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Chi€sa    Critiche laiche   

Escatologia italiota e Inquisizione preventiva

di Paolo Izzo
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[28 gen 2012]
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Il rumore nostrano intorno al lavoro teatrale Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio puzzava di incenso lontano un miglio, a differenza della Francia, dove il dibattito si era mantenuto prevalentemente sul piano della libertà di rappresentazione e di espressione artistica. Da noi, all’ombra del Cupolone, è sempre diverso. E infatti, prima ancora che l’opera di Romeo Castellucci, in scena al teatro Franco Parenti di Milano, ricevesse l’ecumenica recensione di Vito Mancuso (prima pagina di Repubblica, giovedì scorso) e il contemporaneo placet dell’Avvenire, si poteva già intuire che ci saremmo trovati di fronte a una diatriba filosofica catto-centrica: Gesù, Dio e come l’essere umano deve “credere” all’uno e all’altro.

Se qualcuno pensava a un nuovo caso Agorà, il film su Ipazia di Alejandro Amenàbar che tante difficoltà ebbe ad essere distribuito qui da noi, rimarrà deluso. Perché il tenore della discussione italiana, già dalle prime cautele dello stesso autore – che ha definito la sua opera “profondamente cristiana” – o dal “grido al creatore” sottolineato dal quotidiano della Cei, sta virando oltretevere, con il consenziente fruscio delle tonache, ed il suo oggetto è e rimane il “credere” nel dio dei cattolici, nelle sue declinazioni possibili, anche estreme.

Al contrario, uno che persevera nel voler “pensare”, indagando laicamente l’umano senza aiutini dall’aldilà, è il regista Marco Bellocchio. Il quale, per aver annunciato di voler fare un film sulla vita e la morte, magari con uno sfondo di eutanasia, testamento biologico e stati vegetativi, ha già collezionato due censure e senza nemmeno aver girato il primo ciak (che è previsto lunedì prossimo): borsa chiusa della Regione Friuli, che gli ha negato i fondi per il film, e porte chiuse all’ospedale di Udine che ospitò per gli ultimi giorni il corpo di Eluana Englaro in forzato stato vegetativo, ma che non consentirà a Bellocchio riprese interne per il suo La bella addormentata. Cioè: non si sa ancora quasi niente del nuovo lavoro del regista piacentino, ma non sia mai che possa trattarsi di un film laico! E allora, tutti in fila verso l’acquasantiera, battendosi il petto e salmodiando “io con Bellocchio non c’entro, io con l’eutanasia non c’entro, io con il testamento biologico non c’entro”. E così, in perfetto stile italiano, mentre il caso Castellucci si innalza verso un trascendentale, quanto astratto, dibattito escatologico, il Maestro Bellocchio deve fare concreti conti con una Inquisizione molto terrena e, soprattutto, preventiva.

Paolo Izzo
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5 commenti
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  1. Andiamo bene… però ho letto che Bellocchio farà comunque il film.

  2. [...] pubblicato su Cronache Laiche Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this post. This entry was posted in [...]

  3. Esiste un’opera di Hindemith “Sancta Susanna”, un piccolo capolavoro dell’espressionismo: un breve lavoro della durata di circa 25 minuti, su testo del poeta August Stramm, rappresentato nel 1963 a Roma e che dette seguito perfino ad una interrogazione parlamentare per blasfemia e , perciò,dall’epoca mai più rappresentata e scomparsa dalle scene.
    In essa si tratta del tema della sessualità in un convento e di come il misticismo sia permeato alla fin fine di sogni erotici, cosa che, fra l’altro mette in discussione uno dei capisaldi del cattolicesimo spiritualista.
    L’ho rinvenuto su Youtube e devo constatare, ahimè, che qualunque operazione culturale di messa in discussione degli stereotipi religiosi è destinata ad avere vita breve, grama e difficile.
    Dò di seguito, per chi potesse interessare, i link di youtube e del testo in in tedesco con traduzione italiana a fronte:

    http://www.youtube.com/watch?v=w3W-uL76uf4

    il testo pdf:

    http://www.dicoseunpo.it/dicoseunpo/H_files/Sancta_Susanna.pdf

  4. Ritengo che il sistema migliore sia quello di ignorare completamente coloro che vogliono imporre ciò in cui non si crede, quindi di proseguire imperterriti sulla strada del realismo assoluto senza dogmi e senza timori, ma disposti a cambiare le proprie opinioni nell’istante in cui appaiono non veritiere, perchè tutto cambia in continuazione senza sosta, e tutto quanto siamo ora è il frutto di ciò che è avvenuto ieri ed è l’inevitabile effetto di ciò che sarà domani.

  5. ohhhhhhhh!!
    … sveli la noia confessionale di uno spettacolo e subito un fridolino ti rilancia nel mondo delle pruderie di santa romana chiesa; parli di lotta culturale concreta di un grande cineasta ed ecco che il menarino di turno ti fa un bell’astratto sermoncino paraeracliteo…
    eh!, italiani, bella gente!

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