Attualità
Troppo facile prendersela con Schettino
di Cinzia Sciuto[18 gen 2012]
Il disastro della Concordia ha trovato il suo responsabile perfetto. Il comandante Schettino – con la sua spavalderia, con la sua insipienza, con il uso disprezzo per le regole, infine con la sua debolezza e la sua viltà – incarna alla perfezione il cattivo della storia e riesce a concentrare totalmente su di sé ogni responsabilità, come un parafulmine.
Non si poteva trovare colpevole più adeguato: un uomo che suscita istintivo disprezzo nell’opinione pubblica, soprattutto dopo aver trovato anche il suo alter ego, quel De Falco che – con tono perentorio e al tempo stesso stupefatto – ordina a Schettino di tornare a bordo della nave che colava a picco.
È in particolare il responsabile perfetto per l’armatore, che però lì Schettino ce lo ha messo e che delle rotte “alternative” pare non fosse proprio all’oscuro. Ed è il responsabile perfetto anche per la Guardia costiera che, a quanto pare di capire, ha sempre tollerato e mai represso la folle tradizione dell’”inchino” all’isola. E, infine, è il responsabile perfetto anche per tutti i cittadini che oggi, giustamente indignati, mandano le foto ai siti dei giornali che dimostrano come gli “inchini” fossero la prassi: c’è qualcuno di loro che ha denunciato come pericolosa questa tradizione?
Tutti colpiti da quella che un paio di giorni fa sul Messaggero Sergio Givone ha efficacemente definito la «sindrome dell’invulnerabilità». Una sindrome molto diffusa e solitamente anche molto ammirata nel nostro paese, molto più di quel che la reazione unanime contro Schettino oggi farebbe pensare. Chi passa col rosso, chi fa un sorpasso azzardato, chi non rispetta le norme di sicurezza nei cantieri è spesso indicato come uno “in gamba”, uno che “ci sa fare”, uno “tosto” e, viceversa, chi rispetta le regole è di solito il fesso della situazione. Un copione che inizia fin dall’asilo.
Chissà quante pacche sulle spalle ha ricevuto Schettino per i suoi “inchini” e quante volte, forse, De Falco si sarà sentito dire “quanto sei pignolo, quanto sei pedante”. Salvo poi essere tutti pronti a proclamare “Siamo tutti De Falco” quando lo Schettino di turno l’ha combinata davvero grossa. Troppo facile.








































Spero di trovare più spesso articoli come questo in giro, forse una delle poche cose sensate che ho letto in questi ultimi giorni.
E, da Comandante quale sono anche io, tutte perfettamentente azzeccate in quanto vere, dalla prima all’ultima!!!
E’ la cosa che ho subito pensato anche io!! Ma la Guardia Costiera , visto che le leggi ci sono, perchè non fa rispettare le misure di sicurezza? Certe bravate vanno represse subito e con durezza! Ci volevano i morti per convincere tutti che certe “usanze” sono, oltre che stupide, pericolose?
Tutto semplice. Tutto giusto.
Fino a due mesi fa chi ci governava usava gli stessi sistemi e gli stessi metodi per la scelta dei suoi “comandanti”: dovevano essere tutti degli “schettino”, perché così avrebbero fatto la figura degli stupidi, incapaci, bonacciotti… ma chi li ha messi al potere, non si prende nessuna responsabilità!
