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	<title>Cronache Laiche &#187; firenze</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Ezra Pound non abita più qui</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/ezra-pound-non-abita-piu-qui/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lees-david-poet-ezra-pound-95-relaxing-in-wing-chair-in-apt-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I camerati di Casapound sono alla ribalta sempre più spesso sulle pagine di cronaca dei giornali, ogni volta per un motivo diverso, suscitando cori di sdegno da una parte e dall&#8217;altra dello schieramento politico, soprattutto nella capitale. L&#8217;ultima in ordine di tempo dei fascisti del terzo millennio riguarda un poco rispettoso commento del leader Gianluca Iannone alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lees-david-poet-ezra-pound-95-relaxing-in-wing-chair-in-apt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34412" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lees-david-poet-ezra-pound-95-relaxing-in-wing-chair-in-apt-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>I <em>camerati</em> di <strong>Casapound</strong> sono alla ribalta sempre più spesso sulle pagine di cronaca dei giornali, ogni volta per un motivo diverso, suscitando cori di sdegno da una parte e dall&#8217;altra dello schieramento politico, soprattutto nella capitale.</p>
<p>L&#8217;ultima in ordine di tempo dei <em>fascisti del terzo millennio </em>riguarda un poco rispettoso commento del leader <strong>Gianluca Iannone</strong> alla recente morte del procuratore aggiunto di Roma, nonché capo del pool antiterrorismo, <strong>Pietro Saviotti.</strong> <em>«Il 2012 si apre con prospettive interessanti&#8230; Evviva», </em>ha scritto Iannone (poi pentitosi ma solo a metà: «<em>una battuta infelice, scritta peraltro in uno spazio privato</em>»<em>, </em>è la precisazione che si legge sul sito di Casapound) sulla sua pagina Facebook, parlando della scomparsa del magistrato reo, ai suoi occhi, di aver inquisito ingiustamente il suo movimento per gli scontri studenteschi dell&#8217;ottobre 2008 a piazza Navona e per aver mandato in carcere (attualmente ai domiciliari) il militante Alberto Palladino per l&#8217;aggressione a Paolo Marchionne, capogruppo del Pd nel IV Municipio di Roma. La <em>battuta infelice</em> è stata seguita dai commenti indignati dei rappresentanti di Comune, Provincia e Regione, i quali quando si parla di Casapound sembrano tutti appena cascati dal pero. Soprattutto il sindaco <strong>Gianni Alemanno</strong>, che pure &#8211; come dicono alcuni e come invece negano entrambi &#8211; i ragazzi in camicia nera li coccolava fino a ieri: <strong>Mario Vattani</strong> ad esempio, è stato consigliere del sindaco di Roma, poi console generale d&#8217;Italia in Giappone ed è leader &#8211; col nome di battaglia di <em>Katanga</em> &#8211; di un gruppo definito dai media <em>fascio-rock</em>, i <em>Sotto Fascia Semplice. S</em>i era esibito proprio a un raduno di Casapound, con tanto di video inserito su YouTube (generando lo <em>scoop</em> de <em>L&#8217;Unità</em> che ha portato al suo deferimento alla Commissione Disciplina della Farnesina).</p>
<p>Intanto, il minacciato <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/fascist-pride-parade/" target="_blank">corteo dell&#8217;estrema destra</a> italiana del 7 gennaio, ricorrenza della strage di <strong>Acca Larentia</strong>, non ha potuto svolgersi per il divieto della questura; già prima, però, proprio Iannone e soci all&#8217;ultimo momento avevano deciso di sfilarsi (seguendo una decisione analoga di <strong>Forza Nuova</strong>), facendo venire meno la loro importante presenza, cosa che avrebbe evidentemente sfoltito un po&#8217; troppo i ranghi dei manifestanti anche in presenza di un via libera della questura. Più o meno da quelle parti (cioè a destra) a proposito di cortei, al momento resta confermato solo quello del partito de<em> er pecora, </em>al secolo <strong>Teodoro Buontempo,</strong> e di <strong>Francesco Storace</strong> per il 4 febbraio prossimo, contro il <em>governo delle tasse </em>di Mario Monti.</p>
<p>Per il nome che si sono scelti, le gesta del movimento guidato da Gianluca Iannone stanno facendo il giro del mondo: il quotidiano francese <em><strong>Le Monde</strong></em>, partendo dalla <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/la-nostra-oslo-quotidiana-e-la-rete-neonazista/" target="_blank">strage di Firenze</a> (quando <strong>Gianluca Casseri</strong>, simpatizzante di Casapound, ha ucciso due venditori senegalesi e si è suicidato), ha intervistato Iannone in una inchiesta su Casapound intitolata <em>«E&#8217; una casa nera». </em>Il cronista francese entra con curiosità antropologica nella sede romana del movimento, osserva i poster di Ezra Pound ma anche di Che Guevara, di Kerouak, Pirandello, Tolkien e ovviamente Mussolini appesi al muro, e ha l&#8217;impressione di entrare nella stanza di un <em>adolescente confuso</em>. Iannone si produce nella consueta esposizione del manifesto del suo movimento, e a proposito delle gesta tragiche di Casseri &#8211; e del razzismo in genere &#8211; se la cava col solito «<em>noi non chiediamo la patente di sanità mentale ai nostri aderenti</em>». Dopo aver condannato le leggi razziali del ventennio, e senza però rinunciare a esaltare gli <em>effetti benefici </em>del regime: con il fascismo «<em>l&#8217;Italia ha conosciuto un periodo di sviluppo economico ed industriale intenso</em>»<em>.</em></p>
