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	<title>Cronache Laiche &#187; aids</title>
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		<title>L&#8217;AIDS? Un castigo divino!</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 02:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Raimondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/10/laids-un-castigo-divino/><img src=http://www.sushiesque.com/photos/boston_common_031104/dscn1393.JPG class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Correva l&#8217;anno 1987 quando il controverso cardinale Giuseppe Siri rilasciò, intervistato dal settimanale di CL, &#8220;Il sabato&#8221;, una sconvolgente dichiarazione: «[L’Aids] è un castigo di Dio, evidentemente, perché prima non c’era. […] È una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente. Purtroppo la malattia si espande da costoro agli altri, innocenti, e così li hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sushiesque.com/photos/boston_common_031104/dscn1393.JPG"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.sushiesque.com/photos/boston_common_031104/dscn1393.JPG" alt="" width="365" height="274" /></a>Correva l&#8217;anno 1987 quando il controverso cardinale <strong>Giuseppe Siri</strong> rilasciò, intervistato dal settimanale di CL, &#8220;Il sabato&#8221;, una <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/03/24/anatema-di-siri-aids-punisce-voi.html">sconvolgente dichiarazione</a>: <em>«</em>[L’Aids]<em> è un castigo di Dio, evidentemente, perché prima non c’era. […]<strong> È una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente.</strong> Purtroppo la malattia si espande da costoro agli altri, innocenti, e così li hanno sulla coscienza. […] Il mondo ha progredito soprattutto nei sette peccati capitali. Dio per risposta ci ha mandato l’Aids».</em></p>
<p>L&#8217;idea che l&#8217;AIDS, al pari di<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/03/catastrofi-naturali-e-punizioni-divine-un-binomio-duro-a-morire/"> terremoti, tsunami e disastri nucleari</a> sia una sorta di punizione divina è stata più volte ripresa, anche recentemente: l&#8217;arcivescovo di Bruxelles, <strong>André Joseph Leonard</strong> è finito in una <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1326212/Top-Belgian-Catholic-claims-gays-travesty-nature-deserve-AIDS.html?ITO=1490">bufera mediatica</a> per aver affermato che, in relazione ai comportamenti omosessuali, l&#8217;AIDS sarebbe un<em> <em>«</em>tipo di giustizia immanente, qualcosa come l&#8217;ecologia e l&#8217;ambiente: come quando dobbiamo pagare il conto per quanto abbiamo fatto all&#8217;ambiente. Se ci comportiamo in modo inappropriato con la natura fisica la natura ci tratterà male a sua volta. E se la gente tratta in modo inappropriato il senso profondo dell&#8217;amore umano, questo porta alla catastrofe a tutti i livelli<em>»</em></em>.</p>
<p>In questo scenario di <strong>dichiarazioni medievaleggianti</strong>, è soprattutto oltreoceano che la fantasiosa catena di associazioni <em>omosessualità-immoralità-ira divina-punizione divina-AIDS</em> ha avuto una terribile escalation, presso i <a href="http://adultthought.ucsd.edu/Culture_War/The_American_Taliban.html"><em>talebani d&#8217;America</em></a>. Il pastore battista e telepredicatore<strong> Jerry Falwell</strong>, per esempio, ha più volte rilasciato dichiarazioni raccapriccianti quali <em><em>«</em>L&#8217;AIDS non è solo una punizione di Dio verso gli omosessuali, è una punizione di Dio verso la società che li tollera<em>»</em></em> oppure <em><em>«</em>L&#8217;AIDS è l&#8217;ira di un Dio giusto contro gli omosessuali. Opporvisi sarebbe come il salto di un israelita nel Mar Rosso per salvare uno dei cocchieri del Faraone<em>»</em>.</em></p>
<p>Ai telepredicatori americani andrebbe dedicato un capitolo a parte, dato che Falwell e <strong>Pat Robertson</strong> sono arrivati ad<a href="https://home.comcast.net/%7Ejoe.grabko/falwell.mp3"> attribuire</a> a<em> <em>«</em>i pagani, gli abortisti, le femministe, i gay e le lesbiche&#8221;</em> una correlazione con gli <strong>attacchi al WTC dell&#8217;11 settembre 2001</strong> e che Falwell in particolare considera <strong>Tinky Winky</strong> (sì, proprio il Teletubbie) un pericoloso modello di stile di vita omosessuale che potrebbe danneggiare i bambini.</p>
<p>Anche il <strong>mondo islamico</strong> non è certo di vedute più aperte, come testimoniato dal <a href="http://www.consultancyafrica.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=357&amp;Itemid=217">prof. Malik Badri</a>: l&#8217;Islam considera l&#8217;epidemia di AIDS una<em> <em>«</em>[...] punizione divina per l&#8217;immorale rivoluzione omosessuale dell&#8217;Occidente [...]<em>»</em></em> e in un <em>hadith</em> si legge che, se <em><em>«</em>[...] la fornicazione e tutti i tipi di rapporti sessuali peccaminosi diventano dilaganti e apertamente praticati senza inibizione in qualsiasi gruppo o nazione, Allah punirà i peccatori con nuove epidemie (ta&#8217;un) e nuove malattie sconosciute ai loro padri e alle generazioni precedenti<em>»</em></em>.</p>
<p><img class="alignright" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_WPjZST8SC40/TAVi18kUZeI/AAAAAAAA6jg/HfLOPTWYnj4/s400/pope-condom-s.png" alt="" width="268" height="268" />In questo calderone di <strong>superstizione</strong>, condito da un ingiustificato risentimento (al limite dell&#8217;odio) verso gli omosessuali, le dichiarazioni di papa Ratzinger suonano come la voce più ragionevole del coro: <em><em>«</em>L&#8217;AIDS è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi<em>»</em></em>, se non fosse che la <strong>World Health Organization</strong> si è affrettata a <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article5923927.ece">rispondere al commento papale</a> affermando che <em>«</em><em>queste affermazioni non corrette su preservativi e HIV&amp;AIDS sono pericolose, dal momento che stiamo affrontando una pandemia globale che ha già ucciso più di 20 milioni di persone, e che ne colpisce attualmente almeno 42 milioni<em>»</em>.</em>Va però anche ricordato che alcune <a href="http://http://www.guardian.co.uk/world/2010/nov/20/pope-benedict-catholic-church-condoms">dichiarazioni più recenti</a> di Benedetto XVI sembrano <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_20/papa-profilattico-giustificato_727b2eac-f4c0-11df-b9c7-00144f02aabc.shtml">lasciare aperto uno spiraglio</a>, anche se la questione è tutt&#8217;altro che risolta.<em><br />