E’ tutto in sintonia con il “sistema italiota” di gettare il sasso e nascondere la mano…
Peccato. Frose tutti speravamo che le cose cambiassero, come per incanto… ma prima dobbiamo cambiare noi stessi! Leggi Gramellini, La Stampa, di ieri…. “Quello che mi preoccupa non è lo Schettino in sè, ma lo Schettino che c’è in me (in ognuno di noi)…”…
Chi fa il furbo la fa troppo spesso franca, chi rispetta le regole viene descritto come un rompiscatole, avete perfettamente ragione. Poi quando accadono gli incidenti causati da manovre azzardate allora tutti a puntare il dito. Cerchiamo nel nostro piccolo di comportarci bene nei confronti del nostro prossimo… ogni giorno sono costretto a vivere situazioni che mi fanno imbufalire, ma a parte redarguire (se riesco a beccarla) la persona colpevole di spavalderia gratuita che posso fare? Forze dell’ordine in giro quando serve non se ne vedono, e allora siamo punto e a capo. Ieri mattina ore 6:00 procedevo tranquillo verso il posto di lavoro in automobile, ero su un cavalcavia, linea continua, sorpasso azzardato di due auto perchè dall’altro verso stava sopraggiungendo un’altro mezzo… inchiodata pazzesca da parte mia, e vaffa… rivolto ai due scriteriati!!! IL rispetto delle regole ormai è una cosa rarissima…. vince semprei l più furbo. Società davvero misera……
Sono triste e frustrato!
Non è possibile che avvengano tragedie di questa portata per la suerficialità di persone che non sentono il peso della propria responsabilità, che non conoscono il significato dell’etica e dell’onore ma che, peggio, stanno in posti dove non dovrebbero stare perché i valori su cui basiamo la nostra convivenza civile sono traviati da interessi venali e non dal merito e dalla capacità.
Per fortuna esistono esempi virtuosi che riscattano la dannazione in cui vive questo Paese da troppo troppo tempo.
Non sono eroi, sono persone normali che in un paese dove comanda la mediocrità giganteggiano grazie alla loro levatura morale, al senso del dovere, al sacrificio a cui si immolano guardando al prossimo; è a loro che ci affidiamo per riscattare il nostro orgoglio mortificato.
Quante banalità… a che pro questo “annacquamento” delle responsabilità ?
Il COMANDANTE Schettino era o non era il RESPONSABILE UNICO TOTALE di quella nave ?
E allora di cosa andate cianciando ? La COLPA è solo SUA ! Col senno di poi, ma mooolto poi, si potrà anche additare chi non gli ha impedito di fare questa immane cazzata ma restano in bellavista, come una statua equestre in piazza, la sua inettitudine e la sua codardia. Se prendersela con Schettino è, a suo dire, troppo facile, beh… anche di questo la colpa è sua… l’ha fatta troppo grossa.
prima di giudicare, attendiamo la Magistratura! Io sono convinto che se capissimo tutto nel Codice di Navigazione, saremmo tutti al timone …………………………Come al solito, noi italiani, tutti allenatori! Nel nome di Allah! potente e misericordioso.
Va bene, ma dal punto di vista penale la responsabilità mi pare tutta sua, o almeno questo é quello che, appunto dovrà stabilire la magistratura. Poi le valutazioni politiche (non infondate) sono un’altra cosa.
ma allah non sta a medina?o è arrivato anche in italia.
Invece ciò che scrive Cinzia Sciuto è assolutamente condivisibile. Ascoltate questa testimone imbarcata sul Concordia un anno fa prima dell’arrivo del “menefreghista” Schettino, su questo non c’è dubbio, ma non è l’unico. La sciatteria e la stupidità della gestione di queste navi è generalizzata. Tutto va bene fin quando non succede l’immancabile sciatteria di troppo che diventa fatale.
http://video.repubblica.it/dossier/naufragio-giglio-costa-concordia/ex-speaker-della-costa-sulla-concordia-scarsa-sicurezza/86035/84424
Quello che scrive Cinzia Sciuto è condivisibile tuttavia, visto che una nave ha un responsabile che è il Comandante (altrimenti cosa ci stanno a fare i Comandanti?) mi sembra giusto stabilire per prima cosa le sue mancanze e i suoi errori. Sarebbe opportuno accertare in seguito anche le responsabilità di tutti quelli che, per la loro posizione, potevano fare qualche cosa ma non l’hanno fatto. Speriamo che questa tragedia serva d’ora in avanti almeno a non tollerare più certe stupide abitudini.
