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La Chiesa apre alla cremazione ma vieta la dispersione delle ceneri

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[5 mar 2012]
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Da: la Repubblica di sabato 3 marzo 2012
ROMA — «La Chiesa accetta la cremazione, se non è decisa in odio alla fede, cioè per negare la risurrezione dei corpi proclamata nel Credo, ma non la incoraggia». La Conferenza episcopale italiana apre all’idea della cremazione dei defunti, ma resta contraria allo spargimento delle ceneri. È quanto emerge dalla seconda edizione del libro liturgico “Rito delle Esequie” presentata ieri che ha un’apposita appendice con le preghiere “in caso di cremazione”.
Nel testo ci sono molte indicazioni sulla liturgia funebre, particolarmente importante è l’affermazione che la cremazione si ritiene conclusa con la deposizione dell’urna nel cimitero. Questo soprattutto per contrastare la prassi di spargere le ceneri in natura o di conservarle in casa o in luoghi diversi dal cimitero, scelte che risultano inammissibili per la Chiesa. «Tale prassi — sottolinea infatti il documento Cei — solleva non poche perplessità sulla sua piena coerenza con la fede cristiana, soprattutto quando sottintende concezioni panteistiche o naturalistiche».
La Chiesa comunque continua a ritenere la sepoltura del corpo dei defunti la forma più idonea a «esprimere la fede nella risurrezione della carne e ad aumentare la pietà dei fedeli verso coloro che sono passati da questo mondo al Padre
».

Commento
In altre parole la cremazione non è più un peccato ed è accettata – meglio tardi che mai! – dalla Chiesa Cattolica Romana. Resta comunque peccato per coloro che vi ricorrono “in odio alla Chiesa”, i quali – peraltro – se ne strafregano delle conseguenti sanzioni. Nulla dice la CEI sui credenti che, in numero crescente, sono convinti che la “risurrezione della carne” non necessiti di una salma imputridita e per di più ritengono che la dispersione delle ceneri rappresenti una forma civile di contribuire all’ecologia del pianeta e alla vita delle future generazioni. Ciò detto, la Chiesa è libera di considerare un “peccato” la dispersione delle ceneri, ma non si azzarda a pretendere una legge dello Stato che la vieti, tramutandola in un “reato”. Vorremmo soltanto che altrettanto facesse per la procreazione assistita, l’aborto, l’uso degli antifecondativi, il divorzio, il testamento biologico e l’eutanasia, senza attendere che il tempo la costringa a farlo.

Giampietro Sestini
LiberaUscita
Associazione nazionale laica e apartitica
per il diritto di morire con dignità

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