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	<title>Cronache Laiche &#187; aborto</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>&#8220;Gli ultimi saranno i primi&#8221; ovvero quando governano due Chiese</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 14:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche laiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/gli-ultimi-saranno-i-primi-ovvero-se-le-chiese-diventano-due/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi_prega-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quella del Pdl è davvero una grande famiglia, un grande popolo, come dice il suo fondatore, solidale, tollerante, accogliente. Una grande mamma pronta a dare sostegno e conforto a tutti i poveri sfortunati che chiedono la sua protezione, senza dar peso agli errori passati o, peggio, a perfide dicerie; decisa a difendere a spada tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11286" title="berlusconi_prega" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi_prega.jpg" alt="berlusconi_prega" width="243" height="251" />Quella del Pdl è davvero una grande famiglia, un grande popolo, come dice il suo fondatore, solidale, tollerante, accogliente. Una grande mamma pronta a dare sostegno e conforto a tutti i poveri sfortunati che chiedono la sua protezione, senza dar peso agli errori passati o, peggio, a perfide dicerie; decisa a difendere a spada tratta anche l’ultimo dei suoi pargoli, come farebbe qualsiasi madre degna di questo nome.</p>
<p>Quelli che forse in un altro partito – ma certamente in un altro Paese – sarebbero sbattuti fuori a calci senza se e senza ma, nel Pdl assumono i ruoli di maggior prestigio.</p>
<p>Pluri-indagati e condannati &#8211; la feccia della società, insomma &#8211; vengono piazzati come minimo in Parlamento, e in casi particolarmente &#8216;meritevoli&#8217; si dà loro persino la poltrona di ministro.</p>
<p>Da <strong>ultimi</strong>, diventano magicamente <strong>primi</strong>. Ma non c’era qualcuno che predicava proprio questo circa duemila anni fa?</p>
<p>Ecco perché è così profonda la vicinanza tra il <strong>Pdl </strong>e la <strong>Chiesa cattolica</strong>! In molti parlano di patto di mutuo sostegno che conviene a entrambi: al Pdl perché facendo propri i precetti morali della Chiesa su aborto e contraccezione, coppie di fatto e omosessualità, testamento biologico ed eutanasia potrebbe contare sul &#8216;voto cattolico&#8217;; alla Chiesa perché, chiudendo gli occhi sui rigurgiti xenofobi della Lega e sugli intrecci sesso-affari-politica di alcuni uomini di Governo, otterrebbe non solo la conferma dei privilegi finora ottenuti, ma anche nuovi ingenti introiti nelle ‘casse della carità’ (alias finanziamenti per le scuole cattoliche, contributi alle parrocchie, sovvenzioni per ristrutturazione dei beni ecclesiastici e così via).</p>
<p>Così dicono i maligni, ma non è vero. Alla base di questa comprovata alleanza c’è la condivisione di un principio: quello della <strong>fratellanza</strong>, della <strong>tolleranza</strong>, della <strong>solidarietà</strong>. In fondo il Pdl difende i suoi indagati (o condannati) così come il Vaticano copre i preti che si macchiano del più abominevole dei crimini. Ma ci si può spingere oltre: il Pdl ripudia un suo sodale – magari anche co-fondatore &#8211; perché non condivide fino in fondo il sacro principio del perdono giudiziario e nel contempo, per esempio, promuove un indagato (e già condannato) a ministro del Federalismo; la Chiesa scomunica le donne cattoliche che abortiscono (la vita è sacra!) ma sostiene, difende e perdona i preti pedofili, magari affidando loro qualche incarico più prestigioso in altra parrocchia. I peccati, si sa, hanno ordini di gravità ben precisi, nella Chiesa del Pdl e nella Chiesa cattolica.</p>
<p>Nulla da stupirsi, quindi, che le due viaggino in totale sintonia anche se qualche guastafeste, vedi il settimanale <em>Famiglia Cristiana</em>, si permette di remare contro. Probabilmente farà la stessa fine del presidente della Camera; d’altronde una buona mamma, se pur accogliente e compassionevole, deve anche sapersi mostrare severa quando serve. E qui si parla di <strong>alto tradimento</strong>.</p>
<p>E’ il caso, a questo punto, di citare esplicitamente questi poveri disgraziati ai quali il Pdl sta dando una <em>chance </em>di riscatto. Ad eccezione del presidente del Consiglio, che applicando un semplice “<em>Ego me absolvo</em>” (secondo il principio di infallibilità papale) ha già rimesso, se così si può dire, i suoi peccati, gli altri sono ancora soggetti alla gogna mediatica e allo spauracchio di una giustizia che, se non ostacolata da (il)legittimi impedimenti, non perdona. <em>Il Fatto quotidiano</em>, ad esempio, non risparmia di infierire sulla loro condizione di pecorelle smarrite che tentano di redimersi, tant’è che il 28 luglio scorso ne ha sbattuto brutalmente l’elenco  sulle sue pagine. <strong>35 tra deputati e senatori.</strong></p>
<p>Nel riportarlo per esteso, chiediamo ai lettori benevolenza e commiserazione: se il Pdl non fornisse a dei poveri di spirito una casa e una possibilità di redenzione, che fine farebbero costoro? <em>In nomine patris et filii et spiritus sancti</em>.</p>
<p><strong>I parlamentari </strong><strong>del Pdl </strong><strong>indagati o condannati<br />
</strong></p>
<p><strong>Abrignani Ignazio</strong> (deputato): è stato indagato a Milano per dissipazione post fallimentare nelle indagini sulla bancarotta Cit, agenzia di viaggi dello Stato.<br />
<strong>Berlusconi Silvio</strong> (premier): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.<br />
<strong>Berruti Massimo</strong> (deputato): condannato a 8 mesi per favoreggiamento per aver depistato nel 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest.<br />
<strong>Brancher Aldo</strong> (deputato): condannato in secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito, reato prescritto (il primo) e depenalizzato (il secondo). È imputato anche per la scalata Bnl, per la quale i suoi legali hanno chiesto il legittimo impedimento nel breve periodo in cui è stato ministro per il Federalismo.<br />
<strong>Caliendo Giacomo</strong> (senatore e sottosegretario): indagato nell’inchiesta sulla nuova P3.<br />
<strong>Camber Giulio</strong> (senatore): condannato a 8 mesi per millantato credito nell’ambito della Kreditna Banka. Era accusato di aver preso 100 milioni di lire.<br />
<strong>Cantoni Giampiero</strong> (senatore): ha patteggiato 2 anni per corruzione e poi per concorso in bancarotta fraudolenta.<br />
<strong>Ciarrapico Giuseppe</strong> (senatore): 5 condanne definitive fin dagli anni ‘70 per falso e truffa.<br />
<strong>Comincioli Romano</strong> (senatore): imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto. Nel 2008 la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge la richiesta di usare le intercettazioni delle sue telefonate con Stefano Ricucci per la scalata al Corriere della Sera.<br />
<strong>Cosentino Nicola</strong> (deputato ed ex sottosegretario): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Indagato anche nell’inchiesta sulla P3.<br />
<strong>De Angelis Marcello</strong> (deputato): condannato a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva come dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione.<br />
