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	<title>Cronache Laiche &#187; cei</title>
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		<title>Cattolicesimo politico: un falso ideologico</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/cattolicesimo-politico-un-falso-ideologico/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/435701751_0e990face9-300x290.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nella riunione del 23 gennaio il Consiglio permanente della Cei ha confermato il suo proporsi come soggetto impegnato a partecipare alla vita politica italiana alla pari con partiti e parti sociali. Nella sua prolusione il Presidente cardinale Bagnasco, mentre riconosce che «non spetta a noi Vescovi parlare di tempi e modi», azzarda analisi della situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/435701751_0e990face9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35102" title="435701751_0e990face9" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/435701751_0e990face9-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a>Nella riunione del 23 gennaio il <strong>Consiglio permanente della Cei</strong> ha confermato il suo proporsi come soggetto impegnato a partecipare alla vita politica italiana alla pari con partiti e parti sociali. Nella sua prolusione il Presidente cardinale Bagnasco, mentre riconosce che «<em>non spetta a noi Vescovi parlare di tempi e modi</em>», azzarda analisi della situazione italiana e propone soluzioni ai problemi aggiungendo che «<em>a noi però spetta ricordare che la conversione a fare bene, a riguadagnare stima e fiducia è sempre possibile e doverosa</em>».<br />
Così, dopo aver evocato lo scenario in ambito internazionale, ne evidenzia le ricadute e le specificità italiane. L’Italia appare particolarmente in angustia a motivo di sanzioni e bocciature che possono apparire un declassamento, agli occhi del mondo, di noi che mai ci siamo risparmiati per generosità e universalismo. E tuttavia un esame di coscienza – rigoroso e spassionato – si impone, per scongiurare il rischio di un autolesionismo spesso in agguato specie nei momenti di cambiamento. Ad esso però sembra <strong>non essere chiamata</strong> la Cei che non si interroga sul ruolo svolto nell’era del berlusconismo, nei confronti del quale non nasconde un giudizio positivo, come emerge dal consenso senza riserve al nuovo governo Monti.</p>
<p>Decisa è invece la rivendicazione della assidua, capillare presenza della componente ecclesiale nell’azione di <strong>supplenza nell’ambito dei servizi sociali e sanitari </strong>attraverso parrocchie, centri della Caritas, conventi, gruppi di fedeli, iniziative basate sul micro-credito e quattrocentoventimila operatori. Interessante, però, la considerazione che l’accompagna: il che non può non sospingere ormai ad una “carità di popolo” che si faccia “carità di sistema”. Lo diciamo sottovoce per non aver l’aria di chi, per questo, ha da avanzare pretese. Non chiediamo privilegi, né che si chiuda un occhio su storture o manchevolezze.<br />
In verità lo è anche un’altra <strong>dichiarazione</strong>, che ha avuto grande eco nei media: «<em>Evadere le tasse è peccato</em>». Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo. È un ritorno alla denuncia del peccato sociale, oscurato, negli ultimi tempi, dalla insistenza sui valori irrinunciabili. Significativo è anche il tentativo di dettare un’agenda al <strong>governo</strong> invitandolo, fra l’altro, a pagare in tempo i suoi debiti con i cittadini, e ad occuparsi della situazione dei <strong>penitenziari</strong> italiani oltre che della <strong>famiglia</strong> e del riposo domenicale da non sacrificare alle esigenze del mercato.<br />
Di questa complessa strategia politica la Cei assume la piena responsabilità lasciando ai laici e alle loro diverse iniziative di collegamento, di cui Bagnasco offre un’ampia rassegna, il compito di farsi quel «<em>soggetto unitario diffuso</em>» che da una parte si offre come palestra formativa, e dall’altra come laboratorio stimolante per la riconsiderazione dell’alfabeto della società e della politica. Nell’agenda politica della Cei, infatti, non sembra esserci un ritorno alla <strong>Dc</strong>, almeno in questa fase. Ad esso sembrano invece interessati i cattolici impegnati nei partiti e nel governo per accreditasi, in concorrenza fra loro, come rappresentativi dell’intero mondo cattolico e legittimati dalla gerarchia. Anche dall’esterno grande è l’interesse per tale ritorno, magari per esorcizzarlo, come è evidente nella folkloristica giustificazione offerta da <strong>Bossi</strong> ai suoi fedeli per il ritardo nell’inizio della manifestazione in piazza Duomo a Milano sabato 21 gennaio: «<em>Avete notato che abbiamo iniziato in ritardo</em>» ha detto il Senatur, «<em>lo abbiamo fatto perché celebrava messa in duomo un nostro amico che è arcivescovo di Milano ed è stato patriarca di Venezia. Uno nato a Lecco che il papa nella sua saggezza ha mandato qua. Uno dei nostri: il cardinale <strong>Angelo Scola</strong></em>». Arruolarlo non serve solo a fare breccia fra quei cattolici che hanno salutato con gioia la fine dell’era Martini-Tettamanzi, ma anche a lanciare un messaggio a quelli di <strong>Comunione e Liberazione</strong>, di cui Scola è punto di riferimento, in libera uscita per la crisi della gestione Formigoni in Lombardia.</p>
<p><strong>Casini</strong> si rivolge, invece, ai cattolici democratici scrivendo in un messaggio diffuso tramite Twitter: «<em>Siamo pronti a superare l’Udc per far nascere un soggetto aperto ai nuovi protagonisti della politica</em>». Appello ai coraggiosi: uniamoci! Uniti nel sostenere il governo Monti in alleanza/concorrenza con il terzetto Osnagri, Passera, Riccardi che del governo sono uno degli assi portanti. Questi, in verità, sembrano volersi allineare alla scelta della Cei di realizzare il superamento della contrapposizione fra partito dei cattolici o loro diaspora, con il riconoscimento che, nel qualificarsi come tali, si costituiscono come portatori di una visione specifica del mondo, ma capaci, al tempo stesso, di porsi in dialogo con le altre forze sociali lasciando alla gerarchia la rappresentanza politica.<br />
Pur diversi fra loro questi progetti non abbandonano lo schema di un <strong>cattolicesimo inteso come orientamento culturale</strong>, distinto dai contenuti di fede della Comunità ecclesiale, capace di ispirare l’azione politica. In verità tale “cattolicesimo” ha solo la funzione di copertura ideologica di scelte e posizioni politiche, da cui trae,di volta in volta, specificità: liberale, democratico, sociale&#8230;</p>
<p>A questo schema sembra ispirarsi anche <strong>Paolo Bonetti</strong> nella sua riflessione sul cattolicesimo liberale. Pienamente condivisibile la sua valutazione positiva dell’apporto dei cattolici non clericali al Risorgimento e di quelli non integralisti alla costruzione della Repubblica dalla Costituente al referendum del 1974. Altrettanto puntuale e significativa è l’indicazione delle <strong>quattro questioni fondamentali</strong> che attengono a un corretto rapporto fra Stato e Chiesa cattolica per le quali si chiede l’impegno a garantire sempre e comunque che sia rispettata la legge fondamentale dello Stato repubblicano pur senza rinunciare ad operare secondo i loro convincimenti morali.<br />
È questa, però, una regola che vale per tutti e non solo per i cattolici.<br />
Il <strong>finanziamento delle scuole private con soldi pubblici</strong>, purtroppo, è preteso anche da molti non cattolici in nome dei principi liberali. Al riconoscimento delle <strong>unioni fra omosessuali</strong> si oppongono fascisti e razzisti atei conclamati. Infine, le coscienze di credenti e non credenti sono ugualmente interrogate dalla <strong>questione bioetica</strong>. Forse ai cattolici va preliminarmente chiesto di riconoscere che il “cattolicesimo” ideologizzato è oggi l’<em>instrumentum regni</em> di quella parte della gerarchia ecclesiastica che non intende rassegnarsi e cerca di riassumere il ruolo politico, frutto della svolta costantiniana, sottrattole dal trionfo della modernità.<br />
Quello che si deve pretendere è l’<strong>autonomia di giudizio e di scelta </strong>nei confronti delle indicazioni o dei <em>diktat</em> della gerarchia in tutte le questioni politiche, anche quelle in cui ci sono valori ritenuti irrinunciabili, in coerenza con quanto è stato chiarito dal Concilio Vaticano II che attribuisce ai laici la responsabilità di ispirarsi al messaggio evangelico nel partecipare alla definizione delle regole del viver civile.</p>
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		<title>Pensiero stupendo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 01:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/pensiero-stupendo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lorenza-lei-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Due statistiche rese pubbliche a breve distanza confermano una volta di più il processo di distacco crescente dalla religiosità in atto da tempo nel nostro paese, specie nelle fasce di età più giovani della società. Il Rapporto sulla Secolarizzazione pubblicato a cura della Cgil &#8211; Nuovi Diritti e della Fondazione Critica Liberale, presentato il 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lorenza-lei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34677" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/lorenza-lei-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Due statistiche rese pubbliche a breve distanza confermano una volta di più il processo di distacco crescente dalla religiosità in atto da tempo nel nostro paese, specie nelle fasce di età più giovani della società.</p>
<p>Il <a href="http://www.lucacoscioni.it/sites/default/files/VII%20rapporto%20su%20secolarizzazione%202011.pdf">Rapporto sulla Secolarizzazione</a> pubblicato a cura della Cgil &#8211; Nuovi Diritti e della Fondazione Critica Liberale, presentato il 12 dicembre scorso a Roma, si basa su dati forniti dall&#8217;Istat, dal Ministero dell&#8217;Istruzione e della Sanità, e dell&#8217;annuario statistico del Vaticano e della Cei.<br />
