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	<title>Cronache Laiche &#187; famiglia cristiana</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>La scelta di Lucio Magri</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 01:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Chiometti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/la-scelta-di-lucio-magri/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/magri1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Difficile, davvero difficile, leggere le prime pagine del Manifesto di ieri, 30 novembre, e non commuoversi di fronte ai ricordi dei compagni di Lucio Magri che ha scelto di morire in una clinica svizzera. Magri era malato di depressione in seguito alla perdita della compagna di vita a cui era stato legato per un quarto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/magri1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32102" title="magri1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/magri1.jpg" alt="" width="243" height="300" /></a>Difficile, davvero difficile, leggere le prime pagine del <em>Manifesto</em> di ieri, 30 novembre, e non commuoversi di fronte ai ricordi dei compagni di Lucio Magri che ha scelto di morire in una clinica svizzera. Magri era malato di depressione in seguito alla perdita della compagna di vita a cui era stato legato per un quarto di secolo, i suoi compagni del <em>Manifesto</em> conoscevano le sue intenzioni e hanno atteso insieme la telefonata che li informasse dell’avvenuto suicidio assistito. In questo ultimo viaggio è stato accompagnato da Rossana Rossanda, fondatrice come lui del giornale.</p>
<p>Erano i <strong>comunisti eretici</strong> della fine degli anni 60, storie che hanno caratterizzato a fondo la sinistra italiana e che oggi molti conoscono pur essendo nati dieci o venti anni dopo. Se c’è una cosa che colpisce è l’austerità e la sobrietà dei commenti, poco spazio per inutili retoriche sui migliori che se ne vanno, molto per i ricordi personali ma il tutto con un comune fattore, il <strong>rispetto per una scelta</strong>. Magari non condivisa, ma comunque rispettata in quanto scelta personale sulla propria vita. Valentino Parlato in particolare scrive: <em>«I</em><em>l suicidio è una fondamentale libertà della persona. Chi è padrone della propria vita, come ogni umano lo è, può legittimamente e moralmente decidere di mettere la parola fine<em>»</em></em>. E se altri suoi compagni dicono senza mezza termini che il suo errore più grande è stato andarsene in questo modo (ad esempio Luciana Castellina), comunque rispettano la sua scelta.</p>
<p>Ovviamente non possiamo sperare che discorsi così limpidi possano modificare le opinioni di altre persone che hanno fatto dell’integralismo la loro ragione di vita. Per sintetizzare il credo di costoro basti leggere quanto scrive il teologo<strong> Luigi Lorenzetti</strong> sul sito di <a href="http://www.famigliacristiana.it/chiesa/news_1/articolo/lucio-magri-suicidio-assisitito_301111095245.aspx">Famiglia Cristiana</a>: <em>«</em><em>Nessuno ha un dominio incondizionato e assoluto sulla vita, così che possa arbitrariamente decidere se, come e quando darsi la morte. Se il non credente non arriva a comprendere (</em>poveraccio, ndr)<em> che il padrone della vita è Dio, di certo può comprendere che il padrone della vita non è lo Stato. Questo, di conseguenza, non può concedere a nessuno, meno che meno al medico, la licenza di uccidere<em>».</em></em> Infatti nessuno Stato e nessun medico ha ucciso Luigi Magri, si parla di suicidio (sebbene assistito); forse il teologo dovrebbe informarsi su quello di cui sta parlando. Ma del resto se in così tanti hanno fatto confusione (e persistono a farla in modo doloso) fra eutanasia e suicidio assistito, cosa possiamo aspettarci se non farfugliamenti confusi e stantii?</p>
<p>Sono sempre granitiche le certezze dogmatiche, lo dimostra <strong>Giuseppe Sanzotta</strong> che sul sito de <a href="http://www.iltempo.it/politica/2011/11/30/1305560-fine_lucio_magri_amore_utopia.shtml?refresh_ce">Il tempo</a> afferma: <em>«</em><em>Possiamo comprendere le ragioni di chi, agonizzante, chiede sia messa fine alla propria esistenza. Ma quelle cliniche dove si pagano 5 mila euro per morire non sono un simbolo di civiltà<em>».</em></em> A parte il fatto che gli euro richiesti sono circa la metà, e non sono molti di più di quello che costa un funerale decente nel nostro paese, ci chiediamo: quali sarebbero i <em>simboli di civiltà</em>? Gli Stati che costringono i malati terminali ad aprire le finestre del quinto piano dell’ospedale e a buttarsi di sotto per porre fine alle proprie sofferenze? Gli Stati che condannano al carcere le persone che hanno fatto un gesto pietoso verso un consenziente che da anni vedevano tormentato dal dolore e dalle cure inutili? <em>«Chi si suicida sarà severamente punito»</em>. Queste parole, che sembrano prese da una striscia delle S<em>turmtruppen</em> e invece riassumono la nostra “civiltà” invocata dal Sanzotta in opposizione alle cliniche svizzere, hanno senso? Se la risposta è no, come noi riteniamo, dovremmo smettere di essere ipocriti e rispettare veramente le scelte altrui perché <em>«</em><em>su se stesso sulla sua mente e sul suo corpo, l&#8217;individuo è sovrano</em>” (J.S. Mill).</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Chiometti</div>
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		<title>La teologia della tristezza</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 02:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/la-teologia-della-tristezza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/don-sciortino-famiglia-cristiana-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La blogosfera laica nei giorni scorsi ha riportato e variamete commentato la lettera di un anonimo lettore del settimanale Famiglia Cristiana al suo direttore, lettera che ha per oggetto (oggetto il cui interesse in questa circostanza è relativo) l&#8217;omosessualità. Nella lettera &#8211; non ha importanza se vera o no, perché comunque verosimile &#8211; un padre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/don-sciortino-famiglia-cristiana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26895" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/don-sciortino-famiglia-cristiana-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La blogosfera laica nei giorni scorsi ha riportato e variamete commentato la lettera di un anonimo lettore del settimanale <em><strong>Famiglia Cristiana</strong></em> al suo direttore, lettera che ha per oggetto (oggetto il cui interesse in questa circostanza è relativo) l&#8217;omosessualità. Nella <a href="http://www.famigliacristiana.it/famiglia/don-sciortino-risponde/blog/don-sciortino-risponde/quando-il-figlio-e-omosessuale.aspx">lettera</a> &#8211; non ha importanza se vera o no, perché comunque verosimile &#8211; un padre racconta al direttore del settimanale, <strong>don Antonio Sciortino</strong>, i propri travagli con il figlio dichiaratosi omosessuale, e con la moglie, accidentalmente catechista, che rifiuta sia il figlio che il marito; imputando indirettamente a quest&#8217;ultimo gran parte della &#8216;colpa&#8217; per l&#8217;orientamento affettivo del figlio e la convivenza di questi col compagno. Una tragedia familiare.</p>
<p>Segue la risposta di don Sciortino: risposta intonata col solito pietismo, a metà tra la sottile ferocia verso le diversità (inevitabilmente, perché derivante dai documenti ufficiali del Magistero) e un invito assai generico all&#8217;umana comprensione e all&#8217;amore cristiano verso le creature di Dio, a maggior ragione se si tratta di un figlio. In sostanza, se <em>«&#8230; non si è responsabili della condizione omosessuale, lo stesso non si può dire dei comportamenti. Sia pure con tutti i condizionamenti interni ed esterni che esistono»</em>. Un ritornello che conosciamo bene, e che è quello che lega mani e piedi al credente e gli impedisce di vedere e accettare il mondo per quello che è.</p>
<p>Però l&#8217;oggetto della questione, come dicevamo, poteva essere anche un altro, per questo non ci interessa se non marginalmente; quello che va rilevato invece è quell&#8217;alone di <strong>tristezza</strong> che pervade sia la lettera che la risposta: ciò che il lettore recepisce dal confronto tra il padre di famiglia e il prete-direttore di giornale, infatti, è quella cappa di cupa rassegnazione, una triste resa di fronte alla spietatezza del dogmatismo che è la vera sostanza della fede, e che va anteposto (tratto tipicamente cattolico) pure al diritto alla realizzazione e alla felicità della persona; quell&#8217;ottuso e antiquato dogmatismo che in molti campi ha dato vita a una vera e propria <strong>teologia della tristezza</strong>. Come se l&#8217;obbedienza ideologica del credente fosse ineluttabile, spinta fino nell&#8217;intimo della sua vita, senza possibilità di salvezza, senza scampo. Una fabbrica di malinconici perdenti, ansiosamente e perennemente tesi nel tracciare &#8211; dietro indicazione, anzi, su ordine superiore &#8211; la linea di confine tra un ideale piccolo mondo cattolico e la vastità dei minacciosi &#8216;nemici&#8217;; forse minacciosi ma certo liberi dalla castrazione di quel dogmatismo cieco.</p>
