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	<title>Cronache Laiche &#187; crimini contro l&#8217;umanità</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Cos&#8217;è la libertà di coscienza?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 00:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/cose-la-liberta-di-coscienza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/obiettore-di-coscienza-300x183.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Gli uomini devono imparare a disobbedire agli ordini che violano la libertà di coscienza. Come facevano i cristiani quando gli imperatori romani li volevano obbligare a rinnegare la loro fede in Cristo. Quella volta i cristiani avevano ragione anche se oggi sappiamo che la loro fede storicamente non aveva alcun senso, essendo la fede non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/obiettore-di-coscienza.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-33800" title="obiettore di coscienza" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/obiettore-di-coscienza-300x183.gif" alt="" width="300" height="183" /></a>Gli uomini devono imparare a <strong>disobbedire</strong> agli ordini che violano la libertà di coscienza. Come facevano i cristiani quando gli imperatori romani li volevano obbligare a rinnegare la loro fede in Cristo. Quella volta i cristiani avevano ragione anche se oggi sappiamo che la loro fede storicamente non aveva alcun senso, essendo la fede non in un &#8220;liberatore&#8221; ma in un &#8220;redentore&#8221;.<br />
E&#8217; preferibile che gli uomini si facciano ammazzare piuttosto che violare questa libertà, da cui dipendono tutte le altre. Non per passare alla storia pur avendo mentito sulle proprie visioni &#8211; come nel caso di Giovanna d&#8217;Arco &#8211; ma proprio per ribadire che sulle <strong>questioni di coscienza</strong> non si scherza, vere o false che siano le proprie convinzioni o quelle altrui. Ricordiamoci sempre di <strong>Tommaso Moro</strong> che, nei confronti del proprio sovrano, politicamente aveva torto ma eticamente aveva ragione. Non serve a niente avere la <strong>libertà</strong> di associazione, di voto, di culto, di insegnamento o qualunque altra libertà, se viene negata o non viene adeguatamente rispettata quella di coscienza.</p>
<p>Prendiamo per esempio il fenomeno della <strong>guerra</strong>: una pura e semplice dichiarazione di guerra è già una <strong>violazione della coscienza</strong>, non solo di quella del &#8220;nemico&#8221;, che sarà costretto a difendersi, ma anche di quella dei cittadini dello Stato che ha dichiarato guerra, perché saranno costretti a considerarla come un dato di fatto, essendo stata decisa dal governo in carica senza previa consultazione popolare e, una volta accettata, saranno costretti ad accettare mille altre limitazioni, in un crescendo continuo, soprattutto se i &#8220;nemici&#8221; saranno in grado di difendersi. L&#8217;unica guerra ammissibile dovrebbe essere quella difensiva, da considerarsi come gesto estremo dopo il fallimento di tutti i negoziati politici, e solo per evitare conseguenze peggiori, come la sottomissione di un intero popolo o il suo genocidio o la sua deportazione in altri territori, e così via. In tal caso la guerra difensiva va giudicata come l&#8217;ultima possibilità di sopravvivenza.<br />
Dobbiamo ritenere altamente significativo che nella nostra <strong>Costituzione</strong> sia stato posto il divieto di usare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali; anzi tutte le Costituzioni del mondo dovrebbero prevedere il principio secondo cui <em>i crimini compiuti contro l&#8217;umanità non possono mai cadere in prescrizione</em>, come si disse al processo di Norimberga contro i nazisti. Questo perché occorre dare una qualche soddisfazione ai sopravvissuti, i quali devono essere indotti a credere che la <strong>giustizia</strong> non è una parola vuota e che, per ottenerla, non hanno bisogno di nutrire sentimenti di vendetta o di farsi giustizia per conto loro o di pretendere pene che violano il diritto ad avere una propria umanità.</p>