Il <em>Corriere della Sera</em>, invece, riferisce di un <a href="http://lettura.corriere.it/post-1980-generazione-senza-dio/">dibattito</a> in corso sul tema della <strong>secolarizzazione</strong>, che si poggia su indagini curate tra gli altri da Roberto Cartocci, docente di Scienze politiche alla università Alma Mater di Bologna, Franco Garelli, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali all&#8217;università di Torino, Rodney Stark, statunitense, sociologo della religione e Alberto Melloni, storico della Chiesa.</p>
<p>In entrambi i casi, si delinea un quadro che vede un calo progressivo dei matrimoni religiosi, dei battesimi, cresime e prime comunioni; aumentano invece le coppie di fatto (820mila nel 2009), i matrimoni civili (quasi il 63% del totale) e il numero degli studenti che non si avvalgono dell&#8217;insegnamento di religione a scuola. Calano le offerte volontarie alla Chiesa, e pure il gettito dell&#8217;otto per mille è in diminuzione, così come le vocazioni alla vita consacrata. Anche una prospettiva geografica di queste indagini vede interessanti spostamenti, con il nord est (guidato dal <em>Veneto bianco</em>), tradizionalmente percepito come area a forte influenza cattolica, che si allinea progressivamente con l&#8217;anima <em>laicista</em> del centro Italia (Toscana ed Emilia Romagna in primis).</p>
<p><em>«Il 73 per cento degli italiani, secondo Franco Garelli, ritiene che spetti alla coscienza individuale stabilire ciò che è giusto e che ad esempio si possa essere buoni cattolici anche senza conformarsi ai precetti di morale sessuale»</em>, scrive Marco Rizzi sul <em>Corriere</em>.<em> </em>Il <em>pensiero stupendo </em>che ci balza alla mente, è che con il distacco crescente dalla religiosità cattolica tradizionale, con l&#8217;influenza sempre meno importante della sua morale sulle scelte personali, si possa creare spazio per una società più <strong>equa</strong>, quanto a diritti civili, e che questo possa giovare anche alla religione stessa, che in assenza di condizionamenti culturali evidenti o addirittura imposti può &#8211; se deve accadere &#8211; affermarsi per libera scelta, cosa che le darebbe un valore ed una autenticità altrimenti impossibili.</p>
<p>Intanto, però, la risposta tradizionale della religione alla inarrestabile secolarizzazione è sempre quella: l&#8217;<strong>occupazione del potere</strong>, per quanto più possibile. Ossia la trasformazione della religione da fatto di pura spiritualità in questione di mera conquista ed esercizio del  potere secondo una pratica <em>lobbistica</em> ben collaudata, non solo per propiziare la diffusione (l&#8217;imposizione) del messaggio religioso; ed è il motivo per cui ad una evoluzione sempre più evidente in senso liberale della società non corrisponde una <strong>risposta politica</strong> adeguata e tempestiva.</p>
<p>L&#8217;occupazione di tutti gli spazi della vita pubblica di una società e del privato dei singoli si esprime, in epoca moderna soprattutto, con l&#8217;invasione degli spazi informativi e anche dell&#8217;intrattenimento: il rapporto di CGIL e Critica Liberale, infatti, fa anche una interessante analisi della presenza e rappresentazione dei<strong> temi religiosi nei media</strong>, soprattutto televisivi: crescono le <em>fiction</em> ambientate in ambienti ecclesiastici, da Don Matteo in giù, e i tradizionali programmi religiosi (come <em>A sua immagine</em>) non vengono messi in discussione, come se le rilevazioni dell&#8217;auditel li schivassero totalmente. «<em>Insomma, se gli italiani non vanno in chiesa, la Chiesa entra in casa loro dalla finestra TV», </em>scrive <em>MicroMega</em> presentando lo studio.</p>
<p>In tutto questo, il <em>free press</em> <em>Leggo</em> ieri scriveva della vicenda di <strong>Milo Infante</strong>, giornalista e conduttore televisivo, il quale sarebbe ai ferri corti con la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/06/beato-servizio-pubblico-prega-per-noi/">Rai </a>per una sorta di <em>mobbing</em> aziendale, che lo vedrebbe non valorizzato nelle sue competenze, nella conduzione del programma <em>L&#8217;Italia sul due</em> &#8211; peraltro in calo di ascolti; il quotidiano, tra i motivi per i quali il conduttore starebbe per fare causa all&#8217;azienda, cita espressamente il fatto che alcuni ospiti sarebbero imposti dall&#8217;alto:<em> «Ogni giorno un rappresentante di Nuovi Orizzonti, guarda caso onlus super cattolica. Come il dg Lorenza Lei».</em></p>
<p>Comunque stiano le cose, questo è il <em>pensiero stupendo</em> che ha per noi qualcuno che sta nei piani alti: «<em>E tu, e noi, e <strong>Lei</strong> tra noi&#8230;».</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Un&#8217;ora da non perdere</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 00:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/unora-da-non-perdere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/ora_religione-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 15 novembre, come ogni anno, la CEI ha invitato genitori e studenti ad avvalersi dell’ora di religione cattolica nella scuola, indirizzando loro un messaggio-spot che tradisce l’arrogante intolleranza del cattolicesimo, nonostante tutti i tentativi di lifting cui si è sottoposto. Una «risorsa per tutti». Il documento della CEI pubblicizza infatti la religione cattolica come «valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/ora_religione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32061" title="Ora di religione nelle scuole - Walter Peruzzi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/ora_religione.jpg" alt="" width="314" height="240" /></a>Il 15 novembre, come ogni anno, la <strong>CEI </strong>ha invitato genitori e studenti ad avvalersi dell’ora di religione cattolica nella scuola, indirizzando loro un messaggio-spot che tradisce l’arrogante intolleranza del cattolicesimo, nonostante tutti i tentativi di lifting cui si è sottoposto.</p>
<p><strong>Una «risorsa per tutti». </strong>Il documento della CEI pubblicizza infatti la religione cattolica come «<em>valore aggiunto… qualunque sia il vostro credo e la vostra estrazione culturale</em>» e «<em>significativa risorsa di orientamento per tutti</em>». <strong>Diversa</strong>, dunque, dall’islam, dal luteranesimo, dall’induismo, dall’ateismo, dall’ebraismo, dallo scintoismo, dal buddismo e da tutte le altre religioni o ideologie, che nessuno si sogna di inserire nell’offerta formativa della scuola pubblica come «<strong>risorsa</strong>» anche per chi non ci crede.<br />
Tale trattamento di favore si spiega, secondo la CEI, col fatto che l’ora di religione cattolica serve per «<em>trovare risposte di senso ai perché della vita</em>» e per educare a «<em>una condotta ispirata ai valori etici</em>». Come a dire che i <strong>non-cattolici</strong> vagano nel mondo senza riuscire a dare un senso alla vita e costituiscono anzi una minaccia, per sé e per gli altri, non avendo valori etici.<br />
E sorvoliamo su quali siano i valori di chi, in duemila anni di sostegno al potere, ha sponsorizzato feroci dittatori, puttanieri devoti, ricchi epuloni: tutti, insomma, purché disposti a garantire soldi al Vaticano, leggi <em>ad ecclesiam</em> e privilegi al clero.</p>
<p><strong>«a servizio dell’uomo». </strong>«La Chiesa è dalla vostra parte», conclude il documento della CEI, «<em>si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell’uomo e delle sue più profonde aspirazioni</em>».<br />
Peccato che – tolti dai due millenni i secoli passati dalla Chiesa per convertire a colpi di spada i sassoni, mettere la mordacchia ai donatisti, combattere le crociate contro arabi o turchi, albigesi o stedingi, fare le guerre di religione in Europa, conquistare ed evangelizzare America, Asia e Africa, reprimere il popolo deicida, praticare schiavitù e pena di morte con squarto, condannare la libertà di coscienza in nome della religione di stato – resti una manciata di anni, neanche mezzo secolo, per di più sprecati per contrastare il <em>cappuccio inglese</em> anziché l’Aids, i diritti delle coppie di fatto, i gay e malati terminali, o per impinguare le casse. Come «<em>servizio dell’uomo»</em> non c’è male.<br />
Un <strong>servizio </strong>che la CEI vorrebbe continuare a nascondere dietro una coltre di bugie, diffuse – come non bastassero i media che dispensano perle di “verità” papale a pranzo e a cena – anche mediante un’ora di religione tenuta dalla Chiesa e pagata dallo Stato.<br />
I danni e le beffe.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>Il governo delle &#8220;rappresentanze sicure&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/il-governo-delle-rappresentanze-sicure/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-papa-20-nov-300x174.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il «governo di onesti professori borghesi, quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi, guidato da un onesto professore borghese, cattolico e ricco», come l’ha definito Michele Serra su Repubblica qualche giorno fa,  piace a tanti, e non solo per il suo indiscutibile profilo tecnico. Piace a Bersani e a Casini, ad Alfano e a Bagnasco, divenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-papa-20-nov.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31528" title="monti papa 20 nov" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-papa-20-nov-300x174.jpg" alt="" height="200" /></a>Il «<em>governo di onesti professori borghesi, quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi, guidato da un onesto professore borghese, cattolico e ricco</em>», come l’ha definito Michele Serra su <em>Repubblica</em> qualche giorno fa,  piace a tanti, e non solo per il suo indiscutibile profilo tecnico. Piace a Bersani e a Casini, ad Alfano e a Bagnasco, divenuto in questi giorni, insieme alla Conferenza episcopale italiana, un elemento di <strong>coesione politica</strong>. Attorno alla Cei il 18 e 19 novembre si sono radunati i vertici di tutti i maggiori partiti italiani (ad eccezione di Lega e Idv) al convegno organizzato da <strong>Scienza&amp;Vita</strong>, mentre il neopremier<strong> Monti</strong> nelle stesse ore incontrava Sua Santità a Fiumicino subito prima della partenza di quest’ultimo per il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/quello-strano-viaggio-nel-benin/">Benin</a>. «<em>Santità, stiamo provando a far ripartire al meglio il paese</em>», avrebbe detto Monti al papa, spiegandogli le strategie economiche che il suo governo vuole adottare per uscire dalla crisi. E sì che le misure anticrisi interessano da vicino chi si dovrebbe occupare solo di anime; Benedetto XVI sarà felice che tra i &#8220;sacrifici&#8221; non siano contemplati l&#8217;abolizione dell’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">otto per mille</a> e i tagli alle scuole paritarie.</p>
