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	<title>Cronache Laiche &#187; avvenire</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Escatologia italiota e Inquisizione preventiva</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 14:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Izzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/escatologia-italiota-e-inquisizione-preventiva/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/bellocchiocastellucci-300x185.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il rumore nostrano intorno al lavoro teatrale Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio puzzava di incenso lontano un miglio, a differenza della Francia, dove il dibattito si era mantenuto prevalentemente sul piano della libertà di rappresentazione e di espressione artistica. Da noi, all’ombra del Cupolone, è sempre diverso. E infatti, prima ancora che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/bellocchiocastellucci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35086" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/bellocchiocastellucci-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a>Il rumore nostrano intorno al lavoro teatrale <em><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/01/zitto-il-papa-ti-ascolta/" target="_blank">Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio</a></strong></em> puzzava di incenso lontano un miglio, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/francia-integralisti-cattolici-contro-teatro-blasfemo/" target="_blank">a differenza della Francia</a>, dove il dibattito si era mantenuto prevalentemente sul piano della libertà di rappresentazione e di espressione artistica. Da noi, all’ombra del Cupolone, è sempre diverso. E infatti, prima ancora che l’opera di <strong>Romeo Castellucci</strong>, in scena al teatro Franco Parenti di Milano, ricevesse l’ecumenica recensione di <strong>Vito Mancuso</strong> (prima pagina di <em>Repubblica</em>, giovedì scorso) e il contemporaneo <em>placet</em> dell’<em>Avvenire</em>, si poteva già intuire che ci saremmo trovati di fronte a una diatriba filosofica catto-centrica: Gesù, Dio e come l’essere umano deve “credere” all’uno e all’altro.</p>
<p>Se qualcuno pensava a un nuovo caso <em><strong>Agorà</strong></em>, il film su Ipazia di <strong>Alejandro Amenàbar</strong> che tante difficoltà ebbe ad essere distribuito qui da noi, rimarrà deluso. Perché il tenore della discussione italiana, già dalle prime cautele dello stesso autore &#8211; che ha definito la sua opera “profondamente cristiana” &#8211; o dal “grido al creatore” sottolineato dal quotidiano della Cei, sta virando oltretevere, con il consenziente fruscio delle tonache, ed il suo oggetto è e rimane il “credere” nel dio dei cattolici, nelle sue declinazioni possibili, anche estreme.</p>
<p>Al contrario, uno che persevera nel voler “pensare”, indagando laicamente l’umano senza aiutini dall’aldilà, è il regista <strong>Marco Bellocchio</strong>. Il quale, per aver annunciato di voler fare un film sulla vita e la morte, magari con uno sfondo di eutanasia, testamento biologico e stati vegetativi, ha già collezionato due censure e senza nemmeno aver girato il primo ciak (che è previsto lunedì prossimo): borsa chiusa della Regione Friuli, che gli ha negato i fondi per il film, e porte chiuse all’ospedale di Udine che ospitò per gli ultimi giorni il corpo di <strong>Eluana Englaro</strong> in forzato stato vegetativo, ma che non consentirà a Bellocchio riprese interne per il suo <em><strong>La bella addormentata</strong></em>. Cioè: non si sa ancora quasi niente del nuovo lavoro del regista piacentino, ma non sia mai che possa trattarsi di un film laico! E allora, tutti in fila verso l’acquasantiera, battendosi il petto e salmodiando “io con Bellocchio non c’entro, io con l’eutanasia non c’entro, io con il testamento biologico non c’entro”. E così, in perfetto stile italiano, mentre il caso Castellucci si innalza verso un trascendentale, quanto astratto, <strong>dibattito escatologico</strong>, il Maestro Bellocchio deve fare concreti conti con una <strong>Inquisizione </strong>molto terrena e, soprattutto, preventiva.</p>
<div style="color: #ffffff;">Paolo Izzo</div>
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		<title>Che Zeus ti fulmini!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 08:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2012/01/che-zeus-ti-fulmini/><img src=http://img299.imageshack.us/img299/7816/fotobussecondosloganbastx7.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 2011 si è concluso televisivamente con l&#8217;ennesimo remake di polemiche che sarebbero vecchie ma che in qualche modo riescono sempre a essere attualizzate, o quantomeno elevate agli onori della cronaca. Prima, in pieno divieto di pronunciare la parola &#8220;profilattico&#8221; sui canali Rai, Fiorello e Jovanotti si sono resi colpevoli di aver offeso, con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://img299.imageshack.us/img299/7816/fotobussecondosloganbastx7.jpg" alt="" width="372" height="269" />Il 2011 si è concluso <em>televisivamente</em> con l&#8217;ennesimo <em>remake</em> di polemiche che sarebbero vecchie ma che in qualche modo riescono sempre a essere attualizzate, o quantomeno elevate agli onori della cronaca. Prima, in pieno <em>divieto</em> di pronunciare la parola &#8220;profilattico&#8221; sui canali Rai, Fiorello e Jovanotti si sono resi colpevoli di aver offeso, con la propria satira, il Santo Padre (O almeno così ha fatto intendere Georg Ganswein e Avvenire). La polemica è poi proseguita in seguito agli <em>sketches</em> di Crozza, che <em>«ha realizzato una imitazione del Pontefice a dir poco blasfema su La 7»</em>, secondo quanto scritto dal sito <em>pontifex.roma.it</em>, e si è poi allargata, sempre sulle pagine di Avvenire, fino al programma comico-demenziale <a href="http://bocca.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/23/due-idioti-crocefissi/" target="_blank">I Soliti Idioti</a>, fraintendendo totalmente il <em>format</em> in questione.</p>
<p><em>Fin qui tutto bene</em>, diceva Hubert, protagonista de <strong>La Haine</strong>. Sfortunatamente l&#8217;ondata di reazioni è degenerata, cercando forse di diventare più comica dei comici accusati di aver calpestato un paio di mocassini rossi di Prada di troppo<em>. </em>I due picchi più bassi sono stati raggiunti, sempre su <em>pontifex.roma.it, </em>con la pubblicazione di due articoli, intitolati rispettivamente <em>&#8220;Incendi in Liguria: Crozza, ricordi l&#8217;imitazione blasfema del papa? Medita&#8221;</em> e <em>&#8220;Concerto di Jovanotti: la tragedia di trieste faccia riflettere&#8221;</em>. Nel primo si ipotizza che i disastri naturali in Liguria siano una sorta di <strong>punizione</strong> per la &#8220;blasfemia&#8221; del comico genovese e nel secondo si arriva addirittura a <a href="http://www.newnotizie.it/2011/12/pontifex-la-morte-di-francesco-pinna-e-la-punizione-divina-per-jovanotti/" target="_blank">collegare</a> la morte bianca di<strong> Francesco Pinna</strong>, studente e operaio ventenne deceduto mentre montava il palco per la data triestina del tour di Jovanotti, con il presunto libertinaggio del cantante, reo di aver promosso l&#8217;uso del profilattico insieme a Fiorello, in concomitanza con la Giornata Mondiale contro l&#8217;AIDS.</p>
<p>Questo ossessivo voler trovare una <strong>provvidenziale punizione</strong> per ogni (presunta) <strong>malefatta</strong>, di voler medioevalescamente gridare continuamente all&#8217;<strong>ira divina</strong> è una abitudine decisamente poco dignitosa, se pensiamo che ormai abbiamo raggiunto e superato il traguardo del <em>secondo anno mille</em>. Che credibilità possono avere queste continue previsioni a posteriori, cioè a fatto già bello che compiuto, di presunte e<strong> sproporzionate punizioni divine? </strong>Anche se fosse vero, che razza di dio sarebbe uno che <strong>per punire un cantante uccide un giovane precario</strong>? E che per punire un comico allaga/incendia una città? Sarebbe un estremista anche per il sanguinoso dio descritto nell&#8217;Antico Testamento!</p>
<p>Parlando di <em>segni divini</em>, in maniera <strong>del tutto sarcastica</strong> e seguendo lo stesso ragionamento per assurdo, si potrebbe far notare che anche il decesso di Don Verzè potrebbe essere dovuto alla <em>provvidenza</em>, considerando le parole della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DMU18qKEuYs" target="_blank">canzone</a> dello <em>sketch incriminato</em> di Crozza, sulle note di Don Raffaè:</p>
<p><em>«Già una volta l&#8217;abbiamo cacciato ma quello imperterrito ha continuato.</em><br />
<em>Voi che siete il re del perdono, questa volta vi chiedo io un dono,</em><br />
<em>basta un lampo e lo fate in flambè, e noi siamo liberi da Don Verzè».</em></p>
<p>Proseguendo su questo filone di (s)ragionamento, la satira di <a href="http://www.spinoza.it/2011/08/23/lollipope/" target="_blank">spinoza.it</a> aveva brillantemente colto nel segno quando aveva ironizzato sul meteo avverso che aveva accompagnato il discorso del papa alla Giornata mondiale delle gioventù di Madrid: <em>«Il Papa non riesce a terminare l’omelia per via di un furibondo temporale. Ora dovrebbe dimettersi<em>»</em></em> e <em>«</em><em>Ratzinger è stato interrotto dalla pioggia, poi il vento gli ha strappato via il berretto. Da millenni Dio non era così chiaro».</em></p>
<p>Verrebbe da dire che, fortunatamente, c&#8217;è ancora chi sa ridere di ciò che dovrebbe fare ridere, mentre altri preferiscono far ridere in base alle cose che, malauguratamente, prendono sul serio.</p>
<p>Un capitolo a parte, che si preferirebbe decisamente evitare, riguarda invece una figura retorica che sta guadagnando sempre più popolarità tra una certa categoria di religiosi. Questa nuova moda, lontana parente della <em>reductio ad Hitlerum </em>(tattica dialettica che mira a squalificare l&#8217;interlocutore paragonandolo a un personaggio malvagio), potrebbe essere definita <em>reductio ad tumorem</em> e consiste nel formulare una <strong>velata minaccia</strong> verso un soggetto <em>ostile</em> (spesso tacciato di blasfemia), condita con un <strong>mezzo augurio di beccarsi un male incurabile</strong>, chiedendosi infine se in tal caso l&#8217;impertinente eretico non opterebbe in un <strong>immediato pentimento</strong>, una volta ricevuta questa <strong>giusta punizione</strong>.</p>
<p>Sempre su <em>pontifex.roma.it</em> è stato pubblicato un articolo il cui titolo è tutto un programma: <em>&#8220;Mons. Bertoldo: Crozza quando starà male , si ricorderà di aver insultato il papa. Tocco il papa? E se mi succedesse qualcosa di pesante?&#8221;</em>. Per dovere di cronaca, cercando sul web si scopre che lo stesso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arduino_Bertoldo" target="_blank">Arduino Bertoldo</a> è l&#8217;autore di eccentriche dichiarazioni a proposito delle abitudini private dell&#8217;ex premier, in relazione alle abitudini private di Vendola, e del presunto peccare <em>«in tentazione»</em> commesso delle donne che camminano in modo troppo <em>«sensuale o provocatorio<em>»</em></em>, inducendo gli stupratori a fare quello che fanno<em><em>.</em></em></p>
