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	<title>Cronache Laiche &#187; boffo</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>La trappola del Vaticano</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 20:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/01/la-trappola-del-vaticano/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC00200-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il “turbamento” di Tarcisio Bertone di fonte al Rubygate,  il richiamo di Ratzinger a “ritrovare le radici morali” e lo “sgomento” di Bagnasco, equamente distribuito fra il premier poco sobrio e i magistrati che indagano troppo, riportano alla mente i casi di Noemi Letizia e di Patrizia D'Addario.

Un precedente istruttivo. Anche allora Boffo, direttore di Avvenire, criticò cautamente la scarsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC00200.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17670" title="DSC00200" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC00200-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il “<em>turbamento</em>” di Tarcisio Bertone di fonte al Rubygate,  il richiamo di Ratzinger a “<em>ritrovare le radici morali</em>” e lo “<em>sgomento</em>” di Bagnasco, equamente distribuito fra il premier poco sobrio e i magistrati che indagano troppo, riportano alla mente i casi di <strong>Noemi Letizia e di Patrizia D&#8217;Addario</strong>.</p>
<p><strong>Un precedente istruttivo. </strong>Anche allora Boffo, direttore di <em>Avvenire</em>, criticò <strong>cautamente </strong>la scarsa “sobrietà” del premier, attirandosi la sua ritorsione, e i vescovi fecero qualche generica tirata sui costumi. Anche allora il centro-sinistra coltivò l’illusione che la Chiesa rompesse col governo e <em>La Repubblica</em> lesse le critiche  di <em>Avvenire</em> come “<em>Un segnale preciso della gerarchia</em>” (25 luglio 2009).</p>
<p>Ma il plauso alle (supposte) censure contribuì solo a rafforzare l’idea che il Vaticano abbia qualche titolo per porsi come <strong>faro e giudice </strong>senza che avvenisse, oltretutto, nessuna rottura. Al governo bastò lanciare una campagna contro la pillola <strong>Ru486,</strong> promettere un<strong> testamento biologico </strong>alla vaticana, offrire <strong>soldi</strong> ai preti, per ottenere il perdono: Fisichella, che poi sancirà anche il diritto del premier a bestemmiare in pace e a comunicarsi in deroga alle norme canoniche, sdoganò il <strong>razzismo leghista</strong>; la Cei invitò a votare per la destra alle regionali. Chi si era illuso ebbe il danno e le beffe.</p>
<p><strong>Una complicità ininterrotta. </strong>Oggi la manfrina rischia di ripetersi, in forme ancora peggiori, con un centro-sinistra che plaude alla <strong>presunta svolta</strong> della Chiesa, attribuendola a considerazioni etiche, a un soprassalto di coscienza, anziché chiedersi perché non sia avvenuta prima e cosa significhi.</p>
<p>Che Berlusconi frequentasse escort (e minorenni) in dosi industriali era già noto al trio Ratzinger, Bertone, Bagnasco, almeno da quando ne parlarono Veronica Lario e Patrizia D&#8217;Addario. Ed erano loro note, soprattutto,  le vergognose <strong>imprese del governo</strong>: le leggi razziali, i respingimenti in mare, la precarizzazione del lavoro, i ponti d&#8217;oro agli evasori fiscali, la guerra sempre più devastante in Afghanistan, le collusioni con la camorra, lo scambio fra favori sessuali e carriera politica, la corruzione che coinvolge politici, imprenditori e “gentiluomini” di sua santità.</p>
<p>Tutto questo non ha mai “turbato” i Sacri palazzi. In qualche caso, per salvare la faccia davanti al gregge disorientato, la Chiesa ha fatto <strong>generici predicozzi </strong>su amore e accoglienza, impartendo però <strong>ordini di voto</strong> solo su morale famigliare e inizio o fine vita, d&#8217;intesa con la destra. Ancora un mese fa Ratzinger ringraziò il governo per l’imposizione del crocifisso e fino a qualche settimana fa la Cei ha fatto pressing sull’Udc, perché appoggiasse il governo “amico”. E allora?</p>
<p><strong>Le ragioni della “svolta” (eventuale). </strong>Certo, il <em>Rubygate</em> si somma agli scandali precedenti e ha dimensioni molto maggiori. In più, nel tentativo di coprirlo, il premier avrebbe anche <strong>concusso </strong>la questura. Si aggiunga, e per di più proprio in un periodo di gravi difficoltà economico-sociali, la paralisi del governo, costretto a comprarsi una  maggioranza giorno per giorno. Ciò gli impedisce il rilancio dell’economia chiesto da <strong>Confindustria</strong> e il federalismo chiesto da<strong> Bossi</strong> per dar qualcosa in pasto alla sua base. Di conseguenza malumori, proteste, richieste di dimissioni si estendono e riprende forza perfino una debole opposizione.</p>
<p>In questa situazione la Chiesa potrebbe prima o dopo convincersi che Berlusconi non può più darle quanto si attendeva dal suo governo o che è comunque destinato a cadere. Sono le sole ragioni  (e non certo motivi “etici“ o timore di scandalizzare il gregge col proprio berlusconismo) che possono <strong>indurre </strong>la Chiesa a rompere con Berlusconi, come sono le sole che l’hanno indotta a cambiare cavallo anche in passato.</p>
<p>Al tempo del <strong>fascismo</strong> ad esempio il Vaticano, fiutata l’aria favorevole a Mussolini, non esitò a confermargli il suo sostegno anche dopo il delitto Matteotti, lasciò tranquillamente ammazzare i preti antifascisti, costrinse Sturzo all&#8217;esilio, collaborò alla fascistizzazione del paese. Protestò solo per l&#8217;attacco all&#8217;Azione cattolica, cioè al suo potere.  E  prese prudentemente le distanze quando il regime era ormai spacciato, per non restare coinvolta nella sua rovina e poter ritessere la sua tela in libertà con i successori.</p>
<p><strong>Dal Berlusconismo al catto-razzismo? </strong>Anche oggi la Chiesa, che ha sviluppato in <strong>duemila anni di esperienza</strong> un forte fiuto per l’odore di carogna, dopo aver cooperato al consolidarsi del berlusconismo e al dilagare della corruzione e del degrado morale, potrà denunciarlo e rompere con Berlusconi un momento prima del suo crollo. Lo sfrottare di Ratzinger, di Bertone, di Bagnasco, in un gran fruscio di sottane, non concorrerà a determinare <strong>la fine del regime</strong> ma si limiterà a certificarla &#8211; come la fuga dei topi avverte che la nave affonda.</p>
<p>Il linguaggio felpato e bilanciato di Bagnasco e della Cei il 24 gennaio sembra dire che la Chiesa non è ancora certa che Berlusconi sia morto stecchito e sta a vedere. Ma il problema non è questo. Il problema è  l’atteggiamento di attesa, come di fronte all’oracolo di Delfi, con cui i media hanno atteso le parole della Cei e la <strong>prostrata reverenza </strong>con cui le hanno commentate.</p>
