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	<title>Cronache Laiche</title>
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	<description>Nessuno puo&#039; essere libero se costretto ad essere simile agli altri</description>
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		<title>A Roma il primo distributore ‘scolastico’ di profilattici</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 06:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/a-roma-il-primo-distributore-%e2%80%98scolastico%e2%80%99-di-profilattici/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/preservativo-300x228-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il liceo scientifico di Roma Keplero ospiterà, a partire da venerdì 12 marzo, macchinette per la distribuzione automatica di profilattici. I distributori saranno installati nei bagni maschili e femminili e dispenseranno i preservativi a prezzi ‘studenteschi’: due euro per una confezione da tre, meno della metà del prezzo di farmacia.
Parte così, nella prima scuola italiana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3735" title="preservativo-300x228" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/preservativo-300x228.jpg" alt="preservativo-300x228" width="300" height="228" />Il liceo scientifico di Roma Keplero ospiterà, a partire da venerdì 12 marzo, macchinette per la distribuzione automatica di profilattici. I <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_marzo_10/condom-liceo-roma-reazioni-1602629374209.shtml" target="_blank">distributori</a> saranno installati nei bagni maschili e femminili e dispenseranno i preservativi a prezzi ‘studenteschi’: <strong>due euro per una confezione da tre, meno della metà del prezzo di farmacia</strong>.</p>
<p>Parte così, nella prima scuola italiana, un’iniziativa che ha preso piede dalla mozione approvata nel giugno scorso dalla Provincia di Roma e sostenuta in tutta Italia dalla comunità di studenti ScuolaZoo.com. Ma è il Consiglio di Istituto del liceo che ha deciso autonomamente, e senza finanziamenti provinciali, di installare i distributori. Contemporaneamente alla installazione, è previsto un seminario tenuto dalla <em>Lega italiana per la lotta all’Aids</em> che illustrerà ai ragazzi i comportamenti sessualmente corretti per evitare il rischio di contagio.</p>
<p>Al di là del plauso degli studenti, contenti di risparmiare e di evitare l’imbarazzo dell’acquisto in farmacia, è importante sottolineare che questa iniziativa mette in prima linea la scuola nell’affrontare l’educazione dei ragazzi a una sessualità sicura e responsabile.</p>
<p>Ma, puntuale come solo quando si parla di sesso la Chiesa sa essere, arriva l’anatema cattolico per bocca del cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che conferma il suo “<em>No alla banalizzazione della sessualità</em>”, in linea con quanto già affermato nel giugno scorso, quando la Provincia di Roma approvò la delibera. Ma d’altronde, è bene ricordare che fu proprio Benedetto XVI a esortare i popoli africani, colpiti in maggior modo dalla diffusione dell’Aids, a non usare i preservativi “<em><strong>che, anzi, aumentano i problemi</strong></em>“. Cosa aspettarsi quindi da una istituzione, la Chiesa, che condanna apertamente a morte intere generazioni vietando loro di utilizzare l’unico mezzo ad oggi scientificamente riconosciuto per limitare la diffusione  del virus?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>E mentre la Chiesa parla di ‘<em>scorciatoie</em>’ e di ‘<em>seria preoccupazione delle famiglie cattoliche per l’educazione dei loro figli</em><strong>’, </strong>Vincenzo Gentile, presidente della <em>Sia </em>(Societá italiana di andrologia), sottolinea che il sesso senza protezione, soprattutto tra i giovanissimi, non è solo un problema di prevenzione dell’Aids o di rischio di gravidanze indesiderate: “<em>In media la prima volta in Italia è a 16 anni, ma c&#8217;è chi inizia a scoprire il sesso anche a 12-13. Inoltre le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento, specie fra i giovanissimi. Nel nostro Paese si verificano 1 milione 200 mila uretriti l&#8217;anno, infezioni come la gonorrea sono in crescita anche fra gli adolescenti, e il papillomavirus, insieme a clamidia e micoplasma, minaccia la salute di ragazzi e ragazze. I rapporti non protetti sono inoltre un rischio anche per la fertilitá futura</em>”.</p>
<p>Quale luogo migliore se non la scuola per affrontare con serietà e competenza scientifica il problema di una corretta educazione sessuale degli adolescenti e per incentivare, attraverso prezzi abbordabili per i ragazzi, l&#8217;uso dell&#8217;unico sitema che può proteggere la loro salute?</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Nuova Zelanda, Global gossip</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 05:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/global-gossip/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/bandiera_nuova_zelanda-300x149.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il vescovo ausiliario di Auckland (Nuova Zelanda) ha scritto sul quotidiano di Christchurch, &#8220;The Sun&#8221;, che in una società democratica è sorprendente che si voglia impedire agli atei di esporre le proprie posizioni e che le religioni devono dimostrare la validità delle loro convinzioni senza pretendere che gli Stati proteggano i loro privilegi.