<p>Le promesse di fedeltà, però, non arrivano da Monti ma proprio dal palco del convegno di Scienza&amp;Vita, dove i rappresentanti degli italiani fanno a gara a chi incarna di più i valori “non negoziabili” della Chiesa che, secondo il presidente delle Cei <strong>Angelo Bagnasco</strong>, «<em>appartengono al Dna di ogni persona, </em>[e di conseguenza]<em> non possono essere conculcati né parcellizzati o negoziati attraverso mediazioni, che pur con buone intenzioni, li negano»</em>. Che gli ingenti finanziamenti alla Chiesa non siano “valori negoziabili” è già implicito nell&#8217;essenza stessa della compagine governativa e non c’è bisogno di ribadirlo. Sul resto, assistiamo con compassione a un <strong>Bersani</strong> che parla del rischio di<em> «</em><em>perdere la propria dignità in un letto irto di tubi»</em><em>, </em>come se non sapesse a quale manifestazione sta partecipando (e organizzata da chi), un <strong>Casini</strong> che non ha certo bisogno di dimostrare il Dna del suo partito, già scolpito nel nome, un <strong>Alfano</strong> che sembra stia sostenendo l’esame di riparazione per la bocciatura ricevuta senza mezzi termini  al convegno cattolico di <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/crisi-pdl-cattolici-bioetica-merce-di-scambio/">Todi</a>: la vita non la dà certo il parlamento, no alla pillola abortiva e alla contraccezione d&#8217;emergenza, sì alla scuola paritaria cattolica, no a una famiglia costituita da persone dello stesso sesso.</p>
<p>Intanto<em> </em><strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, ex rettore dell&#8217;università Cattolica e attuale <strong>ministro della Cultura</strong>, uno dei personaggi che al convegno di Todi lavorarono per la rottura tra Berlusconi e il mondo cattolico, non lesina chiare indicazioni:  «<em>Oggi è venuto il tempo di incarnare i valori della religione con rappresentanze sicure</em>». In politica, naturalmente. Meglio se al governo.</p>
<p>E mentre va avanti lo show cattopolitico al convegno di Scienza&amp;Vita di Roma, qualche centinaio di chilometri più a nord, a Udine, si svolge la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bLg4JMUCQyU"><strong>Prima giornata nazionale del testamento biologico</strong></a> organizzata dal <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/sulla-mia-vita-scelgo-io-%e2%80%93-19-novembre-giornata-nazionale-del-testamento-biologico/">Coordinamento Laico Nazionale</a>. L’Italia laica è lì, preoccupata di come questo governo di «<em>professori borghesi, cattolici e ricchi</em><em>»</em> affronterà i valori <strong>davvero non negoziabili</strong> di autodeterminazione della persona e si organizza, ancora una volta, per difenderli. Nell&#8217;attesa che arrivi un giorno in cui finalmente  fede e diritti viaggeranno su strade parallele.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Niente di nuovo sotto al sole di Todi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi-300x180.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In una intervista concessa al direttore de La Stampa Mario Calabresi nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura del convegno di Todi, il cardinale Camillo Ruini ha ribadito che la difesa dei &#8220;valori non negoziabili&#8221;, come piattaforma per la nascente &#8220;cosa bianca&#8221; &#8211; qualunque cosa sia &#8211; è imprescindibile. Difesa della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, difesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29696" title="todi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/todi-300x180.jpg" alt="" height="220" /></a>In una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cei-9068/">intervista</a></span> concessa al direttore de <em>La Stampa</em> Mario Calabresi nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/todi-modo-la-cosa-bianca-e-il-dopo-berlusconi/">convegno di Todi</a></span>, il cardinale <strong>Camillo Ruini</strong> ha ribadito che la difesa dei &#8220;valori non negoziabili&#8221;, come piattaforma per la nascente &#8220;cosa bianca&#8221; &#8211; qualunque cosa sia &#8211; è imprescindibile. Difesa della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, difesa della vita dal concepimento alla fine naturale, libertà di educazione sono <em>«valori che non vanno imposti alle istituzioni, bensì proposti alle persone. Sono criteri ai quali il cattolico in politica non può rinunciare se vuole essere coerente con la propria fede»</em>.</p>
<p>E&#8217; il perfetto riassunto di quello che è uscito fuori dal convegno, un capolavoro di tatticismo politicante e immobilismo programmatico; un disquisire di aria fritta, alla fine, visto che non costituisce affatto una novità. A meno di non considerare come inedito il benservito &#8211; assai tardivo &#8211; dato al berlusconismo;  si, perché almeno un risultato immediato e tangibile il convegno di Todi l&#8217;ha ottenuto: seminare il panico tra i pretendenti alla &#8216;carica&#8217; di rappresentante dei cattolici, dalla Lega fino al PD, tutti affrettatisi &#8211; ognuno a modo suo &#8211; a confermare l&#8217;attenzione del proprio partito alle istanze del mondo cattolico. <em>«I cattolici hanno trovato nel Pdl un partito che ha difeso i loro valori»</em> ha affermato ieri <strong>Angelino Alfano</strong>, segretario del Pdl <em>«non a chiacchiere o a parole, ma con leggi sulla vita, la famiglia e tutto ciò che attiene ad un sistema di valori»</em>.</p>
<p>Un <em>«dibattito culturalmente arretrato di almeno cinquanta anni»</em>, per dirla come <strong>Giancarlo Galan</strong>, ministro della Cultura. Come dargli torto?</p>
<p>Sebbene sia stata negata la nascita di una <strong>nuova DC</strong>, almeno a sentire gli ospiti occasionali della ridente cittadina umbra, quella di Todi è stata comunque alta scuola di politica: l&#8217;opportunismo di abbandonare la nave adesso che sta per affondare (facile, adesso), la tattica di chi nega ripetutamente di voler fare ciò che sta per fare, l&#8217;attitudine a chiedere privilegi (a dispetto delle dichiarazioni di Bagnasco) senza chiederli, l&#8217;appello per un nuovo governo &#8211; ottenuto senza elezioni anticipate &#8211; con dentro tutti i partiti maggiori, in tipico stile prima repubblica, rimandano ai decenni bui del medioevo partitico del secolo scorso.</p>
<p>Come conferma anche la presenza tra i relatori di<strong> Raffaele Bonanni</strong>, segretario della Cisl: ricordiamo quanti segretari di questo sindacato hanno provato a buttarsi in politica, da Savino Pezzotta a Sergio D&#8217;Antoni, tutti piazzatisi nell&#8217;area cattolica e in alcuni casi fondatori di micro partitini subito estinti. E pensare che questo scivolare nella politica dalla segreteria del sindacato è stato sempre pesantemente rinfacciato ai leader Cgil, da Cofferati in poi.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/bagnasco1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29663" style="margin-left: 10px;" title="bagnasco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/bagnasco1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dunque, l&#8217;obiettivo sarebbe una sorta di <em>«nuovo soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica»</em> -Bagnasco dixit &#8211; e non un nuovo partito a tutti gli effetti (sebbene su questo, nel <em>day after</em> del forum, nel mondo delle associazioni cattoliche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/serve-governo-nuovo.aspx">non tutti</a></span> sono d’accordo). E&#8217; uno scenario surreale, grottesco, dove un gruppo di associazioni di varia natura si impegna per fare lobby, per contare di più in politica, come se su questa, fino ad ora, non avessero mai avuto alcuna <strong>influenza</strong>. O piuttosto è solo un banale <strong>riposizionamento</strong> nello scacchiere partitico, un movimento -legittimo, ma intellettualmente non tanto onesto da parte di chi deve avere la sincerità e la coerenza come faro &#8211; celato dietro speculazioni sui massimi sistemi, come l&#8217;uso della parolina magica &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/il-bene-comune/">bene comune</a></span>&#8220;, dietro la quale, di solito, si nasconde la solita fregatura dell&#8217;assolutismo.</p>
<p>Dicevamo che non è chiaro a quali cattolici ha voluto parlare il convegno: quelli praticanti e fedeli al magistero della Chiesa? I <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/cercasi-cattolici-adulti-disperatamente/">cattolici adulti</a></span>? Tutti comunque &#8211; non solo i cattolici ma tutti i cristiani &#8211; sono accomunati dalla minaccia del cardinal Bagnasco, che ha ufficialmente rubricato come <strong>peccato</strong> l&#8217;<em>assenteismo sociale. </em>Invito nemmeno troppo velato a praticare il meccanismo dell&#8217;<strong>ingerenza</strong> a tutti i livelli. Chissà che ne pensano i valdesi, ad esempio, che sono cristiani ma non si impongono con ogni mezzo alle istituzioni.</p>
