Bioetica Diritti&Rovesci
La pillola dei cinque giorni dopo arriva tre anni dopo. E solo se non serve
di Cecilia M. Calamani[24 ott 2011]
Quella della pillola dei cinque giorni dopo è una storia emblematica per il nostro paese, sempre così attento, al di là di chi lo governa, a non calpestare la sensibilità di quei pochi che vorrebbero convertire in legge l’oscurantismo della loro religione.
Partiamo dall’inizio. È il maggio 2009 quando l’Emea, l’agenzia europea del farmaco, autorizza la commercializzazione di EllaOne (ulipristal acetato), un contraccettivo d’emergenza che ritarda o inibisce l’ovulazione se assunto entro 120 ore da un rapporto a rischio. Nel gennaio 2010 la casa produttrice fa richiesta all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per ottenere i relativi permessi su suolo italiano, ma il ministro della Salute Ferruccio Fazio interrompe l’iter per chiedere che il Consiglio superiore di sanità chiarisca se Ellaone è davvero un farmaco contraccettivo o non, piuttosto, abortivo. Per circa un anno cala il silenzio sulla vicenda, tant’è che la maggior parte della popolazione italiana non sa neanche cosa sia la pillola dei cinque giorni dopo, già usata con successo dalle donne di molti paesi europei. Finché i senatori Poretti e Perduca (Radicali italiani), nel maggio 2011, presentano al ministro della Salute un’interrogazione parlamentare e la vicenda comincia finalmente ad acquisire un minimo di visibilità. Si arriva così al luglio scorso, quando il Consiglio superiore di sanità esterna finalmente il suo parere (non vincolante): EllaOne non è un farmaco abortivo e quindi non può essere somministrato in caso di gravidanza accertata. Bisognerebbe perciò prescriverlo solo dietro presentazione di test di gravidanza ematico negativo. Nonostante gli evidenti paletti posti dal Consiglio superiore di sanità, qualche solerte cattoparlamentare bipartisan ha comunque da ridire e redige una nota in cui chiede al governo di fermare immediatamente l’introduzione della pillola dei cinque giorni dopo perché «il via libera da parte del Consiglio superiore di sanità a questa pillola per la contraccezione d’emergenza è un ulteriore passo verso la trasformazione dell’aborto in contraccezione». La probabilità di successo della richiesta è scarsa, ma intanto si mette qualche altro bastone tra le ruote del progresso in modo tale da ritardare la discesa agli inferi di tutto il paese.
Arriviamo così all’inizio di ottobre 2011, quando la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa dà finalmente il via libera alla commercializzazione pur recependo in toto il parere (non vincolante!) del Consiglio superiore di sanità. EllaOne, dunque, potrà essere prescritto esclusivamente dietro presentazione di test di gravidanza ematico negativo. Della serie: ti diamo la pillola solo se non ne hai bisogno. Ora dovremo aspettare la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e tutti i tempi burocratici connessi. EllaOne arriverà nelle farmacie italiane non prima della primavera del 2012, ossia esattamente tre anni dopo il placet europeo.
A parte il vergognoso ritardo di civiltà che costerà una quantità non stimabile di aborti (presumibilmente chirurgici, visto lo stato in cui versa una parente stretta di EllaOne, la pillola abortiva Mifegyne – ex Ru486), rimane l’assurda misura del test di gravidanza, non richiesto da alcuno dei paesi in cui la pillola è già in commercio (tanto per avere un’idea: America, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Svezia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Austria, Grecia, Polonia, Lettonia, Lettonia, Portogallo e Romania). L’efficacia della contraccezione di emergenza è direttamente proporzionale alla sua tempestività. Se nelle 120 ore seguenti al rapporto a rischio ci devono rientrare il prelievo venoso, i tempi di analisi, il ritiro del referto, la ricerca di un medico non obiettore che prescriva la pillola e quella di un farmacista non obiettore che la venda (a Vaticalia ne abbiamo a iosa, anche se fuorilegge), la probabilità di successo del farmaco diminuisce considerevolmente.