Un discorso così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3749" title="bandiera_nuova_zelanda" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/bandiera_nuova_zelanda-300x149.jpg" alt="bandiera_nuova_zelanda" width="300" height="149" />Il vescovo ausiliario di Auckland (Nuova Zelanda) ha scritto sul quotidiano di Christchurch, &#8220;The Sun&#8221;, che in una società democratica è sorprendente che si voglia impedire agli atei di esporre le proprie posizioni e che le religioni devono dimostrare la validità delle loro convinzioni senza pretendere che gli Stati proteggano i loro privilegi.</p>
<p>Un discorso così laico è reso possibile dal fatto che la Chiesa Anglicana è assai più avanzata di quella Cattolica. Ma il vero motivo che ha indotto il religioso a fare questa riflessione sta nella considerazione che le numerose etnie che compongono la società neozelandese si sono amalgamate in modo così perfetto che nessuna pretende di imporsi sulle altre, le guarda con rispetto e riconosce loro i suoi stessi diritti.</p>
<p>La piacevole conseguenza di questo stato di fatto è che sono sparite le tensioni, la società è diventata pienamente laica e democratica, il benessere si è ampiamente diffuso e il Paese, grazie al superamento dell&#8217;esigenza di invocare la protezione di qualche divinità e della paura del diverso, si sta avviando all&#8217;agnosticismo collettivo.</p>
<p>Un popolo che ama la Natura e lo Sport è capace di provvedere ampiamente a se stesso, in quanto non ha bisogno di entità immaginarie, come divinità alle quali rivolgersi per aiuto o nemici contro cui scagliarsi per dimostrare a se stesso di essere coraggioso e invincibile.</p>
<p>Questo desiderio irreprimibile di liberarsi di fantasmi del passato l&#8217;ho trovato espresso in una insegna, &#8220;Global Gossip&#8221;, che campeggiava in uno degli innumerevoli villaggi turistici che sorgono come funghi lungo le coste di questo Paese di cui non ho visto l&#8217;uguale.</p>
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		<title>La madre dei cretini</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/la-madre-dei-cretini/><img src=http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2010/03/gemelli-kaczynski.jpg?w=124&amp;h=124 class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dopo la vicenda sconcertante del concerto di Madonna a rischio perchè coincidente con la festività del corpus domini, la Polonia torna a far parlare, tristemente purtroppo, le cronache. Accade con una campagna anti-abortista che dovrebbe convincere le donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- IF YOU'RE GOING TO USE GOOGLE ADS, THIS IS A GOOD PLACE TO PUT THEM --></p>
<div>
<p><img class="alignleft" style="margin: 4px;" title="Gemelli Kaczynski" src="http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2010/03/gemelli-kaczynski.jpg?w=124&amp;h=124" alt="" width="124" height="124" />Dopo la vicenda sconcertante del concerto di Madonna a rischio perchè coincidente con la festività del corpus domini, la Polonia torna a far parlare, tristemente purtroppo, le cronache. Accade con una campagna anti-abortista che dovrebbe convincere le donne della città di Poznan a rinunciare a questo (l’aborto), secondo gli apologeti dell’iniziativa, &#8220;diabolico espediente&#8221;. Certamente i grafici chiamati a sostanziare l’idea non hanno brillato per originalità, causando alla crociata un, si spera, meritatissimo fiasco.</p>
<p>L’idea di riesumare, infatti, la legge nazista del 1943 che consentiva l’interruzione di gravidanza alle donne polacche con motivazioni puramente razziste ha provocato, immediatamente, un coro di polemiche indignate,pur in un paese che nasconde dentro di sè pericolose pulsioni e fobie periodicamente vellicate da demagoghi senza scrupoli come i famigerati fratelli Kaczynski o il “boss” di radio Maryia, Rydzyk.</p>
<p>L’immagine truce del dittatore tedesco assimilato ad i difensori della libertà di scelta femminile è veramente troppo grottesca e mistificatoria per riuscire a far breccia, sopratutto per il pesantissimo tributo di sangue che la popolazione polacca pagò a seguito dell’occupazione nazista.</p>
<p>Paragonare la fine di un feto alle fucilazioni e ai campi di sterminio potrebbe rivelarsi come un boomerang formidabile in grado di tacitare per qualche tempo i seminatori d’odio, corifei di istanze reazionarie fuori tempo massimo.</p>
<p>E,lasciati al loro destino questi cialtroni vien da pensare che qualche zelota non manca nemmeno dalle nostre parti.</p>
<p>Chi non si ricorda, infatti, dell’estemporanea provocazione di un noto politico emiliano “moderato” il quale, ai tempi dei referendum contro l’infame legge 40, si permise di accostare gli elettori che sarebbero andati a votare per l’abrogazione della stessa alle camicie brune degli anni ‘30? Questo a sottolineare come l’esercizio del buon senso è soverchiamente  faticoso per taluni, a prescindere dal passaporto.</p></div>
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		<title>Scuola, i genitori di Mestre annunciano lo sciopero dall&#8217;ora di religione</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura ed educazione]]></category>
		<category><![CDATA[comitato genitori per l'ora di alternativa]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/scuola-i-genitori-di-mestre-annunciano-lo-sciopero-dallora-di-religione/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/oggi-sciopero2-150x150.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Che l’ora alternativa a quella di insegnamento della religione cattolica sia un diritto degli studenti, non è noto a tutti. Molti cittadini, infatti, mantengono la concezione precedente alla revisione concordataria del 1984, quando chi non voleva usufruire dell’ora di religione poteva essere ‘esonerato’, al pari degli studenti che, per motivi di salute, dovevano rinunciare alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3720" title="oggi-sciopero2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/oggi-sciopero2.gif" alt="oggi-sciopero2" width="297" height="297" />Che l’ora alternativa a quella di insegnamento della religione cattolica sia un diritto degli studenti, non è noto a tutti. Molti cittadini, infatti, mantengono la concezione precedente alla revisione concordataria del 1984, quando chi non voleva usufruire dell’ora di religione poteva essere ‘esonerato’, al pari degli studenti che, per motivi di salute, dovevano rinunciare alle ore di educazione fisica.</p>