<p>Pensare che la Chiesa possa contribuire alla caduta di Berlusconi e cercare di coinvolgerla come alleato invece che denunciarla come <strong>complice</strong>, significa permetterle di condizionare – in cambio di <em>niente</em> – modi e tempi della transizione, legittimando al contempo un perpetuo diritto vaticano all’intromissione nella nostra vita politica e sociale. Ciò a tutto favore, nel caso migliore, del clerico-moderatismo targato Udc. Nel caso peggiore, e assai più probabile, di un’alleanza fra gli avanzi del berlusconismo, forse la stessa Udc , e la Lega Nord, col bastone di comando passato definitivamente in mano a quest’ultima. Cioè al nuovo<strong> totalitarismo catto-razzista</strong>, pronto a mangiarsi l’Italia o a dividerla.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Famiglia Cristiana non porge l&#8217;altra guancia</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 22:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/famiglia-cristiana-non-porge-laltra-guancia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/democrazia_addio_bassa-300x262.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Che il nostro presidente del Consiglio sia capace di prodigi quasi sovrumani è finalmente cosa accertata: spaccare in due l’elettorato cattolico e perderne il consenso di una considerevole porzione, oltretutto mentre si è al governo con un’ampia maggioranza contrastata da una debolissima opposizione, non è un’impresa da tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11635" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/democrazia_addio_bassa-300x262.jpg" alt="democrazia_addio_bassa" width="300" height="262" />Che il nostro presidente del Consiglio sia capace di prodigi quasi sovrumani è finalmente cosa accertata: spaccare in due l’elettorato cattolico e perderne il consenso di una considerevole porzione, oltretutto mentre si è al governo con un’ampia maggioranza contrastata da una debolissima opposizione, non è un’impresa da tutti.</p>
<p>Così oggi, molto dopo la discesa in campo e i vari exploit incostituzionali che hanno caratterizzato i suoi successivi governi, si ha la netta sensazione che all’interno dell’<strong>elettorato cattolico</strong>, da sempre considerato come un insieme inscindibile e compatto, i filo-governativi, quelli che chiudono gli occhi davanti all’allegra vita privata del Premier, che non si scandalizzano per un sacramento somministrato ad personam e che anzi sono pronti a pronunciarsi in mille distinguo senza timore di perdere l’equilibrio nella scivolosa arrampicata sugli specchi che specifica la differenza davanti a Dio di un divorziato e di un separato, siano in sensibile calo, mentre i <strong>delusi</strong> e perfino gli <strong>indignati</strong> aumentano costantemente.</p>
<p>In questi giorni a pronunciarsi sulle malefatte del governo è il settimanale <strong><em>Famiglia Cristiana</em></strong>, prontamente ribattezzato “<em>fanghiglia cristiana</em>” dal fido e solerte direttore de <em>Il Giornale</em>.</p>
<p>Il settimanale della Periodici San Paolo, che vanta  la maggiore tiratura nazionale, è in edicola con un editoriale interamente dedicato al nostro primo ministro: “<em>Il Cavaliere rampante e la Costituzione dimezzata &#8211; Verso le elezioni. La sfida del premier</em>”. L’editoriale in questione non utilizza mezze parole per esprimere la sua critica nei confronti del “berlusconismo”, secondo cui chiunque dissente deve essere distrutto: una tecnica che nell’editoriale in questione viene definita “<em>metodo Boffo</em>” in memoria del direttore di Avvenire –giornale della Cei- che fu la prima vittima del metodo filo-governativo fatto di dossier spesso artificiosi e di dubbia origine.</p>
<p>Famiglia Cristiana ne è certa: “<em>In Italia comanda solo lui</em>”. E riporta un preoccupante sproloquio del premier che ribadisce ancora una volta il suo disprezzo verso la <strong>Costituzione</strong> da lui stessa definita “un formalismo” dal momento che a eleggerlo è stata la maggioranza degli Italiani. Forse, però, allora quella maggioranza era un po’ più compatta e chissà se oggi i tentativi di recuperarla da parte dei suoi fedelissimi raggiungeranno l’intento.</p>
<p>Certo è che le parole che provengono dal ministero dei Beni Culturali non servono un granché a ricucire gli strappi: prima il ministro <strong>Bondi</strong> si dice “<em>sconcertato e disgustato</em>” dall’editoriale del settimanale cattolico, poi il suo <strong>sottosegretario</strong> completa l’opera definendolo “<em>pornografia politica</em>”. E nel giro di pochi attimi ecco arrivare l’attacco-sul-personale nel più classico stile feltriano cui ci hanno abituati i più scatenati <em>ultras</em> del berlusconismo: è <strong>Gasparri</strong> che attacca direttamente il direttore del giornale per i suoi “<em>incoerenti stili di vita</em>” e il cui editoriale “<em>è un caso umano collegato a un evidente crisi personale</em>”. Poche parole che hanno il sapore di un avvertimento e che intanto servono a scalfire lievemente l’immagine pubblica di qualcuno nell’attesa, chissà, che il colpo di grazia arrivi presto da parte di qualche “testata di famiglia”.</p>
<p>Le alte sfere cattoliche si affrettano a prendere le distanze dalle coraggiose posizioni di Famiglia Cristiana. Il meeting riminese di Comunione e Liberazione offre il palco giusto al cardinale <strong>Angelo Scola</strong> per ammonire: “<em>tutta la stampa non deve forzare i toni, e di conseguenza non deve farlo neanche la stampa di riferimento cattolica</em>”. Ed è, ovviamente, immancabile l’intervento di monsignor <strong>Rino Fisichella</strong>, sempre pronto a porgere un’altra guancia quando si tratta del nostro primo ministro. Il neo promosso alla nuova evangelizzazione dell’Occidente, nominato a giugno presidente del Pontificio consiglio a tal scopo dedicato, ci tiene a far notare che il settimanale in questione non rappresenta affatto la totalità dei cattolici perché “<em>i cattolici sono una galassia</em>”. Già, una galassia attraversata da un minaccioso buco nero.</p>
<p style="text-align: right"><em><span style="color: #006699"><strong>Nicoletta Rocca</strong></span></em></p>
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		<title>Bagnasco e il cane di Pavlov</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/bagnasco-e-il-cane-di-pavlov/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/ellekappa15-300x220.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il cardinale Angelo Bagnasco, inaugurando ieri in serata i lavori del Consiglio episcopale permanente, ha aperto con rara tempestività la campagna elettorale dei vescovi. Come il cane di Pavlov, che salivava al suono di un campanello associato in precedenza ad un’offerta di carne, la CEI si conferma irresistibilmente attratta dall’abbraccio con una delle peggiori destre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4112" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/ellekappa15-300x220.jpg" alt="ellekappa15" width="300" height="220" />Il cardinale Angelo Bagnasco, inaugurando ieri in serata i lavori del Consiglio episcopale permanente, ha aperto con rara tempestività la campagna elettorale dei vescovi. Come il cane di Pavlov, che salivava al suono di un campanello associato in precedenza ad un’offerta di carne, la CEI si conferma irresistibilmente attratta dall’abbraccio con una delle peggiori destre del mondo.</p>
<p>La vera e propria dichiarazione di voto di Bagnasco (<em>La vita umana va difesa innanzitutto dal “delitto incommensurabile&#8221; dell&#8217;aborto. E questa difesa è uno dei “valori non negoziabili” in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali</em>) è una chiara chiamata alle armi contro Emma Bonino, la cui vittoria nel Lazio sarebbe insopportabile per le gerarchie vaticane. Un promemoria soprattutto per l’armata Brancaleone del PdL, alla ricerca di un’occasione per ricucire lo strappo del caso Boffo.</p>
