Discriminazioni Mondo
Il rabbino olandese che voleva curare i gay
di Claudio Tanari[25 gen 2012]
«Dobbiamo creare un’atmosfera in cui un adolescente o qualsiasi altra persona può parlare francamente a un genitore, rabbino o a un mentore ed essere trattato con amore e compassione. Queste figure devono poi guidare i sentimenti gay verso un cammino di guarigione per superare queste inclinazioni. Dobbiamo ricordare che questi soggetti sono innanzitutto vittime innocenti di un’infanzia difficile. Meritano tutto il nostro amore, supporto e incoraggiamento in questo percorso verso la guarigione».
Di questo tenore le posizioni della Declaration On The Torah Approach To Homosexuality che ha finora raccolto le firme di 192 fra rabbini e psichiatri, fra cui quella di Ayer Ralbag, rabbino capo della comunità ebraica di Amsterdam.
Niente di nuovo – ahimé – dalle nostre parti, dove solo nel maggio scorso un sottosegretario (Carlo Giovanardi) senza il senso del ridicolo se la prendeva con la campagna pubblicitaria Ikea e col videogioco The Sims “rei” di sdoganare le coppie gay; o dove lo stesso Benedetto XVI, nel libro-intervista Luce del mondo riusciva ad affermare: «Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate – ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza – allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove» ma «non per questo diviene moralmente giusta».
Ma il rabbino è stato sospeso dalla comunità ebraica ortodossa di Amsterdam, di cui era capo, proprio dopo aver firmato quella dichiarazione, come riporta il Telegraaf di martedì 17 gennaio. A sua parziale scusante, va ricordato che Ralbag vive a New York e si reca in Olanda una o due volte all’anno per le decisioni sulle questioni legali della comunità. Forse frequenta troppo gli ambienti omofobi della destra estrema statunitense, perdendo probabilmente i contatti con la tradizionale tolleranza della società olandese.
Il vice direttore del Telegraaf Esther Voet, in un’intervista al Jerusalem Post, ha dichiarato: «Abbiamo bisogno di un rabbino capo che conosca le nostre tradizioni e questo è impossibile se uno viene a farci visita un paio di volte l’anno».
Lo stop a Ralbag cade dopo la denuncia del quotidiano Trouw che ha rivelato come l’organizzazione di assistenza psichiatrica Different, con la copertura delle compagnie di assicurazione pubbliche, propone una terapia “salvifica” per gay e lesbiche cristiani: successo garantito – vanta il gruppo di sedicenti psichiatri – in almeno il 30% dei casi.
Secondo Different, l’omosessualità è «un orientamento che può essere trattato».
«La firma del rabbino Ralbag potrebbe dare l’impressione che la comunità ebraica ortodossa di Amsterdam condivida la sua opinione» – puntualizza la NIHS, sezione amministrativa della comunità, in un tempestivo comunicato stampa – «Questo è completamente falso. Gli omosessuali sono benvenuti».
Amen!
Claudio Tanari









































Mi permetto di osservare che invece di nuovo c’è molto rispetto alle nostre latitudini . Infatti il rabbino olandese è stato prontamente rimosso dalle sue funzioni, si direbbe da noi, grazie alle richieste dei fedeli. Del resto non è raro che i rabbini vengano rimossi (anhe da noi in Italia, a Torino ad esempio, è stato sostituito un rabbino ritenuto daifrequentatori del tempio troppo zelante) . Per quanto credo che la religione, qualsiasi religione, sia troppo presente nella società mentre dovrebeb svolgersi all’interno dei luoghi deputati e solo con i fedeli, penso che fare di tutta una erba un sol fascio sia puerile (e ovviamente non mi sto riferendo a questo post che porta correttamente le diverse posizioni) . Quanto alla omosessualità è pratica comune ormai di molti rabbini dare benedizioni a cppie omosessuali anche da noi .
Rabbini o non rabbini, preti o non preti, chiunque nel 2012 ribadisce che l’omosessualità è una malattia da curare andrebbe preso semplicemente e calci.
Interessante il commento 1. I parroci per essere rimossi devono essere beccati con le mani lorde di sangue
RIPORTO: “…Ma il rabbino è stato sospeso dalla comunità ebraica ortodossa di Amsterdam, di cui era capo, proprio dopo aver firmato quella dichiarazione,…
…«La firma del rabbino Ralbag potrebbe dare l’impressione che la comunità ebraica ortodossa di Amsterdam condivida la sua opinione» – puntualizza la NIHS, sezione amministrativa della comunità, in un tempestivo comunicato stampa – «Questo è completamente falso……”
Questa frase mi ha fatto immediatamente ricordare le frasi che pronunciò De Mattei a proposito del disastro di Fukushima. Allora il CNR non ritenne doveroso sollevare il De Mattei dal suo incarico di vice presidente. Evidentemente la serietà italiana è sempre un livello sotto e sempre sospesa in equilibrio fra interessi contrastanti
Trovo singolare la vicenda paragonata ai fatti che riguardano la chiesa cattolica.
Qui i personaggi biechi della chiesa,sia che portino la tonaca rossa o nera,riescono sempre a eludere la galera,anche se colpevoli di gravi misfatti