<p>Anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Livio_Fanzaga" target="_blank">Livio Fanzaga</a>, direttore di Radio Maria, mostra di essere un fedelissimo della <em>reductio ad tumorem</em>, come dimostrato dal suo intervento relativo  alla <a href="http://razionalismo.wordpress.com/2009/01/17/livio-fanzaga-e-lateobus/" target="_blank">pubblicità promossa dall&#8217;UAAR</a> e affissa su alcuni autobus genovesi: <em>«Dunque la scritta è: &#8220;La cattiva notizia è che dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno&#8221;&#8230; aspetta che ti venga il cancro poi vedi tu se non chiedi la grazia a quel padre eterno che tu hai negato»</em>. Poco prima egli afferma che: <em>«Non vorrei, cari amici, che proprio quei bus lì, dove il diavolo ha messo la sua </em>[incomprensibile, ndr]<em> non vorrei che avesse qualche incidente </em>[...]<em> sai mancando l&#8217;angelo custode, non so io. Io non so se il diavolo è molto esperto di traffico»</em> e ancora prima: <em>«Io mi auguro che i genovesi magari salgano anche sul bus, ma non paghino il biglietto, tanto lo paga il demonio»</em>.</p>
<p>Dato che, evidentemente, il buon senso non è abbastanza diffuso da risparmiarci deliri di questo tipo, esiste al mondo qualcosa che ce ne può liberare una volta per tutte, che può discernere definitivamente ciò che è plausibile da ciò che è pura assurdità e creduloneria? Sì, uno strumento simile ci sarebbe, basterebbe prenderlo in prestito dalla <strong>matematica</strong>.</p>
<p>Mettendoci tutta la buona volontà possibile, si potrebbe infatti prendere in considerazioni simili vaneggiamenti, elevarli <em>una tantum</em> al rango di <em>ipotesi scientifiche</em> (sic!) e fare quello che ogni buon scienziato dovrebbe fare con le ipotesi: <strong>verificarle</strong> e <strong>scartarle</strong> nel caso non superino tale controllo. Livio Fanzaga ipotizza che gli autobus che portano la pubblicità dell&#8217;UAAR potrebbero essere più soggetti a incidenti a causa della mancanza di &#8220;angeli custodi&#8221;, che parrebbero quindi essere degli esperti <em>di traffico</em>? Niente di più semplice: si tiene conto del numero di incidenti occorsi dopo un periodo di tempo sufficientemente ampio da permettere la raccolta di dati che possano avere una certa rilevanza e, utilizzando<strong> </strong>un apposito test statistico, si può banalmente verificare se gli incidenti hanno davvero una incidenza <strong>significativamente </strong>maggiore negli <em>autobus senza dio</em>. Se la differenza  tra le due popolazioni di autobus è troppo bassa da essere considerata significativa, allora l&#8217;<em>ipotesi Fanzaga</em> è da scartare, definitivamente. Stesso identico ragionamento potrebbe essere fatto per i mali incurabili che colpiscono coloro che sono rei di <em>aver negato il padreterno</em>. L&#8217;incidenza dei tumori è significativamente più alta tra gli atei? E tra i bestemmiatori incalliti? E già che ci siamo, perché non effettuare una analisi simile, ma<strong> interreligiosa</strong>? In questo modo potremmo verificare quale divinità, tra Allah, JHWH, il Grande Juju della Montagna e l&#8217;Invisibile Unicorno Rosa protegge meglio dall&#8217;insorgere di malattie mortali.</p>
<div style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>Bologna: la Curia ordina, l&#8217;associazionismo cattolico obbedisce</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 17:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/amelia-frascaroli3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33412" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/12/amelia-frascaroli3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sarà che due pontificati schiettamente reazionari e preconciliari (di cui uno felicemente in corso) non passano invano; sarà che nel Belpaese si difetta di “cattolici adulti”; fatto sta che nel mondo dell’associazionismo confessionale l’obbedienza alle gerarchie sui valori “non negoziabili” è ancora un valore indiscusso. <em>Perinde ac cadaver</em>.</p>
<p>Prendete il caso della Consulta per la famiglia del Comune di Bologna. C’è un assessore al Welfare, <strong>Amelia Frascaroli</strong> &#8211; prodiana sostenuta da Sel, una vita nella <em>Caritas</em> &#8211; che prende sul serio il messaggio evangelico dell’accoglienza e dell’inclusione: a ottobre invita due associazioni, <em>Famiglie arcobaleno</em>, che riunisce genitori omosessuali e <em>Agedo</em>, composta di genitori con figli gay, nella Consulta. <em>«Non entriamo in una discussione tutta teorica e tutta ideologica su chi è famiglia e chi no &#8211; </em>dichiara  la Frascaroli<em> &#8211; io mi rifaccio all’articolo 3 della Costituzione: vanno abbattute tutte le barriere che propongono delle diversità»</em>. Qualcuno mugugna, tira fuori pretestuose eccezioni procedurali: si discute sul conflitto di attribuzione per le nuove richieste di ammissione. Si parla di possibile “congelamento” dell’organismo. A novembre dieci associazioni su diciotto - fra cui <strong>Acli</strong> e <strong>Movimento dei focolari</strong> &#8211; diffidano il Comune di Bologna dall&#8217;ammettere le due associazioni collegate al mondo gay.</p>
<p>Qualche giorno fa, la svolta: <em>«Presentiamo formali dimissioni da quest’organismo»</em>, proclama Fabio Battistini, di <strong>Club giovani</strong>, una delle sigle clericali che hanno promosso la crociata omofoba. Che cosa è accaduto? Semplice. Un <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/03/news/curia_consulta-26032843/">editoriale </a>senza firma, quindi da attribuire all’arcivescovo <strong>Carlo Caffarra</strong>, di <em>Bologna Sette,</em> settimanale di <strong><em>Avvenire</em></strong>, ha caldamente invitato le associazioni cattoliche ad abbandonare la Consulta: <em>«Il cardinale con quell’articolo ha quasi intimato loro di uscire</em> &#8211; afferma il consigliere Idv <strong>Pasquale Caviano</strong> &#8211; <em>Se la Chiesa te lo chiede, tu lo fai»</em>.<br />
In realtà i <em>pasdaran</em> cattolici avevano proposto un compromesso: prevedeva l’ingresso di <em>Agedo </em>e l’esclusione di <em>Famiglie Arcobaleno</em>. Tipica ipocrisia gesuitica. <em>«La verità è che quando si sente la parola omosessuale nascono ancora pregiudizi»</em>, ha detto la responsabile di <em>Agedo</em> <strong>Fulvia Maraschi</strong>, che ha rifiutato la pelosa mediazione.<br />
<em>«Adesso non si dica che siamo il braccio armato della Curia &#8211; </em>ha messo le mani avanti <strong>Francesco Murru</strong> delle Acli<em> &#8211; Certo, dalla Diocesi è arrivata una sollecitazione forte. Ma noi abbiamo deciso in piena autonomia»</em>. Come no.</p>
<div style="color: #ffffff;">Claudio Tanari</div>
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		<title>Lo spread val bene una messa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 01:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/lo-spread-val-bene-una-messa/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-monti-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«E’ un bel segnale santificare la festa»: lo ha scritto domenica il sito del Sacro convento di Assisi apprezzando la partecipazione di Mario Monti e consorte alla messa nella chiesa romana di Sant’Ivo. Seguirà, dopo il giuramento del nuovo governo, un messaggio del custode, padre Giuseppe Piemontese. Sul presidente del Consiglio incaricato aleggiano, fin dall’investitura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-monti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31259" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/Mario-monti-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>«E’ un bel segnale santificare la festa»</em>: lo ha scritto domenica il sito del <strong><a href="http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/index.php">Sacro convento di Assisi</a></strong> apprezzando la partecipazione di <strong>Mario Monti</strong> e consorte alla messa nella chiesa romana di Sant’Ivo. Seguirà, dopo il giuramento del nuovo governo, un messaggio del custode, padre Giuseppe Piemontese.</p>
<p>Sul presidente del Consiglio incaricato aleggiano, fin dall’investitura di sabato, le ombre lunghe delle gerarchie vaticane e dei loro uomini: sembra quasi che oltretevere si stiano ponendo le basi di un nuovo rapporto con il potere esecutivo, dopo il crollo del regime berlusconiano, sancito dalla collocazione in alcuni ministeri-chiave di personaggi graditi al mondo cattolico.<br />
Lo stesso <strong><em>Avvenire</em></strong>, quotidiano dei vescovi italiani, apriva domenica con un editoriale che ricordava al Professore <em>«l&#8217;importanza della famiglia e dell&#8217;aiuto per essa»</em>.</p>
<p>E, ad ascoltare i <em>rumors</em> sul totoministri, pare che Super Mario stia tenendo in debito conto i desiderata del Vaticano. Per il Ministero dell’Istruzione il più papabile (mai come stavolta l’aggettivo appare particolarmente azzeccato) risulterebbe <strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, <em>«suggerito personalmente dal cardinal Angelo Bagnasco»</em>, scrive oggi <em><strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=42543&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=">Il Messaggero</a></strong></em>. Per il Welfare si vocifera insistentemente di <strong>Carlo Dell’Aringa</strong>, naturalmente <em>«apprezzato dai vescovi»</em> e docente alla Cattolica.</p>
<p>Il rettore della Sapienza <strong>Luigi Frati</strong>, quello che &#8211; si ricorderà &#8211; aveva invitato Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico nell’ateneo romano, potrebbe invece diventare Ministro della Salute al posto di <strong>Umberto Veronesi</strong>, su cui grava un’esplicita <em>fatwa</em> di Manlio Tarquinio, editorialista del solito <em>Avvenire</em>. Ma non è tutto. Alla Giustizia potrebbe essere destinato <strong>Cesare Mirabelli</strong>, già membro del Consiglio superiore della magistratura, docente della Pontificia Università Lateranense e consigliere generale in Vaticano.</p>
<p>Tra i candidati anche <strong>Stefano Zamagn</strong>i, <em>ghost writer</em> di Benedetto XVI per l’enciclica sociale <em>Caritas in Veritate</em>, ricorda <strong><em><a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/429546/">La Stampa</a></em></strong>. La stessa enciclica definita a suo tempo da Mario Monti, invitato a presentarla dal cardinale Vicario di Roma <strong>Agostino Vallini</strong> (San Giovanni in Laterano, 23 febbraio 2010) <em>«quasi un documento guida di un governo tecnico della società»</em>. Tutto si tiene, no?</p>
<div style="color: #ffffff;">Claudio Tanari</div>
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		<title>Dei silenzi e dei furbetti</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 02:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/dei-silenzi-e-dei-furbetti/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/avvenire-300x261.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quella di oggi è una parafrasi nel suo significato scientifico di transcodificazione di un testo. Il testo in questione lo prendiamo da un quotidiano dichiaratamente schierato che, come scrive fra le sue linee editoriali, si muove nel rispetto della dottrina cattolica e della Chiesa «per difendere e sostenere valori sulla base di motivazioni umane, morali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/avvenire.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27676" title="avvenire" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/avvenire-300x261.jpg" alt="" height="280" /></a>Quella di oggi è una parafrasi nel suo significato scientifico di <em>transcodificazione</em> di un testo. Il testo in questione lo prendiamo da un quotidiano dichiaratamente schierato che, come scrive fra le sue linee editoriali, si muove nel rispetto della dottrina cattolica e della Chiesa «<em>per difendere e sostenere valori sulla base di motivazioni umane, morali, solide e profonde</em>». Il giornale di cui parliamo è <strong><em>L’Avvenire</em></strong> e il testo che andremo ad analizzare è la risposta del direttore a una lettrice, credente, professante, cattolica ovviamente, e madre di due ragazze cattoliche, praticanti, reduci dalla giornata mondiale della gioventù a Madrid, e un po’ perplesse al punto che un giorno hanno chiesto alla mamma «<em>Mamma, ma come mai la Chiesa ha speso così tante parole per condannare un cantante Rock come <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/chiesa-versus-vasco/" target="_blank">Vasco Rossi</a> la cui “vita spericolata” è chiara dal 1982, e non hai mai detto niente circa la condotta morale del nostro presidente del consiglio <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-silenzio-della-cei-verso-una-nuova-contestualizzazione/" target="_blank">Silvio Berlusconi</a>?</em>».</p>