<strong>De Gregorio Sergio</strong> (senatore): è stato indagato a Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione.<br />
<strong>Dell’Utri Marcello</strong> (senatore): sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992. È indagato a Roma nell’inchiesta sulla P3. È accusato di calunnia per aver ordito un piano per screditare alcuni pentiti palermitani che l’avevano accusato nel processo per associazione mafiosa. Deve anche riaffrontare il processo per tentata estorsione ai danni dell’imprenditore siciliano Vincenzo Garaffa.<br />
<strong>De Luca Francesco</strong> (deputato): è stato indagato per tentata corruzione in atti giudiziari: il clan camorristico dei Guida si sarebbe rivolto a lui per un processo in Cassazione.<br />
<strong>Farina Renato</strong> (deputato): ha patteggiato 6 mesi (pena commutata in una multa di 6.480 euro) per favoreggiamento nel processo per il sequestro di Abu Omar.<br />
<strong>Fasano Vincenzo</strong> (senatore): condannato a 2 anni per concussione nel 2007, pena indultata.<br />
<strong>Firrarello Giuseppe</strong> (senatore): arrestato e condannato in primo grado a Catania a 2 anni e 6 mesi per turbativa d’asta per le tangenti sulla costruzione dell’ospedale Garibaldi. Poi prescritto.<br />
<strong>Fitto Raffaele</strong> (deputato e ministro): rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque. Ancora aperti 2 casi di corruzione, un illecito nei finanziamenti ai partiti, 1 peculato da 190 mila euro e 2 abusi d’ufficio.<br />
<strong>Grillo Luigi</strong> (senatore): L’assemblea del Senato ha negato l’uso delle intercettazioni nell’ambito della Banca popolare di Lodi. Prescritto a Genova per truffa per la Tav.<br />
<strong>Landolfi Mario</strong> (deputato): è stato indagato per corruzione e truffa. Nella stessa inchiesta 5 pentiti chiamano in causa Nicola Cosentino.<br />
<strong>Matteoli Altero</strong> (senatore e ministro): rinviato a giudizio per favoreggiamento riguardo un abuso edilizio all’isola d’Elba. La giunta della Camera ha negato l’autorizzazione a suo carico.<br />
<strong>Messina Alfredo</strong> (senatore): è stato indagato per favoreggiamento nella bancarotta di HDC.<br />
<strong>Nania Domenico</strong> (senatore): condannato nel 1980 a 7 mesi per lesioni quando militava neigruppi di estrema destra. Condannato in primo grado per abusi edilizi. Poi prescritto.<br />
<strong>Nespoli Vincenzo</strong> (senatore): accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L’aula del Senato ha negato l’arresto.<br />
<strong>Nessa Pasquale</strong> (senatore): accusato di concussione, il pm aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto.<br />
<strong>Paravia Antonio</strong> (senatore): arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004.<br />
<strong>Proietti Cosimi Francesco</strong> (deputato): è stato indagato a Potenza con Vittorio Emanuele per la truffa ai Monopoli. Roma ha archiviato. È stato indagato anche nella Capitale per il filone legato agli ambulatorie alla ex signora Fini Daniela Di Sotto.<br />
<strong>Russo Paolo</strong> (deputato): archiviato per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa quando era Presidente della Commissione parlamentare rifiuti. È stato indagato anche per violazione della legge elettorale.<br />
<strong>Scapagnini Umberto</strong> (deputato): è stato indagato per abuso di ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei a Catania.<br />
<strong>Sciascia Salvatore</strong> (senatore): condannato a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, quando era capo dei servizi fiscali gruppo Berlusconi, alcuni ufficiali della Gdf.<br />
<strong>Simeoni Giorgio</strong> (deputato): è stato indagato per associazione a delinquere e corruzione per le tangenti sanità nel Lazio.<br />
<strong>Speciale Roberto</strong> (deputato): condannato in appello a 18 mesi per peculato da parte della Procura militare perché da comandante della Gdf ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle.<br />
<strong>Tomassini Antonio</strong> (senatore): medico, condannato a 3 anni per falso: durante un parto una bambina nacque cerebrolesa ma lui contraffece il partogramma.<br />
<strong>Valentino Giuseppe</strong> (senatore): è stato indagato per favoreggiamento, si sospetta che abbia rivelato a Ricucci che era intercettato quando era sottosegretario alla giustizia. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni.<br />
<strong>Verdini Denis</strong> (deputato e coordinatore): indagato per l’inchiesta sulle Grandi opere, ora anche per la P3.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Libere sì, ma non di scegliere</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 08:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/07/libere-si-ma-non-di-scegliere/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/pillola-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Se trent’anni fa era una questione di diritti, oggi dovrebbe essere solo un problema sanitario. Invece è un caso politico che riesuma tutte le questioni etiche alle quali la legge 194 sull’interruzione di gravidanza aveva messo, con buona pace degli antiabortisti, un freno: la donna è libera di scegliere se portare avanti o meno una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9161" title="pillola" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/pillola.jpg" alt="pillola" width="280" height="280" />Se trent’anni fa era una questione di diritti, oggi dovrebbe essere solo un problema sanitario. Invece è un caso politico che riesuma tutte le questioni etiche alle quali la <strong>legge 194 sull’interruzione di gravidanza</strong> aveva messo, con buona pace degli antiabortisti, un freno: la donna è libera di scegliere se portare avanti o meno una gravidanza.</p>
<p>L’etica dell&#8217;aborto, se così si può chiamare, si è spostata cioè dalla <strong>sostanza </strong>(la libertà di abortire, ormai sancita per legge) alla <strong>modalità di applicazione</strong> (aborto chirurgico o farmacologico). Quello che sembrerebbe solo un problema sanitario, e quindi lontano dai palazzi della politica, è diventato un nuovo cavallo di battaglia al servizio di chi questa libertà  non la digerisce proprio.</p>
<p>Non è un caso che molti degli attacchi sull’immissione nel sistema sanitario della <strong>pillola abortiva Ru486</strong> non fossero fondati su criteri scientifici bensì etici. “<em>Abortire non può diventare come bere un bicchiere d’acqua</em>”, per citare solo una delle espressioni ricorrenti in bocca a certi (catto)politici, che confondono una scelta drammatica come l’aborto con un giudizio di merito, per altro non richiesto.</p>
