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	<title>Cronache Laiche &#187; bersani</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Conosci Bersani?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 01:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/conosci-bersani/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine9-214x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>C&#8217;era una volta lo scivolone del Pd sulla mutata (correva la non remota estate del 2011) situazione politica italiana, quel «cambia il vento» che chiosava l&#8217;immagine di un paio di gambe di donna a stento coperte da una succinta minigonna scarlatta quasi strappata via dalla nuova brezza sinistrorsa: campagna pubblicitaria che fece giustamente storcere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34502" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine9-214x300.jpg" alt="" width="200" height="285" /></a>C&#8217;era una volta<strong> lo scivolone del Pd</strong> sulla mutata (correva la non remota estate del 2011) situazione politica italiana, quel <em>«cambia il vento»</em> che chiosava l&#8217;immagine di un paio di gambe di donna a stento coperte da una succinta minigonna scarlatta quasi strappata via dalla nuova brezza sinistrorsa: <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/06/ma-il-vento-e-sempre-lo-stesso/" target="_blank">campagna pubblicitaria</a> che fece giustamente storcere il naso a quante e quanti criticano l&#8217;<strong>uso strumentale del corpo femminile</strong>, consueto appannaggio del centrodestra becero e pecoreccio delle presidenziali scuderie, anche da parte di un partito politico che si dice democratico e progressista.</p>
<p>Caduto di cavallo il Cavaliere, tuttavia, l&#8217;armadio del Pd non riesce ancora a liberarsi dei propri<strong> polverosi scheletri mediatici</strong> e punta oggi su un altro tema scottante: dopo l&#8217;immagine del femminile è la volta, manco a dirlo, della <strong>famiglia</strong>.<br />
<em>«Conosci i miei?»</em> è il patetico titolo della nuova iniziativa del maggior partito del centrosinistra nostrano: una serie di monocromi cartelloni pubblicitari volutamente oscuri, recanti la scritta<em> «conosci Eva?» «conosci Faruk?» «conosci Tal dei Tali?»</em> e via elencando, hanno nei giorni scorsi tappezzato la capitale, alimentando peraltro una polemica sull&#8217;eventuale abusivismo di molti dei manifesti in questione che invitano i malcapitati lettori a recarsi su Facebook, il <em>social network</em> più alla moda, e unirsi al gruppo omonimo per scoprire che cosa Luciano, Eva, Serena, Faruk e compagnia avrebbero in comune.</p>
<p>La risposta al quesito è essa stessa oscura e lasciata all&#8217;immaginazione delle poche centinaia, almeno finora, di fans del gruppo; in pratica tutto in famiglia: tra consorti, figli, generi, nuore, cognati, zii, cugini di Bersani, Letta, Migliavacca, Bindi, Di Traglia e chi più ne ha più ne metta, radunare sei o settecento persone è veramente un gioco da ragazzi.<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine12.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-34505" style="margin-left: 10px;" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine12.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><br />
L&#8217;<strong>insuccesso di queste campagne pubblicitarie</strong> della sinistra<em> made in Italy</em>, evidente già per la minigonna, è sfacciatamente palese nel caso del gruppo di Facebook, dove canta la carta e i numeri striminziti non si possono gonfiare come i palloncini rossi alle antiche feste dell&#8217;Unità.</p>
<p>Altrettanto chiare sono le motivazioni: appropriarsi di un lessico nonché, quel che è più importante, di un <em>modus cogitandi</em> che sono tipici del pensiero della destra reazionaria e retriva non può procacciare a Bersani e ai suoi un vivo consenso. Il <strong>coinvolgimento buonista</strong> dell&#8217;elettore, o del tesserato, nella grande famiglia del Pd basandosi sui valori della <strong>peggiore tradizione italiota</strong> dei vari<em> «gnocca per tutti»</em> oppure<em> «di mamma ce n&#8217;è una sola»</em> o ancora il classico corollario all&#8217;anello di fidanzamento del <em>«ti presento i miei»</em>, è una operazione che fa letteralmente cadere le braccia. Gran problema: circostanza che impedisce, fra l&#8217;altro, di poter stringere appropriatamente la mano ai membri della rispettabile famiglia di Bersani.</p>
<div style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Alla Leopolda non si parla di laicità e diritti civili</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 11:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/alla-leopolda-non-si-parla-di-laicita-e-diritti-civili/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/matteo_renzi_310-300x168.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dalla tre giorni degli ex rottamatori guidati dal sindaco di Firenze, il diessino Matteo Renzi, è uscito un primo documento in cento punti, scaricabile e commentabile sul sito dell&#8217;incontro, pomposamente chiamato Big Bang. Ma quanto è big questo bang? Per ora pochino, temiamo, almeno se guardiamo a quello che ci interessa: laicità e diritti civili. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/matteo_renzi_310.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30433" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/matteo_renzi_310-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dalla tre giorni degli ex <em>rottamatori</em> guidati dal sindaco di Firenze, il diessino <strong>Matteo Renzi</strong>, è uscito un primo documento in cento punti, <a href="http://www.leopolda2011.it/100proposte.pdf">scaricabile</a> e commentabile sul sito dell&#8217;incontro, pomposamente chiamato <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/superman-contro-i-morti-viventi/">Big Bang</a></strong>. Ma quanto è <em>big</em> questo <em>bang</em>? Per ora pochino, temiamo, almeno se guardiamo a quello che ci interessa: <strong>laicità e diritti civili</strong>.</p>
<p>Lasciamo da parte la polemica sui <em>dinosauri</em>, che ha fatto arrabbiare il segretario Bersani, e leggiamo il documento. Nel sito si parla di &#8220;prime&#8221; cento proposte, a lasciar intendere che ce ne saranno altre; speriamo che non siano altre cento, perché duecento proposte richiamerebbero fin troppo le ben 281 pagine del <strong>programma dell&#8217;Unione</strong> di Prodi, rimaste inevitabilmente e inesorabilmente lettera morta pressoché in toto. Non un bel segnale di innovazione. Sarebbe lecito attendersi che nel prossimo centinaio di proposte il tema a noi caro venga affrontato, se non fosse che già nelle prime cento se ne fa un timido accenno, cosa che non chiarisce le intenzioni di chi ha stilato le proposte. Si tratta di un isolato richiamo alla necessità di una legge sulle <strong>unioni civili</strong> (punto 89), senza specificare se solo etero o anche omo, e uno a iniziative per facilitare le <strong>adozioni internazionali</strong> (punto 91). Nulla di più.</p>
<p>Mentre si salta da un centinaio all&#8217;altro, si deve far notare agli ex <em>rottamatori</em> che l&#8217;assenza di iniziative, anzi, l&#8217;assenza proprio di una discussione <strong>non ideologica</strong> su questi due temi &#8211; laicità e diritti civili &#8211; è uno dei motivi per cui una valanga di potenziali elettori potrebbe (ancora una volta) andare al mare, piuttosto che prendere in considerazione la possibilità di votare il <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/06/dramma-del-masochismo/">PD</a></strong>. Anche perché non si parla nemmeno dei privilegi economici e fiscali della <strong>casta</strong> ecclesiale, in epoca di grande crisi, cui infatti non si fa cenno nel documento, a differenza di altri privilegi (della casta politicante) e sperperi.</p>
<p>Di <strong>clericali</strong> e traditori della Costituzione, in Parlamento ce ne sono più che abbastanza: avranno Renzi e i suoi sostenitori, invece, il coraggio di <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/laici-in-cerca-di-rappresentanza/">rappresentare</a> anche chi tiene a una laicità non fasulla (come quella di oggi) e ai diritti civili delle minoranze, specie quelle invise alla Chiesa? Noi siamo convinti che nella platea dei sostenitori del Big Bang renziano il tema sia sentito come gli altri. Dopo tutto, se ce l&#8217;hanno fatta in Spagna e <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/palikot-la-sorpresa-polacca/">Polonia</a>, ché, noi siamo più fessi?</p>
<p>Attendiamo fiduciosi il documento con i prossimi cento punti.</p>
<div style="color: #ffffff;">Alessandro Baoli</div>
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		<title>Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 02:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/lega-nord-un-paradosso-italiano-in-5-punti-e-mezzo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro-180x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Johan Frisò, un pittore belga trapiantato a Brescia, ha recentemente esposto a Verona (una delle città più leghiste d’Italia) un’opera dal titolo "E la storia si ripete". Sotto il titolo, scrive il Corriere della sera del 7 ottobre, «una fotografia su alluminio alta un metro e mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29796" title="lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/lega-nord-di-luigi-pandolfi-copertina-libro-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a><strong>Johan Frisò</strong>, un pittore belga trapiantato a Brescia, ha recentemente esposto a Verona (una delle città più leghiste d’Italia) un’opera dal titolo &#8220;<em><strong>E la storia si ripete</strong></em>&#8220;. Sotto il titolo, scrive il Corriere della sera del 7 ottobre, «<em>una fotografia su alluminio alta un metro e mezzo con tre immagini: quella di un raduno nazista, quella di un raduno fascista, quella di un raduno leghista. In realtà la medesima rappresentazione, usata tre volte, un’assise con fior fiore di saluto romano collettivo. Alle pareti la prima volta svastiche, la seconda aquile di mussoliniana memoria, la terza il sole delle alpi. Rigorosamente in verde</em>».</p>