Così commenta la decisione dell’Aifa Silvio Viale, ginecologo di Torino che si è battuto per l’introduzione della pillola abortiva (Ru486) e presidente dei Radicali italiani: «Il test di gravidanza per assumere la contraccezione di emergenza ha l’unico obiettivo di ritardare l’intervento e renderlo meno efficace, con la conseguenza di aumentare le gravidanze indesiderate. Quello ematico è ridicolo, poiché allunga i tempi e non ha alcun vantaggio rispetto al test sulle urine. È una disposizione contro le donne e la loro salute che non verrà rispettata, tranne da chi la userà come pretesto per non prescriverla». E continua: «E’ una figuraccia, che mi auguro che il CdA dell’Aifa abbia il coraggio di rimettere in discussione: non vi è nessun Paese e non vi è alcuna agenzia del farmaco che abbiano subordinato la contraccezione di emergenza a un test di gravidanza, meno che mai ematico».
Tra un premier che ha creato un sistema di potere sulla mercificazione del corpo femminile e i continui veti oscurantisti sulla loro salute e i loro diritti (fatti salvi quelli di vendersi al miglior offerente), questo non è proprio un paese per donne.
Cecilia M. Calamani








































Gli unici politici laici e civili di questo paese sono (e sono sempre stati) i Radicali.
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[...] Fonte Posted by admin at 19:21 [...]
Se è vero che c’è unità di pensiero sull’inutilità del test ematico per prescrivere la pillola (per ragioni diverse) , altrettanto non si può dire sulla pillola EllaOne.
Pare che all’interno dello stesso mondo scientifico italiano non ci sia uniformità di pensiero, e questo di certo non aiuta a capire veramente di cosa si tratti, le donne in primis.
Non resta che fidarsi ciecamente di chi dice che questa pillola non è abortiva. Ma è giusto così? Non so.
Max, all’interno del mondo scientifico c’è uniformità di pensiero su EllaOne. Lo dimostra l’Europa, lo dimostra l’Aifa e lo dimostra addirittura il Consiglio superiore di sanità. Che poi i medici cattolici non siano d’accordo è un altro problema. Non si tratta di scienza, ma di interpretazione morale della scienza, che è un’altra cosa.
Per quanto riguarda il discorso “aborto”, bisognerebbe intanto definire cos’è. Un ovocita fecondato ma non ancora impiantato cos’è? EllaOne ritarda o inibisce l’ovulazione, quindi di fatto evita il concepimento. Ma anche se il concepimento (inteso come incontro tra ovulo e spermatozoo) ci fosse stato ma il suo prodotto non si fosse ancora impiantato, quale sarebbe il problema? In Italia l’aborto è legale. E ogni mezzo per preservare le donne da inutili sofferenze dovrebbe essere il benvenuto. Mi sembra, quindi, che la questione che lei (insieme a uno sparuto insieme di medici cattolici osservanti) pone sia di tipo filosofico/culturale.
Se la pillola fosse abortiva, metterla sul mercato etichettandola come anticoncezionale è una presa in giro prima di tutto per le donne, altro che questione filosofica. Si tratta di indicare chiaramente quello che la pillola fa ed è, tutto qua. Ma vedo che lei ha già le idee chiare, quindi il problema (per lei) non si pone.
Ripeto, Max: la pillola ritarda l’ovulazione. Ma io non sono un medico e non posso dirle con esattezza gli eventuali tempi di fecondazione. Ma lei non risponde alla mia domanda: un ovulo fecondato ma non ancora annidato cos’è? E se si interviene prima dell’annidamento, è aborto o no? Il concetto di “vita”, lo ripeto, è filosofico. La scienza non può dare risposte, le pare?
Ma io non ho le risposte che cerca, e non vedo perchè dovrei averle, io pongo una questione diversa: se anche il presidente della Societa’ Italiana di Ginecologia e Ostetricia ha dubbi sul fatto che la pillola non sia abortiva, permette che un dubbio viene anche a me?
