Abusi Attualità
Parroco arrestato per pedofilia. Amnesty denuncia la Santa Sede
di Virginia Romano[17 mag 2011]
Il parroco di Sestri, Riccardo Seppia è stato arrestato il 14 maggio scorso per «comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti». Nell’inchiesta sui presunti abusi sessuali commessi da Seppia risulterebbero altre tre persone indagate. Si tratterebbe di conoscenti del parroco, e abitanti del quartiere che hanno collaborato con lui o più semplicemente taciuto la verità.
L’Arcivescovo, Angelo Bagnasco ha diffuso un messaggio nel quale si scusa a nome della Curia soprattutto con le vittime dei reati e i loro familiari.
Nel Rapporto di Amnesty International 2011 - pubblicato recentemente, si trova – per tutta risposta – un duro attacco alla Santa Sede proprio in relazione ai numerosi casi di pedofilia perpetrati su minori da parte di membri della Chiesa e le cui denunce stanno aumentando esponenzialmente nell’ultimo decennio. Nel rapporto leggiamo infatti:
«In vari paesi hanno continuato a venire alla luce prove sempre più frequenti di diffusi abusi sessuali su minori commessi da membri del clero negli ultimi decenni e del costante fallimento della Chiesa cattolica nell’affrontare correttamente il problema. Tale fallimento ha compreso la mancata rimozione dei presunti responsabili dai loro incarichi in attesa di indagini adeguate, la mancata cooperazione con le autorità giudiziarie per portarli dinanzi alla giustizia e il non aver garantito un’adeguata riparazione alle vittime».
La Santa Sede risulta inoltre inadempiente rispetto alla consegna del suo secondo rapporto periodico sulla Convenzione per l’infanzia, che avrebbe dovuto presentare nel 1997, nonché del rapporto iniziale sulla Convenzione contro la tortura, che doveva presentare nel 2003.
Il fenomeno della pedofilia da parte dei sacerdoti è stato oggetto di alcuni documentari di denuncia (come ad esempio Deliver us from evil del 2006) e di film che raccontano di storie vere, per citarne solo uno, Magdalene scritto e diretto da Peter Mullan e uscito nel 2002.
Le storie atroci di abusi e maltrattamenti raccontate in questi lavori, pur nelle loro differenze, sono accomunate proprio dalla dura critica alla Chiesa e alla sua gestione interna, in questo allineandosi con la denuncia di Amnesty. Le autorità ecclesiastiche infatti sono spesso coinvolte direttamente nei fatti o – banalità del male – pur essendo a conoscenza dei fatti stessi, non denunciano alle autorità locali i crimini contribuendo all’immunità di fatto dei sacerdoti.
Nel caso del prete incriminato emerge un aspetto – anche questo comune a molte altre storie di abusi emerse dalla nebbia dell’omertà e dell’ipocrisia – vale a dire quello legato alla consapevolezza della cittadinanza rispetto al personaggio di Riccardo Seppia. Una delle sue parrocchiane ha dichiarato di aver cambiato chiesa proprio allo scopo di evitare che fosse Don Seppia a impartire il catechismo ai suoi figli mentre molti altri dei suoi fedeli sono pronti a parlare di lui come di un personaggio ambiguo e sinistro.
Non è possibile addentrarsi nella discussione sulle cause di queste forme così devastanti di perversione né avanzare ipotesi sulle loro radici psicologiche.
Un’istituzione poco propensa a considerare in modo equilibrato la fisicità degli esseri umani e che impone ai suoi membri un’ideale così poco realistico come quello della castità coatta non riesce a confrontarsi correttamente nemmeno con i frutti di tanta rigidità. Crea, in altre parole, le premesse per l’implosione dei suoi membri senza essere disposta a riconscere la propria responsabilità nella distruzione – di sé e di altri – che ne consegue. Si limita a constatare i danni e chiedere scusa mestamente, salvo poi volgere lo sguardo altrove, ignorando i segnali della catastrofe successiva, complice.
Per concludere, a quegli stessi parrocchiani ora pronti a denunciare spetta – se non alla Chiesa almeno a loro e per amore dei loro stessi figli – la necessità di vigilare.
Mettere in discussione un membro malato della Chiesa non è eresia e farlo prima che sia tardi un’urgente necessità.
Virginia Romano








































Anche in questo caso, come nella stragrande maggioranza dei casi in cui si parla di “preti pedofili”, la pedofilia non c’entra niente. C’entra, invece, l’omosessualità. Riccardo seppia è un omosessuale, non un pedofilo. Ha abusato di minori, non di bambini. E’ un copione che si ripete: preti omosessuali che abusano, senza vergogna, di minori, e circo mediatico che si diverte ad accusare la chiesa di protezione dei pedofili. A parte il fatto che, almeno in questo caso, il vescovo ha fatto tutto quello che poteva per manifestare vicinanza ai parrocchiani e risolutezza nei confronti del prete traditore. Ci vorrebbe più onestà, si preferisce, invece, non urtare la sensibilità del mondo gay. La realtà è che i fautori dell’ideologia gay dovrebbero, quantomeno, isolare ed emarginare soggetti come Riccardo Seppia, il quale, invece, frequentava discoteche, saune ed ambienti contigui a quelli omosessuali. E la chiesa, da parte sua, dovrebbe vigilare con maggiore attenzione sui candidati al sacerdozio per evitare che persone come il Seppia si infiltrino nel clero.
Concordo perfettamente col Sig. Giancarlo.
Trovo pure io la pedofilia una cosa riprovevole, ma è troppo spesso citata a sproposito da chi vuole solo gettare fango su qualcuno;
è ovvio che se il prete Riccardo Seppia ha sbagliato, dovrà rendere conto dei suoi sbagli, ma trovo riprovevole anche strumentalizzare l’episodio solo per attaccare la Chiesa ( alla faccia della laicità !!! ).
Saluti.
La comunità omosessuale si batte da anni per vedere riconosciuti i pari diritti di coppia e del valore anche sociale delle proprie relazioni, come avviene in tanti altri paesi. Relazioni tra ADULTI maturi e consenzienti. I predatori sessuali che cercano di farsi dei ragazzini o delle ragazzine non rispecchiano certamente NESSUN orientamento sessuale legittimo, né omo né eterosessuale. Chi compie questo genere di azioni opera solo ed esclusivamente per il proprio interesse e non rappresenta assolutamente nessuno. Per questo i due precedenti commenti sono astrusi e ingiusti. La comunità LGBT denuncia da anni questi episodi, non dando alcuna solidarietà o giustificazione a chi commette questi reati, e ha più volte denunciato anche le molte omertà e coperture offerte dalla gerarchia cattolica in questi casi. Quella stessa gerarchia cattolica che spesso attacca la presunta pericolosità sociale (e minaccia per la famiglia) delle coppie dello stesso sesso. Bugiardi e ipocriti.
Cito: “Ha abusato di minori, non di bambini”
E’ incredibile a quali fili si attacchino pur di proteggere i propri delinquenti. Al puto da sfruttare anche questi fatti per ribaltare le colpe sugli omosessuali.
Vorrei vedere se il “minore” fosse loro figlio se esisterebbero ancora queste sottili differenze. Chissà forse arriverebbero a dire ai figli che quelle mani sul loro kulo sono mani sante.
@Aldo
Tanto perchè sia chiaro, per me Riccardo Seppia finirebbe al muro. E ci finirebbe non tanto perchè è omosessuale abusatore di minorenni, ma perchè è un prete e. per questo motivo, la sua colpa è più grave. Come si permette di dire simili idiozie? Sono padre di due adolescenti ed una bambina che frequentano l’oratorio della parrocchia: pensa sul serio che sarei pronto a coprire le colpe del mio parroco? La mia intenzione non è affatto quella di “ribaltare le colpe sugli omosessuali”, ma semplicemente quella di ristabilire la verità: se è un omosessuale che abusa, si dica che è un omosessuale, non un pedofilo.
Chi protegge in qualche modo i criminali ( in questi casi di criminali si tratta) è esso stesso un criminale.
A completamento e a supporto del mio intervento precedente, cito una frase di padre Dominique Pire (dominicano belga) : Agire senza sapere è pericoloso; ma sapere senza agire è CRIMINALE. Destinata alla gerarchia ecclesiastica, la dedico volentieri ai cattotroll che scorazzano in questo sito.