È vero, è troppo facile prendersela con Schettino. È sempre facile prendersela con un vigliacco. E Schettino è un vigliacco. E per questo sono morte delle persone. Certo, c’è sicuramente molta gente sopra di lui che dovrebbe pagare (e che quasi sicuramente non pagherà) per questo assurdo dramma. Forse non saremo tutti De Falco, ma qualcuno ce n’è. E io sto con loro, quelli che rispettano le regole.
Troppo facile è scrivere articoli del genere.
il capitano Schettino ha affondato una nave ma sta salvando l’Italia: adesso ci sentiamo tutti migliori, più coraggiosi, più competenti, più efficenti e affidabili…chiederemo sempre tutti la ricevuta fiscale, faremo il biglietto dell’autobus e non parcheggeremo più in doppia fila. Basterà comportarsi da persone civili per sentirsi cazzuti e palluti…Schettino è l’antidepressivo nazionale
(
condivido l’articolo di questa Italia che va a picco, nessuno, dico nessuno che, abbia parlato del costo del lavoro. Per risparmiare l’armatore inbarca tutti anche quelli che dovrebbero fare un altro mestiere, non sarà nel primo ne l’ultimo disastro i morti sul lavoro – Morti sul lavoro 2012
Dall’inizio dell’anno a oggi 19 gennaio sono morti 26 lavoratori sui luoghi di lavoro e 45 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere
OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA SULLE MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO
ATTIVO DAL 1 GENNAIO 2008 PER NON DIMENTICARE
Antonio schiavone 36 anni
Roberto Scola 32 anni
Angelo Laurino 43 anni
Bruno Santino 26 anni
Rocco Marzo 54 anni
Rosario Rodinò 26 anni
Giuseppe Demani 26 anni
Sono i sette operai della ThyssenKrupp
bruciati vivi il 6 dicembre 2007
in una fabbrica di Torino
Dedichiamo questo Osservatorio a tutti i lavoratori morti per infortuni sul lavoro. Che il 6 dicembre di ogni anno diventi la “giornata” dei morti sul lavoro in cui si rifletta su questo triste fenomeno che colpisce oltre 1000 lavoratori ogni anno.
Se i visitatori avessero bisogno di notizie approfondite su singole province o quant’altro sulle morti sul lavoro, possono chiederle direttamente all’Osservatorio con una mail a carlo.soricelli@gmail.com.
La pubblicità che appare quando aprite il blog non è fatta con il consenso dell’ Osservatorio che è contrario a qualsiasi forma di pubblicità quando si parla di queste tragedie, purtroppo siamo costretti a subirla.
I MORTI SUL LAVORO NEL 2011. SI E CONCLUSO UN ANNO ORRIBILE – MAI TANTI MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO DA QUANDO E’ NATO L’OSSERVATORIO
I MORTI SUL LAVORO nel 2011 SONO STATI COMPLESSIVAMENTE PIU’ DI 1170, DI CUI 663 SUI LUOGHI DI LAVORO (tutti documentati) + 11,61 % SULL’INTERO 2010 (594). NEL NUMERO TOTALE DELLE VITTIME CI SONO ANCHE I LAVORATORI MORTI SULLE STRADE, IN ITINERE E IN NERO. MA MOLTI ALTRI MORTI SUL LAVORO, NON INSERITI DALL’OSSERVATORIO TRA LE VITTIME SFUGGONO A QUALSIASI MONITORAGGIO PER DIVERSE RAGIONI.
SIAMO TORNATI INDIETRO DI 5 ANNI PER NUMERO DI MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO: IL GIORNO 12 DICEMBRE CON 640 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO SONO STATI SUPERATI I MORTI DELL’INTERO 2008 ( 637). IL MESE SCORSO SONO STATI SUPERATI I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO DEGLI INTERI ANNI 2010 (594) e 2009 (555) .