Il dubbio è sinonimo di ricerca razionale, e quindi ben venga sempre e comunque. Il fatto è che o si hanno i mezzi e gli strumenti per discettare sulla “vita” e sul suo eventuale inizio (scientifici, non filosofici né religiosi), oppure si affronta il discorso dal punto di vista sociale, del progresso, della libertà e dei diritti. Quindi, che l’ovulo sia stato fecondato o no non sposta di una virgola tutto il discorso. Stiamo parlando semplicemente di una misura che può risparmiare aborti e sofferenza alle donne. Un farmaco che ha ricevuto il palcet di tutte le commissioni che lo hanno analizzato e sperimentato. Solo da noi (guarda caso) arriva con tre anni di ritardo. Che poi, in confronto alla pillola abortiva, è nulla: lì il ritardo è stato di venti anni tondi tondi. Inutile dire che il Vaticano dentro casa costituisca un potentissimo freno alla scienza e al progresso.
Un farmaco che porti con sé la possibilità di risparmiare aborti e sofferenza è sempre il benvenuto, ma che la pillola abortiva sia sinonimo di progresso è una opinione tutta sua, come pure l’idea che il Vaticano sia un freno.
Insomma, il suo discorso è chiaro e in parte condivisibile, ma per questi aspetti direi di lasciar perdere.
Non credo siano mie opinioni, quanto fatti. A meno che non voglia dimostrare che progresso è sinonimo di arretratezza (vogliamo citare, per puro esempio, la condanna del preservativo che Benedetto XVI fece in Angola di fronte ai popoli africani massacrati dall’Aids?).
Nel qual caso i termini sui quali non ci intendiamo sono due: vita e progresso.
Lei oltre a non credere, crede anche male a ciò in cui crede.
Lei ha delle opinioni, non fatti.
Scusi Max ma non la seguo più. Io non credo, è vero, ragiono. Ma come farei a “credere male in ciò in cui credo”? Ammesso che io creda in qualcosa, come farebbe lei a giudicare se ci credo “bene” o “male”? Il problema, in ogni caso, non si pone visto che, per l’appunto, mi baso su fatti e non su dogmi.
Quanto a quelle che lei definisce “opinioni”, aspetto una dimostrazione del contrario. Ho detto, e lo ripeto, che la Chiesa osteggia la scienza e il progresso (potrei anche aggiungere che è misogina, sessista, retriva e discriminatoria). I libri di storia e la stretta attualità che trova su tutti i giornali traboccano di prove. Porti lei le prove del contrario, se le ha. La sua fede non è una prova, lo capirà da sé.
Signora Calamani, le dico che crede male, perchè considera le opinioni come fatti.
Ad esempio lei ha fatto l’esempio del preservativo, mi parla di storia e di stretta attualità, allora le consiglio di fare un pò di ricerche su ciò che si pensa in ambienti un tantino più autorevoli di cronache laiche (senza offesa) in riferimento allo stesso preservativo e al programma ABC (si legga i numeri dell’Uganda e dello Zimbawe, e poi capirà la differenza tra opinioni e fatti); se vuole posso darle qualche indizio, ma sono sicuro che sarà brava anche senza.
Riguardo alla mia fede, le consiglio di non imbarcarsi in discorsi più grandi di lei.
Conosco bene le ricerche cattoliche su Uganda e Zimbawe, ci ho anche scritto un articolo:
http://www.cronachelaiche.it/2011/02/la-religione-del-non/
Lei mi vuole dimostrare che l’astinenza è il miglior metodo per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili? Ma certo che ha ragione! Così come ha ragione chi afferma che il modo migliore per evitare incidenti stradali è non usare la macchina (l’ho anche scritto) . Detto ciò, mi scusi, dal basso di Cronache Laiche mi sfilo dal discorso. Credevo che portasse argomenti un po’ più seri di banali deduzioni per le quali basta un ragazzo delle scuole medie, altro che Harvard.