</em></p>
<p>Il fatto a cui Siri fa riferimento (e su cui è basata ogni teoria <em>&#8220;della punizione divina&#8221;</em>) è che la diffusione di tale malattia tra gli esseri umani è piuttosto recente: i primi casi di infezione risalgono infatti alla metà del &#8217;900, ma si è dovuto aspettare fino agli anni &#8217;80 perchè i primi casi documentati negli USA accendessero l&#8217;attenzione su questo nuovo male, anche se attribuendolo inizialmente esclusivamente alla <strong>comunità omosessuale</strong> (per questo motivo fu denominato <strong>Gay Related Immune Deficiency)</strong>.</p>
<p>Le origini di questa malattia non sono tutt&#8217;ora state completamente chiarite, ma la comunità scientifica sembra concordare sul fatto che la pandemia abbia avuto origine in Africa centrale e che il retrovirus dell&#8217;HIV abbia un &#8220;antenato&#8221;, chiamato<strong> SIV</strong> (Simian Immunodeficiency Virus), che colpisce alcune specie di scimmie e che, in un modo non ancora completamente chiaro, è riuscito ad effettuare il passo evolutivo che ha permesso la <strong>zoonosi</strong>, cioè il passaggio dell&#8217;infezione dai primati <em>sugli alberi</em> ai <em>primati nelle città</em>.</p>
<p>Chi non ha voluto rassegnarsi all&#8217;ipotesi della <em>punizione divina</em> ha cercato di elaborare alcune teorie per spiegare la dinamica di questo passaggio, senza che tuttavia si sia ancora giunti a qualcosa di completamente certo. Paradossalmente, alcune delle ipotesi formulate attribuivano <strong>direttamente all&#8217;operato umano</strong> lo sviluppo di questa pandemia: secondo il giornalista <strong>Edward Hooper</strong>, infatti, l&#8217;epidemia di AIDS è nata durante le campagne di vaccinazione contro la <strong>polio</strong> effettuate in Congo Belga negli anni &#8217;50, a causa dei tessuti di scimmia infetti utilizzati per la preparazione dei vaccini. Tale ipotesi è però stata smentita da diversi e successivi riscontri scientifici.</p>
<p>La teoria più accreditata è quella definita<em> &#8220;del cacciatore&#8221;</em>: dato che le popolazioni indigene sono solite mangiare carne di scimmia, può capitare che del sangue di primate entri in contatto con qualche graffio o ferita dei cacciatori. In uno di questi <em>incidenti</em>, può essere che il SIV sia riuscito ad <strong>adattarsi</strong> all&#8217;organismo umano, originando uno dei tanti ceppi di HIV. A sostegno di questa ipotesi, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15043960">uno studio</a> ha mostrato come l&#8217;1% della popolazione sia infetto da <strong>SFV</strong>, Simian Foam Virus, un&#8217;altra patologia che si credeva esclusiva dei primati e che è riuscita a diventare <strong>zoonotica</strong>. Sebbene <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16485481">alcuni studi</a> mostrino che queste forme di zoonosi siano tutt&#8217;ora in atto, la teoria del cacciatore da sola non spiega il perché un virus esistente nelle scimmie da <strong>decine di migliaia di anni</strong> abbia compiuto il <em>grande passo</em> solo così di recente, in un territorio in cui si è sempre mangiata carne di scimmia.</p>
<p>Una delle <a href="http://www.avert.org/origin-aids-hiv.htm">possibili spiegazioni</a> a questo problema, postulata nel 2000 da <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10628811">Chitnis, Rawls e Moore</a> (e definita da quest&#8217;ultimo <a href="http://www.americanscientist.org/my_amsci/restricted.aspx?act=pdf&amp;id=3539589813439"><em>&#8220;Hearth of Darkness Theory&#8221;</em></a>, alludendo al romanzo di <strong>Conrad</strong>), allontana ancora una volta l&#8217;ipotesi <em>divina</em> per focalizzare l&#8217;attenzione sulle cattive abitudini <em>umane</em>, in particolare sugli <strong>abusi subiti dalla popolazione autoctona</strong> durante la colonizzazione dell&#8217;Africa equatoriale. Durante i secoli XIX e XX, infatti, molti indigeni furono costretti dai coloni europei a vivere e lavorare in <strong>condizioni estreme</strong>, dal punto di vista dell&#8217;igiene, della scarsità del cibo e dello sforzo fisico richiesto.</p>
<p>Un simile trattamento avrebbe facilmente potuto<strong> indebolire il sistema immunitario</strong> dei lavoratori, favorendo le infezioni di SIV presso gli umani. Contemporaneamente si verificò anche un aumento della caccia alla scimmia (per soddisfare una maggiore richiesta di cibo) e furono istituite <strong>campagne di vaccinazione</strong> presso gli indigeni, probabilmente senza avere cura di <strong>sterilizzare</strong> il materiale medico usato. <em>Cigliegina sulla torta</em>, gli europei usavano la <strong>prostituzione</strong> per &#8220;tenere alto&#8221; il morale dei lavoratori, e, sempre secondo questa teoria, le frequenti morti non destarono subito preoccupazione in quanto venivano probabilmente attribuite solo a cause più <em>convenzionali</em>, viste anche le condizioni di vita a cui erano sottoposti i lavoratori.</p>
<p>«<em>Lo sguardo fisso </em>[di Kurtz, ndr]<em>era vasto abbastanza da abbracciare tutto l&#8217;universo, abbastanza acuto per penetrare in tutti i cuori che battono nella tenebra. Egli aveva tirato le somme – e aveva giudicato, &#8220;Quale orrore!&#8221;» (</em>Joseph Conrad<em>)</em></p>
<div id="cercaAutore" style="color: #ffffff;">Daniele Raimondi</div>
