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	<title>Cronache Laiche &#187; berlusconi</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>L&#8217;unica cosa certa è che è morto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 01:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/02/lunica-cosa-certa-e-che-e-morto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/don_luigi_verze-300x170.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Don Luigi Maria Verzè è morto e non se ne parla più: si parla della crisi del San Raffaele, di come lo si sta salvando dalla bancarotta, ma di ciò che c’era dietro non più. Se continua questo silenzio calerà qualche altra tonnellata di sabbia sui misteri d’Italia. Giorni fa Italia dall’estero ha pubblicato un articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/don_luigi_verze.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35695" title="don_luigi_verze" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/don_luigi_verze-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>Don <strong>Luigi Maria Verzè</strong> è morto e non se ne parla più: si parla della crisi del <strong>San Raffaele</strong>, di come lo si sta salvando dalla bancarotta, ma di ciò che c’era dietro non più. Se continua questo silenzio calerà qualche altra tonnellata di sabbia sui misteri d’Italia. Giorni fa Italia dall’estero ha pubblicato un <a href="http://italiadallestero.info/archives/13920">articolo su Don Verzè</a> che è la traduzione di un <a href="http://blogs.rue89.com/storitalia/2012/01/10/italie-mort-de-lintrigant-sulfureux-et-riche-pretre-don-verze-226166">post su un blog francese</a>; vale la pena di leggere e riflettere.</p>
<p>Il sodalizio <strong>Berlusconi</strong>, <strong>Verzè</strong>, <strong>Pompa</strong> e <strong>Pollari</strong> era di vecchia data, e ha lasciato tracce precise a Milano2: insieme sarebbero riusciti a depotenziare l’aeroporto di Linate e a mandare in rovina una società che disturbava i loro progetti. Il Verzè ha costruito una piramide di società dedite ad attività di lucro più o meno oscure, ma tutte controllate da una fondazione (la Fondazione Centro San Raffaele monte Tabor), formalmente benefica, che gode delle esenzioni delle fondazioni, fra cui quella dalla<strong> trasparenza dei bilanci</strong>.</p>
<p>Non è stupefacente che il San Raffaele abbia rastrellato grandi finanziamenti dalla Sanità pubblica in <strong>Lombardia</strong> e a Milano, dove l’influenza di <strong>Comunione e Liberazione</strong> è permanente, però va rimarcato che, per foraggiare il san Raffaele, quelle amministrazioni si sono pesantemente indebitate e che il debito adesso <strong>grava su tutti i lombardi</strong>. Interessante è che il san Raffaele abbia goduto di lauti contributi anche dalla regione <strong>Lazio</strong> per un ospedale prima svenduto ad <strong>Angelucci</strong> e poi rivenduto allo Stato, ancor più interessante è che anche <strong>Vendola</strong>, di Sinistra e Libertà e governatore della Puglia, avesse in programma di smantellare istituzioni sanitarie pubbliche di Taranto per foraggiare anche lui, con soldi pubblici, un nuovo ospedale del San Raffaele di Verzè.</p>
<p>Forse non sapremo mai perché il Verzè avrebbe indebitato le sue società per oscure attività all’estero, per acquistare aerei privati le cui rotte, pur essendo state talvolta nascoste, dimostrano il suo interesse per paesi in cui le attività fiorenti sono il petrolio, la droga e le prostitute. Forse non sapremo mai perché una attività ricorrente del Verzè fosse la costruzione di lussuose ville con piscina, quali festini e quali personaggi si dovessero incontrare in quelle ville all’estero e cosa c’entrasse questo con i soldi italiani per la Sanità o con la sua qualifica di prete cattolico. Forse non sapremo mai se l’attentato a Berlusconi fosse vero o falso, ma sappiamo per certo che il premier se ne andò subito al san Raffaele a farsi curare per giorni da una igienista dentale di nome <strong>Nicole Minetti</strong>. Forse non sapremo mai se Verzè era interdetto o no dal Vaticano,  e come ha fatto il suo vice <strong>Mario Cal</strong> a spararsi e poi a mettere la pistola in un sacchetto, forse non sapremo come mai, per salvare il san Raffaele, oltre allo IOR si sia mosso anche Soros…</p>
<p>Forse, se sapessimo tutte queste cose, si capirebbe una parte oscura della storia italiana. Ma adesso è sicuro che Verzè non parlerà, e per qualcuno è una bella fortuna. Qualcun altro però sospetta che non sia stata esattamente fortuna.</p>
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		<title>Sesso in cambio di carriera: la storia si ripete</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 01:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara de santis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/sesso-in-cambio-di-carriera-la-storia-si-ripete/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/Campiglio-Bulgari-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Politico italiano chiede prestazioni sessuali a giovani donne avvenenti in cambio di regali e offerte di lavoro nello spettacolo e nella moda. No, non è di lui che stiamo parlando, ma di Paolo Campiglio, presidente del Consiglio comunale di Legnano, incarico dal quale si è dimesso non appena è esplosa la notizia. Quello che potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/Campiglio-Bulgari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-35218" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/Campiglio-Bulgari.jpg" alt="" width="238" height="268" /></a>Politico italiano chiede <strong>prestazioni sessuali a giovani donne</strong> avvenenti in cambio di regali e offerte di lavoro nello spettacolo e nella moda. No, non è di <em>lui</em> che stiamo parlando, ma di <strong>Paolo Campiglio</strong>, presidente del Consiglio comunale di Legnano, incarico dal quale si è dimesso non appena è esplosa la notizia. Quello che potrebbe sembrare il solito caso del politico che abusa del suo ruolo, in realtà è un po&#8217; più complesso e a tratti ridicolo.</p>
<p>Campiglio dal 2009 avrebbe usato un profilo Facebook sotto il <strong>falso nome di Paolo Bulgari</strong>, l&#8217;erede del brand di gioielli più famoso al mondo, per far colpo su giovani modelle e aspiranti showgirl. Il programma televisivo <em>Le Iene</em> manda in onda un servizio in cui alcune ragazze denunciano il finto Paolo Bulgari e chiedono che venga smascherato. Come è d&#8217;uso nel programma, un&#8217;attrice si finge vittima, una telecamera nascosta riprende l&#8217;incontro e una <em>iena</em> incastra il sospettato dal volto criptato. Il giorno dopo la messa in onda però si scopre l&#8217;identità del finto Bulgari e da lì diventa un caso nazionale.</p>
<p>Nel dettaglio cosa combinava Paolo Campiglio alias Bulgari? Si fingeva un ricco imprenditore (tra l&#8217;altro l&#8217;originale ha 70 anni), conosceva ragazze sul web e le invitava in un lussuoso albergo di Milano. Faceva loro costosissimi regali, ostentava potere e ricchezza, poi offriva<strong> promesse di lavoro</strong> per conto di casa Bulgari, quindi le invitava in camera per verificare che fisicamente fossero adatte, cioè le faceva spogliare e poi tentava avances, a volte rifiutate, a volte corrisposte. Le ragazze, a distanza di tempo, capivano di essere state prese in giro, pur rimanendo convinte di aver avuto a che fare davvero con Paolo Bulgari. Una <strong>doppia truffa</strong> a tutti gli effetti.</p>
<p>Che l&#8217;uomo sia un politico è un&#8217;aggiunta e rende il quadro più grottesco. Paolo Campiglio, 37 anni, ricco di famiglia, anzi ricchissimo, è stato coordinatore dei giovani di <strong>Forza Italia</strong> a Milano e ora è eletto a Legnano nel Pdl. Dovrebbe essere il cosiddetto <em>nuovo che avanza</em>, ma sembra che di nuovo non ci sia molto e che ad avanzare siano solo le solite vecchie abitudini. Anche se i particolari sono differenti e in più c&#8217;è la variante della falsa identità, questi tentativi miseri di <em>rimorchiare </em>le donne o di vivere la sessualità in modo forte sono molto diffusi, soprattutto in politica. I più recenti riguardano ovviamente Berlusconi, ma anche il deputato americano Anthony Weiner che pubblicava su Twitter le sue foto osè o il Presidente della Fia Max Mosley che è stato ripreso in cinque ore di video mentre praticava sesso sadomaso.</p>
<p><strong>Lo spettacolo si ripete</strong> con i suoi schemi, l&#8217;opinione pubblica si scandalizza, insulta, a volte invidia e soprattutto accusa le ragazze di essere delle poco di buono. Sul versante politico sono interessanti le dichiarazioni del consigliere Pd di Legnano, Stefano Quaglia, che attraverso <em>Il Giorno</em> afferma che anche se le dimissioni sono un atto dovuto perchè «<em>chi è chiamato a cariche pubbliche deve esercitarle con disciplina e onore, anche nella vita privata<em>»,</em></em> non è il caso di giudicare perchè «<em>sarebbe troppo facile e disumano essere moralisti con chi sta già subendo una <strong>gogna mediatica</strong> frutto di imboscate: chi era a conoscenza dei fatti illeciti tramite Facebook avrebbe dovuto rivolgersi alla Polizia Postale, non alle Iene». </em>Giusto, ma difficile spiegarlo alla maggior parte dei cittadini che quotidianamente si sente tradita dallo Stato e che è stata abituata a credere più a Striscia la notizia e a Le Iene che al sistema Giustizia e tendenzialmente grida allo scandalo, ma se potesse farebbe di peggio. Difficile cambiare le regole in corsa, meglio fare un reset e ripartire da capo, a cominciare dalla politica, che avrebbe un gran bisogno di <em>disciplina e onore nella vita privata </em>e pubblica<em>.</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Sara De Santis</div>
