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	<title>Cronache Laiche &#187; elezioni regionali</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Regioni a destra, laicità assente</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 19:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/regioni-a-destra-laicita-assente/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/scheda-elettorale-300x228.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Trionfa l’asse di ferro Lega &#8211; Comunione e Liberazione; dopo la decennale occupazione delle istituzioni lombarde grazie al fido Formigoni, questo si espande come un virus alle regioni vicine. Piemonte e Veneto si piegano all’abbraccio suadente del cattolicesimo in salsa leghista, salsa che piace molto alle gerarchie vaticane, che trasudano entusiasmo per le auspicate vittorie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4428" title="scheda-elettorale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/scheda-elettorale-300x228.jpg" alt="scheda-elettorale" width="300" height="228" />Trionfa l’asse di ferro Lega &#8211; Comunione e Liberazione; dopo la decennale occupazione delle istituzioni lombarde grazie al fido Formigoni, questo si espande come un virus alle regioni vicine. Piemonte e Veneto si piegano all’abbraccio suadente del cattolicesimo in salsa leghista, salsa che piace molto alle gerarchie vaticane, che trasudano entusiasmo per le auspicate vittorie da ogni media di loro proprietà.</p>
<p>Segno evidente di quanto alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana importi delle fesserie come i diritti dei migranti, i diritti dei lavoratori e la solidarietà. E se c’è ancora qualche fesso che non l’ha capito riporto per sua imperitura memoria le parole odierne di monsignor Fisichella che intervistato riguardo alla Lega (uno dei partisti più razzisti e xenofobi di tutta l’Europa)  afferma senza il minimo pudore che essa “<em><strong>manifesta una piena condivisione con il pensiero della Chiesa</strong></em>”.</p>
<p>E con questo speriamo che i vari Don Gallo, Don Vitaliano &amp; Co. si rendano conto una volta per tutte di chi è il loro datore di lavoro e la facciano finita di raccontare favole,  forse qualche bambino del terzo mondo ci può credere ancora, ma non certo chi conosce la loro Chiesa per la sfortuna di avere il Vaticano in casa.</p>
<p>Ma veniamo alla sconfitta delle (presunte) laiciste che tanto ha fatto gongolare i chierici; è ovvio, è inutile nasconderselo, che di fronte all’imbarazzante Polverini e all’impresentabile Cota il male minore per noi era rappresentato da Emma Bonino e da Mercedes Bresso. Però qualcosa su queste due presunte laiciste bisogna pur dirla.</p>
<p>In Piemonte la Bresso si presentava con una coalizione che vedeva la presenza degli ultraintegralisti cattolici dell’UDC, quindi quanto sarebbe stato “laicista” il governo della regione lo possiamo ben immaginare.</p>
<p>Nel Lazio la Bonino si è svenduta fin dall’inizio della campagna elettorale promettendo ticket scuola di stampo formigoniano.</p>
<p>Ma soprattutto, possiamo affermare senza ombra di dubbio, che la campagna a sostegno di queste due candidate su tutto si è basata tranne che sulle tematiche laiche.</p>
<p>Anzi, di fronte all’incredibile e vergognoso appello di Bagnasco a votare per la Polverini e per Cota il segretario del PD Pierluigi Bersani se n’è uscito candidamente con “<strong><em>quello della  Chiesa non è un appello elettorale</em></strong>”. Evidenziando innegabilmente l’incolmabile distanza fra la dirigenza del PD e il buon senso.</p>
<p>Insomma, riassumendo, il PD candida due figure che sono difficilmente collocabili a sinistra, né la Bresso né la Bonino possono essere infatti le figure ideali per raccogliere i voti dei movimenti antagonisti (in particolare la Bresso in Piemonte), però sono laiche; si potrebbe pensare che per lo meno si vogliano raccogliere i voti delle persone sensibili ai diritti civili&#8230; e invece che si fa? Non solo il PD non spende una parola su queste tematiche ma nega l’evidenza di uno scandaloso appello al voto da parte di Bagnasco. Il tutto come al solito per non perdere i voti cattolici&#8230;</p>
<p>Il risultato è noto, ennesimo disastro elettorale di fronte a un avversario che pure è lacerato da mesi da lotte interne e messo alle strette da crisi economiche e morali che da un anno a questa parte sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Eppure la Binetti se n’è andata, e questo rende ancor più grave la situazione, perché è ora evidente che non dipendeva da lei l’ambiguità e la doppiezza sui temi etici da parte del PD.</p>
<p>Insomma ancora una volta la domanda è: <strong>perché un laico di sinistra dovrebbe votare questi candidati?</strong> Non sono di sinistra, di laicità non se ne parla&#8230; solo perché sono contro Berlusconi? La  motivazione da anni non è più sufficiente per vincere le elezioni.</p>
<p>A proposito dell’<em>inciliciata</em> dell’Opus Dei, la sua discesa nella nostra Umbria è stata accolta da un misero 5%, è troppo sperare che finalmente scompaiano i fini strateghi riformisti nostrani che volevano fare un alleanza con lei piuttosto che con la sinistra radicale?</p>
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		<title>L’amore che vince toglie il trono al Pdl</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 18:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/l%e2%80%99amore-che-vince-toglie-il-trono-al-pdl/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/bossi-berlusconi-300x188.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A spoglio concluso, il quadro degli equilibri politici emerso dalle elezioni regionali e amministrative è chiaro e ben delineato, almeno per chi ha l’onestà di ammettere la sconfitta senza attaccarsi a pretestuose analisi di voto che non stanno in piedi.

Secondo Berlusconi, "L'amore ha vinto sull'invidia e sull'odio, gli elettori ci hanno dato ragione". Al di là dei penosi miscugli lessicali, quel ‘ci’ usato dal premier al posto del consueto e silviocentrico ‘mi’ esprime bene il concetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-4371 alignleft" title="bossi-berlusconi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/bossi-berlusconi-300x188.jpg" alt="bossi-berlusconi" width="300" height="188" />A spoglio concluso, il quadro degli equilibri politici emerso dalle elezioni regionali e amministrative è chiaro e ben delineato, almeno per chi ha l’onestà di ammettere la sconfitta senza attaccarsi a pretestuose analisi di voto che non stanno in piedi.</p>
<p>Secondo Berlusconi, &#8220;<em>L&#8217;amore ha vinto sull&#8217;invidia e sull&#8217;odio, gli elettori ci hanno dato ragione</em>&#8220;. Al di là dei penosi miscugli lessicali, quel ‘ci’ usato dal premier al posto del consueto e silviocentrico ‘mi’ esprime bene il concetto. Gli elettori hanno premiato dello schieramento di centrodestra la sola Lega, che si appropria di quasi tutto il nord Italia. Per quanto Berlusconi si attacchi al carro dei vincitori, non potrà nascondere a lungo che questo dato elettorale ridisegnerà l’assetto dei poteri all’interno dell’alleanza che lui presiede, con enormi rischi di ridimensionamento per il Pdl.</p>
<p>Primo partito in Veneto (35,2%), secondo in Lombardia (26,2%)  e terzo in Piemonte (16.7%), con due governatori come bottino elettorale, la massiccia avanzata della Lega fa riflettere sia a destra che a sinistra: alla prima scardina la leadership; alla seconda toglie una quantità enorme di voti storici. Gli operai del nord, come dice lo stesso Bossi, non votano più a sinistra come negli anni ‘70, votano Lega.</p>
<p>Ora, prendiamo un candidato esemplare della Lega: Renzo Bossi, primogenito del Senatur. Ha ripetuto l’esame di maturità ben tre volte, tanto da meritarsi dallo stesso padre &#8211;  che in gioventù pare millantasse una laurea in medicina avendo come unico titolo di studio un diploma per corrispondenza alla scuola <em>Radio Elettra</em> &#8211; l’appellativo di &#8220;trota&#8221;. Nonostante il rampollo di casa Bossi non abbia mai brillato per particolari virtù culturali e politiche, è il primo eletto del suo partito nella provincia di Brescia e si è guadagnato, quindi, un posto da consigliere regionale in Lombardia.</p>