<p>La mamma, superato il momento di panico paralizzante, prende carta e penna e, scusandosi immensamente per non aver saputo come affrontare la crisi delle due ragazze, rigira la domanda a chi sicuramente sa meglio di lei cosa dire: <strong>Marco Tarquinio</strong>, direttore di Avvenire dopo l’improvvisa dipartita, dal giornale, di Dino Boffo. Il direttore comincia così: «<em>Nella vicenda di cui parliamo, cara signora[…], non è certo lei a doversi far perdonare qualcosa</em>» e, senza specificare chi, prosegue con un piccolo rimprovero ricordando che «<em>aveva ben modo di replicare secondo verità alle sue figlie</em>». A questo punto, forse, è chiaro che era la signora a doversi fare perdonare la sua mancanza di prontezza nel rispondere con “verità”. E quanto si intende per verità è subito spiegato nelle successive parole: «<em>Mi rendo conto, certo, che di fronte allo strepito di non pochi moralisti improvvisati la pacata fermezza della Chiesa cattolica e di chi, come lei dice, “la rappresenta” possa essere sembrata ad alcuni addirittura “silenzio”. Ma la Chiesa sa fare il proprio mestiere di madre e maestra, mentre altri – magari nello sforzo di smaltire lunghe sbronze di relativismo e di rifiuto dei valori morali etichettati con sprezzo come “tradizionali” – mi pare che mettano in campo soprattutto un interessato entusiasmo da neofiti nel gridare allo “scandalo”</em>».</p>
<p>Si noti che ancora non è del tutto chiara la risposta specifica alla domanda della lettrice che chiedeva semplicemente “perché tanto silenzio quando si tratta di Berluscon<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-silenzio-della-cei-verso-una-nuova-contestualizzazione/" target="_blank">i</a> e tanto scalpore invece per un cantante – per giunta – rock?”. Ma non è facile rispondere subito e allora meglio temporeggiare scaldando le tifoserie: i <strong>falsi moralisti</strong>, gli<strong> improvvisati del senso etico</strong>, i <strong>neofiti</strong>, che poi sono anche <strong>relativisti</strong> ed <strong>entusiasti dello scandalo</strong>, confondono le acque e invece di tacere e abbozzare, si fanno delle domande, e se non gli si risponde urlano e pretendono una risposta e quando questa non arriva, ne deducono che dall’altra parte c’è stato “silenzio”, “freddezza”. Ed ecco dove sbagliano: nel credere che quando qualcuno non risponde significa che <strong>sta zitto</strong>. Ma tu pensa!</p>
<p>Dopo aver indirizzato epiteti alla rinfusa verso poco chiari obiettivi e aver preso tempo ecco finalmente arrivare al dunque: «[…]<em>Resta il fatto che a proposito dello stile di vita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (un po’ ostentato e molto fatto emergere dai noti casi giudiziario-mediatici) ci sono state parole inequivocabili della Chiesa sin dal principio. Sin dal settembre del 2009, quando dal cardinale Angelo Bagnasco, arrivò in Consiglio permanente della Cei, il primo e solenne richiamo ai doveri di “sobrietà, disciplina e onore” (articolo 54 della Costituzione) spettanti a chi esercita un mandato politico nonché al compito di conformarsi con speciale coerenza ai “valori etici e morali”. Concetti più volte ribaditi. […]</em>». Osserviamo subito che anche per il direttore di Avvenire, “giudiziario” e “mediatico” hanno la necessità di essere congiunti, e che lo stile di vita della prima carica di governo è emerso non per una sua ostentazione.</p>
<p>D’altronde nessuno l’ha visto ai diciottanni di un’adolescente e allo stadio con una prostituta d’alta classe, o ascoltato gli inequivocabili apprezzamenti non propio da dolce stilnovo nei confronti di qualunque ragazza solleticasse il suo “spirito”. Ad ogni modo la questione se fosse o no ostentato un certo<em> modus vivendi</em> è del tutto secondaria quando si aprende che già nel 2009, quando cioè Ruby non aveva ancora fatto il suo debutto in società e si parlava solo di candeline nella provincia di Napoli, <strong>Bagnasco</strong> prendeva eccome le distanze e lanciava eccome moniti e indignazione. Certo, che non vi venga alla mente l’immagine di <strong>Giovanni Paolo II</strong> quando in terra siciliana, coll’indice puntato gridava «<em>Pentitevi</em>!» ai mafiosi. Non immaginate indici puntati, non immaginate palchi e non immaginate richieste di pentimento. Se immaginate queste cose allora tutto si sgonfia e perde peso. Insomma, è questione di paragoni: se non si fanno grandi paragoni allora si può affermare con sicurezza che la chiesa si è pronunciata, ha condannato il premier per la sua condotta morale, ne ha preso le distanze già due anni prima che tutti noi ne fossimo schifati. <strong>Altro che silenzio!</strong> D’altronde i richiami alla “sobrietà, disciplina e onore”, sebbene facciano istintivamente battere i tacchi, scattare sull’attenti e alzare la mano destra, sono una vera e propria <strong>condanna morale</strong>. Certo è che se i moniti avessero parlato, tanto per Silvio come per Vasco, di Satana nessuno avrebbe potuto confonderli per silenzio; e che forse se invece che all’interno di una cricca ci si fosse pronunciati pubblicamente molte più persone avrebbero potuto rendersi conto che qualche fiato lo si stava spendendo; e se poi, infine, oltre a un discorso generico su come è giusto vivere si fosse fatto qualche esplicito riferimento con nomi e cognomi – che quando non sono così potenti non li si omettono mai ­– allora sarebbero state le stesse figlie di quella signora, che i giornali del settore li leggono eccome, a fugare sciocchi dubbi rispondendo con quella necessaria verità di cui si parlava all’inizio.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Nicoletta Rocca</div>
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		<title>Il silenzio della Cei: verso una nuova contestualizzazione?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 12:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/il-silenzio-della-cei-verso-una-nuova-contestualizzazione/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vescovi-1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La nuova ondata di marciume che tracima dalle ultime puntate dell’escort-gate ci sta investendo tutti. Giornali e web ci svelano tutti i dettagli degli accordi tra “utilizzatore finale” e procacciatori, in un carosello fatto di sesso a pagamento, affari, spettacolo, istituzioni e denaro pubblico. Da una parte il centrodestra: basta con le intercettazioni!; cosa fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vescovi-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27536" title="vescovi (1)" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vescovi-1.jpg" alt="" height="250" /></a>La nuova ondata di marciume che tracima dalle ultime puntate dell’<strong><em>escort-gate</em></strong> ci sta investendo tutti. Giornali e web ci svelano tutti i dettagli degli accordi tra “utilizzatore finale” e procacciatori, in un carosello fatto di sesso a pagamento, affari, spettacolo, istituzioni e denaro pubblico. Da una parte il centrodestra: <em>basta con le intercettazioni!</em>; <em>cosa fa il presidente del Consiglio  in camera da letto sono solo affari suoi</em>; <em>possibile che uno non possa regalare soldi a famiglie bisognose</em>?; <em>la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo</em>. Dall’altra tutto il resto degli italiani, offesi, umiliati e al contempo rabbiosi per chi mostra tale sprezzo delle regole istituzionali e della decenza, mischia il letto di casa propria con le poltrone dei palazzi del potere o dei servizi pubblici e trascina nel suo stesso fango l’Italia che ancora rappresenta.</p>
<p>In mezzo, avvolte da un silenzio che diventa ogni giorno più imbarazzante, le <strong>gerarchie ecclesiastiche</strong>. Il giornale dei vescovi, <strong><em>Avvenire</em></strong>, informa sulle ultime novità delle intercettazioni, riporta i commenti politici di questo o di quello ma per il resto tace. Nessuna dichiarazione dei porporati. La Cei non sa che fare.<br />
Il direttore <strong>Marco Tarquinio</strong>, in risposta a una <a href="http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/Troppa-melma-troppo-disgusto.aspx">lettera</a>, scrive: «<em>La nostra opinione, confortata da pareri assai più autorevoli e risalenti all’inizio di questa storia, è arcinota: chi ricopre ruoli di responsabilità, rappresenta l’Italia e la governa è tenuto a svolgere il suo servizio in modo disciplinato e onorevole</em>», ma allo stesso tempo si scaglia contro certa informazione che «<em>sguazza nella melma</em>» e vorrebbe «<em>obbligare moralmente anche questo giornale a partecipare, stando al gioco dello scabroso e del moralismo d’occasione</em>».</p>
<p>Il richiamo a un comportamento «<em>disciplinato e onorevole</em>» mentre il premier si fa portare a domicilio ogni sera vagoni di ragazze (ops, «<em>patonze</em>», come lui stesso le chiama) suona davvero <strong>sottotono</strong>. Qui si parla di uno che usa le donne come se fossero spazzolini da denti e le paga – secondo quanto emerge dalle intercettazioni &#8211; in denaro, trasmissioni, incarichi politici. Oppure le “riceve” come vere e proprie <strong>tangenti umane</strong> se si prodiga per introdurre nei “giri giusti” questo o quel faccendiere.  Il «<em>moralismo d’occasione</em>», se invocato  dal giornale della Cei, assume dei contorni un po’ sinistri; si chiudono entrambi gli occhi sul “lettone” &#8211; pubblico &#8211; del premier, per tenerli sempre ben aperti sui talami &#8211; privati &#8211; degli altri cittadini.</p>
<p>Dobbiamo aspettarci dunque una nuova <strong>contestualizzazione</strong>? Qualcosa che faccia assurgere il rapporto tra Berlusconi, la sua droga umana e i suoi pusher a un (incompreso) singulto di carità cristiana? La Cei sta solo traccheggiando: orientata da tempo a organizzare un fronte cattolico in politica, valuta se abbandonare la vecchia strada con tutti i rischi che comporta o stringere i denti e trovare un nuovo <em>escamotage</em> per sopportare ancora, e senza perdere la faccia, un <strong>vecchio satrapo malato</strong>. Il quale però porta in dote soldi e leggi (guarda caso il testamento biologico è ancora all’esame del Senato) e protegge la casta ecclesiastica così come protegge la sua.</p>
<p>Stiano attenti i vescovi italiani: c’è il rischio che i fedeli comincino a pensare che sono fatti della stessa pasta delle ragazze dei festini hard di Arcore. La differenza, in fondo, è solo il prezzo.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>Chiesa versus Vasco</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 02:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/09/chiesa-versus-vasco/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vasco-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>C&#8217;è da chiedersi se le lucide menti integraliste della Chiesa cattolica che stanno montando la polemica contro Vasco Rossi per le sue esternazioni su Facebook abbiano fatto bene i loro conti. Va bene che il caldo estivo non accenna a diminuire, va bene che quotidianamente devono dar mostra di quanto sono bigotti e intolleranti altrimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vasco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27248" title="vasco" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/09/vasco.jpg" alt="" height="330" /></a>C&#8217;è da chiedersi se le lucide menti integraliste della Chiesa cattolica che stanno montando la polemica contro <strong>Vasco Rossi</strong> per le sue esternazioni su Facebook abbiano fatto bene i loro conti. Va bene che il caldo estivo non accenna a diminuire, va bene che quotidianamente devono dar mostra di quanto sono bigotti e intolleranti altrimenti la CEI non dà loro parte della quota dell&#8217;8&#215;1000, va bene che Vasco li ha provocati inserendo nel nuovo album il “<em>Manifesto futurista della nuova umanità</em>” in cui elogia il proprio ateismo, ma  ci dovrà pur essere un limite alle fesserie che possono essere pubblicate sui giornali.</p>
