<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cronache Laiche &#187; contraccezione</title>
	<atom:link href="http://www.cronachelaiche.it/tag/contraccezione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cronachelaiche.it</link>
	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 16:03:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Chi ha paura del pensiero laico</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chi-ha-paura-del-pensiero-laico/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chi-ha-paura-del-pensiero-laico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 01:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto farmacologico]]></category>
		<category><![CDATA[ateobus]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Editori internazionali riuniti]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Tulli]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
		<category><![CDATA[Liberi di non credere]]></category>
		<category><![CDATA[mario monti]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele carcano]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Parks]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=32280</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chi-ha-paura-del-pensiero-laico/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/non-esiste-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Vi ricordate la storia dell&#8217;Ateobus? Durante i primi mesi del 2009 l&#8217;Unione degli atei e degli agnostici razionalisti aveva prenotato uno spazio pubblicitario su alcuni autobus di Genova per informare i cittadini, italiani e non, dell&#8217;esistenza di alternative al credo religioso. «La cattiva notizia &#8211; citava il testo &#8211; è che Dio non esiste. Quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/non-esiste.jpg"><img class="size-medium wp-image-32281 alignleft" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/non-esiste-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Vi ricordate la storia dell&#8217;<strong>Ateobus</strong>? Durante i primi mesi del 2009 l&#8217;<strong>Unione degli atei e degli agnostici razionalisti</strong> aveva prenotato uno spazio pubblicitario su alcuni autobus di Genova per informare i cittadini, italiani e non, dell&#8217;esistenza di alternative al credo religioso. «La cattiva notizia &#8211; citava il testo &#8211; è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno». Si trattava del terzo slogan scelto dalla Uaar nell&#8217;ambito di una campagna finalizzata a rivendicare il diritto (costituzionale) alla libertà di espressione e di pensiero per chi in Italia cattolico non è. L&#8217;iniziativa fu stroncata in culla da una serie di <a href="http://www.cronachelaiche.it/censura-2009-pubblicita-e-rete-nel-mirino/" target="_blank">veti</a> che poggiavano su fantasiose interpretazioni del Codice di autodisciplina pubblicitario. Alla fine la scusa ufficiale è stata che quel messaggio avrebbe offeso «le convinzioni religiose dei cittadini». Risultato: la scritta non è mai apparsa sui bus genovesi. Non solo. In un&#8217;altra occasione, sempre nell&#8217;ambito della stessa campagna, fu chiesto alla Uaar di eliminare la frase: «Liberi di non credere in Dio». Chiarendo così una volta per tutte che in Italia nessuno è libero di pensare, o di credere “diversamente”. Ma le censure si sa, come le bugie, hanno le gambe corte. Ecco allora, oggi, <strong><em>Liberi di non credere</em></strong> al riparo dalle forbici dei falsi benpensanti, essendo stato scelto come titolo del nuovo libro firmato dal segretario nazionale della Uaar, <strong>Raffaele Carcano</strong>, per Editori internazionali riuniti.</p>
<p>Questo testo, racconta l&#8217;autore a <em>Cronache Laiche</em>, «nasce come rifiuto a quella censura e documenta nel dettaglio, prima con dati e cifre e poi mediante un&#8217;analisi culturale e storica, il gap che si è creato tra l’esigenza di laicità dei cittadini e le risposte dello Stato». Ne emerge un&#8217;articolata denuncia della deriva culturale di matrice cattolica e profondamente reazionaria che oramai pervade la vita degli italiani a tutti i livelli “grazie” a sciagurate scelte politiche e di convenienza: dalla <strong>legge 40</strong> sulla fecondazione assistita, alla legge “contro” il testamento biologico, all&#8217;assenza di una legge che regoli le unioni di fatto, al dilagare dell&#8217;obiezione di coscienza tra i medici in materia di aborto, alla sistematica distruzione della <strong>Scuola pubblica</strong> a tutto vantaggio dell&#8217;istruzione privata, alle vergognose campagne di disinformazione sulle nuove tecniche di <strong>aborto farmacologico</strong> e sulla <strong>contraccezione</strong> d&#8217;emergenza e non. «Numeri alla mano &#8211; prosegue Carcano &#8211; ci troviamo di fronte a una inaccettabile discriminazione nei confronti della maggioranza delle persone, le quali o non credono proprio oppure professano religioni diverse da quella cattolica ma vedono imporsi “scelte di vita” in cui non si riconoscono affatto attraverso leggi liberticide calate dal <strong>Vaticano</strong> in Parlamento». Non a caso il libro inizia e finisce con una citazione di <strong>Rosa Parks,</strong> figura simbolo della rivendicazione di identità e dei diritti civili nella battaglia contro l’apartheid statunitense del secondo dopoguerra. «Nel nostro Paese manca una visione globale riguardo la questione della laicità dello Stato e i diritti dei non credenti. Normalmente già si parla poco di laicità (che peraltro è un tema sempre a rischio di reinterpretazioni come ha fatto di recente anche Ratzinger) figuriamoci dei diritti dei non credenti o dei “diversamente” credenti. Queste persone sono una parte consistente della popolazione ma non vengono prese in considerazione, salvo quei rari casi in cui fanno notizia». Nel libro Carcano scrive che questa dinamica assomiglia al timore reverenziale che avevano gli arbitri nei confronti della Juventus degli anni 80-90. «Nei confronti del Vaticano e delle sue gerarchie sta accadendo una cosa di questo tipo. Nel mondo politico, ma più in generale  culturale ed economico, si da per scontato che l&#8217;Italia sia un <strong>Paese fondamentalmente cattolico</strong>. E questo costituisce un problema per tutte le minoranze dato che manca una sponda socio-politica che garantisce la possibilità di rivendicare con successo anche i diritti fondamentali. Con la particolarità che gli individui che non professano alcuna religione non possono contare nemmeno su quella minima “solidarietà” che comunque si ottiene facendo parte di una confessione di minoranza».</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Liberi-di-non-credere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32286" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Liberi-di-non-credere.jpg" alt="" width="150" height="225" /></a>La Uaar, tiene a precisare il segretario, non vuole creare una nuova Chiesa, né che gli atei si uniscano sotto un qualsiasi simbolo per fare chissà cosa: «Chiediamo solo di vivere in un <strong>Paese civile e democratico</strong> che riconosca pari diritti civili a tutti». Ai politici soprattutto sfugge il senso della centralità delle tematiche laiche. «La laicità è un principio costituzionale pertanto il pensiero laico dovrebbe essere il punto di incontro tra atei e credenti. Dovrebbe essere. Ma se la laicità viene interpretata alla Ratzinger in maniera distorta, per cui si deve riconoscere l&#8217;influenza della religione, è spontanea la reazione di chi intende ristabilire un principio di verità». Reazione che al momento manca da parte di chi dovrebbe invece prendersene carico in qualità di rappresentante dei cittadini. «Dedico due capitoli all’<strong>analisi politica</strong> dell’anomala situazione italiana. Ciò che preoccupa è il consenso trasversale sulle tematiche della religione. Da due decenni destra e sinistra litigano su tutto ma quando si tratta di non disturbare la Chiesa cattolica, cosa che poi in realtà si traduce nel chiederne esplicitamente l’appoggio, i toni diventano immediatamente concilianti. Salvo rarissime eccezioni». L’Italia era più laica quando c’era la <strong>Democrazia cristiana</strong>? «Io dico sì. Con la Balena bianca partito di riferimento del Vaticano tutti gli altri erano liberi di contrapporsi. Del resto le grandi leggi “laiche” degli anni 70 sono state approvate da uno schieramento che andava dai liberali all’estrema sinistra. Se veramente il <strong>governo Monti</strong> rappresenta la resurrezione della Dc, potrebbe essere l’occasione per alcuni partiti di assumere posizioni più laiche e recuperare l&#8217;identità perduta».</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong><br />
Liberi di non credere<br />
Editori Internazionali Riuniti 2011, pp. 256, 18 euro</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Federico Tulli</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chi-ha-paura-del-pensiero-laico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questione di longitudine</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/questione-di-longitudine/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/questione-di-longitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 00:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[barak obama]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza episcopale statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[Department of Health and Human Services]]></category>
		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>