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		<title>Meeting Onu sull&#8217;Aids: Giovanardi superstar</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 16:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/05/meeting-onu-sullaids-giovanardi-superstar/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/giovanardi-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se vogliamo essere onesti, il sottosegretario alle Politiche per la famiglia e al Contrasto delle tossicodipendenze Carlo Giovanardi  ci ispira una certa tenerezza. Quella che confina con la commiserazione per chi, nonostante gli sforzi e  la buona volontà, proprio non ci arriva.  Vedere quest’omino tutto chiesa e famiglia balbettare nei contraddittori  tv le sue convinzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/giovanardi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22135" title="giovanardi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/05/giovanardi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Se vogliamo essere onesti, il sottosegretario alle Politiche per la famiglia e al Contrasto delle tossicodipendenze Carlo Giovanardi  ci ispira una certa tenerezza. Quella che confina con la commiserazione per chi, nonostante gli sforzi e  la buona volontà, proprio <em>non ci arriva</em>.  Vedere quest’omino tutto chiesa e famiglia balbettare nei contraddittori  tv le sue convinzioni retrive e illiberali appellandosi alla <strong>Famiglia</strong> e alla <strong>Costituzione</strong> qualsiasi sia l’argomento trattato non fa solo sorridere, ma ispira un sentimento di pena  tale che a bacchettarlo ci si sente anche un po’ crudeli.</p>
<p>Ma in questo periodo non passa giorno senza che sia sulle pagine di tutti i giornali. Vuoi per il <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/giovanardi-family/">caso Ikea</a></strong>, quando ha ravvisato nell’immagine di due uomini che si tengono per mano un attacco alla Costituzione, vuoi per i <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/allarmi-siam-cattolici/">deliri pre-ballottaggi</a></strong> in cui prefigurava  Napoli e Milano, in caso di vittoria del centrosinistra, invase da «<em>femminielli, gay e trans</em>» e  «<em>decine di migliaia di famiglie “colpevoli” di non essere gay</em>» discriminate dai nuovi amministratori, vuoi perché, a proposito dell’<strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/europride-atto-di-sfiducia-al-parlamento/">Europride</a></strong>, la manifestazione di orgoglio Lgbt che occuperà le strade della capitale dall’1 al 12 giugno, ha commentato:  «<em>Non ha senso l&#8217;Europride, perché già in passato eventi come questo hanno offeso il Papa e i sentimenti di milioni di cattolici</em>».  Poveretto, non riesce neanche a distinguere i confini delle delibere comunali (droga libera a Milano nel caso di vittoria di Pisapia!), ancora non sa che il papa non è il presidente della Repubblica ma un capo di Stato straniero e inoltre ignora che molti cattolici mal guardano alle posizioni omofobe del Vaticano. Colpisce a testa bassa sulla base dei suoi valori di <strong>ex democristiano doc</strong>. Lui  è uno che ci crede, l’<em>utile idiota</em> da mettere al posto giusto nel momento giusto se serve &#8211; e ammesso poi che serva.</p>
<p>Ed è in questa veste che è stato <em>prescelto</em> dal governo come rappresentante italiano per il <strong>Meeting dell’Onu in materia di Hiv-Aids</strong> che si terrà a New York i primi giorni di giugno. Non certo per la sua competenza di avvocato che nel tempo libero colleziona francobolli, non certo per la sua preparazione (quale?) in materia di sanità e prevenzione del contagio, ma per portare avanti l’unica proposta del governo italiano condivisa, <em>ça va sans dire</em>, solo  da <strong>Vaticano, Russia e Iran</strong>: cancellare la dicitura «<em>riduzione del danno</em>» dal documento che verrà licenziato dal Meeting. La dicitura, spiega la Lila (Lega italiana lotta all’Aids) è «<em>una definizione universalmente riconosciuta che indica l’insieme delle buone pratiche per la riduzione di morti e patologie dovute agli stupefacenti e per la salvaguardia della salute pubblica</em>». Stralciarla dal documento sarebbe «<em>un inaudito, quanto pericolosissimo passo indietro</em>», commentano all’unisono il Forum droghe e il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza.  Ma lo sdegno accomuna tutte le associazioni italiane che si occupano di lotta all’Aids, la cui protesta chiede conto al governo e a Giovanardi della <strong>inammissibile posizione italiana</strong>.</p>
<p>Già immaginiamo lo zelante sottosegretario tronfio di orgoglio per essere stato eletto ambasciatore dell’Italia su un tema di così ampia rilevanza mondiale. In realtà, l’attenzione che il Bel Paese dedica al problema della diffusione del virus è ben sintetizzato dagli ultimi avvenimenti di cronaca internazionale: il <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/fondo-globale-sbattuti-fuori/">Fondo globale</a></strong>, l’organizzazione che si occupa di raccogliere e distribuire risorse per la prevenzione di Aids, malaria e tubercolosi, ci ha appena sbattuto fuori dal Consiglio di amministrazione per inadempienza. L’Italia, infatti, non ha ancora versato i fondi promessi dal governo Berlusconi per il 2009 e il 2010, pari rispettivamente a 160 e 183 milioni di dollari.</p>
<p>Ecco perché al Meeting <strong>serve proprio Giovanardi</strong>. Nessun altro riuscirebbe a non vergognarsi dello sprezzo che dimostriamo nei confronti di una piaga che miete milioni di vittime l&#8217;anno. E magari, visto che c’è, potrà anche riprendere le famose parole che Benedetto XVI proferì nella sua visita pastorale in Camerun e Angola di un paio di anni fa, quando dichiarò che l’epidemia di Aids che affligge i popoli africani «<em>non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi</em>». Così, magari, la prossima volta l’Onu potrebbe <em>dimenticare</em> di invitarci. E sarebbe meglio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Catastrofi naturali e punizioni divine, un binomio duro a morire</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 05:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/03/catastrofi-naturali-e-punizioni-divine-un-binomio-duro-a-morire/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/tsunami300-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Gli anni passano inesorabili ma non sempre (anzi, molto di rado) i mutamenti culturali, sociali e scientifici maturati con il tempo vengono realmente interiorizzati dalle masse. All'alba del ventunesimo secolo capita ancora spesso che i mass-media ci propongano dichiarazioni ed esternazioni degne dell'anno Mille.

Esattamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/tsunami300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19431" title="tsunami300" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/03/tsunami300.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Gli anni passano inesorabili ma non sempre (anzi, molto di rado) i mutamenti culturali, sociali e scientifici maturati con il tempo vengono realmente interiorizzati dalle masse. All&#8217;alba del ventunesimo secolo capita ancora spesso che i <em>mass-media</em> ci propongano dichiarazioni ed esternazioni degne dell&#8217;<strong>anno Mille</strong>.</p>
<p>Esattamente come gli uomini preistorici o come il volgo meno istruito di tempi ben più recenti, ogni qual volta si verifica un accadimento non necessariamente difficilmente spiegabile, ma anche solo di dimensioni macroscopiche e connotazione negativa (epidemie, terremoti, uragani ecc.), qualche eminente figura, interpellata sulla questione, trova inevitabilmente il modo per demandare la responsabilità di tale tragedia ad una qualche entità superiore non meglio identificata.</p>
<p>Questo atteggiamento da fine del mondo imminente (sembra quasi di veder passare i quattro cavalieri sotto casa) è frutto di una <strong>ignoranza</strong> e di una <strong>superstizione</strong> generalizzata che era a malapena giustificabile un millennio fa, quando il castigo divino di maggior successo era la <strong>peste nera</strong>. Eppure, al giorno d&#8217;oggi la superstizione e la pseudoscienza dilagano inesorabili e colpiscono sia personalità più propense a tale fenomeno (come per esempio i religiosi), sia insospettabili figure di stampo laico.</p>
<p>L&#8217;elenco dei casi è particolarmente lungo e decisamente poco onorevole: qualche decennio fa, il cardinal Siri riuscì nella prodezza di sostenere, intervistato da un giornale di Comunione e Liberazione, che l&#8217;<strong>Aids</strong> è in realtà un castigo mandato da dio per punire i peccatori che compiono atti contro natura. In occasione dello Tsunami che ha colpito il sud-est asiatico nel 2004 si è parlato ampiamente (e ovviamente a sproposito) di punizione divina, arrivando a sostenere, tramite Radio Maria, che Dio ha effettivamente voluto <em>“purificare”</em> una zona di perdizione e immoralità (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=MIrQi23FK5k">ascoltare per credere</a>).</p>
<p>L&#8217;ultima novità per quanto riguarda questa tendenza si deve ad un (evidentemente molto scosso) <strong>governatore di Tokyo</strong>, Shintaro Ishihara, il quale ha affermato che il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone in questi giorni sono <em>«un castigo del cielo»</em> per <em>«lavare l&#8217;egoismo dei giapponesi»</em>.</p>
<p>Almeno in questo caso, in cui la riservatezza e l&#8217;impassibilità nipponica sono venute meno, c&#8217;è da dire che probabilmente per Ishihara non sono state le notti più <em>dormite</em> della sua vita e che almeno ha avuto la buona creanza di non tirare in ballo un incolpevole (e forse assente) dio, ma di rivolgere indirettamente una critica ai suoi connazionali.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Daniele Raimondi</em></span></strong></p>
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		<title>La religione del non</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 19:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/02/la-religione-del-non/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/Vatican_Condoms-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>«L’aborto  non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino»; i  medici «non possono venire meno al grave compito di difendere dall'inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell'aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/Vatican_Condoms.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-18694" title="Vatican_Condoms" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/Vatican_Condoms.gif" alt="" width="374" height="292" /></a>«<em>L’aborto  <strong>non</strong> risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino</em>»; i  medici «<strong><em>non</em></strong><em> possono venire meno al grave compito di difendere dall&#8217;inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell&#8217;</em><em>aborto</em><em> la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino</em>» (Bendetto XVI, udienza ai partecipanti della XVII Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita – 26 febbraio 2011).</p>
<p>L’epidemia di Aids che affligge i popoli africani «<strong><em>non</em></strong><em> si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi</em>» (Benedetto XI, visita pastorale in Camerun e Angola &#8211; 17 marzo 2009);</p>
<p>Questi alcuni dei <strong>non</strong> che Santa Romana Chiesa, per bocca del suo rappresentante, impone ai suoi fedeli senza fornire il dovuto <strong>ma</strong>. Di norma, quando si critica un comportamento, prima se ne spiegano le ragioni, poi si fornisce un’alternativa (il ma, per l’appunto). In questi casi né l’uno né l’altra. Il non è un <strong>no</strong> e non c’è niente da capire o da discutere. Mistero della fede.</p>
<p><strong>L’aborto</strong>. Il sommo pontefice non fornisce un’alternativa all’aborto terapeutico, un «<em>inganno</em>» che distrugge la donna e acceca la coscienza del padre un po’ come successe ad Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre quando lei, sciagurata, colse la mela e causò a entrambi la discesa in Terra. In effetti, le parole di Ratzinger descrivono la donna come un essere incapace di giudizio e volontà proprie, una a cui l’amica, la cugina o la cartomante del caso abbia suggerito di disfarsi di un “peso”: «<em>La donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l&#8217;aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto &#8220;terapeutico&#8221; per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un &#8220;ingiusto&#8221; peso alla società</em>». La madre, povera demente, viene «<em>convinta</em>» ad abortire; il padre, accecato, la segue. Misoginia a parte, ancora una volta il papa parla di sofferenze che non conosce e si permette di elucubrare sulla maturità e il dolore delle scelte altrui a suon di proclami, instillando nelle menti il dubbio che un miracolo della fede potrebbe risolvere i problemi di grave malformazione fetale e i conseguenti drammi familiari e sociali.</p>
<p><strong>I preservativi</strong>. Interessante il seguito della famosa frase pronunciata in Africa che, per inciso, è costata proprio in questi giorni a Joseph Ratzinger la denuncia alla Corte penale internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità da parte di due avvocati tedeschi.</p>