<p>In Francia, che si sappia, questa intervista non ha lasciato strascichi degni di nota; non così è andata a Roma, dove anche <em><strong>Radio Rock</strong></em> (tra le maggiori emittenti della capitale) prima di <em>Le Monde</em>, aveva intervistato Iannone: per aver fatto questo, lo speaker Emilio Pappagallo, conduttore del <em>morning show </em>della radio (che aveva in progetto &#8211; poi non realizzato a seguito delle polemiche &#8211; di intervistare anche Nunzio D&#8217;Erme in rappresentanza dell&#8217;opposto estremismo, pensando pure a un confronto tra i due), è stato subissato da una valanga di <a href="http://www.emiliopappagallo.it/page.primapagina.asp?showId=501" target="_blank">critiche e ingiurie</a> di una parte degli ascoltatori, prima, durante e dopo l&#8217;intervista. Tirando in ballo la Costituzione (divieto di ricostituzione del partito fascista), quegli ascoltatori &#8211; specchio del pensiero comune sul <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/il-fascismo-del-terzo-millennio/" target="_blank">fascismo contemporaneo</a> &#8211; hanno teorizzato che c&#8217;é qualcuno che non deve nemmeno parlare, facendo confusione tra i verbi <em>comprendere</em> e <em>giustificare, </em>di fatto praticando una forma di fascismo <strong>uguale e contraria</strong> a quello che sostengono di voler avversare. Ciliegina sulla torta, l&#8217;abbandono della radio, con modalità a dir poco polemiche, da parte di tre dei più importanti speakers della storica &#8211; e molto seguita &#8211; emittente capitolina. Sono stati aperti su Facebook gruppi contro Radio Rock e un paio di band importanti come i <strong>99Posse</strong> e i <strong>Radici nel Cemento</strong> hanno diffidato l&#8217;emittente dal trasmettere i loro brani. Il tutto per un&#8217;intervista nella quale non sono emersi dati salienti se non il rifiuto &#8211; certo non sorprendente &#8211; di Iannone, per conto del suo movimento, di rinunciare alla violenza. In Italia intervistare fascisti porta male.</p>
<p>Iannone, intanto, il 13 gennaio scorso ha ricevuto la visita dei Carabinieri che hanno perquisito la sua abitazione in cerca di prove di un coinvolgimento di Casapound in merito all&#8217;agguato subito da <strong>Francesco Bianco</strong>, ex militante dei Nar gambizzato una decina di giorni prima.</p>
<p>Poco prima di Natale, infine, il colpo di grazia: la signora <strong>Mary de Rachewiltz</strong>, figlia del controverso scrittore americano Ezra Pound, ha denunciato Casapound per l&#8217;uso improprio del cognome del padre. Già due anni fa la de Rachewiltz aveva manifestato pubblicamente la sua insofferenza; ora, dopo la vicenda di Gianluca Casseri è passata alle vie legali, con la dichiarata intenzione di far cambiare nome al gruppo di Iannone: <em>«Quella strage mi ha colpito tremendamente, ed è stata l&#8217;ultima goccia. Io ho studiato a Firenze, e questo mi ha reso tutto ancora più doloroso [...]Un&#8217;organizzazione politica compromessa come questa non ha nulla a che fare con il nome Pound», </em>che <em>«appartiene all&#8217;umanità ed è patrimonio di tutti». </em>Quest&#8217;ultima è la stessa motivazione per cui Iannone si è sempre rifiutato di rinunciare al nome Pound.<em></em></p>
<p>In effetti, qualcuno potrebbe domandarsi: chi collocherebbe Ezra Pound, poeta verso il quale anche <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> aveva manifestato interesse, nella camera di un <em>adolescente confuso</em>?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>La pacifica Radio Padania</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 00:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/la-pacifica-radio-padania/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/immagine_lettera.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ricordiamo che tutto quello che appare nella rubrica “La parola ai lettori” non esprime il punto di vista di Cronache Laiche. «Quando uno straniero risiede nel nostro territorio, non deve essere ne’ molestato ne’ oppresso. Deve essere trattato come un nativo» . Lo ha affermato il cardinale Ravasi commentando su Twitter la strage di Firenze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/category/lettere"><img class="alignleft size-full wp-image-29613" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="immagine_lettera" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/immagine_lettera.jpg" alt="" /></a><em>Ricordiamo che tutto quello che appare nella rubrica “La parola ai lettori” non esprime il punto di vista di Cronache Laiche.</em></p>