<p>Vicenda davvero esemplare, a guardarla bene. Un esponente di primo piano di quella che recenti cronache delineano come una <em>“multinazionale della pedofilia”</em> (l’efficace definizione è di Mons. Luigi Negri) che interviene a sostegno di un ceto politico &#8211; quello dei partiti di governo &#8211; corrotto, da basso impero, strutturalmente incapace di senso della cosa pubblica, come cronache altrettanto recenti rivelano. Su un tema, l’interruzione della gravidanza, peraltro assolutamente pretestuoso: ricordiamo ai vescovi distratti che, eventualmente, spetta al Parlamento nazionale legiferare sui temi etici, non alle Regioni; e che dal 22 maggio 1978 la 194, sulla procreazione cosciente e responsabile, è legge dello Stato.</p>
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		<title>Incontro Berlusconi-Ruini. Il limite della decenza</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 12:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/incontro-berlusconi-ruini-il-limite-della-decenza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi_casini-300x217.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Le risposte arrivano, a chi le sa aspettare. L’incontro del 20 gennaio tra Silvio Berlusconi e il cardinal Ruini, avvenuto sotto l’ala protettrice dell’ineffabile Gianni Letta, è stato definito dal titolare di palazzo Chigi: «una visita di tipo personale», in cui «la politica non c’entra niente». Che la politica c’entrasse poco con Berlusconi, era già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2312" title="berlusconi_casini" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi_casini-300x217.jpg" alt="berlusconi_casini" width="300" height="217" />Le risposte arrivano, a chi le sa aspettare.<br />
L’incontro del 20 gennaio tra Silvio Berlusconi e il cardinal Ruini, avvenuto sotto l’ala protettrice dell’ineffabile Gianni Letta, è stato definito dal titolare di palazzo Chigi: «<em>una visita di tipo personale</em>», in cui «<em>la politica non c’entra niente</em>». Che la politica c’entrasse poco con Berlusconi, era già il sospetto di qualcuno; che c’entri poco con Ruini, è chiaramente un’idea insensata. Battute a parte, e nonostante ciò che i protagonisti di questo incontro si sono affrettati a dichiarare, esso rappresenta un’eloquente risposta a tutti quei cattolici che, solo pochi mesi fa, di fronte alla spudoratezza dei comportamenti neanche tanto privati del Primo Ministro, si erano chiesti se non si fosse oltrepassato il limite della decenza.</p>
<p>Il problema, tuttavia, è: siamo sicuri che i cattolici italiani si ricordino ancora quale fosse la domanda? L’umana memoria è breve, e quella degli italiani dura appena il tempo di cambiare canale. Proviamo, dunque, a ripercorrere molto succintamente le tappe dei rapporti tra il governo PdL-Lega e le gerarchie cattoliche italiane da un anno a questa parte.</p>
<p>L’amore sembra sbocciare all’inizio del 2009, quando una tragedia tutta privata, grazie all’impegno del Vaticano e alla cassa di risonanza offertagli dal centro-destra, diviene un dramma nazionale: Eluana Englaro. Per i 17 lunghi anni del suo stato comatoso irreversibile, nessuno ha sentito parlare di lei. A gennaio 2009 non si parla di altro, e il Parlamento si affretta a discutere una legge sul testamento biologico, nel dichiarato intento di impedire al padre, Beppino Englaro, di compiere dolorosamente la volontà della figlia. Nell’arco di pochi giorni viene prodotto il <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0022700" target="_blank">DdL </a>sul fine vita con il quale si afferma che «<em>l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento</em>». Uno a zero per l’alleanza Berlusconi-Vaticano, a danno della laicità e del diritto all’autodeterminazione dell’individuo sancito dalla Costituzione italiana.</p>
<p>Purtroppo, però, ben presto una crepa avrebbe incrinato l’idillio: come un fulmine arriva sul sintetico capo del Primo Ministro la richiesta di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y1f5GH5dzn8&amp;feature=related" target="_blank">divorzio</a>, operata a mezzo stampa, di sua moglie Veronica Lario, la quale accusa il consorte ultrasettantenne di frequentare, nientemeno, che «le minorenni». Siamo in aprile, e mentre ancora si cerca di marginalizzare, banalizzare e mistificare le pesantissime parole della Lario, delegittimandola e mostrandola come una soubrette di ultim’ordine a seno al vento sulla prima pagina del quotidiano Libero, ecco addensarsi nuove nere nubi sul cavaliere: scatti «rubati» a Villa Certosa mostrano allegri convegni tra palme e piscine, dove frotte di bellezze nude si bagnano, e ministri europei si concedono «normali», casalinghe libertà.</p>
<p>A chi riamane perplesso, scandalizzato o francamente indignato, il PdL, a ranghi compatti, risponde dandogli del bigotto, del voyeur e dell’ipocrita.<br />
Si tira avanti senza un imbarazzo, decisi a fingere che sia molto moderno e democratico separare vita privata da vita pubblica. Si arriva, così, dritti al «lettone grande di Putin», dal quale la D’Addario, di professione escort e candidata, in compagnia di molte altre preparatissime colleghe, alle elezioni comunali in Puglia per il PdL, ci fa vivere momenti di indimenticabile levatura politica.</p>
<p>È a questo punto che don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, dando voce ai molti lettori sbigottiti e disorientati che scrivono alla sua redazione lamentando il proprio sconcerto, lancia <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_23/famiglia_cristiana_berlusconi_sciortino_2d1c5536-6009-11de-bd53-00144f02aabc.shtml" target="_blank">strali</a> acuminati alla volta dell’«<em>utilizzatore finale</em>» di Arcore: «<em>chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il “classico” piatto di lenticchie da respingere al mittente»</em>, afferma il direttore del settimanale cattolico. E continua: «<em>La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l&#8217;emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia</em>». Ad intervenire, però, non sono i vescovi direttamente. Essi lasciano che sia il loro braccio secolare, dalle colonne dell’Avvenire, ad esprimere giudizi non proprio di simpatia nei confronti delle abitudini di Silvio Berlusconi.</p>
<p>Ed è qui che esplode un’altra bomba: il direttore del giornale dei vescovi, Dino Boffo, è accusato di molestie sessuali a carico di uomini sposati sulle pagine del <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/boffo_supercensore_condannato_molestie/28-08-2009/articolo-id=377663-page=0-comments=1" target="_blank">Giornale</a>, il cui direttore è ora, di nuovo, Vittorio Feltri, il quale, non pago aver sbattuto le tette di Veronica in prima pagina, va sbandierando di essere venuto in possesso di carte giudiziarie che testimoniano i comportamenti deviati di Boffo. Il direttore di Avvenire si dimette. Poco dopo, si saprà che le carte in possesso della redazione del Giornale erano un palese falso.</p>