<p>Dispiace &#8211; altro dettaglio &#8211; anche perché <em>Famiglia Cristiana</em> (settimanale dei paolini, branca ecclesiale che ha in mano il grosso del&#8217;informazione e divulgazione religiosa) è un giornale non totalmente reazionario, ma persino &#8220;estremista&#8221;, se comparato al grosso della pubblicistica cattolica; perché di tanto in tanto &#8211; sui temi legati al sociale &#8211; si è occupata di smascherare alcune incongruenze del corrotto sistema di potere che sostiene &#8211; e ne è sostenuto &#8211; una altrettanto intellettualmente e moralmente corrotta Chiesa, che tradizionalmente appoggia governi che della tanto celebrata e idealizzata famiglia, per esempio, hanno sempre fatto strame (<em>&#8220;può un cieco condurre un altro cieco? o non cadranno entrambi in un fosso?&#8221; </em>Lc 6, 39-42). Ricevendo &#8211; il settimanale &#8211; in cambio i feroci attacchi della casta della politica.</p>
<p>Invece, come questa vicenda contribuisce a dimostrare, spesso sul piano teologico <em>Famiglia Cristiana</em> si perde, e non va più avanti del consueto <strong>conformismo</strong>, alimentando la sopra citata teologia della tristezza.</p>
<p>Chissà se prima o poi don Sciortino accetterà la sfida della modernità, e riuscirà ad esprimersi &#8211; tirando fuori un po&#8217; di coraggio &#8211; secondo quello che è il comune sentire del grosso della &#8220;base&#8221; più avanzata dei cattolici. Che vivono nel mondo, invece che rinchiusi nei lussuosissimi palazzi d&#8217;oltretevere: basterebbe ascoltarli più spesso.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandro Baoli</div>
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		<title>Così muore la democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 05:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/02/cosi-muore-la-democrazia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/Democrazia-b.JPG-580x490-300x247.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A sentire l’intercettata T.M., il termine “puttanaio” calzava bene per Arcore. Ma, visto il numero in continua crescita di comprati/e (da Capezzone a Bertone, dalla Gelmini a Bagnasco, da Stracquadanio a Moffa o Bossi, da Barbareschi a Ratizinger) che si strusciano al papi-pappone, il termine va esteso al Parlamento italiano e ai palazzi vaticani (scusandoci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/Democrazia-b.JPG-580x490.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18541" title="Democrazia-b.JPG-580x490" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/Democrazia-b.JPG-580x490-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>A sentire l’intercettata T.M., il termine “puttanaio” calzava bene per Arcore. Ma, visto il numero in continua crescita di comprati/e (da Capezzone a Bertone, dalla Gelmini a Bagnasco, da Stracquadanio a Moffa o Bossi, da Barbareschi a Ratizinger) che si strusciano al papi-pappone, il termine va esteso al Parlamento italiano e ai palazzi vaticani (scusandoci con le oneste lavoratrici del sesso equiparate, per nostre inveterate cattive usanze linguistiche, agli scilipoti, alle minetti o alla gerarchia vaticana).</p>
<p><strong>Sveltina col Vaticano, palpatina con la CEI</strong></p>
<p>L’ultimo incontro di cui si ha notizia fra Berlusconi e Bertone è quello riferito da Ettore Colombo sul <em>Riformista </em>del 19 febbraio scorso: un contatto<em> segreto</em> precedente a quello ufficiale per i Patti lateranensi, un abboccamento o una sveltina discreta, per sfuggire al giudizio di chi “attenziona” le pratiche sessuali del Caimano, ma con reciproca soddisfazione: garantita a papi la prostituzione alla notte con comunione il mattino dopo e a Bertone i contributi per le scuole private più la possibilità di sfogare per legge il suo sadismo sui malati terminali (leggi <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/02/biotestamento-…ale-accelerato/ ‎" target="_blank">testamento biologico</a>).</p>
<p>Un incontro comunque sgradevole di questi tempi, in cui esponenti del dissenso cattolico come <em>Noi siamo Chiesa</em> hanno telegrafato a Bertone e Bagnasco pregandoli di disertare la cerimonia. Loro non l’hanno fatto, ovviamente, ma Bagnasco – imbarazzato per dover sedere a lato del Caimano – ha dovuto precisare trattarsi di un “<em>incontro istituzionale, di prassi, nella norma dell’incontro e del rapporto tra le istituzioni</em>”. Il che non gli ha impedito di usare il fugace contatto, una palpatina, per chiedere notizie sull’intervento dell’Italia a Strasburgo in sostegno della esposizione del crocifisso cattolico nei luoghi pubblici.</p>
<p><strong>Qui non si parla di politica</strong></p>
<p>Contemporaneamente papi, che di politica non si è mai occupato, essendo andato al governo solo per non andare in galera, ha mantenuto il più stretto riserbo sulle vicende che coinvolgevano nella sconfitta e nella sanguinosa repressione i dittatori amici, da quello tunisino all’improbabile zio della sua minorenne prediletta al massacratore Gheddafi. Ha solo espresso l’auspicio che durino quanto serve per tenerci lontani o per poter loro rinviare i profughi in rotta verso le nostre coste, mentre farneticava su “riforme” <em>ad personam</em> della giustizia. Intanto un parlamento di &#8220;comprati&#8221; giurava che la telefonata alla questura fu fatta per scongiurare l’incidente diplomatico con l’Egitto, mentre un consiglio dei Ministri allo sbando si divideva sulla festa nazionale del 17 marzo e tre cialtroni, reclutati nei bar della “Padania” e fatti ministri, votavano contro l’unità d’Italia fatta a loro insaputa centocinquanta anni fa.</p>
<p><strong>Dove sono Famiglia cristiana, Ciotti, Zanotelli?</strong></p>
<p>Ma lo spettacolo più scovolgente è l’assoluto aplomb con cui i cattolici progressisti e l’opposizione democratica vanno avanti per la loro strada, senza neppure alzare la testa, qualunque cosa intorno a loro accada.</p>
<p>Il Vaticano chiede la pelle dei cittadini italiani, si prepara d’intesa col governo a tenere in vita i già morti o chi vuol morire, a disporre in nome di dio della loro/nostra esistenza. Il Vaticano continua a imporci i suoi simboli, a usare il crocifisso per marcare il territorio come i gatti con la loro urina. Il Vaticano continua a fare il suo mestiere di avvoltoio e di beccamorto, continua e rinnova come può, compatibilmente con quanto consente la avvenuta rivoluzione illuminista, i fasti dell’inquisizione. Eppure solo quattro cattolici e preti sfigati alzano la voce per protestare. Gli altri, che potrebbero fare un memorabile casino, condividono in nome dei valori non negoziabili l’imposizione a tutti i cittadini della morale cattolica o, al massimo, se ne stanno a pestare nel loro mortaio appelli per la pace o contro la mafia e non levano la voce contro i Bellarmino dei giorni nostri. Servi, irrilevanti o complici: questo sono i cattolici, “progressisti” compresi.</p>
<p><strong>E le forze politiche democratiche?</strong></p>
<p>Per parte sua Bersani, e da un po’ anche Di Pietro, per non dire di un Fli che si svena ogni giorno un po’ e di una UdC sorniona che aspetta ordini dal Vaticano, proseguono nei loro stanchi rituali come se intorno non stesse cadendo a pezzi, sotto i colpi del Caimano, il poco che resta della democrazia. Si improvvisano ridicoli dialoghi con la Lega, dandole patenti di non razzismo. Si ignorano spinte e manifestazioni di donne e movimento viola, di Fiom o migranti, che, a intermittenza e sia pur con contraddizioni e limiti, fanno sussultare il paese.</p>
<p>Le forze politiche, né separate né tutte insieme, sanno cogliere l’occasione per dare una continuità e una linea di marcia chiara alla protesta, per rendere permanenti le mobilitazioni, per occupare le aule parlamentari che una sordida compravendita ha trasformato in suk del pappone di Arcore, per andare oltre la ridicola e pigolante richiesta di dimissioni, per imporla nelle piazza e nel palazzo. E tutto mentre il tempo incalza, e la possibilità di invertire la rotta è sempre di meno.</p>
<p>Così muore la democrazia.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Quesiti sul sesso: risponde Famiglia Cristiana</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[La parola ai lettori]]></category>
		<category><![CDATA[colloqui col padre]]></category>