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		<title>Don Verzè non badava ai mezzi. E si è visto</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:10:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/don-verze-non-badava-ai-mezzi-e-si-e-visto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/don-verzè-222x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 2011 porta tra i suoi defunti nomi importanti e come sempre di alcuni si sentirà la mancanza, di altri meno, di alcuni si parlerà nei libri di storia, di altri non se ne parlerà più. Il 31 dicembre chiude la rosa dei nomi il novantunenne prete-imprenditore don Luigi Verzè che, arrivato per ultimo, ruba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/don-verzè.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33826" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/don-verzè-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a>Il 2011 porta tra i suoi defunti nomi importanti e come sempre di alcuni si sentirà la mancanza, di altri meno, di alcuni si parlerà nei libri di storia, di altri non se ne parlerà più. Il 31 dicembre chiude la rosa dei nomi il novantunenne prete-imprenditore <strong>don Luigi Verzè</strong> che, arrivato per ultimo, ruba la scena a tutti gli altri facendo parlare di sé per i motivi più svariati.</p>
<p>Ieri si è celebrato il suo funerale a Illasi (VR) davanti a un migliaio di persone. Il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che ha presidiato la funzione, ha dichiarato che don Luigi era «<em>solitario come tutti i geni</em>», ma ha aggiunto: «Q<em>uando mirava a un obiettivo [...] <strong>non badava ai mezzi</strong>, pur di conseguirlo». </em>Ha ragione monsignor Zenti, non badava ai mezzi don Verzè, anche quando questi prevedevano corruzione, amicizie poco raccomandabili, spese folli. Per don Verzè tutto è stato sponsorizzato dalla Divina Provvidenza. Usava dire: «Io <em>vado avanti. Se la Provvidenza mi segue, continuo ad andare avanti. Finora mi ha sempre seguito</em><em>». </em>Forse non si è girato a controllare se era proprio la provvidenza quella che lo seguiva mentre acquistava un jet privato, costruiva una cupola da 200 milioni di euro, un ufficio da 4 (con dentro uno zoo), ville in Costa Smeralda o aziende agricole di frutta esotica in Brasile. Non badava ai mezzi e forse non li sapeva neanche usare così bene, se la Fondazione San Raffaele ora sta <a title="Crac San Raffaele" href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/fondazione-s-raffaele-un-problema-di-coerenza/" target="_blank">fallendo</a>.</p>
<p>Don Verzè quaranta anni fa aveva creato il fiore all&#8217;occhiello della ricerca e della sanità italiana, un Policlinico formato dai migliori medici e un&#8217;ottima Università, che ora invece si trova sulle spalle un <strong>debito da 1 miliardo e mezzo di euro</strong>. Tangenti, abusi edilizi, sprechi ingiustificati stanno venendo inesorabilmente a galla. Mario Cal, braccio destro di don Verzè, è stato promotore del crac finanziario della Fondazione e per questo si è suicidato lo scorso luglio. Pierino Zammarchi, il costruttore di fiducia del gruppo San Raffaele, assolto da poco dall&#8217;accusa di prestanome del camorrista Enzo Guida, ora è indagato per sovrafatturazione assieme ad altri imprenditori. Sono coinvolti anche uomini d&#8217;affari, come Daccò, che risultano essere beneficiari del denaro occulto. Le accuse sono di bancarotta fraudolenta e società a delinquere.</p>
<p>Poiché le fondazioni senza fini di lucro non hanno l&#8217;obbligo di presentare bilancio, le banche e i fornitori hanno prestato credito senza conoscere la reale situazione finanziaria. E&#8217; singolare che una fondazione con struttura societaria come il San Raffaele, che ha sotto di sé una miriade di società partecipate, possa godere degli stessi vantaggi di una fondazione che fa beneficenza. E&#8217; assurdo che la Fondazione, che riceve più di ogni altro Istituto di Ricerca finanziamenti pubblici e privati, non riesca a sbarcare il lunario. Non ha un buon curriculum don Verzè, eppure Nichi Vendola fino allo scorso luglio, cioè prima che esplodesse il caso sulla bancarotta, voleva far chiudere due ospedali pubblici per far aprire un San Raffaele (di fatto privato) a <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/il-colore-del-gatto-la-sanita-confessionale-a-taranto/" target="_blank">Taranto</a>. Ovviamente <strong>a spese dei contribuenti</strong>.</p>
<p>Lo Stato italiano è stato spesso finanziatore delle opere di Verzè. Ad esempio, tra la fine degli anni 80 e l&#8217;inizio degli anni 90, durante i governi Craxi e Andreotti, furono elargiti 17 miliardi di lire per la fondazione del San Raffaele a Salvador de Bahia, in Brasile, ospedale che risulta <strong>filantropico</strong> &#8211; e quindi gode dell&#8217;esenzione dalle tasse &#8211; ma in realtà è <strong>privato</strong>. Di recente la Simest, società controllata al 76% dal Ministero dello Sviluppo Economico italiano, compra il 31% della VDS, fazenda brasiliana di don Verzè, che produce ed esporta mango e uva senza semi. Una delle ultime delibere del caro <strong>ministro Scajola</strong>. Chissà se anche queste imprese cadranno in bancarotta? Sarebbe interessante saperlo visto che i vizi e le idee <em>geniali</em> di don Verzè sono anche a carico nostro.</p>
<p>Quando si è saputo della morte di don Verzè alcuni cinici si sono quasi rallegrati, pensando ad una forma di giustizia. Non c&#8217;è nulla da gioire, invece, perché non sapremo mai cosa c&#8217;è dietro le amicizie con Pollari e Pompa dei servizi segreti, con Berlusconi e gli affari poco chiari dell&#8217;edilizia milanese degli anni 70 e di oggi, i dubbi sugli appalti da parte di Formigoni. Non vedremo mai una reale <strong>giustizia</strong> per la bancarotta fraudolenta del San Raffaele visto che i principali responsabili sono morti, uno per cause naturali e uno per vigliaccheria. E, visti i <em>progetti</em> della Provvidenza, non c&#8217;è da sperare neanche nella giustizia divina.</p>
<p>Il vecchio don Verzè rappresenta insieme la Prima e la Seconda Repubblica, la Chiesa e lo Stato, l&#8217;italiano medio e l&#8217;alto borghese, l&#8217;inciucio nel pubblico e nel privato, il lusso e la miseria. In pratica,<strong> ci rappresenta tutti</strong>. Alla luce del fallimento del modello don Luigi Verzè, un incrocio tutto italiano tra don Camillo, Al Capone e l&#8217;Uomo del Monte, non ci resta che scrollarci di dosso questa cultura corrotta, clientelare e priva di prospettive. Vista la fine misera che riserva, sarà forse ora di provare strade nuove?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Sara De Santis</div>
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		<title>Mari e Monti. Per i ricchi e il Vaticano</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 06:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/12/mari-e-monti-per-i-ricchi-e-il-vaticano/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/vauro-vignetta-pensionati1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dopo che Berlusconi ci ha portato sull’orlo della bancarotta è  arrivato Monti, con una  manovra fatta di «sacrifici per i poveri, pochi per i ricchi, esenzioni per il Vaticano» (Angelo Cannatà,  Il fatto, 8 dicembre). Non si tratta di discutere se Monti sia “meglio” o “peggio” di Berlusconi ma di prendere atto che la necessaria e positiva rimozione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/vauro-vignetta-pensionati1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32758" title="vauro-vignetta-pensionati1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/vauro-vignetta-pensionati1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Dopo che Berlusconi ci ha portato sull’orlo della bancarotta è  arrivato Monti, con una  manovra fatta di «<em>sacrifici per i poveri, pochi per i ricchi, esenzioni per il Vaticano</em>» (Angelo Cannatà,  <em>Il fatto</em>, 8 dicembre).</p>
<p><strong>Educato e feroce. </strong>Non si tratta di discutere se Monti sia “meglio” o “peggio” di Berlusconi ma di prendere atto che la necessaria e positiva rimozione del secondo è avvenuta nel modo peggiore e per niente definitivo.<br />
Questo governo pratica un «<em>berlusconismo dal volto educato</em>» ha scritto argutamente Paolo Flores d’Arcais. Va aggiunto che Monti è più <em>educato</em>, ma anche più <em>feroce</em>. Il Caimano, «sceso in campo» solo per fare i propri interessi, doveva cercare anche i consensi dei ceti medio-bassi, elargendo elemosine e rinvii (ovviamente illusori e disastrosi).  Monti, Fornero, Passera &amp; soci, invece, non avendo bisogno del “consenso”, usano questa apprezzabile libertà non per tartassare i ricchi ma per colpire con giansenistica inflessibilità lavoratori e pensionati, elargendo al più qualche lacrima, pur di far tornare i “saldi” per la loro classe e per la loro chiesa.<br />