<p><strong>Un movimento di eversione e di governo</strong><br />
La Lega non è, come troppo spesso si dice, un partito democratico un po’ folcloristico e rozzo, ma un movimento eversivo, razzista, con forti pulsioni totalitarie. Un’argomentata conferma di questa tesi viene anche dal saggio di <strong>Luigi Pandolfi,</strong> &#8220;<em>Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo</em>&#8220;, uscito a marzo per Laruffa Editore. Questo agile pamphlet fornisce, insieme ad analisi puntuali, ampi stralci di documenti a volte poco noti della Lega e di movimenti dell’estrema destra europea, con i quali essa tradisce inquietanti <strong>affinità</strong>.<br />
Il saggio fa emergere, capitolo dopo capitolo, le molte contraddizioni della Lega Nord e la «doppia identità» di un partito al tempo stesso «<strong>eversivo</strong>» e «<strong>integrato</strong>»: un partito che è contro gli immigrati ma ha bisogno di loro; un partito separatista ma che giura sull’Italia una e indivisibile; un partito che si proclama “diverso” dagli altri ma è «<em>integrato</em> […]<em> nei meccanismi autoriproduttivi del sistema che dice di voler combattere</em>». E, soprattutto, un partito accomunato nell’ideologia, nei programmi e nelle pratiche ai movimenti <strong>xenofobi</strong>, razzisti, neo-nazi diffusi in Europa – un partito che condivide col Fronte nazionale di <strong>Le Pen</strong> e coi razzisti fiamminghi l’idea di <strong>integrazione come assimilazione</strong>; col partito neonazista tedesco NPD la “difesa” dell’identità europea contro l’<strong>Islam</strong>; con il partito di estrema destra ungherese <strong>Jobbik</strong> l’idea del braccio militare (la Guardia padana) da affiancare al partito. Ma che, diversamente da loro, anziché essere bandito e relegato all’opposizione occupa, con tre ministri, una posizione preminente nel governo del paese.<br />
<strong><br />
Una minaccia per la democrazia</strong><br />
Questo peso della Lega nella vita politica italiana va anche addebitato, come sottolinea il Pandolfi nell’introduzione, alla sottovalutazione della sua capacità di corrodere i «<em>principali valori fondanti della nostra democrazia</em>». E ciò chiama in causa le pesanti responsabilità delle altre forze politiche: non solo di una <strong>destra berlusconiana</strong> che tutto ha concesso alla Lega pur di averne in cambio l’appoggio per salvare il Caimano dalla galera, ma anche di quei partiti democratici o di sinistra che hanno perseguito <strong>illusorie</strong> strategie di dialogo con la Lega, dandole spazio fino a rincorrerla sul terreno del razzismo e delle politiche securitarie, alla disperata ricerca di consensi, anziché denunciarla e combatterla.<br />
Si tratta di quei partiti che ancora oggi, dopo aver dichiarato che la Lega «<em>non è razzista</em>» (<strong>Bersani</strong>), e mentre essa attraversa gravi difficoltà, sono disponibili a dare sponda ai cosiddetti ”maroniani”, ritenuti l’ala “moderata” e “antiberlusconiana” mentre sono solo i leghisti più <strong>scaltri</strong> e conseguenti, non meno anzi più razzisti e totalitari degli altri, <strong>preoccupati</strong> di trainare il Carroccio nel dopo-Berlusconi salvando il potere e le poltrone acquisite, a tutto danno della nostra democrazia.</p>
<p><em><strong>Luigi Pandolfi</strong></em><br />
<em>Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo.</em><br />
<em>Laruffa, pagine 150, euro 10</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>La crisi del capitalismo negli ambienti vaticani</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 02:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-crisi-del-capitalismo-negli-ambienti-vaticani/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/332546968_42d3275954-202x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il termine greco nemesis, troppo spesso tradotto superficialmente come vendetta, in verità raccontava una concezione greca sulla realtà molto più complessa: Nemesis era innanzitutto un’entità metafisica: la “giustizia distributrice”, uno spirito immanente che aveva il compito, dopo una catastrofe – che in greco significa ‘rivolgimento’ – di riequilibrare la società per il bene comune. Alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/332546968_42d3275954.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30026" title="332546968_42d3275954" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/332546968_42d3275954-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Il termine greco <em>nemesis</em>, troppo spesso tradotto superficialmente come vendetta, in verità raccontava una concezione greca sulla realtà molto più complessa: <strong>Nemesis</strong> era innanzitutto un’entità metafisica: la “giustizia distributrice”, uno spirito immanente che aveva il compito, dopo una catastrofe – che in greco significa ‘rivolgimento’ – di riequilibrare la società per il bene comune.<br />
Alla Chiesa cattolica gli si può contestare tutto, tranne la sua lungimiranza, quasi ‘profetica’, nell’avvertire i rivolgimenti storico sociali, e di utilizzare questo ‘dono divino’ per i suoi scopi più prosaici.<br />
Sono già almeno due anni che i vari esponenti del <strong>Vaticano</strong>, da Ratzinger ai vari porporati che siedono negli scranni più alti del potere ecclesiastico, fanno sentire un leggero mormorio sul tema del <strong>capitalismo</strong>. Da sempre la Chiesa cattolica, al contrario del protestantesimo, ha ritenuto il profitto capitalistico “<em>sterco del diavolo</em>”. Questo naturalmente dando fondo a quell’ipocrisia che è la sostanza stessa del cattolicesimo. Parafrasando Max Weber, si potrebbe dire che “<em>l’etica protestante (è) lo spirito del capitalismo</em>” mentre teoricamente questo “spirito” non apparterrebbe alla morale cattolica.</p>
<p>Si sa che la Chiesa cattolica nei secoli ha saputo scegliere i<strong> propri figli</strong> con cura, così come ha saputo cacciare dal suo seno i figliastri indesiderati: Innocenzo III dopo aver fatto <strong>massacrare</strong> gli abitanti delle città catare della Provenza, e messo a tacere ferocemente i movimenti pauperistici lombardi, accettò nel suo grembo il “Giullare di dio” benché, a quanto scrive il suo agiografo San Bonaventura da Bagnoregio, anch’egli disdegnasse le ricchezze opulente della Chiesa di Roma e si rifacesse al cristianesimo delle origini.<br />
Nel secolo scorso sono nati altri due figli della Chiesa: il primo, l’<strong>Opus dei</strong> amato dai papi è venuto alla luce nella Spagna franchista per mano di Josemaria Escrivá de Balaguer. Il secondo figlio illegittimo è il movimento evangelico chiamato <strong>Teologia della Liberazione</strong> nato nel 1968 dopo la riunione del Consiglio Episcopale Latinoamericano tenutosi a Medellin (Columbia) e osteggiato ferocemente dalla Chiesa cattolica.</p>
<p>Inutile dire che i presupposti dei due movimenti non sono assolutamente conciliabili proprio perché confliggono nella visione socio economica. L’<strong>Opus dei</strong> dagli anni 60 a oggi è diventato di fatto il braccio religioso del liberalismo capitalista mutuando dal protestantesimo l’idea dell’etica del lavoro come mezzo per accedere alla grazia divina. Diverse sono invece le istanze della <strong>Teologia della Liberazione</strong>, come diverso è il contesto storico nel quale si è affermata. La <strong>T.d.L.</strong> nasce in un contesto sociale dove le dittature militari e i regimi repressivi, voluti e spalleggiati dall’America, erano divenute la norma nei paesi sudamericani. Di fronte a questa realtà tragica alcuni teologi, rifacendosi a ideali cristiani, si presero l’impegno di elaborare proposte sempre più radicali per tentare di fermare l’aggravarsi della crisi politica e sociale che stava generando innumerevoli movimenti rivoluzionari armati. Ad esempio i Montoneros argentini facevano tutti parte di associazioni cattoliche che si rifacevano alle idee della <strong>T.d.L.</strong><br />
I primi a opporsi alla <strong>Teologia della Liberazione</strong> furono proprio i <strong>protestanti</strong> che vedevano minato da questo movimento i principi economici del capitalismo. Ma la loro fu soltanto una reazione lieve in confronto a quella della Chiesa di Roma la quale, come accadde nel medioevo, sguinzagliò i suoi “<em>cani di dio</em>” e questa volta le belve portavano al collo la catena con incisa la scritta <em>Obra de dios</em>. I <strong>desaparecidos</strong> sono le loro vittime.<br />