		<category><![CDATA[Don Sciortino]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/02/18017/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/postaok.PNG class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Vi riporto una lettera dell&#8217;ultimo numero di Famiglia Cristiana nella sezione “Colloqui col padre”. La ragazza che scrive è una 18enne che ha dei problemi relazionali con il proprio ragazzo, a causa di diverse mentalità in fatto di sesso. Quello che mi sconvolge è quanto possa influenzare la dottrina religiosa la mente di una giovane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/postaok.PNG"><img class="alignleft size-full wp-image-8575" title="postaok" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/postaok.PNG" alt="" width="183" height="151" /></a> Vi riporto una lettera dell&#8217;ultimo numero di Famiglia Cristiana nella sezione “<em>Colloqui col padre</em>”. La ragazza che scrive è una 18enne che ha dei problemi relazionali con il proprio ragazzo, a causa di diverse mentalità in fatto di sesso.</p>
<p>Quello che mi sconvolge è quanto possa influenzare la dottrina religiosa la mente di una giovane, che da sola capisce la contraddittorietà tra il bello reale (rapporto sessuale con il proprio ragazzo) e il bello auspicato dalla Chiesa (astinenza sessuale).</p>
<p>Inoltre, si vede benissimo quanto la risposta del prete non consideri in concreto le soluzioni da adottare: si resta sempre nel vago, nel teologico.</p>
<p>Potrebbe essere un motivo di dibattito per tutti quelli che sono nella stessa situazione.</p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
<p><span style="color: #999999;"><em>Ho diciott’anni, educata ai valori cristiani dai miei genitori. Ciò nonostante, ho una gran confusione su un tema, ancora oggi, considerato tabù: il sesso. Sebbene tutti lo neghino. I comandamenti ci dicono di non commettere “atti impuri”. La Chiesa ci ammonisce di non avere rapporti prematrimoniali. Ma se il mio ragazzo, più grande di me e credente pure lui, mi chiede di “coccolarlo”, perché così si sente amato, che devo fare? Per “coccole” non intende solo bacetti o abbracci. Ma qualcosa di più. </em></span></p>
<p><span style="color: #999999;"><em>Un dottore molto conosciuto negli Usa, Gary Chapman, parla di cinque linguaggi dell’amore nella coppia per far sentire una persona amata: parole di rassicurazione, momenti speciali, doni, gesti di servizio, contatto fisico. A quanto dice questo dottore, se il linguaggio principale del mio ragazzo è il contatto fisico e noi non facciamo l’amore, lui non si sentirà amato. Ci sarebbe una soluzione: sposarlo a diciott’anni. Ma io non sono affatto pronta a questo importante passo. </em></span></p>
<p><span style="color: #999999;"><em>Non mi fraintenda. Non sto chiedendo una legittimazione ai rapporti prematrimoniali. Credo nella verginità fino al matrimonio, ma mi trovo in difficoltà. La mia educazione cristiana stride con la realtà che mi trovo di fronte. E sta rovinando il mio rapporto di coppia. I preti ai quali mi sono rivolta non hanno saputo aiutarmi. Per me è una questione complessa. Detta senza peli sulla lingua: secondo i comandamenti non dovrei “sollecitare” il mio moroso e non commette “atti impuri”. Perché sarebbe solo auto soddisfacimento e non amore. </em></span></p>
<p><span style="color: #999999;"><em>Secondo la Chiesa, i rapporti dovrebbero esserci dopo il matrimonio. Solo allora è un donarsi, che ha significato. Per rendere felice l’altro, dovrei andare contro i miei valori? Ne ho parlato con il mio ragazzo più volte, ma non capisce. Per lui non è, poi, così grave volere le coccole e fare l’amore con me. </em></span></p>
<p><span style="color: #999999;"><em>Dopo l’ultima volta che ne abbiamo parlato, ha cominciato a evitarmi. Mi ha detto che non riusciva più a starmi vicino. La mia coscienza e il mio cuore mi dicono che l’amore è qualcosa di più alto. Ma non vorrei cadere nell’errore di credere a un amore ideale e non reale. Quello che io sento è che lui ama il piacere, non me. Qual è la cosa giusta? </em></span></p>
<p><span style="color: #999999;"><em> </em></span><em><span style="color: #333333;"><span style="color: #999999;">Una diciottenne</span> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
<p><em>L’amore di coppia è una realtà che ha più dimensioni. Non è riducibile a una sola di esse. È eros, cioè istinto, sentimento, passione. È amicizia, cioè benevolenza. Ma è anche carità (in greco agape), cioè amore ablativo (</em><em>sic!). Non sono tre amori, ma tre dimensioni distinte e unite. Quando si separano l’una dall’altra, si ha una caricatura. In ogni caso, una forma riduttiva dell’amore. Così insegna Benedetto XVI nell’enciclica </em><em>Deus caritas est. La stessa visione espressa anche da Paolo VI, quando ricordava che l’amore coniugale è sensibile e spirituale insieme. Non c’è l’uno senza l’altro.</em></p>
<p><em>In questa visione multidimensionale, è interessante anche il pensiero di Gary Chapman, da te citato. Lo scrittore e saggista australiano, conosciuto in Italia per le sue pubblicazioni, scrive che l’amore di coppia ha cinque linguaggi. Di conseguenza, se il linguaggio principale è solo il “contatto fisico”, si ha una caricatura dell’amore. Il problema non è come rispondere a un linguaggio del genere, ma di farlo evolvere. Così che recuperi le altre quattro forme d’espressione. Il solo “contatto fisico” non crea alcuna relazione interpersonale.</em></p>
<p><em>Ma questo, purtroppo, è quanto si verifica nella società occidentali. Dove non soltanto si pratica,ma si teorizza la separazione tra eros e amore. Tra il linguaggio fisico e gli altri quattro linguaggi, per dirla con Gary Chapman. Da qui lo slogan “sesso libero”. E, in presenza dell’Aids, “sesso sicuro”. La sessualità è ridotta a merce, con la stessa logica dell’”usa e getta”. È da questa mentalità e prassi che deriva quel diffuso disorientamento che coinvolge soprattutto le giovani generazioni.</em></p>
<p><em>È necessario che i giovani si rendano conto dei forti condizionamenti dei mass media e della cultura dominante. Col rischio di non agire più con la propria testa. Non solo non si comportano secondo quanto è insegnato dalla famiglia, dalla parrocchia, ma nemmeno secondo quanto vorrebbero decidere loro stessi. In base alla loro coscienza. Così, facilmente la contraddicono. Si adattano. Seguono la logica del gruppo o del più forte, accumulando disagio e insoddisfazione.</em></p>
<p><em>Per non essere condizionati e contrastare i modelli negativi, è necessario maturare forti convinzioni personali. E acquisire un sufficiente senso critico, per poter discernere ciò che è bene e ciò che è male. Quello che aiuta a crescere e maturare e ciò che impedisce il vero amore.</em></p>
<p><em>Il riferimento alla comunità cristiana è importante per formare la coscienza. È necessario, però, conoscere il pensiero ufficiale della Chiesa. E non affidarsi a dichiarazioni improvvisate e superficiali. Non mancano testi autorevoli, come il Catechismo dei giovani curato dalla Cei. Testi che non si limitano a riportare le norme morali contro l’autoerotismo o i rapporti prematrimoniali, ma ne indicano il senso o la finalità. Il fine della moralità consiste nel segnalare i comportamenti che favoriscono o, al contrario impediscono la crescita della persona e delle relazioni interpersonali.</em></p>
<p><em>Il traguardo della formazione umana, che non è mai compiuta, consiste nel passare dall’amore egoista, che considera tutto in funzione di sé stessi, all’amore oblativo che sa offrirsi all’altro. Che va considerato sempre come un fine. mai come uno strumento di cui servirsi per il proprio interesse. O piacere.</em></p>
<p><em>Don Antonio Sciortino</em></p>
<div><span style="color: #3333ff;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: georgia,serif;"><br />
</span></span></span></div>
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		<title>Beato tra gli uomini. E che uomini</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 05:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/beato-tra-gli-uomini-e-che-uomini/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/GPII-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sì, è vero. Cristo è morto dal freddo. E Karol Wojtyla non sapeva che Marcial Maciel Degollado, il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, fosse un sadico violentatore pedofilo. Passi che il principale responsabile della repentina fine del partito dei lavoratori in Europa (grazie a un “prestito” della Banda della Magliana) sia beatificato il Primo maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/GPII.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17286" title="GPII" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/GPII.jpg" alt="" width="267" height="189" /></a>Sì, è vero. Cristo è morto dal freddo. E Karol Wojtyla non sapeva che Marcial Maciel Degollado, il sacerdote messicano fondatore dei <strong>Legionari di Cristo</strong>, fosse un sadico violentatore pedofilo. Passi che il principale responsabile della repentina fine del partito dei lavoratori in Europa (grazie a un “prestito” della Banda della Magliana) sia beatificato il Primo maggio &#8211; in fondo ciascuno Stato è libero di organizzare sagre quando vuole -, ma almeno non ci vengano a <strong>infiocchettare </strong>Giovanni Paolo II come un uomo ignaro, puro, nemmeno sfiorato dall&#8217;idea che certe sue “amicizie” fossero dotate di una personalità criminale fuori dal comune. Perché allora aspettiamoci anche, nei prossimi quattro mesi, di sentire qualcuno affermare che nel 1987 l&#8217;uomo affacciato sul balcone a Santiago del Cile insieme al dittatore fascista <strong>Augusto Pinochet</strong> non era il nemico pubblico numero Uno del preservativo (e di conseguenza amico pubblico numero Uno dell&#8217;Aids). Si dirà, lo ha fatto perché stringere la mano a quel delinquente era l&#8217;unico modo per ottenere l&#8217;introduzione obbligatoria dell&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche dello sfortunato Paese Latinoamericano. E forse è pure vero, poiché adottò la stessa strategia con il generale Gualtieri in Argentina e con la dittatura uruguagia. Ma insomma, in attesa del colpo di spugna sul <strong>rapporto tra Woytila e Pinochet</strong>, che peraltro non si consumò unicamente su quel balcone, “godiamoci” l&#8217;avvio delle operazioni di pulizia d&#8217;immagine del suddetto Papa che a quanto pare partono proprio dalla negazione della<strong> stretta amicizia</strong> che lo legava a Degollado.</p>