<p>Siamo giunti, così alla fine di un’estate bollente, e con il calare delle temperature si cerca di stabilire una cauta strategia per ricucire gli strappi tra Santa Sede e palazzo Chigi. È quasi commovente l’immagine del premier che, sul finire di settembre, si precipita a Ciampino ad elemosinare una parola del papa, accompagnandolo saltellante fino alla scaletta del velivolo che lo attende per condurlo a Praga. Cosa si siano detti, non è dato sapere, ma poco importa: le fotografie di Berlusconi ritratto accanto all’uomo vestito di bianco sono riprese da tutte le tv e da tutti i giornali: tanto basta, per la società dell’immagine, per cominciare a ricostruire la sua immagine.</p>
<p>In effetti, su una cosa don Sciortino aveva ragione: la Chiesa non si accontenta di un piatto di lenticchie per barattare la morale, non l’ha mai fatto. E infatti in pentola bollono pietanze molto più  succulente degli sciapiti polpettoni etici: c’è, ad esempio, l’italico ricorso contro la sentenza della Corte di Strasburgo, che ci condanna crudelmente a staccare i crocifissi dalle aule dei nostri pargoli, cosicché essi crescano senza Dio e rischino di divenire delle persone amorali; e ci sono le Elezioni Regionali, in cui il povero Casini, non sapendo che pesci prendere, si appella alla libertà e all’indipendenza politica per giustificare alleanze con l’uno o l’altro schieramento, a seconda, è evidente, di quale offra maggiore libertà e indipendenza politica. Ci sarebbe da chiedersi da chi si ritenga indipendente Casini. Dalla propria coscienza, sembra assodato. Probabilmente, però, anche dalla volontà dell’elettorato cui sostiene di rivolgersi, cioè quello cattolico. È infatti, all’elettorato cattolico che egli si rivolgerà se, come pare, decidesse di sostenere Renata Polverini, candidata per il PdL, contro la nota e pericolosa laica Emma Bonino.</p>
<p>È pienamente condivisibile, a questo riguardo, l’analisi di Marco Politi circa la capacità della Chiesa di spostare o meno l’esito di un’elezione. Il vaticanista ha dichiarato a <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/295730" target="_blank">Radio radicale</a> che la Chiesa è in grado di muovere solo un modesto punto percentuale di voti, il che, nel caso di un grosso divario, non è di alcuna utilità. Al contrario, nel caso di un possibile testa a testa, come molti prefigurano sarà quello della Bonino e della Polverini nel Lazio, la chiesa potrebbe fare la differenza. Ed è qui che Casini entra in gioco, appoggiato da Ruini.</p>
<p>Che l’incontro tra Berlusconi e il cardinale Ruini non sia stata un’allegra rimpatriata tra amici è chiaro, soprattutto dal momento che esso è avvenuto tre giorni dopo l’incontro tra Fini, Casini e lo stesso Ruini. Ancora una volta, ciò che conta, non è cosa si siano detti; il messaggio non è contenuto nelle parole che si sono scambiati, ma nel gesto stesso dell’incontro.</p>
<p>La candidata Emma Bonino non ha mai nascosto il proprio favore per una legge sulle coppie di fatto, sulle unioni omosessuali e per la conquista di una vera laicità dello Stato. Per quanto Berlusconi non veda di buon occhio l’alleanza con l’UDC, che è stato ultimamente poco benevolo nei suoi confronti, non potrà negare questo favore alla chiesa. C’è un tacito braccio di ferro in atto tra la destra che governa questo Paese e le gerarchie cattoliche, fatto di ricatti neanche troppo nascosti, per chi ha gli occhi per vedere. Si tratta solo rimettere insieme i pezzi di un puzzle, come abbiamo cercato di fare. L’immagine che se ne ottiene è sempre la stessa, quella amorale e spregiudicata del potere.</p>
<p>La Bonino alla presidenza del Lazio è una iattura da evitare a tutti i costi. E pazienza se questo è lo stesso governo delle D’Addario, delle minorenni sì e minorenni no, e delle mogli mortificate; se è lo stesso governo dei direttori di giornali calunniati e costretti alle dimissioni; e se è anche lo stesso Governo dei respingimenti in mare dei barconi dei migranti, del trattato per la sicurezza con la Libia e delle violazioni dei diritti dei rifugiati.</p>
<p>Sarà bene ricordare, a questo punto, che a sconsigliare un troppo stretto riavvicinamento tra la Santa Sede e il centro destra di Berlusconi e Bossi, non ci sono solo questioni di moralità «privata», ma questioni ben più rilevanti. Di recente, i vescovi, in un sussulto di risveglio di coscienza – probabilmente si erano riletti di fresco il vangelo di Matteo e il Discorso della montagna di Gesù: «<em>beati gli afflitti, perché</em>», etc. (Mt 5,1-7,29) – hanno, più volte, levato la loro voce contro le politiche messe in atto dal governo Berlusconi, e dal ministro leghista Maroni, nei confronti degli immigrati e dei Rom, nei confronti di quegli «ultimi» cui per primi spetta il Regno dei Cieli. L’arroganza del leader del Carroccio Umberto Bossi, nel rispondere alle proteste dei religiosi, non ha eguali, forse, nella storia della Repubblica, e sono scolpite nella memoria di quegli italiani che una memoria ancora ce l’hanno: «Quelle dei vescovi sono parole di poco senso. Le porte le apra il Vaticano, che ha il reato di immigrazione, che dia lui il buon esempio».</p>
<p>Se una risposta del genere l’avesse data un leader della sinistra, non vi è alcun dubbio che sarebbe stato linciato mediaticamente e, forse, anche fisicamente. Ma, ancora una volta, quello che conta non è quel che si dice, ma il messaggio che si lancia quando lo si dice.</p>
<p>Affermare di credere in Dio, come sostengono molti sociologi, non è enunciazione di contenuto, ma una dichiarazione di appartenenza: io e te, siamo dalla stessa parte, anche se tu la sera reciti il rosario, e io vado a puttane. Così si sposta il limite della decenza.</p>
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		<title>Berlusconi: “ L’amore vince sempre ”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 15:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/berlusconi-%e2%80%9c-l%e2%80%99amore-vince-sempre-%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/immigrato-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Bellissimo, ma l’amore è una cosa seria. Ci piacerebbe scoprire la quantità d’amore presente nel provvedimento appena messo in cantiere dal governo per ridurre la quota pubblicitaria di Sky dal 18% al 12% , cioè le quote che fisiologicamente detengono le reti Mediaset. E quale fosse (prima) la quantità d’amore presente nel provvedimento che, sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1480" title="immigrato" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/immigrato-300x225.jpg" alt="immigrato" width="300" height="225" />Bellissimo, <strong>ma l’amore è una cosa seria</strong>. Ci piacerebbe scoprire la quantità d’amore presente nel provvedimento appena messo in cantiere dal governo per <strong>ridurre la quota pubblicitaria di Sky dal 18% al 12%</strong> , cioè le quote che fisiologicamente detengono le reti Mediaset. E quale fosse (prima) la quantità d’amore presente nel provvedimento che, sempre per combattere Murdock, <strong>portava l’Iva al 20% per gli abbonamenti alla Pay Tv</strong>.</p>
<p>Amore? Per chi? Ma per se stessi, ovviamente, non per gli altri. Altrimenti <strong>il nostro Cavaliere avrebbe veramente dato ospitalità nelle sue abitazioni alle famiglie dell’Aquila alle quali l’ha promesso</strong>. E si sarebbe opposto fermamente a tutti <strong>quei provvedimenti di odio adottati nei confronti dei migranti.</strong> Di odio, non di amore. Quei provvedimenti di odio li ha firmati lui, Presidente del Consiglio dei Ministri. Amore? <strong>Quando ha fatto dimettere il direttore di Avvenire Boffo </strong>in maniera così delinquenziale dal suo scendiletto mediatico preferito Vittorio Feltri? E potremmo andare avanti all’infinito…</p>