@Giancarlo
Quindi, parafrasando la sua affermazione, “se è un eterosessuale che abusa si dica che è un eterosessuale, non un pedofilo”.
E’ una logica molto interessante… a questo punto si potrebbe abolire direttamente la parola “pedofilo” e sostituirla con “omosessuale” o “eterosessuale”, a seconda dei casi. Provi a proporlo all’Accademia della Crusca, chissà che non recepiscano il suo suggerimento?
Sono molto contenta che emergano di questi fatti alla cronaca. Io da adolescente ho dovuto rinunciare a confessarmi perche’ ogni volta la “santa confessione” scadeva su certi argomenti stuzzicanti (per il “prete”) e alla milionesima volta e dopo il milionesimo prete ho rinunciato. Le mie amiche idem. E numerose erano le “leggende metropolitane” di preti dalle manine lunghe…allora non se ne parlava, ora si’ e ne sono felice.
Giancarlo seguendo la sua logica dunque “se è un eterosessuale che abusa, si dica che è un eterosessuale, non un pedofilo”? E’ evidente che il suo discorso non sta in piedi. Chi si approfitta sessualmente di minori è un pedofilo, punto e basta. Il fatto che le prede siano femmine o maschi non cambia questo fatto. Gli eterosessuali e gli omosessuali “a posto” cercano relazioni (sessuali o sentimentali) con persone mature e adulte, in grado di fare scelte consapevoli, dunque non ingrangono alcuna legge e non commettono alcun reato. La volontà di confondere omosessualità con pedofilia è una vecchia tattica (ormai smascherata) spesso attuata da certi esponenti ecclesiastici in cerca di scaricare le loro colpe (abusi, violenze, coperture e omertà) sugli omosessuali.
Certo che “se è un eterosessuale che abusa, si dica che è un eterosessuale”. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi di “preti pedofili”, si tratta, in realtà, di preti omosessuali. Questo, evidentemente, non può essere un caso. C’è una strategia, di tutta evidenza, che alcuni omosessuali seguono con lucida determinazione, o forse anche inconsapevolmente, che li porta alla scelta del sacerdozio visto come luogo strategico ideale da cui realizzare i propri atti predatori. Tutto questo, naturalmente, non solleva la chiesa dalle sue responsabilità; tuttavia, la consapevolezza che, piano piano, emerge in relazione a questa situazione, aiuta a comprendere quali siano i provvedimenti più urgenti da prendere per evitare, in futuro, ulteriori casi del genere: selezionare con cura i candidati al sacerdozio, impedendo agli omosessuali l’ingresso nel clero.
Quanto alla pedofilia, ci sono certamente stati veri casi di pedofilia nella chiesa. Tuttavia essi sono un’infima minoranza rispetto al ben più vasto campo degli abusi su minori. Lei, signora Calamani, come anche l’autrice dell’articolo,che siete professioniste dell’informazione, dovreste avere più cura e precisione nel dare le informazioni, e, se aveste un briciolo di onestà intellettuale, non dovreste sparare nel titolo la parola pedofilia accanto alla parola chiesa perché, nel caso di Riccardo Seppia, come al solito, non c’entra niente.
Sono cattolico e sono un padre.
Gli abusi sui minori sono indifendibili, non c’è nessun argomento che possa andare in questa direzione. nessuno.
Noi cattolici dobbiamo solo prendere atto di un grave male che ha attanagliato la chiesa per molti, troppi anni, un male che andava combattuto in maniera molto più seria e decisa e purtroppo non è stato fatto.
Esistono responsabilità a tutti i livelli, ma non è nostro compito giudicare, però è nostro dovere alzare la voce contro i silenzi, le omissioni, l’omertà e tutti quei fenomeni di umana bassezza che possono in qualche modo creare complicità con tali crimini.
Resto comunque indignato di fronte a chi, nel mondo anti-clericale (non uso il termine “laico” perchè non rende l’idea, troppa grazia), sfrutta un dramma per gettare fango sulla chiesa intera. Discutere apertamente va bene, ma fare di tutta l’erba un fascio non mi troverà mai disponibile, mai. (non mi riferisco a nessuno di coloro che fin qui sono intervenuti, anche se ritengo il commento di Aldo sbagliato nei modi e nei termini, ma è una mia opinione).
Il vento comunque è cambiato (era ora), l’attuale Papa ha stabilito nuove regole e aperto i tribunali ecclesiastici ai laici, nonchè introdotto l’obbligo di denuncia alle autorità civili. Questo va detto, a onor del vero.
Purtroppo la pedofilia è un problema stratificato nella società, speriamo solo di essere in grado di combatterlo adeguatamente, tutti, compresi gli uomini di chiesa.
Signor Giancarlo se ci sono degli omosessuali nel clero che hanno attività sessuali con altri uomini non compiono alcun reato. Lei continua recidivamente, a questo punto consapevolmente, a confondere in modo arbitrario l’omosessualità con la pedofilia, che sono invece due cose ben diverse, tant’è che la prima non è un reato e la seconda sì. La legge si viola, dunque il crimine si compire, quando un adulto commette atti sessuali con persone giovani non ancora mature sessualmente. La chiesa può anche mettere al bando gli omosessuali dai seminari (lo ha già fatto) ma così facendo non risolverà affatto la piaga della cleropedofilia. Ma, si sa, la gerarchia ecclesiastica si nutre e sopravvive grazie alle illusioni.
Tante zozzure che all’interno della chiesa sono sempre state nascoste, stanno finalmente venendo fuori. E non sono affatto una “infima minoranza”, come qualche ingenuo afferma. Io stesso sono stato tirato fuori da un confessionale, durante l’adolescenza, e portato nell’ufficio parrocchiale da un prete di cui ricordo perfettamente nome e cognome, per seguitare la ‘confessione’ in privato, con tanto di carezze, baci sulla guancia e promesse di ‘approfondire’ il problema (che era banale masturbazione adolescenziale) in seguito. E’ successo e succede a migliaia di giovani (maschi e femmine), e chi non ha gli strumenti e la forza per opporsi (o semplicemente smettere di frequentare quella parrocchia, come feci io) rischia davvero grosso.
Per inciso, signori difensori dell’indifendibile, accanto ai preti -e frati- pedofili, predatori di ragazzini, ci sono anche predatori di ragazzine, quelli che hanno relazioni più o meno clandestine con uomini e donne, quelli che si infrattano ovunque e con chiunque, quelli che si organizzano alcove pure nei conventi, che mettono incinte donne magari anche sposate, ci sono suore pedofile… nello zoo clericale c’é davvero di tutto, cari miei, e non c’é bisogno di alcun complotto di qualche “spectre” omosessuale per gettare fango sulla Chiesa: se ne getta addosso abbastanza da sola. Sta a voi decidere se fare gli struzzi, facendo finta di non vedere, o se prendere atto che l’epoca del moralismo ipocrita deve finire, perché produce solo un danno grandissimo al genere umano.
L’attuale papa, infine, è nei guai fino al collo, visto che sarebbe dimostrato come -insieme al suo predecessore- abbia insabbiato per lunghi anni i crimini dei preti pedofili: c’é chi vorrebbe p0rtarlo davanti a una corte e processarlo per crimini contro l’umanità. E non sono laicisti/comunisti brutti sposrchi e cattivi.
Auguri.
Non ho mai inteso difendere l’indifendibile. L’ho già detto, ma, evidentemente, qualcuno fa finta di non capire: io, gente come Riccardo Seppia, la metterei al muro. Lui insieme a tutti i preti abusatori di minori o pedofili che hanno indossato l’abito solo per avere più facilità nell’adescare innocenti. Aggiungo che, se la chiesa, in passato, non ha denunciato e non ha isolato preti molestatori, ha sbagliato e, di questo, deve assumersi la responsabilità. Detto questo, ribadisco: Riccardo Seppia non è affatto un pedofilo; è un omosessuale abusatore di minori. Se molti, di coloro che commentano, ignorano la differenza tra abusatori di minori e pedofili, allora sarò io a spiegare la differenza, visto che le “giornaliste” e i “giornalisti” fanno finta di non sapere: la pedofilia è l’attivita sessuale ricorrente di adulti con bambini prepuberi, ossia che non hanno ancora raggiunto lo sviluppo puberale. Il pedofilo, insomma, preferisce bambini che non abbiano oltre gli undici, tredici anni. Questa è la definizione di pedofilia secondo il DSM. Riccardo Seppia abusava di minori intorno ai quindici anni, quindi è un omosessuale. Non sto dicendo che quello che faceva era lecito, sto solo dicendo che non è un pedofilo. Così come non sono pedofili, ma bensì omosessuali, la stragrande maggioranza dei preti abusatori di minori. Se questo fatto, a qualcuno, non piace, se ne faccia una ragione: contra factum non datur argumentum.
