso il baratro.</p>
<p>E’ naturale chiedersi il perché di una tale recrudescenza religiosa e soprattutto il motivo di simili – se pur ridicole – veemenze.</p>
<p>Al di là di asservimenti alla Chiesa in un momento di gelo con il Governo, sembra che queste esternazioni rispondano a un unico e preciso piano: <strong>distrazione di massa</strong>.</p>
<p>La sentenza della Corte europea, suo malgrado, ha fornito un ottimo espediente su cui convogliare la rabbia dell’opinione pubblica. Lo scandalo da far prevalere su altri, gravissimi, che corrodono le fondamenta del nostro Stato: stanno tentando di estirpare le nostre radici cristiane. Questo è il problema, gente. Ci tolgono i simboli, l’identità, la cultura!</p>
<p>E intanto, dietro le quinte, esplodono storie di mafia e politica, di sesso e favori, tentativi di manomettere la Costituzione per preservare l’immunità di pochi, attacchi efferati alla libertà e alla indipendenza dei poteri dello Stato. Dietro le quinte, ma abbastanza in evidenza per chi ha orecchie per sentire, si profila un ribaltamento dei principi democratici che reggono il Paese.</p>
<p>Pensate ai presepi, che è meglio.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Prete pedofilo a Firenze, lo Stato sta a guardare</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/prete-pedofilo-a-firenze-lo-stato-sta-a-guardare/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/Don-Roberto-Berti-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Don Roberto Berti, ex parroco della Curia di Firenze, è stato condannato per pedofilia dalla Congregazione della dottrina della fede.
La sentenza giudica il parroco colpevole di “molestie sessuali e psicologiche su minori&#8221; e prevede per lui &#8220;la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi di Firenze per un percorso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-852" title="Don Roberto Berti" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/Don-Roberto-Berti-300x300.jpg" alt="Don Roberto Berti" width="250" height="250" />Don <strong>Roberto Berti</strong>, ex parroco della Curia di Firenze, è stato <a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/10-novembre-2009/prete-accusato-molestie-sessuali-condannato-ex-sant-uffizio-1601990207492.shtml" target="_blank">condannato</a> per pedofilia dalla <strong>Congregazione della dottrina della fede</strong>.<br />
La sentenza giudica il parroco colpevole di “<em>molestie sessuali e psicologiche su minori</em>&#8221; e prevede per lui <em>&#8220;la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi di Firenze per un percorso di recupero spirituale e psicoterapeutico. L’arco di tempo complessivo previsto per portare a termine il programma di recupero sarà di otto anni. In questo periodo don Berti è escluso da ogni attività pastorale. Al termine degli otto anni la Congregazione per la dottrina della fede riesaminerà la situazione, valutando se il cammino di rigenerazione spirituale e psicologica avrà ottenuto i risultati sperati</em>”.</p>
<p>In  virtù del perdono cristiano, l&#8217;arcivescovo di Firen­ze <strong>monsignor Giuseppe Beto­ri</strong> scrive nella lettera di accompagnamento della sentenza: “<em>Nel ripensare alle grandi sofferenze che questa triste vicenda ha causato, l’Arcidiocesi ribadisce la sua vicinanza a quanti ne hanno subite le penose conseguenze e rinnova l’impegno affinché simili funesti episodi non accadano mai più, mentre accompagna con la preghiera il percorso di rigenerazione umana e spirituale del colpevole</em>”.</p>
<p>Ricapitolando, un parroco avrebbe molestato sessualmente dei bambini (al punto da scatenare una sentenza della Congregazione della dottrina della fede, l’erede diretta della Santa Inquisizione) e  viene mandato in un’altra provincia per una “rigenerazione spirituale”.  L&#8217;Arcidiocesi pregherà per lui e tra otto anni si vedrà. Nel frattempo Berti sarà comodamente alloggiato in altra parrocchia in regime di piena libertà e come penitenza perderà “ogni attività pastorale”. In quella parrocchia circoleranno, ignari, dei ragazzini. Ma lui sarà troppo occupato a pregare per degnarli delle sue  immonde attenzioni.</p>
<p>Si ripete, insomma, una storia nota, in particolare in America latina: i preti pedofili, nel silenzio dell&#8217;omertà e dell&#8217;ignoranza, vengono spostati in altre parrocchie e lì continuano indisturbati, su altre vittime, i loro abusi.</p>
<p>La domanda sorge spontanea: ma <strong>lo Stato dov’è</strong>?<br />
Un prete che abusa dell&#8217;infanzia viene condannato da un tribunale eccelsiastico ma non dalla giustizia italiana. E’ più grave, pare, il <strong>peccato</strong> sessuale del <strong>reato </strong>– ripugnante – di violenza sessuale nei confronti di minori.<br />
Dobbiamo pensare che se sconterà la prima pena (pregare) sconterà automaticamente anche la seconda? O dobbiamo pensare che la giustizia italiana “ha i suoi tempi”? O ancora, che grazie al <strong>Concordato</strong> e al <strong>Trattato tra la Santa Sede e l&#8217;Italia</strong> le autorità ecclesiastiche non siano soggette all&#8217;obbligo di denunciare il caso a quelle italiane e possano quindi sbrigarsela ‘in casa’? Le linee di confine tra le due giurisdizioni, anche su territorio e  cittadini italiani,  sono infatti pericolosamente &#8211; e volutamente &#8211; labili.</p>
<p>Due parole merita infine il &#8216;peccato&#8217; di pedofilia nella Chiesa cattolica.</p>
<p>Per la Chiesa sono cinque i <strong>peccati mortali</strong>, per i quali non è sufficiente la confessione: rubare ostie consacrate per usarle in riti satanici; violare il segreto della confessione; commettere, se si è preti o suore,  peccati sessuali (e la pedofilia rientra in questi); abortire o rendersi corresponsabile di aborto; aggredire o offendere la persona del Papa.</p>
<p><strong>Violentare un bambino è come rubare delle ostie o offendere il Papa</strong>. In quest&#8217;ottica, un trasferimento in altra parrocchia appare addirittura una pena severa.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/10/preti-pedofili-ma-no-solo-omosessuali-affetti-da-efebofilia/" target="_blank">Preti pedofili? Ma no, solo omosessuali affetti da efebofilia</a></p>
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