		<category><![CDATA[roberto molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[udc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=30591</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/questione-di-longitudine/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/contraccettivi_anticoncezionali-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Friuli Venezia Giulia, Italia. L’assessore regionale alla Famiglia in quota Udc,  Roberto Molinaro, denuncia l’eccessivo numero di aborti (10.284 contro 52.218 gravidanze portate a termine negli ultimi cinque anni): «Praticamente un aborto ogni cinque nati vivi. È francamente intollerabile». Secondo il quotidiano dei vescovi Avvenire, «Molinaro puntualizza che quanti operano sul campo, nei servizi sociali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/contraccettivi_anticoncezionali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30618" title="contraccettivi_anticoncezionali" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/contraccettivi_anticoncezionali.jpg" alt="" width="224" height="259" /></a>Friuli Venezia Giulia, Italia.</strong> L’assessore regionale alla Famiglia in quota Udc,  <strong>Roberto Molinaro</strong>, denuncia l’eccessivo numero di aborti (10.284 contro 52.218 gravidanze portate a termine negli ultimi cinque anni): «<em>Praticamente un aborto ogni cinque nati vivi. È francamente intollerabile</em>». Secondo il quotidiano dei vescovi <em>Avvenire</em>, «<em>Molinaro puntualizza che quanti operano sul campo, nei servizi sociali e nelle associazioni, hanno più volte segnalato che le interruzioni volontarie delle gravidanze sono in gran parte evitabili</em>». Certo, la maggior parte degli aborti è evitabile, basta prevenire le gravidanze. Ma l’assessore friulano non la pensa proprio così, e invece di istituire campagne sociali e corsi nelle scuole per una sana e responsabile sessualità  – come già si fa in <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/">Inghilterra</a> – o rendere accessibile anche alle giovanissime la pillola del giorno dopo – come avviene in Spagna per le sedicenni &#8211; stanzia 500mila euro per l’attuazione della legge regionale del 2006 che prevede il sostegno economico alle gestanti in difficoltà. Un contributo di <strong>2400 euro</strong> dovrebbe convincere una donna a rinunciare a un aborto quando la cifra non riuscirà neanche a coprire le spese del primo anno di vita del nascituro. E dopo? Dio vede e provvede.</p>
<p><strong>Stati Uniti d’America.</strong> Circa 7mila chilometri a ovest di Udine, <strong>Barak Obama</strong> va in tutt’altra direzione inimicandosi ancora una volta i <em>pro-life</em> americani. Il Department of Health and Human Services (Hhs) ha interrotto i finanziamenti alla Conferenza episcopale statunitense per l&#8217;assistenza alle donne vittime dello sfruttamento della prostituzione. Motivo: in linea con gli insegnamenti della loro religione, le associazioni cattoliche rifiutano di educare alla contraccezione e informare sull’aborto. L’Hhs preferisce quindi finanziare altre realtà associative in grado di fornire un supporto di più ampio raggio. E anche di questo dà notizia <em>Avvenire</em> che fa riferimento a «<em>tristi manipolazioni per favorire la politica dell’aborto</em>», mentre per contro plaude all&#8217;iniziativa friulana.</p>
<p>Comunque la si pensi, la differenza di approccio non può non saltare agli occhi. Sarà mica a causa  della distanza dal Vaticano?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/11/questione-di-longitudine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La pillola dei cinque giorni dopo arriva tre anni dopo. E solo se non serve</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%e2%80%99e-bisogno/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%e2%80%99e-bisogno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 08:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aifa]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione d'emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emea]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[ferruccio fazio]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della salute]]></category>
		<category><![CDATA[perduca]]></category>
		<category><![CDATA[pillola abortiva]]></category>
		<category><![CDATA[pillola dei cinque giorni dopo]]></category>
		<category><![CDATA[poretti]]></category>
		<category><![CDATA[radicali]]></category>
		<category><![CDATA[ru486]]></category>
		<category><![CDATA[silvio viale]]></category>
		<category><![CDATA[test di gravidanza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=29874</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%e2%80%99e-bisogno/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/femministe-281x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quella della pillola dei cinque giorni dopo è una storia emblematica per il nostro paese, sempre così attento, al di là di chi lo governa, a non calpestare la sensibilità di quei pochi che vorrebbero convertire in legge l&#8217;oscurantismo della loro religione. Partiamo dall’inizio. È il maggio 2009 quando l’Emea, l’agenzia europea del  farmaco, autorizza la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/femministe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29893" title="femministe" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/femministe-281x300.jpg" alt="" width="281" height="300" /></a>Quella della <em><strong>pillola dei cinque giorni</strong></em> dopo è una storia emblematica per il nostro paese, sempre così attento, al di là di chi lo governa, a non calpestare la sensibilità di quei pochi che vorrebbero convertire in legge l&#8217;oscurantismo della loro religione.</p>
<p>Partiamo dall’inizio. È il <strong>maggio 2009</strong> quando l’Emea, l’agenzia europea del  farmaco, autorizza la commercializzazione di <strong>EllaOne</strong> (<em>ulipristal acetato</em>), un contraccettivo d’emergenza che ritarda o inibisce l’ovulazione se assunto entro 120 ore da un rapporto a rischio. Nel <strong>gennaio 2010</strong> la casa produttrice fa richiesta all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per ottenere i relativi permessi su suolo italiano, ma il ministro della Salute <strong>Ferruccio Fazio</strong> interrompe l’iter per chiedere che il Consiglio superiore di sanità chiarisca se Ellaone è davvero un farmaco contraccettivo o non, piuttosto, <strong>abortivo</strong>. Per circa un anno cala il silenzio sulla vicenda, tant’è che la maggior parte della popolazione italiana non sa neanche cosa sia la pillola dei cinque giorni dopo, già usata con successo dalle donne di molti paesi europei. Finché i senatori <strong>Poretti</strong> e <strong>Perduca</strong> (Radicali italiani), nel <strong>maggio 2011</strong>, presentano al ministro della Salute un’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/ellaone-la-pillola-dell%E2%80%99anno-e-mezzo-dopo/">interrogazione parlamentare</a> e la vicenda comincia finalmente ad acquisire un minimo di visibilità. Si arriva così al <strong>luglio scorso</strong>, quando il Consiglio superiore di sanità esterna  finalmente il suo parere (non vincolante): EllaOne <strong>non è un farmaco abortivo </strong>e quindi non può essere somministrato in caso di gravidanza accertata. Bisognerebbe perciò prescriverlo solo dietro presentazione di test di gravidanza ematico negativo. Nonostante gli evidenti paletti posti dal Consiglio superiore di sanità, qualche solerte <strong>cattoparlamentare bipartisan</strong> ha comunque da ridire e <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/giu-le-mani-dal-corpo-delle-donne/">redige una nota</a> in cui chiede al governo di fermare immediatamente l’introduzione della pillola dei cinque giorni dopo perché «<em>il via libera da parte del Consiglio superiore di sanità a questa pillola per la contraccezione d’emergenza è un ulteriore passo verso la trasformazione dell’aborto in contraccezione</em>». La probabilità di successo della richiesta è scarsa, ma intanto si mette qualche altro bastone tra le ruote del progresso in modo tale da ritardare la discesa agli inferi di tutto il paese.</p>
<p>Arriviamo così all’inizio di<strong> ottobre 2011</strong>, quando la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa dà finalmente il via libera alla commercializzazione pur recependo in<em> toto</em> il parere (non vincolante!) del Consiglio superiore di sanità. EllaOne, dunque, potrà essere prescritto esclusivamente dietro presentazione di <strong>test di gravidanza ematico negativo</strong>. Della serie: ti diamo la pillola solo se non ne hai bisogno.  Ora dovremo aspettare la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e tutti i tempi burocratici connessi. EllaOne arriverà nelle farmacie italiane non prima della primavera del 2012, ossia esattamente <strong>tre anni dopo il <em>placet</em> europeo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/pillola-del-giorno-dopo.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-29881" style="margin-left: 10px;" title="pillola del giorno dopo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/pillola-del-giorno-dopo-300x242.gif" alt="" width="300" height="242" /></a>A parte il vergognoso ritardo di civiltà che costerà una quantità non stimabile di aborti (presumibilmente chirurgici, visto lo stato in cui versa una parente stretta di EllaOne, la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/pillola-ru486-essenzialmente-eretica/">pillola abortiva Mifegyne</a> – ex Ru486), rimane l’assurda misura del test di gravidanza, non richiesto da alcuno dei paesi in cui la pillola è già in commercio (tanto per avere un’idea: America, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Svezia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Austria, Grecia, Polonia, Lettonia, Lettonia, Portogallo e Romania). L’efficacia della contraccezione di emergenza è direttamente proporzionale alla sua <strong>tempestività. </strong>Se nelle 120 ore seguenti al rapporto a rischio ci devono rientrare il prelievo venoso, i tempi di analisi, il ritiro del referto, la ricerca di un medico non obiettore che prescriva la pillola e quella di un farmacista non obiettore che la venda (a Vaticalia ne abbiamo a iosa, anche se fuorilegge), la probabilità di successo del farmaco <strong>diminuisce considerevolmente</strong>.</p>