All’amico Max faccio rilevare che la chiesa è composta da uomini e che non è immune dal male. La pedofilia è un male che ammorba il mondo da sempre e sarebbe sciocco pensare che la chiesa ne sia immune. Purtroppo questi infami insozzano anche la chiesa. Tuttavia, se i numeri hanno un significato, allora giova far presente che, secondo uno studio statistico commissionato al John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che è unanimemente riconosciuta come la più autorevole istituzione accademica degli Stati Uniti in materia di criminologia, dal 1950 al 2002, 4.392 sacerdoti americani (su oltre 109.000) sono stati accusati di relazioni sessuali con minorenni. Di questi poco più di un centinaio sono stati condannati da tribunali civili. Secondo lo stesso studio il 78,2% delle accuse si riferisce a minorenni che hanno superato la pubertà. Dunque i sacerdoti accusati di pedofilia sono 958 in cinquantadue anni, diciotto all’anno; 958 accusati, una sessantina condannati, per pedofilia. Su 109.000 sacerdoti. Ecco, di questo stiamo parlando, di una sessantina di sacerdoti pedofili su 109.000.
Salve a tutti,
mi sembra che alcuni di voi abbiano già ampiamente risposto e con i contenuti che avrei utilizzato. Grazie quindi a RoB, Aldo, Festival Vaticano e Alessandro Baoli, e a tutti gli altri che hanno lasciato una testimonianza di esperienze passate, oltre alla loro opinione.
Credo che il punto da ribadire sia sostanzialmente uno. La pedofilia e il reato sono due cose distinte.
La pedofilia è una parafilia (ovvero un disturbo psichico), una perversione che consiste nel identificare come unico (o preferito) oggetto sessuale individui non sessualmente maturi ovvero in età prepuberale. In questo senso, sempre per la psichiatria, non tutti i pedofili commettono reato di pedofilia (molti si limitano a desiderare) così come non tutti i molestatori di bambini e adolescenti sono necessariamente pedofili da un punto di vista clinico.
Per quanto riguarda la normativa vigente in materia si specifica che il reato si prefigura laddove un adulto faccia sesso con un minore. Che l’adulto sia pedofilo o meno alla legge interessa relativamente, poichè alla legge interessa il reato e non la malattia o la sua cura. Alla legge non interessa OVVIAMENTE nemmeno di che sesso sia il minore, poichè il reato consiste nella minore età E BASTA. Visto che la pubertà può variare da individuo a individuo (per alcuni accade prima, per altri dopo) per minore e mi rivolgo direttamente a Giancarlo, si intende qualunque individuo che non abbia compiuto 18 anni di età. In questo senso Seppia avrebbe commesso un reato che da normativa si definisce (come riporto sotto) “Atti sessuali con minorenne” e che – presumibilmente, è giusto ricordarlo – è un pedofilo (ma questo non sono io a dirlo bensì chi sta svolgendo le indagini).
Sottolineo però che la pedofilia è una malattia mentale e che va tenuta distinta dal reato.
cito da Wikipedia la normativa:
Con la legge 66 del 15 febbraio 1996, Norme contro la violenza sessuale [...] si è delineata una fattispecie ad hoc intitolata “Atti sessuali con minorenne” (per distinguere i casi in cui il minore abbia prestato il suo consenso da quelli in cui vi è stata vera e propria costrizione), aggiungendo al codice penale i seguenti articoli:
* art. 609 bis: Violenza sessuale
* art. 609 ter: Circostanze aggravanti (della violenza sessuale)
* art. 609 quater: Atti sessuali con minorenne (minore dell’età del consenso, che varia a seconda dei casi)[6]
* art. 609 quinquies: Corruzione di minorenne
[...]
Quindi: un pedofilo può essere eterosessuale o omosessuale come possono esserlo tutti. Il fatto che sia o meno omosessuale è del tutto irrilevante poichè ciò che conta qui non è l’inclinazione sessuale bensì l’infrazione della legge, il reato. Come altri – fortunatamente – hanno ribadito, l’omosessualità non è un reato, è fare sesso con un minore a costituirlo.
Fuor di metafora a me non importa affatto che il prete X abbia fatto sesso con un ragazzo o una ragazza ma che abbia fatto sesso con un MINORENNE.
Se, come moltissimi dei membri del clero, si limitasse a fare sesso con adulti consensienti io personalmente non ci troverei nulla di scandaloso. Rimarrebbe un problema morale per il prete in questione che così facendo infrange una delle leggi cui si è votato e un problema per l’istituzione cui appartiene, non per me.
Il reato che viene commesso invece DEVE essere dimostrato e PUNITO e il problema vero, che Amnesty denuncia chiaramente, è che i membri della Curia, essendo parte di una istituzione tra le più potenti al mondo, sembrano godere di un livello di protezione altissimo e raramente pagano per ciò che fanno quanto pagherebbe una qualunque altra persona che si macchiasse del medesimo reato.
Per rispondere a Max, non credo affatto di aver usato un caso singolo per infangare la Chiesa intera. Non ce n’è affatto bisogno, perchè la denuncia di Amnesty ha fatto egregiamente il lavoro di denuncia verso la Chiesa intera avendone legittimità grazie – purtroppo – ai NUMERI che ha in mano.
Ho denunciato il caso perchè il fatto che questo genere di reati arrivino al pubblico è importantissimo per innalzare il livello di consapevolezza e spingere alla vigilanza. A mio parere inoltre, che questi reati vengano resi pubblici (e che non si insabbi il tutto come è successo per secoli) dimostra che le cose stanno cambiando e che i cattolici, che decenni fa si voltavano dall’altra parte e facevano finta di niente, stanno cambiando. Sono certa che lei fa parte di questi ultimi.
@Giancarlo: sarebbe interessante conoscere le fonti da cui attinge per sostenere che i casi di pedofilia nella Chiesa cattolica «sono un’infima minoranza rispetto al ben più vasto campo degli abusi su minori». Se per caso tra queste ci dovesse essere la Congregazione per la dottrina della fede, risparmi la tastiera. Prima di fare una affermazione del genere, sarebbe inoltre onesto da parte sua spiegare a tutt* noi cosa intende per pedofilia, facendo la differenza con “abuso su minore”. Tanto per dire, in Italia il codice penale non contempla il reato di pedofilia né quello di abuso SU minore. Il nostro CP, che per i peccati (pardon reati) “sessuali” contro la persona pare direttamente mutuato dal diritto canonico, parla infatti di “atti sessuali CON minore di anni xx” (art. 609). Sbaglio se dico che lei è informato male, malissimo? E che quindi tutte le sue menate sull’omosessualità e la finissima distinzione dalla pedofilia che lei tenta di argomentare sono completamente fuori fuoco?
Con osservanza
@ Giancarlo
Volevo vedere se qualcosa riusciva a farla indignare! Il suo errore sta comunque nell’indignarsi per quello che scrivo io e non per quello che fanno molti preti e c.
Lei insiste sugli omosessuali, quindi se un prete insidia sua figlia, adolescente, è meno punibile perchè non omosessuale e perchè sua figlia è adoloscente? diventa tutto normale e almeno non è “contro natura” utilizzando una frase tanto cara alla chiesa?
Fossi in lei starei ben attento a chi sta attorno a sua figlia quando è all’oratorio. Vede, il clero, fino a prova contraria, è composto da persone in carne ed ossa con le pulsioni sessuali di tutti gli esseri viventi in carne ed ossa. Ma loro “devono” mantenere la castità e questo ne fa, volenti o nolenti, delle persone sessualmente a rischio. Poi ci sarà anche qualcuno che con grande forza di volontà riesce a tenere a freno le proprie pulsioni naturali ma secondo me non sono la maggioranza. Io mi sentirei più tranquillo ad affidare mia figlia al vicino di casa felicemente sposato e sessualmente soddisfatto che ad una persona obiettivamente sessualmente frustrata. Se la chiesa consentisse ai preti di sposarsi penso che ne gioverebbe la chiesa stessa e chi la frequenta specie in età adolescenziale.
Altro argomento. Continuate ad insistere, mi riferisco in particolare al sig. Max, che i laici siano anticlericali. Parlo per me, ne ho ben d’onde.