Oltre il 15% di queste vittime monitorate dall’Osservatorio lavoravano in nero o erano già in pensione. Si arriva a contare più di 1170 morti (stima minima) se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere o sulle strade (sono lavoratori che utilizzano un mezzo di trasporto: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro/lavoro-casa). La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro nord-sud, soprattutto edili meridionali, che lavorano in nero o in grigio e che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa e queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come “morti per incidenti stradali”
L’agricoltura ha registrato 207 morti sui luoghi di lavoro il 31,16 % di tutti i morti. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori killer spesso senza protezioni che si ribaltano. Solo sui campi, nel 2011 sono stati 138 i morti provocati da questa autentica bara in movimento. Da soli gli agricoltori schiacciati dal trattore sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Praticamente è morto un agricoltore schiacciato dal trattore ogni 3 giorni.
L’edilizia ha già avuto dall’inizio dell’anno 173 vittime sui luoghi di lavoro e registra il 26,62% sul totale, le morti in edilizia sono dovute soprattutto a cadute dall’alto (38,25%) . Le vittime sono per la maggior parte edili meridionali e stranieri anche nei cantieri del centro-nord.
Oltre il 26% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni e le vittime in questa fascia d’eta sono quasi tutte concentrate in agricoltura, in edilizia e nei servizi.
CON L’ALLUNGAMENTO INDISCRIMINATO DELL’ETA’ DELLA PENSIONE IN CATEGORIE A RISCHIO COME L’AGRICOLTURA E L’EDILIZIA E IN LAVORI PERICOLOSI PER LA VITA, APPROVATO IN VIA DEFINITIVA CON UNA LEGGE POCHI GIORNI FA , SI DIMOSTRA SOLO UNA SCARSA SENSIBILITA’ SOCIALE E UMANA DA PARTE DI CHI L’HA VOTATO.
Il 10,8% a meno di 30 anni. Dai 30 ai 39 il il 14,1%. Il 19% dai 40 ai 49. il 18,85% dai 50 ai 59. il 26,2 oltre i 60 anni. del 9,8% delle vittime non siamo a conoscenza dell’età.
L’industria (comprese le aziende artigianali con meno di 15 dipendenti) ha già avuto 71 morti con il 10,9,%. A queste vittime occorre aggiungere i lavoratori esterni che non sono dipendenti ma prestatori di servizi nelle aziende.
L’autotrasporto 53 con il 7,9%
Le donne morte sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno sono 15 contro le 5 dell’intero 2010 + 200%
Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono 74 con 11,3% % sul totale. I romeni sono il 40% di tutti i morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri e gli albanesi il 18,1%. Se si esclude l’agricoltura gli stranieri arrivano nelle altre categorie ad avere il 16% delle morti sul totale.
I giovani militari morti in Afghanistan sono stati quest’anno 9 e 44 dall’inizio della missione.
Situazione sul territorio
Qui sotto la situazione in ogni regione comparata con i morti sui luoghi di lavoro di tutto il 2010, col colore rosso sono evidenziate le regioni che hanno già eguagliato o superato i morti sui luoghi di lavoro dell’intero 2010:
Piemonte 52 registra + 85,7 % in più sul 2010 (28 morti)
Liguria 15 morti come nel 2010 (15 morti)
Val d’Aosta 3 morti come nel 2010
Lombardia 78 morti -3,7 % sul 2010 (81 morti)
Trentino Alto Adige 22 morti -31,2% sul 2010 (32)
Friuli Venezia Giulia 13 morti +85% sul 210 (7 morti)
Veneto, 48 morti registra – 9,4% sull’intero 2010 (53 morti)
Emilia Romagna 55 morti + 37,5%sul 2010 (40 morti).