<p><strong>Amore? Sì, forse alla fine l’amore vincerà, ma l’amore è un’altra cosa, l’amore è una cosa seria.</strong></p>
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		<title>Finanziamenti alla scuola paritaria: basta una telefonata di Bagnasco</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 14:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/finanziamenti-alla-scuola-paritaria-basta-una-telefonata-di-bagnasco/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/vauro-scuola-300x267.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A Vaticalia basta una telefonata (anzi due) del cardinale Angelo Bagnasco per recuperare i tagli ai finanziamenti per le scuole paritarie previsti dalla legge finanziaria. Il presidente della Cei ha prima telefonato al premier Sivio Berlusconi e poi al ministro Giulio Tremonti lamentando la chiusura di molti istituti cattolici se non fossero stati ripristinati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1380" title="vauro scuola" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/vauro-scuola-300x267.gif" alt="vauro scuola" width="300" height="267" />A Vaticalia basta una telefonata (anzi due) del <strong>cardinale Angelo Bagnasco</strong> per recuperare i tagli ai finanziamenti per le <a href="http://libero-news.it/articles/view/598208" target="_blank"><strong>scuole paritarie</strong></a> previsti dalla legge finanziaria. Il presidente della Cei ha prima telefonato al premier <strong>Sivio Berlusconi</strong> e poi al ministro <strong>Giulio Tremonti</strong> lamentando la chiusura di molti istituti cattolici se non fossero stati ripristinati per intero i contributi.</p>
<p>Detto fatto, con un <strong>maxiemendamento </strong>le scuole paritarie hanno riottenuto i <strong>130 milioni di euro</strong> stralciati in finanziaria dallo stesso ministro dell’Economia. Almeno fino al voto in Parlamento che non dovrebbe certo riservare sorprese.</p>
<p>La sudditanza del Governo rispetto alla Chiesa è sempre più evidente. Nonostante il tentativo di ‘riparazione’ giunto in questi giorni dal direttore del Giornale <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-31/boffo-casochiuso/boffo-casochiuso.html?rss" target="_blank"><strong>Vittorio Feltri</strong></a>, il <strong>caso Boffo</strong> continua a costituire una formidabile leva della Chiesa nei confronti del Governo. Il quale, per far perdonare l’organo di stampa della famiglia Berlusconi  &#8211; e quindi Berlusconi stesso &#8211; è disposto senza colpo ferire a calarsi le brache di fronte alle richieste economiche della Cei. Con i soldi dei cittadini, naturalmente.</p>
<p>Il maxiemendamento, infatti,  si abbatte come una mannaia sul welfare, sulle banche, sull’ambiente, sull’editoria. Gli unici capitoli in controtendenza sono la <strong>missione “di pace” in Afghanistan</strong>, i cui fondi  &#8211; dopo il richiamo di Obama &#8211; sono stati aumentati di 250 milioni di euro, il <strong>finanziamento alle scuole paritarie,</strong> confermato a 130 milioni di euro dopo le perentorie telefonate di Bagnasco, il <strong>5 per mille, </strong>fissato a 400 milioni di euro e il <strong>credito d’imposta alle industrie per la ricerca</strong>, 200 milioni di euro.</p>
<p>Mentre la scuola pubblica arranca dietro ai tagli inferti del ministro Gelmini, la scuola paritaria, per la maggior parte cattolica, non viene neanche scalfita dalla crisi. La scusa è quella della ‘<strong>libertà di scelta educativa</strong>’ dei genitori.</p>
<p>Ma che strano Paese: si può violare la libertà del cittadino impedendogli di disporre anticipatamente della sua vita qualora non fosse più in grado di farlo, ma non si possono toccare i finanziamenti statali alle scuole private (cattoliche) perché altrimenti viene meno la ‘libertà di scelta’ dei genitori.<br />
A Vaticalia la libertà funziona a senso unico.</p>
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		<title>8 per mille: alla Chiesa anche la quota dello Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta Repubblica,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-951" title="ottopermille1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1.jpg" alt="ottopermille1" width="238" height="321" />I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html" target="_blank">Repubblica</a></strong>,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, per la precisione) e analoga fine faranno gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli &#8220;interventi per il sisma in Abruzzo&#8221;. Tutte ristrutturazioni che dovrebbero essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>A farne le spese tutti gli altri capitoli di investimento, primi tra tutti quelli relativi alla <strong>Fame nel mondo</strong> (2% del totale) e all’<strong>Assistenza ai rifugiati</strong> (poco più del 5%).</p>
<p>L&#8217;atto del Governo sulla ripartizione del gettito derivante dall’8 per mille è stato firmato dal presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> i primi di settembre, qualche giorno dopo la mancata “<strong>Perdonanza</strong>” a causa dell’attacco del <em>Giornale</em>, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, a <strong>Dino Boffo</strong>, direttore di Avvenire. Il documento, che sancisce la piena discrezionalità del presidente del Consiglio nella gestione del gettito, è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e presumibilmente verrà approvato nei prossimi giorni anche dall’analoga commissione del Senato.</p>
<p>La beffa dell’<a href="http://www.occhiopermille.it/" target="_blank"><strong>8 per mille</strong></a>, quindi, continua. Come ogni contribuente dovrebbe sapere, la Chiesa si accaparra, a fronte del <strong>35%</strong> delle preferenze espresse dei cittadini, una quota dell’8 per mille pari a circa l’80% del totale (cifra che si aggira tra i <strong>900 milioni e 1 miliardo di euro</strong>). Ciò grazie ai meccanismi di redistribuzione delle scelte non espresse, pari a circa il <strong>60%</strong>. Infatti, per lo Stato firmano circa il <strong>4%</strong> dei contribuenti e le altre confessioni religiose (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio)  non arrivano, tutte insieme, all’<strong>1%</strong> delle preferenze.</p>
<p>Di questa ‘truffa legalizzata’ molti cittadini sanno poco o nulla. I mezzi di informazione si guardano bene dal parlarne e lo stesso Stato non fa alcuna pubblicità per aggiudicarsi una fetta superiore di questo appetibile introito. Inoltre tutti gli appelli che in questi ultimi anni si sono susseguiti per aggiungere altri beneficiari quali, ad esempio, la ricerca scientifica &#8211; martoriata, nel nostro Pese, da continui tagli &#8211; sono caduti nel vuoto.</p>
<p>La <strong>Chiesa cattolica</strong>, per contro, investe molto sul piano pubblicitario dando a intendere che la quota a lei destinata verrà elargita ai poveri e alle popolazioni del terzo mondo. In realtà <strong>solo il 20% viene devoluto a ‘opere di bene’</strong> (circa il 12% in Italia e l’8% all’estero), <strong>mentre il resto va a sostentamento del clero, delle parrocchie e dei luoghi di culto</strong>.</p>