La chiesa stessa ci insegna: prima di guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino guarda la trave che sta nel tuo occhio….
La chiesa predica la povertà ma pratica l’opulenza
La chiesa condanna il furto ma si appropria di una consistente fetta delle nostre tasse, anche delle mie
La chiesa predica la difesa della vita ma non si schiera apertamente contro la pena di morte e fa comunella con i dittatori (vedi connivenze con il fascismo ed il nazismo, il sostegno a Pinochet da parte del beato Giovanni Paolo solo per citare storie molto recenti e non andiamo indietro nella storia)
La chiesa vuole imporre alla gente la sofferenza fino al punto estremo e nega il funerale a chi ha voluto porre fine alle proprie sofferenze ma fa santo un papa che ha rifiutato le ultime cure
La chiesa predica la castità ma non fa nulla per impedire ai propri membri di insidiare bambini e adulti di qualunque sesso.
La chiesa considera un atto riprovevole un metodo di procreazione inventato da Vostro Signore
Io non sono contro la chiesa finchè questa non mi coinvolge nelle sue regole. Non sono contro ai testimoni di geova se quando bussano alla mia porta e gli dico che non mi interessano i loro insegnamenti salutano e se ne vanno. Non sono contrario ai valdesi, ai mussulmani, agli ebrei, ai buddisti ecc e sono disposto a lottare affinchè ciascuno di questi possa avere i propri luoghi di culto se non interferiscono con la mia vita. Ma sono contrario alla chiesa cattolica quando fa comunella con la politica al fine di avere vantaggi reciproci, economici e di potere, e questi accordi producono leggi che limitano la mia libertà, e portano danno economico e me direttamente e più in generale alla comunità.
Sono anche a dire che non mi infastidisce neppure il crocefisso sulle pareti dei pubblici uffici, tanto mi è trasparente, potrebbero metterci anche una statuetta del Budda e una foto del mago otelma mi sarebbero trasparenti allo stesso modo.
@Aldo
per inciso, quando dicevo che intendevo il tuo intervento sbagliato, mi riferivo alle parole “E’ incredibile a quali fili si attacchino pur di proteggere i propri delinquenti.” da te scritte.
Ecco, questo lo ritengo sbagliato, perchè accusare qualcuno di voler proteggere i delinquenti è sbagliato.
Riguardo alla sua affermazione “Continuate ad insistere, mi riferisco in particolare al sig. Max, che i laici siano anticlericali.”, le chiedo: ma quando mai l’ho detto? Rilegga bene il mio commento e vedrà che ho specificato di indignarmi nei confronti di coloro che sfruttano un dramma oer gettare fango sull’intera chiesa, e queste persone io preferisco chimarle anti-clericali piuttosto che laici, poichè ritengo che la stessa laicità sia e debba essere portatrice di onestà intellettuale.
Insomma, possiamo essere o non essere d’accordo su questi e altri temi, ma leggiamo bene i commenti prima di rispondere e tirar fuori pagliuzze e travi.
@Giancarlo
Sono perfettamente a conoscenza dei numeri, e non volevo certo esasperare un fenomeno drammatico che colpisce la chiesa (alla quale resto e resterò sempre fedele), il mio era solo un intervento volto a prendere coscienza del problema in maniera seria e determinata, fermo restante che anche un solo caso di pedofilia è sempre un caso di troppo.
@Max
Riguardo alla sua affermazione “Continuate ad insistere, mi riferisco in particolare al sig. Max, che i laici siano anticlericali.”, le chiedo: ma quando mai l’ho detto?
Cito:
Resto comunque indignato di fronte a chi, “”" nel mondo anti-clericale (non uso il termine “laico” perchè non rende l’idea, troppa grazia)”"”, sfrutta un dramma per gettare fango sulla chiesa intera
E comunque questo è un motivo ricorrente ogni qualvolta qualcuno osa criticare la vostra chiesa
@Aldo
appunto, dove legge che io abbia inteso indicare i laici come anti-clericali? se dico di non usare il termine “laico” perchè non rende l’idea, cos’è che le crea così tanta confusione nel capire? a me non sembra difficile.
@Max
Traduco come interpreto io la sua frase:
“I non cattolici è troppa grazia considerarli “laici”, non rende l’idea, in realtà sono da considerare un mondo anti-clericale”
Comunque se laici e cattolici non riescono neppure a leggere allo stesso modo le parole non potremo mai capirci.
Non è un caso che ci siano criminali che “decidono” di prendere i voti in età piuttosto avanzata, dopo aver già violentato decine di bambini. Ne cito due per tutti: Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi; Pierangelo Bertagna, condannato in appello a 8 anni. E’ la Chiesa cattolica a infangarsi da sola, con il suo bel sistema legislativo oliato e perfettamente efficiente, che garantisce copertura e immunità ai pedofili da quasi 500 anni. E’ la Santa Sede a screditarsi da sola quando di fronte alla “ragion di Stato”, o come disse Giovanni Paolo II al cardinale Joseph Ratzinger, “per il buon nome della Chiesa” preferisce spostare un violentatore in altra diocesi piuttosto che consegnarlo alla giustizia civile «rischiando il processo pubblico». Questa ultima frase è stata pronunciata dal cardinale Tarcisio Bertone durante una riunione della Congregazione per la dottrina della fede di cui era segretario, nei confronti di Lawrence Murphy : sacerdote americano reo confesso di abusi su oltre 200 bambini sordomuti (@Giancarlo: le vittime erano di età compresa tra i 10 e i 12 anni).
Accusare gli interlocutori di anticlericalismo o laicismo (o peggio, discutere di numeri, guarda caso però mai del numero delle vittime ma solo di quelli dei carnefici…) è solo un artificio per spostare il discorso in altri ambiti e impedire di guardare in faccia la realtà. Siamo di fronte a un sistema politico e culturale che considera il sodomizzare un bimbo di 4 mesi (già, non ci sono solo i casi di don Seppia che al suo pusher li richiedeva giovani ma forse non fino a questo punto) un delitto contro la morale. Un peccato cioè e non un crimine. Per di più non compiuto nei confronti della persona umana inerme (del resto per questa religione ha più valore uno zigote di un essere umano vivo e vegeto), ma nei confronti di dio: «l’atto sessuale di chierico CON minore di anni 18» (De delictis gravioribus, 2001) nonostante la sfilza di Nuove norme e linee guida (ah ah!) è e rimane SOLO una violazione del VI comandamento. E chi lo compie deve essere giudicato IN SEGRETO SOLO dal proprio vescovo o dalla Congregazione. Sta al buon cuore del vescovo EVENTUALMENTE decidere di collaborare con l’autorità civile nelle indagini contro il presunto reo. In ogni caso il vescovo non ha ALCUN OBBLIGO a denunciare il reato di cui è venuto a conoscenza. Che don seppia e altri come lui (don cantini ad esempio e gli altri due prima citati) abbiano agito indisturbati per anni e anni, coperti dalle loro gerarchie consapevoli, non lo dice un anticlericale o un laico o peggio ancora un aaaAateo. E il perché e il come dipende dalle leggi vaticane, dall’incapacità di comprendere la gravità del crimine in questione da parte delle gerarchie di omuncoli vaticani, ma anche e soprattutto dall’inerzia mentale di certa parte della società civile che non vive nel piccolo Stato per soli uomini.
@Aldo
Ha interpretato male, molto male.
E’ ovvio che se usiamo parole mai scritte non leggeremo mai allo stesso modo.
Io non ho mai usato il termine di “non cattolici”, dove l’ha letto? io ho usato il termine anti-clericale, e l’ho contrapposto al termine laico, non messo in relazione.
Non ho creato alcuna simbiosi tra i due termini ma li ho tenuti ben distinti.
Coloro che sfruttano un dramma per gettare fango sono anti-clericali, ed è troppa grazia considerarli laici.
Se lei evitasse di aggiungere termini da me mai usati, riuscirebbe ad interpretare nella corretta maniera. Semplice.
Leggo ora il commento numero 15 di giancarlo, che evidentemente era in coda di moderazione mentre io scrivevo il mio (17).
Fa benissimo a citare il John Jay Report del 2004, ma dovrebbe avere una visione un po’ più ampia della questione americana per poter difendere la sua tesi. Bastano due frasi per smontarla: prescrizione dei reati, risarcimenti milionari in via extragiudiziale. Peraltro i 4392 casi citati dal report sono casi ACCERTATI. E cmq, così per farsi un’idea, provi a moltiplicare per 10. E’ il numero medio di stupri confessati da questi criminali. Ora lei penserà, seguendo la sua ferrea logica cattolica: beh, ma 43920 bambini e adolescenti non sono che un’infinitesima percentuale sul totale dei minori Usa.
