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	<title>Cronache Laiche &#187; chiesa</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Le contraddizioni della neve</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 01:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Addei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/le-contraddizioni-della-neve/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/neve-roma-13-large-300x209.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>D&#8217;inverno fa freddo e questo non dovrebbe di per sé fare notizia, ma il gelo che si sta abbattendo sulla penisola in questi giorni sembra essere di una portata quasi eccezionale. Le temperature scendono in picchiata sotto lo zero e addirittura Roma, dove la neve è vista come un evento raro al pari della cometa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/neve-roma-13-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35544" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/neve-roma-13-large-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a>D&#8217;inverno fa freddo e questo non dovrebbe di per sé fare notizia, ma il gelo che si sta abbattendo sulla penisola in questi giorni sembra essere di una portata quasi eccezionale. Le temperature scendono in picchiata sotto lo zero e addirittura Roma, dove la neve è vista come un evento raro al pari della cometa di Halley, si è svegliata sabato mattina completamente imbiancata.<br />
Ma non di quei due fiocchi che <em>tanto non attacca</em>, no. Proprio bianca. Questione di centimetri. E non tarda, insieme alla neve, ad arrivare la polemica tra il sindaco<strong> Alemanno</strong> e <strong>Gabrielli</strong>, capo della Protezione Civile, scatenatasi dopo che la discussa e forse discutibile gestione dell&#8217;emergenza ha bloccato la città per giorni interni, polemica che occupa le prime pagine dei giornali e su cui sono incentrati interi servizi dei telegiornali.</p>
<p>Mentre Alemanno afferma che «<em>gli alberi di Roma non erano abituati a tanta neve</em>» e che a lui era stato detto «<em>che sarebbero scesi 35 mm di neve</em>», dimenticando che <strong>35 mm è una misurazione adatta per la pioggia</strong> e non per la neve, trova anche il tempo per farsi immortalare in una foto ricordo accanto a due fan mentre spala piazzale Medaglie D&#8217;Oro, senza far attendere  il suo invito a «<em>mettersi a spalare</em>». É<em> sul pezzo</em>, tanto che si preoccupa anche di istituire punti di raccolta dove i cittadini possono trovare delle pale. E i romani, un po&#8217; perplessi, un po&#8217; presi alla sprovvista e molto abbandonati a loro stessi, fanno quello che possono.<br />
Intuiscono anche che quei sacchi di sale lasciati sulle scale delle stazione della metropolitana hanno forse un&#8217;utilità maggiore se aperti e sparsi a terra, si ritrovano a combattere con un elemento, la neve, ed annessi oggetti per la sua rimozione, a loro quasi completamente sconosciuti.</p>
<p>I bus si fermano perché senza catene, nemmeno l&#8217;ombra di un&#8217;ambulanza, ma nonostante questo i cittadini non rinunciano a divertirsi e a cadere nella tentazione di tornare un po&#8217; bambini. Complice l&#8217;impossibilità a raggiungere i posti di lavoro e il fatto che le scuole sono chiuse, le famiglie escono di casa, indossando impobabili tute da sci tolte dal fondo di qualche armadio; c&#8217;è che improvvisa uno sci di fondo nell&#8217;isola pedonale di via del Pigneto. I pupazzi di neve gareggiano tra loro.<br />
Il silenzio surreale in cui si è svegliata la capitale sabato mattina, e la conseguente giornata, resterà nella memoria di chi si ha potuto godere di una giornata diversa, e anche, se pur con uno spirito tutt&#8217;altro che lieto, le ore trascorse da alcuni automobilisti bloccati sul Grande Raccordo Anulare rimarranno un indelebile ricordo.<br />
E così via. Gioia e rabbia. <strong>Telenovela e allarme meteo</strong>. Scarico di colpe e “ve l&#8217;avevo detto”.</p>
<p>Ma c&#8217;è qualcosa di cui non si parla, o comunque di cui non si parla abbastanza. Del fatto, per esempio, che molti paesi della provincia laziale, o senza andare troppo lontano dal centro interi quartieri del quadrante Roma Nord, sono <strong>isolati</strong> dalla notte di venerdì o del fatto che anche l&#8217;80% dei centri abruzzesi lo è. E che<strong> l&#8217;Aquila</strong> sta lentamente ed inesorabilmente continuando a crollare sotto il peso della neve: l&#8217;Aquila, dove la portata della <strong>non ricostruzione</strong> e dell&#8217;incuria non è coperta dalla coltre bianca ma se possibile, è messa in evidenza. E poi ci sono i morti, quasi tutti senza tetto che cercano di mettersi al riparo in strutture preposte ma troppo affollate. Mentre sale a dieci il bilancio delle vittime.</p>
<p>A<strong> Treviso, </strong>una<strong> clochard </strong>di 60 anni ha cercato rifugio in un convento di rassicuranti frati, i quali hanno invece pensato bene di chiamare la polizia.<br />
Durante una bufera di neve con la temperatura che scendeva inesorabile fino ad arrivare a -7 gradi, anziché aprire i portoni della casa di Dio li hanno sbarrati chiamando addirittura la polizia, come se una donna che chiede un posto dove dormire per non morire assiderata possa rappresentare un<em> pericolo</em>.<br />
La storia ha avuto un lieto &#8211; o quasi &#8211; fine: la signora è stata accompagnata dalla polizia nella sala d&#8217;aspetto della stazione dei treni. E forse si è salvata proprio per questo.</p>
<p>Tutto finirà presto nel dimenticatoio e saremo presto presi da un&#8217;altra <em>soap opera all&#8217;italiana</em>, la neve sta già lasciando il posto al meno romantico ghiaccio, i pupazzi di neve si sciolgono e restano i fatti. Come quello della signora trevigiana non accolta dai frati, da quei frati che nell&#8217;immaginario collettivo sono buoni, proprio quelli che sono più<em> simpatici</em>  anche ai non credenti, proprio quei frati che hanno chiamato la polizia come risposta a una richiesta di aiuto: sembra che da chi ci si aspetta <strong>carità cristiana</strong> questa non sempre arrivi.</p>
<p>Conviene sperare oramai in <strong>atti di civiltà</strong>, sempre più rari, sempre più laici.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Francesca Addei</div>
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		<title>La corsa a ostacoli della contraccezione d’emergenza</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/la-corsa-a-ostacoli-della-contraccezione-d%e2%80%99emergenza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/pillola-5-giorni-dopo-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Non è ancora giunta a termine la tortuosa strada di EllaOne, la pillola dei cinque giorni dopo. Approdata nelle farmacie italiane alla fine dello scorso novembre dopo tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio Superiore di Sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/pillola-5-giorni-dopo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35415" title="pillola-5-giorni-dopo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/pillola-5-giorni-dopo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Non è ancora giunta a termine la tortuosa strada di <strong>EllaOne</strong>, la pillola dei cinque giorni dopo. Approdata nelle farmacie italiane alla fine dello scorso novembre dopo tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio Superiore di Sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un rapporto a rischio è ancora oggetto di veti e strali, ricatti e minacce.  Al punto da aver condizionato, a fine dicembre, la fuoriuscita di scena della <strong>liberalizzazione dei farmaci di fascia C</strong> (quelli con obbligo di ricetta ma economicamente a carico del paziente) dal decreto Salva Italia. Già, perché accanto ai farmacisti con gli scudi alzati contro una norma che avrebbe tolto loro il monopolio di un business del valore di più di <strong>3 miliardi di euro l’anno </strong>(dati 2010), è scesa in campo l&#8217;influente Chiesa, rappresentata dal <strong>Movimento per la vita</strong>, che ha chiesto ai «<em>parlamentari dichiaratamente sensibili ai valori “non negoziabili” di agire per modificare questi aspetti della manovra</em>», come riporta la rubrica <em>Vatican Insider</em> de <em>LaStampa.it</em>. Richiesta naturalmente accolta dal governo Monti.</p>
<p>Il rischio paventato dal Vaticano era che sia della pillola del giorno dopo sia di quella dei cinque giorni dopo, in quanto farmaci di fascia C, venisse<strong> liberalizzata la vendita</strong>. Il che non avrebbe significato eliminare l’obbligo di prescrizione medica come temevano i porporati, ma solo vendere i contraccettivi d&#8217;emergenza anche nelle parafarmacie e nei supermercati e comunque alla presenza di un farmacista. Ma si sa, quando si parla di libertà le gerarchie ecclesiastiche confondono fischi per fiaschi.  Per ora, quindi, tutti contenti. I farmacisti perché non rinunciano al lucroso monopolio e il Vaticano perché ha scongiurato i sedicenti pericoli di una diffusione più capillare della vendita delle diaboliche pillole. Il che, unito alla campagna pressante affinché anche i farmacisti agiscano “secondo coscienza” e possano rifiutare di vendere alcuni farmaci – nonostante sia per legge interruzione di pubblico servizio – rassicura abbastanza chi cerca di tenere in scacco la vita e la libertà altrui.</p>