<p>Da 26 anni l’ora di religione – almeno sulla carta &#8211; è un’ora facoltativa, il che significa che gli studenti possono avvalersene oppure no, cosa ben diversa da un eventuale esonero. I non avvalentisi “<strong><em>hanno il diritto di scegliere</em></strong><em> </em><em>tra le attività didattiche e formative</em><em> ed una pluralità di opportunità qualificabili come studio o attività individuali da svolgersi con l’assistenza di docenti a ciò appositamente incaricati e nell’ambito dei locali scolastici</em>” (circolare ministeriale 316 del 1987).</p>
<p>Ma ‘<strong>diritto</strong>’ è una parola che nel nostro Paese assume sempre più un significato vago, elastico, interpretabile. Tant’è che sono pochissime le scuole di ogni ordine e grado che garantiscono una <em>&#8216;attività didattica e formativa</em>&#8216; in alternativa all’ora di religione. Finora, a parte le proteste sparute di pochi gruppi o associazioni di cittadini, il disinteresse sulla questione ha regnato sovrano. Non è certo un problema dei cattolici, i cui figli frequentano le ore di religione, e anche i non credenti, alzando le spalle, spesso si adeguano all’ennesimo sopruso, veder razzolare i propri figli per i corridoi.</p>
<p>Per questo, la <strong><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/6-marzo-2010/sciopero-dell-ora-religione-nessun-iscritto-protesta-1602605672503.shtml" target="_blank">protesta partita nei giorni scorsi a Mestre</a></strong> ci ha colti di sorpresa. I genitori cattolici del circolo didattico Tintoretto, a sostegno dei genitori non credenti, hanno lanciato una sorta di sciopero: minacciano di non far più avvalere i loro figli dell’ora di religione se non verrà istituita un’attività alternativa per i bambini non, o diversamente, credenti. La protesta sta dilagando in tutta la provincia di Venezia, tanto che è già nato il “<em>Comitato genitori per l&#8217;ora di alternativa</em>” (<a href="mailto:oradialternativa@gmail.it">oradialternativa@gmail.it</a>) con lo scopo di effettuare un monitoraggio delle scuole e rappresentare così le istanze delle famiglie che non si avvalgono dell’insegnamento religioso.</p>
<p>La protesta veneziana, che ci auguriamo si estenda in tutta Italia, sostiene un principio elementare: <strong>negare un diritto, qualsiasi esso sia, è un danno per le collettività</strong>. E, ancor peggio, legare un diritto all’orientamento religioso non ripara nessuno da possibili prevaricazioni, cattolici compresi.</p>
<p>Ciò per cui si battono i genitori, credenti e non, del circolo Tintoretto, non è altro che<strong> il principio di  laicità dello Stato</strong>, quell’unico contenitore possibile che raccoglie e rispetta i diritti e le scelte personali di tutti i cittadini.</p>
<p>Molta la strada da fare per combattere un insegnamento che per la sua sola esistenza discrimina gli studenti (per il credito formativo derivante dalla frequenza, di cui gli altri non usufruiscono), gli insegnanti delle altre discipline (i docenti di religione ai quali non viene rinnovato l’incarico dalla Curia possono accedere ad altre cattedre senza aver superato il concorso di abilitazione statale) e i cittadini (gli insegnanti di religione vengono pagati dallo Stato italiano con le tasse di tutti, cattolici e non).</p>
<p>La protesta di Mestre apre finalmente uno spiraglio a un’idea di giustizia e di diritto, primo passo di un percorso lungo ma doveroso in uno Stato laico che, per dettami costituzionali, deve garantire parità e diritti a tutti i cittadini e a tutte le confessioni religiose.</p>
<p>Il nostro, invece, non solo destìna ingenti somme per l’insegnamento di una sola religione e senza garantire un’alternativa di pari dignità ma, nel contempo, <strong>continua a tagliare i fondi per l’insegnamento delle discipline curriculari</strong>. La riforma delle scuole superiori, che grazie alla ministra Gelmini prenderà il via con il prossimo anno scolastico, ne è un fulgido esempio. Il monte ore di lezione per i nostri studenti diminuirà; studieranno meno italiano, latino, inglese, matematica, scienze, arte… ma della religione cattolica – un insegnamento facoltativo, discriminatorio e dispendioso – proprio non si potrà fare a meno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti i colori del giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 16:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/tutti-i-colori-del-giorno/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/sassolungo-piatto-300x225.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>II rosso, il bianco, l&#8217;azzurro. E poi il rosso sul bianco e ancora tanto bianco; ancora tanto azzurro. Lo sguardo spaziava in alto per cercare disperatamente lassù qualche appiglio, un aiuto. Ma non c&#8217;era niente a cui appigliarsi, tranne l&#8217;azzurro profondo e schietto del cielo che stava là immobile e assente a guardarlo. Il bianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3712" title="sassolungo piatto" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/sassolungo-piatto-300x225.jpg" alt="sassolungo piatto" width="300" height="225" />II rosso, il bianco, l&#8217;azzurro. E poi il rosso sul bianco e ancora tanto bianco; ancora tanto azzurro. Lo sguardo spaziava in alto per cercare disperatamente lassù qualche appiglio, un aiuto. Ma non c&#8217;era niente a cui appigliarsi, tranne l&#8217;azzurro profondo e schietto del cielo che stava là immobile e assente a guardarlo. Il bianco freddo gli dava una piacevole sensazione a contatto col calore del rosso; tuttavia il bianco freddo paralizzava quasi completamente molte parti del corpo. Pensò che i colori erano una splendida creazione della natura e che il nostro occhio percepiva tramite essi il multiforme e variopinto aspetto della realtà delle cose in tutta la loro bellezza.</p>
<p>Ora non sentiva più freddo e la mente era più lucida: riusciva a ragionare con chiarezza. I colori avevano un nome, splendido e orribile al contempo. Il bianco lo aveva quasi sempre lasciato indifferente, colore anonimo; forse leggermente positivo, ma senza dubbio anonimo. Il rosso, colore caldo, era il simbolo della forza, del vigore, della vitalità e per ciò stesso fra i più apprezzati. L&#8217;azzurro era il colore della limpidezza, della trasparenza, molto di più di quanto non lo fosse il bianco. Ragionava con insospettabile lucidità, dopo tutto.</p>
