Attualità Chi€sa
Chi vuol essere milionario cattolico?
di Alessandro Baoli[23 apr 2011]
Joseph Ratzinger sta impiegando una parte importante del suo pontificato nella denuncia del relativismo montante e della secolarizzazione della società, denuncia che man mano che aumenta di tono trova sempre più alleati nelle istituzioni e, attraverso queste, nei media.
Nell’omelia del 21 aprile scorso, durante la messa crismale, dal pontefice si è levato un grido disperato, con toni quasi apocalittici: «Non siamo forse noi – popolo di Dio – diventati in gran parte un popolo dell’incredulità e della lontananza da Dio? Non è forse vero che l’Occidente, i Paesi centrali del cristianesimo sono stanchi della loro fede e, annoiati della propria storia e cultura, non vogliono più conoscere la fede in Gesù Cristo?».
Parallelamente si moltiplicano le iniziative per tentare di imporre nuovamente la dottrina della fede cattolica all’attenzione del grande pubblico, e alcune di queste iniziative sono alquanto fantasiose, in relazione alla granitica e impacciata macchina della propaganda classica.
Dopo Youcat, compendio “tascabile” del Catechismo, dopo le “apparizioni” papali senza contraddittorio nel piccolo schermo, arriva online un test che viene chiamato “Quanto sei cattolico?“: ventinove domande a risposta multipla, che dovrebbero servire a rinfrescare la conoscenza delle nozioni del Catechismo; dunque, una prova di conoscenza del dogmatismo cattolico, più che di spiritualità pura, ma d’altra parte il dogmatismo fine a se stesso è il marchio di questo pontificato. Le risposte “esatte” per arrivare a superare il test a punteggio pieno ed essere dichiarati pienamente cattolici secondo il magistero sono facilmente riconoscibili anche da chi non ha confidenza con la religione, e scorrere l’elenco di quelle ‘giuste’, mostrate alla fine non fa che rinnovare l’indignazione per le posizioni che la Chiesa – notoriamente – sostiene sull’omosessualità, sulla pena di morte (che, ricordiamo, la Chiesa ammette), sulla laicità, sul rapporto col potere temporale, sulla contraccezione.
E’ interessante, però, la presentazione del test, che recita, tra l’altro: «Anche i quiz televisivi, attestano che la conoscenza della religione non è molto diffusa tra i credenti. Nonostante le lezioni di catechismo e circa quindici anni di insegnamento a scuola» il comportamento dei cattolici è «spesso incoerente con l’insegnamento del Magistero».
Il cattolico italiano dunque non ha occasioni di verificare e rafforzare le proprie convinzioni, serve un ulteriore ‘aiutino’? La verità è che questo test è stato ideato e messo in rete dall’Uaar (Unione degli atei e degloi agnostici razionalisti), con l’obiettivo di mettere a nudo la scarsa conoscenza di molti credenti della loro stessa religione. La cultura cattolica permea completamente questa società da sempre, e il collateralismo della politica (di questa politica in particolare, che domina i media) con le gerarchie ecclesiali, che è aumentato costantemente dalla breccia di Porta Pia ad oggi, crea in realtà un sacco di occasioni, un numero enorme di occasioni. A cominciare dai “quiz televisivi” cui si fa riferimento, come ben sa chi vede “Chi vuol essere milionario” (questa è l’allusione) trasmesso con grandi ascolti dalla rete ammiraglia del premier – paladino dei valori cristiani, e condotto da Gerry Scotti, uno dei maggiori testimonial del cattolicesimo televisivo: ogni giorno almeno una domanda di religione, compresa quella che ha consentito recentemente la vincita del milione in palio.
Si può tranquillamente sostenere, in conclusione, che forse l’allarme lanciato da Ratzinger a ogni piè sospinto sull’avanzata del relativismo e della secolarizzazione abbia pienamente ragione di essere, ma non perché non ci sia abbastanza influenza della cultura cattolica nella società, ma perché questa è cambiata e continua a cambiare; sono le gerarchie ecclesiali e il loro magistero ad essere fermi ad almeno due millenni fa. Per questo, anche la traduzione pratica di questa denuncia in iniziative concrete favorisce solo il moltiplicarsi dell’arroganza impudente di chi già detiene un grande potere sulla società, sul mondo della comunicazione e della politica, ma non se lo fa bastare e ne pretende ancora di più. Il risultato è che molti credenti vivono la loro appartenenza alla Chiesa e alla ecclesia come partigianeria pura e semplice, inconsapevole del significato di quell’appartenenza. Sarà interessante vedere il risultato del test e cosa deciderà chi credeva che la sua religione fosse solo amore e carità. Intanto, il papa e i suoi collaboratori perseguono nella pura e scarna amministrazione di un dogmatismo vuoto, piuttosto che prendere atto della realtà: cessare le ostilità nei confronti del non credente e “umanizzare” finalmente l’approccio col credente.









































incredibile, si sono preparati la risposta per i non credenti, sentite cosa mi hanno scritto come risultato:
Il tuo non è un profilo cattolico. E il bello è che lo sai benissimo.
Hai deciso di fare questo test solo perché gli increduli sono molto curiosi, incrollabili esploratori del mondo, e probabilmente avevi già trovato LO SPAZIO CHE FA PER TE(link al sito dell’ uaar) prima ancora di avviare il questionario.
Se tuttavia, proprio perché curioso, vuoi anche sapere cosa insegnano oggi le gerarchie ecclesiastiche, puoi consultare l’elenco delle risposte corrette secondo l’attuale magistero cattolico.
no comment
@Riky e Alessandro Baoli
L’ho fatto anch’io con lo stesso risultato ma, secondo me, o io non ho inteso bene i vostri commenti o voi avete frainteso il questionario. Mi pare che sciviate come se quel questionario fosse proposto da un ente religioso ma secondo me quel questionario è proposto proprio dalla uaar, infatti sul sito della uaar c’è il link al questionario. Ci sono risposte troppo intelligenti e mirate, dal punto di vista di un non credente, per essere scritte da un clericale. Ci sono risposte che avrebbero potuto indurre un credente a pensare, e questo il clero non può permetterselo. Inoltre aggiugere il link alla uaar è l’opposto di “riportare l’agnello smarrito all’ovile”
@ Alessandro
“…La verità è che questo test è stato ideato e messo in rete dall’Uaar…”
scusa, ho riletto l’articolo e ho scoperto la frase che prima mi era sfuggita…