<p>I meriti? Un paio di incarichi procurati dal padre in perfetto stile nepotista (portaborse dell’europarlamentare Speroni per il modico stipendio di circa 12.000 euro al mese; consigliere di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo” per l&#8217;Expo milanese del 2015), una denuncia dell’Arci (istigazione all’odio razziale)  per aver creato su Facebook il gioco &#8220;Rimbalza il clandestino&#8221;, sfoggio di magliette Lega style con la scritta ‘Schiavi di Roma mai!’ accompagnata da un esplicativo pugno chiuso con dito medio alzato a rafforzare la promessa.</p>
<p>Bisogna riconoscere però, al giovane Renzo, l’impegno sul territorio e tra la gente, ossia quella politica di base per la cui assenza il Pd, e prima i Ds, hanno perso gran parte dei voti del nord operaio.</p>
<p>Ora, a destra come a sinistra ci si dovrebbe chiedere come mai vengono eletti a furor di popolo dei personaggi che sanno a mala pena leggere, scrivere e far di conto, che fanno del populismo la loro arma di battaglia, che sfoggiano un ignorante e becero razzismo ieri contro i meridionali, oggi contro gli immigrati.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-4379 alignleft" title="renzobossi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/renzobossi-300x179.jpg" alt="renzobossi" width="300" height="179" />Viene da pensare a un’Italia sempre più ignorante e sempre più insicura, che si riconosce nei valori forti propugnati ad arte per sviare l’attenzione dai problemi reali del Paese.</p>
<p>Che siamo sempre più ignoranti è un dato certo. La scuola da decenni è vittima di tagli ingiustificati e ingiustificabili che abbassano il livello culturale della popolazione. L’analfabeta non è più colui che non sa leggere e firma i documenti con la X come poteva succedere cinquant’anni fa. L’analfabetismo contemporaneo è molto più diffuso e più subdolo di quanto non si possa pensare. Si può avere un diploma di scuola superiore ed essere analfabeti, ossia talmente ignoranti da non avere alcun mezzo per distinguere l’informazione dalla disinformazione, la verità dalla menzogna, la realtà da una sua rappresentazione falsata <em>ad libitum</em> che qualcuno vorrebbe farci avere.</p>
<p>Aggiungiamo a ciò la televisione, quella scatola magica che, dalla comparsa di Mediaset e la successiva rincorsa della Rai a eguagliare la tv ‘commerciale’ – ossia spazzatura &#8211; da essa proposta, ha lobotomizzato milioni di italiani.</p>
<p>Da <em>Uomini e donn</em>e all’<em>Isola dei famosi</em>, questi sono i programmi che la nostra gioventù (e purtroppo non solo) vede, sui quali si confronta, dai quali prende i valori.</p>
<p>In questo clima, se a un disoccupato del profondo Nord con simil livello culturale qualcuno dice che lui non ha lavoro perché gliel’hanno rubato gli immigrati, che lui non ha casa perché bisogna darla agli immigrati, che la sanità non funziona perché ci sono gli immigrati da curare, che suo figlio non viene preso all’asilo nido perché gli passa avanti un bambino rom, lui ci crede.  Non sa e non potrebbe informarsi: non ne è capace, non ne ha i mezzi, lo Stato non glieli ha forniti. Ha bisogno di un capro espiatorio, chi meglio dell’ultimo anello della scala sociale per catalizzare la sua rabbia?</p>
<p>Idem per il vento secessionista e l’ormai in disuso ‘Roma ladrona’. Il nord produce ricchezza a tutto vantaggio di Roma o, peggio, dei terroni del Sud. Secessione!</p>
<p><img class="size-medium wp-image-4023 alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="lega nord clandestini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/lega-nord-clandestini-212x300.jpg" alt="lega nord clandestini" width="212" height="300" />Ecco cosa preoccupa di questa strabiliante vittoria leghista. L’ignoranza di cui ci stiamo nutrendo ormai da decenni trova la sua massima espressione, almeno al nord, nella Lega, che ne incarna tutti i peggiori valori: l’arroganza, la xenofobia, il luogo comune, il qualunquismo, la banalità. Pericolosissimi fattori di destabilizzazione politica, economica e sociale.</p>
<p>La Lega siamo noi, verrebbe da dire, la faccia peggiore dell’Italia. Il prodotto di una scuola che ha fallito, di una televisione che annega i cervelli in mondi che non esistono, di un malcontento che la politica di destra e di sinistra crederebbe di arginare con giri di parole e promesse da salotto delle quali la gente è stufa.</p>
<p>Il leghista doc parla al livello della gente, del disoccupato, di chi non ha la casa, di chi aspetta un anno per un’operazione in ospedale, di chi è costretto a mandare il figlio all’asilo privato perché quello comunale non ha posti. Il leghista doc agisce. Protesta, brucia bandiere, usa senza troppe remore il vilipendio, si organizza, fa le ronde, indossa la camicia verde. E, se per caso viene eletto in un’amministrazione pubblica, non perde occasione per mettere in pratica i principi razzisti urlati nelle piazze: <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/epurazioni-di-stranieri-casa-per-casa-il-sistema-salvini/" target="_blank">proposte di rastrellamento</a> per i clandestini, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/caccia-ai-clandestini-l%E2%80%99ondata-leghista-attraversa-il-nord/" target="_blank">richieste alla popolazione di denunciarli</a>, borse di studio, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/parcheggi-razziali/" target="_blank">parcheggi</a> e case riservati ai soli italiani, addirittura il Natale bianco (<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/la-lega-da-la-caccia-ai-clandestini-in-nome-della-cristianita/" target="_blank">White Crhistmas</a>) e <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/trentino-la-lega-propone-test-sanitari-e-psichiatrici-per-gli-stranieri/" target="_blank">test psichiatrici per stranieri</a>. Al livello nazionale, invece, il reato di immigrazione clandestina, unico esempio nei paesi civilizzati.</p>
<p>Qual è il futuro che si prospetta ora, che la Lega ha conquistato imperiosamente tutto il nord? Certamente un ridisegno dei pesi nell’asse Lega-Pdl che porterà a un asservimento di quest’ultimo ai voleri del forte alleato. La destra è ora vittima di un meccanismo che non ha voluto riconoscere e bloccare in tempo, per comodo personale, per calcolo elettorale. Per anni ha bollato le iniziative leghiste come semplici e innocue pagliacciate. Ma ora che l’allievo supera il maestro che farà? Come la prenderanno Gianfranco Fini e i suoi, ai quali la leadership di Berlusconi sta già stretta da tempo? Difficile pensare a una seria analisi politica e sociologica da parte di un partito, il Pdl, che fa della propaganda la sua arma di forza. Difficile pensare che rimetta in discussione il ruolo della scuola, il cui livello da minimi europei fornisce materia prima alle sue stesse file.</p>
<p>Sperare, per contro, in una seria analisi da parte di un centrosinistra che non è neanche in grado di riflettere sulle sue sconfitte, di imparare dai propri errori, di uscire da quelle logiche di apparato e di alleanze (s)convenienti che lo hanno trasformato in una brutta copia di se stesso, sembra, ad oggi, ancor più peregrino.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Elezioni regionali, indicazioni a posteriori</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 21:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/le-elezioni-reginali-il-centrosinistra-in-difesa-la-lega-stravince/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/elezioni11-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se da questa tornata elettorale regionale si possono trarre alcune indicazioni complessive, forse è bene analizzarne due o tre che hanno un’incidenza non indifferente sul voto, e più in generale sulla politica nel nostro Paese. Innanzitutto è bene sgombrare il campo dalla differenza fra elezioni politiche ed elezioni amministrative: è diventata una semplice separazione nominalistica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.18cm; text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4365" title="elezioni1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/elezioni11.jpg" alt="elezioni1" width="581" height="249" /></p>
<p style="margin-bottom: 0.18cm; text-align: left;">Se da questa tornata elettorale regionale si possono trarre alcune indicazioni complessive, forse è bene analizzarne due o tre che hanno un’incidenza non indifferente sul voto, e più in generale sulla politica nel nostro Paese.</p>
<p>Innanzitutto è bene sgombrare il campo dalla differenza fra elezioni politiche ed elezioni amministrative: è diventata una semplice separazione nominalistica. Eccezion fatta per le elezioni condominiali e del piccolo Comune montano sciolto per infiltrazioni mafiose, pressoché ogni tornata elettorale assume valenza politica, perché “mediatizzata” a dovere da stampa e televisioni, portate ad assumere toni e a preconizzare prospettive che travalicano quasi sempre aspetti localistici.</p>
