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	<title>Cronache Laiche</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Politica&amp;Chiesa: di quale degrado stiamo parlando?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/politicachiesa-di-quale-degrado-stiamo-parlando/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute-300x292.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Dichiarazioni contraddittorie quelle rilasciate da mons. Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, in un’intervista a Maria Antonietta Calabrò su fattisentire.org.

Il prelato se la prende duramente con Famiglia cristiana, la cui recente denuncia del degrado politico del paese, e soprattutto della corruzione della classe [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11854" title="famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute-300x292.jpg" alt="famiglia-cristiana-comunista-nuoce-alla-salute" width="300" height="292" />Dichiarazioni contraddittorie quelle rilasciate da mons. Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, in un’intervista a Maria Antonietta Calabrò su fattisentire.org.</p>
<p>Il prelato se la prende duramente con <em>Famiglia cristiana</em>, la cui recente denuncia del degrado politico del paese, e soprattutto della corruzione della classe politica dirigente, viene qualificata come «<em>giustizialista</em>». Sembra quasi che la stampa cattolica, quando al potere è la destra, debba esprimere giudizi solo in positivo, senza alcuna criticità.</p>
<p>Se Famiglia cristiana si è permessa di criticare, l’ha fatto – sostiene Negri – «<em>solo per vendere qualche copia in più</em>» (sic!). La soluzione del problema infatti non sta nella denuncia, che non costruisce, ma «<em>nell’educare a una cultura diversa</em>», afferma serafico il vescovo.</p>
<p>A quale cultura però lo sappiamo, quella della fede cattolica, che deve permeare di sé anche la politica. Dunque il degrado esiste – secondo questi illuminati cattolici &#8211; perché la politica si comporta in maniera a-religiosa: per superarlo ci vuole la politica della fede. Sembra un discorso di altri tempi, del più retrivo fondamentalismo, quale si può constatare in un movimento come Comunione e Liberazione, cui il prelato appartiene.</p>
<p>Invece è un discorso attualissimo, proprio perché si vuol prendere come esempio di come sia possibile superare il degrado, un fatto recente, accaduto in Afghanistan, stravolgendone del tutto il significato.</p>
<p>All’intervistatrice, che gli ricordava il cardinale Bagnasco e l’esempio da lui indicato quale via da seguire per risolvere il degrado attuale, ossia San Lorenzo martire, mons. Negri aggiunge un altro esempio che ha a dir poco dell’incredibile: «<em>Sì, i martiri esistono anche oggi, come gli otto medici uccisi in Afghanistan dai talebani, messi a morte non perché curavano i poveri ma perché erano cristiani. Sono i martiri che dimostrano che una vita positiva è possibile</em>».<br />
I medici, dunque, sono stati uccisi perché «cristiani», cioè perché erano andati a esercitare la loro professione in quanto credenti, al seguito delle truppe dell’Onu.<br />
Anche prescindendo dalle dichiarazioni dei talebani, secondo cui costoro erano in realtà delle spie al servizio degli americani e che i «<em>missionari cristiani</em>» facevano proselitismo, avendo «<em>Bibbie da distribuire alla gente</em>», qui si ha a che fare col peggiore irrazionalismo.</p>
<p>Non solo il prelato (come d’altra parte il suo collega Bagnasco e aggiungiamoci anche mons. Bertone) non intravede neppure lontanamente il nesso imperialistico tra intervento armato e assistenza umanitaria; non solo egli continua a ribadire che il cristianesimo è migliore dell’islam, che l’occidente è migliore dell’oriente, che l’Europa e gli Stati Uniti sono migliori dell’Asia, ma, quel che è peggio, fa del martirio una forma di garanzia assoluta di autenticità della fede (allo stesso modo, peraltro, dei fondamentalisti islamici!).<br />
Ma come! Mons. Negri non aveva parlato poco prima di «<em>educazione a una cultura diversa</em>», quindi di un processo lungo e faticoso? E ora se ne esce con questa infelice esaltazione del gesto estremo? Come se quei medici avessero voluto farsi ammazzare per tenere alta la fede che li ispirava!</p>
<p>Siamo davvero sicuri che da parte di questa Chiesa possa venire qualche luce per indicarci in quale direzione dobbiamo andare per risolvere il problema del degrado della politica? Siamo davvero sicuri che il degrado sia il frutto della mancanza di religione e non invece di qualcos’altro? Questo appellarsi al martirio <em>à tous prix</em> non è già esso stesso una forma di «degrado»?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.homolaicus.com/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Enrico Galavotti</em></span></strong></a></p>
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		<title>Iran, nuove lapidazioni. L’Europa levi la propria voce</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 23:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/iran-nuove-lapidazioni-l%e2%80%99europa-levi-la-propria-voce/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/Lapidazione-2.bmp class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’aveva detto la donna iraniana che ieri aveva partecipato alla manifestazione di protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma: «Sakineh è fortunata, perché i media ne parlano. Ci sono centinaia di donne, ogni giorno, che vengono torturate e uccise in Iran. Io sono qui per tutte le donne».
