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	<title>Cronache Laiche &#187; 8&#215;1000</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Matematica rivoluzionaria: provala sull’otto per  mille</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 04:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/07/matematica-rivoluzionaria-provala-sull%e2%80%99otto-per-mille/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/altan-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La matematica, quella cosa di cui molti, in pubblico, si «vantano» di non averci mai capito nulla, come fosse un merito, può servire per capire delle cose, a fare delle scelte consapevoli e a comportarsi di conseguenza, spesso andando contro la status quo. Per questo può essere rivoluzionaria. Prendiamo la distribuzione dei fondi dell’otto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/altan.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24635" title="altan" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/07/altan.jpg" alt="" width="267" height="300" /></a>La matematica, quella cosa di cui molti, in pubblico, si «vantano» di non averci mai capito nulla, come fosse un merito, può servire per capire delle cose, a fare delle scelte consapevoli e a comportarsi di conseguenza, spesso andando contro la <em>status quo</em>. Per questo può essere rivoluzionaria.</p>
<p>Prendiamo la <strong>distribuzione dei fondi dell’otto per mille</strong>, scelta dai cittadini all’atto della dichiarazione dei redditi , allo Stato e a varie chiese. Ecco alcuni dati del 2009, gli ultimi che abbiamo, validi comunque perché le variazioni da un anno all’altro sono pressoché ininfluenti. I cittadini che hanno scelto di dare l’otto per mille alla Chiesa cattolica sono stati il<strong> 34,6 %</strong> degli italiani. Ma in base al perverso meccanismo per cui vengono distribuite in proporzione alle scelte espresse anche quelle di coloro che non fanno alcuna scelta (magari perché, come i pensionati, non devono fare la dichiarazione dei redditi …), alla Chiesa cattolica va l’<strong>87,2%</strong> dei fondi. Ma non basta, perché ogni anno la Presidenza del Consiglio dei ministri può decidere come assegnare i fondi arrivati allo Stato, anche in deroga a decisioni già prese. Per esempio nel 2009, anno della rottura, ovviamente temporanea, di Berlusconi con la Segreteria di Stato Vaticana, a dicembre fu deciso che il <strong>23,9%</strong> dei fondi statali destinati ai Beni culturali fossero dirottati su restauri e interventi sui beni ecclesiastici, e chegran parte dei fondi destinati all’Abruzzo, cioè il 43,2%, fosse destinato per restauri di chiese ed affini.</p>
<p>E a questo punto facciamo due conti (sempre per il 2009): la Chiesa cattolica riceve direttamente l’87,2% dei fondi. Lo Stato italiano il 10,3%, ma di questi il 67,1% lo rigira alla Chiesa cattolica, cioè il 10,3 x 0,67 = 6,9% del totale. La Chiesa cattolica riceve quindi, per il 2009, l’87,2% + il 6,9%= <strong>94,1% dell’otto per mille</strong>, pur essendo stata “scelta” dal <strong>34% degli italiani</strong>.</p>
<p>Questi sono i numeri, ora è più chiaro vero? Visto che serve la matematica! C’è qualcosa di marcio a Roma, sia al di qua che al di là del Tevere, direbbe qualcuno.
<div id='cercaAutore' style='color:#FFFFFF'>Carlo Cosmelli</div>
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		<title>Otto per mille: chiedilo (anche) a loro</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 05:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/06/otto-per-mille-chiedilo-anche-a-loro/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/don-giuseppe-otto-per-mille-300x245.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Chiedilo a padre Giuseppe Giuliano, parroco di Limatola, nel beneventano, che colleziona auto d'epoca e campane grazie a «una certa stabilità economica che mi consente di soddisfare il mio hobby»; il parroco va in giro a dire messa con una Fiat 1800 sei cilindri (tra le altre veterane del marchio torinese che possiede) «acquistata tre anni fa dopo averla desiderata fin dall'infanzia», scrive Ruoteclassiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/don-giuseppe-otto-per-mille.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22473" title="Digital Camera" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/06/don-giuseppe-otto-per-mille-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>Chiedilo a <strong>padre Giuseppe Giuliano</strong>, parroco di Limatola, nel beneventano, che colleziona auto d&#8217;epoca e campane grazie <em>a «una certa stabilità economica che mi consente di soddisfare il mio hobby»; </em>il parroco va in giro a dire messa con una Fiat 1800 sei cilindri (tra le altre veterane del marchio torinese che possiede) <em>«acquistata tre anni fa dopo averla desiderata fin dall&#8217;infanzia»</em>, scrive <em>Ruoteclassiche</em> attualmente in edicola.</p>
<p>Chiedilo a <strong>Joseph Ratzinger</strong> che, nonostante la presunzione di innocenza che vale per tutti fino a sentenza definitiva, ha ritenuto di dover nominare un &#8220;visitatore apostolico&#8221; con potere ispettivo presso la Curia di Trapani per indagare &#8211; parallelamente alla Procura che già indaga per conto suo &#8211; su un presunto ammanco di oltre un milione di euro conseguente alla incorporazione di due fondazioni gestite dalla stessa Curia.</p>
<p>Chiedilo ai <strong>cittadini di Valencia</strong>, che si sono visti decurtare fondi per la pesca e l&#8217;agricoltura per finanziare attraverso la diocesi locale l&#8217;organizzazione (costata circa 12 milioni di euro) della visita del Papa nel 2006, fondi erogati in favore della Fundación V Encuentro Mundial de la Familia il cui segretario, peraltro, era Victor Campos, ex vicepresidente dello stesso Consell di Valencia e imputato per corruzione passiva impropria per lo scandalo Gürtel, come lo stesso presidente Campos, scrive <em>El Pais</em>.</p>
<p>Chiedilo al <strong>reverendo Joseph LeClair</strong>, che a Ottawa in Canada passava le notti a giocare al Casinò, e si era indebitato per centinaia di migliaia di dollari, ottenuti anche grazie a dei prestiti. Il sacerdote ha dichiarato di non aver mai usato fondi destinati alla parrocchia, ma presumibilmente ha impegnato il suo stipendio, oltre ai prestiti ottenuti non si sa con quali garanzie.</p>
<p>Chiedilo all&#8217;ex parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni in Fiore della diocesi di Cosenza-Bisignano, <strong>don Franco Spadafora</strong>, indagato per truffa e appropriazione indebita dalla Procura di Cosenza anche per aver seguito &#8220;strade non lecite&#8221; per la gestione di loculi cimiteriali affidati dal Comune alla parrocchia. L&#8217;indagine ruota intorno alla misteriosa scomparsa di beni del valore di circa 30 mila euro, sottratti al patrimonio della chiesa di cui don Spadafora era parroco prima d’essere trasferito.</p>
<p>Chiedilo alle <strong>suore di clausura</strong> del convento Santa Lucia di Casablanca, nel nord della Spagna, derubate di circa un milione e mezzo di euro che erano custoditi di nascosto in banconote da 500 euro avvolte in buste di plastica in un armadio. Nel loro sito web le monache denunciano come base per la loro vita monastica <em>&#8220;Semplicità di costumi, vivere del lavoro delle proprie mani, solitudine, fuga dalle influenze cortigiane&#8221;; </em>per questo i residenti locali si sono meravigliati di sapere che le suore possedevano tanto denaro, che non è ancora chiaro da dove provenisse e a cosa servisse.</p>
<p>Chiedilo all’<strong>ordine dei gesuiti</strong>, che ha deciso di pagare 166,1 milioni di dollari (circa 118 milioni di euro) a centinaia di nativi americani e dell’Alaska che sono stati abusati dai religiosi dell&#8217;ordine nelle loro scuole in tutto il nord-ovest degli Stati Uniti.</p>
<p>Con l&#8217;otto per mille alla Chiesa Cattolica avete fatto tanto; anche questo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.laicitta.blogspot.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandro Baoli</em></span></strong></a></p>
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		<title>8 x 1.000 = 1.000.000.000</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 18:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/dio-ci-protegge-267x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Un miliardo di euro l’anno, ogni anno. Ecco a quanto ammonta, approssimativamente, la porzione dell’otto per mille dell’Irpef di tutti i cittadini italiani che finisce ogni anno nelle casse della Chiesa cattolica. Se questa cifra rappresentasse realmente la volontà popolare ci sarebbe poco da dire. Invece deriva da meccanismi di calcolo ignorati dalla gran parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/dio-ci-protegge.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20345" title="dio ci protegge" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/dio-ci-protegge-267x300.jpg" alt="" width="267" height="300" /></a>Un miliardo di euro l’anno, ogni anno</strong>. Ecco a quanto ammonta, approssimativamente, la porzione dell’otto per mille dell’Irpef di tutti i cittadini italiani che finisce ogni anno nelle casse della Chiesa cattolica. Se questa cifra rappresentasse realmente la volontà popolare ci sarebbe poco da dire. Invece deriva da meccanismi di calcolo ignorati dalla gran parte dei cittadini che si rendono così complici &#8211; loro malgrado &#8211; del dirottamento di un capitale tutt’altro che trascurabile a favore di una confessione religiosa. Capitale che potrebbe essere utilizzato, ad esempio, per compensare i massicci tagli all’Istruzione, alla Ricerca scientifica, alla Sanità, al Lavoro. Investimenti per tutti, non solo per pochi.</p>
<p>Ogni anno il contribuente è chiamato a scegliere, apponendo la propria firma nell’apposito modulo, il destinatario dell’otto per mille dell’Irpef tra lo Stato, la Chiesa cattolica, l’Unione delle Chiese metodiste e valdesi, la Chiesa evangelica luterana, l’Unione delle comunità ebraiche, l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, le Assemblee di Dio.  Lo scorso anno lo Stato ha firmato altre sei intese – già definite nel 2007 dal governo Prodi &#8211; con altrettante confessioni (cristiani ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova), ma sono ancora in attesa di approvazione legislativa e non le troveremo della dichiarazione dei redditi 2011.</p>