Embè certo, quando i dati oggettivi vanno contro…..vada, vada in pace.
Scusi Max, non voglio avere l’ultima parola e le sembrerà strano ma mi sta anche simpatico. Però, mi dia retta, da tutto ciò ne esce male. Inutile che io le spieghi perché, offenderei la sua intelligenza. Io vado in pace, certo, al contrario di lei… padre.
La ricerca che lei bolla come banalità è stata presa in considerazione anche dalla IRVIN, Agenzia delle Nazioni Unite (che sono per il preservativo, per inciso).
Potrei aggiungere un articolo di “Le Monde” (noto giornale cattolico, vero?) del 2009 che scrive “Non c’è nessun paese con un’epidemia generalizzata che sia riuscito a far calare la percentuale di popolazione infettata dall’Hiv grazie alle campagne centrate sul solo uso del preservativo.Al contrario,“i casi di riduzione percentuale della trasmissione dell’Hiv pubblicati nella letteratura scientifica sono associati alla pratica di astinenza e fedeltà” in combinazione con l’uso del preservativo.”
Io ne esco benissimo, forse è lei che non ne esce affatto.
Ricambio la simpatia.
Ah, sto uscendo. Buona serata.
L’autocelebrazione va di moda su cronache laiche.
Avevo chiuso con una risposta ma non la vedo……mah, forse è sparita perchè sottolineavo come anche le Nazioni Unite attraverso la IRVIN pubblicavano gli studi di Harvard, o forse perchè citavo un articolo di Le Monde che parlava dei risultati dei programmi ABC……(tutti banali degni di scuola media)
Ma sono certo che sarà un ritardo del server, e che quando rientro troverò tutto il commento, compreso il presente.
Io non devo uscire da niente signora Calamani, ma sono abituato a ragionare (io sì) su pluralità di vedute e opinioni.
Ricambio (di nuovo) la simpatia.
Il miglior anticoncezionale sembra l’omosessualità. Per quanto riguarda le malattie a trasmissione sessuale, la maggior parte non sono comunque evitabili senza l’uso del preservativo o del dental dam. La malattia è una eventualità naturale, la sessualità è una cosa naturale, se si possono conciliare sessualità e salute non vedo perchè non conciliarle. La continenza forzata, quella sì che è innaturale e porta a squilibri, a frustrazioni. Tanti pedofili nella Chiesa non ci sono per caso, tanti sessuofobi nella Chiesa non ci sono per caso. La gente sana, che fa sesso con gioia, cerca soluzioni felici alle problematiche reali, quella insana invece cerca di imporre quelle infelici. E’ chiaro che io considero insane tutte le persone che credono di raggiungere il paradiso astenendosi dal sesso, ovviamente consensuale e tra pari, per quello non consensuale e non tra pari invece tra gli insani è praticato abbastanza.
La pillola dei 5 giorni è un sostegno fondamentale alla pianificazioen familiare, alla salute delle giovani, ovviamente assieme a campagne sui contraccettivi ed alla affettività. Risolverebbe molti problemi, anche dal punto di vista economico, un intervento di interruzione di gravidanza costa certamente di più di una pillola!
Max, attaccare l’avversario su ogni cosa solo perché non si è riusciti a dimostrare le proprie ragioni rappresenta una caduta di stile che davvero non le fa onore. Ma forse era solo stanco, o almeno mi piace pensarlo.
I commenti sono in moderazione, e gli amministratori (che li approvano o li rigettano) non vivono incollati al pc, per cui nessuna censura e nessun ritardo del server, ma semmai “ritardo”, se così si può chiamare, umano. Mi sembra di averle già ricordato in altra sede che qui si censura solo chi va oltre le regole della buona educazione e del buon gusto. Chi, come lei, esprime educatamente il suo parere è sempre il benvenuto, qualsiasi cosa dica. Sa com’è, siamo laici.
Sig. Calamani, rigiro la sua accusa di denigrazione, la frase “non si è riusciti a dimostrare le proprie ragioni” non fa onore nè a lei nè al giornale che dirige.
