Diritti&Rovesci
EllaOne, la pillola dell’anno e mezzo dopo
di Alessandra Maiorino[12 mag 2011]
Ah, l’Italia! Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. E in effetti l’Italia come luogo della mente esiste nell’immaginario collettivo occidentale a prescindere dalla sua esistenza reale: è il luogo dove tutto scorre normalmente, ma nulla è come dovrebbe. È il paese del caos organizzato, delle convergenze parallele, e della laicità di carta pesta, subordinata a un millantato e deforme “sentimento religioso popolare”.
In questo luogo surreale si fanno mille buoni propositi e altrettante fantastiche promesse, ma ciò che conta è che gli uni e le altre siano espressi, non realizzati e mantenuti. Questo almeno per i cittadini “normali”; per quelli “più normali” degli altri, invece, vale naturalmente la vecchia regola che propositi e promesse siano onorati, costi quel che costi.
Così, dal suo blog personale la senatrice radical-democratica Donatella Poretti lancia il seguente quesito: «Che fine ha fatto la pillola dei cinque giorni dopo?»
La stragrande maggioranza dei cittadini si chiederà sbigottita persino cosa mai sia la pillola dei cinque giorni dopo, portando ancora
nella mente i segni delle feroci lotte, tuttora non del tutto sopite, scatenatesi a proposito della commercializzazione della pillola del giorno dopo e del farmaco abortivo Ru486. La EllaOne, questo il nome commerciale del farmaco (di cui si era data notizia già nell’agosto 2010), è un contraccettivo d’emergenza che sfrutta il principio attivo dell’ulipristal, ritardando o inibendo l’ovulazione e impedendo così l’inizio della gravidanza. Qui la scheda ufficiale del farmaco.
Sebbene il farmaco abbia ottenuto l’autorizzazione per la messa in commercio dall’Emea, l’agenzia europea del farmaco, già nel maggio del 2009, e la casa produttrice che ne detiene il brevetto abbia presentato la sua richiesta all’Aifa, agenzia italiana del farmaco, nel gennaio 2010, a tutt’oggi nulla si sa del suo destino. Il motivo? La senatrice Poretti spiega che «Esattamente un anno fa il ministro della Salute (N.d.R. Ferruccio Fazio) ha chiamato a dirimere la questione se il farmaco sia contraccettivo o abortivo il Consiglio Superiore della Sanità. Ma in quanto membro dell’Emea, l’Italia si è già espressa a favore della commercializzazione del farmaco come “contraccettivo femminile d’emergenza” nella procedura centralizzata di AIC e di conseguenza ora è semplicemente obbligata a dare il via libera alla sua commercializzazione come contraccettivo e non come abortivo». Con il collega Marco Perduca, in data 10 maggio 2011, la senatrice ha dunque presentato al ministro della Salute un’interrogazione parlamentare per sapere a quale titolo sia stato richiesto il parere del Consiglio Superiore della Sanità.
Proprio il giorno seguente però l’Ansa ha diramato un comunicato nel quale si rende noto che la stessa agenzia sarebbe venuta in possesso di un documento dell’Aifa in cui si esprime «preoccupazione riguardo alle eventuali conseguenze di un uso ripetuto per il quale non si hanno dati disponibili circa la sicurezza e gli eventuali effetti collaterali. L’azione dell’ulipristal – si legge ancora nel documento – va ad alterare sia la maturazione secretiva dell’endometrio (e quindi lo rende meno funzionale) sia a ritardare l’ovulazione a livello ovarico, causando l’effetto contraccettivo».
In attesa che gli esperti nominati dal ministero della Salute italiano di pronuncino sull’opportunità o meno di immettere anche in Italia il farmaco EllaOne, sarà bene sapere che esso è già da tempo disponibile in America, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Svezia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Austria, Grecia, Polonia, Lettonia, Lettonia, Portogallo e Romania. E sarà anche opportuno ricordare che, come specifica lo stesso sito del ministero della Salute, in Italia la contraccezione d’emergenza (nella sua forma tradizionale e attualmente – difficoltosamente – in commercio) «non è a carico del servizio Servizio Sanitario Nazionale ovvero si acquista in farmacia su presentazione di ricetta medica, al costo di circa 11 Euro». Le malcapitate che invece, incappate nelle lungaggini di farmacisti obiettori illegalmente, dovessero aver bisogno di ElleOne, possono legalmente acquistare il farmaco in internet, al modico costo di 75 euro a pastiglia. (Approfittatene qui!).
E intanto, solo pochi giorni orsono, nel paese dove tutto scorre normale e nulla è come dovrebbe, solerti italici parlamentari hanno presentato “un’interpellanza urgente” perché le magiche pastiglie Cialis e Viagra siano del tutto gratuite per chi ne ha davvero bisogno…To be continued.
Alessandra Maiorino








































che schifo di società:bigotta e maschilista.
l’“interpellanza urgente” perché le magiche pastiglie Cialis e Viagra siano del tutto gratuite per chi ne ha davvero bisogno semberebbe una barzelletta… ma dal momento che siamo governati da maniaci sessuali è una triste realtà. in bocca al lupo, paese di oscurantisti e maschilisti!