<p>E veniamo al punto. Con la sua firma, il contribuente non decide a chi destinare una porzione del <strong>suo</strong> Irpef, ma <em>vota</em> per la ripartizione del gettito derivante dall’otto per mille dell’Irpef di tutti i cittadini. In parole povere, la scelta di un contribuente con un reddito annuo di 20 mila euro pesa come quella di uno con un reddito di 200 mila. Valgono, insomma, <strong>le persone,</strong> non i loro <strong>redditi</strong>. Ma non è tutto. Il meccanismo di distribuzione dell’otto per mille contiene un’altra insidia che riguarda la valutazione delle <strong>scelte non espresse</strong> dai contribuenti. Attestandosi sul <strong>60%</strong> circa del totale, le ‘non scelte’ condizionano fortemente la distribuzione del gettito perché vengono ripartite in <strong>proporzione alle preferenze espresse</strong>. Succede così che chi non firma si affida alle scelte degli altri, generando l’assurdo che la Chiesa cattolica, indicata da circa il <strong>35%</strong> dei contribuenti, riceva <strong>più dell’80%</strong> dell’intera cifra. Ecco da dove viene il miliardo di euro che ogni anno la Cei incamera nelle sue casse. Non solo dai fedeli, ma da tutti quelli che, credenti o meno, non effettuano una scelta pensando erroneamente di destinare la totalità del proprio Irpef allo Stato.</p>
<p>Ma anche chi firma per lo Stato finanzia in modo indiretto &#8211; e a sua insaputa &#8211; la Chiesa cattolica. Nel <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/">2009</a>, anno del terremoto a L’Aquila, dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali sono stati devoluti al restauro di immobili ecclesiastici e analoga fine hanno fatto gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli “interventi per il sisma in Abruzzo”. A <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/otto-per-mille-il-fondo-delle-regalie/">dicembre del 2010</a>, invece, <strong>60 milioni</strong> di euro dell’otto per mille di competenza statale sono stati destinati a <em>lavori di abbellimento e restauro di chiese, conventi, sedi arcivescovili, monasteri, confraternite e basiliche della Cei. U</em>n “regalino” natalizio giusto in concomitanza con la crisi del governo Berlusconi in seguito all&#8217;<em>affaire</em> Ruby.</p>
<p>Insomma, chi non crede, chi crede in religioni non contemplate dalla spartizione o chi non vuole finanziare la Chiesa cattolica è in un vicolo cieco. Appurato che è necessario firmare onde evitare che la Cei faccia la parte del leone, quale beneficiario scegliere? Ognuno di loro pubblica su internet le sue “intenzioni”, anche se spesso poco chiare e, soprattutto, non documentate. Ecco una breve sintesi, con i link di riferimento.</p>
<p><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ottopermille_2010/" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;">Lo Stato</span></strong></a>.   Dichiara di destinare la sua quota di otto per mille a settori di intervento quali la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati, la conservazione dei beni culturali. In realtà non è sempre così, sia perché attinge dall’otto per mille per voci di bilancio ordinarie, sia perché parte della quota per la conservazione dei beni culturali viene comunque devoluta alla Chiesa per il restauro di luoghi di culto. In sostanza, si affida allo Stato un capitale senza che sia vincolato all’uso dichiarato. Va da sé che utilizzi “politici” siano tutt’altro che peregrini, come dimostrano i casi del <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/">2009</a> e del <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/otto-per-mille-il-fondo-delle-regalie/">2010</a>.</p>
<p><strong><span style="color: #006699;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/otto-per-mille.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-20346" style="margin-left: 10px;" title="otto per mille" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/04/otto-per-mille-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a><a href="http://www.8xmille.it/" target="_blank"><span style="color: #006699;">La Chiesa cattolica</span></a></span></strong>.  Beneficiaria di oltre l’80% del gettito, è l’unica ad avere i mezzi per una campagna pubblicitaria battente che punta l’attenzione – prima della scadenza delle dichiarazioni – sulla solidarietà e gli aiuti al Terzo mondo. Da segnalare la campagna di quest’anno, <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/03/ifeelcud-la-chiesa-cattolica-e-lo-spirito-santo-del-marketing/">IfeelCud</a></strong>, in cui la Cei invita i giovani dai 18 ai 35 anni a raccogliere i Cud dei pensionati della propria parrocchia (dopo essersi debitamente accertati che questi abbiano apposto la firma sulla “casella giusta”). In palio, pacchetti viaggio a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù.<br />
Nonostante le dichiarazioni di intenti, la Chiesa spende circa il<strong>20%</strong><strong> </strong>della cifra in beneficenza, circa il <strong>35%</strong> per gli stipendi del clero e il rimanente <strong>45%</strong> è destinato alla voce non meglio definita ‘esigenze di culto’. Chi crede di fare una scelta di solidarietà casca, anche qui, male.</p>
<p><a href="http://www.ottopermillevaldese.org/opm/index.php" target="_blank"><strong><span style="color: #006699;">L’Unione delle Chiese metodiste e valdesi</span></strong></a>.  I Valdesi destinano tutto l’ammontare della loro quota a progetti di natura sociale e assistenziale e forniscono un <a href="http://www.ottopermillevaldese.org/documenti/progetti_2007.pdf" target="_blank">resoconto dettagliato</a> dell’impiego dei fondi. Merita menzione la campagna “<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/8-per-mille-alla-chiesa-valdese-qualcosa-di-laico/" target="_blank">Campagna di comunicazione umana</a>” effettuata con i proventi dell’otto per mille del 2008 e dedicata allo sradicamento della discriminazione basata sulla diversità (di razza, di genere). La rimanente cifra è stata impiegata per finanziare oltre 200 progetti, in Italia e all’estero. Due di questi, in particolare, sono per la ricerca sulle cellule staminali.<br />
Il Sinodo ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto ma <strong>unicamente</strong> per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Ha deliberato inoltre che una quota corrispondente al <strong>30%</strong><strong> </strong>dell’importo totale dei fondi ricevuti sia devoluta a sostegno di progetti nei paesi in via di sviluppo «<em>da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici</em>».</p>
<p><strong><span style="color: #006699;">Le altre confessioni</span></strong>. L’<a href="http://moked.it/dossier/otto-per-mille/" target="_blank">Unione delle comunità ebraiche italiane</a> utilizza i fondi per formazione culturale, tutela delle minoranze e attività sociali; l’<a href="http://ottopermilleavventisti.it/" target="_blank">Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno</a> per interventi sociali, umanitari e culturali sia in Italia che all’estero; la <a href="http://www.chiesaluterana.it/it/index.php?mod=pagina&amp;id=95&amp;m=7" target="_blank">Chiesa Evangelica Luterana in Italia</a> alle spese di evangelizzazione, agli stipendi dei ministri di culto, a opere sociali, alle missioni, a iniziative culturali e spese di amministrazione; le <a href="http://www.assembleedidio.org/nw0002.php" target="_blank">Assemblee di Dio in Italia</a> utilizzano l’otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all’estero.</p>
<p><strong>Cosa fare, dunque? </strong>Innanzitutto una scelta oculata e informata, cercando così di ridurre al minimo l’ammontare delle scelte non espresse che condizionano tutto il meccanismo. In secondo luogo, pretendere che vengano pubblicati in dettaglio i resoconti di impiego della cifra spettante. In terzo luogo<strong>,</strong> cercare di partecipare attivamente alle numerose iniziative che – ad oggi senza alcun seguito – hanno cercato negli anni di abbattere un meccanismo discriminatorio che vede come beneficiario principale un solo soggetto, o almeno di far pressione per inserire nell’elenco delle destinazioni possibili voci di spesa fondamentali che lo Stato assottiglia sempre più. Una fra tutte, la <a style="font-weight: bold;" href="http://www.ottopermilleallaricerca.it/">ricerca scientifica</a>, vessata da anni di tagli e riduzioni. Come se la salute e il progresso meritassero molta meno attenzione economica di quella elargita a piene mani dallo Stato ai luoghi di culto, per altro di una sola religione.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #006699;"><span style="font-size: small;"><strong>Scarica <a href="http://www.civiltalaica.it/documenti/manifesti/volantini/8x1000.pdf" target="_blank"><span style="color: #006699;">qui</span></a> il volantino sull&#8217;otto per mille redatto dall&#8217;associazione  <em><a href="http://www.civiltalaica.it" target="_blank"><span style="color: #006699;">Civiltà Laica</span></a></em></strong></span></span></p>
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		<title>Otto per mille, il fondo delle regalie</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 18:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/12/otto-per-mille-il-fondo-delle-regalie/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/astucia1-300x280.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Alla vigilia  del voto di fiducia di Camera e Senato, Berlusconi attinge ai fondi statali dell’otto per mille per un regalino prenatalizio (e pre-elettorale) alla Chiesa cattolica. Il quotidiano Libero del 10 dicembre ci informa che il premier «ha aperto proprio in questi giorni il salvadanaio di palazzo Chigi. Così con una generosità che non ha grandi precedenti, buona parte dei 144 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/astucia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16126" title="astucia1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/12/astucia1-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a>Alla vigilia  del voto di fiducia di Camera e Senato, Berlusconi attinge ai fondi statali dell’otto per mille per un <strong>regalino prenatalizio</strong> (e pre-elettorale) alla Chiesa cattolica. Il quotidiano <em>Libero</em> del 10 dicembre ci informa che il premier «<em>ha aperto proprio in questi giorni il salvadanaio di palazzo Chigi. Così con una generosità che non ha grandi precedenti, buona parte dei 144 milioni di euro che aveva a disposizione dell’8 per mille a gestione statale saranno impiegati in lavori di abbellimento e restauro di chiese, conventi, sedi arcivescovili, monasteri, confraternite, basiliche della Conferenza episcopale italiana. In tutto una sessantina di milioni. Dei 262 interventi previsti nel decreto di ripartizione dell’8 per mille statale firmato da palazzo Chigi più della metà sono destinati a questo fine a istituzioni religiose</em>».</p>
