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“Si fa per dire”: commenti rubati alle folle sulla costa adriatica

di Paolo D'Arpini
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[4 set 2010]
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postaokEd allora di cosa si parla nel budello adriatico?  Quali sono i commenti della costa emiliana e romagnola e marchigiana, tradizionalmente rivolta ad oriente e quindi più libera dall’influenza occidentale? Tanto per cominciare abbiamo la Festa di Finilandia, il trasgressore, che raccoglie tutti i transfughi del partito dell’amore.
Bandiere tricolori a iosa e nemmeno un segnale dell’ex appartenenza al PDL.  Ma nella pratica le feste dell’Emilia Romagna son tutte uguali, che si tratti di Unità, Liberazione o Finilandia, alla base ci sono i soliti tortellini, salsicce e grigliate per tutti…

Un commento popolare rubato alla folla? “Almeno adesso Fini la smetta di masticare chewing gum..”.

Sulla costa bassa invece l’attenzione é presa dai fatti islamici, tutti parlano di sfregi, accoltellamenti, molestie, fatte alle donne adriatiche da “marocchini” assatanati. Mentre le hostess di Ghedafi si convertono per “denaro” ed imperversano le polemiche sulle lapidazioni di mogli “fedigrafe” in Iran non poteva certo passare inosservata la visita del Chebaffi, il conducator cirenaico, a Roma…

In effetti anche nelle altre occasioni della sua venuta per incontrare il suo “socio in affari”, il Cavalier Arconte, mi sono occupato di rilasciare comunicati e veline..

Anche stavolta, approfittando di una missiva “quasi” in tema ricevuta dal buon Giorgio Vitali di Ravenna, ho voluto sparare qualche “scud”… mi si perdoni l’ardire.

Così, mentre leggevo sui giornali le sparate mediatiche del “folletto” Chebaffi, stamattina mi sono interrogato, sorseggiando il mio cappuccino bollente in quel di Treia, sulla stupidità umana e sulla strumentalizzazione che si fa del proprio potere di ricatto. Ricordo ad esempio quando ero in transito nell’Impero del Centro Africa (ex Republique Centrafricaine) c’era un imperatore pazzo (un tal Bokassa, che dicevano mangiasse pure i bambini). Tale imperatore aveva il vezzo di farsi portare in lettiga dai concessionari diamantiferi… tutti europei, i quali -per paura di perdere le concessioni- si adattavano a portare in trionfo il “tronfio”… Così stamattina mentre apprendevo delle nuove richieste fatte dal rais cirenaico: “cinque miliardi subito .. o l’Europa sarà come l’Africa..” mi sono ricordato delle dicerie raccontate sul Chebaffi.

“… Si dice che egli sia figlio di un ufficiale italiano in Libia… ed é per questo che conosce bene la tendenza italica al ricatto…”.

Machiavelli ha fatto più danni di Attila, egli insegnò il valore della furbizia politica (ideologica) mentre il povero Guicciardini, si dovette accontentare di fare la parte del Confucio italiano.. la “forza delle sue idee” poco ha influito sul sistema sociale dello stivale (proteso verso la quarta sponda e verso gli affari privati di Berluskaiser e Chebaffi)…

Improvvisamente mi é tornata alla memoria quella poesia di Costantino Kavafis che descrive la sfacciataggine di un un “re della Tripolitania occidentale” che va in visita ad Alessandria spacciandosi per dotto greco… ma lascio da parte queste considerazioni e passo ad altre elucubrazioni “vitaliche”:

IN ONORE DEI NOSTRI “GRANDI”
Debbo, e il bisogno spingemi
che sal su dai precordi
dei nostri e altrui grandi uomini
parlare presto o tordi

onde dei più notevoli
di cui narransi i fasti
vo’ rammentare quei celebri
ch’hanno sul Pincio i basti

Parlerò di Cristoforo
che dopo cruda pugna
salpò verso l’America
da un porto della Spugna

o pur di Silvio Pellico
sfuggito all’austra forca
della cui vita eroica
recise il fil la Porca

o scultor Michelangelo
baciato dalla Musa
che ornasti con la cupola
di San Pietro la Chiusa

e tu, divino artefice
pittore sovrumano
moristi troppo giovane
Raffaello d’Urbano!

Di guerra n’ebbe a esprimere
eroi dal proprio seno
l’Italia! Bastin: Scevola
e Umbertto Biancameno!

Onde dico agli immemori:
<La Storia non si trucca!
E’ un fatto, non già favola,
quello di Pietro Mucca!>

Lasciam pur nella Gloria
nei loro aurati stalli
Shakespeare, Balilla, Franklin,
Leonardo e Macchiavalli;

e fra cultor di musica
di qui e fuori casa
Verdi, Rossini, Wagner,
Debussy e Cimarasa.

Tutti color che furono
d’Arte e di Scienza Lumi,
venera e unisce il Popolo
con ben saldi legumi

Infin solo dispiacemi
che non so rammentare
chi disse – e chiedo venia-
<< Rinnovarsi o Perare!>>

(Georgius Vitalicus)

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2 commenti
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  1. … non l’ho capita.

  2. [...] i transfughi del partito dell’amore. Bandiere tricolori a iosa e nemmeno un segnale [...]… Vai alla Fonte dell’Articolo Nessun tag per questo [...]