<p>Generalmente nelle situazioni belliche la libertà di coscienza viene ridotta al minimo. Nelle <strong>forze armate</strong> esiste una rigida gerarchia: l&#8217;inferiore è tenuto ad obbedire agli ordini del superiore di grado, a meno che non venga violata &#8211; oggi finalmente lo diciamo &#8211; la sua libertà di coscienza. Un soldato dovrebbe rifiutarsi di giustiziare i prigionieri o le persone disarmate, ferite o che si sono arrese. Quando un soldato afferma, sotto processo, ch&#8217;era stato <strong>costretto</strong> a compiere determinate cose contro la sua coscienza solo perché gli era stato ordinato, in genere mente, poiché, se si fosse davvero rifiutato, non gli sarebbe successo nulla di particolarmente grave. I superiori sanno bene che se in casi del genere agissero con mano pesante creerebbero dei precedenti che poi risulterebbero ingestibili. Di qui la necessità di formare dei <strong>picchetti</strong> per le fucilazioni sulla base della libera adesione o di caricare a salve almeno uno dei fucili o di non intervenire se i componenti del plotone non colpiscono il bersaglio o lo colpiscono non per farlo fuori ma solo per ferirlo. In genere i superiori devono convincere con la <strong>persuasione</strong> il plotone d&#8217;esecuzione che il soggetto da giustiziare meritava d&#8217;esserlo senza alcuna attenuante, in quanto le prove erano schiaccianti o il suo reato era assolutamente infame. Prediche analoghe, in grande stile, a interi eserciti, vennero fatte non solo ai giapponesi che bombardarono <strong>Pearl Harbor</strong>, ma anche agli americani che bombardarono <strong>Hiroshima</strong> e <strong>Nagasaki</strong>. Stessa cosa fecero Napoleone e Hitler alle loro truppe quando invasero la Russia. E&#8217; molto difficile rispettare la libertà di coscienza nelle situazioni-limite, i cui comportamenti unilaterali sono dettati da decisioni schematiche, semplificate al massimo. Frasi di questo genere: &#8220;<em>Se tu non uccidi lui, lui ucciderà te</em>&#8220;, &#8220;<em>Non fate prigionieri</em>&#8220;, &#8220;<em>T&#8217;assicuro che in un modo o nell&#8217;altro parlerai</em>&#8220;, &#8220;<em>Sii spietato se vuoi che il nemico abbia paura di te</em>&#8220;, &#8220;<em>Bruciate tutto!</em>&#8220;, &#8220;<em>Ci teniamo il diritto a un colpo preventivo</em>&#8220;, &#8220;<em>Per sicurezza non rischiare</em>&#8220;, &#8220;<em>Quando uccidi degli innocenti, devi considerarlo un incidente di percorso</em>&#8221; ecc., non dovrebbero mai essere pronunciate da un soldato e tanto meno da un ufficiale, che è preposto a dare l&#8217;esempio.</p>
<p>Quando non si rispetta la libertà di coscienza altrui, ci si mette nelle condizioni di non veder rispettata neppure la propria: sia perché si teme sempre che la <strong>vendetta</strong> del nemico, nel caso in cui abbia la meglio, sarà terribile; sia perché, temendo di dover sottostare a trattamenti analoghi ai propri, si preferisce il <strong>suicidio</strong>. Suicidarsi per non diventare schiavi, come fecero gli ebrei a Masada, si può capire; ma suicidarsi piuttosto che pentirsi, è un grave atto contro la propria coscienza. Ancora più grave è l&#8217;atteggiamento di chi vuol mascherare il proprio suicidio accusando qualcuno d&#8217;averlo assassinato, ma qui siamo già nell&#8217;ambito della follia (come quella di Kierkegaard nei confronti della Chiesa danese). La libertà di coscienza è la cosa più seria di questo mondo. E&#8217; il <strong>metro di giudizio</strong> di ogni nostra azione, ma se uno pensa di potersi giudicare da solo, s&#8217;illude enormemente. <strong>L&#8217;essere umano è un animale sociale</strong>: nessuno è in grado di giudicare obiettivamente se stesso, se non si confronta con altre persone. Da soli non abbiamo nessun criterio per stabilire la differenza tra bene e male, poiché per ogni azione sappiamo sempre trovare una giustificazione, anche a costo d&#8217;ingannare consapevolmente noi stessi.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Enrico Galavotti</div>