<p>Il fatto è che se solo i cattolici, genericamente come afferma il manifesto del convegno, hanno la ricetta per una &#8220;buona politica che è in grado di perseguire il bene comune&#8221;, allora noi avremmo ragione di affermare -c itando il cattolico <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/gli-atei-salveranno-la-chiesa-e-se-stessi/">don Giorgio de Capitani</a> </span>- che la Chiesa è meglio affidarla agli atei, perché come la politica marcia e corrotta non può riformare se stessa, così questo clero e questo clericalismo attivista, abituati a scandalosi privilegi, non possono proporre ricette salvifiche per il paese, meno che mai valide per la totalità dei cittadini.</p>
<p>Il presidente della Cei <strong>Angelo Bagnasco</strong>, accolto al suo ingresso al convegno come una rockstar, ha sostenuto che <em>«non c&#8217;è motivo di temere per la laicità dello stato»</em> perché <em>«il principio di laicità inteso come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica &#8211; ma non da quella morale &#8211; è un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà»</em>. E&#8217; evidente che questo fa a cazzotti con la realtà dei fatti e con la difesa a oltranza dei valori non negoziabili di cui sopra; tuttavia, prendiamo in parola il cardinale, e lo sfidiamo: intendono finalmente lorsignori di Todi e dintorni, <strong>dare a Cesare quel che è di Cesare</strong> e rinunciare a pretendere dal legislatore che si ispiri unicamente alla loro <em>morale</em> (ricordando, per chiarezza, che la democrazia è cosa ben diversa dalla <strong>dittatura della maggioranza</strong>, e che la morale troppo spesso confligge coi <strong>diritti</strong>), e quindi di smettere di considerare la loro etica come l&#8217;unica possibile? Intendono rinunciare a propugnare che <em>«non riconoscere la dimensione pubblica</em> [della religione, ndr] <em>è un grave errore»</em>, visto che questo non comporterebbe affatto l&#8217;estinzione della religione e la libertà di chi vi aderisce?</p>
<p>Perché non basta il <em>«rispetto della libertà di coscienza»</em>, come scrive il direttore del <em>Corriere della Sera</em> <strong>Ferruccio De Bortoli</strong> nel suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_ottobre_17/de-bortoli_missione-dei-cattolici_536c3954-f87d-11e0-a70e-53be2c0ab142.shtml">editoriale</a></span> (nel quale, a dire il vero, non manca qualche tono critico nei confronti delle gerarchie della Chiesa) della vigilia del convegno, è indispensabile &#8211; ripetiamo: indispensabile &#8211; prima di tutto il rispetto della <strong>libertà di scelta</strong>.</p>
<p><em>«Sia il vostro parlare: si, si; o no, no: quel che vi è di più proviene dal male»</em> (Mt 5,37). In ultima analisi quindi tutti costoro dovrebbero rispondere semplicemente e con la massima chiarezza e onestà a questa domanda. Perché altrimenti, cari signori, sareste solo <em>chiacchiere e crocefisso</em>.</p>
<div style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Scuola e otto per mille, parlano i vescovi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/scuola-e-otto-per-mille-parla-la-cei/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/Ottopermille-C-S-250x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’atto di indirizzo che la Camera ha rivolto al governo nei giorni scorsi affinché consenta ai cittadini «di indicare esplicitamente la scuola pubblica come destinataria di una quota fiscale dell’8 per mille da utilizzare d’intesa con enti locali per la sicurezza e l’adeguamento funzionale degli edifici» ha già suscitato diverse perplessità per la vaghezza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/Ottopermille-C-S.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28143" title="Ottopermille C S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/Ottopermille-C-S-250x300.jpg" alt="" height="340" /></a>L’atto di indirizzo che la Camera ha rivolto al governo nei giorni scorsi affinché consenta ai cittadini «<em>di indicare esplicitamente la scuola pubblica come destinataria di una quota fiscale dell’8 per mille da utilizzare d’intesa con enti locali per la sicurezza e l’adeguamento funzionale degli edifici</em>» ha già suscitato diverse perplessità per la vaghezza del proposito, per l’ambiguità del testo e infine per la sua eventuale applicazione (vedi <em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/scuola-pubblica-nellotto-per-mille-svolta-storica-o-fuoco-di-paglia/">Scuola pubblica nell’otto per mille: svolta storica o fuoco di paglia?</a></em>). Tuttavia, ha almeno il pregio di aver sollevato l’attenzione sull’<strong>otto per mille dell’Irpef</strong>, il meccanismo che consente alla Chiesa cattolica di incassare dalle nostre tasse circa <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">un miliardo di euro l’anno</a> (pari a più dell’85% del gettito) beneficiando non solo delle scelte dei cattolici (34% circa), ma anche, e soprattutto, di quelle non espresse (60% circa). Uno scandalo fiscale che in tempi di vacche magre come questi non può più non destare indignazione.</p>
<p>Particolarmente  interessante è quindi la reazione della Conferenza episcopale italiana. Il segretario <strong>Mariano Crociata</strong> ha colto al balzo l’occasione offerta dalla conferenza stampa di chiusura dei lavori del Consiglio episcopale permanente per esprimere il parere dei vescovi sulla vicenda. Pur non entrando nel merito, bontà sua, di un’eventuale  assegnazione alla scuola della quota di otto per mille già destinata allo Stato («<em>l’uso che lo Stato fa della sua quota rientra nella libertà e nello spazio dell’otto per mille</em>»), si è affrettato a mettere i puntini sulle i nel caso in cui, invece, si volesse inserire la scuola pubblica come <strong>ulteriore scelta </strong>per il cittadino in aggiunta a quelle già previste. La formula dell’otto per mille, per il prelato,  «<em>rientra nella normativa prevista da accordi bilaterali tra Stato e Chiesa</em>». Come dire, non provate a inventare altri destinatari perché dovrete passare attraverso il nostro <em>niet</em>. Il film è già visto. Nel 1996 l’allora ministro della Solidarietà sociale Livia Turco propose di inserire tra i beneficiari dell’otto per mille i programmi per l’infanzia ma fu subito bacchettata dal presidente della Cei per i problemi giuridici, Attilio Nicora, che ricordò come una modifica alla «<em>disposizione pattizia attualmente vigente non potrebbe derivare da iniziative unilaterali da parte dello Stato</em>».</p>
<p>E infatti Crociata non si è dilungato più di tanto su questa eventualità, preferendo pensare che la direzione sarà quella di destinare alla scuola pubblica parte della quota dello Stato. Per la Cei è una prospettiva davvero conveniente, e non solo perché non si aggiunge un pericoloso antagonista nella spartizione della ricca torta dell’otto per mille, ma anche perché ne potrebbero uscire allettanti risorse. Infatti, il nostro ministro per l’Istruzione è <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/liberte-egalite-propriete-la-rivoluzione-della-scuola-italiana/">solito ripetere</a>: «<em>Entrambe, sia la statale che la privata, sono scuole pubbliche». </em>Al prelato non resta quindi che ringraziare la Gelmini e cavalcare l’onda: «<em>Sono scuole pubbliche anche queste </em>[le paritarie, ndr],<em> a norma di legge</em>» e subiscono «<em>una condizione di ingiusta limitazione</em>».  Non importa che <em>pubblico</em> significhi <strong>aperto a tutti i cittadini</strong>. E che la scuola cattolica non lo sia perché comporta preclusioni di tipo economico – non è gratuita e non tutti possono permettersela &#8211; e ideologico – i non o diversamente credenti ne sono di fatto tagliati fuori</p>
<p>Non sappiamo ancora se la Cei abbia ragione oppure no ad affermare che non si possono aggiungere concorrenti “laici” alla divisione dell’otto per mille senza il suo <em>placet: </em>la revisione concordataria del 1984 &#8211; che ha introdotto il meccanismo dell&#8217;otto per mille &#8211; e le leggi che l&#8217;hanno ratificata sono sibilline e di non facile interpretazione. Tuttavia, l&#8217;indisponibilità della Chiesa a dividere la partita con un destinatario di grido come la scuola, in un paese che la massacra, peserà non poco se il governo deciderà di discutere la questione. Che uno stato democratico (e di conseguenza laico)  debba essere limitato nella propria normativa fiscale da un accordo internazionale con uno stato straniero  dovrebbe far riflettere tutti i suoi cittadini, a prescindere da questioni di fede. E’ tempo che un retaggio obsoleto come i Patti lateranensi, con tutti i suoi annessi e connessi, venga relegato nella sua corretta dimensione, la Storia.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Scuola pubblica nell&#8217;otto per mille: svolta storica o fuoco di paglia?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 17:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/scuola-pubblica-nellotto-per-mille-svolta-storica-o-fuoco-di-paglia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/camera-110715192556_medium-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La notizia che arriva dalla Camera dei deputati è di quelle che lasciano sperare. Forse la fonte di maggior reddito per la Chiesa cattolica, il famigerato meccanismo dell&#8217;otto per mille che le consente, con i soldi dei contribuenti,  di dare sostentamento al clero, curare l&#8217;edilizia di culto ed evangelizzare il popolo italiano, è da mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/camera-110715192556_medium.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-28041" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/camera-110715192556_medium.jpg" alt="" height="230" /></a>La notizia che arriva dalla Camera dei deputati è di quelle che lasciano sperare. Forse la fonte di maggior reddito per la Chiesa cattolica, il famigerato meccanismo dell&#8217;<strong>otto per mille </strong>che le consente, con i soldi dei contribuenti,  di dare sostentamento al clero, curare l&#8217;edilizia di culto ed evangelizzare il popolo italiano, è da <strong>mettere in soffitta</strong>.</p>