<p>La mossa non è nuova, forse <em>Libero</em> ha la memoria corta. Lo scorso anno venne devoluta al <strong><a href="../2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/">restauro di immobili ecclesiastici</a></strong> l’intera cifra (10 milioni di euro) destinata ai Beni culturali e gran parte di quella (14 milioni di euro) destinata agli “<em>interventi per il sisma in Abruzzo</em>”. Il tutto fu deciso i primi di settembre, qualche giorno dopo il mancato incontro tra Governo e Chiesa in occasione della festa della <strong>Perdonanza</strong>. Il consesso, saltato all’improvviso a causa dell’attacco del <em>Giornale</em>, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, al direttore di <em>Avvenire</em> Dino Boffo, doveva sancire l’ufficiale ‘perdonanza’ del premier per le sue vicende di letto. Devolvendo alla Chiesa parte del gettito dell’otto per mille statale il nostro eroe comprava ciò che un incauto linciaggio giornalistico aveva annullato.</p>
<p>Oggi i motivi di tanta «generosità», come la definisce <em>Libero</em>, sono palesi e vanno a ingrossare il paniere dei sospetti sulla <strong>compravendita di voti</strong>; quelli dei parlamentari per il voto di fiducia del 14 dicembre, quelli dei cattolici per le prossime – e probabilmente vicine – elezioni politiche. Nulla di nuovo per quanto riguarda la mercificazione della cosa pubblica da parte di Berlusconi, dunque.</p>
<p>I governi passano e Berlusconi, qualsiasi cosa sancisca il Parlamento, è un uomo politicamente finito, sperando che una sua eventuale uscita di scena segni anche la fine di un’epoca in cui gli assetti di governo si definiscono <strong><a href="../2010/12/il-governo-non-sara-sfiduciato-parola-di-richelieu/">a pranzo con i cardinali</a></strong>. L’inadeguato meccanismo di ripartizione dell’otto per mille, invece, rimane. E merita attenzione e la più ampia diffusione tra i cittadini, che dovrebbero spingere con ogni mezzo per la sua modifica.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-Ottopermille-C-S.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7420" style="margin-left: 10px;" title="vignetta Ottopermille C S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-Ottopermille-C-S-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a>In primo luogo per <strong>la lista dei destinatari</strong>: sei confessioni religiose (ma dal prossimo anno dovrebbero entrare in vigore le nuove intese stipulate con altre confessioni) più lo Stato italiano che però non garantisce le scelte dei contribuenti, visto che attinge ai fondi del gettito a lui destinato per voci ordinarie di bilancio o addirittura, come negli ultimi anni, per sostenere le spese ecclesiastiche di ristrutturazione già comprese nel fondo “edilizia di culto” della quota di otto per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>In secondo luogo, i contribuenti non scelgono di destinare l’otto per mille dell’Irpef del <strong>loro reddito</strong>, ma votano per la ripartizione del gettito derivante dai <strong>redditi di tutti i contribuenti</strong>. Succede così che la scelta di un cittadino che guadagna 20mila euro l’anno valga come quella di chi ne guadagna 200 mila. Ossia contano le persone e non i redditi.</p>
<p>In terzo luogo, le <strong>scelte non espresse </strong>vengono ripartite in modo proporzionale  e la maggior parte dei cittadini ancora ignora che non firmando l’apposito modulo della dichiarazione dei redditi si affida alla <strong>scelta della maggioranza</strong>. Ecco perché la Chiesa cattolica, indicata da circa il <strong>35%</strong> dei contribuenti, riceve più dell’<strong>80% </strong>dell’intera cifra, ossia circa <strong>un miliardo di euro</strong> l&#8217;anno.<strong> </strong></p>
<p>In sintesi, chi non effettua una scelta perché non si riconosce in alcuno dei destinatari designati sceglie comunque e nel modo peggiore, ossia per suddivisione proporzionale; chi sceglie lo Stato nella speranza che dedichi i fondi alla fame nel mondo, alle calamità naturali, all’assistenza ai rifugiati o alla conservazione dei beni culturali, come da dichiarazione di intenti, finisce suo malgrado per finanziare parrocchie e conventi ad esclusivo appannaggio del consenso politico del premier di turno; chi, infine,  sceglie la Chiesa cattolica certo che devolva il gettito a opere di carità non sa – e le martellanti pubblicità della Cei di certo non lo informano &#8211; che solo il <strong>20%</strong> dell’introito viene destinato in beneficienza, mentre l’<strong>80%</strong> è suddiviso tra gli stipendi del clero e non meglio identificate “esigenze di culto”. Non è ora di dire basta?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
<p><em>Per saperne di più sull’otto per mille leggi: <strong><a href="../2010/04/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/">Otto per mille, la posta in gioco</a></strong></em></p>
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		<title>Otto per mille alla Chiesa cattolica: calano i consensi ma aumentano gli utili</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 22:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/06/otto-per-mille-alla-chiesa-cattolica-calano-i-consensi-ma-aumentano-gli-utili/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-Ottopermille-C-S-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Cei guarda con preoccupazione alla diminuzione delle scelte a favore della Chiesa per la destinazione dell’otto per mille dell’Irpef. Da un documento redatto dall’Assemblea dei vescovi italiani, di cui l’Asca ha diffuso il contenuto, “risulta che nel 2007 le firme a favore della Chiesa cattolica sono state l&#8217;85,01% del totale, contro l&#8217;86,05% del 2006 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7420" title="vignetta Ottopermille C S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-Ottopermille-C-S.jpg" alt="vignetta Ottopermille C S" width="260" height="311" />La Cei guarda con preoccupazione alla diminuzione delle scelte a favore della Chiesa per la destinazione dell’<strong>otto per mille dell’Irpef</strong>. Da un documento redatto dall’Assemblea dei vescovi italiani, di cui l’<a href="http://www.asca.it/news-8_X_MILLE__CALATE_FIRME_A_FAVORE_CHIESA__CEI_PREOCCUPATA-922581-ORA-.html">Asca</a> ha diffuso il contenuto, “<em>risulta che nel 2007 le firme a favore della Chiesa cattolica sono state l&#8217;85,01% del totale, contro l&#8217;86,05% del 2006 e l&#8217;89,82% del 2005”.</em></p>
<p>Innanzitutto è necessaria una precisazione, visto che il meccanismo di calcolo della distribuzione delle quote derivanti dall’otto per mille è tanto macchinoso quanto subdolo. Quando la Cei parla di “<em>percentuale di firme a favore della Chiesa</em>”, in realtà intende sia quelle realmente apposte dai contribuenti, sia quelle che derivano dai meccanismi di redistribuzione delle scelte non espresse.</p>
<p>Già, perché la ripartizione percentuale avviene sulla base del totale dei contribuenti, che abbiano o no manifestato una preferenza. Le <strong>scelte non espresse</strong> (dalle ultime rilevazioni circa il <strong>55%</strong>) vengono ‘spalmate’ in percentuale su quelle espresse (<strong>45%</strong>). Il che significa, senza allontanarci troppo dalla realtà, che la Chiesa <strong>potrebbe ottenere l’85% del gettito a fronte di un 35% di preferenze</strong>.</p>
<p>Vantare quindi percentuali così elevate sulle “firme” non è corretto ed è fuorviante per chi legge: quelle riportate dal documento della Cei si riferiscono agli <strong>introiti</strong>, non alle <strong>preferenze </strong>effettivamente espresse. Inoltre, per una corretta indagine comparativa, per ogni anno andrebbe considerato anche il dato sul numero dei contribuenti che firmano, per vedere se cresce o diminuisce.</p>
<p>Tuttavia, al calo percentuale denunciato dalla Cei <strong>non corrisponde un calo degli introiti</strong>, che anzi aumentano:  quest’anno, in riferimento alle dichiarazioni del 2007, la Chiesa ha percepito <strong>1 miliardo e 67 milioni di euro</strong>, mentre l’anno prima (dichiarazioni 2006) <strong>967 milioni</strong>.</p>
<p>Questo perché il meccanismo dell’otto per mille, istituito con la <strong>revisione del Concordato</strong> del 1984 per sopperire all’abolizione della ‘<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assegno_di_congrua">congrua</a></strong>’, è stato ben architettato: all’aumento del reddito degli italiani corrisponde un aumento del gettito derivante dall’otto per mille e di conseguenza la crescita dell&#8217; incasso per la Chiesa cattolica, la maggiore beneficiaria tra i sei destinatari possibili (gli altri cinque: Stato, Chiesa valdese, Chiesa Evangelica Luterana, Unione Comunità Ebraiche, Chiesa avventista del settimo giorno, Assemblee di Dio).</p>
<p>Tutto ciò rende sempre più palese quanto sia truffaldino il meccanismo dell’otto per mille. Il contribuente è spesso ignaro di due fattori che giocano un ruolo fondamentale nell’attribuzione di questa ricca fetta di gettito fiscale. L’idea più diffusa è che ognuno destìni con quella firma <strong>l’otto per mille dell’Irpef relativo al proprio reddito</strong> e che, se non firma, quella quota andrà allo Stato. Nulla di più falso, ma lo Stato e la stampa si guardano bene dal pubblicizzare come stanno realmente le cose.</p>
<p><strong>Ogni firma vale come un voto</strong>, il che significa che la firma di un contribuente che guadagna 20mila euro l’anno vale come quella di chi ne guadagna 200mila, ossia riguarda il gettito totale derivante dall’otto per mille di tutti i contribuenti.</p>
<p>Inoltre, come abbiamo visto, <strong>non firmare non significa rinunciare a scegliere</strong>, bensì affidarsi alle scelte degli altri. E, come in ogni meccanismo proporzionale, il grosso della torta va a chi colleziona il numero maggiore di firme anche se, come in questo caso, le preferenze sono espresse da meno della metà dei contribuenti.</p>