<p>Per ora, appunto, perché non è detta l’ultima parola. L’<strong>Aifa</strong> sta definendo proprio in questi giorni i criteri secondo cui alcuni farmaci di fascia C perderanno l’obbligo della prescrizione medica e potranno quindi essere venduti come farmaci da banco. «<em>Abbiamo appena ottenuto</em> &#8211; ha dichiarato Luca Pani, direttore generale dell’Aifa &#8211; <em>le liste di farmaci da banco di tutti i Paesi del mondo. L&#8217;Aifa ha bisogno di documentarsi, perché la parte scientifica è la più importante per noi, e la scienza ha i suoi tempi</em>». Ci piacerebbe credere che sia davvero così, e che magari EllaOne possa essere venduta, come negli Stati Uniti, alle maggiorenni senza obbligo di ricetta. Ma i pregressi ci rendono scettici: è stata l’Aifa stessa, qualche mese fa, a stabilire che la pillola dei cinque giorni dopo potesse essere prescritta solo a valle della presentazione di<strong> test di gravidanza ematico negativo</strong>, rendendo l’Italia l’unico paese al mondo in cui un anticoncezionale di emergenza viene prescritto <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%E2%80%99e-bisogno/">solo se non serve</a></strong>.</p>
<p><em>Dulcis in fundo</em>, un altro attacco all’autodeterminazione delle donne è in agguato: il Movimento per la vita ha presentato al Tar del Lazio un <strong>ricorso contro l’Aifa</strong> chiedendo l’annullamento del via libera alla commercializzazione di EllaOne. «<em>Sotto accusa</em> – si legge nella comunicazione ufficiale del Movimento &#8211; <em>è soprattutto la definizione di </em><em>&#8220;contraccettivo d’emergenza da assumersi entro centoventi ore (cinque giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di altro metodo contraccettivo&#8221; che quindi non può </em>&#8220;<em>costituire un metodo concezionale regolare</em>&#8220;». Ci risiamo. La pillola dei cinque giorni dopo è ritenuta – dalla comunità scientifica mondiale, mica solo dall’Aifa &#8211; un farmaco contraccettivo perché inibisce la fecondazione e impedisce l’impianto nell’utero di un eventuale ovulo fecondato. Ma ciò non basta ai “sostenitori della vita”, che affermano: «<em>La scienza moderna ha determinato che il concepimento di un nuovo individuo vivente appartenente alla specie umana e di conseguenza l&#8217;inizio della gravidanza che ne consente lo sviluppo avviene nel momento in cui il gamete maschile si unisce ad un ovocita materno</em>». Ergo, EllaOne è un farmaco <strong>abortivo</strong> e non <strong>contraccettivo</strong> secondo una non meglio definita «<em>scienza moderna</em>» che avrebbe assunto come portavoce ufficiale proprio il Movimento per la vita. Ma allora, ci chiediamo, perché non dire direttamente che il «<em>concepimento di un nuovo individuo» </em>avviene nell’attimo stesso dell&#8217;insorgere del desiderio sessuale visto che la sua unica motivazione è, secondo questi signori, la procreazione?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>La Chiesa è compatibile con la democrazia?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 01:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Chiometti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/la-chiesa-e-compatibile-con-la-democrazia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/La-Chiesa-compatibile-con-la-democrazia--150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Con tutta la simpatia per l&#8217;ottimo lavoro analitico del professor Michele Martelli dobbiamo dire che purtroppo la domanda che dà il titolo al suo libro &#8220;La chiesa è compatibile con la democrazia?&#8221; è malposta. Il libro infatti analizza con dovizia di particolari tutte le ragioni che portano inconfutabilmente a dire che la Chiesa non è una democrazia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/La-Chiesa-compatibile-con-la-democrazia-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-35384" title="La-Chiesa-compatibile-con-la-democrazia-" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/La-Chiesa-compatibile-con-la-democrazia-.jpg" alt="" width="200" height="289" /></a>Con tutta la simpatia per l&#8217;ottimo lavoro analitico del professor<strong> Michele Martelli</strong> dobbiamo dire che purtroppo la domanda che dà il titolo al suo libro &#8220;<strong><em>La chiesa è compatibile con la democrazia?&#8221;</em></strong> è malposta.<br />
Il libro infatti analizza con dovizia di particolari tutte le ragioni che portano inconfutabilmente a dire che la Chiesa non è una democrazia. Ma se questo era l&#8217;intento il lavoro di  Martelli, è senza dubbio interessante quanto <strong>inutile</strong>.<br />
<strong>Interessante</strong> perché fa sempre bene ricordare tutto quello che i mass media unificati non ci dicono mai: concordati con i peggiori regimi fascisti, repressione della libertà di parola e di stampa, la perenne guerra alle eresie dai Catari al modernismo fino a giungere al relativismo (guerre combattute con mezzi diversi solo perché non è permesso loro attuare le persecuzioni medievali), il mancato sostegno ai diritti umani dell&#8217;ONU, l&#8217;affossamento del Concilio Vaticano II da parte degli ultimi due pontefici, le parole di Ratzinger sorprendentemente uguali a quelle di papi di secoli orsono e che ci vengono spacciate dagli illustri vaticanisti come “grandi novità” eccetera eccetera. <strong>Inutile</strong> perché nella “scoperta” che la Chiesa non è una democrazia  non c&#8217;è niente di nuovo, <strong>Karol Woytjla</strong> e<strong> Joseph Ratzinger</strong> l&#8217;avevano detto chiaramente, quindi bastava leggere le loro dichiarazioni.</p>
<p>La domanda è malposta, dicevamo, perché lascia presupporre che si affronti una questione che nel libro invece non si tratta in alcun modo, ovvero l&#8217;eterna discussione sul<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/tollerare-o-non-tollerare-questo-e-il-dilemma/" target="_blank"> tollerare gli intolleranti oppure no</a>.<br />
Probabilmente l&#8217;autore ha già preso posizione sul conflitto filosofico del concetto di tolleranza che va avanti da secoli, lo si intuisce dal continuo richiamare alle dittature nazifasciste e staliniste. Egli è verosimilmente convinto che una volta assodato che una forza (politica, religiosa, sociale) rifiuta le regole della democrazia (in particolare il flusso di potere che deve andare dal basso verso l&#8217;alto) non può essere tollerata nella stessa. Pena la scomparsa di questa. È una posizione del tutto legittima, tanti pensatori (non ultimo <strong>Karl Popper</strong>) hanno aderito a questa posizione che altrove abbiamo definito pragmatica.</p>
<p>Tuttavia nel confronto filosofico ci sono anche sostenitori della cosiddetta <em>posizione coerente</em>, ovvero coloro che dicono che una democrazia realmente tollerante deve tollerare anche gli intolleranti. Altrimenti per forza di cose non sarebbe tollerante e dunque non sarebbe democrazia.<br />
Quindi la risposta alla domanda che dà il titolo al libro non è così scontata come sembrerebbe dall&#8217;enorme mole di prove portate a sostegno dell&#8217;inconfutabile fatto che la Chiesa ha sempre visto, e probabilmente sempre vedrà (a meno di <strong>evoluzioni darwiniane</strong> imprevedibili) le regole democratiche come un nemico da combattere. Siano esse la libertà di stampa e di espressione, i diritti civili o l&#8217;abolizione dei privilegi che oggi si arroga per sé grazie ai concordati.<br />
Tuttavia va comunque fatto un plauso all&#8217;autore per l&#8217;ottimo lavoro di analisi che rende le pagine piacevoli e utili come manuale da usare per citare le numerose lotte ecclesiastiche contro ogni tipo di modernità.</p>
<p><em>Michele Martelli</em><br />
<strong><em> La chiesa è compatibile con la democrazia?</em></strong><br />
<em> ed. Manifestolibri 2011, € 18,00</em></p>
<div style="color: #ffffff;">Alessandro Chiometti</div>
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		<title>La dottrina sociale cristiana</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 00:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/la-dottrina-sociale-cristiana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/elemosina-di-san-lorenzo-235x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Alla base della dottrina sociale cristiana, che cominciò a chiamarsi così verso la fine dell’Ottocento, c’è il solidarismo interclassista, già professato dai cristiani nei primi secoli, ma depurato dalle aspre invettive contro i ricchi presenti in molti padri della Chiesa. Oratores, bellatores, laboratores. Per il solidarismo interclassista cristiano l’esistenza di ricchi e poveri è conforme a natura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/elemosina-di-san-lorenzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34047" title="elemosina-di-san-lorenzo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/elemosina-di-san-lorenzo-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a>Alla base della dottrina sociale cristiana, che cominciò a chiamarsi così verso la fine dell’Ottocento, c’è il <em>solidarismo interclassista</em>, già professato dai cristiani nei primi secoli, ma depurato dalle aspre invettive contro i ricchi presenti in molti padri della Chiesa.</p>
<p><strong>Oratores, bellatores, laboratores. </strong>Per il solidarismo interclassista cristiano l’esistenza di ricchi e poveri è conforme a natura e regolata in base al principio che i “grandi” si occupano dei “piccoli” e questi ultimi si subordinano ai primi. «<em>Il forte si prenda cura del debole</em>», esortava alla fine del I secolo Clemente I, «<em>e il debole si preoccupi del forte; il ricco sostenga il povero, ma il povero ringrazi Dio per aver dato tanto a coloro per mezzo dei quali si soccorre alla sua indigenza</em>». «<em>Al povero</em>», diceva Agostino, «<em>spetta di chiedere e al ricco di donare</em>».<br />
E nel 1020 Adalberone, vescovo di Laon, ripropone in questa nuova versione l’apologo di Menenio Agrippa: «<em>La casa di Dio, che è creduta una, è divisa in tre: gli uni pregano, gli altri combattono, altri ancora lavorano…. i servizi resi da una sono la condizione delle opere delle altre due; ciascuna a sua volta si incarica di aiutare l’insieme</em>».<br />