<p>Dopo i tanti <em>exploit </em>da Paese incivile (uno per tutti il <strong>governatore Cota</strong> che voleva, contro la legge, proibire la somministrazione dell’Ru486 in Piemonte), questa avversione ideologica all’”<em>aborto facile</em>” si è tradotta nel rendere obbligatorio, come riportano le <strong><a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1036912.rtf">linee guida</a></strong> diramate qualche giorno fa dal ministero della Salute, il <strong>ricovero ospedaliero</strong>, non previsto negli altri Paesi che adottano da anni la pillola abortiva. E siccome non è possibile obbligare le Regioni a rispettare alla lettera le linee guida – che non costituiscono obbligo legislativo ma solo indicazioni &#8211;  né un cittadino a rimanere in ospedale contro la sua volontà, arriva il ricatto del sottosegretario alla Salute <strong>Eugenia Roccella</strong>: “<em>Rispettiamo l’autonomia delle amministrazioni. Noi segnaliamo però che chi dovesse applicare protocolli clinici che ammettono le dimissioni volontarie della donna dopo l’assunzione della prima pillola vanno incontro a irregolarità</em>”. E, infine, l’affondo: “<em>Le dimissioni significano una rinuncia al trattamento ma in questo caso non lo è: noi abbiamo comunicato alle Regioni che esiste una criticità amministrativa che potrebbe determinare dei problemi sul piano del rimborso della prestazione da parte del servizio pubblico</em>”.</p>
<p>Insomma, se la ‘paziente’ firma per le dimissioni, l’ospedale rischia di non essere rimborsato per l’intervento. Ci si chiede se il sottosegretario Roccella userà lo stesso metro per tutti gli interventi ritenuti ‘ad alto rischio’, attualmente soggetti all’unica normativa esistente in materia: se il paziente vuole lasciare l’ospedale in qualunque momento, nessuno può costringerlo a rimanerci.</p>
<p>In periodi in cui autodeterminazione è una parolaccia, ci si può aspettare anche questo. Almeno per fugare il dubbio che il ricovero coatto per l’assunzione dell’Ru486 sia solo di matrice ideologica.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Puglia, no a ginecologi obiettori nei consultori</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 09:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/puglia-no-a-ginecologi-obiettori-nei-consultori/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/obiezione_di_coscienza-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Gran travaglio in Puglia fra i ginecologi obiettori. La Regione Puglia con delibera di giunta n.735 del marzo scorso ha avviato un'azione di potenziamento della rete consultoriale e del "percorso nascita", attraverso l'inserimento di ginecologi ed ostetriche non obiettori di coscienza. Nove medici contrari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8196" title="obiezione_di_coscienza" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/obiezione_di_coscienza.jpg" alt="obiezione_di_coscienza" width="298" height="298" />Gran travaglio in Puglia fra i <strong>ginecologi obiettori</strong>. La Regione Puglia con delibera di giunta n.735 del marzo scorso ha avviato un&#8217;azione di potenziamento della rete consultoriale e del<em> &#8220;percorso nascita&#8221;</em>, attraverso l&#8217;inserimento di ginecologi ed ostetriche non obiettori di coscienza.</p>
<p>Nove medici contrari all&#8217;<strong>aborto</strong>, probabili <strong>esclusi </strong>dalla graduatoria di merito, hanno dato mandato all&#8217; avv. Mastropasqua di impugrare al Tar l&#8217;indicato provvedimento, insieme all&#8217;altro, il n.405, con il quale si definisce il riposizionamento del personale che rifiuta di praticare l&#8217;aborto, in quanto<em> lesivi del diritto alla <strong>liberta&#8217; religiosa</strong> e di coscienza</em>, previsto dall&#8217;art.9 della &#8220;<strong>194</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma l&#8217;assessore alla sanità, Tommaso Fiore, figlio del grande studioso meridionalista, Vittore Fiore, precisa che i provvedimenti mirano a tutelare la facolta&#8217;, finora frustrata per oltre l&#8217;80% da medici antiabortisti, alle donne che chiedono l&#8217; <strong>Ivg </strong>( l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza), nonche&#8217; assicurare loro la prescrizione della contraccezione in consultorio, e ridurre cosi&#8217; l&#8217;incidenza del fenomeno dell&#8217;Ivg e la sua reiterazione.</p>
<p>Non si tratta quindi di una <em>&#8220;crociata ideologica&#8221;</em> contro i medici cattolici, come vorrebbe rappresentare il loro legale Mastropasqua, ma di dare piena attuazione alla legge 194 e generale tutela e assistenza alle donne, creditrici dei servizi di interruzione e contraccezione descritti. Non e&#8217; possibile che si invochino, a senso unico, principi costituzionali di liberta&#8217; di pensiero, di coscienza e di liberta&#8217; religiosa, comprensiva della facolta&#8217; anche di non credere e soprattutto si oscuri il principio dell&#8217;<strong>autodeterminazione </strong>della donna, per accreditare l&#8217;interesse terreno di Arcangeli Gabriele in camice bianco?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/giacomo-grippa/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Giacomo Grippa</em></span></strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storie di emigrazione quotidiana</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/06/storie-di-emigrazione-quotidiana/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/storie-di-emigrazione-quotidiana/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/solteras-reproduccion-asistida1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L&#8217;Italia, sin dagli inizi del XX secolo, si è trovata ad assistere a consistenti flussi migratori. Nessuno, o quasi, si immaginava però che, una volta raggiunto un livello di progresso accettabile, questi movimenti persistessero. Non intendiamo tuttavia trattare in questo contesto il delicato fenomeno della cosiddetta &#8220;fuga dei cervelli&#8220;, sebbene non sia un segno trascurabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7650" title="solteras-reproduccion-asistida" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/solteras-reproduccion-asistida1.jpg" alt="solteras-reproduccion-asistida" width="282" height="197" />L&#8217;Italia, sin dagli inizi del <em>XX secolo</em>, si è trovata ad assistere a consistenti flussi migratori. Nessuno, o quasi, si immaginava però che, una volta raggiunto un livello di progresso <em>accettabile</em>, questi movimenti persistessero. Non intendiamo tuttavia trattare in questo contesto il delicato fenomeno della cosiddetta <em>&#8220;fuga dei cervelli</em>&#8220;, sebbene non sia un segno trascurabile in materia, preferiamo rivolgere l&#8217;attenzione verso un altro tipo di &#8220;<em>fuga</em>&#8220;.  A lato della prima, spinta da una matrice &#8220;economico-professionale&#8221; se ne sta infatti sviluppando una seconda  legata alle diversificazioni dell&#8217;offerta nei servizi prestati alla popolazione nei vari Stati europei.</p>
<p>I dati di una ricerca <strong>Eshre </strong><em>(societa&#8217; europea per la riproduzione umana e l&#8217;embriologia</em>) mostrano come <strong>1/3</strong> delle coppie che si rivolgono alle <strong>cliniche di fertilità</strong> estere siano italiane. Seguono a ruota i tedeschi ma con una percentuale decisamente più bassa (14,1% contro il nostro 31,8%). Infine, si attestano in terza e quarta posizione l&#8217;Olanda e la Francia.<br />
Si rileva una tendenza piuttosto delineata: sempre più italiani sono <strong>costretti </strong>a spostarsi per ricevere trattamenti sanitari adeguati. L&#8217;effetto è da imputarsi, principalmente, alla <strong>legge 40</strong>, permeata di elementi ideologici e scarna di considerazioni <em>logico-pratiche</em>. Se una recente ricerca ci rallegrava riportando come in Italia si partorisca meglio che altrove, quest&#8217;ultima provoca decisamente un effetto contrario.</p>
