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	<title>Cronache Laiche &#187; appello</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Il limbo europeo dell&#8217;omeopatia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/11/il-limbo-europeo-dellomeopatia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/prodotti-omeopatici-in-granuli-300x195.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Le leggi dell’Unione europea sono estremamente restrittive per la commercializzazione di farmaci,  e non da oggi. Fin dal 1965 ogni dichiarazione relativa alla capacità di guarire o ridurre i sintomi delle malattie deve essere solidamente comprovata. A causa di queste normative (65/65/CEE, ad esempio) scomparvero dagli scaffali delle farmacie europee molti “rimedi tradizionali”. Come sappiamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/prodotti-omeopatici-in-granuli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30880" title="prodotti omeopatici in granuli" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/prodotti-omeopatici-in-granuli-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Le leggi dell’Unione europea sono estremamente restrittive per la <strong>commercializzazione di farmaci</strong>,  e non da oggi. Fin dal 1965 ogni dichiarazione relativa alla capacità di guarire o ridurre i sintomi delle malattie deve essere <strong>solidamente comprovata</strong>. A causa di queste normative (65/65/CEE, ad esempio) scomparvero dagli scaffali delle farmacie europee molti “rimedi tradizionali”. Come sappiamo la truffa al consumatore è una delle materie in cui l’Ue si è mossa con più forza. Tuttavia, alla “comprovata capacità curativa” si è fatta nel 1992 un’eccezione, i <strong>farmaci omeopatici</strong>. Come si legge nella direttiva 92/73/CEE, infatti, «<em>alla procedura specifica semplificata di registrazione dei medicinali omeopatici sono applicabili per analogia i criteri e le norme procedurali previsti agli articoli da 5  a 12 della Direttiva 65/65/CEE, eccezion fatta per la prova dell’effetto terapeutico</em>».</p>
<p>Grazie a questa direttiva i farmaci omeopatici vengono sottratti alle norme sul cibo e sugli integratori alimentari e inserite in quelle “speciali” dei medicinali senza che vi sia la “solida prova” del loro <strong>effetto terapeutico</strong>. In realtà il testo originale prevedeva una frase di avvertimento della mancanza di un’indicazione scientifica comprovata sull’etichetta, ma le industrie omeopatiche aggirarono queste e altre restrizioni immettendo sul mercato prodotti complessi il cui nome ricordava la malattia per cui l’omeoprodotto pretendeva di essere il rimedio.</p>
<p>Il fatto che la cura omeopatica dovesse essere estremamente personalizzata era evidentemente diventato un optional; ad ogni modo tutto fu <strong>normalizzato</strong> nel 2004 con un&#8217;ulteriore direttiva che allargava ancor di più le maglie per i prodotti omeopatici, senza che nel frattempo con il progredire della scienza sia mai giunta una sola prova che questi rimedi abbiano un minimo effetto<strong> superiore al placebo</strong>. Ricordiamo infatti che il premio di un milione di dollari (mica spiccioli) messo in palio dalla <strong>fondazione James Randi</strong> a chi, con qualunque metodica, si fosse dimostrato in grado di riconoscere il medicinale omeopatico fra altri nove campioni di acqua distillata è rimasto non assegnato nonostante i tentativi di diversi omeopati.</p>
<p>Oggi l’<strong>organizzazione degli scettici belgi</strong> (SKEPP) promuove un appello al parlamento europeo che si può riassumere sinteticamente in un “delle due l’una” delle seguenti opzioni:</p>
<p>- Se i medicinali omeopatici costituiscono<strong> cure mediche</strong>, dovrebbero essere regolati dalle stesse norme di ogni altra terapia;<br />
- Se i medicinali omeopatici sono considerati come<strong> cibo o integratori alimentari</strong> devono essere applicate tutte le norme previste per questa categoria di prodotti: ogni dichiarazione sulla salute deve essere prima comprovata dall’EFSA (European Food Safety Agency).</p>
<p>Difficilmente un discorso cosi limpido e lineare riuscirà ad essere più forte delle pressioni politiche delle multinazionali omeopatiche.</p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Alessandro Chiometti</div>