E del resto, aveva osservato nel V secolo Teodiceto, vescovo di Cirro, se tutti fossero ricchi «<em>Chi starebbe allora a picconare nelle cave, eppoi chi fornisce pietre da costruzione, chi le ordina e le dispone a dovere, chi costruisce le case, se a ciò non lo spinge la povertà, se non lo obbliga il lavoro?… Il reggitore dell’universo ha destinato, con piena equità e ragione, povertà per gli uni e ricchezza per gli altri</em>».</p>
<p><strong>La questione sociale. </strong>Nel secondo Ottocento la Chiesa, di fronte all’avanzata dei socialisti e dei comunisti, ripropose e aggiornò questo interclassismo con l’intento di conciliare le richieste dei lavoratori con le esigenze dei ricchi e la difesa delle loro proprietà.<br />
Se Pio IX si limitò a condannare quanti usano  i «<em>poverelli</em>», «<em>gli operai e le altre persone di basso stato» per «invadere, manomettere, dilapidare le proprietà», Leone XIII affermò che la Chiesa, pur riconoscendo «disuguaglianza tra gli uomini, naturalmente diversi per forze fisiche ed attitudine d’ingegno</em>» e ritenendo «<em>inviolabile per tutti il diritto di proprietà…che dalla stessa natura deriva</em>», non dimentica «<em>la causa dei poveri… anzi, con materno affetto, se li stringe al seno… Incalza poi i ricchi col gravissimo precetto di dare ai poveri il superfluo, e li spaventa intimando loro il giudizio divino, secondo il quale se non verranno in aiuto dell’indigenza saranno puniti con eterni supplizi» nell’altra vita. Infine favorisce lo sviluppo delle «società artigiane ed operaie</em>» – veri sindacati gialli – «<em>che, poste sotto la tutela della Religione, avvezzino tutti i loro soci a considerarsi contenti della loro sorte, a sopportare la fatica e a condurre sempre una vita quieta e tranquilla</em>».<br />
Anche nella prima enciclica sociale, la <em>Rerum novarum</em> (1891), il papa non va oltre questo: benché attento a suggerire provvidenze per i lavoratori, indica come «<em>diritto di natura</em>» la proprietà privata dei mezzi di produzione ribadendo che le disuguaglianze sono giuste, volute da Dio e socialmente utili come la diversità delle membra nel corpo umano, secondo l’indimenticato apologo di Menenio Agrippa. Dolore e fatica, poi, si spiegano secondo il papa come «<em>ree conseguenze del peccato</em>», che peserebbero su alcuni più che su altri non si sa perché…</p>
<p><strong>L’elemosina ultima frontiera. </strong>Dopo il crollo del socialismo reale Giovanni Paolo II sentì  l’esigenza di non appiattirsi del tutto sulla difesa della proprietà privata capitalista. Ma lo sforzo di tenere insieme la tradizionale difesa della proprietà privata con una rivalutazione della proprietà comune, elogiata da molti padri della Chiesa, sfocia in questo pasticciato compromesso del <em>Catechismo della Chiesa cattolica</em> (1992): «<em>La destinazione universale dei beni rimane primaria, anche se la promozione del bene comune esige il rispetto della proprietà privata, del diritto ad essa e del suo esercizio</em>». (§ 2403).<br />
Ma come si potrà assicurare una destinazione universale dei beni, se la loro proprietà e il loro uso resta un diritto esclusivo dei privati che li detengono?<br />
La soluzione la suggerisce Benedetto XVI nel <em>Messaggio per la Quaresima 2008</em>, spiegandoci che i padroni non sono «<em>proprietari bensì amministratori</em>» dei loro beni, i quali «<em>non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso cui il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo</em>».<br />
In altre parole spetta ai padroni, in quanto «<em>amministratori</em>», di decidere se e come i loro beni debbano avere una «<em>destinazione universale</em>» e essere usati, come raccomanda Benedetto e  già dicevano Clemente I e Leone XIII, per «<em>soccorrere i poveri</em>» e «<em>dare il superfluo</em>». L’elemosina resta per la Chiesa, anche nel terzo millennio, il top della dottrina sociale cristiana.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>Matrimonio gay: il nome della cosa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/matrimonio-gay-il-nome-della-cosa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/microsoft-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Leggendo una recente intervista concessa al Quotidiano.net dal vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso, spicca la posizione &#8211; apparentemente &#8211; aperta di quest’ultimo sulle unioni civili, persino quelle omosessuali. Dopo aver liquidato le sempre più diffuse convivenze (specie tra i giovani) come «elemento di poca sicurezza», «paura delle responsabilità» e «disistima del matrimonio», il monsignore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/microsoft.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34920" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/microsoft-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Leggendo una recente <a href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/01/11/651009-vescovo_urso_stato_riconosca_unione.shtml">intervista</a> concessa al <em>Quotidiano.net</em> dal vescovo di Ragusa, <strong>mons. Paolo Urso</strong>, spicca la posizione &#8211; apparentemente &#8211; aperta di quest’ultimo sulle <strong>unioni civili</strong>, persino quelle omosessuali. Dopo aver liquidato le sempre più diffuse convivenze (specie tra i giovani) come <em>«elemento di poca sicurezza»</em>, <em>«paura delle responsabilità»</em> e <em>«disistima del matrimonio»</em>, il monsignore gentilmente concede che lo <strong>Stato laico</strong> (bontà sua) deve prendere atto della realtà e legiferare sulle unioni civili, anche omosessuali, fermo restando che la <em>valutazione morale </em>spetta ad altri (leggi: alla Chiesa). E a patto che siano chiamate <em>«con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo»</em>.</p>
<p>Puntuali e prevedibili sono arrivate le polemiche: i <em>talebani</em> di <strong>Pontifex</strong> reclamano a gran voce<em> tutte le sanzioni del caso</em> nei confronti dell&#8217;incauto prelato (il quale infatti farà una mezza marcia indietro dando sostanzialmente colpa dell&#8217;<em>equivoco</em> al giornalista del <em>Quotidiano</em>). Ironia della sorte: impossibile, pur mettendocela tutta, non notare che in bella evidenza nelle colonne laterali nella home page di Pontifex, uno spiritello maligno &#8211; o magari il demonio in persona &#8211; ha infilato il banner di un sito francese per incontri <em>pour celibataires exigeants</em>, dove uomini e donne possono &#8216;incontrarsi&#8217; tra di loro, ma anche incontrare persone del loro stesso sesso!</p>
<p>Anche <strong>Massimo Introvigne</strong>, filosofo cattolico, fondatore del Censur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) ed ex delegato dell&#8217;<strong>Osce</strong> per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e le discriminazioni (ruolo, come stiamo per vedere, assegnatogli non certo per meriti sul campo della lotta a <em>tutte</em> le discriminazioni), si è lanciato in una esibizione di<strong> intolleranza</strong> di prima grandezza: per cominciare il suo <a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-caro-mons-ursosulle-coppie-gay-si-sbaglia-4223.htm">rimprovero</a> al vescovo di Ragusa, afferma che <em>«se si arrivasse a chiamare &#8216;matrimonio&#8217; un’unione fra persone dello stesso sesso questo causerebbe seri problemi sociali»</em>. Come sempre accade, questo tipo di affermazione non viene mai seguita da una dimostrazione logica; poi, dopo aver paventato l&#8217;estrema pericolosità dell&#8217;eventuale riconoscimento delle unioni civili (anche eterosessuali) etichettate come <em>«rischio mortale per la famiglia»</em> (anche qui: affermazione senza dimostrazione), introduce &#8211; citando il filosofo francese Thibaud Collin &#8211; il concetto di <em>legge del piano inclinato</em>: <em>«Se si apre la porta al riconoscimento di queste unioni con il nome di PACS, DICO o simili, il matrimonio è dietro l’angolo come tappa successiva».</em> E via delirando di questo passo, in quello che è il <strong>manifesto ideologico</strong> della discriminazione di genere e dell&#8217;omofobia.</p>
<p>Altra è invece la musica che arriva in questi giorni da oltre oceano: meno di due anni fa, il gigante dell&#8217;informatica <strong>Google</strong>, già apertamente schierato a favore del matrimonio gay, aveva deciso di aumentare lo stipendio ai propri dipendenti omosessuali, perché questi godono di sgravi fiscali minori rispetto ai colleghi eterosessuali e sono costretti a pagare più tasse per coprire le spese sanitarie dei loro partners. Ai suoi dipendenti gay, inoltre, Google concede lo stesso numero di ore di permesso per questioni mediche o familiari.</p>
<p>Ora, è l&#8217;altro gigante nonché concorrente di Google, e cioè<strong> Microsoft</strong>, a schierarsi apertamente in favore dei diritti delle persone glbt. L&#8217;azienda di Bill Gates spinge affinché lo stato di <strong>Washington</strong> (dove ha sede legale) approvi una legge sui matrimoni omosessuali: <em>«il patrimonio di Microsoft»</em>, si legge in un comunicato, <em>«è una forza lavoro di talento e diversificata come i nostri clienti. Dal momento che altri stati riconoscono il diritto al matrimonio per tutti, gli impiegati di Washington sono svantaggiati se non possiamo offrire lo stesso ambiente, equo e inclusivo ai nostri dipendenti, al nostro personale e alle loro famiglie. Questa legge metterebbe i lavoratori di Washington sullo stesso piano di quelli degli altri sei stati che hanno già riconosciuto le relazioni stabili delle coppie dello stesso sesso. Approvare la legge farebbe bene ai nostri affari e all&#8217;economia dello Stato (&#8230;) Noi ci sforziamo di promuovere attivamente la diversità, l&#8217;equità e l&#8217;inclusione nel posto di lavoro»</em>. Cose dell&#8217;altro mondo!</p>