Monti, uomo dei poteri forti (non per caso ha dichiarato che in Italia non esistono, come i mafiosi dicono che non esiste la mafia), come editorialista del <em>Corriere</em> aveva approvato la riforma Gelmini e la politica antioperaia di Marchionne (e come capo del governo fa presidiare punti nevralgici dai ministri Catricalà, Severino e Passera, graditi al cavaliere). Si pone quindi in continuità <em>politica</em> con Berlusconi. Al  tempo stesso gli fa da schermo e fa il lavoro sporco per lui, insieme a Bersani.<br />
Così il principale artefice del disastro sociale, morale e economico del paese potrà intestarsi presso un’opinione pubblica notoriamente smemorata i miglioramenti “strappati” a una manovra che ha votato per «senso di responsabilità».<br />
E intanto l’altro complice del disastro, la Lega, può cercare di recuperare o incrementare i consensi sfruttando il fatto di essere l’<em>unica</em> benché fittizia opposizione (che nessuno denuncia e sanziona neppure adesso, quando apre un “altro” parlamento, eversivo e anticostituzionale).</p>
<p><strong>In attesa dell’equità. </strong>Per difendere l’indifendibile molti, fra cui una <em>Repubblica</em> quasi ridotta a passatoia del governo, hanno accampato il curioso argomento che non si possono pretendere cose di sinistra da un uomo di destra. Per cui, argomenta Serra nell&#8217;Amaca del 9 dicembre, la sinistra deve oggi sostenere Monti, rimandando le sue giuste esigenze di <em>equità</em> a dopo le elezioni e a un futuro governo.<br />
A parte che Serra può permettersi il lusso di <em>attendere</em> un altro mondo, mentre lavoratori e pensionati rischiano di <em>andarci</em>, gli sfugge che mille volte nella storia governi di destra  hanno fatto cose <em>non di destra</em>, o non del tutto, perché <em>costretti</em> dall’opposizione parlamentare e popolare. E soprattutto gli sfugge che se non si svilupperà subito in parlamento e fuori una mobilitazione politica, sindacale e sociale, rischiamo di arrivare alle elezioni del 2013 con un centro-sinistra screditato e disgregato e un centro-destra pronto per tornare a Palazzo Chigi e al Quirinale. Altro che governo dell’equità o fine del berlusconismo e del leghismo.</p>
<p><strong>Dal ricco puttaniere ai paperoni sobri. </strong>Consoliamoci, ad ogni modo, perché il Vaticano non si è fatto trovare impreparato al passaggio dal ricco puttaniere, sostenuto fino a ieri, ai sobri paperoni, subito elogiati come «bella squadra».<br />
Dicono che il Vangelo condanni sia chi dà scandalo, cui Gesù consiglia la macina al collo con quel che segue; sia i ricchi, che fanno più fatica ad entrare in cielo di quanta ne faccia un cammello a passare per la cruna dell’ago. Ma la Chiesa ha deciso da duemila anni di togliere le macine e di allargare le crune, in cambio di prebende, leggi <em>ad ecclesiam</em> e altri privilegi.<br />
Con Berlusconi e Monti non ha fatto eccezione: si è solo premurata di inserire nel nuovo governo cattolici meno scalcagnati e improbabili di quelli che figuravano in quello precedente. Cattolici di marca come lo stesso Monti, che porta a messa la moglie e la scorta; il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Riccardi, che sull’esenzione perpetua dell’ICI per la Chiesa dice che bisogna vedere caso per caso; il rettore dell’università cattolica Ornaghi; il docente di diritto nella stessa e presidente d’un movimento ecclesiale Balduzzi, che pare abbia qualche problema col preservativo. “Vicini” anche Profumo e l’immancabile Passera più sottosegretari vari.<br />
Tutta gente intenzionata ad assumere come stella polare dell’azione politica (secondo l’esortazione fatta da Angelo Scola alla festa di Sant’Ambrogio) la dottrina sociale della Chiesa il cui top –  ha detto qualche tempo fa Benedetto XVI – è «dare ai poveri il superfluo», cioè quanto avanza.<br />
L’unico problema è che ai ricchi non avanza mai niente perché, come hanno spiegato Monti, Passera e Fornero a <em>Ballarò</em> e a <em>Porta a porta</em>, una volta soddisfatte le loro necessità sempre ingenti devono <em>investire</em> il superfluo nella <em>crescita</em>, per assicurare una <em>prospettiva</em> alle future generazioni.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Walter Peruzzi</div>
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		<title>La leggenda degli &#8220;illustri accademici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 00:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/la-leggenda-degli-illustri-accademici/><img src=http://4.bp.blogspot.com/-VEG4w4McV2Q/TicxUF8KGvI/AAAAAAAABis/vmMgx6E6-9k/s1600/v-per-vendetta1.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La &#8220;Storia d&#8217;Italia&#8221; di Indro Montanelli è una colossale opera che dovrebbe stare sopra il caminetto di ogni famiglia italiana che si possa permettere un caminetto. La serie di volumi fu scritta, a partire dalla metà degli anni 60, dal famoso giornalista in collaborazione con Gervaso e Cervi. L&#8217;esclamazione «O tempora, o mores!» risuona nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/-VEG4w4McV2Q/TicxUF8KGvI/AAAAAAAABis/vmMgx6E6-9k/s1600/v-per-vendetta1.jpg" alt="" width="377" height="240" />La <em>&#8220;Storia d&#8217;Italia&#8221;</em> di <strong>Indro Montanelli</strong> è una colossale opera che dovrebbe stare sopra il caminetto di ogni famiglia italiana che si possa permettere un caminetto. La serie di volumi fu scritta, a partire dalla metà degli anni 60, dal famoso giornalista in collaborazione con Gervaso e Cervi.</p>
<p>L&#8217;esclamazione <em>«O tempora, o mores!»</em> risuona nella nostra penisola da almeno un paio di millenni, quando Cicerone la usò rivolta a colui che, con le dovute proporzioni, poteva essere il Berlusconi dei suoi tempi, Catilina. Ed effettivamente, se solo il latino fosse stato preferito ai cori e ai coloriti inviti a lasciare l&#8217;incarico,<em> «Quousque tandem abutere, Berlusconi, patientia nostra?»</em> sarebbe stata l&#8217;espressione perfetta per riassumere i sentimenti della folla che attendeva le dimissioni del governo davanti a Palazzo Montecitorio qualche giorno fa.</p>
<p>Ma non divaghiamo: in perfetta tendenza con le preoccupazioni ciceroniane sulla deriva dei costumi italiani, oltre al preoccupante <em>«abisso di pochezza culturale, acrimonia rancorosa, assenza di ogni concetto di Stato e dei valori costituzionali, ignoranza del significato dei principi più elementari di libertà</em>» <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/i-colpi-di-coda-dei-servi-del-regime/" target="_blank">della nostra classe politica</a>, ci è almeno concesso un piccolo sorriso pensando che la storia d&#8217;Italia dell&#8217;era<em> post-</em>Montanelli e del <em>Web 2.0</em>, più che un serioso volume, assomiglia a una <strong>storia a fumetti</strong>.</p>
<p>Avete presente le maschere sempre impassibilmente sorridenti che i giovani manifestanti di tutto il mondo hanno fatto proprie per simboleggiare la volontà di cambiamento di una intera generazione? La sbeffeggiante espressione di <strong>Guy Fawkes</strong> è, a distanza di più di 400 anni, è ancora segno di ribellione. Non più, certamente, la congiura delle polveri del<strong> 5 novembre 1605</strong>, con cui un gruppo di cattolici inglesi tentò di far saltare in aria l&#8217;intero parlamento, con re Giacomo I e politici inclusi: la ribalta a questa <em>maschera popolare</em> inglese è infatti dovuta innanzitutto alla <em>graphic novel</em> <em>&#8220;V for Vendetta&#8221;</em>, dei geniali Alan Moore e David Lloyd.</p>
<p>Ispirati negli anni 80 dall&#8217;Inghilterra della Thatcher, i due artisti hanno infatti scelto di dare il volto fittizio del mancato regicida Fawkes a qualcosa di più che al <em>solito</em>, stravagante supereroe dei fumetti, amante di Shakespeare e del Vadeuville. In questo caso la maschera non è una semplice calzamaglia, un tessuto: il loro eroe è infatti vestito di un <strong>simbolo</strong>, di una <strong>idea</strong> che relega completamente in secondo piano la reale importanza dell&#8217;identità di chi la indossa. Il <em>terrorista <strong>V</strong></em> non ha quindi una identità da svelare: egli è l&#8217;<strong>idea stessa di cambiamento</strong>, lo spirito<em> dickensiano</em> di un&#8217;epoca che lotta con le proprie contraddizioni per sfuggire da un presente distopico. Nel <em>rendez-vous</em> finale questo concetto si compie con la celebre frase, ripresa anche nell&#8217;omonimo film: <em>«Ecco. Credeva di uccidermi? Sotto questa cappa non ci sono né carne né sangue da uccidere. C&#8217;è solo un&#8217;idea. E le idee sono a prova di proiettile.»</em></p>
<p><strong>Ideas Are Bulletproof</strong>. Il simbolismo di Moore e Lloyd è stato ripreso da praticamente ogni recente manifestazione, a partire dal <em>VDay</em> di Grillo fino alle <em>&#8220;V cerchiate</em>&#8221; disegnate con lo spray sulle vetrine delle banche. Coscientemente o meno, soprattutto per quanto riguarda le manifestazioni <em>veramente</em> organizzate dal basso, come il movimento degli <em>indignados</em> e quello di occupazione globale, nessun altro simbolo sarebbe stato più adatto: non sono le <strong>singole persone</strong> ad essere necessarie alla protesta, non c&#8217;è uno Steve Jobs di turno con delle labbra da cui pendere. E&#8217; l&#8217;idea che,  <em>worldwide,</em> lotta, guida e unisce.</p>