<p>«<em>Giovanni Paolo II non era a conoscenza della doppia personalità di padre Maciel</em>» sostiene il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, in un&#8217;intervista a <em>Famiglia Cristiana</em>, pubblicata sul sito internet del settimanale. Perché questa affermazione? Perché nei mesi scorsi, nel pieno dell&#8217;operazione “pulizia” che si è abbattuta sulla congregazione dei Legionari a un certo punto qualcuno ha ipotizzato che la causa di beatificazione rischiava di subire un rallentamento in relazione allo<strong> scandalo sulla pedofilia</strong>, e circolavano voci sul fatto che Karol Wojtyla avrebbe protetto padre Maciel. Tra le molte voci spicca quella autorevole del settimanale tedesco <em>Stern</em>, secondo cui il prete messicano «<em>era uno dei più efficienti raccoglitori di donazioni della Chiesa cattolica e un particolare protetto del defunto papa Karol Wojtyla</em>». Il cardinale Amato però, non ha dubbi: «<em>Le confermo che abbiamo indagato a fondo e ampiamente</em> &#8211; risponde al giornalista di Famiglia Cristiana -. <em>Giovanni Paolo II non era a conoscenza della doppia personalità di padre Maciel</em>».</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/wojtyla_pinochet.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-17287" style="margin-left: 10px;" title="wojtyla_pinochet" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/wojtyla_pinochet.jpg" alt="" width="268" height="244" /></a>Sarebbe interessante sapere se nel corso di questa indagine qualcuno ha fatto delle domande anche al cardinale <strong>Angelo Sodano</strong> o al cardinal <strong>Eduardo Martinez Somalo</strong>, già prefetto della Congregazione per gli istituti della vita consacrata. Oppure, perché no, a monsignor <strong>Stanislaw Dziwisz</strong>, il segretario polacco di Giovanni Paolo II, oggi cardinale di Cracovia. Di tutti e tre, dei loro “affari” con Degollado e della vicinanza di costui al prossimo beato Karol, scrive con dovizia di particolari Jason Berry in due articoli usciti il 6 e il 12 aprile 2010 su <em>National Catholic Reporter</em>. Ancora meglio la storia è ricostruita da Berry e Gerald Renner, nel libro “I Legionari di Cristo. Abusi di potere nel papato di Giovanni Paolo II” pubblicato in Italia da Fazi nel 2006. Ecco un assaggio di quanto scrivono i due giornalisti: «<em>Sotto il papato di Wojtyla, varie inchieste, avviate dopo le numerose accuse di abusi sessuali a carico di Maciel, vennero insabbiate dal Vaticano. Nel 2004, Giovanni Paolo II arrivò a elogiare pubblicamente Maciel durante una solenne cerimonia. E Ratzinger, allora a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, eluse ogni richiesta di mettere il prete messicano sotto processo, mentre il segretario di Stato Sodano si impegnò strenuamente per difenderlo. L’inchiesta vaticana è brevemente avanzata dopo la morte di Wojtyla; ma l’annuncio del Segretariato di Stato (20 maggio 2005) che Maciel non avrebbe dovuto affrontare un processo canonico solleva gravi interrogativi sul nuovo papato. Ancora in settembre, otto mesi prima della punizione inflitta da Benedetto XVI al fondatore dei Legionari, Sodano invita Maciel a Lucca come ospite ufficiale di una prestigiosa conferenza</em>». Come sanzione per le <strong>violenze e il concubinato</strong> l&#8217;ultra ottuagenario Degollado fu sospeso <em>a divinis</em> e invitato ad una vita riservata di preghiera e di penitenza e alla rinuncia ad ogni ministero pubblico. È morto nel gennaio di tre anni fa. Al caldo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://federicotulli.wordpress.com" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;"><em>Federico Tulli</em></span></strong></a></p>
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		<title>Mariastella Gelmini, una e trina</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 10:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/mariastella-gelmini-una-e-trina/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/vignetta-gelmini-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Mariastella Gelmini è ministro, ma anche cittadina, ma anche credente. E in tutti i suoi tre ‘ruoli’ auspica la lettura della Bibbia nelle scuole. Lo dichiara in una lettera pubblicata da Famiglia Cristiana in occasione del lancio della “Bibbia pocket”, l’edizione tascabile dei testi sacri in distribuzione  con il settimanale. E continua: &#8221;La scuola deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12652" title="vignetta gelmini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/vignetta-gelmini.jpg" alt="vignetta gelmini" width="276" height="312" />Mariastella Gelmini è ministro, ma anche cittadina, ma anche credente. E in tutti i suoi tre ‘ruoli’ auspica la <strong>lettura della Bibbia</strong> nelle scuole. Lo dichiara in una lettera pubblicata da <em>Famiglia Cristiana</em> in occasione del lancio della “<strong>Bibbia pocket</strong>”, l’edizione tascabile dei testi sacri in distribuzione  con il settimanale. E continua: &#8221;<em>La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, e&#8217; rappresentato dalla <strong>tradizione cristiana</strong></em>”.</p>
<p>Con un’affermazione che ha del rocambolesco, il nostro ministro dell’Istruzione non trova di meglio che cercare improbabili diritti e doveri dei cittadini dentro le pagine ormai sbiadite di un antico testo sacro. Ignara del fatto che siano ben sanciti dalla <strong>Costituzione</strong>, mai studiata abbastanza nelle scuole, l’ex ragazzotta del bresciano, che per superare l’esame da procuratore ha dovuto spingersi fino a Reggio Calabria, tenta di compiacere una testata che sta pericolosamente remando contro il suo capo, colui che l’ha scelta tra tanti per l’ambita poltrona di ministro. Ma le sfugge che non fa proprio una gran bella figura a confondere i <strong>dieci comandamenti</strong> con i <strong>diritti e doveri</strong> del cittadino della Repubblica italiana.</p>
<p>Non importa. Questo ruolo le piace così tanto che continua pervicacemente: “<em>L&#8217;Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l&#8217;arte e la cultura</em>”, come se qualcuno (e chi, se è lei il ministro?) avesse strappato dai programmi di lettere, storia, filosofia e arte lo studio di secoli di cultura cristiana.</p>
<p>Che la Bibbia fosse la passione (o la fissazione) della Gelmini, però, non è una novità. La scorsa primavera, mentre con la mano sinistra tagliava posti di lavoro e ore di didattica alle discipline curriculari mettendo in ginocchio l’istruzione pubblica, con la destra firmava il  <strong><a href="../2010/05/l%E2%80%99ultima-trovata-di-mariastella-la-bibbia-sbarca-a-scuola/">protocollo d’intesa</a></strong> tra il ministero dell’Istruzione e <strong>Biblia</strong> &#8211; “associazione laica di cultura biblica” &#8211; per la diffusione del testo sacro nelle scuole, prevedendo la prima sperimentazione durante le ore di lettere (evidentemente sovrastimate) del biennio dei licei.</p>
<p>E brava Mariastella. Ministro, cittadina, <a href="../2010/05/congedo-di-maternita-non-diritto-ma-privilegio-parola-di-mariastella-gelmini/">mamma</a>, credente  e ora <em>testimonial</em> per l‘editore di Famiglia Cristiana, il <strong>gruppo San Paolo</strong>. A quando un commovente spot televisivo sull’otto per mille alla Chiesa cattolica?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Politica&amp;Chiesa: di quale degrado stiamo parlando?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/politicachiesa-di-quale-degrado-stiamo-parlando/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute-300x292.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dichiarazioni contraddittorie quelle rilasciate da mons. Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, in un’intervista a Maria Antonietta Calabrò su fattisentire.org.