<p>«<em>Quando uno straniero risiede nel nostro territorio, non deve essere ne’ molestato ne’ oppresso. Deve essere trattato come un nativo</em>» . Lo ha affermato il cardinale <strong>Ravasi</strong> commentando su Twitter la strage di Firenze. Per completare l’ineccepibile concetto, onestà intellettuale avrebbe voluto che il fine teologo, politologo, tuttologo aggiungesse che “<em>quando uno straniero risiede nel nostro territorio, non deve molestare, né opprimere i nativi, né fare disonesta concorrenza ai commercianti che pagano le tasse</em>”. Probabilmente gli alti studi del presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura non gli sono bastati per appurare che la quasi totalità dei crimini commessi sul territorio italiano sono compiuti da stranieri. Eppure, nonostante la palese ignoranza statistica dell’alto porporato, il Card. Ravasi ha avuto la sfacciataggine di insinuare che l’omicidio dei due senegalesi è imputabile ai proclami di <strong>Radio Padania</strong>. Senza farne esplicitamente il nome ha affermato: «<em>questa estate mi imbattevo spesso in una nota emittente di un movimento politico, aperta a un filo diretto con gli ascoltatori. Con tutte le variazioni fonetiche dei vari dialetti settentrionali, il leit-motiv era costante: &#8216;Mandateli a casa loro! Cacciateli! Sono pericolosi, ci tolgono posti di lavoro, si allargano, sporcano e favoriscono la criminalità, vogliono una moschea in ogni quartiere&#8217;, e così via deprecando e, non di rado, inveendo</em>».</p>
<p>Imputare alla <strong>pacifica gente padana</strong> la responsabilità di una strage messa in atto da un folle solitario, è un atto di <strong>sciacallaggio</strong> peggiore di un atto di pedofilia. Se papa Ratzinger vuole rianimare la cattolicità, incominci con il ridurre allo stato laicale, preti pedofili, teologi d’accatto e chi ha scambiato i pulpiti per dei scranni parlamentari dai cui vomitare sulle folle menzogne e invereconde falsità.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Gianni Toffali</em></p>
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		<title>Chi alimenta il razzismo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 02:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chi-alimenta-il-razzismo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/manifesto-lega1-206x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’assassinio degli ambulanti senegalesi a Firenze e il pogrom contro un campo Rom a Torino (del quale il governatore Cota non pare essersi accorto) dei giorni scorsi spingono a interrogarsi su chi sono, come mai proliferano in rete e sul territorio, e grazie a quali complicità, gruppi razzisti di stampo neonazista. Ma non si deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/manifesto-lega1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33162" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid;" title="manifesto-lega1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/manifesto-lega1-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a>L’assassinio degli <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/la-nostra-oslo-quotidiana-e-la-rete-neonazista/" target="_blank">ambulanti senegalesi a Firenze</a> e il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/tra-al-lupo-al-lupo-e-caccia-alle-streghe/" target="_blank">pogrom contro un campo Rom a Torino</a> (del quale il governatore Cota non pare essersi accorto) dei giorni scorsi spingono a interrogarsi su chi sono, come mai proliferano in rete e sul territorio, e grazie a quali complicità, gruppi razzisti di stampo neonazista. Ma non si deve dimenticare l’incoraggiamento che dà loro il razzismo “popolare” alimentato dalla Lega Nord.</p>
<p><strong>L’imprenditore politico del razzismo</strong>. Pregiudizi, stereotipi insultanti e ostilità contro «zingari» e <em>vu&#8217; cumprà</em> sono motivi costanti della propaganda e delle iniziative violente della Lega, che su questo ha costruito le sue fortune elettorali. Già dal 1993, per esempio, i leghisti di Verona facevano volteggiare sul lago di Garda, a sostegno degli albergatori, aerei con lo striscione: «<em>Abusivi ambulanti rovina dei commercianti</em>». Innumerevoli da allora le “cacce” agli abusivi, sulle spiagge e nei luoghi turistici soprattutto. E ancora dopo le elezioni amministrative del 2010 «<em>sono scese in campo a Bibione (Venezia) le prime pattuglie della polizia provinciale di Venezia contro i vu&#8217; cumprà… volute dalla nuova presidente… la leghista Francesca Zaccariotto</em>» (il Gazzettino).<br />
Le campagne contro i rom sono poi un mantra della Lega. Il meneghino Salvini le ha fomentate col ricorso ai topi dell’immaginario nazista («gli zingari sono più pericolosi dei topi perché più grossi»). Al sindaco di Verona Tosi sono costate una condanna definitiva per idee razziste. Il prosindaco di Treviso Gentilini si è vantato in pubblici comizi di aver distrutto due campi nomadi. Nel paese di Opera (Mi) un assalto finito con l’incendio e lo sgombero violento di un campo è servito al  leghista Fusco come biglietto da visita per diventare sindaco. Il deputato leghista piemontese Cavallotto ha elogiato la recente alluvione, causa di devastazioni e morti nel nord-ovest, perché ha provocato lo «sgombero del campo nomadi abusivo sul Lungo Stura Lazio». Un degno prologo al pogrom di Torino sopra citato. E potremmo continuare. Per non dire della miriade di iniziative vessatorie contro i  migranti nei comuni targati Lega o l’indecente solidarietà ideologica «al netto della violenza» manifestata allo stragista norvegese da Borghezio.