Voi considerate inattendibili tutti coloro che esprimono pareri e tesi che sono in linea con il pensiero della Chiesa, si chiami Harvard o Nazioni Unite piuttosto che Corte di Strasburgo o qualche giornale dichiaratamente laico straniero.
Nemmeno i risultati ottenuti in alcuni paesi dell’Africa riescono a farvi sorgere il dubbio che forse i programmi ABC sono validi (dati concreti), e che forse il Papa è a questi che si riferiva. No, voi tirate dritto per la vostra strada e bocciate tutto e tutti. E lei mi parla di fatti? Ma quali fatti?
Se permette è lei che non è riuscita a dimostrare le sue ragioni, a meno che non vogliamo considerare la denigrazione come una dimostrazione, in tal caso avete sempre ragione.
Per quanto riguarda la mia ironia sul commento, bè, dato per scontato che non censurate, il dubbio sui server mi era venuto, sa com’è, Aruba…..e chiudo.
Ok, Max, mi tocca chiarire per l’ennesima volta, ma poi mi eclisso.
1. che l’astinenza risolva il problema dell’Aids è un’ovvietà, come dire che l’acqua bolle a 100 gradi, la Terra gira intorno al Sole, se non piove non ci si bagna, se si vuole dimagrire si deve mangiare di meno;
2. minore è il numero di partner maggiore è la probabilità di non ammalarsi di Aids. ovvio anche questo, vedi punto 1;
3. la fedeltà a un partner sieropositivo o ammalato di Aids non basta per preservarsi; e d’altronde l’adulterio o la “promiscuità sessuale” esistono da quando mondo è mondo (come la prostituzione). cercare di basare la prevenzione dell’Aids sulla fedeltà appare quantomeno un po’ puerile, se non molto pericoloso, se non addirittura criminale;
3. la sessualità fa parte della natura umana, se esistono dei metodi (il preservativo, ad oggi l’UNICO mezzo consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità) che possono preservare dal contagio non si capisce perché non si debbano usare. Educare a una sessualità matura (e quindi protetta) è l’unica strada. La moralità la lasciamo alle religioni, la scienza c’entra poco;
4.il papa ha detto quelle assurdità in Angola molto prima dell’uscita dello studio di Harvard. Dall’alto della sua carica e del carisma della sua figura, ha detto a centinaia di migliaia di africani non scolarizzati, che credono ancora che i fulmini li mandi dio per punirli, che vivono di superstizione e non hanno i mezzi per documentarsi di non usare i preservativi perché “aumentano i problemi” (senza mai degnarsi di spiegarci quali problemi aumenterebbero, a parte la probabilità di bruciare nel fuoco eterno da peccatori).
Detto ciò, sono certa che ci siamo capiti e altrettanto certa che ciò che ci divide è una cosa sola: l’attribuire una connotazione morale alla biologia. Che è quello che fa la religione, al punto tale da dimenticare che al primo posto c’è la salute, non il peccato.
Buona giornata, Max, è sempre un piacere.
Lei ha queste posizioni, bene, ognuno ha le sue, ma non venga a chiosare il discorso dicendo che io non ho dimostrato le mie ragioni, perchè davvero suscita ilarità.
Porre il tutto in un’ottica dell’avere ragione o torto non contribuisce certo ad un confronto sereno. Qua nessuno deve vincere niente signora Calamani, qua si cerca di capire le varie posizioni, ma tacciare una persona di non aver dimostrato le proprie ragioni non è né serio né elegante, oltre che dannoso, soprattutto alla luce di questi punti da lei elencati, queste sono le sue ragioni? E con questo lei vorrebbe dimostrare che il richiamo ad una sessualità più umanizzata è sbagliato? Con questo vorrebbe dimostrare che la più rinomata università del mondo ha torto? Che alla IRVIN han fatto male a pubblicare gli studi?
Eclissiamoci.
Piacere mio.
Saluti.