<p><strong>Berlusconi, la borsa di studio.</strong> Gli italiani avranno ormai metabolizzato, come i <em>pop-corn</em> tra i vari <em>sketches </em>dell&#8217;opulenza circense di coloro che fino a ieri ci governavano, le numerose occasioni in cui il nostro (ormai <em>ex</em>) <em>premier</em> ha giustificato alcuni suoi <em>allegri</em> passaggi di denaro, asserendo di non riuscire a fare a meno di essere un <a href="http://www.corriere.it/politica/11_settembre_15/memoria-berlusconi_194e03a8-df8f-11e0-b2a5-386afc6bc08a.shtml" target="_blank">generoso benefattore</a> verso i più bisognosi, elargendo a piene mani denaro di cui lui ha la fortuna di poter fare a meno. <em>Curioso</em>. Per quanto immensamente ricco, le persone che sappiamo aver beneficiato di tali donazioni sono sicuramente una percentuale così piccola da essere insignificante rispetto ai <strong>56 milioni di italiani</strong> a cui, con meno demagogia, meno <em>parties</em> e meno barzellette egli avrebbe potuto <em>davvero</em> fare del bene, senza tra l&#8217;altro spendere nemmeno un euro, bensì semplicemente <strong>governando</strong>. Il <em>vero </em>compito del presidente del Consiglio non è quello di <strong>aiutare direttamente</strong> <em>famiglie in difficoltà</em> con l&#8217;ausilio delle proprie floride finanze: nonostante la smisurata generosità, qualcuno infatti rimarrebbe sicuramente escluso da tale <em>servizio</em>, che diventerebbe quindi un <em>privilegio</em> come un altro, dato che in Italia siamo davvero in tanti. Il presidente del Consiglio <strong>non è e non deve essere</strong> <strong>una borsa di studio che cammina</strong>. Il suo compito dovrebbe essere quello di <strong>guidare il paese in modo responsabile</strong>, permettendo ad ogni cittadinio di <strong>accedere al massimo numero possibile di diritti e servizi</strong>, migliorando globalmente la qualità della vita e le possibilità di tutti.</p>
<p><em>&#8220;La lega degli Straordinari Gentlemen&#8221;</em> è un altro fumetto di Alan Moore, anch&#8217;esso di grande successo. In questa <em>graphic novel</em>, alcuni famosi personaggi, dotati di <em>particolari talenti</em> vengono riuniti per portare a termine una missione di estrema importanza: stiamo parlando di figure del calibro di <em>nientepopodimeno</em> che il <strong>Capitano Nemo</strong> di Verne, il dottor <strong>Henry Jekyll</strong> di Stevenson e <strong>Mina Murray</strong>, con l&#8217;immancabile <em>foulard</em> al collo, vista la <em>provenienza</em> del personaggio (<em>&#8220;Dracula&#8221;</em> di Bram Stoker).</p>
<p>Questo fumetto sembra rappresentare a tutti gli effetti l&#8217;ultimo capitolo della nostra <strong>Storia d&#8217;Italia a Fumetti</strong>, lettura che probabilmente Montanelli non avrebbe apprezzato più di tanto. Invece degli <em>Straordinari Gentlemen</em>, i nostri <strong>Illustri Accademici</strong> sono stati ora riuniti dal nuovo presidente Monti, sperando che il compito di quello che i <em>media</em> hanno già battezzato <em>&#8220;il governo dei professori&#8221;</em> risulti alla fine meno rocambolesco di quello dei loro <em>alter-ego</em> romanzeschi.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>La realtà nascosta dietro la realtà</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 00:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Belinda Malaspina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/la-realta-nascosta-dietro-la-realta/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/immagine-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Alex Guofeng Cao è un fotografo sino-americano, o americano e basta visto che il suolo cinese non gli ha dato che i natali, molto noto negli States per l&#8217;idea che ha avuto di costruire grandi ritratti fotografici a partire dall&#8217;accostamento di minutissime tessere di mosaico che, a guardarle attentamente, raffigurano un&#8217;altra immagine. Un esempio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/immagine.jpg"><img class="size-full wp-image-31245 alignleft" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/immagine.jpg" alt="" width="220" height="270" /></a><strong>Alex Guofeng Cao</strong> è un fotografo sino-americano, o americano e basta visto che il suolo cinese non gli ha dato che i natali, molto noto negli States per l&#8217;idea che ha avuto di costruire grandi ritratti fotografici a partire dall&#8217;accostamento di minutissime tessere di mosaico che, a guardarle attentamente, raffigurano un&#8217;altra immagine.<br />
Un esempio per tutti: la gigantografia di Marilyn, apparentemente ordinaria, rivela invece ad un occhio attento, e posto alla giusta distanza, di essere formata da un dedalo di tesserine raffiguranti la Gioconda. Come a dire: dietro un mito dei giorni nostri si nasconde <strong>l&#8217;idea stessa di mito</strong>, archetipica, come già incarnata da Monna Lisa nella mente di un artista di cinquecento anni fa.</p>
<p>Così dal <a href="http://alexguofengcao.com/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53">sito web di Cao</a> apprendiamo che, secondo lui, dietro Madre Teresa di Calcutta si nasconde Gandhi e viceversa dietro il grande pacifista indiano si nasconde la famosa suora albanese. A questo punto il discorso si fa più sfocato.<br />
Dietro JFK c&#8217;è naturalmente la moglie Jackie e anche in questo caso vale il viceversa. Ma Kennedy occhieggia nascosto anche dietro ad un&#8217;altra gigantografia di Marilyn e, come nelle sedute spiritiche di qualche altolocata dama francese, dietro le sembianze della principessa Diana appaiono quelle della principessa Grace, dietro Obama non può non starsene nascosto il barbuto Lincoln e viceversa, dietro Elvis non può mancare John Lennon e dietro Baryshnikov ovviamente volteggia Fred Astaire.</p>
<p>Più interessante la <strong>sezione piccante</strong>: dove i capezzoli di Kate Moss lasciano trasparire la nuda virilità michelangiolesca del David, dove l&#8217;onnipresente <em>pilo</em>, in questo caso appartenente alla inquietante Stephanie Seymour, cela la chioma fluente della Venere del Botticelli e dove gli airbag al silicone della Anderson, con tanto di simbolo del dollaro stampato sulla mutandina in posizione ammiccante, rivelano nientemeno che l&#8217;origine del mondo come concepita dal crudo naturalismo di Courbet. Insomma un minestrone. In cui il vero lampo di genio sarebbe costituito più dall&#8217;idea in sé che non dalle immagini, le quali peraltro sono prese in prestito da altri grandi fotografi: tanto per buttare lì due nomi, Avedon e Mapplethorpe.</p>
<p>A ben vedere, tuttavia, anche l&#8217;idea che sta alla base dei mosaici postmoderni di Cao non gli appartiene del tutto: basti pensare a <strong>Maurits Cornelis Escher</strong>, l&#8217;incisore dei mondi alternativi in cui la realtà nasconde dettagli inaspettati o, ancor prima, all&#8217;<strong>Arcimboldi</strong> pittore milanese autore di ritratti ironici e irriverenti come quello di Rodolfo II d&#8217;Asburgo, il cui naso austroungarico è sostituito da una pera, il nobile petto da una zucca, il collo da un mix di cetrioli e zucchine e la regale capigliatura da un trionfo di frutta freschissima e croccanti ortaggi di ogni stagione.<br />
Il gioco che Alex Cao ripropone agli appassionati d&#8217;arte e di realtà nascoste è antico. E a forza di gigantografie di personaggi più o meno defunti da tempo viene voglia di applicarlo ad una più succosa attualità. Chissà chi potrebbe nascondersi dietro <strong>Mario Monti</strong>, l&#8217;uomo del giorno: Cao forse non esiterebbe a scegliere <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Peccato, però, che non sia stato fotografato da Avedon.</p>
<div style="color: #ffffff;">Belinda Malaspina</div>