<p>Così scrive l’<em>Osservatore romano,</em> il quotidiano del Vaticano,<em> </em>il 25 febbraio:</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/caccia-e-preservativi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18699" style="margin-left: 10px;" title="caccia e preservativi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/02/caccia-e-preservativi-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>«<em>Un comportamento sessuale responsabile e la fedeltà al proprio coniuge</em><em> sono stati i fattori che hanno determinato il fortissimo calo dell&#8217;incidenza dell&#8217;Aids nello Zimbabwe. È  ciò che sostiene nella sua ultima ricerca Daniel Halperin, ricercatore del dipartimento per la Salute globale e la Popolazione dell&#8217;università di Harvard, dal 1998 impegnato a studiare le dinamiche sociali che stanno alla base della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili nei Paesi in via di sviluppo, quelli cioè maggiormente colpiti dal flagello dell&#8217;Aids [… ]. Con esso Halperin alimenta una seria e onesta riflessione sulle politiche finora adottate dalle principali agenzie di lotta contro l&#8217;Aids nei Paesi in via di sviluppo […]<br />
Il pensiero non può dunque non andare alle polemiche aspre, pretestuose e non scientifiche</em><em> &#8211; ora è possibile ribadirlo anche con il supporto di questo studio &#8211; che seguirono il commento di Benedetto XVI sulla &#8216;non soluzione&#8217; del preservativo nella lotta contro l&#8217;Aids, durante il suo viaggio pastorale in Africa del 2009. […] Sempre di più, quindi, la ricerca scientifica,</em><em> onesta e distaccata da logiche di vantaggio economico, riconosce che le azioni più efficaci nella lotta contro l&#8217;Aids sono quelle come il metodo a, b, c (astinenza, fedeltà e, solo in ultima analisi, utilizzo dei profilattici), adottata con successo in Uganda</em>».</p>
<p>Dunque il papa e la “ricerca scientifica” si scomodano per dimostrare una tautologia, ossia che l’astinenza è la soluzione per tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Come se la Protezione civile si avvalesse di un autorevole studio per dimostrare che per evitare incidenti stradali non bisogna usare l’automobile. Quanto alla fedeltà, è bene ricordare che solo nell’Africa subsahariana vivono <strong>22,5 milioni</strong> di persone affette da Hiv(*); puntare sulla monogamia per evitare il contagio è come giocare al lotto la propria vita. Ma rimane un punto al quale il papa non ha mai risposto: quali problemi “aumenterebbe” il preservativo, a oggi l’unico metodo efficace di prevenzione dell’Aids riconosciuto dalla comunità scientifica mondiale?  Se la denuncia dei due avvocati tedeschi porterà a un processo, dovrà rispondere in quella sede. Ma già da ora sappiamo con certezza che la “scienza” divina e quella terrena non producono quasi mai gli stessi risultati.</p>
<p><em>(*) <a title="File pdf su nuova finestra" href="http://www.unaids.org/documents/20101123_GlobalReport_em.pdf">Global report 2010</a> (rapporto di Unaids sull’epidemia di Aids)</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Proteggi il prossimo tuo come te stesso</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 08:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/11/proteggi-il-prossimo-tuo-come-te-stesso/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/preservativo_chiesa-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Si deve trattare per forza di pericolosissimi revisionisti della parola sacra che, probabilmente guidati da estremisti laici e rivoluzionari, hanno messo in piedi una campagna di sensibilizzazione al “sesso protetto” con il solo scopo di demonizzare il conformismo tradizionale riguardo al corretto comportamento da tenere in caso di conoscenza biblica. Secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-14548" title="preservativo_chiesa" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/11/preservativo_chiesa.gif" alt="preservativo_chiesa" width="335" height="262" />Si deve trattare per forza di pericolosissimi revisionisti della parola sacra che, probabilmente guidati da<strong> estremisti laici</strong> e rivoluzionari, hanno messo in piedi una campagna di sensibilizzazione al “sesso protetto” con il solo scopo di demonizzare il conformismo tradizionale riguardo al corretto comportamento da tenere in caso di <em>conoscenza biblica</em>. Secondo il protocollo di Santa Romana Chiesa, ricordiamo bene, non ci può essere congiungimento carnale al di fuori del sacrosanto riprodursi.</p>
<p>In realtà i pericolosissimi revisionisti del cristiano motto “<em>ama il prossimo tuo come te stesso</em>” sono quanto di più lontano si possa immaginare da facinorosi istigatori al sesso. Trattasi, infatti, di alcuni <strong>preti svizzeri,</strong> capeggiati dal parroco di Lucerna Alois Metz che, davanti a un camion espositivo della missione cattolica in Africa “Missio”, distribuiscono <strong>preservativi</strong> e informazioni sull’Aids.</p>
<p>Il responsabile della comunicazione della Chiesa, <strong>Florian Flohr</strong>, ha dichiarato che con questa iniziativa non si vuole irritare nessuno, ma semplicemente raggiungere quelle persone con cui difficilmente si entra in contatto: gli adolescenti.</p>
<p>Distribuire profilattici ai passanti può essere uno spunto per portare la riflessione sul problema del contagio da HIV in Africa, ben consapevoli del fatto che, chi in merito a questa questione non parli anche di preservativi “<em>si comporta in modo non etico</em>”, come ha dichiarato il vescovo <strong>Kamphaus von Limburg</strong>.</p>
<p>Una bella apertura di orizzonti, dunque, che però non ha tardato a suscitare le canoniche critiche. Il <strong>Vaticano</strong>, infatti, sembra non aver gradito affatto questa moderna rilettura della parola cristiana e ha tenuto a prendere le distanze da questa palese esortazione alla promiscuità. D’altronde, si sa, il solo modo per evitare il contagio è l’astinenza e un amore monogamo e leale che non prevede nemmeno la possibilità che uno dei due coniugi &#8211; ricordiamo che il sesso non è previsto fuori dal matrimonio &#8211; ed eterosessuale – esiste infatti altro tipo di amore per la Chiesa? &#8211; abbia potuto prendere il mortale virus per altre vie, come per esempio delle <strong>trasfusioni infette</strong> utilizzate in campo medico, che di promiscuo hanno avuto solo la gestione da parte di qualche furbo speculatore.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>Aids &#8220;giustizia immanente&#8221;: dov&#8217;è finita la misericordia?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 10:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/10/dove-finita-la-misericordia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/leonardphotonews.jpg.275.