<p>Per fortuna qualcosa si sta muovendo, almeno dal punto di vista dell’informazione.  Nell’ultimo mese le trasmissioni <strong><a href="../2010/06/il-boccone-del-prete-report-glielo-manda-di-traverso/">Report</a></strong> su Rai3 ed <strong>Exit </strong>su La7 si sono occupate di spiegare finalmente agli italiani come funziona l’otto per mille, quali sono i meccanismi di calcolo e come vengono impiegati dai destinatari questi soldi. Così, chi credeva che la Chiesa cattolica destinasse, come da pubblicità, tutta la cifra in opere assistenziali, si è finalmente reso conto che solo il <strong>20% </strong>di essa viene impiegato a questo scopo: il resto serve per il <strong>sostentamento del clero e delle parrocchie</strong>, che viene finanziato, a loro insaputa, anche dai cittadini che non hanno effettuato alcuna scelta.</p>
<p>Ma, per amor di verità, non molto diversa è la situazione per l’altro maggiore destinatario, <strong>lo Stato</strong>. Pur dichiarando di destinare il gettito a interventi per la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati e la conservazione dei beni culturali, in realtà vi attinge sia per voci di bilancio ordinarie sia per <strong>finanziare il restauro dei luoghi di culto</strong>. Insomma, anche parte dalla fetta spettante allo Stato si riversa  nelle casse del Vaticano.</p>
<p>Per tornare alla Cei e alle sue preoccupazioni, possiamo solo dire che sono più che legittime: un’<strong>adeguata informazione</strong> dei cittadini e la <strong>disaffezione </strong>(economica) dei fedeli dovuta allo scandalo pedofilia nel clero potrebbero seriamente intaccare quel tesoretto che ogni anno va a finire nei suoi forzieri.</p>
<p>Maggiore è il livello di coscienza dei cittadini, maggiore è il rischio che il privilegio &#8211; e non solo economico &#8211; fin qui ottenuto decada.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
<p><span style="color: #006699;"><strong>Leggi anche: <a href="../2010/04/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/">Otto per mille, la posta in gioco</a></strong></span></p>
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		<title>Otto per mille, la posta in gioco</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 20:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/soldi-euro1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ci avviciniamo alla scadenza per la dichiarazione annuale dei redditi e si ripropone quindi, per ogni contribuente, la scelta sulla destinazione dell’otto per mille dell’Irpef: a favore dello Stato, della Chiesa cattolica o delle altre confessioni religiose (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Chiese cristiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5060" title="soldi-euro1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/soldi-euro1.jpg" alt="soldi-euro1" width="210" height="314" />Ci avviciniamo alla scadenza per la dichiarazione annuale dei redditi e si ripropone quindi, per ogni contribuente, la scelta sulla destinazione dell’<strong><a href="http://occhiopermille.it/come.html">otto per mille dell’Irpef</a></strong>: a favore dello Stato, della Chiesa cattolica o delle altre confessioni religiose (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia)?</p>
<p>Intanto, è bene subito sfatare un luogo comune: il contribuente, con la sua firma, non  sceglie a chi destinare una porzione del suo Irpef, ma vota per la ripartizione del gettito derivante dall’otto per mille dell’Irpef di tutti i cittadini. In parole povere, la scelta di un contribuente con un reddito annuo di 20 mila euro pesa come quella di uno che ha un reddito dieci o 100 volte maggiore. Valgono, insomma, <strong>le persone,</strong> non i loro <strong>redditi</strong>.</p>
<p>Il meccanismo di distribuzione dell’otto per mille però contiene un’altra insidia, anch’essa mai pubblicizzata dai media e dallo stesso Stato, che riguarda il modo in cui vengono considerate le <strong>scelte non espresse</strong> dai contribuenti. Attestandosi sul 60% circa del totale, le ‘non scelte’ possono condizionare fortemente la distribuzione del gettito e, in effetti, è quello che succede.</p>
<p>La ripartizione delle scelte non espresse è <strong>proporzionale alle preferenze espresse</strong>. Per spiegare meglio il meccanismo, prendiamo come esempio i dati della dichiarazione dei redditi  2001 (gli ultimi noti). Il <strong>60,4 %</strong> dei contribuenti non ha espresso alcuna preferenza, il <strong>34,56%</strong> ha firmato per la Chiesa cattolica, il <strong>4,07%</strong> per lo Stato, lo <strong>0,5%</strong> per i Valdesi e il rimanente <strong>0,46</strong>% per le altre confessioni.</p>
<p>A fronte di queste scelte, la distribuzione del gettito è stata la seguente: <strong>87,25%</strong> alla Chiesa Cattolica,  <strong>10,28% </strong>allo Stato, <strong>1,27%</strong> ai Valdesi e il restante  <strong>1,2%</strong> alle altre confessioni.</p>
<p>In sostanza,<strong> </strong>chi non firma per destinare quota parte dell’Irpef si affida alle <strong>scelte degli altri</strong>, generando l’assurdo che la Chiesa cattolica, indicata da circa il 35% dei contribuenti, riceva più dell’80% dell’intera cifra, il cui valore annuo è stimabile intorno al <strong>miliardo di euro</strong>. Un cifra che potrebbe essere utilizzata per l’istruzione, per finanziare la ricerca, o come sussidio al lavoro.</p>
<p>E’ interessante, a questo punto, capire il perché lo Stato ha istituito il meccanismo dell’otto per mille.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5061" title="vignetta orto per mille" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/vignetta-orto-per-mille.jpg" alt="vignetta orto per mille" width="311" height="385" />Dalla entrata in vigore dei <strong>Patti lateranensi</strong> (1929) e fino alla revisione del Concordato ad opera del Governo Craxi (1984), i preti della Chiesa cattolica ricevevano dallo Stato italiano la cosiddetta ‘<strong>congrua</strong>’, uno stipendio mensile come risarcimento per i beni confiscati alla Chiesa con l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870 che segnò la fine del potere temporale dei papi. Con la revisione del Concordato, la congrua fu convertita in quota parte del gettito fiscale annuo, l’otto per mille dell’Irpef per l’appunto, ed elargita dallo Stato alla Cei, alle varie confessioni religiose che ne facessero richiesta o allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali.</p>
<p>Ogni tre anni una commissione potrebbe rivedere la percentuale di gettito Irpef da destinare, ma finora non è mai stato fatto, nonostante la crescita del reddito degli italiani abbia sempre più ingrossato il paniere (dai 398 milioni di euro del 1990 siamo passati al miliardo di euro del 2008). Inoltre, le lungaggini parlamentari per l’approvazione di nuovi beneficiari fanno sì che la Chiesa cattolica possa continuare ad usufruire in modo significativo della quota delle scelte non espresse che, come dicevamo, sono la maggioranza.</p>
<p>Ma il contribuente, prima di firmare, dovrebbe anche sapere come viene impiegato questo denaro.</p>
<p><strong><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ottopermille_2010/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Lo Stato</span></a></strong>.   Dichiara di destinare la sua quota di otto per mille a settori di intervento quali la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati, la conservazione dei beni culturali. In realtà non è sempre così, sia perché attinge dall’otto per mille per voci di bilancio ordinarie, sia perché parte della quota per la conservazione dei beni culturali viene comunque devoluta alla Chiesa per il restauro di luoghi di culto. Emblematico è ciò che è successo <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank">lo scorso anno</a>. Dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali sono stati devoluti al restauro di immobili ecclesiastici e analoga fine hanno fatto gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli “interventi per il sisma in Abruzzo”. Tutte ristrutturazioni che avrebbero dovuto essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.<br />
Insomma, scegliere lo Stato significa spesso scegliere la Chiesa cattolica, anche se la maggior parte dei contribuenti ne è all’oscuro.</p>
<p><strong><a href="http://www.8xmille.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">La Chiesa cattolica</span></a></strong>.  Beneficiaria di oltre l&#8217;80% del gettito, è l’unica ad avere i mezzi per una campagna pubblicitaria battente che punta l’attenzione &#8211; prima della scadenza delle dichiarazioni &#8211; sulla solidarietà e gli aiuti al Terzo mondo. In realtà, la Chiesa spende circa il <strong>20% </strong>della cifra in beneficenza, circa il <strong>35%</strong> per gli stipendi del clero e il rimanente <strong>45%</strong> è destinato alla voce non meglio definita ‘esigenze di culto’. Chi crede quindi di fare una scelta di solidarietà casca, anche qui, male.</p>
<p><strong><a href="http://www.ottopermillevaldese.org/opm/index.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">L&#8217;Unione delle Chiese metodiste e valdesi</span></a></strong>.  I Valdesi destinano tutto l’ammontare della loro quota a progetti di natura sociale e assistenziale e forniscono un <a href="http://www.ottopermillevaldese.org/documenti/progetti_2007.pdf" target="_blank">resoconto dettagliato</a> dell’impiego dei fondi. Merita menzione la campagna ‘<a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/8-per-mille-alla-chiesa-valdese-qualcosa-di-laico/" target="_blank"><strong>Facciamo qualcosa di laico</strong></a>’ effettuata con i proventi dell’otto per mille del 2008 e dedicata allo sradicamento della discriminazione basata sulla diversità (di razza, di genere). La rimanente cifra è stata impiegata per finanziare oltre 200 progetti, in Italia e all’estero. Due di questi, in particolare, sono per la <strong>ricerca sulle cellule staminali</strong>.<br />