<p>Così commenta la decisione dell’Aifa <strong>Silvio Viale</strong>, ginecologo di Torino che si è battuto per l’introduzione della pillola abortiva (Ru486) e presidente dei Radicali italiani: «<em>Il test di gravidanza per assumere la contraccezione di emergenza ha l&#8217;unico obiettivo di ritardare l&#8217;intervento e renderlo meno efficace, con la conseguenza di aumentare le gravidanze indesiderate. Quello ematico è ridicolo, poiché allunga i tempi e non ha alcun vantaggio rispetto al test sulle urine. È una disposizione contro le donne e la loro salute che non verrà rispettata, tranne da chi la userà come pretesto per non prescriverla</em>». E continua: «<em>E&#8217; una figuraccia, che mi auguro che il CdA dell&#8217;Aifa abbia il coraggio di rimettere in discussione: non vi è nessun Paese e non vi è alcuna agenzia del farmaco che abbiano subordinato la contraccezione di emergenza a un test di gravidanza, meno che mai ematico</em>».</p>
<p>Tra un premier che ha creato un sistema di potere sulla mercificazione del corpo femminile e i continui veti oscurantisti sulla loro salute e i loro diritti (fatti salvi quelli di vendersi al miglior offerente), questo non è proprio un paese per donne.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%e2%80%99e-bisogno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>36</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contraccettivi e sovrappopolazione globale</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/contraccettivi-e-sovrappopolazione-globale/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/contraccettivi-e-sovrappopolazione-globale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[bertrand russell]]></category>
		<category><![CDATA[birth credits]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[condom]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita demografica]]></category>
		<category><![CDATA[crescita esponenziale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[daniele raimondi]]></category>
		<category><![CDATA[enciclica]]></category>
		<category><![CDATA[family planning]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanze indesiderate]]></category>
		<category><![CDATA[humanae vitae]]></category>
		<category><![CDATA[Isaac Asimov]]></category>
		<category><![CDATA[malthus]]></category>
		<category><![CDATA[margaret atwood]]></category>
		<category><![CDATA[michael arth]]></category>
		<category><![CDATA[paolo VI]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione familiare]]></category>
		<category><![CDATA[ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[richard dawkins]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[sovrappopolazione]]></category>
		<category><![CDATA[sterilizzazione forzata]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=27958</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/contraccettivi-e-sovrappopolazione-globale/><img src=http://www.issues.cc/uploads/overpopulation2-20110405-134739.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«Immagini una provetta piena di cibo. A mezzogiorno in punto, lei ci mette dentro un&#8217;ameba. Questo organismo unicellulare si divide in due, producendo una cellula gemella ogni minuto così, a mezzanotte, dentro la provetta ci sono solo amebe e niente cibo. A che ora, secondo lei, la provetta era per metà occupata dalle amebe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.issues.cc/uploads/overpopulation2-20110405-134739.jpg" alt="" width="360" height="232" />«Immagini una provetta piena di cibo. A mezzogiorno in punto, lei ci mette dentro un&#8217;ameba. Questo organismo unicellulare si divide in due, producendo una cellula gemella ogni minuto così, a mezzanotte, dentro la provetta ci sono solo amebe e niente cibo. A che ora, secondo lei, la provetta era per metà occupata dalle amebe e per l&#8217;altra metà dal cibo? Quasi tutti dicono alle sei del pomeriggio, cioè a metà tra mezzogiorno e mezzanotte. Ma la risposta corretta è a mezzanotte meno un minuto. E fino a quel momento le amebe pensavano: &#8220;Ehi, va tutto bene&#8221;. Tra poco ci sarà più gente di quanto la Terra possa sostenere»</em>. Questa dichiarazione è stata rilasciata dalla scrittrice, poetessa e attivista ambientale canadese <strong>Margaret Atwood</strong>, intervistata da Vanity Fair il 2 giugno 2010. Con la consueta ironia, volta a sensibilizzare le masse su temi etici e politici, l&#8217;aforisma intende mostrarci il vero significato di <em>crescita esponenziale</em> e le <em>vere conseguenze</em> di tale fenomeno, se rapportato alla vita degli organismi che popolano un determinato habitat.</p>
<p>Sul nostro pianeta (che per quanto grande è pur sempre <em>finito</em>), siamo noi le <em>amebe nella provetta</em>: lo sviluppo tecnologico e il benessere di cui disponiamo ha portato, negli ultimi 50 anni, ad una crescita demografica senza precedenti che, aggravata dal conseguente <strong>aumento nelle richieste di risorse</strong>, potrebbe condurre rapidamente ad una condizione di gravissima insostenibilità. Le <a href="http://esa.un.org/unpd/wpp/Other-Information/Press_Release_WPP2010.pdf">stime disponibili</a> mostrano come la popolazione terrestre raggiungerà i<strong> 9.3 miliardi nel 2050</strong> e i <strong>10.1 miliardi nel 2100</strong>, sospinta principalmente dagli alti tassi di crescita delle regioni meno sviluppate del pianeta, principalmente Africa ed Asia.</p>
<p>Una simile situazione potrebbe aggravare una serie di problemi già esistenti, come la scarsità dell&#8217;acqua potabile, l&#8217;esaurimento delle risorse naturali, l&#8217;innalzamento dei livelli di inquinamento e la perdita di interi ecosistemi a causa della deforestazione, fino a causare guerre che potrebbero mettere in crisi economia, <em>welfare</em> e stati di diritto. Su questi apocalittici scenari esiste da tempo un dibattito che ha avuto contributi illustri, tra cui quelli di Malthus, Galton e B. Russell. Nel 1974 <strong>Isaac Asimov</strong> aveva <a href="http://www.isaacasimov.it/futuro.pdf">sollevato il problema</a>, guardando angosciato anche solo ai primi anni del 21esimo secolo: <em>&#8220;In tutta la storia della terra ci sono stati dei periodi in cui una determinata specie </em>[...]<em> ha temporaneamente incrementato la sua popolazione. </em>[...] U<em>n aumento delle risorse alimentari, il buon clima, il calo del numero dei predatori , ne ha determinato il successo. Ma sempre, successivamente la popolazione è diminuita ancora, e sempre allo stesso modo, per un aumento del tasso di morti. La sovrappopolazione di una specie viene limitata dalla morte per fame </em>[e malattie legate alla malnutrizione, ndr]. <em>Non temete, la stessa cosa accadrà all&#8217;umanità. Il tasso di morti aumenterà, e moriremo di fame, malattie e violenza. Ma accidenti, dobbiamo proprio controllare il nostro numero alla stessa maniera delle altre specie animali? Noi possediamo qualcosa che le altre specie non hanno: la mente. Possiamo elaborare delle previsioni. Possiamo pianificare. Possiamo individuare delle soluzioni più umane. E la soluzione più umana è abbassare il tasso di nascite. Nessuna specie mai, ha volontariamente diminuito il proprio tasso di nascite allo scopo di contenere la popolazione, perché semplicemente non sapeva niente del tasso di nascite, di come controllarlo e che ci fosse un problema di sovrappopolazione».</em></p>
<p>Tra tutte le possibili proposte per fronteggiare il problema della sovrappopolazione globale, quella del controllo delle nascite sembra essere la più attuabile, se applicata in maniera <strong>uniforme</strong> e <strong>democratica</strong>, garantendo il <strong>rispetto dei diritti inalienabili</strong> e mantenendosi quindi <strong>ben lungi</strong> da deliri eugenetici e da allucinanti campagne di sterilizzazione forzata (proposte e praticate, per i motivi più disparati, in varie parti del mondo).</p>
<p>Dato che al mondo il 40% delle gravidanze è <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gevGOq7Vctd1FmJkzO3gapTqX4ZA">non pianificato</a>, si potrebbe prima di tutto puntare sull&#8217;<strong>informazione</strong> e sulla <strong>sensibilizzazione</strong> delle masse, cercando di imbastire un sistema di pianificazione delle nascite a livello globale, basato sulla duplice e rinnovata consapevolezza sia degli aspetti della <strong>genitorialità </strong>che della<strong> sovrappopolazione</strong>, magari usando i <em>birth credits</em> (<a href="http://www.corrupt.org/act/interviews/michael_e_arth/">proposti</a> da <strong>Michael Arth</strong>) in modo da distribuire <em>democraticamente</em> (basandosi sulla responsabilizzazione dei futuri genitori) il <em>giusto numero</em> di <em>permessi</em> di concepire figli, a livello mondiale.</p>