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		<title>Crimini contro l&#8217;umanità: Ratzinger ne risponda</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 16:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/crimini-contro-lumanita-ratzinger-ne-risponda/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/CPI.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia sta rimbalzando sulle pagine dei quotidiani e (più sommessamente) nei servizi televisivi: il papa e alcuni tra i suoi più stretti collaboratori sono stati accusati di crimini contro l’umanità «per aver coperto i reati di pedofilia» commessi dal proprio clero. La denuncia. A presentarla, in un dossier di 10 mila pagine completo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/CPI.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27318" title="CPI" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/CPI.jpg" alt="" width="247" height="117" /></a>La notizia sta rimbalzando sulle pagine dei quotidiani e (più sommessamente) nei servizi televisivi: il papa e alcuni tra i suoi più stretti collaboratori sono stati <strong>accusati di crimini contro l’umanità</strong> «<em>per aver coperto i reati di pedofilia</em>» commessi dal proprio clero.</p>
<p><strong>La denuncia</strong>. A presentarla, in un dossier di 10 mila pagine completo di documentazioni relative a molteplici vicende, è stato lo <a href="http://www.snapnetwork.org/">Snap</a>, <strong>Survivors Network of those Abused bt Priests,</strong> l’associazione di vittime della pedofilia clericale più vasta e antica del pianeta.</p>
<p>Fondata da Barbara Blaine nel 1988 – in tempi dunque molto precedenti le ripetute ondate di fango che hanno investito la chiesa cattolica negli ultimi anni – Snap afferma che «<em>il nostro più potente strumento è la luce della verità. Attraverso le nostre azioni, portiamo guarigione, prevenzione e giustizia</em>». In linea con tale dichiarazione di intenti, martedì 13 settembre i suoi legali, unitamente a quelli di un’altra Ong statunitense, il <strong>Centre for Constitutional Rights</strong> (<a href="http://ccrjustice.org/">Ccr</a>), hanno formalmente presentato richiesta al <strong>Tribunale penale internazionale dell’Aia</strong> perché si pronunci in merito alla competenza della Corte per perseguire i vertici del Vaticano per «<em>aver tollerato e reso possibile la copertura sistematica e largamente diffusa di stupri e crimini “sessuali” contro i bambini in tutto il mondo</em>». Oltre a <strong>Benedetto XVI</strong>, attuale papa e già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 1981 al 2005, le accuse investono l’attuale segretario di stato Vaticano, cardinale <strong>Tarcisio Bertone</strong>, il suo predecessore, cardinale <strong>Angelo Sodano</strong>, e il cardinale <strong>William Levada</strong>, attualmente prefetto per la Congregazione della dottrina della fede.</p>
<p><strong>La Corte</strong> <strong>penale internazionale dell’Aia. </strong>Istituita con lo <a href="http://www.icc-cpi.int/NR/rdonlyres/ADD16852-AEE9-4757-ABE7-9CDC7CF02886/283503/RomeStatutEng1.pdf">Statuto di Roma</a> stipulato nel 1998 ed entrato in vigore nel luglio del 2002, la CPI è preposta a giudicare individui (non stati) rei di  crimini di guerra, genocidi, crimini contro l’umanità ed ogni grave violazione della<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/pedofilia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-27319" style="margin-left: 10px;" title="pedofilia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/pedofilia.jpg" alt="" width="249" height="202" /></a> Carta di Ginevra. Ora, che lo stupro, sistematico e diffuso, rientri tra i crimini contro l’umanità è stabilito nello stesso Statuto di Roma (art. 7, com. g). Il problema che il procuratore generale della CPI, lo spagnolo Luis Moreno-Ocampo, dovrà però preliminarmente sciogliere è verificare che la corte sia competente a giudicare del caso: le persone citate infatti sono cittadini di uno stato, quello Vaticano, che non è tra i 117 firmatari del suo statuto. Tecnicamente la CPI non ha quindi giurisdizione sul Vaticano, proprio come non ce l’ha sugli Stati Uniti, sulla Russia o sulla Cina, che non hanno firmato la carta di Roma.</p>