Il Sinodo ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Ha deliberato inoltre che una quota corrispondente al <strong>30% </strong>dell&#8217;importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell’otto per mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo “<em>da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici</em>”.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Le altre confessioni</span></strong>. L’<a href="http://moked.it/dossier/otto-per-mille/" target="_blank">Unione delle comunità ebraiche italiane</a> utilizza i fondi per formazione culturale, tutela delle minoranze e attività sociali; l’<a href="http://ottopermilleavventisti.it/" target="_blank">Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno</a> per interventi sociali, umanitari e culturali sia in Italia che all&#8217;estero; la <a href="http://www.chiesaluterana.it/it/index.php?mod=pagina&amp;id=95&amp;m=7" target="_blank">Chiesa Evangelica Luterana in Italia</a> alle spese di evangelizzazione, agli stipendi dei ministri di culto, ad opere sociali, alle missioni, a iniziative culturali e spese di amministrazione; le <a href="http://www.assembleedidio.org/nw0002.php" target="_blank">Assemblee di Dio in Italia</a> utilizzano l&#8217;otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all&#8217;estero.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Cosa può fare il cittadino</span></strong>. Innanzitutto una scelta oculata e informata, cercando così di ridurre al minimo l&#8217;ammontare delle scelte non espresse che condizionano tutto il meccanismo. Ognuno dei destinatari dell’otto per mille pubblica su internet le sue ‘intenzioni’, anche se molto spesso poco chiare e, soprattutto, non documentate. <strong>In secondo luogo</strong>, pretendere che vengano pubblicati in dettaglio i resoconti di impiego della cifra spettante. <strong>In terzo luogo</strong>, cercare di partecipare attivamente alle numerose inziative che – ad oggi senza alcun seguito – hanno cercato negli anni di abbattere un meccanismo discriminatorio che vede come beneficiario principale un solo soggetto, o almeno di far pressione per inserire nell’elenco delle destinazioni possibili voci di spesa fondamentali che lo Stato assottiglia sempre più. Una fra tutte, <strong>la ricerca scientifica</strong>, vessata da anni di tagli e riduzioni. Come se la salute e il progresso scientifico meritassero molta meno attenzione economica di quella elargita a piene mani dallo Stato ai luoghi di culto, per altro di una sola religione.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Lega e Chiesa, la Santa alleanza</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 21:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/04/lega-e-chiesa-la-santa-alleanza/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/vignetta-bossi-300x229.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nei giorni scorsi monsignor Fisichella, intervistato sull&#8217;esito delle elezioni regionali, ha dichiarato che la Lega “manifesta una piena condivisione con il pensiero della Chiesa”. Molti, ascoltando questa sconcertante esternazione, hanno ricordato tutte le manifestazioni xenofobe, razziste e intolleranti della Lega, che ha fatto dei migranti il campo di battaglia preferito per il suo strabordante populismo. Quegli stessi migranti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4646" title="vignetta bossi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/vignetta-bossi-300x229.jpg" alt="vignetta bossi" width="300" height="229" />Nei giorni scorsi monsignor Fisichella, intervistato sull&#8217;esito delle elezioni regionali, ha dichiarato che la Lega “<strong><em>manifesta una piena condivisione con il pensiero della Chiesa</em></strong>”.</p>
<p>Molti, ascoltando questa sconcertante esternazione, hanno ricordato tutte le manifestazioni xenofobe, razziste e intolleranti della Lega, che ha fatto dei migranti il campo di battaglia preferito per il suo strabordante populismo. Quegli stessi migranti, gli ultimi tra gli ultimi, che la Chiesa da sempre dice di difendere e sostenere.</p>
<p>Ma forse alla Chiesa poco importa che gli stranieri siano così platealmente vessati dai padani: la Lega, infatti, sta offrendo un’aderenza più che ortodossa ai precetti cattolici: in prima linea nel difendere le &#8216;radici cristiane&#8217; dell’Italia quando la Corte europea dei diritti dell’uomo ha decretato che il <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/la-rivolta-del-crocifisso/" target="_blank">crocifisso nelle aule scolastiche</a> era incompatibile con il principio di non discriminazione; in prima linea nel combattere la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/ru486-la-legge-non-si-tocca/" target="_blank">pillola abortiva Ru486</a> e la legge 194 sull’interruzione di gravidanza, in prima linea nell’osteggiare il riconoscimento delle coppie di fatto (di quelle omosessuali neanche a parlarne); in prima linea nel combattere non solo l’eutanasia, ma anche il testamento biologico. Insomma, nel cuore del popolo padano, ‘<strong>Dio, vita e famiglia</strong>’ ha sostituito il ‘Dio, patria e famiglia’ di mussoliniana memoria. La Chiesa chiude un occhio sulla persecuzione degli immigrati e la Santa alleanza è più che consolidata.</p>
<p>Ma, se si dà uno sguardo alle dichiarazioni di Umberto Bossi di qualche anno fa, viene il dubbio che la posta in gioco sia un po’ più alta dei precetti moralistici sulla vita e la sua sacralità. Gli italiani hanno notoria memoria corta, e forse hanno già dimenticato il continuo sbraitare del Senatur contro il clero.</p>
<p>Vediamo, a titolo di esempio, cosa scriveva il quotidiano della Lega, <strong><a href="http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/politica/padapapa/padapapa/padapapa.html" target="_blank"><em>la Padania</em></a></strong>, in un corsivo di prima pagina del febbraio 2004, il giorno dopo che l’allora papa Giovanni Paolo II se ne uscì, in conclusione di un’udienza ai parroci romani, con una frase in romanesco.</p>
<p>&#8220;<em>Un tempo non molto lontano erano gli impegni del (mal)governo temporale a distrarre dalla cura delle anime le tonache dello Stato pontificio. Poi ci ha pensato il Concilio Vaticano secondo a introdurre toni e ritmi più rilassati, il clergyman da viaggio e le vacanze sulla neve.<br />
Adesso, dopo 25 anni, il Papa ha capito che far cadere il Muro di Berlino non è stato nulla in confronto alla resistenza del Muro Capitolino, il gigantesco Muro di gomma che domina il Tevere.<br />
Del resto, alla fine dell&#8217;udienza il Pontefice ha aggiunto un inquietante: &#8216;Semo romani&#8217;. Cosa mai avrà voluto dire?</em>&#8220;.</p>
<p>L’articolo suscitò cori di indignazione degli ex democristiani e di tutti gli attuali alleati del Carroccio (finiani in testa), ma <a href="http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/politica/padapapa/ottoper/ottoper.html" target="_blank">le risposte del Senatur</a>, invece di placare i cattolicissimi animi, alzarono ulteriormente il polverone:</p>
<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4653" title="8_per_mille" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/04/8_per_mille.jpg" alt="8_per_mille" width="279" height="373" />&#8220;Bisognerebbe togliere l&#8217;otto per mille alla Chiesa</strong>, rimetterli a piedi nudi e dar loro la possibilità di fare i francescani. Finalmente si salverà la religione […] E’ scandaloso e inaccettabile che ci siano cardinali che parlano in nome del dio denaro. […] C&#8217;è una parte della curia che sta con la sinistra, sicuramente per &#8216;resistere, resistere, resistere&#8217; anche loro come qualcun altro. Per loro i resistenti sono tali nel segno del dio denaro [...] <strong>Dare troppi soldi alla Chiesa è un grosso problema.</strong></em><em> I risultati che abbiamo non mi sembrano quelli auspicati almeno dai cristiani tradizionalisti. Io sono tra questi. Non mi riconosco nella chiesa ricca, nella chiesa dei &#8216;sciur</em>&#8216;&#8221;.</p>
<p><strong>Ecco la vera merce di scambio: l’otto per mille.</strong> Una cifra ghiotta (per la Cei quasi un miliardo di euro l’anno), ben diversa da quel ‘piatto di lenticchie’ di cui parla don Paolo Farinella quando dice che la Chiesa svende i suoi principi. Non li svende affatto, se li fa pagare e a caro prezzo.</p>
<p>La Lega, in fondo, ha solo cambiato metodo. Ora incamera le sue battaglie xenofobe all’interno dei valori cristiani, ha scoperto che rende molto di più. E così il <strong>Natale </strong>diventa un’occasione per dare la caccia agli immigrati (<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/la-lega-da-la-caccia-ai-clandestini-in-nome-della-cristianita/" target="_blank">operazione ‘<em>White Christmas</em>’</a>), il <strong>crocifisso obbligatorio</strong> esposto in ogni luogo – come hanno decretato vari comuni del profondo Nord &#8211; un modo per emarginarli, le ‘<strong>radici cristiane</strong>’ una sorta di selezione dei cristiani doc, quelli che le radici ce l’hanno nel sangue, gli italiani di vecchia generazione, naturalmente bianchi.</p>
<p>E, come d’incanto, Bossi a un certo punto ha smesso di sparare a zero sugli inaccettabili privilegi economici della Chiesa cattolica. Anzi, è diventato il suo miglior paladino, secondo solo a Silvio Berlusconi. In fondo sull’otto per mille si può anche chiudere un occhio. Meglio due.</p>
<p><strong>La difesa dei diritti dei più deboli e calpestati della società, per la Chiesa, vale circa un miliardo di euro l’anno</strong>. E, sempre per parlare di deboli, chissà invece qual è il valore risparmiato con la copertura di decenni di casi di pedofilia nel clero, a quanto ammontano i risarcimenti mai dati alle vittime. Un’altra categoria, i bambini, che la Chiesa abbandona volentieri, insieme ai migranti. Il Dio denaro, come diceva Bossi prima della metamorfosi, ha la precedenza.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>I messaggeri di pace</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 20:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/i-messaggeri-di-pace/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/bambini-soldato-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La chiesa cattolica ha molto a cuore l’Africa. È cosa nota, si sa. Le martellanti pubblicità struggenti che, facendo leva sulla nostra emotività, cercano di convincerci a donare i nostri soldi a questa santa istituzione che li userebbe, secondo i proclami pubblicitari, per fare del bene a chi ha bisogno, per alleviare le sofferenze di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1321" title="bambini soldato" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/bambini-soldato.jpg" alt="bambini soldato" width="270" height="246" />La chiesa cattolica ha molto a cuore l’Africa</strong>. È cosa nota, si sa. Le martellanti pubblicità struggenti che, facendo leva sulla nostra emotività, cercano di convincerci a donare i nostri soldi a questa santa istituzione che li userebbe, secondo i proclami pubblicitari, per fare del bene a chi ha bisogno, per alleviare le sofferenze di poveri e malati, e per portare pace e scuole nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”, sono una prova di quanto sia importante per la chiesa la causa africana.</p>