Nel corso della stessa giornata si è infatti venuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11952" title="Lapidazione 2" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/09/Lapidazione-2.bmp" alt="Lapidazione 2" width="227" height="287" />L’aveva detto la donna iraniana che ieri aveva partecipato alla manifestazione di protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma: «<em>Sakineh è fortunata, perché i media ne parlano. Ci sono centinaia di donne, ogni giorno, che vengono torturate e uccise in Iran. Io sono qui per tutte le donne</em>».</p>
<p>Nel corso della stessa giornata si è infatti venuto a sapere da fonti ritenute affidabili da Amnesty International che la Repubblica islamica d’Iran ha emesso altri <strong>due verdetti di lapidazione</strong> per adulterio contro due donne iraniane, Vali Janfeshani e Sariyeh Ebadi, rispettivamente di 32 e 30 anni, e che un’<strong>ulteriore condanna per lapidazione</strong> sarebbe stata emessa contro un giovane di 18 anni, reo di essere omosessuale. Si tratta di Ebrahim Hamidi, arrestato all’età di 16 anni.</p>
<p>La Francia ha già espresso viva preoccupazione per la condanna a morte di Hamidi e il portavoce del ministero degli Esteri francese ha affermato: «<em>Condanniamo questa decisione che rivolta le coscienze per le gravi violazioni dei diritti umani fondati sugli orientamenti sessuali in Iran</em>».</p>
<p>Da ieri, sulla facciata del ministero delle Pari opportunità, per volere del ministro Carfagna, campeggia la foto di Sakineh, per ricordare al governo iraniano che l’Italia vuole che Sakineh sia risparmiata.<br />
Un bel gesto, doveroso, quello del ministro Carfagna, e altrettanto belle sono le parole del portavoce del ministero degli Esteri francese. Qualunque azione intrapresa in questo senso è lodevole e imperativa. «<em>l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh</em>», avrebbero detto in una dichiarazione congiunta il ministro delle Pari opportunità e quello degli Esteri Frattini.</p>
<p>Gli italiani sono senza dubbio dalla parte di Sakineh, e ora anche dalla parte di Vali, di Sariyeh e di Ebrahim. Ma da che parte sta l’Italia? Da che parte stanno i governi europei? Se anche attraverso la mobilitazione popolare e la pressione mediatica si riuscisse a impedire il brutale assassinio di questi innocenti, sacrificati sull’altare del fanatismo religioso, chi impedirà che altre centinaia di donne e uomini senza nome vengano torturati e massacrati? Ciò avviene <strong>per legge</strong> tutti i giorni in certi paesi.</p>
<p>L’idea di interrompere le relazioni diplomatiche e commerciali con governi così sadici e barbarici, che calpestano platealmente e quotidianamente i più fondamentali diritti dell’uomo, come quello di vivere e di non essere torturati, non dovrebbe neanche sfiorarci?<br />
Equilibri troppo precari reggono i rapporti diplomatici con certi regimi, interessi troppo grossi interferiscono con le richieste di giustizia.</p>
<p>La donna iraniana che ieri protestava per avere salva la vita di Sakineh e di tutti gli altri infatti aveva anche detto: «<em>Non aiutate, non appoggiate più questo regime</em>». Ma chi l’ascolterà?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
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		<title>Fisichella imbroglia le carte</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria garosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sacro&Profano]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/fisichella-imbroglia-le-carte/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/b-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Ai primi di agosto, in Afghanistan, i talebani hanno trucidato otto medici stranieri e due loro collaboratori afghani, accusati di essere “spie” dell’Occidente e di fare “proselitismo” per il cristianesimo.

“I cristiani muoiono semplicemente se vogliono restare cristiani”, scrive Pigi Battista al riguardo sul “Corriere” del 9 agosto. “Una persecuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11871" title="b" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/b.jpg" alt="b" width="300" height="250" />Ai primi di agosto, in Afghanistan, i talebani hanno trucidato otto medici stranieri e due loro collaboratori afghani, accusati di essere “spie” dell’Occidente e di fare “proselitismo” per il cristianesimo.</p>
<p><strong>Fondamentalismo e islam. </strong>“<em>I cristiani muoiono semplicemente se vogliono restare cristiani”, </em>scrive Pigi Battista al riguardo sul “Corriere” del 9 agosto.<em> “Una persecuzione insidiosa perché nessun contrappeso internazionale è in grado di arginarla. E dove si muore trucidati, solo perché in mano si ha la Bibbia</em>”.</p>
<p>L’episodio, come fa rilevare Battista, mostra certo la sanguinaria violenza del fondamentalismo. E tuttavia benché oggi e in Afghanistan<em> </em>le violenze con motivi solo o anche religiosi (a parte cioè quelle quotidiane contro i civili compiute dalla Nato e dall’Occidente non meno che dai talebani) siano frutto del fondamentalismo <em>islamico</em>, è opportuno ricordare che “fondamentalismo” non fa coppia fissa con “islamico”, non essendo tipico di <em>tutto</em> l’islam né dell’islam<em> solamente</em>. Basta pensare alle persecuzioni scatenate, in nome della fede, nel corso dei secoli, da tutte e tre le religioni del libro.</p>
<p>Proprio la <em>Bibbia</em> narra, e legittima, di quando il santo profeta Elia scannò per compiacere il “vero” Dio 450 sacerdoti di Baal; Giovanni XXII nel 1320 ordinò di “ridurre in cenere” il <em>Talmud</em> mentre i pogrom cristiani ridussero in cenere i loro possessori; il Concilio di Vienne del 1312 ordinò ai principi cattolici di “eliminare” dalle loro terre gli adoratori del “perfido Maometto”. E potremmo continuare con le altre mattanze della <em>Bibbia</em>, le crociate, le guerre di religione, l’evangelizzazione forzata delle Americhe.</p>
<p><strong>La Bibbia di Fisichella. </strong>E’ proprio questa verità storica difficilmente controvertibile che Fisichella, vescovo berlusconiano e leghista, manipola nell’intervista pubblicata sempre sul <em>Corriere </em>del 9 agosto, con riferimento al già citato eccidio compiuto dai talebani. “<em>Quanto è successo è deplorevole e inquietante</em>”, egli afferma. “<em>Non si può mai avere una argomentazione religiosa per versare sangue</em>”.</p>
<p>Ma moltissime pagine della<em> Bibbia</em> e tutta la storia della Chiesa sono lì a smentirlo. In varie occasioni il Dio biblico ordina di “versare sangue” con una  “argomentazione religiosa”. Dice, ad esempio: “<em>Chi bestemmia il nome del Signore deve essere messo a morte</em>” (Levitico, 24, 16). Oppure: “<em>Prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli </em>[quelli che avevano aderito al culto di Baal]” (Numeri, 25, 3). O anche: “<em>Quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere [</em>le maggiori nazioni della Palestina<em></em><em>] …tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia…perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli servire a dei stranieri</em>” (Deuteronomio, 7, 2-6).</p>