<p>Siamo quindi costretti a rimanere un Paese con un sistema sanitario di serie B? Le cose potrebbero migliorare se pensiamo alla recente introduzione del <strong>Mifepristone </strong>(Ex RU486) all&#8217;interno dei nostri ospedali, tuttavia anche in questo caso si verifica una sorta di migrazione, come in tempi più recenti, da regione a regione.<br />
Il caso ha origine ad  Ostia, dove, a seguito di un primo <strong>aborto farmacologico</strong>, la paziente ha ritenuto opportuno rifiutare il ricovero contrariamente a quanto consigliato dalla legge Statale e previsto da quella regionale.<br />
L&#8217;evento sarebbe passato inosservato se non fosse stata coinvolta la famosa <strong>pillola abortiva</strong>, il cui utilizzo, per molti, rappresenta ancora un <em>tabù</em>.  Infatti, non sono mancate reazioni nel mondo politico che, dall&#8217;intera vicenda &#8220;privata&#8221;, ha tratto un caso da discutere in consiglio regionale. L&#8217;esito si è consolidato in una <strong>posticipazione </strong>di entrata in vigore effettiva del farmaco per motivi &#8220;burocratici&#8221; legati, alla previsione del protocollo operativo della regione che prevede un ricovero di tre giorni ma, di fatto, molte strutture non dispongono di posti letto liberi a sufficienza.</p>
<p>Vari riflessi si sono dispiegati anche nel rapporto tra la Polverini ed il direttore generale dell&#8217;ospedale Grossi di Ostia che, avendo semplicemente operato in base a ciò che le condizioni della donna richiedevano, rifiuta ogni responsabilità in merito sottolineando inoltre che, in accordo con l&#8217;art. 32 della Costituzione, il personale non aveva la possibilità di trattenere la paziente contro la sua volontà.</p>
<p>Anche la Polverini, dal canto suo, si appella alla legge giustificando la sopravvenuta posticipazione di entrata in vigore del farmaco con le priorità della <strong>legge 194 </strong>ovvero la <em>salute della donna</em> ed esclude categoricamente che si tratti di una scelta &#8220;<em>ideologica</em>&#8220;. Se di ideologia poco si parla in questo caso, è un elemento certamente più determinante nella dichiarazione rilasciata in consiglio regionale concernente l&#8217;intenzione di migliorare la rete di <strong>consultori </strong>presenti nella regione. &#8220;<em>Magari le convinciamo a non farlo</em>&#8221; asserisce la Governatrice del Lazio.</p>
<p>Tali parole, sicuramente inopportune e di cattivo gusto, insinuano naturalmente un dubbio sul perchè l&#8217;idea di migliorare queste strutture di supporto (siamo sicuri?) nasca proprio adesso. Forse un ruolo in questione è giocato dall&#8217;opinione diffusa in base alla quale la procedura di <strong>aborto chimico</strong> &#8220;faciliterebbe&#8221;  la decisione della donna di far ricorso ad una Ivg?  Che si debba abortire con dolore pare una barbarie d&#8217;altri tempi collegata a chissà quale punizione divina da scontare per un affronto alla morale, ma, ahinoi, è un&#8217;opinione piuttosto diffusa. Ci auspichiamo che non sia questo il motivo che spinge il Lazio a temporeggiare.</p>
<p>Nel frattempo la questione viene delegata all&#8217;<strong>Asp </strong>(Agenzia di Sanità Pubblica) che, per assicurare un corretto impego del farmaco, è stata incaricata della ricerca di posti letto disponibili al fine di individuare le strutture più adeguate. Data la condizione della sanità pubblica,  al momento del responso, non ci stupiremmo se fossero solo un numero limitato e quasi <em>invalidante</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Bocelli per la vita: pillole di pietismo in odore di falsità</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 05:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/bocelli-per-la-vita-pillole-di-pietismo-in-odore-di-falsita/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/andrea-bocelli-300x300-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I pro-life statunitensi ora contano su un celebre nome in più per i loro appelli antiabortisti, quello di Andrea Bocelli, diventato da qualche giorno un loro testimonial.  Il tenore pisano ha girato un video – messo in rete dall’organizzazione ‘Whole life initiative’, in cui racconta che sua madre, ignara di essere incinta, si sarebbe recata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7342" title="andrea-bocelli-300x300" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/andrea-bocelli-300x300.jpg" alt="andrea-bocelli-300x300" width="300" height="300" />I <em>pro-life</em> statunitensi ora contano su un celebre nome in più per i loro appelli antiabortisti, quello di <strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_09/porqueddu-bocelli-youtube_1ebfaf12-7389-11df-8fbb-00144f02aabe.shtml">Andrea Bocelli</a></strong>, diventato da qualche giorno un loro <em>testimonial</em>.  Il tenore pisano ha girato un <a href="http://mmedia.kataweb.it/video/25009007/aborto-bocelli-dal-palco-cos-mia-madre-decise-di-farmi-nascere-comunque">video</a> – messo in rete dall’organizzazione ‘<em>Whole life initiative</em>’, in cui racconta che sua madre, ignara di essere incinta, si sarebbe recata in ospedale con sintomi simili a quelli di un’appendicite. I medici, una volta appurato lo stato di gravidanza, le avrebbero consigliato di abortire perché suo figlio sarebbe nato con qualche forma di disabilità. Ma lei avrebbe rifiutato.</p>
<p>“<em>Sarò di parte, ma posso dirvi che è stata la scelta giusta e spero che questo possa incoraggiare altre madri che magari si trovano in momenti di vita complicati ma vogliono <strong>salvare la vita dei loro bambini</strong></em>”. Così, veleggiando sul pianoforte, Bocelli conclude la sua commovente storia a lieto fine.</p>
<p>Si potrebbe obiettare che l’aborto non riguarda <strong>bambini</strong> bensì <strong>feti</strong> &#8211; e la differenza non è solo lessicale &#8211; ma ciò che più disturba di questo <em>exploit </em>dei buoni sentimenti è il diritto che si arroga Bocelli di entrare a gamba tesa su un tema delicato come l’aborto e di rappresentare per antonomasia tutti i bambini che potrebbero nascere con gravissime malformazioni. Né ricchi né famosi, condannati probabilmente a una grama esistenza, chissà se da adulti ringrazierebbero la madre per averli messi al mondo?</p>
<p>Ma c’è qualcos’altro che rende questo video indigesto. Andrea Bocelli è nato nel <strong>1958</strong>, esattamente venti anni prima dell’approvazione della <strong>legge 194 sull’aborto</strong>. I medici dell’ospedale avrebbero perciò consigliato il ricorso ad una mammana, visto che l’aborto in Italia era perseguito dal codice penale? Inoltre, se è vero che è nato con una forma congenita di glaucoma che ha penalizzato molto la sua vista, pare che la cecità sia arrivata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Bocelli">in seguito a un incidente</a> quando aveva 12 anni.</p>