<p>A ciò che in ogni paese civile già sarebbe fonte di scandalo, si aggiunge la novità di quest’anno.</p>
<p>La ‘perdonanza’ del nostro presidente del Consiglio per il presunto scambio sesso-favori con prostitute di lusso e veline – che l’incauto direttore del Giornale ha fatto saltare ad agosto &#8211; passerà dalle tasche di tutti i contribuenti.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Don Farinella, l’onestà non ha padroni</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 21:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/10/don-farinella-l%e2%80%99onesta-non-ha-padroni/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/farinella-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ieri ‘Il cittadino’, il settimanale della diocesi di Genova, ha pubblicato la risposta dei cardinali Angelo Bagnasco e Tarcisio Bertone -  rispettivamente presidente della Cei  e segretario di Stato vaticano – a don Paolo Farinella, parroco di San Torpete, che l’8 ottobre scorso aveva manifestato la sua protesta per la presenza del segretario di Stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-428" title="farinella" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/farinella.jpg" alt="farinella" width="232" height="197" />Ieri ‘<strong>Il cittadino</strong>’, il settimanale della diocesi di Genova, ha pubblicato la risposta dei cardinali <strong>Angelo Bagnasco</strong> e <strong>Tarcisio Bertone</strong> -  rispettivamente presidente della Cei  e segretario di Stato vaticano – a don <strong>Paolo Farinella</strong>, parroco di San Torpete, che l’8 ottobre scorso aveva manifestato la sua protesta per la presenza del segretario di Stato vaticano all’inaugurazione della mostra «Il Potere e la Grazia» (Roma, palazzo Venezia)  a fianco del presidente del consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong>. La lettera di don Farinella, una durissima denuncia della commistione tra potere politico e Chiesa cattolica, era stata pubblicata da molti siti web, tra cui <strong>Cronache laiche</strong>.</p>
<p>Nella missiva, indirizzata proprio a Bertone, Farinella affermava:</p>
<p>“<em>Lei, sig. cardinale, stava lì, come un compare di nozze, accanto all’«utilizzatore finale» di prostitute a pagamento. Egli da solo ha calpestato tutti «i principi etici non negoziabili» con cui lei è solito pontificare; tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa che ogni tanto lei rispolvera per darsi un contegno; tutti i valori etici per cui il Vaticano e la Cei avete anche organizzato una manifestazione di massa, il <strong>Family-Day</strong>, a cui ha partecipato anche il frequentatore di minorenni, divorziato e strenuo difensore della «famiglia»[…] </em><br />
<em>Lei stava lì come un protettore che mette il cappello sul proprio protetto, mandando un messaggio mediatico trasversale dentro e fuori i palazzi: <strong>Berlusconi è sotto la protezione del Vaticano e non si tocca</strong>. […] A lei, sig. cardinale, che gliene cale? L’importante è portare a casa, a costo zero, qualche legge che domani un altro governo eliminerà  […] </em><br />
<em>Sono fiero di rifiutare e ripudiare il suo modello e quello che lei propone, proteggendolo: il berlusconismo che è l’indecenza che corrompe la nostra Nazione e corrode il nostro futuro.”</em></p>
<p>Durissime le repliche.<br />
<strong>Bertone</strong>: “<em>Non commento le tue esternazioni, tanto sono marcate da accuse e interpretazioni infondate […] Ti ricordo soltanto che come sacerdoti possiamo e dobbiamo lavorare con cuore puro, senza odio e senza preconcetti ideologici, ma con la forza dell´annuncio evangelico, per il bene della Chiesa e di ogni persona umana</em>”<br />
<strong>Bagnasco</strong>: “<em>La facilità di giudicare tutto e tutti, senza peraltro conoscere molti aspetti delle questioni e attribuendo gratuitamente intenzioni a chi è da te giudicato, oltre a non portare nulla di costruttivo, è un atteggiamento che suscita in molti &#8211; cristiani e non &#8211; non poco stupore e disappunto</em>”.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-429" title="1756080" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/1756080.jpg" alt="1756080" width="200" height="300" />Un palese tentativo di tappare la bocca a un uomo che, dall’interno della Chiesa stessa, ha il coraggio di gridare urbi et orbi la meschina vendita delle indulgenze cui si sta prestando il Vaticano, capace di rinnegare ogni principio cristiano pur di ottenere dal suo alleato la garanzia di privilegi economici e legislativi: testamento biologico, pillola abortiva, insegnamento della religione cattolica nelle scuole, finanziamenti alla scuola cattolica. Questo il ricco piatto del giorno cui la Chiesa non vuole rinunciare anche a costo di perdere la credibilità davanti ai suoi più sinceri seguaci.</p>
<p>Ma il ‘prete di strada’, l’uomo coraggioso che da solo sfida i più alti vertici della Chiesa non demorde: è di oggi, su <strong>Micromega</strong>, la sua replica al cardinal Bertone:</p>
<p><em>&#8220;Sig. cardinale, lei nella sua lettera però non risponde ad alcuno dei problemi che io ho posto e lo ammette: «Non commento le tue esternazioni, tanto sono marcate da accuse e interpretazioni infondate». Libero di farlo, ma gli interrogativi restano nella loro pesantezza perché non mi aiuta a capire dove sta l’infondatezza. La domanda è: <strong>le cose che ho dette sono vere o sono false?</strong> Se sono vere lei mi dovrebbe ringraziare, se sono false, mi dovrebbe spiegare perché sono false. Lei non fa né l’una cosa né l’altra. Non può limitarsi a fare una semplice predica in cui non tanto velatamente mi fa passare per uno «stravagante». O Dio, accetto tutto, ma non la non verità! […] </em></p>
<p><em>Se lei si è sentito offeso, sono pronto a chiederle scusa, ma se le cose che ho scritto sono vere soltanto per un decimo, allora lei una qualche scusa la deve dare non a Paolo Farinella, prete, che conta nulla, ma al popolo di Dio che lei dice di servire e che è rimasto scandalizzato dalla sua presenza a quella mostra in quelle circostanze e in quelle ore. Il cardinale Bagnasco parla di «dovere istituzionale», ma il suo e il mio primo dovere non è «istituzionale» verso un <strong>potere corrotto e corruttore,</strong> ma di testimonianza di quella Verità che esprime il Vangelo. Molti non hanno letto il suo discorso, per altro abbastanza ovvio, ma hanno visto le immagini che le tv hanno trasmesso: lei era accanto ad un presidente del consiglio, che, in quelle stesse ore, la Suprema Corte Costituzionale rimandava davanti al suo giudice naturale dove è accusato di corruzione di testimone e di giudice e di una serie di altri delitti che lei conosce meglio di me. Egli «voleva» apparire accanto a lei e voleva che tutti vedessero.</em></p>