<p>Nella storia della Chiesa, per secoli, i papi hanno incitato a uccidere gli infedeli con “argomentazione religiosa”, ossia per fare la volontà di Dio, liberare il santo sepolcro etc. Nel <em>Catechismo</em> del Concilio di Trento si giustificano e autorizzano, “<em>le uccisioni consentite o volute da Dio</em>”. E il Santo Ufficio nel 1605 afferma che “<em>Amico di Dio è che uccide i nemici di Dio</em>”.</p>
<p>Di fronte a queste evidenze, e alla sintonia fra le stragi bibliche e quelle cristiane, diventa anche poco credibile affermare, come fa Fisichella, che “<em>La Bibbia non è un libro che provoca violenza</em>” perché in essa, presa nel suo insieme come la Chiesa insegna, “<em>Un episodio dellAntico Testamento che richiama la violenza è mitigato da altri dove si ricorda la misericordia di Dio</em>”. Gli episodi cui Fisichella allude non si limitano a “<em>richiamare la violenza</em>” ma invitano, anzi ordinano di uccidere in nome di Dio.</p>
<p><strong>Perché oggi i cattolici non più? </strong>Tali uccisioni riempiono pagine e pagine della <em>Bibbia</em>, si esercitano contro donne e bambini, prevedono la distruzione di “ogni essere vivente”, perfino pianta o animale. Sono atti di ferocia gratuita contro gli innocenti, come l’uccisione dei primogeniti degli egiziani per punire il Faraone. Sono “guerre sante”. Quelle che ebrei musulmani cristiani si fecero poi a lungo, brandendo la <em>Bibbia</em> o il <em>Corano</em>.</p>
<p>Oggi i musulmani fondamentalisti continuano a farlo; i fondamentalisti cristiani (la cui espressione più rilevante sono i cattolici) hanno smesso <em>solo perché costretti</em> dalla rivoluzione francese e dall’avvento degli stati laici che hanno posto fine al potere temporale. Quello stesso che i vari Ratzinger, Bagnasco e Fisichella vorrebbero vedere restaurato.</p>
<p>Ma il ricorso alla violenza per motivi di religione è annidata, pronta sempre a risorgere, proprio nella pretesa cattolica di detenere la verità assoluta. Una pretesa che in Italia oggi si traduce nel tentativo (caldeggiato da Fisichella fra gli altri) d’imporre a tutti i cittadini anche non credenti, per legge, la morale cattolica in genere e la sua parte più grottesca, quella sessuale, in specie.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cattolicesimo-reale.it/"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi</em></span></strong></a></p>
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		<title>Luca Scarlini, &#8220;Sacre sfilate&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Tanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/luca-scarlini-sacre-sfilate/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/Scarlini_Sacre-Sfilate3251_img-181x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Leggendo il libro di Luca Scarlini è irresistibile la tentazione di associarlo a quella sequenza esilarante del film di Roberto Benigni Il piccolo diavolo in cui il comico toscano &#8211; nei panni di un demonietto, per il puro gusto di prendersi gioco del suo esorcista &#8211; improvvisava un dissacrante defilée in vestaglia durante una cerimonia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9711" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/07/Scarlini_Sacre-Sfilate3251_img-181x300.jpg" alt="Scarlini_Sacre Sfilate3251_img" width="181" height="300" />Leggendo il libro di Luca Scarlini è irresistibile la tentazione di associarlo a quella sequenza esilarante del film di Roberto Benigni <em><strong>Il piccolo diavolo</strong></em><strong> </strong>in cui il comico toscano &#8211; nei panni di un demonietto, per il puro gusto di prendersi gioco del suo esorcista &#8211; improvvisava un dissacrante defilée in vestaglia durante una cerimonia religiosa.</p>
<p><strong>&#8220;Sacre sfilate&#8221; </strong>racconta con tocco leggero la storia dell’eleganza vaticana, sottolineando  che l’attenzione all’immagine è una costante del bimillenario percorso della chiesa di Roma.<br />
Dimenticati presto i cenci di San Francesco, poco o punto sensibili ai richiami evangelici all’austerità, i vertici del clero &#8211; almeno dalla Controriforma in poi &#8211; hanno scelto abiti e coreografie, simboli e riti con estrema accuratezza estetica. Senza scomodare la <em><strong>kalokagathìa</strong></em> greca (ciò che è bello è anche buono), specialmente per ciò che riguarda la figura del papa, l’abito ha fatto sempre il monaco. Eccome, se l’ha fatto.</p>
<p>Scarlini, storico del costume, si (e ci) diverte ad elencare le complesse tipologie del vestiario ecclesiastico, adatte per ogni ora del giorno e occasione: cappa, casula, cocolla, falda, pianeta, tunicella, velo, zucchetto. Un catalogo colorato e fastoso, ricco di accessori e fissato con precisione da secoli alla corte di San Pietro. Ciò non impedisce naturalmente al singolo pontefice di personalizzare a suo gusto la collezione.</p>
<p>Scarlini compila una sorta di classifica dei papi più eleganti, dalle candide sete di Pio IX ai cappellini di Benedetto XVI: su tutti, a parere dell’autore, lo “stile ieratico” di Pio XII, non casualmente principe Eugenio Pacelli, a suo agio anche tra le macerie del quartiere San Lorenzo; “pop” il look&#8221; contadino di Angelo Rocalli, Giovanni XXIII, mentre per Giovanni Paolo II, il papa polacco, si ricorda il quesito del <em><strong>Trivial Pursuit</strong></em>: “Quale capo di vestiario è indossato sia da Papa Giovanni Paolo II che da Madonna?“. La risposta era: un paio di Doc Marteen’s.  Non poteva mancare, infine, nella hit parade dei papi glamour, Joseph Ratzinger, con le sue scarpette &#8220;rosso Dorothy&#8221; firmate Prada (o Gattinoni?). La (sacra) sfilata continua.</p>
<p><em><strong>Sacre sfilate<br />
</strong><em>Luca Scarlini<br />
</em></em><em>Guanda, euro 12</em></p>
<p style="text-align: right"><strong><span style="color: #006699"><em>Claudio Tanari</em></span></strong></p>
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		<title>L’Italia? O è cristiana o non è</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/l%e2%80%99italia-o-e-cristiana-o-non-e/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/islam-300x225-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>All&#8217;indomani del suo rimpatrio, la visita del leader libico Gheddafi continua a far discutere. Tra chi fa spallucce divertite come se avesse assistito a uno spettacolo circense (forse perché ormai assuefatto agli imbarazzanti show del premier?) e chi si indigna per l’”amicizia” italiana nei confronti di un dittatore che propugna inaccettabili valori di sessismo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11912" title="islam-300x225" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/islam-300x225.jpg" alt="islam-300x225" width="300" height="225" />All&#8217;indomani del suo rimpatrio, la visita del leader libico <strong>Gheddafi </strong>continua a far discutere. Tra chi fa spallucce divertite come se avesse assistito a uno spettacolo circense (forse perché ormai assuefatto agli imbarazzanti <em>show </em>del premier?) e chi si indigna per l’”amicizia” italiana nei confronti di un dittatore che propugna inaccettabili valori di sessismo e violazione dei diritti umani, arrivano le reazioni istituzionali ed ecclesiastiche all’auspicio di <strong>islamizzazione</strong> dell’Europa del nostro ospite.</p>