<p>Da tempo in molti,  laici,  atei e alcuni cattolici si battono per la modifica della legge sulla ripartizione dell&#8217;otto per mille del gettito Irpef, evidenziando l&#8217;<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/">ingiustizia di un meccanismo a dir poco diabolico</a> grazie al quale la Chiesa cattolica, e per essa la Cei, pur essendo destinataria solo del <strong>34,57%</strong> delle scelte effettive dei contribuenti in suo favore, riceve l&#8217;<strong>87.25%</strong> dell&#8217;intera quota dell&#8217;otto per mille (dati delle dichiarazioni dei redditi 2001). Questo avviene perché nello stabilire le percentuali di ripartizione, gli astenuti non vengono presi in considerazione (nel 2001 sono stati il 60,38%) e la torta viene ripartita secondo le percentuali raggiunte tra quelli che hanno votato. E su un 39,62% di votanti, la Chiesa con il suo 34,57% di preferenze rappresenta appunto l’87,25% del totale (seppur relativo) e si aggiudica analoga porzione del gettito, per una somma che si aggira attorno al <strong>miliardo di euro ogni anno</strong>. Le quote restanti quindi sono assegnate per un 10,28% allo Stato e per un 2,47% alle altre cinque confessioni religiose che hanno stipulato una intesa con lo Stato recepita dal Parlamento.</p>
<p>La modifica o addirittura abrogazione della legge sull&#8217;otto per mille appare una impresa talmente ardua da far tremare le vene ai polsi, anche per una presunta <strong>copertura concordataria</strong> garantita alla legge n.222 del 1985 dall&#8217;accordo Casaroli-Craxi, che la renderebbe immune sia ad attacchi referendari sia a modifiche non preventivamente concordate con la Santa Sede; e infatti ultimamente, a parte i <strong>Radicali</strong> e la nuova formazione <strong>Democrazia Atea</strong>, pochi anche tra le associazioni di atei ed agnostici  mettono nei propri programmi l&#8217;attacco alla legge e all&#8217;accordo da cui deriva.</p>
<p>Succede ora che dietro iniziativa di un manipolo di deputati, primo firmatario <strong>Antonio Russo</strong> del Pd, è stato presentato un <strong>ordine del giorno</strong> al governo che, messo in votazione dopo la non accettazione da parte dell&#8217;esecutivo, è alla fine stato approvato con  247 sì e 223 no. Con 23 voti di scarto, quindi la Camera «<em>impegna il Governo a modificare la L.20.05.1988 n.222 sull&#8217;otto per mille al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la scuola pubblica come destinataria di una quota fiscale dell&#8217;8 per mille da utilizzare d&#8217;intesa con enti locali per la sicurezza e l&#8217;adeguamento funzionale degli edifici</em>».</p>
<p>L&#8217;atto di indirizzo al governo suona come musica celestiale alle orecchie di tutti i laici, specie di quelli che hanno visto le proprie scelte di destinare l&#8217;otto per mille allo Stato beffate dal governo di turno, per dirottare 80 milioni di euro al finanziamento di  guerre “umanitarie” ( Iraq, missione antica babilonia, finanziaria 2004), o ancora per coprire i mancati introiti Ici o fare un <em>cadeau</em> al vaticano in momenti di scarsa sintonia (<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/otto-per-mille-il-fondo-delle-regalie/">governo Berlusconi, dicembre 2010</a>). In fondo, se lo Stato, come recita l’articolo 47 della legge n. 222, destinasse realmente gli introiti per interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali, a nessun laico verrebbe in mente di accogliere l&#8217;appello di Micromega di firmare per i <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/vola-l%E2%80%99otto-per-mille-valdese/">valdesi</a>, per quanto simpatici possano essere i seguaci di Valdo.</p>
<p>Ma dopo aver sentito i commenti e le previsioni di tecnici e politici sulla reale portata di questo provvedimento, gli entusiasmi cominciano presto a spegnersi. Tanto per cominciare, trattandosi di un <strong>atto di indirizzo</strong> rivolto al governo  non necessariamente si tradurrà in legge: e infatti è più una raccomandazione che un vero atto vincolante. Inoltre occorre capire se la destinazione all&#8217;edilizia scolastica sarà una vera e propria opzione (l&#8217;ottava) alternativa allo Stato, alla Chiesa e alle altre confessioni o, come sembra più probabile, una ulteriore finalità sociale da aggiungersi a quelle sopra citate ma sempre all&#8217;interno della quota di competenza statale. Infine, domanda cruciale, come deve intendersi l’espressione “<strong>scuola pubblica</strong>”? e perché non si è detto, invece, <strong>scuole statali</strong>, provinciali e comunali, così da sgombrare il campo da equivoci e interessate interpretazioni, basate  sul fatto che anche le scuole paritarie sono, a tutti gli effetti inserite nel sistema scolastico e quindi anch&#8217;esse “pubbliche”? Anche tra la maggioranza e i cattolici pare esserci qualche dubbio. Se il sottosegretario <strong>Giovanardi</strong> dopo il voto si dispera perché a suo parere verrebbero penalizzate le scuole che chiama private, e si riferisce a quelle cattoliche che gli stanno particolarmente a cuore, di avviso opposto sono tra le file dell&#8217;Udc la coppia <strong>Buttiglione</strong> e <strong>Binetti</strong>, che vedono invece nel riferimento alla scuola “pubblica” il cavallo di troia per finanziare finalmente (e forse principalmente) la scuola cattolica, «tanto penalizzata dai recenti tagli», aggirando così il divieto posto nella Costituzione.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Giuseppe Ancona</div>
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		<title>Bagnasco vs. Berlusconi, molto rumore per nulla</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 02:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/bagnasco-vs-berlusconi-molto-rumore-per-nulla/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi-tette-crocifisso-minetti-bagnasco-escort-tarantini-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Le polemiche sulle (tardive) esternazioni del presidente della Cei Angelo Bagnasco a proposito delle vicende che porteranno nuovamente in tribunale il nostro presidente del Consiglio si propagano come un’onda sismica in tutte le direzioni. Atei, cattolici, laici, di sinistra, di destra, di centro: tutti si sentono in dovere di apprezzare l’uno e condannare l’altro o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi-tette-crocifisso-minetti-bagnasco-escort-tarantini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27975" title="berlusconi-tette-crocifisso-minetti-bagnasco-escort-tarantini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi-tette-crocifisso-minetti-bagnasco-escort-tarantini.jpg" alt="" height="260" /></a>Le polemiche sulle (tardive) esternazioni del presidente della Cei <strong>Angelo Bagnasco</strong> a proposito delle vicende che porteranno nuovamente in tribunale il nostro presidente del Consiglio si propagano come un’onda sismica in tutte le direzioni. Atei, cattolici, laici, di sinistra, di destra, di centro: tutti si sentono in dovere di apprezzare l’uno e condannare l’altro o viceversa, di mormorare, suggerire, inveire. Tra chi ascolta i vescovi solo quando conviene e chi li ascolta sempre tranne quando non conviene, la rappresentazione che sta andando in scena è davvero deprimente. E tipica di un paese sottosviluppato come il nostro, in cui la religione è un <strong>nodo centrale</strong> del dibattito politico.</p>
<p>I giornali ci sommergono ogni giorno dei più ributtanti contenuti delle intercettazioni e noi abbiamo bisogno che il presidente della Cei ci sveli che Silvio Berlusconi è <strong>eticamente indegno</strong>? E neanche l’ha detto, poi. L’aulica prolusione del porporato, degna dei migliori seguaci del signore di La Palise, si è limitata alla scoperta dell’acqua calda: «<em>La questione morale, complessivamente intesa, non è un’invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa è un’evenienza grave, che ha in sé un appello urgente</em>». E ancora: «<em>C</em><em>hiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda. Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica</em>».</p>
<p>Ma perché Bagnasco <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-silenzio-della-cei-verso-una-nuova-contestualizzazione/" target="_blank">parla solo oggi</a> dopo un silenzio durato mesi? Semplice. Nel profluvio di dichiarazioni, intercettate o spontanee, che svelano giri di prostituzione, scambi di poltrone, accesso ad appalti e via dicendo, ce n’è una, riportata in forma anonima dal <em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/16/%E2%80%9Cil-crocifisso-di-b-sui-seni-della-minetti%E2%80%9D/157825/">Fatto Quotidiano</a></em>,  che ha particolarmente infastidito quelle anime candide della Cei. Una assidua frequentatrice dei festini del premier racconta che la consigliera lombarda <strong>Nicole Minetti</strong> si sarebbe vestita da suora per inscenare il consueto spogliarello. Rimasta nuda, il padrone di casa l’avrebbe “benedetta” appoggiandole un <strong>crocifisso</strong> sulla testa, tra le gambe e tra i seni. E siccome Berlusconi, nonostante le pressioni sdegnate di Bagnasco sul sottosegretario Letta, non solo non ha smentito e non si è pentito, ma ha anche dichiarato pubblicamente «<em>non ho nulla da farmi perdonare</em>», è partito l’<strong>anatema pubblico</strong>.</p>
<p>Vediamo quanto durerà; il testamento biologico è già all’attenzione del Senato, basterà aggiungere qualche milione di euro per le scuole paritarie e qualche altro bonus qui e lì per far dimenticare l’increscioso incidente. Magari Nicole, contrita e pentita, andrà a confessarsi per annullare il sacrilego gesto e il parroco riferirà prontamente a Bagnasco. Quanto a Berlusconi, può essere che abbia scambiato il crocifisso per uno strumento erotico. A quella età non si può pretendere che la vista risponda alla perfezione (o almeno come il resto).</p>
<p>In fondo Bagnasco parlava, da bravo uomo di chiesa, dei mali della politica, chi l’ha detto che si riferisse proprio a lui?