<p><em>La gente che frequenta le nostre parrocchie dice: se il segretario di Stato del Papa, va a braccetto con Berlusconi nello stesso giorno in cui la sua corruzione è scoperta, vuol dire che lo protegge. Ne venivamo da una estate di fuoco che avrebbe ammazzato anche una mandria di bisonti: la moglie accusa il marito presidente del consiglio di frequentare minorenni; lui spergiura sui figli in tv e dà quattro versioni diverse del fatto; non solo non chiede scusa agli Italiani, ma si vanta di essere il loro modello; si paragona a Dio e a Gesù Cristo; paga le prostitute dando in cambio posti di ministre e di deputate; il suo magnaccia è indagato per tratta di prostitute e commercio di stupefacenti; dispensa al telefono suggerimenti erotici per amori saffici e soffici (registrazioni rese pubbliche); attacca il Presidente della Repubblica e frantuma la coesione dell’Italia, modificando con i suoi stili di vita l’antropologia del nostro popolo; incita alla illegalità, all’egoismo economico e alla furbizia di chi la fa franca … e lei si fa vedere a suo fianco sorridente, soddisfatto di approfittare «di tutte le forme istituzionali e pastorali che mi sono offerte»? Non credo che in quella «forma istituzionale» lei abbia «approfittato».</em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-430" title="papa-berlusconi-250-1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/10/papa-berlusconi-250-1.jpg" alt="papa-berlusconi-250-1" width="232" height="232" />Sig. cardinale, venga a vivere tra la gente comune e a sentire cosa si dice del fatto che il Papa abbia acconsentito a ricevere Berlusconi all’aeroporto dicendo: «Che piacere rivederla!», mettendo così una pietra tombale sull’etica che si predica e sulla verità che si propaganda. Come faccio io prete a compiere il mio dovere, se un cardinale, sottoposto solo al Papa, dopo avere rifiutato la prsenza dle presidente del consiglio alla «perdonanza» dell’Aquila, si presenta ora accanto a lui senza alcuna precisazione o un qualche «distinguo»?</em></p>
<p><em>Oramai lo sappiamo, nel mondo berlusconizzato <strong>la verità non è più quella ontologica</strong>, ma solo quella che appare e che lui fa apparire, visto l’uso diabolico e criminoso che fa della tv. In questo «ciarpame», l’unico che ha pagato le spese sull’altare della diplomazia interessata è stato il povero <strong>Dino Boffo</strong> che avete sacrificato alla «ragion di Stato» e delle convenienze. Il 7 agosto 2009 in un incontro riservato, avevo preventivato al cardinale Bagnasco quello che sarebbe successo in autunno dopo la nomina di <strong>Feltri </strong>a «Il Giornale» e di <strong>Belpietro </strong>a «Libero». Dopo nemmeno tre settimane le mie previsioni si sono verificate tutte, una dopo l’altra come un rosario. La nostra gente è disorientata e, vedendo quelle immagini, si lascia andare: se il cardinale assolve Berlusconi, io mi assolvo da solo/da sola.</em></p>
<p><em>Lei dice di avere una «responsabilità di carattere universale, approfittando di tutte le forme istituzionali e pastorali che mi sono offerte». Lo credo e non la invidio affatto, ma non a qualunque costo, non a qualunque prezzo. Nel suo discorso alla mostra, non ho letto un cenno alla situazione degradata che abbiamo e stiamo ancora vivendo, a motivo dei comportamenti e delle scelte disumane dell’attuale governo (una per tutte: <strong>legge sul reato di clandestinità</strong>, che grida vendetta al cospetto di Dio, Padre di tutti gli uomini e di tutte le donne, creati a «sua immagine e somiglianza»)[…] </em></p>
<p><em>Ho ricevuto migliaia di lettere, migliaia di e-mail e di telefonate di adesione e non creda che tutto questo mi faccia piacere perché è una sofferenza per me sentirmi dire che «<strong>se sono ancora nella Chiesa è perché vi sono preti come lei</strong>». La gente crede di farmi un complimento, invece affonda il coltello nella piaga perché è il segno che le persone dietro al Vangelo corrono a braccia spalancate, ma si fermano davanti agli interessi e ai comportamenti degli uomini di Chiesa che dovrebbero testimoniare la vita eterna, l’amore di Dio e la via del Vangelo. Forse lei e gli altri «eminentissimi» vivete troppo nel palazzo ovattato di incenso e di onori, e vi sfugge il polso feriale della gente comune che pretende da noi coerenza e verità. Sì, io mi aspetto dai miei vescovi che mi siano di esempio, di esempio trasparente e <strong>se vogliono che non mi occupi di politica e di politici, comincino a farlo loro e io li seguirò obbediente e pacifico.</strong>&#8220;</em></p>
<p>Farinella legge nelle lettere dei due porporati, come dichiara a Micromega, “<em>un velato avvertimento, quasi un avviso ad un successivo provvedimento disciplinare</em>” nei suoi confronti. Ma precisa sagacemente che Bertone e Bagnasco non stanno trattando di dottrina bensì di temi politici, e su quelli la loro opinione vale come quella di qualsiasi altra persona.</p>
<p>Un prete cattolico e apostolico, insomma, mette il dito nella piaga profonda del potere temporale vaticano denunciando a viso scoperto e senza paura ciò che nel mondo laico oramai è diventato un tormentone: la perversa alleanza tra politica e fede religiosa.</p>
<p>Qualsiasi veto sarà imposto a don Farinella, qualsiasi sia il difficile futuro che l’aspetta all’interno della Chiesa, non possiamo fare altro che ringraziarlo sentitamente e con ammirazione per questo suo grido di onestà, di purezza, di verità.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/?p=178" target="_blank">Lettera aperta al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano</a></p>
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		<title>La Breccia dimenticata</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/09/la-breccia-dimenticata/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/posrta-pia-1-300x266.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 20 settembre 1870 l’esercito italiano entrò nello Stato pontificio attraverso la  breccia di porta Pia per strappare Roma al dominio papale e sancire così la fine del potere temporale della Chiesa. Durante la commemorazione dello scorso anno a Roma, come qualcuno ricorderà, il generale Antonino Torre, delegato del sindaco alla memoria, ha elencato uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/09/posrta-pia-1-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" />Il <strong>20 settembre 1870</strong> l’esercito italiano entrò nello Stato pontificio attraverso la  <strong>breccia di porta Pia</strong> per strappare Roma al dominio papale e sancire così la fine del potere temporale della Chiesa.<br />
Durante la commemorazione dello scorso anno a Roma, come qualcuno ricorderà, il <strong>generale Antonino Torre</strong>, delegato del sindaco alla memoria, ha elencato uno ad uno i caduti dello Stato pontificio senza degnare di attenzione i bersaglieri morti dall’altra parte -  la ‘nostra’ &#8211; e senza dare diritto di replica ad alcuno dei presenti.<span id="more-117"></span></p>
<p>Molti i distinguo dal mondo politico, netta la condanna da parte delle associazioni laiche. Ma al peggio non c’è mai fine e la commemorazione che si è svolta oggi a porta Pia ne è la prova lampante. Nessuna presenza istituzionale, nessuna parata di bersaglieri, nessun inviato, più o meno noto, del comune di Roma. A porta Pia, oggi, ci sarebbe stato il silenzio se non fosse stato per le associazioni laiche che, come l’<strong>UAAR</strong>, hanno presidiato la commemorazione.</p>
<p>Formalmente, l’assenza istituzionale è giustificata dal lutto nazionale per l’attentato a Kabul dei giorni scorsi. Mai come in un giorno di lutto nazionale per i caduti di una guerra dettata dal fondamentalismo religioso – invece &#8211; la commemorazione della breccia di porta Pia avrebbe avuto maggior valore. C’è da chiedersi allora il perché di questo assordante silenzio.</p>