In quegli anni, l’<strong>Opus dei</strong> accetta, senza crearsi problemi morali, di fare il “lavoro sporco” nei paesi latinoamericani. Deve smantellare <strong>Teologia della Liberazione</strong> ed esegue il suo compito senza mediazioni. Sono i porporati dell’<strong>Opus dei,</strong> coloro che gestiscono l’orrore degli appoggi vaticani ai dittatori sanguinari, legittimati dall’amicizia esibita tra <strong>Woytjla</strong> e <strong>Pinochet</strong>. In breve tempo gli aderenti alla <strong>Teologia della Liberazione</strong> vengono assassinati come il <strong>cardinal Romero</strong>, o fatti sparire per poi essere sostituiti dalle gerarchie vaticane con uomini dell’<strong>Opus dei</strong>.</p>
<p>Ora però il vento sta cambiando, la crisi del capitalismo occidentale sta facendo accelerare le simpatie della Chiesa cattolica verso le sinistre cattoliche, i cosiddetti ‘<strong>cattocomunisti</strong>’, che li devono traghettare da una criminale adesione al capitalismo più devastante a un <strong>finto</strong> socialismo cristianeggiante. Le premesse ci sono tutte: dall’amore nato tra <strong>Bersani</strong> e <strong>Ratzinger</strong> al discorso fatto a Bari, qualche giorno fa, da <strong>monsignor Ravasi</strong> che grida al «<em>complotto capitalista contro l’umanità</em>», fino alla notizia che in Honduras, il “vescovo rosso” <strong>Luis Santos Villeda</strong> da sempre vicino a <strong>Teologia di Liberazione,</strong> si candiderà alle prossime elezioni presidenziali.<br />
E forse adesso la Chiesa Cattolica, visto l’aria che tira, con una nuova e sfolgorante nemesis liberatoria, getterà alle ortiche l’immagine ingombrante dell’<strong>Opus dei</strong> e conierà medagliette con la sigla <strong>T.d.L.</strong></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Giulia De Baudi</div>
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		<title>&amp;#34Non negoziabile&amp;#34 per chi?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 01:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/non-negoziabile-per-chi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/gianfalco-5-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dal Convegno cattolico di Todi, che si è concluso il 20 ottobre scorso con le osservazioni e la benedizione di Angelo Bagnasco, presidente della Cei, sono uscite una serie di indicazioni preziose. Il mondo dei movimenti cattolici e la Chiesa  ci informano che i politici cattolici indagati per furto, prostituzione minorile, corruzione, collusione con la mafia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfalco.it/"><img class="alignleft size-full wp-image-29900" title="gianfalco-5" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/10/gianfalco-5.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Dal <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/niente-di-nuovo-sotto-al-sole-di-todi/">Convegno cattolico di Todi</a></strong>, che si è concluso il 20 ottobre scorso con le osservazioni e la benedizione di <strong>Angelo Bagnasco</strong>, presidente della<em> </em>Cei, sono uscite una serie di indicazioni preziose. Il mondo dei movimenti cattolici e la Chiesa  ci informano che i politici <em>cattolici</em> indagati per furto, prostituzione minorile, corruzione, collusione con la mafia, corruzione in atti giudiziari, evasione fiscale, vendita ed acquisto di voti elettorali, concussione, e noti per una serie di altri comportamenti non  illegali, ma sicuramente incoerenti per chi si dichiara cattolico (rapporti con prostitute, dichiarazioni false, bestemmie continuate…) non rappresentano più quell’esempio <em>preclaro</em> di “politico credente” che propagandavano fino a qualche mese fa.</p>
<p>Strano, non ci eravamo proprio accorti della deriva etica e morale di chi ci sta governando da circa un decennio. Ma, si sa, la Chiesa ha l’occhio lungo, e vede sempre con grande anticipo la realtà che ci circonda. E’ per questo che, checché ne dicessero gli organizzatori del Convegno, non si trattava di un congedo da Berlusconi, bensì della ricerca di qualche uomo nuovo che incarnasse gli ideali politici e religiosi “non negoziabili” (aborto, fine vita, riconoscimento delle coppie omosex, fecondazione in vitro…). Ed è pure ovvio che uno dei primi a farsi avanti sia stato il segretario del Pd <strong>Pierluigi Bersani</strong>, che ha avuto un fruttuoso incontro pubblico con <strong>Rino Fisichella</strong> proprio sui cosiddetti valori “non negoziabili”. Fisichella, novello Ghedini, invoca il «<em>diritto radicato nella stessa legge di natura, a cui una “laicità creativa” deve sapersi ancorare</em>». Astuta mossa  riferirsi alla legge di natura, solo che tale argomentazione era già stata delineata come fallace da D. Hume nel terzo volume del <em>Trattato sulla vita umana (1740), </em>in cui si considerava fallace il salto logico fra proposizioni indicanti  fatti (ciò che è<em>), </em>e proposizioni indicanti valori (ciò che dovrebbe essere). Da cui la falsa affermazione che ciò che è “naturale”, sia anche ciò che è “morale”.</p>
<p>La natura non può avere la pretesa di dirci <em>cosa dobbiamo</em> o <em>non dobbiamo fare</em>. Giochi di cui alcune persone sono esperte, bloccando qualunque discussione con la citazione di regole date per vere. E qua cade il caro Bersani che, nell’apprezzato tentativo di difendere il primato della politica, afferma: «<em>Non tocca alla politica far negozio né della fede, né dei valori, né della gerarchia dei valori</em>»; missione della politica è «<em>negoziare soluzioni condivise per la convivenza</em>». Ennò caro Bersani, non si negoziano i principi “non negoziabili”, cioè i <strong>principi di libertà</strong> sanciti molto chiaramente dalla nostra Costituzione. La libertà è il punto non negoziabile di qualunque società, e non può essere confusa con una falsa “libertà religiosa”.</p>
<p>E’ stato già detto con altre parole, qualche anno fa: «<em>Il diritto alla libertà in materia religiosa viene esercitato nella società umana; di conseguenza il suo esercizio è regolato da alcune norme. Nell&#8217;esercizio di ogni libertà si deve osservare il principio morale della responsabilità personale e sociale: nell&#8217;esercitare i propri diritti i singoli esseri umani e i gruppi sociali, in virtù della legge morale, sono tenuti ad avere riguardo tanto ai diritti altrui, quanto ai propri doveri verso gli altri e verso il bene comune. Con tutti si è tenuti ad agire secondo giustizia ed umanità. Inoltre, poiché la società civile ha il diritto di proteggersi contro i disordini che si possono verificare sotto pretesto della libertà religiosa, spetta soprattutto al potere civile prestare una tale protezione; ciò però va compiuto non in modo arbitrario o favorendo iniquamente una delle parti, ma secondo norme giuridiche […]. Per il resto nella società va rispettata la norma secondo la quale agli esseri umani va riconosciuta la libertà più ampia possibile, e la loro libertà non deve essere limitata, se non quando e in quanto è necessario.» </em>(<em>Dignitatis Humanae</em> &#8211; 7.12.1965 – Concilio Vaticano II).</p>
<p>La libertà delle azioni e delle credenze del singolo non possono e non devono diventare obblighi nei confronti di altri cittadini, altrimenti si ritorna all’epoca del Concilio di Costantinopoli (391) che con Teodosio portò a trasformare la dissidenza religiosa in <em>crimen publicum. </em>Una delle tante conseguenze fu l’uccisione di <strong>Ipazia di Alessandria</strong>, nel 415, colpevole di essere una filosofa neoplatonica, non credente. Sappiamo che oggi  il massimo desiderio della Curia romana, per voce di persone come Paola Binetti, Eugenia Roccella &amp;C, sia di trasformare il <em>peccato</em> in <em>reato, </em>ma questo non è accettabile per uno stato libero. Se proprio si vogliono prendere alcuni principi universali come riferimento, si può leggere la <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Dichiarazione-Universale-dei-Diritti-dellUomo.pdf">Dichiarazione Universale dei Diritti per l’Uomo</a>, adottata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, in particolare l’ultimo articolo: <em> «Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o persona, di esercitare un&#8217;attività o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà in essa enunciati».</em> La Dichiarazione non è stata sottoscritta dalla Chiesa. Come mai?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Carlo Cosmelli</div>
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		<title>Lega: il cerchio magico che dà alla testa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 02:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/lega-il-cerchio-magico-che-da-alla-testa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi-images-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La festa dei popoli padani, come la Lega chiama la carnevalata settembrina a Venezia, si è svolta quest’anno in un clima surreale con Bossi che, in una piazza semideserta, cercava di tenersi stretti gli elettori delusi promettendo la secessione che nessuno vuole, di una Padania che non c’è. Lavoratoriii! Ricorrendo ai soliti cialtroneschi giochi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi-images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27647" title="bossi-images" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi-images.jpg" alt="" width="276" height="183" /></a>La <strong>festa dei popoli padani</strong>, come la Lega chiama la carnevalata settembrina a Venezia, si è svolta quest’anno in un clima surreale con Bossi che, in una <strong>piazza semideserta</strong>, cercava di tenersi stretti gli elettori delusi promettendo la <strong>secessione</strong> che nessuno vuole, di una Padania che non c’è.</p>