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		<title>Testamento biologico: no a una legge disumana. Perché l&#8217;ultima parola sia la mia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 09:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/testamento-biologico-no-a-una-legge-disumana-perche-lultima-parola-sia-la-mia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/testam-biol-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Camera a maggioranza ha votato una legge autoritaria e discriminatoria. E’ stata prodotta una ferita profonda alla Costituzione e al rispetto della dignità della persona e della sua libertà. Lo ripetiamo, meglio nessuna legge che questa pessima legge. Ora la discussione ritorna al Senato e bisogna moltiplicare gli appelli e le mobilitazioni per cambiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/testam-biol.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24880" title="testam biol" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/testam-biol.jpg" alt="" height="240" /></a>La Camera a maggioranza ha votato una legge autoritaria e discriminatoria. E’ stata prodotta una ferita profonda alla Costituzione e al rispetto della dignità della persona e della sua libertà.</p>
<p>Lo ripetiamo, <strong>meglio nessuna legge che questa pessima legge</strong>. Ora la discussione ritorna al Senato e bisogna moltiplicare gli appelli e le mobilitazioni per cambiare una legge che di fatto annulla la possibilità stessa di una dichiarazione anticipata di fine vita. Mai un governo si era spinto a fare un uso così cinico di una materia tanto delicata che richiede autonomia, senso del limite della politica e uno sguardo laico.</p>
<p>Una legge saggia e mite deve tutelare due diritti: quello alla salute anche come bene comune e quello all’autodeterminazione di ogni individuo in relazione alle cure e terapie alle quali accedere. Questa tutela si fonda su alcune premesse irrinunciabili:</p>
<ul>
<li>Il rispetto del consenso informato del paziente.</li>
<li>Il riconoscimento della volontà, scritta e ripetuta nel tempo, di non essere sottoposto a forme di accanimento o a tecniche lesive della propria dignità nel caso di uno stato vegetativo permanente e della incapacità irreversibile di intendere e di volere.</li>
<li>La coerenza della norma con i principi sanciti nella Costituzione agli articoli 2, 3, 13 e 32 oltre che con l’articolo 9 della Convenzione di Oviedo sui diritti del cittadino malato. La nostra Carta difende sia chi voglia essere accompagnato con qualunque tecnica fino all’ultimo momento, sia chi maturi la convinzione di voler interrompere ogni terapia ritenuta inutile.</li>
</ul>
<p>La legge licenziata dalla Camera nega in radice tali premesse. Sottrae alla persona la responsabilità di giudicare cosa sia compatibile con la propria <strong>dignità</strong>. Offende il <strong>codice deontologico medico</strong>. Impone sempre e comunque idratazione e nutrizione artificiali. <strong>Sequestra la libertà e la maturità del singolo</strong>. Sono norme violente e sconosciute al resto d’Europa, indipendentemente dal colore politico dei governi.</p>
<p>Siamo convinti che nessuno, soprattutto se fragile o in una condizione di solitudine, debba essere abbandonato a se stesso nel momento della sofferenza della cura e della morte. Crediamo nell’alleanza terapeutica tra medici, famiglie e affetti, ma in quel momento indicibile di confine la parola vincolante deve essere la “mia” o quella del mio fiduciario.</p>
<p>C’è una differenza tra l’espressione “lasciami morire”, in quella che considero la mia dignità, la mia convinzione o la mia fede e il messaggio “fammi morire” che può aprire la via a forme inaccettabili di eutanasia.</p>
<p>Su queste basi difenderemo le nostre ragioni nella società e nelle istituzioni in nome del valore della Persona e di una comunità solidale.</p>
<p><strong><em>Per la mia dignità. </em></strong><strong><em>Per il rispetto degli altri. </em></strong></p>
<p><em>L&#8217;appello si può sottoscrivere scrivendo a: <a href="javascript:message_new('mailto',%20%7bmailto:'info.democraziaesigente@gmail.com',%20folder:'SU5CT1g=',%20msgid:'',%20subject:%20'',%20body:'0'%7d)" target="_self">info.democraziaesigente<strong>@</strong>gmail.com</a></em></p>
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		<title>Il 25 aprile “Piazziamoci a Torino”</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 12:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/il-25-aprile-%e2%80%9cpiazziamoci-a-torino%e2%80%9d/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/piazziamoci-a-torino-285x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Siamo profondamente indignate che ancora una volta gli uomini vogliano comandare il corpo delle donne.