<p>Chiedono donazioni dicendo che con quei soldi ci aiuteranno l’Africa e gli africani, e se alla chiesa non bastano le donazioni per questa santa causa, smettono anche di chiedere e prendono anche quello che viene destinato ad altri soggetti, come il recente caso del <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank"><strong>dirottamento dell’otto per mille destinato allo Stato</strong></a> dimostra.</p>
<p>Certo, a vedere i musei vaticani ci si interroga facilmente sull’incredibile numero di poveri africani che si potrebbero sfamare con un solo metro quadrato di quel sito museale simbolo della proverbiale povertà cristiana, così come a sfogliare le pagine del grande libro dei misteri d’Italia, dove compare molto spesso un istituto finanziario dal nome curioso, lo <strong>IOR</strong> (Istituto opere religiose), ci si interroga facilmente sul motivo per cui questo potentissimo istituto finanziario compare spesso in questioni losche e autentiche pagine buie della storia del nostro paese, mentre non compare mai in questioni legate all’aiuto dell’Africa. Ma forse, in fondo è meglio così.</p>
<p>Infatti, a giudicare da quanto emerso da una recente inchiesta degli esperti delle <strong>Nazioni Unite</strong> sul Congo, di cui ha parlato qualche giorno fa anche <strong>Il Manifesto</strong>, è emerso che un prode difensore della causa africana, padre <strong>Pier Giorgio Lanaro</strong>, avesse una fitta corrispondenza con <strong>Ignace Murwanashyaka</strong>, leader dei miliziani del Ruanda, arrestato in Germania il 17 novembre con l’accusa di «<em><strong>crimini di guerra e contro l’umanità e arruolamento di bambini soldato</strong></em>». Un fulgido esempio di aiutante dell’Africa. Nelle e-mail al vaglio delle nazioni unite, il prode missionario padre Lanaro definisce l’arruolatore di bambini soldato «<em>mio amico</em>».</p>
<p>Nelle corrispondenze, tutte molto recenti, datate tra l’agosto e l’ottobre 2009, la copia dei cui allegati è in possesso del Manifesto, il prode missionario italiano spiega come far arrivare fondi ai miliziani ruandesi, e lascia intendere che questa “<em>santissima operazione di carità</em>” si svolge con una certa connivenza della procura generale della Congregazione e dell’economato regionale della congregazione. Il missionario sottolinea poi come non c’è per lui nessun problema a ricevere gli aiuti per i profughi e a dirottarli ai suoi amici miliziani armati, con l’aiuto dell’economato della congregazione, magari coinvolgendo anche alcuni suoi parenti.</p>
<p>Nel frattempo la congregazione dei saveriani non fa commenti in attesa che il rapporto sia reso pubblico. Ma intanto, quando vediamo le pubblicità del grande aiuto che la chiesa da ai poveri in africa, siamo autorizzati a credere che il concetto di aiuto ecclesiastico sia quantomeno perverso, come perversa è buona parte del clero, a giudicare dai rapporti sui <strong>preti pedofili</strong> che lasciano poco spazio per improbabili difese.</p>
<p>L’aiuto della chiesa in Africa è una favola, l’ennesima favola di chi sulla favola dell’inferno e del paradiso ha costruito il suo impero. Peccato per quei pochi padri comboniani, come <strong>Alex Zanotelli</strong>, che ancora credono che la chiesa possa servire a qualcosa di buono, mentre spendono la propria vita al servizio dei poveri e degli ultimi nella stessa chiesa amica degli arruolatori dei bambini soldato.</p>
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		<title>Religione di Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/12/religione-di-stato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/laicita1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>A Chiusa Sclafani, in provincia di Palermo, il sindaco (PdL), non si cura di contrastare Cosa Nostra, ma obbliga tutti i suoi cittadini ad ammirare i crocifissi in ogni ufficio pubblico. Poco importa se così facendo vada palesemente contro una sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, in fondo quelli del PdL della legge e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1270" title="laicita1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/12/laicita1.jpg" alt="laicita1" width="298" height="292" />A <strong>Chiusa Sclafani</strong>, in provincia di Palermo, il sindaco (PdL), non si cura di contrastare Cosa Nostra, ma obbliga tutti i suoi cittadini ad ammirare i crocifissi in ogni ufficio pubblico. Poco importa se così facendo vada palesemente contro una sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, in fondo quelli del PdL della legge e del diritto non se ne sono mai importati molto. E così, grazie a questa normativa di stampo liberale (?) un preside locale rischia una multa per non aver esposto il crocifisso nel suo ufficio. Reato gravissimo, non vi pare?</p>
<p>Ma il PdL è un partito vario, aperto. In Senato infatti due senatori (<strong>Germontani e Fleres</strong>) hanno presentato dei disegni di legge atti ad attribuire dei diritti costituzionali alle coppie di fatto. Chiaramente il buon Gasparri ha subito stoppato questa inaccettabile irreverenza nei confronti della religione di Stato, consigliando un approfondimento che, secondo indiscrezioni, durerà tra i 200 e i 300 anni. Il PD, per non rischiare di dividere la maggioranza, tace.</p>
<p>I senatori del PdL, assieme ai difensori della fede, al secolo la Lega Nord, si sono subito rifatti l&#8217;immagine all&#8217;occhio di porporati e integralisti similari, bloccando la commercializzazione della <strong>pillola abortiva RU 486</strong>. Prima di vederla nelle farmacie servirà un parere tecnico, il quale sicuramente affermerà che la pillola ha degli effetti collaterali (come qualsiasi medicinale) dando così un argomento inoppugnabile alla destra integralista, che vieterà per sempre la pillola. Tra l&#8217;altro uno degli argomenti preferiti dai cattolici è che <strong>la pillola banalizza l&#8217;aborto</strong>. In altre parole è meno invasiva e causa meno dolore alla donna. Dunque, secondo la destra, se tu, donna, vuoi abortire, puoi farlo. Ma devi soffrire.</p>
<p>Questi sono solamente tre esempi, tutti recenti e di attualità. Ma come non tornare con la memoria allo scorso febbraio, quando si rischiò la crisi istituzionale pur di assecondare le volontà del Vaticano in merito alla <strong>vicenda Englaro</strong>? E il successivo disegno di legge sul testamento biologico, che ha completamente travisato il senso di quel tipo di documento che dire?</p>
<p>Io penso che sia sotto gli occhi di tutti che questa classe politica è del tutto asservita alla Chiesa e al cristianesimo, il quale è ormai diventato una sorta di <strong>religione di Stato</strong>. Non solo per l&#8217;imposizione di tradizioni e ricorrenze tipicamente cristiane, ma anche per le leggi che il Parlamento e le amministrazioni locali impongono ai cittadini. Croci obbligatorie, medicinali col timbro papale e quant&#8217;altro sono tutto fuorchè sintomi di libertà e tolleranza.</p>
<p>Tra non molto inoltre vi sarà la fine di Berlusconi. I sintomi sono ormai evidenti, e secondo molti è solamente questione di tempo. Ma se anche cadesse tra 2 o 3 anni, immaginiamo chi andrà al suo posto. I favoriti sono coloro che si ritroveranno attorno alla lobby formata da <strong>Casini</strong>, <strong>Rutelli </strong>e <strong>Montezemolo</strong>. Un nuovo centro di ispirazione cristiana (ovvero una destra teocratica). Facile immaginare che in quel centro troveranno spazio personaggi di dubbia cultura liberale e democratica come la <strong>Binetti</strong>, <strong>Buttiglione </strong>o <strong>Cristiano Magdi Allam</strong>.</p>
<p>Tutto ciò è decisamente preoccupante per il futuro del nostro Paese, sopratutto se si considera quanto i privilegi della Chiesa costino all&#8217;Italia in termini di denaro e di opportunità perdute. Non ci sono infatti solamente le <strong>esenzioni fiscali</strong>, gli <strong>insegnanti di religione pagati dallo stato</strong>, l&#8217;<strong>8 per mille</strong> e quant&#8217;altro, c&#8217;è anche la <strong>cultura antiscientifica e oscurantista</strong> che la Chiesa non ha mai abbandonato. La ricerca e lo sviluppo saranno continuamente osteggiati, così come i diritti civili. La Chiesa infatti, per costituzione, ripugna la libertà e la democrazia.</p>
<p>Quei pochi personaggi pubblici che si esprimono a favore della laicità dello Stato vengono dileggiati e considerati più estremisti degli integralisti religiosi in camicia verde, che si nascondono dietro le &#8220;tradizioni della cultura popolare&#8221;, come se queste ultime fossero sempre e comunque giuste e sensate o portatrici di valori sani. Possibile che non si possa aprire un dibattito vero ed onesto, per capire se davvero i valori del cristianesimo sono così positivi e universali? Possibile che nessuno chieda conto alla Chiesa di alcune sue prese di posizione? Possibile che nessuno interroghi anche chi la pensa diversamente?</p>
<p><strong>La religione di Stato ormai è un fatto</strong>, non dichiarato, ma palese a chiunque abbia uno spirito laico dentro di sé. Certo, chi ama Gesù e il Papa non si accorge di questi soprusi e di queste ingiustizie, ma chiunque abbia un&#8217;altra sensibilità sì. E anche noi laici siamo cittadini, con diritti e doveri.</p>