<p>Intanto in <strong>Olanda</strong>, primo paese al mondo  (oltre dieci anni fa) a concedere ai suoi cittadini omosessuali la possibilità di contrarre un matrimonio civile equiparato in tutto a quello eterosessuale, il Parlamento ha varato una norma che rende passibili di denuncia per violazione della legge contro le discriminazioni quei pubblici ufficiali che, nel nome dell&#8217;obiezione di coscienza, dovessero rifiutarsi di celebrare un matrimonio gay. Sulla scia di quanto già predisposto in <strong>Irlanda</strong>, dove nella legge varata nel luglio del 2010 sul <em>Civil partnership bill</em> era inserita una clausola che prevede severe sanzioni per gli eventuali obiettori, incluso il carcere.</p>
<p>Questo succede, sia pure con lentezza e non senza difficoltà, in quei paesi dove il controllo della religione sulla vita privata dei cittadini e sulla politica non è così asfissiante come qui: come minimo se ne può parlare, in un dibattito non viziato irrimediabilmente dal <strong>pregiudizio ideologico</strong>. In un contesto simile, le consuete obiezioni al matrimonio gay (e in genere all&#8217;affermazione civile delle persone glbt) possono facilmente essere confutate, smontate pezzo per pezzo con dimostrazioni pratiche di infondatezza; e quello che resta (il fine ultimo del procedimento), tolte le sovrastrutture ideologiche e gli artifizi retorici, sarà, limpida nella sua chiarezza, la vera ragione della contrarietà: l&#8217;odio, l&#8217;intolleranza, il razzismo. E la nostalgia dell&#8217;<strong>assolutismo</strong>, essenza della religione, l&#8217;arroganza prepotente di chi si vuole imporre pur non avendo alcun titolo per farlo.</p>
<p>Per inciso: se il problema è quello esposto da mons. Urso, cioè quello del <strong>nome</strong> da dare all&#8217;istituto delle unioni civili e del matrimonio civile, ebbene, che si conceda alla religione il <em>copyright</em> della parola <em>matrimonio</em> (sebbene non ce l&#8217;abbia), se questo fosse utile per ottenere finalmente uno straccio di <strong>progresso civile</strong>.</p>
<p>Progresso che, come abbiamo <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/gay-friendly-e-solo-business/">già visto</a> in altre circostanze, arriva prima se viaggia sulle ali del <em>business</em>, piuttosto che su quelle della politica: la casa automobilistica francese <strong>Renault</strong> starebbe per immettere nel circuito commerciale televisivo un nuovo spot, dove si reclamizza il modello <em>Twingo</em> sullo sfondo di un serenissimo (normale,  se questa parola avesse un significato) matrimonio omosessuale. Lo spot è già visibile su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1pwN-yiho4M">YouTube</a>: guardatelo, prima che intervenga la censura.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Zitto!, il papa ti ascolta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/zitto-il-papa-ti-ascolta/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/sul-volto1.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lo spettacolo di Castellucci in cartellone al Parenti di Milano (Sul concetto di volto nel figlio di Dio) ha suscitato grandi dibattiti soprattutto per le reiterate richieste di vietarlo, avanzate non solo da quattro lefevriani fuori di testa ma dal vescovo ciellino di Milano Angelo Scola e dal papa. Quel che colpisce nella discussione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/sul-volto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-34873" title="sul-volto1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/sul-volto1.jpg" alt="" width="197" height="132" /></a>Lo spettacolo di <strong>Castellucci</strong> in cartellone al Parenti di Milano (<em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/francia-integralisti-cattolici-contro-teatro-blasfemo/" target="_blank">Sul concetto di volto nel figlio di Dio</a></em>) ha suscitato grandi dibattiti soprattutto per le reiterate richieste di vietarlo, avanzate non solo da quattro lefevriani fuori di testa ma dal vescovo ciellino di Milano Angelo Scola e dal papa.</p>
<p>Quel che colpisce nella discussione è che quasi tutti, con la lodevole eccezione di un appello di tre critici teatrali contro la censura, entrano nel merito dell’opera. La condanna, e chiede di vietarne la rappresentazione, chi la giudica «blasfema»; la difende e  la vuole in cartellone chi, come l’autore stesso, la ritiene «profondamente cristiana».<br />
E chi non ama il volto del figlio di dio, chi lo trova falso e datato, chi considera il suo messaggio un modo ipocrita di raccontare ai poveri la favola delle beatitudini per «sistemare la casa ai ricchi», come dice Agostino credendolo un complimento? Deve tacere, perché «ferirebbe» i credenti.</p>
<p>Insomma, in Italia, c’è piena <strong>libertà di espressione</strong> in materia di religione, purché si manifestino sentimenti cristiani. Un po’ come per l’<strong>Ici</strong>: la Chiesa potrebbe alla fine anche pagarla purché limiti e modi si contrattino con lei, trovando una soluzione «condivisa».<br />
E’ invece escluso che l’Ici sia fatta pagare in base a quanto stabilito per legge e che a teatro (dove va chi vuole) si rappresenti qualsiasi spettacolo che non configuri un reato – indipendentemente da quel che pensano la Cei, il papa e compagnia cantando.</p>
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		<title>A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio. Oppure no?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 00:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Addei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/a-cesare-quel-che-e-di-cesare-a-dio-quel-che-e-di-dio-oppure-no/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/sanpietro-300x197.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Da l 7 gennaio a piazza San Giovanni a Roma sono accampati vari ragazzi provenienti da Spagna, Belgio, Finlandia, un paio arrivano dalla piazza newyorkese di (Occupy) Wall Street, c&#8217;è un&#8217;australiana. Partecipano a una marcia partita il 7 novembre da Nizza e diretta ad Atene, e durante la tappa di Roma hanno istituito un&#8217;Agorà, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/sanpietro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34354" title="Alberodinatale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/sanpietro-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Da l 7 gennaio a piazza San Giovanni a Roma sono accampati vari ragazzi provenienti da Spagna, Belgio, Finlandia, un paio arrivano dalla piazza <em>newyorkese</em> di <em>(Occupy)</em> Wall Street, c&#8217;è un&#8217;australiana. Partecipano a una marcia partita il 7 novembre da Nizza e diretta ad Atene, e durante la tappa di Roma hanno istituito un&#8217;<em>Agorà</em>, cioè un&#8217;assemblea permanente aperta a tutti i cittadini per discutere di svariati temi, dalla crisi economica alla speculazione finanziaria mondiale, passando per le probabili ed auspicabili forme di partecipazione.</p>
<p>Sabato 14 gennaio decidono di andare a <strong>piazza San Pietro</strong> dove il presidente del Consiglio Mario Monti è in udienza dal papa: seduti in cerchio, urlano slogan come «<em>No violenza!</em>», alzano in aria le mani bianche in segno di pace. Ma il loro messaggio e la loro richiesta di soluzioni hanno avuto in risposta, come al solito, solo manganelli; le forze dell&#8217;ordine hanno fermato tre di loro e quando gli altri hanno provato a impedire che una volante lasciasse la piazza portando con sé i ragazzi, sono partite le cariche di <em>alleggerimento</em>, che tanto &#8220;leggere&#8221; non sono. Nasi sanguinanti e colluttazioni davanti allo sguardo sbigottito, e al silenzio imbarazzante, dei fedeli.</p>
<p>Alcuni di loro dicono: «N<em>on ci aspettavamo l&#8217;intervento del Vaticano, ma almeno ci speravamo</em>». Effettivamente un intervento c&#8217;è stato anche non proprio quello di condanna alla violenza che gli indignados si aspettavano. Giunge infatti nella serata di sabato la dichiarazione del <strong>direttore della sala stampa della Santa Sede</strong>, padre Federico Lombardi: «<em>Per le azioni compiute e le espressioni usate, gli indignados hanno voluto utilizzare la piazza in modo evidentemente improprio, non coerente con la natura del luogo, e quindi è stato ritenuto giusto e opportuno allontanarli, con la collaborazione delle forze dell&#8217;ordine</em>». Risponde di contro Giovanni, 24 anni, uno dei pochi a parlare italiano: «<em>Siamo venuti a manifestare a San Pietro, per riappropriarci di una piazza che come tutte le altre deve essere del popolo. Il nostro è stato anche un gesto simbolico per sottolineare che l&#8217;istituzione-Vaticano ha tante ricchezze e non paga le tasse, non paga la crisi</em>».</p>
<p>E&#8217; evidente che in un momento di crisi totale e destabilizzante come questo, dove i disoccupati continuano a suicidarsi con una cadenza allarmante, il ministro del Lavoro piange in diretta chiedendo ai cittadini duri sacrifici, dove si fanno i conti con la tassa sulla prima casa che, e sembra addirittura scontato ribadirlo, non si tratta di bene di lusso, ma spesso soltanto frutto di anni di sacrifici, stona la <strong>campana di vetro</strong> nella quale vive la Chiesa. Che usufruisce di forti agevolazioni fiscali, giustificate da finalità assistenziali, sanitarie o educative di alcune sue attività. L&#8217;<strong>Ici</strong>, ad esempio. Circa gli immobili a uso commerciale la questione fu oggetto di vari studi e discussioni fino a che nel 2005 il governo Berlusconi, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere e quindi dall&#8217;inizio della campagna elettorale, la elimina in maniera totale e definitiva da ogni tipo di immobile appartenente alla Chiesa. Nel 2007 Prodi modifica leggermente il decreto prevedendo che l’esenzione dell’ICI si possa applicare solo agli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali”.  Il risparmio annuo per la Chiesa e la conseguente perdita per il fisco italiano si aggira intorno ai <strong>500milioni di euro l&#8217;anno</strong>. La legge in questione è da tempo oggetto di indagini da parte dell’Unione Europea.</p>