Ahh ahh … il Vaticano e la Chiesa non si intromettono in queste faccende ?
il Cardinale Elio Sgreccia ha tuonato contro la decisione del CSS dando queste indicazioni al governo : ” Mi auguro che questa deliberazione venga respinta dal governo”
Non è cosa sconosciuta la avversità della Chiesa sui contraccettivi di emergenza come su tutti gli altri oltre che per l’aborto si intende . Il test di gravidanza in questo caso reso obbligatorio ed eseguito esclusivamente per via ematica la dice tutta per l’utilizzo di un farmaco di emergenza che deve essere assunto entro 5 gg da un rapporto a rischio quando nel resto dei paesi , che sono ben 22 dove è adottato il farmaco, non si deve attendere nulla per il semplice fatto che il test NON E’ RICHIESTO !
Ricordo che il periodo embrionale è compreso tra le 2 e le 8 settimane e il periodo fetale a partire dalla ottava settimana , l’interruzione di gravidanza la si può effettuare fino al termine della 12 esima settimana . La legge 194 lo permette ed è una legge dello Stato che garantisce a tutte le donne la libera scelta , resta ovvio che chi come cattolico non vuole sottoporsi a questa pratica non è obbligato a farlo ma è obbligo garantirla a chi ne fa richiesta . Fino al 1975 l’aborto in Italia era pratica illegale ma non per questo non esisteva . Esisteva l’aborto clandestino , i medici pagati a peso d’oro da chi poteva permetterselo o le mammane per chi non aveva il denaro per pagare i medici compiacenti a rischio della propria vita . E’ infatti del 1975 la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce la differenza tra embrione e essere umano dando la prevalenza alla salute della madre rispetto a quella del futuro nascituro riconoscendo alla donna attraverso la legge del 22 maggio 1978 , la legge 194 , il diritto ad interrompere la gravidanza . Si sono istituiti i consultori pubblici presso i quali si possono ottenere tutte le informazioni e strumenti per evitare le gravidanze indesiderate . Quindi tutto ciò che torna utile per abbassare il numero di ricorsi alla interruzione di gravidanza, che in Italia è bene ricordare sono i più bassi in Europa , dovrebbe essere accolto con favore anche tra chi è contrario all’aborto in quanto lo evita appunto ! Tutto il resto è solo strumentale al fondamentalismo cattolico , agli interessi privati e al negare il diritto di scelta . Non è un controsenso essere contro l’aborto e contemporaneamente anche contro i metodi contraccettivi e pure contro l’educazione sessuale per una efficace azione preventiva e maternità consapevole ? Viviamo in uno Stato laico che deve garantire a ognuno, nel rispetto delle proprie motivazioni e sensibilità, la libera scelta tra cui anche quella di credere o non credere .
Buongiorno Max,
Leggo gli articoli dei portali Cattolici e di quelli non confessionali o di altre confessioni anche se non mi piace lasciare commenti e non partecipo in generale a discussioni in linea, peró oggi devo farlo perché voglio che sappia che qualcuna ha capito ció di cui sta parlando e la appoggia in assoluto. Non é raro che coloro che si definiscono Laici (appropiandosi di un termine che non esclude la possibilitá di essere cattolico) condividano la attitudine che lei incontra (e sono sicuro che non é la prima volta) in questo portale, che é quella di confondere le proprie opinioni con la veritá assoluta (cosa di cui ironicamente accusano i credenti), dimenticando che il progresso si fa anche (e qui davvero é necessario l´aiuto di Dio perché lo capiscano) con la filosofia e con la etica. Per cui Max, grazie davvero per la sua pazienza e per lo sforzo che fa di esprimere una opinione differente a quella di coloro che dicono di essere i difensori della diversitá per cui tutto é valido meno la opinione di un Cattolico. Che Dio la benedica.