<p><strong>Lavoratoriii!</strong><br />
Ricorrendo ai soliti <strong>cialtroneschi</strong> giochi di prestigio, Bossi ha detto che bisogna <strong>andarsene</strong> da un paese dove «<em>è tornato il fascismo</em>», glissando sul particolare che è stato lui a riportarcelo; e che «<em>un popolo importante e lavoratore</em> [quello padano]<em>, non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia</em>», tacendo sul dettaglio che quel popolo sta mantenendo da vent’anni chi non ha <strong>mai lavorato in vita sua</strong>, come Bossi stesso, il figlio Trota, i caporioni leghisti e le loro parentopoli: un nugolo di zii, fratelli, mogli, amanti, più numerosi e <strong>voraci</strong> di tutti i falsi invalidi del Sud messi insieme.</p>
<p><strong>Referendum. De che?</strong><br />
Bossi ha proposto, per la secessione, «<em>una via democratica, referendaria»</em>. Ma qui casca l’asino. Perché un referendum del genere non è consentito dalla Costituzione, la quale non prevede neppure che la forma di Repubblica (“una e indivisibile”) sia soggetta a revisione costituzionale.<br />
E soprattutto, per fare un referendum, bisognerebbe sapere chi è il popolo interpellato, chi sono gli elettori. I liguri sono padani? E i friulani? Il Trentino è Padania? E l’Umbria? Per saperlo chiediamo a ogni regione, con un pre-referendum, se si sentono padani; o lo decidono Bossi, Reguzzoni e gli altri strapelati del cerchio magico, magari con un rito celtico celebrato dal Trota e dalla Mauro, la vicepresidente del senato?<br />
In ogni caso, anche nelle regioni più verdi, i secessionisti sarebbero in schiacciante minoranza. Non per caso la Lega dovette tornare anni fa nel canile di Arcore quando scoprì che la politica separatista l’aveva ridotta al 3,9%. E pochi, di quel 3,9%, avrebbe votato per la secessione. Così, se si facesse il referendum, i secessionisti starebbero in un fazzoletto, anzi in un prato, quello di Pontida.</p>
<p><strong>La lingua biforcuta della Lega Nord</strong><br />
Per questo al referendum Bossi o Maroni o Tosi o Calderoli non ci pensano proprio. Come sempre la Lega dice una cosa e ne vuole un’altra.<br />
Dice «<em>via i clandestini»</em> e intende “qui senza diritti” per poterli far lavorare in nero.<br />
Dice «o<em>gni regione si tenga le proprie risorse»</em> e intende ogni padroncino nordista possa evadere le tasse.<br />
Dice «<em>no i rifiuti di Napoli al Nord»</em> e vuol dire “si ai rifiuti tossici del Nord in Campania”.<br />
Dice «<em>agricoltor</em>i<em>»</em> e intende “ladri di quote latte”.<br />
Dice legalità e intende leggi razziali contro i migranti e leggi vergogna per il Caimano.<br />
Dice no allo statalismo e intende diritto della Lega a farsi stato, marchiando con le sue svastiche la scuola, i ministeri, lo sport.</p>
<p>Allo stesso modo la Lega agita lo spauracchio della <strong>secessione immaginaria</strong> decisa da un popolo altrettanto immaginario per nascondere quella reale, che attua dall’alto ogni giorno, impadronendosi di banche, poltrone, regioni e posti di governo da cui semina il razzismo, la divisione del paese, la disgregazione sociale.</p>
<p><strong>Indecente opposizione</strong><br />
Proprio per questo si è giustamente scritto su internet che è indecente limitarsi a condanne verbali senza concludere che Bossi non può fare il ministro e senza agire di conseguenza. E questo vale per Maroni o Calderoli o Davico o Castelli, per tutta la <em>marmaglia</em> leghista.<br />
<strong>Napolitano</strong> ha detto che Bossi, agitando la bandiera della secessione, si pone <strong><em>fuori dalla storia</em></strong>. Ma noi avremmo voluto sentir dire da Napolitano che si pone fuori dalla <strong>Costituzione</strong>, di cui è garante, e deve quindi andarsene dal governo. <strong>Bersani</strong> e gli altri “oppositori” hanno detto che i discorsi di Bossi sono “<em><strong>inaccettabili</strong></em>”. Ma noi vorremmo che, allora, non venissero accettati, ossia che fossero prese adeguate iniziative per imporre l’uscita dall’esecutivo di ministri che hanno fatto dichiarazioni (Bossi a Venezia, Maroni a Pontida) incompatibili con la Costituzione e per mettere <strong>fuorilegge la Lega</strong>, ai sensi della XII norma transitoria, che vieta la ricostituzione di partiti fascisti e razzisti.</p>
<p>Non sarebbe un bel momento, per nessuno, quello in cui i cittadini dovessero accorgersi che forze politiche democratiche e istituzioni repubblicane sono <strong>incapaci di difendere</strong> i nostri diritti, la nostra dignità e la loro. Che devono provvedere da soli.<br />
Pure cresce la consapevolezza, avvertibile anche da molte pagine di internet, o dalle contestazioni del Giro di Padania, che ai nazisti in doppio petto, come Maroni, Cota, Tosi, Salvini, più “freddi” e “scientifici” delle macchiette alla Bossi, Gentilini o Borghezio non si può fare da sponda come il PD sembra pensare. Che la prepotenza della Lega va fermata. Ad ogni costo.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Walter Peruzzi</div>
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		<title>Un partito fuorilegge</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 12:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/un-partito-fuorilegge/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/maroni-clandestini-alt1-227x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quanto  più la Lega Nord reagisce alle difficoltà e alla perdita di consensi con atteggiamenti beceri e arroganti, tanto più appare evidente  che si tratta,  come ha scritto Cinzia Sciuto su queste pagine il 2 agosto, di «una forza  politica anticostituzionale, che non dovrebbe avere diritto di sedere in parlamento». Una forza politica secessionista e razzista… [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/maroni-clandestini-alt1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26108" title="maroni-clandestini-alt1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/maroni-clandestini-alt1-227x300.jpg" alt="" height="320" /></a>Quanto  più la Lega Nord reagisce alle difficoltà e alla perdita di consensi con atteggiamenti beceri e arroganti, tanto più appare evidente  che si tratta,  come ha scritto Cinzia Sciuto su <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/lanima-borgheziana-della-lega/" target="_blank">queste pagine</a> il 2 agosto, di «una forza  politica anticostituzionale, che non dovrebbe avere diritto di sedere in parlamento».</p>
<p><strong>Una forza politica secessionista e razzista…</strong><br />
La Lega presenta due profili di anticostituzionalità: il primo sta nel suo nome e nel suo statuto, che contrastano con l’art. 5 della Costituzione, secondo cui l’Italia è «una e indivisibile». L’art. 1 dello statuto leghista, invece, afferma: «Il movimento politico denominato “Lega Nord <em>per l’indipendenza della Padania”&#8230; </em>ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale <em>Repubblica federale indipendente e sovrana</em>» (corsivi del redattore).</p>
<p>La Lega confligge inoltre con il divieto costituzionale (XII norma transitoria) di ricostituzione del partito fascista là dove la legge 20 giugno 1952 n. 645, che dà applicazione a tale divieto, stabilisce che si ha riorganizzazione del  partito fascista quando si perseguono «finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, <em>esaltando,</em><em>minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica</em> o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, <em>o svolgendo propaganda razzista</em><strong>» </strong>(corsivi miei).</p>
<p>… <strong>incompatibile con la Costituzione</strong><br />
Ora, si potrà forse sostenere che la Lega  si ripromette di giungere in modo democratico alla secessione. Ma, finché non avrà raggiunto l’obiettivo con un referendum che cambi la Costituzione e sancisca la divisione del paese, un simile partito non può certo governare cioè giurare con propri ministri sulla Costituzione, secondo cui l’Italia è “una e indivisibile” (art. 5), e contemporaneamente tradirla invocando, come hanno fatto nel giugno scorso a Pontida Maroni e Bossi, l’indipendenza della Padania o addirittura <em>praticando l’obiettivo</em> della secessione. Il che la Lega ha fatto in questi mesi spostando, seppure in forma solo  propagandistica e buffonesca, i ministeri a Nord; impedendo l’approvazione del decreto sui rifiuti di Napoli; e cercando di accreditare  l’esistenza della <em>Padania,</em> perfino con  l’inserimento nel calendario ciclistico internazionale del <em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/il-giro-di-padania-ovvero-la-secessione-in-bicicletta/" target="_blank">Giro di Padania</a></em> (in realtà  Nord Italia), sponsorizzato dai leghisti abusando di posizioni di governo (come ha fatto il leghista Michelino Davico, promotore del giro e sottosegretario agli interni).</p>
<p>Sotto l’ altro profilo poi, quello razzista, le idee e le pratiche della Lega Nord mettono questo partito in contrasto evidente con la Costituzione, collocandolo a pieno titolo fra le organizzazioni che «minacciano o usano la violenza quale metodo di lotta politica»: si pensi alla organizzazione in passato della Guardia nazionale padana, organizzazione paramilitare di cui era reclutatore l’attuale ministro degli Interni, e delle Camicie verdi a lungo indagate dai magistrati di Verona. O si pensi alle aggressioni, organizzate e vantate, contro i campi rom a Treviso e Opera; alle ronde fai da te, poi istituzionalizzate (e anestetizzate).</p>
