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Censura 2009: pubblicità e rete nel mirino

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censura5686Gennaio
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni vieta qualunque manifestazione davanti ai luoghi di culto.

La IGP, concessionaria della pubblicità sui mezzi pubblici italiani, boccia la campagna ‘Ateobus’ promossa dall’UAAR (Unione Atei e Agnostici italiani) a Genova perché, secondo il codice di autodisciplina della società, “la pubblicità non deve essere offensiva” e “le campagne sociali non devono ledere gli interessi di alcuno”. Questo lo slogan pubblicitario proposto dall’UAAR: “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno” .

Febbraio
L’Atac, l’azienda romana di trasporto pubblico, censura due pubblicità proposte da Current Tv, il canale televisivo di Al Gore, per lanciare il nuovo programma televisivo Vanguard. La prima immagine raffigura una bibbia bucata da tre fori di proiettile seguita dalla scritta: “Cosa succede quando la camorra entra in Chiesa? Vanguard. I martiri della camorra“, la seconda propone un kalashnikov e un rotolo di dollari con lo slogan “Gli Stati Uniti stanno finanziando i terroristi? La guerra segreta all’Iran“.

Maggio
La Chiesa Cattolica presenta un esposto contro il film “Angeli e demoni”, definito “offensivo per il prestigio della Santa Sede“.

La Chiesa boccia lo spot della Renault Scenic: per l’arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, istiga alla poligamia.

Ottobre
Esce in Spagna ma non in Italia il film «Agorà» del regista Alejandro Amenabar, un ritratto di Ipazia, matematica alessandrina, inventrice del planisfero e dell’astrolabio. Ipazia è la  prima martire della scienza, uccisa per ordine di un vescovo cattolico.

Dicembre
A Pescara, il sindaco rifuta all’UAAR (Unione degli Atei e degli agnostici razionalisti)  l’affissione di manifesti con la scritta “Crocifisso? No grazie”.

In seguito all’aggressione al presidente del Consiglio, il ministro dell’Interno Roberto Maroni propone “misure più adeguate e urgenti” per le manifestazioni e per internet. Nessuna anticipazione se non la probabile estensione delle norme di sicurezza che regolano le partite di calcio allo stadio e un ricorso al decreto legge. Nelle mire del ministro, i social network.