<p>Ricapitoliamo: in questa estate 2011 il rocker di Zocca ha espresso più volte sul social network più usato del mondo idee libertarie non in linea con i sacri insegnamenti cattolici; ad esempio ha espresso l&#8217;idea che se fosse malato di tumore <strong>non si affiderebbe alle chemioterapie</strong> ma se ne andrebbe ai Caraibi a consumare antidolorifici; altre volte ha fatto arrabbiare il baciapile Carlo Giovanardi esternando il segreto di pulcinella sulla droghe, ovvero che non tutte sono uguali e che <strong>di marjuana non è morto mai nessuno</strong>. Insomma, Vasco ha espresso le sue idee che peraltro tutti conoscono da tempi non sospetti.</p>
<p>Questo tuttavia, messo per iscritto su Facebook, ha scatenato le ire dei bigotti e così domenica, sul supplemento bolognese di <em>Avvenire</em> la diocesi di Bologna l&#8217;ha accusato niente po&#8217; po&#8217; di meno che di «<em>ingannare i giovani</em>»! Bene, apprendiamo che per lorsignori <strong>esprimere liberamente la propria opinione</strong> significa <em>ingannare i giovani</em>.</p>
<p>Ancora più grave la giustificazione dell&#8217;invocazione alla censura riportata dal giornale ecumenico: «<em>Un osannato &#8216;rocker&#8217; non può essere esentato dai limiti dettati dal <strong>bene comune</strong></em>». Bene comune? E quando il Pontefice dice fesserie immonde del tipo che i profilattici non servono contro l&#8217;AIDS dove va a finire il bene comune?</p>
<p>Egregi signori porporati, è ora che decidiate quale sia la vostra linea in materia di libertà di opinione e di espressione: se ve ne avvalete per esternare le vostre fandonie non la potete negare a chi sostiene le tesi avverse alle vostre. Lo so, è dura da accettare ma il Medioevo è finito da un pezzo, cosa ci volete fare&#8230; oggi bruciare Vasco sul rogo vi costerebbe qualche piccolo danno di immagine!</p>
<p>Del resto si sa, noi viviamo <em>in bilico fumando le nostre Lucky Strike rendendoci conto di quanto le malediremo</em>, voi vivete in castelli dorati senza avere la minima idea di quello che significa tenersi a galla sopra questa merda.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandro Chiometti</div>
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		<title>Il prezzo della fede</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 12:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Maiorino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-prezzo-della-fede-e-il-conto-delle-spese/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/croce-dollaro.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quanti, come noi di Cronache Laiche o come gli attivisti di associazioni e movimenti di cittadini laici, da sempre cercano di far notare il peso fiscale sostenuto dai contribuenti italiani per “mantenere” la Chiesa cattolica nella sua forma attuale, guardano piuttosto attoniti – e in un certo senso divertiti – al gran clamore che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/croce-dollaro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26450" title="croce - dollaro" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/croce-dollaro.jpg" alt="" width="161" height="185" /></a>Quanti, come noi di Cronache Laiche o come gli attivisti di associazioni e movimenti di cittadini laici, da sempre cercano di far notare il <strong>peso fiscale</strong> sostenuto dai contribuenti italiani per “<strong>mantenere</strong>” la Chiesa cattolica nella sua forma attuale, guardano piuttosto attoniti – e in un certo senso divertiti – al gran clamore che la questione dei “privilegi” vaticani sta sollevando in questi giorni.</p>
<p>Tutti, ma proprio tutti, dai grandi ai piccoli media, pare sentano il dovere, in questo momento di crisi finanziaria, di denunciare, chi in maniera <em>soft</em>, chi in maniera più agguerrita, gli innumerevoli sgravi, esenzioni fiscali e benefici di cui gode l’apparato ecclesiastico cattolico in questo paese. Ottimo. Ma perché aspettare che il malato (ossia le finanze italiane) esali l’ultimo respiro per dirgli la verità?</p>
<p>D’altra parte, un’ulteriore considerazione deve essere fatta in via preliminare: offrire un quadro davvero esaustivo dell’<strong>esborso</strong> e delle <strong>mancate entrate</strong> subite da parte dello Stato italiano in favore della Chiesa cattolica è impresa umanamente impossibile. È proprio il caso di dire che solo Dio sa a quanto ammonta la cifra effettiva. Come sostengono alcuni, noi uomini non possiamo che avere una visione difettiva e parziale della Provvidenza Divina. E allora, visto che questo è l’agone in cui occorre scendere, accontentiamoci dei nostri mezzi e tentiamo di fornire delle cifre; il lettore ci perdonerà le omissioni o le imprecisioni in cui inevitabilmente incorreremo.</p>
<p><strong>8xmille. </strong>Fino ad un paio di anni fa, era un argomento tabu, roba da anticlericali conoscerne il funzionamento e l’effettiva destinazione. Poi sono venute alcune trasmissioni televisive, prima fra tutte <em>Report</em> di Marilena Gabanelli (se ve la siete persa e volete trascorrere un’oretta in agonia, <em>pardon</em>, allegria, recuperate <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a4bd893d-83de-4e93-9f8c-700888164d5a.html">qui</a>, ne vale la pena), che hanno reso noto non solo il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">meccanismo perverso</a> alla base della distribuzione di tale esazione, ma anche l’ingenua ignoranza dei fedeli che appongono la propria firma per destinare il proprio 8xmille alla Chiesa cattolica. Un’ingenua ignoranza di cui la Chiesa per anni si è servita per nascondere il fatto che sebbene solo uno scarso 40% dei contribuenti esprima una scelta, in base alle scelte espresse, quasi il 90% del gettito finisce nelle sue casse, e di questa entrata, che ammonta a circa <strong>un miliardo di euro l’anno</strong>, solo il 20% finisce nelle opere di bene reclamizzate nei suoi spot pubblicitari, mentre il rimanente (ossia l’80%), va in spese di culto e in sovvenzionamento del clero.</p>
<p><strong>A carico dello Stato</strong>. Il sovvenzionamento del clero e dei ministri di culto tratto dell’8xmille non comprende però quello dei <strong>cappellani militari</strong> e dei <strong>docenti di religione cattolica</strong> delle scuole pubbliche e statali, i cui stipendi sono invece <strong>pagati dallo Stato</strong>. La <a href="http://www.ordinariato.it/legge-512.html">legge</a> del n. 152 del 1° giugno 1961 stabilisce infatti che «<em>L&#8217;Ordinario militare e il Vicario generale sono assimilati di rango, rispettivamente, al grado di <strong>generale di corpo d&#8217;armata</strong> e al grado di <strong>maggior generale</strong> [generale di brigata]. Gli ispettori sono assimilati di rango di <strong>brigadier generale</strong> [tenente colonnello]</em>». Da un vecchio dato del Ministero della Difesa risalente al 2005, quando i cappellani militari erano 190, risulta che l’esborso quell’anno fu pari a circa <strong>11 milioni di euro</strong>. Naturalmente a ciò vanno aggiunte le cifre (non note purtroppo a chi scrive) dei corrispettivi destinati alle altre cariche summenzionate e quelle delle pensioni percepite dai vari ex cappellani, ex vicari ed ex ispettori.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>docenti di religione</strong>, la legge n. 186/03 ha «<em>trasformato i 15.000 insegnanti di religione cattolica in dipendenti statali a tutti gli effetti, con l’obbligo di provvedere a un loro impiego alternativo ove il vescovo ne revochi l’abilitazione. Poiché nel frattempo questi docenti sono diventati 25.000, i loro stipendi costano all’erario <strong>950 milioni di euro l’anno</strong></em>» (da <em>Chiesa padrona</em>, Michele Ainis, ed. Garzanti 2009).</p>
<p>Se pensate che già così la misura sia colma, aspettate la goccia che farà forse traboccare il vaso: il Trattato lateranense del 1929 – sì, quello del Duce – stabilisce all’art. 6 che «<em>L’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati, che alla Città del Vaticano sia assicurata un’adeguata dotazione di acque</em>». L’articolo in questione non doveva risultare tuttavia troppo chiaro, poiché gli importi dovuti all’Acea sono rimasti inevasi per anni. Ci ha pensato poi il decreto del presidente del Consiglio del 23 aprile 2004 – Governo Berlusconi II – a mettere a posto i conti: <strong>25 milioni di euro</strong> stanziati per l’anno 2004 come saldo degli arretrati e <strong>4 milioni</strong> di euro l’anno per l’avvenire. “A spese nostre?”, si chiedeva in una nota trasmissione televisiva di qualche anno fa, “No, a spese <strong>vostre</strong>!”.</p>
<p><strong>Di Ici e altre bazzecole</strong>. Anche qui ci vorrebbe l’onniscienza divina per conoscere la vera entità del patrimonio immobiliare del Vaticano, ma un fatto è ormai noto: è esentasse. Il Governo Berlusconi II – sì, ancora lui – emana infatti un decreto, quello del 17 agosto 2005, n. 163, con il quale si ratifica la <strong>totale esenzione dell’Ici</strong> «<em>per tutti i beni della Chiesa: un benefit di almeno <strong>400 milioni di<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/ici-e-chiesa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-26459" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="ici e chiesa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/ici-e-chiesa.jpg" alt="" width="225" height="224" /></a> euro l’anno</strong>, secondo la stima più prudente</em>» (M. Ainis, <em>ibid</em>.).  Forse da una prospettiva italiana non risulta immediato l’effetto dirompente che tale decreto ha non solo sulle finanze dello Stato, o meglio dei comuni, ma anche sulle norme per la libera concorrenza di mercato per quegli esercizi commerciali che non possono vantare alcuna parentale, neanche lontana, con gli inabitanti di Oltretevere. L’Europa però lo vede bene, e chiede chiarimenti. Forse è anche per questo che l’anno seguente il Governo Prodi cerca di metterci una toppa, che però ha tanto il sapore della presa in giro: con il decreto del 4 luglio 2006 n. 223 si stabilisce che sono esenti dal pagamento dell’imposta comunale sugli immobili solo i locali a uso «<em>non esclusivamente commerciale</em>». E quali sono? Nessuno, ma proprio nessuno, volendo. Basti pensare che persino l’<strong>agenzia di viaggi del Vaticano</strong>, l’<a href="http://www.orpnet.it/orp/chi_siamo">Opera Romana Pellegrinaggi</a>, che organizza i charter da e per le mete della cristianità non paga l’Ici: si trova nel palazzo del Vicariato e la sua è considerata <strong>un’opera </strong>“<strong>pastorale</strong>”, così come quella di <a href="http://www.romeguide.it/romacristiana/romacristiana.html">Roma Cristiana</a>, il servizio di autobus gialli e bianchi a due piani che trasportano i turisti in giro per Roma al costo di 18 euro a biglietto.</p>