<p>Cacciò un urlo straziante con inaudita violenza, tanto che, se fosse stato udito, avrebbe fatto pensare piuttosto a qualche bestia immonda. Si sentiva meglio poiché in quell&#8217;urlo aveva condensato tutta la sua rabbia, e non solo la sua sofferenza. Le cose ingiuste e quelle giuste nella vita: quali erano? Forse era più facile elencare quelle ingiuste, e allora come non includere quella maledetta guerra, tutte le maledette guerre fra le cose ingiuste?</p>
<p>La marea informe di bianco lo circondava e lo stringeva senza dargli tregua. Il rosso, lento e inesorabile, si faceva strada sul bianco. L&#8217;azzurro tendeva al grigio. A pochi metri dalla sua mano una forma lunga metallica, familiare ed intima come il caminetto di casa sua, fors&#8217;anche più. Più in là un sacco semivuoto e abbandonato a se stesso, lontano, disperatamente, più di tre metri. Nel sacco era la sussistenza, la vita, l&#8217;unico modo per vedere e apprezzare ancora quei colori. Ma come arrivare al sacco? Maledetta, stramaledetta guerra.</p>
<p>Il rosso, predominante, mano a mano aveva investito e soffocato parte del bianco intorno. Sopra, il grigio era di nuovo azzurro. Provò con uno sforzo ad alzarsi, ma dovette desistere quasi subito; eppure doveva avvicinarsi in qualche modo al sacco se voleva uscire. Riuscì a concentrarsi decidendo di trascinarsi muovendo alternativamente braccia e gambe, ma, al contrario delle braccia, le gambe non rispondevano più. E poi c&#8217;erano quelle fitte lancinanti al fianco destro che non gli permettevano di spostarsi più di tanto. Passò un po&#8217; di neve sulla ferita, sperando in tal modo di fermare l&#8217;emorragia. L&#8217;azzurro di sopra era più azzurro che mai. Il rosso per qualche attimo si arrestò.</p>
<p>Chi poteva, sciocco, o maldestro, o incosciente, aver voluto tutto questo! Chi poteva essere tanto delirante, Dio o uomo? Forse entrambi? Con la mente lucida come non mai, trovava il tempo di fare questi ed altri ragionamenti. Poi perse conoscenza per qualche tempo, e fu allora che, planando lentamente, discese vicino a lui un corvo completamente nero, splendido a vedersi. Coi suoi grandi occhi l&#8217;uccello prese a fissarlo in modo impertinente e tuttavia dolce. Con fare maestoso spiccò di nuovo il volo e si mise a volteggiare alto su di lui descrivendo cerchi sempre più ampi. Infine si posò nuovamente presso il suo corpo disteso e sembrò ad un certo punto che dovesse quasi accucciarsi vicino a lui. In tutto quel gran freddo, il corvo si trovava bene a contatto col calore emanato da quell&#8217;uomo. Stette vicino a lui per ore ed ore fino a che l&#8217;uomo riprese i sensi e si accorse della sua presenza.</p>
<p>—  Come mai ti trovi in questa situazione? — chiese il corvo.</p>
<p>In un primo momento l&#8217;uomo rimase stupito, poi, ripresosi, rispose al corvo: — Non lo intuisci da te?</p>
<p>—  Forse hai lottato per procurati del cibo? — proseguì l&#8217;uccello.</p>
<p>—  No, senz&#8217;altro non è per questo.</p>
<p>—  Hai lottato per conquistare una femmina?</p>
<p>—  No neppure; sei lontano dalla verità.</p>
<p>—  Allora spiegami tu, poiché io non riesco a capire — riprese il corvo.</p>
<p>—  Non so se potrai comprendere perché tu sei una bestia.</p>
<p>—  Provati a spiegare ugualmente, ed io cercherò di capire.</p>
<p>—  Lotto per qualcosa che anch&#8217;io non comprendo bene. Senz&#8217;altro lo comprendono meglio di me gli altri a cui ubbidisco, ed è a loro che dovresti rivolgere questa domanda.</p>
<p>—  Ma come, lotti per qualcosa che non capisci?</p>
<p>Il nero, chiazza appariscente sul bianco informe e assolutamente immobile, si tinse un poco di rosso, ma non vi fece caso. L&#8217;azzurro tornò di nuovo grigio sino a che le nuvole sovrastarono completamente il blu, tanto da non lasciare neppure più uno squarcio di cielo sereno.</p>
<p>—  Allora, — insistette il corvo — non rispondi?</p>
<p>—  Non è che io non voglia risponderti, ma realmente non saprei che dirti. Vedi, noi uomini possediamo quasi tutti una cosa che viene chiamata &#8220;senso del dovere&#8221;. Io non ci ho mai creduto molto, eppure quando si è trattato di mettere alla prova questo senso del dovere, non ci ho pensato due volte e sono andato a combattere.</p>
<p>—  Sicché voi uomini in fondono uccidete anche se non lo volete. Il tuo ragionamento è troppo lontano dal mio pensiero.</p>
<p>—  Non è esattamente così, corvo. Vi sono anche degli uomini che uccidono perché vogliono uccidere.</p>
<p>—  Per essere un capobranco?</p>
<p>—  In un certo senso sì, ma non solo per questo: l&#8217;uomo possiede anche altre brutte qualità come l&#8217;egoismo, l&#8217;arrivismo, la sopraffazione.</p>
<p>— Ma tutto ciò in funzione di cosa? Della difesa della sua vita?</p>
<p>—  Non gli basta questo, l&#8217;uomo vuole ben altro.</p>
<p>—  E cos&#8217;altro può volere di più, dato che ho sentito dire che è l&#8217;essere più intelligente e versatile?</p>
<p>—  È inutile, corvo, non riusciresti a capire.</p>
<p>I piedi e le gambe dell&#8217;uomo erano quasi completamente congelati. Egli capì che doveva tentare di muoverli, ma quelle maledette fitte al fianco non gli permettevano di spostarsi granchè. Riunì tutte le sue forze e riuscì ad alzare il corpo da terra, quindi protese il busto verso le gambe e con le mani cercò di far fare agli arti inferiori alcuni movimenti. Quale sofferenza indicibile gli costò questo sforzo non è facile a raccontarsi. Piegò le gambe avanti e indietro con l&#8217;aiuto delle braccia. Le gambe non le sentiva più, era come se non ci fossero. Da principio, all&#8217;inizio della fase di congelamento, gli dolevano molto; poi, questo dolore era andato scemando progressivamente, per sparire infine del tutto. Il corvo nero lo fissava sempre più incuriosito ed attento. Sullo sfondo gli altissimi monti si tingevano di un rosa tenue e benevolo, vasta e meravigliosa cornice al piccolo accadimento. La calda vista dei raggi del sole, che declinava piano all&#8217;orizzonte, riuscì a rincuorarlo. La roccia nuda dei picchi, fonte pregnante di vita, era il modello perfetto di non so quale acquerello, mentre l&#8217;azzurro, fattosi ancora prepotentemente largo fra i nembi, imperava maestoso. Anche l&#8217;arancio del sole volle farsi notare disperatamente quelle ultime volte prima di sparire definitivamente. Era quello l&#8217;evento più temuto di tutti: se il sole andava via prima ancora ch&#8217;egli riuscisse a medicarsi e a ripararsi in qualche modo, era senz&#8217;altro finita.</p>