Il prelato se la prende duramente con Famiglia cristiana, la cui recente denuncia del degrado politico del paese, e soprattutto della corruzione della classe [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11854" title="famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute-300x292.jpg" alt="famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute" width="300" height="292" />Dichiarazioni contraddittorie quelle rilasciate da mons. Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, in un’intervista a Maria Antonietta Calabrò su fattisentire.org.</p>
<p>Il prelato se la prende duramente con <em>Famiglia cristiana</em>, la cui recente denuncia del degrado politico del paese, e soprattutto della corruzione della classe politica dirigente, viene qualificata come «<em>giustizialista</em>». Sembra quasi che la stampa cattolica, quando al potere è la destra, debba esprimere giudizi solo in positivo, senza alcuna criticità.</p>
<p>Se Famiglia cristiana si è permessa di criticare, l’ha fatto – sostiene Negri – «<em>solo per vendere qualche copia in più</em>» (sic!). La soluzione del problema infatti non sta nella denuncia, che non costruisce, ma «<em>nell’educare a una cultura diversa</em>», afferma serafico il vescovo.</p>
<p>A quale cultura però lo sappiamo, quella della fede cattolica, che deve permeare di sé anche la politica. Dunque il degrado esiste – secondo questi illuminati cattolici &#8211; perché la politica si comporta in maniera a-religiosa: per superarlo ci vuole la politica della fede. Sembra un discorso di altri tempi, del più retrivo fondamentalismo, quale si può constatare in un movimento come Comunione e Liberazione, cui il prelato appartiene.</p>
<p>Invece è un discorso attualissimo, proprio perché si vuol prendere come esempio di come sia possibile superare il degrado, un fatto recente, accaduto in Afghanistan, stravolgendone del tutto il significato.</p>
<p>All’intervistatrice, che gli ricordava il cardinale Bagnasco e l’esempio da lui indicato quale via da seguire per risolvere il degrado attuale, ossia San Lorenzo martire, mons. Negri aggiunge un altro esempio che ha a dir poco dell’incredibile: «<em>Sì, i martiri esistono anche oggi, come gli otto medici uccisi in Afghanistan dai talebani, messi a morte non perché curavano i poveri ma perché erano cristiani. Sono i martiri che dimostrano che una vita positiva è possibile</em>».<br />
I medici, dunque, sono stati uccisi perché «cristiani», cioè perché erano andati a esercitare la loro professione in quanto credenti, al seguito delle truppe dell’Onu.<br />
Anche prescindendo dalle dichiarazioni dei talebani, secondo cui costoro erano in realtà delle spie al servizio degli americani e che i «<em>missionari cristiani</em>» facevano proselitismo, avendo «<em>Bibbie da distribuire alla gente</em>», qui si ha a che fare col peggiore irrazionalismo.</p>
<p>Non solo il prelato (come d’altra parte il suo collega Bagnasco e aggiungiamoci anche mons. Bertone) non intravede neppure lontanamente il nesso imperialistico tra intervento armato e assistenza umanitaria; non solo egli continua a ribadire che il cristianesimo è migliore dell’islam, che l’occidente è migliore dell’oriente, che l’Europa e gli Stati Uniti sono migliori dell’Asia, ma, quel che è peggio, fa del martirio una forma di garanzia assoluta di autenticità della fede (allo stesso modo, peraltro, dei fondamentalisti islamici!).<br />
Ma come! Mons. Negri non aveva parlato poco prima di «<em>educazione a una cultura diversa</em>», quindi di un processo lungo e faticoso? E ora se ne esce con questa infelice esaltazione del gesto estremo? Come se quei medici avessero voluto farsi ammazzare per tenere alta la fede che li ispirava!</p>
<p>Siamo davvero sicuri che da parte di questa Chiesa possa venire qualche luce per indicarci in quale direzione dobbiamo andare per risolvere il problema del degrado della politica? Siamo davvero sicuri che il degrado sia il frutto della mancanza di religione e non invece di qualcos’altro? Questo appellarsi al martirio <em>à tous prix</em> non è già esso stesso una forma di «degrado»?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.homolaicus.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Enrico Galavotti</em></span></strong></a></p>
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		<title>Famiglia Cristiana non porge l&#8217;altra guancia</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 22:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/famiglia-cristiana-non-porge-laltra-guancia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/democrazia_addio_bassa-300x262.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Che il nostro presidente del Consiglio sia capace di prodigi quasi sovrumani è finalmente cosa accertata: spaccare in due l’elettorato cattolico e perderne il consenso di una considerevole porzione, oltretutto mentre si è al governo con un’ampia maggioranza contrastata da una debolissima opposizione, non è un’impresa da tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11635" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/democrazia_addio_bassa-300x262.jpg" alt="democrazia_addio_bassa" width="300" height="262" />Che il nostro presidente del Consiglio sia capace di prodigi quasi sovrumani è finalmente cosa accertata: spaccare in due l’elettorato cattolico e perderne il consenso di una considerevole porzione, oltretutto mentre si è al governo con un’ampia maggioranza contrastata da una debolissima opposizione, non è un’impresa da tutti.</p>
<p>Così oggi, molto dopo la discesa in campo e i vari exploit incostituzionali che hanno caratterizzato i suoi successivi governi, si ha la netta sensazione che all’interno dell’<strong>elettorato cattolico</strong>, da sempre considerato come un insieme inscindibile e compatto, i filo-governativi, quelli che chiudono gli occhi davanti all’allegra vita privata del Premier, che non si scandalizzano per un sacramento somministrato ad personam e che anzi sono pronti a pronunciarsi in mille distinguo senza timore di perdere l’equilibrio nella scivolosa arrampicata sugli specchi che specifica la differenza davanti a Dio di un divorziato e di un separato, siano in sensibile calo, mentre i <strong>delusi</strong> e perfino gli <strong>indignati</strong> aumentano costantemente.</p>
<p>In questi giorni a pronunciarsi sulle malefatte del governo è il settimanale <strong><em>Famiglia Cristiana</em></strong>, prontamente ribattezzato “<em>fanghiglia cristiana</em>” dal fido e solerte direttore de <em>Il Giornale</em>.</p>
<p>Il settimanale della Periodici San Paolo, che vanta  la maggiore tiratura nazionale, è in edicola con un editoriale interamente dedicato al nostro primo ministro: “<em>Il Cavaliere rampante e la Costituzione dimezzata &#8211; Verso le elezioni. La sfida del premier</em>”. L’editoriale in questione non utilizza mezze parole per esprimere la sua critica nei confronti del “berlusconismo”, secondo cui chiunque dissente deve essere distrutto: una tecnica che nell’editoriale in questione viene definita “<em>metodo Boffo</em>” in memoria del direttore di Avvenire –giornale della Cei- che fu la prima vittima del metodo filo-governativo fatto di dossier spesso artificiosi e di dubbia origine.</p>
<p>Famiglia Cristiana ne è certa: “<em>In Italia comanda solo lui</em>”. E riporta un preoccupante sproloquio del premier che ribadisce ancora una volta il suo disprezzo verso la <strong>Costituzione</strong> da lui stessa definita “un formalismo” dal momento che a eleggerlo è stata la maggioranza degli Italiani. Forse, però, allora quella maggioranza era un po’ più compatta e chissà se oggi i tentativi di recuperarla da parte dei suoi fedelissimi raggiungeranno l’intento.</p>