<p>A questo tema si riallaccia quello dei meccanismi di formazione del consenso. Questo tende a separarsi sempre più dall’originario meccanismo di appartenenza (sovente ideologica) per orientarsi in base a livelli di convincimento che nascono e si formano direttamente dai mezzi d’informazione, nei mezzi d’informazione, prescindendo sovente dalla realtà, dalla sostanzialità del fatto potenzialmente generatore del consenso. L’informazione quindi che crea il fatto e non viceversa. L’esempio della gente che vota una persona (Berlusconi) che afferma che non ci sarà più un disoccupato o che in tre anni sconfiggerà il cancro, è sintomatico. <strong>In base ad un’indagine del Censis, il 69,3% degli elettori forma la propria scelta elettorale attraverso le notizie e i commenti dei telegiornali.</strong> Minzolini docet.</p>
<p>La cosiddetta questione cattolica. Con tutta probabilità non esiste più un voto cattolico, ma esiste un voto clericale. Nel senso che, venendo o quasi a mancare un partito di riferimento (forse eccezion fatta per l’Udc) il voto dei cattolici risente poco di appartenenze ideologiche; lo troviamo a destra e a sinistra in maniera più o meno diffusa. Anche qui, comunque, uno zoccolo duro rappresentato dalle gerarchie vaticane e proiettato ideologicamente verso il conservatorismo religioso, può far ancora sentire i propri effetti, come è probabile sia successo con la Polverini nella Regione Lazio.</p>
<p>Inoltre, una differenza forte fra il centrodestra e il centrosinistra è marcata dalla percezione della leadership. Il centrosinistra è carente ormai cronico di leadership. La vacanza di quest’elemento essenziale del consenso politico, produce frammentarietà, nel senso di non conoscibilità della strategia politica, della linea politica univoca cui dovrebbe far riferimento l’elettorato. Se Berlusconi lancia un messaggio politico, giusto o sbagliato che sia, corretto o assurdo (tipo sconfitta del cancro), lo fa in maniera univoca, solida, non contestata internamente; il messaggio che manda un leader del centrosinistra, per quanto buono possa essere, sovente è sfilacciato, corretto, rivisitato, se non annullato da mille altre dichiarazioni di mille altri leader. Manca il senso del leader come rappresentativo di un messaggio unitario e quindi forte. Non c’è l’esercizio di una leadership. In un mondo dove i media la fanno da padrone, mandare un messaggio sbagliato e mandarne uno giusto ma debole e sfilacciato, e quindi poco credibile, è  la stessa cosa. Anzi, spesso prevale il messaggio sbagliato ma unitario. Quindi la carenza di leadership forte, a forte contenuto unitario, è carenza politica di fondo.</p>
<p>Di qui l’esigenza, a centrosinistra, di un profondo rinnovamento della linea politica e della leadership che ne deve essere portatrice. Forse con l’esclusione di Nicky Vendola e di pochissimi altri, non c’è un leader politico in quest’area che non rechi con sé i segni netti della consunzione.</p>
<p>Questi alcuni dei mali e alcuni degli errori: alla politica e alla politologia l’indicazione dei percorsi concreti da intraprendere.</p>
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		<title>Informazione interpretativa</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 20:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/informazione-interpretativa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Percentuale.JPG class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>&#8220;Politici, giornalisti: bugiardi professionisti&#8220;! Suona bene: sembra uno slogan, cioè un&#8217;affermazione di parte, urlata per convincere, invece è &#8211; purtroppo &#8211; la constatazione di uno squallido dato di fatto:  il ministro dell&#8217;interno Maroni e diversi giornali radio hanno clamorosamente e sistematicamente mentito in merito alle percentuali sulle elezioni regionali 2010. Può essere che qualcuno abbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-4351 alignleft" title="Percentuale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Percentuale.JPG" alt="Percentuale" width="270" height="296" />&#8220;<em>Politici, giornalisti: bugiardi professionisti</em>&#8220;! Suona bene: sembra uno slogan, cioè un&#8217;affermazione di parte, urlata per convincere, invece è &#8211; purtroppo &#8211; la constatazione di uno squallido dato di fatto:  il ministro dell&#8217;interno Maroni e diversi giornali radio hanno clamorosamente e sistematicamente mentito in merito alle percentuali sulle elezioni regionali 2010.</p>
<p>Può essere che qualcuno abbia semplicemente ripetuto le bugie che tutti gli altri dicevano, senza rendersi conto di essere menzognero, ma ciò non lo assolve: sia un politico che un giornalista ha il dovere di capire e di informare correttamente. Se non lo fa, perché invece di ragionare si appecorona e ripete bugie dette da altri, è  comunque un bugiardo: magari  un bugiardo scemo, ma sempre bugiardo.</p>
<p>Ho sentito con le mie orecchie il ministro Maroni affermare che a livello nazionale i votanti sarebbero diminuiti del 7%, mentre nel Lazio sarebbero diminuiti del 10%. Anche uno scolaretto sa che, se prima votava il 72% e oggi il 65%, i votanti sono diminuiti di 7 su 72, cioe&#8217; circa il 10%, mentre nel Lazio non si puo&#8217; sapere, perché in realtà i  cosiddetti &#8216;dati&#8217;  non vengono affatto dati, quindi i &#8216;dati&#8217;  sono sconosciuti, mentre tutti ripetono la bugia del 10%.  Ma se il calo è del 10% degli elettori,  si può valutare che il calo dei votanti sia all&#8217;incirca del 15%.</p>
<p>Lo sporco trucco sta nell&#8217;affermare &#8211; falsamente &#8211; che il calo dei votanti è di un &#8216;tot&#8217; percento, mentre quel  &#8216;tot&#8217;  e&#8217; invece il calo della percentuale dei votanti (sugli elettori), e non il calo in percentuale dei votanti, come i bugiardi professionisti affermano.</p>
<p>Questo improvviso innamoramento per le percentuali sugli elettori e&#8217; ancora piu&#8217; stupefacente in bocca di quegli stessi bugiardi che, sistematicamente, attribuiscono al governo delle percentuali di consenso che, invece, sono percentuali di voti sui soli voti validi, che &#8211; ricordiamocelo &#8211; sono quasi il 10% in meno dei votanti, che a loro volta sono un 25-30% in meno degli elettori.</p>
<p>Accade così che i nostri politici e i nostri giornalisti, sia di destra che di sinistra, si compiacciano di affermare che un certo signore gode del consenso di due italiani su tre, mentre invece lo hanno votato un paio di italiani su cinque, cioè  ben meno della metà.</p>
<p>Lo sporco trucco sta nel cancellare quell&#8217;italiano su tre che non ha votato né quel signore né i suoi oppositori, e millantare la percentuale di voti sui voti validi come se fosse la percentuale di voti sugli elettori.</p>
<p>Non lo hanno fatto una volta, per errore: per falsare &#8211; ingigantendole &#8211; le percentuali di consenso, lo fanno sempre, sistematicamente, da veri professionisti della bugia.</p>
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		<title>Il Pdl alle elezioni nel Lazio, vittimismo preventivo</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 12:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-pdl-alle-elezioni-nel-lazio-vittimismo-preventivo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Maurizio_Gasparri-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Come noto, la lista romana del Pdl è stata esclusa per evidenti irregolarità amministrative, vale a dire perché è stata presentata in ritardo sul termine ultimo di ammissione. Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e dei suoi, secondo le quali qualche fantomatica forza del male avrebbe negato al Pdl il diritto di voto nel Lazio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-4332 alignleft" title="Maurizio_Gasparri" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Maurizio_Gasparri.jpg" alt="Maurizio_Gasparri" width="255" height="296" />Come noto, la lista romana del Pdl è stata esclusa per evidenti irregolarità amministrative, vale a dire perché è stata presentata in ritardo sul termine ultimo di ammissione.</p>
