Critiche laiche
Socci e il crocifisso, passando per Brembate
di Alessandra Maiorino[3 mar 2011]
Non ci sono parole adeguate per qualificare l’articolo pubblicato dal quotidiano Libero lo scorso 1 marzo a firma di Antonio Socci: “Yara come Maria Goretti”. (Qui nella versione leggibile sul suo blog). Le mistiche farneticazioni del giornalista fondamentalista su questo terribile fatto di cronaca non sarebbero degne di menzione se non fosse che esse incarnano un’idea che trascende il singolo autore, e che si è prepotentemente affermata nel modus operandi dell’informazione italiana: qualunque tema può essere usato, stravolto, mistificato, se ciò torna utile per il proprio vantaggio, dove per “proprio vantaggio” si intende, naturalmente, la propaganda che si mira a sostenere.
Veniamo così a sapere, esterrefatti, che vi sarebbe un collegamento fra la tragedia che ha colpito l’adolescente di Brembate e la polemica sviluppatasi intorno alla presenza del crocifisso nelle aule istituzionali e scolastiche. Dopo aver condotto il lettore per un intricato sentiero che assimila la tredicenne bergamasca a santa Maria Goretti (entrambe si sono difese dal proprio aggressore), aver fatto della sventurata ragazza l’immagine stessa del martirio cristiano (non senza alludere en passant a fantomatiche apparizioni della Vergine verificatesi proprio «a pochi chilometri dal paese di Yara»), Socci arriva ad un solo piccolo passo da quel che vuole dimostrare, ossia: il crocifisso è l’immagine della vittima per eccellenza, Yara è una vittima, ergo, il crocifisso rappresenta anche lei. Resti dunque dov’è.
Lasciamo al lettore il giudizio sull’operazione portata avanti da Socci. Noi di Cronache Laiche ci limitiamo a prenderne nettamente le distanze. Piuttosto, vorremmo sottolineare come uno dei drammi dei nostri giorni non sia tanto che dei visionari blaterino le loro fanatiche ciance – lo hanno sempre fatto e, nel rispetto della libertà di parola, è giusto che continuino a farlo. Il dramma è piuttosto che tali individui vengano indicati alla società come autorevoli opinion leader, elevati a portatori di valori e idee degne di condivisione ed a cui, possibilmente, conformarsi.
Alessandra Maiorino









































[...] l’articolo integrale: Socci e il crocifisso, passando per Brembate Tags: [...]
Si rimane esterrefatti.Ma cosa hanno nel cervello? Segatura???
Ho riletto l’articolo.Non ci posso credere! Ma questa e fantareligione.Roba da diventare atei ed aclericali.Non trovo parole.Che Socci fosse anomalo l’avevamo capito dopo la piazzata in tv,mi pare con Melandri,ma le sue affermazioni nell’articolo sono demenziali.Roba da manicomio fa una macedonia di fatti(??) slegati per trarre delle conclusioni(??) che lasciano esterrefatti a chi ha un normale comune sentire.Boh!!!!!!!!!!!!!!!
Antonio Socci e Libero, un binomio perfetto, un concentrato di scemenze sesquipedali, meglio stendere un velo pietoso.
Complimenti ad Alessandra Maiorino,
bell’articolo, complimenti ed ha pienamente ragione.
Anch’io ho letto e non ci posso credere. Quelle di Socci sono farneticazioni inqualificabili da giornalista fondamentalista ottuso e baciapile, un integralista pazzoide e fanatico da combattere come, daltronde, tanti altri come lui.
Eppure ci saranno migliaia che prenderanno il suo articolo come oro colato lodandolo.
Poveri illusi che credono ai divulgatori di fandonie invece di aprire la mente e gli occhi per leggere articoli e libri lungi dal fanatismo religioso ipocrita che da 2000 anni e più oprime molti, troppi ingenui creduloni. Saluti.
Cristo è una vittima, dunque il crocefisso rappresenta una vittima, Yara è una vittima, dunque il crocefisso rappresenta Yara. Come dire: Il rosso è il colore della Ferrari, la mia macchina è rossa, dunque la mia macchina è una Ferrari. Siamo in un paese di deficienti.
[...] http://www.cronachelaiche.it/2011/03/socci-e-il-crocifisso-passando-per-brembate/ [...]