@Federico Tulli
Lei sta dando una informazione sbagliata riguardo alle nuove norme in materia di abusi sessuali.
La guida a tali norme la può trovare qui
http://www.vatican.va/resources/resources_guide-CDF-procedures_it.html
dove all’inizio può leggere :”Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte.”
Quindi lei, dicendo “In ogni caso il vescovo non ha ALCUN OBBLIGO a denunciare il reato di cui è venuto a conoscenza.” afferma il falso.
Ripeto quel che ho già detto ad Aldo, possiamo essere o non essere d’accordo su questo e altri temi, ma converrà con me che dare informazioni sbagliate non è un esercizio di onestà intellettuale.
Tanto le dovevo per una corretta informazione anche nei confronti di chi legge.
Prendo il caso dell’Italia, dove l’obbligo di denuncia di un reato ad esempio vale per i pubblici ufficiali e non per i “semplici” cittadini (ad esempio il preside di una scuola è obbligato a riferire alle autorità preposte la notizia di un eventuale abuso subito da un alunno. Il bidello no: sta alla sua etica). I vescovi non sono pubblici ufficiali, ma “semplici cittadini”. Pertanto scrivendo questa cosa: “Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte”, la Congregazione NON IMPONE ai propri vescovi ALCUN OBBLIGO di denuncia alle autorità civili. Ma fa credere a lei e all’opinione pubblica che sia così.
Aggiungo, per una corretta informazione, anche nei confronti di chi legge, quanto cita il punto III g della Lettera circolare ai vescovi: “le Linee guida devono tener conto della legislazione del Paese della Conferenza, in particolare per quanto attiene all’eventuale obbligo di avvisare le autorità civili”.
@max: Nota anche lei la presenza della parola “eventuale”?
@Max
“Ha interpretato male, molto male.
E’ ovvio che se usiamo parole mai scritte non leggeremo mai allo stesso modo”
Sospendo questa inutile diatriba perchè sta sfociando nel ridicolo. Mettermi a fare l’analisi logica della sua frase come a scuola non mi sembra il caso. Chi legge si farà la sua idea.
Noto invece che, come accade di solito, lei è riuscito a sviare il discorso dribblando abilmente dai fatti che ho riportato a carico della chiesa che sono incontestabili e pertanto necessitavano di orientare altrove l’attenzione dei lettori.
@Federico Tulli
Mi scusi, ma questa è una sua interpretazione, non un fatto.
Il fatto è che il Vaticano ha chiaramente indicato che “va dato seguito alle disposizioni della legge civile….”, poi se lei vuole arbitrariamente interpretare in altro modo è libero di farlo, ma ripeto, resta una sua interpretazione, non un dato oggettivo.
Riguardo alla presenza della parola “eventuale” in quella circolare, mi sembra che si stia attaccando ad un cavillo letterale, non mi dica che vuol costruire ipotesi fantasiose su questo la prego.
Inoltre nella stessa circolare è scritto “L’abuso sessuale di minori non e’ solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorita’ civile” e ancora “Sebbene i rapporti con le autorità civili differiscano nei diversi paesi, tuttavia è importante cooperare con esse nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale”.
Anche in riferimento al John Jay Report devo correggerla, e lo faccio badi bene, non sulla base di mie interpretazioni, ma sul contenuto reale del reporto che metto a disposizione qui
http://gr.rossoalice.alice.it/fmc/antefrm.php?filename=/PUBLIC/johnjayreport.pdf
Ebbene, il numero 4392, come potrà leggere a pagina 22 dello stesso report, riguarda il totale di preti accusati di abusi sessuali con minori, non di casi accertati come lei dice.
Insomma sig. Tulli, è bello confrontarsi, ma cerchiamo di verificare bene le notizie.
@Aldo
Abbia pazienza, ma se lei mi rende protagonista di parole mai dette, è ovvio che io lo faccio notare. La diatriba non ci sarebbe stata se solo lei avesse evitato di interpretare a modo suo una mia frase.
Riguardo alle accuse che io avrei dribblato mi vien solo da ridere (non si offenda, è un modo di dire), perché se dovessi mettermi a discutere con tutti coloro che vuotano il sacco del loro odio nei confronti della chiesa dovrei passare le giornate su internet; io preferisco attenermi a fatti e discutere di oggettività, piuttosto che commentare dietrologie e accuse generiche.
@max: vede, tra noi terreni le parole hanno un senso. EVENTUALE sta lì a significare che (anche) con queste nuove linee guida non c’è alcun obbligo di denuncia imposto dall’autorità ecclesiastica. Semplicemente l’ex Sant’uffizio ricorda ai vescovi di attenersi alla legge degli Stati in cui risiedono. Considerando che il documento viene sbandierato come l’apoteosi della “tolleranza zero” nei confronti dei pedofili, ci sarebbe da vergognarsi anche solo ad averlo reso pubblico. Ma la vergonga è certo l’ultimo dei pensieri per i detentori della chiave che apre la Porta dell’etica e della morale universale.
Le ricordo inoltre che il JJR del 2004 è stato commissionato dalle diocesi Usa e che sulla base di quello studio le stesse diocesi sono state le prime a varare delle linee guida molto restrittive (dopo aver accertato che l’80 pc dei vescovi Usa aveva coperto abusi nel corso della propria carriera). Talmente restrittive che il vaticano di GPII le bocciò chiedendo di riscriverle. Inoltre è sempre sulla base di quei numeri che sono partiti i risarcimenti delle diocesi alle vittime, che a oggi ammontano a oltre 800 mln (vado a memoria, non ho il tempo di “verificare” i numeri precisi. Lo dico perché è lei che si appiglia ai dettagli ma come insegna la sua cultura di riferimento, capovolge la realtà a suo uso e consumo). Ho idea che la decina di diocesi Usa (sempre a memoria…) fallite o che hanno chiesto fallimento dal 2004 a oggi, abbiano cavillato meno di lei sulla morigeratezza di quei 4392 signori.
Le cui gesta sono narrate qui: http://www.bishop-accountability.org/
Ora mi perdonerà, ma mi sottraggo a questo suo continuo spezzettare il discorso altrui finalizzato a raccontare solo la parte della storia che più le aggrada.
Cordialità
ho letto tutti i commenti ed ho capito che, la pedofilia nella chiesa cattolica non sarà mai combattuta, almeno finchè ci saranno persone disposte quasi a giustificare questi obbrobri come casuali e non come problemi seri insiti nel credo cattolico. Vorrei anche fare un appunto a questi preti pedofili: quando Cristo disse – lasciate che i pargoli vengano a me -, credo intendesse tutt’altro!!!
@Federico Tulli
Riguardo al JJR io ho solo corretto un dato spudoratamente falso da lei sbandierato per vero, e cioè che i 4392 casi di abusi erano casi accertati, mentre si tratta solo di casi denunciati, di cui solo un centinaio (per vari motivi) sono stati condannati, quindi lei può sottrarsi da quel che vuole, ma se dice falsità non si aspetti che stiamo tutti qui a pendere dalle sue labbra.
Quindi se c’è qualcuno che capovolge la realtà questo è lei, sbandierando cifre di cui non conosce il significato.
Resta però chiaro che per me anche un solo caso di abuso è un caso di troppo, questo è chiaro.
A dimostrazione della veridicità di ciò che dico, io le ho anche fornito il documento originale del quale stiamo parlando, quindi ognuno può leggerlo e rendersi conto di chi dice cose false e chi invece sostiene il vero.
Il mio parere è che sia inutile altercare (ma che dico? Inutile persino intraprendere impresa di dialogo) con persone che fanno “distinguo” del genere (“MINORI, NON bambini”… certo: siccome esistono anche “bambini maggiorenni”…), la cui “logicità” e finalità potrebbero risultare assai suspiciose. Resta di fatto che un viscido criminale del genere di questo prete sia come minimo da chiudere in galera dopo averlo fatto frustare, in perfetto ossequio al “porgi (o “porCi”?) l’altra guancia”. In fondo, la colpa è dell’istituzione, che con il celibato ha avallato l’omosessualità (ed annesse devianze) dei preti; non solo accogliendo persone già predisposte ad omosessualità e/o pedofilia (che non sono crimini nuovi; li assillavano sin da prima di Pier Damiani…), ma anche forgiandole con la loro policy “formativa”.