</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Tesseramento-Lega-Nord-2012-Nonleggerlo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-33163" style="margin-left: 10px;" title="Tesseramento-Lega-Nord-2012-Nonleggerlo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Tesseramento-Lega-Nord-2012-Nonleggerlo-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Le leggi-vergogna. </strong>Ma un clima favorevole alle violenze razziste lo si è incrementato anche istituzionalizzando il razzismo, cioè facendone legge dello Stato con il rilevamento delle impronte ai bambini rom, l’introduzione del reato di clandestinità, il varo del pacchetto sicurezza, i respingimenti in mare, la creazione di veri e propri campi di concentramento (CIE). In una parola, con le leggi-vergogna di Maroni, auspice il governo PdL-Lega, che ha anche garantito l’impunità ai gruppi neofascisti e neonazisti sviluppatisi alla sua ombra mentre rifiutava  la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia: una legge contro cui la Lega minaccia «barricate»  in nome della Costituzione, che calpesta ogni giorno invocando la secessione.<br />
I gesti e le parole di partecipazione al lutto per i senegalesi assassinati da parte del cattolicissimo ministro Andrea Riccardi, la condanna del pogrom di Torino o gli appelli alla “riconciliazione” sono apprezzabili e non ipocriti solo se il ministro e il suo governo sapranno utilizzare i giorni in cui la Lega sta lontana dalle amate poltrone e si trastulla in sceneggiate contro le politiche antisociali promosse fino all’altro giorno, per cancellare tutte le  leggi-vergogna e avviare una diversa politica sull’immigrazione. E anche per sciogliere, conformemente a quanto prevede  la Costituzione, associazioni e partiti (non la sola Lega) che fanno del razzismo la loro bandiera.<br />
Ma purtroppo par lecito dubitare che si farà qualcosa in questo senso da parte di un governo che si è mostrato finora preoccupato di operare in sostanziale continuità con quello passato, salvaguardando le antenne di Berlusconi, i taxisti, i farmacisti, il Vaticano e le grandi fortune: tutto, insomma, esclusi i diritti dei pensionati e dei lavoratori.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>Sotto il Vasari niente</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 01:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/sotto-il-vasari-niente/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La fine del governo Berlusconi dev&#8217;essere stata un duro colpo per Matteo Renzi, il giovane e prestante sindaco di Firenze con la passione per il mestiere dello sfasciacarrozze. Evidentemente deluso dall&#8217;imprevista circostanza che Silvio si sia rottamato da solo, il bel Renzi, che al pari di un marmocchio irrequieto si diverte a distruggere qualsivoglia oggetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32385" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/immagine.jpg" alt="" width="220" height="165" /></a>La fine del governo Berlusconi dev&#8217;essere stata un duro colpo per <strong>Matteo Renzi</strong>, il giovane e prestante sindaco di Firenze con la passione per <strong>il mestiere dello sfasciacarrozze</strong>. Evidentemente deluso dall&#8217;imprevista circostanza che Silvio si sia rottamato da solo, il bel Renzi, che al pari di un marmocchio irrequieto si diverte a distruggere qualsivoglia oggetto gli capiti fra le mani, ha rivolto altrove le sue deflagranti attenzioni.<br />
Il malcapitato di turno, fortunatamente per lui passato da secoli a miglior vita, è nientemeno che <strong>Giorgio Vasari</strong>, pittore aretino non celeberrimo ma autore del brillante <em>«Vite de&#8217; più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a&#8217; tempi nostri»</em>, sorta di monumentale compendio di fatti altrui narrati con arguzia, gusto del pettegolezzo e stile enciclopedico. Il Vasari risulta colpevole di aver affrescato, nel Salone dei Cinquecento del fiorentino Palazzo Vecchio, le vituperate scene di battaglia che celebrano i fasti del granduca Cosimo I, famoso precursore di Renzi, sopra i resti delle geniali pitture di Leonardo in persona.</p>
<p>Narra infatti la storia del Salone dei Cinquecento che <em>«fu il gonfaloniere Pier Soderini per primo a preoccuparsi della decorazione della sala, riuscendo ad accordarsi con i due più grandi artisti fiorentini dell&#8217;epoca, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, per la realizzazione di due grandi affreschi [...] con scene di battaglia che celebrassero le vittorie della Repubblica. Leonardo iniziò a realizzare la Battaglia di Anghiari, mentre a Michelangelo venne destinata un&#8217;altra porzione di parete per la Battaglia di Cascina.<br />
I due affreschi monumentali [...] si dovevano trovare sul lato maggiore a est, ai lati del seggio del gonfaloniere, Michelangelo a sinistra e Leonardo a destra, mentre sul lato opposto doveva trovarsi un altare, quindi inadatto alla rappresentazione profana. I due geni del Rinascimento avrebbero avuto così modo di lavorare per un certo periodo faccia a faccia, ma nessuna delle loro opere fu mai completata: Leonardo sperimentò la tecnica dell&#8217;encausto, che si rivelò disastrosa, sciupando irrimediabilmente l&#8217;opera, mentre Michelangelo si fermò al solo cartone, prima di partire per Roma chiamato da Giulio II.<br />
Entrambe le opere originali sono andate perdute, ma almeno ci sono pervenute delle copie e dei disegni preparatori».</em></p>