<p>Certo è che le parole che provengono dal ministero dei Beni Culturali non servono un granché a ricucire gli strappi: prima il ministro <strong>Bondi</strong> si dice “<em>sconcertato e disgustato</em>” dall’editoriale del settimanale cattolico, poi il suo <strong>sottosegretario</strong> completa l’opera definendolo “<em>pornografia politica</em>”. E nel giro di pochi attimi ecco arrivare l’attacco-sul-personale nel più classico stile feltriano cui ci hanno abituati i più scatenati <em>ultras</em> del berlusconismo: è <strong>Gasparri</strong> che attacca direttamente il direttore del giornale per i suoi “<em>incoerenti stili di vita</em>” e il cui editoriale “<em>è un caso umano collegato a un evidente crisi personale</em>”. Poche parole che hanno il sapore di un avvertimento e che intanto servono a scalfire lievemente l’immagine pubblica di qualcuno nell’attesa, chissà, che il colpo di grazia arrivi presto da parte di qualche “testata di famiglia”.</p>
<p>Le alte sfere cattoliche si affrettano a prendere le distanze dalle coraggiose posizioni di Famiglia Cristiana. Il meeting riminese di Comunione e Liberazione offre il palco giusto al cardinale <strong>Angelo Scola</strong> per ammonire: “<em>tutta la stampa non deve forzare i toni, e di conseguenza non deve farlo neanche la stampa di riferimento cattolica</em>”. Ed è, ovviamente, immancabile l’intervento di monsignor <strong>Rino Fisichella</strong>, sempre pronto a porgere un’altra guancia quando si tratta del nostro primo ministro. Il neo promosso alla nuova evangelizzazione dell’Occidente, nominato a giugno presidente del Pontificio consiglio a tal scopo dedicato, ci tiene a far notare che il settimanale in questione non rappresenta affatto la totalità dei cattolici perché “<em>i cattolici sono una galassia</em>”. Già, una galassia attraversata da un minaccioso buco nero.</p>
<p style="text-align: right"><em><span style="color: #006699"><strong>Nicoletta Rocca</strong></span></em></p>
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		<title>Incontro Berlusconi-Ruini. Il limite della decenza</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 12:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/incontro-berlusconi-ruini-il-limite-della-decenza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi_casini-300x217.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Le risposte arrivano, a chi le sa aspettare. L’incontro del 20 gennaio tra Silvio Berlusconi e il cardinal Ruini, avvenuto sotto l’ala protettrice dell’ineffabile Gianni Letta, è stato definito dal titolare di palazzo Chigi: «una visita di tipo personale», in cui «la politica non c’entra niente». Che la politica c’entrasse poco con Berlusconi, era già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2312" title="berlusconi_casini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi_casini-300x217.jpg" alt="berlusconi_casini" width="300" height="217" />Le risposte arrivano, a chi le sa aspettare.<br />
L’incontro del 20 gennaio tra Silvio Berlusconi e il cardinal Ruini, avvenuto sotto l’ala protettrice dell’ineffabile Gianni Letta, è stato definito dal titolare di palazzo Chigi: «<em>una visita di tipo personale</em>», in cui «<em>la politica non c’entra niente</em>». Che la politica c’entrasse poco con Berlusconi, era già il sospetto di qualcuno; che c’entri poco con Ruini, è chiaramente un’idea insensata. Battute a parte, e nonostante ciò che i protagonisti di questo incontro si sono affrettati a dichiarare, esso rappresenta un’eloquente risposta a tutti quei cattolici che, solo pochi mesi fa, di fronte alla spudoratezza dei comportamenti neanche tanto privati del Primo Ministro, si erano chiesti se non si fosse oltrepassato il limite della decenza.</p>
<p>Il problema, tuttavia, è: siamo sicuri che i cattolici italiani si ricordino ancora quale fosse la domanda? L’umana memoria è breve, e quella degli italiani dura appena il tempo di cambiare canale. Proviamo, dunque, a ripercorrere molto succintamente le tappe dei rapporti tra il governo PdL-Lega e le gerarchie cattoliche italiane da un anno a questa parte.</p>
<p>L’amore sembra sbocciare all’inizio del 2009, quando una tragedia tutta privata, grazie all’impegno del Vaticano e alla cassa di risonanza offertagli dal centro-destra, diviene un dramma nazionale: Eluana Englaro. Per i 17 lunghi anni del suo stato comatoso irreversibile, nessuno ha sentito parlare di lei. A gennaio 2009 non si parla di altro, e il Parlamento si affretta a discutere una legge sul testamento biologico, nel dichiarato intento di impedire al padre, Beppino Englaro, di compiere dolorosamente la volontà della figlia. Nell’arco di pochi giorni viene prodotto il <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0022700" target="_blank">DdL </a>sul fine vita con il quale si afferma che «<em>l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento</em>». Uno a zero per l’alleanza Berlusconi-Vaticano, a danno della laicità e del diritto all’autodeterminazione dell’individuo sancito dalla Costituzione italiana.</p>
<p>Purtroppo, però, ben presto una crepa avrebbe incrinato l’idillio: come un fulmine arriva sul sintetico capo del Primo Ministro la richiesta di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y1f5GH5dzn8&amp;feature=related" target="_blank">divorzio</a>, operata a mezzo stampa, di sua moglie Veronica Lario, la quale accusa il consorte ultrasettantenne di frequentare, nientemeno, che «le minorenni». Siamo in aprile, e mentre ancora si cerca di marginalizzare, banalizzare e mistificare le pesantissime parole della Lario, delegittimandola e mostrandola come una soubrette di ultim’ordine a seno al vento sulla prima pagina del quotidiano Libero, ecco addensarsi nuove nere nubi sul cavaliere: scatti «rubati» a Villa Certosa mostrano allegri convegni tra palme e piscine, dove frotte di bellezze nude si bagnano, e ministri europei si concedono «normali», casalinghe libertà.</p>
<p>A chi riamane perplesso, scandalizzato o francamente indignato, il PdL, a ranghi compatti, risponde dandogli del bigotto, del voyeur e dell’ipocrita.<br />
Si tira avanti senza un imbarazzo, decisi a fingere che sia molto moderno e democratico separare vita privata da vita pubblica. Si arriva, così, dritti al «lettone grande di Putin», dal quale la D’Addario, di professione escort e candidata, in compagnia di molte altre preparatissime colleghe, alle elezioni comunali in Puglia per il PdL, ci fa vivere momenti di indimenticabile levatura politica.</p>
<p>È a questo punto che don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, dando voce ai molti lettori sbigottiti e disorientati che scrivono alla sua redazione lamentando il proprio sconcerto, lancia <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_23/famiglia_cristiana_berlusconi_sciortino_2d1c5536-6009-11de-bd53-00144f02aabc.shtml" target="_blank">strali</a> acuminati alla volta dell’«<em>utilizzatore finale</em>» di Arcore: «<em>chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il “classico” piatto di lenticchie da respingere al mittente»</em>, afferma il direttore del settimanale cattolico. E continua: «<em>La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l&#8217;emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia</em>». Ad intervenire, però, non sono i vescovi direttamente. Essi lasciano che sia il loro braccio secolare, dalle colonne dell’Avvenire, ad esprimere giudizi non proprio di simpatia nei confronti delle abitudini di Silvio Berlusconi.</p>
<p>Ed è qui che esplode un’altra bomba: il direttore del giornale dei vescovi, Dino Boffo, è accusato di molestie sessuali a carico di uomini sposati sulle pagine del <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/boffo_supercensore_condannato_molestie/28-08-2009/articolo-id=377663-page=0-comments=1" target="_blank">Giornale</a>, il cui direttore è ora, di nuovo, Vittorio Feltri, il quale, non pago aver sbattuto le tette di Veronica in prima pagina, va sbandierando di essere venuto in possesso di carte giudiziarie che testimoniano i comportamenti deviati di Boffo. Il direttore di Avvenire si dimette. Poco dopo, si saprà che le carte in possesso della redazione del Giornale erano un palese falso.</p>