<p>Per <strong>monsignor Mogavero</strong>, presidente del Consiglio Cei per gli Affari giuridici, “<em>è una battuta propagandistica a effetto, ma anche un&#8217;utile provocazione per ricordare all’Occidente agnostico che nega le proprie radici cristiane l’importanza della religione nella formazione dell’identità nazionale</em>”. Al contrario di tanti altri porporati, che si sono scagliati contro le dichiarazioni di Gheddafi perché offensive verso il papa e l’Italia, approfitta con intelligenza della ghiotta occasione per stigmatizzare il vero nemico della Chiesa: non la diffusione dell’islamismo in Europa, che sa benissimo essere un pericolo inesistente, ma quella dell’<strong>agnosticismo </strong>e dell’<strong>ateismo</strong>, che potrebbero seriamente compromettere il sistema di potere della Chiesa, almeno in Italia.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-11872" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="vignetta-costituzione-berlusconi" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/vignetta-costituzione-berlusconi-242x300.gif" alt="vignetta-costituzione-berlusconi" width="242" height="300" />Intervistata dala<em> Stampa </em>in proposito, <strong>Giorgia Meloni</strong>, ministra della Gioventù, le spara invece davvero grosse: “<em>Tutto ciò che siamo, il nostro punto di vista sulla vita e sul mondo è qualcosa che si riferisce alle radici cristiane della nostra civiltà. La separazione della sfera laica da quella religiosa nella vita politica della nazione è stata codificata dal Vangelo</em>”. Scambiando clamorosamente la <strong>Costituzione italiana</strong> con i <strong>testi sacri</strong> (un lapsus?), la ministra si riallaccia al discorso di monsignor Mogavero e  continua: “<em>Non solo l’Europa, anche l’Italia o è cristiana o semplicemente <strong>non è</strong></em>”.</p>
<p>Senza riportarle una per una, di analogo tenore sono tutte o quasi le reazioni della compagine governativa italiana: l’Italia è cristiana, su questo non ci piove! Uno per tutti, il titolo di ieri della <em>Padania </em>riassume bene gli umori: &#8220;<em>L&#8217;Europa sia cristiana</em>&#8220;.</p>
<p>Eppure la risposta corretta ai deliri (italici) del dittatore (libico), non era poi così difficile e, ancora una volta, l’Europa ha dovuto darla al posto nostro:  l’Unione Europea “<em>non è uno spazio fondato sulla religione ma sui <strong>valori</strong></em>”, come ha semplicemente dichiarato la portavoce della Commissione europea, la romena Angela Filote.</p>
<p>Dopo le <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/08/gheddafi-il-sonno-delle-donne-genera-mostri/" target="_blank"><strong>odalische prezzolate</strong></a>, che ci hanno fatto vergognare davanti all’intero mondo civilizzato, ecco qui un’altra <em>gaffe </em>tutta italiota. Eppure, rispondere nel modo corretto alla provocazione di Gheddafi non era così difficile. Ma poi chi glielo avrebbe spiegato al Vaticano che la Costituzione italiana non è il Vangelo?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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		<title>Comunione e Liberazione, deriva tribale</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 05:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/09/comunione-e-liberazione-deriva-tribale/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/preghiera-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Conclusosi il meeting di Rimini, si legge da più parti che la politica, le scelte partitiche, la prassi e gli obiettivi di Comunione e Liberazione sono determinati dalla ricerca di potere; gentaglia cinica disposta a tutto per raggiungere il potere ed esercitarlo a proprio vantaggio.
Il giudizio è banale. Chi conosce CL sa che la stragrande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11850" title="preghiera" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/preghiera.jpg" alt="preghiera" height="300" />Conclusosi il meeting di Rimini, si legge da più parti che la politica, le scelte partitiche, la prassi e gli obiettivi di Comunione e Liberazione sono determinati dalla ricerca di potere; gentaglia cinica disposta a tutto per raggiungere il potere ed esercitarlo a proprio vantaggio.</p>
<p>Il giudizio è banale. Chi conosce CL sa che la stragrande maggioranza di loro sono persone oneste e intelligenti che con abnegazione rischiano in proprio per promuovere la società, partendo da chi ha più bisogno. Non è escluso che con loro si mimetizzati qualche mandrillo che cavalca l’onda bramoso di potere personale, ma è una minoranza.</p>
<p>La domanda è dunque questa: come e perché persone che seguono lealmente Cristo fatto uomo nella Chiesa, desiderosi di promuovere l’umanità, che osservano precetti e tradizione divina dal libro della genesi all’apocalisse di San Giovanni, di fatto poi perseguono politiche, prassi e alleanze partitiche agli antipodi del vangelo?</p>
<p>Perché, disinvolti, glissano se un proprio membro ruba, o fa carte false e invece lo considerano immorale se pur onestissimo si permette di contestare le scelte partitiche del movimento, o cambia sponda politica?<br />
Risulta evidente che per gli appartenenti a Comunione e Liberazione l’essere morali non è il comportarsi rettamente e onestamente ma un’altra cosa. Cosa? Che etica perseguono? Enucleiamo in sintesi l’etica politica ciellina.</p>
<p>Punto di partenza è l’uomo; le sue necessità ontologiche, spirituali e pratiche, ideali e corporali. Da qui l’urgenza di trovare direzione, senso e assoluta realizzazione in una consapevolezza integrale: il senso religioso, questo è il valore e da qui i valori. Il potere è morale se permettere e sostiene tale umano desiderio altrimenti si riduce ad un pre-potente, ideologico ed anonimo, quindi disumano, desiderio di consenso di massa. L’urgenza che quindi avvertono i ciellini è che il potere sia innanzitutto al servizio di questo senso religioso integrale che coinciderebbe con la completa realizzazione umana. Questo è il valore politico degli appartenenti a CL e francamente, in linea teorica, si può condividere perché pensiero dignitoso e giusto specialmente quando si constata l’anestesia della libertà di coscienza procurata, oggi più che mai, dal potere attraverso i media.</p>
<p>Non abbiamo quindi a che fare con faccendieri spregiudicati, ma con pensiero giusto e corretto? Con gente che lotta contro il potere e l’omologazione? Che intende rispondere alle domande cruciali del nostro esistere censurate dai poteri forti?</p>
<p>Veniamo al punto. Per un appartenente a CL chi è oggi Gesù Cristo? Dov’è? Nella Chiesa, più precisamente nel pezzo di Chiesa che ha incontrato. Gesù Cristo si esprimerebbe quindi nelle autorità del movimento, coinciderebbe con l’autorità del movimento, tutto il resto è giudicato astrazione ideologica; bibbia, vangelo, etica inclusi. In questa teologia tribale il senso della cose e della vita, la morale, la cosa pubblica non sono temi da perseguire, da decifrare con imparzialità e confronto con tutto e tutti in quanto si presume di possedere, perché prescelti dal destino, il significato ultimo di tutto e di tutti in maniera integrale e indiscutibile: la presenza di Cristo che vive nella storia attraverso la loro compagnia.</p>