<p>Oggi Renzi, degnamente circondato dal suo manipolo di ingegneri rottamatori nonché in preda a visioni degne della più evidente <em>sindrome di Stendhal</em>, visioni che gli avrebbero rivelato la presenza del <strong>geniale e celebberimo Leonardo</strong> celato sotto il <strong>mediocre e misconosciuto Vasari</strong>, intenderebbe procedere ad una serie di fessurazioni dell&#8217;opera di quest&#8217;ultimo, alla ricerca del sottostante affresco-fantasma di leonardesca mano. Insomma, abbasso il celebrativo artigianato di cui peraltro nessuno parla e viva invece il genio autentico, che nello specifico caso di Leonardo sarebbe anche foriero di molta popolarità nonché, per dirla in termini rispettosamente adatti alle granducali circostanze, di moltissimi <em>fiorini</em>, a cominciare dai 250 mila euro già stanziati dal National Geographic per procedere quanto prima alla sconsiderata trivellazione. Cosimo I perdoni il termine, ma non si tratta precisamente di noccioline.<br />
E non è tutto. Ben lungi dal far presente a Matteo Renzi che perforare un Vasari non è proprio la medesima cosa che ridipingere la carrozzeria di una Punto, la soprintendente dei musei fiorentini Cristina Acidini avrebbe concesso al sindaco il proprio autorevole avallo. Voci contrarie alla ennesima iniziativa rottamatrice del bel Renzi, considerata al pari di una <strong>spudorata operazione di marketing</strong>, si sono levate dall&#8217;Opificio delle Pietre Dure e dall&#8217;associazione Italia Nostra.</p>
<p>La pietra dello scandalo, ossia la cinquecentesca persona di Giorgio Vasari, è invece costretta al silenzio dalla ovvia circostanza di cui sopra che lo vede defunto da un pezzo.<br />
Peccato per Renzi: se una visionaria macchina del tempo, come per magia, ci restituisse il Vasari in carne ed ossa pronto a celebrare l&#8217;attuale primo cittadino di Firenze, c&#8217;è da scommettere che anziché raffigurare i soliti nobili cavalieri e i soliti purosangue dalle lucide criniere, il pittore aretino si troverebbe a dover ripiegare su <strong>spinterogeni, pistoni, paraurti cromati e alzacristalli elettrici</strong>, per un risultato davvero innovativo che lo consegnerebbe alla storia dell&#8217;arte come e forse più di Leonardo da Vinci. Con buona pace del granduca Cosimo I e delle sue consuete, noiosissime scene di guerra.</p>
<div style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Biotestamento alla riscossa, si moltiplicano i registri comunali</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/biotestamento-alla-riscossa-si-moltiplicano-i-registri-comunali/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/test-biologico-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 9 febbraio dello scorso anno finiva, con la sua morte, la lotta di Eluana Englaro e della sua famiglia. Una lotta di giustizia, di dignità, di libertà tesa ad affermare l’inviolabile diritto di autodeterminazione della persona. Come molti ricorderanno, la vicenda Englaro ha scatenato dapprima una corsa del Governo per ‘salvarle la vita’, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><img class="alignleft size-full wp-image-2834" title="test biologico" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/test-biologico.jpg" alt="test biologico" width="199" height="273" />Il 9 febbraio dello scorso anno finiva, con la sua morte, la lotta di Eluana Englaro e della sua famiglia. Una lotta di giustizia, di dignità, di libertà tesa ad affermare l’inviolabile diritto di autodeterminazione della persona.</p>
<p>Come molti ricorderanno, la vicenda Englaro ha scatenato dapprima una corsa del Governo per ‘salvarle la vita’, e poi la stesura di una proposta di legge sulla <em><strong>Dichiarazione anticipata di trattamento</strong></em> (il ddl Calabrò) che, nonostante il nome, nega a ogni cittadino il diritto di decidere della sua stessa vita nel caso in cui non dovesse più avere la possibilità di farlo.</p>
<p>Non solo alimentazione e idratazione forzate <em>“non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento</em>” (art.5 comma 6) perché non considerate terapie bensì<strong> &#8220;<em>sostegni vitali</em></strong>&#8220;, ma delle dichiarazioni del cittadino si<strong> “<em>terrà</em>” </strong>semplicemente <strong>“<em>conto</em>”</strong> (art. 7 comma 4), ossia non sono da considerare vincolanti. Una legge, insomma, contro &#8211; e non per &#8211; il testamento biologico.</p>
<p>Ma il nostro parlamento è troppo impegnato a legiferare a uso e consumo del presidente del Consiglio per occuparsi anche di questa legge liberticida, e così, nell’attesa di un assodato via libera alla Camera, molte amministrazioni comunali hanno avuto modo di far sentire la loro voce discordante istituendo registri per la raccolta dei testamenti biologici dei cittadini. Testamenti biologici veri, non le dichiarazioni farsa previste dal ddl Calabrò.</p>
<p>Seguendo gli esempi di Bologna, Pisa, Genova, La Spezia, Lecco, Massa, Torino, Roma (solo in alcuni municipi, in netto contrasto con le indicazioni comunali) e di altri Comuni minori (Calzano, Fiesole, Ciampino, Cerveteri, Caserta, Polistena, …), anche la giunta comunale di Firenze ha approvato, nei giorni scorsi, l’istituzione del registro.</p>