<p>Ma tutta la politica sull’immigrazione è un intreccio di minaccia e uso della violenza, di istigazione all’odio razziale, di propaganda razzista, xenofoba, antislamica e chi più ne ha più ne metta. C’è solo l’imbarazzo della scelta, delle citazioni o delle iniziative, fino alle ultime dichiarazioni di Borghezio, dopo la strage di Oslo. Mi limito a tre esempi eclatanti, vantati dal ministro degli Interni Maroni che ne è l’autore: la raccolta delle impronte digitali per i minori rom nel 2009; i respingimenti in mare dei profughi, fatti passare per clandestini, dal maggio 2010; la detenzione preventiva, per persone che non hanno commesso reati, passata da due a sei mesi nel 2009 e poi a 18 mesi nel 2011. Misura quest’ultima che la normativa europea prevede, ma solo in casi eccezionali.</p>
<p><strong>Vergognose complicità</strong><br />
Di fronte a questo quadro tanto più vergognoso appare il comportamento delle forze politiche che si dicono “democratiche” o di sinistra.</p>
<p>Dopo aver sottovalutato per decenni il leghismo, declassandolo a innocuo folclore; aver consentito a Bossi e i suoi di degradare la politica a rutto da osteria e aver evitato di condurre una azione sistematica di denuncia e di contrasto sul territorio, i partiti della sinistra, presenti in parlamento o meno, e i sindacati dei lavoratori restano totalmente inerti di fronte al crescendo di provocazioni della Lega. Pensiamo solo al silenzio in cui sono caduti la critica dello stesso Napolitano al trasferimento dei ministeri al Nord e la triviale risposta che gli ha dato l’ubriaco di Gemonio; o l’indifferenza di fronte alla criminale estensione della detenzione nei CIE decisa da Maroni, funereo impresario dei respingimenti in mare.</p>
<p>Ci si limita a ravvisare in tutto questo i segni, indubbi, delle difficoltà del leghismo. Non si considera il pericolo che proprio queste difficoltà spingano la Lega a gesti estremi e pericolosi. Anche Mussolini era in difficoltà dopo il delitto Matteotti: lasciargli “superare la nottata” significò lasciargli instaurare la dittatura.</p>
<p>Tutti, a partire dall’impagabile Bersani, fanno i conticini sui vantaggi di bottega che potrebbero  ricavare a blandire la bestia (magari facendo da sponda a un governo Maroni), senza capire quanto sia dissennato non bastonare il cane che affoga. Per salvare la democrazia.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Walter Peruzzi</div>
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		<title>Ma il vento è sempre lo stesso</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 09:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/ma-il-vento-e-sempre-lo-stesso/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Festa-dell-unita_full-204x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La polemica infuria sul web: quell’immagine scelta dal Pd romano per la Festa dell’Unità proprio non piace a molte donne, che vi ravvisano l’ennesimo uso strumentale del corpo femminile. La disputa divide l’intero “popolo della sinistra”: da una parte chi si indigna – vedi le organizzatrici del comitato “Se non ora quando?” &#8211; e chiede al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Festa-dell-unita_full.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23926" title="Festa-dell-unita_full" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/Festa-dell-unita_full-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>La polemica infuria sul web: quell’immagine scelta dal Pd romano per la Festa dell’Unità proprio non piace a molte donne, che vi ravvisano l’ennesimo <strong>uso strumentale</strong> del corpo femminile. La disputa divide l’intero “popolo della sinistra”: da una parte chi si indigna – vedi le organizzatrici del comitato “Se non ora quando?” &#8211; e chiede al Pd di ritirare immediatamente i manifesti, dall’altra chi sostiene che le vere battaglie delle donne non siano su un paio di gambe, ma su disparità, diritti, precariato, disoccupazione. Meglio convogliare lì le energie piuttosto che su posizioni ideologiche di sapore <em>radical-chic</em>.</p>
<p>Non si può dar torto né all’una né all’altra posizione. L’indignazione delle donne è un sintomo inequivocabile – e sano, dopo anni di silenzio &#8211; di quanto il vaso della mortificazione della loro dignità sia colmo. Tuttavia, risulta difficile capire il limite superato il quale un’immagine diventa “strumentalizzante”. Dove deve arrivare una gonna per non essere <strong>sessista</strong>? E, soprattutto, qual è il confine tra la condanna di un’umiliante mercificazione e il puritanesimo bigotto?</p>
<p>Ma c’è un altro punto che in tutta questa polemica è passato in sordina. La necessità di mostrare oggetti di richiamo sessuale è tipico della nostro sottosviluppo culturale. Abbiamo bisogno di mostrare un paio di tette per rendere appetibile un detersivo per i piatti, e i tentativi di fare altrettanto con il corpo maschile non sortiscono gli stessi risultati. D’altronde, il potere (politico, economico) è maschio. È un fatto. È la base sulla quale Berlusconi ha sviluppato il suo modello di <strong>prostituzione propedeutica alla carriera</strong>.</p>
<p>In quest’ottica, la minigonna rossa che svolazza al vento della Festa romana dell’Unità non è altro che un forte segno di <strong>continuità</strong> con il passato e non, come la campagna pubblicitaria vorrebbe far intendere, un&#8217;icona del  <strong>cambiamento</strong>. Ma davvero gli addetti alla comunicazione del più grande partito del centrosinistra non sono riusciti a inventare qualcosa di diverso? Davvero il Pd non riesce ad andare <em><strong>oltre</strong></em> (e pensare che Bersani ci ha costruito anche un mantra…) agli stereotipi ammuffiti usati con tanto successo dalla destra nostrana?</p>
<p>A meno che il <strong><em>cambiamento</em></strong> sbandierato dal Pd non consista nel sostituire un vertiginoso tacco a spillo da “festino di Arcore” con una più sobria ballerina. Come dire, lo studente si impegna, ma proprio non ci arriva…</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Dramma del masochismo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 07:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Baoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/dramma-del-masochismo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/PD_Partito_Democratico-300x245.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se nella società le ideologie non se la passano tanto bene, in politica qualcuno dice siano del tutto sparite; in realtà differenze anche rimarchevoli tra i partiti esistono, soprattutto sui temi etici, così come esistono ancora partiti fortemente ideologicizzati. Tra questi ultimi spicca senza meno l&#8217;UdC, cattolicista fino nel midollo. La domanda fatidica di Giorgio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/PD_Partito_Democratico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23809" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/PD_Partito_Democratico-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a></p>
<p>Se nella società le ideologie non se la passano tanto bene, in politica qualcuno dice siano del tutto sparite; in realtà differenze anche rimarchevoli tra i partiti esistono, soprattutto sui <strong>temi etici</strong>, così come esistono ancora partiti fortemente ideologicizzati. Tra questi ultimi spicca senza meno l&#8217;UdC, cattolicista fino nel midollo. La domanda fatidica di Giorgio Gaber, quindi (<em>«ma cos&#8217;é la destra, cos&#8217;é la sinistra?»</em>), è superata, e la nuova domanda è: cos&#8217;é il centro?</p>
<p>Chissà se lo sa <strong>Pierluigi Bersani</strong>, erede a sinistra di una lunga tradizione di leader tutt&#8217;altro che illuminati, visto che con il partito di <strong>Pierferdinando Casini</strong> vorrebbe stringere alleanza elettorale in vista delle elezioni politiche del 2013. Invece che guardare alle ultime elezioni amministrative, vinte per merito dei candidati dell&#8217;Italia dei Valori e di Sinistra Ecologia e Libertà scelti con le primarie, e invece che guardare ai sondaggi sulle intenzioni di voto che danno il PD insieme a Di Pietro e Vendola attualmente sopra il 40% (meno del 39% invece con il terzo polo, secondo l&#8217;ultimo sondaggio <a href="http://www.sondaitalia.com/2011/06/sondaggio-elettorale-emg-per-tg-la7-le.html#more">EMG</a> per conto del TgLa7), posto che una ammucchiata con tutti questi soggetti non solo è impossibile ma nemmeno auspicabile. Dunque il &#8220;modello Macerata&#8221;, cui accenna Bersani in una intervista al Corriere della Sera: qui il neo presidente della provincia UdC &#8211; appoggiato da PD e IdV ma non da SEL &#8211; ha subito affidato il suo mandato nelle mani <em>«del Signore e della Madonna del rosario». </em>Lo ha fatto<em> </em>in perfetta continuità col leader del suo partito: Casini infatti fece altrettanto ma con un&#8217;altra madonna, quella di S. Luca (peraltro evocata anche dal neo sindaco &#8220;ateo&#8221; di Bologna, Virginio Merola, a riprova che la bussola del PD è guasta da tempo), insediandosi a Montecitorio come presidente della Camera nel 2001. Tutti eletti da qualche <strong>madonna</strong>, evidentemente, invece che dai <strong>cittadini</strong>.</p>