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Miriam ha 37 anni e ha contratto il virus dell’Aids in seguito a una di quelle 70mila trasfusioni maledette distribuite senza controlli durante gli anni Ottanta, ai tempi di Duilio Poggiolini (tesserato nella P2 con il numero 961 e Ispettore per il Ministero della Sanità proprio in quegli anni). Miriam ha trasmesso inconsapevolmente il virus anche a suo figlio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13976" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/10/leonardphotonews.jpg.275.jpg" alt="leonardphotonews.jpg.275" width="275" height="209" />Nell’<strong>immaginario collettivo</strong> la Chiesa, prima ancora che un luogo di culto, è una casa sempre aperta per il figliol prodigo, un ovile dove un buon pastore cerca disperatamente le pecorelle smarrite e il posto dove tutti i peccati vengono mondati. Ma l’immaginario collettivo è un punto di vista delicato, fondato su una <strong>tradizione</strong> che deve essere tenuta in piedi da chi è preposto a mantenerla, altrimenti finisce esattamente come il disincanto davanti a un trucco magico svelato. Un prestigiatore che, per poca destrezza, lascia intravedere il doppio fondo del suo cilindro fa sorridere; un giocatore cui scivola della manica il suo asso nascosto è un baro; un attore che comincia a perdere il cerone smette di rappresentare un personaggio e mostra il suo vero volto; allo stesso modo chi da un pulpito lancia giudizi lasciando poco spazio per la misericordia, smette di brillare di quell’<strong>alone santo</strong> che dovrebbe differenziarlo dagli uomini comuni e rivela al mondo intero il suo essere semplicemente un uomo con tutte le debolezze che questo implica. Non ci sarebbe nulla di male nell’essere semplicemente un uomo, se non fosse che l’istituzione che lui rappresenta e la tradizione che dovrebbe alimentare, crollano in un solo colpo come farebbe un carretto troppo vecchio costretto sotto un peso troppo grande.</p>
<p><strong>Miriam</strong> ha 37 anni e ha contratto il virus dell’Aids in seguito a una di quelle 70mila trasfusioni maledette distribuite senza controlli durante gli anni Ottanta, ai tempi di <strong>Duilio Poggiolini</strong> (tesserato nella P2 con il numero 961 e Ispettore per il Ministero della Sanità proprio in quegli anni). Miriam ha trasmesso inconsapevolmente il virus anche a suo figlio appena nato. Miriam non è certo colpevole per quello che le è successo, eppure –immaginiamo- deve avere sobbalzato per le parole dell’arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. <strong>André-Joseph Leonard</strong>. Il vecchio prete, forse colpito da demenza senile o forse per un eccesso di ingenuità ha rivelato in un libro che “<em>l’Aids è un tipo di giustizia immanente</em>”, una sorta di punizione divina per i nostri peccati, una colpa da scontare per un tipo di vita immorale, inconcepibile per i precetti cristiani fondati sull’amore per il prossimo e la compassione.</p>
<p>Alle immediate polemiche il prete si è affrettato a rispondere di essere stato <strong>frainteso</strong> e che le sue parole erano rivolte solo a chi contrae questo virus in seguito alla promiscuità di cui si circonda. La “giustizia immanente”, dunque, è solo per gli omosessuali, gli amanti sconsiderati e gli eroinomani, che in un certo senso se la sono cercata. Un po’ come “<em>una persona che fuma e che ha una maggiore probabilità di sviluppare il cancro ai polmoni</em>”. Comprendendo il suo punto di vista, ci continuiamo a chiedere come questo giudizio morale possa essere conciliato con il ruolo che un<strong> ministro-di-dio</strong> dovrebbe rivestire, ci chiediamo che fine abbia fatto quella comprensione e la solidarietà che si dovrebbe elargire a prescindere da ogni peccato. E ancora di più ci domandiamo come una “giustizia” di questo tipo sia toccata in sorte anche a quanti, decisamente, non se la meritavano.</p>
<p style="text-align: right"><strong><span style="color: #006699"><em>Nicoletta Rocca</em></span></strong></p>
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		<title>&#8220;Sei gay? Non puoi donare&#8221; Italia e USA a confronto</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 08:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/sei-gay-non-puoi-donare-italia-e-usa-a-confronto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/sangue-gay-300x171.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Sembra una storia di altri tempi, invece e' proprio questo che Gabriele, donatore storico con alle spalle una relazione stabile, si e' sentito rispondere dopo essersi recato alla struttura ospedaliera a cui da oltre otto anni affidava il suo sangue.

La vicenda e' stata raccontata sul blog personale del ragazzo che, amareggiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9036" title="sangue gay" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/sangue-gay-300x171.jpg" alt="sangue gay" width="300" height="171" />Sembra una storia di altri tempi, invece e&#8217; proprio questo che Gabriele, donatore storico con alle spalle una relazione stabile, si e&#8217; sentito rispondere dopo essersi recato alla struttura ospedaliera a cui da oltre otto anni affidava il suo sangue.</p>
<p>La vicenda e&#8217; stata raccontata sul blog personale del ragazzo che, amareggiato, racconta come la dottoressa incaricata dei prelievi si sia dichiarata &#8220;<em>impossibilitata</em>&#8220;, nonostante il suo personale disaccordo, a raccogliere il sangue da persone <strong>dichiaratamente gay</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dopo la fusione con il Policlinico le direttive sono cambiate</em>&#8221; ha affermato la donna. Infatti, appena tre anni fa il <strong>policlinico di Milano</strong> fu posto al centro delle polemiche per un caso analogo. <em>&#8220;Non siamo così alla frutta da accettare sangue anche da gay&#8221; </em>furono le parole esatte con le quali Massimo fu allontanato dal centro trasfusionale.</p>
<p>Alla base di questa<strong> tendenza discriminatoria</strong>, come la definisce la deputata del PD <strong>Paola Concia</strong>, si nasconde il falso presupposto per cui le persone omosessuali sarebbero maggiormente esposte alle <em><strong>STD </strong></em>(<em>malattie sessualmente trasmissibili</em>) a causa di uno stile di vita <strong>promiscuo</strong>.</p>
<p>Il <strong>pregiudizio</strong>, tuttora assiduo tra la popolazione, affonda le sue radici in una norma del 91, in cui, per evitare la diffusione dell&#8217;Aids e dell&#8217;epatite, l&#8217;allora Ministro <strong>Francesco De Lorenzo</strong> impedì la donazione da parte di soggetti considerati<em> &#8220;a rischio</em>&#8220;. A mettere fine a questa iniqua tendenza che, più che tutelare la salute pubblica, discriminava apertamente gli individui in quanto tali, fu il medico di fama mondiale nonche&#8217; ex <strong>Ministro Umberto Veronesi </strong>che, il 27 novembre del 2000, firmò un decreto a favore della donazione da parte di persone <strong>dichiaratamente omosessuali</strong>. Il <em>focus </em>venne così traslato dall&#8217;individuo al comportamento, ristabilendo così il <strong>principio di uguaglianza</strong> sancito dall&#8217;art. 3 della nostra <strong>Costituzione</strong>.</p>