<p>Ma la raccolta di firme prosegue instancabile in molti Comuni e registri ‘diversi’ compaiono in altre città: ad Udine, ad esempio, dove i notai della Provincia si sono offerti di registrare gratuitamente le volontà dei cittadini o a Milano, dove la Chiesa Valdese ha istituito un proprio <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/testamento-biologico-la-chiesa-valdese-istituisce-il-registro/" target="_blank">registro</a> aperto a tutti gli abitanti.</p>
<p><strong>Il sottosegretario alla salute </strong><strong>Eugenia Roccella</strong> così commenta queste iniziative: “<em>E’ molto discutibile che questi registri possano avere un valore, si vuole solo creare un altro caso giudiziario. Noi comunque approveremo la legge entro l’estate</em>”. Ossia c’è poco da discutere, visto che il punto “<em>qualificante</em>” della legge, secondo la stessa Roccella, è proprio che idratazione e alimentazione non si possano sospendere in nessun caso.</p>
<p>Quale sarà, dunque, lo scenario futuro? Probabilmente ricalcherà passo dopo passo la genesi della <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/fecondazione-eterologa-partono-i-ricorsi/" target="_blank">legge 40</a> sulla procreazione assistita. Dopo l’approvazione, cominceranno ad arrivare i primi ricorsi per <strong>violazione della Costituzione</strong>, in particolare degli articoli 13 (“<em>La libertà personale è inviolabile</em>”) e 32 (“<em>Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana</em>”). I tribunali, quindi, smonteranno la legge pezzo a pezzo ma ci vorranno anni.</p>
<p>Nel frattempo uomini e donne la cui dignità è prigioniera di corpi che non rispondono più ad alcuna sollecitazione continueranno a soffrire, espropriati del primario diritto di ogni essere umano, la libertà.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Firenze: mutui comunali a coppie di ogni genere. Apriti cielo!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 22:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/firenze-mutui-comunali-a-coppie-di-ogni-genere-apriti-cielo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/omosessuali1-300x209.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia circola su agenzie, giornali web e cartacei. I titoli più o meno di questo tenore: “Firenze: mutui a coppie gay. Betori: tutelare la famiglia. Insorge il Pdl”. Poi magari si va a leggere e il casus belli si sgonfia come un palloncino. Il Comune di Firenze ha stanziato 250mila euro per sostenere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1867" title="omosessuali1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/omosessuali1-300x209.jpg" alt="omosessuali1" width="300" height="209" />La notizia circola su agenzie, giornali web e cartacei. I titoli più o meno di questo tenore: “Firenze: mutui a coppie gay. Betori: tutelare la famiglia. Insorge il Pdl”. Poi magari si va a leggere e il casus belli si sgonfia come un palloncino.</p>
<p>Il <a href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Mutui-del-Comune-a-coppie-gayIl-vescovo-Betori-attacca-Renzi/1821405" target="_blank"><strong>Comune di Firenze</strong></a> ha stanziato 250mila euro per sostenere il pagamento del mutuo di 100 giovani coppie in difficoltà. «<em>Il bando è rivolto a coppie i cui componenti non superino i 35 anni di età conviventi da almeno 3 anni che abbiano acquistato da meno di 12 mesi o che acquisteranno entro 9 mesi dalla pubblicazione una casa a Firenze</em>», spiega l´assessore alla casa Claudio Fantoni. Ma nel bando non compare alcuna discriminazione sul sesso della coppia né sullo stato civile o di parentela. Il che significa che<strong> in graduatoria possono rientrare anche le coppie omosessuali</strong>. Apriti cielo.</p>
<p>L’Italia bigotta si schiera  compatta. ‘Bisogna tutelare la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio!’ tuonano all’unisono la Chiesa (per bocca di <strong>monsignor Betori</strong>, vescovo di Firenze) e il <strong>Pdl</strong>. Ma non mancano i soliti appoggi dalla parte più retriva del Pd.  “<em>Il bando del comune di Firenze per aiutare giovani coppie che vogliono comprare casa e che si trovano in difficoltà economica e&#8217; una lodevole iniziativa, ma un ente pubblico ha il dovere di impegnare i propri fondi per aiutare le famiglie, cosi&#8217; come la nostra Costituzione intende, ovvero fondate sul matrimonio</em>&#8221;, afferma <strong>Gabriele Toccafondi, deputato Pd</strong>.</p>
<p>Il matrimonio: quell’ancora che ci salva da una società evoluta in cui le istituzioni non possono mettere bocca sui gusti sessuali dell’individuo. La nostra cattolicissima Italia proprio non può digerire gli omosessuali e si attacca al matrimonio per negare loro i diritti che gli altri, quelli ‘normali’ possono avere – naturalmente a patto che si sposino.</p>
<p>Nella raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani, il <strong>Parlamento europeo</strong> ha chiesto agli Stati membri di “<em>garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali</em>“.</p>