<p>Quella di Bersani sembra essere la scelta consapevole di portare il suo partito, perennemente lacerato dalle spinte opposte degli eredi della sinistra e del centro cattolico, dalla parte di quest&#8217;ultimo, anche perché secondo il segretario <em>«gli elettori di sinistra e quelli di centro»</em> sarebbero <em>«già mischiati»</em>.  <em>Mischiati</em> dove e come, non si sa.</p>
<p>E&#8217; una logora logica partitocratica, per cui un partito può solo appoggiarsi a un altro partito anche se oltremodo distante per il suo orientamento &#8211; se di peso minore, di fatto è consegnarsi al suo potere di ricatto &#8211; invece che tentare di accrescere il proprio bacino elettorale andando a offrire <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/laici-in-cerca-di-rappresentanza/">rappresentanza</a> a chi ne è ancora privo. Ed è un ennesimo errore strategico che non tiene conto del fatto che gli elettori dell&#8217;area di centrosinistra oramai non sono più disposti a votare <strong>accozzaglie ingovernabili</strong> di partiti diversissimi tra loro solo per mandare a casa Berlusconi.</p>
<p>E&#8217; la riproposizione dell&#8217;ennesimo<strong> dramma masochista</strong> di un partito che già nel passato è stato vittima dei ricatti cattolici, con D&#8217;Alema che ha affondato l&#8217;Ulivo consegnandosi a Cossiga e Prodi che ha dovuto soccombere a Clemente Mastella, mandato dal Vaticano a dare il colpo di grazia a un governo che aveva manifestato l&#8217;intenzione di legiferare sulle coppie di fatto. E ora di nuovo spazio e visibilità a politici &#8220;sabotatori&#8221; come <strong>Paola Binetti</strong> e il suo cilicio, uscita dalla porta e invitata maldestramente a rientrare dalla finestra.</p>
<p><em>History will teach us nothing</em>, cantava Sting: a Bersani dedichiamo questa canzone.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.laicitta.blogspot.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Baoli</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il rigor mortis del Pd</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 16:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/PD_Partito_Defunto.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-13006" title="PD_Partito_Defunto" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/PD_Partito_Defunto-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>Non molti, tra quelli che in queste ore scrivono del &#8220;terremoto&#8221; politico del primo turno delle amministrative, hanno sottolineato adeguatamente la <strong>fortuna immeritata</strong> che ha avuto il Partito democratico. A Napoli e soprattutto a Milano, la piazza più importante, hanno ottenuto risultati lusinghieri &#8211; per quanto provvisori e in attesa di conferma &#8211; due candidati che hanno poco a che fare col partito di Bersani. Giuliano Pisapia non ha certo un passato di militanza nel Pd, è venuto fuori dalle primarie (quindi, necessariamente votato anche da tanti elettori del Pd) ed è soprattutto il candidato di Nichi Vendola, mentre a Napoli il candidato ufficiale del Partito democratico è stato addirittura stracciato da quello dell&#8217;Italia dei valori, Luigi De Magistris, dopo la <strong>spaccatura</strong> tra i due alleati nonché partiti maggiori del centrosinistra (Sel escluso). Bersani e soci ora saranno costretti loro malgrado a sostenere l&#8217;ex magistrato. Dunque, in entrambi i casi si tratta di regali piovuti dal cielo, risultati importanti quanto non meritati, perché questi candidati non sono stati <strong>scelti</strong> (a Napoli proprio osteggiati) dai dirigenti piddini, piuttosto <strong>subiti</strong>. Certo, in fondo &#8211; per ora &#8211; è andata meglio che alle regionali nel Lazio del 2010, quando con ogni probabilità un sostegno più aperto e convinto a Emma Bonino (atro candidato <em>subito </em>dal Pd) avrebbe portato alla vittoria della coalizione e a un governo della regione meno ideologico e clericale di quello della Polverini.</p>
<p>Persino un partito <strong>senza bussola</strong> come quello di Bersani potrebbe approfittare del momento indubbiamente favorevole, serrare le file, scegliere una direzione precisa – una &#8211; ed elaborare un progetto che la faccia finita con la disgraziata epoca del «<em>ma anche</em>» che è costata la disfatta tre anni fa e conseguire un successo ben più ampio e definitivo, visto che dall&#8217;altra parte ora c&#8217;é solo un manipolo di maggiordomi e camerieri, in parte delusi, di un capo che oramai si esprime come un beone all&#8217;osteria. Invece si continua ad aspettare la manna dal cielo (come le assenze dei &#8220;responsabili&#8221; che in parlamento stanno determinando varie sconfitte del governo) e a vivere alla giornata. E i regali al fortunello Bersani e soci probabilmente non sono ancora finiti, visto che a Milano il candidato del movimento Cinquestelle Mattia Calise ha già accennato alla possibilità che tra i suoi elettori molti facciano convergere i loro voti su Pisapia.</p>
<p>Il segretario del Pd, dunque, ha poco da ridere delle <strong>presunte disgrazie della destra</strong>, le cui vicende continuano ad essere la vera guida dell&#8217;opposizione, visto che il successo a Torino (dovuto soprattutto a Chiamparino) e quello di misura a Bologna pare non gli eviteranno la &#8220;resa dei conti&#8221; minacciata &#8211; con impareggiabile tempismo autolesionista &#8211; ancor prima delle elezioni dalla minoranza veltroniana nel partito.</p>
<p>Insomma, pare decisamente fuori luogo l&#8217;aria celebrativa di chi sostiene che il Pd (<em>Partito defunto</em>) sia fuori dal tunnel dell&#8217;immobilismo, dell&#8217;assenza di progetti politici e della faida tra correnti: se è motivata la spavalderia della dirigenza in queste ore lo dimostrerà chiaramente non solo l&#8217;esito dei ballottaggi, ma anche la tenuta &#8211; se ci sarà &#8211; sul tema che ci è più caro, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/laici-in-cerca-di-rappresentanza/">quello della laicità</a>, ad esempio alla prova del voto sul ddl Calabrò sul fine-vita. Lì si vedrà se il Pd è resuscitato o se è solo in preda agli ultimi spasmi del <em>rigor mortis</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.laicitta.blogspot.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Baoli</em></span></strong></a></p>
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		<title>Il Pd &#8220;oltre&#8221; ogni logica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 07:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/il-pd-oltre-ogni-logica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/Oltre_PdCast-300x210.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ormai è chiaro: chi si occupa di comunicazione nel partito democratico di Bersani è qualcuno che crede di essere Confucio. E forse nemmeno lui, il Confucio de’ Noantri, ha ben chiaro il vero significato dei nuovi slogan del Pd. Andiamo “oltre”, sì, andiamo oltre quel senso di spaesamento che ci pervade nel vedere un Bersani così sicuro, anche se scolorito, davanti a frasi senza senso; andiamo oltre il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/Oltre_PdCast.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19729" title="Oltre_PdCast" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/Oltre_PdCast-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Ormai è chiaro: chi si occupa di comunicazione nel partito democratico di <strong>Bersani</strong> è qualcuno che crede di essere Confucio. E forse nemmeno lui, il <em>Confucio de’ Noantri</em>, ha ben chiaro il vero significato dei nuovi slogan del Pd. Andiamo “oltre”, sì, andiamo oltre quel senso di <strong>spaesamento</strong> che ci pervade nel vedere un Bersani così sicuro, anche se scolorito, davanti a frasi senza senso; andiamo oltre il sentimento di <strong>frustrazione</strong> che ci assale nei primi attimi in cui crediamo di non aver capito, di essere noi il problema, il limite; andiamo oltre anche quel primo<strong> istinto</strong> che ci spingerebbe a trovarlo, qualcuno del Pd, per chiederglielo personalmente che cosa <em>caspita </em>passa nelle loro teste, per fargliela vedere davvero “la forza del lavoro” che “sta oltre la precarietà” e che la sola forza che sta dietro alla precarietà ha a che fare con la vita, semmai, e con un senso di vuoto con cui comunque si decide di resistere. Andiamo oltre quel viscerale <strong>desiderio</strong> di smetterla di “essere egoisti” e di dargliela con pienezza questa “mano tesa” a Bersani o a chi gli cura la comunicazione esterna: una bella mano tesa e aperta così da avvolgergliela tutta la noce del collo.</p>
<p>Sono cambiati i tempi in cui bastava continuare a parlare a chi era già convinto, perché oggi anche chi “era già convinto” è andato oltre e non è detto che si accontenti ancora di qualcuno che non abbia nulla da opporre alla politica dell’<strong>essere-anti</strong> al di là oh, pardon, “oltre” i giri di parole che nascondono malamente un’evidente idea: <em>“se non puoi convincerli, allora confondili</em>”.</p>
<p>Andiamo oltre, va’ che è meglio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Lo stratega</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/02/lo-stratega/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/bersani-300x229.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il15 febbraio La Padania ha sparato in prima pagina una intervista a Pierluigi Bersani secondo  il quale per realizzare una “vera” riforma federalista è auspicabile un “patto” fra due partiti “popolari” e “autonomisti” come il Pd e la Lega, che – sottolinea il segretario del Pd -  “non è razzista”.