<p>Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e dei suoi, secondo le quali qualche fantomatica forza del male avrebbe negato al Pdl il diritto di voto nel Lazio, arriva ora, direttamente nei seggi, la reazione pratica. 3000 ‘gladiatori’ del Pdl sono stati sguinzagliati nella capitale per far rispettare l’editto di Fabrizio Cicchetto, capogruppo Pdl alla Camera. “<em>Chi vota Polverini e aggiunge sulla scheda un nome noto del nostro partito romano, oppure quello di un consigliere uscente, esprime una chiara intenzione di voto per la presidente</em>”, recita il vademecum del Pdl. Quindi, pur considerando nulla la preferenza su un nome che, di fatto, è inesistente, il voto per la lista e per la Polverini deve risultare valido.</p>
<p>Il prefetto di Roma ha subito emesso una circolare in merito: “<em>La giurisprudenza prevalente del Consiglio di Stato  è ferma nel ritenere nullo il voto che non corrisponde a nessuno dei candidati (&#8230;), salvo che, per tipo di errore e per la collocazione del nominativo, possa ritenersi che si tratti esclusivamente di un errore dell´elettore dovuto a ignoranza</em>”. Uno spiraglio, quindi c’è: l’errore dovuto a ignoranza. Ed è questo che il Pdl cavalcherà fino in fondo, anche a dispetto dell’articolo 48 della Costituzione (un nome inesistente potrebbe rendere riconoscibile il voto che quindi non sarebbe più ‘segreto’).</p>
<p>Interessante l’interpretazione di Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato: “<em>La circolare del prefetto è chiarissima. Non si giochi a imbrogliare ulteriormente. Non bastano i pacchi bomba e le minacce di ogni tipo? Si vorrebbe ancora sabotare la legalità repubblicana?</em>&#8220;.</p>
<p>Per chi avesse qualche dubbio residuo sullo sconcertante tempismo dei pacchi bomba recapitati nei giorni scorsi, è arrivata una chiara e autorevole risposta: il Pdl è vittima di complotti antidemocratici.</p>
<p>La strategia è sempre la solita, dunque, il vittimismo. Che, come il presunto imbroglio, diventa preventivo. Ma gli elettori del Pdl non si stancano mai di sentir ripetere sempre le solite balle?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Bagnasco e l’indicazione di voto. Un appello contrapposto</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 08:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/bagnasco-e-l%e2%80%99indicazione-di-voto-un-appello-contrapposto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/orologeria-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Chiesa, per bocca di Bagnasco, lancia il suo spot elettorale di fine campagna elettorale, schierandosi apertamente. Invoca a viva voce un voto contro l’aborto, che è l’equivalente di dire “votate il centrodestra”. Il nocciolo della questione è questo. Non servono le discussioni che da queste affermazioni sono scaturite. Si possono fare tutte le disquisizioni di questo mondo. Si possono dare mille spiegazioni delle esternazioni di Bagnasco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Appello: un voto a favore della laicità dello Stato, dei diritti civili e umani</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4136" title="orologeria" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/orologeria.jpg" alt="orologeria" width="322" height="251" />La Chiesa, per bocca di Bagnasco, lancia il suo spot elettorale di fine campagna elettorale, schierandosi apertamente. Invoca a viva voce un voto contro l’aborto, che è l’equivalente di dire “votate il centrodestra”. Il nocciolo della questione è questo. Non servono le discussioni che da queste affermazioni sono scaturite. Si possono fare tutte le disquisizioni di questo mondo. Si possono dare mille spiegazioni delle esternazioni di Bagnasco. Si è detto di tutto: che la Chiesa deve fare il suo compito e portare avanti le sue tesi; che non era nell’intento di Bagnasco fare campagna elettorale; che in fondo la cancellazione della 194 da tempo è uno degli scopi che la Chiesa sta perseguendo con più accanimento; e così via. Ma tutto ciò non toglie che ancora una volta assistiamo a un tentativo, questa volta nemmeno celato, di condizionare il voto.</p>
<p>Nessuno mette in discussione che la Chiesa può e deve, in piena libertà, battersi per affermare quelli che essa ritiene principi sacri. Ma lo deve fare nei suoi spazi, nei suoi ambiti, con i suoi mezzi. Non lo può fare continuando a ingerire nelle questioni e competenze dello Stato. Ci sono ruoli e compiti precisi che devono essere rispettati. A nessuno è consentito di sconfinare nei territori altrui. Lo Stato deve occuparsi del governo e della tutela dei diritti di tutti, salvaguardando i principi di parità e democrazia. La Chiesa cattolica deve occuparsi del suo culto e delle anime dei suoi fedeli. Dal suo pulpito ogni prete può declamare ai suoi parrocchiani i motivi per cui secondo la Chiesa l’aborto deve essere osteggiato. Chi va in Chiesa è ben incline ad ascoltarli e a sposare le sue cause.</p>
<p>Ma il voto è uno strumento democratico con cui i cittadini tutti (cattolici, laici, democratici, atei, agnostici, protestanti, ecc.) di uno Stato decidono i futuri governanti, e con essi il loro futuro. I governanti, dal canto loro, dovrebbero essere consapevoli che la laicità dello Stato è l’unico baluardo che può difendere la vera democrazia. Fare l’occhiolino ammiccante a chi è portatore di interessi di parte, non rende giustizia alla democrazia, alla libertà e a quell’amore per il popolo tanto sbandierato ma al contempo tanto vilipeso.</p>
<p>Il voto, perciò,  non dovrebbe essere pilotato con mezzi  subdoli. Perché Bagnasco, ben conscio che da tempo immemore, i nostri governi di destra e di sinistra non muovono foglia che la CEI non voglia, parte alla carica e si schiera apertamente. E lo fa a pochi giorni dal voto,  guarda caso subito dopo il pessimo esito della manifestazione del Pdl. Quasi a dire: il centrodestra vacilla? Niente panico, arriva in soccorso la Chiesa con uno spot elettorale filodestra, recitato dal suo migliore interprete: Bagnasco.</p>
<p>Bersani ha detto che la Chiesa non è entrata a gamba tesa nella campagna elettorale. Cosa doveva fare per entrare a gamba tesa? Mettersi con i megafoni e dire votate la destra? Invitare a dare un voto contro l’aborto (la 194 è già legge nello stato italiano, e non dovrebbe essere messa in discussione da nessuno, invece è soggetta a continui attacchi, purtroppo), non significa forse caldeggiare apertamente il centro destra? E, francamente fa molto strano leggere che Bersani, leader del primo partito del centro sinistra, invece di invocare la laicità dello Stato e la tutela dei diritti dica in modo molto soft: ”<em>Non penso che dai vescovi sia arrivato un appello elettorale. I vescovi hanno ribadito le loro posizioni, che vanno rispettate, anche se non sono condivise</em>“. In altri Stati, anche in Europa, non consentono tante reiterate ingerenze negli affari che attengono alla gestione della res publica. Sono sempre vigili e attenti a non far varcare alla Chiesa i suoi confini.</p>
<p>Tra l’altro  Bagnasco è il primo ministro di uno Stato estero. E come si permette uno Stato estero  di mettere il naso negli affari politici italiani? Se il nostro fosse uno Stato serio ci sarebbe da aspettarsi che il suo Presidente della Repubblica intervenisse presso il capo dello Stato Vaticano, oppure come in ogni Stato democratico che si rispetti, il Governo italiano convocasse l’ambasciatore del Vaticano per chiedere spiegazioni. E, a dirla tutta, ci sarebbe piaciuto che questo fosse stato sottolineato e richiesto da chi rappresenta uno schieramento di centrosinistra, considerate le posizioni chiare e inequivocabili del centro destra su alcune questioni come la laicità dello Stato, i temi etici, l’aborto, la bioetica.</p>
<p>Non ci piace per nulla questa posizione di condiscendenza, quasi di sudditanza di tutte le forze politiche nei confronti della Chiesa. Che ci sia rispetto reciproco fra le parti è un fatto incontestabile, civile, e necessario. Ma la  sudditanza di una parte (guarda caso sempre la stessa), nei confronti dell’altra è foriera di cattivi presagi: un ritorno ad anni bui di un passato remoto e recente, che i veri laici e i sinceri democratici devono saper scongiurare.</p>
<p>Pertanto, giusto per par condicio, in contrapposizione all’invito di Bagnasco, al quale non si oppone nessuno ufficialmente, <strong>da queste pagine si lancia un appello</strong>: invitiamo tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, a dare un voto giusto che vada nella direzione della tutela della laicità dello Stato e dei diritti umani e civili.</p>