<p>Anche <strong>Richard Dawkins</strong>, a poca distanza da Asimov (nel 1976), si è occupato del problema: <em>«È una semplice verità logica che, senza un&#8217;emigrazione in massa nello spazio, </em>[...]<em>un ritmo delle nascite incontrollato porterebbe inevitabilmente a un ritmo di morti orribilmente alto. È difficile credere che questa semplice verità non venga compresa da quei capi che proibiscono ai loro seguaci di usare metodi efficaci di contraccezione. Esprimono una preferenza per <strong>metodi &#8220;naturali&#8221; di controllo della popolazione</strong> <strong>e otterranno effettivamente un metodo naturale:</strong> <strong>si chiama morire di fame</strong>. La contraccezione talvolta viene attaccata perché considerata innaturale. È vero, è fortemente innaturale. Il problema è che <strong>anche lo stato assistenziale è innaturale</strong>. Penso che la maggior pare di noi creda che lo stato assistenziale sia una <strong>cosa positiva</strong>, ma esso non può esistere se non esiste anche un controllo delle nascite (innaturale), altrimenti il risultato finale sarà una miseria ancora maggiore di quella che si ha in natura». Dawkins ha </em>spostato però l&#8217;attenzione verso un altro punto, comunque legato al problema dell&#8217;istruzione: l&#8217;opposizione <strong>irrazionale</strong> all&#8217;utilizzo di metodi contraccettivi, indispensabili per ogni sistema <strong>volontario</strong> di controllo delle nascite.</p>
<p>Tra le principali religioni, la maggiore ostilità verso la contraccezione si ha <em></em>nel cristianesimo: la <strong>Chiesa Cattolica</strong>, in particolare, si è sempre strenuamente opposta a questa pratica. Nonostante il breve spiraglio che si è intravisto in una recente <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_20/papa-profilattico-giustificato_727b2eac-f4c0-11df-b9c7-00144f02aabc.shtml">intervista a Ratzinger</a>, l&#8217;opposizione ai metodi contraccettivi è piuttosto <em>sedimentata</em>, dato che già nell&#8217;enciclica <a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_31121930_casti-connubii_en.html">Casti Connubii</a>, promulgata nel 1930 da Pio XI, si legge: <em>«Qualsiasi uso del matrimonio esercitato in modo tale che l&#8217;atto sia deliberatamente frustrato nel suo naturale potere di generare la vita è una offesa verso la legge di Dio e verso la natura, e coloro che indulgono </em>[in tali comportamenti, ndr]<em> sono marchiati con la colpa di un grave peccato<em>»</em></em>.</p>
<p>Nel <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_12021997_vademecum_en.html"><strong>Vademecum per i confessori riguardo ad alcuni aspetti morali della vita coniugale</strong></a>, viene ribadito: <em>«La contraccezione, direttamente opposta alla trasmissione della vita, tradisce e falsifica l&#8217;amore altruista e proprio del matrimonio [...] e va contro il disegno di Dio dell&#8217;amore<em>»</em></em> e <em>«la Chiesa ha sempre insegnato il male intrinseco alla contraccezione, cioè di ogni atto coniugale reso intenzionalmente infecondo. Questo insegnamento deve essere conservato definitivo ed immutabile»</em>.</p>
<p>Nell&#8217;Enciclica <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae_en.html">Humanae Vitae</a>, rilasciata da <strong>Paolo VI</strong> nel 1968 si legge, nel paragrafo intitolato<em> «Conseguenze dei metodi artificiali</em> [di contraccezione]<em>»</em>: <em>«Un altro effetto che desta preoccupazione è che un uomo che cresce abituandosi all&#8217;uso di metodi contraccettivi potrebbe dimenticare il rispetto dovuto alla donna e, disgregando il suo </em>[di lei] equilibrio psico-fisico, ridurla ad un mero strumento per la soddisfazione dei suoi [di lui] desideri». Ai credenti non resta quindi che applicare le già citate <em>tecniche naturali</em> per attuare il cosiddetto <strong>Natural Family Planning</strong>, rigorosamente basato su metodi approvati dalla Chiesa, quali l&#8217;astinenza (principalmente) e <em>l&#8217;utilizzo</em> dei periodi di infertilità naturale della donna (mestruazioni, allattamento, menopausa).</p>
<p>Dal tipo di risposta che l&#8217;umanità darà a questo problema, dipenderà probabilmente il<strong> futuro stesso del genere umano</strong>. Sicuramente, anche se ormai abbiamo capito che Dio non apprezza i <em>condoms</em>, c&#8217;è comunque motivo di credere che sarebbe quantomeno un po&#8217; <em>stizzito</em> se il suo <em>popolo eletto</em> facesse una brutta fine proprio per non averli usati, secondo la famosa massima di <strong>Bertrand Russell</strong>: <em>«La maggior parte degli uomini <em>preferirebbe morire piuttosto che</em> riflettere. In fondo è quello che fanno».</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/10/contraccettivi-e-sovrappopolazione-globale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giù le mani dal corpo delle donne</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/07/giu-le-mani-dal-corpo-delle-donne/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/07/giu-le-mani-dal-corpo-delle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 13:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[claudio gustavino]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione d'emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[elio sgreccia]]></category>
		<category><![CDATA[ellaone]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[laura bianconi]]></category>
		<category><![CDATA[legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[mozione]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto a rischio]]></category>
		<category><![CDATA[ru486]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=24278</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/giu-le-mani-dal-corpo-delle-donne/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/picasso_due_donne1-300x240.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In pieno stile vaticaliota, infuria la polemica politica sulla pillola dei cinque giorni dopo, alias EllaOne, un contraccettivo d’emergenza efficace fino a 120 ore dopo un rapporto a rischio. Su Cronache Laiche ne abbiamo già parlato poco meno di due mesi fa dando conto degli ingiustificati ritardi alla sua commercializzazione, ma da allora sono subentrate evoluzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/picasso_due_donne.jpg"></a><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/magritte_il_vestito_di_notte.jpg"></a><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/picasso_due_donne1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24294" title="picasso_due_donne" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/picasso_due_donne1-300x240.jpg" alt="" height="270" /></a>In pieno stile vaticaliota, infuria la polemica politica sulla <strong>pillola dei cinque giorni dopo</strong>, alias <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/Ellaone-EMA.pdf" target="_blank">EllaOne</a>, un contraccettivo d’emergenza efficace fino a 120 ore dopo un rapporto a rischio. Su <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/ellaone-la-pillola-dell%e2%80%99anno-e-mezzo-dopo/">Cronache Laiche</a> ne abbiamo già parlato poco meno di due mesi fa dando conto degli ingiustificati ritardi alla sua commercializzazione, ma da allora sono subentrate evoluzioni (o involuzioni?) che meritano di essere riportate. In particolare, a una buona notizia – il via libera da parte del Consiglio superiore di sanità – se ne aggiungono due cattive.</p>
<p>La prima è che secondo il Consiglio EllaOne non può essere somministrata in caso di gravidanza accertata, non essendo un farmaco abortivo. Il che significa che potrà essere prescritta solo dietro presentazione di <strong>test di gravidanza ematico negativo</strong>. Da notare che la pillola è già commercializzata in America, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Svezia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Austria, Grecia, Polonia, Lettonia, Lettonia, Portogallo e Romania senza che sia richiesto il test. Facendo due banali conti, nelle 120 ore seguenti al rapporto a rischio ci devono rientrare il prelievo venoso, i tempi di analisi, il ritiro del referto, la ricerca di un medico non obiettore che prescriva la pillola e quella di un farmacista non obiettore che la venda. Come dire: forse è meglio che lasciate perdere.</p>
<p>La seconda è una <strong>mozione bipartisan</strong> presentata al governo a seguito dell’intervento di monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, che nella migliore tradizione italiana ha dettato al governo le linee da seguire: «<em>È un aborto a tutti gli effetti, un aborto di raffinata malizia: una pillola del giorno dopo 5 volte</em>» ha tuonato. «<em>Mi auguro che questa delibera sia responsabilmente respinta dal governo</em>».</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/ellaone.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24289" style="margin-left: 10px;" title="ellaone" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/ellaone.jpg" alt="" width="276" height="183" /></a>Detto fatto, qualche parlamentare si è mosso e ha redatto una nota nella quale chiede al governo di impegnarsi «<em>a fermare l’introduzione della pillola dei 5 giorni dopo</em>». «<em>Il via libera da parte del Consiglio superiore di sanità a questa pillola</em><em> per la contraccezione d’emergenza è un ulteriore passo verso la <strong>trasformazione dell’aborto in contraccezione</strong>. Per questo motivo chiediamo al governo risposte certe, al fine di evitare che ciò accada</em>». Non è sufficiente che il test di gravidanza sia negativo, perché questo «<em>dà esito positivo solo 8-9 giorni dopo la fecondazione, quando l’embrione si è già annidato nell’utero. Quindi se c’è stata fecondazione ma l’embrione non si è annidato, il test fatto entro il quinto giorno (così come indicato dal Css) sarà comunque negativo, anche se la gravidanza esiste e gli effetti del farmaco non sarebbero contraccettivi ma abortivi</em>».</p>