<p>— Dimmi, uomo, — riprese il corvo — vorrei sapere ancora da te se è vero allora che siete così intelligenti come dite. A me pare di no, visto come vi comportate. Dunque dimmi, dimmi come la pensi, ché sono molto interessato alla tua risposta.</p>
<p>Ma l&#8217;uomo non rispose. Allora il corvo saltò su di lui, si avvicinò al suo volto, si mise di fianco e con un solo occhio osservò attentamente la faccia dell&#8217;uomo, quindi balzò di nuovo a terra e vi stette per alcuni istanti, poi spiccò il volo veloce.</p>
<p>Tre quarti d&#8217;arancio coloravano l&#8217;orizzonte, due quarti di cielo erano sereni, un quarto, solo un quarto di vita restava all&#8217;uomo. Il rosso formava un rivolo netto e distinto per quasi due metri sul bianco. La figura giaceva inerte, senza colore alcuno. Poi, ancora bianco a non finire, disperatamente, fin dove arrivava lo sguardo.</p>
<p>Quando rinvenne era allo stremo. Si ricordò dello zaino che ad ogni costo doveva raggiungere, ma non c&#8217;era niente da fare poiché riusciva a spostare solo il tronco senza poter fare altrettanto con le gambe. Si accorse che trascinarsi con le braccia era pressoché impossibile perché non ce la facevano a portarsi appresso il peso del corpo, per cui c&#8217;era una sola cosa da fare: tentare di rotolarsi fino a raggiungere lo zaino. Anche questa fu impresa molto più ardua di quanto non si possa descrivere. Tuttavia infine riuscì ad afferrare il sacco e ne trasse delle bende con le quali poté a stento tamponare la ferita, quindi ne trasse un paio di coperte con le quali si coprì come meglio poteva. Poi tirò fuori delle gallette che masticò ed ingerì a fatica. Pensò di non avere più speranze ed attese ormai tranquillo di morire.</p>
<p>—  Ce n&#8217;è un altro là! — disse uno dei due uomini.</p>
<p>— Forse se la cava, — aggiunse l&#8217;altro — carichiamolo sulla barella.</p>
<p>Lo caricarono sulla barella e lo portarono via distrattamente. Era l&#8217;alba.</p>
<p>Aprì gli occhi lentamente e, mentre lo stavano trasportando, gli sembrò di intravedere in alto una figura familiare. Vide, altissimo nel cielo, il nero volteggiare sopra di lui, un nero che colorava tutto l&#8217;universo, un nero che era la emanazione profonda di Dio. Il corvo pian piano discese e si posò sulla barella. Recava in bocca un tozzo di pane, raccattato chissà dove, frutto di chissà quali indefesse, defatiganti ricerche durante tutta la notte, sforzo terribile e disperato, ma consapevole e deciso. Lo portò con infinita dolcezza alla bocca dell&#8217;uomo e aspettò che questi lo mangiasse tutto, rimanendo accanto a lui.</p>
<p>L&#8217;uomo guardò il nero, lo toccò e sorrise.</p>
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		<title>Il potere e la grazia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-potere-e-la-grazia/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/il-potere-e-la-grazia-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il 7 ottobre 2009 non fu un giorno qualunque per il Paese, poiché il Potere subì un affronto dalla Corte Costituzionale, “egemonizzata/ dominata dai Comunisti”, che, alle 18,05, stroncò il Lodo Alfano.
Tuttavia, la Grazia, per Sua natura soccorrevole, si materializzò subito, prendendo la molto autorevole forma del Cardinal Bertone, che attese impavido a palazzo Venezia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3663" title="il potere e la grazia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/il-potere-e-la-grazia.jpg" alt="il potere e la grazia" width="200" height="293" />Il 7 ottobre 2009 non fu un giorno qualunque per il Paese, poiché il Potere subì un affronto dalla Corte Costituzionale, “<em>egemonizzata/ dominata dai Comunisti</em>”, che, alle 18,05, stroncò il Lodo Alfano.<br />
Tuttavia, la Grazia, per Sua natura soccorrevole, si materializzò subito, prendendo la molto autorevole forma del Cardinal Bertone, che attese impavido a palazzo Venezia, nonostante il ritardo, il Presidente del Consiglio, per tagliare con Lui il nastro della mostra: “Il Potere e la Grazia”.</p>
<p>Così, il suddetto Presidente:<br />
“<em>Come un cane, ferito all&#8217;improvviso, con uno stile da pescivendolo (con tutto il rispetto) più che da uomo di Stato, va all&#8217;attacco di tutti: lo tsunami della vergogna passa attraverso l&#8217;etere, una valanga di falsità e di fango schizza dappertutto: contro il Presidente della Repubblica, contro i Giudici Costituzionali (anche contro quei due con i quali ha condiviso una irrituale cena, prima della sentenza?), contro una guardia del corpo più alta di lui, contro la stampa, contro la televisione, contro la luna che si permetteva di sogghignare. Una scena invereconda</em>” (<a href="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/10/il-protettore-del-padrino---lettera-aperta-al-cardinale-tarcisio-bertone-segretario-di-stato-vaticano---di-paolo-farinella.html" target="_blank">Don Paolo Farinella, Il protettore del padrino. Lettera aperta al card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano</a>).<br />
Cogliendo l&#8217;occasione, il suddetto Presidente, con la finezza, che lo contraddistingue, osservò che mancava un quadro: “&#8230; <em>quello di San Silvio da Arcore</em>” (ibidem).</p>
<p>Lo storico ed imprescindibile rapporto tra il Potere e la Grazia, in virtù della particolare natura della seconda, può assumere le forme più diverse, come dimostrano le infuocate cronache di questi giorni:</p>
<p><em><strong>Dov&#8217;erano nascosti i fondi neri, il bottino dell&#8217;imprenditore Anemone?</strong></em><br />
<em>In casa del prete, del suo direttore di coscienza don Evaldo Biasini, dietro un quadro sacro.</em><br />
<em><strong>E qual è l&#8217;altissima onorificenza del superfunzionario corrotto Angelo Balducci?</strong></em><br />
<em>Gentiluomo di Sua Santità.</em><br />
<em><strong>Dove cantava il giovane nigeriano Chinedu Thomas Eihem, prostituto e procacciatore di prostituti?</strong></em><br />
<em>Nel coro di San Pietro.</em><br />
<strong><em>Dove arriva la telefonata per concordare le prestazioni del cubano, dei due neri, del tedesco, del calciatore e del ballerino?</em></strong><br />
<em>Nel palazzo barocco, realizzato dal Borromini, della Propaganda Fide, e più precisamente nella residenza privata di Sua Eminenza il cardinale …</em><br />