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		<title>Il nuovo dogma laico italiano: l’infallibilità del Presidente della Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-nuovo-dogma-laico-italiano-l%e2%80%99infallibilita-del-presidente-della-repubblica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Napolitano-Giustificazione-C-S-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nel gran balletto di commenti, critiche, ammonizioni e anatemi lanciati in questi giorni dai politici di ogni schieramento, a qualcuno sarà certamente sfuggito, ma in Italia è stato appena sancito un nuovo dogma. Un dogma di natura laica: l’infallibilità del Presidente della Repubblica. Come è noto, nottetempo, e con una celerità da far invidia a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enteroclisma.blogspot.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3629" title="Napolitano Giustificazione C S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Napolitano-Giustificazione-C-S.jpg" alt="Napolitano Giustificazione C S" width="258" height="300" /></a>Nel gran balletto di commenti, critiche, ammonizioni e anatemi lanciati in questi giorni dai politici di ogni schieramento, a qualcuno sarà certamente sfuggito, ma in Italia è stato appena sancito un nuovo dogma. Un dogma di natura laica: <strong>l’infallibilità del Presidente della Repubblica</strong>.</p>
<p>Come è noto, nottetempo, e con una celerità da far invidia a Speedy Gonzales, Napolitano ha firmato il «decreto interpretativo» partorito in fretta e furia dal Consiglio dei Ministri, atto a consentire di annullare i pasticci commessi dai rappresentanti del PdL che dovevano depositare, come hanno fatto i rappresentanti di tutti gli altri partiti, i documenti necessari all’iscrizione della lista PdL per la Polverini nel Lazio.</p>
<p>Napolitano, dobbiamo ricordarlo, nei mesi scorsi ha firmato di tutto, tanto che non può non tornare alla mente una scena dell’intramontabile marchese del Grillo. Quando il suo amministratore imbroglione gli sottopone degli <em>improrogabili conticini</em> da firmare urgentemente, il marchese, assonnato e svogliato, firma anche il calendario. Il suo sottoposto glielo fa notare e il marchese risponde: «<em>Embé, paga pure questo! Che m’emporta?</em>»</p>
<p>Scherzi a parte, e senza voler entrare nel merito delle competenze istituzionali, i normali cittadini si domandano inevitabilmente <strong>se sia proprio vero che il Capo dello Stato non possa far altro che firmare</strong>. Se è così, infatti, la sua firma non garantisce la costituzionalità del provvedimento in questione, ma si limita a ratificarlo; se invece la sua firma garantisce la costituzionalità dello stesso, allora non può essere vero che egli <em>debba</em> firmare ogni provvedimento che gli viene sottoposto.</p>
<p>Di Pietro, da solo, chiede l’impeachment, mentre l’opposizione si indigna e si straccia le vesti per il decreto in sé, facendo salvo, però, il Presidente della Repubblica che lo ha firmato.<br />
A far quadrare il cerchio, quindi, ci ha pensato il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il più laico rappresentante dello schieramento di centro-destra è anche l’autore del nuovo dogma laico. In risposta alla posizione di Di Pietro, infatti, si è così espresso: «<em>La posizione dell’onorevole Di Pietro è francamente incomprensibile e comunque inaccettabile, perché evidentemente non sa o finge di non sapere che il capo dello Stato, quando firma un decreto, lo fa unicamente se quel decreto ha i requisiti necessari ai fini di costituzionalità</em>».</p>
<p><em>Ipse dixit</em>, pertanto, e chi si azzarda a muovere critiche o ad avanzare perplessità, è tacciato di eresia. Se il Presidente della Repubblica ha firmato, l’intera Italia, con tutti suoi 60 milioni di abitanti, può dormire sonni tranquilli. Il Capo dello Stato è infallibile nell’esercizio delle sue funzioni; i decreti firmati, di qualunque natura essi siano, e <strong>qualunque nuovo privilegio sanciscano, divengono, ipso facto, giusti e costituzionali</strong>. A noi, che non abbiamo più neanche il diritto di esprimere dei dubbi al riguardo, non resta che augurarci: e così sia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decreto &#8216;salva liste&#8217;, Stato di diritto addio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/decreto-salva-liste-stato-di-diritto-addio/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/giorgio_napolitano-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Giorgio Napolitano risponde, sul sito del Quirinale, alle numerose missive dei cittadini sul decreto ‘salva liste’ che egli stesso ha firmato la notte tra venerdì e sabato. Il presidente parte dalla considerazione che è inaccettabile, in una democrazia, andare al voto senza la lista del maggior partito di Governo. E quindi sceglie il ‘male minore’, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3593" title="giorgio_napolitano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/giorgio_napolitano-300x200.jpg" alt="giorgio_napolitano" width="300" height="200" />Giorgio Napolitano risponde, sul <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=5550" target="_blank">sito del Quirinale</a>, alle numerose missive dei cittadini sul decreto ‘salva liste’ che egli stesso ha firmato la notte tra venerdì e sabato.</p>
<p>Il presidente parte dalla considerazione che è inaccettabile, in una democrazia, andare al voto senza la lista del maggior partito di Governo. E quindi sceglie il ‘<strong>male minore</strong>’, come l’ha definito Gianfranco Fini, ossia modificare, con un decreto legge retroattivo, le disposizioni elettorali di esclusiva competenza delle Regioni: <em>“Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell&#8217;interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione &#8211; comunque inevitabilmente legislativa &#8211; potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, andare al voto senza la possibilità di votare, in una o più regioni,  una parte rappresentativa della politica italiana sarebbe stato fuoriviante per il risultato elettorale, ma il ‘male minore’ scelto dal presidente Napolitano apre un baratro nello Stato di diritto. Per salvare la rappresentatività della consultazione elettorale, sancisce (ancora una volta!) che <strong>la Legge non è uguale per tutti</strong>.</p>
<p>La valutazione del ‘merito’ delle liste escluse, non è di pertinenza della Legge. Che sia stata esclusa, per evidenti e incontestabili irregolarità, una lista minoritaria o maggioritaria, di Governo o no,  non deve fare la differenza. <strong>La sostanza non può e non deve essere confusa con la forma. </strong></p>
<p>Come sintetizza Eugenio Scalfari nell’<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/07/news/scalfari_7_marzo-2538816/" target="_blank">editoriale di oggi su Repubblica</a>, <em>“Stabilire la prevalenza della sostanza sulla forma in materia di procedura non ha altra conseguenza che legittimare l&#8217;illegalità permanente nella vita pubblica, o meglio: <strong>far coincidere la legalità con il volere del capo dell&#8217;esecutivo, cioè stabilire la legittimità dell&#8217;assolutismo</strong></em>”.</p>
<p>Napolitano ha firmato un vero e proprio condono, creando un gravissimo precedente nel diritto pubblico italiano. Le irregolarità amministrative di chi governa si possono da oggi superare attraverso un decreto legge varato dallo stesso soggetto che le ha commesse.<strong> Il potere, dunque, può fare e disfare le regole a suo uso e consumo</strong>.</p>
<p>Un vizio di sostanza e non di forma, questa volta. Un percorso circolare che vede la testa coincidere con la coda: il mandante del decreto, il Governo, è anche il beneficiario senza che nessuno, il Parlamento nel caso, abbia diritto di parola.</p>
<p>Che l’andazzo sia questo ce lo hanno già dimostrato gli infiniti decreti legge di cui questo Governo continua a servirsi per evitare la mediazione parlamentare. Ma che ora, platealmente, il Governo assolva se stesso <strong>modificando retroattivamente le regole che lui stesso ha infranto</strong> &#8211; scavalcando addirittura la sovranità regionale in materia elettorale &#8211; è davvero troppo.</p>
<p>Il decreto &#8216;salva liste&#8217; è un vero e proprio <strong>attacco al cuore dello Stato di diritto</strong>, con il beneplacito del garante della democrazia, il presidente della Repubblica.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il decreto salva liste, “se questa è una democrazia”</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-decreto-salva-liste-%e2%80%9cse-questa-e-una-democrazia%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/memoria-300x239.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Così il Ministro Maroni sull'impiccio di Stato provocato dal Pdl.