<p>Vale la pena notare poi un&#8217;altra bizzarra “eccezione”: la fornitura idrica è gratuita per la Città del Vaticano, come previsto dall’articolo 6 del Trattato tra il Vaticano e il Regno d’Italia del 1929. Accordo non modificato con la revisione del Concordato del 1984.</p>
<p><a href="http://icostidellachiesa.it/" target="_blank">Un&#8217;inchiesta dell&#8217;UAAR</a> (Unione atei agnostici razionalisti) rende pubblici i finanziamenti alla Chiesa, cioè quanto la Chiesa vada a prelevare ogni anno dalle tasche dei cittadini e come dato finale emerge la cifra di più di<strong> 6 miliardi l&#8217;anno</strong>. Va a concorrere alla formazione di questa enorme cifra l&#8217; <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/" target="_blank">8&#215;1000</a></strong>, meccanismo creato da Giulio Tremonti attraverso il quale i soggetti abilitati a ricevere questa donazione, tra cui spicca naturalmente la Chiesa, si spartiscono in proporzione anche le quote di chi decide di non destinarlo a nessuno. E chi prende questa decisione è la maggioranza delle persone.</p>
<p>Va a finire così che alla Chiesa, naturalmente la più scelta, vanno i circa 400 milioni ad essa destinati da cittadini devoti, ai quale si aggiungono altri 650 milioni circa non dovuti. Per non parlare della parte dell&#8217;8&#215;1000 destinata agli edifici di culto.</p>
<p>Un&#8217;altra sostanziosa parte di questi sei miliardi, arriva nelle tasche della Chiesa sotto forma di contributi alle scuole private cattoliche o di stipendi per gli insegnanti di religione nella scuola pubblica. Ci ritroviamo a pagare, anche noi non credenti, affinché le nuove generazioni vengano cresciute seguendo degli insegnamenti in cui non crediamo.</p>
<p>D&#8217;altra parte cosa dobbiamo aspettarci? La Chiesa professa amore, carità, accoglienza, pace. La stessa Chiesa che sabato ha lasciato che venissero manganellati dei giovani innocui, la stessa Chiesa che si ostina a non porsi il problema della crisi economica e dei sacrifici richiesti ai cittadini.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Francesca Addei</div>
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		<title>16 battesimi e nessun funerale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 01:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/16-battesimi-e-nessun-funerale/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine6-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Lui in sobrio abito scuro, cravatta in tinta, bianco colletto apocalitticamente candeggiato e mento accuratamente rasato; lei in elegante pastrano scuro come la notte, dal collo abbondante, mêches bionde sui capelli castano chiaro, trucco naturale; in braccio (alla madre, rigorosamente) il pupo biancovestito con abito dal prezioso strascico. L&#8217;ennesimo secondo o terzo matrimonio di qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine6.jpg"><img class="size-medium wp-image-34115 alignleft" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine6-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Lui in sobrio abito scuro, cravatta in tinta, bianco colletto apocalitticamente candeggiato e mento accuratamente rasato; lei in elegante pastrano scuro come la notte, dal collo abbondante, <em>mêches</em> bionde sui capelli castano chiaro, trucco naturale; in braccio (alla madre, rigorosamente) il pupo biancovestito con abito dal prezioso strascico. L&#8217;ennesimo secondo o terzo matrimonio di qualche star del cinema francese non più di primo pelo? Le nozze di una oscura coppia di regnanti europei già baciati dalla dea della fecondità?<br />
Niente di tutto ciò. Si tratta della fotografia di uno dei battesimi che sono stati celebrati da <strong>papa Ratzinger</strong> nell&#8217;invidiabile scenario della Cappella Sistina in occasione del <strong>Battesimo del Signore</strong>, festa religiosa che cade ogni anno la prima domenica dopo il 7 gennaio.<br />
L&#8217;occasione di quest&#8217;anno ha visto ben sedici neonati, non certo figli delle barbone di Termini bensì, più appropriatamente, progenie di altrettante rispettabili coppie di dipendenti vaticani, che hanno atteso tra un pianto e un vagito di essere inumiditi dalle mani papali, facendo così il loro ingresso nel <em>jet-set</em> della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.</p>
<p>Ignare bamboline in candido taffetà, <strong>i piccoli battezzati</strong> c&#8217;entrano assai poco, a onor del vero, con la festa che il Vaticano ha inteso celebrare in modo così smaccatamente hollywoodiano, e cioè il ricordo del battesimo di Gesù: anzitutto per l&#8217;ambientazione. Non le carni michelangiolesche né i corpi austeri dei genitori vaticani, ma la promiscuità dei bagnanti del Giordano ha fatto da cornice, duemila anni or sono, all&#8217;evento che si intende onorare. Che pensare, poi, del fatto che il battesimo di Gesù sia stato officiato, per così dire, da un laico, ossia da quel profeta chiamato giustamente Giovanni <em>il battezzatore</em> che tutto era fuorché un sacerdote ammantato di lucidi broccati? E infine, soprattutto, quando si è fatto battezzare da Giovanni nelle acque del Giordano Gesù <strong>non era un bambino</strong>.<br />
<em>«Il battesimo»</em>, ha detto il papa evidentemente dimentico che, oltre ai lustrini cattolici apostolici romani, esiste al mondo una varietà di religioni che per chi le professa sono state donate all&#8217;uomo da Dio tanto come il cattolicesimo,<em> «è la prima scelta educativa»</em>. Difficile immaginare che, estrema unzione a parte, possa esisterne un&#8217;ultima; ma come slogan cinematografico va decisamente bene così.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Il sesso del papa</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 01:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/il-sesso-del-papa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger-300x293.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Si sussurra da sempre, ma in pubblico non si dice. Si vocifera da prima che salisse al soglio pontificio, quindi in tempi non sospetti; ma non se ne deve parlare, non sia mai. Poi, di tanto in tanto, esce fuori qualcuno che prova a parlarne pubblicamente: Joseph Ratzinger sarebbe omosessuale. L&#8217;ultima in ordine di tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33881" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-ratzinger-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" /></a>Si sussurra da sempre, ma in pubblico non si dice. Si vocifera da prima che salisse al soglio pontificio, quindi in tempi non sospetti; ma non se ne deve parlare, non sia mai. Poi, di tanto in tanto, esce fuori qualcuno che prova a parlarne pubblicamente: Joseph Ratzinger sarebbe omosessuale. L&#8217;ultima in ordine di tempo a parlarne è stata la tedesca <strong>Uta Ranke Heinemann</strong>, in una intervista concessa al magazine <em>Vice</em>.</p>
<p>Teologa e scrittrice, la Heinmann è stata la prima donna ammessa all&#8217;insegnamento della teologia dalla Chiesa, e sempre dalla Chiesa poi allontanata dall&#8217;insegnamento e infine scomunicata, per aver messo in dubbio l&#8217;interpretazione letterale della verginità di Maria. Dunque, sebbene la Heinemann conosca personalmente papa Benedetto XVI per esserne stata compagna di studi all&#8217;università, per il suo allontanamento dalla Chiesa ufficiale potrebbe anche essere sospettabile di parzialità o risentimenti personali, sulle questioni che riguardano la dottrina cattolica, la teologia e lo stesso papa, ma come dicevamo non è l&#8217;unica a pensarlo. E comunque tutto questo a noi non interessa, perché le sue dichiarazioni &#8211; e le voci che circolano tra il <em>popolino</em> da lungo tempo &#8211; le prenderemo con beneficio di inventario, così come quelle che vogliono <strong>monsignor Georg Ganswein</strong> presunto compagno di Ratzinger; il fido, silenzioso e <em>belloccio</em> Georg, che segue il suo papa come un&#8217;ombra, che spunta dietro di lui in ogni occasione, anche quelle apparentemente insignificanti (nella foto sotto, i due nella cerimonia di consegna di un <em>Piaggio Ape</em> speciale e un <em>suv Dr</em>, donati al Vaticano nel 2008).</p>
<p>Dunque, solo voci, malignità; siamo d&#8217;accordo, ma concedeteci solo per un minuto di <strong>far finta che sia vero</strong>: il papa è gay. E allora? A parte il fatto ovvio &#8211; ma non per tutti &#8211; che essere omosessuali non è una limitazione o uno svilimento della natura umana, è stata dimostrata più volte, e dunque non è affatto sorprendente, la <strong>correlazione</strong> tra l&#8217;omofobia interiorizzata e quella eterodiretta; ma a parte questo, siamo uomini di mondo, abbiamo fatto tutti il <em>militare a Cuneo</em> (tre anni) e sappiamo benissimo quanti omosessuali, praticanti o meno, ci sono nella Chiesa, a tutti i livelli; non ci scandalizziamo di certo per una ulteriore dimostrazione di incoerenza, e arrogante ipocrisia cattolica.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lape-calessino-per-papa-benedetto-xvi_2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-33882" style="margin-left: 10px; " src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lape-calessino-per-papa-benedetto-xvi_2-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>Anzi, sempre se fosse tutto vero, noi laici faremmo ancora di più: offriremmo la nostra <strong>solidarietà</strong> al pontefice, rivendicando per lui come per tutti il diritto a vivere pienamente la sua esistenza secondo la sua natura, eventualmente anche in una sana vita di relazione. Un ruolo pubblico non  deve necessariamente compromettere la vita privata nei suoi aspetti più intimi (e qui, attenzione, faremmo uno sforzo davvero titanico: perché se si parla di moralisti, e soprattutto del <strong>principe dei moralisti</strong>, allora il privato deve obbligatoriamente essere coerente con la missione pubblica, sennò il tutto si ridurrebbe a una gigantesca, beffarda <strong>buffonata</strong>). Non saremmo laici e libertari fino in fondo, se facessimo eccezioni di sorta.</p>