<p>Su questo non solo tacciono gli antiabortisti americani, ma anche <strong>i nostri media</strong>, troppo impegnati a dare risonanza alla storia strappalacrime di una giovane mamma che, rinunciando ad abortire, mette al mondo un figlio cieco destinato a diventare un fenomeno della lirica. La magia della piccola fiammiferaia, insomma, è sempre buona per conquistare il grande pubblico. Eppure, per scoprire l’avvilente speculazione bastano solo pochi click su internet.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Formigoni e l’aborto, prove tecniche di propaganda (della fede)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 14:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/formigoni-e-l%e2%80%99aborto-prove-tecniche-di-propaganda-della-fede/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/formigoni-233x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Regione Lombardia verserà 250 euro al mese per 18 mesi alle donne che, avendo scelto di abortire per motivi economici, rinunceranno ad interrompere la gravidanza. Così commenta il governatore lombardo, Roberto Formigoni, l’iniziativa: "Vogliamo aiutare la famiglia, la maternità e la natalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7035" title="formigoni" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/formigoni-233x300.jpg" alt="formigoni" width="215" height="276" />La Regione Lombardia verserà 250 euro al mese per 18 mesi alle donne che, avendo scelto di abortire per motivi economici, rinunceranno ad interrompere la gravidanza. Così commenta il governatore lombardo, <strong><a href="http://www.unita.it/news/italia/99417/lombardia_bonus_di_euro_per_non_abortire">Roberto Formigoni</a></strong>, l’iniziativa: &#8220;<em>Vogliamo aiutare la famiglia, la maternità e la natalità rimuovendo il più possibile gli ostacoli, a cominciare da quelli di natura economica, che rendono più difficoltoso il fare una scelta <strong>a favore della vita</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Due le reazioni più frequenti che serpeggiano sulla rete e sui social network. La prima: 250 euro al mese per 18 mesi non risolvono il problema economico del mantenimento di un figlio; la seconda: meglio 250 euro al mese che niente.</p>
<p>Prese così, non si può dar torto ad alcuna delle due: se da una parte questa cifra non risolve un problema, di certo non si può escludere che, seppur per un periodo limitato, possa aiutare una famiglia. Ma questo solo se si vuole rimanere sulla superficie di questo provvedimento.</p>
<p>Andando in profondità, invece, le riflessioni sono altre.</p>
<p>Non c’è dubbio sul fatto che investire sulla diminuzione del numero annuo di aborti sarebbe solo un segno di civiltà: minore sofferenza fisica e psicologica per le donne, minori spese per il sistema sanitario nazionale. La domanda corretta da porsi, a parte questi stucchevoli inni alla vita in salsa popolar-cattolica è: <strong>su quali fronti investire? </strong>Quali sono le azioni da intraprendere per prevenire l’interruzione di una gravidanza che, non dimentichiamolo, per una donna è solo l’<em>extrema ratio</em>? <strong> Sul fronte sociale</strong>, la diffusione di informazioni per un corretto approccio alla sessualità a partire dalle fasce di popolazione più giovani; l’informazione sui metodi contraccettivi; la diffusione a basso costo dei preservativi, il mezzo più semplice di prevenzione (e non solo delle gravidanze); la disponibilità immediata della contraccezione di emergenza (pillola del giorno dopo). <strong>Sul fronte economico</strong>, l’istituzione di servizi (asili nido e scuole primarie a tempo pieno, tanto per fare un esempio) e l’ausilio da parte dello Stato per gli studi di ogni ordine e grado. Questa la teoria, per altro recepita da molti Paesi europei. Basti guardare alla <strong><a href="../2010/03/la-spagna-dei-diritti-civili-dice-si-all%E2%80%99aborto-litalia-e-sempre-piu-indietro/">Spagna</a></strong>, che ha modificato la sua legislazione su aborto e contraccezione di emergenza proprio pochi mesi fa per arginare il dilagare di aborti tra le giovanissime. O ai <strong>Paesi del nord Europa</strong>, che fanno del sostegno alla maternità un punto centrale delle politiche sociali.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, invece, queste semplici ed efficaci teorie vengono annegate dagli ostracismi di stampo religioso (che diventa politico). Nessuno spazio per l’educazione sessuale nelle scuole; scarsa diffusione di informazioni; nessun investimento statale in campagne di prevenzione della gravidanza e delle malattie sessualmente trasmissibili; contraccezione di emergenza subordinata a iter complicati e per di più  osteggiati da un discreto esercito di medici e farmacisti obiettori; nessuna garanzia di accesso agli asili nido e alla scuola materna; ingenti tagli, dal prossimo anno scolastico, al tempo pieno nella scuola primaria di primo grado; nessun sostegno statale per gli studi dalla scuola primaria all’università.</p>
<p>E torniamo a Formigoni e al suo provvedimento. Come abbiamo visto, il punto non è convincere una donna a non abortire, quanto <strong>prevenire una gravidanza che non desidera</strong>, a maggior ragione se poi non può materialmente permettersela. Il governatore ha dichiarato: “<em>Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche</em>”, dando così un’interpretazione del problema che è tutto tranne che corretta: nessuna donna sana di mente deciderebbe coscientemente di fare un figlio per poi ripiegare dopo qualche settimana sull’aborto perché non ha i mezzi per mantenerlo.</p>
<p>E&#8217; chiaro, a questo punto, che le dichiarazioni del governatore ciellino debbano essere chiamate con il loro nome: <strong>propaganda</strong>. Formigoni sembra ignorare che <strong>avere un figlio è una cosa seria</strong>, una responsabilità morale ed economica che in Italia dura anche per 25 o 30 anni.</p>
<p>Non è noto, al momento, il minimo reddito affinché alle ‘rinunciatarie’ venga elargito il bonus, ma c’è da scommettere che un numero imprecisato di donne si metteranno in lista per abortire e poi ritratteranno, andando a ingrossare le file delle ‘pentite’ sulle quali Formigoni si gioca la faccia e il consenso.</p>
<p>In ogni caso, la Regione Lombardia ha già stanziato per questo progetto una prima tranche di <strong>cinque milioni di euro</strong>. Quanta prevenzione si sarebbe potuta fare con questa cifra coinvolgendo direttamente i consultori e le scuole su programmi di formazione sui metodi contraccettivi e la sessualità responsabile?</p>
<p>Evidentemente il punto, per Formigoni, non è la prevenzione, che porterebbe indiscutibili vantaggi sociali ed economici per tutti, ma l’investimento sulla ‘<strong>vita a tutti i costi</strong>’ come da precetto cattolico. E i ‘costi’ sono presto detti: uno specchietto per le allodole di <strong>4500 euro complessivi</strong> che non garantirà né amore né futuro al nuovo nato. Nessun progetto sociale, quindi, ma un tributo morale ai preziosi amici d’Oltretevere con i soldi di tutti i cittadini lombardi.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>America: terra di libertà?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/america-terra-di-liberta/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/ginec_b-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>America: land of the free, land of the brave. Ma l&#8217;ennesimo temporale giunge a incupire l&#8217;invidiabile quadretto di libertà che talvolta osserviamo con invidia dalla nostra decentrata posizione di &#8220;old continent”. La questione riguarda l’approvazione della legge,  peraltro già molto dibattuta, che di fatto impone un obbligo a carico delle donne in procinto di abortire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7006" title="ginec_b" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/ginec_b.gif" alt="ginec_b" width="195" height="300" />America: land of the free, land of the brave</strong></em>. Ma l&#8217;ennesimo temporale giunge a incupire l&#8217;invidiabile quadretto di libertà che talvolta osserviamo con invidia dalla nostra decentrata posizione di &#8220;old continent”. La questione riguarda l’approvazione della legge,  peraltro già molto dibattuta, che di fatto impone un obbligo a carico delle donne in procinto di abortire. Esse saranno infatti <strong>costrette a visionare un&#8217;ecografia del futuro non-nascituro</strong>, nonché ad ascoltarne una minuziosa descrizione dello stato di salute. Benché, data la pre-maturità dell&#8217;embrione, poco si riveli all&#8217;occhio dell&#8217;involontaria spettatrice, appare comunque chiara la <em>ratio</em> sottostante ad una simile disposizione che potremmo, senza paura di incorrere in alcuna esagerazione, definire &#8220;ricatto morale&#8221;.<br />