"Queste approvate sono norme interpretative. Non c'è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini... non è stata presa in considerazione l'ipotesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-3583" title="memoria" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/memoria-300x239.jpg" alt="memoria" width="300" height="239" />Così il Ministro Maroni sull&#8217;impiccio di Stato provocato dal Pdl.</p>
<p>&#8220;<em>Queste approvate sono norme interpretative. Non c&#8217;è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini&#8230; non è stata presa in considerazione l&#8217;ipotesi di una proroga dei termini della presentazione delle liste, già scartata ieri dopo l&#8217;incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio.</em>”</p>
<p>E ancora.<br />
&#8220;<em>Le norme vigenti non sono modificate &#8211; spiega il titolare del Viminale &#8211; ma si è data una <strong>interpretazione autentica</strong>, affinché il Tar possa applicare la legge in modo corretto secondo l&#8217;interpretazione che il legislatore, in questo caso il governo, dà alla legge. E&#8217; lasciata al Tar la decisione se le contestazioni siano fondate oppure no e se la richiesta di riammissione delle liste è accoglibile oppure no</em>&#8220;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Infine.<br />
&#8220;<em>Mettiamo a disposizione della magistratura amministrativa, l&#8217;unico soggetto istituzionale che potrà decidere sulle liste, una interpretazione corretta (non è il governo che decide: &#8216;queste liste rientrano&#8217;), è lasciata al Tar la decisione se le contestazioni sollevate sono fondate oppure no, se la richiesta di riammissione è accoglibile oppure no. Il governo si è limitato a dire qual è l&#8217;interpretazione corretta da dare alle norme vigenti. Noi riteniamo che alcune di queste norme siano state applicate in modo non corretto</em>. <em>E&#8217; un provvedimento &#8211; </em>sottolinea ancora Maroni <em>- che <strong>non modifica le norme di legge</strong></em>&#8220;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ora immaginiamo, per assurdo – ma poi non tanto &#8211; che una norma fondamentale del nostro ordinamento penale prevedesse che tutti hanno diritto a ricorrere al magistrato allorché vessati da una sentenza ingiusta, sebbene proveniente dall&#8217;ultima istanza di giudizio, la Corte di Cassazione. Conseguentemente che il governo, e magari per esso soprattutto la Lega, si accorga che a ricorrere nella stragrande maggioranza dei casi siano persone extracomunitarie.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Urgerebbe quindi fare una nuova legge che restringa il campo ai solo cittadini italiani propriamente detti, ma non è possibile farla per motivi di opportunità o convenienza, o che trovino ostacolo nel primo sindacato di legittimità costituzionale del capo dello Stato. A questo punto il Governo, in tutta fretta, farebbe un decreto urgente di “interpretazione autentica”, cioè quella vera, dicendo ai giudici che il campo di applicazione di quella legge è ristretto solo agli Italiani. Le procedure sarebbero aggirate; la Costituzione pure, il diritto anche; i giudici ne terrebbero conto; i cittadini non italiani non potrebbero fare ricorso, e sarebbero quindi considerati di serie “b” o “c”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Anche questa non sarebbe una legge “innovativa”, sarebbe un provvedimento di interpretazione. Ma il risultato? Pressoché lo stesso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>Questo è il metodo di un sistema che non è più democratico</strong>. Questo è quello che sta facendo il Governo e questa maggioranza con le leggi ad hoc, ad personam, ad listam, o ad altro che siano. Non si tiene più conto dell&#8217;interesse generale, della generalità e dell&#8217;astrattezza delle leggi, ma di una serie di interessi particolari e di opportunità così smaccatamente <em>anticonstituzional</em>i (e non solo <em>incostituzionali</em>), che ormai formano un corpo politico, un&#8217;arma di difesa e di offesa da e contro la stessa Costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>Le ormai innumerevoli leggi a favore degli interessi del premier</strong>, quelle a difesa dei suoi guai giudiziari, quelle a difesa delle proprie liste e quindi dei propri interessi politici, sono diventate un “sistema”, un corpus normativo infetto che affianca e sovente si sovrappone alla carta costituzionale, strappandone brandelli e lasciandola scoperta in alcuni dei suoi principi che sembravano più saldi ed irremovibili: quelli di uguaglianza, quelli di libertà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Nemmeno il principio, sacro e saldo in una democrazia che si reputi veramente tale, delle regole che non possono essere cambiate mentre si gioca, viene fatto salvo. Tutto diventa plasmabile, argilloso, modificabile a seconda delle convenienze. Il bene supremo del cosiddetto consenso popolare sta sopra a tutto: <em>come settant&#8217;anni fa</em>, sta sopra alla legge e sopra alla razionalità; sopra alle istituzioni e sopra alla stessa democrazia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>La democrazia</strong>. Questo corpo di donna violentato quotidianamente da un padre padrone che non ha né sensibilità né rispetto, che non ne conosce le potenzialità e i limiti, che supera se stesso in impudenza e barbarie, e che soprattutto non capisce una cosa (o peggio ancora, fa finta di non capirla): la Costituzione va applicata, prima di cambiarla. Molto prima di cambiarla, anni luce prima di cambiarla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La democrazia, che su di essa si regge, può fare a meno di correzioni, rivisitazioni e cambiamenti, può anche sopravvivere per lungo tempo senza il cambiamento di una norma o di un comma; ma non può vivere a lungo senza l&#8217;ossigeno della libertà e del senso profondo di giustizia dalla quale è nata, nella quale è innervata. Questo Berlusconi lo sa, e sta quotidianamente e sistematicamente cercando di cambiare il senso più profondo della democrazia e, nei fatti, il suo portato più visibile: la Costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>Umiliato, offeso, deriso, annullato </strong>era l&#8217;uomo di primo Levi nel campo di concentramento dell&#8217;odio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Umiliata, offesa, derisa, annichilita è questa democrazia da chi parla di amore, ma muove le sue azioni dai bassifondi più gretti della propria convenienza personale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Se quello di Primo Levi non era un uomo, questa non è certamente una democrazia.</p>
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		<title>La Russa sul caso Polverini, esiste il fascismo nell&#8217;anno 2010?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/la-russa-sul-caso-polverini-esiste-il-fascismo-nellanno-2010/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/la-russa-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In relazione al ben noto caso Polverini (e non solo) e agli altrettanto noti ricorsi che, sulla strada della disperazione, il Pdl sta presentando per cercar di far riammettere delle liste cosiddette escluse, queste sono le dichiarazioni del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, non nuovo ad intolleranze menefreghiste di questo tipo. &#8220;Non vorrei fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3497" title="la-russa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/la-russa.jpg" alt="la-russa" width="239" height="284" />In relazione al ben noto caso Polverini (e non solo) e agli altrettanto noti ricorsi che, sulla strada della disperazione, il Pdl sta presentando per cercar di far riammettere delle liste cosiddette escluse, queste sono le dichiarazioni del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, non nuovo ad intolleranze menefreghiste di questo tipo.</p>
<p>&#8220;<em>Non vorrei fare la parte dell&#8217;eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto</em>&#8220;.</p>
<p>La Russa in questo senso sbaglia: questa non è semplice eversione, questa è la tipica strafottenza fascista, quel disprezzo della legge e delle regole contro le quali il Pdl fa finta di lottare proponendo decreti legge contro la corruzione e per la legalità. Cioè a dire, se la legge è a mio favore la rispetto, altrimenti faccio come cavolo mi pare, con tutte le conseguenze del caso. Me ne frego.</p>
<p>Questo il livello dei nostri Ministri: quelli che, di fronte al Capo dello Stato, giurano sulla Costituzione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Regionali in Piemonte: il candidato leghista sottoscrive il Patto per la vita e la famiglia (cattolica)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/regionali-in-piemonte-il-candidato-leghista-sottoscrive-il-patto-per-la-vita-e-la-famiglia-cattolica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/cota-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I tempi per le prossime elezioni regionali stringono, e i candidati presidenti si affrettano a divulgare i loro programmi. Se mi eleggerete farò questo, questo e quest’altro… Apprendiamo da La Stampa che Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte per Lega e Pdl, ha preso questo compito veramente sul serio, al punto tale da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3251" title="cota" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/cota-300x225.jpg" alt="cota" width="300" height="225" />I tempi per le prossime elezioni regionali stringono, e i candidati presidenti si affrettano a divulgare i loro programmi. <em>Se mi eleggerete farò questo, questo e quest’altro…</em></p>