@marco
scusa, sei sicuro di aver letto tutti i commenti? i miei no di certo.
cordialità.
“Ha abusato di minori, non di bambini” è la cosa più stupida che sento dire da parecchio tempo… ed il fatto che tanta gente intelligente abbia scritto così tanti commenti per discutere con il povero scarto sociale che ha scritto quell’infelice sentenza mi rattrista.
Ma davvero pensate che si possa intavolare una discussione con un soggetto che in difesa di un abuso dice “Ha abusato di minori, non di bambini” ?
non vi sentite scemi dopo qualche riga?
lasciate perdere, se volete fargli un favore ridete di lui e di quelli come lui, lasciate che si estinguano in pace o lanciate qualche argomento scottante o qualche frase scomoda per vedere come si scaldano al riguardo scannandosi spesso anche tra di loro, un po’ come fareste con le noccioline allo zoo di fronte alla gabbia delle scimmie.
Sono cul de sac evoluzionistici deambulanti, un vicolo cieco culturale.
sono divertenti da guardare ma addirittura sprecare del tempo a dibattere con loro mi sembra esagerato.
Baci!
Con 36 commenti .. posso fare il 37?
Come disse una volta il direttore Calamani, qui si spacca il capello in quattro, e non si arriva a niente.
Quoto Aldo,RoB, Luciano47,… cosa aggiungere?
Le sottigliezze linguistiche ve le lascio, per me un criminale è un criminale e come tale va trattato. Sia prete, etero, omo, bi, trisex, ed anche il Papa.
Non si vuole capire che è stata usata violenza gratuita.
Questo va punito. Duramente.
Il resto fa schifo, e dovrebbe velocizzare la punizione, anziché rallentarla.
Un mio amico prete, disse una volta che “saremo giudicati non solo per il MALE che abbiamo fatto, ma soprattutto per il BENE che non abbiamo fatto”.
Ci pensino i cattolici, ci pensi la Sacra Chiesa Di Roma.
Se poi un giorno Dio scendesse sulla terra, allora io pregherò per i cattolici (moderati estremisti ecclesiali .. tutti/e).
Perché sarà incazzato come una bestia, deluso da millenni di soprusi abusi violenze perpetrate in suo nome.
…………….
sapete il divertimento dov’è?
Che anche in quel ipotetico caso, trovandosi faccia a faccia con Dio che gli sgrida e li rimprovera, sono certo che loro sarebbero in grado di negare la Sua esistenza, perché non fa/dice ciò che LORO pensano.
Finisco con la frase di Luciano47 Chi protegge in qualche modo i criminali ( in questi casi di criminali si tratta) è esso stesso un criminale.
@Luca Giallombardo
Mi hai preso io commento nr 37
Ovviamente concordo.
Poiché il link al JJR postato dal signor max è fasullo, intervengo solo per segnalarne uno valido, quello originale (da me consultato durante la stesura del mio saggio e citato in bibliografia): http://usccb.org/nrb/johnjaystudy/
A chi ha tempo e voglia di vederci chiaro, consiglio di scorrere dalla pagina 26 (e non 22 come erroneamente scritto dal signor max) – dove è indicata la fatidica cifra di 4392 “priest accused” – alle pagine 104 e seguenti, dove sono elencate le cifre spese dalle diocesi americane per risarcire le vittime dei suddetti… “accused”.
Mi preme solo ribadire – per ripulire fino in fondo questo thread da certi schizzi di fango – che il centinaio di casi arrivati in giudizio civile su oltre 4mila denunce si spiega con la sommatoria di una serie di elementi. Tra questi i più significativi sono: la prescrizione del reato, le leggi canoniche che imponevano ai vescovi, alle vittime e ai loro carnefici il silenzio fino alla fine dell’eventuale procedimento canonico pena la scomunica, e soprattutto la prassi usuale tra le diocesi cattoliche di risolvere il contenzioso con le vittime in via stragiudiziale pagando profumatamente il loro silenzio (come del resto chiunque può verificare dalle tabelle a pagg. 104 e seguenti).
Tre elementi che oggi faticosamente la Chiesa di Roma sta cercando di modificare per dimostrare all’opinione pubblica la reale intenzione di cominciare ad affrontare le proprie responsabilità che non si limitano certamente – per quanto riguarda gli Usa – a quei soli 100 casi.
La prescrizione ad esempio – sulla carta – è stata elevata a 20 anni a partire dalla maggiore età della vittima. E in alcuni casi particolarmente gravi il papa può decidere di eliminarla.
E’ poi caduta la scomunica per la vittima. Resta ancora aperta la questione dei risarcimenti in via stragiudiziale. Da qualche tempo è in atto una guerra tra le diocesi e la “casa madre”. Da quando cioè un avvocato americano ha avuto l’idea di chiedere direttamente il risarcimento al Vaticano. Diciamo che è la versione “civilistica” di quanto Amnesty international ha intenzione di fare con la denuncia della Santa Sede alla Corte penale internazionale, di cui parla l’articolo che ha dato origine a certi imbarazzanti pruriti.
Leggendo i primi due commenti mi rendo conto che l’unica ideologia che stenta a morire è quella neonazista, che ben sapeva manipolare le parole per affermare la pura razza ariana…se al termine ariano sostituiamo oggi “cattolico”, si capisce bene come la chiesa odierna (ed in special modo questo papa), abbia già manipolato nuove SS per combattere ciò che considera impuro, ovvero omosessuali, laici, disabili e quant’altro non si voglia piegare al nuovo Sacro Romano Impero. Sta di fatto che l’unico REALE atto contro natura lo sta perpetrando proprio la chiesa cattolica romana con l’imposizione della castità ai propri parroci, un atto che neanche un verme ermafrodita si sognerebbe di compiere A VITA, in quanto anche questo semplice animale conosce i rischi generati da pesantissimi squilibri ormonali, 1000 volte più intensi della menopausa femminile, rischi che nella pedofilia si evidenziano tutti come reali e tangibili: questo prete forse ha abusato per 17 anni di cocaina proprio per non cedere alla pazzia da astinenza sessuale, ma alla fine questa ha preso il sopravvvento trasformandolo in un mostro violentatore di bambini, preferibilmente deboli ed indifesi come lui stesso diceva.
Il disgusto che provo per questo “clero” va al di là di ogni sentimento di ribrezzo, e mi auguro che se veramente esiste un dio ci doni qualche pandemica pestilenza, come in passato, per ridare a questo pianeta quella pace che noi uomini siamo incapaci di raggiungere e mantenere.
@Federico Tulli
Egregio sign. Tulli, il documento da me postato è la scansione dello scritto originale, quello invece postato da lei è la trasposizione fatta per il web.
Lei continua a nascondere il fatto di aver detto una sciocchezza, che poi è il motivo del mio disappunto, e cioè che il numero 4392 non si riferisce ai casi accertati di abuso, ma di casi denunciati, tant’è vero che anche il suo link, alla pagina 26 che lei indica questo numero come casi accusati, dicendo testualmente: “the total number of Catholic priests and deacons in the United States who have been accused of sexual abuse of children is 4,392. ”
Letto bene? dice “who have been accused of sexual abuse”, cioè che sono stati accusati, non accertati.
Bene, mi dispiace sign. Tulli, al di là della diversità di opinione che può contraddistinguerci, mi pare che lei non faccia una gran figura; sarebbe stato molto meglio da parte sua ammettere la leggerezza con la quale ha sostenuto una sciocchezza simile e correggersi, invece questo suo tentativo maldestro di nascondere tale sciocchezza si è rivelato un boomerang, perché anche il link che lei asserisce essere l’originale, dà ragione a me e non a lei.
Agli altri che sono intervenuti, specialmente a coloro che asseriscono che i cattolici difendono i criminali, invito la lettura del mio primo commento (nr. 12), quella è la mia posizione e non la cambio di una virgola, e su quella preferivo confrontarmi, purtroppo mi sono lasciato prendere la mano dal chiarire delle evidenti sciocchezze che avevo visto qui scritte.
Nella mia esperienza col clero – ahime’, e qui auguro a tutti gli appassionati difensori del clero di rinascere e passare tutta l’infanzia e adolescenza tra le loro mani… beh se lo difendete cosi’ dovreste esserne anche felici – non posso che quotare chi ha scritto qui tra i commenti che proprio il celibato costituisce un terreno fertile per perversioni varie.