Le prese di posizione dei neo-presidenti delle Regioni Piemonte, Cota e del Veneto, Zaia, in merito all’uso della pillola RU486, malgrado la loro subitanea e maldestra retromarcia, sono e restano un vergognoso attacco alla libertà e all’autodeterminazione delle donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo</em><strong>.<br />
</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-4637" title="piazziamoci a torino" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/piazziamoci-a-torino-285x300.jpg" alt="piazziamoci a torino" width="285" height="300" />Da Varese parte l’appello per la manifestazione nazionale  del 25 aprile “Piazziamoci a Torino”. Per la difesa della legge 194 sull’aborto.</strong></p>
<p>Siamo profondamente indignate che ancora una volta gli uomini vogliano comandare il corpo delle donne.</p>
<p>Le prese di posizione dei neo-presidenti delle Regioni Piemonte, Cota e del Veneto, Zaia, in merito all’uso della pillola RU486, malgrado la loro subitanea e maldestra retromarcia, sono e restano un vergognoso attacco alla libertà e all’autodeterminazione delle donne.</p>
<p>Ci sono fatti, vicissitudini, eventi della vita umana che devono essere lasciati alla libertà di coscienza del singolo. Allo Stato spetta il compito di stabilire modalità  che siano il meno cruente possibili.</p>
<p>Non si può imporre ad un malato terminale un’agonia infinita, un accanimento terapeutico che perpetui lo strazio nel tempo.</p>
<p>Non si può nemmeno imporre ad una donna un figlio non voluto.</p>
<p>Il corpo della donna ha la grandezza di contenere, donare, nutrire la vita, ma questa meravigliosa unicità non deve diventare, ancora una volta, il terribile fardello che ha sempre gravato sulle spalle delle donne.</p>
<p>Solo la donna sa quando è il SUO momento di avere un figlio, quando è pronta per dargli tutta l’attenzione di cui ha bisogno, perché cresca felice.</p>
<p>La legge 194  ha operato positivamente e saggiamente contro la piaga dell&#8217;aborto clandestino  riuscendo a debellare il fenomeno. Il numero degli aborti si è ridotto drasticamente puntando sulla prevenzione e l&#8217;affermazione della maternità come scelta libera e consapevole. Ora, grazie a nuovi ritrovati della ricerca medica e farmacologica, le norme in vigore sanno rendere meno pesante e doloroso l&#8217;aborto alle donne costrette a ricorrervi, sapendo che questo rappresenta sempre uno scacco, una sconfitta.</p>
<p>La legge 194 costituisce un baluardo di libertà e civiltà, che le donne hanno conquistato, difeso e continueranno a difendere.</p>
<p>Per questo chiediamo a tutte le donne di promuovere una manifestazione nazionale in sua difesa.</p>
<p><strong>Prime firmatarie</strong></p>
<p>Gabriella SBERVIGLIERI<br />
Maria PELLEGATTA<br />
Ierina DABALA’<br />
Isabella RISETTI<br />
Silvana MAGNI<br />
Manuela GALLONE<br />
Stefania COSTANTINI<br />
Patrizia FOGLIA</p>
<p><strong>Per informazioni e adesioni:</strong></p>
<p><a href="javascript:press_email('gsberviglieri@provincia.va.it')" target="_blank">gsberviglieri@provincia.va.it</a><br />
<a href="javascript:press_email('ierina@ierinadabala.org')" target="_blank">ierina@ierinadabala.org</a><br />
<a href="javascript:press_email('mary.pellegatta@libero.it')" target="_blank">mary.pellegatta@libero.it</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Leggi anche:</strong> &#8220;<a rel="bookmark" href="../2010/04/pillola-abortiva-l%e2%80%99attacco-continua-%e2%80%9cpiazziamoci-a-torino%e2%80%9d/"><strong>Pillola abortiva, l’attacco continua: “Piazziamoci a Torino</strong>”</a></p>
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		<title>Bagnasco e l’indicazione di voto. Un appello contrapposto</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 08:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/bagnasco-e-l%e2%80%99indicazione-di-voto-un-appello-contrapposto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/orologeria-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Chiesa, per bocca di Bagnasco, lancia il suo spot elettorale di fine campagna elettorale, schierandosi apertamente. Invoca a viva voce un voto contro l’aborto, che è l’equivalente di dire “votate il centrodestra”. Il nocciolo della questione è questo. Non servono le discussioni che da queste affermazioni sono scaturite. Si possono fare tutte le disquisizioni di questo mondo. Si possono dare mille spiegazioni delle esternazioni di Bagnasco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Appello: un voto a favore della laicità dello