<p>Poi ci sarebbero il <strong>dimezzamento dell’Ires</strong> (imposta di reddito sulle società); <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/11/scuola-pubblica-togliere-ai-poveri-per-dare-ai-ricchi/"><strong>i finanziamenti alle scuole cattoliche</strong></a> e agli istituti di cura cattolici; <strong>i fondi alle università private</strong> – vedi l’Università Europea di Roma, della Congregazione dei Legionari di Cristo, fondata da Maciel Degollado, di cui avevamo trattato a proposito del “<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/reportage-de-mattei-con-chi-vogliamo-parlare/">caso De Mattei</a>” –; <strong>i finanziamenti dei “grandi eventi”</strong> (solo esempio: l’esposizione della Sindone tenutasi a Torino nella primavera 2010 è costata agli enti promotori, ossia comune e provincia di Torino e regione Piemonte, <strong>2,4 milioni di euro</strong>); <strong>le sovvenzioni a</strong> <strong>Radio Maria, </strong>classificata (unica, insieme a Radio Padania) come &#8220;emittente radiofonica nazionale a carattere comunitario&#8221;, e beneficiaria per questo di un milione di euro nella finanziaria del dicembre 2004, legge n. 311, oltre che destinataria del 5xmille; poi ci sarebbe lo <strong>IOR</strong>, ma questo è un capitolo a parte.</p>
<p>Con ciò ci auguriamo di non destare (nuovamente) le ire e la penna di Umberto Folena, che dalle colonne dell’<a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Quelli+che+lIci+e+la+Chiesa+cattolica_201108210509088730000.htm"><em>Avvenire</em></a><em> </em>pochi giorni or sono tuonava contro tutti «<em>quelli che</em>», a suo dire, «<em>vorrebbero far pagare l’Ici a chi ancora non la paga, ossia alle mense Caritas, agli oratori, alle sacrestie, ai monasteri… perché sono soltanto loro che ancora non pagano</em>», e inveiva contro tutti «<em>quelli che sul loro giornalone da 500 mila copie denunciano con veemenza che la Chiesa italiana nasconde il rendiconto dell’8 per mille</em>». Ovviamente non si riferiva a noi, che non siamo affatto un “giornalone da 500 mila copie” e, al contrario di <em>Avvenire</em>, non percepiamo alcuna sovvenzione statale. Tuttavia sarà il caso di evidenziare che nel dare una notizia, ci curiamo di offrire al lettore l’eventuale legge di riferimento, il link al documento originale, o la fonte della data informazione.</p>
<p>Non basta stracciarsi le vesti e dare del bugiardo a chi osa opporre obiezioni ad uno <em>status quo</em> dimostrato dai fatti. Folena e quanti gridano all’attentato contro la Chiesa cattolica e la sua carità, dimostrino (dati alla mano) di avere ragione, e cambieremo parere.</p>
<p>Al momento, l’anomalia tutta italiana del Vaticano, e del suo pingue mantenimento all’interno di uno Stato sovrano e laico, è e resta cosa di evidenza innegabile. Le frecce all’arco dei suoi difensori non possono essere la negazione dei fatti; piuttosto ammettano, e noi ne converremo, che presentare al mondo e ai fedeli un papa e un apparato ecclesiastico disadorni d’oro e privi di preziosi sacri paramenti non farebbe la stessa impressione che fa ora. È (anche) per questo, forse, che la Chiesa non può rinunciarvi. Ma non può certo dirlo a voce alta.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Alessandra Maiorino</div>
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		<title>Il Vaticano siamo noi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 12:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-vaticano-siamo-noi/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/dollari_albero_vaticano1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dapprima fu il silenzio. L’accetta dei tagli del governo si è abbattuta sui lavoratori (naturalmente dipendenti, in particolare pubblici) e sullo stato sociale, su Comuni, Province e Regioni (e quindi servizi e assistenza) senza che un solo fiato si levasse dai porporati così bravi, in altre circostanze, nel predicare solidarietà e aiuti ai bisognosi. Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/dollari_albero_vaticano1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26238" title="dollari_albero_vaticano1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/dollari_albero_vaticano1.jpg" alt="" width="325" height="293" /></a>Dapprima fu il silenzio. L’accetta dei tagli del governo si è abbattuta sui lavoratori (naturalmente dipendenti, in particolare pubblici) e sullo stato sociale, su Comuni, Province e Regioni (e quindi servizi e assistenza) senza che un solo fiato si levasse dai porporati così bravi, in altre circostanze, nel predicare solidarietà e aiuti ai bisognosi. Poi qualche penna “illustre” (noi, che certamente non lo siamo, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/nessuno-tocchi-il-vaticano/">ne abbiamo parlato</a> quando il silenzio ancora regnava sovrano) ha cominciato a chiedersi e a chiedere se in un momento di tragica difficoltà per il paese non fosse il caso che il Grande Esente, la Chiesa, cominciasse a pagare le tasse sugli immobili di sua proprietà, a rinunciare a finanziamenti e agevolazioni e persino all’otto per mille dell’Irpef, che frutta circa <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">un miliardo di euro</a> direttamente dalle tasche di tutti i contribuenti (cattolici e non).</p>
<p>E allora tacere non si poteva più. Non si poteva più nascondere quegli almeno <strong>quattro miliardi di euro</strong>  (secondo la stima al ribasso di un’<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Costi-della-Chiesa-cattolica-Repubblica-2007.pdf">inchiesta di Repubblica</a> datata 2007) che ogni anno passano dalle casse dello Stato italiano a quelle della Chiesa. La cifra rimbalzava sui giornali, sul web, su tutti i social network, scatenando l’indignazione del popolo e di (alcuni) intellettuali e giornalisti. E così è iniziato l’immancabile carosello di prelati e politici affiliati. Chi difende i privilegi, chi nega le agevolazioni, chi attacca per non essere attaccato, chi ribalta la frittata e spaccia i finanziamenti alla Chiesa per opere di carità (forse non sa dove finisce l’80% dell’otto per mille?).</p>
<p>Nella ridicola difesa di indifendibili privilegi, meritano menzione alcune dichiarazioni.</p>
<p><strong>Rosy Bindi, presidente del Pd</strong>. Ha  esplicitamente detto che il Pd non appoggerà la richiesta di far pagare al Vaticano l’Ici sugli immobili di sua proprietà, come proposto dai Radicali: «<em>Io credo, come Casini, che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, l&#8217;unica veramente impegnata con il volontariato nella lotta alla povertà</em>». L’anima confessionalista del Pd riemerge in tutta la sua potenza. Se sul testamento biologico e le coppie di fatto forse &#8211; ma proprio forse &#8211; si può anche discutere, dell’eliminazione dei privilegi alla casta cattolica non se ne parla neanche. E se lo dice la presidente…</p>
<p><strong>L’<em>Avvenire</em>, il quotidiano dei vescovi</strong>. «<em>Bisognerebbe essere più precisi e informarsi, prima di gettare ombra o perfino fango. Bisognerebbe avere, con la Chiesa, la precisione che si ha nei confronti di altri soggetti più &#8216;reattivi&#8217; e meno inoffensivi. Perché quei &#8216;quattro miliardi&#8217; sottratti all&#8217;Italia della crisi sono lo schizzo cattivo di un laicismo che intende eliminare ogni presenza sociale e pubblica della Chiesa, che sta contribuendo già adesso ad ammortizzare gli effetti nefasti della crisi</em>». Ma come la Chiesa contribuirebbe non è dato sapere. Mistero della fede?</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Evasione-W-KS.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-26240" style="margin-left: 10px;" title="Evasione W KS" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Evasione-W-KS-235x300.jpg" alt="" height="340" /></a>Angelo Bagnasco, presidente della Cei</strong>: «<em>Le cifre dell’evasione fiscale sono impressionanti</em>», ha tuonato dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid scoprendo l’acqua calda. «<em>Come comunità cristiana, come credenti  dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte. […]. Così le cose sarebbero risolte, non senza però rivedere gli stili di vita</em>». Il pensiero è corretto, nulla da obiettare se pensiamo che in Italia l’evasione fiscale raggiunge la cifra stimata di <strong>265 miliardi di euro l’anno</strong> (dati 2008). Ma proferito dal rappresentante di una casta che basa il suo potere economico (anche) sull’esonero fiscale suona davvero come una presa in giro. L’astuto prelato ha preferito guardare in casa altrui invece che nella propria in piena tecnica “la miglior difesa è l’attacco” (ma la trave e la pagliuzza dove sono finite?).</p>
<p><strong>Vittorio Feltri</strong>. Dalle colonne del <em><a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13CN/13CNK8.pdf">Giornale</a> </em> lancia la sua crociata di ateo devoto: «<em>D</em><em>a quando non si parla che di tasse e di tagli e di imbrogli peri noti motivi, anche la Chiesa cattolica è finita sotto tiro dei soliti moralisti, accusata addirittura di eludere il fisco grazie a privilegi concordatari strappati allo Stato. Senza entrare in particolari troppo tecnici, vorremmo tuttavia ricordare che gran parte delle suddette critiche sono infondate. Infatti non è vero che il mattone dei preti sia esente da imposte. O meglio, lo è se destinato ad attività di culto, benefiche, assistenziali o comunque volte a colmare l’assenza dello Stato.</em> […]<em>Se la Chiesa è in grado di sostituirsi ai Comuni, alle Province, alle Regioni e allo Stato laddove questi sono incapaci di agire, sarebbe assurdo che venisse penalizzata. Semmai dovrebbe ricevere, oltre a encomi, anche dei congrui contributi e non soltanto l’esenzione fiscale. </em>[…] <em>Attenzione. Qualsiasi immobile della Chiesa che non sia utilizzato per gli scopi sommariamente citati sopra</em> [assistenza ai deboli e solidarietà, ndr<em>], e che sia invece affittato e produca reddito, viene trattato come se fosse nostro o vostro. Non è esente dall’Ici né da altre tasse</em>». Preso dall’ansia di compiacere le gerarchie ecclesiastiche – e, di conseguenza, il suo padrone – l’ex mangiapreti Feltri ha dimenticato che l’<strong>esenzione totale </strong>per la Chiesa è stata approvata dal governo Berlusconi nel 2005: cliniche, scuole, alberghi, circoli cattolici sono, da allora esenti Ici. O forse intende dimostrarci, in un altro editoriale, che queste strutture non producono reddito ma solo <em>opere di carità</em>?</p>
<p><strong>Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia</strong>.  Finora si scherzava. Nessuna delle dichiarazioni rilasciate da politici e porporati (neanche quella di Bagnasco!) ha uguagliato, in capacità dissimulatoria, quella del devoto manager immobiliare. «<em>Nell’ ordinamento italiano, come d’altronde avviene in molte nazioni straniere, la spiritualità religiosa è considerata una componente fondamentale della natura umana, e quindi una faccia della persona (alla stregua della fisicità e dell’intelletto) che non può esser relegata nella sfera del privato; e dunque rappresenta un bene fondamentale che, al pari della salute, della cultura, del benessere, deve esser assicurato e garantito al cittadino dallo Stato. L’equivoco, in cui si cade, di ritenere le Chiese, nella loro funzione, altro rispetto allo Stato, nasce dal fatto che quest’ultimo  non pretende di esercitare l’attività di culto e di religione direttamente o attraverso la supplenza di altri soggetti ( come avviene per le attività “laiche” di interesse collettivo, dalla assistenza, alla cultura): ma riconosce che questa attività, svolta dalle diverse confessioni religiose secondo i propri fini istituzionali, risponde in sé al requisito dell’ interesse collettivo. E dunque le esenzioni Ici, stabilite per gli immobili destinati ai compiti istituzionali delle Confessioni religiose, non sono graziose e benevole elargizioni  previste nei loro confronti, né tantomeno nei confronti della sola Chiesa cattolica (come d’altronde non lo sono per gli enti no-profit che esercitano attività di interesse collettivo); ma rispondono alla stessa logica delle esenzioni stabilite per gli immobili pubblici</em>». La sostanza dell’intervento (<a href="http://www.mnews.it/2011/08/18/colombo-clerici-lici-e-gli-immobili-delle-chiese/">qui</a> in versione integrale) è che se la Chiesa dovesse pagare l’Ici, allora lo dovrebbe pagare anche lo Stato. Si arriva perciò a un cortocircuito logico che ovviamente non può essere accettato: da qui l’esenzione fiscale per la Chiesa trova la sua legittimità.</p>