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		<title>Il governo delle &#8220;rappresentanze sicure&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/il-governo-delle-rappresentanze-sicure/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-papa-20-nov-300x174.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il «governo di onesti professori borghesi, quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi, guidato da un onesto professore borghese, cattolico e ricco», come l’ha definito Michele Serra su Repubblica qualche giorno fa,  piace a tanti, e non solo per il suo indiscutibile profilo tecnico. Piace a Bersani e a Casini, ad Alfano e a Bagnasco, divenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-papa-20-nov.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31528" title="monti papa 20 nov" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-papa-20-nov-300x174.jpg" alt="" height="200" /></a>Il «<em>governo di onesti professori borghesi, quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi, guidato da un onesto professore borghese, cattolico e ricco</em>», come l’ha definito Michele Serra su <em>Repubblica</em> qualche giorno fa,  piace a tanti, e non solo per il suo indiscutibile profilo tecnico. Piace a Bersani e a Casini, ad Alfano e a Bagnasco, divenuto in questi giorni, insieme alla Conferenza episcopale italiana, un elemento di <strong>coesione politica</strong>. Attorno alla Cei il 18 e 19 novembre si sono radunati i vertici di tutti i maggiori partiti italiani (ad eccezione di Lega e Idv) al convegno organizzato da <strong>Scienza&amp;Vita</strong>, mentre il neopremier<strong> Monti</strong> nelle stesse ore incontrava Sua Santità a Fiumicino subito prima della partenza di quest’ultimo per il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/quello-strano-viaggio-nel-benin/">Benin</a>. «<em>Santità, stiamo provando a far ripartire al meglio il paese</em>», avrebbe detto Monti al papa, spiegandogli le strategie economiche che il suo governo vuole adottare per uscire dalla crisi. E sì che le misure anticrisi interessano da vicino chi si dovrebbe occupare solo di anime; Benedetto XVI sarà felice che tra i &#8220;sacrifici&#8221; non siano contemplati l&#8217;abolizione dell’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">otto per mille</a> e i tagli alle scuole paritarie.</p>
<p>Le promesse di fedeltà, però, non arrivano da Monti ma proprio dal palco del convegno di Scienza&amp;Vita, dove i rappresentanti degli italiani fanno a gara a chi incarna di più i valori “non negoziabili” della Chiesa che, secondo il presidente delle Cei <strong>Angelo Bagnasco</strong>, «<em>appartengono al Dna di ogni persona, </em>[e di conseguenza]<em> non possono essere conculcati né parcellizzati o negoziati attraverso mediazioni, che pur con buone intenzioni, li negano»</em>. Che gli ingenti finanziamenti alla Chiesa non siano “valori negoziabili” è già implicito nell&#8217;essenza stessa della compagine governativa e non c’è bisogno di ribadirlo. Sul resto, assistiamo con compassione a un <strong>Bersani</strong> che parla del rischio di<em> «</em><em>perdere la propria dignità in un letto irto di tubi»</em><em>, </em>come se non sapesse a quale manifestazione sta partecipando (e organizzata da chi), un <strong>Casini</strong> che non ha certo bisogno di dimostrare il Dna del suo partito, già scolpito nel nome, un <strong>Alfano</strong> che sembra stia sostenendo l’esame di riparazione per la bocciatura ricevuta senza mezzi termini  al convegno cattolico di <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/crisi-pdl-cattolici-bioetica-merce-di-scambio/">Todi</a>: la vita non la dà certo il parlamento, no alla pillola abortiva e alla contraccezione d&#8217;emergenza, sì alla scuola paritaria cattolica, no a una famiglia costituita da persone dello stesso sesso.</p>
<p>Intanto<em> </em><strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, ex rettore dell&#8217;università Cattolica e attuale <strong>ministro della Cultura</strong>, uno dei personaggi che al convegno di Todi lavorarono per la rottura tra Berlusconi e il mondo cattolico, non lesina chiare indicazioni:  «<em>Oggi è venuto il tempo di incarnare i valori della religione con rappresentanze sicure</em>». In politica, naturalmente. Meglio se al governo.</p>
<p>E mentre va avanti lo show cattopolitico al convegno di Scienza&amp;Vita di Roma, qualche centinaio di chilometri più a nord, a Udine, si svolge la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bLg4JMUCQyU"><strong>Prima giornata nazionale del testamento biologico</strong></a> organizzata dal <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/sulla-mia-vita-scelgo-io-%e2%80%93-19-novembre-giornata-nazionale-del-testamento-biologico/">Coordinamento Laico Nazionale</a>. L’Italia laica è lì, preoccupata di come questo governo di «<em>professori borghesi, cattolici e ricchi</em><em>»</em> affronterà i valori <strong>davvero non negoziabili</strong> di autodeterminazione della persona e si organizza, ancora una volta, per difenderli. Nell&#8217;attesa che arrivi un giorno in cui finalmente  fede e diritti viaggeranno su strade parallele.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Contro i professionisti della delusione</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 00:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/contro-i-professionisti-della-delusione/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/governo-monti-ministri-300x211.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Che il governo Monti sarebbe stato un governo di professori e banchieri lo sapevamo già. E che non sarebbe stato un governo di sinistra né tantomeno iperlaico, pure. Per cui mi pare sterile giocare a fare i delusi. Gli occhiali con cui valutare la squadra che mercoledì scorso ha prestato giuramento al Quirinale non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/governo-monti-ministri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31411" title="governo-monti-ministri" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/governo-monti-ministri-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Che il <strong>governo Monti</strong> sarebbe stato un governo di professori e banchieri lo sapevamo già. E che non sarebbe stato un governo di sinistra né tantomeno iperlaico, pure. Per cui mi pare sterile giocare a fare i delusi. Gli occhiali con cui valutare la squadra che mercoledì scorso ha prestato giuramento al Quirinale non sono quelli del «governo che avremmo voluto», ma quelli della memoria. Ricordiamoci da dove veniamo. Da quali <strong>macerie istituzionali, politiche, sociali e morali</strong>. E con questa consapevolezza, facciamo due osservazioni.</p>
<p><strong>La prima</strong>, sulla riorganizzazione dei dicasteri: non dovendo fare i conti con il bilancino della (cattiva) politica, non è stato necessario scorporare e inventarsi deleghe per moltipliare le poltrone, per cui a ogni ministero corrisponde un oggetto reale. Alcuni segnali forti: scompare il ministero delle Riforme per il federalismo, mentre c’è quello per la Coesione territoriale. Dalla strisciante secessione alla ritrovata unità nazionale. Non pare poco. Scompare l’inutile ministero per l’Attuazione del programma (?), quello della Gioventù, quello della Semplificazione normativa, quello della Pubblica amministrazione e con loro i vari Rotondi, <strong>Calderoli</strong>, <strong>Brunetta</strong> e <strong>Bossi</strong> (e pure la <strong>Meloni</strong>, alla quale in quanto ‘ggiovane’ era stato affidato il ministero dei ‘ggiovani’, che nessuno si filava). Nasce invece un ministero importantissimo, quello della <strong>Cooperazione internazionale e dell’integrazione</strong>: un nome che, tenendo insieme cooperazione internazionale e integrazione, esprime una vocazione cosmopolita del nuovo governo che ci fa prendere una boccata d’ossigeno, dopo anni di becero provincialismo. È scomparso anche il ministero delle Pari opportunità, correttamente reintegrate in quello del Lavoro e delle politiche sociali (perché di politiche sociali si tratta).</p>
<p><strong>La seconda</strong> riguarda la presenza delle donne. A dispetto dei numeri, è un governo molto più femminile del precedente, che contava ben 6 ministre, di cui però 4 senza portofoglio. La sensazione netta è che nel governo Berlusconi alle donne fossero assegnate deleghe del tutto secondarie, non tanto perché lo fossero in sé ma perché tali erano ritenute dai ‘boss’ del governo. Al femminismo della bella presenza e dei numeri è di gran lunga da preferire il femminismo delle competenze e della sostanza. Tre ministre di grandissimo peso: l’<strong>Interno</strong>, la <strong>Giustizia</strong> e il <strong>Lavoro</strong>. Le donne vincono quando giungono a ruoli di alto livello non in quanto donne, ma per le loro competenze e capacità.</p>
<p>Adesso ovviamente attenderemo il governo alla prova dei fatti. Avendo però ben presente l’obiettivo di questo esecutivo: acchiapparci per i capelli per evitare di cadere nel baratro apparecchiato per noi dalla crisi economico-finanziaria e iniziare a rimettere insieme i cocci di quelle macerie. Il tutto, non dimentiachiamolo, con il sostegno parlamentare fondamentale e inevitabile di chi quelle macerie le ha prodotte. Inutile quindi aspettarsi chissà quale rivoluzione. Ma i professionisti della delusione, se vogliono, possono ricominciare a illudersi.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cinzia Sciuto</div>
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		<title>Chiesa e politica: intervista a Ferruccio Pinotti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 01:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Chiometti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/chiesa-e-politica-intervista-a-ferruccio-pinotti/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Ferruccio-Pinotti-200x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ferruccio Pinotti è un giornalista del Corriere della Sera, ha scritto per l’Arena, L’Espresso ed Il Sole-24 Ore. A New York ha lavorato per la CNN, collaborando anche con L’International Herald Tribune. È anche autore di molti libri-inchiesta tra cui ricordiamo: “Poteri Forti”, “Opus Dei Segreta”, “L’Unto del Signore”, “La Lobby di Dio” e “Wojtyla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Ferruccio-Pinotti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31296" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Ferruccio-Pinotti-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></strong></p>