Anche se scelto liberamente, l’astinenza sessuale prolungata e’ una forzatura che l’individuo fa su se stesso e poiche’ questi individui cosi’ eccellenti “frenatori” di se stessi vivono nel tessuto sociale, ci si immergono, avrebbero bisogno di una capacita’ sovrumana per reprimere costantemente le loro NATURALI pulsioni, stimolate magari da una bella donna che entra in chiesa o in confessionale, da una ragazzina ancora acerba o peggio ancora da una bambina. Lo stesso vale per le pulsioni omosessuali. Il celibato al massimo posso capirlo per monaci che vivono completamente isolati (eremiti), almeno sono facilitati nella loro “nobile” missione contro se stessi.
Comunque qui non si tratta del fatto che la Chiesa dovrebbe far pace col sesso… ma chiediamoci: sarebbe disposta la Chiesa a rinunciare a un po’ del suo patrimonio milionario per destinarne una minima parte alla prole che i preti potrebbero avere, nel caso la Chiesa consenta loro di averne?? Personalmente, darei “forse” volentieri l’8×1000 alla chiesa cattolica se destinato a tale scopo… odio le ipocrisie.
Scriveva Giancarlo un paio di giorni fa che “nella stragrande maggioranza dei casi di “preti pedofili”, si tratta, in realtà, di preti omosessuali.” A smentirlo arriva oggi anche il nuovo rapporto della Conferenza dei Vescovi USA. I risultati della ricerca quinquennale commissionata dai vescovi statunitensi ha concluso che né il celibato dei preti, né possibili tendenze omosessuali, né il fatto che il sacerdozio sia riservato ai soli uomini, hanno causato gli abusi sessuali su minori. Lo studio, presentato ieri dalla Conferenza episcopale statunitense, attribuisce invece il problema a un’inadeguata formazione nei Seminari e a un insufficiente supporto psicologico da parte della Chiesa ai preti. – Ovviamente questo rapporto sorvola allegramente sulle responsabilita’ di vescovi e cardinali, che in tantissimi casi sapevano e non hanno mosso un dito, ma questo e’ un altro discorso. Bye
…Il 29 ottobre don Seppia scrive in un sms: “Trova un bambino 10 anni”. da Repubblica on line di oggi. Ecco servito chi fa distinzioni capziose tra pedofilia ed abuso su minori. Forse per poter continuare a dire “…la chiesa (alla quale resto e resterò sempre fedele)”, ma allora che si discute a fare. se poi si giustifica tutto dicendo che “..che la chiesa è composta da uomini e che non è immune dal male.”
La logica vorrebbe che se si sostiene che la chiesa e composta da uomini che non sono immuni dal male, non si può parlare di una chiesa Santa. E’ meglio sostenere che la chiesa tende al bene e fa il possibile, ma come tutte le attività umane non è depositaria di verità assolute.
la scelta dei testi fondanti è stata fatta da uomini, l’intervento dello spirito santo è tutto da dimostrare a meno di pensare che per lunghi periodi questo sia stato assente ed abbia lasciato la chiesa in balia del male.
Come avrà reagito la chiesa alla tentazione di “adattare” i testi sacri quando aveva il monopolio della cultura ereditato dalla dissoluzione dell’impero romano?
Tutti i concili che si sono succeduti avevano solo lo scopo di cercare la verità o sono stati piegati anche a logiche di potere?
Altrimenti non si spiegano i cambiamenti che ci sono stati a livello di dottrina cattolica nel corso dei secoli.
L’articolo di ieri su Repubblica e’ scioccante… e vedo che a chi si e’ attaccato alle parole solo per fare inutili distinzioni – che alla luce dei fatti emersi non sussistono – non gli resta che tacere per salvare la faccia… VERGOGNA!!!
Se ho introdotto la niente affatto sottile distinzione tra pedofilia ed omosessualità non è per cercare di sminuire o cancellare le responsabilità di Riccardo Seppia. Scusate, ma avete letto bene i miei commenti? Ho detto e ribadito a più riprese che il “soggetto”, per me, finirebbe al muro; come dire che l’unica condanna adeguata per lui è la morte. E bene dice Virginia Romano quando sottolinea che non esiste il reato di pedofila, ne quello di omosessualità, ma esiste il reato di abuso su minore. Come dire che, indifferentemente dal caso di pedofilia o omosessualità o eterosessualità, ciò che è importante è l’abuso sul minore. Ma io, infatti, sono perfettamente d’accordo su questo punto: Seppia è un criminale perché ha abusato di un minore, non perché è pedofilo o omosessuale. Tuttavia resta il fatto che Seppia, abusando di un ragazzo di quindici anni, ha dimostrato di essere omosessuale. Ora, siccome questo fatto di essere omosessuale, si verifica nella grande maggioranza dei casi di preti abusatori, di qui nasce la mia riflessione, che non riguarda la maggiore o minore responsabilità di chi commette l’abuso, ma che riguarda la chiesa: la quale dovrebbe mettere più attenzione nella selezione dei candidati al sacerdozio, avendo particolare cura nello scartare gli omosessuali. Tutto qui. Non occorre sbraitare contro il cattolico difensore dell’indifendibile. Io non ho mai inteso difendere niente e nessuno. Ho solo voluto precisare i contorni della vicenda per poter fare una considerazione. Evidentemente però dell’orientamento sessuale di chi abusa si può parlare solo quando chi abusa è eterosessuale o pedofilo: guai a parlare di omosessuali abusatori. Si dà il caso, però, che i preti che abusano di minori sono quasi tutti omosessuali e non pedofili. E’ un dato di fatto, non un opinione. E ci dobbiamo fare i conti. Tutti.
ma chi se ne frega se è un omosessuale? è un prete. forse abusa perchè a sua volta abusato.
forse il seminario non fa bene ai ragazzi. si discuta di queesto non si immagini una scelta diabolica da paerte degli omosessuali per avere maggiori possibilità di adescamento (vedi commento n. 11).
forse quando si entra in seminario non si è così calcolatori.
tutto questo polverone solo per dire che la chiesa non c’entra. ma nel caso di preti, che si votano alla chiesa, ogni loro azione la coinvolge, nel bene e nel male.
Proprio per questo la chiesa farebbe bene a guardarsi dai preti omosessuali: perchè c’è sempre più gente che, come te, è incline a minimizzare la responsabilità personale e a massimizzare la responsabilità della chiesa. Secondo te Riccardo Seppia ha abusato perchè ha frequentato il seminario? … Mi domando perchè continuo a commentare su CronacheLaiche.
Io penso che non ci sia alcun nesso possibile tra il celibato del clero cattolico e la pedofilia. Per due motivi:
1- La stragrande maggioranza dei crimini pedofili avviene in famiglia, ergo…
2-Lo stupro di un bimbo di 4 mesi o di 10 anni o di 15 ma ancora in età prepuberale non è di certo “sostitutivo” del rapporto affettivo con una persona adulta e consenziente
Penso invece che ci siano molti pedofili tra i preti (il caso americano dal 1950 al 2002 – con oltre 2,6 MILIARDI di dollari in risarcimenti pagati alle vittime dal 1991 – è solo la punta di un iceberg. Pensiamo all’irlanda o alla germania. E all’Italia entro qualche mese…) grazie a un sistema legislativo che garantisce loro impunità, anonimato e libertà di movimento negli ambienti più a rischio.
Sono perfettamente d’accordo con lei sul fatto che non ci sia alcun nesso tra celibato e pedofilia. Non sono, invece, per niente d’accordo sul fatto che ci siano molti pedofili tra i preti. In un arco di cinquant’anni, su 109000 sacerdoti statunitensi, ci sono state 4392 accuse di abusi. Di queste, solo un centinaio sono state giudicate vere in sede giudiziale. Cento casi su centomila sacerdoti. Questi sono i dati, signor Tulli. La chiesa, con vostra buona pace, non è un covo di pedofili.
@Giancarlo: forse non hai letto gli ultimi articoli sulle intercettazioni di questo essere Seppia: cercava disperatamente ragazzini maschi di 10 anni! Ancora a dire che era omosessuale??? Questa e’ pedofilia. Poi se vuoi possiamo distinguere tra pedofilia omosessuale (abuso di ragazzini) e pedofilia etero (abuso di ragazzine), e se vuoi possiamo distinguere pure il caso se ad abusare e’ una suora: se abusa di ragazzini la suora e’ pedofila etero, se abusa ragazzine e’ pedofila omo. Come vedi – spero che lo noti – si scende nel ridicolo…
Le conclusioni del John Jay Study del 2004 sono un po’ più articolate rispetto alle sue. E lei – ma non è l’unico – ha una visione piuttosto parziale, se non infinitesimale, della realtà. Alcuni – tra cui io – lo definirebbero NEGAZIONISMO.