<p>Secondo il <strong>giurista Antonio Cassese</strong> dunque, essendo il papa «<em>l’autorità suprema di un soggetto internazionale, la Santa Sede, che non fa parte della cerchia degli Stati che hanno accettato la competenza della Corte penale, il problema non si pone</em>», e di fatto la denuncia si risolverà in una bolla di sapone<strong>.</strong></p>
<p>Meno drastico, seppure molto cauto, è <strong>Cuno Tarfusser, giudice della CPI</strong>. Egli ha affermato di non poter esprimere il proprio giudizio in merito alle accuse proprio «<em>perché forse un giorno sarò chiamato a valutare il fatto nella veste di giudice. Nella figura di crimini contro l`umanità rispetto ai quali abbiamo giurisdizione e competenza – </em>continua Tarfusser<em> – rientrano diversi tipi di condotte, tra cui </em><em>i delitti a sfondo sessuale</em><em>.</em><em> </em><em>Ma perché ci possa essere un`incriminazione non basta avere commesso uno o più di questi crimini, è necessario qualcosa in più, ciò che noi chiamiamo <strong>elemento contestuale</strong>. Questi fatti devono essere commessi in conseguenza di un attacco alla popolazione civile, devono essere sistematici e molto diffusi e soprattutto dietro a questi fatti ci deve essere una<strong> sorta di regia, una politica organizzativa superiore</strong></em><strong>».</strong></p>
<p>Se questa “politica organizzativa superiore” valesse anche al negativo – ossia non aver pianificato deliberatamente, ma deliberatamente non aver impedito –, ecco che le accuse di Snap e Ccr avrebbero un qualche fondamento: esse vogliono infatti dimostrare proprio che «<em>le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti <strong>a impedire che gli abusi contro i minori continuassero</strong></em><strong>».</strong><strong> </strong></p>
<p>Curiosamente, il giudice dela CPI non menziona la questione della nazionalità delle autorità ecclesiastiche citate, circa la quale, l’avvocato del Ccr, Pamela Spees, afferma di nutrire delle speranze: il papa e due dei cardinali accusati sono originariamente cittadini di paesi firmatari dello Statuto di Roma e questo potrebbe essere tenuto in considerazione dalla Corte.</p>
<p>Certamente, il caso è complesso, ed è possibile che la denuncia si areni sugli ostacoli di natura tecnica. Sarà bene tuttavia ricordare che questa non è la prima volta che i giudici della CPI ricevono accuse a carico del Vaticano; già nel febbraio scorso gli avvocati tedeschi Christian Sailer e Gert-Joachim Hetzel avevano presentato una <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/joseph-ratzinger-alla-sbarra/">denuncia analoga</a> nei confronti della sola persona di Joseph Ratzinger, accusato, oltre che di aver coperto i reati di pedofilia, di essere alla guida e favorire il mantenimento<em> </em>«<em>di un regime totalitario mondiale di coercizione che sottomette i propri membri con minacce terrificanti e che costituiscono un rischio per la salute</em>», fra cui «<em>il mantenimento del divieto letale di fare uso di profilattici anche nel caso in cui sussista il rischio di contagio con il virus HIV/Aids</em>».</p>
<p>Il problema sollevato dagli avvocati tedeschi allora e da Snap e Ccr oggi è dunque a monte: può uno stato teocratico e monarchico continuare ad esistere e godere dei privilegi giuridici (e dei salvacondotti) che tale status comporta?  «<em>Le giurisdizioni nazionali non riescono a risolvere il problema</em> &#8211; spiega ancora l&#8217;avvocato Spees -; <em>perseguire singoli casi di bambini molestati o stuprati non consente di arrivare al <strong>probelma </strong>più ampio, che è <strong>sistemico</strong>. L&#8217;individuazione della responsabilità è il nostro obiettivo, e rivolgersi alla CPI è la cosa più sensata, dal momento che si tratta di un <strong>problema globale</strong></em>».</p>