 <br />
L&#8217;iniziativa nasce dai cosiddetti <strong>gruppi pro-life</strong> americani che da sempre innalzano la propria bandiera all&#8217;insegna del diritto alla vita al di sopra di ogni altra cosa. Stupisce però che la legge americana, generalmente attenta ai diritti dei singoli cittadini, abbia recepito una simil direttiva che sicuramente rappresenta un vessillo da non ostentare. Ancora più stupefacente appare la mancanza di deroghe alla disposizione, spesso necessarie data la grande vastità di casi che poche parole coordinate vanno, speriamo senza leggerezza, a disciplinare. Nel caso specifico, che da ambedue le parti potremmo chiamare &#8220;legge vergogna&#8221;, sia per la vergogna che i legislatori vorrebbero far provare alle gestanti, sia per la vergogna che rappresenta dal punto di vista dei diritti civili, non è ammessa nessuna deroga tesa a personalizzare il singolo caso. Niente eccezioni quindi in caso di stupro o gravi malformazioni del nascituro. Come se ciò non fosse abbastanza non sarà nemmeno più possibile denunciare il medico che, durante la gestazione, abbia nascosto eventuali complicazioni riguardanti la salute dell&#8217;embrione.<br />
 <br />
In pratica assistiamo ad un ribaltamento del <strong>diritto di libera scelta</strong> che passa dalla paziente al medico curante legato a chissà quali logiche partitiche o morali religiose. La macchia sulla reputazione statunitense finisce quindi per allargarsi compromettendo il principio di responsabilità del cittadino al pari della falla di petrolio che contamina le spiagge della Lousiana.</p>
<p>Una nota stonata che mal si concilia con la storia di libertà di cui gli Stati Uniti amano vantarsi. Sempre dalla nostra posizione, un po&#8217; nascosta, un po&#8217; decentrata, riponiamo le nostre speranze nella celebre citazione di W. J. Clinton:<br />
&#8220;<em>Non c’è niente di sbagliato in America che non possa essere curato con ciò è giusto in America</em> (<em>There is nothing wrong with America that cannot be cured by what is right with America</em>)&#8221;.</p>
<p style="text-align: right"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/ilaria-garosi/"><strong><span style="color: #006699"><em>Ilaria Garosi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Aborto ed omosessualità, il medioevo riparte da Nord</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 07:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/aborto-ed-omosessualita-il-medioevo-riparte-da-nord/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/scienza-e-fede-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Mentre il mondo civilizzato promulga leggi sui matrimoni omosessuali (l’ultima in Portogallo subito dopo la visita di Ratzinger a Fatima) e migliora quelle sull’interruzione di gravidanza, che diventa un diritto non condizionato per ogni donna (la Spagna, pochi mesi fa, lo ha autorizzato a partire dai 16 anni), l’Italia, su questi temi, ancora si spende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6955" title="scienza-e-fede" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/scienza-e-fede.jpg" alt="scienza-e-fede" width="179" height="319" />Mentre il mondo civilizzato promulga leggi sui <strong>matrimoni omosessuali</strong> (l’ultima in Portogallo subito dopo la visita di Ratzinger a Fatima) e migliora quelle sull’<strong>interruzione di gravidanza,</strong> che diventa un diritto non condizionato per ogni donna (la Spagna, pochi mesi fa, lo ha autorizzato a partire dai 16 anni), l’Italia, su questi temi, ancora si spende in manifestazioni e convegni in salsa medioevale.</p>
<p>Nel solo mese di maggio, le città di <strong>Bergamo e Brescia</strong> ci hanno regalato due iniziative che non possono essere relegate tra le tante ad uso e consumo di fanatici e integralisti religiosi, perché coinvolgono rappresentanze del mondo scientifico e addirittura delle pubbliche istituzioni.</p>
<p><strong>Bergamo, 29 maggio</strong>. L’associazione <em>Scienza &amp; Vita</em> ha organizzato “<a href="http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=26793">Dai luce alla vita</a>”, una manifestazione per ricordare i 1972 aborti avvenuti lo scorso anno negli ospedali della provincia. In serata, cinquemila candele hanno illuminato la Città alta perché, come spiega l’associazione stessa, “<em>nonostante l’aborto sia diventato una <strong>consuetudine </strong>il vero diritto è quello alla vita</em>”.</p>
<p><em>Scienza &amp; Vita</em> sembra ignorare che l’aborto non è una <strong>consuetudine </strong>ma un <strong>diritto </strong>regolato da una legge dello Stato, tuttavia fin qui non ci sarebbe nulla di strano: iniziative di questo tipo rientrano nella libertà di espressione tutelata dalla Costituzione.</p>
<p>Ciò che invece desta stupore e viva preoccupazione è il <strong>patrocinio del Comune. </strong>Che un’amministrazione pubblica sponsorizzi una manifestazione contro una legge dello Stato italiano che lei stessa rappresenta ha del paradossale. Ve l’immaginate un Comune che patrocina una manifestazione contro la normativa sui punti-patente? O contro l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti? In questi casi, anche al meno istruito dei cittadini sorgerebbe qualche perplessità. Invece da noi è tutto normale: il <strong>Comune di Bergamo</strong> sostiene un&#8217;iniziativa contro la legge 194 sull’interruzione di gravidanza e nessuno fiata. Il che significa che un Ente pubblico, di qualsiasi natura sia, può far proprie argomentazioni ‘morali’ che vanno contro un diritto sancito dalla legge, <strong>delegittimando così il suo stesso ruolo</strong>.</p>
<p><strong>Brescia, 21 e 22 maggio</strong>. Alcune associazioni cattoliche, tra le quali la già citata<em> Scienza &amp; Vita</em>, hanno organizzato un convegno dal titolo <a href="http://www.mpv.org/home/appuntamenti/00005934_Identita_di_genere_e_liberta___Roncadelle__Bs___21/22_maggio.html" target="_blank">&#8220;Identità di genere e libertà&#8221;</a> sulla <strong>cura dell’omosessualità</strong>. Tra gli ospiti d’onore, <strong><a href="http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/2007/09/sono-il-dr-joseph-nicolosi-presidente.html"><strong>Joseph Nicolosi</strong></a></strong>, lo psicologo americano famoso per le sue teorie ‘riparative’ che porterebbero gli omosessuali a guarire dalla loro ‘malattia’.</p>