<p><em><strong>Ferruccio Pinotti</strong> è un giornalista del Corriere della Sera, ha scritto per l’Arena, L’Espresso ed Il Sole-24 Ore. A New York ha lavorato per la CNN, collaborando anche con L’International Herald Tribune. È anche autore di molti libri-inchiesta tra cui ricordiamo: “Poteri Forti”, “Opus Dei Segreta”, “L’Unto del Signore”, “La Lobby di Dio” e “Wojtyla Segreto”. </em><em>Abbiamo l’opportunità di rivolgergli qualche domanda.</em></p>
<p><strong><strong>Le tue prime inchieste su Comunione e Liberazione e l’Opus Dei </strong>Sono uscite cinque anni fa, e hanno contributo a far luce sui rapporti fra queste organizzazioni e gli ambienti politico-finanziari. È cambiato qualcosa nel frattempo</strong>?</p>
<p>Qualcosa cambia sempre nel corso di cinque anni, l’Opus Dei ha avuto dei momenti di crisi ma recentemente ha messo a segno un buon colpo con l’assegnazione della presidenza dello IOR a Ettore Gotti Tedeschi. Comunione e Liberazione ha praticamente in mano il governo della Lombardia da diversi anni e ha acquisito ulteriore potere con la nomina di Scola come Arcivescovo di Milano.<br />
Tuttavia ha problemi di natura politica. Il suo uomo di punta, Formigoni, non è riuscito nelle sue intenzioni di diventare il delfino e quindi il successore di Berlusconi. La scelta di Alfano come successore di Silvio Berlusconi non le consentirà di “ciellinizzare” tutto il PDL come aveva in mente di fare. Comunione e Liberazione rimane quindi senza una base solida ma con un discreto numero di parlamentari ad essa vicini. La sua collocazione naturale sarebbe quella del terzo polo, tuttavia occorre prima superare la resistenza laica di Futuro e Libertà, ovvero dei finiani.</p>
<p><strong>E il rapporto di CL con la sinistra, con Bersani che è puntualmente invitato al meeting di Rimini?</strong></p>
<p>È un rapporto molto forte, così come quello con Penati che pare abbia avuto l’appoggio di CL alle elezioni. Se Bersani è stato colui che ha sancito l’unione fra le coop rosse e CL Penati è nato e cresciuto nel sistema di potere lombardo.</p>
<p><strong>Ne “L’unto del Signore” spiegavi molte cose di Berlusconi, questo finto liberale che per vent’anni ha condizionato la politica italiana. Ora che la sua epoca sembra finita cosa ti aspetti dallo scenario politico italiano? </strong></p>
<p>La mia sensazione è che lui abbia negoziato per bene le sue cose con Napolitano ottenendo un salvacondotto per se stesso e le sue aziende. Mantiene comunque la maggioranza in Senato quindi è politicamente tutt’ora molto forte. In Vaticano, dietro alle dichiarazioni di facciata, è comunque apprezzato e stimato; sono cinici, sanno che possono contare sempre su di lui. Adesso, mentre lascerà Monti a fare politiche di lacrime e sangue, sistemerà i suoi problemi e poi potrà ricandidarsi, perché no, anche al Quirinale.</p>
<p><strong>Quindi non lo vedi fuori dalla politica italiana.</strong></p>
<p>Secondo me non uscirà affatto, in un momento difficile è uscito nella maniera più abile negoziando condizioni che noi non possiamo conoscere ma che certamente lo salvaguarderanno.</p>
<p><strong>Il tuo ultimo libro è “Wojtyla segreto”. Quanto è stato difficile scrivere una controinchiesta su Giovanni Paolo II in tempi di sua adorazione cieca e acritica?</strong></p>
<p>Non è stato certamente un lavoro semplice. C’è quasi un ordine tassativo in tutti gli ambienti di santificare la sua figura; certo è stato il papa che ha sconfitto il comunismo e quindi lo spessore politico gli va riconosciuto, ma questo non toglie che il suo pontificato debba essere indagato storicamente in modo critico. È un libro coraggioso, noi cerchiamo di ricostruire principalmente tre aspetti: le vicende del Banco Ambrosiano e di Solidarnosc, l’affossamento della Teologia della Liberazione e dei suoi esponenti, l’appoggio incondizionato a organizzazioni come l’Opus Dei e Comunione e Liberazione. Il lavoro di Giacomo Galeazzi, vaticanista, in tal senso è stato molto prezioso; si è esposto molto per realizzare quest’inchiesta.</p>
<p><strong>Un&#8217;ultima domanda: molte delle inchieste che hai fatto sono di stampo laico, qualcuno direbbe laicista, qual è il tuo rapporto con la religione? </strong></p>
<p>È un rapporto che prescinde dalle convinzioni personali, le mie indagini critiche sul ruolo esercitato della Chiesa nello Stato italiano le ritengo necessarie perché questa influenza sta distruggendo i valori laici e civili dello Stato stesso.  A tal proposito voglio segnalare il mio prossimo libro-inchiesta che uscirà nei prossimi giorni: si chiama “Finanza Vaticana” (ed. Le Grazie) e ricostruisce la storia della finanza bianca dall’800 a oggi.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Chiometti</div>
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		<title>Senza alternativa</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfalco.it/"><img class="alignleft size-medium wp-image-31151" title="uscita1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/uscita1-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></a>Se ne è andato tra fischi e insulti, come si addice a ogni “dittatore della democrazia”. Quelli veri, di dittatori, finiscono irrimediabilmente trucidati; i nostri invece vanno via a testa bassa tra lo sdegno palpabile del popolo, a rimarcare il fatto che siamo (ancora) una democrazia e non un feudo abbrutito nelle mani del signore di turno. Se non siamo arrivati alla guerra civile dobbiamo solo ringraziare chi nel ’48 scrisse con ineludibile chiarezza regole inattaccabili affinché un altro “ventennio” non fosse possibile.</p>
<p>Potremmo spendere fiumi di parole sulle eredità del <strong>berlusconismo</strong>, il sistema di potere che ha brutalizzato le regole democratiche, i diritti degli italiani e persino il senso della realtà e del buon gusto e cominciare a pensare già da ora a quanti anni ci vorranno per la <strong>ricostruzione</strong>, quella che pagheranno a caro prezzo i nostri figli. Invece vorremmo soffermarci un attimo sulla sua immediata conseguenza, agghiacciante nella sua ovvietà: Berlusconi ci ha lasciato <strong>senza alternativa</strong>. Comunque la si pensi, non c’è alternativa politica al governo tecnico che si sta formando in queste ore, non c’è possibilità di scelta, non possiamo decidere se il neosenatore e presumibile neopresidente del Consiglio <strong>Mario Monti</strong> ci piace oppure no. Siamo ancora immobilizzati nello scippo di libertà che subiamo da 17 anni, troppo pigri per reagire, troppo occupati nella nostra quotidianità per accorgercene, troppo presi dall’uscita dell’ultimo iPhone, iPad, iVattelappesca per il quale siamo disposti a metterci pazientemente in fila sin dalla notte. E chi ha capito per tempo lo scempio che quest’uomo e i suoi sodali facevano giorno dopo giorno della democrazia ha pensato di contrapporre al baratro incipiente vecchi schemi, logiche antiche di un tempo che non c’è più, quel tempo che Berlusconi ha chiuso con la sua stessa “scesa in campo” e che rivive solo nelle menti dei nostalgici.</p>
<p>Pensioni, Ici, forse patrimoniale: ecco la <strong>ricetta Monti</strong>. È corretta? Non importa. Non siamo nelle condizioni di poterci permettere critiche e proporre un’alternativa. Ancora una volta dobbiamo subire il Caimano anche se non c’è più. È il suo colpo di coda, il dazio da pagare per la sua uscita di scena. <strong>Non abbiamo altre possibilità</strong>. Non possiamo decidere. Siamo costretti a plaudere a un governo che molto probabilmente penalizzerà i soliti noti – impiegati, pensionati, pecari &#8211; senza chiedere un euro in più a chi evade sistematicamente il fisco. <strong>370 miliardi di euro l’anno</strong>*, questa la stima dell’evasione fiscale in Italia. Il governo di tecnici si impegnerà per recuperarli allentando la morsa sui lavoratori o prevarranno interessi, se non politici, di <strong>casta</strong>? Non lo sappiamo, non lo sapremo, dobbiamo fidarci al buio.</p>
<p>Intanto Berlusconi è riuscito nel <strong>vero miracolo italiano</strong>. Non sono bastati i processi che lo vedono imputato (o prescritto), Ruby e Mubarak, l’Olgettina, Noemi e la D’Addario, l’esercito di veline letterine <em>soubrettine</em> candidate in comuni, regioni, parlamento e televisione pubblica, le figuracce internazionali, i ricatti che avrebbe subito dai suoi procacciatori di carne fresca, lo scambio sesso-appalti, le leggi <em>ad personam</em>, l’infamante accusa di sfruttamento della prostituzione minorile. Un qualsiasi premier di un qualsiasi paese democratico si sarebbe dimesso per molto meno di una sola di queste ignominie, vere o presunte che siano. Lui, invece, se ne va formalmente <strong>a causa della speculazione finanziaria</strong> che avrebbe schiacciato il suo governo.  E porterà con sé, dovunque andrà, la sua ultima, miserevole bugia.</p>