<p>I maligni dicono che lo Snap e i suoi predecessori tedeschi sono solo in cerca di pubblicità. Non sempre però la pubblicità è una cosa negativa, soprattutto se intende sollevare l’attenzione su una piaga, quella della pedofilia clericale, che ancora, nonostante tante belle parole, non ha trovato una vera e affidabile soluzione.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandra Maiorino</div>
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		<title>Joseph Ratzinger, alla sbarra!</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 19:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/joseph-ratzinger-alla-sbarra/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/caso-papa-292x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sembra uno scenario avveniristico, quello che vede l’attuale papa Joseph Ratzinger indagato per crimini contro l’umanità. Eppure, è ciò che succederà se la Corte penale internazionale riterrà ammissibile la denuncia presentata il 14 febbraio scorso dai due avvocati tedeschi Christian Sailer e Gert-Joachim Hetzel. Le motivazioni della denuncia sono contenute nel libro “Il caso del papa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/caso-papa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21373" title="caso papa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/caso-papa-292x300.jpg" alt="" width="292" height="300" /></a>Sembra uno scenario avveniristico, quello che vede l’attuale papa Joseph Ratzinger indagato per <strong>crimini contro l’umanità</strong>. Eppure, è ciò che succederà se la Corte penale internazionale riterrà ammissibile la denuncia presentata il 14 febbraio scorso dai due avvocati tedeschi Christian Sailer e Gert-Joachim Hetzel. Le motivazioni della denuncia sono contenute nel libro “<strong>Il caso del papa</strong>”, pubblicato nel marzo scorso, la cui versione italiana è <a href="http://www.il-caso-del-papa.it/il-libro/index.php">disponibile</a> sia in formato cartaceo sia elettronico.</p>
<p>Tre i crimini contro l’umanità (<a href="http://it.wikisource.org/wiki/Statuto_di_Roma/Capitolo_Secondo._Giurisdizione,_procedibilit%C3%A0_e_normativa_applicabile">articolo 7</a> dello Statuto della Corte penale internazionale) imputati al papa dai due avvocati:</p>
<p><em>«1. il mantenimento e la guida di un regime totalitario mondiale di coercizione che sottomette i propri membri con minacce terrificanti e che costituiscono un rischio per la salute; </em><br />
<em>2. il mantenimento del divieto letale di fare uso di profilattici anche nel caso in cui sussista il rischio di contagio con il virus HIV/Aids; </em><br />
<em>3. l’istituzione e il mantenimento di un sistema mondiale mirante a mettere a tacere e trattare con misure di favore i crimini di natura sessuale commessi da sacerdoti cattolici, cosa che agevola il continuo ripetersi di questi crimini».</em></p>
<p><strong>Un regime totalitario e coercitivo</strong>. Per illustrare l’accusa, i due avvocati partono dall’imposizione del battesimo ai neonati &#8211; prevista dalle sacre scritture in alcuni casi anche contro la volontà dei genitori – e il suo valore di eterna sottomissione alla Chiesa: «<em>Divenuto membro della Chiesa, il battezzato non appartiene più a se stesso, ma a colui che è morto e risuscitato per noi (Catechismo, nr. 1269)</em>». A seguire, alcuni truci passi del nuovo e vecchio testamento che prescrivono la morte (tipicamente per lapidazione) per peccati sessuali o atti di disobbedienza e nel migliore dei casi &#8211; per esempio per chi rifiuta di convertirsi &#8211; il martirio del fuoco eterno. «<em>A prima vista</em> – scrivono gli autori &#8211; <em>sono cose che sembrano appartenere all’età della pietra e che dovrebbero essere ormai superate da secoli. Ma la chiesa cattolica romana la vede diversamente. Nel 1965, il suo comitato supremo, nelle vesti del Concilio Vaticano II, nella sua “Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione” dichiarò quanto segue: “ … la santa madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo […]; hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa […] Bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità”</em>». I cattolici, quindi, dovrebbero seguirne alla lettera i precetti, esecuzioni comprese.