<p>Come noto, nel 1990 l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità<strong> </strong>ha depennato l’omosessualità dall&#8217;elenco delle malattie mentali. Che un convegno siffatto sia organizzato da associazioni quali <em>Medici Cattolici di Brescia</em> e <em>Medicina &amp; Persona</em> e che vi partecipino, oltre al sedicente ‘guaritore’, anche <strong>medici </strong>(Chiara Atzori, infettivologa), <strong>psicologi e psicoterapeuti</strong> (Roberto Marchesini e Giancarlo Ricci, giudice onorario presso il Tribunale dei minori di Milano) lascia esterrefatti. Come  possono l’Ordine dei medici e quello degli psicologi lasciare che i propri iscritti propugnino teorie universalmente riconosciute come antiscientifiche? Come mai non sanzionano i relatori e le associazioni promotrici?</p>
<p>Ma il risvolto della vicenda, sul piano sociale, è ancora più grave. Al di là del giro di affari che c’è dietro a Joseph Nicolosi e a <strong><a href="http://www.narth.com/">Narth</a></strong>, l’associazione che presiede, simili  kermesse non possono far altro che fomentare atteggiamenti omofobici già molto diffusi. L’ultimo caso, di qualche giorno fa, è il <strong>pestaggio a sangue </strong>di un <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/05/29/news/gay_aggredito_a_roma-4425058/?ref=HRER1-1">ventiduenne romano</a>, colpevole di essere gay.</p>
<p>L’impressione, ben suffragata dai fatti, è che un’ondata retrograda e oscurantista stia pervadendo il Paese nell’indifferenza generale. Il marchio comune a queste inziative, <strong>la Chiesa</strong>, le rende in qualche modo accettabili e per certi versi innocue agli occhi dei più, come se fosse garanzia di onestà e, addirittura, credibilità scientifica.</p>
<p>Esplicativo, a tal proposito, il caso del vicedirettore del Cnr, il più prestigioso istituto di ricerca italiano, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/05/roberto-de-mattei-radiomaria-e-cnr-cui-prodest/" target="_blank"><strong>Roberto De Mattei</strong></a>. Promotore delle teorie creazioniste a scapito di quelle evoluzioniste, le sue affermazioni sulla storicità di personaggi biblici quali <strong>Adamo ed Eva</strong> hanno provocato lo sdegno della comunità scientifica mondiale, ma non hanno smosso un capello in quella nostrana.</p>
<p>Un Paese in cui la fede religiosa viene (ancora) confusa con le leggi e con la scienza, non ha titolo per essere annoverato tra quelli ritenuti civili. Forse qualcuno, prima o poi, se ne accorgerà.  E ci chiederà il conto.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Ru486 nel Lazio: Polverini va alla guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 14:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/ru486-nel-lazio-polverini-va-alla-guerra/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/polverini_12_221209-400x300-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Giunta regionale del Lazio, assemblata attraverso un estenuante tira e molla degno delle alchimie correntizie della prima Repubblica (“La più breve della storia. Non si è mai riunita e già cambia”, titolava qualche giorno fa il Corriere della Sera), ha poche certezze. Ma granitiche. Una riguarda la Ru486: «La pillola abortiva è un aborto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6744" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/polverini_12_221209-400x300-300x225.jpg" alt="polverini_12_221209--400x300" width="300" height="225" />La Giunta regionale del Lazio, assemblata attraverso un estenuante tira e molla degno delle alchimie correntizie della prima Repubblica (“<em>La più breve della storia. Non si è mai riunita e già cambia</em>”, titolava qualche giorno fa il Corriere della Sera), ha poche certezze. Ma granitiche. Una riguarda la <strong>Ru486</strong>: «<em>La pillola abortiva è un aborto terapeutico e quindi va considerato come quello chirurgico. Su questo la nostra posizione è molto chiara</em>». Ergo, la prescrizione della pillola abortiva prevederà l’obbligo di ricovero. E’ l’annuncio della Presidente della Regione Lazio, <strong>Renata Polverini</strong>, durante il seminario <em>Regioni: quali politiche per la vita?</em> (Venerdì 21 Maggio) organizzato dal Movimento per la Vita italiano.</p>
<p>Nessuna novità rispetto alle esternazioni in campagna elettorale, durante la quale &#8211; facciamo sommessamente notare &#8211; la candidata della destra puntava il dito contro l’eccesso di ospedalizzazione tra le cause della malasanità laziale&#8230; Appunto. Certo, sempre meglio del Piemonte di <strong>Roberto Cota </strong>che aveva promesso, lo stesso giorno del suo insediamento alla presidenza della Regione, di «<em>far marcire le pillole in magazzino</em>».</p>
<p>Finora, a quasi due mesi dall’arrivo della Ru486 in Italia, le confezioni consegnate dalla <em>Nordic Pharma</em>, che distribuisce in esclusiva il farmaco nel nostro paese, sono poco più di un migliaio: «<em>Per l&#8217;esattezza sono 1.069 gli ordini evasi</em>», ha detto Marco Durini, direttore medico dell&#8217;azienda al giornale online Quotidiano Sanità. La <strong>Toscana </strong>è in testa con 318 ordini, seguita dalla <strong>Lombardia </strong>con 208 confezioni consegnate. All&#8217;ultimo posto <strong>Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise e Valle d&#8217;Aosta</strong> con 5 confezioni ciascuna. <strong>Calabria, Lazio, Sicilia e Umbria</strong> non hanno invece ancora effettuato alcun ordine. «<em>Tra queste ultime</em> &#8211; ha sottolineato Durini &#8211; <em>stupisce il Lazio, in considerazione anche del numero comunque elevato di interruzioni di gravidanza effettuate in questa regione, pari a 13.600 l’anno, secondo l&#8217;ultima relazione ministeriale</em>».</p>
<p>Il fatto è che sulla Ru486 la Polverini ha scelto senza indugi di seguire la linea tutta ideologica del ministro <strong>Sacconi</strong>: quella che interviene in modo autoritario sulle scelte dei medici e delle donne ostacolando il ricorso a metodi meno invasivi e più rispettosi della dignità della donna, che peraltro la stessa legge 194 prescrive.</p>
<p>Durante il seminario presso la Sala Tevere della Regione il presidente della Regione Lombardia <strong>Roberto Formigoni</strong> ha potuto concludere il suo intervento con soddisfazione: «<em>Penso a questo convegno con un brivido: se non avesse vinto Renata&#8230; Ma Renata è stata testarda e caparbia  ed il popolo laziale lo ha capito</em>». E avrà modo di continuare a capire: a cominciare dalle donne.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/claudio-tanari/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Claudio Tanari</em></span></strong></a></p>
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		<title>Di fronte alla Sindone decade la scomunica per aborto. Parola del cardinal Poletto</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 07:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/05/di-fronte-alla-sindone-decade-la-scomunica-per-aborto-parola-del-cardinal-poletto/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/poletto-sindone-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il cardinal Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ha emanato un decreto per revocare la scomunica automatica (latae sentientiae) in cui sono incorse tutte le donne cattoliche che hanno abortito, a patto che queste si confessino proprio a Torino durante l’ostensione della Sindone.