L'obiettivo “tattico” tanto evidente quanto improbabile è di “staccare” la Lega dal Pdl e preparare un'alleanza  indispensabile [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/bersani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18442" title="bersani" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/bersani-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Il15 febbraio <em>La Padania</em> ha sparato in prima pagina una intervista a Pierluigi Bersani secondo  il quale per realizzare una “vera” riforma federalista è auspicabile un “<em>patto</em>” fra due partiti “<em>popolari</em>” e “<em>autonomisti</em>” come il Pd e la Lega, che – sottolinea il segretario del Pd -  “<em>non è razzista</em>”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La tattica del PD e il suo prezzo</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo “tattico” tanto evidente quanto improbabile è di “staccare” la Lega dal Pdl e preparare un&#8217;alleanza  indispensabile, secondo i grandi strateghi del Pd, per sconfiggere Berlusconi. Inutile dire che tale alleanza non appare affatto “indispensabile” neppure sul piano meramente aritmetico: molti sondaggi mostrano che Pdl-Lega perderebbero oggi non solo rispetto a un ipotetico schieramento da Vendola a Fini ma anche (anzi più) di fronte a un centro-sinistra che si presentasse separato dal terzo polo. Con l&#8217;incognita ovvia di quel 40-45% di indecisi o di non votanti che difficilmente saranno conquistati dalle capriole alla  D&#8217;Alema, anziché da un chiaro e serio discorso politico.</p>
<p>Ma qui non interessa neppure discutere la proposta “tattica” del Pd quanto denunciare il “prezzo” vergognoso che esso si offre di pagare pur di realizzarla (come prospetta oggi Bersani ma come da tempo vagheggia Chiamparino). L&#8217;intervista mostra infatti che per raggiungere il suo obiettivo il Pd è disposto a camuffare la vera natura della Lega e a ripulirne l&#8217;immagine, cioè a farsi garante presso l&#8217;opinione democratica che la Lega è solo una sano partito federalista che pratica per accidens (non essendo razzista&#8230;) politiche xenofobe, omofobe, antimeridionali (e secessioniste).</p>
<p><strong>Un partito eversivo, totalitario, razzista</strong></p>
<p>E&#8217; un totale capovolgimento della verità come mostrano tutti i documenti, le dichiarazioni e le iniziative della Lega Nord (1).  Si veda il suo stesso statuto in cui si autodefinisce “<em>Lega Nord per l&#8217;Indipendenza della Padania</em>”, cioè contraria all&#8217;indivisibilità della Repubblica sancita dalla nostra Costituzione (art. 5). Quanto alle politiche antimeridionali e secessioniste basterà ricordare i reiterati tentativi di introdurre delle liste “regionali” per la scuola o la proposta di gabbie salariali per il sud e di settentrionalizzare l&#8217;esercito, per non dire del federalismo tipo “prendi la cassa e scappa”, che strangola il meridione.</p>
<p>Il razzismo leghista, infine, è testimoniato da una serie interminabile di soprusi contro i migranti, culminati nelle leggi razziali volute da Maroni (il cosiddetto “pacchetto sicurezza”), negli sgomberi dei rom, nei respingimenti in mare, nella sanatoria truffa ecc. (misure talvolta condannate come razziste dalla stessa UE). Infine, l&#8217;imposizione del marchio leghista sui luoghi pubblici (Adro), ha mostrato come la celebrazione in chiave antimeridionale e xenofoba della razza padana tenda a sfociare in un totalitarismo simile a quello di chi celebrava la razza ariana nella Germania nazista.</p>
<p><strong>La Lega e chi ne fa il gioco</strong></p>
<p>E&#8217; questo il partito che, per Bersani, non sarebbe razzista mentre è proprio l&#8217;odio verso il diverso a fare da collante indispensabile e ad unire al nord, in nome della comune “padanità” e contro ogni ipotesi di federalismo solidale col resto del paese,  classi sociali contrapposte, permettendo alla Lega di estendere i suoi consensi.</p>
<p>In conclusione Bersani continua a lisciare il pelo alla bestia leghista, come molte forze di sinistra e democratiche fanno ormai da decenni nell&#8217;illusione di ammansirla e col risultato di farla crescere a dismisura; di “abbellirla” e di accreditare come rispettabile un movimento eversivo, razzista e tendenzialmente totalitario, che ha come unico obiettivo la conquista e la gestione dispotica del potere. E&#8217; un disegno che ha avuto e continuerà ad avere come effetto di diffondere sempre più nel paese, con conseguenze devastanti, il veleno eversivo e razzista della Lega, diventandone complici.</p>
<p><em>(1) Si veda al proposito l&#8217;antologia </em><em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/02/svastica-verde/" target="_blank">Svastica verde</a>, di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci, recentemente pubblicata dagli Editori Riuniti.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Diritti civili nell’agenda del Pd &#8211; Lettera aperta a Pierluigi Bersani</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/10/diritti-civili-nell%e2%80%99agenda-del-pd-lettera-aperta-a-pierluigi-bersani/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/assemblea-pd-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Caro Segretario Bersani,

eppure mi era piaciuto il suo discorso a Torino. Mi era piaciuto il soffermarsi sui diritti delle donne, su quelli dei figli degli immigrati e la necessita’ del loro essere considerati italiani, sull’affermazione del sostegno in fieri alla legge contro l’omofobia. Sono addirittura sobbalzato sulla mia dannata [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13726" title="assemblea pd" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/assemblea-pd.jpg" alt="assemblea pd" width="358" height="254" />Caro Segretario Bersani,</p>
<p>eppure mi era piaciuto il suo discorso a Torino. Mi era piaciuto il soffermarsi sui diritti delle donne, su quelli dei figli degli immigrati e la necessita’ del loro essere considerati italiani, sull’affermazione del sostegno in fieri alla legge contro l’omofobia. Sono addirittura sobbalzato sulla mia dannata carrozzella quando l’ho sentita citare Welby e il diritto di ciascuno di noi a un fine vita dignitoso ricordando l’importanza del testamento biologico.</p>
<p>Mi puo’ spiegare dunque, perdindirindina come si dice da noi in Toscana che diamine le è passato per la mente ieri in Assemblea nazionale di liquidare con “quelle altre cose lì” tutti questi temi?</p>
<p>Il sottoscritto presente nella suddetta Assemblea, in qualita’ di delegato, confidava, nella presentazione dei due O.d.G. proposti (n.b.quello sul testamento biologico e l’altro sulle unioni civili), si aspettava una discussione e il giusto,debito spazio.</p>
<p>Il sottoscritto li ha visti eliminare dall’ordine del giorno su sua espressa richiesta dopo promessa di presentarli e (cosi’ speravo) di farli suoi nel discorso conclusivo in cui avrebbero avuto il debito risalto e invece?</p>
<p>Li ho visti liquidare con una battuta anonima rimandando a un altro indeterminato e successivo momento a Napoli la discussione? Non sono questi i patti, non è questo il Partito che mi piace e che piace a moltissimi di noi.</p>
<p>Prima di proseguire mi permetta una questione di merito, i due O.d.G sono stati ritirati per paura di dividere l’assemblea se il voto non dosse stato unanime… ma se all’unanimità abbiamo digerito anche il principio di selezione degli immigrati che porta la nostra proposta sull’immigrazione non distante da quella della Lega&#8230; cosa erano in fondo i due ordini del giorno: quello sulle unioni civili era il supporto ad un invito espresso della corte costituzionale a regolare la materia; l’altro, quello sul testamento biologico era il sostegno ad un disegno di legge presentato da diversi deputati e senatori del partito democratico&#8230; se abbiamo paura di dividerci su questi temi siamo veramente messi male; voi dite che non c’era tempo di approfondire il problema ( quanti episodi tipo Eluana Englaro o tipo Piergiorgio Welby si devono verificare prima che smettiamo di balbettare sul testamento biologico; quante volte Scalfarotto dovrà scrivere e riscrivere il suo libro ‘in nessun paese’ proprio perché in nessun paese civile è condannato e vilipeso l’amore prima che smettiamo di balbettare sulle unioni civili) …voi dite che non c’era tempo di approfondire il problema, proprio voi che mandate i documenti da valutare nelle sessioni dell’assemblea ventiquattr’ore prima dell’inizio, costringendo la gente a leggerseli in macchina… io sono medico forse se mi mandate una cartella clinica in mezz’ora la posso leggere e valutare… ma sul fisco, sull’immigrazione… Ignazio Marino ve l’ha detto nel suo intervento i documenti vanno inviati almeno 15 giorni prima… per avere il tempo di discuterne almeno con le competenze presenti nei vari circoli della zona… che idea malsana! Un eccesso di democrazia. Non vi lamentate poi dei rottamatori che si sono fisiologici in una situazione come questa.</p>