<p>Che l&#8217;<strong>omosessualità </strong>non sia sinonimo di <strong>promiscuità </strong>pare ovvio da ribadire, tuttavia, la presunzione che dietro all&#8217;amore per una persona dello stesso sesso spesso si celi uno stile di vita &#8220;<em>malsano</em>&#8220;, non è un pregiudizio esclusivamente italiano. La situazione è forse più grave negli <strong>Stati Uniti,</strong> in cui la <em>Food and Drugs Administration</em> ha rigidamente bandito gli omosessuali dalle &#8220;<strong><em>blood donors lists</em></strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;esigenza è nata dalla crisi degli anni &#8217;80, in cui l&#8217;AIDS raggiunse consistenti livelli di diffusione principalmente all&#8217;interno di particolari categorie. Tra di esse ricordiamo l&#8217;intero gruppo degli afro-americani nei confronti dei quali, tuttavia, non sono mai state intraprese particolari azioni. La disposizione concerne anche chi abbia assunto droghe per via endovenosa e, più sorprendentemente, chi sia stato pagato in cambio di un rapporto sessuale. Il rifiuto indiscriminato ancora ad oggi rappresenta un ingiusto freno a favore di un atto civile e solidale. Ancora più grave è l&#8217;idea di fondo che, diffondendosi, favorisce la qualificazione dell&#8217;Aids come sinonimo di tossicodipendenza, omosessualità e povertà.</p>
<p>La realtà è molto più drastica: secondo i <a href="http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=198&amp;sub=5&amp;lang=it" target="_blank">dati del ministero della sanità</a>, la percentuale di casi di Aids per l&#8217;anno 2003 si distribuisce per il 40% tra gli eterosessuali e per il 35% tra i tossicodipendenti, mentre solo un 20% riguarda gli omosessuali (5% altro). Lo scenario, mostrando un trend di contagio crescente tra gli eterosessuali, rende quanto mai necessaria una campagna di informazione scevra da pregiudizi e discriminazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi </em></span></strong></a></p>
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		<title>Inghilterra: in carcere il giornalista della BBC che ha ucciso &#8216;per amore&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 08:13:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
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		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/02/inghilterra-in-carcere-il-giornalista-che-ha-ucciso-per-amore/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/gosling-300x193.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>È il 1985 quando il mondo viene percorso da un brivido. La star hollywoodiana Rock Hudson, una leggenda del cinema americano, si spegne, ucciso da un nuovo terribile male: l’AIDS. Fino ad allora il virus era stato pressoché sconosciuto e quanti lo conoscevano lo consideravano come qualcosa che riguardava solo i reietti della società, ossia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3092" title="gosling" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/gosling-300x193.jpg" alt="gosling" width="300" height="193" />È il 1985 quando il mondo viene percorso da un brivido. La star hollywoodiana Rock Hudson, una leggenda del cinema americano, si spegne, ucciso da un nuovo terribile male: l’AIDS.</p>
<p>Fino ad allora il virus era stato pressoché sconosciuto e quanti lo conoscevano lo consideravano come qualcosa che riguardava solo i <em>reietti</em> della società, ossia i tossicodipendenti e i gay.</p>
<p>Il «caso Hudson» aprì una crepa nelle coscienze: il rischio di contagio riguardava tutti, anche i ricchi e famosi. Di lì a poco, infatti, altre persone celebri furono colpite dalla «peste del XXI secolo». Nel 1991, Magic Jonson, cestista dei Lakers di fama mondiale, dichiarò pubblicamente di essere sieropositivo, e nel novembre dello stesso anno si spense, stroncato dall’HIV, Freddie Mercury, leader della rock band The Queen.</p>
<p>Panico, incredulità, menefreghismo e disprezzo furono le reazioni più diffuse tra la società civile, mentre la medicina rimaneva balbuziente, non disponendo ancora di alcuno strumento per affrontare il nuovo virus.</p>
<p>Ci è voluto del tempo prima che la consapevolezza del nuovo male, che qualcuno non esitò a descrivere come una punizione divina per i peccatori, penetrasse davvero all’interno della società e cambiasse lo stile di vita di tutti noi, con buona pace di chi, tuttora, continua a lanciare crociate contro l’uso dei profilattici.</p>
<p>Questo è il contesto in cui si consuma la tragedia che ha portato la polizia del Nottinghamshire ad aprire un fascicolo a carico di Ray Gosling, noto giornalista della BBC e attivista per i diritti degli omosessuali in Inghilterra, accusandolo di omicidio.</p>
<p>In una rivelazione shock, rilasciata il 15 febbraio scorso durante il programma televisivo <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/england/nottinghamshire/8516499.stm">Inside Out</a>, l’uomo, oggi settantenne, ha infatti confessato che, in un momento non meglio precisato, ma che lui dice essere quello dell’inizio della diffusione del virus, ha soffocato un suo ex compagno malato di HIV. «<em>Una volta uccisi qualcuno</em>» ha affermato in tv «<em>era un ragazzo, era stato il mio compagno. Era malato di AIDS e stava soffrendo terribilmente. Io ero lì, e lo vedevo. È una cosa che ti spezza il cuore vedere qualcuno che ami soffrire così</em>».</p>
<p>La notizia è stata ripresa dai maggiori <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/article7029657.ece">quotidiani</a> britannici che, il 17 febbraio, hanno reso nota l’incriminazione di Ray Gosling e il suo pubblico rifiuto a collaborare con la polizia.</p>
<p>«<em>Non dirò nulla agli agenti, non dirò dove, quando, nulla. Perché mai dovrei farlo? C’è una legge che è scritta nei codici giuridici, ed una che è scritta nei nostri cuori. Leggi diverse hanno un peso diverso in diverse circostanze. Io e lui avevamo fatto un patto</em>».</p>
<p>Il racconto che Gosling fa di quel caldo pomeriggio di più di venti anni è scarno e agghiacciante: «<em>Il medico aveva detto che non c’era nulla da fare; lui stava soffrendo enormemente. Ho chiesto al dottore di lasciarmi un momento da solo. Ho preso il cuscino, e gliel’ho premuto sul viso finché non ha cessato di vivere. Quando il dottore è rientrato, gli ho detto che se ne era andato. Non aggiunse una parola di più</em>».</p>
<p>Il terribile episodio riportato alla luce da Gosling non fa che alimentare una discussione che nel Regno Unito va avanti ormai da lungo tempo. In Inghilterra agevolare la morte di qualcuno è considerato reato dal 1961, quando venne emanato il Suicide Act, ed è punibile con una pena fino a 14 anni di reclusione. Da allora, tuttavia, questa legge ha scricchiolato più volte ed ha dimostrato di non essere più adeguata. Uno studio prodotto dall’Ufficio della Pubblica Accusa britannico ha stilato, sulla base della giurisprudenza vigente, 16 fattori contro e 14 fattori a favore del cosiddetto <em>mercy killing</em>.</p>
<p>Sarah Wootton, responsabile dell’associazione Dignity in Dying, ha detto: «<em>La legge non è al passo con ciò di cui la società ha bisogno e chiede. Questo caso dimostra che c’è bisogno di una legislazione specifica per il suicidio assistito che aiuti coloro che vogliono avere la possibilità di scegliere, e che protegga quanti, invece, potrebbero essere in pericolo di coercizione</em>».</p>