<p>Primi firmatari della petizione la senatrice <strong>Laura Bianconi</strong>, Pdl, tra i soci fondatori di  Valori e Libertà, un’associazione per la promozione e la diffusione dei <em> </em>«<em>principi e i valori di una cultura ispirata alla tradizione del pensiero conservatore e alla difesa delle radici cristiane della civiltà occidentale</em>», e il senatore <strong>Claudio Gustavino</strong>, primario ginecologo di Genova con un passato Dc, Ppi, Margherita, Pd e Apl, attualmente nell’Udc.</p>
<p>Ma soffermiamoci per un momento su questa meraviglia dell’ipocrisia che è la frase «… <em>e gli effetti del farmaco non sarebbero contraccettivi ma abortivi</em>». Se ne deduce che il problema non è la salute della donna, ma l’uso lessicale eventualmente (e solo eventualmente)  improprio del termine <strong>contraccezione</strong>.  Che infatti in questo caso è <strong>d’emergenza</strong>, intendendo con ciò una forma di prevenzione che si adotta dopo (e non prima) un rapporto sessuale non protetto o a rischio.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/pillola-giorno-dopo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24291" title="pillola giorno dopo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/pillola-giorno-dopo.jpg" alt="" width="250" height="214" /></a>Il discrimine, secondo gli illuminati parlamentari, è il rischio di una avvenuta &#8211; e non verificabile &#8211;  fecondazione, uno stato che, sancendo il passaggio dell’ovuolo e dello spermatozoo a embrione, non può essere “risolto” con una tempestiva pillola ma richiede l’applicazione della<strong> legge 194 sull’aborto</strong>. Potere della retorica, si approda così a un contenzioso legale che potrebbe costringere una donna a dover aspettare una decina di giorni per avere il risultato del test per poi abortire, sottoponendosi a quel calvario dell’intervento chimico (ammesso e non concesso che viva una regione civile) o chirurgico con tanto di visite, accertamenti, colloqui, ricovero. Visto che non si può obbligare per legge una donna a non <em>peccare</em>, che almeno la si costringa a espiare con la sofferenza parte della sua colpa. Sarebbe troppo “facile” scegliere una strada indolore, domestica e immediata.</p>
<p>Riecheggia alla mente l’aberrante ostracismo alla commercializzazione della Ru486, la pillola abortiva. «<em>Abortire non può diventare come bere un bicchiere d’acqua!</em>» urlavano le frange più retrive del Parlamento. Ancora una volta la battaglia sui valori etici cattolici <strong>passa sul corpo delle donne</strong>, sulla loro dignità e sui loro diritti. Ancora una volta la valutazione scientifica cede il passo a quella ideologica e la salute delle donne arretra in second’ordine rispetto al concetto “divino” &#8211; e non biologico &#8211; di vita. Chi ricorre a EllaOne non vuole una gravidanza. E che la fecondazione sia avvenuta o meno, che ci sia stato annidamento o no non sposta di una virgola il diritto all&#8217;autodereminazione garantito dai principi di uno Stato laico. Che ha l’obbligo etico, questo sì, di mettere a disposizione delle sue cittadine tutti i mezzi che la medicina prevede  per alleviare e prevenire la loro sofferenza.</p>
<p>In un paese civile di medicina si occupano le commissioni scientifiche, non quelle parlamentari. Queste ultime si limitano a ratificare i risultati delle valutazioni mediche. Da noi non solo succede il contrario ma c’è un passaggio in più per la Curia, che indica al Parlamento i paletti da mettere alla scienza e alla salute, ossia al progresso e alla libertà.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/07/giu-le-mani-dal-corpo-delle-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Auguri mamme italiane, ma sbrigatevela da voi!</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/auguri-mamme-italiane-ma-sbrigatevela-da-voi/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/auguri-mamme-italiane-ma-sbrigatevela-da-voi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 19:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra maiorino]]></category>
		<category><![CDATA[condizione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[consultori]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[mothers' index 2011]]></category>
		<category><![CDATA[natalità]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Save the children]]></category>
		<category><![CDATA[world economical forum]]></category>
		<category><![CDATA[world gender gap]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=21301</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/auguri-mamme-italiane-ma-sbrigatevela-da-voi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/pregnant-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Come ogni anno da 12 anni, alla vigilia della festa della mamma, Save the Children ha pubblicato il rapporto sulle condizioni della maternità e dei bambini del mondo, il Mothers’ Index 2011, e veniamo così a sapere che il paese del Family Day è scivolato dal 17° posto al 21°.

Lo studio analizza un totale di 164 paesi e prende in considerazione sia i fattori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/pregnant.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21304" title="pregnant" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/pregnant.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Come ogni anno da 12 anni, alla vigilia della festa della mamma, <em>Save the Children</em> ha pubblicato il rapporto sulle condizioni della maternità e dei bambini del mondo, il <a href="http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img144_b.pdf"><em>Mothers’ Index 2011</em></a>, e veniamo così a sapere che il paese del <strong>Family Day</strong> è scivolato dal 17° posto al 21°.</p>
<p>Lo studio analizza un totale di 164 paesi e prende in considerazione sia i fattori che determinano lo <strong>stato di salute generale della donna</strong> (assistenza sanitaria, tutela della maternità, educazione scolastica, opportunità economiche, partecipazione politica), sia i fattori specifici relativi alla <strong>salute dell’infanzia</strong> (mortalità, accesso alle cure, all’istruzione e, persino, all’acqua potabile, un lusso in molti luoghi del mondo).</p>
<p>I paesi analizzati sono raccolti in tre sezioni: <strong>paesi sviluppati</strong> (per un totale di 43), <strong>paesi in via di sviluppo </strong>(79) e <strong>paesi sottosviluppati </strong>(42). Coraggio, quindi, comunque siamo ancora nel primo gruppo, alla cui testa c’è l’immancabile paese scandinavo – questa volta la <strong>Norvegia</strong>. Seconde, a pari merito, <strong>Australia e Islanda</strong>, seguite da <strong>Svezia</strong>, <strong>Danimarca</strong>, <strong>Nuova Zelanda</strong>, <strong>Finlandia</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Olanda</strong> e <strong>Francia</strong>. Queste le <em>top ten</em>. Per arrivare a leggere il nome Italia, bisogna scorrere praticamente l’intera Europa, ossia Germania, Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Slovenia, Estonia, Grecia e, fuori dal coro, Canada. Eccoci, finalmente: <strong>Italia</strong>.  Seguono Ungheria, Lituania, Repubblica Ceca, Lettonia, etc. Nota dolente: ultimo dell’ultimo gruppo è l’Afghanistan – evidentemente non ancora beneficato dall’esportazione in corso della democrazia.</p>
<p>Rimanendo sui dati italiani, notiamo che alcuni di essi dovrebbero apparire sconcertanti ma, a giudicare dall’infimo risalto che i media<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/mamma-lavoro-figli2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-21307" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="mamma lavoro figli" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/mamma-lavoro-figli2.jpg" alt="" width="221" height="240" /></a> gli hanno dato, così evidentemente non è. <strong>Raffaela Milano</strong>, responsabile dei programmi Italia-Europa di <em>Save the Children</em>, spiega infatti che:«<em>L’Italia quest’anno non è nel gruppo di testa e neanche più nella seconda fila</em> (N.d.R. prima e seconda decina)<em>, perché dal 17esimo posto è scesa al 21esimo. La discesa di qualche posizione non è confortante perché riguarda soprattutto i parametri relativi alla <strong>condizione della donna</strong> e al suo <strong>ruolo e riconoscimento sociale</strong>. Risulta per esempio in flessione la percentuale delle<strong> donne sedute in parlamento (20%) </strong>a fronte di percentuali più alte in paesi come lo stesso <strong>Afganistan (28%)</strong>, Burundi (36%), Mozambico (39%). Stabili appaiono altri indicatori, come quello s<strong>ull’utilizzo della contraccezione</strong>, che coinvolge il 41% delle donne italiane.<strong> </strong>Una percentuale<strong> inferiore </strong>a quella di paesi come<strong> Botswana </strong>(42%)<strong> Zimbabwe</strong> (58%), o ancora<strong> Egitto (58%) </strong>e<strong> Tunisia (52%)</strong>, e molto distante<strong> </strong>dall’<strong>82% della Norvegia</strong></em>».</p>