<p>* <em>Dati 2010 di Krls Network of Business Ethics</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Il furto della politica</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 11:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/il-furto-della-politica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/preoccupazione-222x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Uno dei danni più gravi che il berlusconismo ha provocato nel nostro paese è il furto della politica. La democrazia stuprata, le regole minime della convivenza civile continuamente violate, l’interesse personale che usurpa costantemente quello pubblico (ma anche il legittimo interesse di parte), la sistematica violazione persino delle norme della buona educazione hanno costretto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gianfalco.it/"><img class="alignleft size-medium wp-image-31127" title="preoccupazione" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/preoccupazione-222x300.jpg" alt="" height="320" /></a>Uno dei danni più gravi che il berlusconismo ha provocato nel nostro paese è il<strong> furto della politica</strong>. La democrazia stuprata, le regole minime della convivenza civile continuamente violate, l’interesse personale che usurpa costantemente quello pubblico (ma anche il legittimo interesse di parte), la sistematica violazione persino delle norme della buona educazione hanno costretto il resto del paese a una strenua difesa repubblicana, costituzionale e democratica che ha necessariamente sacrificato il dibattito politico propriamente detto. Quello nel quale ci si confronta nel merito delle idee e dei progetti per il futuro,  nel quale si dibatte di economia, di scuola, di lavoro, di cultura, di ricchezza e povertà, di eguaglianza e nel quale si propongono ricette diverse per affrontare i problemi (e talvolta si pongono anche problemi diversi). Tutto questo ci è stato negato, così impegnati come eravamo (e come ancora siamo) nell’evitare una pericolosa <strong>deriva fuori dalla democrazia e dalla civiltà</strong>.</p>
<p>Una situazione che porta a paradossi politici come quello che stiamo vivendo in questi giorni, con il centro-sinistra ‘costretto’ ad appoggiare un governo che di sinistra avrà ben poco (si distingue <strong>Di Pietro</strong>, che poi proprio di sinistra non è). Ma le scelte politiche vanno sempre fatte in relazione al momento storico che si sta vivendo e guardando alle conseguenze. E allora la domanda è: c’è forse un’alternativa praticabile? Al voto, per quanto si possano accelerare i tempi, non si potrebbe andare prima di qualche mese: giusto il tempo di far raggiungere allo spread un livello da non ritorno e di far combinare al Caimano qualche altro disastro. E poi si andrebbe al voto con questa legge elettorale, elegantemente definita una <strong>porcata</strong>. Certo la posta in gioco è molto alta: il rischio è che un <strong>governo Monti</strong> faccia, con serietà, quelle manovre lacrime e sangue che il governo Berlusconi non è risucito, per mancanza di serietà, a fare e che a pagare il prezzo politico di queste scelte impopolari sia anche il centro-sinistra. Per questo è indispensabile che il governo Monti venga sostenuto quantomento dai due pricipali partiti italiani, Pd e Pdl, in modo tale che nessuno possa cavalcare demagogicamente le misure anticrisi alla prossima campagna elettorale. Misure che, paraltro, non è detto che debbano essere per forza da <strong>macelleria sociale</strong>. Sull’ultimo numero di <em>MicroMega</em>, per esempio, di ricette, concrete e fattibili, per affrontare la crisi e allo stesso tempo promuovere l’equità ce ne sono parecchie. Lo stesso Monti si è più volte espresso a favore di una patrimoniale – che ormai non è più tabù per nessuno – e ha sottolineato come il nodo centrale per affrontare la crisi sia la crescita. Se riuscisse nel miracolo di rimettere in moto il paese, possibilmente puntando su uno sviluppo sostenibile e una più equa distribuzione della ricchezza, ne avremmo tutti da guadagnare. Nella speranza di poterci nel frattempo riappropriare della politica.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Cinzia Sciuto</div>
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		<title>Titoli di coda: dal &#8220;nuovo miracolo italiano&#8221; all&#8217;incubo greco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/titoli-di-coda-dal-nuovo-miracolo-italiano-allincubo-greco/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi-Parlamento-300x217.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Non c’è niente da festeggiare. E non è ancora finita. L’impressione è che, anche dopo lo showdown di martedì pomeriggio, non ne siamo ancora fuori. L’uomo, si sa, non può ammettere &#8211; per sua stessa indole &#8211; di non incontrare il plauso delle folle; non comprende perché alcune sue creature gli abbiano voltato la schiena: traditori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi-Parlamento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30949" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi-Parlamento-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Non c’è niente da festeggiare. E non è ancora finita. L’impressione è che, anche dopo lo <em>showdown</em> di martedì pomeriggio, non ne siamo ancora fuori. L’uomo, si sa, non può ammettere &#8211; per sua stessa indole &#8211; di non incontrare il plauso delle folle; non comprende perché alcune sue creature gli abbiano voltato la schiena: traditori.</p>
<p>La <em>road map</em> che un incredulo Caimano ha indicato al Capo dello Stato &#8211; dimissioni dopo l’approvazione della Legge di stabilità &#8211; rappresentano la “linea del Piave” in vista di un Piano B contro le iniziative giudiziarie a suo carico in corso e per la tutela delle <strong>aziende di famiglia</strong>. Che succederà, infatti, quando non sarà più possibile varare leggi <em>ad personam</em> e <em>ad aziendam</em>? Durante il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-11-07/berlusconi-vertice-figli-220436.shtml?uuid=AaLp5cJE" target="_blank">pranzo ad Arcore</a> con Marina, Pier Silvio e gli uomini chiave del Cavaliere &#8211; oltre a <strong>Fedele Confalonieri</strong>, presidente di Mediaset, l’amministratore delegato di Fininvest <strong>Pasquale Cannatelli</strong>, l’avvocato <strong>Niccolò Ghedini</strong> e il superconsulente <strong>Bruno Ermolli</strong> &#8211; di questo si è parlato, lunedì. In una sorta di “cerchio magico” del business.</p>
<p>Ma, più che la politica, è il <strong>mercato</strong> a incombere: la strategia temporeggiatrice potrebbe rivelarsi inadeguata sotto la tempesta finanziaria che imperversa sul nostro Paese: nella giornata di ieri Btp e Borsa sono letteralmente crollati e i tempi appaiono oggi drasticamente ridotti.</p>
<p>La politica, si diceva. L&#8217;idea di un esecutivo tecnico, magari affidato a <strong>Mario Monti</strong> &#8211; caldeggiata da gran parte dell’opposizione &#8211; viene bocciata dal Cavaliere e dallo stato maggiore del suo partito. O, almeno, da quel che ne rimane. L&#8217;eventualità che terrorizza il partito di via dell&#8217;Umiltà, ma anche la Lega, è quella di una vera e propria emorragia di parlamentari “frondisti” disponibili ad accettare un esecutivo di transizione che eviti le elezioni. E una campagna elettorale che &#8211; nel contesto di un clima sociale orribile &#8211; assumerebbe i connotati di «una guerra», come l’ha salutata col solito irresponsabile entusiasmo da avventurista <strong>Giuliano Ferrara</strong> sul<em> <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/11088">Foglio</a></em>.<br />
Meno realisticamente prevedibile  un ennesimo “mercato delle vacche”, come lo ha chiamato <strong>Di Pietro</strong>, che recuperi i “traditori”: un nuovo 14 dicembre appare ormai superato dalle strette di una situazione drammatica.</p>
<p>Su tutto, i 39 paragrafi della lettera firmata dalla <strong>Commissione europea</strong>, la versione italiana dell&#8217;incubo greco. Sanità, scuola, pensioni, privatizzazioni: l’invito esplicito è ridurre a brandelli ciò che resta del nostro welfare, sotto la guida del Fondo monetario e dalla Banca europea. Per questo, lo ripetiamo, non c’è proprio niente da festeggiare.</p>
<div style="color: #ffffff;">Claudio Tanari</div>
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		<title>Il lungo addio alla democrazia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 01:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/il-lungo-addio-alla-democrazia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/disperato-300x214.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Con la votazione sul  rendiconto finanziario che ha raccolto appena 308 voti il governo Berlusconi IV sembra aver tirato le cuoia a meno di improbabili colpi di coda di un caimano mai abbastanza denigrato. Il folkloristico individuo che ha guidato l’Italia con maggioranze (almeno inizialmente) bulgare per otto degli ultimi dieci anni è riuscito nell’ardua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/disperato.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-30966" title="disperato" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/disperato-300x214.gif" alt="" height="230" /></a>Con la votazione sul  <strong>rendiconto finanziario</strong> che ha raccolto appena 308 voti il governo <strong>Berlusconi IV</strong> sembra aver tirato le cuoia a meno di improbabili colpi di coda di un caimano mai abbastanza denigrato. Il folkloristico individuo che ha guidato l’Italia con maggioranze (almeno inizialmente) bulgare per otto degli ultimi dieci anni è riuscito nell’ardua impresa di ridurre sul lastrico un paese a dispetto delle previsioni ottimistiche che nel 2000 ci vedevano come uno dei partner più stabili dell’area Euro. Ovviamente i <strong>peones berlusconiani</strong>, o quel che ne rimane, danno la colpa alla cosiddetta “crisi imprevedibile” che si è abbattuta sul sistema finanziario internazionale dal 2008 in poi. Giustificazione risibile visto che non è in atto un crollo indiscriminato di tutti i paesi ma solo dei cosiddetti <strong>PIGS</strong> (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), e un motivo ci sarà se nessuno si sente di mettere in discussione l’acronimo nonostante la sua offensività.</p>