Toscana 42 morti +44,8% sul 2010 (29 morti)
Marche 18 morti + 28,5% sul 2010 (14 morti)
Umbria 17 nel 2011, +142% sul 2010 (7 morti)
Abruzzo 28 morti + 33,3% sul 2010 (21 morti)
Lazio 44 morti +4,5 % sul 2010 (42 morti)
Molise 6 morti + 100% rispetto al 2010 (3 morti)
Campania 41 morti -14,5% sull’intero 2010 (48)
Puglia 39 morti -13,3 % rispetto all’intero 2010 (45 morti)
Calabria 22 +18,1% rispetto all’intero 2010 (18 morti)
Basilicata 5 morti come nel 2010
Sicilia 42 morti lo stesso numero di morti del 2010 (42 morti).
Sardegna 25 + 4,1% sul 2010
Nel numero totale delle vittime regionali mancano i lavoratori morti sulle strade, autostrade, itinere e i militari morti in Afghanistan, con questi si arriva a contare oltre 1170 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno (stima minima)
Le province con più di 5 morti sui luoghi di lavoro – Brescia 22, Torino 19 – Roma, Bolzano e Milano 15 – Frosinone e Bologna 13 – Bologna 12 – Bergamo e Chieti 11 – Vicenza, Venezia, L’Aquila, Catania, BAT, Perugia, Napoli e Reggio Emilia 10 – Savona, Cosenza e Benevento 9 – Ragusa, Lecce, Foggia, Macerata, Treviso, Arezzo, Trento, Latina, Salerno Padova e Cuneo 8 – , Avellino, Firenze e Viterbo 7 – Terni, Trapani, Piacenza, Varese, Parma, Como, Catanzaro, Oristano, Campobasso, Caserta e Nuoro 6 – Rovigo, Messina, Palermo, Bari, Alessandria, Brindisi, Cagliari, Grosseto, Livorno, Forli-Cesena, Mantova, Asti, Novara e Udine 5. Ricordiamo che queste elencate sono le vittime sui luoghi di lavoro nelle province. Se si aggiungono i lavoratori morti sulle strade e in itinere le vittime raddoppiano in quasi tutte le province. Statisticamente muoiono sulle “strade” dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro.
I morti sulle autostrade e all’estero non vengono segnalati sulle cartine regionali che ogni mese l’osservatorio pubblica sul blog.
Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono i lavori all’aperto quali l’edilizia, l’agricoltura, la manutenzione stradale, l’autotrasporto ecc… per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno aumentando la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi legate alle condizioni del tempo. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci, in determinate province, un aumento delle vittime per questi lavoratori, ed è per questo che siamo a segnalarvi un blog di Meteorologia http://www.prevenzionemeteo.blogspot.com/ che, con la nostra collaborazione, fa previsioni del tempo mirate alla prevenzione dei gravi infortuni sul lavoro per i lavoratori che operano all’aperto quali agricoltori, edili, agenti di commercio ecc. e anche in itinere. Questi lavoratori, spesso rischiano la vita quando vanno o tornano dal lavoro: a causa di turni pesanti in orari dove si dovrebbe dormire. In questi casi le condizioni del tempo sono determinanti. I grafici elaborati col materiale raccolto nel corso di questi 4 anni e le condizioni meteorologiche danno una situazione abbastanza chiara e attendibile sui rischi che si corrono. Oltre le previsioni del tempo, sempre utili per tutti i lavoratori, il blog segnala quali sono le province più a rischio, situazione che si verifica in particolari condizioni atmosferiche. Nei mesi estivi tutto il Paese ha un rischio molto elevato, ma in alcune giornate i rischi sono maggiori. Molto pericolosi i giorni successivi a periodi persistenti di maltempo. I lavoratori che operano all’aperto, o che sono sulle strade nelle province evidenziate nelle giornate a “RISCHIO ” dovrebbero prestare la massima attenzione. (C Soricell)
No, Schettino sarete voi, non io.
Pienamente condivisibile l’articolo.
Tuttavia non è mia intenzione far passare il comandante Schettino da martire,
Ritengo che siano innegabili la sua stupidità, superficialità, arroganza, incompetenza e viltà.
E’ quindi più che doveroso che lui paghi.
