Manifesto
Laico, dal greco ‘Laikós’, vuol dire letteralmente ‘del popolo’ (da ‘Laós’, popolo), ed è questo il significato al quale si ispira il nostro lavoro. La laicità non è altro che un metodo per far convivere tutte le ideologie, un contenitore in cui possano convergere, senza essere calpestati, i diritti di tutti nell’assoluto rispetto di quelli degli altri. Che poi si creda in un dio o no, diventa un particolare ininfluente. L’importante è essere consapevoli che non esiste una verità assoluta nella quale tutti gli uomini si debbano necessariamente rispecchiare o, peggio ancora, alla quale si debbano assoggettare, perché ogni presunta verità ha la stessa dignità delle altre.
E’ proprio per questo che la laicità, antitesi del dogmatismo, porta con sé come diretti corollari la libertà, in quanto base imprescindibile affinché ognuno possa decidere della propria vita; il rispetto verso visioni della vita diverse; l’uguaglianza di tutti gli uomini e le donne sul fronte dei diritti a prescindere da razza, orientamento sessuale, religione.
Principi basilari, ampiamente contenuti nella nostra carta costituzionale, che qualcuno considererà ormai acquisiti. Purtroppo non è così e la legislazione vigente (o assente) nel nostro Paese, se confrontata con quella delle altre grandi democrazie occidentali, lo dimostra senza possibilità di equivoco.
In quest’ottica, l’informazione assume un ruolo centrale. Non esiste una reale libertà se manca una corretta informazione. Sappiamo bene che ogni regime totalitario si impadronisce in primo luogo dell’informazione. Chi non conosce un fatto non può crearsi un’opinione, mentre chi lo acquisisce distorto avrà un’opinione condizionata dalla errata informazione che ha ricevuto. Nell’uno e nell’altro caso, non sarà mai una persona libera di giudicare e dunque di scegliere.
“Nulla è più pericoloso di un’idea, quando è l’unica che abbiamo” (Émile-Auguste Chartier).
Ecco, noi vorremmo combattere questo pericolo, mai così incombente dal dopoguerra ad oggi, e cercare di far sì che le idee crescano, si moltiplichino e convivano, libere dal pregiudizio e da ogni possibile forzatura dogmatica.
La Direzione







