<p>Torniamo a noi, caro Segretario, sono questi i temi che toccano la vita delle persone. I diritti civili, “quelle altre cose lì”come le ha definite Lei, sono quel ‘quid’ in piu’ che cambia la Vita di tanti in un dramma ancora peggiore della difficile quotidianita’ che tutti viviamo…</p>
<p>E’ quel di piu’ che fa dannare una famiglia se non ha sostegno per un figlio disabile, un essere umano che non puo’ essere vicino ad un altro che ama nella vita e nella morte non avendo diritto di poterlo assistere, i diritti civili sono quelli che fanno diventare italiano chi arriva con un barcone e mette su famiglia onestamente e onestamente vive in Italia,”quelle altre cose li’ ” sono la possibilita’ di decidere cosa fare della propria Vita quando si ritenga non piu’ dignitosa una esistenza (le ricordo per i politici cattolici confessionali che la circondano che dignitosa è la vita non la morte come ha ricordato più volte Piergiorgio Welby) e cosa fare della propria Vita quando si voglia partire tutti alla pari anche se la natura non ce l’ha concesso.</p>
<p>Allora la mia tremenda arrabbiatura di ieri (un eufemismo) ovviamente non si è calmata, non si calma perche’ ritengo con tanti altri una offesa la sottovalutazione fatta di quello che era stato promesso di inserire ed un segnale pessimo, pessimo veramente.</p>
<p>Cosa vogliamo, che diventino temi di Fini? Che la battaglia su quello che sta a cuore direttamente alle persone, diventi appannaggio della destra “illuminata” di cui l’illuminato sulla via di Damasco, appunto, Presidente della Camera si fa portavoce? Non possiamo e non dobbiamo permettercelo.</p>
<p>“Quelle altre cose li”sono gli argomenti che aggiunti a situazioni gia’ precarie, fanno diventare senza tutela delle Vite un dramma.</p>
<p>In una condizione sociale come quella che viviamodi precarieta’, di difficolta’ di lavoro, crisi economica, welfare in dismissione gia’ per chi ha la fortuna di essere “normale” e “alla pari”, anche se con disabilità, l’essere in una condizione di non autosufficienza, l’avere una situazione affettiva precaria, un’esistenza impaurita e colpita dal pregiudizio puo’ essere devastante. Come può essere devastante far perdere la dignità a chi già sta perdendo la vita.</p>
<p>Mi voglio fermare nel tempo e tornare al suo discorso di Torino. Quello che è accaduto ieri mi ha offeso profondamente, ci ha offeso profondamente. Anzi, mi ha fatto decisamente incazzare, mi scusi.</p>
<p>Spero per tutti, poiché non possiamo permetterci errori e dobbiamo essere vicino al sentimento della gente se vogliamo si riavvicini anche al PD, che sia uno spiacevole episodio cui si porra’ rimedio presto con la debita, laica, chiarezza di posizione che meritiamo e che dobbiamo se non altro alla nostra cultura di riferimento come diceva Ernesto Codignola.</p>
<p>Certo di aver contribuito al dibattito democratico, voglia considerare questo mio umile contributo come dovuto alla delega che, la gente che mi ha votato alle primarie, mi ha consegnato che spero di portare avanti con la chiarezza e la trasparenza che rende questo mio impegno foriero di felicità.</p>
<p>A sua disposizione</p>
<p style="text-align: right"><strong><span style="color: #006699"><em>(*) Stefano Ciatti</em><br />
delegato dell’Assemblea nazionale del Pd<br />
Prato<br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>per aderire alla lettera: </strong><a href="http://www.laicitaediritti.org/?p=751&amp;cpage=1#comments" target="_blank"><strong>www.laicitaediritti.org</strong></a></p>
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		<title>Effetto bestemmia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 09:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/10/effetto-bestemmia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/berlusconi-1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>E così Silvio Berlusconi, per una bestemmia in chiusura di una abominevole barzelletta su Rosy Bindi, incrina i floridi rapporti della Santa Sede con il Governo da lui guidato rischiando di perdere un bacino elettorale che in questo momento gli è indispensabile.

Nel suo tronfio narcisismo, non ha saputo resistere alla tentazione di sciorinare l’ennesima storiella, pur [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13408" title="berlusconi 1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/berlusconi-1.jpg" alt="berlusconi 1" width="360" height="261" />E così Silvio Berlusconi, per una bestemmia in chiusura di una abominevole <strong><a href="http://il.youtube.com/watch?v=654gzZuw-zc" target="_blank">barzelletta su Rosy Bindi</a></strong>, incrina i floridi rapporti della Santa Sede con il Governo da lui guidato rischiando di perdere un bacino elettorale che in questo momento gli è indispensabile.</p>
<p>Nel suo tronfio narcisismo, non ha saputo resistere alla tentazione di sciorinare l’ennesima storiella, pur cosciente &#8211; altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi &#8211; che i <strong>vescovi</strong>, per mezzo della stampa cattolica, l’avrebbero bacchettato senza pietà paventando un defluire di voti verso lo scudo crociato di Casini. “<em>Sul capo del Governo grava, inesorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e per Colui che non va nominato invano</em>” tuona Marco Tarquinio, direttore di <em>Avvenire</em>. Ma l&#8217;<em>Osservatore romano</em> non è da meno.</p>
<p>Una <strong>bestemmia</strong>, insomma, può molto più che due divorzi, l’”utilizzo finale” di servizi sessuali a pagamento, la commistione tra sesso e politica, che relega la  capacità delle donne, di tutte le donne, a tutt’altra bravura, l’auto impunità per i reati che avrebbe commesso, i respingimenti degli ultimi tra gli ultimi, l’amicizia con dittatori del calibro di Gheddafi, la tacita approvazione della xenofobia leghista e via dicendo.</p>
<p>Passi tutto ciò, ma guai se il nome di dio viene nominato invano! Anche l’opposizione, tanto per non lasciarsi scappare la palla, condivide in blocco lo sdegno cattolico. “<em>Volgarità inaccettabile</em>”, la definisce il segretario del Pd Bersani. Ma si riferisce alla bestemmia, naturalmente, non all’ennesima offesa a Rosy Bindi. Tanto ormai ci è abituata.</p>
<p><img class="size-full wp-image-13429 alignright" style="margin-left: 10px;" title="Bestemmia_C_S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/Bestemmia_C_S.jpg" alt="Bestemmia_C_S" width="251" height="301" />E il nostro premier, improvvisamente cosciente che nominare (invano) dio è peggio, per l’<strong>opinione pubblica</strong>, che andare con una minorenne o fare le corna al presidente spagnolo o imbavagliare l’informazione, si affanna a riparare al torto come può. Mentre i suoi, un po’ seccati, giocano le carte della contestualizzazione-strumentalizzazione, il solerte Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, dichiara: “<em>Ci sono stati contatti con autorevoli esponenti della Chiesa. E ci hanno detto chiaramente che le battute, seppur non encomiabili, non cambiano la sostanza delle cose: per la Chiesa contano i fatti”. </em>Ed eccoli, i fatti: <em>“<strong>Piano per la vita</strong></em>” (campagna contro la pillola abortiva Ru486, approvazione della legge sul testamento biologico, sostegno alle nascite, restrizioni in campo bioetico) e sostegno alla <strong>libertà di educazione</strong> (ovvero finanziamenti per famiglie che mandano i figli alla scuola privata). Già d&#8217;altronde preannunciati dallo stesso Berlusconi in Parlamento <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/propaganda-ai-voti/" target="_blank">qualche giorno fa</a>, in occasione della fiducia.</p>
<p>Niente paura, quindi, la frattura si ricucirà. E pazienza per i nostri diritti, per la Bindi e per tutte le donne la cui dignità viene costantemente umiliata dal presidente del Consiglio. Che mai conteranno di fronte alle ire funeste del Vaticano?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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