Solo 15 anni? … ci fossero ancora le vecchie regole del mare, sarebbe già espatriato a gambe levate.
Mi accontenterei di vederlo degradato a mozzo semplice, ed in fila in qualche centro per l’impiego del suo paese.
Ma, tranquilli, nessun problema. Siamo in Italia, e probabilmente farà qualche mese in cella. Sempre che non chieda la temporanea infermità mentale, sostenuta tra l’altro, dai numerosi anni al servizio della Costa Crociere.
Detto questo, è chiaro che non è lui il solo idiota (dalle mie parti si dice pirla) che per le sue negligenze ha causato tale tragedia.
E come specificato nell’articolo le colpe sono anche di altri soggetti (sottoufficiali, equipaggio, guardia costiera..), armatore in primis. In quanto le carenze strutturali ed organizzative non sono certamente imputabili al neo capro espiatorio.
Sono stato due volte in crociera con Costa, e mi son sempre trovato bene. Anche se … l’ultima volta, l’esercitazione l’abbiamo fatta il quarto giorno .. su sette totali di crociera, per esempio.
Tutto è bello, tutto è luccicoso e divertente, tutto è da hotel a sei/sette stelle.
Tutto è andato sempre bene.
E quando va male, come sempre, come da sempre, accade in Italia basta trovare un colpevole, addossare a lui tutte le colpe, schifarsi di come vanno le cose, ergersi ad allenatori (come faceva notare florio al commento 7) .. per avere la coscienza (ri)pulita e continuare come sempre.
E’ accaduto così nella storia, nella politica, nelle disgrazie.. dovunque. E’ lo sport italiano. Uno dei preferiti. Addossare la colpa all’altro, sempre. In fin dei conti .. mors tua, vita mea.
La compagnia navale pare si costituirà parte offesa, e di certo ora ha le sue belle grane di immagine, soldi, denunce a raffica. Ha pagato, paga e pagherà. Non può andare sempre bene.
Ciò che mi ha rattristato in questi giorni, è stato anche leggere qualche commento su FB, che addossava la colpa al personale extracomunitario che non parlava italiano e che era più spaventato di loro.
E che dovevano fare, quando il comandante ha ritardato l’allarme, era in compagnia di una signorina moldava ( la prima cosa che ho detto a mia moglie, quando ho sentito dell’accaduto), ha detto che era un guasto elettrico (pensando che le persone sono deficienti che non vedono la nave piegarsi di lato…), … è scappato fra i primi?
Dovevano salvare loro la situazione? ..
Cosa che cmq hanno fatto, e che già facevano. Persone costrette per pochi euro a stare sette/otto mesi stipati in cucina, a far le pulizie .. a stare lontano da casa… e poi sorridere nel salone da pranzo/cena cantando Volare oh oh ..
noi ci divertiamo, ma chissà come mai, sempre meno si rendono conto di queste cose.
Dovremmo INDIGNARCI TUTTI, ma seriamente.
Invece proseguiamo così. Dove, il furbo, il delinquente, quello che va a200 Km/h in autostrada, quello che si da malato e va in ferie, quello che si lamenta del costo della vita ma ha azioni e conti correnti sparsi qua è là …. è visto come uno tosto, uno che “sa vivere”.
Quante volte ho sentito queste parole .. quante volte avrei voluto dare una mazzate sulle gengive a chi le pronunciava …
Ma sì và .. lamnetiamoci, amalgamiamoci, schifiamoci quel tanto che basta, meglio se sotto natale.. siam più buoni ..
In fin dei conti io sto bene nel mio orticello .. dell’altro .. chissenenfrega poi?
… Mors tua Vita mea …
Concordo con l’articolo, in particolare sulle responsabilità dell’armatore. sarebbe interessante conoscere i criteri di scelta e selezione dei comandanti.
Schettino ha dimostrato di non possedere i requisiti professionali oltre a quelli pscicologici per una funzione di alta responsabilità quale comandare una nave.