Stato, dei diritti civili e umani</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4136" title="orologeria" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/orologeria.jpg" alt="orologeria" width="322" height="251" />La Chiesa, per bocca di Bagnasco, lancia il suo spot elettorale di fine campagna elettorale, schierandosi apertamente. Invoca a viva voce un voto contro l’aborto, che è l’equivalente di dire “votate il centrodestra”. Il nocciolo della questione è questo. Non servono le discussioni che da queste affermazioni sono scaturite. Si possono fare tutte le disquisizioni di questo mondo. Si possono dare mille spiegazioni delle esternazioni di Bagnasco. Si è detto di tutto: che la Chiesa deve fare il suo compito e portare avanti le sue tesi; che non era nell’intento di Bagnasco fare campagna elettorale; che in fondo la cancellazione della 194 da tempo è uno degli scopi che la Chiesa sta perseguendo con più accanimento; e così via. Ma tutto ciò non toglie che ancora una volta assistiamo a un tentativo, questa volta nemmeno celato, di condizionare il voto.</p>
<p>Nessuno mette in discussione che la Chiesa può e deve, in piena libertà, battersi per affermare quelli che essa ritiene principi sacri. Ma lo deve fare nei suoi spazi, nei suoi ambiti, con i suoi mezzi. Non lo può fare continuando a ingerire nelle questioni e competenze dello Stato. Ci sono ruoli e compiti precisi che devono essere rispettati. A nessuno è consentito di sconfinare nei territori altrui. Lo Stato deve occuparsi del governo e della tutela dei diritti di tutti, salvaguardando i principi di parità e democrazia. La Chiesa cattolica deve occuparsi del suo culto e delle anime dei suoi fedeli. Dal suo pulpito ogni prete può declamare ai suoi parrocchiani i motivi per cui secondo la Chiesa l’aborto deve essere osteggiato. Chi va in Chiesa è ben incline ad ascoltarli e a sposare le sue cause.</p>
<p>Ma il voto è uno strumento democratico con cui i cittadini tutti (cattolici, laici, democratici, atei, agnostici, protestanti, ecc.) di uno Stato decidono i futuri governanti, e con essi il loro futuro. I governanti, dal canto loro, dovrebbero essere consapevoli che la laicità dello Stato è l’unico baluardo che può difendere la vera democrazia. Fare l’occhiolino ammiccante a chi è portatore di interessi di parte, non rende giustizia alla democrazia, alla libertà e a quell’amore per il popolo tanto sbandierato ma al contempo tanto vilipeso.</p>
<p>Il voto, perciò,  non dovrebbe essere pilotato con mezzi  subdoli. Perché Bagnasco, ben conscio che da tempo immemore, i nostri governi di destra e di sinistra non muovono foglia che la CEI non voglia, parte alla carica e si schiera apertamente. E lo fa a pochi giorni dal voto,  guarda caso subito dopo il pessimo esito della manifestazione del Pdl. Quasi a dire: il centrodestra vacilla? Niente panico, arriva in soccorso la Chiesa con uno spot elettorale filodestra, recitato dal suo migliore interprete: Bagnasco.</p>
<p>Bersani ha detto che la Chiesa non è entrata a gamba tesa nella campagna elettorale. Cosa doveva fare per entrare a gamba tesa? Mettersi con i megafoni e dire votate la destra? Invitare a dare un voto contro l’aborto (la 194 è già legge nello stato italiano, e non dovrebbe essere messa in discussione da nessuno, invece è soggetta a continui attacchi, purtroppo), non significa forse caldeggiare apertamente il centro destra? E, francamente fa molto strano leggere che Bersani, leader del primo partito del centro sinistra, invece di invocare la laicità dello Stato e la tutela dei diritti dica in modo molto soft: ”<em>Non penso che dai vescovi sia arrivato un appello elettorale. I vescovi hanno ribadito le loro posizioni, che vanno rispettate, anche se non sono condivise</em>“. In altri Stati, anche in Europa, non consentono tante reiterate ingerenze negli affari che attengono alla gestione della res publica. Sono sempre vigili e attenti a non far varcare alla Chiesa i suoi confini.</p>
<p>Tra l’altro  Bagnasco è il primo ministro di uno Stato estero. E come si permette uno Stato estero  di mettere il naso negli affari politici italiani? Se il nostro fosse uno Stato serio ci sarebbe da aspettarsi che il suo Presidente della Repubblica intervenisse presso il capo dello Stato Vaticano, oppure come in ogni Stato democratico che si rispetti, il Governo italiano convocasse l’ambasciatore del Vaticano per chiedere spiegazioni. E, a dirla tutta, ci sarebbe piaciuto che questo fosse stato sottolineato e richiesto da chi rappresenta uno schieramento di centrosinistra, considerate le posizioni chiare e inequivocabili del centro destra su alcune questioni come la laicità dello Stato, i temi etici, l’aborto, la bioetica.</p>