<p>La <strong>Chiesa</strong>, nei giorni scorsi, ha ventilando tra le righe un cambio di preferenza elettorale se non verranno ascoltate dal mondo politico le sue istanze (una per tutte il testamento biologico in discussione in Parlamento). Tutto ciò a seguito di un periodo di maretta con il Governo iniziato con la condanna da parte del mondo cattolico della  ‘disdicevole’ condotta sessuale del premier e terminato con l’attacco del <strong>Giornale </strong>- di proprietà della famiglia Berlusconi &#8211; a <strong>Dino Boffo</strong>,  direttore dell’organo ufficiale della Santa Sede,<strong> Avvenire</strong>. Le sue dimissioni si sono abbattute sul Governo con un effetto boomerang evidentemente non previsto.<br />
Il Pdl ha quindi la necessità di riprendere il controllo di una partita che rischia di devolvere l’ambìto voto cattolico ai vari <strong>Casini e Rutelli</strong>, che già si stanno organizzando per accoglierlo.</p>
<p><strong>Gianni Alemanno</strong>, il sindaco di Roma, queste cose le sa bene.<br />
E infatti, guarda caso, oggi non c’è stata memoria istituzionale per la Breccia che nel 1870 ha confinato definitivamente i papi nella città del Vaticano.<br />
Un “regalino di riparazione” che non potrà passare inosservato alle gerarchie eccelsiastiche.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il caso Boffo e il mito di Mafalda</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 10:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/09/il-caso-boffo-e-il-mito-di-mafalda/><img src=http://elegitto.blog.kataweb.it/files/2009/09/mafalda.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il “caso” Boffo merita qualche riflessione, e non per il merito della questione, di per sé incresciosa. Certo, il pensiero che direttore di Avvenire Dino Boffo, storico segretario di Wojtyla, possa essere implicato in una vicenda giudiziaria per “molestie”, un sussulto di raccapriccio l’ha fatto venire a tutti. Quindi vanno bene le attestazioni di stima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://elegitto.blog.kataweb.it/files/2009/09/mafalda.jpg" alt="" width="280" height="302" />Il <strong>“caso” Boffo</strong> merita qualche riflessione, e non per il merito della questione, di per sé incresciosa. Certo, il pensiero che direttore di Avvenire Dino Boffo, storico segretario di Wojtyla, possa essere implicato in una vicenda giudiziaria per “<strong>molestie</strong>”, un sussulto di raccapriccio l’ha fatto venire a tutti. Quindi vanno bene le attestazioni di stima e di solidarietà che il direttore dell’Avvenire continua a ricevere dal Cardinale segretario di Stato <strong>Tarcisio Bertone</strong> e dal <strong>Papa</strong> in persona.<span id="more-71"></span>Qualche perplessità la lasciano le tre pagine che Boffo scrive sull’Avvenire a sua discolpa, o anche la dichiarazione che “<em>l’autore delle molestie sarebbe stato un ragazzo che di Boffo usava il cellulare</em>”. Difficile da credere, soprattutto perché c’è stata un patteggiamento con conseguente condanna, nella quale Dino Boffo ha riconosciuto la propria colpa. Ma diamo tutte le sue esternazioni per buone. Anche se vale la pena di far notare che, in ogni caso, il suo atteggiamento odierno appare tipico di chi usa mettere le proverbiali “<strong>mani avanti</strong>”. Ma non sta a noi, comuni mortali, giudicare.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://elegitto.blog.kataweb.it/files/2009/09/feltri.jpg" alt="" width="400" height="343" /></p>
<p>Non è dato di sapere come, quando e se mai si farà luce su questa vicenda. Ma ha poca importanza. Così come non ci è dato di sapere perché il Giornale di <strong>Vittorio Feltri</strong> decide di fare questo scoop proprio all’indomani delle accuse di scarsa moralità lanciate dal Vaticano contro il presidente del Consiglio. E fra <strong>Di Pietro</strong> che tuona “<em>non bisogna prendersela con Feltri ma con il mandante e l’esecutore del dossieraggio: vorrei sapere chi è l’Eccellenza che lo ha ordinato e chi lo ha eseguito</em>”, chi paventa le dimissioni di Boffo per poi smentirle prontamente (Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo), la Cei che consiglia di lasciare per il bene della testata, i mediatori di Palazzo Chigi che si arrovellano per cercare una soluzione che non lasci dietro troppi cadaveri eccellenti, si sposta l’asse dell’attenzione dal vero problema.</p>
<p>Non è importante sapere chi ha voluto lo scoop, non sono importanti i battibecchi e la guerra, ormai aperta, fra il premier e il Vaticano. E, paradossalmente, è inutile anche sottolineare che l’Europa continua a osservarci attonita e ci critica duramente. “<em>E’ veramente preoccupante il decadimento morale a cui sta precipitando l’Italia per il comportamento di alcuni importanti leader politici</em>“, confida il <strong>Cardinale Dziwisz,</strong> ignorando che il decadimento morale del Vaticano palesato dai cruenti episodi di pedofilia mai risolti e da sempre insabbiati, è in atto da sempre. <strong></strong></p>
<p><strong>Ma a chi importa</strong>? E il problema vero sta in questo: non è il decadimento morale in sé che preoccupa, preoccupa l’assuefazione al decadimento. Berlusconi e i festini di Villa Certosa? Boffo e le molestie? Il Vaticano e i pedofili? Routine. Non interessano nessuno e scompaiono di fronte al Gran Premio di Formula 1 o ai risultati della Champions League. Le pagine dei giornali oggi sono occupate dal “caso Boffo”, di Berlusconi non se ne parla più.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://elegitto.blog.kataweb.it/files/2009/09/perdonanza.jpg" alt="" width="400" height="382" /></p>
<p>Domani ci sarà l’afa e Boffo passerà nel dimenticatoio. Panta rei, e l’acqua di questo fiume che continua a scorrere, per quanto gelida, scivola addosso ai corpi ormai impermeabilizzati, senza bagnare, senza soffermarsi, senza causare influenze o polmoniti. Boffo, messo sotto l’ala protettiva del Vaticano, gode della benedizione “divina”, per cui colpevole o innocente che sia, verosimilmente continuerà a fare il Direttore dell’Avvenire, oppure si ritirerà nella sua casa di Oné di Fonte, vicino a Treviso “a<em> scrivere qualcosa. Ho tenuto un diario e un’agenda del mio lavoro e del miei incontri. Di materiale ne ho tanto”.</em></p>
<p>Un annuncio che sa quasi di avvertimento, come a dire “<em>chi vuole intendere intenda</em>”.  Strano come le accuse, le minacce, le invettive da tutti i lati non vengano annoverati nel “decadimento morale”… ovvero, diventano immorali solo se è la controparte a farle.</p>
<p><strong>Ma tant’è</strong>. Avvilente constatazione che spinge a dire “<em>ma sì, il mondo va così…meglio occuparsi delle stelle, quelle almeno non deludono mai</em>”. Ma poi salta fuori la<strong> Mafalda</strong> che un po’ sta in tutti noi. Il Mito della contestataria nata dalla matita di Quino, l’anima  ribelle e candida che abita nei nostri pensieri, quando senza tante analisi e con poca voglia di capire i compromessi ci chiediamo perché il mondo debba essere maltrattato così.</p>
<p>E così, ci proviamo ancora a dire la nostra… non sappiamo a cosa servirà ma almeno la abbiamo detta.</p>
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