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Il silenzio della Cei: verso una nuova contestualizzazione?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 12:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-silenzio-della-cei-verso-una-nuova-contestualizzazione/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vescovi-1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La nuova ondata di marciume che tracima dalle ultime puntate dell’escort-gate ci sta investendo tutti. Giornali e web ci svelano tutti i dettagli degli accordi tra “utilizzatore finale” e procacciatori, in un carosello fatto di sesso a pagamento, affari, spettacolo, istituzioni e denaro pubblico. Da una parte il centrodestra: basta con le intercettazioni!; cosa fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vescovi-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27536" title="vescovi (1)" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vescovi-1.jpg" alt="" height="250" /></a>La nuova ondata di marciume che tracima dalle ultime puntate dell’<strong><em>escort-gate</em></strong> ci sta investendo tutti. Giornali e web ci svelano tutti i dettagli degli accordi tra “utilizzatore finale” e procacciatori, in un carosello fatto di sesso a pagamento, affari, spettacolo, istituzioni e denaro pubblico. Da una parte il centrodestra: <em>basta con le intercettazioni!</em>; <em>cosa fa il presidente del Consiglio  in camera da letto sono solo affari suoi</em>; <em>possibile che uno non possa regalare soldi a famiglie bisognose</em>?; <em>la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo</em>. Dall’altra tutto il resto degli italiani, offesi, umiliati e al contempo rabbiosi per chi mostra tale sprezzo delle regole istituzionali e della decenza, mischia il letto di casa propria con le poltrone dei palazzi del potere o dei servizi pubblici e trascina nel suo stesso fango l’Italia che ancora rappresenta.</p>
<p>In mezzo, avvolte da un silenzio che diventa ogni giorno più imbarazzante, le <strong>gerarchie ecclesiastiche</strong>. Il giornale dei vescovi, <strong><em>Avvenire</em></strong>, informa sulle ultime novità delle intercettazioni, riporta i commenti politici di questo o di quello ma per il resto tace. Nessuna dichiarazione dei porporati. La Cei non sa che fare.<br />
Il direttore <strong>Marco Tarquinio</strong>, in risposta a una <a href="http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/Troppa-melma-troppo-disgusto.aspx">lettera</a>, scrive: «<em>La nostra opinione, confortata da pareri assai più autorevoli e risalenti all’inizio di questa storia, è arcinota: chi ricopre ruoli di responsabilità, rappresenta l’Italia e la governa è tenuto a svolgere il suo servizio in modo disciplinato e onorevole</em>», ma allo stesso tempo si scaglia contro certa informazione che «<em>sguazza nella melma</em>» e vorrebbe «<em>obbligare moralmente anche questo giornale a partecipare, stando al gioco dello scabroso e del moralismo d’occasione</em>».</p>
<p>Il richiamo a un comportamento «<em>disciplinato e onorevole</em>» mentre il premier si fa portare a domicilio ogni sera vagoni di ragazze (ops, «<em>patonze</em>», come lui stesso le chiama) suona davvero <strong>sottotono</strong>. Qui si parla di uno che usa le donne come se fossero spazzolini da denti e le paga – secondo quanto emerge dalle intercettazioni &#8211; in denaro, trasmissioni, incarichi politici. Oppure le “riceve” come vere e proprie <strong>tangenti umane</strong> se si prodiga per introdurre nei “giri giusti” questo o quel faccendiere.  Il «<em>moralismo d’occasione</em>», se invocato  dal giornale della Cei, assume dei contorni un po’ sinistri; si chiudono entrambi gli occhi sul “lettone” &#8211; pubblico &#8211; del premier, per tenerli sempre ben aperti sui talami &#8211; privati &#8211; degli altri cittadini.</p>
<p>Dobbiamo aspettarci dunque una nuova <strong>contestualizzazione</strong>? Qualcosa che faccia assurgere il rapporto tra Berlusconi, la sua droga umana e i suoi pusher a un (incompreso) singulto di carità cristiana? La Cei sta solo traccheggiando: orientata da tempo a organizzare un fronte cattolico in politica, valuta se abbandonare la vecchia strada con tutti i rischi che comporta o stringere i denti e trovare un nuovo <em>escamotage</em> per sopportare ancora, e senza perdere la faccia, un <strong>vecchio satrapo malato</strong>. Il quale però porta in dote soldi e leggi (guarda caso il testamento biologico è ancora all’esame del Senato) e protegge la casta ecclesiastica così come protegge la sua.</p>
<p>Stiano attenti i vescovi italiani: c’è il rischio che i fedeli comincino a pensare che sono fatti della stessa pasta delle ragazze dei festini hard di Arcore. La differenza, in fondo, è solo il prezzo.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Il Bagnasco imbiancato</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 02:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-bagnasco-imbiancato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/Bagnasco_23-213x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nel medioevo gli inquisitori consegnavano l’eretico alle autorità civili perché fosse messo a morte, invitandole a non giungere «fino all’effusione del sangue e alla pena capitale». Questo invito veniva fatto in ossequio alla legge che vietava al clero di spargere sangue, ma le autorità civili sapevano che non dovevano tenerne conto e dovevano affrettarsi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/Bagnasco_23.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27174" title="Bagnasco_23" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/Bagnasco_23-213x300.jpg" alt="" height="330" /></a>Nel medioevo gli inquisitori consegnavano l’eretico alle autorità civili perché fosse messo a morte, invitandole a non giungere «fino all’effusione del sangue e alla pena capitale». Questo invito veniva fatto in ossequio alla legge che vietava al clero di spargere sangue, ma le autorità civili sapevano che non dovevano tenerne conto e dovevano affrettarsi a giustiziare il condannato se non volevano essere incriminati come eretici e giustiziati a loro volta…</p>
<p><strong>Il primo delle liste</strong><br />
Questo esempio dell’ipocrisia cattolica mi è venuto in mente ascoltando gli appelli di Bagnasco ai cittadini perché non evadano le tasse e ai politici perché considerino<em>grave e urgente </em>la questione morale benché il primo in tutte e due le liste (degli evasori e degli immorali) sia il Vaticano…<br />
Per quanto riguarda le pratiche di evasione, elusione, esenzione e accumulazioni grazie a intrighi e favori, rimando ai molti articoli apparsi su questi argomenti (vedi ad esempio il n. 62 dell’agenzia cattolico-progressista <a href="http://www.adistaonline.it/?op=articolo&amp;id=50652"><em>Adista</em></a> o le rubriche di <a href="http://www.cronachelaiche.it/category/costi-vaticano/"><em>Cronache Laiche</em></a> e <a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/italia-vaticana/"><em>cattolicesimo-reale.it</em></a>).<br />
Merita invece soffermarsi su come la Chiesa ha contribuito ad elevare il livello della morale pubblica in Italia sostenendo per diciassette anni a occhi chiusi il governo Berlusconi-Bossi e perdonando gli scandali “privati” del Caimano, le pubbliche porcate della Lega o le politiche antisociali di entrambi, in cambio di leggi che danno privilegi al Vaticano e impongono la sua “morale” non negoziabile (ma solo, si sa, per il sesto comandamento e dintorni).</p>
<p><strong>Escort contro RU486</strong><br />
«Se il governo interviene caso-escort perdonato», titolava il 3 agosto 2009 <em>La Stampa </em>spiegando: «Prima i bonus promessi dal ministro Gelmini alla scuola cattolica, poi l’accelerazione all’approvazione del ddl anti-eutanasia annunciata dal titolare del Welfare, Sacconi, ora i paletti all’uso della Ru486 prospettati dal sottosegretario Roccella»… Così «l’esecutivo tenta di recuperare nei Sacri Palazzi il consenso incrinato dagli scandali scoppiati attorno al premier Berlusconi». E il vescovo ciellino Luigi Negri dava dignità teologica ai due pesi e alle due misure spiegando che  «secondo la più autentica tradizione della Chiesa, mille incoerenze etiche non distruggono né il benessere, né la libertà del popolo», invece «un attacco violento contro la sacralità della vita, questo sì è un fatto che devasta la nostra vita sociale».<br />
Così la Chiesa ha coperto e incoraggiato – “perdonando” le birichinate del premier e declassandole a fatto “privato” – proprio il dilagare di quella corruzione morale che oggi lamenta e che consiste in una devastante commistione di pubblico e di privato, di riconoscimenti pubblici in cambio di privati favori a escort d’ogni tipo (belle ragazze o severi avvocati e gazzettieri di servizio, trasformate/i in candidati, parlamentari, consiglieri regionali, ministri)<br />
Contemporaneamente ha coperto, quindi favorito, anche le politiche (anti)sociali che a noi paiono suscettibili di giudizio morale ma al segretario della CEI monsignor Crociata no perché «Il governo lo giudica chi fa politica…e noi non siamo un soggetto politico». Toh!, chi l’avrebbe detto? E che se ne sarebbero ricordati solo dopo essere intervenuti politicamente su coppie di fatto, aborto, divorzio breve, eutanasia e chi più ne ha più ne metta?!</p>
<p><strong>RU486 contro razzismo</strong><br />
Sull’altro fonte, e sempre usando ciò che attiene al sesso come moneta di scambio, monsignor Fisichella, provvedeva a sdoganare il razzismo assicurando che la Lega «pare che manifesti una piena condivisione con il pensiero della Chiesa», mentre «la Chiesa d’altra parte non potrà mai non andare incontro a una richiesta di legalità» – nuovo e rassicurante nome dato ai respingimenti in mare, alla detenzioni abusive e al razzismo neonazista della banda di via Bellerio.<br />
Contemporaneamente veniva pensionato il troppo accogliente e inviso alla Lega Nord monsignor Marchetto, segretario del pontificio consiglio migranti. E veniva garantito naturalmente il sostegno al candidato governatore del Piemonte, il leghista Cota, impegnato in una eroica battaglia contro la RU486, degna di Lepanto.  Così la Chiesa ha coperto anche il versante xenofobo e razzista della “questione morale”, favorendo lo sfondamento di ogni norma “cristiana”, anzi di ogni decenza.</p>
<p>E adesso arriva Bagnasco, e scopre che la questione morale è «grave ed urgente»…
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Walter Peruzzi</div>