<p>Non ci piace per nulla questa posizione di condiscendenza, quasi di sudditanza di tutte le forze politiche nei confronti della Chiesa. Che ci sia rispetto reciproco fra le parti è un fatto incontestabile, civile, e necessario. Ma la  sudditanza di una parte (guarda caso sempre la stessa), nei confronti dell’altra è foriera di cattivi presagi: un ritorno ad anni bui di un passato remoto e recente, che i veri laici e i sinceri democratici devono saper scongiurare.</p>
<p>Pertanto, giusto per par condicio, in contrapposizione all’invito di Bagnasco, al quale non si oppone nessuno ufficialmente, <strong>da queste pagine si lancia un appello</strong>: invitiamo tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, a dare un voto giusto che vada nella direzione della tutela della laicità dello Stato e dei diritti umani e civili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello per il diritto alla libertà di cura</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/appello-per-il-diritto-alla-liberta-di-cura/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 18:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/appello-per-il-diritto-alla-liberta-di-cura/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/testamento-biologico-300x192.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico. Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1296" title="testamento-biologico" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/testamento-biologico-300x192.jpg" alt="testamento-biologico" width="300" height="192" />Alla vigilia della discussione in Parlamento della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento &#8211; ddl Calabrò &#8211; pubblichiamo il seguente appello, con l&#8217;invito a sottoscriverlo sul sito: <strong><a href="http://testamentobiologico.ilcannocchiale.it/ " target="_blank">testamentobiologico.ilcannocchiale.it</a></strong>.</em></p>
<p>Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull&#8217;onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.</p>
<p>Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell&#8217;orientamento generale degli italiani.</p>
<p>Rivendichiamo l&#8217;indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.</p>
<p>Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l&#8217;integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.</p>
<p>Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.</p>
<p>Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.</p>
<p>Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.</p>
<p>Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.</p>
<p>Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Primi Firmatari</strong></p>
<p>Ignazio Marino, chirurgo e senatore<br />
Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio<br />
Corrado Augias, scrittore<br />
Bianca Berlinguer, giornalista<br />
Alessandro Cecchi Paone, conduttore televisivo<br />
Maurizio Costanzo, giornalista<br />
Guglielmo Epifani, Segretario Generale CGIL<br />
Paolo Franchi, giornalista<br />
Silvio Garattini, scienziato, farmacologo<br />
Massimo Giannini, giornalista<br />
Franzo Grande Stevens, avvocato<br />
Marcello Lippi, Commissario tecnico della Nazionale italiana<br />
Luciana Littizzetto, attrice e cabarettista<br />
Alessandra Kustermann, medico, ginecologa<br />
Miriam Mafai, giornalista e scrittrice<br />
Vito Mancuso, teologo<br />
Erminia Manfredi, regista<br />
Simona Marchini, attrice e autrice<br />
Rita Levi Montalcini, premio Nobel<br />
Giuseppe Remuzzi, scienziato, immunologo<br />
Stefano Rodotà, giurista<br />
Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano La Repubblica<br />
Umberto Veronesi, oncologo<br />
Mina Welby, delegato municipale ai diritti civili<br />
Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 11:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[cedu]]></category>
		<category><![CDATA[corte europea diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>