<p>Sarebbe un insulto all’intelligenza di chi legge spiegare questa frode semantica  che vede un capitale privato spacciato per pubblico e uno stato straniero considerato parte del nostro. Ma c’è da dire che il semisconosciuto manager avrebbe qualcosa da insegnare sia a Bagnasco sia a Feltri. Al primo che è più avvincente una balla sapientemente formulata di una difesa basata sull’attacco; al secondo che decostruire e ricostruire la realtà è molto più elegante di una maldestra arrampicata sugli specchi.</p>
<p>Ma a noi, che oltre allo stile leggiamo la sostanza, resta solo un’amara certezza: il Vaticano non si tocca, non c’è crisi che regga.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Cecilia Maria Calamani</div>
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		<title>B&amp;B</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/bb.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-21460" title="bb" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/bb.bmp" alt="" /></a>L’Italia è un paese così arretrato e in difficoltà perché <strong>antropologicamente diverso</strong>? C’è da sospettarlo seriamente quando vediamo i cittadini che sopportano soprusi e sopraffazioni dalla politica che li amministra e governa. E’ probabile che la testa china sia un effetto dell’ educazione cattolica, o meglio del filoclericalismo che intride ogni aspetto della società italiana. Secolarizzati per tutto quello che riguarda la vita privata nella sfera pubblica , gli italiani battezzano i propri figli, li iscrivono all’ora facoltativa di religione – contribuendo ad erodere risorse economiche che non impegnate in quell’insegnamento potrebbero servire alla scuola – celebrano i funerali dei parenti in Chiesa, pure se il morto in vita non l’ha mai frequentata.</p>
<p>Eppure è proprio dai grandi paesi cattolici che spira un vento di cambiamento. Il <strong>Brasile</strong> ad esempio, ha deciso che chi ha scelto una unione omosessuale non può essere considerato cittadino di seconda classe. La Corte Suprema ha votato all’unanimità con la sola eccezione del giudice José Antonio Dias Toffol che avrebbe voluto il mantenimento della discriminazione giustificando la sua posizione reazionaria perché ultracattolico. La Conferenza episcopale brasiliana ritiene che al pluralismo c’è un limite, ma la Corte – giudici comunisti? – ha riconosciuto l’uguaglianza dei diritti per le coppie omosessuali per la reversione della pensione, l’assistenza sanitaria, le adozioni. Praticamente un matrimonio. Unioni e matrimoni sono stati legalizzati anche in <strong>Uruguay</strong>, in <strong>Argentina</strong> e nel distretto federale di <strong>Città del Messico</strong>. Noi intanto segniamo il passo, anzi ministri e sottosegretari si fanno vanto di avere posizioni misogine ed omofobe, al posto di varare leggi per il riconoscimento di pari diritti.</p>
<p>Del resto a pochi giorni dal voto amministrativo il quotidiano della Cei <em>Avvenire</em> ha licenziato un editoriale che si schiera con il governo. Infatti, scrive l’editorialista, bisogna «pesare bene le opzioni», e la differenza non la fa né il lavoro, né l’economia, né l’immigrazione. No, anche per il voto amministrativo le questioni di cui tener conto è il no all’<strong>aborto</strong>, no a qualsiasi riconoscimento alle <strong>coppie omosessuali</strong>, si alla <strong>parità scolastica</strong>.</p>
<p>Benedetto XVI esattamente come Berlusconi, papa e premier bugiardi e imbroglioni. L’uno parla di immigrazione e solidarietà, l’altro parla di fisco e merito. Sappiamo come entrambi mentano per la gola. Ma gli italiani perché li foraggiano? Siamo diversi noi? Forse è il tempo di avviare una riflessione seria sugli italiani mala gente.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nessundio.net/tiziana2011.htm"><strong><span style="color: #006699;"><em>Tiziana Ficacci</em></span></strong></a></p>
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		<title>La censura non è uguale per tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 16:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/la-censura-non-e-uguale-per-tutti/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/santo-subito.jpeg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La pubblicità della Giallo oro srl, società di oreficeria baresana, raffigurante un uomo con paramenti e posa papali accompagnato dallo slogan «Giallo Oro I° Santo Subito» è stata censurata dal Tribunale di Bari per offesa al «comune sentimento religioso», tanto più perché «il riferimento al Santo Subito si relaziona immediatamente all’imminente proclamazione a beato di Papa Giovanni Paolo II». Per inciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/santo-subito.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-21131" title="santo subito" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/santo-subito.jpeg" alt="" height="300" /></a>La pubblicità della <em>Giallo oro srl</em>, società di oreficeria baresana, raffigurante un uomo con paramenti e posa papali accompagnato dallo slogan «<em>Giallo Oro I° Santo Subito</em>» è stata <strong>censurata </strong>dal Tribunale di Bari per offesa al «<em>comune sentimento religioso</em>», tanto più perché «<em>il riferimento al Santo Subito si relaziona immediatamente all’imminente proclamazione a beato di Papa Giovanni Paolo II</em>». Per inciso, l’insulto alla grammatica italiana della notazione &#8220;primo&#8221; (I°) non è neanche stato notato.</p>
<p><strong>Non diversa la sorte</strong> della pubblicità degli auricolari <em>Nodis </em>(azienda di telefonia milanese), un breve spot televisivo mandato in onda da Italia1 che raffigura un uomo dalle fattezze di Cristo legato a un letto. Mentre una matrona in succinta e aggressiva <em>mise</em> si avvicina con un frustino, l’uomo alza gli occhi al cielo e chiede aiuto al padre, sperando che il suo auricolare veicoli il messaggio. Dopo la denuncia di <em>Avvenire</em>, che ha stigmatizzato lo spot come «<em>brutalmente insultante per chi crede in Gesù Cristo e in modo persino più feroce e ingiusto in questo tempo che ci prepara alla Pasqua di Risurrezione</em>»,  l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha ingiunto alla ditta di telefonia e a Mediaset di <strong>fermarne la diffusione</strong> in quanto «<em>è evidente la volgarizzazione di figure connotate da forte sacralità e spiritualità, che vengono invece banalizzate dallo spot contestato e connotate di aspetti fortemente terreni e provocatoriamente maliziosi e trasgressivi</em>».</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/foto-spot-nodis-italia1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-21129" style="margin-left: 10px;" title="foto-spot-nodis-italia1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/foto-spot-nodis-italia1.jpg" alt="" height="250" /></a>Siamo in attesa, invece, di sapere se <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/giovanardi-family/"><strong>il caso Ikea</strong></a>, sollevato dal sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi, si risolverà in una bolla di sapone oppure sarà oggetto di denuncia e – forse – relativa censura. La pubblicità in questione raffigura due giovani uomini che si tengono per mano. L’immagine, unita allo slogan «<em>Siamo aperti a tutte le famiglie</em>», ha fatto ravvisare nello zelante sottosegretario nientemeno che un «<em>violento attacco alla Costituzione</em>».</p>
<p>Questi i fatti dell’ultimo mese. E fanno riflettere. Innanzitutto per la totale <strong>assenza di ironia e senso del ridicolo</strong> di chi ha gridato all’offesa. Propria di tutte le specie animali, l’evoluzione implica per l’uomo anche l’adattarsi al cambiare dei tempi e dei costumi. Pare che le gerarchie cattoliche e i loro sostenitori ne siano immuni, arroccati a un modello obsoleto di rituali sacri e adorazione di icone che nel XXI secolo può far solo sorridere.</p>
<p>In secondo luogo perché il paragone con altri tipi di pubblicità &#8211; mai censurate seppur denunciate &#8211; viene immediato. Come mai i portavoce dei più alti valori cattolici si indignano per un simil-Cristo legato a un letto o per due uomini per mano ma tacciono sul massiccio uso offensivo e mercificatorio del corpo femminile nelle pubblicità?</p>
<p>Sapendo quanto la Chiesa sia capace di rinunciare alla difesa del sacro quando la posta in gioco è il profano denaro – basti guardare l’untuosa condiscendenza con la quale “contestualizza” gesta e parole del presidente del Consiglio – sorge un <strong>maligno sospetto</strong>.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/ikea_gay_280xFree.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20868" title="ikea_gay_280xFree" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/ikea_gay_280xFree.jpg" alt="" height="300" /></a>Il culto dell’iconografia cattolica, l’attribuire poteri sacri a reliquie e personaggi , l’adorazione di feticci sono i mezzi di <strong>sopravvivenza temporale</strong> della Chiesa. Se i fedeli credessero nel dio cristiano senza la sua mediazione, se fossero in grado di gestire la loro fede senza bisogno di delegare a miti, dogmi e anatemi la solidità del loro credo, il sistema (economico) Chiesa si sgretolerebbe. Niente più frotte di pellegrini per adorare il sangue del papa beato, quello di san Gennaro o la sindone; niente più viaggi della speranza a Lourdes o Medjugorje, niente più paura del fuoco eterno se si incorre nel &#8220;peccato&#8221; e, in ultima analisi, addio al mercato del turismo religioso e alle copiose elargizioni in denaro per acquistare un pezzetto di paradiso. Il <em>copyright</em> assume così, per la Chiesa, una <strong>motivazione vitale</strong>.</p>
<p>Per contro, non si riempiono le casse vaticane con crociate in difesa della dignità della donna, <a href="http://http://www.cronachelaiche.it/2011/02/se-le-donne-dicono-basta/" target="_blank">mai come oggi così vituperata</a> in pubblicità o sui media.</p>
<p>Se questa morale a doppio taglio fosse perpetuata solo da porporati e cattolici oltranzisti – magari senza cariche istituzionali – la critica finirebbe qui. Invece tutto ciò passa per osmosi dai ministri di dio a quelli dello Stato italiano, con il solo risultato che vengono difesi i diritti di pochi invece che quelli di tutti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Avvenire su Eluana &#8211; Comunicato stampa dell&#8217;associazione &#8220;Per Eluana&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 08:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/avvenire-su-eluana-comunicato-stampa-dellassociazione-per-eluana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/header-bg-300x147.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’Associazione “Per Eluana” denuncia la campagna di diffusione di notizie false e diffamanti messa in atto dal quotidiano “Avvenire” sia riguardo alle effettive condizioni cliniche di Eluana Englaro nei giorni della sua degenza a Udine, sia nei confronti di coloro che in quel periodo l’hanno assistita. Il giornalista Pino Ciociola nell’articolo apparso a pag. 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/header-bg.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-19620" title="header-bg" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/header-bg-300x147.png" alt="" width="300" height="147" /></a>L’Associazione “Per Eluana” denuncia la campagna di diffusione di notizie false e diffamanti messa in atto dal quotidiano “Avvenire” sia riguardo alle effettive condizioni cliniche di Eluana Englaro nei giorni della sua degenza a Udine, sia nei confronti di coloro che in quel periodo l’hanno assistita.</p>
