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Negazionismo e omofobia

di Alessandro Baoli
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[19 ott 2010]
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deporta1bDopo il caso del professore dell’università di Teramo che ha tenuto una lezione negazionista sul dramma della shoah, e sull’onda degli sproloqui pressoché quotidiani di Ahmadinejad e compari, Riccardo Pacifici, capo della comunità israelitica della Capitale, ha proposto una legge che punisca il negazionismo. Premettendo che non potremmo essere più lontani dalle posizioni negazioniste di chicchessia, sorge spontanea una domanda:  in un Paese dalla laicità malata e dal razzismo galoppante, perché il negazionismo ha bisogno di una legge dello Stato che lo punisca e invece l’omofobia no?

La legge Concia sull’omofobia è stata affossata definitivamente giusto un anno fa, in un Parlamento che non l’ha nemmeno discussa bloccandola al voto sulla pregiudiziale di incostituzionalità presentata dal partito ultracattolico Udc e votata anche dal Pdl (finiani esclusi) e dalla Lega, coi voti contrari invece del Pd e dell’Idv.

Confrontando le posizioni che hanno ispirato le due proposte di legge, non si capisce dove termina il diritto di esprimere un’opinione, per quanto palesemente infondata, ottusa e idiota, e dove dovrebbe cominciare il reato e la sua punibilità. Ma colpisce la disparità di considerazione tra le due questioni: del negazionismo manco a parlarne, talmente evidente è la sua inconsistenza, ma dell’omofobia? Perché i talebani vaticani nostrani e tutti i loro adulatori dovrebbero restare liberi di dire atrocità come che l’omosessualità è “contronatura”, che i gay sono dei depravati e andrebbero persino curati contro la loro volontà, sottolineando poi che chi vorrebbe dare loro i diritti civili più elementari si metterebbe addirittura contro le leggi della natura e/o di Dio, fondando le loro tesi su basi che spesso passano i confini del razzismo vero e proprio? Con tutto quel che ne consegue, come ci dicono i giornali quasi regolarmente, lasciando intuire che quello che balza agli onori delle cronache è solo la punta dell’iceberg, ma spesso si tace su quello che le persone omosessuali e transessuali devono subire ancora oggi nelle teocrazie islamiche e nei paesi a più forte impronta cristiana.

Abbiamo appena commemorato la deportazione degli ebrei romani dal ghetto del 16 ottobre del 1943, e ogni volta ci scordiamo che nella tragedia della shoah hanno trovato morte anche gli omosessuali (e i rom e altri dissidenti); sarebbe un bell’esercizio di coerenza e realismo, oltre che di democrazia, ricordarci che le discriminazioni razziali – tutte – hanno la stessa gravità ovunque e in ogni tempo. Se è auspicabile una distinzione più precisa tra la libertà di opinione e la propaganda di tesi razziste potenzialmente (troppo spesso fattivamente) pericolose per la libertà e l’incolumità di alcune ‘categorie’ di cittadini, bisogna ricordarsi di non escluderne nessuna.

Alessandro Baoli

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7 commenti
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  1. [...] l’articolo integrale: Negazionismo e omofobia Post correlati20 agosto 2010 — Concerto di Elton John in Puglia: “Non può cantare, è gay e [...]

  2. [...] This post was mentioned on Twitter by cronache laiche, cronache laiche. cronache laiche said: Qual è la distinzione tra opinione e diffamazione? http://fb.me/tIJgTCk2 [...]

  3. Io credo che la legge sul negazionismo non vada fatta. Comunque apprezzo in Riccardo Pacifici, il fatto che ogni volta ricorda gli ebrei, i rom, e gli omosessuali ed è sempre in prima fila a manifestare.