<p>Come nel caso del crocifisso nelle aule scolastiche, bisognerà aspettare che qualche coppia gay ricorra al Parlamento europeo per veder riconosciuti alle coppie di fatto – di qualsiasi orientamento sessuale – i diritti riservati ai coniugi. E, sempre come nel caso del crocifisso, assisteremo a ridicole crociate catto-politiche volte a sostenere l’insostenibile, e cioè che l’amore omosessuale abbia meno dignità giuridica di quello eterosessuale.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Presepi d&#8217;ordinanza: armi di distrazione di massa</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 22:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/crocifissi-e-presepi-armi-di-distrazione-di-massa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/buddy-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A volte, francamente, non si sa se ridere o piangere per questa Italietta che pare aver identificato in feticismi degni di un paese del terzo mondo i ‘valori’ fondanti della sua identità. I veri valori, derisi, calpestati, oltraggiati da un Governo guidato da un uomo che fa della sua lotta personale contro il sistema democratico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1448" title="buddy" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/buddy-300x300.jpg" alt="buddy" width="300" height="300" />A volte, francamente, non si sa se ridere o piangere per questa Italietta che pare aver identificato in feticismi degni di un paese del terzo mondo i ‘valori’ fondanti della sua identità.</p>
<p>I veri valori, derisi, calpestati, oltraggiati da un Governo guidato da un uomo che fa della sua lotta personale contro il sistema democratico il principale obiettivo del suo mandato, sono troppo alti per essere affrontati nei consigli comunali che, invece di occuparsi del traffico e delle infrastrutture, dei rifiuti e della scuola dell’infanzia, si dedicano a esercizi sui valori cristiani della nostra Repubblica.</p>
<p>La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, sancendo che il crocifisso nelle aule scolastiche lede la libertà religiosa degli alunni e costituisce <em>“una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni”</em><em>, </em>ha scatenato le reazioni più folcloristiche &#8211; se non vogliamo chiamarle bigotte e retrive – in tutta la penisola.</p>
<p>Lega in testa, i nostri amministratori comunali si stanno sbizzarrendo nelle trovate più ridicole pur di affermare le radici cristiane dell’Italia che l’Europa negherebbe.</p>
<p>Siamo sotto Natale, è la volta del presepe, che ha soppiantato la croce nel richiamo alla nostra identità culturale e sociale. Passata la moda delle multe per chi toglie i crocifissi dalle sedi istituzionali e le proposte di istituzione obbligatoria del crocifisso in tutti gli uffici della Pubblica amministrazione, ora è la volta del presepe ‘d’ordinanza’.</p>
<p>Se la risposta di Milano alla Corte europea è stata l’inaugurazione, a <a href="http://comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Giornale/Giornale/Tutte+le+notizie/Turismo+Marketing+Territoriale+Identit/Turismo_presepe" target="_blank">Palazzo Marino</a>, di un presepe di 100 metri quadrati (“ <em>una tradizione secolare cara a tanti che nulla toglie all’attività dell’amministrazione comunale <strong>improntata alla laicità</strong></em>”, come dice il sindaco <strong>Letizia Moratti</strong>), quella di Firenze non è da meno.</p>
<p>Tre consiglieri del Pdl hanno presentato una <a href="http://periodicoitaliano.info/2009/12/11/firenze-allestire-il-presepe-nelle-scuole-comunali-secondo-i-consiglieri-pdl-galli-cellai-e-roselli-sarebbe-un-gesto-di-%E2%80%9Cvera-laicita%E2%80%9D/" target="_blank">mozione</a> per “<em>allestire presso i locali scolastici e gli asili nido un presepe</em>”. <strong>Giovanni Galli, Jacopo Cellai </strong>ed <strong>Emanuele Roselli</strong> spiegano che “<em>ormai da tempo in molte scuole, in nome di un <strong>ignorante laicismo</strong>, si tende a trasformare il Natale nella festa dell’albero, della fratellanza o di chissà cos’altro</em>”.</p>
<p>E non contenti, o forse non consci del loro stesso ridicolo, continuano: “<em>Mettere un presepe nelle scuole sarebbe un gesto di <strong>vera laicità</strong>, e cultura</em>”. Il presepe, infatti, sarebbe il simbolo della  “<em>verità storica che è all’origine stessa della festività natalizia che tutti, credenti o non, festeggiano: non ci risulta infatti che atei o agnostici il 25 dicembre lavorino o vadano a scuola</em>”.<em> </em></p>
<p>Forse non sanno, poveretti, che il 25 dicembre è festa nazionale e di conseguenza scuole e uffici sono chiusi. Per i cattolici, gli atei, gli agnostici, gli ebrei, i mussulmani, i protestanti, i buddisti, gli induisti e via e via. Così come ignorano che la laicità si esprime con l’equidistanza da ogni confessione religiosa.</p>
<p>Ma questo è solo un esempio dei temi che in questo periodo riempiono la bocca e il tempo di tanti nostri amministratori, politici, parlamentari e ministri evidentemente a corto di altri spunti più costruttivi in un Paese che ogni giorno rotola verso il baratro.</p>
<p>E’ naturale chiedersi il perché di una tale recrudescenza religiosa e soprattutto il motivo di simili – se pur ridicole – veemenze.</p>
<p>Al di là di asservimenti alla Chiesa in un momento di gelo con il Governo, sembra che queste esternazioni rispondano a un unico e preciso piano: <strong>distrazione di massa</strong>.</p>
<p>La sentenza della Corte europea, suo malgrado, ha fornito un ottimo espediente su cui convogliare la rabbia dell’opinione pubblica. Lo scandalo da far prevalere su altri, gravissimi, che corrodono le fondamenta del nostro Stato: stanno tentando di estirpare le nostre radici cristiane. Questo è il problema, gente. Ci tolgono i simboli, l’identità, la cultura!</p>