<p>Cristo coincide con loro. La verità coincide con loro, il senso della storia pure, il bene pubblico anche. Qui sta l’equivoco, qui sta la patologia si chiama fondamentalismo e integralismo.</p>
<p>Quindi, se per un cristiano non tribale la morale è l’adesione a Cristo seguendo il vangelo, confrontandosi con tutti gli uomini di buona volontà in un percorso umile, quindi intelligente, che tiene conto della correttezza e onestà personale e giudica nel merito fatti e scelte, per l’identità tribale ciellina significa invece obbedire con tutto il proprio essere all’autorità che lo guida. Più obbediscono e più si sentono nel giusto perché appartenenti a una realtà umana che pur nella storia la trascende e giudica, avanguardia e modello del bene di tutti. Quindi puoi essere competente, onesto, integerrimo ma se non obbedisci alla compagnia sei considerato all’interno di CL falso e amorale anche se ti comporti come Teresa di Calcutta. Se invece sei un condannato, indagato, imputato e rinviato a giudizio perché ladro o corruttore, o sei puttaniere ma, in qualche modo, favorisci la compagnia sacramentale alla quale appartieni obbedendo alla linea partitica e alla dottrina sociale indicata sei morale.</p>
<p>E’ evidente che all’interno di CL chi è un minimo sensibile avverte che c’è qualcosa che non va, ma siccome è stato programmato all’obbedienza invece di dissentire, per far quadrare il cerchio, reagisce stringendosi ancor più nel gruppo, affidandosi ai capi per farsi incessantemente guidare attraverso incontri autoreferenziali nel tentativo di sostenere l’inumana fatica del dover continuamente ricapitolare la società alle soggettive credenze tribali. Una infinita fragilità che diventa arroganza. Non possono funzionare in modo diverso perché così sono stati programmati. Le autorità cielline nelle alleanze partitiche, indifferenti ai principi evangelici e a direttive etiche, sceglieranno semplicemente chi darà maggior  spazio e potere decisionale alla loro teologia tribale e agli uomini che la rappresentano.</p>
<p>Per ottenere un occhio di riguardo alla scuola cattolica da parte dello Stato, un po’ di attenzione alla famiglia tradizionale e normative che vietino di morire in pace indifferenti al progetto sociale dei compagni di viaggio faranno alleanza con politiche egoiste, individualiste, corporative, edonistiche, ciniche, anarco-capitalistiche, campanilistiche, corrotte e razziste, insomma antievangeliche, poi daranno indicazioni di voto al gregge dei  subalterni e la macchina elettorale ciellina si metterà in moto.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em><a href="http://blognew.aruba.it/blog.brunovergani.it/" target="_blank"><strong>Bruno Vergani</strong></a></em></strong></p>
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		<title>Lingerie a caccia di marito</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 22:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/lingerie-a-caccia-di-marito/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/533321461_9ecdbbcbfa_o-216x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>Pochissime imprese resistono agli urti di una crisi economica come quella che stiamo fronteggiando. Due fra queste sono l’industria che ruota intorno ai matrimoni e quella legata agli appuntamenti al buio, che potremmo tranquillamente definire “casa di appuntamenti” anche se un moralismo tutto italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11838" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/533321461_9ecdbbcbfa_o-216x300.jpg" alt="533321461_9ecdbbcbfa_o" width="216" height="300" />Pochissime imprese resistono agli urti di una crisi economica come quella che stiamo fronteggiando. Due fra queste sono l’industria che ruota intorno ai matrimoni e quella legata agli appuntamenti al buio, che potremmo tranquillamente definire “casa di appuntamenti” anche se un moralismo tutto italiano preferisce ribattezzarla più castamente “agenzia matrimoniale”.</p>
<p>È a quest’ultimo modello che la comunicazione pubblicitaria della nota marca di intimo prêt-à-porter, <strong>Yamamay</strong>, deve essersi ispirata nell’intento di presentare la nuova collezione. Sulle pagine di molte riviste dedicate alle donne, in questi giorni, ci si imbatte in ammiccanti ragazze tutte rigorosamente supine su un fianco nella posa della <em>Maya Desnuda</em>, tanto cara al pittore Goya. Nulla di nuovo, dunque, se non fosse per l’idea creativa che rende l’intera campagna non solo offensiva, ma decisamente e volutamente ambigua in fatto di target. Accanto a una giarrettiera o in fondo alla pagina vicino a un piedino ecco il nome, l’età e la nazionalità della modella ritratta. Qualcosa fra il <strong>pedigree</strong> e la didascalia di un <strong>catalogo</strong>, con le note tecniche necessarie a “posizionare” il prodotto sulla base di caratteristiche non inerenti al prodotto stesso ma a chi – del tutto incidentalmente – lo indossa nello scatto pubblicitario.<br />
Dimenticati i tempi di <strong>Postalmarke</strong>t in cui un’immagine doveva servire a vendere un prodotto al maggior numero di persone possibili, approdiamo senza indugio al catalogo <em>new style</em>, molto simile a quello usato per combinare matrimoni a distanza. Eppure quelle immagini di donne parlano ad altrettante donne in un silenzioso scambio di terrificanti segnali “<em>vuoi essere come me?</em>”, “<em>se indosserai questa roba anche tu avrai questa chance di essere scelta</em>”, svelando il malato desiderio di ognuna di occupare per il resto della propria vita – se non proprio il lettone di Putin &#8211; almeno il doppio foglio del <strong>paginone</strong> centrale di un magazine patinato. Come se poi non lo sapessimo che calendari e paginoni finiscono, nel migliore dei casi, sotto il letto di qualche adolescente in tempesta ormonale o accanto all’immagine di Padre Pio in qualche autofficina.</p>
<p>Se poi si fa lo sforzo di passare dal giornale a internet per approfondire le ragioni che possono spingere un’azienda a fare campagne così chiuse in un cliché, si scopre che il vero lancio non riguarda la collezione per il prossimo autunno, ma un <strong>concorso</strong> per diventare modella. E se a qualcuna fosse venuto in mente di parteciparvi, si faccia scrivere un permesso da un genitore o da chi ne fa le veci perché il concorso è riservato alle donne che ancora non hanno superato totalmente l’adolescenza.</p>
<p style="text-align: right"><em><span style="color: #006699"><strong>Nicoletta Rocca</strong></span></em></p>
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		<title>Laicità a rischio con le scelte di Marchionne</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 10:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio fiumara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/laicita-a-rischio-con-le-scelte-di-marchionne/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/lavoratoriii_marchionne1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>L’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne sta privando l’economia italiana, boccone dopo boccone, di una fonte che fa la differenza, sottolineando con “la scelta straordinaria è restare in Italia” l’assurdità di mantenere la Fiat nel nostro Paese.