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		<title>Il terremoto in Abruzzo, un affare per la Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/le-vacche-grasse-del-terremoto-in-abruzzo/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/casa-studente-300x201.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, così commentò il terremoto in Abruzzo del 6 aprile scorso: “Il Signore ha voluto che in questa settimana santa, in qualche modo anche loro (gli abruzzesi, ndr) partecipassero, diciamo così, alla sofferenza e alla sua passione […] In questa tragedia vogliamo vedere qualcosa di positivo, in fondo il Signore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1248" title="casa studente" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/casa-studente-300x201.jpg" alt="casa studente" width="300" height="201" /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=obKwqICewQA" target="_blank">Livio Fanzaga</a></strong>, direttore di Radio Maria, così commentò il terremoto in Abruzzo del 6 aprile scorso: “<em>Il Signore ha voluto che in questa settimana santa, in qualche modo anche loro</em> (gli abruzzesi, ndr) <em>partecipassero, diciamo così, alla sofferenza e alla sua passione […] In questa tragedia vogliamo vedere qualcosa di positivo, in fondo il Signore quando ci fa partecipare delle sue sofferenze è perché vuol farci anche partecipare del valore della sua resurrezione</em>”. Parole che suscitarono lo sdegno di tanti: Fanzaga dichiarava, in sostanza,<strong> che il terremoto – circa trecento morti, 1600 feriti, 65mila sfollati, interi paesi rasi al suolo &#8211; fosse una specie di regalo di Dio.</strong></p>
<p>Dopo averlo criticato aspramente allora, oggi ci stiamo chiedendo se Fanzaga non avesse in qualche modo ragione, visto che per la Chiesa il terremoto abruzzese è stato, dal punto di vista economico,  una manna dal cielo.</p>
<p>Infatti il Governo ha devoluto alla ristrutturazione di chiese e immobili ecclesiastici danneggiati dal terremoto<strong> <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank">gran parte della quota dell’8 per mille statale</a></strong> (14 milioni di euro) stanziata per  “interventi per il sisma in Abruzzo”. Tutte opere che avrebbero dovuto essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>Ma c’è di più. E’ notizia di questi giorni che la procura dell’Aquila abbia aperto un fascicolo in cui si ipotizzano i reati di <strong>peculato</strong> e <strong>distrazione di fondi pubblici</strong> per la costruzione della “Casa dello studente” nel capoluogo abruzzese.</p>
<p>L’edificio è stato costruito in soli 90 giorni con i fondi della Regione Lombardia (7,5 milioni di euro) su un terreno non edificabile di proprietà della Curia, la quale ha concesso solo il ‘diritto di superficie’ per trent’anni. Ciò significa che trascorso tale periodo tornerà ad essere proprietaria del terreno (divenuto nel frattempo edificabile) e in più dell’edificio realizzato con i soldi pubblici.</p>
<p>Il tutto grazie a un accordo – stipulato senza alcuna evidenza pubblica &#8211; tra <strong>Guido Bertolaso</strong>, capo della Protezione civile, <strong>Roberto Formigoni</strong>, governatore lombardo, <strong>Gianni Chiodi</strong>, governatore abruzzese, <strong>Giuseppe Molinari</strong>, vescovo dell’Aquila, <strong>Massimo Cialente</strong>, sindaco dell’Aquila e <strong>Stefania Pezzopane</strong>, presidente della Provincia.</p>
<p>Un iter inconsueto, per la magistratura, rispetto a quello adottato per le opere costruite o in via di costruzione nelle zone terremotate dell’Abruzzo: la Protezione civile, negli altri casi, ha preventivamente espropriato i terreni.</p>
<p>Trionfali, Berlusconi e Formigoni hanno inaugurato la nuova opera – per Formigoni “<em>simbolo dell’amicizia tra l’Aquila e Milano</em>” e, aggiungiamo noi, di totale riverenza a Santa Romana Chiesa – lo scorso 4 novembre.</p>
<p>Due le considerazioni da fare.<br />
<strong>La prima</strong>: speriamo che il Papa elargisca questa ‘perdonanza’ a Berlusconi prima che lui e i suoi adepti devolvano  tutti i nostri soldi al Vaticano. <strong>La seconda</strong>: forse Livio Fanzaga – cattivo gusto a parte &#8211; ha lanciato un messaggio subliminale che i più al momento non hanno colto. Forse.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Se il crocifisso diventa un simbolo economico</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 04:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/se-il-crocifisso-diventa-un-simbolo-economico/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/crocefisso-monete-300x248-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Quest&#8217;anno la Chiesa cattolica godrà di un ulteriore beneficio economico: si tratta di una parte dell&#8217;8xmille che il contribuente destina allo Stato per la salvaguardia del patrimonio pubblico. Lo scorso anno la Corte dei Conti segnalò al Governo l&#8217;irregolarità di tale destinazione. La suprema magistratura contabile, organo costituzionale con poteri consultivi  e di &#8220;giustizia contabile&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1027" title="crocefisso-monete-300x248" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/crocefisso-monete-300x248.jpg" alt="crocefisso-monete-300x248" width="300" height="248" />Quest&#8217;anno la <strong>Chiesa cattolica</strong> godrà di un ulteriore beneficio economico: si tratta di <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank"><strong>una parte dell&#8217;8xmille</strong></a> che il contribuente destina allo Stato per la salvaguardia del patrimonio pubblico. Lo scorso anno la Corte dei Conti segnalò al Governo l&#8217;irregolarità di tale destinazione.<br />
La suprema magistratura contabile, organo costituzionale con poteri consultivi  e di &#8220;giustizia contabile&#8221; non avrebbe quindi alcun sindacato sull&#8217;operato dell&#8217;Esecutivo.</p>
<p>Ma, se la detrazione di fondi è posta in essere dal Governo, un&#8217;azione di responsabilità, anche morale, andrebbe pur sollevata. Siamo in presenza di una &#8220;infedele&#8221; utilizzazione dei proventi dell&#8217;8xmille, prevista dalla legge n.122/85 che lo istituiì dopo la revisione del Concordato, la fine della religione di Stato e l&#8217;eliminazione della &#8220;congrua&#8221;, lo stipendio statale goduto fino ad allora dai preti.</p>
<p>Non va ignorato che la stessa legge consente  una odiosa forzatura della volontà del contribuente; se al momento della dichiarazione dei redditi non esprime una scelta a favore o dello Stato o delle chiese, la sua quota viene proporzionalmente ripartita fra questi.</p>
<p>E&#8217; da notare poi che il contribuente di suo non destina nulla, è lo Stato che dalla somma versata dal cittadino come Irpef, stacca l&#8217;8xmille per il predetto destinatario.<br />
Le chiese, per la costruzione o riparazione delle strutture parrocchiali, ricevono ogni anno da tutti i Comuni il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria che il cittadino versa per il ritiro delle concessioni edilizie.<br />
Una consistente erogazione, dai più sconosciuta, di rado rendicontata e ritenuta a torto obbligatoria perchè superata proprio dall&#8217;istituzione dell&#8217;8xmille.</p>
<p>Per di più gli enti religiosi ottengono dalle Regioni finanziamenti, a fondo perduto (in Puglia prima al 100%, ora al 50%),  per oratori, palestre o campi sportivi a scapito di quelli per i Comuni.</p>
<p>Abbiamo, in altri termini, <strong>l&#8217;anomalia di ospitare una ramificata organizzazione  clericale a totale carico di uno Stato pur laico</strong>. La vera battaglia per conservare i simboli religiosi è quindi quella, nel concreto, per giustificare questi non più sostenibili privilegi.</p>
<p><span style="color: #000066;"><strong><em>Articoli correlati:</em></strong></span><br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank">8 per mille: alla Chiesa anche la quota dello Stato</a></p>
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		<title>8 per mille: alla Chiesa anche la quota dello Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta Repubblica,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-951" title="ottopermille1" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/ottopermille1.jpg" alt="ottopermille1" width="238" height="321" />I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado &#8211; la Chiesa cattolica. Come riporta <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html" target="_blank">Repubblica</a></strong>,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, per la precisione) e analoga fine faranno gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli &#8220;interventi per il sisma in Abruzzo&#8221;. Tutte ristrutturazioni che dovrebbero essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>A farne le spese tutti gli altri capitoli di investimento, primi tra tutti quelli relativi alla <strong>Fame nel mondo</strong> (2% del totale) e all’<strong>Assistenza ai rifugiati</strong> (poco più del 5%).</p>
<p>L&#8217;atto del Governo sulla ripartizione del gettito derivante dall’8 per mille è stato firmato dal presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> i primi di settembre, qualche giorno dopo la mancata “<strong>Perdonanza</strong>” a causa dell’attacco del <em>Giornale</em>, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, a <strong>Dino Boffo</strong>, direttore di Avvenire. Il documento, che sancisce la piena discrezionalità del presidente del Consiglio nella gestione del gettito, è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e presumibilmente verrà approvato nei prossimi giorni anche dall’analoga commissione del Senato.</p>
<p>La beffa dell’<a href="http://www.occhiopermille.it/" target="_blank"><strong>8 per mille</strong></a>, quindi, continua. Come ogni contribuente dovrebbe sapere, la Chiesa si accaparra, a fronte del <strong>35%</strong> delle preferenze espresse dei cittadini, una quota dell’8 per mille pari a circa l’80% del totale (cifra che si aggira tra i <strong>900 milioni e 1 miliardo di euro</strong>). Ciò grazie ai meccanismi di redistribuzione delle scelte non espresse, pari a circa il <strong>60%</strong>. Infatti, per lo Stato firmano circa il <strong>4%</strong> dei contribuenti e le altre confessioni religiose (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio)  non arrivano, tutte insieme, all’<strong>1%</strong> delle preferenze.</p>
<p>Di questa ‘truffa legalizzata’ molti cittadini sanno poco o nulla. I mezzi di informazione si guardano bene dal parlarne e lo stesso Stato non fa alcuna pubblicità per aggiudicarsi una fetta superiore di questo appetibile introito. Inoltre tutti gli appelli che in questi ultimi anni si sono susseguiti per aggiungere altri beneficiari quali, ad esempio, la ricerca scientifica &#8211; martoriata, nel nostro Pese, da continui tagli &#8211; sono caduti nel vuoto.</p>