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		<title>Ancona: Signore, da chi andremo (a battere cassa?)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 12:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/ancona-signore-da-chi-andremo-a-battere-cassa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/congresso-eucaristico-logo-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>È in corso ad Ancona il XXV Congresso eucaristico nazionale (3-11 settembre), che quest’anno propone quale tema di riflessione l’interrogativo che Pietro pone a Gesù nel vangelo di Giovanni: “Signore, da chi andremo?”. Questo è anche il titolo della kermesse religiosa che intende così celebrare il «sacramento dell’Amore di Cristo» (come si legge nel sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/congresso-eucaristico-logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27034" title="congresso eucaristico logo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/congresso-eucaristico-logo.jpg" alt="" width="242" height="241" /></a>È in corso ad Ancona il XXV Congresso eucaristico nazionale (3-11 settembre), che quest’anno propone quale tema di riflessione l’interrogativo che Pietro pone a Gesù nel vangelo di Giovanni: “Signore, da chi andremo?”. Questo è anche il titolo della kermesse religiosa che intende così celebrare il «sacramento dell’Amore di Cristo» (come si legge nel sito della diocesi di Ancona), ossia il suo farsi pane e vino per nutrire, attraverso il corpo, lo spirito di chi crede in lui. Le celebrazioni culmineranno nella messa celebrata da Benedetto XVI in chiusura d’evento.</p>
<p>Molto affascinante da un punto di vista antropologico: l’ancestrale richiamo al cannibalismo utilizzato per entrare in possesso di presunte facoltà superiori detenute dal cannibalizzato; la pervicace credenza nella verità della transustanzione; volendo, anche la necessità, evidentemente ineludibile, di ricorrere comunque alla sfera materiale per significare quanto dovrebbe essere del tutto immateriale potrebbe essere un felice spunto di riflessione, per chi nutra tali intellettualistiche curiosità.</p>
<p>Quanti però nutrano curiosità più pedestri, potrebbero invece desiderare sapere perché un concorso indetto dal Comitato organizzativo del Congresso Eucaristico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana abbia ottenuto il patrocinio del <a href="http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot442_11">ministero dell’Istruzione</a>. L’iniziativa, destinata a studenti della scuole di ogni ordine e grado, ha per finalità la realizzazione di un progetto sul tema “Eucarestia e vita. La meraviglia del quotidiano”, e da regolamento prevede che «<em>dei Comitati scientifici regionali, chiamati ad una prima valutazione dei progetti presentati al Concorso, facciano parte i Dirigenti degli uffici Scolastici Regionali o loro delegati</em>». In quale veste e in base a quali criteri i presidi degli istituti partecipanti dovrebbero giudicare i lavori presentati? Tale domanda se l’è posta in particolare l’Uaar, che ha avanzato <a href="http://www.uaar.it/news/2011/02/11/ministero-dell-istruzione-e-congresso-eucaristico-uaar-chiede-accesso-agli-atti/">formale richiesta</a> di prendere visione dei relativi atti.</p>
<p>Ancora, ci si potrebbe chiedere perché chi effettui l’iscrizione per partecipare al Congresso eucaristico di Ancona – al prezzo di 15 euro &#8211; possa <strong>viaggiare gratuitamente su tutti i treni regionali</strong>, mentre saranno istituiti «<em>nei due giorni della visita pastorale di Benedetto XVI, 10 e 11 settembre, <strong>treni straordinari gratis per tutti i fedeli</strong></em>». Parola di <a href="http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=0de0f0bd2ca22310VgnVCM1000008916f90aRCRD">Trenitalia</a> e della regione Marche, che hanno stretto una convenzione.</p>
<p>Curioso è anche il <a href="http://www.congressoeucaristico.it/congresso_eucaristico_nazionale/info_e_programma/00001580_Iscrizioni.html">tariffario</a> dell’evento, dove si pensa davvero a tutto: notevole è ad esempio la sezione in cui si annuncia che la partecipazione alla santa messa e all’incontro per i fidanzati presieduto da Benedetto XVI è gratuita, ma «<em>se desideri contribuire alle spese generali del Congresso, puoi versare un’offerta (<strong>indicativa di 5 euro</strong>) al momento del tuo arrivo ad Ancona</em>».</p>
<p>Di nuovo, ci si potrebbe domandare se le spese di restyling sostenute dal comune di Ancona   in preparazione dell’evento, ammontanti alla cifra (approssimativa) di <strong>tre milioni di euro</strong>, fossero proprio necessarie, considerando soprattutto il fatto che oltre la metà di questa cifra è stata impiegata per il restauro della Mole vanvitelliana: ma non c’è l’<strong>otto per mille</strong> per questo? Il sindaco di Ancona, Fiorello Gramillano, ci tiene tuttavia a ricordare che si tratta di «<em>soldi spesi per opere in favore della città, per presentare Ancona nel modo migliore</em>». A chi, signor sindaco? Ma ai 250 mila fedeli che parteciperanno alla manifestazione: questa è infatti l’affluenza attesa secondo le stime presenti nel <a href="http://www.diocesi.ancona.it/web/1_cen/index.asp">sito</a> della diocesi anconetana.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandra Maiorino</div>
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		<title>Il Dio dei mafiosi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 03:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-dio-dei-mafiosi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Il-dio-dei-mafiosi-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«Come mai Filippo Marchese – prima di torturare, strangolare e sciogliere nell’acido una vittima, spesso a lui del tutto ignota sino a cinque minuti prima – invocava la benedizione di Dio, facendosi il segno della croce?» Questa domanda, formulata nel post scriptum del volume, rappresenta l’interrogativo di fondo, come spiega Cavadi, da cui ha preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Il-dio-dei-mafiosi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-25955" title="Il dio dei mafiosi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Il-dio-dei-mafiosi.jpg" alt="" width="181" height="279" /></a>«Come mai Filippo Marchese – prima di torturare, strangolare e sciogliere nell’acido una vittima, spesso a lui del tutto ignota sino a cinque minuti prima – invocava la benedizione di Dio, facendosi il segno della croce?»</p>
<p>Questa domanda, formulata nel post scriptum del volume, rappresenta l’interrogativo di fondo, come spiega Cavadi, da cui ha preso le mosse la scrittura del libro. È noto, infatti, che <strong>i mafiosi</strong>, salvo poche eccezioni, <strong>si dichiarano cattolici e praticanti</strong>, sostengono o gestiscono manifestazioni religiose come le processioni; si sa che nei covi dei latitanti sono state rinvenute Bibbie e altri libri religiosi. La religiosità dei mafiosi è un fenomeno che si è imposto all’attenzione del pubblico per il risalto mediatico che ad essa è stato dato –  ad esempio in occasione della cattura di uomini di mafia come Bernardo Provenzano con la sua Bibbia cifrata – ma non solo. Su di essa, infatti, si è acceso anche un dibattito culturale e diverse pubblicazioni si occupano dell’argomento […].</p>
<p>Il precedente cui Cavadi si richiama è un articolo, di cui riprende il titolo, del magistrato R. Scarpinati («il Dio dei mafiosi», in Micromega, 1998/1, pp. 45-68) che, però, a giudizio di Cavadi, non mantiene ciò che promette.</p>
<p>Secondo Cavadi la mentalità mafiosa mostra delle contiguità con una certa mentalità cattolica o, per meglio dire, con alcuni atteggiamenti ecclesiastici verificatisi nel corso della storia. Ad esempio, il rifiuto della giustizia civile e la rivendicazione da parte della mafia di un’amministrazione in proprio della giustizia, vengono accostati al fenomeno delle storiche immunità ecclesiastiche; o ancora l’omertà mafiosa viene posta in relazione con la segretezza ecclesiastica. Tra gli aspetti comuni alle due mentalità Cavadi segnala il «dogmatismo cognitivo» e il «fondamentalismo identitario». La teologia mafiosa sarebbe, però, una teologia profondamente atea. Egli afferma: «l’ateismo di alcuni esplicita, svela, la “verità” nascosta dietro le menzogne, autoingannatrici, degli altri, perché la religione dei mafiosi è una delle tante versioni in cui si configura l’atteggiamento più sostanzialmente irreligioso che l’uomo possa nutrire». Cavadi delinea le caratteristiche di questa teologia atea dei mafiosi e in questa parte del volume sviluppa confronti con l’articolo di Scarpinato. In realtà non si tratta di «una teologia consapevole e meditata, organicamente articolata», ma di «una teologia irriflessa e approssimativa, anche se interiorizzata e praticata».</p>
<p>Questa teologia enfatizza alcuni aspetti della teologia cattolica mutilandone altri. Ad esempio, propone un’immagine di Dio caratterizzata da «onnipotenza senza misericordia»; da «trascendenza senza immanenza»; si tratta di un Dio «garante dell’ordine cosmico e sociale»  a cui si deve obbedienza cieca così come se ne deve ai capi di Cosa Nostra. Inoltre la mafia tiene in gran conto la mediazione dei santi, la cui funzione di intercessori li caratterizza come veri e propri <strong>“padrini” celesti</strong>, secondo un modello di religione eminentemente clientelare. Particolarmente pericolosa si è rivelata, secondo Cavadi, la teologia della soddisfazione vicaria: se Dio sacrifica il suo unico Figlio, allora è legittimata e giustificata ogni vendetta anche attraverso la morte di parenti innocenti di pentiti e traditori a vario titolo. Insomma, emerge «un’idea “tribale” di Dio» e «un’ecclesiologia altrettanto “tribale”». Si tratta poi di una teologia dal «registro lugubre»  in cui è esaltata la passione e la morte e omessa la risurrezione.</p>
<p>Ma questa teologia, che definirei caricaturale, in che rapporto sta con la teologia cattolica? Si tratta di una deviazione e di una deformazione o in qualche modo essa dipende da una teologia cattolica che ne ha favorito lo sviluppo? Secondo Cavadi, se «la teologia cattolica non produce la mafia», essa però «contribuisce alla concreta configurazione di questa mafia». In particolare la commistione è da ricondursi a quella particolare teologia che egli definisce cattolico-mediterranea, frutto di un intreccio piuttosto complesso di componenti che non sono solo di natura religiosa. Infatti, «in Sicilia la mentalità cattolica è anche un po’ borghese e un po’ mafiosa, la mentalità mafiosa è anche un po’ borghese e un po’ cattolica». Ne consegue, secondo Cavadi, che non è sufficiente demistificare, da parte della teologia cattolica, la cultura mafiosa: bisogna anche demistificarne gli aspetti borghesi e capitalistici e quelli cattolico-mediterranei.<br />
I tratti caratterizzanti una teologia incompatibile con la mentalità religiosa della mafia sono quelli di una teologia negativa e non trionfalistica, non antropomorfa, che indichi le vie della liberazione e della misericordia di Dio annunciate da Gesù; una teologia capace di animare una prassi credente, che dà vita ad una spiritualità che Cavadi delinea come incarnata, sobria, conviviale, sovversiva, non violenta e gioiosa. Figure di martiri come don Pino Puglisi – la cui testimonianza è più volte richiamata nel testo – incarnano questo modello. Si potrebbe osservare che questa teologia e la spiritualità e la prassi che la esprimono, producono martiri. Solo una testimonianza evangelica diffusa, una teologia condivisa e tradotta in pratica non da parte di singoli ma a livello ecclesiale può marcare veramente la distanza con la mafia e sottrarle terreno: come ricorda Cavadi, i martiri della mafia sono <strong>martiri anche della solitudine</strong> in cui vengono a trovarsi e della singolarità della loro testimonianza.</p>