<p>Possibile che il paese dove tutti, da nord a sud, esclamano da mane a sera «mammamia!» (l&#8217;espressione italiana forse più nota al mondo), il paese dei “mammoni” e quello che ha dato origine alla canzone dedicata alla mamma più nota in assoluto (<em>Mamma son tanto felice</em>), sia lo stesso paese che poi tanto trascura le mamme? In realtà, ciò che emerge cristallino dai dati di Save the Children, era emerso altrettanto cristallino da quelli del rapporto sul <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/impari-opportunita-e-miopia-italiana/">World Gender Gap </a>(disparità di genere nel mondo) del World Economical Forum, in cui l&#8217;Italia si piazzava al 74° posto: in Italia ad essere trascurata <strong>è la donna in quanto tale</strong> e, solo di conseguenza, le madri, perché sono le donne a diventare madri.</p>
<p>Questo è un paese ancora profondamente maschio-centrico, e l’allegra difesa della famiglia, combattuta a colpi di <strong>Family Day in funzione omofobica</strong>, è una palese presa per i fondelli ai danni di tutti i genitori, madri, padri (e figli) compresi.  Lo stato sociale diretto alle famiglie non ha mai brillato in Italia, ma questo governo è arrivato a identificare dichiaratamente la <strong>difesa della famiglia</strong> con la <strong>difesa della sacralità del matrimonio e della vita dell’embrione</strong>, anziché con una offerta di servizi, agevolazioni concrete, sostegno allo studio, accesso al lavoro e alla vita politica delle donne, etc. Qualche esempio? Lo <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/la-legge-194-e-in-pericolo-mobilitiamoci/"><strong>smantellamento dei consultori</strong> </a>proposto alla regione Lazio dall’ultracattolica Olimpia Tarzia o la proposta, depositata solo una settimana fa in Parlamento dalla senatrice PdL Ada Spadoni Urbani per <strong>estendere l’obiezione di coscienza ai farmacisti</strong>, in modo che questi ultimi – che di fatto già obiettano seguendo l’invito a violare la legge espressamente rivolto loro dal pontefice –  non rischino più di beccarsi neanche una denuncia per interruzione di pubblico servizio.</p>
<p>In un paese dove l’utilizzo dell’anticoncezionale si attesta al 41%, questo è certamente un provvedimento utile. <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/">Educazione sessuale a scuola</a>? Non scherziamo, non sia mai che i ragazzi, specie al sud, dove è maggiore la concentrazione di ragazzine-madri adolescenti (il 71% del totale), sappiano che è possibile continuare a fare quello che fanno <strong>in maniera protetta</strong>, senza rovinare la propria vita e quella del nascituro. Piuttosto, è certamente più educativo un presidente del Consiglio che &#8220;brevetta&#8221; sull&#8217;intero web la barzelletta della &#8220;mela al sapore di fica&#8221; (video <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nPedkwV3OtQ">qui</a>).</p>
<p>Tant’è, siamo un paese profondamente ipocrita e intriso del più bieco filo-clericalismo, e i dati del <em>Mothers’ Index 2011</em> non sorprendono nessuno, come non sorpresero quelli del World Economical Forum. Ormai ci appare scontato che in ogni classifica che conteggi il benessere, l’equità e l’avanzamento sociali in Europa noi dobbiamo essere ultimi o giù di lì. Sarà che così vuole il cielo (sopra al Vaticano).</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/auguri-mamme-italiane-ma-sbrigatevela-da-voi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il catechismo per i giovani scivola sulla contraccezione</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2011/04/il-catechismo-per-i-giovani-scivola-sulla-contraccezione/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2011/04/il-catechismo-per-i-giovani-scivola-sulla-contraccezione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 04:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi€sa]]></category>
		<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
		<category><![CDATA[anticoncezionali]]></category>
		<category><![CDATA[catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[papa Wojtyla]]></category>
		<category><![CDATA[riproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[san tommaso d'acquino]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[youcat]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=20612</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/04/il-catechismo-per-i-giovani-scivola-sulla-contraccezione/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/youcat_ritirato_libro-300x225-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il Vaticano ha pubblicato in diverse lingue un catechismo rivolto ai giovani. Un sintetico prontuario domanda-risposta, che nell’edizione italiana dovrà però essere corretto sulla questione degli anticoncezionali.

D. «Può una coppia cristiana fare ricorso ai metodi anticoncezionali?».
R. «Sì, una coppia cristiana può e deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/youcat_ritirato_libro-300x225.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20635" title="youcat_ritirato_libro-300x225" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/youcat_ritirato_libro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Il Vaticano ha pubblicato in diverse lingue un <strong>catechismo</strong> rivolto ai giovani. Un sintetico prontuario domanda-risposta, che nell’edizione italiana dovrà però essere corretto sulla questione degli anticoncezionali.</p>
<p>D. «<em>Può una coppia cristiana fare ricorso ai metodi anticoncezionali?</em>».<br />
R. «<em>Sì, una coppia cristiana può e deve essere responsabile nella sua facoltà di poter donare la vita</em>».</p>
<p>L’errore di traduzione sta nella domanda, e precisamente nella parola <em><strong>contraccezione</strong></em>, come si sono affrettati a precisare dalle stanze vaticane. Pertanto la casa editrice dovrà provvedere a far inserire nelle migliaia di copie già distribuite nelle librerie un foglietto con un’<em>errata corrige</em>, dove il temine  male-detto, dovrà essere nella lettura giusta sostituito dal lettore con la frase bene-detta: «<em>metodi di regolazione della fecondità</em>». Perché la formulazione della domanda e della risposta alla fine così suoni:</p>
<p>D. «<em>Può una coppia cristiana fare ricorso a metodi di regolazione della fecondità?</em>».<br />
R. «<em>Sì, una coppia cristiana può e deve essere responsabile nella sua facoltà di poter donare la vita</em>».</p>
<p>L’effetto è formidabile, perché non solo non è inficiato lo <strong>scopo riproduttivo</strong> del coito nella tradizione dommatica, ma anzi, per l’accento posto sulla fecondità, ne è addirittura rafforzata la funzione. Consolidata poi nel seguente botta e risposta che lega «<em>regolazione consapevole del concepimento</em>» a «<em>pianificazione naturale della famiglia</em>». Per non peccare di <strong>anticoncepimento</strong>, la soluzione “naturale” possibile è allora solo quella di indovinare i giorni non fecondi del ciclo di ovulazione. Certo le probabilità di errore sono elevatissime, ma il sia-fatta-la-volontà-del-catechismo è salva. E pure il modello di “sacra famiglia” che sulla scia del «matrimonio-rimedio» di agostiniana memoria, perfezionato nel «matrimonio medicina sacra» di san Tommaso d’Aquino, arriva fino all’attuale catechismo del 1992, che <strong>papa Wojtyla </strong>volle siglare con queste parole di prefazione: «<em>Si colloca mirabilmente nel solco della tradizione della Chiesa: di essa esprime ed attualizza catechisticamente la perenne vitalità</em>».</p>
<p>Una vitalità che rispetto a questo argomento così recita: «<em>Ogni battezzato è chiamato alla castità. […] Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita</em>» (canone 2348); «<em>Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione</em>»<em> </em>(canone 2351); «<em>È intrinsecamente cattiva ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo e come mezzo, di impedire la procreazione</em>» (canone 2370).</p>
<p>Non sarebbe però il caso di chiederci, se proprio in questo “solco della tradizione della Chiesa” non siano prolificati i rapporti malati con la sessualità? E ancora: le loro dicotonomie e dissociazioni morali da orge di potere, hanno qualcosa a che fare con le tipologie dei casi Ruby?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em><a href="http://www.periodicoliberopensiero.it" target="_blank"><span style="color: #006699;">Maria Mantello</span></a> </em></span></strong><strong><span style="color: #006699;"><em>(su <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/" target="_blank"><span style="color: #006699;">Micromega</span></a>)</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2011/04/il-catechismo-per-i-giovani-scivola-sulla-contraccezione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Educazione sessuale nelle scuole, perché sì</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 11:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[distributore]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[preservativo]]></category>
		<category><![CDATA[profilattico]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola ed Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[sigo]]></category>
		<category><![CDATA[TNS Healtcare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=5633</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/preservativi-300x224.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’installazione di distributori automatici di preservativi in due scuole italiane, il liceo Keplero di Roma e il liceo Garibaldi di Palermo, ha suscitato un vespaio di polemiche di sapore ottocentesco.