Caro Max, credo che la Sig. Calamani si sia espressa piuttosto chiaramente. Che ci sia controversie sulla questione morale è dato di fatto, su quello nessuno può vantare di avere ragione. Tuttavia sottolinea come è OVVIO che meno si pratica l’attività sessuale, meno possibilità ci sono che si prenda l’AIDS. Ma se la scienza ha trovato un metodo per non limitare tale attività e neutralizzando inoltre la possibilità di prendere l’AIDS(preservativo), perchè opporsi tanto? Chi vuole, secondo una sua precisa decisione morale, sceglie se prenderlo o no, ma costringere altri a seguire la propria morale non mi sembra una cosa corretta…stessa cosa per la pillola.
Mi preme ricordare che secondo le elevatissime filosofia ed etica cattolica, l’embrione è persona, quindi l’aborto è un omicidio. Mentre lo stupro di un bambino è un’offesa a dio [violazione sesto comandamento], quindi la pedofilia è un peccato, al massimo un delitto contro la morale. E qui giungiamo all’ossimoro degli ossimori, la cosiddetta “scienza” cristiana. Questa bislacca opinione che tentano goffamente di far passare come legge universale e che non distingue un embrione da un neonato. Non distingue cioè una realtà biologica in maturazione (che non è vita, tanto meno autonoma: fa parte dell’organismo della donna e al di fuori dell’ambiente uterino entro 22-24 settimane non ha alcuna possibilità di vivere), dalla persona umana che è tale dal momento in cui all’istante della nascita inizia a pensare facendo la fantasia di far sparire la naturale aggressione dell’ambiente esterno.
Tutto il resto è noja.
usare il preservativo non abbassa le probabilità di contrarre l AIDS??? ma per favore……………..quella É l unica bariera contro il virus
quando anni fa io ebbi un aborto spontaneo all’ottava settimana, non mi venne dato alcun giorno di malattia direttamente per l’aborto, ma solo malattia “generica” perchè, così mi venne detto, a 8 settimane non si può parlare di aborto vero e proprio….
Ora come la mettiamo? Interruzione spontanea no aborto, quindi a rigor di logica no bambino a 8 settimane, a 5 giorni invece già bambino in tutto e per tutto… ma su, quanta ipocrisia, fate solo ridere…
Una volta quel gran genio di George W. Bush, solo leggermente dissociato, solo leggermente schizofrenico, per nulla epilettico (no…) e un pelino psicotico e paranoico, a chi gli chiedeva come risolvere il dramma degli incendi che stava devastando la California rispose: «Eliminiamo le foreste». Era serio. Come sono seri il signor max e quell’altro tizio in sottana con le scaprette rosse quando affermano che per vincere l’Aids l’umanità deve rinunciare alla propria sessualità. Un discorso buono per le bestie, che quando fiutano il pericolo scappano. Un po’ meno per gli esseri umani che quando scatta il desiderio esercitano la propria capacità di scelta, il libero arbitrio. Te la do, non te la do per intenderci. Quella cosa che la cultura cattolica – la quinta essenza dell’assolutismo più cinico e retrivo – non è in grado nemmeno di concepire come possibilità. Essendo totalmente impotente di fronte alla fantasia e alla vitalità umana, tenta di stroncarla in ogni modo. Anche con discorsi apparentemente coerenti. Ma che in fondo, a leggerli con attenzione, trasudano della stessa lucida e razionale freddezza con cui i serial killer più efferati motivano le loro stragi.
tratto dall articolo:
“Nonostante gli evidenti paletti posti dal Consiglio superiore di sanità, qualche solerte cattoparlamentare bipartisan ha comunque da ridire e redige una nota in cui chiede al governo di fermare immediatamente l’introduzione della pillola dei cinque giorni dopo perché «il via libera da parte del Consiglio superiore di sanità a questa pillola per la contraccezione d’emergenza è un ulteriore passo verso la trasformazione dell’aborto in contraccezione»”.
un farmaco contraccettivo che si vuole far passare per farmaco abortivo…
ma questi 4 mentecatti che danno fiato alle corde vocali sanno qual è la differenza tra farmaco abortivo e farmaco contraccettivo??
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Evitiamo, per favore, di scadere in moralismi sulla prostituzione, quando anche da certe prese di posizione si evince la mancanza di civiltà ed il sessismo dell’italia.
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