Tutto ciò al fine di “mostrare concretamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6321" title="poletto sindone" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/05/poletto-sindone.jpg" alt="poletto sindone" width="243" height="305" />Il cardinal <strong>Severino Poletto</strong>, arcivescovo di Torino, ha emanato un <a href="http://www.sindone.org/santa_sindone/vita_di_fede/00025156_Il_perdono_straordinario.html" target="_blank"><strong>decreto per revocare la scomunica automatica</strong></a> (<em>latae sentientiae</em>) in cui sono incorse tutte le donne cattoliche che hanno abortito, a patto che queste si confessino proprio a Torino durante l’ostensione della Sindone.</p>
<p>Tutto ciò al fine di “<em>mostrare concretamente la misericordia del Padre nei confronti di chi è pentito di un delitto commesso</em>”. I sacerdoti “<em>che siano regolarmente abilitati a ricevere le confessioni dei fedeli per l&#8217;intero territorio della città di Torino</em>” hanno quindi “<em>la facoltà di rimettere nell&#8217;atto della confessione sacramentale la scomunica non dichiarata relativa all&#8217;aborto procurato</em>”.</p>
<p>Come noto, per la Chiesa <a href="../2010/03/la-pedofilia-e-meno-grave-dellaborto-donne-svegliamoci/">l’aborto è un peccato molto più grave della pedofilia</a>, tanto che mentre per il primo la scomunica è automatica, il secondo può essere ‘lavato’ da una semplice confessione. Che poi rimanga un crimine orrendo e un reato severamente perseguito dalla Legge non sembra aver preoccupato granché, almeno fino ad oggi, le gerarchie ecclesiastiche.</p>
<p>Ora, in modo veramente grottesco e anacronistico, la Chiesa ricorre all’espediente della Sindone per cancellare la scomunica alle fedeli che hanno abortito.</p>
<p>Quello che somiglia a un semplice ‘condono’ in casa cattolica, in realtà cela significati molto più profondi che, in alcuni casi, stridono profondamente con il messaggio cristiano di cui la Chiesa di fa promotrice.</p>
<p>Innanzitutto perché palesa che <strong>le donne non sono tutte uguali davanti a Dio</strong>. Alcune, e precisamente quelle che si troveranno in questo periodo a Torino, sono ‘più uguali’ delle altre, condannate <em>latae sententiae</em> e senza speranza di amnistia a convivere con una colpa che le porterà a bruciare nel fuoco eterno.</p>
<p>In secondo luogo per un <strong>ricorso anacronistico e strumentale alla superstizione</strong>. L’adorazione delle reliquie costituisce fuori da ogni dubbio un comodo mezzo per rimpinguare le casse del Vaticano, ma utilizzata come arma di ricatto, come in questo caso, potrebbe sortire l’effetto di allontanare i cattolici adulti e istruiti, quelli che non credono a un dio impresso su un lenzuolo di lino o disciolto nel sangue di un santo. Al contrario, il loro dio trascendente non può perdonare sulla base di arbitrari criteri geografici definiti dal cardinale di turno. A tal proposito, merita menzione il comunicato delle <a href="http://teologiaeliberazione.blogspot.com/2010/05/documento-delle-comunita-di-base-sulla.html">Comunità cristiane di base del Piemonte</a>: “<em>Riteniamo gravissima la scelta del vescovo di Torino di utilizzare la sua autorità per concedere alle donne che, nei giorni dell’ostensione della sindone, confessano a un prete di aver abortito, l’automatica cancellazione della scomunica che, altrettanto automaticamente, era stata loro comminata.  […]La gerarchia della chiesa cattolica insiste nel culto delle reliquie; non ci stupisce, ma ci amareggia profondamente, perché così facendo <strong>sposta l’attenzione dei fedeli dalla testimonianza alla superstizione</strong></em>”.</p>
<p>In ultima analisi, questo decreto cardinalizio dimostra ai cattolici &#8211; se già non lo avessero sufficientemente chiaro – che le ‘<strong>leggi di Dio</strong>’ non sono altro che leggi scritte da uomini che si definiscono, senza alcuna prova, suoi rappresentanti, tant’è che le cambiano a seconda dell’esigenza (o convenienza) del momento. Se la Sindone può riportare qualche pecorella all’ovile perché non cavalcare l’onda?</p>
<p>Il cardinal Poletto, lo stesso che inneggia all’obiezione di coscienza sui temi etici perché &#8220;<em>la legge di Dio è superiore a quella degli uomini</em>&#8220;, ha addirittura conferito alla legge divina &#8211; universale per definizione &#8211; una valenza locale: solo alle donne che si confesseranno a Torino, e solo in questo periodo, potrà essere rimessa la scomunica derivante dall’aborto. Sarà stato l’esito delle recenti elezioni regionali in Piemonte, dove la Lega ha stravinto, a suggerire al cardinale questo piglio federalista?</p>
<p>Ciò che più stupisce, ancora una volta, è l’atteggiamento dei cattolici, lontani dal ribellarsi ad essere rappresentati da un’istituzione anacronistica, misogina e antiscientifica che arriva a decretare amnistie &#8216;a tema&#8217;  sul peccato, dando un&#8217;immagine di se se stessa più vicina a quella di un esercizio commerciale alle prese con i saldi promozionali che di guida spirituale di cui reclama il primato per l’umanità intera.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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