Le iniziative, volte a incentivare l’uso del profilattico tra gli adolescenti che, vuoi per vergogna, vuoi per i prezzi proibitivi, difficilmente ricorrono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5637" title="preservativi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/preservativi-300x224.jpg" alt="preservativi" width="300" height="224" />L’installazione di distributori automatici di preservativi in due scuole italiane, il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/a-roma-il-primo-distributore-%e2%80%98scolastico%e2%80%99-di-profilattici/" target="_blank">liceo Keplero di Roma</a> e il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/condom-nelle-scuole-un-doveroso-atto-di-coerenza/" target="_blank">liceo Garibaldi di Palermo</a>, ha suscitato un vespaio di polemiche di sapore ottocentesco.</p>
<p>Le iniziative, volte a incentivare l’uso del profilattico tra gli adolescenti che, vuoi per vergogna, vuoi per i prezzi proibitivi, difficilmente ricorrono all’acquisto in farmacia o nei supermercati, hanno scatenato i più disparati cori di disapprovazione. Chi dice che la scuola non deve entrare in dinamiche educative che spettano unicamente alle famiglie, chi parla di ‘banalizzazione’ della sessualità, chi, come l’illuminato preside del liceo romano Montale, Francesco Girgenti, ha addirittura commentato<em> &#8220;Mi vergognerei a guardare in faccia mamme e studentesse: bisogna educare i ragazzi alla virtù e al rispetto di sé e <strong>non incentivarli ai vizi</strong></em>” dando prova, oltre che di limitate vedute, anche di retaggi culturali che si speravano ormai superati, secondo i quali il sesso per una metà del cielo è solo una vergogna.</p>
<p>D’altronde non possiamo dimenticare che il maggiore condizionamento culturale, fonte di un netto ritardo su questi temi rispetto al resto dell’Europa, è il <strong>retaggio cattolico del peccato</strong>. Il sesso è qualcosa di sporco e spregevole, e va ‘praticato’ solo ai fini riproduttivi. Sul preservativo, poi, basti pensare alla <em>lectio magistralis</em> del Papa che ha affermato di fronte ai popoli africani decimati dalla piaga dell’Aids – evitando per un pelo la denuncia per crimine contro l’umanità – che <strong>i preservativi non servono perché <em>&#8220;anzi, aumentano i problemi</em>&#8220;</strong>.</p>
<p>Insomma, si continuano a fare investimenti &#8216;morali&#8217; piuttosto che scientifici, e a pagarne le spese è la salute degli adolescenti, la categoria più a rischio non solo per le gravidanze indesiderate, ma per la trasmissione sessuale di malattie che ne compromettono la salute e la futura fertilità.</p>
<p>I dati dell&#8217;<a href="www.medinews.it/bin/02_-_confronto_italia_europa_ecc.doc" target="_blank">indagine TNS Healtcare 2009</a> effettuata su un campione di ragazzi tra i 15 e i 21 anni di 14 paesi, parlano chiaro: l’<strong>Italia è ultima in classifica, insieme alla Turchia, in materia di informazione sulla contraccezione</strong>.</p>
<p>Il 27% degli adolescenti dichiara di non utilizzare alcun metodo contraccettivo, e la percentuale sale al 35% fra le sole ragazze. Inoltre, mentre i ragazzi dell’Europa civilizzata hanno ben chiara la condivisione della responsabilità della contraccezione tra i partner, da noi solo 67% sposa questa tesi. Per gli altri vale il principio dello scaricabarile: tocca a lui/tocca a lei. Con il risultato che, magari, non provveda alcuno dei due.</p>
<p>Aggiungiamo, tanto per aggravare la situazione, che  il primo rapporto sessuale non è protetto per una ragazza su tre e solo il 50% di esse usa metodi anticoncezionali sicuri, secondo quanto riportato da un’indagine della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) del 2008.</p>
<p>I rischi, in tutto ciò, non sono solo legati alle gravidanze indesiderate (10mila parti l’anno tra le ragazze under 20) o al contagio da Hiv, ma anche a tutte le malattie sessualmente trasmissibili, molto più pericolose di quanto non si pensi: “<em>In media la prima volta in Italia è a 16 anni, ma c’è chi inizia a scoprire il sesso anche a 12-13. Inoltre le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento, specie fra i giovanissimi. Nel nostro Paese si verificano 1 milione 200 mila uretriti l’anno, infezioni come la gonorrea sono in crescita anche fra gli adolescenti, e il papillomavirus, insieme a clamidia e micoplasma, minaccia la salute di ragazzi e ragazze. I rapporti non protetti sono inoltre un rischio anche per la fertilitá futura</em>”, dice Vincenzo Gentile, presidente della <em>Sia </em>(Societá italiana di andrologia).</p>
<p>A fronte di tutto ciò, sembrerebbe proprio la scuola il luogo più adatto per una corretta educazione sessuale degli adolescenti. Delegarla alle famiglie diventa sempre più una scelta suicida, vista la variabilità dei livelli sociali e culturali e i forti condizionamenti religiosi che, laddove presenti, inducono i genitori a proiettare sui figli il rispetto a priori dei loro stessi canoni morali. Che poi vengano puntualmente disattesi all’insaputa degli stessi genitori, è un altro paio di maniche. L’apparenza, almeno, è salva.</p>
<p>Il pregiudizio secondo il quale informare i ragazzi su questi temi, o fornire loro la possibilità di proteggersi, significhi invitarli alla pratica e alla sperimentazione è ancora duro a morire nonostante l’evidente illogicità. Il silenzio non salva la salute e, soprattutto, non incentiva l’adolescente a scelte corrette e responsabili in materia di sessualità.</p>
<p>Eppure, nonostante i dati siano sotto gli occhi di tutti e, si spera, soprattutto di chi è delegato a legiferare in campo educativo, la scuola continua, nelle sue innumerevoli riforme, ad ignorare il problema come se il silenzio fosse sufficiente a negarne l’esistenza, in pieno stile <strong>&#8216;vizi privati, pubbliche virtù</strong>&#8216;.</p>
<p>Che poi sia la stessa società ad addossarsi i costi sanitari e sociali derivanti dalle gravidanze indesiderate o dalla proliferazione di malattie sessualmente trasmissibili, non è e non è mai stato da noi un sufficiente stimolo per abbattere il muro del pregiudizio e affrontare il problema con gli occhi della scienza piuttosto che di una presunta morale sempre più lontana dalla vita e dalle esigenze delle nuove generazioni.</p>
<p>Se nei Paesi più civili si corre al riparo istituendo, come in <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/" target="_blank">Inghilterra</a>, corsi obbligatori di educazione sessuale nelle scuole o, come in Spagna, fornendo alle ragazze al di sopra di 16 anni l’accesso senza ricetta medica alla pillola del giorno dopo, le scelte italiote in questo campo vanno nella direzione opposta: ostruzionismo all’aborto farmacologico, riconoscimento giuridico dell’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/obiezione-di-coscienza-per-i-farmacisti-il-pdl-presenta-un-disegno-di-legge/" target="_blank">obiezione di coscienza per i farmacisti</a> per la vendita dei contraccettivi di emergenza e, ciliegina sulla torta, il desiderio, mai nascosto dal nostro ministro dell’Istruzione, di far diventare curriculare l’ora di religione. Forse la Gelmini intende risolvere il problema sessualità proprio in quella sede: astenetevi perché è peccato. Parola del Signore.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Laicità e diritti civili nel 2009: il punto</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2009/12/laicita-e-diritti-civili-nel-2009-il-punto/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2009/12/laicita-e-diritti-civili-nel-2009-il-punto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 17:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[procreazione assistita]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=1705</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/laicita-e-diritti-civili-nel-2009-il-punto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/bandiera-italia-300x185.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In chiusura d&#8217;anno, pubblichiamo una rapida carrellata, divisa per  argomenti, degli eventi che hanno caratterizzato il 2009 italiano dal punto di vista della laicità e dei diritti civili. Certamente l’elenco sarà incompleto;  tanti e tali sono stati i fatti, le dichiarazioni, le proposte, i decreti, le delibere locali da rendere impossibile elencarli tutti. Tuttavia, invitiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1728" title="bandiera italia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/bandiera-italia-300x185.jpg" alt="bandiera italia" width="268" height="165" />In chiusura d&#8217;anno, pubblichiamo una rapida carrellata, divisa per  argomenti, degli eventi che hanno caratterizzato il 2009 italiano dal punto di vista della laicità e dei diritti civili. Certamente l’elenco sarà incompleto;  tanti e tali sono stati i fatti, le dichiarazioni, le proposte, i decreti, le delibere locali da rendere impossibile elencarli tutti. Tuttavia, invitiamo i lettori a segnalare nei commenti le inevitabili lacune, contribuendo così a creare una traccia utile per capire in quale direzione si stia muovendo il Paese, anche se le premesse non costituiscono nulla di positivo.</p>