</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/Pope_Ben3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-21375" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Pope_Ben3" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/Pope_Ben3.jpg" alt="" height="230" /></a>Il divieto all’uso dei profilattici</strong>. Qui gli autori fanno riferimento a quanto riportato nell’<em>Enciclica Humanae Vitae</em> emanata da Paolo VI nel 1968, in cui si proclama il divieto assoluto di far uso di contraccettivi, e al <em>Vademecum per i padri confessori</em> commissionato nel 1997 da Giovanni Paolo II in cui si conferma quanto stabilito in precedenza: «<em>La chiesa ha sempre insegnato che la contraccezione, vale a dire qualsiasi atto privato intenzionalmente della sua capacità procreativa, è un atto peccaminoso in se stesso. Questa dottrina deve essere considerata definitiva e immutabile</em>». Il «<em>definitivo e immutabile</em>» concetto, comunque, è stato poi ribadito dallo stesso Ratzinger nel 2009 durante un viaggio in Camerun e Angola, quando dichiarò che l’epidemia di Aids che affligge i popoli africani «<em>non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi</em>» e, in ultimo, nel dicembre del 2010, quando con un comunicato la Santa Sede ribadì che «<em>l’uso di profilattici resta vietato per i cattolici</em>». Le conseguenze dell’obbligo di obbedienza per tutti i cattolici, e soprattutto per quelli dell’Africa del Sud martoriati dalla piaga dell’Aids, sono evidenti ed equivalgono, in molti casi, a una condanna a morte.</p>
<p><strong>La copertura della pedofilia</strong>.  I due avvocati tracciano una breve storia degli abusi sessuali perpetuati per decenni dal clero di tutto il mondo – date, luoghi, fatti, nomi &#8211; e accusano Ratzinger, in qualità prima di arcivescovo di Monaco, poi di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e infine di pontefice, non solo di aver coperto e insabbiato i casi che via via venivano alla luce, ma di essersi macchiato di favoreggiamento e reinserimento dei colpevoli nei loro ruoli ecclesiastici: «<em>Il Dr. Ratzinger non si è accontentato di occultare i crimini.  Quando si arrivava a condanne all’interno della chiesa, è sempre intervenuto a favore dei pedofili, bloccando processi in corso, annullando sentenze oppure occupandosi in altro modo dei colpevoli</em>».</p>
<p><strong>In sintesi</strong>. Secondo i due avvocati, Ratzinger «<em>è penalmente corresponsabile della morte di centinaia di migliaia, o forse di milioni, di persone malate di AIDS</em>» e «<em>penalmente responsabile del fatto che negli ultimi anni i crimini sessuali commessi dai sacerdoti cattolici siano aumentati sempre più</em>». Il compimento di questi due crimini sarebbe stato possibile proprio grazie al «<em>sistema coercitivo della Chiesa cattolica romana con a capo l’indagato</em>».</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preti-pedofili-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21379" title="preti-pedofili-large" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/preti-pedofili-large-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a><strong>Accuse gravissime</strong>, quelle di Sailer e Hetzel, sulla cui ammissibilità bisognerà aspettare il parere della Corte dell’Aia. Nel frattempo, possiamo solo permetterci alcune considerazioni di carattere etico. Le <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/ratzinger-la-richiesta-di-dimissioni-arriva-dalla-spagna/" target="_blank">responsabilità</a> dell’attuale papa nella sistematica copertura delle migliaia di casi di pedofilia nel clero degli ultimi decenni sono state spesso sminuite e occultate – almeno in Italia – da una stampa e una politica compiacenti. Tuttavia, che Ratzinger <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/ratzinger-la-richiesta-di-dimissioni-arriva-dalla-spagna/" target="_blank">in alcuni casi</a> <em>non potesse non sapere</em> sembra