<p>Gli scenari all’orizzonte sono cupi, tanto per usare un eufemismo. Come conseguenza immediata delle <strong>dimissioni</strong> (annunciate) del caimano ci sarà l’approvazione di un decreto di stabilità che altro non è che <strong>macelleria sociale</strong> sulle spalle dei soliti noti. Noi. Fra richieste di facilità di licenziare i lavoratori (come se questo dovesse creare posti di lavoro), di tagli agli statali (quando la Polizianon ha più la benzina per le auto), di andare in pensione solo dopo la morte onde evitare di pesare sulle casse pubbliche nessuna delle forze politiche presenti in parlamento e delle istituzioni del paese ricorda che il nostro paese è costretto a pagare almeno (a seconda delle stime) <strong>dieci miliardi di euro l’anno</strong> (leggesi 10.000.000.000 euro/anno) per il mantenimento della <strong>casta politica</strong> e della <strong>casta religiosa</strong>. Forse prima di chiedere a chi prende i maledetti mille euro al mese di tirare la cinghia si dovrebbe almeno dimezzare il costo di preti e politici. Ma di questo non si parla, è tabù. È evidentemente considerato normale che uno Stato sull’orlo del fallimento sia quello che spenda più di tutti per il <strong>mantenimento dei suoi politici</strong>. Del resto «<em>è difficile far capire qualcosa a qualcuno quando il suo stipendio dipende dal fatto che non la capisca»</em> (U. Sinclair), quindi avanti con la macelleria sociale che è la cosa più facile da fare.</p>
<p>Cosa succederà poi a breve termine è difficile dirlo. Un governo tecnico che si prenda la responsabilità di fare altra macelleria sociale sotto la supervisione delle troike europee sarebbe un suicidio politico per tutte le forze che l’appoggiassero. Andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale darebbe luogo al solito governo debole ostaggio delle piccole forze alleate e si reggerebbe su equilibrismi che non consentono di fare le riforme necessarie. Insomma, essere pessimisti in questa situazione è fin troppo facile. Non possiamo neanche sperare in un commissariamento visto quello che sta succedendo in Grecia, da oltre due anni sotto la guida di una troika internazionale con riduzione della sovranità nazionale (il mancato referendum sull’opportunità di continuare a ricevere “aiuti” europei ne è la prova) e i conti continuano a peggiorare. Qualche liberista sa spiegarci perché?</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Chiometti</div>
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		<title>Misure anti-cristi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 10:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/misure-anti-cristi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-03-a-12.41.54-300x201.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nel giorno dei morti alle 20e40 il Consiglio dei Ministri – principalmente formato da vecchietti che adorano definire i quarantenni “giovani” e che, fra i vizi dell’età, non rinunciano alla tradizionale insonnia che costringe a un ritmo sonno-veglia decisamente alterato e che, pertanto, li fa apparire stacanovisti molto più che altro – si è riunito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reuters.com/"><img class="alignleft size-medium wp-image-30582" title="Schermata 2011-11-03 a 12.41.54" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-03-a-12.41.54-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a> Nel giorno dei morti alle 20e40 il Consiglio dei Ministri<strong></strong> – principalmente formato da vecchietti che adorano definire i quarantenni “giovani” e che, fra i vizi dell’età, non rinunciano alla tradizionale insonnia che costringe a un ritmo sonno-veglia decisamente alterato e che, pertanto, li fa apparire stacanovisti molto più che altro – si è riunito a Palazzo Chigi – già <em>location</em> abituale delle sobrie e tristemente famose cenette tribali con suore, diavolesse e crocerossine consenzienti – per discutere delle <strong>misure</strong> da mettere al più presto in atto per cercare di salvare faccia e paese dal crollo imminente.<br />
Dopo un’ora e mezzo di dibattimenti la riunione è terminata senza che sia stato messo in atto il <strong>decreto</strong> tanto sbandierato da Berlusconi e che, a detta del Presidente della Repubblica, conteneva un po’ troppe “distrazioni”, considerate inutili ai fini persino da Napolitano. Così il governo ci comunica ufficialmente che alla presenza dei Ministri, del loro Presidente e del Sottosegretario finalmente sono stati approvati una serie di <strong>provvedimenti</strong> che ci tireranno fuori dai guai. Questi sono contenuti in un <strong>maxiemendamento</strong> su cui, al momento, è dato solo fare supposizioni ma che già si prospetta ricco di interessanti modifiche alle norme che regolano “<strong>il lavoro</strong>”: si parla di <strong>annullare</strong> i contributi per i primi 3 anni a chi assume apprendisti in piccole aziende; misure a favore dei <strong>co.co.pro</strong>. e delle <strong>donne</strong> con contratto di inserimento; e poi anche la vendita di alcuni <strong>immobili pubblici</strong>; la liberalizzazione degli <strong>orari</strong> per i commercianti; la riduzione delle tariffe per gli appartenenti agli <strong>ordini professionali</strong> e agevolazioni per chi voglia costituire <strong>società</strong> di capitali.</p>
<p>E fin qui nulla di inaspettato, dal momento che più o meno questi ritocchi erano stati già anticipati nella <strong>letterina</strong> recapitata in duplice copia in Germania e in Francia. La restante ora e venti la si è passata, invece, a tirar fuori l’asso nella manica, la soluzione vincente che ci fa davvero sperare per il meglio. Così, dopo averci ancora pubblicamente annunciato che le riunioni straordinarie in tempi come questi le si passa a chicchierare sul <strong>federalismo</strong>, con conseguente deliberazione del Consiglio di «<em>un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio</em>», e sulla stesura di un <strong>regolamento</strong> (urgentemente richiesto da Frattini) che dia attuazione a una legge che riafferma e ridà onore all’antico “<strong>Ordine della Stella della Solidarietà Italiana</strong>” nella cui dicitura moderna scompare la parola “Solidarietà”, eccoci al <em>clou</em>, al<em> cul de sac</em>, al <em>tourbillon</em>: « <em>Il Consiglio ha approvato, infine, l’intesa fra la Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia (ADI), che modifica parzialmente la precedente intesa in tema di accesso all’8 per mille</em>».</p>
<p>Quali esattamente siano le nuove modifiche non ci è dato sapere, al momento. Sappiamo per certo che le regolamentazioni in merito sono riportate nell’<strong>Articolo 23 della L. 22 novembre 1988, n. 517</strong> e decretano i rapporti tra lo Stato e le <strong>Assemblee di Dio</strong> in Italia:<br />
1. <em>A decorrere dall&#8217;anno finanziario 1990 le ADI concorrono alla ripartizione della quota, pari all&#8217;otto per mille dell&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche, liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, destinando le somme devolute a tale titolo dallo Stato ad interventi sociali ed umanitari anche a favore di Paesi del terzo mondo.</em><br />
2. <em>Le destinazioni di cui al comma 1 vengono stabilite sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi. In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, le ADI dichiarano di rinunciare alla quota relativa a tali scelte in favore della gestione statale, rimanendo tale importo di esclusiva pertinenza dello Stato.</em><br />
3. <em>A decorrere dall&#8217;anno finanziario 1993 lo Stato corrisponde annualmente, entro il mese di giugno, alle ADI la somma di cui al comma 1, calcolata sull&#8217;importo liquidato dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali relative al terzo periodo d&#8217;imposta precedente con destinazione alle ADI.</em><br />
4. <em>La quota di cui al comma 1 è quella determinata nell&#8217;articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222</em></p>
<p>Immaginiamo che sia questo il primo punto della misura anti-crisi che il nostro governo esporrà dettagliatamente alla riunione del <strong>G20</strong> a Cannes e che ha come tema “<em>Salvare l’Europa</em>” senza nessun Amen.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Nicoletta Rocca</div>
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