<p>In effetti, il caso di Gosling è piuttosto anomalo per diversi motivi. Innanzitutto, l’episodio risalirebbe a più di venti anni fa, i contorni sono assolutamente imprecisi e la polizia non ha alcuna prova a carico del giornalista britannico, eccetto le sue stesse, vaghe parole. Gosling, però, ha affermato anche un&#8217;altra cosa importante. Ha detto. «<em>Certo che il dottore sapeva. Quando mi ha detto che usciva un momento per andare a fumare una sigaretta o fare non so cos’altro, mi ha chiesto se mi avrebbe trovato ancora lì al suo ritorno; quello fu un chiaro invito. Perché pensate che lasciano sempre della morfina in più per le persone che soffrono dolori terribili? È lì, nel cassetto, in caso di bisogno. I dottori fanno queste cose ogni giorno, altre volte tocca alle persone comuni farlo</em>». Ed ha aggiunto: «<em>Se succede ad una persona che ami, a un tuo amico, a tuo marito o tua moglie, spero non capiti mai, ma invece succede, ebbene, tu devi essere coraggioso, e dire chi se ne frega della legge</em>».</p>
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		<title>Gravidanze tra le minorenni, l&#8217;Europa si mobilita. E l&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
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		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/gravidanze-tra-le-minorenni-leuropa-si-mobilita-e-litalia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-731" title="couple-embrace" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/couple-embrace-300x199.jpg" alt="couple-embrace" width="300" height="199" />In Gran Bretagna, a partire dal prossimo anno, verranno istituiti nelle scuole corsi obbligatori di educazione sessuale per i ragazzi dai 15 anni di età. Questa la strada scelta dal <strong>ministro della Istruzione e delle Politiche familiari Ed Balls</strong> per arginare il numero sempre crescente di gravidanze indesiderate tra le minorenni. In Inghilterra, infatti, il tasso di concepimento per le ragazze tra i quindici e i diciassette anni è del 4,2%, il più alto d’Europa.</p>
<p>La contraccezione, i pericoli delle malattie veneree e dell’Aids, le istruzioni per un ‘sesso sicuro’, l’omosessualità e l’aborto: questi i temi che verranno trattati con gli studenti ai quali si aggiungeranno, sempre su direttiva del ministro, lezioni specifiche sul pericolo dell’abuso di droghe e di alcol.</p>
<p>In realtà l’ordinamento scolastico inglese già prevede corsi di educazione sessuale dai 5 ai 19 anni, ma come materia facoltativa. I genitori potevano fino ad oggi esonerare i propri figli, un po’ come da noi avviene per l’insegnamento della religione cattolica. La novità introdotta dal ministro Balls  è quella di rendere tale materia curriculare al compimento dei 15 anni di età.</p>
<p>La regola varrà anche per gli istituti scolastici religiosi i quali, però, potranno “<em>tenere lezioni sui precetti di fede</em>&#8221; per quanto riguarda i rapporti al di fuori del matrimonio.</p>
<p>Contro il ministro Balls sono insorte, naturalmente, le <strong>associazioni cattoliche e mussulmane</strong>, che rivendicano il diritto dei genitori di decidere non solo gli argomenti da trattare con i figli, ma anche a quale età introdurli alle tematiche legate al sesso. Il ministro, dal canto suo, ha già ribadito che continuerà per la sua strada, insistendo sul diritto di ogni giovane di essere correttamente informato per poter vivere in modo sicuro e responsabile la sua sessualità.</p>
<p>Di fronte a tale esempio, il paragone con l’Italia è d’obbligo.<br />
Da un’indagine del 2008 della <strong>Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia</strong>, l’informazione sulla contraccezione si può considerare soddisfacente solo per lo 0,3% delle under 19 italiane. Ancora, il primo rapporto sessuale non è protetto per una ragazza su tre e solo il 50% di esse usa metodi anticoncezionali sicuri. Cifre ancor più desolanti per le giovani immigrate, che ricorrono all’aborto 3-4 volte in più delle italiane.</p>
<p>Eppure, nelle nostre scuole non c’è traccia di corsi specifici di educazione sessuale e se un insegnante volenteroso volesse svolgere, in discipline analoghe, temi legati alla sessualità correrebbe seri rischi di denuncia.</p>
<p>La riforma scolastica inglese segue di pochi mesi la<strong> direttiva spagnola</strong> che autorizza la vendita della pillola del giorno dopo senza ricetta medica anche per le minorenni e che abbassa a 16 anni l’età per abortire senza il consenso dei genitori.</p>
<p>Mentre l’Europa, quindi, si mobilita per arginare le gravidanze indesiderate nella fascia più giovane della popolazione e per educare i ragazzi a una sessualità senza rischi, l&#8217;Italia rimane attaccata alle proprie arretrate posizioni culturali.</p>
<p>Nel nostro Paese l’educazione sessuale dei ragazzi è ancora delegata in toto all’istituzione ‘famiglia’ a prescindere dalla sua preparazione, dal suo livello culturale e dalle sue convinzioni religiose. E, nei casi peggiori, a coetanei più &#8216;smaliziati&#8217;. Nessuna veste scientifica ma solo un eventuale ‘buon senso’ a penalizzare ancora una volta i ragazzi delle fasce socialmente meno elevate della popolazione e di quelle a tendenza confessionalista.</p>
<p>In un Paese in cui il solo parlare di coppie di fatto scandalizza la cittadinanza cattolica e benpensante, che vanta un ritardo di oltre vent’anni rispetto alla Francia sull’adozione della pillola abortiva, in cui la visione cattolica della sessualità condiziona tutta la legislazione in merito, è lecito pensare che per recuperare il divario con il resto dei pesi europei su questi temi occorreranno ancora decenni.</p>
<p>Esplicativo, a tal proposito, questo stralcio tratto da una lettera del <strong>1907</strong> di <strong>Sigmund Freud</strong> al dottor Furst che gli chiedeva <em>&#8220;uno scritto sull’educazione sessuale dei bambini</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Che cosa ci si può proporre di ottenere rifiutando ai bambini &#8211; o diciamo ai giovani &#8211; tali spiegazioni sulla vita sessuale dell’uomo? Si teme forse di risvegliare precocemente il loro interesse per queste cose, prima che si ecciti da solo? O si spera occultando le cose di poter trattenere l’istinto sessuale fino a che possa imboccare le sole strade che sono aperte all’ordinamento borghese della società? Si pensa che i bambini non manifesterebbero alcun interesse o alcuna comprensione dei fatti sessuali, se la loro attenzione non vi fosse richiamata da un intervento altrui? Si ritiene possibile che quelle cognizioni che si rifiutano loro, non vengano fornite per altre vie? O si ha davvero seriamente il proposito di ottenere che essi più tardi considerino basso ed esecrabile tutto ciò che ha a che fare con quella sessualità da cui genitori ed educatori li hanno voluti tener lontani il più a lungo possibile?</em>”</p>
<p>E’ da notare che nel 1907 si era appena adottata ufficialmente la tesi secondo la quale il concepimento avviene attraverso l’unione di un ovulo e uno spermatozoo.  Anni luce indietro, dal punto di vista scientifico, dalle nostre attuali conoscenze. Anni luce in avanti, invece, le considerazioni di Freud rispetto alla mentalità dell’Italia cattolica di un secolo dopo.</p>
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