ormai stabilito dai documenti ufficiali che sono venuti alla luce. Sugli altri due capi di accusa, che dal punto di vista etico è difficile non condividere, viene il dubbio che possano essere semplicemente ascritti a “libere opinioni”. Se è vero che il divieto cattolico all’uso del preservativo appare illogico, antiscientifico e dannoso per la salute – quando non letale &#8211; è anche vero che si tratta di un’imposizione solo morale e potrebbe perciò rientrare nel <em>diritto di opinione</em>. La sua abnorme gravità è che venga ingiunto, in barba alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, da un capo religioso che gode di massima credibilità morale e spirituale nei paesi in cui l’Aids miete il più alto numero di vittime, tant’è che le sue parole durante il viaggio in Africa furono pubblicamente condannate da tutti gli Stati civili (ad esclusione dell’Italia, naturalmente) e dalla comunità scientifica mondiale.</p>
<p>Non nuoce comunque, per amor di cronaca, citare un’altra causa della quale i due avvocati tedeschi si sono fatti portatori nel 2009 come rappresentanti dei &#8220;<em>Cristiani liberi per il Cristo del Discorso della Montagna in tutte le culture in tutto il mondo&#8221;</em> <a href="http://www.christus-oder-kirche.de/cristo-o-chiesa/domanda/index.php">contro la diocesi di Friburgo</a>. Oggetto del contendere l’abuso, secondo i richiedenti, della parola “cristiano”:  «<em>I richiedenti chiedono che la parte convenuta non si definisca più “cristiana“. Può continuare a definirsi cattolica e può continuare a: reclutare forzatamente i suoi membri (per mezzo del battesimo dei neonati); giustificare le guerre; mantenere il proprio patrimonio acquisito in gran parte con la violenza; minacciare gli uomini con l’immagine di un Dio punitore; esortare all’intolleranza; </em><em>essere ostile alle donne e approvare le sofferenze inflitte agli animali, ma non dovrà più definirsi “cristiana”</em>».  Con questo precedente, è facile comprendere le ultime parole dell’introduzione del libro di Sailer e Hetzel, dedicato a tutte le vittime del regime ecclesiastico: «<em>Molte volte essi hanno perso la fede nella giustizia, o addirittura in Dio. Ci auguriamo che possano ritrovarle entrambe</em>».</p>
<p>È probabile che i due avvocati siano mossi &#8211; anche &#8211; da questioni di fede, ma questo non è rilevante ai fini dell’iter della loro denuncia, sul quale si possono fare solo congetture. Ciò che invece possiamo affermare, comunque andranno le cose, è che il loro lavoro ha almeno il merito di portare all&#8217;attenzione internazionale il carattere fondamentalista della Chiesa cattolica, nelle sue dichiarazioni di intenti  non così lontana  dall’Islam. Il <em>dio buono</em> <em>e misericordioso</em> presentato ai bambini del catechismo o alle messe domenicali dista anni luce da quello sanguinario e repressivo consacrato dalla dottrina della Chiesa, che si mostra sempre più come una setta intransigente e autoritaria salvo poi proteggere e occultare i ributtanti crimini che si svolgono per mano dei suoi adepti.</p>
<p>Ciò dimostra, ancora una volta, che non esistono religioni &#8220;buone&#8221; o &#8220;cattive&#8221;: ognuna di esse, quando scivola nell’integralismo, fa strage di libertà, diritti e democrazia.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>I messaggeri di pace</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 20:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/i-messaggeri-di-pace/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/bambini-soldato-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La chiesa cattolica ha molto a cuore l’Africa. È cosa nota, si sa. Le martellanti pubblicità struggenti che, facendo leva sulla nostra emotività, cercano di convincerci a donare i nostri soldi a questa santa istituzione che li userebbe, secondo i proclami pubblicitari, per fare del bene a chi ha bisogno, per alleviare le sofferenze di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1321" title="bambini soldato" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/bambini-soldato.jpg" alt="bambini soldato" width="270" height="246" />La chiesa cattolica ha molto a cuore l’Africa</strong>. È cosa nota, si sa. Le martellanti pubblicità struggenti che, facendo leva sulla nostra emotività, cercano di convincerci a donare i nostri soldi a questa santa istituzione che li userebbe, secondo i proclami pubblicitari, per fare del bene a chi ha bisogno, per alleviare le sofferenze di poveri e malati, e per portare pace e scuole nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”, sono una prova di quanto sia importante per la chiesa la causa africana.</p>