		<category><![CDATA[giordano bruno]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/01/appello-alla-corte-europea-dei-diritti-dell%e2%80%99uomo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/CROCIFISSO2-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Corte di Strasburgo ha stabilito che nessun simbolo religioso può essere imposto nei luoghi pubblici. Contro i tentativi di non applicare questa sentenza, invitiamo a sottoscrivere questo appello inviandolo alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo (email:   cortestrasburgo@gmail.com) Egregi Signori, Gentili Signore, Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2443" title="CROCIFISSO2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/01/CROCIFISSO2.jpg" alt="CROCIFISSO2" width="250" height="202" /></em>La Corte di Strasburgo ha <a href="http://www.periodicoliberopensiero.it/pdf/crocifisso-strasburgo-italiano.pdf" target="_blank">stabilito</a> che nessun simbolo religioso può essere imposto nei luoghi pubblici.<br />
Contro i tentativi di non applicare questa sentenza, invitiamo a sottoscrivere questo appello inviandolo alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo (email:   <a href="mailto:cortestrasburgo@gmail.com">cortestrasburgo@gmail.com</a>)<br />
<span id="more-2441"></span><br />
<strong>Egregi Signori, Gentili Signore</strong>,</p>
<p>Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell’Europa.</p>
<p>Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso Lautsi c. Italia, tutelando non solo i diritti della Sig.ra Lautsi e dei suoi figli ma anche quelli di milioni di cittadini italiani ed europei.<br />
La questione in discussione era l’imposizione per gli studenti di frequentare le lezioni in classi in cui domina il Crocifisso, un simbolo religioso. Una pratica che viola l’art. 9 della Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l’art. 2 del Primo Protocollo Addizionale.<br />
Il dibattito che ne è seguito in Italia è stato aggressivo e violento contro non-credenti, i non cattolici, i cattolici non allineati e, ultimo ma non per importanza, contro i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani.</p>
<p>Individualmente ed a nome delle migliaia di membri delle nostre associazioni vogliamo ringraziare la Corte e scusarci per il comportamento insultante di alcuni membri del Governo italiano dai quali sentiamo il dovere di dissociarci.<br />
Il nostro Stato soffre sempre più l’influenza politica delle gerarchie della Chiesa Cattolica. Benché il numero di quanti seguono le direttive delle gerarchie sia in costante diminuzione, queste chiedono sempre maggiori privilegi e insistono per imporre le proprie visioni ai non cattolici ed ai non credenti. Inoltre la maggior parte dei leaders politici sono proni nell’accettare tali richieste senza riguardo per i diritti e le libertà, le vite e le storie personali, il credo e le scelte di milioni di cittadini. Questo accade regolarmente, ad esempio, per quanto riguarda i simboli religiosi, l’insegnamento religioso nelle scuole, la protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, la libertà di matrimonio, la libertà di divorzio, la procreazione medicalmente assistita, le direttive anticipate di trattamento e le volontà di fine vita, il finanziamento delle attività religiose della Chiesa cattolica.</p>
<p>Il principio di libertà religiosa e di laicità è racchiuso nella stessa Costituzione italiana, è parte della nostra storia come cittadini italiani e come cittadini europei. Faremo del nostro meglio per tenere i nostri passi sulla via della libertà, della democrazia dell’eguale dignità sociale per tutti e tutte, con l’aiuto di tutti i cittadini europei.</p>
<p><strong>Dear  Sir/Madame</strong>,</p>
<p>We,  Italian and European citizens and associations,  are writing to you in order to let other  Europeans to listen to our voice loud and  clear.</p>
<p>Last  November 3<sup>rd</sup> the European Court of Human Rights, second section, took  an important decision on the case Lautsi v. Italy, granting  protection not only to the rights of Mrs. Lautsi and her kins but also to our  rights and those of millions  of Italian  and European citizens.</p>
<p>The  question under discussion was the imposition for students in Italy  to attend lessons in classrooms dominated by the Crucifix, a religious symbol.  This imposition has been found a violation of articles 9 of the European  Convention for the protection of human rights and fundamental freedoms and 2 of  the First Additional Protocol.</p>
<p>The  political debate that followed in Italy has been vicious and violent  against non-believers, non-Catholics, heterodox Catholics and, last but not  least, the judges of the European Court of Human  Rights.</p>
<p>Individually and on behalf of the thousands members of  our groups and millions of other Italians we would like to thank the European  Court and apologize for the insulting behaviour of Italian government members.  We dissociate ourselves from their speeches.</p>