<p>Il giornalista Pino Ciociola nell’articolo apparso a pag. 16 della edizione di “Avvenire” del 19 Marzo u.s. (“<em>Una legge è giusta se li aiuta”</em>) sostiene che <em>”Eluana Englaro a Udine venne sedata – pesantemente“. </em>Di seguito, esibendo una (presunta) conoscenza dei fatti che stupirebbe gli stessi periti autoptici, afferma che tale “<em>pesante sedazione</em>” neppure “<em>bastò</em>” a lenire le (altrettanto presunte) sofferenze della donna: lo testimonierebbero, secondo la ricostruzione del Ciociola, <em>“le ferite provocate nel palmo delle sue mani dalle sue stesse unghie, perché le aveva strette tanto forte da entrare nella pelle” </em></p>
<p>Ci corre l&#8217;obbligo di precisare quanto segue. In primo luogo, il rapporto dei periti autoptici evidenzia a pag. 90 che “<em>sulla superficie della mano destra sono lievi depressioni cutanee arciformi come da impronta ungueale”. </em>Tali impronte, per gli esperti, sono <strong>compatibili con lo stato di tetraplegia spastica </strong>di cui era affetta la signora Englaro, come più volte riportato nelle cartelle cliniche di degenza della donna, dove tra l&#8217;altro si legge: “<em>La paziente presenta una tetraplegia spastica con atteggiamento in flessione delle dita e dei pugni (…)”, </em>una postura dovuta al grave danno midollare riportato 17 anni prima a seguito dell&#8217;incidente automobilistico di cui fu vittima. Il loro rilievo testimonia l’accuratezza con cui l’autopsia è stata eseguita, accuratezza che ha anche permesso di dimostrare, in secondo luogo, come la quantità di sedativo somministrato (vedi indicazioni del protocollo imposto dalla Corte di Cassazione) fosse stata <strong>oltremodo bassa. </strong>Nel rapporto tossicologico, a pag. 127, si legge infatti: “Il livello di <em>fenobarbital </em>è, in ordine di grandezza, da collocarsi <strong>nell’ambito, se non addirittura al di sotto</strong>, dei valori delle concentrazioni terapeutiche”; e il rapporto così prosegue e conclude: “nei materiali biologici esaminati, <strong>non sono state identificate altre sostanze (…) di interesse tossicologico e farmacologico”. </strong></p>
<p>Esprimere opinioni è cosa lecita; costruire false versioni dei fatti ed inventarsi di sana pianta presunti misfatti per suscitare indignazione e accattivarsi consensi a buon mercato non è né lecito né onesto, ancor più se proviene da una testata giornalistica che si rifà ai valori cristiano-cattolici con al loro centro il comandamento di non essere mendaci.</p>
<p>(*) <em>Associazione &#8220;<a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CCAQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.pereluana.it%2F&amp;ei=vFmITcqpEcbvsgaS5sioDA&amp;usg=AFQjCNHogm4t35DSJ3g1n6zOWI8wy4Qk6A" target="_blank">Per Eluana</a>&#8220;</em></p>
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		<title>Biotestamento: intervista a Cinzia Gori</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 19:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/biotestamento-intervista-a-cinzia-gori/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/gori-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Portavoce del Coordinamento Laico Nazionale, membro del direttivo di Per Eluana, l’associazione fondata da Beppino Englaro, e presidente della Società per la cremazione di Udine, Cinzia Gori è anche l’infermiera che ha coordinato l’equipe di assistenza a Eluana Englaro scrivendo poi, insieme al marito Amato de Monte, primario del primo reparto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/gori.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19307" title="gori" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/gori.jpg" alt="" width="235" height="293" /></a>Portavoce del <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/02/nasce-il-coordinamento-laico-nazionale-una-buona-notizia-per-l%e2%80%99italia/" target="_blank">Coordinamento Laico Nazionale</a>, membro del direttivo di Per Eluana, l’associazione fondata da Beppino Englaro, e presidente della Società per la cremazione di Udine, <strong>Cinzia Gori</strong> è anche l’infermiera che ha coordinato l’equipe di assistenza a Eluana Englaro scrivendo poi, insieme al marito Amato de Monte, primario del primo reparto di anestesia dell&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, il libro “Gli ultimi giorni di Eluana”. </em><em>Con lei abbiamo parlato della discussione in atto in questi giorni alla Camera sul <a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/ddl-calabr%C3%B2.pdf" target="_blank">ddl Calabrò</a>, la proposta di legge sul testamento biologico del Pdl.</em></p>
<p><strong>Ad aprile, a meno di rinvii, è previsto il voto sul ddl Calabrò alla Camera. La discussione parlamentare si sta incentrando su due nodi fondamentali: alimentazione e idratazione artificiali, che in quanto «<em>sostegno vitale</em>» non possono «<em>formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento</em>», e il ruolo centrale del medico, non vincolato a tener conto delle indicazioni del paziente. Secondo te, è possibile che questi due punti vengano modificati come richiesto da parte delle opposizioni e dalle associazioni laiche?</strong></p>
<p>No, non credo che verranno modificati. Mercoledì 9 marzo, su invito dell’Italia dei Valori, ho partecipato insieme a Beppino Englaro a una conferenza stampa promossa dall’onorevole Di Pietro proprio su questo argomento. L’IdV ha sollevato la pregiudiziale di costituzionalità e finora è il primo e unico partito ad aver fatto qualcosa di tangibile contro questo decreto legge. Credo che l’incostituzionalità sia il punto cruciale della legge, più volte evidenziato dai partiti di opposizione ma mai preso in seria considerazione. Ci si concentra troppo sull’alimentazione e idratazione, quando invece alla base di questo decreto c’è di fatto che è una legge liberticida, basata su un’ideologia religiosa che porta a ignorare i principi fondamentali della nostra Costituzione. Bisognerebbe concentrarsi, come ha fatto l’IdV, sull’incostituzionalità, cosa ben più grave e punto chiave della legge, che automaticamente porterebbe a cambiare anche il punto in cui si afferma che la scelta del cittadino non è vincolante per il medico.</p>
<p><strong>Infatti l’articolo 32 della Costituzione recita: «<em>Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana</em>». Quale strada si profila all’orizzonte se il ddl venisse approvato? La sensazione è che si rischi un iter simile a quello della legge 40 sulla procreazioni assistita, approdata alla Corte costituzionale dopo il mancato raggiungimento del quorum ai referendum…</strong></p>
<p>Gli Italiani sembrano stanchi di referendum. Non credo che il referendum sia la soluzione, il ddl Calabrò ha contribuito a creare sufficiente confusione nelle persone e inoltre c’è il grosso rischio che con un referendum non si raggiunga il quorum. Questo decreto sta andando avanti nella consapevolezza generale, come ha detto Stefano Rodotà, che sarà una legge liberticida, incostituzionale, sgrammaticata, truffaldina e menzognera. Ci sono tutti i presupposti per poter bloccare la legge, ma purtroppo per i soliti giochi politici non c’è la vera intenzione di arrivare a tanto.  Io penso che se la legge verrà approvata,  bisognerà intraprendere la via della <em>class action</em> e fare ciò che è stato fatto per la legge 40.  Ma nel frattempo il governo avrà raggiunto il suo risultato e cioè quello di aver preso tempo, non aver risolto il problema e aver “pagato pegno” al Vaticano.<br />
Io comunque invito chiunque a registrare e depositare il proprio testamento biologico, perché è comunque una dichiarazione di volontà che in un eventuale sfortunato futuro, eviterà di dover ripercorrere l’Iter legale di Englaro per poter provare le proprie posizioni in fatto di autodeterminazione.</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/vignetta_20090327.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-19317" style="margin-left: 10px;" title="vignetta_20090327" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/vignetta_20090327-276x300.gif" alt="" width="276" height="300" /></a>Ma che fine farebbero i registri per il testamento biologico già istituiti in moltissimi Comuni italiani se il ddl diventasse legge?</strong></p>
<p>Sicuramente, viste le minacce già lanciate dal Sottosegretario Roccella sui registri comunali, verranno spazzati via, tanto il governo è abituato a questi atti di prepotenza nei confronti dei cittadini. Rimane comunque un messaggio forte da parte della popolazione, e sono comunque dichiarazioni di volontà documentate, quelle stesse dichiarazioni di cui la Roccella, in una puntata di Porta a Porta, aveva lamentato l’assenza nel caso Eluana. Ingenuamente si chiedeva perché Eluana non avesse lasciato niente di scritto. Come se 17 anni fa ci fosse la possibilità di lasciare le proprie volontà scritte, specialmente a 20 anni. Volontà che comunque a tutt’oggi ci negano di depositare.</p>
<p><strong>Il 2 marzo, in Senato, il medico personale di Silvio Berlusconi, Alberto Zangrillo, ha paragonato la morte di Eluana alla soppressione di un cavallo zoppo. Alle rimostranze dell’associazione Per Eluana, il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ha risposto condannando a sua volta «<em>l’uso e l’abuso di </em><em>terminologie scientificamente improprie e umanamente offensive». In particolare, </em>ha accusato il professor Veronesi di aver «<em>sempre definito lo stato vegetativo “permanente”, quando ormai da molti anni la comunità scientifica ha stabilito che tale definizione è obsoleta e inadeguata». </em>A quale comunità scientifica fa riferimento il sottosegretario?</strong></p>
<p>La Comunità Scientifica a cui suppongo faccia riferimento il sottosegretario è quella formata da lei stessa in occasione della stesura del &#8220;Libro bianco&#8221;, quando con un colpo di spugna quattro neurologi da lei nominati e capitanati del professor Gigli hanno deciso che non si poteva più parlare di Stato vegetativo (SV) permanente e persistente ma bisognava sostituire tale terminologia con «Stato di minima coscienza». Non risulta che la Società scientifica mondiale abbia mai accolto questa nuova definizione. Non si possono cancellare decenni di ricerca medica  con un semplice trattato basato su esperienze personali. Cosa strana però, dopo aver dichiarato l’uso di questa terminologia obsoleto nel giugno del 2010, Roccella si è prodigata a nominare il 9 febbraio 2011 «Giornata degli stati vegetativi». Ma allora lo SV esiste dopo tutto. Un&#8217;altra delle tante incongruenze del nostro governo! Tutt’ora, negli ospedali si continua a parlare di SV permanente e persistente, come d’altronde si continua a parlare di nutrizione artificiale e idratazione come terapie e non sostegni vitali. Che ci sia una chiara intenzione di ribaltare la cultura medica mi sembra ovvio , che ci riescano è tutt’altra cosa.</p>
<p><strong>Alla cerimonia per i Patti Lateranensi, in un colloquio riservato con il cardinal Bertone, il premier ha promesso di accelerare l’approvazione parlamentare del ddl Calabrò. Che ruolo gioca, nella posizione del governo sul biotestamento, l’impellenza di ottenere il “perdono” della Chiesa per gli scandali di letto di Silvio Berlusconi? </strong></p>