<p>Complessivamente il libro di Cavadi è ricco di spunti e induce a riflettere sulla zona di confine tra la teologia speculativa e i suoi risvolti pratici; una zona magmatica in cui possono generarsi ambiguità e allignare pericolose connivenze: un rischio storicamente sottovalutato o addirittura negato anche da uomini di Chiesa e rispetto al quale si vanno finalmente delineando chiare prese di posizione, come quelle contenute nel recente documento della Conferenza Episcopale Italiana “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”.</p>
<p><em>A. Cavadi<br />
<strong>Il Dio dei mafiosi </strong><br />
San Paolo, Cinisello Balsamo 2009, pp. 243, € 18,00</em>
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Anna Carfora</div>
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		<title>Il governo del Vaticano</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-governo-del-vaticano/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/piolaghi1-243x3001-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Pur preso dalle sue manovre di macelleria sociale, il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti ha trovato il tempo per respingere la legge contro l’omofobia, che dava l’orticaria a Giovanardi, e far approvare il ddl sul testamento biologico, in base a cui dovremo morire nei tempi e nei modi stabiliti da  Dio tramite il suo medico di fiducia, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/piolaghi1-243x3001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26101" title="piolaghi1-243x3001" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/piolaghi1-243x3001.jpg" alt="" width="243" height="300" /></a>Pur preso dalle sue manovre di macelleria sociale, il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti ha trovato il tempo per respingere la legge contro l’omofobia, che dava l’orticaria a Giovanardi, e far approvare il ddl sul testamento biologico, in base a cui dovremo morire nei tempi e nei modi stabiliti da  Dio tramite il suo medico di fiducia, cioè la Chiesa. Il governo si è inoltre preoccupato di <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/nessuno-tocchi-il-vaticano/">non mettere le mani nelle tasche di Ratzinger &amp; soci</a>; e di  stabilire che anche per sapere  quando lavorare o fare festa ci si deve regolare sul calendario del Vaticano, eliminando tutte le festività laiche e conservando solo quelle religiose (per quelle locali dei santi patroni si sta “trattando”…).</p>
<p><strong>Da una fiaba all’altra</strong><br />
Sono le ultime elemosine fatte dal duo distonico Tremonti-Berlusconi con i nostri soldi. Piccole regalie, rispetto alla baraonda di sovvenzioni, contributi alle private, tagli dell’ICI, coinvolgimento in cricche affari appalti &amp; altre ladronerie piovuti sulla Chiesa in diciassette anni di berlusconismo. Piccole cose, rispetto ai soldi dati ai docenti di religione nominati dalle curie per insegnare la loro religione sempre a spese nostre; o rispetto all’arrogante esposizione del crocifisso, privato amuleto cattolico, in ogni spazio pubblico.</p>
<p>Briciole, che non bastano certo a saziare il Vaticano e la CEI, anche se ricche di valore simbolico, come la soppressione delle festività laiche: uno stimolo a dimenticare gli <em>eventi reali</em> della storia (la nascita della repubblica, la liberazione dal nazifascismo, le lotte dei lavoratori), da sempre sgraditi al Caimano e alla sua corte; e ad abbandonarsi alla dimensione<em> fantastica e mitologica</em> nutrita finora dal famigerato «meno tasse per tutti» e adesso – che questa favola è finita – da un vecchio libro di fiabe improbabili e feroci raccontate (si dice) da Jhavé in persona.</p>
<p><strong>Il Bagnasco imbiancato</strong><br />
Ma ci vuol altro. Per questo gli alti prelati, dopo aver retto il sacco al mafioso di Arcore e al razzista di Gemonio, si stanno adesso affannando a trovare nuove sponde. Bertone sta tentando con ripetuti incontri bipartisan di dar vita a una replica fuori tempo della DC; la CEI vagheggia invece un forte gruppo di parlamentari cattolici sparpaglati in vari partiti ma uniti sui principi non negoziabili, cioè pronti a votare come un sol uomo leggi e privilegi richiesti dalla Chiesa.</p>
<p>La formula poco conta. L’importante, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/lomelia-del-cardinale-bagnasco-generale-di-corpo-darmata-dellesercito">come ha ripetuto</a><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/lomelia-del-cardinale-bagnasco-generale-di-corpo-darmata-dellesercito"> il 10 agosto Bagnasco</a>, è che i cristiani continuino a occupare la scena politica e sociale, perché «essi hanno l’onere e l’onore e di ricordare a tutti chi è l’uomo, quali sono i suoi principi costitutivi, la necessità dell’etica, il suo fondamento trascendente, la via aurea dell’autentica giustizia e del bene comune».</p>
<p><strong><em>Testimonial</em> cercasi</strong><br />
L’unica incertezza riguarda i <em>testimonial</em>, tipo «se non ci credi, chiedilo a loro», da far sfilare per documentare come i cristiani, nei secoli, abbiano perseguito «la via aurea» in questione.</p>
<p>Si sta valutando se potrebbe essere più efficace qualche sopravissuto delle stragi ustascia benedette dal beato Stepinac; o i figli e i nipoti dei desaparecidos assassinati dai generali argentini, compagni di merende del nunzio apostolico Pio Laghi (<em>nell’immagine a colloquio con Videla</em>); o se è meglio qualche dvd, a piacere, sulla vera storia dell’Inquisizione, delle “giustizie” a Roma, dell’evangelizzazione delle Americhe, delle crociate contro infedeli e albigesi, della caccia papale alle streghe.</p>
<p>Ma forse basta far parlare qualche rifugiato respinto in mare o rinchiuso nei CIE da Maroni, sulla cui «piena condivisione col pensiero della Chiesa» in materia etica, ha giurato Fisichella.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Walter Peruzzi</div>
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		<title>Cattolici in fuga da Berlusconi?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 07:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/cattolici-in-fuga-da-berlusconi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/berlusconi-comunione-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nei nn. 17 e 18 del 5 marzo, l’agenzia Adista, voce fra le più lucide dei cattolici che dissentono dalle posizioni della gerarchia e  che la criticano apertamente, documenta il disagio della base di fronte al sostegno che le autorità vaticane e la CEI continuano a dare a Berlusconi.

Le notti di Arcore pesano. Una nota di Gianmarco Proietti, In fuga da Berlusconi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/berlusconi-comunione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19057" title="berlusconi comunione" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/berlusconi-comunione.jpg" alt="" width="256" height="197" /></a>Nei nn. 17 e 18 del 5 marzo, l’agenzia <em>Adista</em>, voce fra le più lucide dei cattolici che dissentono dalle posizioni della gerarchia e  che la criticano apertamente,<strong> </strong>documenta il disagio della base di fronte al sostegno che le autorità vaticane e la CEI continuano a dare a Berlusconi.</p>
<p><strong>Le notti di Arcore pesano. </strong>Una nota di Gianmarco Proietti,<a href="http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=49268"> <em>In fuga da Berlusconi</em></a>, informa per esempio come secondo un sondaggio Swg «<em>Nelle elezioni politiche del 2008, più della metà dei cattolici praticanti aveva dato la propria fiducia a Silvio Berlusconi e il 42% degli stessi aveva votato il Popolo della Libertà</em>» mentre «<em>Oggi, solo il 42% dei cattolici praticanti dichiara che rivoterebbe Silvio Berlusconi mentre il 30% non è più così sicuro come nel 2008</em>». Fra le cause del calo di consensi un ruolo lo hanno avuto senz’altro le “notti brave” di Arcore: «<em>Per il 17% dei cattolici praticanti lo scandalo delle feste private del cavaliere ha rappresentato un motivo sufficiente a cambiare il proprio giudizio da positivo a negativo</em>»<em> </em>L’elettorato cattolico sembrerebbe così diviso: «<em>chi prova indignazione e condanna  Berlusconi (57%-59%); un minoritario 26% che difende il premier; e una parte non irrilevante (15%-17%) che rimane indifferente, sostenendo che la vita privata non debba alterare il giudizio politico</em>»</p>
<p><strong>La protesta dei fedeli. </strong>Molto interessanti risultano soprattutto le motivazioni del disagio espresso da preti di base e da comunità di fedeli. Si denuncia in particolar modo come le gerarchie ecclesiastiche siano spinte a far mercato dei “principi” in cambio di favori temporali e si invoca non tanto una ingerenza politica della Chiesa, sia pure “da sinistra”, quanto un intervento nei confronti di chi si dice “cattolico” e si comporta in contrasto coi principi dichiarati. «<em>Il politico italiano, come ogni altro politico</em> – scrive ad esempio il prete reatino don Lorenzo Blasetti – <em>risponde alla sua coscienza e fa le proposte e le battaglie sulla base delle sue legittime convinzioni, che affiderà al gioco democratico e al libero voto dei cittadini. La Chiesa non può e non deve obiettare nulla perché il suo terreno di coltura non può essere certamente quello politico. Il problema per lei si pone quando il politico si dichiara pubblicamente cristiano o cattolico. In questo caso non solo può, ma deve pronunciarsi quando e se uno dei suoi membri strumentalizzi la sua appartenenza alla Chiesa per raggiungere obiettivi che non siano coerenti con il Vangelo</em>».</p>
<p><strong>Sintomi da cogliere. </strong>Si tratta beninteso, come si è detto altre volte, di posizioni utopiche perché da quasi due millenni la Chiesa ha fatto mercato dei “principi” per raccattare favori. Non sorprende quindi che lo faccia oggi con Berlusconi. Sorprenderebbe se non lo facesse.</p>
<p>E neppure sorprende che ad assumere queste posizioni critiche siano piccole comunità e oscuri preti di base – insieme a pochi preti un po’ più noti e solitamente oscurati dai media – mentre quelli mediaticamente più prestigiosi, sempre pronti a lanciare appelli per gli immigrati o per la pace, stanno zitti, allineati e coperti, quando si tratta di criticare papi e cardinali. Per non dire di <em>Famiglia cristiana</em>, aspra con Berlusconi ma anche col cappuccio inglese, e tenerona con Ratzinger &amp; soci.</p>
<p>Resta comunque il dato interessante di un disagio che si estende, di un declino del berlusconismo anche presso i cattolici e di un’altra area che richiederebbe attenzione e capacità politica da parte di una viceversa troppo flebile o inesistente opposizione.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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