<p>Our  country suffers more and more the political influence of the Catholic church  hierarchy. The fewer people follow their directives the more they demand, call  for privilege and taxpayers’ money, raise their voice in order to impose their  will on non-Catholics’ lives and behaviours. Moreover most of political leaders  are keen to accept their requests disrespectful of rights and liberties, lives  and personal stories, beliefs and choices of millions of citizens. That’s by now  the rule, for example, regarding religious symbols, religious teaching in  schools, legal protection for same sex couple, freedom of marriage, freedom of  divorce, medically assisted procreation, advanced healthcare directives, living  wills, public funding of Catholic religious  activities.</p>
<p>This  principle of religious freedom and secularity of public institutions (<em>laicità</em>)  is enshrined in the Italian Constitution  itself, is part of our history as Italian and European citizens. With the help  of our fellow Europeans we will do our best to keep our pace on the road of  freedom, democracy, equal social dignity for everybody.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saviano: l’impegno civile non è schierarsi politicamente</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 05:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[bondi]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/saviano-l%e2%80%99impegno-civile-non-e-schierarsi-politicamente/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/robertosaviano-281x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Qualche giorno fa il Ministro della cultura Sandro Bondi, con una lettera aperta, ha invitato lo scrittore Roberto Saviano, ormai conosciuto in tutto il mondo, a non schierarsi politicamente. Il riferimento era la lettera al Presidente del Consiglio affinché ritiri la legge “sul processo breve”, foriera di impunità e di grandi ingiustizie. Nella propria puntuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1092" title="robertosaviano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/robertosaviano-281x300.jpg" alt="robertosaviano" width="281" height="300" />Qualche giorno fa il Ministro della cultura <strong>Sandro Bondi</strong>, con una lettera aperta, ha invitato lo scrittore <strong>Roberto Saviano</strong>, ormai conosciuto in tutto il mondo, a non schierarsi politicamente. Il riferimento era la lettera al Presidente del Consiglio affinché ritiri la<strong> legge “sul processo breve”</strong>, foriera di impunità e di grandi ingiustizie.</p>
<p>Nella propria puntuale risposta sulle pagine de <strong>La Repubblica</strong>, Saviano, difendendo la libertà d’informazione e la lotta contro ogni forma di prevaricazione e di arroganza, formulava in maniera estremamente lucida una serie di considerazioni a difesa della propria netta presa di posizione.</p>
<p>Ma forse non c’era neppure bisogno di spiegare ulteriormente, di motivare più in profondità quanto già detto in maniera cristallina nell’appello stesso, l’appello di un uomo che non ha a cuore uno schieramento politico, ma un impegno civile che lo porta quotidianamente a rischiare la vita propria e dei suoi cari.</p>
<p>Per questo ci permettiamo di ripubblicare l’<a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391117" target="_blank"><strong>appello</strong></a>: non per chiedere ai nostri lettori una sottoscrizione (ognuno ovviamente è libero di farlo o di non farlo), ma per mostrare che le accuse che gli si muovono provengono da chi probabilmente non ha capito nulla di cosa voglia dire spendere la propria vita per un ideale di giustizia.</p>
<p><strong>L&#8217;appello di Saviano:</strong></p>
<p><em>Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul &#8220;processo breve&#8221; e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Con il &#8220;processo breve&#8221; saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l&#8217;unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.</em></p>
<p><em>Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E&#8217; una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia</em>.</p>
<p>(articolo pubblicato su <a href="http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3254:saviano-limpegno-civile-non-e-schierarsi-politicamente&amp;catid=44&amp;Itemid=74" target="_blank"><strong>ecostiera</strong></a>)</p>
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