<strong><em>Cosa risponde il pio Balducci quando gli propongono un incontro bollente?</em></strong><br />
<em>No. Alle 5 devo vedere Monsignor Paglia</em>.<br />
<strong>Ma subito ci ripensa:</strong><br />
<em>Possiamo anticipare. Io prima passerei da te e poi vado da Monsignor Paglia. Mezz&#8217;ora sola</em>.<br />
<strong><em>Monsignor Paglia, certamente ignaro di tutto, è un vescovo molto stimato, presidente della Commissione episcopale sull&#8217;ecumenismo: vicina sunt vitia virtutibus, i vizi sono vicini alle virtù. E dove lo raggiunge il prostituto per consumare?</em></strong><br />
<em>In seminario</em>.<br />
<strong><em>E da dove parte?</em></strong><br />
<em>Dal Pontificio collegio Pio Brasiliano</em> <em>che è la celebrata scuola per sacerdoti gesuiti </em>(<a href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1047&amp;Itemid=123" target="_blank">Merlo Francesco, Corruzione e devozione</a>,<em> La Repubblica</em>, domenica 7 marzo 2010).</p>
<p>Naturalmente, la Grazia autentica è quella che viene dispensata nel momento della disgrazia:<br />
“<em>Tra le voci più &#8216;alte&#8217;, nel senso vicine al Cielo, che si sono unite al coro di solidarietà a Guido Bertolaso &#8211; che ha sposato la nipote del cardinale Sergio Sebastiani, a capo degli Affari econominci della Santa Sede &#8211; … quella dell&#8217;arcivescovo de L&#8217;Aquila Giuseppe Molinari e dell&#8217;ausiliare monsignor Giovanni D&#8217;Ercole:<br />
&#8216;Esprimiamo piena solidarietà al sottosegretario dott. Guido Bertolaso, ricordando con gratitudine quanto realizzato a L&#8217;Aquila per dar sollievo alla popolazione colpita dal terribile sisma del 6 aprile scorso.<br />
In queste ore di particolare sofferenza, gli siamo spiritualmente vicini auspicando che nel più breve tempo possibile possa tornare a svolgere il suo servizio così utile al paese&#8217;.<br />
E come non condividere quella “sofferenza” per i massaggi particolari?</em>” (Amurri Sandra, San Guido e il Vescovo, Il Fatto Quotidiano, sabato 13 Febbraio 2010).</p>
<p>Come ognuno può constatare, non solo fu “&#8230; <em>galeotta quella mostra e chi la ideò</em>” (<a href="http://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia" target="_blank">Alighieri Dante, Divina Commedia</a>, Inferno, Canto V, verso 137: “<em>Galeotto fu &#8216;l libro e chi lo scrisse&#8230;</em>”), ma anche profetica, poiché mai come ora il Potere è nelle grazie della Grazia.</p>
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		<title>Lettera aperta ai giudici di Milano del processo Mediaset</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Faraoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/lettera-aperta-ai-giudici-di-milano-del-processo-mediaset/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/tribunale-di-milano-300x199.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Signori giudici di Milano,
siamo venuti a conoscenza del fatto che oggi c’è stato l’ennesimo rinvio del processo Mediaset. A data da destinarsi, ovviamente, visto che le date da voi fissate non vengono mai tenute in considerazione.
Io lo so che voi applicate la legge, e so anche perfettamente che i vostri ambiti di movimento, le vostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3655" title="tribunale-di-milano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/tribunale-di-milano-300x199.jpg" alt="tribunale-di-milano" width="300" height="199" />Signori giudici di Milano,<br />
siamo venuti a conoscenza del fatto che oggi c’è stato l’ennesimo rinvio del processo Mediaset. A data da destinarsi, ovviamente, visto che le date da voi fissate non vengono mai tenute in considerazione.</p>
<p>Io lo so che voi applicate la legge, e so anche perfettamente che i vostri ambiti di movimento, le vostre decisioni, sono legate e dipendono dalle regole. Ma l’esercizio delle regole non prescinde dalla dignità, elemento forse astratto, ma inseparabile da quello della credibilità.</p>
<p>Un’istituzione messa alla berlina perde di dignità, non è più credibile, in buona sostanza perde della propria connotazione di “istituzione”, se non viene trattata e considerata come tale, col dovuto rispetto, tenendo in somma considerazione il ruolo che svolge, sovente in mezzo a mille difficoltà. Questo è quello che, tra l’altro, pressoché quotidianamente ripete anche il Presidente della Repubblica.</p>
<p>Nessuno è perfetto, ognuno di noi sbaglia e anche i giudici sbagliano; ognuno di noi anela a fare meglio il proprio lavoro: qualche volta ci riesce e qualche volta no; ma un lavoro è sempre un lavoro, e i nostri padri e i nostri nonni ci hanno insegnato che, umile o sofisticato che sia, ogni mestiere è degno di rispetto in quanto lavoro, in quanto parte, piccola o grande che sia, di un contributo che ognuno di noi può dare per far crescere questa società, il vivere civile.</p>
<p>Per questo non è accettabile, signori giudici, che voi, col vostro e nel vostro lavoro, veniate scherniti, derisi, da comportamenti che solo i prepotenti possono avere nei vostri confronti A scuola la prima cosa che ci insegnano è rispettare le regole, la seconda a non schernire gli altri, la terza a non essere prepotenti: principi, modi di essere e di fare, che vengono ancor prima dell’apprendimento delle nozioni d’italiano o di matematica.</p>
<p>Leggendo le dichiarazioni dell’avvocato Ghedini, ogni persona dotata di un minimo di buon senso capisce che, in barba ad ogni più elementare principio di uguaglianza nei confronti degli altri cittadini e di rispetto nei confronti di voi stessi, il Presidente del Consiglio, e per lui i suoi legali, <strong><span style="text-decoration: underline;">vi</span> <span style="text-decoration: underline;">stanno prendendo in giro</span></strong>. Avrei voluto trovare una locuzione più elegante, forse meno diretta, forse più conferente col linguaggio giuridico cui a volte bisogna attenersi, ma non ne trovo altra.</p>
<p>Quando, dopo l’ennesimo rinvio, l’avvocato Ghedini si permette di dire che “<em>per quella data il presidente del Consiglio ha in programma un viaggio a Washington ma non è detto che ci vada sicuramente &#8211; oggi per esempio doveva essere in Brasile e invece non è così -  noi non siamo però in grado di indicare un&#8217;altra data&#8221; </em>allora non c’è altra espressione che renda l’idea.</p>