Cmq, se fossi un esperto in materia ecco come risponderei a chi come lei difende l’indifendibile aggrappandosi ai numeri.
Gli abusi e le molestie sessuali nei confronti di bambini e adolescenti erano endemici nelle istituzioni scolastiche gestite dalla Chiesa d’Irlanda. E’ scritto nel Rapporto Ryan del maggio 2009.
L’indagine governativa ha accertato 30mila casi di abusi nelle scuole cattoliche del Paese tra il 1930 e il 1990.
Il link al documento originale: http://www.childabusecommission.com/rpt/index.php
Un comodo riassunto del Guardian: http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/20/irish-catholic-schools-child-abuse-claims
A novembre 2009 un secondo Rapporto, che conteneva i risultati di un’altra indagine questa volta condotta dal giudice Murphy, rivela le responsabilità di oltre 800 sacerdoti cattolici e 5 vescovi, autori rispettivamente di stupri su ragazzini e copertura sistematica dei responsabili. In complicità con i vertici della polizia locale (non certamente di cultura atea).
Se vuole continuo. Ad esempio ricordando i 50mila bambini nativi canadesi seviziati, stuprati, uccisi e seppelliti in fosse comuni ancora oggi introvabili, costretti a forza a frequentare le scuole cattoliche canadesi dopo essere stati strappati dalle loro famiglie. Qui dovevano convertirsi e dimenticare la propria lingua. Chi di loro rifiutava faceva la fine che ho appena descritto. E se qualche familiare li reclamava indietro finiva nella stessa fossa comune. Il tutto è avvenuto tra il 1870 e il 1996. Nel 2008 il governo canadese ha ammesso le proprie responsabilità nella complicità dello sterminio versando un risarcimento miliardario ai superstiti: 30mila persone, su una popolazione di 1,5 milioni nel 1870. Nel 2009 BXVI ha espresso “rammarico” per quanto accaduto. Nel 2010 tre persone sono state ascoltate dalla commissione parlamentare italiana che si occupa di crimini contro l’umanità: due superstiti (Clarita Vargas e Henry Cook) e il sacerdote (Kevin Annett) che riuscì a far emergere tutta la storia sistematicamente coperta per oltre un secolo dalle autorità ecclesiastiche e civili.
Per chi ha PARECCHIO stomaco, qui c’è il link al resoconto stenografico dell’audizione che è negli atti della Camera: http://norational.wordpress.com/documenti/
Se vuole continuo, sciorinando i numeri della PEDOFILIA NEL CLERO CATTOLICO che arrivano dalla Germania, dall’Olanda, dal Belgio, dall’Italia, dal Sud Africa, dal Brasile, dal Messico (ha mai sentito parlare dei Legionari di cristo?), dalla Gran Bretagna.
E mi riferisco solo alla storia contemporanea.
No, perché se vuole possiamo andare a ritroso lungo tutta la storia del cristianesimo gettando un occhio su ciò di cui si occupò prevalentemente il tribunale del Sant’Uffizio dell’Inquisizione dal 1556 in poi. Oppure sulle abitudini “sessuali” di 17 papi tra il 366 (Damaso I, poi santo) e il 1550 (Giulio III). Oppure, giù giù, fino al 305 con il concilio di Elvira che stabilisce il divieto dell’eucarestia per i chierici «stupratores puerorum».
Più o meno la stessa sanzione che sarebbe oggi toccata a don seppia se prima dei carabinieri fosse arrivata la solerte magistratura vaticana.
“… Mi domando perchè continuo a commentare su CronacheLaiche.”
ma non ho letto commenti, ho solo letto la pervicace affermazione che la colpa è degli omosessuali e non della chiesa perchè i preti pedofili accertati sono circa cento su centomila 1 su mille.
Con il suo ragionamento, visto che la chiesa (istituzione) è fatta di preti, l’uno per mille della chiesa è pedofilo. Poi ci sono anche tutti gli altri difetti degli uomini e donne che ne fanno parte. o pensa che la chiesa sia un organismo etereo a metà strada tra la terra ed il cielo.
Maè possibile che ci siano anche altri casi non denunciati e non accertati?, Non pensa anche lei che , come aveva detto anche un altro commentarore “anche un solo caso è gravissimo”?
Come può escludere il legame tra l’abuso commesso ed il seminario, visto che in molte strutture simili al seminario accadono queste cose ed inoltre anche un altro dei altri protagonisti di questa vicenda è un ex seminarista. Come fa a dire che la chiesa non c’entra se l’ accusato e le vittime erano prete e chierichetti.
E’ ovvio che essendo la chiesa fatta di uomini ha pressapoco gli srtessi difetti e virtù degli uomini in equilibrio variabile di bene e di mnale nel tempo. Per cui, la strenua difesa della purezza e santità della chiesa non cancella la realtà dei fatti.
Scendete dal pulpito.
Parroco diventa padre
La Curia lo sospende
“E’ stata una debolezza”, ammette don Marco Marengo, parroco di Quezzi. La Curia lo ha trasferito in un convento di frati a Varazze. Per evitare lo scandalo la donna è andata a partorire a Santo Domingo ma ora chiede di poter dare un padre a suo figlio
da Repubblica di oggi
Non vi fate mancare niente.
come la mettiamo stavolta, che non c’è ombra di omosessualità?
Egregio signor Tulli, a sentir lei la chiesa cattolica sarebbe davvero un covo di pedofili. Quello che è certo è che nessun’altra istituzione ha aperto i suoi archivi e favorito ricerche così precise come quelle che negli Stati Uniti hanno interessato la Chiesa Cattolica. Tuttavia, lo studio del John Jay College del 2004 ha prodotto un nuovo rapporto, datato maggio 2011, nel quale si tenta un confronto con le comunità protestanti, i Testimoni di Geova, i mormoni, gli ebrei, e ancora le scuole pubbliche, le società sportive giovanili, i boy scout e conclude che – benché i dati limitati non permettano conclusioni certe – tutti gli elementi parziali che emergono sembrano indicare almeno che in tutti questi ambienti il rischio di abusi di minori non è più basso rispetto alle parrocchie e alle scuole cattoliche. Un altro dato che emerge con chiarezza dal nuovo rapporto è che gli abusi sui minori, da parte dei sacerdoti cattolici, sta subendo una clamorosa frenata, al punto che la frequenza (di tali abusi) rilevata in questi ultimi anni si è addirittura ridotta rispetto all’inizio degli anni cinquanta. Il che dimostra che le misure di prevenzione adottate dopo l’arrivo a Roma del cardinale Ratzinger come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nel 1981, funzionano. Un’ulteriore elemento di riflessione evidenzia il legame stretto tra atti e comportamenti omosessuali e abusi su minori. Infatti dal solito studio emerge che ben l’80,3% degli abusi sono di natura omosessuale. Al contrario, il nuovo rapporto del 2011 insiste su un punto già sottolineato nel 2004: questi numeri non si riferiscono a «preti pedofili». Esiste una definizione medica della pedofilia, che si riferisce a rapporti con minori che non hanno raggiunto la pubertà. Ci viene ora ripetuto che l’80% delle vittime nelle accuse di abuso avevano superato la pubertà, e – dal momento che i veri pedofili tendono ad avere vittime multiple – a «meno del cinque per cento» dei preti accusati può essere imputato un comportamento «pedofilo».
Per Antonio. Carissimo, non mi sono mai sognato di voler mettere la chiesa, moralmente, su un piano superiore rispetto al resto dell’umanità. La chiesa è fatta da uomini, quindi da peccatori. Però da questo a dire che la chiesa (solo quella cattolica) è un covo di pedofili, ce ne corre.
@Giancarlo: Io ho scritto che ci sono «molti pedofili tra i preti», non che molti preti sono pedofili. Coglie la differenza? Io dico di sì. C’era chi si barcamenava tra Scilla e Cariddi e chi come lei veleggia tra NEGAZIONISMO e MISTIFICAZIONE, sciorinando percentuali come quelli che sostengono che è impossibile che nei forni siano morti SEI MILIONI DI EBREI (Quattro di queste persone sono state riabilitate a gennaio 2009 dal quel ratzinger da lei testè citato).
Ha per caso qualcosa di veramente interessante da raccontarci?