<p>Apprendiamo da <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/141512/" target="_blank"><em>La Stampa</em></a> che <strong>Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte per Lega e Pdl</strong>, ha preso questo compito veramente sul serio, al punto tale da mettere nero su bianco cosa intende fare in tema di ‘vita’ e ‘famiglia’ qualora venisse eletto.<br />
Tutte chiacchiere elettorali, si potrebbe pensare. Nossignore: Cota sottoscriverà oggi un vero e proprio ‘<strong>Patto per la vita e la famiglia</strong>’ con quattro garanti che dovranno vigilare sul rispetto degli impegni.<br />
Ma veniamo ai punti chiave del Patto.</p>
<p><strong>Pillola abortiva Ru486.</strong> Verrà somministrata “<em>solo con un protocollo che preveda il ricovero della donna dalla somministrazione della pillola fino al completamento del percorso abortivo, escludendo ogni ipotesi di aborto fai da te a casa propria</em>”. Parte l’attacco a Mercedes Bresso, presidente uscente della Regione che ne ha promosso l’uso in day-hospital, &#8220;<em>banalizzando</em>&#8220;, per Cota, <em>&#8220;una scelta drammatica</em>”.</p>
<p><strong>Coppie di fatto</strong>. No a “<em>cerimonie, registri e altre iniziative che introducano surrettiziamente un’equiparazione tra unioni omosessuali e matrimonio</em>”. Per contro, “<em>sostegno alle giovani coppie che intendono contrarre matrimonio</em>”.</p>
<p><strong>Scuola</strong>. Il Patto prevede aiuti effettivi alla scuola privata cattolica.</p>
<p><strong>Immigrazione</strong>. “<em>Protezione della donna e dei minori immigrati contro l’imposizione del burqa, le mutilazioni genitali, l’avviamento alla prostituzione e alla mendicità, i matrimoni forzati e la poligamia</em>”.</p>
<p>Interessanti i nomi dei garanti. Accanto a figure istituzionali quali Mauro Ronco, docente di diritto penale e presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino e a Maria Paola Tripoli, vicepresidente del Consiglio regionale del Volontariato, troviamo Marisa Orecchia, presidente di <strong>Federvita Piemont</strong>e (unione di 70 movimenti per la vita) e Massimo Introvigne, sociologo e viceresponsabile nazionale di <strong>Alleanza Cattolica</strong>.</p>
<p>Insomma, Roberto Cota ha le idee chiare, almeno su questi temi. E per il resto, cosa propone il candidato leghista? Siamo andati a curiosare sul suo sito, sul quale è pubblicato un <a href="http://www.robertocota.it/programma.php" target="_blank">programma di sintesi</a>, talmente di sintesi che possiamo anche permetterci il lusso di riportarlo integralmente:</p>
<p><strong>Lavoro</strong>. La sinistra ha pensato in questi anni più ai salotti che ai lavoratori. Le nostre aziende ed i nostri posti di lavoro vanno difesi.</p>
<p><strong>Federalismo</strong>. Con il federalismo fiscale finalmente le risorse rimarranno sul territorio.</p>
<p><strong>Trasporti</strong>. È partita l’alta velocità ma i treni locali dei pendolari sono un disastro. Su questo è competente la Regione, ma non è stato fatto niente. Bisogna affrontare il problema con serietà.</p>
<p><strong>Sanità</strong>. Sono aumentati i costi ed è peggiorata la qualità dei servizi. La giunta Bresso ha fallito. Bisogna potenziare il servizio dei medici di base con ambulatori aperti durante tutto l’arco della giornata.</p>
<p>Un programma ricco, non c’è che dire! O forse è solo una semplificazione destinata agli elettori semianalfabeti, che si stancano di leggere qualcosa di un po&#8217; più articolato di semplici slogan?</p>
<p>Stupiti che Cota ignori che il federalismo non possa essere un punto programmatico regionale, abbiamo indagato ancor di più sull’avvocato novarese e ci siamo imbattuti in una <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/02_febbraio/23/regionali_cota_interrogato_in_geografia_inciampa_su_piemonte,23124514.html" target="_blank"><strong>imbarazzante interrogazione in geografia</strong></a> riguardante proprio il Piemonte. Ecco, ora torna tutto!</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Regionali in Umbria: la serrata del maggior consiglio</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 10:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/regionali-in-umbria-la-serrata-del-maggior-consiglio/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/elezioni-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In Umbria si sta ripetendo una nuova “serrata del maggior consiglio”: i rappresentanti del Partito Unico di Regime si sono riservati il diritto di accedere al consiglio regionale, escludendone ogni altra forza politica e trasformando un’assemblea democraticamente eletta in una corporazione di cooptati [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2699" title="elezioni" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/elezioni.jpg" alt="elezioni" width="296" height="298" />Nel 1297, i membri della classe al potere a Venezia ottengono un risultato storico: solo i membri di famiglie che ne abbiano già fatto parte negli ultimi quattro anni potranno accedere alla massima istituzione della Repubblica, il maggior consiglio. L’oligarchia lagunare si consolida definitivamente quale aristocrazia auto-legittimata.</p>
<p>Corsi e ricorsi storici. In Umbria, oggi, si sta ripetendo una nuova “serrata del maggior consiglio”: i rappresentanti del Partito Unico di Regime si sono riservati il diritto di accedere al consiglio regionale, escludendone ogni altra forza politica e trasformando un’assemblea democraticamente eletta in una corporazione di cooptati.</p>
<p>Il 21 dicembre 2009 il Consiglio regionale della Regione Umbria ha approvato le nuove norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione Umbria, la legge regionale n.2 del 2010, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n.1 del 5 gennaio 2010.</p>
<p>La legge ha aumentato considerevolmente il numero delle firme necessarie alla presentazione delle liste (circa 5000 in tutta la Regione) mentre riduceva il periodo utile alla raccolta, dai 6 mesi previsti dalla legge statale a poco più di un mese.</p>
<p>L’impresa, difficile in sé &#8211; tenendo conto del disinteresse del cittadino comune per la politica e della ritrosia a firmare per liste &#8211; diviene quasi titanica se si considera che le firme debbono essere raccolte in presenza di un autenticatore, ovverosia un consigliere comunale o provinciale o regionale o un funzionario pubblico a ciò autorizzato dal sindaco, nessuno dei quali è obbligato per legge a prestare tale servizio.</p>
<p>Cosa più grave, la loro disponibilità dipende nei fatti dalla volontà dei partiti che controllano le istituzioni, che, contemporaneamente, si sono esentati con la medesima legge dall’obbligo di raccogliere firme: l’esenzione riguarda tutti i partiti che abbiano già un gruppo consiliare o parlamentare o che si coalizzino con partiti che li abbiano.</p>
<p>Il quadro che ne esce è di desolante chiarezza. I membri del Consiglio regionale, agendo come un sol uomo – la legge è stata votata con 29 voti a favore su 30 membri – hanno di fatto precluso ad altre espressioni politiche della società l’accesso alle istituzioni regionali, rendendo non contendibili i seggi dell’assemblea.</p>
<p>Il massimo consiglio regionale è virtualmente un “monopolio riservato” dei gruppi politici che lo occupano attualmente: solo loro o gruppi a loro graditi saranno in futuro ammessi alle elezioni. Così stando le cose, il sistema politico umbro non può più dirsi democratico. Ha compiuto la metamorfosi, assumendo una nuova legalità, omogenea alla pienezza della forma partitocratica, che ha codificato nelle proprie leggi.</p>
<p>Oggi come nella Venezia del ‘200 si ratifica formalmente un’evoluzione già nei fatti. Quel che spaventa, però, è che se lì la chiusura di sistema era un segno della forza della classe al potere, è qui e ora il sintomo più forte e tangibile dell’avvenuto sbriciolamento della consistenza politica del sistema partitocratico.</p>
<p>Fino ad ora il sistema partitocratico era riuscito a garantire le condizioni per la propria permanenza al potere anche in un quadro di legalità formalmente democratica, conculcandolo di fatto in virtù del controllo sulla società, esercitato attraverso le cinghie di trasmissione più diverse.</p>
<p>Ora che il sistema partitocratico sta perdendo la presa su settori consistenti della vita associata, é indotto con crescente frequenza a ricorrere a colpi di mano, a sempre più vistose e profonde lacerazioni dello stesso tessuto formale della legalità democratica, pur di garantirsi la sopravvivenza.</p>
<p>Il triste spettacolo dato dal Consiglio regionale umbro non é che l’avvisaglia dello sfaldamento per putrefazione del corpaccione del sistema e un segno della gravità che questo processo ha ormai raggiunto.</p>
<p>Insomma, un altro capitolo della peste italiana, ormai conclamata. Dovremo presto assistere alla proclamazione dello stato d’emergenza a Orano?</p>