<p>In soccorso del pontefice e del suo ipotetico compagno, nella remota ipotesi fosse tutto vero, s&#8217;intende, arriverebbe infine il <strong>Parlamento europeo</strong>, quello accusato ogni tre per due di essere massone e anticristiano: in una <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0427+0+DOC+XML+V0//IT">risoluzione</a> del 28 settembre scorso, l&#8217;aula di Strasburgo ha ribadito che le persone omosessuali &#8211; bisessuali e transessuali &#8211; hanno il <strong>diritto alla famiglia</strong>, ovvero gli Stati devono garantire loro la possibilità di formarsene una e poter vivere serenamente e pubblicamente la loro natura quanto e come tutti gli altri cittadini del continente. In particolare, il Parlamento europeo «<em>ricorda che lo strumentario per la promozione e la tutela dell&#8217;esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), messo a punto dal gruppo di lavoro sui diritti umani del Consiglio dell&#8217;Unione europea, cita tra i settori prioritari di azione la decriminalizzazione dell&#8217;omosessualità nel mondo, l&#8217;uguaglianza e la non discriminazione nonché la protezione dei difensori dei diritti umani»</em>; invita «<em>gli Stati membri a promuovere sistematicamente, in partenariato con i paesi terzi, la tutela e il rispetto dei diritti umani relativi all&#8217;orientamento sessuale e all&#8217;identità di genere presso le Nazioni Unite e gli altri forum multilaterali nonché, a livello bilaterale, nei rispettivi dialoghi sui diritti umani»; </em>inoltre<em> «si rammarica che nell&#8217;Unione europea i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ivi inclusi il diritto all&#8217;integrità fisica, alla vita privata e alla famiglia, il diritto alla libertà di opinione, di espressione e di associazione, il diritto alla non discriminazione, il diritto alla libera circolazione anche per le coppie omosessuali e le relative famiglie, il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ricevere cure mediche, nonché il diritto di asilo, non siano ancora sempre pienamente rispettati». </em>Infine<em> «condanna con assoluta fermezza il fatto che, in alcuni paesi, anche all&#8217;interno dell&#8217;Unione, l&#8217;omosessualità, la bisessualità o la transessualità siano ancora percepite come una malattia mentale e chiede agli Stati membri di affrontare questo fenomeno; chiede in particolare la depsichiatrizzazione del percorso transessuale, transgenere, la libera scelta del personale di cura, la semplificazione del cambiamento d&#8217;identità e una copertura da parte della previdenza sociale».</em></p>
<p>Ecco: fosse per noi, un ipotetico pontefice omosessuale e convivente potrebbe dormire sonni tranquilli. Ma tanto &#8211; per quanto riguarda Ratzinger &#8211; non è vero niente.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Non di sola ICI</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/non-di-sola-ici/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/ici-260x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In tempi di crisi e di tasse sulla prima casa è comprensibile che l’attenzione si concentri sul denaro che la Chiesa porta via allo stato evadendo  l’ICI. Ma non si tratta solo di denaro, né solo di ICI. La truffa dell’8xmille. Secondo un’inchiesta dell’UAAR, la Chiesa cattolica ci costa ogni anno oltre 6 miliardi. Di questi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/ici.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33766" title="ici" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/ici-260x300.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a>In tempi di crisi e di tasse sulla prima casa è comprensibile che l’attenzione si concentri sul denaro che la Chiesa porta via allo stato evadendo  l’ICI. Ma non si tratta solo di denaro, né solo di ICI.</p>
<p><strong>La truffa dell’8xmille. </strong>Secondo un’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/san-privilegio-prega-per-noi/" target="_blank">inchiesta dell’UAAR</a>, la Chiesa cattolica ci costa ogni anno oltre 6 miliardi. Di questi, sempre secondo la stessa inchiesta, solo l’8% è costituita dall’evasione dell’ICI (500 milioni), mentre oltre un terzo (2 miliardi e 270 milioni) è dato dalla pioggia di sgravi fiscali, esenzioni, riduzioni, agevolazioni, stipendi, contributi vari a enti ecclesiastici, compresi gli “spiccioli” per l’assistenza spirituale a poliziotti, carcerati, malati, forze armate (67 milioni).<br />
Oltre un miliardo va poi alla Chiesa ogni anno dall’8xmille, grazie a un <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/" target="_blank">meccanismo truffaldino</a> – non per caso inventato dal leghista vaticano Giulio Tremonti – in base al quale i soggetti abilitati a ricevere l’8xmille (stato, chiesa, alcune altre religioni) si spartiscono in proporzione all’8xmille ricevuto anche le quote di chi non lo destina a nessuno. E sono la maggioranza. Così alla Chiesa, che è la più scelta, vanno oltre ai 400 milioni ad essa destinati da cittadini devoti, altri 650 milioni circa non dovuti. La Chiesa incassa inoltre la parte dell’8xmille dello stato destinata a edifici di culto (66 milioni).</p>
<p><strong>Indottrinamento a nostre spese. </strong>Infine, ed è ancora più rilevante, <em>oltre un terzo dei sei miliardi</em>, va alla Chiesa sotto forma di contributi alle scuole private cattoliche (700 milioni) o di stipendi per gli insegnanti di religione nella scuola pubblica (<em>un miliardo e mezzo</em>), ossia per consentirle di indottrinare a nostre spese le giovani generazioni.<br />
Per questa via la Chiesa non ci ruba solo<em> soldi</em> ma anche <em>laicità</em> usando risorse pubbliche, quindi anche dei non credenti o dei diversamente credenti, per potenziare le sue scuole e per finanziare un’ora settimanale di propaganda presso i giovani, dall’asilo fino alla maggiore età. Il furto, pur ragguardevole, di pubblico denaro è quindi parte di un disegno più vasto mirante non solo a arricchire la Chiesa ma a radicarla ancora più saldamente nel cuore dello stato, con lo scopo di farlo tornare ad essere uno stato confessionale, con leggi conformi alla dottrina cattolica e dettate dal Vaticano.<br />
<strong><br />
Coscienze in libertà vigilata. </strong>In questa direzione va anche l’attivistica invadenza con cui la Chiesa è intervenuta al momento del cambio di governo per assicurarsi che nel passaggio da Carnevale a Quaresima restasse nell’esecutivo una robusta presenza di cattolici: atei devoti e scoperecci o grigi monogami tutti banca e chiesa poco importa.<br />
Con in più una novità inquietante: l’obbligo per i politici cattolici di una ferrea sottomissione al Magistero, rivendicata da Bagnasco il 17 dicembre scorso nell’intervento alla<em> Giornata di riflessione sulla formazione sociale e politica </em>di Retinopera (cartello di varie associazioni cattoliche).<br />
In tale occasione – si legge nell’articolo <a href="http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=51105"><em>Libertà di coscienza, vigilata dalla CEI</em></a>dell’agenzia <em>«Adista» </em>(n. 97) – Bagnasco ha compiuto «un ulteriore balzo in avanti rispetto alla tradizionale dottrina dei “principi non negoziabili”» demolendo «due capisaldi del Concilio – e della tradizione del cattolicesimo democratico – come la libertà di coscienza e l’autonomia dei laici cattolici adulti». Il cardinale, infatti, ha messo in guardia contro la rivendicazione della libertà di coscienza, quando porta a scambiare «l’ossequio vitale alla verità con l’uscita dai confini dell’obbedienza ecclesiale»; e ha criticato l’espressione «cristiani adulti» se serve a giustificare «l’adozione di atteggiamenti di autosufficienza e di autonomia dal Magistero della Chiesa».<br />
Un ritorno in piena regola al <em>Sillabo</em> di Pio IX, che condannava la libertà di coscienza come «delirio». A meno che non sia «vigilata» da papa, vescovi e cardinali.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>Il sacro diritto alla “conquista”</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 09:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/il-sacro-diritto-alla-%e2%80%9cconquista%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Christopher_Columbus3-300x191.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992, §848, è «compito imprescindibile della Chiesa, ed insieme sacro diritto, evangelizzare» (Vaticano II, Ad gentes 7) tutti gli uomini. Si tratta dunque non solo di un dovere, che alla Chiesa tocca assolvere, ma di un diritto che può esercitare su chi gli si oppone. Così l’evangelizzazione legittima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Christopher_Columbus3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33328" title="Christopher_Columbus3" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/Christopher_Columbus3-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Secondo il <em>Catechismo della Chiesa cattolica </em>del 1992, §848, è «compito imprescindibile della Chiesa, ed insieme sacro diritto, evangelizzare» (Vaticano II, <em>Ad gentes</em> 7<em>) </em>tutti gli uomini. Si tratta dunque non solo di un <em>dovere</em>, che alla Chiesa tocca assolvere, ma di un diritto che può esercitare su chi gli si oppone. Così l’evangelizzazione legittima un’altra forma di guerra, la “conquista”.</p>
<p><strong>Il papa, padrone del mondo. </strong>Il primo documento che legittimò la guerra di conquista coloniale fu la bolla <em>Romanus Pontifex </em>(1454) di Niccolò V, in cui si afferma che il papa potrà meglio «condurre il gregge affidatogli per ordine divino nell’unico ovile del Signore… se ricompenseremo con particolari favori e speciali privilegi quei re e principi cattolici, … che come atleti e intemerati difensori della Fede Cristiana … conquistano regni e territori… e li assoggettano al loro dominio temporale per la difesa e la grandezza della medesima Fede», assegnandoli loro in perpetuo godimento.</p>
