Scuola 2009: Ora di religione e finanziamenti alle paritarie
Gennaio
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno (Pdl) definisce il gruppo di fisici de ‘La Sapienza’ che si è opposto al discorso del Papa per l’inaugurazione dell’anno accademico “trecento piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci”.
Febbraio
Franco Coppoli, insegnante di Terni, viene sospeso dal servizio per un mese dal CNPI (Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione) per aver rimosso il crocifisso in classe all’inizio delle proprie lezioni, riappendendolo alla fine.
Il Comune di Milano assume senza concorso pubblico 46 educatrici segnalate dalla Curia.
Marzo
Laura Marsilio (Pdl), assessore alle politiche educative del Comune di Roma, modifica i menù delle scuole capitoline affinché recepiscano le regole alimentari cattoliche: niente carne il venerdì per tutti gli studenti romani, cattolici e non, in periodo quaresimale.
Il Comune di Bologna delibera lo stanziamento di 3 milioni di euro per il triennio 2008-2010 alle scuole private, in grandissima parte cattoliche.
Aprile
L’onorevole Emanuela Ghizzoni, Pd, presenta un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini sui tagli al personale previsti per la scuola pubblica che porteranno all’impossibilità per gli studenti di usufruire dell’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica.
Al Liceo classico Beccaria di Milano viene ritirato il giornalino degli studenti, perché “offenderebbe il Papa“.
Benedetto XVI afferma che l’insegnamento della religione cattolica è un “atto di positiva laicità“.
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, chiede al Governo il ”pieno riconoscimento” dell’insegnamento dell’ora di religione cattolica, ”con il superamento di alcune residue e contraddittorie limitazioni”.
Maggio
Alberto Marani, docente di matematica e fisica a Cesena, viene sospeso per due mesi dal servizio per aver diffuso nelle sue classi un questionario sull’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica.
Giugno
Il consiglio della Provincia di Roma approva una mozione che prevede l’installazione nelle scuole superiori di distributori automatici di profilattici.
A Verona una scuola privata chiede il certificato di battesimo per ammettere gli studenti.
Luglio
Il TAR del Lazio nega – con la sentenza 7076 – che la frequenza dell’ora di religione possa concorrere alla formazione del credito formativo. “L’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione”. Insorge la Cei. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si affetta a varare il ‘Regolamento sulla valutazione degli alunni’ divenuto a tutti gli effetti legge (decreto 122 del presidente della Repubblica) per far rientrare il pista gli insegnanti di religione.
Settembre
Un gruppo di politici Pd-Pdl propone l’insegnamento della religione islamica a scuola.
Mariastella Gelmini dichiara a Radio anch’io che non è corretto far diventare l’ora di religione “ un’ora in cui si insegnano in maniera paritetica le altre religioni. Non succede nei paesi musulmani e non capisco perchè dovremmo rinunciare noi a quello che ha condizionato fortemente la nostra cultura“.
Il Cardinale Carlo Caffarra, in occasione del Materna Day a Bologna, batte cassa per la scuola cattolica: “Servono soldi, altrimenti la libera scelta si limita a una dichiarazione di principio”
La Curia di Bologna minaccia azioni legali contro il Liceo Fermi a causa della collocazione all’ultima ora dell’insegnamento della religione cattolica
Ottobre
Il ministro Mariastella Gelmini richiede il parere del Consiglio di Stato sulla valutazione dell’ora di religione: “Il voto in religione oggi non c’è. Ancora esiste un giudizio. Il nostro intendimento è quello di chiedere un parere al Consiglio di Stato per evitare contenziosi, ma la mia opinione è che essendo passati dai giudizi ai voti in tutte le materie questo debba valere anche per l’insegnamento della religione“.
Novembre
La Corte europea dei diritti dell’uomo accoglie il ricorso presentato da una cittadina italiana di origine finlandese, Soile Lautsi Albertin, e invita l’Italia a rimuovere i crocifissi dalle aule di scuola. La Corte «non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana“.
In provincia di Treviso, il preside di un istituto non autorizza la partecipazione degli studenti alla messa organizzata per la commemorazione del 4 novembre. La vicenda scatena un attacco de Il Giornale, organo di stampa della famiglia Berlusconi.
Dicembre
Il Pdl propone una legge per punire chi toglie il crocifisso dalle aule scolastiche.
Varie amministrazioni comunali, soprattutto quelle guidate dalla Lega, istituiscono multe per chi toglie il crocifisso.
Con una telefonata al presidente del Consiglio e una al ministro dell’Economia, il cardinale Angelo Bagnasco ottiene il reinserimento nella Finanziaria del finanziamento di 130 milioni di euro per le scuole paritarie che lo stesso ministro aveva precedentemente stralciato.
In provincia di Mantova il coro parrocchiale di Natale, diretto dal vicesindaco leghista del paese, è aperto solo ai bambini che frequentano l’asilo delle suore. Quelli che frequentano la scuola comunale sono esclusi perché, come dichiara il vicesindaco, “Chi va alla scuola comunale fa una scelta ideologica“.
Lombardia: esce il Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata elaborato dal Gruppo regionale di Rifondazione Comunista. Attraverso il meccanismo dei ‘buoni scuola’, erogati direttamente dalla Regione alle famiglie, nell’anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l’80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi.







