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		<title>Elezioni regionali: &#8220;questione cattolica” o &#8220;questione clericale”?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/elezioni-regionali-questione-cattolica%e2%80%9d-o-questione-clericale%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/bonino11-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>E&#8217; possibile occuparsi in questo paese di politica ed esprimere liberamente il proprio programma di governo e/o elettorale senza che si ripresenti puntualmente la solita ipocrita “questione cattolica”? Diciamo la verità: non esiste una “questione cattolica”. Chi la pone, facendone una bandiera, è dannatamente offensivo in primo luogo proprio nei confronti degli stessi cattolici stanchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2104" title="bonino1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/bonino11.jpg" alt="bonino1" width="203" height="260" />E&#8217; possibile occuparsi in questo paese di politica ed esprimere liberamente il proprio programma di governo e/o elettorale senza che si ripresenti puntualmente la solita ipocrita “questione cattolica”? Diciamo la verità: <strong>non esiste una “questione cattolica”</strong>.</p>
<p>Chi la pone, facendone una bandiera, è dannatamente offensivo in primo luogo proprio nei confronti degli stessi cattolici stanchi di essere considerati tutto (merce in vendita, prede da allettare con specchietti e artifizi vari, serbatoio di voti e chi più ne ha ne metta) fuorché quello che sono, cioè cittadini, elettori con gli stessi diritti e doveri, e quindi con la stessa capacità di giudizio e di scelta, degli altri.</p>
<p>La cosiddetta “questione cattolica” non ha assolutamente nulla a che vedere con l&#8217;esercizio di un afflato religioso. I fatti inequivocabilmente dimostrano, anzi, proprio il contrario, se si devono considerare i comportamenti pubblici e privati di personalità che hanno utilizzato una presunta adesione al cattolicesimo in modo vergognosamente strumentale. <strong>Quella che viene chiamata “questione cattolica” è, in realtà, “questione clericale”</strong> e come tale va chiamata e intesa.</p>
<p>A chi artatamente la agita non interessa, infatti, cosa avverte realmente la stragrande maggioranza dei “credenti cattolici” (ed è bene specificare “cattolici” perché la religiosità non può essere appannaggio soltanto di una scelta confessionale, come se non la si avesse se la si esprimesse diversamente, se si fosse, ad esempio, protestanti, ortodossi, ebrei, islamici, buddhisti, induisti, jainisti, animasti ecc.).</p>
<p>Chi parla di “questione cattolica” vuole esclusivamente assecondare le volontà delle gerarchie ecclesiastiche, le sfacciate pretese dei vertici vaticani che, non paghi dei benefici concordatari, degli introiti difficilmente quantificabili (tanto sono ingenti) provenienti dall&#8217;otto per mille, da detassazioni e svariate facilitazioni, si permettono di ingerire senza posa nella vita del Paese, di svolgere diuturna azione politica con tanto di veti o più o meno taciti sostegni.</p>
<p>Se il Vaticano si fa sempre più arrogante e pretenzioso è perché trova terreno fertile, facile sponda, in un mondo politico arrendevole, privo di senso dello Stato e, bisogna pur sottolinearlo, di senso religioso. Ecco, quindi, che le polemiche sollevate da qualche “anima contrita” nei confronti della candidatura di <strong>Emma Bonino a governatrice del Lazio</strong> sono infondate e pretestuose e rivelano, invece, molto bene un incontenibile terrore per i consensi che, a scapito di volgari giochi di potere, l&#8217;esponente radicale ampiamente riscuote nella moltitudine di “credenti cattolici”, in quella moltitudine che ha contribuito in modo significativo ad assicurare al Paese conquiste civili.</p>
<p>I cattolici sanno distinguere perfettamente il grano dal loglio, sanno benissimo che grazie ai Radicali un&#8217;infinità di inferni familiari e individuali sono stati estinti, che nessuno più e meglio dei Radicali si è battuto e si batte perché la legalità si affermi ovunque e per tutti, perché la legge, la norma si sostituiscano al sommerso. Non a caso i Radicali ripetono, come un mantra, di volere “<strong>la vita del diritto e il diritto alla vita</strong>” esprimendo efficacemente la sensibilità di chi si rende conto che dove c&#8217;è assenza di libertà e di regole certe e valevoli per tutti lì si producono sempre e soltanto oscurantismo e morte.</p>
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		<title>Emma Bonino candidata? Mille volte sì</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/1912/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/bonino-coraggio-laico-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>“La mia pratica trentennale dimostra che io non funziono per dispetti ma per convinzioni. Piuttosto credo che per il Pd sostenere la mia candidatura sia una grande opportunità per uscire dal pantano: una proposta in grado di offrire un`alternativa liberale credibile a tutti quegli elettori, di destra e di sinistra, stufi della mancanza di democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1913" title="bonino coraggio laico" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/bonino-coraggio-laico.jpg" alt="bonino coraggio laico" width="200" height="300" />“<em>La mia pratica trentennale dimostra che io non funziono per dispetti ma per convinzioni. Piuttosto credo che per il Pd sostenere la mia candidatura sia una grande opportunità per uscire dal pantano: una proposta in grado di offrire un`alternativa liberale credibile a tutti quegli elettori, di destra e di sinistra, stufi della mancanza di democrazia in un Paese dove le leggi e le regole si cambiano in corso d`opera. Ma questo, ora, è un problema loro, non nostro</em>”.</p>
<p>Basterebbero queste dichiarazioni di <strong>Emma Bonino</strong> a dare una motivazione convincente alla sua candidatura. “<strong>Uscire dal pantano</strong>”, è diventata una necessità quasi fisica in un Paese dove alberga una  sinistra, o meglio un’area progressista, confusa e pasticciona. Incapace di progettualità, di elaborare alternative credibili e, soprattutto, spaccata da mille conflitti interni. Le disfatte elettorali ne sono un segno evidente, e la difficoltà di trovare, ad oggi, candidati “giusti” per le imminenti elezioni regionali evidenziano l’incapacità di fare tesoro degli errori pregressi.</p>
<p><em>”Non abbiamo pregiudiziali a candidati esterni al nostro partito: entro pochi giorni verificheremo questa e altre possibilità”</em>, dice <strong>Bersani</strong>. Ma come “<em>verificare altre possibilità</em>”?</p>
<p>E’ servita su un piatto d’argento la candidatura di una donna che porta una ventata di aria fresca nei luoghi  ammuffiti della politica. Tralasciando la storia di Emma Bonino fatta di coerenza politica, di militanza continua fin dalle origini con il Partito radicale, laica, autorevole, con un profilo europeo di primo piano, capace di parlare a tutti rompendo, se necessario, ogni  steccato, diventa difficile comprendere come mai il Pd, e dunque Bersani, non colga la grande opportunità di questa candidatura.</p>
<p>Uno dei nodi mai risolti del Pd è quello della posizione da assumere sui <strong>temi laici</strong>: libertà di ricerca scientifica, testamento biologico, aborto, fecondazione assistita, tutela giuridica delle unioni civili, etero e omosessuali. Insomma su tutti quei diritti civili ingiustamente compressi da un assetto sociale e istituzionale tradizionalista, se non oscurantista. Non sono un mistero per nessuno le battaglie di Emma Bonino per l’affermazione dei diritti civili. Battaglie che l’hanno vista vicino ai gay, ai diseredati, alle donne di Kabul.</p>
<p>Dire sì a Emma Bonino, non è dire sì al Partito Radicale. Si può essere critici nei confronti del partito di appartenenza e non condividerne tutte le posizioni. Ma, è innegabile che, nel “pantano” fangoso e inamovibile in cui sembra crogiolarsi la politica italiana, sono gli unici che hanno le idee chiare almeno su un punto: la difesa ad oltranza della laicità.</p>
<p>E la laicità non appartiene a nessuno schieramento politico, ergo, la Bonino, potrebbe raccogliere consensi trasversali da destra, da sinistra, dal centro e da quanti, anche se “apartitici”, tengono a cuore i diritti civili.</p>
<p>E francamente fanno sorridere le dichiarazioni di <strong>Paola Binetti</strong>: <em>”Il sostegno del Pd a Emma Bonino sarebbe per me una ragione forte per andare via. Quella candidatura non va bene, è anticlericale</em>”. Ma non doveva essere il Pd che doveva mandare via la Binetti, quando &#8211; sulla proposta di legge contro l’omofobia &#8211; su 188 deputati del Pd solo la teodem votò a favore della “pregiudiziale di costituzionalità”, cosa che avrebbe dovuto collocarla automaticamente fuori dal partito? Ma la Binetti è ancora nel Pd, e a quanto pare, con lei e altri come lei il partito di Bersani continua a fare i conti.</p>
<p>Il “no” della Binetti sarebbe un altro buon motivo per caldeggiare la candidatura di Emma Bonino, perché con lei candidata almeno su una cosa (i temi laici), i “progressisti” mostrerebbero di avere le idee chiare.</p>
<p>E poi, come non tenere conto del fatto che è una candidatura che rompe gli schemi in un mondo, come quello politico, che rimane ancora appannaggio degli uomini?</p>
<p>Per non parlare della sfida che si profila. Alla Bonino, il Pdl contrappone <strong>Renata Polverini</strong>. Due storie diverse, due mondi opposti. Due donne di spessore, impegnate che, se pur con idee, progetti per il futuro differenti, si stimano. Una sfida intrigante e, soprattutto al femminile. Una grande novità. Sarebbe la prima volta che nella storia politica ed elettorale del nostro Paese s’intravede una sfida di genere.</p>
<p>E’ questa la vera folata di vento che spalanca le finestre e fa entrare aria fresca nelle stanze della politica, che di questo ha estremo bisogno.</p>
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