<p>Ciò implica anche l’idea che il papa sia padrone del mondo, resa esplicita da Alessandro VI nella bolla <em>Inter caetera </em>(1493), con cui assegna alla Spagna tutte le terre «trovate e ancora da trovare» a Ovest di Capo Verde, e al Portogallo quelle a Est, in cambio dell’impegno «di nominare nei suddetti continenti e isole uomini valorosi, timorosi di Dio, colti, abili e esperti, allo scopo di istruire i suddetti abitanti e residenti nella fede cattolica e di educarli nella buona morale».</p>
<p>Il documento che codificò questo diritto alla conquista, ribadito dai teologi e missionari del tempo, fu il <em>Requerimiento</em>, redatto nel 1513 da giuristi spagnoli. Pur non essendo diretta emanazione della Chiesa, esso ricalca quasi alla lettera le bolle di Niccolò V e Alessandro VI, e fu stato scritto perché i conquistatori lo leggessero ai nativi . Esso spiegava come «Dio nostro Signore, uno ed eterno, creò il cielo e la terra» e mise a capo di tutte le genti  il papa «perché fosse signore e superiore a tutti gli uomini… e donò a lui tutto il mondo come suo regno, signoria e giurisdizione.» Il documento intima quindi ai nativi «di riconoscere come signora suprema nell’universo mondo la Chiesa e il Sommo Pontefice, chiamato Papa, in suo nome, e il Re e la Regina» promettendo «privilegi» a chi si convertirà «alla nostra santa fede cattolica, come hanno fatto quasi tutti i vicini delle altre isole» e concludendo che se non obbediranno «scaricherò la mia potenza contro di voi e vi farò guerra in ogni luogo e maniera che mi sia possibile, e vi sommetterò al giogo e all’obbedienza della Chiesa e di Loro Altezze, e catturerò voi stessi e le vostre donne e figli e vi farò schiavi».</p>
<p><strong>La Chiesa ha sbagliato? </strong>In conclusione, per dirla con un cattolico del dissenso,«L’orizzonte della evangelizzazione aveva una eloquente rassomiglianza con l’orizzonte della colonizzazione» (padre Ernesto Balducci, «Fine dell’etnocentrismo», <em>Testimonianze</em>, 166, 1974).</p>
<p>Ci troviamo quindi a porci la consueta domanda: la Chiesa crede ancora adesso di avere la proprietà dell’orbe terraqueo e di poterne disporre, ancora oggi sostiene la colonizzazione come via all’evangelizzazione? O il papa, in una bolla solenne dove parla «in virtù e nella pienezza del suo potere apostolico», si è sbagliato, ha fatto credere ai fedeli del tempo una panzana e ha compiuto un sopruso?</p>
<p>Certo è che le cose non cambiarono molto nei secoli seguenti. Nel 1919 Benedetto XV cominciò a prendere le distanze dal colonialismo osservando con «gran dispiacere» che in «certe riviste di missioni… più che lo zelo si estendere il regno di Dio, apparisce evidente il desiderio di allargare l’influenza del proprio paese», ma nel 1937 padre Messineo scriveva su <em>La Civiltà Cattolica</em> che «il problema della colonizzazione…sarà sempre principalmente problema di pacifica penetrazione, di persuasione, di conquista perenne» di cui «sentiamo l’enorme bellezza» e «subiamo il fascino immenso e inestinguibile». E Pio XI si spinse a giustificare la guerra coloniale contro l’Etiopia, poiché «una guerra divenuta necessaria per l’espansione di una popolazione che aumenta di giorno in giorno, una guerra intrapresa per difendere o assicurare la sicurezza materiale a un Paese, una tale guerra si giustificherebbe da sola». «[<em>Dio</em>] guarda pietoso», recita la <em>Preghiera per gli Italiani dell’Africa orientale </em>(1935), «ai figli di questo popolo privilegiato, che nell’Africa Orientale, con tanto spirito di eroismo, stanno svolgendo una missione di civiltà e di cristianesimo».</p>
<p><strong>Anzi, sbaglia ancora. </strong>A togliere ogni dubbio sul giudizio assolutorio che la Chiesa dà del connubio fra evangelizzazione e colonizzazione stanno infine le dichiarazioni di Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. Il primo ha affermato, durante il suo viaggio in America latina del 1987: «Il seme della fede cristiana fu portato nel Cile dalla spedizione di Magellano, e più tardi da quella di Almagro….Ringraziamo il Signore per questa eredità di fede, che… iniziò a dare frutto in queste terre, grazie al grande impulso evangelizzatore dei figli di Spagna. È emozionante leggere i racconti e le testimonianze di quelle eroiche gesta. In esse – al di là delle umane debolezze e del comprensibile desiderio di conquista – prevalse certamente ed in modo ammirevole la volontà di trasmettere al Nuovo Mondo la buona novella del messaggio cristiano…» (<em>Omelia a Avenida Costanera</em>, 4 aprile).</p>
<p>Il secondo, non contento delle proteste suscitate dal suo predecessore e provocandone di ancora maggiori, dichiarò che «l’annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera» (<em>Discorso per la V conferenza episcopale  dell’America latina e dei Caraibi</em>, Brasile, 2007). Si tratta di un convincimento invincibile se è vero che nonostante le vivaci proteste delle comunità latinoamericane e le successive abborracciate scuse papali, Benedetto  ci è puntualmente ricascato dichiarando, durante il suo viaggio in Africa nel 2010: «mi piace andare col pensiero indietro di cinquecento anni…quando in queste terre, allora <em>visitate</em> [corsivo mio] dai portoghesi, venne costituito il primo regno cristiano sub-sahariano… Vedete come due etnie tanto diverse – quella banta e quella lusiade – hanno potuto trovare nella religione cristiana una piattaforma d’intesa» (<em>Omelia</em> a São Paolo di Luanda, 21/3/2009).</p>
<p>Colonizzare per evangelizzare sembra insomma non dispiacere alla Chiesa, se si ripresenterà l’occasione.</p>
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		<title>Chiesa, patata e viagra</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/chiesa-patata-e-viagra/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/giornali-300x186.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Non era mai successo che la denuncia degli immorali (benché legalizzati) privilegi fiscali ed economici della Chiesa  da cavallo di battaglia di sparuti gruppuscoli anticlericali e laici divenisse improvvisamente l&#8217;argomento caldo dell&#8217;agenda politica. Il merito lo si deve a questi tempi di crisi economica, tasse, Ici e Imu. Seppure in ritardo di decenni rispetto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/giornali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33465" title="giornali" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/giornali-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Non era mai successo che la denuncia degli immorali (benché legalizzati) <strong>privilegi fiscali ed economici della Chiesa</strong>  da cavallo di battaglia di sparuti gruppuscoli anticlericali e laici divenisse improvvisamente l&#8217;argomento caldo dell&#8217;agenda politica. Il merito lo si deve a questi tempi di crisi economica, tasse, Ici e Imu.</p>
<p>Seppure in ritardo di decenni rispetto a quanto tutti avessero davanti agli occhi, è accaduto così che giornali, commentatori e politici, in maniera trasversale, abbiano per un certo periodo cavalcato il comune senso della decenza e, fiutando l&#8217;aria, dichiarato pubblicamente che qualche sacrificio alla Chiesa cattolica andava pure richiesto. L&#8217;argomento fino, a quel momento tabù di una Chiesa che si ingrassa sulla pelle dello Stato italiano, è entrato nei bar, negli uffici, nelle case e nei talkshow televisivi.</p>
<p>Ma chi pensava che la strada per abolire ogni privilegio fosse spianata, come sarebbe logico in uno Stato aconfessionale, si è dovuto ben presto ricredere. L&#8217;opinione pubblica andava guidata, condotta per mano, portata a ragionare. La Chiesa ha trovato i propri difensori  in posti apparentemente <strong>insospettabili</strong>, all&#8217;interno delle redazioni di quotidiani come <em>Repubblica</em> o il settimanale <em>l&#8217;Espresso</em>, con i loro «<em>commenti pacati che invitano a distinguere e a ragionare</em>».</p>
<p>E&#8217; proprio da queste testate che sono arrivati (e altri ne arriveranno) in successione articoli, inchieste e dossier volti a dimostrare come la polemica contro le ruberie della Chiesa cattolica fosse <strong>sterile e infondata</strong>.  Così ad esempio possiamo leggere sull&#8217;<em>Espresso</em> (“Ma la Chiesa non è il demonio”, Giovanni Maria Vian, 22 dicembre 2011): «<em>Per quanto riguarda la questione dell&#8217;Ici &#8230;sono state pubblicate informazioni molto documentate che dimostrano come la Chiesa non sia un&#8217;istituzione truffaldina che evade l&#8217;Ici</em>». E ancora: «<em>In ogni caso, nonostante l&#8217;iniquità di una campagna ostile, alla fine i cattolici non potranno che essere grati a chi li aiutasse a identificare ed eliminare irregolarità ove venissero accertate</em>». Ma verranno accertate?</p>
<p>Parte di questa campagna la si deve anche all&#8217;autorevole quotidiano-partito <em>la Repubblica</em>, attualmente il primo sponsor del governo Monti: nel dossier a due pagine intere pubblicato il 22 dicembre si analizzano in modo spesso divertito e divertente i 2800 soggetti che nella sola Roma beneficiano dell&#8217;<strong>esenzione Ici</strong>. Il dato che salta all&#8217;attenzione leggendo l&#8217;inchiesta è che nell&#8217;elenco c&#8217;è di tutto e ce n&#8217;è per tutti, e giusto per scegliere il meglio con un occhio di riguardo verso le pulsioni antipolitica e anticasta si comincia da partiti, sindacati, fondazioni, centri studi fino a citare <strong>l&#8217;Unione per la produzione della patata</strong> e la multinazionale del farmaco che commercializza il <strong>Viagra</strong>. In questo surreale elenco, il dato che un terzo del totale dei proprietari di immobili sia comunque costituito da parrocchie confraternite e associazioni religiose pare alla fine quasi un dettaglio in ombra. Ma chi se ne può davvero avere a male, se dall&#8217;altra parte si strizza l&#8217;occhio al lettore parlando di patate e viagra?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Giuseppe Ancona</div>