<p>Chiedono donazioni dicendo che con quei soldi ci aiuteranno l’Africa e gli africani, e se alla chiesa non bastano le donazioni per questa santa causa, smettono anche di chiedere e prendono anche quello che viene destinato ad altri soggetti, come il recente caso del <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank"><strong>dirottamento dell’otto per mille destinato allo Stato</strong></a> dimostra.</p>
<p>Certo, a vedere i musei vaticani ci si interroga facilmente sull’incredibile numero di poveri africani che si potrebbero sfamare con un solo metro quadrato di quel sito museale simbolo della proverbiale povertà cristiana, così come a sfogliare le pagine del grande libro dei misteri d’Italia, dove compare molto spesso un istituto finanziario dal nome curioso, lo <strong>IOR</strong> (Istituto opere religiose), ci si interroga facilmente sul motivo per cui questo potentissimo istituto finanziario compare spesso in questioni losche e autentiche pagine buie della storia del nostro paese, mentre non compare mai in questioni legate all’aiuto dell’Africa. Ma forse, in fondo è meglio così.</p>
<p>Infatti, a giudicare da quanto emerso da una recente inchiesta degli esperti delle <strong>Nazioni Unite</strong> sul Congo, di cui ha parlato qualche giorno fa anche <strong>Il Manifesto</strong>, è emerso che un prode difensore della causa africana, padre <strong>Pier Giorgio Lanaro</strong>, avesse una fitta corrispondenza con <strong>Ignace Murwanashyaka</strong>, leader dei miliziani del Ruanda, arrestato in Germania il 17 novembre con l’accusa di «<em><strong>crimini di guerra e contro l’umanità e arruolamento di bambini soldato</strong></em>». Un fulgido esempio di aiutante dell’Africa. Nelle e-mail al vaglio delle nazioni unite, il prode missionario padre Lanaro definisce l’arruolatore di bambini soldato «<em>mio amico</em>».</p>
<p>Nelle corrispondenze, tutte molto recenti, datate tra l’agosto e l’ottobre 2009, la copia dei cui allegati è in possesso del Manifesto, il prode missionario italiano spiega come far arrivare fondi ai miliziani ruandesi, e lascia intendere che questa “<em>santissima operazione di carità</em>” si svolge con una certa connivenza della procura generale della Congregazione e dell’economato regionale della congregazione. Il missionario sottolinea poi come non c’è per lui nessun problema a ricevere gli aiuti per i profughi e a dirottarli ai suoi amici miliziani armati, con l’aiuto dell’economato della congregazione, magari coinvolgendo anche alcuni suoi parenti.</p>
<p>Nel frattempo la congregazione dei saveriani non fa commenti in attesa che il rapporto sia reso pubblico. Ma intanto, quando vediamo le pubblicità del grande aiuto che la chiesa da ai poveri in africa, siamo autorizzati a credere che il concetto di aiuto ecclesiastico sia quantomeno perverso, come perversa è buona parte del clero, a giudicare dai rapporti sui <strong>preti pedofili</strong> che lasciano poco spazio per improbabili difese.</p>
<p>L’aiuto della chiesa in Africa è una favola, l’ennesima favola di chi sulla favola dell’inferno e del paradiso ha costruito il suo impero. Peccato per quei pochi padri comboniani, come <strong>Alex Zanotelli</strong>, che ancora credono che la chiesa possa servire a qualcosa di buono, mentre spendono la propria vita al servizio dei poveri e degli ultimi nella stessa chiesa amica degli arruolatori dei bambini soldato.</p>
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