<p>Siamo giunti, così alla fine di un’estate bollente, e con il calare delle temperature si cerca di stabilire una cauta strategia per ricucire gli strappi tra Santa Sede e palazzo Chigi. È quasi commovente l’immagine del premier che, sul finire di settembre, si precipita a Ciampino ad elemosinare una parola del papa, accompagnandolo saltellante fino alla scaletta del velivolo che lo attende per condurlo a Praga. Cosa si siano detti, non è dato sapere, ma poco importa: le fotografie di Berlusconi ritratto accanto all’uomo vestito di bianco sono riprese da tutte le tv e da tutti i giornali: tanto basta, per la società dell’immagine, per cominciare a ricostruire la sua immagine.</p>
<p>In effetti, su una cosa don Sciortino aveva ragione: la Chiesa non si accontenta di un piatto di lenticchie per barattare la morale, non l’ha mai fatto. E infatti in pentola bollono pietanze molto più  succulente degli sciapiti polpettoni etici: c’è, ad esempio, l’italico ricorso contro la sentenza della Corte di Strasburgo, che ci condanna crudelmente a staccare i crocifissi dalle aule dei nostri pargoli, cosicché essi crescano senza Dio e rischino di divenire delle persone amorali; e ci sono le Elezioni Regionali, in cui il povero Casini, non sapendo che pesci prendere, si appella alla libertà e all’indipendenza politica per giustificare alleanze con l’uno o l’altro schieramento, a seconda, è evidente, di quale offra maggiore libertà e indipendenza politica. Ci sarebbe da chiedersi da chi si ritenga indipendente Casini. Dalla propria coscienza, sembra assodato. Probabilmente, però, anche dalla volontà dell’elettorato cui sostiene di rivolgersi, cioè quello cattolico. È infatti, all’elettorato cattolico che egli si rivolgerà se, come pare, decidesse di sostenere Renata Polverini, candidata per il PdL, contro la nota e pericolosa laica Emma Bonino.</p>
<p>È pienamente condivisibile, a questo riguardo, l’analisi di Marco Politi circa la capacità della Chiesa di spostare o meno l’esito di un’elezione. Il vaticanista ha dichiarato a <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/295730" target="_blank">Radio radicale</a> che la Chiesa è in grado di muovere solo un modesto punto percentuale di voti, il che, nel caso di un grosso divario, non è di alcuna utilità. Al contrario, nel caso di un possibile testa a testa, come molti prefigurano sarà quello della Bonino e della Polverini nel Lazio, la chiesa potrebbe fare la differenza. Ed è qui che Casini entra in gioco, appoggiato da Ruini.</p>
<p>Che l’incontro tra Berlusconi e il cardinale Ruini non sia stata un’allegra rimpatriata tra amici è chiaro, soprattutto dal momento che esso è avvenuto tre giorni dopo l’incontro tra Fini, Casini e lo stesso Ruini. Ancora una volta, ciò che conta, non è cosa si siano detti; il messaggio non è contenuto nelle parole che si sono scambiati, ma nel gesto stesso dell’incontro.</p>
<p>La candidata Emma Bonino non ha mai nascosto il proprio favore per una legge sulle coppie di fatto, sulle unioni omosessuali e per la conquista di una vera laicità dello Stato. Per quanto Berlusconi non veda di buon occhio l’alleanza con l’UDC, che è stato ultimamente poco benevolo nei suoi confronti, non potrà negare questo favore alla chiesa. C’è un tacito braccio di ferro in atto tra la destra che governa questo Paese e le gerarchie cattoliche, fatto di ricatti neanche troppo nascosti, per chi ha gli occhi per vedere. Si tratta solo rimettere insieme i pezzi di un puzzle, come abbiamo cercato di fare. L’immagine che se ne ottiene è sempre la stessa, quella amorale e spregiudicata del potere.</p>
<p>La Bonino alla presidenza del Lazio è una iattura da evitare a tutti i costi. E pazienza se questo è lo stesso governo delle D’Addario, delle minorenni sì e minorenni no, e delle mogli mortificate; se è lo stesso governo dei direttori di giornali calunniati e costretti alle dimissioni; e se è anche lo stesso Governo dei respingimenti in mare dei barconi dei migranti, del trattato per la sicurezza con la Libia e delle violazioni dei diritti dei rifugiati.</p>
<p>Sarà bene ricordare, a questo punto, che a sconsigliare un troppo stretto riavvicinamento tra la Santa Sede e il centro destra di Berlusconi e Bossi, non ci sono solo questioni di moralità «privata», ma questioni ben più rilevanti. Di recente, i vescovi, in un sussulto di risveglio di coscienza – probabilmente si erano riletti di fresco il vangelo di Matteo e il Discorso della montagna di Gesù: «<em>beati gli afflitti, perché</em>», etc. (Mt 5,1-7,29) – hanno, più volte, levato la loro voce contro le politiche messe in atto dal governo Berlusconi, e dal ministro leghista Maroni, nei confronti degli immigrati e dei Rom, nei confronti di quegli «ultimi» cui per primi spetta il Regno dei Cieli. L’arroganza del leader del Carroccio Umberto Bossi, nel rispondere alle proteste dei religiosi, non ha eguali, forse, nella storia della Repubblica, e sono scolpite nella memoria di quegli italiani che una memoria ancora ce l’hanno: «Quelle dei vescovi sono parole di poco senso. Le porte le apra il Vaticano, che ha il reato di immigrazione, che dia lui il buon esempio».</p>
<p>Se una risposta del genere l’avesse data un leader della sinistra, non vi è alcun dubbio che sarebbe stato linciato mediaticamente e, forse, anche fisicamente. Ma, ancora una volta, quello che conta non è quel che si dice, ma il messaggio che si lancia quando lo si dice.</p>
<p>Affermare di credere in Dio, come sostengono molti sociologi, non è enunciazione di contenuto, ma una dichiarazione di appartenenza: io e te, siamo dalla stessa parte, anche se tu la sera reciti il rosario, e io vado a puttane. Così si sposta il limite della decenza.</p>
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		<title>Rotative cattoliche (e contributi statali)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/10/rotative-cattoliche-e-contributi-statali/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/rotative.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Risuona ancora alto il grido di dolore del cardinale Angelo Bagnasco: secondo il presidente della CEI i mezzi di informazione italiani manipolerebbero consapevolmente le parole del papa. Il presule si chiedeva, nella sua prolusione di fronte al Consiglio episcopale permanente (21 settembre 2009), “se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/rotative.gif" alt="rotative" width="164" height="168" />Risuona ancora alto il grido di dolore del <strong>cardinale Angelo Bagnasco</strong>: secondo il presidente della CEI i mezzi di informazione italiani manipolerebbero consapevolmente le parole del papa. Il presule si chiedeva, nella sua prolusione di fronte al Consiglio episcopale permanente (21 settembre 2009), “<em>se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non si stia facendo strada un anticlericalismo interessato a nascondere il vero volto della Chiesa e a distorcere il significato del suo messaggio, così che esso risuoni incoerente o anacronistico</em>”.<br />
<span id="more-171"></span><br />
Ciò avverrebbe soprattutto a proposito delle questioni etiche o su “<em>quanto è riconducibile in un modo o nell’altro all’esercizio della sessualità</em>”: è lì che la posizione della Chiesa verrebbe ridotta sostanzialmente ad una serie di no. Una critica ideologica preconcetta, portata avanti da fantomatiche “<em>componenti elitarie della nostra cultura</em>”, sarebbe quindi alla base di un chiaro <strong>orientamento anticlericale</strong> (sic!) del sistema italiano della comunicazione di massa.</p>
<p>Ora, non è chiaro quali reti televisive frequenti l’arcivescovo di Genova o quali organi di stampa consulti. Non sembra davvero che i media del Belpaese difettino di solerzia nel raccogliere e rilanciare qualsivoglia esternazione del Papa o di organismi al Vaticano riconducibili: basterebbe ricordare &#8211; tra le tante e le più recenti &#8211; la singolare affermazione a proposito della <strong>sentenza del Tar del Lazio</strong> (luglio 2009) e della conseguente polemica estiva sull’esclusione degli insegnanti di religione dagli scrutini finali. Abbiamo avuto la ventura di essere informati che tal <strong>monsignor Diego Coletti</strong>, presidente della Commissione episcopale per l&#8217;educazione cattolica scatenò nell’occasione fuoco e fiamme parlando di &#8220;<em>sentenza pretestuosa</em>&#8220;, indice certo di &#8220;<em>bieco illuminismo</em>&#8220;.</p>