Spostare la famosa “fabbrica italiana” all’estero significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11790" title="lavoratoriii_marchionne" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/lavoratoriii_marchionne1.jpg" alt="lavoratoriii_marchionne" width="300" height="267" />L’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne sta privando l’economia italiana, boccone dopo boccone, di una fonte che fa la differenza, sottolineando con “<em>la <strong>scelta straordinaria</strong> è restare in Italia</em>” l’assurdità di mantenere la Fiat nel nostro Paese.</p>
<p>Spostare la famosa “fabbrica italiana” all’estero significa ridurre il benessere economico degli italiani, ed uno Stato più povero economicamente diventa più assoggettabile perché maggiore sarà il numero di persone <strong>vulnerabili</strong> che accetteranno qualunque tipo di governo pur di migliorare le proprie condizioni di vita. E guardando alla cultura cattolica ancora maggioritaria, il rischio è quello di perdere quel po’ di avanzamento che il <strong>pensiero laico</strong> è riuscito a conquistare negli ultimi tempi.</p>
<p>Forse all’ex ragazzotto abruzzese sfugge che la Fiat è un’impresa privata <em>sui generis</em>, perché l’unica ad essere stata gestita così sfacciatamente con denaro pubblico da quasi un secolo. Uniformarsi al mondo, con <strong>aiuti statali</strong> di decenni, senza adoperarsi per trovare un’alternativa per chi rimane disoccupato non è una scelta mirabile da parte di un <em>manager</em> responsabile. Nemmeno grata.</p>
<p>Al <em>meeting</em> di Rimini il suo intervento è stato breve ma significativo sui suoi intenti imprenditoriali, favorendo diversi spunti di dibattito.</p>
<p>Affermando che <em>“in Italia ci manca la voglia e abbiamo paura di cambiare”</em> dimostra di non rispettare la dignità dei lavoratori che, al contrario, hanno solo <strong>voglia di lavorare</strong>, tentando di vivere una vita dignitosa, al riparo dai cambiamenti del mercato globale, da cui il ‘<em>manager</em> dal pullover blu’ dovrebbe garantirli, e quando sottolinea che <em>“fino a quando non ci lasciamo alle spalle vecchi schemi non ci sarà mai spazio per vedere nuovi orizzonti”</em> è obbligo ricordargli che non è detto che tra i tanti vecchi schemi quelli da cambiare siano proprio quelli che ha stabilito lui, soprattutto se per futuri orizzonti s’intendono centinaia di <strong>famiglie senza lavoro</strong> e senza alcuna possibilità di rientrare nel mercato del lavoro.</p>
<p>Ma un’indicazione sibillina arriva quando rimarca di desiderare un futuro in cui la contrapposizione di interessi fra imprenditori e lavoratori deve cessare.<br />
E qui la <strong>sensibilità laica</strong> fa un sobbalzo. Sono toni che ricordano quelli usati dalla Chiesa quando, in passato, le idee non erano in linea con quelle ufficiali.</p>
<p>Chiarezza dovrebbe essere fatta sulle intenzioni di questa apparentemente innocua dichiarazione perché è ben diverso parlare di assenza di lotta di classe come <strong>previsione </strong>o come <strong>speranza</strong>: nel primo caso, al pari della recente citazione dell’arcivescovo Agostino Marchetto, la Chiesa non è <em>“né di destra né di sinistra”</em>, si tenta, con un pizzico di demagogia, di voler piacere un po’ a tutti, ma è molto facile che si sbagli, nel secondo avrebbe abbozzato un pensiero <strong>pericoloso</strong>.</p>
<p>Il problema, infatti, non può essere la contrapposizione, che dovrebbe rimanere imperitura, bensì la sua gestione, come ha rilevato Cesare Romiti le cui primavere, a quanto pare, producono saggezza, e a cui si aggiunge il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con <em>“non possono sottrarsi al confronto le istituzioni e le parti sociali”</em>.</p>
<p>E per raggiungere questo <em>target</em> il <em>manager</em> “torinese” sta ricorrendo ad un’azione anch’essa discutibile, dichiarando da una parte di essere disposto ad incontrare Epifani, ma <strong>strizzando l’occhio</strong> agli altri due leader sindacali che, da buon filosofo smaliziato, chiama durante il <em>meeting</em> addirittura per nome.</p>
<p>Cercare la strada della divisione dei sindacati, giudicata evidentemente sbagliata dagli analisti, rischia di creare un maggior scompiglio all’interno dell’azienda, rendendo le cose più difficili da gestire perché le idee non muoiono solo in seguito ad un sindacato che decide di accettare un compromesso.</p>
<p>Ma questa è la sua strategia: se non riesci a combattere il nemico per intero alleati almeno con una sua parte.</p>
<p>Infine, giuste o sbagliate che siano le motivazioni dei tre operai di <strong>Melfi</strong>, il giudice ha deciso per il reintegro, e la Fiat avrebbe dovuto rispettare la sentenza. Poi, parallelamente, preparare l’appello. Invece si è impuntato facendo muro contro muro con una controparte che sta soltando mettendo in scena il suo copione.</p>
<p>Questi <strong>atti di forza</strong> continui tra gestione e lavoratori, consentiti dalla posizione privilegiata, sono controproducenti, rischiano di creare problemi difficili da sanare. Sarà necessario seguire la vicenda ed opporsi alla totale volontà dell’”ingegnere”.<br />
I risvolti, neanche troppo a lungo termine, sono insidiosi, per una comunità che vuole mantenere la libertà di pensare.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Maurizio Fiumara</em></span></strong></p>
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		<title>Gheddafi: il sonno delle donne genera mostri</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 07:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/gheddafi-il-sonno-delle-donne-genera-mostri/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/Oca-con-Corano-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Il colonnello è arrivato dalla Libia per festeggiare il secondo anniversario del trattato di amicizia con l&#8217;Italia e ha portato con sé un nuovo spettacolo surreale, questa volta completo di effetti speciali. 