<p>Il signor Silvio Berlusconi può vantarsi di essere stato eletto a maggioranza nel Paese; voi non siete stati eletti a maggioranza. Anche se si picca di rappresentare tutti gli Italiani, ne rappresenta solo una parte, come ormai evidente. Voi non avete problemi di maggioranza e minoranza, voi in ogni caso rappresentate il Paese, tutto il Paese quando decidete. In nessuna Nazione Democratica un Presidente del Consiglio può permettersi di deridere i propri giudici come sta facendo questo signore. Perché prendendo in giro i singoli giudici di questo processo, ad uno ad uno, prende in giro il Paese intero, nella sua unità ed interezza; quell’unità cui il Presidente Napolitano tiene così tanto è messa a repentaglio da chi conosce, alla fin fine, solo una legge, quella che non sta scritta da nessuna parte e contro la quale il diritto e la civiltà giuridica lottano ormai sistematicamente da secoli e secoli: <strong><span style="text-decoration: underline;">la legge del più forte</span></strong>.</p>
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		<title>8 marzo 1908, per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gitto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/8-marzo-1908-per-non-dimenticare/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/donne-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nel 1908 a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.  Allo stabilimento venne appiccato il fuoco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3623" style="margin: 2px; border: black 2px solid;" title="donne" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/donne.jpg" alt="donne" width="241" height="239" /><strong>Nel 1908 a New York,</strong> le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.  Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme.</p>
<p>La giornata dedicata alla donna impropriamente la chiamiamo “festa” e come tutte le feste ha i suoi simboli e le sue consuetudini: mimose, parrucchiere, trucco, vestito ad hoc e serate da sballo. Chi ricorda ancora che nell&#8217; 8 marzo del 1908, 129 operaie furono arse vive dal loro datore di lavoro?</p>
<p>Da tempo ormai l&#8217;8 marzo si identifica con donna. E&#8217; a lei che oggi sono dedicati i pensieri di tutti. Mamme, sorelle, amiche, mogli, compagne, povere e ricche, manager e casalinghe, veline e scienziate oggi su tutte si accendono i riflettori e, per una volta, non per la violenza, le umiliazioni, le discriminazioni che è costretta ancora a subire, ma semplicemente perché donna.</p>
<p>Una giornata che la donna ha imparato a dedicare a se stessa. Ma negli anni il suo vero significato si è perso di vista. L&#8217; 8 marzo è diventata, fagocitata dal mondo dei consumi, un festa con simboli e canoni che poche rifuggono.</p>
<p>Fu <strong>Rosa Luxemburg</strong> che propose questo giorno, otto marzo, come<strong> La Giornata Internazionale della Donna</strong> (e non Festa della Donna), volendo così ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.</p>
<p>In ogni caso oggi è il giorno dedicato alla donna e un pensiero va a tutte loro. A chi andrà a godersi uno spogliarello maschile, a chi affollerà ristoranti e pizzerie vivendo quasi con senso liberatorio l&#8217;autonomia di una sera; a chi tornerà a casa troppo stanca per festeggiare; a chi cercherà di ricordare a tutte che non è la libertà di cui si gode l&#8217;8 marzo che rende giustizia all&#8217;autodeterminazione; a chi si sgolerà da un palco per dire che la strada per le pari opportunità è ancora lontana e bisogna continuare a lottare; a chi ride, a chi piange e a chi, <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/i-silenzi-del-dolore-dedicato-a-tutte-le-donne/" target="_self">vittima di violenza</a>, maledice proprio oggi il giorno in cui è nata donna.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/i-silenzi-del-dolore-dedicato-a-tutte-le-donne/" target="_self"><strong>Vai alla sezione &#8220;I nostri racconti&#8221;: I silenzi del dolore</strong></a></p>
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		<title>Matrimoni gay, l’appello di ‘Affermazione civile’</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 06:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/matrimoni-gay-l%e2%80%99appello-di-%e2%80%98affermazione-civile%e2%80%99/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Il prossimo 23 marzo la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sulle norme del Codice civile che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In occasione dell’appuntamento, Affermazione civile ha  pubblicato l'appello "Sì, lo voglio" che vede come primi firmatari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3618" title="logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web.jpg" alt="logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web" width="269" height="269" />Il prossimo 23 marzo la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sulle norme del Codice civile che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In occasione dell’appuntamento, <strong><a href="http://www.affermazionecivile.it/">Affermazione civile</a></strong> ha  pubblicato l&#8217;appello &#8220;<strong><a href="http://www.affermazionecivile.it/" target="_blank">Sì, lo voglio</a></strong>&#8221; che vede come primi firmatari Ivan Scalfarotto, vice presidente dell’Assemblea nazionale del Partito democratico, e Sergio Rovasio, segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti.</p>
<p>Il problema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso  sta diventando sempre più preponderante nel mondo omosessuale, anche in relazione al vuoto legislativo sulla tutela delle coppie di fatto. Se le coppie eterosessuali, per ottenere i diritti familiari (pensione, eredità, tasse, immigrazione, abitazione), possono sempre ricorrere al matrimonio civile, <strong>le coppie omosessuali sono ad oggi escluse da qualsiasi diritto e dovere reciproco</strong>. Eppure, sono unite dallo stesso vincolo delle altre, l’amore, il desiderio di costituire una famiglia, la condivisione di un progetto di vita insieme.</p>