<p>La <strong>Chiesa cattolica</strong>, per contro, investe molto sul piano pubblicitario dando a intendere che la quota a lei destinata verrà elargita ai poveri e alle popolazioni del terzo mondo. In realtà <strong>solo il 20% viene devoluto a ‘opere di bene’</strong> (circa il 12% in Italia e l’8% all’estero), <strong>mentre il resto va a sostentamento del clero, delle parrocchie e dei luoghi di culto</strong>.</p>
<p>A ciò che in ogni paese civile già sarebbe fonte di scandalo, si aggiunge la novità di quest’anno.</p>
<p>La ‘perdonanza’ del nostro presidente del Consiglio per il presunto scambio sesso-favori con prostitute di lusso e veline – che l’incauto direttore del Giornale ha fatto saltare ad agosto &#8211; passerà dalle tasche di tutti i contribuenti.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cronachelaiche.it/tag/cecilia-calamani/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></a></p>
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		<title>Stato e religioni, le Intese mancate</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/11/stato-e-religioni-le-intese-mancate/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/religioni400-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il cosiddetto “ordine concordatario” si regge su due gambe: il Concordato con la Chiesa cattolica, come revisionato nel 1984, che trova copertura nell’articolo 7 della Costituzione, e le Intese con le altre confessioni religiose, previste dall’articolo 8 della Carta. È evidente che la prima gamba è più lunga e forte della seconda, sicché la politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-918" title="religioni400" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/religioni400.gif" alt="religioni400" width="255" height="255" />Il cosiddetto “ordine concordatario” si regge su due gambe: il <strong>Concordato con la Chiesa cattolica</strong>, come revisionato nel 1984, che trova copertura nell’articolo 7 della Costituzione, e le <strong>Intese</strong> con le altre confessioni religiose, previste dall’articolo 8 della Carta.</p>
<p>È evidente che la prima gamba è più lunga e forte della seconda, sicché la politica religiosa italiana non può che zoppicare vistosamente, ma talvolta quest’andamento claudicante diviene un vero e proprio saltellio su una gamba sola.</p>
<p>Fuori di metafora, in taluni frangenti la politica governativa nei confronti delle altre confessioni religiose, mai trattate alla pari della cattolica, diviene particolarmente discriminatoria.</p>
<p>Rientra in questa linea la “politica delle Intese” tenuta negli ultimi anni dai Governi italiani.</p>
<p>È sufficiente visitare il sito del Governo italiano per scoprire che vi sono sei Intese (o accordi di revisione di Intese) stipulate il 4 aprile 2007 e che non sono state ancora convertite in legge (Chiesa Apostolica in Italia, Unione Buddista Italiana, Unione Induista Italiana, Sacra Arcidiocesi d’Italia, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, Congregazione dei Testimoni di Geova), mentre le trattative con l’Istituto Buddista italiano Sokka Gakkai si sono aperte il 18 aprile 2001 e non sono mai andate avanti.</p>
<p>Qualunque cosa si pensi dell’ordine concordatario – e vi assicuro che il sottoscritto ne pensa malissimo &#8211; esso è iscritto nell’ordine costituzionale e va rispettato.</p>
<p>In uno Stato senza Concordato, la mancanza di Intese non sarebbe dannosa per le altre confessioni religiose, ma in Italia, purtroppo, le Intese sono il solo strumento per garantirne l’eguaglianza nei loro rapporti con lo Stato.</p>
<p>Si consideri solo che in mancanza di un’Intesa i fedeli induisti o i Testimoni di Geova o gli ortodossi non possono decidere la devoluzione alle proprie istituzioni religiose dell’8 per mille dell’IRPEF, che così viene spartito fra gli altri soggetti.</p>
<p>Con ciò stesso è anche evidente chi remi contro la ratifica delle Intese o la stipula di nuove, tanto da spingere le varie confessioni di minoranza a costituire una <strong>Coalizione per le Intese Religiose</strong>, con il supporto dei Valdesi, per spingere gli organi politici a deliberare.</p>
<p>La cosa più grave è che questo avviene per inerzia governativa. Il Governo, infatti, non ha neanche presentato in Parlamento i disegni di legge per la ratifica degli accordi già firmati.</p>
<p>Se è vero che non può configurarsi per il Parlamento un obbligo giuridico a ratificare le Intese stipulate dal Governo, è invece sostenibile che esista per quest’ultimo un obbligo a sottoporre alle Camere gli accordi raggiunti e formalizzati, e non solo per garantire “l’eguale libertà” delle confessioni religiose, ma anche per consentire al Parlamento il sindacato sull’attività dell’Esecutivo.</p>
<p>La condotta del Governo lede quindi l’eguaglianza delle confessioni religiose e il rapporto di collaborazione con il Parlamento.</p>
<p>Che Bel Paese!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rotative cattoliche (e contributi statali)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2009/10/rotative-cattoliche-e-contributi-statali/><img src=http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/rotative.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Risuona ancora alto il grido di dolore del cardinale Angelo Bagnasco: secondo il presidente della CEI i mezzi di informazione italiani manipolerebbero consapevolmente le parole del papa. Il presule si chiedeva, nella sua prolusione di fronte al Consiglio episcopale permanente (21 settembre 2009), “se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/rotative.gif" alt="rotative" width="164" height="168" />Risuona ancora alto il grido di dolore del <strong>cardinale Angelo Bagnasco</strong>: secondo il presidente della CEI i mezzi di informazione italiani manipolerebbero consapevolmente le parole del papa. Il presule si chiedeva, nella sua prolusione di fronte al Consiglio episcopale permanente (21 settembre 2009), “<em>se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non si stia facendo strada un anticlericalismo interessato a nascondere il vero volto della Chiesa e a distorcere il significato del suo messaggio, così che esso risuoni incoerente o anacronistico</em>”.<br />
<span id="more-171"></span><br />
Ciò avverrebbe soprattutto a proposito delle questioni etiche o su “<em>quanto è riconducibile in un modo o nell’altro all’esercizio della sessualità</em>”: è lì che la posizione della Chiesa verrebbe ridotta sostanzialmente ad una serie di no. Una critica ideologica preconcetta, portata avanti da fantomatiche “<em>componenti elitarie della nostra cultura</em>”, sarebbe quindi alla base di un chiaro <strong>orientamento anticlericale</strong> (sic!) del sistema italiano della comunicazione di massa.</p>
<p>Ora, non è chiaro quali reti televisive frequenti l’arcivescovo di Genova o quali organi di stampa consulti. Non sembra davvero che i media del Belpaese difettino di solerzia nel raccogliere e rilanciare qualsivoglia esternazione del Papa o di organismi al Vaticano riconducibili: basterebbe ricordare &#8211; tra le tante e le più recenti &#8211; la singolare affermazione a proposito della <strong>sentenza del Tar del Lazio</strong> (luglio 2009) e della conseguente polemica estiva sull’esclusione degli insegnanti di religione dagli scrutini finali. Abbiamo avuto la ventura di essere informati che tal <strong>monsignor Diego Coletti</strong>, presidente della Commissione episcopale per l&#8217;educazione cattolica scatenò nell’occasione fuoco e fiamme parlando di &#8220;<em>sentenza pretestuosa</em>&#8220;, indice certo di &#8220;<em>bieco illuminismo</em>&#8220;.</p>
<p><img class="alignright" src="http://cronachelaiche.blog.kataweb.it/files/2009/10/ottopermille.jpg" alt="ottopermille" width="337" height="276" />Ma i nostri mezzi di informazione non ci hanno fatto mancare neanche, che so, l’invettiva contro Harry Potter, che indurrebbe al satanismo e allontanerebbe dalla fede in Dio; autore di queste impareggiabili sciocchezze il sacerdote italiano <strong>Francesco Bamonte</strong>, noto esorcista, tra i principali relatori nel 3° Congresso nazionale degli esorcisti, per l’appunto, di Città del Messico (luglio 2007).</p>
<p>Del resto, non è che alla Chiesa mancherebbero i mezzi per formare la pubblica opinione: il sito del Governo italiano ha da poco pubblicato l’elenco dei contributi statali destinati, in base alla legge 250/90, ai mezzi di informazione periodica di proprietà di cooperative, enti morali, fondazioni ecc.<br />
Pensate che nel 2003 lo Stato italiano aveva distribuito circa <strong>due milioni di euro</strong> di contibuti ai periodici di cui sopra, ai sensi della legge sull’editoria. Le testate percettrici di contributi diretti risultavano 386; di queste <strong>106 erano le pubblicazioni riconducibili a organismi religiosi e simili</strong>. Nell’elenco dei beneficiari abbondavano, naturalmente, le testate cattoliche: si contavano sulla punta delle dita di una sola mano quelli editi da organizzazioni non cattoliche come l’Istituto Buddista o non religiose come l’ANMIL (Associazione dei Mutilati e Invalidi del Lavoro) e la Federazione Orticoltori. Anche in questo caso la Chiesa non si è tirata indietro, rastrellando decine di milioni, incassando contributi persino per i giornalini delle parrocchie.</p>
<p>La sola <strong>Periodici San Paolo</strong>, in particolare, sommava con sei testate una cifra superiore al miliardo delle vecchie lire: <strong>Famiglia Cristiana</strong> (210 mila euro), <strong>Il Giornalino</strong> (210 mila), <strong>Jesus</strong> (49 mila), <strong>Vita Pastorale</strong> (34 mila), <strong>Famiglia Oggi</strong> (5 mila) e <strong>Letture</strong> (5 mila).<br />
Nel 2004 le testate di cui si diceva passeranno da 106 a 115, <strong>per una contribuzione complessiva di 3 milioni 674 mila euro</strong>.</p>
<p>Nel 2008 degli 8 milioni di euro stanziati dal Governo (per la precisione 8.253.656) <strong>circa 5 milioni e mezzo</strong> (5.592.670,80 ovvero il 67,7%)” <strong>sono andati alla stampa cattolica</strong>.<br />
Ingenuamente ci chiediamo (e, perché no? chiediamo al cardinal Bagnasco): ma non sono sufficienti l&#8217;otto per mille e l&#8217;esenzione degli immobili religiosi dall&#8217;ICI?</p>
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