 “L’amico” Gheddafi, infatti, non si è limitato, come la volta scorsa, a far piantare tende beduine nella capitale e ad aggirarsi per le vie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11815" title="Oca con Corano" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/Oca-con-Corano.jpg" alt="Oca con Corano" width="300" height="300" /></p>
<p>Il colonnello è arrivato dalla Libia per festeggiare il secondo anniversario del trattato di amicizia con l&#8217;Italia e ha portato con sé un nuovo spettacolo surreale, questa volta completo di effetti speciali. </p>
<p> “L’amico” Gheddafi, infatti, non si è limitato, come la volta scorsa, a far piantare tende beduine nella capitale e ad aggirarsi per le vie del centro seguito da cinquecento <strong>odalische in tailleur</strong>. Il premier libico, questa volta,  ha decisamente alzato il tiro e si è dedicato con fervore religioso alle “menti” (o alle anime?) delle suddette odalische. Le ragazze sono state ingaggiate dalla stessa agenzia che aveva provveduto al <strong>rifornimento di femmine</strong> la volta scorsa (evidentemente lo standard era stato reputato soddisfacente) e, per una cifra che non è dato sapere per via della consegna del silenzio loro imposta, ma che pare si sia aggirata intorno ai 64 euro, le ragazze hanno assistito a una vera e propria <em><strong>lectio magistralis</strong> </em>tenuta da Gheddafi in persona <strong>sull’islam</strong> e sui dettami del <strong>corano</strong> nell’accademia culturale libica.</p>
<p>Sembra che quelle che si saranno mostrate più interessate ad approfondire la conoscenza del corano, riceveranno inviti a partecipare ad altre manifestazioni “culturali” in Libia. Intanto, una copia del corano per tutte è garantita. Il colonnello avrebbe inoltre suggerito alle ragazze di farsi sposare da uomini libici, in quanto i rapporti tra i due paesi, un tempo nemici, sono ora ottimi: «<em>i rapporti promettenti di diplomazia tra me e il capo di Stato italiano Berlusconi consentono di  mischiare le due etnie, e di procedere verso l’unità. Ma non prima</em> – spiega il colonnello – <em>che voi abbiate letto il Corano, senza preconcetti e con l’apertura mentale necessaria alla conversione</em>».</p>
<p>La giornata di acculturazione islamica è infatti terminata con un grande successo: il colonnello ha suggellato con una piccola cerimonia la <strong>conversione di tre ragazze </strong>italiane alla religione dei seguaci di Maometto, unica salvazione dell’umanità, e che, secondo il leader libico, «<em>dovrebbe diventare la religione di tutta Europa</em>». Le tre neo mussulmane sono uscite dall’istituto indossando il tipico <strong>chador</strong> libico completamente nero.</p>
<p>Il commento della Bindi, puntuale e opportuno, prende tuttavia in esame solo un aspetto del problema, ossia il compiaciuto supporto di tutto il governo italiano alla messa in scena. «<em>Berlusconi</em> – ha detto la vicepresidente della Camera – <em>finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane. Solo nell&#8217;Italietta berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine  e che ha incoraggiato una nuova forma di mercificazione del corpo della donna</em> – ha sottolineato &#8211; <em>è possibile assistere alla celebrazione così imbarazzante e subalterna di un personaggio come Gheddafi</em>».</p>
<p>C’è qualcosa di più sottile, tuttavia, nelle immagini viste, nelle parole sentite, nei modi di fare usati e nell’intera atmosfera dell’evento che disturba. Il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni si è forse avvicinato di più a questo non-so-che, che suscita un indefinibile imbarazzo; a proposito della prospettiva di un Europa islamizzata, Stiffoni ha commentato: «<em>Dopo Boumedienne, allora presidente algerino, che nel 1974 all&#8217;Onu disse che sarebbe stato il ventre delle loro donne a dare loro la vittoria nella sopraffazione dell&#8217;occidente, ora Gheddafi si contorna di una platea femminile per mandare i suoi messaggi. L&#8217;Islam non viene in pace ma per conquistarci</em>».</p>
<p>Il ventre delle “loro” donne. E se piuttosto fosse il ventre delle nostre donne? Cinquecento ragazze, per una cifra irrisoria, hanno fatto ore sotto al sole per comparire quale codazzo giocondo di un leader quanto meno discutibile di un paese in cui i diritti umani, e quelli delle stesse donne, giacciono in una condizione per lo meno ambigua. Sono state usate come bambole di pezza, ma con il proposito di far di loro una testa d’ariete per fare propaganda a un uomo e a una cultura che non ci rappresentano e che, senza falsi correttismi, è lontana anni luce dai nostri parametri. Ma non sono loro le mercenarie: 70 euro non è paga che possa suscitare appetiti tali da mettere a tacere una coscienza, anche vacillante. I mercenari, così come i loro profitti, sono altri: sono coloro che queste ragazze le hanno vendute, e il riferimento non è certo - o non è solo - all’agenzia, ma alle istituzioni che hanno consentito questo spettacolo aberrante.</p>
<p>Ma allora che cos’è che disturba? A disturbare c’è il motivo per cui queste ragazze hanno acconsentito a essere parte di quel grottesco carrozzone. Non vi è dubbio; eccetto per poche, che forse erano antropologicamente incuriosite dall’esperienza, il motivo non può essere che uno e uno soltanto: una incredibile, vuota, cupa <strong>ignoranza </strong>declinata in tutte le sue possibili conseguenze e manifestazioni, che vanno dalla candida <strong>inconsapevolezza</strong> al più vile <strong>menefreghismo</strong>.</p>
<p>Tutti i politici dell’opposizione (e alcuni della maggioranza) hanno criticato chi il governo, chi la mercificazione della donna, chi la compiacenza verso un semi dittatore, ma nessuno ha osato <strong>criticare le donne</strong>. Non è <em>politically correct</em>?</p>
<p>Al contrario, non sarebbe <em>politically correct</em> non farlo: <strong>vergogna</strong>. Con la vostra dabbenaggine avete inferto un duro colpo alla nostra, e vostra, battaglia di dignità e uguaglianza.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Alessandra Maiorino</em></span></strong></p>