<p>Ad agosto dello scorso anno, il <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/08/matrimoni-gay-al-vaglio-della-corte-costituzionale-un-primo-passo-di-civilta/" target="_blank">Tribunale di Venezia</a></strong>, a seguito del ricorso di una coppia gay alla quale era stato negato il permesso di contrarre matrimonio, aveva sollevato alla Consulta il problema, asserendo che non ha <em>“alcuna giustificazione razionale” </em>la norma,<em> “implicita nel nostro sistema, che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”.</em> Secondo il tribunale, “<em><strong>il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona</strong>, riconosciuto sia dalla Costituzione sia a livello sovranazionale</em>“ e “<em>la libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell’individualità</em>. E’ quindi <strong><em>una scelta sulla quale lo Stato non può interferire</em></strong><em>, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili</em>“.</p>
<p>I diritti delle coppie omosessuali sono sanciti anche dalla<em> </em>Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ma nulla di tutto ciò è stato ereditato dal nostro Codice civile.</p>
<p>Inoltre, lo stesso Parlamento europeo, con la Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani<strong>, </strong>ha chiesto agli Stati membri di “<em>garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali</em>“.</p>
<p>E in effetti, moltissimi sono gli stati membri che prevedono già il matrimonio omosessuale o che almeno regolamentano i diritti delle coppie dello stesso sesso.</p>
<p>L’Italia, anche su questo, latita, <strong>traducendo il peccato cattolico</strong> (per la Chiesa l’omosessualità è uno dei peggiori) <strong>in divieto civile per tutti</strong>.</p>
<p>‘<em>La famiglia è quella formata da un uomo e da una donna!</em>’, si sente tuonare ogni tre per due non solo dalla Chiesa, ma anche dai politici compiacenti. Per toglierci dall’imbarazzo sul significato di famiglia, ecco cosa suggerisce il Dpr 223/89 (<a href="http://www.ancitel.it/saia/DPR%20223_89%20%20REGOLAMENTO%20ANAGRAFICO.htm" target="_blank">Regolamento anagrafico </a>del 30 maggio 1989): “<em>Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune</em>” (art. 4).</p>
<p>Il che significa che <strong>una coppia omosessuale convivente è già una famiglia</strong>. Continuare a privarla dei diritti che hanno tutti i cittadini (eterosessuali) è solo una ingiustificabile  discriminazione in barba al principio di uguaglianza sancito dall&#8217;articolo 3 della nostra Costituzione: &#8220;<em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</em>&#8220;.</p>
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		<title>Il nuovo dogma laico italiano: l’infallibilità del Presidente della Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/03/il-nuovo-dogma-laico-italiano-l%e2%80%99infallibilita-del-presidente-della-repubblica/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Napolitano-Giustificazione-C-S-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Nel gran balletto di commenti, critiche, ammonizioni e anatemi lanciati in questi giorni dai politici di ogni schieramento, a qualcuno sarà certamente sfuggito, ma in Italia è stato appena sancito un nuovo dogma. Un dogma di natura laica: l’infallibilità del Presidente della Repubblica.
Come è noto, nottetempo, e con una celerità da far invidia a Speedy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enteroclisma.blogspot.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3629" title="Napolitano Giustificazione C S" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/Napolitano-Giustificazione-C-S.jpg" alt="Napolitano Giustificazione C S" width="258" height="300" /></a>Nel gran balletto di commenti, critiche, ammonizioni e anatemi lanciati in questi giorni dai politici di ogni schieramento, a qualcuno sarà certamente sfuggito, ma in Italia è stato appena sancito un nuovo dogma. Un dogma di natura laica: <strong>l’infallibilità del Presidente della Repubblica</strong>.</p>
<p>Come è noto, nottetempo, e con una celerità da far invidia a Speedy Gonzales, Napolitano ha firmato il «decreto interpretativo» partorito in fretta e furia dal Consiglio dei Ministri, atto a consentire di annullare i pasticci commessi dai rappresentanti del PdL che dovevano depositare, come hanno fatto i rappresentanti di tutti gli altri partiti, i documenti necessari all’iscrizione della lista PdL per la Polverini nel Lazio.</p>
<p>Napolitano, dobbiamo ricordarlo, nei mesi scorsi ha firmato di tutto, tanto che non può non tornare alla mente una scena dell’intramontabile marchese del Grillo. Quando il suo amministratore imbroglione gli sottopone degli <em>improrogabili conticini</em> da firmare urgentemente, il marchese, assonnato e svogliato, firma anche il calendario. Il suo sottoposto glielo fa notare e il marchese risponde: «<em>Embé, paga pure questo! Che m’emporta?</em>»</p>
<p>Scherzi a parte, e senza voler entrare nel merito delle competenze istituzionali, i normali cittadini si domandano inevitabilmente <strong>se sia proprio vero che il Capo dello Stato non possa far altro che firmare</strong>. Se è così, infatti, la sua firma non garantisce la costituzionalità del provvedimento in questione, ma si limita a ratificarlo; se invece la sua firma garantisce la costituzionalità dello stesso, allora non può essere vero che egli <em>debba</em> firmare ogni provvedimento che gli viene sottoposto.</p>
<p>Di Pietro, da solo, chiede l’impeachment, mentre l’opposizione si indigna e si straccia le vesti per il decreto in sé, facendo salvo, però, il Presidente della Repubblica che lo ha firmato.<br />
A far quadrare il cerchio, quindi, ci ha pensato il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il più laico rappresentante dello schieramento di centro-destra è anche l’autore del nuovo dogma laico. In risposta alla posizione di Di Pietro, infatti, si è così espresso: «<em>La posizione dell’onorevole Di Pietro è francamente incomprensibile e comunque inaccettabile, perché evidentemente non sa o finge di non sapere che il capo dello Stato, quando firma un decreto, lo fa unicamente se quel decreto ha i requisiti necessari ai fini di costituzionalità</em>».</p>
<p><em>Ipse dixit</em>, pertanto, e chi si azzarda a muovere critiche o ad avanzare perplessità, è tacciato di eresia. Se il Presidente della Repubblica ha firmato, l’intera Italia, con tutti suoi 60 milioni di abitanti, può dormire sonni tranquilli. Il Capo dello Stato è infallibile nell’esercizio delle sue funzioni; i decreti firmati, di qualunque natura essi siano, e <strong>qualunque nuovo privilegio sanciscano, divengono, ipso facto, giusti e costituzionali</strong>. A noi, che non abbiamo più neanche il diritto di esprimere dei dubbi al riguardo, non resta che augurarci: e così sia.</p>
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