<p><img class="alignright" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/ottopermille.jpg" alt="ottopermille" width="337" height="276" />Ma i nostri mezzi di informazione non ci hanno fatto mancare neanche, che so, l’invettiva contro Harry Potter, che indurrebbe al satanismo e allontanerebbe dalla fede in Dio; autore di queste impareggiabili sciocchezze il sacerdote italiano <strong>Francesco Bamonte</strong>, noto esorcista, tra i principali relatori nel 3° Congresso nazionale degli esorcisti, per l’appunto, di Città del Messico (luglio 2007).</p>
<p>Del resto, non è che alla Chiesa mancherebbero i mezzi per formare la pubblica opinione: il sito del Governo italiano ha da poco pubblicato l’elenco dei contributi statali destinati, in base alla legge 250/90, ai mezzi di informazione periodica di proprietà di cooperative, enti morali, fondazioni ecc.<br />
Pensate che nel 2003 lo Stato italiano aveva distribuito circa <strong>due milioni di euro</strong> di contibuti ai periodici di cui sopra, ai sensi della legge sull’editoria. Le testate percettrici di contributi diretti risultavano 386; di queste <strong>106 erano le pubblicazioni riconducibili a organismi religiosi e simili</strong>. Nell’elenco dei beneficiari abbondavano, naturalmente, le testate cattoliche: si contavano sulla punta delle dita di una sola mano quelli editi da organizzazioni non cattoliche come l’Istituto Buddista o non religiose come l’ANMIL (Associazione dei Mutilati e Invalidi del Lavoro) e la Federazione Orticoltori. Anche in questo caso la Chiesa non si è tirata indietro, rastrellando decine di milioni, incassando contributi persino per i giornalini delle parrocchie.</p>
<p>La sola <strong>Periodici San Paolo</strong>, in particolare, sommava con sei testate una cifra superiore al miliardo delle vecchie lire: <strong>Famiglia Cristiana</strong> (210 mila euro), <strong>Il Giornalino</strong> (210 mila), <strong>Jesus</strong> (49 mila), <strong>Vita Pastorale</strong> (34 mila), <strong>Famiglia Oggi</strong> (5 mila) e <strong>Letture</strong> (5 mila).<br />
Nel 2004 le testate di cui si diceva passeranno da 106 a 115, <strong>per una contribuzione complessiva di 3 milioni 674 mila euro</strong>.</p>
<p>Nel 2008 degli 8 milioni di euro stanziati dal Governo (per la precisione 8.253.656) <strong>circa 5 milioni e mezzo</strong> (5.592.670,80 ovvero il 67,7%)” <strong>sono andati alla stampa cattolica</strong>.<br />
Ingenuamente ci chiediamo (e, perché no? chiediamo al cardinal Bagnasco): ma non sono sufficienti l&#8217;otto per mille e l&#8217;esenzione degli immobili religiosi dall&#8217;ICI?</p>
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		<title>Dopo il richiamo al “libertinaggio” Berlusconi incassa la stima di Ratzinger</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 11:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/07/dopo-il-richiamo-al-%e2%80%9clibertinaggio%e2%80%9d-berlusconi-incassa-la-stima-di-ratzinger/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/07/ratzinger_berlusconi.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il papa Benedetto XVI scrive al premier in occasione del G8: “[..] colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima e, assicurando la mia preghiera, Le porgo un deferente e cordiale saluto”. Una lunga lettera piena di auguri e buoni auspici per le decisioni che prenderanno i grandi della terra riuniti al G8 de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/07/ratzinger_berlusconi.jpg" alt="" width="290" height="211" />Il papa Benedetto XVI <a href="http://www.vitadidonna.org/politica/politica/g8-il-papa-scrive-a-berlusconi-2089.html" target="_blank"><strong>scrive</strong> </a>al premier in occasione del G8: “[..] <em>colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima e, assicurando la mia preghiera, Le porgo un deferente e cordiale saluto</em>”. Una lunga lettera piena di auguri e buoni auspici per le decisioni che prenderanno i grandi della terra riuniti al G8 de L’Aquila. Economia, pace, sicurezza internazionale, clima e paesi poveri.</p>
<p><span id="more-19"></span>Un contenuto formalmente scontato, se non fosse per la conclusione, quella stima rinnovata, che può disorientare chi è a conoscenza delle ultime vicende del premier, cioè il mondo intero, esclusi ovviamente i telespettatori di Mediaset e del TG1.</p>
<p>Strano atteggiamento quello della Chiesa, tanto per usare un eufemismo. Per settimane ha taciuto sulle notizie riguardanti il premier. Foto, dichiarazioni di escort a pagamento che raccontano di feste popolate da decine di ragazze, alcune presumibilmente minorenni. E poi ancora, la moglie Veronica Lario, che denuncia lo sconcio delle veline in politica bollandolo come “<em>ciarpame senza pudore per il potere</em>”.</p>
<p>Una Chiesa sorda ad ogni sollecitazione, finché l’imbarazzante muro del silenzio inizia a manifestare le prime crepe. <strong>Famiglia Cristiana</strong>, il settimanale paolino spesso critico nei confronti del governo, rompe gli indugi: “<em>nello scandalo Berlusconi-escort il limite è stato superato</em> – scrive il direttore del settimanale paolino nella sua rubrica Colloqui col padre &#8211; <em>se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni</em>”.</p>
<p><!--more--></p>
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		<title>Crociata contro i libertini</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 11:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/07/crociata-contro-i-libertini/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/07/monsignor-crociata-261x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A forza di tirare la giacchetta (pardon, la tonaca) arriva la condanna della Chiesa o comunque di un titolato esponente come monsignor Crociata, interpretato come un attacco al nostro premier per le note e recenti vicende che lo hanno coinvolto. Ma ne siamo davvero sicuri? A richiedere sommessamente o a gran voce il pronunciamento ecclesiatico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/07/monsignor-crociata-261x300.jpg" alt="" width="261" height="300" />A forza di tirare la giacchetta (pardon, la tonaca) arriva la <a href="http://notizie.tiscali.it/feeds/09/07/06/t_02_20090706_000006.html?ultimora" target="_blank"><strong>condanna</strong> </a>della Chiesa o comunque di un titolato esponente come <strong>monsignor Crociata</strong>, interpretato come un attacco al nostro premier per le note e recenti vicende che lo hanno coinvolto. Ma ne siamo davvero sicuri?<br />
A richiedere sommessamente o a gran voce il pronunciamento ecclesiatico, e a compiacersene, sono settori della politica e dell’informazione non propriamente clericali, mentre se andiamo a leggere i commenti di (e)lettori di Libero e de Il Giornale tradizionalmente più vicini ai valori cattolici troviamo riferimenti ai preti pedofili e all’ingerenza vaticana in politica.</p>
<p><span id="more-16"></span></p>
<p>Parrebbero rovesciati i tradizionali rapporti di “simpatia” tra le gerarchie d’oltretevere e gli schieramenti politici. <strong>Ma è proprio così ?</strong></p>
<p>Pare invece trattarsi di una delle solite uscite ‘cerchiobottiste’ dei prelati che cercano di combinare alchimisticamente il maggior profitto e il minor danno possibili dalla vicenda. In effetti critiche moraliste erano state già avanzate da Avvenire e Famiglia Cristiana per cui il pronunciamento di una qualsiasi alta autorità ufficiale ecclesiastica era necessaria.</p>
<p>Di qui l’uscita di monsignor Crociata che francamente non dovrebbe entusiasmare i laici. Si tratta di una condanna del “<em><strong>libertinaggio gaio ed irresponsabile</strong></em>” , con riferimento vago al “<em>degrado morale</em>” e alla “<em>lussuria</em>” oltretutto pronunciata in occasione di una commemorazione di santa Maria Goretti. Di discorsi episcopali simili ne sentiamo almeno una decina l’anno, questo è capitato forse non a caso in questo frangente ma forse il punto non è il libertinaggio più o meno gaio di uomini politici non citati (anzi, la politica nell’intervento è solo sfiorata).</p>
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