<p>La condizione politica nostrana, l’alleanza tra Governo e Vaticano, legati a doppio filo da interessi politici ed economici comuni, la presenza nel Governo di un partito xenofobo quale la Lega, l’assenza di un&#8217;opposizione parlamentare degna di questo nome, ci inducono a pensare che l’elenco degli attacchi alla laicità dello Stato, alla libertà di coscienza e ai diritti civili nel 2010 non sarà meno lungo di questo.</p>
<p>Cogliamo l’occasione per  segnalare anche il <a href="http://retelaicabologna.files.wordpress.com/2009/12/bianche-feste-rete-laica-bologna2.pdf" target="_blank"><strong>Report 2009 sulla laicità</strong></a> pubblicato dalla <strong>Rete laica di Bologna</strong>, un documento che, sebbene di taglio diverso, ci ha aiutati  a redigere l’elenco che vi proponiamo.</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/cronache-varie-da-vaticalia-2009/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Cronache varie da Vaticalia</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/scuola-2009-ora-di-religione-e-finanziamenti-alla-scuola-paritaria/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Scuola: ora di religione e finanziameni alle paritarie</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/immigrazione-e-razzismo-nel-2009/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Immigrazione e razzismo</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/testamento-biologico-2009-meglio-il-vuoto-legislativo/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Testamento biologico: meglio il vuoto legislativo</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/coppie-di-fatto-e-matrimoni-omosessuali-nel-2009-temi-inesistenti/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Coppie di fatto e matrimoni omosessuali: &#8216;temi inesistenti&#8217;</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="../contraccezione-procreazione-assistita-aborto-2009-indietro-di-20-anni/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Contraccezione, procreazione assistita e aborto: indietro di 20 anni</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="../pedofilia-2009-la-chiesa-continua-a-tacere/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Pedofilia nel clero, la Chiesa continua a tacere</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="../censura-2009-pubblicita-e-rete-nel-mirino/" target="_blank"><span style="color: #000066;">Censura: pubblicità e internet nel mirino</span></a></strong></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2009/12/laicita-e-diritti-civili-nel-2009-il-punto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gravidanze tra le minorenni, l&#8217;Europa si mobilita. E l&#8217;Italia?</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/</link>
		<comments>http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[freud]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=728</guid>
		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-731" title="couple-embrace" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg" alt="couple-embrace" width="300" height="199" />In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal <strong>ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls</strong> per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il tasso di concepimento per le ragazze tra i quindici e i diciassette anni è del 4,2%, il più alto d’Europa.</p>
<p>La contraccezione, i pericoli delle malattie veneree e dell’Aids, le istruzioni per un ‘sesso sicuro’, l’omosessualità e l’aborto: questi i temi che verranno trattati con gli studenti ai quali si aggiungeranno, sempre su direttiva del ministro, lezioni specifiche sul pericolo dell’abuso di droghe e di alcol.</p>
<p>In realtà l’ordinamento scolastico inglese già prevede corsi di educazione sessuale dai 5 ai 19 anni, ma come materia facoltativa. I genitori potevano fino ad oggi esonerare i propri figli, un po’ come da noi avviene per l’insegnamento della religione cattolica. La novità introdotta dal ministro Balls  è quella di rendere tale materia curriculare al compimento dei 15 anni di età.</p>
<p>La regola varrà anche per gli istituti scolastici religiosi i quali, però, potranno “<em>tenere lezioni sui precetti di fede</em>&#8221; per quanto riguarda i rapporti al di fuori del matrimonio.</p>
<p>Contro il ministro Balls sono insorte, naturalmente, le <strong>associazioni cattoliche e mussulmane</strong>, che rivendicano il diritto dei genitori di decidere non solo gli argomenti da trattare con i figli, ma anche a quale età introdurli alle tematiche legate al sesso. Il ministro, dal canto suo, ha già ribadito che continuerà per la sua strada, insistendo sul diritto di ogni giovane di essere correttamente informato per poter vivere in modo sicuro e responsabile la sua sessualità.</p>
<p>Di fronte a tale esempio, il paragone con l’Italia è d’obbligo.<br />
Da un’indagine del 2008 della <strong>Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia</strong>, l’informazione sulla contraccezione si può considerare soddisfacente solo per lo 0,3% delle under 19 italiane. Ancora, il primo rapporto sessuale non è protetto per una ragazza su tre e solo il 50% di esse usa metodi anticoncezionali sicuri. Cifre ancor più desolanti per le giovani immigrate, che ricorrono all’aborto 3-4 volte in più delle italiane.</p>
<p>Eppure, nelle nostre scuole non c’è traccia di corsi specifici di educazione sessuale e se un insegnante volenteroso volesse svolgere, in discipline analoghe, temi legati alla sessualità correrebbe seri rischi di denuncia.</p>
<p>La riforma scolastica inglese segue di pochi mesi la<strong> direttiva spagnola</strong> che autorizza la vendita della pillola del giorno dopo senza ricetta medica anche per le minorenni e che abbassa a 16 anni l’età per abortire senza il consenso dei genitori.</p>
<p>Mentre l’Europa, quindi, si mobilita per arginare le gravidanze indesiderate nella fascia più giovane della popolazione e per educare i ragazzi a una sessualità senza rischi, l&#8217;Italia rimane attaccata alle proprie arretrate posizioni culturali.</p>
<p>Nel nostro Paese l’educazione sessuale dei ragazzi è ancora delegata in toto all’istituzione ‘famiglia’ a prescindere dalla sua preparazione, dal suo livello culturale e dalle sue convinzioni religiose. E, nei casi peggiori, a coetanei più &#8216;smaliziati&#8217;. Nessuna veste scientifica ma solo un eventuale ‘buon senso’ a penalizzare ancora una volta i ragazzi delle fasce socialmente meno elevate della popolazione e di quelle a tendenza confessionalista.</p>
<p>In un Paese in cui il solo parlare di coppie di fatto scandalizza la cittadinanza cattolica e benpensante, che vanta un ritardo di oltre vent’anni rispetto alla Francia sull’adozione della pillola abortiva, in cui la visione cattolica della sessualità condiziona tutta la legislazione in merito, è lecito pensare che per recuperare il divario con il resto dei pesi europei su questi temi occorreranno ancora decenni.</p>
<p>Esplicativo, a tal proposito, questo stralcio tratto da una lettera del <strong>1907</strong> di <strong>Sigmund Freud</strong> al dottor Furst che gli chiedeva <em>&#8220;uno scritto sull’educazione sessuale dei bambini</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Che cosa ci si può proporre di ottenere rifiutando ai bambini &#8211; o diciamo ai giovani &#8211; tali spiegazioni sulla vita sessuale dell’uomo? Si teme forse di risvegliare precocemente il loro interesse per queste cose, prima che si ecciti da solo? O si spera occultando le cose di poter trattenere l’istinto sessuale fino a che possa imboccare le sole strade che sono aperte all’ordinamento borghese della società? Si pensa che i bambini non manifesterebbero alcun interesse o alcuna comprensione dei fatti sessuali, se la loro attenzione non vi fosse richiamata da un intervento altrui? Si ritiene possibile che quelle cognizioni che si rifiutano loro, non vengano fornite per altre vie? O si ha davvero seriamente il proposito di ottenere che essi più tardi considerino basso ed esecrabile tutto ciò che ha a che fare con quella sessualità da cui genitori ed educatori li hanno voluti tener lontani il più a lungo possibile?</em>”</p>
<p>E’ da notare che nel 1907 si era appena adottata ufficialmente la tesi secondo la quale il concepimento avviene attraverso l’unione di un ovulo e uno spermatozoo.  Anni luce indietro, dal punto di vista scientifico, dalle nostre attuali conoscenze. Anni luce in avanti, invece, le considerazioni di Freud rispetto alla mentalità dell’Italia cattolica di un secolo dopo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