  4. Caro Felipe,

    sai bene che ciò non è possibile non solo per la presenza della Chiesa e di ottusi politici, ma anche per il frammentato e litigioso mondo omosessuale italiano

  5. Ricordo la legge sull’omofobia, e per dirla tutta ero contrario.
    Non perché sia giusto essere omofobici, ma perché avrebbe creato un aggravante discriminatoria.
    Cerco di spiegarmi. Se un gruppo di idioti picchia un ragazzo, viene punito con tot mesi di carcere + l’aggravante di averlo fatto perché gay, mentre se fosse stato un ragazzo etero, avrebbero preso solo tot mesi di carcere.
    E questo lo trovo discriminante verso tutte le altre categorie!
    Cosa si dovrebbe fare allora? una legge specifica per ogni categoria discriminata (gay, ebrei, obesi, …) oppure una seria legge “senza sconti” che punisca seriamente gli idioti che vanno in giro a menare la gente?
    Ecco perché sono contrario ad una legge del genere.
    Se si fosse in un paese laico (per me significa ok a tutte le manifestazioni religiose o meno ma NESSUNA IMPOSIZIONE o PREVARICAZIONE o SCAPPATOIA o CONCORDATI) si potrebbe dire ciò che si pensa, difendendo e lottando per le proprie idee come è giusto che sia, e si verrebbe puniti per l’azione che si è compiuta e non si avrebbero pene a punti!
    Cos’è 1 punto se picchi un etero,
    3 punti un gay, 4 punti un nero, 7 punti se nero e gay?
    Andiamo.
    Va punita l’azione, il comportamento stupido.
    Il resto lo trovo superfluo se non dannoso.

    Saluti e complimenti per il giornale.

  6. Il pezzo vuole mettere l’accento sulla incoerenza politica, che usa due pesi e due misure su argomenti per molti versi simili, senza fare l’analisi dettagliata dell’uno e dell’altro.
    Per inciso: io sono per la libertà d’espressione, anche quella degli imbecilli (come omofobi e negazonisti), tuttavia non si può ignorare che certe ‘espressioni’ hanno delle conseguenze pratiche differenti dalle altre, tanto che le si potrebbe definire tranquillamente ‘propaganda’, usando un tremine che nel secolo scorso aveva un significato alquanto sinistro.
    Forse il problema maggiore oggi è l’omofobia, che trova una sponda istituzionale persino presso certi governi europei. “L” ha ragione: creare categorie protette o comunque disparità di trattamento tra cittadini è come tirare una picconata allo stato liberale, ma nella pratica trascura le conseguenze della propaganda religiosa contro gli omosessuali; non per niente il vaticano e tutte le religioni monoteiste si sono sempre opposti a una legge contro l’omofobia (peraltro esistente in altri paesi) e si capisce il perché, così come -per fare un altro esempio apparentemente fuori tema- hanno sempre spinto perché nella nascenda Costituzione europea venissero citate le “radici cristiane”: qui non si tratta solo di formule verbali trascurabili, perché le parole aprono la strada ai fatti. E’ sempre stato così.
    Io non posso parlare a nome di tutti i cittadini omosessuali, ovviamente, ma parlando per me: ok, rinunciamo alla legge contro l’omofobia, ma allora diciamo no anche alla proposta di Pacifici, e aboliamo anche la legge Mancino in toto.
    La verità -secondo me- è che a una democrazia veramente liberale e senza disparità tra cittadini ci si arriva lavorandoci su continuamente, se servono delle ‘correzioni’ per tutelare l’incolumità fisica e i diritti civili di alcuni, ed educare tutti al rispetto reciproco, beh allora si devono fare. In attesa di tempi migliori.

  7. Sono lieto che Alessandro (mi permetto di darti del tu) abbia capito cosa volessi affermare.
    Io non credo che con le leggi ad hoc, si ottenga l’educazione al senso civico, si ottenga il Rispetto.
    Sono dell’idea che una persona sia libera di fare ciò che vuole, professare ciò che crede. Io farò altrettanto, e fermamente, con le mie idee/principi/valori.
    Ma non obbligherò mai al silenzio l’altro, perché così facendo, compio io stesso ciò che denuncio da sempre. L’imposizione.
    Ovviamente, sempre che queste “idee” non siano totalmente inaccettabili, quali ad esempio istigazione alla violenza fisica su tizio o caio ..
    La famosa frase di Voltaire “Non sono d’accordo con le tue idee, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa esprimerle” vuol dire tutto e niente, in quanto , secondo me, dipende dal contesto.
    Ma non voglio impelagarmi in una discussione del genere.
    Anche se interessante.
    Saluti.