<p>Il presidente del Consiglio sta dando in ostaggio gli italiani al Vaticano per farsi perdonare i suoi peccati. L’ipocrisia del Vaticano, che è disposto ha chiudere tutte e due gli occhi, è alla luce del sole. Le gerarchi ecclesiastiche hanno anche dichiarato che non è richiesta la coerenza da parte del premier, per cui gli hanno concesso la libertà di agire come vuole assicurandogli l’immediata assoluzione dei suoi peccati. L’importante è che continui a garantire loro il dominio delle questioni etiche, la gestione delle scuole private sicuramente migliori delle pubbliche dove in realtà “non si educa”, l’esenzione dell’ICI, l’otto per mille, il no ai matrimoni gay ecc&#8230; E cosa dice il Vaticano della prostituzione minorile? Visto che la capacità di perdono della Chiesa è grande, certamente troveranno una via per perdonarlo anche questa volta. Solo noi che abbiamo affiancato Beppino Englaro siamo stati minacciati di scomunica e additati come peccatori pubblici. Il premier può stare tranquillo, sicuramente a lui questo non succederà.</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/VIGNETTA-2-267x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19314" title="VIGNETTA-2-267x300" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/VIGNETTA-2-267x300.jpg" alt="" width="267" height="300" /></a>Nell’appello del 12 marzo lanciato dal quotidiano Avvenire al Parlamento sul fine vita, il giornale dei vescovi  usa per due volte la parola <em>laico</em>. In particolare: «<em>Ci sono solidi argomenti di ragione – comuni a laici e cattolici – per sostenere l’urgenza, l’efficacia e l’utilità del testo di legge all’esame della Camera dei deputati</em>». Si definisce, inoltre, il ddl Calabrò «<em>realmente liberale</em>». Non suona come una presa in giro definire laica e liberale una proposta che priva i cittadini della libertà di decidere per la propria vita? E in secondo luogo, per quale motivo Avvenire distingue tra laici e cattolici quando molti, anche in politica, sono i cattolici laici?</strong></p>
<p>Già il fatto di dividere in “<em>laici e cattolici</em>” fa capire che usano la parola <em>laico</em> in modo sbagliato. Ormai si denota un uso inflazionato ed estremamente scorretto di questo termine. La Roccella è arrivata anche a coniare una nuova definizione: «laicità adulta», facendo pensare quindi che esista anche una «laicità infantile», questa non è altro che una delle sue ennesime revisioni del Dizionario Italiano, insieme a quanto già detto (stato vegetativo trasformato in stato di minima coscienza, nutrizione artificiale non più definita terapia, sdoppiamento della parola eutanasia, oggi suddivisa in passiva e attiva, chissà cos’altro ci aspetta).  Il 9 marzo, in Parlamento, ho sentito parlare per venti muniti un esponente del Pdl  del catechismo e degli insegnamenti che ne giungono e concludere candidamente la presentazione con «noi lavoriamo per una stato laico»! Dimmi se tutto questo non è una presa di giro. Forse a chi si riempie la bocca del significato di questa parola bisognerebbe ricordare che alla base della laicità c’è il rispetto dell&#8217;autonomia decisionale indipendentemente da ogni condizionamento ideologico, morale o religioso. Quale rispetto ci stanno proponendo i nostri politici? Spesso il laico viene visto come anticlericale (vedi <em>Avvenire</em>: il Coordinamento Laico Nazionale definito una lobby anticlericale), come una spina nel fianco della Chiesa. Il fatto di svincolare la libertà dall’ideologia religiosa è mal visto dal Vaticano che per secoli ha gestito i suoi fedeli con minacce, punizioni, restrizioni, sottomissioni e diktat. Sono loro gli unici detentori del saper vivere, sono loro che ci devono imporre come pensare, pregare, far figli, amare, nascere e morire. Come ci possiamo aspettare che un sistema così strutturato, capisca e riconosca la libertà individuale, quando di fatto impone la sua ideologia togliendo all’individuo l’autonomia dei principi?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Pedofili, vescovi e sonnambuli</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 20:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/pedofili-vescovi-e-sonnambuli/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/child-abuse-300x221.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Tra i pochi giornalisti italiani che il 31 ottobre 2010, a Roma, hanno seguito insieme a chi scrive la manifestazione internazionale organizzata da Survivors voice, che ha riunito sulla linea di confine tra l'Italia e Città del Vaticano numerose associazioni italiane e straniere di vittime di preti pedofili, c’era anche la fotografa Silvia Amodio. Dopo la conferenza stampa che si è tenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/child-abuse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18946" title="child abuse" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/child-abuse-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Tra i pochi giornalisti italiani che il 31 ottobre 2010, a Roma, hanno seguito insieme a chi scrive la manifestazione internazionale organizzata da <a href="http://www.survivorsvoice.org/" target="_blank"><strong>Survivors voice</strong></a>, che ha riunito sulla linea di confine tra l&#8217;Italia e Città del Vaticano numerose associazioni italiane e straniere di <strong>vittime di preti pedofili</strong>, c’era anche la fotografa Silvia Amodio. Dopo la conferenza stampa che si è tenuta alla sede dei Radicali italiani, Silvia ha allestito un set dove ha ripreso molti protagonisti dell&#8217;evento. Il risultato è una galleria di ritratti unica al mondo. Mai prima di allora un(a) giornalista aveva deciso di raccontare il dramma della pedofilia nel clero attraverso i volti di chi questo crimine lo ha subito sulla propria pelle. Con rigore ed estrema professionalità, Silvia è riuscita a restituire a queste persone la cosa che più di ogni altra coraggiosamente rivendicano. Che poi è il motivo per cui avevano deciso di riunirsi a pochi passi da Città del Vaticano (dove non li hanno fatti entrare): uscire «<em><strong>fuori dall’ombra</strong></em>» in cui la propaganda della Senta sede li ha ricacciati con le scuse in serie (o seriali) pronunciate da Benedetto XVI negli ultimi dodici mesi. Parole lucide, calcolate, quelle del papa, alle quali non sono seguiti dei fatti concreti in termini soprattutto di prevenzione dei crimini pedofili negli oratori, nei seminari, nelle scuole a gestione cattolica.</p>
<p>Il messaggio, indignato, dignitoso, dovuto, che i Sopravvissuti chiedevano di recapitare a Benedetto XVI il 31 ottobre scorso, è scolpito nei loro volti. E attende una risposta. Il servizio fotogiornalistico della Amodio è uscito con il numero di febbraio del mensile <em>Marie Claire</em>. Un applauso all&#8217;intelligenza di questa testata che ha avuto il coraggio di metterlo in pagina. Perché? Semplice. Da quando il papa ha chiesto scusa (o meglio, pronuncia scuse…) per i “peccati” commessi dai sacerdoti e coperti dalle gerarchie (di cui ha fatto e fa ancora parte), tra i media nazionali è piuttosto diffusa la convinzione che la pedofilia nella Chiesa cattolica sia un <strong>problema risolto</strong>, che quindi non fa più notizia. Nessuno, però, che si sia preso la briga di chiedere alle vittime cosa ne pensassero di queste scuse. Non un sopracciglio si è alzato Oltretevere nemmeno dopo che all&#8217;inizio dell&#8217;anno <em>la Repubblica </em>e <em>Il Fatto quotidiano</em> hanno pubblicato una lettera spedita da Malta in Vaticano, nella quale alcune vittime di sacerdoti pedofili chiedevano a Benedetto XVI giustizia per le violenze subite. «<em>Perché</em> &#8211; scrivono &#8211; <em>la Chiesa di Malta protegge ancora questi scandali? Perché i preti hanno ammesso nel 2003 e tutto va avanti come se non fosse successo niente?</em>». E ancora: «<em>Stiamo ancora soffrendo e siamo senza giustizia dopo sette anni. Per favore, ci aiuti Lei, la preghiamo molto</em>». Silenzio tombale. Fino al primo marzo, giorno in cui “miracolosamente” la pedofilia ritorna a far notizia con un dossier firmato dalla Conferenza episcopale italiana e pubblicato sul sito de <em>l&#8217;Avvenire</em>.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/survivors.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-18947" style="margin-left: 10px;" title="survivors" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/survivors.jpg" alt="" width="309" height="452" /></a>«<em>Oggi, i riflettori sullo scandalo pedofilia sono di nuovo spenti (anzi spentissimi)</em>» scrive il direttore del giornale dei vescovi <strong>Marco Tarquinio</strong> nel presentare il documento. «<em>E a misurarsi senza lesinare energie con il feroce e avido mostro dello sfruttamento sessuale dei più piccoli sono rimasti un gruppo di poliziotti e di uomini della legge, i soliti volontari e proprio quei preti e quegli uomini e quelle donne di Dio che erano stati messi “in blocco” nel mirino</em>». Seguono i numeri agghiaccianti diffusi dalle agenzie delle Nazioni Unite relativi alla tratta e alla riduzione in schiavitù di bambini e alla pedopornografia, un&#8217;intervista al mago Zurlì, due speciali sul “turismo” pedofilo in Brasile e Thailandia, e una pagina dal titolo “<em>Rigore e impegno. La Chiesa in campo</em>”. Non è curioso che un dossier della Cei citi un report dell&#8217;Unicef nonostante il Vaticano sia uno dei pochi Paesi al mondo a non aver sottoscritto la <strong>Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia</strong>? Perché non l&#8217;ha firmata? Pur non aderendo all&#8217;Onu, è risaputo che una firma avrebbe impegnato “moralmente” lo Stato vaticano a chiudere migliaia di seminari per minori sparsi nel mondo o quanto meno a squarciare il velo di omertà che copre tutto ciò che succede in questi istituti, dove, come ha denunciato più volte anche don Fortunato di Noto, si consuma buona parte dei crimini pedofili di matrice clericale. Ma andiamo oltre, evidenziando una tra le tante perle incastonate nella pagina del dossier costruita per completare l&#8217;opera di pulizia esteriore avviata nel 2010 con la lettera pastorale agli irlandesi di Benedetto XVI. La perla porta la firma prestigiosa di Mario Cardinali: «<em>La Chiesa cattolica è forse l’organismo che più di ogni altro negli ultimi anni si è sforzata di combattere al proprio interno il triste fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori perpetrati da sacerdoti o religiosi. E in questo un ruolo di primo piano lo ha avuto Joseph Ratzinger, dapprima come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e poi come Pontefice</em>». Non c&#8217;è dubbio, Ratzinger ha avuto un <strong>ruolo di primo piano</strong> nell&#8217;“affaire pedofilia”.</p>
<p>Nel 2003 era lui il magistrato che avrebbe dovuto giudicare i criminali cui fanno riferimento le vittime maltesi nella loro lettera. E nell&#8217;aprile del 2008 era sempre lui il pontefice che ha ricevuto a New York in colloquio privato uno dei fondatori di Survivors voice, Bernie McDaid, promettendo una risposta concreta della Chiesa alle istanze delle vittime. Due anni e mezzo dopo McDaid era in piazza di fronte al Vaticano per chiedere conto di quella promessa.</p>
<p>«<em>La polizia ha censito seicentomila bambini e bambine (di ogni parte del mondo) brutalizzati, venduti e comprati anche attraverso siti internet pedopornografici</em> &#8211; conclude il direttore Tarquinio nel suo articolo. <em>Appena seicento di questi piccoli sono stati salvati. Insomma, solo uno su mille ce la fa. È un numero che a noi toglie il sonno. Eppure il mondo dorme. Svegliamolo</em>». Dev&#8217;essere un caso di sonnambulismo editoriale.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://federicotulli.wordpress.com" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;"><em>Federico Tulli</em></span></strong></a></p>
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