In Italia è diffusa la scelta di affidare funzioni con responsabilità a Yes-man, ambiziosi cortigiani con l’arroganza tipica del mediocre. Le persone capaci in genere possiedono anche intelligenza critica e capacità di discernimento, diventando così scomode o pericolose.
La Costa Crocere come ha valutato le capacità di Schettino quando gli ha affidato il comando della Concordia?
Sono d’accordo con le considerazioni fatte nell’articolo,vo detto nullaglio altresì precisare ke si dovrebbe guardare con oki diversi,alcuni personaggi della vicenda.Per quanto concerne De falco ,ke si stà esaltando e beatificando solo perkè ha urlato e intimato al comandante di risalire sulla nave aggiungendo la parola “cazzo”alla fine della frase.Io vorrei saprre questo grand’uomo cosa faceva,invece di controllare la navigazione nel suo raggio di pertinenza???xkè se nn lo avvisavano telefonicamente lui nn aveva rilevato nessuna anomalia nei suoi monitor quindi ,conseguenzialmente questo vuol dire ke tt le navi da crociera ke settimanalmrnte passanoapprossimativamente alla stessa distanza dalls costa……e la guardia costiera come mai nn ha mai detto nulla????….dimenticavo:”cazzo”.Quindi se è vero ke schettino avrà fatto un errore di 100 metri rispetto agli altri è anke vero ke tt sapevano e nessuno ha mai detto nulla:omertà assoluta
Tt quelli ke si ergono in cattedra a giudicare dovrebbero prima trovarsi nelle stesse condizioni e poi aprire bocca.È facile dalla poltrona, dalla sedia in ufficio (de falco) urlare e sbraitare ma ki puó sapere le proprie reazioni se nn ci si trova dentro.Le responsabilità sono da suddividere tra tante persone ,si devono scoprire taciti assensi ke vigono nella prassi della navigazione delle grandi
compagnie ,ke sono a piena conoscenza delle rotte criminali delle proprie navi .
Quindi se tt avessero fatto il loro dovere di vigilanza e di repressione delle condotte disdicevoli(i cosidetti inkini)nn sarebbe mai successo tt questo!!!!Indignamoci …..ma indignamoci drl fatto ke noi italiani facciamo le leggi x farle osservare solo a ki nn conta nnt e esoneriamo dall’obbligo tt i rikki e potenti x paura delle conseguenze negative ke potrebbero generare sulla carriera.Italiani:siamo degli ometti piccoli e puerili sempre pronti a speculare sulle disgrazie altrui,sempre pronti a giudicare e sputare sentenze senza mai l’umiltà dell’immedesimarsi e cercare di capire……..
sarebbe accaduto sr
[...] non uno scopo, almeno qualcosa che non renda completamente vana una strage causata dai vezzi di un comandante insipiente, cialtrone e infine codardo, dobbiamo scavare sotto a quel relitto e scavalcare le quotidiane [...]
@ Sig.ra Cinzia Sciuto
Innanzitutto vorrei farLe i miei complimenti per il Suo articolo e aggiungerei alla “sindrome invulnerabilità” anche la “sindrome vittimismo” in quanto l’italiano si considera vittima della “cattiveria” altrui, e non sia MAI per una sua propria incapacità e/o stupidità.
In quanto al particolare costume di comportamento italiano, penso inizi ancora prima dell’asilo, cioè dalla culla.
Chissà se questa tragedia servirà che l’italiano impari ad ascoltare il De Falco pignolo, pedante di turno che fa sì si evitino ridicolizzazioni al mondo esterno (non poi così tanto perfetto) e future fatalità tragiche, e ignori lo Schettino stupido di turno che con i suoi inchini e adulazioni al momento sembra preferibile, più divertente.
Riguardo al “mea culpa” non serve a niente. Le responsabilità andrebbero prese prima dei disastri che fanno sì che la fama dell’italiano si perda in un bicchier d’acqua a fronte di grandi capacità inventive e lavorative degli italiani, in Italia e nel mondo.