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		<title>Meeting di Comunione e Liberazione: là dove porta il cuore</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.cronachelaiche.it/2010/08/meeting-di-comunione-e-liberazione-la-dove-porta-il-cuore/><img src=http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/CL-300x277.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>La Chiesa non è “né di destra né di sinistra”, esordiva qualche giorno fa l&#8217;arcivescovo Agostino Marchetto. Ma la cronaca della più grande kermesse cattolica, il meeting di Comunione e liberazione appena conclusosi a Rimini, dice cose un po’ diverse da quelle dell’arcivescovo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11750" title="CL" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/CL-300x277.jpg" alt="CL" width="300" height="277" />La Chiesa non è “<em>né di destra né di sinistra</em>”, esordiva qualche giorno fa l&#8217;arcivescovo Agostino Marchetto. Ma la cronaca della più grande kermesse cattolica, il meeting di <a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/comunione-e-fatturazione-il-business-ciellino-vale-70-miliardi/" target="_blank"><strong>Comunione e liberazione</strong></a> appena conclusosi a Rimini, dice cose un po’ diverse da quelle dell’arcivescovo.</p>
<p>800 mila persone, un bilancio stimato di <strong>8 milioni e 300 mila euro</strong>, contributi privati (la cosiddetta ‘finanza bianca’) ma anche comunali, regionali, statali. Tra questi, spiccano i 230 mila euro stanziati, non senza polemiche, dalla <strong>Regione Lombardia</strong> &#8211; anche se il meeting si è svolto in Emilia Romagna &#8211; e l’incasso derivante dagli stand allestiti per il ministero dei Beni culturali, delle Infrastrutture, delle Pari opportunità e per la presidenza del Consiglio dei ministri.</p>
<p>E sempre governativi sono gli ospiti politici, ad eccezione dell’unico invitato di peso dell’opposizione, <strong>Enrico Letta</strong>, che alla fine non ha potuto essere presente. Che poi il segretario del Pd Pierluigi Bersani abbia fatto un’apparizione ‘abusiva’ non fa proprio testo. Non era stato invitato.</p>
<p>Ma veniamo alla sostanza. “<strong><em>Sì alla famiglia, no alle coppie di fatto</em></strong>” è il monito del sindaco di Parma, che dal palco ha duramente criticato la Regione Emilia Romagna per l’equiparazione delle coppie di fatto con quelle sposate nell&#8217;accesso ai servizi regionali. Una tesi strenuamente sostenuta, che combinazione, anche da Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, che proprio pochi giorni fa aveva dichiarato “<em>In questo Parlamento non c&#8217;è alcuna possibilità di approvare leggi sulle coppie di fatto etero o omosessuali. L&#8217;argomento più che chiuso è inesistente</em>”.</p>
<p>E se il ministro delle Pari opportunità, <strong>Mara Carfagna</strong>, in un apprezzatissimo intervento, ha esaltato altri valori cardine della tradizione cattolica, come la <strong>sacralità della vita</strong>, il sottosegretario alla Salute, <strong>Eugenia Roccella</strong>, ha approfittato dell’occasione per lanciare l’ennesima stilettata alla pillola abortiva o, per dirla con lei, all’”aborto facile”: “<em>La maternità non è una questione privata, perchè se lo fosse, dovremmo ammettere il diritto ad avere un figlio, e poi il diritto ad avere un figlio sano, un figlio esattamente nel momento in cui lo vogliamo</em>”. Già, i figli sono un dono di dio. Regolarne la nascita sarebbe come ordinare a un parente un preciso regalo per il proprio compleanno. Sconveniente e irrispettoso.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-11753 alignright" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="formigoni immagine" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/08/formigoni-immagine-300x252.jpg" alt="formigoni immagine" width="300" height="252" />Tra welfare e fratellanza, economia e valori religiosi discussi da porporati, ministri e imprenditori, non poteva mancare l’affondo a <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/08/famiglia-cristiana-non-porge-laltra-guancia/" target="_blank"><strong>Famiglia Cristiana</strong></a>, rea di editoriali antigovernativi. A lanciare gli strali non è stata la nutrita schiera di Governo presente al meeting, ma monsignor <strong>Massimo Camisasca</strong>, storico di CL, il quale ha chiesto a gran voce che il settimanale diretto da don Sciortino non fosse più venduto sul sagrato delle Chiese. I ‘moralisti’, ossia tutti cattolici che criticano apertamente la condotta del premier, sono stati ben bacchettati anche dal patriarca di Venezia <strong>Angelo Scola</strong>: “<em>Diventa allora necessario liberare la categoria della testimonianza dalla pesante ipoteca moralista che la opprime riducendola, per lo più, alla coerenza di un soggetto ultimamente autoreferenziale</em>”. Cosa significhi l’altisonante monito non è di immediata comprensione; non ci resta che condividere la semplice analisi di Gad Lerner sull’edizione di ieri de <em>La Repubblica</em>: “<em>Il percorso è chiaro: se la testimonianza si manifesta nell’osservanza religiosa, chi siamo noi per criticare i peccatori osservanti la pratica religiosa nella Chiesa?</em>”. Insomma, due Pater noster e cinque Ave Maria e il peccato (quello presunto di premier e affiliati) non c’è più, un po’ come svaniscono le macchie sulla biancheria se usiamo uno dei detersivi più reclamizzati  in tv. E’ forse a causa di questa profonda osservanza religiosa che allo stesso premier, pluridivorziato e presunto ‘utilizzatore finale’ di servizi sessuali a pagamento, è stata somministrata la comunione lo scorso aprile?</p>
<p>In nome dell’amicizia dei popoli, l’annuale meeting di CL è diventato sempre più il punto di fusione tra <strong>imprenditoria</strong>, <strong>finanza </strong>e <strong>politica</strong>. Quelle i cui rappresentanti si battono il petto in Chiesa, naturalmente. La religiosità, girata come meglio conviene dai rappresentanti vaticani  di turno al solo scopo di mantenere e rinsaldare un privilegio temporale plurimillenario, diventa un mero collante, un condimento che favorisce e rinsalda un’amalgama di potere, un lubrificante che fa girare al meglio gli ingranaggi del connubio <strong>fede&amp;politica</strong> in un’ottica che dovrebbe prescindere da entrambe.</p>
<p>“<em>Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore</em>”, recita lo slogan dell’edizione 2010 del meeting. Per capire quali siano queste “<em>cose grandi</em>”, è sufficiente leggere l’elenco degli illustri affiliati &#8211; politici, bancheri, imprenditori &#8211; di Comunione e Liberazione.  Il “<em>cuore</em>” che le desidera pulsa nella Regione Lombardia.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/le-%E2%80%9Cpagine-gialle%E2%80%9D-di-comunione-e-liberazione/" target="_blank"><strong>Leggi l’elenco degli affiliati di Comunione e Liberazione</strong></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Cecilia M. Calamani</em></span></strong></p>
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