<p>E intanto, dietro le quinte, esplodono storie di mafia e politica, di sesso e favori, tentativi di manomettere la Costituzione per preservare l’immunità di pochi, attacchi efferati alla libertà e alla indipendenza dei poteri dello Stato. Dietro le quinte, ma abbastanza in evidenza per chi ha orecchie per sentire, si profila un ribaltamento dei principi democratici che reggono il Paese.</p>
<p>Pensate ai presepi, che è meglio.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Prete pedofilo a Firenze, lo Stato sta a guardare</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/prete-pedofilo-a-firenze-lo-stato-sta-a-guardare/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/Don-Roberto-Berti-300x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Don Roberto Berti, ex parroco della Curia di Firenze, è stato condannato per pedofilia dalla Congregazione della dottrina della fede. La sentenza giudica il parroco colpevole di “molestie sessuali e psicologiche su minori&#8221; e prevede per lui &#8220;la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi di Firenze per un percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-852" title="Don Roberto Berti" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/Don-Roberto-Berti-300x300.jpg" alt="Don Roberto Berti" width="250" height="250" />Don <strong>Roberto Berti</strong>, ex parroco della Curia di Firenze, è stato <a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/10-novembre-2009/prete-accusato-molestie-sessuali-condannato-ex-sant-uffizio-1601990207492.shtml" target="_blank">condannato</a> per pedofilia dalla <strong>Congregazione della dottrina della fede</strong>.<br />
La sentenza giudica il parroco colpevole di “<em>molestie sessuali e psicologiche su minori</em>&#8221; e prevede per lui <em>&#8220;la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi di Firenze per un percorso di recupero spirituale e psicoterapeutico. L’arco di tempo complessivo previsto per portare a termine il programma di recupero sarà di otto anni. In questo periodo don Berti è escluso da ogni attività pastorale. Al termine degli otto anni la Congregazione per la dottrina della fede riesaminerà la situazione, valutando se il cammino di rigenerazione spirituale e psicologica avrà ottenuto i risultati sperati</em>”.</p>
<p>In  virtù del perdono cristiano, l&#8217;arcivescovo di Firen­ze <strong>monsignor Giuseppe Beto­ri</strong> scrive nella lettera di accompagnamento della sentenza: “<em>Nel ripensare alle grandi sofferenze che questa triste vicenda ha causato, l’Arcidiocesi ribadisce la sua vicinanza a quanti ne hanno subite le penose conseguenze e rinnova l’impegno affinché simili funesti episodi non accadano mai più, mentre accompagna con la preghiera il percorso di rigenerazione umana e spirituale del colpevole</em>”.</p>
<p>Ricapitolando, un parroco avrebbe molestato sessualmente dei bambini (al punto da scatenare una sentenza della Congregazione della dottrina della fede, l’erede diretta della Santa Inquisizione) e  viene mandato in un’altra provincia per una “rigenerazione spirituale”.  L&#8217;Arcidiocesi pregherà per lui e tra otto anni si vedrà. Nel frattempo Berti sarà comodamente alloggiato in altra parrocchia in regime di piena libertà e come penitenza perderà “ogni attività pastorale”. In quella parrocchia circoleranno, ignari, dei ragazzini. Ma lui sarà troppo occupato a pregare per degnarli delle sue  immonde attenzioni.</p>
<p>Si ripete, insomma, una storia nota, in particolare in America latina: i preti pedofili, nel silenzio dell&#8217;omertà e dell&#8217;ignoranza, vengono spostati in altre parrocchie e lì continuano indisturbati, su altre vittime, i loro abusi.</p>
<p>La domanda sorge spontanea: ma <strong>lo Stato dov’è</strong>?<br />
Un prete che abusa dell&#8217;infanzia viene condannato da un tribunale eccelsiastico ma non dalla giustizia italiana. E’ più grave, pare, il <strong>peccato</strong> sessuale del <strong>reato </strong>– ripugnante – di violenza sessuale nei confronti di minori.<br />
Dobbiamo pensare che se sconterà la prima pena (pregare) sconterà automaticamente anche la seconda? O dobbiamo pensare che la giustizia italiana “ha i suoi tempi”? O ancora, che grazie al <strong>Concordato</strong> e al <strong>Trattato tra la Santa Sede e l&#8217;Italia</strong> le autorità ecclesiastiche non siano soggette all&#8217;obbligo di denunciare il caso a quelle italiane e possano quindi sbrigarsela ‘in casa’? Le linee di confine tra le due giurisdizioni, anche su territorio e  cittadini italiani,  sono infatti pericolosamente &#8211; e volutamente &#8211; labili.</p>
<p>Due parole merita infine il &#8216;peccato&#8217; di pedofilia nella Chiesa cattolica.</p>
<p>Per la Chiesa sono cinque i <strong>peccati mortali</strong>, per i quali non è sufficiente la confessione: rubare ostie consacrate per usarle in riti satanici; violare il segreto della confessione; commettere, se si è preti o suore,  peccati sessuali (e la pedofilia rientra in questi); abortire o rendersi corresponsabile di aborto; aggredire o offendere la persona del Papa.</p>
<p><strong>Violentare un bambino è come rubare delle ostie o offendere il Papa</strong>. In quest&#8217;ottica, un trasferimento in altra parrocchia appare addirittura una pena severa.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
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