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Pedofilia 2009, la Chiesa continua a tacere

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pedofilia1Gennaio
L’Espresso pubblica un articolo, a firma di Paolo Tessandri, dal titolo “Noi vittime dei preti pedofili”. Decine di ragazzi sordi di un istituto di Verona denunciano di essere stati violentati dai preti dell’Istituto. Le violenze sono andate avanti per trent’anni, fino al 1984.

Marzo
Il Vescovo irlandese John Magee, segretario privato di ben tre papi tra cui Giovanni Paolo II, è costretto a dimettersi perchè travolto da un’inchiesta su presunti casi di pedofilia nella sua diocesi.

Don Ruggero Conti, il sacerdote cattolico scelto dal sindaco Alemanno come garante del suo programma elettorale, viene accusato di abusi sessuali su minori.

Ottobre
Sotto accusa per i numerosi casi di pedofilia nel clero, Silvano Tomasi, arcivescovo e Osservatore permanente all’Ufficio delle Nazioni Unite,  in una riunione del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, così risponde: “Non si può parlare di pedofilia, solo di omosessuali attratti da adolescenti. Di tutti i preti implicati in casi di questo tipo, l’80-90% di essi appartengono alla minoranza sessuale che pratica la efebofilia, vale a dire che intrattengono relazioni sessuali con ragazzini dagli 11 ai 17 anni”.

Novembre
La Commissione di inchiesta sull’arcidiocesi di Dublino, guidata dal magistrato Yvonne Murphy, accusa il Vaticano di aver ignorato i numerosi casi di pedofilia segnalati dalla stessa arcidiocesi nel 2006. Gli abusi, che sarebbero stati perpetrati dal 1975 al 2004 da 46 sacerdoti, furono anche coperti da quattro arcivescovi irlandesi, che tacquero per non infangare la reputazione della Chiesa.

Don Roberto Berti, ex parroco della Curia di Firenze, viene condannato per pedofilia dalla Congregazione della dottrina della fede.
La sentenza giudica il parroco colpevole di “molestie sessuali e psicologiche su minori” e prevede per lui “la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi di Firenze per un percorso di recupero spirituale e psicoterapeutico”. Nessuna iniziativa da parte della giustizia italiana.