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		<title>Concerto di beneficenza a &#8220;Monte Citorio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 01:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cosmelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/un-concerto-di-beneficienza-a-monte-citorio-per-dare-fondi-al-cardinale-angelo-bagnasco/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/elemosina-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Qualcuno in questi giorni si è visto recapitare un invito su carta intesta della Camera dei deputati per giovedì 15 dicembre, a «Palazzo Monte Citorio», per un concerto di beneficenza a favore degli alluvionati della Liguria. Bene, o quasi: in genere chi scrive sulla carta intestata della Camera dei deputati dovrebbe sapere che Montecitorio si scrive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/elemosina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32681" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/elemosina.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Qualcuno in questi giorni si è visto recapitare <strong>un invito</strong> su carta intesta della Camera dei deputati per giovedì 15 dicembre, <strong>a <em>«</em>Palazzo Monte Citorio»</strong>, per un <strong>concerto di beneficenza</strong> a favore degli alluvionati della Liguria. Bene, o quasi: in genere chi scrive sulla carta intestata della Camera dei deputati dovrebbe sapere che Montecitorio si scrive tutto attaccato, ma andiamo avanti. L’invito prosegue «<em>…alla presenza di S. Em. Il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Cei»</em>: va bene, è beneficenza, e Bagnasco è pure l’arcivescovo di Genova. All’invito è allegata una lettera con la carta intestata <em>Il Cherubino Associazione Grandi Eventi </em>dove si specificano i dettagli dell&#8217;evento, si indica la quota minima di partecipazione (<strong>100 euro</strong>), e si spiega come fare un <strong>versamento aggiuntivo</strong> presso il Banco di Napoli della Camera dei Deputati. Ma c’è una riga che stona quando si cita il <strong>cardinale Angelo Bagnasco</strong>, ospite d’onore della serata, al quale saranno devoluti i proventi per utilizzarli in opere a favore degli alluvionati.</p>
<p>Ma come, un cittadino si reca in una sala del parlamento italiano per un concerto di beneficenza e i suoi soldi vengono girati alla Chiesa? Qualcuno dirà «ma è per un fine umanitario, non sarà mica che non ci si fida?».</p>
<p>In realtà non è così facile fidarsi, non perché si sia <em>pre-venuti</em>, ma semmai <em>post-venuti</em>. E&#8217; noto che la Curia vaticana si è sempre rifiutata di rendere pubblico il bilancio dettagliato di come vengono utilizzati i fondi dell’8 per mille, ed è noto che le diocesi non pubblicano il resoconto integrale dei redditi, del patrimonio e di come vengano impiegati i fondi ricevuti. Per chi ha la coscienza pulita non ci dovrebbero essere problemi ad essere trasparenti; perché è tutto segreto? Molte persone per esempio vorrebbero sapere da dove sono state prese le centinaia di milioni di euro che la Chiesa ha speso in tutto il mondo per <strong>risarcire le vittime dei preti pedofili</strong>. Certo se quei fondi provenissero dalle donazioni fatte alla Chiesa «<em>per opere di bene»</em> non sarebbe proprio entusiasmante.</p>
<p>E, per finire,  c’è una precisa ragione per sollevare dei dubbi su questo concerto di <em>beneficenza. </em>Alle emergenze dovrebbe provvedere lo Stato con i propri fondi, e se c&#8217;è una ulteriore necessità di versamenti supplementari è sempre lo Stato che se ne deve occupare (magari senza passare per la gestione di associazioni a delinquere di stampo mafioso-popololibertario) e distribuirli, a norma dell’art.3 della Costituzione, a<em> «… </em><em>tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».</em> Il fatto che a decidere a chi debbano andare questi aiuti possa essere il presidente della Cei è un po’ preoccupante.<em></em></p>
<div style="color: #ffffff;">Carlo Cosmelli</div>
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		<title>Manovra finanziaria: Monti obblighi la Chiesa a fare la sua parte</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/manovra-finanziaria-monti-obblighila-chiesaa-fare-la-sua-parte/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/ici-chiesa-300x259.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sono tempi di ripetute manovre finanziarie, durissime per gli italiani. Provvedimenti che fanno commuovere persino lo stesso ministro del welfare, Elsa Fornero. Ma ancora di più gli italiani, la maggior parte dei quali costretti a subire tassazioni e limitazioni che renderanno sempre più precaria e difficile la loro esistenza. Tuttavia, se gli italiani piangono, c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/ici-chiesa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32734" title="ici chiesa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/ici-chiesa-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a>Sono tempi di ripetute manovre finanziarie, durissime per gli italiani. Provvedimenti che fanno commuovere persino lo stesso ministro del welfare, Elsa Fornero. Ma ancora di più gli italiani, la maggior parte dei quali costretti a subire tassazioni e limitazioni che renderanno sempre più precaria e difficile la loro esistenza.</p>
<p>Tuttavia, se gli italiani piangono, c’è un’organizzazione che non piange mai, i cui privilegi e le cui esenzioni non vengono sfiorati nemmeno in tempi così critici: la <strong>Chiesa cattolica</strong>. Secondo la recente inchiesta dell’Uaar pubblicata nel sito <a href="http://icostidellachiesa.it" target="_blank">icostidellachiesa.it</a>, il denaro pubblico di cui annualmente godela Chiesa cattolica nelle sue varie articolazioni (Santa Sede, Cei, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera) ammonta a <strong>6.086.565.703 euro</strong>. Sottratti alle tasche degli italiani, gli stessi a cui si chiedono “lacrime e sangue”. Anche la stessa Comunità Europea è contraria a questi trattamenti di favore, e lo ha dimostrato paventando una condanna all&#8217;Italia per indebiti &#8220;aiuti di Stato&#8221; alla Chiesa in materia di Ici.</p>
<p>Per far rientrare nelle casse pubbliche parte di questi miliardi occorrono modifiche al Concordato. Il CLN, auspicando che il Parlamento inizi l&#8217;iter per la rimozione dei privilegi concordatari, chiede che da subito il Governo Monti elimini l&#8217;esenzione ICI per gli immobili dovela Chiesa cattolica svolge attività commerciali: il CLN non ritiene ammissibile che il più grande proprietario immobiliare italiano goda di esenzioni mentre al resto dei cittadini viene chiesto di pagare anche per la prima casa.</p>
<p>In un Paese civile, quando si tratta di stringere la cinghia e di compiere sacrifici, l’impegno deve essere unanime. Senza eccezioni. Pertanto il CLN sollecita il governo Monti a varare misure di equiparazione della Chiesa cattolica al resto dell’Italia. Il CLN si auspica di veder considerata la Chiesa <strong>alla stessa stregua di tutti i cittadini italiani</strong> e quindi chiamata a fare la propria parte, contribuendo attivamente a rendere possibile la manovra “salva Italia”.</p>
<p><strong>Coordinamento Laico Nazionale</strong><br />
E-Mail: <a href="mailto:coordinamento.laico.nazionale@gmail.com">coordinamento.laico.nazionale@gmail.com</a><br />
Sito: <a href="http://bit.ly/laicita" target="_blank">bit.ly/laicita<br />
</a>Facebook: <a href="http://on.fb.me/hOmnve" target="_blank">on.fb.me/hOmnve<br />
</a>Twitter: <a href="http://twitter.com//cln_italia" target="_blank">twitter.com//cln_italia</a></p>
<p><em><strong>Associazioni aderenti al Coordinamento Laico Nazionale</strong></em></p>
<p>Academia Philosophiae Naturalis<br />
AldES &#8211; Associazione Laica di Etica Sanitaria<br />
Arcigay Roma<br />
Associazione Azimuth<br />
Associazione Culturale Altrevie<br />
Associazione Culturale Civiltà Laica<br />
Associazione Culturale immaginARTE<br />
Associazione Culturale Itinerari Laici<br />
Associazione Culturale “Liberi di decidere”<br />
Associazione Difesa Consumatori e dei Diritti Civili<br />
Associazione Diritti e Torti<br />
Associazione Famiglie Arcobaleno<br />
Associazione Forum Donne Giuriste<br />
Associazione Italiana Malattia Fronto Temporale<br />
Associazione Laicità e Diritti<br />
Associazione Libera Uscita<br />
Associazione Per Eluana<br />
Associazione radicale Certi Diritti<br />
Comitato Altavoce<br />
Comitato Laici Trentini<br />
Consulta di Bioetica<br />
Consulta Romana perla Laicitàdelle Istituzioni<br />
CRIDES &#8211; Centro romano d&#8217;iniziativa per la difesa dei diritti nella Scuola<br />
Democrazia Laica<br />
Fondazione Critica Liberale<br />
Fondazione Religionsfree<br />
GR.E.CA.LE. (Gruppo Etico Careggi perla Leniterapia)<br />
Iniziativa Laica<br />
Laborcare<br />
Liberacittadinanza<br />
Movimento Radical Socialista<br />
Per l&#8217;Umana Stagione<br />
Rete Laica Bologna<br />
Società di Cremazione di Ferrara<br />
Società di Cremazione di Mantova<br />
Società di Cremazione di Novara<br />
Società di Cremazione di Trento<br />
Società di Cremazione di Udine<br />
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti<br />
YWCA/UCDG – Unione Cristiana delle Giovani</p>
<p><em><strong>Media</strong></em></p>
<p>Cattolicesimo reale<br />
Cronache Laiche<br />
Informare per Resistere<br />
Italialaica.it<br />
L&#8217;Ateo<br />
LucidaMente – Rivista di cultura ed etica civile<br />
No God &#8211; Atei per la laicità degli Stati<br />
Non Credo<br />
UAAR Ultimissime<br />
Verità Laica</p>
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